<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Renzo Baldini &#187; cancro</title>
	<atom:link href="http://www.renzobaldini.it/tag/cancro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.renzobaldini.it</link>
	<description>Astrologo e Scrittore</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Aug 2026 06:24:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>L’8: numero sacro e il sesquiquadrato</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/l8-numero-sacro-e-il-sesquiquadrato/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/l8-numero-sacro-e-il-sesquiquadrato/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2020 14:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[ottava casa]]></category>
		<category><![CDATA[scorpione]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renzobaldini.it/?p=4269</guid>
		<description><![CDATA[Il numero 8 è il più antico numero sacro. Assomiglia, in posizione “adagiata”, al simbolo dell’infinito]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il numero 8 è il <strong>più antico numero sacro</strong>. Assomiglia, in posizione “adagiata”, al simbolo dell’infinito (∞) ideato dal presbitero e matematico inglese John Wallis (1616-1703) nel 1655, anche se pare che lo studioso non avesse in mente il numero 8 ma il segno che nell’antica Roma rappresentava il numero 1000 (M o meglio CIƆ,) preso da lui come simbolo di “grande quantità”.</p>
<p><span id="more-4269"></span></p>
<p>Tra le figure geometriche derivate dal numero 8 abbiamo l’<strong>ottagono regolare</strong>, figura che sta a metà strada tra il <strong>quadrato</strong> – la Terra ovvero l’<strong>essere umano</strong> – e il <strong>cerchio</strong> – il Cielo ovvero la <strong>divinità</strong> – e che è formata da otto lati di uguale lunghezza e otto angoli interni di uguale ampiezza, cioè 135°. </p>
<p>In astrologia un angolo di 135° si chiama <strong>sesquiquadrato</strong> e deriva dall’ottava armonica, la suddivisione del cerchio zodiacale in otto parti (45° e multipli); come aspetto planetario il sesquiquadrato viene considerato “dinamico” (è formato, come dice il nome, da un quadrato e mezzo); è un aspetto spesso <strong>incompreso</strong> e perciò poco utilizzato: se dovessi legarlo a un’immagine penserei a un <strong>re detronizzato</strong>, con tutto ciò che questo comporta a livello psicologico e non solo quindi depressione, scontentezza, impotenza, rancore, sentimenti di rivalsa: qualcuno che è stato re e adesso non lo è più ma che sente che potrebbe esserlo di nuovo ma non ci riesce. </p>
<p>Si può vedere il sesquiquadrato anche come l’ottagono che, simbolicamente, <strong>sta a metà strada</strong> tra il quadrato e il cerchio, tra la terra e il cielo, sospeso quindi in una sorta di <strong>indecisione</strong>, attratto com’è dall’una e dall’altro ma mai vivendo totalmente nessuno dei due (e questi “due” sono i pianeti in sesquiquadrato tra loro). </p>
<p>Interessante far presente che prendendo come punto simbolico di partenza lo 0° Ariete troviamo un semiquadrato a 15 ° Toro (45°), un quadrato a 0° Cancro (90°) e un sesquiquadrato a 15° Leone (135°): 45° + 90° = 135°, un quadrato e mezzo, appunto; quindi si può dire che il sesquiquadrato ha natura di 15° Toro e 0° Cancro; o anche: 15° Toro + 0° Cancro = 15° Leone, quindi il sesquiquadrato ha <strong>natura di 15° Leone</strong> ovvero in questo grado si concentrano le energie di 15° Toro e di 0° Cancro, e se il Toro è venusiano e il Cancro lunare allora il sesquiquadrato va a impattare anche in ambito <strong>affettivo</strong>, <strong>sentimentale</strong>, <strong>emotivo</strong>, producendo nella persona un “<em>vorrei ma non posso</em>” o meglio ancora un “<em>potrei ma non voglio</em>” (falso orgoglio “leonino”).</p>
<p>Ma torniamo ai nostri <strong>ottagoni</strong>.<br />
Ottagonali sono molte piante di edifici sacri e misterici – dal Mausoleo di Efeso attribuito alla regina egizia Arsinoe IV (68 a.C. &#8211; 41 a.C.), sorellastra di Cleopatra, alla cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze passando per Castel del Monte ad Adria, tanto per citarne alcuni – ma anche molte piante di Battisteri e questo perché il numero 8 è il numero della <strong>Resurrezione</strong> (Sant’Agostino); da questo lato non dimentichiamo che in astrologia l’<strong>ottava Casa</strong> è quella comunemente detta “della morte/rinascita”.</p>
<p>Legata al numero 8 abbiamo anche la <strong>stella a 8 punte</strong>, simbolo di quella “stella” per antonomasia che è<strong> Venere</strong>, che ha un ciclo di 8 anni terrestri ovvero 13 venusiani; Venere che poi è Ishtar, Inanna, Maria.<br />
In ambito <strong>islamico</strong> la stella a 8 punte – in pratica due quadrati sovrapposti con uno ruotato di 45° rispetto all’altro – è chiamata anche “Stella della Saggezza”; viene usata per indicare la fine di un capitolo nel Corano.<br />
Il numero otto è poi quello che racchiude in sé i primi nove numeri e per questo è considerato un numero esotericamente perfetto, come si può vedere qui sotto:</p>
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 14px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>8 x 1 =</td>
<td>8</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 2 = 16 (1+6) =</td>
<td>7</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 3 = 24 (2+4)</td>
<td>6</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 4 = 32 (3+2) =</td>
<td>5</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 5 = 40 (4+0) =</td>
<td>4</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 6 = 48 (4+8) = 12 (1+2) =</td>
<td>3</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 7 = 56 (5+6) = 11 (1+1) =</td>
<td>2</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 8 = 64 (6+4) = 10 (1+0) =</td>
<td>1</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 9 = 72 (7+2) =</td>
<td>9</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 10 = 80 (8+0) =</td>
<td>8</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 11 = 88 (8+8) = 16 (1+6) =</td>
<td>7</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 12 = 96 (9+6) = 15 (1+5) =</td>
<td>6</td>
</tr>
<tr>
<td>Ecc.</td>
<td>Ecc.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><br/></p>
<p>Sommato a se stesso il numero 8 dà 16 mentre moltiplicato per se stesso dà 64. Questi tre numeri, 8, 16 e 64, hanno sempre avuto molta importanza in ambito misterico ed esoterico – e non solo. Considerate anche che sommati tra loro danno 88.<br />
Per quanto riguarda il <strong>numero 16</strong> diciamo che in geometria è l’unico numero che vale sia come misura del perimetro sia come misura dell’area dello stesso quadrato: infatti un quadrato con lato 4 avrà come perimetro 16 e come area 16.<br />
Per gli <strong>Etruschi</strong> il 16 era il numero della sacralità, <strong>numero divino</strong>, legato alla vita, così che anche il tempo e lo spazio venivano da loro divisi in “sedicesimi”, e si pensa che anche la giornata fosse composta da 16 ore (di 90 minuti l’una), 8 ore per il giorno e 8 ore per la notte; stesso criterio veniva usato per dividere lo “spazio dei segni divini”, cioè il cielo (e la terra), in 16 regioni di influenza, otto positive e otto negative. </p>
<p>Di questa scansione temporale legata al numero 16 se ne trova traccia un po’ ovunque: secondo gli studi sull’allineamento dei monumenti megalitici in Bretagna e Scozia portati avanti dall’ingegnere scozzese Alexander Thom (1894-1985) si può pensare che anche l’<strong>uomo megalitico</strong> (1800 a.C.) usasse un anno di sedici mesi; anche i <strong>Celti</strong> si dice abbiano usato nella loro storia un calendario formato da 16 mesi, forse eredità della cultura megalitica; stessa suddivisione dell’anno in 16 mesi per la <strong>tribù Hopi</strong> della comunità Pueblo, dall’altra parte del mondo (USA, periodo 1000-1300).</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>numero 64</strong> questo è considerato, in ambito misterico, il numero dell’<strong>Universo</strong>, del Tutto, oltre il quale è impossibile andare. Da considerare che 64 sono i nucleotidi del <strong>DNA</strong>.</p>
<p>Come detto il <strong>numero 8</strong>, in astrologia, è il numero della <strong>Casa della “morte”</strong>, in analogia con l’ottavo Segno dello zodiaco, lo <strong>Scorpione</strong>. Il <strong>numero 16</strong>, invece, se partiamo dall’Ariete e continuiamo la sequenza zodiacale senza fermarci ai Pesci, indica il <strong>Cancro</strong>. Lo stesso col <strong>numero 64</strong>: se partite dall’Ariete e contate fino a 64 arrivate al Segno del <strong>Cancro</strong>.<br />
Quindi i numeri 8, 16, 64 rappresentano rispettivamente lo Scorpione (8) e due Cancro (16 e 64), e sappiamo che il primo rappresenta la “morte” mentre il Cancro è il Segno della “vita”.<br />
All’inizio abbiamo visto che 8 + 8 = 16 e che 8 x 8 = 64; ebbene se traduciamo questi numeri nei Segni corrispettivi abbiamo: <strong>Scorpione + Scorpione = Cancro</strong> ma anche <strong>Scorpione x Scorpione = Cancro</strong>; come dire: <strong>morte + morte = vita</strong> ma anche <strong>morte x morte = vita</strong>: dalla morte nasce la vita (o la vita dopo la morte?). Ma se togli la morte togli anche la vita: 8 – 8 = 0. Il NULLA. O la PERFEZIONE?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renzobaldini.it/l8-numero-sacro-e-il-sesquiquadrato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Segni e Costellazioni?</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/segni-e-costellazioni/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/segni-e-costellazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 22:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[ariete]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[costellazioni]]></category>
		<category><![CDATA[precessione equinozi]]></category>
		<category><![CDATA[segni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renzobaldini.it/?p=2532</guid>
		<description><![CDATA[È singolare, per non dire altro, che chi dà contro all’astrologia adducendo ad esempio ignoranze]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È singolare, per non dire altro, che chi dà contro all’astrologia adducendo ad esempio ignoranze degli astrologi sulla precessione degli equinozi («<em>Ma come! Dite ancora che chi è nato il 27 marzo è dell’Ariete? Ma non vi siete accorti che le costellazioni sono slittate all’indietro?</em>») non sappia niente di astrologia.<span id="more-2532"></span><br />
Ma come si fa a dissertare su una materia che non si conosce e peggio ancora a criticarla? Eppure lo fanno.</p>
<p>Quando ci sono programmi in televisione che trattano di astrologia mica chiamano sempre l’astrologo; chiamano l’astronomo, il fisico, lo “scienziato” di turno. Sarebbe come se a un programma che vuole trattare di psicologia, psicanalisi, inconscio, chiamassero un anatomopatologo: «<em>Lei, caro dottore, che da anni studia l’essere umano e avrà dissezionato chissà quanti cadaveri, ci dica, cosa ne pensa di questo inconscio?</em>». «<em>Inconscio? Guardi, come lei ha detto io conosco perfettamente il corpo umano e le dico che mai e poi mai ho visto questo “inconscio” che dicono esserci: non c’è dentro al cuore, non c’è dentro al cervello, non c’è dentro al fegato. Che vuole che le dica. Sono tutte bufale</em>». E giù risate liberatorie del pubblico.</p>
<p>Certo, nessuno è senza colpa, e anche gli astrologi di colpe ne hanno eccome nell’aver contribuito, direttamente o indirettamente, a preparare la strada a questi “sapientoni”. </p>
<p>Ma dicevamo della “precessione”. È questo uno dei cavalli di battaglia di chi dà contro all’astrologia, cioè il fatto che quando il Sole, ad esempio, taglia l’equatore celeste passando da una declinazione sud a una nord, non si staglia più sullo sfondo della costellazione dell’Ariete ma di quella dei Pesci. Se l’astrologia tropicale usasse le costellazioni avrebbero ragione, quel Sole lo dovremmo dire essere in Pesci. Ma quando il Sole taglia in quel modo l’equatore siamo intorno al 21 marzo, inizio della primavera. Quel periodo dell’anno si chiamerà sempre Ariete a prescindere da quale costellazione ci sta dietro. Perché questo? </p>
<p>Per scoprirlo dobbiamo andare indietro nel tempo e fermarci a quando gli esseri umani dettero il via a queste rappresentazioni celesti. Difficile ovviamente sapere come il tutto nacque, ma qualche supposizione su come sono stati concepiti i Segni dello zodiaco possiamo farla. </p>
<p>Prendiamo ad esempio il Segno del <strong>Cancro</strong>.<br />
Quando i nostri antenati, millenni fa, studiavano il cielo e i movimenti degli astri, si erano accorti che nel periodo in cui il Sole era (o si avvicinava a essere) al massimo della sua forza “calorifera”, sembrava <strong>fermarsi</strong> per poi tornare <strong>indietro</strong> o comunque pareva spostarsi di lato: si dissero che questo comportamento ricordava il movimento dei <strong>granchi</strong> la cui andatura è in direzione laterale. <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/cancro.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/cancro.gif" alt="cancro" width="200" height="144" class="alignleft size-full wp-image-2531" /></a>Cosa fecero? In quel luogo del cielo, per ricordare a loro stessi e ai posteri in quale punto <strong>temporale</strong> e <strong>spaziale</strong> il Sole aveva quel comportamento, misero una specie di <strong>post-it</strong>, cioè collegarono tra loro alcune stelle così da fissare una figura che assomigliasse a un granchio o comunque alle sue chele. Quella zona di cielo e quel periodo stagionale si chiamarono da lì in poi Cancro. </p>
<p>Oppure prendiamo l’<strong>Ariete</strong>.<br />
Quando il Sole, intorno al 21 marzo, taglia l’equatore celeste fa uno scatto enorme di declinazione in direzione nord, cioè da 0° balza in un mese a 12°, quasi la metà del suo tragitto in ascesa, assomigliando – si dicevano – a un <strong>ariete</strong> che con la sua <strong>forza</strong> insita nella <strong>testa</strong> sfonda quella linea immaginaria celeste; anche lì, in quello spazio e in quel tempo, i nostri progenitori misero un <strong>post-it</strong> e lo <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/ariete.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/ariete.gif" alt="ariete" width="200" height="145" class="alignright size-full wp-image-2530" /></a>chiamarono Ariete, cioè collegarono alcune stelle così da formare come delle corna arietine. Questo punto dell’anno avrà sempre nome Ariete perché è lì che ha inizio la primavera ed è lì che il Sole ha quel comportamento “arietino” di sfondamento. </p>
<p>Che poi queste costellazioni si siano spostate nei millenni non vuol dire che dobbiamo rincorrerle e chiamare il periodo intorno al 21 marzo Pesci, perché quel periodo non ha niente delle &#8220;caratteristiche&#8221; dei Pesci: quel periodo sarà sempre, nei millenni a venire, Ariete. Così come non chiameremo certo Gemelli il periodo in cui il Sole arriva al culmine della sua ascesa intorno al 21 giugno, pur in quel periodo trovandosi il Sole nella costellazione dei Gemelli.</p>
<p>Quindi all’astrologia, quella tropicale, non gliene importa niente delle costellazioni reali perché essa va dietro al comportamento del Sole, o meglio, al rapporto Terra/Sole, ché di questo si tratta, essendo l’astrologia di natura stagionale. Usiamo quindi i Segni e non le costellazioni, Segni che sono appunto “segni” cioè “segnali” messi in cielo dai nostri antenati e che “segnano” il percorso/comportamento del Sole. </p>
<p>Quindi chi, tra gli astronomi, astrofili e “scienzati”, si ostina a ripetere che gli astrologi sono ignoranti perché non sanno, i poverini, che il cielo si è “spostato”, non conosce l’astrologia, e se non la conosce, perché diavolo mai ne parla? Ah già, è un “anatomopatologo”, che diamine!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renzobaldini.it/segni-e-costellazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
