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	<title>Renzo Baldini &#187; androginia</title>
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	<description>Astrologo e Scrittore</description>
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		<title>Un libro &#8220;pericoloso&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2019 07:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[androginia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1549 veniva dato alle stampe un libro che nella Roma papalina dell’epoca fece molto scalpore e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1549 veniva dato alle stampe un libro che nella Roma papalina dell’epoca fece molto scalpore e che mise nei guai il suo autore. Questi si chiamava <strong>Fortunio Affaitati</strong>. Era nato a Cremona nel 1510<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p>
<p><span id="more-3885"></span></p>
<p>Medico, matematico, teologo, filosofo e <strong>astrologo</strong>, nacque in una famiglia di banchieri e commercianti ma non seguì per nulla le orme familiari attratto com’era dagli studi medici, dall’investigazione, dall’astrologia. Un ribelle, un “uraniano”.<br />
Da tempo Affaitati viveva a Roma e lì ebbe modo di farsi conoscere ai più con un <strong>trattato</strong> che, dedicato a papa Paolo III (Alessandro Farnese) che molto lo stimava e che finché era in vita lo protesse, fomentò <strong>polemiche</strong> a non finire attirandosi critiche da filosofi e teologi venendo altresì preso di mira dall’<strong>Inquisizione</strong>: il titolo di questo lavoro è “<em>Phisicae ac Astronomicae considerationes…</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Ma di cosa parlava questo libro? Di argomenti inusuali e soprattutto audaci per l’epoca, con tesi assai ardite e, appunto, <strong>pericolose</strong>: ad esempio nel primo capitolo, dal titolo “<em>De Androgino a se ipso concipiente</em>”, dove cerca di provare, adducendo a certi tipi di <strong>androginia</strong>, la possibilità che alcune donne possano <strong>concepire senza l’aiuto dell’uomo</strong>, tesi certo ardita per l’epoca ma che soprattutto fece tremare i polsi alla <strong>Chiesa</strong>. Perché? Beh, perché questo avrebbe messo in discussione, dicevano molti, nientemeno che la <strong>verginità della Madonna</strong> (e pur mai esplicitandolo nel testo, Affaitati sotto sotto lo suggerisce).</p>
<p>Ma non solo questo, perché nell’ultimo capitolo, intitolato “<em>De naturali animarum reditu in cadavera</em>”, discute addirittura del fatto che un <strong>cadavere</strong> possa essere, con mezzi naturali, <strong>riportato alla vita</strong>: e il miracolo di Gesù che resuscita Lazzaro? Rischiava di non esserlo. </p>
<p>Oltre a questi vi erano anche capitoli eminentemente <strong>astrologici</strong>, come “<em>De vi synodorum et eclypsium</em>”, dove parla delle cause e delle conseguenze dell’eclisse solare del 12 novembre 1547; oppure “<em>De mensibus attendendis in conceptu</em>”, dove parla, a livello astrologico, delle nascite al di fuori del nono mese; o ancora “<em>De varia gemellorum fortuna</em>”, dove tratta della diversità di destino dei gemelli causa il diverso ascendente<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.<br />
Ma per la Chiesa il vaso era già colmo: si doveva fare qualcosa.</p>
<p>Nel 1550, dopo la morte di Paolo III, venendogli a mancare l’unico appoggio e protezione che aveva, Affaitati decise di accettare l’aiuto di un facoltoso parente <strong>trasferendosi a Londra</strong> dove pare venisse assunto come matematico alla corte di Londra (o come docente di Matematica allo Studio londinese, ma la cosa non è certa), così da allontanarsi sia dalle invidie dei colleghi sia dalle grinfie dell’Inquisizione visto che il libro appena stampato aveva già creato un grande e pericoloso polverone. </p>
<p>Le sue idee, specie quelle sul <strong>magnetismo</strong>, suscitarono notevole interesse nel mondo accademico e scientifico anglosassone. Ma non solo questo: anche gli studi sull’<strong>androginia</strong> e il velato o sottinteso accenno alla messa in discussione della verginità della <strong>Madonna</strong> contribuirono all’attenzione con la quale il mondo protestante londinese guardava a lui.</p>
<p>E però, nonostante il suo nome e alcune protezioni delle quali godeva, il povero Affaitati non era al sicuro nemmeno là: <strong>morì</strong> infatti a Londra nel 1555 pare <strong>affogando</strong> nel Tamigi mentre passeggiava sulle sue sponde.<br />
Viste le polemiche che le sue tesi eretiche avevano provocato sorsero subito voci che si fosse trattato o di un <strong>omicidio</strong> su commissione di alti prelati romani oppure che, vistosi accerchiato da chissà quali nemici, il terrore l’avesse spinto a <strong>suicidarsi</strong>. Aveva solo quarantacinque anni. Povero Affaitati. Fortunio solo di nome.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] A Cremona abbiamo il bellissimo Palazzo Affaitati, sede del Museo Civico e della Biblioteca Statale. Venne costruito nel 1561, dopo la morte del nostro Fortunio.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Titolo dell’opera: <em>Ad Paulum III. Pontificem fortunatissimum optimum maximumque; Fortunij Affaytati Phisici atque Theologi, Phsicae ac Astronomicae considerationes. Quarum Catalogus versa pagina conspicitur</em>, Venetiis, Impressum apud Nicolaum de Bascarinis, 1549. L’opera è presente nella Biblioteca Civica Berio di Genova (collocazione: C.Misc.112(3)).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] I capitoli hanno questi titoli: I. <em>De Androgino a se ipso concipiente</em>. II. <em>De peculiari magnetis ad polum descensu, seu mavis de ipsius magnetis ad polum conversione</em>. III. <em>De vi synodorum et eclypsium</em>. IV. <em>De magnis proximo futuris accidentibus</em>.  V. <em>De mensibus attendendis in conceptu</em>. VI. <em>De varia gemellorum fortuna</em>. VII. <em>De causis cur magnes ad se ferrum attrahat</em>. VIII. <em>De naturali animarum reditu in cadavera, ad Reverendissimum et Illustrissimum Sacrosantae Romanae Ecclesiae Cardinalem Baptistam Belaum</em>.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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