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	<title>Renzo Baldini &#187; destino</title>
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	<description>Astrologo e Scrittore</description>
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		<title>L&#8217;astrologia dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 04:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
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		<description><![CDATA[Con “astrologia dell’anima” ‒ termine peraltro molto abusato e bistrattato ‒ si intende un]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con “astrologia dell’anima” ‒ termine peraltro molto abusato e bistrattato ‒ si intende un tipo di indagine astrologica vòlto alla conoscenza della nostra anima, quindi un tipo di lettura del Tema natale che possiamo definire <strong>psicologico</strong> e <strong>spirituale</strong> allo stesso tempo.<span id="more-4313"></span></p>
<p>Contrariamente a quanto si può pensare l’astrologia spirituale o dell’anima non è una branca recente ma affonda le proprie radici agli albori dell’astrologia stessa, scienza quest’ultima che prima di diventare uno strumento utilizzato essenzialmente per divinare era materia <strong>sapienziale</strong>, una via utilizzata per connettersi al Cielo cercando di ricomporre il legame perduto con l’<em>anima coeli</em>, ricollegando il microcosmo al macrocosmo e viceversa. Solo successivamente l’astrologia divenne materia anche divinatoria, utilizzata cioè per conoscere il futuro.
<p/>
<p>Per secoli le due visioni, i due approcci, viaggiarono insieme ma venne un momento in cui le loro strade si divisero e più l’<strong>arte divinatoria</strong> prendeva campo più la <strong>scienza sapienziale</strong> vedeva diminuire il suo “impatto pubblico” ‒ non certo la sua autorevolezza ‒ trovandosi così costretta a fare buon viso a cattiva sorte cercando ospitalità nelle austere sale di biblioteche, nei conventi, nei monasteri, nelle varie “Case della Saggezza”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, lì sì accolta amorevolmente, supportata e studiata da eruditi, filosofi, sacerdoti e scienziati che con dedizione ne tenevano accesa la fiammella portandola avanti intatta nel corso dei secoli e le cui tracce, più o meno velate, si possono riconoscere nel pensiero, negli studi e nelle opere dei vari Pitagora, Plotino, Porfirio, Giamblico, Ildegarda di Bingen, Dante Alighieri, Marsilio Ficino, Paracelso, Giordano Bruno, tanto per citarne solo alcuni.
<p/>
<p>Fu così che i tempi maturarono convincendola che era giunto il momento di far conoscere all’umanità l’antico precetto ermetico per cui “<em>Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in bass</em>o”.<br />
Poi si specchiò e pensò di riconoscersi nella <em>prisca sapientia</em> e nella <em>theologia platonica</em> di Ficino, nella <em>congruentia</em> Uomo-Cosmo di Paracelso, nell’<em>anima mundi</em> di Bruno, fino a che dopo secoli di oscurantismo si trovò, tra il XIX e il XX secolo, a usufruire di una iniezione di vitalità ‒ forse non voluta, non cercata ‒ proveniente da due diversi indirizzi di pensiero come erano e sono la <strong>teosofia</strong> e la <strong>psicologia analitica</strong>.
<p/>
<p>Rivestita in tal modo di panni nuovi, più rispondenti alle richieste e alle esigenze del tempo, l’antica scienza sapienziale cercò di riprendere il suo posto nel panorama astrologico moderno.<br />
È certo però che secoli di peregrinazione e l’essere stata costretta a elemosinare di volta in volta nuovi alloggi l’avevano da una parte impoverita della sua sapienza iniziale e dall’altra ammantata di orpelli che lei stessa faceva fatica a riconoscere come propri.<br />
Oggi troviamo un gran numero di scuole e di soggetti che si richiamano a questa antica scienza non tutti però con le adeguate conoscenze e finalità.
<p/>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p>L’astrologia dell’anima o spirituale ‒ che potremmo chiamare anche “astrosofia” ‒ cerca di dare una mano a capire chi siamo e da dove veniamo; aiuta a trovare una maggiore <strong>consapevolezza di sé</strong>; aiuta a comprendere quali strumenti abbiamo a disposizione per usarli al meglio. Molti amari accadimenti che ci coinvolgono hanno spesso come retroterra un nostro <strong>disagio esistenziale</strong>, una imperfetta comprensione di noi stessi: spesso siamo noi che inconsapevolmente andiamo incontro o fomentiamo ciò che ci accade.
<p/>
<p>Certo, c’è anche il <strong>destino</strong>, sul quale non ci è dato di intervenire: per esempio si può nascere su un barcone di migranti al largo delle coste di Lampedusa oppure a Buckingham Palace. E poi si nasce con un preciso <strong>DNA</strong> ereditato dai nostri genitori, dai nonni, dai bisnonni, dai trisavoli, ecc., ovvero si può provenire da una <strong>linea ereditaria genetica</strong> che, per esempio, può aver compreso, nei secoli passati, un assassino o un santo o uno scienziato o un grande musicista le cui impronte genetiche hanno poi “rotolato” attraverso i secoli lungo questa linea ereditaria senza trovare nessun soggetto su cui fermarsi fino a che, trovando quello con le giuste corrispondenze anche astrali ‒ noi stessi ‒, queste impronte <strong>si sono fermate</strong> andandosi ad annidare all’interno delle nostre “pieghe genetiche” così che ci ritroviamo con una non richiesta <strong>predisposizione</strong> a diventare un assassino o un santo o uno scienziato o un grande musicista. E però per diventarlo veramente ci vuole dell’altro ché non basta esserne predisposti geneticamente: ci vuole qualcosa di esterno a noi, un terreno adatto, un contesto, un ambiente che fortifichi o al contrario indebolisca tutto questo; ma soprattutto ci vuole il nostro consenso, la nostra azione, la nostra volontà, ed è proprio su questo che si può lavorare, che si deve lavorare. Ma per farlo bisogna conoscerci un po’ meglio di quanto crediamo.
<p/>
<p>Ecco, l’astrologia dell’anima dà una mano a capire quali strumenti abbiamo a disposizione al nostro interno per agire ‒ e reagire ‒ dove possiamo e quanto possiamo. Sempre che lo si voglia.
<p/>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p>L’astrologia dell’anima che io uso non ha niente a che vedere con ciò che si trova in giro perché è un sistema che ho <strong>personalmente</strong> elaborato, meditato e testato nel corso degli anni e le cui tracce erano già presenti in alcune mie opere. Da questo lato aggiungo che alcuni dei libri da me scritti, nonostante sembrino slegati tra loro, in realtà fanno parte di un unico progetto essendo tutti attraversati da un <em>fil rouge</em> che li collega al compito assegnato alla mia anima e dai quali ha preso corpo il personalissimo sistema di lettura psicologico-spirituale del Tema natale che utilizzo.
<p/>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Per esempio quella fondata a Baghdad da al-Ma‘mūn (786-833), settimo califfo della dinastia abbaside, patrono di filosofi e di scienziati, lui stesso appassionato e studioso di astronomia e astrologia e che nell’829, contemporaneamente alla Casa, fondò anche il primo osservatorio astronomico permanente al mondo sulle colline di Baghdad. In questa Casa della Saggezza o della Sapienza, in arabo Bayt al-Hikma, vi abitavano permanentemente studiosi, scienziati, filosofi e traduttori, questi ultimi con il compito di volgere in siriaco e poi in arabo gli scritti filosofici e scientifici greci; fornita di una prestigiosa biblioteca, paragonabile a quella di Alessandria, la Casa divenne un importante centro di cultura anche esoterica. Alcuni ascrivono la fondazione di questa Casa della Saggezza al califfo Abū Ja’far al-Mansur (712-775).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: naturattl.com</p>
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		<title>Destino e Libero Arbitrio</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 11:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[In un Tema natale l’asse del meridiano (FC/MC) rappresenta il Tempo, con il Fondo Cielo che affonda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In un Tema natale l’asse del <strong>meridiano</strong> (FC/MC) rappresenta il <strong>Tempo</strong>, con il Fondo Cielo che affonda le sue radici nel nostro <strong>passato</strong> – da dove veniamo ma anche il nostro passato ancestrale – e il Medio Cielo che punta verso il<strong> futuro</strong> – dove andiamo o dove dovremmo andare.</p>
<p><span id="more-4207"></span></p>
<p>L’asse dell’<strong>orizzonte</strong> (AS/DS) rappresenta invece lo <strong>Spazio</strong>, cioè l’orizzonte degli eventi, la Terra, il luogo dove viviamo la nostra vita: lì viene vissuto il nostro rapporto con gli altri, la nostra vita sociale, personale ecc.</p>
<p>Nel Tempo non è dato muoverci a nostro piacimento: anche sforzandoci non è che possiamo far tornare indietro le lancette dell’orologio e nemmeno farle andare avanti per arrivare a domani, bisogna aspettare che sia lui, il Tempo, a passare. Qui sperimentiamo il <strong>Destino</strong>.</p>
<p>Nello Spazio invece possiamo muoverci a nostro piacimento, possiamo andare a destra o a sinistra, in alto o in basso. Qui sperimentiamo il <strong>Libero Arbitrio</strong>.<br />
O meglio: <strong>i Liberi Arbitrii</strong> perché sull’asse dell’orizzonte ci sono io (AS) e ci sono gli altri (DS) e il mio libero arbitrio verrà per forza di cose <strong>condizionato</strong> da quello degli altri, dall’ambiente, dalle regole sociali, dalle risposte che riceverò. Ma condizionato anche dall’educazione ricevuta, da certe mie predisposizioni genetiche. </p>
<p>Destino è nascere in una certa famiglia, in certo ambiente, in un certo periodo storico: io provengo da una linea ereditaria genetica che è fatta in un certo modo, ho un cervello fatto in un certo modo quindi agirò e reagirò secondo certi schemi e non altri, e quelli creeranno la mia vita, ciò che mi accadrà; se caratterialmente sono timido, introverso e imbranato avrò un diverso approccio alle cose della vita di un altro che è estroverso, furbo e disinvolto, e azione dopo azione, giorno dopo giorno, ci creeremo il nostro destino che ovviamente sarà diverso: io rimarrò tutta la vita allo sportello al pubblico, l’altro diventerà amministratore delegato dell’azienda dove lavoro.</p>
<p>È il <strong>carattere</strong> che fa il <strong>destino</strong> ma è il destino che ti dà quel carattere ovvero quei geni e non altri.<br />
Quindi non esiste il libero arbitrio? Certo che esiste. Ovviamente se sei nato albero di mele non è che sforzandoti riuscirai a fare delle susine, farai sempre delle mele; però puoi lavorare su te stesso per fare delle belle mele, le più belle del frutteto, e tutti diranno: «<em>Ma guarda un po’, chi l’avrebbe mai detto: un alberello che all’inizio non gli davi un centesimo, guarda adesso come è diventato e che belle mele sta facendo!</em>». Mele, non susine però. Ricordatelo.</p>
<p>E poi l’asse del meridiano – Tempo, Destino – incrocia quello dell’orizzonte – Spazio, Libero Arbitrio –, cioè i due assi non sono uno di qua e uno di là ma si intersecano, si toccano.<br />
Quindi il Libero Arbitrio <strong>si interseca</strong> col Destino e viceversa, i due si toccano, si scambiano mutue energie, si coinvolgono e si <strong>condizionano a vicenda</strong>. </p>
<p>E poi così come lo Spazio e il Tempo formano lo <strong>spaziotempo</strong> così il Destino e il Libero Arbitrio formano il <strong>liberoarbitriodestino</strong>. E così come la <strong>massa</strong> e l’<strong>energia</strong> deformano lo spaziotempo così <strong>noi</strong> (massa) insieme al nostro <strong>spirito</strong> (energia) possiamo “deformare” il liberoarbitriodestino, agire su di esso.</p>
<p>Da ciò si evince che il massimo del libero arbitrio lo si ha nel momento esatto in cui <strong>si accetta</strong> il proprio destino; accettandolo e poi comprenderlo ti permette di legarlo al libero arbitrio, di intersecarlo a lui, come intersecati tra loro sono l’asse del meridiano e quello dell’orizzonte, e a quel punto tu vivrai nel luogo dove loro si incrociano, scoprendo così che destino e libero arbitrio alla fin fine sono la stessa cosa.</p>
<hr/>
Foto da: https://lofficina.eu</p>
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		<title>Astrologia cosa?</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/astrologia-cosa/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 23:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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		<description><![CDATA[L’approccio all’astrologia può essere diviso in due grandi scuole di pensiero: chi la vede come]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’approccio all’astrologia può essere diviso in due grandi scuole di pensiero: chi la vede come una materia <strong>solo</strong> previsionale e chi come una materia <strong>anche</strong> previsionale.</p>
<p> <span id="more-3794"></span></p>
<p>E non sembri una questione di lana caprina perché si tratta di due visioni che nascono da due concezioni diverse della vita e che chiamano in causa i rapporti fra microcosmo e macrocosmo, <strong>destino</strong> e <strong>libero arbitrio</strong>.<br />
D’altronde ogni astrologo ha la sua <em>forma mentis</em>, la sua visione della vita, la sua etica, la sua morale, la sua filosofia: è quindi attraverso questi “filtri” personali-caratteriali-psicologici che passa l’astrologia che così verrà usata e presentata al cliente secondo il tipo di “filtro” dal quale è passata. </p>
<p>Da parte mia reputo l’astrologia una disciplina “alta”, anzi, “spirituale”;  uno strumento per leggere, studiare, capire, decifrare sia la realtà che ci circonda sia noi stessi; uno strumento per <strong>comprendere chi siamo</strong> e come possiamo migliorarci ed evolverci in sintonia con la Legge di Natura; in una parola uno strumento per conoscerci meglio.<br />
Quindi l’astrologia che intendo è <strong>psicologica</strong>, <strong>spirituale</strong> ed <strong>evolutiva</strong> allo stesso tempo, un’astrologia del “<em>nosce te ipsum</em>”. </p>
<p>E poi l’ho sempre considerata una materia più “pescina” che “virginea”, nel senso che se la costringiamo a scendere troppo nei meandri del <em>particulare</em> si trasforma in un illusorio quanto inutile farmaco delle nostre <strong>paturnie</strong> quotidiane: una catena che ci imprigiona a un futuro sempre interrogato ma <strong>mai conosciuto</strong>; un futuro che sta fuori di noi, staccato da noi; un futuro non nostro; un futuro nemico. </p>
<blockquote><p><em>Dìmmi: come misuri il cosmo e i limiti della terra,<br />
tu che hai un piccolo corpo fatto di poca terra?<br />
Misura prima te stesso e conosci te stesso,<br />
e poi calcolerai la terra sconfinata.<br />
Se non riesci a calcolare il poco fango del tuo corpo,<br />
come puoi conoscere la misura dell’incommensurabile? </em></p>
<p>(Pallada di Alessandria, IV secolo, AP XI.349)</p></blockquote>
<p>Ecco: parafrasando il poeta Pallada, come puoi chiedere del tuo futuro se prima <strong>non conosci te stesso</strong>? Prima misura te stesso e poi, ma solo poi, calcolerai il futuro sconfinato. Perché tu sei il <strong>tuo</strong> futuro. Il tuo carattere è parte del tuo destino. Se (ri)conosci il tuo <em>daimon</em> conoscerai il tuo futuro. Se diventi te stesso, se diventi chi sei, se diventi ciò <strong>per cui sei nato</strong>, capirai il tuo futuro.</p>
<p>Dai tempi dei tempi l’astrologia è stata oggetto di studio: dove la mettiamo? Tra le arti o le scienze? E poi: l’astrologia è un sapere congetturale o una mantica astrale? I cieli sono <strong>causa</strong> o sono <strong>segni</strong>? E a quale visione cosmologica, a quale filosofia, a quale <em>Weltanschauung</em> la leghiamo? A quella aristotelica, stoica o cosa?</p>
<blockquote><p>[…] <em>l’astrologia è stata collegata con la cosmologia di Aristotele secondo la sua dottrina della scienza (metafisica) come scienza delle cause necessarie; con le cosmologie stoiche e l’idea del fatalismo astrale dello stoicismo (Poseidonio, Alessandro di Afrodisia) oppure con la cosmologia animistica di Plotino per cui i cieli non sono causa ma segni dell’animazione universale. Così abbiamo da un lato l’astrologia come un sapere tecnico ben strutturato, e dall’altro le immagini che di essa si sono venute costruendo nei diversi momenti della storia della filosofia e della scienza nei nessi tra astrologia e filosofia, intesa come visione del mondo. Ma, come cosmologia, l’astrologia ha presupposto anche una certa teologia come connessione tra ordine necessario, provvidenza divina e destino, quindi ha riguardato anche diverse procedure tecniche di “divinazione”. E così un problema centrale all’interno dell’astrologia è stato quello di stabilire o rifiutare il suo compito di previsione infallibile con l’annesso quesito delle precisazioni di quale rapporto istituire tra mantica astrale e astrologia oroscopica e quindi determinare differenze, o identità, tra pronostico astrologico e divinazione divina profetica. Questo problema riguarda la discussione se l’astrologia sia una forma oppure no di divinazione, ossia ‘ispirata’, con i connessi temi delle distinzioni tra le forme di divinazione: se naturale, o magica, sovrannaturale, profetica o divina.</em> […] <em>Se l’astrologia non è una forma di divinazione oracolare, infallibile, ma solo una tecnica empirica di previsione meramente fallibile, puramente probabile (Tolomeo), quale può essere la sua utilità?</em> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> </p></blockquote>
<p>Ecco: come rispondereste a quest’ultima domanda?<br />
Sapete cosa mi viene da pensare? Che all’astrologia sia mancata una rinfrescante e corroborante “rivoluzione copernicana”. Il bello – o il buffo – è che ci riempiamo la bocca dicendo che l’astrologia è una materia simbolica, con tutto ciò che questo vuol dire e soprattutto implica a livello filosofico e psicologico, e poi la usiamo come se fosse – e vogliamo che sia – un <strong>meccanismo perfetto</strong> dove uno più uno deve fare due. E deve dirci tutto. Dirci cosa fare e come farlo. E quando, soprattutto. A domanda risponde: come se l’astrologia e l’astrologo fossero una di quelle macchinette dove introducendo la moneta e premendo un pulsante esce – deve uscire, perbacco! – la bevanda prescelta. Così, in modo automatico e sicuro.</p>
<p>Ma una bella “rivoluzione copernicana” no? All’astrologia è mancato un Galilei, ecco la verità.<br />
Ma per molti astrologi (?) è meglio così. Già, perché se così non fosse ci sarebbero milioni di astrologi (?) disoccupati, frotte di individui in preda alla disperazione girovaganti tra le macerie fumanti di un edificio che loro stessi hanno contribuito a distruggere, tutti a elemosinare qualche straccio di consulenza agli angoli delle strade – <em>venghino signori venghino… per carità!</em></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] GRAZIELLA FEDERICI VESCOVINI, dall’introduzione a: SADAN, <em>I segreti astrologici di Albumasar</em>, a cura di Graziella Federici Vescovini, Nino Aragno, Torino 2000, pp. 12-13.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Curiosità sul Vertex</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 13:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti mi chiedono informazioni e curiosità sul Vertex legate anche al suo particolare movimento all’interno]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti mi chiedono informazioni e curiosità sul Vertex legate anche al suo particolare <strong>movimento</strong> all’interno del Tema natale. Ne espongo qui alcune (esempi con lat. 44°N00’).</p>
<p><span id="more-3637"></span></p>
<p>1) Intanto diciamo che:<br />
il Fondo Cielo è il punto cardinale nord = azimut 0°<br />
l’Antivertex è il punto cardinale est = azimut 90°<br />
il Medio Cielo è il punto cardinale sud = azimut 180°<br />
il Vertex è il punto cardinale ovest = azimut 270°</p>
<p>2) Chi ha l’Ascendente dal Segno dell’Ariete a quello della Vergine compreso ha il Vertex <strong>sotto</strong> l’orizzonte.<br />
Chi ha l’Ascendente dal Segno della Bilancia a quello dei Pesci compreso ha il Vertex <strong>sopra</strong> l’orizzonte.</p>
<p>3) Quando l’Ascendente si trova a metà circa del Segno del Leone (+/– 5°: dipende dalla latitudine del luogo) il Vertex si trova a 0° Capricorno e raggiunge la <strong>massima</strong> distanza <strong>sotto</strong> l’orizzonte. Il Leone è il quinto Segno dello zodiaco, analogico alla quinta Casa.<br />
Quando l’Ascendente si trova a metà circa del Segno dello Scorpione (+/– 5°: dipende dalla latitudine del luogo) il Vertex si trova a 0° Cancro e raggiunge la <strong>massima</strong> distanza <strong>sopra</strong> l’orizzonte. Lo Scorpione è l’ottavo Segno dello zodiaco, analogico all’ottava Casa.<br />
Da notare che il Vertex “viaggia” tra la quinta e l’ottava Casa.</p>
<p>4) Collegato al punto 3) abbiamo: quando l’Ascendente è a 0° Cancro il Vertex va a porsi a metà circa del Segno dello Scorpione (+/– 5°: dipende dalla latitudine del luogo).<br />
Quando l’Ascendente è a 0° Capricorno il Vertex va a porsi a metà circa del Segno del Leone (+/– 5°: dipende dalla latitudine del luogo).<br />
In pratica si evince, dai punti 3) e 4), che Ascendente e Vertex <strong>si scambiano di posto</strong> (d’altronde il Vertex è un Ascendente complementare).</p>
<p>5) Collegato ai punti 3) e 4) abbiamo anche: se aggiungi 12 ore alla tua ora natale &#8211; ovvero 12 ore al tuo tempo siderale locale &#8211; e costruisci il Tema, vedrai che l’<strong>Ascendente</strong> di questo nuovo Tema è andato sul tuo <strong>Vertex</strong> natale, mentre il <strong>Vertex</strong> di questo nuovo Tema è andato sul tuo <strong>Ascendente natal</strong>e.<br />
In pratica Ascendente e Vertex <strong>si sono scambiati di posto</strong>. Se questo Tema lo domifichi poi per la tua colatitudine (90° – la latitudine natale) il Medio Cielo va esattamente sul Fondo Cielo natale e viceversa.</p>
<p>6) Quando il Medio Cielo è a 0° Capricorno o a 0° Cancro ovvero quando l’Ascendente è a 0° Ariete o a 0° Bilancia il Vertex è sempre congiunto al Discendente.</p>
<p>7) L’asse Medio Cielo/Fondo Cielo lo possiamo vedere come rappresentante del <strong>destino fisso</strong> ovvero dei <strong>condizionamenti genetici</strong>.<br />
L’asse Ascendente/Discendente lo possiamo vedere come rappresentante del <strong>libero arbitrio</strong> ma ovviamente anche dei <strong>condizionamenti ambientali</strong>.<br />
L’asse Vertex/Antivertex lo possiamo vedere come rappresentante del <strong>destino mobile</strong> ovvero di ciò che alcuni chiamano <strong>caso</strong> o casualità.</p>
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