Quale oroscopo per Lorenzo il Magnifico?

Quale oroscopo per Lorenzo il Magnifico?
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La mia relazione tenuta al I Convegno Regionale della Delegazione Toscana del C.I.D.A., Firenze, Italia, 13 maggio 2000 (pubblicata negli Atti)


La ‘vita quotidiana’ nella quale ritrovare quelle tracce astrologiche di cui oggi stiamo parlando è anche e soprattutto quella dei principi, dei regnanti, loro sì in grado di avere astrologi cosiddetti ‘di corte’ che potevano e dovevano stilare oroscopi del signore di turno onde aiutarlo a prevenire o a far fronte alle situazioni rischiose.

Ciò farebbe pensare ad una estrema facilità nel reperire le date di nascita, con tanto di ora, di principi e regnanti, non ultimo Lorenzo il Magnifico che non disdegnava affatto il contornarsi di astrologi. Eppure così non è, pur avendo alcuni elementi che potrebbero far luce su questo. Vediamoli.

Una delle raffigurazioni più conosciute di Lorenzo de’ Medici è quella che lo ritrae, dopo la giostra del 7 febbraio 1469 svoltasi in piazza Santa Croce, con in testa un “elmetto fornito d’ariento con un Marte per cimiero”.
Lorenzo de' Medici_elmoSi trattava in pratica del premio messo in palio per il vincitore della giostra cavalleresca: sul davanti era raffigurato un Marte poggiante i piedi su di un’aquila, mentre sul dietro finiva con la testa di un capro, verosimilmente raffigurante il Segno zodiacale del Capricorno, considerato questo come Segno dei militari, del comando, del potere. Molti hanno voluto vedere in questo tipo di fregi una allusione al Segno natale di Lorenzo (il Capricorno) e al suo Ascendente (il Marte sull’aquila, ovvero lo Scorpione). Sta di fatto che questo copricapo era destinato al vincitore di un torneo, quindi i motivi lì presenti non certo collegabili ai tratti oroscopici del ventenne rampollo di casa Medici, anche se Lorenzo di Piero di Cosimo de’ Medici si dice nacque a Firenze mercoledì 1 gennaio 1449, o almeno così lui stesso annota nei suoi “Ricordi”: “…trovo per libri di Piero nostro padre che io nacqui addì primo gennaio 1449…”. Capricorno, quindi? Certo è che essere sotto la protezione di questo Segno era assai desiderato in casa Medici, visto che poi si diceva che in questa costellazione avevano visto la luce l’imperatore Ottaviano Augusto e Alessandro Magno. Basta del resto vedere la profusione di immagini del Capricorno che ornano vari palazzi fiorentini e le statue o i dipinti raffiguranti i componenti maschili di casa Medici per capire l’importanza che assunse questo Segno come simbolo di potere. Non per nulla era presente come ornamento del premio dato al vincitore di un torneo in armi! Questa predilezione per il Capricorno ha fatto pensare a molti a un aggiustamento della data natale di Lorenzo, da lui o da altri eseguito. Circolano infatti altre date natali, tra le quali quella proposta da Francesco Giuntini nel suo “Speculum astrologiae”, che lo fa nascere il 7 agosto 1448 alle ore 5 del mattino, quindi un Leone con Ascendente Leone.

Lorenzo de' Medici_radix_1

C’è chi ha voluto vedere anche qui una costruzione forzata a posteriori atta a valorizzare sia certi schemi interpretativi proposti da Giuntini nel suo libro, sia una nascita ‘solare’ quindi regale per Lorenzo (Sole e Ascendente congiunti alla stella Regulus, all’epoca posta a 22°11’ Leone!). Può apparire strano non avere a disposizione una data certa, vista la non marginale presenza, alla corte dei Medici, di personaggi avvezzi a trattare di astrologia, da Marsilio Ficino, che redasse i temi dei figli di Lorenzo, di uno dei quali, Giovanni, predisse addirittura il pontificato, divenendo effettivamente papa con il nome di Leone X, fino a Pier Leoni da Spoleto, astrologo e medico personale del Magnifico. Ma come era, fisicamente, Lorenzo de’ Medici? E anche: quali patologie accusava? Può tutto questo dare una mano ad avvicinarci, quanto meno, al tipo zodiacale?
Lorenzo de' Medici_ritrattoUn suo contemporaneo, Niccolò Valori, scrisse che Lorenzo era alto, solido e robusto, con spalle larghe e molto agile; non era bello di faccia, anche se appariva molto dignitoso; di colorito livido, con narici strette, voce rauca, vista debolissima e privo d’olfatto (di quest’ultima cosa Lorenzo si consolava dicendo che la natura aveva ben disposto, essendo più le cose che puzzano che quelle che soavemente olezzano). Lorenzo quindi non percepiva gli odori, era affetto da ciò che oggi chiamiamo anosmia congenita, molto probabilmente dovuta a una schisi sotto-mucosa del palato molle, cioè una fenditura o fessura nel velo palatino dovuta a un difetto morfogenetico di saldatura che si accompagnava al difetto di voce [1].

Astrologicamente questa zona anatomica appartiene all’Ariete, mentre la piramide nasale allo Scorpione: si evidenzia quindi un’importanza di Marte. Ma la malattia ‘storica’ di Lorenzo era la gotta, vera patologia di casa Medici: ne soffrirono il nonno Cosimo, il padre Piero, detto addirittura il Gottoso, Lorenzo e altri sei discendenti dopo di lui. La gotta è una malattia metabolica (il metabolismo può essere legato ai Segni venusiani del Toro, della Bilancia, dei Pesci), con aumento di acidi urici nel sangue (iperuricemia) che porta al deposito di cristalli di acido urico (Saturno) nelle articolazioni; si hanno dolori articolari, artritismo, danni renali, problemi al cuore, nervi, stomaco (Machiavelli dirà “Perché Lorenzo non solamente dalle gotte le quali come ereditarie del padre l’affligevano, ma da gravissimi dolori di stomaco fu assalito…”). Soffriva di disturbi lombo-sacrali e la pelle presentava un invecchiamento precoce. La descrizione fisica e il tipo di patologie ora riferite farebbero pensare all’importanza che dovrebbe avere nel Tema natale il Segno del Capricorno e il pianeta Saturno (ma anche i Segni della Bilancia e del Sagittario), ciò che avvalorerebbe le parole di Lorenzo. Non solo: da una lettera di Marsilio Ficino indirizzata al Magnifico, datata 26 settembre 1480, veniamo a sapere che il Capricorno era nientemeno che il suo Ascendente; leggiamo: “Stai molto attento, Lorenzo, oggi e domani, poiché Marte in Capricorno – tuo segno ascendente – forma oggi un quadrato con Saturno, domani un quadrato al Sole[2]. Capricorno con Ascendente Capricorno? Non disponiamo di dati certi, comunque dal Tema redatto per il primo gennaio 1449 (ancora calendario giuliano, corrispondente quindi al 10 gennaio), ipoteticamente domificato con l’Ascendente fatto coincidere con il Sole, vediamo Marte in Pesci opposto a Saturno (aspetto importante in quanto coinvolge tutti e due i pianeti del Capricorno), Luna in Ariete (Marte) quadrata al Sole e a Urano, Mercurio e Venere in Acquario (Saturno) opposti a Plutone.

Lorenzo de' Medici_radix_2

La posizione di Marte in Pesci non è escluso possa indicare una predisposizione a stress con conseguente somatizzazione a livello organico; anche, malattie metaboliche interessanti i piedi (ad esempio la gotta); Saturno in Vergine, con la sua opposizione a Marte, farebbe pensare a occlusioni o infezioni intestinali, peritonite; i due luminari in quadratura tra loro potrebbero legarsi ai disturbi visivi; Urano in Cancro in quadratura al proprio governatore, la Luna, i forti dolori di stomaco, l’ulcera (settima casa in Cancro), molto probabilmente anche di natura psicosomatica; Mercurio e Venere farebbero pensare a complicazioni cardiocircolatorie legate anche e soprattutto alle intemperanze alimentari e alle abitudini di vita non propriamente rilassanti. Tutto questo pare legarsi bene a quelle che sappiamo essere le patologie accusate da Lorenzo, sia facendo affidamento sulle cronache del tempo sia su quelle ricognizioni fatte sulle ossa del Magnifico nel corso del tempo (nel 1567, nel 1895 e nel 1945, quest’ultima da Giuseppe Genna; uno studio delle alterazioni morbose del sistema scheletrico di Lorenzo, e di altri della famiglia, fu condotto nella prestigiosa Scuola fiorentina di Anatomia patologica da Antonio Costa e Giorgio Weber e pubblicato nel 1955).
Lorenzo muore domenica 8 aprile 1492 “…a ore 4 di detto dì in domenica sera…”. Aveva 43 anni. Sono state ipotizzate, come cause della morte, lesioni gastro-duodenali con una sequenza in crescendo di gastroenterite, ulcera, sanguinamento, perforazione, peritonite. Alcuni studiosi (E. Panconesi e L. Marri Malacrida) hanno avanzato l’ipotesi che le diminuite capacità funzionali di stomaco e duodeno possano essere state di natura psicosomatica. Questo sembra avvalorare le indicazioni del Tema astrale natale relativo al primo gennaio.

Ma come fu curato Lorenzo? E come era usata l’astrologia in questi particolari momenti? Abbiamo prima accennato a Pier Leoni da Spoleto. Questi era il medico personale del Magnifico, ma anche era astrologo e profondo uomo di cultura, possedeva una biblioteca ricchissima e fornitissima: filosofia, astrologia, matematica, oltre naturalmente a testi di medicina. Notissimo medico, richiesto e strapagato da altri potenti del tempo, fu chiamato nel 1473 da Lorenzo a “leggere Medicina” nello Studio Pisano (l’Università di Pisa), infatti lo troviamo che insegna Medicina Pratica Ordinaria a Pisa dal 1475 al 1478 con uno stipendio annuo di 400 fiorini (circa trenta milioni di lire attuali), aumentati addirittura a 1000 nel 1480 per un successivo periodo di insegnamento. Di indole irrequieta e molto legato al denaro (famose e chiacchierate le sue assenze dallo Studio Pisano per correre a visitare clienti illustri), nel 1490 ebbe cattedra a Padova. Si trovava invece a Spoleto quando fu costretto a rientrare d’urgenza a Firenze per l’aggravarsi delle condizioni di Lorenzo. Pier Leoni, nonostante l’apparenza delle cose, non credette alla gravità del male e fino all’ultimo si dichiarò ottimista (“…non poteria perire di quello male”). I familiari e gli amici, e in particolar modo il ventenne Piero de’ Medici, figlio di Lorenzo, non ne erano tanto convinti, così decisero di chiamare un altro luminare, Maestro Lazzaro da Pavia, medico personale del Duca di Milano, che dichiarò non solo che Lorenzo era gravissimo, ma che era stato “medicato pel contrario” e “che aveva bisogno di cose fresche e gli erano state date cose calde […]”. Quale cura somministra allora Maestro Lazzaro? Quella che all’epoca era considerata la medicina dei potenti, un insieme di pietre preziose triturate (ognuna collegata a quegli astri responsabili della malattia) e fatte ingerire al paziente, ricca pozione di cristalli che andava ad aggiungersi al bagaglio di cristalli di urato di cui l’organismo di Lorenzo era purtroppo già pieno! La ‘cura’ non ebbe ovviamente effetto e Lorenzo morì di lì a poco.

La cronaca di quei fatidici momenti ci dice che il giorno dopo la morte di Lorenzo, nel pozzo di una villa della famiglia Martelli, nella zona di S. Gervasio, fu ritrovato il cadavere di Pier Leoni da Spoleto, si dice suicidatosi per l’affronto subìto e il rimorso di non aver salvato la vita al suo illustre paziente. Curiosa la fine di questo medico-astrologo, che temeva le zone acquitrinose perché aveva predetto per sé che avrebbe trovata “morte nell’acqua”, e per questo si era allontanato da Padova e da Venezia dove andava, per lagune, a visitare i suoi pazienti. Alcuni amici e colleghi dello sfortunato medico non credettero però alla storia del suicidio, e furono convinti che questo fosse stato ucciso da Carlo e Alberto Martelli su ordine di quel Piero de’ Medici che lo stesso suo padre definiva stolto e che alcuni contemporanei addirittura reputavano “homo bestiale e senza prudenza”. Tale morte forse per far tacere un testimone che magari aveva visto o sospettato cose non regolari nell’andamento della malattia di Lorenzo? Non potremo mai saperlo.

Se la pozione di pietre preziose non aveva dato i suoi benefici effetti, tuttavia stornare le energie negative planetarie con particolari operazioni o con talismani speciali era uno dei compiti dell’astrologo di corte. Immagini planetarie volte a incanalare le energie benefiche celesti, erano di uso comune in quell’epoca. Così la sfera-orologio astronomica fatta costruire da Lorenzo della Volpaia per Lorenzo de’ Medici, con le immagini dei sette pianeti, può essere considerato un vero e proprio talismano cosmico che faceva bella figura di sé nella camera del Magnifico [3], ciò legandosi a quelli che erano i suggerimenti degli esperti: “Nel soffitto della camera più elevata, disegna e dipingi immagini (o simboli) corrispondenti ai pianeti più favorevoli (Sole, Venere, Giove) con i relativi colori bene in evidenza; tu sai inoltre che in questi colori devono predominare il giallo-oro (Sole) il verde smeraldo (Venere) e l’azzurro chiaro (Giove). Non devi dimenticare di scegliere opportunamente il principio, il giorno e l’ora dell’operazione[4]. Tutto questo in accordo a quella “simpatia” che unisce l’essere umano al cielo, al cosmo, all’ambiente che lo circonda e di cui è parte integrante, così: “Se desideri che il tuo corpo e il tuo spirito attingano virtù da qualche membro del mondo, ad esempio il Sole, cerca le cose che più sono solari tra metalli e pietre, ma più fra le pietre e più ancora tra gli animali, e soprattutto tra gli uomini. Senza alcun dubbio infatti ti giovano le realtà che più gli sono simili. Queste cose solari devono essere applicate all’esterno e assunte all’interno, e ciò va fatto, per quanto è possibile, specialmente nel giorno e nell’ora del Sole e quando il Sole regna nella figura dello Zodiaco[5].

Lorenzo de' Medici_maschera

È quindi tramite la comprensione del legame esistente tra il corpo e l’anima dell’uomo (microcosmo) con il corpo e l’anima del cielo (macrocosmo) che il medico-astrologo traeva le proprie argomentazioni, stabilendo così il proprio intervento sul paziente come appunto, nel nostro caso, il far ingerire pietre triturate, ultima, disperata e inutile azione “terapeutica” volta a salvare la vita a Lorenzo de’ Medici. Quando morì, Marte di transito quadrava il Sole natale, Saturno quadrava Giove, in più Plutone quadrava Venere, ovvero i tre “malefici” che attaccavano le “Tre Grazie” (così li chiamava Marsilio Ficino), cioè Sole, Venere e Giove, astri datori di vita.

L’ultima immagine che abbiamo di Lorenzo, la maschera funebre, che ce lo raffigura con le guance coperte da una peluria, ciò che indica che la rasatura si era fermata qualche giorno prima, è un’immagine sì austera, capricornina, ma di un uomo che ha trovato, abbozzata da quel ‘sorriso’ appena percettibile (le commissure labiali appena rialzate), quella ‘quiete dell’animo’, quella ‘letizia’ lungamente attese e soavemente, seppur melanconicamente, cantate.


[1] Queste notizie, e altro in seguito relativo alle malattie accusate da Lorenzo, alle ipotesi e alle diagnosi, comprese le citazioni non riportate in altre note, sono tratte dal libro “Lorenzo il Magnifico in salute e in malattia”, di Emiliano Panconesi e Lorenzo Marri Malacrida, Alberto Bruschi, Firenze 1992.
[2] Marsilio Ficino, Scritti sull’astrologia, a cura di Ornella Pompeo Faracovi, BUR, Milano 1999, p.233.
[3] “…e sarà utile avere dinanzi agli occhi una sfera celeste dotata dei propri movimenti, come quella costruita un tempo da Archimede e recentemente da un tal nostro concittadino di Firenze, di nome Lorenzo…”, Marsilio Ficino, De vita, Biblioteca dell’Immagine, Pordenone 1991, p.353.
[4] Anna Maria Partini e Vincenzo Nestler, Magia astrologica, Mediterranee, Roma 1983, p.58.
[5] Marsilio Ficino, op. cit., pp.211-213.


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