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	<title>Renzo Baldini &#187; sumeri</title>
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	<description>Astrologo e Scrittore</description>
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		<title>Il mistero del 12 e del 30</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 23:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[babilonesi]]></category>
		<category><![CDATA[sumeri]]></category>

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		<description><![CDATA[La suddivisione in 12 parti di 30 gradi ciascuna del Cielo può essere posta circa fra il 600 e il 500]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>suddivisione</strong> in 12 parti di 30 gradi ciascuna del <strong>Cielo</strong> può essere posta circa fra il 600 e il 500 a.C., suddivisione che comunque possiamo pensare vantasse già un’anzianità di oltre mezzo millennio oltre quell’epoca, almeno stando a quanto descritto nel MUL.APIN, il più antico trattato astronomico/astrologico redatto in Mesopotamia nel 1000 a.C.<br />
Ma perché proprio il 12 e il 30? Che <strong>significato</strong> hanno questi numeri? </p>
<p><span id="more-3268"></span></p>
<p>Continuamente alla ricerca di un sistema per <strong>ascoltare gli dèi</strong>, i Sumeri prima e i Babilonesi poi arrivarono alla conclusione che il <strong>numero</strong> fosse la <strong>chiave</strong> che avrebbe permesso all’essere umano di mettersi in <strong>contatto</strong> con gli dèi e che alcuni numeri, più di altri, avessero proprio questo privilegio: ma quali erano questi numeri? </p>
<p>Ebbene, il 12 e il 30 sono, a questo proposito, due numeri <strong>particolari</strong> in quanto si lasciano <strong>dividere</strong> in vario modo in parti più <strong>piccole</strong> senza lasciare resto: il <strong>12</strong> infatti è divisibile, senza lasciare resto, per 1, 2, 3, 4, 6 e 12 e nessun altro numero così piccolo si lascia dividere in tante parti dando sempre valori interi. Per quanto riguarda il <strong>30</strong> questo si lascia dividere, dando sempre numeri interi, per 1, 2, 3, 5, 6, 10, 15 e 30. </p>
<p>I Sumeri pensarono che fossero stati gli dèi a <strong>creare</strong> quei numeri proprio perché venissero <strong>adoperati</strong> dall’essere umano con facilità. </p>
<p>Questi divennero allora i numeri del <strong>Cielo</strong> e della <strong>Terra</strong> e fu così che iniziarono a <strong>dividere</strong> l’anno in 12 mesi di 30 giorni ciascuno ma anche la <strong>giornata</strong> in 12 ore “doppie” ed ogni ora in frazioni di 30. </p>
<p>Cielo e Terra venivano così <strong>accomunati</strong> da due numeri, dando però al <strong>Cielo</strong> la massima estensione data dal prodotto di questi numeri tra loro (12 x 30 = 360), così che dissero che il giro del Cielo corrispondeva a 360, mentre alla <strong>Terra</strong> la minima estensione data dal rapporto di questi numeri tra loro (30 : 12 = 2,5), e videro che quest’ultimo dato (2,5) si avvicinava di molto al tempo, in giorni, impiegato dalla <strong>Luna</strong> per percorrere la <strong>dodicesima parte</strong> del Cielo (in pratica per percorrere un Segno dello Zodiaco), mentre l’altro dato (360) si avvicinava di molto al tempo, in giorni, impiegato dal <strong>Sole</strong> per percorrere <strong>tutto</strong> il Cielo: Sole e Luna divennero così le “lancette del cielo”.</p>
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