La Sinestra

La Sinestra
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No, nel titolo non c’ è un refuso. Non volevo dire “finestra”, né “ginestra” e nemmeno “minestra”. Magari qualche amante dei videogiochi penserà che voglia parlare di Sinestra la consorte di Alamorte, il Signore dei Draghi Neri dell’ Universo di Warcraft. Altri penseranno voglia alludere all’ omonima valle svizzera. Niente di tutto questo.
Ma allora cos’ è questa “sinestra”?

È una “cosa” nata da poco e che già ambisce ad avere un futuro radioso. Dove? Ma nel panorama socio-politico-culturale, che diamine!
Sì perché “sinestra” sta qui a indicare il nome della nuova categoria politica che ha visto la luce nel secondo decennio del XXI secolo. Abbiamo così una sinistra (ma ha senso chiamarla ancora così?), una destra (ma ha senso chiamarla ancora così?) e una nuova arrivata che è parto diretto dei tempi che stiamo vivendo, la “nuova sinistra” dell’ era post-berlusconiana: la sinistra-destra ovvero la sinestra che, si badi bene, non è un semplice mescolamento delle due ma qualcosa di più e comunque qualcosa di diverso. Una categoria politica moderna, al passo coi tempi, diversa da tutti gli –ismi: opportunista, sfavillante, spumeggiante, frizzante, elettrizzante, giovanile e soprattutto rottamatrice di vecchi babbioni e vecchie ideologie.

Lunga gestazione però la sua, e anche anomala visto che ha avuto due “concepimenti”: uno il 9 novembre 1989 (caduta del Muro di Berlino quindi “caduta” del comunismo) e l’ altro il 26 gennaio 1994 (“discesa in campo” di Silvio Berlusconi). E la sua nascita? Un bel po’ in là nel tempo, precisamente l’ 8 dicembre 2013 quando Matteo Renzi è diventato segretario del Partito Democratico e da provetta levatrice l’ha portata alla luce estraendola dal ventre della Storia.
Da notare che l’ 8 dicembre è la festa dell’ Immacolata Concezione, così che giorno simbolicamente migliore per nascere non poteva esserci per dimostrare a tutti che anche lei, la “sinestra”, è nata senza peccato originale, quel peccato che invece ha marchiato, in Italia, la sinistra e la destra, la prima col peccato originale del comunismo, la seconda con quello del fascismo.
Parafrasando la celebre canzone di Giogio Gaber potremmo chiederci: “Ma cos’ è la destra, cos’ è la sinistra”.

In Astrologia molti legano i concetti di destra a Urano (individualismo, capitalismo, liberalismo, ecc.) e quelli di sinistra a Nettuno (collettivismo, cooperativismo, ecc.). Purtroppo la cosa non è così semplice, meccanica e automatica come ci piacerebbe; di sicuro (ma c’è qualcosa di sicuro?) si potrebbe legare ai Segni di Aria il motto nato dalle idee della Rivoluzione Francese, cioè “Liberté, Égalité, Fraternité“, ovvero: Liberté=Acquario, Égalité=Bilancia, Fraternité=Gemelli.
Certo, il grande Barbault notò che i cicli Saturno-Urano influenzano positivamente i risultati della destra, quelli Saturno-Nettuno i risultati, sempre positivi, della sinistra.

Ma alla destra si potrebbero legare anche i Segni dello Scorpione e del Capricorno; il primo, lo Scorpione, per quanto riguarda un non fidarsi tanto degli altri, un guardare gli altri come se ti volessero portar via qualcosa, una certa paura di venire contaminato dal diverso; il secondo, il Capricorno, per una certa chiusura e conservatorismo, lo sguardo rivolto al passato, alle tradizioni.

Alla sinistra si potrebbero legare anche i Segni del Sagittario e dell’ Acquario; il primo, il Sagittario, per quella sua predisposizione all’ apertura verso il diverso, al pluralismo, al federalismo; il secondo, l’ Acquario, per quella sua indole libertaria, la fratellanza fra i popoli, l’ abbattimento delle frontiere, gli ideali da “flower power” degli hippies.

Per certi versi però queste attribuzioni si potrebbero (e si possono) anche ribaltare: tanta ideologia di sinistra (specie quella estrema, maoista, marxista-leninista, ecc.) si è vestita di panni conservatori, chiusi, rigidi, autoritari e totalitari.

Ma allora cos’è la destra, cos’è la sinistra? C’è destra nella sinistra (abbastanza) e c’è sinistra nella destra (poca).
E allora ecco la “sinestra”, una creatura politica che ambisce a diventare pensiero dominante, il Partito della Nazione. Una creatura che è diretta conseguenza dell’ era berlusconiana e della sua lotta alla sinistra (chapeau!): i suoi araldi sono cresciuti e si sono formati “politicamente” in quegli anni abbeverandosi ai vari Drive In, Ruota della Fortuna, Dallas, Beautiful, Ok il prezzo è giusto, pubblicità, pubblicità, pubblicità, pubblicità. Inevitabile una simile conseguenza.

E Matteo Renzi? Astrologicamente è del Capricorno, il Segno che gli antichi consideravano quello giusto per i grandi condottieri, per i grandi politici (e l’ imperatore Augusto e Lorenzo il Magnifico, tanto per citarne alcuni, vollero dirsi del Capricorno, ma il primo vi aveva la Luna e vi venne concepito; il secondo dovrebbe essere stato effettivamente del Capricorno anche se altri vollero farlo nascere sotto il Leone). Ma non solo l’ astro diurno ha Renzi in Capricorno: anche la Luna è nel Segno. E tutti e due i luminari sono poi in aspetto (opposti) a Saturno (politica: vedi Capricorno): il conflitto con il “vecchio” quindi la rottamazione dello stesso? Anche, ma non solo. Ha poi l’ Ascendente in Gemelli (parlantina, mobilità, fascino, desiderio di ammirazione). E ha Mercurio (e Venere) in Acquario in Nona Casa (analogica al Sagittario), con Mercurio in aspetto (quadrato) a Urano e a Plutone (trigono): capacità persuasive, intelligenza vivace, sicurezza di sé, obiettivi ben chiari e precisi, opportunismo, doppiezza (non tirare troppo la corda, Matteo!).
Per quanto riguarda le Parti Arabe possiamo dire che ha la Parte del Lavoro a 19° Sagittario e Marte a 22° Sagittario. Giove, signore/rappresentante di questa Parte, è domiciliato in Pesci, in X Casa, in perfetto aspetto (trigono) a Saturno: forte senso della giustizia sociale, idealismo, ottimismo, sguardo dritto al futuro, convinzione di poter risolvere i problemi con facilità, scarsa percezione del pericolo.

Che dire? La colpa (o il merito) non è di nessuno. Tutti gli attori in scena non sono altro che attori, alcuni nemmeno consapevoli del ruolo che interpretano. Il regista è un altro. È il karma di un popolo. È il suo destino. Forse è qualche legge cosmico-karmico-quantistica a noi sconosciuta. Alcune vicende umane, pur dolorose, pur strane, pur incomprensibili e/o inconcepibili, comiche o tragiche, devono accadere, devono fare il loro corso, lungo o breve che sia. Come un’ influenza che ti colpisce: la febbre arriva, l’affronti, la combatti, fai resistenza, ma arriva e per qualche tempo rimane. Virus e batteri non puoi debellarli: ci sono, ci sono stati e ci saranno sempre.
Da parte nostra (mia) cerchiamo di mantenerci puri, pensando ognuno con la propria testa, mantenendo la propria libertà, cercando di non omologarci. Così, forse, daremo del filo da torcere al karma o se non altro soccomberemo con dignità non aggiungendo altre scorie al nostro di karma.
Ma s’ ode già un rumore sinestro.


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