Quale oroscopo per Gesù?

Quale oroscopo per Gesù?
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La mia relazione tenuta a Firenze alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa il 21.01.2001


Due ipotesi sulla probabile data natale (e di morte) di Gesù, la prima assecondando la “datazione corta”, la seconda quella “lunga” (che lo vorrebbe nato addirittura nel 12 a.C., peraltro una data verso la quale alcuni studiosi stanno da tempo strizzando l’occhio). Una cronaca, un’esposizione di alcuni strumenti astronomico/astrologici che abbiamo a disposizione riguardo questo affascinante e misterioso tema.

La data della nascita di Gesù è a tutt’oggi un mistero, anche dopo che è stato appurato l’errore di calcolo fatto da Dionigi il Piccolo. Costui era un monaco originario della Scizia, una regione della Russia meridionale, che nel 525 venne incaricato da papa san Giovanni I di riordinare i calcoli relativi alla nascita di Cristo così da ottenere una precisa definizione della data annuale della Pasqua. Secondo i suoi calcoli Gesù sarebbe nato nell’anno 754 dalla fondazione di Roma. Dionigi si riferì in special modo a un versetto del Vangelo di Luca (3, 1-3) in cui si dice che Giovanni Battista iniziò la sua predicazione “l’anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare”, imperatore romano salito al trono nel 768 di Roma; il quindicesimo anno del suo regno corrisponde al 782 (comprendendo nel computo il 768); considerando che Gesù aveva circa trent’anni quando si fece battezzare da Giovanni, Dionigi sottrasse i 29 anni compiuti da Gesù dal 782 ottenendo così come data di nascita il 753, ma noi sappiamo che Gesù nacque quando era re di Giudea Erode il Grande (“Dopo che Gesù nacque a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode, ecco giungere a Gerusalemme dall’oriente dei Magi”, Matteo, 2, 1), e che questi morì intorno alla metà di marzo del 750 di Roma, vale a dire tre anni prima della data in cui, secondo Dionigi, dovrebbe essere nato Gesù, quindi l’errore è palese. Pertanto la data fissata da Dionigi va senz’altro rettificata.

Esistono però altre informazioni, come ad esempio, sempre dal Vangelo di Luca (2, 1-2), che “In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria”. Ora noi sappiamo che Cesare Augusto fu imperatore dal 27 a.C. al 14 d.C., e che Quirino (Diodoro Quirino, proconsole romano, che peraltro era il padre adottivo di Luca) fu nominato una prima volta governatore nel 6-7 a.C. in veste di sostituto di Senzio Saturnino, legato di Siria ma impegnato in quel tempo in battaglia in Armenia, e una seconda e definitiva volta nel 6 d.C.; quest’ultima data sposterebbe troppo avanti la nascita di Gesù così, per le ragioni su esposte, non la prenderemo in esame.


Ipotesi 1 – La congiunzione Giove-Saturno

Un indizio che potrebbe aiutarci nella datazione della nascita di Gesù potrebbe essere la “stella di Betlemme”, che alcuni pensano possa essere stata una congiunzione planetaria. L’astronomo Johann Kepler (1571 – 1630) citava un’antichissima tradizione ebraica secondo la quale il Messia sarebbe nato in concomitanza del verificarsi di una Grande Congiunzione fra Giove e Saturno che si sarebbero trovati così vicini da sembrare un’unica, grande stella. Ricordo che le congiunzioni Giove-Saturno avvengono ogni 20 anni circa (19,80), ma quella che gli antichi astrologi chiamavano Grande Congiunzione si verificava all’inizio del Punto Vernale (0° Ariete) ogni 960 anni circa, evento che veniva messo in relazione a grandi avvenimenti. Ebbene, nel 7 a.C. troviamo una tripla congiunzione Giove-Saturno in Pesci (avvenuta il 29 maggio, 1 ottobre, 5 dicembre). Molti ricercatori hanno quindi pensato che questa fosse la “stella di Betlemme”, datando la nascita di Gesù appunto al 7 a.C., ovvero al 747 dell’era di Roma.

Se questo è l’anno che molti ritengono probabile, per quanto riguarda invece il mese e il giorno siamo nel campo delle ipotesi. Certo noi festeggiamo il Natale il 25 dicembre. Questa data viene celebrata come il giorno della nascita di Gesù solo a partire dal IV secolo della nostra era, almeno stando a quanto riportato in un almanacco dell’epoca, il Cronografo romano del letterato e pittore romano Furio Dionisio Filocalo composto nel 354 d.C. e che riporta un frammento di un calendario liturgico cristiano in uso a Roma e risalente al 326, dove alla data VIII Kalendas Januarias (ovvero il 25 dicembre) si legge: “natus est Christus in Betleem Judaeae”. Da considerare che sempre in questo Cronografo al 25 dicembre vi è la nota “N. Invicti”, cioè Natale dell’Invitto. Questo Invitto altri non era che il Sol Invictus, divinità solare introdotta a Roma dall’imperatore Aureliano nel 270 d.C. la cui festa fu fissata pochi giorni dopo il solstizio invernale, e che rappresenta appunto la rinascita del sole, il “sole nuovo”. Grandi feste si svolgevano in quel giorno, a cui partecipavano anche molti cristiani. Consideriamo che sempre in quel giorno si diceva fosse nato Mithra, divinità solare che si dice nata da una roccia o in una grotta e la cui dottrina aveva forti analogie con il Cristianesimo. Tutto ciò impensieriva la Chiesa che così pensò di celebrare il 25 dicembre la nascita della Vera Luce, Gesù. Nel secolo V papa san Leone Magno istituzionalizzò poi questo giorno dandogli un fondamento teologico.

Sta di fatto però che nei Vangeli non esiste nessuna affermazione riguardo al giorno della nascita; piuttosto abbiamo un’affermazione indiretta concernente il periodo in cui questa è avvenuta, dato che in Luca (2, 8) leggiamo: “In quella stessa regione si trovavano dei pastori: vegliavano all’aperto e di notte facevano la guardia al loro gregge”, e sappiamo che in Palestina la pastorizia veniva e viene esercitata da marzo fino a novembre al massimo.

Ora, ritornando alle date in cui si verificò la congiunzione Giove-Saturno nel 7 a.C. (29 maggio, 1 ottobre, 5 dicembre), potremmo prendere come più probabile quella dell’1 ottobre, pensando normale la presenza di pastori sui monti a quella data. Dicono i Vangeli che Gesù nacque di notte, vicino alla metà della notte. Potremmo così costruire un Tema per l’1 ottobre del 7 a.C. (- 6) per le ore 23.30 locali.
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Notiamo una congiunzione Giove/Saturno in Pesci in Nona Casa. Viene detto che le congiunzioni Giove/Saturno, quando avvengono vicine al punto vernale, indicherebbero la nascita di grandi profeti. La Nona Casa veniva poi chiamata dagli antichi astrologi la “Casa di Dio”, e noi in essa vediamo, oltre ai grandi viaggi, la filosofia, la fede, la religione. Si dice poi che chi nasce con Saturno in questa Casa non ama la religione o i precetti che trova nell’ambiente in cui è nato, portato così a distruggerli e cambiarli, e ciò pare anche vedersi in quell’Urano anch’esso in Nona Casa.
Altra annotazione interessante è il fatto che, utilizzando le Parti Arabe, la Parte della Vita viene a cadere a 14° 21’ Cancro, in congiunzione all’Ascendente, il che, oltre a segnalarci che la persona ha carisma, ci dice che uno dei suoi compiti, se non il massimo, è quello di “dare vita” agli altri (può essere la configurazione di un guaritore, ad esempio). La Parte di Morte si trova invece in esatta congiunzione (0° 40’ Ariete) al Medio Cielo, indicando una “morte importante”, un realizzarsi attraverso la (o una) morte o che la morte (o il concetto di essa) avrà importanza e rilevanza nella vita della persona. Curiosa la posizione della Parte della Madre: a 21° 51’ Vergine.

Vorrei farvi notare un’altra cosa curiosa e nel contempo altamente simbolica: in quel momento stavano sorgendo all’orizzonte, quindi erano poco sopra l’Ascendente, due stelle chiamate Asellus Borealis (9° 28’ Cancro) e Asellus Australis (10° 39’ Cancro), cioè gli Asinelli, due stelle che secondo la mitologia rappresenterebbero la coppia di asinelli montati da Bacco e da Vulcano durante la guerra contro i Titani; il raglio di questi animali spaventò talmente i Titani da indurli alla fuga, così che gli dèi, riconoscenti, trasportarono la coppia di asinelli in cielo trasformandoli in stelle; non solo: sempre in questa stessa zona del cielo troviamo anche la loro mangiatoia, infatti abbiamo un gruppo di stelle (la nebulosa M44) denominato Presepe o Mangiatoia, che si trovava a 9° 10’ Cancro. Consideriamo poi che il nome babilonese che designava il Segno del Cancro era nagaru, che significa ‘carpentiere’: ora Gesù era chiamato, in quanto figlio di Giuseppe, “figlio del carpentiere” (o del falegname)! Tutto ciò è assai significativo e dimostra che il simbolo si esprime a vari livelli attraversando e collegando i vari miti, dagli asini degli dèi al bue e all’asino che scaldarono il bambino Gesù, senza parlare poi della mangiatoia.


La morte

Ma se questa è una delle ipotesi sulla nascita di Gesù, sulla morte non abbiamo niente? Ebbene, secondo la Chiesa la data ufficiosa della morte di Cristo sarebbe il 7 aprile dell’anno 780 di Roma, vale a dire dell’anno 27 d.C., il che fa capire che la Chiesa opta, come data di nascita, per il 7 a.C. Gesù non aveva ancora compiuto 33 anni (li avrebbe compiuti il mese di ottobre successivo). Sappiamo che Gesù morì durante la settimana della Pasqua ebraica, che iniziava la sera del giorno in cui cadeva il primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, plenilunio che in quell’anno avvenne il 9 di aprile. Sappiamo dai Vangeli che Gesù morì intorno alle ore 16 (l’ora nona, corrispondente alla nostra 15-16) e che quel giorno era un venerdì. I calcoli ci dicono che il 9 aprile era un mercoledì. Gesù festeggiò la Pasqua con i suoi discepoli il primo giorno degli Azzimi, quindi il giorno dopo l’inizio della Pasqua, ovvero giovedì 10 aprile, e che quella sera stessa, sul tardi, venne arrestato. Il mattino dopo (11 aprile) i capi dei sacerdoti consegnarono Gesù a Pilato. Il pomeriggio venne crocifisso. Quindi Gesù morì il giorno 11 aprile del 27 d.C. intorno alle ore 16. Ecco il Tema.

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Notiamo una congiunzione Marte/Saturno in Ottava Casa e il Sole anch’esso in Ottava. Gesù nasce in Bilancia, Segno di Giustizia, e muore con il Sole in Ariete, Segno dell’Agnello sacrificale. Curioso il fatto che nel luogo in cui nel Tema Natale vi era la Parte di Morte (0° 40’ Ariete) ora troviamo la Parte del Lavoro (0° 23’ Ariete): possiamo dire che aveva concluso il suo lavoro, la sua missione. E la Parte di Morte? Vibrante sul suo Sole natale a 4° 20’ Bilancia. Veramente una missione compiuta. Significativa poi quella congiunzione Marte/Saturno, sia perché cade sul Nodo lunare Nord natale, ciò che potrebbe indicare il compimento, in maniera cruenta, del programma evolutivo e spirituale per cui era nato, sia perché si trova nei pressi di due stelle molto importanti: Algol (la beta Persei, all’epoca a 28° 38’ Ariete), una stella considerata sin dall’antichità malefica e il cui nome è sinonimo di “demonio”, provenendo dall’arabo Ra’s al Ghul (Testa del demonio), e Alcyone (la eta Tauri, all’epoca a 2° 45’ Toro), la stella più brillante delle Pleiadi, che gli antichi ritenevano addirittura fosse il sole centrale intorno a cui ruotava l’intero universo e che i Babilonesi chiamavano Temennu, la Pietra Angolare, e che in India conoscevano come Amba, la Madre.

Gesù quindi nasce con Saturno congiunto al benefico Giove in Pesci in Nona Casa, e muore con lo stesso Saturno questa volta congiunto al malefico Marte, alla demoniaca stella Algol e alla brillante Alcyone in Ottava Casa, due stelle che sembrano volerci rappresentare gli ultimi momenti di vita di Gesù, con Algol a indicare la morte per crocifissione e Alcyone la resurrezione, ascendendo alla sommità e al centro del cielo, dell’universo. In ultimo, ma non certo per ultimo, al Medio Cielo si stagliava la stella Canopus (l’alfa Carinae, all’epoca a 17° 26’ Gemelli), che prende il nome dal timoniere della nave Argo, come a dire che Gesù da quel momento è diventato il timoniere dell’umanità (o di una parte di essa).


Ipotesi 2 – La cometa di Halley

Ma non tutti propendono per una congiunzione planetaria: vi è anche chi crede fermamente che la “stella di Betlemme” possa essere stata effettivamente una cometa. Sappiamo di una cometa nel 5 a.C. visibile da marzo a maggio in Capricorno (contrassegnata dal n. 52 nel catalogo pubblicato dall’inglese John Williams nel 1871), ma anche sappiamo di un’altra cometa (la famosa cometa di Halley) visibile dal 25 agosto al 1 novembre del 12 a.C. Certo, questo sposterebbe ancora più indietro la data natale di Gesù, ma alcuni studiosi pensano di accettarla anche in virtù del fatto che molto probabilmente c’è stato un errore di traduzione nella frase di Luca (2, 1-2) che invece di leggerla: “Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria”, dovrebbe essere letta “…questo censimento ebbe luogo prima di quello fatto quando Quirino era governatore della Siria”; ciò che sposterebbe indietro, oltre il 7 a.C., la nascita di Gesù.
Da un punto di vista astrologico solo le comete sconosciute erano considerate malefiche; nel caso della Halley, essendo una cometa a corto periodo (75 anni), la sua apparizione non aveva niente di pericoloso, se non per il fatto che sarebbe passata molto vicino alla Terra avvicinandosi al perielio (punto dell’orbita di un corpo celeste più vicino al Sole).

La cometa divenne quell’anno appariscente nella costellazione dei Gemelli, al suo passaggio al nodo ascendente verso il 21 agosto, quando era visibile in prossimità del meridiano superiore. Da questa data rimase quasi stazionaria nel cielo notturno, aumentando di splendore fin verso l’equinozio d’autunno, epoca in cui sfiorò la Terra con la sua luminosissima chioma avviandosi alla congiunzione con Luna e Saturno in Capricorno. Si spostò quindi molto velocemente in senso retrogrado restando visibile alla sera, ed al 5 ottobre passò al perielio tramontando insieme a Venere nell’ultimo decano dello Scorpione. Scomparve tra i bagliori del sole a fine ottobre, per riapparire all’alba e rimanere visibile fin verso l’11 novembre, quando attraversò il nodo discendente in Bilancia in congiunzione con Giove per allontanarsi nuovamente dalla Terra, iniziando il suo viaggio di ritorno verso l’afelio (Sergio Ghivarello “La stella di Natale” in “Linguaggio Astrale”, n. 51, 1983).

È possibile quindi che la stella che i Magi videro fosse veramente una cometa, e in questo caso la cometa di Halley. Potremmo allora ipotizzare la nascita di Gesù nella notte tra il 4 e il 5 ottobre del 12 a.C., quando la cometa passò al perielio e la sera tramontava insieme con Venere alla fine dello Scorpione (precisamente Venere si trovava nella costellazione di Ofiuco, congiunta alla stella tetha Ophiuchi). I Magi videro, circa un anno e mezzo prima, la cometa a oriente congiunta a Marte nella costellazione del Cancro; involontariamente, quando ne parlarono a Erode, dettero il via a quella che è passata alla storia come la “strage degli innocenti”, l’uccisione di tutti i bambini maschi nati durante quel biennio (e ciò si lega alle simbologie congiunte di Marte/uccisione e Cancro/bambini). La provenienza poi della cometa dalla costellazione del Cancro è quanto mai significativa in quanto questa parte del cielo presiede, secondo le varie tradizioni e mitologie sia egizie sia caldee, all’incarnazione delle anime. Ancora più incisivo il significato simbolico di tutto questo se consideriamo che nel luogo della congiunzione della cometa con Marte vi sono le due stelle Asellus Borealis e Asellus Australis, oltre al gruppo di stelle denominato Presepe o Mangiatoia (Nebulosa M44). Ipotizziamo quindi una nascita avvenuta poco prima delle ore 24 del 4 ottobre del 12 a.C. (-11), proprio nel momento in cui all’orizzonte si levava il gruppo di stelle del Presepe insieme a quelle degli Asinelli nella costellazione del Cancro.

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Notiamo Marte appena sorto e Urano in Ottava Casa in domicilio. Interessante il trittico Sole-Giove-Nettuno nel Segno della Giustizia della Bilancia. Giove e Nettuno poi governano i Pesci, che qui troviamo in Nona Casa, Segno di Sacrificio come lo è peraltro l’Ariete (che vediamo al Medio Cielo). La Parte della Vita si trova congiunta a Giove (15° 05’ Bilancia), indicando che la persona ha il compito di emancipare e liberare gli altri da vecchie catene creando un ordine nuovo (nella sua più alta accezione è la posizione del liberatore di popoli). La Parte di Morte cade invece a 23° 36’ Bilancia, esattamente congiunta a Nettuno (la morte che si lega alla fede, alla religione, al misticismo, a Dio, oppure morte causata da fanatismo, morte per asfissia, ecc.). Saturno è in domicilio, quindi molto forte, e può rappresentare l’ortodossia ebraica che si opponeva a Gesù (si dice infatti che Saturno rappresenti la religione ebraica); è un Saturno che è tramontato (si trova in Sesta Casa), e ciò potrebbe indicare il ruolo che ha avuto Gesù come trasformatore della Legge dei Padri. L’uscita dai cieli della cometa attraverso il Segno dello Scorpione sembrerebbe poi atta a descrivere la parabola della vita di Gesù: nato in una mangiatoia (Cancro) e finito, tradito da Giuda, sulla croce a remissione dei peccati del mondo, per poi resuscitare (Scorpione).


La morte

Come riportato nella Ipotesi 1, Gesù morì durante la settimana della Pasqua ebraica, Pasqua che iniziava la sera del giorno in cui cadeva il primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile. Aveva circa 33 anni, così se poniamo la nascita al 12 a.C la morte la dobbiamo porre al 22 d.C. Quell’anno il primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile avvenne il 5 di aprile. I calcoli ci dicono che era una domenica, quindi, se prendiamo per buono il fatto che morì di venerdì, dobbiamo arrivare al 10 di aprile. Certi i giorni trascorsi dal plenilunio sono troppi, sapendo dalle Scritture che Gesù venne arrestato la sera del primo giorno della Pasqua (degli Azzimi) e crocifisso il pomeriggio dopo, quindi in due soli giorni si concluse tutto. Purtroppo non abbiamo notizie storiche, certe e documentate, che possano permetterci di disquisire su tali incongruenze temporali. Quindi prendiamo, come semplice ipotesi di studio, il Tema della morte di Gesù redatto per il 10 aprile del 22 d.C. alle ore 16.

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Notiamo che Marte stava transitando sull’Ascendente natale, situazione alla quale possiamo dare il giusto peso non essendo certo di per sé un elemento catalizzatore di eventi eclatanti, e però condizione che si conquista un posto in prima fila nel momento in cui, utilizzando le Parti Arabe, ci accorgiamo di una cosa peraltro molto interessante anche dal punto di vista didattico, ovvero la Parte di Morte a 17° 47’ Gemelli, esattamente congiunta al Medio Cielo, come a dire che veramente ciò che in quell’ora stava accadendo si poneva come momento che realizzava un percorso, una vita, e lo realizzava attraverso il più alto sacrifico di sé, con la morte. Da notare che la stella Canopus, all’epoca a 17° 27’ Gemelli (si veda il Tema della morte dell’Ipotesi 1), va qui in esatta congiunzione al Medio Cielo. Sempre in zona (a 16° 29’ Gemelli) si trovava la stella Sirio, l’alfa Canis Maioris, la stella più brillante del cielo. Non c’è che dire, vi era una bella concentrazione di simboli, fra Parte di Morte, Medio Cielo, Canopus e Sirio.


Lascio a questo punto al lettore, se lo vuole, il gusto di inoltrarsi ancor più nella lettura di questi Temi, ognuno con i suoi punti a favore rispetto all’altro, le sue caratteristiche, parteggiando per l’uno o per l’altro. Ciò non toglie che ce ne possano essere altre di ipotesi (e ci sono state e ci saranno), tutte con la loro parte di verità. Il mistero continua.


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