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- Il
decimo pianeta?
Probabilmente lo conoscevamo già da duecento anni
di Renzo Baldini
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- In un mio
articolo apparso su Linguaggio Astrale n. 131 (estate 2003) e
che potete trovare anche nel mio sito (sezione "Studi e
Ricerche), dal titolo "L'abbinamento Segni/Pianeti.
Divagazioni sul tema", trattavo, tra le altre cose, la possibilità
che l'asteroide Cerere potesse diventare il 'pianeta governatore'
del Segno della Vergine, così che sarebbe poi mancato
all'appello un solo pianeta, e precisamente quello del Segno
dei Pesci. Ovviamente arrivavo a queste conclusioni attraverso
una sorta di divertissement, ricreando cioè un
nuovo abbinamento Segni/Pianeti prendendo semplicemente la lista
dei pianeti così come la usiamo in astrologia (compresi
quindi Sole e Luna) e abbinandola pari pari alla sequenza zodiacale,
così, se la lista dei pianeti inizia con Sole, Luna, Mercurio,
Venere, Marte, ecc., questa l'abbiniamo così com'è
alla sequenza zodiacale, così il Sole lo abbineremo all'Ariete,
la Luna al Toro, Mercurio ai Gemelli, Venere al Cancro, Marte
al Leone, Cerere (o la fascia degli asteroidi) alla Vergine,
Giove alla Bilancia, Saturno allo Scorpione, Urano al Sagittario,
Nettuno al Capricorno, Plutone all'Acquario, il pianeta mancante
ai Pesci. Ecco la tabella:
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Sole |
Ariete |
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Luna |
Toro |
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Mercurio |
Gemelli |
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Venere |
Cancro |
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Marte |
Leone |
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Cerere |
Vergine |
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Giove |
Bilancia |
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Saturno |
Scorpione |
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Urano |
Sagittario |
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Nettuno |
Capricorno |
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Plutone |
Acquario |
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? |
Pesci |
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- Ebbene, sul
sito web di 'Coelum', rivista di astronomia, è apparso,
in data 10 settembre, un curioso e intrigante articolo a firma
di Claudio Elidoro. Ecco il testo completo.
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- Strano
destino, quello di Cerere. Per poco più di un anno dalla
sua scoperta (Piazzi, 1801) venne salutato come pianeta, provvidenziale
riempimento di quel "buco" contemplato dalla legge
di Titius e Bode tra l'orbita di Marte e quella di Giove. Poi
arrivò Pallade (Olbers, 1802), seguito da Giunone (Harding,
1804), Vesta (Olbers, 1807) e via via da una schiera sempre più
numerosa di pretendenti al trono di pianeta mancante. In presenza
di una simile abbondanza non era proprio il caso di distribuire
etichette di pianeta a destra e a manca. E fu così che
anche Cerere perse lo status di pianeta. Un destino davvero beffardo,
se pensiamo a quello che invece è capitato con Plutone.
Ma così vanno le cose.
Recenti osservazioni del telescopio spaziale Hubble, però,
sono in qualche modo riuscite a risollevare le quotazioni di
Cerere. Il lavoro di ricerca è stato coordinato da Peter
C. Thomas (Cornell University) ed è stato pubblicato come
lettera alla rivista Nature sul numero dello scorso 8 settembre.
Gli astronomi hanno utilizzato la Advanced Camera for Surveys
del telescopio Hubble per monitorare Cerere per nove ore, il
tempo necessario a compiere una intera rotazione. Un complesso
di 267 immagini che ha permesso di determinare come la forma
del pianetino sia pressoché sferica, leggermente schiacciata
ai poli come è costume tra i pianeti più grandi.
Modelli computerizzati hanno indicato che una simile forma è
quasi sicuramente accompagnata da una struttura differenziata,
con un nucleo più denso e materiali più leggeri
verso la superficie, proprio come è per la Terra.
Poiché l'analisi spettrale indica la presenza in superficie
di minerali la cui origine è riconducibile all'acqua,
Cerere potrebbe addirittura essere molto più simile alla
Terra di quanto non si sia mai sospettato. La sua bassa densità
- inferiore alla densità della crosta terrestre - potrebbe
essere il segno che, nascosto sotto la sua superficie, si annidi
un bel po' di ghiaccio d'acqua. Un calcolo approssimativo degli
astronomi suggerisce che se Cerere fosse composto per il 25%
di acqua, tale quantitativo sarebbe superiore alle acque dolci
presenti sulla Terra.
Grazie a questo studio le quotazioni di Cerere stanno registrando
un deciso balzo in avanti. E chissà che, in vista della
sospirata presa di posizione dell'IAU sui criteri che permettono
di definire "pianeta" un oggetto celeste, queste nuove
scoperte non finiscano con l'essere il punto di forza di Cerere.
Un colpo di fortuna che ripagherebbe finalmente questo piccolo
pianeta dai torti subiti.
(© Claudio Elidoro e www.coelum.com).
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- Che dire?
Probabilmente Cerere non arriverà mai a guadagnarsi il
titolo di 'pianeta', ma il fatto che se ne stia parlando fa pensare
che non tutto sia perduto. Se così fosse, allora il tanto
ricercato 'decimo pianeta' (in senso astronomico, per noi astrologi
sarebbe l'undicesimo, contemplando fra essi Sole e Luna) era
già un po' di tempo che se ne stava solo soletto in sala
d'aspetto in attesa di essere convocato, così che allora
ne basterebbe un altro, di pianeta, per concludere la sequenza
zodiacale, appunto quello che dovrebbe andare ai Pesci.
- 2003 UB313
Nel mio testo aggiungevo che molto probabilmente l'asse Vergine/Pesci,
viste le premesse, doveva essere abbinato non a due pianeti 'normali'
ma a qualcosa di diverso: la Vergine ad un asteroide, i Pesci
a
cosa? Ancora non lo sappiamo, ma sappiamo che in Vergine, miti
alla mano, noi vediamo la Grande Madre, vediamo Iside, Demetra,
ma anche la Madonna (e qui è interessante che dopo cinque
Segni, ovvero cinque case - i figli sono in Quinta Casa - ci
si trovi nel Segno natale di Cristo; e consideriamo che molte
divinità, appunto solari, nascono in Capricorno e da una
Vergine); ora, se in Vergine abbiamo la Grande Madre, è
possibile che di fronte (in Pesci) si abbia il Grande Padre.
Ma chi è questo Grande Padre? Ovviamente il marito della
Grande Madre, visto che i Pesci sono la Settima Casa della Vergine,
e possiamo pensare a Nettuno/Poseidone (Poteidan, sposo della
terra), marito di Demetra/Cerere, ma anche, seguendo il nostro
discorso che vede attualmente un vuoto nell'abbinamento di un
corpo celeste ai Pesci, un pianeta non ancora scoperto che dovrebbe
fare le veci del Grande Padre; fino ad oggi sono stati scoperti,
oltre Plutone, tra gli altri KBO (Kuiper Belt Object), cioè
oggetti celesti che si trovano in quella zona chiamata 'fascia
di Kuiper', gli astri Smiley, Karla, Varuna, Quaoar, Orcus, Sedna
e soprattutto il tanto chiacchierato 2003 UB313, l'ultimo arrivato
nella lista dei papabili che però deve ancora essere sottoposto
alla verifica delle dimensioni (e di altri parametri) per la
qualifica o meno di pianeta. Caso mai diventasse un pianeta dovrebbe
a questo punto 'abitare' in Pesci, dirimpettaio di Cerere; e
però, siccome abbiamo detto che l'asse Vergine/Pesci dovrebbe
essere abbinato a due 'pianeti' particolari, questo 2003 UB313,
o altro che prendesse il suo posto, dovrebbe avere qualcosa di
particolare (sicuramente l'eccentricità orbitale).
Ma di particolare dovrebbe avere anche il nome: si dice (ma non
so se sia una circolare interna all'IAU o solo un criterio di
convenienza) che il nome di un eventuale oggetto transplutoniano,
qualora non passasse l'esame di ammissione a 'pianeta', dovrebbe
essere scelto fra quelli delle divinità della creazione
o degli inferi di mitologie diverse dalla nostra (nativi americani,
Inuit, ecc.); nel caso invece venisse approvato il suo status
di 'pianeta', allora il nome dovrebbe essere scelto fra quelli
della mitologia greco-romana, così da rimanere in linea
con le scelte che hanno caratterizzato tutti gli altri pianeti.
Se però così fosse, la scelta del nome del nuovo
pianeta non sarebbe facile visto che molti nomi mitologici sono
stati assegnati agli asteroidi. Gli astronomi che hanno scoperto
2003 UB313 lo chiamano ufficiosamente Xena, ma anche Lilah (che
è il nome della bambina di Brown, uno degli scopritori).
Gli stessi avevano pensato a Persefone, ma è già
il nome di un asteroide, oppure Giano o Vulcano; personalmente
opterei per Oceano o Giano, oppure, visto il buio in cui è
immerso il nuovo pianeta, Nyx, la Notte.
Ma sappiamo che i nomi dati ai pianeti non arrivano a caso ma
seguono 'sincronicamente' il periodo storico terrestre della
loro scoperta, e se pensiamo che stiamo vivendo un periodo in
cui termini come 'guerra' e 'terrorismo' vanno purtroppo per
la maggiore, non è escluso che il nome del 'pianeta X'
abbia a che fare con simili eventi (o esorcizzante tali eventi).
Ritornando all'asse Vergine/Pesci, seguendo sempre il criterio
del mio articolo, dovrebbe esserci un parallelismo fra il corpo
celeste abbinato alla Vergine e il corpo celeste abbinato ai
Pesci, e intanto notiamo (astronomicamente parlando) un parallelismo
fra i corpi celesti situati fra Marte e Giove (gli asteroidi)
e i corpi celesti che si trovano al di là di Plutone (i
KBO): in tutti e due i casi abbiamo una 'fascia' composta da
un numero considerevole di oggetti ('fascia di asteroidi' in
Vergine, 'fascia di Kuiper' in Pesci, ovvero corpi 'sminuzzati'
in Vergine, 'aggregati confusamente e culturalmente' in Pesci).
Quindi sull'asse Vergine/Pesci si situerebbe una 'fascia' composta
non da pianeti come siamo abituati a considerare ma da qualcosa
di particolare, da 'detriti' (Vergine come Sesta Casa e come
pulizia), 'avanzi' del materiale dal quale si sono formati il
Sole e i pianeti (Pesci come Dodicesima Casa e come luogo in
cui vengono buttate le scorie ultime di lavorazione, scorie che
poi dovranno essere riciclate per andare a formare nuove strutture).
E' ovvio che tutte queste congetture si basano esclusivamente
sul mio articolo, altrimenti non hanno senso non andando a parare
nel campo dei domicili ma in quello di un semplice e lineare
accoppiamento così come descritto in "L'abbinamento
Segni/Pianeti. Divagazioni sul tema".
E poi tutto il discorso sottostà a quelle che saranno
le conclusioni a cui arriverà il Gruppo di Lavoro "Definizione
di Pianeta" costituito all'interno della Divisione III dell'IAU
per definire una volta per tutte quale deve essere lo status
per considerare 'pianeta' un oggetto celeste. Fino ad allora
possiamo solo congetturare e, perché no, divertirci.
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- Firenze, 15.09.2005
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