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	<title>Renzo Baldini &#187; Plutone</title>
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	<description>Astrologo e Scrittore</description>
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		<title>L&#8217;asteroide (399) Persephone</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 23:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 febbraio 1895 veniva scoperto l’asteroide (399) Persephone dall’astronomo Maximilian Franz]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 febbraio 1895 veniva scoperto l’asteroide <strong>(399) Persephone</strong> dall’astronomo <strong>Maximilian Franz Joseph Cornelius Wolf</strong> dall’Osservatorio di Heidelberg, Germania. <span id="more-4319"></span></p>
<p>Si trovava nella costellazione del Leone (ascensione retta 165° 21’, declinazione + 09° 05’, latitudine + 02° 37’). Ha un periodo orbitale di 5,34 anni. Classificazione: fascia principale.
<p/>
<p><em>Il nome</em><br />
Persefone era figlia di Zeus e di Demetra, dea dell’agricoltura. Un giorno mentre stava tranquillamente raccogliendo dei fiori sbucò all’improvviso da sottoterra Ade, dio degli Inferi, che la rapì portandola nel suo buio regno. Una volta laggiù Ade le offrì della frutta (un melograno) che lei mangiò ignara del fatto che chiunque avesse accettato qualcosa dal dio dei morti non sarebbe più ritornato tra i vivi. Demetra, colei che elargiva bel tempo e fertilità alla terra tutto l’anno affinché gli uomini si procurassero il necessario dalla natura, adirata per quello che era accaduto alla figlia smise di essere così benevola lasciando che la terra si inaridisse impedendo così la crescita delle messi. Gli esseri umani morivano di fame e fu così che intervenne Zeus che trovò un accordo: per sei mesi Persefone sarebbe rimasta con Ade, per gli altri sei con la madre sulla terra. Fu così che la natura per sei mesi (primavera ed estate) riprendeva forza e vigore, mentre per gli altri sei (autunno e inverno) si addormentava.<br />
Demetra, per festeggiare il ritorno della figlia, istituì i <strong>Misteri Eleusini</strong> (nella città di Eleusi, dove vi era il più grande santuario di Demetra), dove la figlia rappresentava un po’ la storia dell’anima da quando scende nella materia (andando da Ade) fino al suo rinascere alla vita trascendente (ritorno alla madre). Caduta e redenzione, insomma.<br />
Da considerare che la figlia si chiamava Kore (la “fanciulla delle fanciulle”) e che solo dopo essere stata rapita da Ade e aver mangiato il frutto assunse il nome di Persefone (Phersefhassa, “rovina, vendetta”), ma per i veri seguaci dei Misteri rimase sempre Kore.
<p/>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta (23.02.1895) l’asteroide <strong>(399) Persephone</strong> si trovava in moto retrogrado a 13° 00’ del Segno della <strong>Vergine</strong>, a poco più di un grado dal piede eclittico della stella Mizar, la zeta <em>Ursae Maioris</em> (costellazione dell’Orsa Maggiore), il cui nome deriva dalla parola araba <em>al-marāqq</em>, “l’inguine” (secondo altri significherebbe “reni”, “lombi”); è una stella della natura di Marte che pare conferire onori, rinomanza, forza di volontà, resistenza alle avversità; in posizione preminente in un Tema segna personalità fuori del comune.<br />
Al momento della sua scoperta l’asteroide si trovava in quadratura a <strong>Nettuno</strong>.
<p/>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
Certamente un asteroide che ha a che fare con una buona capacità ad ergersi, con il far valere i <strong>propri diritti</strong>, col dire la propria senza tanti timori; altrettanto certamente un asteroide che si lega a incaponimenti, testardaggine, <strong>convinzione di essere nel giusto</strong>, <strong>capacità persuasive</strong>; tutto questo a maggior ragione se troviamo l’asteroide congiunto a uno dei quattro angoli del Tema; gli aspetti di congiunzione o dinamici a pianeti personali sembrano avere sì lo stesso impatto ma più studiato, meditato, razionale; negli aspetti armonici (sempre con pianeti personali) vediamo invece un attenuarsi dei comportamenti su esposti, o meglio, un uso degli stessi più in sordina, più soffuso.<br />
Ma l’asteroide lavora e agisce anche su altri piani, ad esempio su quello dell’istinto e su quello della ragione, o anima e corpo, spirito e materia, disegnando personalità <strong>carismatiche</strong>, <strong>originali</strong>, <strong>individualiste</strong>, <strong>provocatorie</strong>, <strong>contraddittorie</strong>.
<p/>
<p>(Maggiori info nel mio libro “<em>Dizionario degli Asteroidi</em>”, Capone 2012)
<p/>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(399) Persephone</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
Foto da:theconservation.com<br />
Dipinto di Joseph Heintz il Vecchio &#8220;Ratto di Proserpina&#8221; (1598)</p>
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		<title>Coronavirus e Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 07:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<category><![CDATA[virus]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio ieri discutevo con un allievo di questo Coronavirus e siccome l’argomento che avevamo iniziato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio ieri discutevo con un allievo di questo <strong>Coronavirus</strong> e siccome l’argomento che avevamo iniziato a trattare erano le <strong>Rivoluzioni Solari</strong> siamo andati subito dalla teoria alla pratica prendendo il <strong>Tema natale</strong> della nostra Repubblica e costruendo la RS di quest’anno.</p>
<p><span id="more-4132"></span></p>
<p>Qui sotto il Tema natale dell&#8217;Italia e a seguire il Tema dell’anno.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg" alt="Italia" width="550" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-4130" /></a></p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia_RS-e1582872959789.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia_RS-e1582872959789.jpg" alt="Italia_RS" width="550" height="426" class="aligncenter size-full wp-image-4131" /></a></p>
<p>Osserviamo quest’ultimo: l’<strong>Ascendente</strong> è a 10° Leone quindi si trova nella <strong>Nona Casa</strong> natale (l’estero) ed è esattamente congiunto a Plutone (virus) di nascita.<br />
La micidiale congiunzione <strong>Saturno-Plutone</strong> la troviamo in Sesta Casa (salute) in opposizione alla congiunzione Mercurio-Marte-Nodo lunare Nord ovviamente in Dodicesima. Nettuno (infezione) è punto di scarico di questa opposizione. </p>
<p>«Molto istruttivo. E le Parti Arabe?»</p>
<p>La <strong>Parte di Malattia</strong> di RS si trova a 7°45’ Acquario, opposta all’Ascendente di RS quindi congiunta alla Luna natale (il popolo) e opposta a Plutone natale.</p>
<p>A questo punto l’allievo mi fa: «E se prendessimo anche il Tema della Cina?» Detto fatto.</p>
<p>Qui sotto il Tema natale della Cina e a seguire il Tema dell’anno.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-e1582873082240.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-e1582873082240.jpg" alt="Cina" width="550" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-4128" /></a></p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina_RS-e1582873116566.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina_RS-e1582873116566.jpg" alt="Cina_RS" width="550" height="422" class="aligncenter size-full wp-image-4129" /></a></p>
<p>Osserviamo quest’ultimo: l’<strong>Ascendente</strong> è a 15° Capricorno quindi si trova nella <strong>Dodicesima Casa</strong> natale (grandi o gravi malattie, ospedali, ecc.) ed è “attanagliato” dalla congiunzione Saturno-Plutone.</p>
<p>Le Parti Arabe? La <strong>Parte di Malattia</strong> di RS si trova a 1°52’ Toro, congiunta a Urano di RS e in quadratura alla Luna natale.</p>
<p>«Molto eloquente.» Già.</p>
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		<title>Plutone “compie” 90 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 23:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clyde tombaugh]]></category>
		<category><![CDATA[Percival Lowell]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>
		<category><![CDATA[stella]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tanto cercato nono pianeta si fece conoscere all’umanità il 18 febbraio 1930. L’ostetrico fu]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il tanto cercato nono pianeta si fece conoscere all’umanità il <strong>18 febbraio 1930</strong>. L’ostetrico fu l’astronomo statunitense <strong>Clyde William Tombaugh</strong> (1906-1997) che lo tolse dalle tenebre alle ore 16.03.<span id="more-4110"></span></p>
<p>Il luogo di nascita fu l’Osservatorio Astronomico di <strong>Flagstaff</strong> in Arizona, fondato nel 1894 dall’astronomo statunitense <strong>Percival Lowell</strong> (1855-1916) il quale già a suo tempo si era dedicato a studi e ricerche sulla possibile presenza di un altro pianeta al di là di Nettuno: fu anche grazie ai suoi studi che alla fine Plutone venne scoperto.</p>
<p>Subito ci si mise alla ricerca di un nome da dare al nuovo pianeta. Fu una bambina inglese di 11 anni, <strong>Venetia Burney</strong> (1918-2009), a suggerire di chiamarlo <strong>Plutone</strong> (e fu un suo prozio, il chimico Henry George Madan, a dare nel 1878 i nomi Phobos e Deimos alle lune di Marte: un vizio di famiglia!): ne parlò a suo nonno, Falconer Madan, ex direttore della Bilbioteca universitaria di Oxford, che a sua volta ne parlò all’astronomo Herbert Hall Turner (1861-1930), professore di astronomia alla stessa Università, il quale il 16 marzo 1930, con un cablogramma, girò la proposta agli astronomi di Flagstaff che avevano indetto il concorso per la scelta del nome; questo il testo del messaggio: </p>
<blockquote><p><em>Naming new planet please consider Pluto, suggested by small girl Venetia Burney, for dark gloomy planet.</em></p></blockquote>
<p>Il nome venne ufficialmente accetttato il 1° maggio 1930, preferito ad altri anche perché le prime due lettere, P e L, erano poi le iniziali di Percival Lowell.</p>
<p>Il 24 agosto 2006 Plutone venne declassato a “pianeta nano” e il 7 settembre dello stesso anno inserito nel catalogo degli asteroidi col nome “(134340) Pluto”.<br />
Si sa che Venetia Burney ci rimase molto male. Gli astrologi no. </p>
<p>Qui sotto il <strong>Tema natale</strong> di Plutone.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Plutone_Tema-e1581347101188.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Plutone_Tema-e1581347101188.jpg" alt="Plutone_Tema" width="600" height="548" class="aligncenter size-full wp-image-4109" /></a><br />
Da considerare che venne scoperto quando si trovava esattamente <strong>congiunto</strong> al piede eclittico della stella <em>Wasat</em>, la delta della costellazione dei Gemelli, situata all’epoca a 17° 33’ del Cancro mentre Plutone si trovava a 17° 45’ sempre del Cancro, una stella che secondo la tradizione favorisce <strong>violenza</strong>, <strong>aggressioni</strong>, <strong>distruttività</strong>.</p>
<p>Ecco <a href="https://media.gedidigital.it/repubblicatv/file/2017/07/15/394779/394779-video-rrtv-650-new_horizons_flyover_of_pluto.mp4" rel="noopener" target="_blank">qui</a> un <strong>video</strong> della Nasa su Plutone creato grazie ai dati forniti dalla sonda New Horizons.</p>
<hr/>
Foto e video da: https://www.huffingtonpost.it</p>
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		</item>
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		<title>Antonio Ligabue 1899-1965</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 19:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Centoventi anni fa, il 18 dicembre 1899, nasceva a Zurigo l&#8217;artista Antonio Ligabue. Conosciuti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Centoventi anni fa, il 18 dicembre 1899, nasceva a Zurigo l&#8217;artista <strong>Antonio Ligabue</strong>. Conosciuti i suoi problemi mentali, l’alienazione, l’infanzia turbolenta, la mancanza di una sana affettività e affettuosità, ma anche la genialità scaraventata sulle sue tele.</p>
<p><span id="more-4065"></span></p>
<p>Osserviamone il <strong>Tema natale</strong> qui sotto.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/12/Ligabue-e1576696493869.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/12/Ligabue-e1576696493869.jpg" alt="Ligabue" width="600" height="523" class="aligncenter size-full wp-image-4064" /></a></p>
<p><strong>Sagittario</strong> con Ascendente agli ultimi gradi del <strong>Leone</strong>. Fuoco.<br />
Dei quattro “ingredienti” che formano la struttura archetipica dell’essere umano (cioè Spirito, Anima, Mente e Corpo) il <strong>Fuoco</strong> si lega allo <strong>Spirito</strong> (così come l’Acqua all’Anima, l’Aria alla Mente e la Terra al Corpo).</p>
<p>Lo Spirito, che possiamo vedere come la “corrente elettrica” che tiene in vita l’essere umano, vede la sua espressione terrena in quelle che chiamiamo “intuizioni illuminate”, “colpi di genio”: quando lo Spirito si esprime in maniera <strong>armonica</strong> abbiamo colui che con le sue idee e le sue opere si pone come Maestro donando il sole del sapere all’umanità.<br />
Il “genio” comunemente inteso rientra proprio in questa azione dello Spirito. </p>
<p>Ma lo Spirito può esprimersi anche in maniera <strong>disarmonica</strong> e allora avremo l’alienato mentale, il “matto” comunemente inteso. </p>
<p>“Genio” e “follia” potremmo dire, che poi altro non sono che le sole due espressioni con le quali è dato allo Spirito di esprimersi a livello umano, terreno; o meglio: le sole due espressioni che noi umani recepiamo e sperimentiamo dello Spirito – comprese anche tutte le sfumature che esistono nel range tra genio e follia e comprese anche le loro interazioni che possiamo visualizzare per esempio nelle estasi mistiche (<em>ékstasis</em>, uscire fuori di sé).</p>
<p>Da considerare comunque che genialità e follia, proprio per essere appannaggio dello Spirito, sono categorie extra-umane quindi non gestibili coscientemente ed è per questo che sia il genio sia il matto tendono, ognuno con modalità diverse, a superare i limiti terreni come se dovessero raggiungere un qualcosa che è al di là, oltre.<br />
Potremmo dire che il genio è un <strong>matto sano</strong> e perciò sa sfruttare – anche se non del tutto coscientemente – le intuizioni che dallo Spirito riceve, e che il matto è un <strong>genio malato</strong> che non vuole o non può seguire le regole dello Spirito, che si è ad esse ribellato ma che comunque, nonostante questa sua “insurrezione”, è sempre, come il genio, ad Esso legato quindi anche lui espressione, come il genio, della forza dello Spirito.</p>
<p>Qui il tutto si è potentemente manifestato considerando che strettamente congiunte all’<strong>Ascendente</strong> (27°22’ Leone) abbiamo la <strong>Parte di Fatalità</strong> (a 26°47’ Leone) e la <strong>Parte di Morte</strong> (a 26°50’ Leone); ovviamente la Parte di Morte qui va letta come “Parte di Crisi” ovvero come Parte che si lega a situazioni <strong>estreme</strong> o di pericolo vissute o agite dal soggetto; il fatto poi che congiunta all’Ascendente e a questa Parte di Morte si abbia anche la Parte di Fatalità getta sulla vita del soggetto un’<strong>ombra</strong> appunto fatale, un destino avverso; per altri versi la Parte di Fatalità all’Ascendente ha a che fare anche col bisogno di <strong>riconoscimenti</strong> da parte degli altri, di considerazione. </p>
<p>Tutti e tre questi elementi, essendo in Leone, sono rappresentati dal <strong>Sole</strong> che qui troviamo esattamente congiunto a <strong>Saturno</strong>, a <strong>Cerere</strong> e opposto a <strong>Nettuno</strong>.<br />
Sole-Saturno-Cerere, oltre a richiamare l’amore per la terra, gli alberi e comunque per la natura tutta, ci parla anche di perdita, tagli, smarrimento, esilio o autoesilio; se poi tutto questo si trova opposto a Nettuno allora è facile vedersi contemporaneamente vittima e carnefice, vittima degli altri e carnefice di se stesso ma anche carnefice degli altri e vittima di se stesso. Il risultato è o la violenza gratuita o all’opposto l’immergersi in una dolcezza passiva; ma anche e l’uno e l’altro, insieme, in una sorta di girandola cortocircuitale. </p>
<p>La <strong>Parte dell’Arte</strong> è in Bilancia (a 10°57’), quindi rappresentata da <strong>Venere</strong> che qui troviamo congiunta all’<strong>Ascendente dell’Anima</strong> (il Vertex) e opposta alla <strong>Luna</strong>: impellente il bisogno di esprimersi attraverso l’arte, quest’ultima intesa, vista e vissuta come un appiglio per non perdersi, come una bussola alla quale chiedere dove andare, cosa fare per orientarsi.</p>
<p>La <strong>Parte di Debilità Mentale</strong> è in Vergine (a 17°07’), quindi rappresentata da <strong>Mercurio</strong> che qui troviamo congiunto a <strong>Urano</strong>: ribellione, autolesionismo, voglia di riscatto, genialità. </p>
<p>Da notare che questa Parte è in quadratura a <strong>Plutone</strong>: interessante questo perché l’anima di Ligabue <strong>proveniva</strong> proprio da Plutone, quindi un’anima plutoniana, doppia come è il pianeta; ma le anime che vengono da Plutone spesso vengono fatte incarnare in un contesto dove vige una maledizione familiare o comunque dei <strong>conflitti familiari</strong>, delle ingiustizie patite o fatte patire provenienti da molto lontano e trasmessi di generazione in generazione fino a quando arrivano a qualcuno che dovrà <strong>farsi carico</strong> di questi conflitti portandoli sulle proprie spalle, <strong>capro espiatorio</strong> ammantato di sofferenza fisica e/o psichica.</p>
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		<title>Charles Vouga 1889-1963</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 22:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia dell'anima]]></category>
		<category><![CDATA[germaine holley]]></category>
		<category><![CDATA[inconscio]]></category>
		<category><![CDATA[maestro spirituale]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ricorrono i centotrenta anni dalla nascita di Charles Vouga, astrologo innovativo e pensatore originale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ricorrono i centotrenta anni dalla nascita di Charles Vouga, astrologo innovativo e pensatore originale. Era nato il 22 giugno 1889 alle ore 22.00 a New York da padre svizzero e madre inglese. </p>
<p><span id="more-3914"></span></p>
<p>I genitori si divisero presto e lui passò l’infanzia e l’adolescenza a Ginevra, in Svizzera, nella famiglia del padre. Negli anni ’30 ritornò negli Stati Uniti, a Washington. Lì si pagò da vivere tenendo lezioni di francese. Nel frattempo si avvicinò alle idee teosofico-esoteriche di <strong>Alice Bailey</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Da qui il passo verso l’astrologia fu breve, anche perché favorito dal “destino”: un giorno per ripararsi dalla pioggia si mise a ridosso di una porta sotto un piccolo tetto; sentendo delle voci che arrivavano dall’interno socchiuse la porta e si ritrovò in una sala dove qualcuno stava tenendo una conferenza di astrologia; aspettando che smettesse di piovere si mise in fondo alla sala ad ascoltare: rimase folgorato da ciò che stava sentendo. </p>
<p>Da lì iniziò il suo viaggio di astrologo e soprattutto di studioso dei meccanismi celesti, del destino, della psiche e della coscienza umana studiando matematica, astronomia, scienze esoteriche. Collaborò anche con una medium che gli trasmise per anni i messaggi del suo <strong>maestro spirituale</strong> – che per inciso, letto il suo Tema natale con l’<strong>astrologia dell’anima</strong>, era rappresentato da <strong>Giove</strong>. </p>
<p>Col tempo produsse una propria teoria astrologica che lega il cielo all’evoluzione della coscienza personale e in cui entrano come elementi principali i tre pianeti moderni, Urano, Nettuno e Plutone; soprattutto quest’ultimo, scoperto da poco, diverrà il suo campo principale d’indagine: fu lui a “scoprire” che il ruolo di <strong>Putone</strong> è quello di portare fuori, alla luce, ciò che si trova nella nostra “cantina”.<br />
Curiosità: Vouga dava a Plutone il domicilio in <strong>Pesci</strong>. </p>
<p>Negli anni ’50 rientrò in Europa tenendo conferenze in varie città. A Parigi, nel 1954, l’incontro del destino: conosce l’astrologa <strong>Germaine Holley</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> che diverrà la sua compagna e che lo spronerà a scrivere l’unico suo libro: “<em>Astrologie Expérimentale. La Signification des Aspects majeurs et de leur puissance. Document I</em>” (Chez l’Auteur, Lausanne, 1961, poi Éditions Traditionelles, 1963). Tutto ciò che di pubblicato abbiamo di Vouga lo si deve all’impegno di Germaine che con pazienza registrò e trascrisse le sue numerose conferenze. Ella divenne poi, dopo la morte di lui, la <strong>continuatrice</strong> degli studi e delle ricerche astrologico-spirituali che insieme avevano portato avanti. </p>
<p>Vouga morì a Vevey, Svizzera, il 21 maggio 1963. </p>
<p>Qui sotto il suo Tema natale.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/06/Vouga-e1560776478347.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/06/Vouga-e1560776478347.jpg" alt="Vouga" width="550" height="483" class="aligncenter size-full wp-image-3913" /></a></p>
<p>Come detto il suo <strong>Maestro Spirituale</strong>, seguendo le regole dell’<strong>astrologia dell’anima</strong> da me trovate, è rappresentato da <strong>Giove</strong>.<br />
La sua <strong>anima</strong> invece proveniva dalla <strong>Luna</strong>, quindi un’anima predisposta allo studio dell’<strong>inconscio</strong> seppur questo approcciato con strumenti “razionali”: ciò dipende dal fatto che le anime che provengono dalla Luna sono sì, per loro natura, esperte dei moti dell’inconscio ma è come se ne avessero <strong>paura</strong> – ma è anche per questo che vengono fatte incarnare – come se, metaforicamente parlando, fossero dei bravissimi istruttori di nuoto che però temono l’acqua, quindi bravi a insegnare a nuotare ma incerti e talvolta paurosi quando si tratta di scendere loro in acqua: una contraddizione in termini? Ebbene sì.<br />
Ma quest’anima è stata affidata a <strong>Giove</strong>, così che il tragitto che a quest’anima viene fatto fare, cioè dalla Luna a Giove per essere da quest’ultimo istruita, è un tragitto <strong>cancerino</strong> (Luna più Giove uguale Cancro visto che la prima ha lì il domicilio e il secondo l’esaltazione), e consideriamo che Vouga era del Cancro: ciò indica che a quest’anima è stata data la possibilità di “ripetere la classe” per poter meglio assimilare alcuni concetti e prendere dimestichezza con l’inconscio non solo personale: Giove è fiducia in se stesso e nelle proprie capacità. </p>
<p>E sarà un donna – Germaine – a supportarlo in questi studi e in questa ricerca, una donna la cui anima aveva anche lei Giove come Maestro Spirituale.<br />
Gli incontri non sono mai casuali, ma qui viene da pensare a maggior ragione quasi Germaine fosse stata a sua insaputa una “agente del destino” messa sulla strada di Vouga dal suo Maestro Spirituale. Piace crederlo visto il grande contributo che insieme hanno dato all’astrologia. Quella vera.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Alice Bailey nacque il 16 giugno 1880 alle ore 07.32 a Manchester, Gran Bretagna. Morì il 15 dicembre 1949 a New York, USA.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Germaine Holley nacque l’8 ottobre 1904 alle ore 18.00 a Besançon, Francia. Morì il 7 febbraio 1995.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>La dea Feronia</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Nov 2017 23:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cavtha]]></category>
		<category><![CDATA[etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[persefone]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, 13 novembre, nell’antica Roma era il giorno dedicato alla dea Feronia, lì venerata come dea]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 13 novembre, nell’antica Roma era il giorno dedicato alla <strong>dea Feronia</strong>, lì venerata come dea dell’<strong>abbondanza</strong>. <span id="more-3245"></span></p>
<p>Una divinità che anche gli <strong>Etruschi</strong> e i <strong>Falisci</strong> adoravano e che pare avere un suo retroterra nell’antica dea etrusca <strong>Cavtha</strong>, “il sole che nasce”, moglie – o controparte – del dio Śur, “il Nero”. Per questo alcuni l’hanno assimilata a <strong>Persefone</strong> moglie di Ade. </p>
<p>A Pyrgi la dea Cavtha aveva l’epiteto di <em>sech</em>, “figlia”, ciò che richiamerebbe <strong>Kore</strong> (“fanciulla”), la figlia di Demetra <strong>rapita</strong> da Ade e che per questo poi si chiamerà Persefone (o Persephassa o Pherephassa), “colei che nutre [la mente]”.<br />
Ha quindi, Cavtha, caratteri sia <strong>solari</strong> sia <strong>ctonii</strong>. È il sole dell’alba che ritorna dagli inferi o che ritornerà quando arriverà la primavera. È per ciò che è venerata in questo periodo, per ricordarle di <strong>ritornare</strong>. È la speranza. </p>
<p>Feronia, la dea etrusca del fuoco e della <strong>fertilità</strong>, diventa per i Romani la dea della natura, degli animali, degli <strong>schiavi liberati</strong>, dei malati che sperano di ritornare sani; insomma, la dea di tutto ciò che dal <strong>basso</strong> deve poi ritornare in <strong>alto</strong>: dal buio (della schiavitù, della malattia) alla luce, appunto il sole che rinasce. La dea delle <strong>grazie</strong>, insomma.</p>
<p>Non a caso era festeggiata in questo periodo, quando il Sole è in <strong>Scorpione</strong> (a 15° del Segno nel 290 a.C. circa, quando il suo culto venne introdotto a Roma): gli animali-totem del Segno sono l’<strong>aquila</strong> e il <strong>serpente</strong>, cioè l’animale che più è vicino alla terra (tutto il suo corpo è a contatto con essa) e l’animale che più se ne allontana quindi colui che più di tutti si avvicina al sole: dal basso all’alto, quindi, da una condizione <strong>primitiva</strong> e ctonia a una solare e <strong>divina</strong>. </p>
<p>È l’essere umano che anela affrancarsi dalla<strong> schiavitù terrena</strong>, che spera di ritornare al <strong>paradiso perduto</strong>, di ritornare alla vera casa, finalmente libero. <strong>Morte</strong> e <strong>rinascita</strong>, come ben si conviene al periodo sotto la tutela di Plutone/Ade.</p>
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		<title>Clyde W. Tombaugh (1906 &#8211; 1997)</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2016 23:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clyde tombaugh]]></category>
		<category><![CDATA[Percival Lowell]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>
		<category><![CDATA[venetia burney]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, centodieci anni fa, il 4 febbraio 1906, nasceva l’astronomo statunitense Clyde Tombaugh. Fu colui]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, centodieci anni fa, il <strong>4 febbraio 1906</strong>, nasceva l’astronomo statunitense <strong>Clyde Tombaugh</strong>.<br />
Fu colui che il 18 febbraio 1930 alle ore 16.03 dall’Osservatorio di Flagstaff (Arizona) scoprì il pianeta <strong>Plutone</strong>, astro oggi annoverato tra i pianeti nani.<span id="more-2401"></span></p>
<p><!--more--></p>
<p>I calcoli che portarono Tombaugh alla scoperta si basavano su quelli eseguiti a suo tempo dall’astronomo statunitense <strong>Percival Lowell</strong> (1855-1916), ed è dalle iniziali del suo nome, PL, che nasce il simbolo grafico di Plutone, oltre a rappresentare le prime due lettere del suo nome. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Venetia-e1454062043298.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Venetia-e1454062043298.jpg" alt="Venetia" width="180" height="259" class="alignright size-full wp-image-2399" /></a>
<p>Nome che venne invece suggerito dalla giovanissima inglese <strong>Venetia Burney</strong> (1918-2009) di Oxford che ne parlò a suo nonno, Falconer Madan, ex direttore della Bilbioteca universitaria (Bodleian), che a sua volta ne parlò all’astronomo Herbert Hall Turner (1861-1930), professore di astronomia all’Università di Oxford, il quale il 16 marzo 1930, con un cablogramma, girò la proposta agli astronomi di Flagstaff che avevano indetto un concorso per la scelta del nome; questo il testo del messaggio: </p>
<blockquote><p><em>Naming new planet please consider Pluto, suggested by small girl Venetia Burney, for dark gloomy planet.</em> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a></p></blockquote>
<p>Da notare che quando venne scoperto, Plutone stava transitando sul Sole di Venetia.<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a><br />
Il 24 marzo 1930 il pianeta venne battezzato col nome di Plutone. L’annuncio ufficiale venne dato il 1° maggio dello stesso anno.</p>
<p>Da considerare che la sonda New Horizons, creata per l’esplorazione di Plutone e partita dalla Terra  il 19 gennaio 2006 e che ha raggiunto il pianeta il 14 luglio 2015, aveva al suo interno parte delle ceneri di Tombaugh; la piccola scatola che le conteneva portava questa iscrizione: </p>
<blockquote><p><em>Interned herein are remains of American Clyde W. Tombaugh, discoverer of Pluto and the solar system’s ‘third zone’. Adelle and Muron’s boy, Patricia’s husband, Annette and Alden’s father, astronomer, teacher, punster, and friend: Clyde W. Tombaugh (1906-1997)</em>. <a href="#nota3"name="testo3">[3]</a></p></blockquote>
<p>Da notare il termine “punster”, che ci dice che aveva una mente “enigmistica”, che amava i giochi di parole, le freddure, i doppi sensi, peraltro tipico dell’Acquario.</p>
<p>Tombaugh morì a Las Cruces (New Mexico) il 17 gennaio 1997.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] “<em>Nel nominare il nuovo pianeta si prega di considerare Pluto, suggerito dalla ragazzina Venetia Burney, per un pianeta buio e cupo</em>”.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Plutone si trovava a 17° 45&#8242; Cancro; il Sole di Venetia a 18° 13&#8242; Cancro; Plutone aveva una declinazione di + 22° 03&#8242;; il Sole + 22° 13; Plutone aveva poi una latitudine di &#8211; 00° 12&#8242;, in pratica sull&#8217;eclittica. <a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] “<em>Qui ci sono i resti dell’americano Clyde W. Tombaugh, scopritore di Plutone e della terza zona del sistema solare. Figlio di Adelle e Muron, marito di Patricia, padre di Annette e Alden, astronomo, insegnante, freddurista, amico: Clyde Tombaugh (1906-1997)</em>”<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>Plutone, pianeta doppio&#8230; e rosso</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 16:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pianeta doppio]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella foto vediamo Plutone e la sua maggiore luna, Caronte. Per la loro vicinanza e per altri parametri]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella foto vediamo Plutone e la sua maggiore luna, Caronte. Per la loro vicinanza e per altri parametri come la loro rotazione sincrona intorno a un centro comune, si parla spesso di un &#8220;sistema binario&#8221;.<br />
L&#8217;astrologia definisce Plutone come un pianeta &#8220;doppio&#8221; legandolo a concetti come &#8220;morte-rinascita&#8221;, &#8220;amore-odio&#8221;, &#8220;eros-thanatos&#8221;, &#8220;bianco-nero&#8221;, ecc. <span id="more-992"></span></p>
<p>Nel mito era chiamato Ade (dio dei morti) ma anche Pluto (ricco, ricchezza); in più lo si definisce come l'&#8221;ottava superiore&#8221; di Marte, quindi con caratteristiche astrologiche simili, seppur su piani diversi, a quelle del pianeta rosso.</p>
<p>Ebbene, le ultime immagini e analisi arrivateci dalla sonda New Horizons sembrano dare ragione di queste sue peculiarità astrologiche.<br />
Ecco un articolo tratto da: http://www.repubblica.it/scienze del 4 luglio 2015 (il grassetto è mio):</p>
<blockquote><p><em><strong>Plutone come Giano bifronte</strong>. A più di 4,5 miliardi di chilometri dalla Terra, mentre si avvicina sempre più al suo storico obiettivo, le nuove immagini inviate da New Horizons mostrano con sempre maggiore definizione le caratteristiche del pianeta nano. In particolare le foto a colori evidenziano come il pianeta nano, ruotando, mostri <strong>due emisferi differenti</strong>. Una delle due facce ha dei &#8220;punti&#8221; lungo l&#8217;equatore, ognuno dei quali, secondo la Nasa, misura circa 480 chilometri di diametro. Gli scienziati del Southwest Research Institute di Boulder sono molto incuriositi da queste particolarità e attendono le nuove immagini della sonda in avvicinamento per capirne di più. Intanto gli scatti di New Horizons (che si trova a circa 12 milioni di chilometri) permettono di constatare le profonde differenze tra lo stesso Plutone e la sua luna, Caronte, con la quale forma una sorta di sistema binario. Differenze di colore, soprattutto: <strong>Plutone tende al rosso</strong>, anche se, a differenza di Marte, ciò è dovuto alla presenza di metano nella sua atmosfera, le cui molecole interagiscono con i raggi cosmici e la luce ultravioletta proveniente dal Sole, mentre Caronte è molto più scuro</em> (a cura di MATTEO MARINI).</p></blockquote>
<p>Che dire? Aspettiamo ulteriori rivelazioni e&#8230; buon viaggio Plutone!</p>
<p><br/></p>
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		<title>Quante lune, Plutone!</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 12:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caronte]]></category>
		<category><![CDATA[Hydra]]></category>
		<category><![CDATA[Notte]]></category>
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		<description><![CDATA[Il bistrattato Plutone, il &#8220;nanopianeta&#8221; degli astronomi, ha un cruccio: due dei suoi cinque]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il bistrattato Plutone, il &#8220;nanopianeta&#8221; degli astronomi, ha un cruccio: due dei suoi cinque (per ora!) satelliti aspettano ancora un nome. Al momento sono contrassegnati da una sigla: P4 e P5 (la P ovviamente sta per Plutone).</p>
<p><span id="more-902"></span></p>
<p>Il primo satellite (ma dovremmo chiamarlo &#8220;fratello&#8221;) a essere individuato fu <strong>Caronte</strong> (Charon in inglese), e venne scoperto il 22 giugno 1978 dagli astronomi <strong>James Walter Christy</strong> e <strong>Robert Harrington</strong> dell&#8217;<em>United States Naval Observatory</em> di Washington, DC.<br />
Il nome Caronte, che venne ufficialmente accettato dall&#8217;Unione Astronomica Internazionale solo alla fine del 1985 e annunciato con circolare del 3 gennaio 1986, è ripreso da quello mitologico del traghettatore di anime attraverso l&#8217;Acheronte, il fiume infernale.<br />
Il satellite Caronte ruota intorno a Plutone in 6,387 giorni, che guarda un po&#8217; è la stessa rotazione di Plutone, così che i due si rivolgono sempre lo stesso emisfero (sono cioè in rotazione sincrona); ciò ha fatto sì che si parlasse piuttosto di &#8220;pianeta doppio&#8221; Plutone-Caronte, ecco perché prima l&#8217;avevamo definito come suo &#8220;fratello&#8221; (ah! la doppiezza plutoniana). Se fossimo su Plutone vedremmo Caronte non solo rivolgerci sempre la stessa faccia ma lo vedremmo anche immobile sempre nello stesso punto del cielo (orbita sincrona e geostazionaria) e grande grosso modo come dieci volte la nostra Luna (ha una distanza da Plutone di circa 20 000 km e un diametro di circa 1 207 km, la metà di Plutone).</p>
<p>Il secondo satellite è <strong>Notte</strong> (o Nix), scoperto il 15 giugno 2005 (ma ufficialmente annunciato il 31 ottobre 2005) grazie alle analisi delle foto, condotte dal <em>Pluto Companion Search Team</em>, inviate dal telescopio spaziale <em>Hubble</em> nel maggio dello stesso anno. Il nome è ripreso da quello della figlia di Caos, sorella di Erebo, la quale, secondo Esiodo (<em>Theog</em>. 123 s., 758-759), unendosi a quest&#8217;ultimo generò Etere, Giorno, Hýpnos, Thànatos, Sonno e Morte. Il satellite, che si trova a 48 600 km da Plutone, ha un periodo orbitale di 24,856 giorni e un diametro stimato nel range 44-130 km.</p>
<p>Il terzo satellite è <strong>Hydra</strong>, scoperto insieme a Notte il 15 giugno 2005. Il nome deriva da quello di Idra, la dea serpente figlia di Tifone e di Echidna e sorella di Cerbero, il cane a guardia dell&#8217;Ade.<br />
Il satellite Hydra, che si trova a 65 000 km da Plutone, ha un periodo orbitale di 38,206 giorni e un diametro stimato tra i 52 e i 160 km.</p>
<p>Il quarto satellite è <strong>P4</strong>, scoperto il 20 luglio 2011. La stima del suo diametro è attualmente compresa tra i 13 e i 34 km.</p>
<p>Il quinto satellite è <strong>P5</strong>, scoperto l&#8217;11 luglio 2012. La stima del suo diametro è attualmente compresa tra i 10 e i 25 km.</p>
<p>Il 19 gennaio 2006 la NASA ha lanciato la sonda New Horizons alla volta di Plutone; la sonda dovrebbe raggiungere il sistema plutoniano nel 2015.</p>
<p>Per chi non lo conosce, qui sotto il Tema della scoperta di Plutone.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Plutone_Tema-e1439031972185.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Plutone_Tema-e1439031972185.jpg" alt="Plutone_Tema" width="500" height="457" class="alignleft size-full wp-image-711" /></a></p>
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		<title>Vicini alla tomba di Alessandro Magno?</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/vicini-alla-tomba-di-alessandro-magno/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 11:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Magno]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento astronomico]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo uno studio condotto da Giulio Magli, professore ordinario del Dipartimento di Matematica del]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo uno studio condotto da <strong>Giulio Magli</strong>, professore ordinario del <strong>Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano</strong>, e da <strong>Luisa Ferro</strong>, ricercatore del <strong>Dipartimento di Progettazione dell&#8217;Architettura</strong> dello stesso Politecnico, e pubblicato sull&#8217;<em>Oxford Journal of Archaeology</em> (volume 31, issue 4, november 2012), la città di <strong>Alessandria d&#8217;Egitto</strong>, fondata nel <strong>331 a.C.</strong> da <strong>Alessandro Magno</strong>, sarebbe stata edificata seguendo precisi parametri astronomici,<span id="more-895"></span></p>
<p> con la sua strada principale allineata nella direzione del sorgere del Sole all&#8217;alba del <strong>giorno natale</strong> dello stesso <strong>Alessandro</strong>, nascita avvenuta il <strong>20 luglio 356 a.C.</strong> alle ore <strong>23.00</strong> a Pella in Macedonia (fonte dati: <em>Data Plus UK magazine</em> n.3, october 1998).</p>
<p>Era cosa ovvia e dovuta che molte città antiche ma anche edifici venissero costruiti seguendo precisi parametri astrali, e certo Alessandria non poteva essere da meno. Di questo se ne sono resi conto anche i due ricercatori i quali ipotizzano che anche la <strong>tomba</strong> dello stesso <strong>Alessandro</strong> possa essere <strong>collocata secondo precisi orientamenti astronomici</strong>. La ricerca continua.</p>
<p>Da notare, nel <strong>Tema natale</strong> di Alessandro Magno, l&#8217;attuale transito di Plutone al MC e a Urano: Plutone segnala spesso, nei suoi transiti post-mortem, nuove rivelazioni, rinnovato interesse o scoperte legate al soggetto, alla sua vita, alle sue vicende.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Alessandro_Magno_Tema-e1439031161599.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Alessandro_Magno_Tema-e1439031161599.jpg" alt="Alessandro_Magno_Tema" width="500" height="458" class="alignleft size-full wp-image-691" /></a><br />
<br/></p>
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