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	<title>Renzo Baldini</title>
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	<description>Astrologo e Scrittore</description>
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		<title>Conferenza di astrologia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 08:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se andate sul mio canale Youtube all&#8217;indirizzo @rebaldini trovate il video (diviso in due parti) del mio intervento al Convegno astrologico in memoria di Dante Valente (1937-2022) presidente del Centro Italiano di Astrologia (CIDA) dal titolo &#8220;Astrologia dell&#8217;Anima o Astrosofia&#8220;. Il Convegno si è tenuto a Bologna il 1° ottobre 2023. Comunque qui il link [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se andate sul mio canale Youtube all&#8217;indirizzo <strong>@rebaldini</strong> trovate il video (diviso in due parti) del mio intervento al Convegno astrologico <span id="more-4845"></span>in memoria di Dante Valente (1937-2022) presidente del Centro Italiano di Astrologia (CIDA) dal titolo &#8220;<em>Astrologia dell&#8217;Anima o Astrosofia</em>&#8220;.<br />
Il Convegno si è tenuto a Bologna il 1° ottobre 2023.<br />
Comunque <a href="https://www.youtube.com/channel/UCUIfrW3wYDREyg1jkPq1AUQ" rel="noopener" target="_blank"><strong>qui</strong></a> il link ai due video</p>
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		<title>Il Punto Vertex</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Dec 2024 12:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ascendente dell'Anima]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1998 uscì il mio libro “L’Ascendente dell’anima. Il Punto Vertex in astrologia”. Nessuno fino ad allora aveva trattato in Italia e penso anche in Europa del Punto Vertex a parte la menzione che Federico Capone, vero pioniere dell’astrologia italiana, fece di esso nel 1980 nel suo “Astronomia Oroscopica”. “L’Ascendente dell’anima. Il Punto Vertex in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1998 uscì il mio libro “<em>L’Ascendente dell’anima. Il Punto Vertex in astrologia</em>”. <span id="more-4788"></span></p>
<p>Nessuno fino ad allora aveva trattato in Italia e penso anche in Europa del Punto Vertex a parte la menzione che Federico Capone, vero pioniere dell’astrologia italiana, fece di esso nel 1980 nel suo “<em>Astronomia Oroscopica</em>”. </p>
<p>“<em>L’Ascendente dell’anima. Il Punto Vertex in astrologia</em>” è stato quindi il primo libro che ha trattato compiutamente del Vertex e che lo ha fatto conoscere alla comunità astrologica italiana, un elemento fino ad allora ignorato dai più come ebbe a scrivere Grazia Mirti nella prefazione al libro: </p>
<blockquote><p><em>Renzo Baldini si cimenta con un argomento di notevole spessore, sul quale la bibliografia astrologica italiana è assai lacunosa, quel Punto Vertex del quale molti studiosi sanno poco o nulla, e che invece sta diventando poco alla volta un punto di riferimento assai importante nella teoria e nella pratica astrologiche</em>.</p></blockquote>
<p>Grazie ad esso, da quel lontano 1998, il Vertex è stato sempre più conosciuto e usato e oggi è parte integrante dell’armamentario interpretativo di non pochi astrologi.</p>
<p>Oggi quel libro è stato rieditato da Pagnini Editoria col titolo “<em>Il Vertex in astrologia</em>” (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" rel="noopener" target="_blank">vedi recensione</a>).</p>
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		<title>L’asteroide (47) Aglaja</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2024 12:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>

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		<description><![CDATA[L’asteroide (47) Aglaja venne scoperto il 15 settembre 1857 dall’astronomo Karl Theodor Robert Luther presso l’Osservatorio di Düsseldorf in Germania. Si trovava nella costellazione dei Pesci (ascensione retta 001° 02’, declinazione – 00° 39’, latitudine – 01° 00’). Ha un periodo orbitale di 4,88 anni. Classificazione: fascia principale. Il nome Aglaia era una delle tre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’asteroide <strong>(47) Aglaja</strong> venne scoperto il 15 settembre 1857 dall’astronomo Karl Theodor Robert Luther presso l’Osservatorio di Düsseldorf in Germania.<span id="more-4779"></span></p>
<p> Si trovava nella costellazione dei Pesci (ascensione retta 001° 02’, declinazione – 00° 39’, latitudine – 01° 00’). Ha un periodo orbitale di 4,88 anni. Classificazione: fascia principale.</p>
<p><strong>Il nome</strong><br />
Aglaia era una delle tre <strong>Grazie</strong> (o Cariti), divinità minori spesso associate ad <strong>Afrodite</strong> (o Afrodite stessa nei suoi molteplici aspetti). Il suo nome significa “la lucente”, secondo altri “splendore” o “l’ornamento”. Le altre erano Eufrosine e Talia. Originariamente erano due ed erano note con vari nomi: Pasitea e Cale oppure Auxo e Egemona. Divennero tre per contrapporle alle tre Moire, divinità del destino.<br />
Le Grazie erano venerate come datrici di tutto quanto è <strong>bello</strong> e <strong>piacevole</strong> nella vita, considerate personificazioni della bellezza, della gentilezza e dell’amicizia. Le feste in loro onore, chiamate Caritesie, erano accompagnate da gare musicali e poetiche.<br />
Si racconta che le tre Grazie fossero rappresentate, in un tempio a loro dedicato nella città di Orcomeno in Beozia, da tre pietre che si diceva fossero <strong>cadute</strong> dal cielo nel giardino di casa del re Eteocle. Si racconta altresì che questo Eteocle aveva tre figlie che si chiamavano Trittai, le “triplici”. Un giorno, mentre tutte e tre stavano danzando in onore delle Grazie, <strong>caddero inavvertitamente in un pozzo e morirono</strong>. La terra ebbe pietà di queste tre fanciulle e fu così che fece spuntare un fiore di forma ternaria che da loro si chiamò “Trittai”. Secondo alcuni racconti le tre Grazie sarebbero state figlie di Lete, “il fiume dell’oblio” che scorre negli Inferi.</p>
<p><strong>Il Tema Natale</strong><br />
Nel giorno della sua scoperta (15.09.1857) l’asteroide <strong>(47) Aglaja</strong> si trovava in moto retrogrado a 00° 41’ del Segno dell’<strong>Ariete</strong>, sul piede eclittico della stella <em>Deneb Kaitos</em>, la beta Ceti (costellazione della Balena), il cui nome è un’abbreviazione del nome islamico della stella <em>dhanab qaitus al-janūbī</em>, cioè “il [ramo] meridionale della coda del mostro marino”, trovandosi appunto questa stella sulla “coda della balena”; ma questa stella ha anche un altro nome, <em>Diphda</em>, abbreviazione del nome preislamico della stella <em>al-difdi al-thānī</em>, cioè “la seconda rana” (la prima era considerata Fomalhaut).<br />
Secondo la tradizione questa stella ha natura di <strong>Saturno</strong>, ciò che farebbe pensare a una sua influenza non propriamente positiva. Curioso l’altro nome della stella, quella “rana” assisa in cielo: simbolicamente la rana è un animale lunare e in molte culture rappresenta la forma che l’anima assume quando una persona dorme, così che ucciderla vorrebbe dire uccidere la persona stessa; anche, rappresenta un talismano che preserva dai pericoli nei viaggi, sostituendosi alla persona in caso di incidente quindi sacrificandosi in vece sua. Nel giorno della scoperta di questo asteroide il Sole si trovava in opposizione a Nettuno.</p>
<p><strong>La lettura astrologica</strong><br />
Dagli spazi celesti (le tre pietre cadute dal cielo) alle profondità delle acque (le tre fanciulle cadute nel pozzo). In un modo o nell’altro il tema della <strong>caduta</strong> sembra essere una prerogativa di questo asteroide nonostante il suo nome ci riporti alla leggiadria e benevolenza delle Grazie. Un asteroide quindi negativo? Pare difficile pensare a una delle tre Grazie come a un personaggio negativo e certamente non lo è, e però possiamo vedere Aglaia, nella sua accezione meno positiva, come la troppa illuminazione che acceca e distorce la realtà. Ciò non toglie che si esprima con quelle che sono le sue caratteristiche poetiche, musicali o di gentilezza e benevolenza ed è così che dislocato armonicamente in punti importanti o personali di un Tema astrale sembra conferire un carattere pacato, amante della <strong>giustizia</strong>, un’indole <strong>poetica</strong> o in generale <strong>creativa</strong>.<br />
Coinvolto invece in aspetti dinamici può a volte far incedere verso un carattere <strong>misantropo</strong> o geloso delle proprie cose, con le caratteristiche del pianeta in aspetto all’asteroide che si esprimeranno in maniera non lineare, a volte soffrendo un’incapacità di espressione, altre un attardarsi un po’ troppo sulle sue stesse prerogative. Certamente è legato alle <strong>cadute</strong>, di qualsiasi genere esse siano (fisiche, soprattutto, ma anche morali, psicologiche, politiche), forse dovute ad annebbiamento della vista, calcoli fatti male, esagerata fiducia nelle proprie capacità o altro, e la sua posizione nei Temi di Rivoluzione può essere utile per indagare proprio su tali eventi. </p>
<p>Interessante la posizione che l’asteroide <strong>(47) Aglaja</strong> ha nel Tema natale di <strong>Richard Nixon</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, l’ex Presidente degli Stati Uniti d’America malamente caduto causa lo scandalo Watergate: esattamente opposto al Sole, mentre si trovava opposto a Saturno nella Rivoluzione Solare 1974, anno della sua caduta (a 29° 38’ Sagittario), quindi esattamente congiunto a Marte e opposto a Plutone natali. </p>
<p>Impressionante poi l’analisi del Tema di <strong>Alfredo Rampi</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, un bambino che cadde in un pozzo vicino a casa, vicenda che tenne con il fiato sospeso tutta Italia e che si concluse purtroppo con la morte del piccolo: nel suo Tema Natale l’asteroide <strong>(47) Aglaja</strong> si trova in perfetta congiunzione al Sole e alla Luna. Nella Rivoluzione Solare 1981 (anno di quell’accadimento) Marte si trovava esattamente sulla posizione natale dell’asteroide, mentre quest’ultimo si trovava in opposizione a Nettuno; il giorno della caduta nel pozzo l’asteroide transitava a 12° Cancro, congiunto esattamente al Saturno natale. </p>
<p>E però Aglaia è una delle tre Grazie e sicuramente, essendo esse nominate come protettrici delle <strong>arti</strong>, dee del <strong>fascino</strong> e della bellezza, avrà voce in capitolo anche nell’espressione artistica e, perché no, nel conferire al soggetto se non una bellezza fisica almeno un certo fascino o una fascinazione che colpisce gli altri: il grande musicista <strong>Niccolò Paganini</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, famoso anche per quel fascino misterioso e infernale che ammaliava, aveva l’asteroide congiunto al Sole scorpionico e in quadratura a Plutone.</p>
<p><br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(47) Aglaja</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Richard Nixon nacque a Whittier, California, USA, il 9 gennaio 1913 alle ore 21.35 con l’asteroide (47) Aglaja a 19° 19’ Cancro.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Alfredo Rampi nacque a Roma, Italia, l’11 aprile 1975 alle ore 16.00 con l’asteroide (47) Aglaja a 19° 45’ Ariete. Cadde nel pozzo il 10 giugno 1981 e morì il 13 dello stesso mese.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Niccolò Paganini nacque a Genova, Italia, il 27 ottobre 1782 alle ore 10.30 con l’asteroide (47) Aglaja a 06° 38’ Scorpione.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>Donne del cielo: da muse a scienziate</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 10:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
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		<description><![CDATA[A Firenze, presso la Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Dante (via Magliabechi 2), si terrà dall’8 marzo all’8 giugno 2024 una mostra a ingresso gratuito sul ruolo femminile in campo astronomico. La mostra propone per la prima volta in Italia un percorso incentrato sul ruolo delle donne nella ricerca astronomica e sulle immagini femminili che ricorrono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A Firenze, presso la <strong>Biblioteca Nazionale Centrale</strong>, Sala Dante (via Magliabechi 2), si terrà <strong>dall’8 marzo all’8 giugno 2024</strong> una mostra a ingresso gratuito sul <strong>ruolo femminile in campo astronomico</strong>.</p>
<p><span id="more-4750"></span></p>
<p>La mostra propone per la prima volta in Italia un percorso incentrato sul <strong>ruolo delle donne nella ricerca astronomica</strong> e sulle immagini femminili che ricorrono con maggior frequenza nelle rappresentazioni del cosmo <strong>dal Rinascimento al primo Novecento</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://mostre2.museogalileo.it/donne-del-cielo/it/?_gl=1*pfvr5m*_ga*Mjk5NTI0ODc1LjE3MDk4NzgyNTg.*_ga_MR6699DG9Z*MTcwOTg5MTE5OC4yLjEuMTcwOTg5MTIwNi41Mi4wLjA.*_ga_PRQC9DQEDW*MTcwOTg5MTE5OC4yLjEuMTcwOTg5MTIwNi4wLjAuMA.." rel="noopener" target="_blank">Visita la pagina della mostra</a></p>
<p>Attingendo al ricco patrimonio della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, l’esposizione presenta <strong>opere scientifiche, letterarie e cartografiche</strong> che rivelano la presenza di interlocutrici e/o di autrici femminili in testi segnati dall’associazione tra donne e sfere celesti.</p>
<p>Una parte della mostra è dedicata ai temi astronomici presenti nella cosiddetta “querelle des femmes”, ossia in opere che argomentano l’eguaglianza intellettuale e sociale tra uomini e donne. </p>
<p>I testi della Biblioteca Nazionale dialogano con strumenti scientifici provenienti dal <strong>Museo Galileo</strong> e da collezioni private e con creazioni artistiche: parte integrante della mostra sono infatti <em>Le variabili del Cigno</em>, sette grandi tele dell’artista <strong>Ilaria Margutti</strong> che prendono spunto dagli studi condotti da <strong>Henrietta Swan Leavitt</strong>.</p>
<p>L’esposizione, curata da Natacha Fabbri, Caterina Guiducci e Simona Mammana, è ideata dal Museo Galileo e organizzata con la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.</p>
<p>La mostra è affiancata da un programma di <strong>eventi collaterali</strong> organizzato in collaborazione con Opera di Santa Croce, Museo Horne, INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri e Associazione Culturale La Nottola di Minerva.</p>
<p style="text-align: center;"><a <a href="https://www.bncf.firenze.sbn.it/attivita/donne-del-cielo/" rel="noopener" target="_blank">Consulta il programma completo degli eventi</a></a></p>
<hr/>
Foto da: amightgirl.com</p>
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		<title>Ottaviano Ubaldini della Carda (1423-1498), una ingiusta damnatio memoriae.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2024 15:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[ubaldini]]></category>
		<category><![CDATA[urbino]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Ubaldini erano una nobile famiglia comitale di origine longobarda, signori del Mugello dal VII secolo al 1373. Conosciuti anche come Ubaldini della Pila, dal nome del castello presso Polcanto (Firenze) da dove provenivano, ebbero come loro ultima roccaforte il castello di Montaccianico presso Sant’Agata in Mugello, raso al suolo dalla Repubblica Fiorentina quando questa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>Ubaldini</strong> erano una nobile famiglia comitale di origine longobarda, signori del <strong>Mugello</strong> dal VII secolo al 1373. <span id="more-4740"></span></p>
<p>Conosciuti anche come <strong>Ubaldini della Pila</strong>, dal nome del castello presso <strong>Polcanto</strong> (Firenze) da dove provenivano, ebbero come loro ultima roccaforte il castello di <strong>Montaccianico</strong> presso Sant’Agata in Mugello, raso al suolo dalla Repubblica Fiorentina quando questa (1306) fondò Castel San Barnaba, oggi <strong>Scarperia</strong>. Un ramo della stessa famiglia si era spostato nell’XI secolo a <strong>Urbino</strong>, nel castello della Carda (Monte Nerone, Serravalle di Carda).<br />
Fu da questo ramo umbro-marchigiano, estintosi poi nel 1752, che discese <strong>Ottaviano Ubaldini</strong>.</p>
<p>Nato a Gubbio nel 1423 fu figlio di Bernardino e di Aura (o Laura) Feltria, figlia naturale di Guidantonio conte di Urbino e Montefeltro, e fratello minore di Federico che sarebbe poi diventato duca di Urbino.</p>
<p>Di carattere sveglio, aperto, curioso, sin da fanciullo sviluppò quelle doti che lo faranno poi conoscere come uno degli uomini più <strong>colti</strong>, <strong>raffinati</strong> e <strong>influenti</strong> del Rinascimento urbinate.<br />
All’età di nove anni seguì il padre, condottiero, a Milano, alla corte del duca Filippo Maria Visconti. Fu lì, in quell’ambiente frequentato da letterati, artisti e astrologi che in Ottaviano si affinarono gli interessi <strong>filosofici</strong>, <strong>matematici</strong>, <strong>astrologici</strong>, <strong>alchemici</strong>, <strong>esoterici</strong>, tale da venire poi chiamato “<em>principe degli astrologi</em>”. Rimase a Milano fino al 1447 (morte del duca Filippo Maria Visconti), quando il fratello Federico, già diventato signore di Urbino col nome di Federico II da Montefeltro, lo chiamò a sé. </p>
<p>Legatissimo a Ottaviano, Federico in pratica gli consegnò l’organizzazione della corte e spesso, quando era impegnato in altre questioni come le battaglie, la reggenza di Urbino.<br />
Sotto di lui il ducato si trovò a risplendere di arte, scienza e cultura: artisti come l’architetto e ingegnere senese <strong>Francesco di Giorgio Martini</strong> (1439-1501), il matematico e frate biturgense <strong>Luca Pacioli</strong> (1445-1517), il pittore fiammingo <strong>Giusto di Gand</strong> (1430-1480) e soprattutto il pittore e matematico biturgense <strong>Piero della Francesca</strong> (1412-1492) furono coloro che impreziosirono con la loro scienza e arte il territorio e la cultura di Urbino.</p>
<p>Fu altresì protagonista, insieme al fratello, della creazione della preziosa <strong>biblioteca ducale</strong> che realizzò grazie all’aiuto dell’umanista e libraio fiorentino <strong>Vespasiano da Bisticci</strong> (1421-1498) che in quattordici anni farà diventare la collezione urbinate una fra le più importanti d’Italia; verrà poi acquistata in toto nel 1657 da papa Alessandro VII (Fabio Chigi) e andrà a costituire il corpo più importante della <strong>Biblioteca Apostolica Vaticana</strong>.</p>
<p>Nel 1472, con <em>motu proprio</em> del fratello, venne nominato conte di Apecchio, Mercatello e Sassocorvaro. Alla morte in battaglia di Federico (1482) si trovò a gestire da solo il potere, fino alla maggiore età del nipote Guidobaldo.</p>
<p>Di Ottaviano Ubaldini, pur essendo nominato “principe degli astrologi”, non abbiamo <strong>nessuna opera astrologica</strong>; nel caso però ne avesse scritta qualcuna non è escluso che questa possa essere nascosta chissà dove visto lo scarso interesse della storiografia per questo lato della sua vita. </p>
<p>A tale <em>damnatio memoriae</em> astrologica ha contribuito la responsabilità a lui addebitata per le <strong>sterili nozze</strong> fra il nipote Guidobaldo da Montefeltro e Elisabetta Gonzaga, accusato di avere indotto, con le sue “arti magiche”, l’<strong>impotenza</strong> nel nipote; le nozze erano avvenute l’11 febbraio 1488, ma Ottaviano in base ai suoi calcoli astrologici aveva sentenziato che l’unione fisica tra i due sposi doveva essere ritardata di qualche tempo onde beneficiare dei positivi influssi planetari, dando come data del primo rapporto il <strong>2 maggio</strong>; ma Guidobaldo era <strong>impaziente</strong> e non se la sentiva di aspettare così tanto; un consiglio di astrologi arrivò allora a un <strong>compromesso</strong> eleggendo una nuova data per il talamo nuziale: il <strong>19 aprile</strong>.<br />
Le cose però non andarono per il verso giusto: Guidobaldo, per un <strong>difetto fisico</strong>, non riusciva ad avere rapporti, era <strong>impotente</strong>. </p>
<p>Subito si levò la <em>vox populi</em> che vide in Ottaviano e nelle sue <strong>magiche frodi</strong> l’autore di questa imbarazzante situazione; l’accusa venne ribadita, ampliata e consegnata alla storia anche dai cronisti dell’epoca, ad esempio dall’umanista e cardinale veneziano <strong>Pietro Bembo</strong> (1470-1547) che così scrisse nel 1509:</p>
<blockquote><p><em>E’ cosa chiara che Guido Baldo era infermo, o fusse per difetto del corpo, o della natura, o vero, come era in bocca di tutte le brigate, per magiche fatture era stato amaliato da Ottaviano suo Zio, delle quali arti era oltre modo scientiato; e che non mai in tutta l’età sua si mescolò con donna alcuna, non essendo idoneo à tale adunatione</em> […] .</p></blockquote>
<p>Ciò ha gettato un’ombra sulla figura di Ottaviano Ubaldini della Carda cancellandone la memoria astrologica e probabilmente anche suoi eventuali scritti.<br />
Morì nel luglio 1498 mentre era in viaggio tra Gubbio e Cantiano. Venne sepolto nella chiesa di San Francesco a Cagli.</p>
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		<title>Splendori celesti. L&#8217;osservazione del cielo da Galileo alle onde gravitazionali.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 14:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Firenze, dal 16 dicembre 2023 al 17 marzo 2024, presso il Complesso di Santa Maria Novella, ex dormitorio, Piazza Stazione 6, una grande iniziativa da non perdere organizzata dal Museo Galileo. Visita la pagina della mostra per info, orario e biglietto. &#8220;L’esposizione costituisce una delle principali iniziative realizzate per celebrare i 400 anni dalla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A Firenze, dal 16 dicembre 2023 al 17 marzo 2024, presso il Complesso di Santa Maria Novella, ex dormitorio, Piazza Stazione 6, una grande iniziativa da non perdere organizzata dal Museo Galileo.<span id="more-4732"></span></p>
<p><a href="https://mostre2.museogalileo.it/splendoricelesti/it/" rel="noopener" target="_blank">Visita la pagina della mostra per info, orario e biglietto</a>.</p>
<p>&#8220;L’esposizione costituisce una delle principali iniziative realizzate per celebrare i 400 anni dalla pubblicazione del <em>Saggiatore</em> di Galileo Galilei, il libro che, nato da una disputa sull’origine delle comete tra Galileo e il gesuita Orazio Grassi, ha posto i fondamenti del moderno concetto di scienza basato sull’osservazione e sulla sperimentazione.</p>
<p>Gli “splendori celesti”, come si legge nella dedica dell’Accademia dei Lincei a papa Urbano VIII, sono le comete e, per estensione, i nuovi mondi che il cannocchiale permise di vedere per la prima volta nella storia dell’umanità: le montagne della Luna, le macchie solari, le fasi di Venere, i satelliti di Giove e le infinite stelle della Via Lattea.</p>
<p>Un nuovo sguardo sull’universo destinato a cambiare radicalmente la concezione cosmologica geocentrica a favore dell’ipotesi copernicana. </p>
<p>L’esplorazione visuale dello spazio prosegue ancora oggi attraverso l’occhio dei satelliti e dei grandi telescopi spaziali, Hubble e James Webb. Saranno le immagini catturate dai telescopi spaziali a chiudere il quadro della grande avventura iniziata con il cannocchiale di Galileo. La sezione finale dell’esposizione è dedicata a tre osservatori astronomici costruiti da artisti contemporanei – Hannsjörg Voth, Charles Ross e Lorenzo Reina – che hanno ideato architetture per trasformare l’osservazione del cielo in un’esperienza estetica e sensoriale.</p>
<p>&#8220;Splendori celesti&#8221;, curata da Filippo Camerota, è organizzata dal Museo Galileo in collaborazione con EGO-European Gravitational Observatory, con il sostegno di Fondazione CR Firenze e Unicoop Firenze. </p>
<p>Inserita nel programma della terza Giornata Nazionale dello Spazio, la mostra si avvale del patrocinio del Comune di Firenze e del Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario dell’elezione di Papa Urbano VIII&#8221;.</p>
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		<title>Il Tema di Israele: brevi annotazioni</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Oct 2023 13:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro fronte si è aperto nel panorama bellico dell’umanità: il 7 ottobre scorso alle ore 06.30 il movimento islamico di resistenza Hamas ha sferrato un attacco senza precedenti allo Stato di Israele. Alcuni mi hanno chiesto di trattare delle Parti Arabe nel Tema di Israele, come sono posizionate e cosa possiamo trarne. Certo è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro fronte si è aperto nel panorama bellico dell’umanità: il 7 ottobre scorso alle ore 06.30 il movimento islamico di resistenza Hamas ha sferrato un attacco senza precedenti allo Stato di Israele. Alcuni mi hanno chiesto di trattare delle <strong>Parti Arabe nel Tema di Israele</strong>, come sono posizionate e cosa possiamo trarne.</p>
<p><span id="more-4719"></span></p>
<p>Certo è che parlare di Parti “Arabe” nel Tema di Israele&#8230;<br />
Comunque, osservando il suo Tema di nascita stilato per il 14 maggio 1948 alle ore 16.32 a Tel Aviv, vediamo l’<strong>Ascendente</strong> che stava entrando in <strong>Scorpione</strong> quindi un Tema dominato da <strong>Marte</strong> e da <strong>Plutone</strong> che qui vediamo tutti e due in Casa 10. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/10/Israele2-e1698580128994.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/10/Israele2-e1698580128994.jpg" alt="Israele2" width="500" height="439" class="aligncenter size-full wp-image-4721" /></a></p>
<p>La <strong>Parte dei Nemici</strong> si trova a <strong>29°37’ Capricorno</strong>: pensate a quale pianeta sta transitando in questo momento (ottobre 2023) su quel punto e avrete qualche risposta in merito al periodo vissuto da Israele e all’impatto che questo attacco di Hamas avrà sul suo futuro e su quello della causa palestinese.<br />
Considerate poi che <strong>Saturno</strong>, signore di questa Parte, si trova anch’esso in Casa 10 insieme ai signori del Tema, come a dire che i “nemici” sono (devono essere?) parte integrante dell’identità di Israele. </p>
<p>Il <strong>Sole</strong> è a 23°41’ Toro: anche qui, se pensate a quale pianeta sta transitando (ottobre 2023) in quel punto… </p>
<p>La <strong>Luna-popolo-casa</strong> si trova <strong>congiunta al Medio Cielo</strong> e in effetti questo Stato venne fatto nascere per dare una casa agli ebrei dopo la Shoah. Ma la “casa” è anche <strong>Casa 4</strong> e lì ci troviamo la <strong>Luna Nera</strong>, come a dire che non c’è pace tra gli ulivi (ed è proprio il caso di dirlo) e che la “casa” degli ebrei nacque già con una pecca. </p>
<p>Da notare poi, rimanendo sempre in tema “casa”, che la <strong>Parte dei Beni Immobili</strong> (qui a 18°04’ Bilancia), che possiamo chiamare anche la <strong>Parte della Casa</strong>, è congiunta alla <strong>Parte di Malattia</strong> (17°56’ Bilancia), come a dire che la “casa” (lo Stato di Israele) nacque <strong>già malata</strong>, nacque come detto con una pecca ovvero con un “peccato originale”, come disse una volta Shimon Peres quando dichiarò: «I palestinesi sono il peccato originale di Israele».</p>
<p>Facendo seguito a questa affermazione sappiamo che la Luna non è l’unico astro a rappresentare il <strong>popolo</strong> visto che ce n’è un altro che indica questo e cioè <strong>Cerere</strong>, che però, per essere più precisi, rappresenta più che altro il <strong>popolo oppresso che si ribella</strong> così che qui Cerere potrebbe rappresentare i <strong>palestinesi</strong>; Cerere la vediamo in Casa 8 congiunta a <strong>Mercurio-fratelli</strong> (tutti e due, ebrei e palestinesi, sono popoli semiti); ma attenzione: Mercurio qui è a 10°24’ Gemelli e congiunto a esso e a Cerere abbiamo nientemeno che la <strong>Parte di Morte</strong> (10°17’ Gemelli), situazione che certo non ci parla né di buoni rapporti reciproci né di pace, anzi (della serie: fratelli coltelli).</p>
<p>Il finale non vorrei che fosse: «Muoia Sansone con tutti i Filistei» (Gdc 16, 30).</p>
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		<title>Convegno a Bologna per Dante Valente</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 12:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[bologna anima]]></category>
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		<description><![CDATA[Domenica scorsa, 1 ottobre, ho partecipato come relatore al Convegno indetto dal Centro Italiano di Astrologia (CIDA) in memoria del nostro Presidente Dante Valente scomparso l&#8217;anno scorso (qui il programma dell&#8217;evento). Il successo dell&#8217;iniziativa è stato notevole sia per l&#8217;affluenza sia per l&#8217;aria che si respirava fatta di amicizia e partecipazione e questo grazie soprattutto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica scorsa, 1 ottobre, ho partecipato come relatore al Convegno indetto dal <strong>Centro Italiano di Astrologia</strong> (CIDA) in memoria del nostro Presidente <strong>Dante Valente</strong> scomparso l&#8217;anno scorso (<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/09/VOLCONVEGNO-OTTOBRE23.pdf" rel="noopener" target="_blank">qui il programma dell&#8217;evento</a>).
<p/><span id="more-4702"></span></p>
<p>Il successo dell&#8217;iniziativa è stato notevole sia per l&#8217;affluenza sia per l&#8217;aria che si respirava fatta di amicizia e partecipazione e questo grazie soprattutto all&#8217;impegno profuso a piene mani sia da <strong>Maria Luisa Airoldi</strong>, tesoriera del CIDA, sia da <strong>Tiziana Ghirardini</strong>, rappresentante territoriale del CIDA per l&#8217;Emilia Romagna, e tutto il suo staff.
<p/>
<p>Una giornata indimenticabile dove come <strong>mia relazione</strong> ho presentato il Tema di Dante letto dal lato dell&#8217;<strong>astrologia dell&#8217;anima</strong> ovvero utilizzando quel sistema di lettura dell&#8217;anima da me elaborato ed esposto nel mio libro <em>Manuale pratico di Astrologia dell&#8217;Anima</em> (<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/10/Convegno_Bologna_2023.jpg" rel="noopener" target="_blank">qui un&#8217;immagine che mi vede al tavolo dei relatori</a>).</p>
<p> Grande emozione poi quando ho incontrato e salutato, presenti al Convegno, la sorella di Dante e il nipote. </p>
<p>Un grazie quindi a tutti per la bellissima giornata ed esperienza e grazie al Presidente del CIDA <strong>Stefano Vanni</strong> e a quanti, insieme a lui, si sono spesi per la riuscita di questo evento. </p>
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		<title>Convegno in memoria di Dante Valente</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Sep 2023 16:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno 1 ottobre 2023 a Bologna presso l&#8217;Hotel Zanhotel Europa in via Boldrini 11 si terrà un Convegno astrologico in memoria di Dante Valente (1937-2022), indimenticato presidente del Centro Italiano di Astrologia (CIDA). Avrò l&#8217;onore di essere fra i relatori di questo Convegno e parlerò del Tema natale di Dante letto attraverso la tecnica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno <strong>1 ottobre 2023</strong> a <strong>Bologna</strong> presso l&#8217;Hotel Zanhotel Europa in via Boldrini 11 si terrà un <strong>Convegno astrologico in memoria di Dante Valente</strong> (1937-2022),<span id="more-4686"></span> indimenticato <strong>presidente</strong> del Centro Italiano di Astrologia (CIDA).<br />
Avrò l&#8217;onore di essere fra i relatori di questo Convegno e parlerò del Tema natale di Dante letto attraverso la tecnica dell&#8217;astrologia dell&#8217;anima così come esposta nel mio libro <em><a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" rel="noopener" target="_blank">Manuale pratico di Astrologia dell&#8217;Anima</a></em> (2023).<br />
Qui sotto il <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/09/VOLCONVEGNO-OTTOBRE23.pdf" rel="noopener" target="_blank">link</a> al volantino del Convegno.</p>
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		<title>Libro postumo di Ghivarello</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Aug 2023 13:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sergio Ghivarello (1926-2000) è stato un profondo studioso e conoscitore della tradizione esoterica, arricchendo l’Astrologia con studi e ricerche di grande spessore iniziatico, tecnico-astronomico e mitico-esoterico (vedi qui un suo ricordo). Adesso, grazie a Fabio Petrella e con l&#8217;aiuto del figlio Marco Ghivarello, esce una sua opera postuma dedicata alla figura della Contessa di Castiglione, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sergio Ghivarello (1926-2000) è stato un profondo studioso e conoscitore della tradizione esoterica, arricchendo l’Astrologia con studi e ricerche di grande spessore iniziatico, tecnico-astronomico e mitico-esoterico (vedi <a href="http://www.renzobaldini.it/sergio-ghivarello-1926-2000/" rel="noopener" target="_blank">qui</a> un suo ricordo).<span id="more-4675"></span></p>
<p>Adesso, grazie a <strong>Fabio Petrella</strong> e con l&#8217;aiuto del figlio <strong>Marco Ghivarello</strong>, esce una sua opera postuma dedicata alla figura della <strong>Contessa di Castiglione</strong>, che potete leggere gratis.</p>
<p>Dal Bookshop di fabiopetrella.it è scaricabile gratuitamente la storia della Contessa di Castiglione vista col terzo occhio di Sergio Ghivarello, insigne studioso di esoterismo e astrologia. Il testo inedito, rivisto e redatto postumo dopo molti anni da Fabio Petrella, contiene figure e disegni originali di Ghivarello. E&#8217; una lunga e complessa trattazione che dimostra una mirabile e preziosa conoscenza universale, di cui oramai si sta perdendo traccia, ai confini sottili fra storia, mito e metafisica. Titolo completo dell&#8217;opera: &#8220;<em>IL DRAGONE D’ORO &#8220;Astralità, simbolo, magia e mito nella leggenda della Contessa di Castiglione</em>&#8220;.</p>
<p>Potete leggere il libro a questo indirizzo: <a href="https://www.fabiopetrella.it/wp-content/uploads/2023/08/IL-DRAGONE-DORO.pdf" rel="noopener" target="_blank">https://www.fabiopetrella.it/wp-content/uploads/2023/08/IL-DRAGONE-DORO.pdf</a>&#8220;</p>
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		<title>Ore italiane. Orologi storici della collezione Del Vecchio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 14:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 14 luglio al 15 ottobre 2023 si terrà al Museo Galileo di Firenze (Piazza dei Giudici, 1) la mostra &#8220;Ore italiane. Orologi storici della collezione Del Vecchio&#8220;. Curata da Antonio Lenner, Presidente di Hora-Associazione Italiana Cultori di Orologeria Antica, e Giorgio Strano, Responsabile delle collezioni del Museo Galileo, la mostra “Ore italiane. Orologi storici [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 14 luglio al 15 ottobre 2023 si terrà al <strong>Museo Galileo di Firenze</strong> (Piazza dei Giudici, 1) la mostra &#8220;<em>Ore italiane. Orologi storici della collezione Del Vecchio</em>&#8220;.<span id="more-4670"></span></p>
<p>Curata da Antonio Lenner, Presidente di Hora-Associazione Italiana Cultori di Orologeria Antica, e Giorgio Strano, Responsabile delle collezioni del Museo Galileo, la mostra “<a href="https://mostre2.museogalileo.it/oreitaliane/it/" rel="noopener" target="_blank">Ore italiane. Orologi storici dalla collezione Del Vecchio</a>” presenta una significativa selezione di orologi italiani rintracciati, conservati e studiati da Gian Carlo Del Vecchio (1918-2016).<br />
La mostra include anche strumenti per conoscere l’ora ideati prima della diffusione dell’orologio meccanico. Sono inoltre esposti alcuni utensili adoperati dai maestri orologiai per realizzare i loro capolavori.<br />
La mostra è visitabile presso il Museo Galileo dal 14 luglio al 15 ottobre 2023 ed è gratuita per i possessori del <a href="https://www.museogalileo.it/it/museo/visita/informazioni-museo.html#biglietto" rel="noopener" target="_blank">biglietto di ingresso</a>.</p>
<p>L’esposizione sarà corredata da due laboratori didattici appositamente concepiti e tenuti da esperti di orologeria e misura del tempo.<br />
<a href="https://www.museogalileo.it/it/eventi-e-news/2502-ore-italiane-orologi-storici-dalla-collezione-del-vecchio.html" rel="noopener" target="_blank">Maggiori informazioni</a>.</p>
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		<title>Anno 1054: lo Scisma d’Oriente e… una supernova.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 22:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa cattolica]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’anno 1054 si consumò quello che è passato alla Storia come il Grande Scisma d’Oriente che divise la Chiesa di Roma da quella di Costantinopoli: Cattolici da una parte, Ortodossi dall’altra. I dissensi che portarono alla separazione fra il Patriarcato di Costantinopoli e la Chiesa di Roma, strappo che avvenne il 16 luglio 1054 – [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’anno 1054 si consumò quello che è passato alla Storia come il <strong>Grande Scisma d’Oriente</strong> che divise la Chiesa di Roma da quella di Costantinopoli: Cattolici da una parte, Ortodossi dall’altra.<span id="more-4652"></span></p>
<p>I <strong>dissensi</strong> che portarono alla separazione fra il <strong>Patriarcato di Costantinopoli</strong> e la <strong>Chiesa di Roma</strong>, strappo che avvenne il 16 luglio 1054 – chiamato Scisma d’Oriente dalla storiografia occidentale ma Scisma dei Latini dagli Ortodossi –, furono di natura sia <strong>teologica</strong> sia <strong>politico-ecclesiastica</strong>, anche se a monte vi erano secoli di reciproca incomprensione culturale. </p>
<p>In ambito <strong>teologico</strong> il maggior dissenso fra le due Chiese verteva sulla questione dello <strong>Spirito Santo</strong> ovvero sulla definizione della Trinità e soprattutto della parola <em>Filioque</em> che la Chiesa cattolica aveva aggiunto nel 589 (III Concilio di Toledo) al Credo Niceno-Costantinopolitano nella parte relativa appunto allo Spirito Santo<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>; Filioque vuole dire “e dal Figlio”; originariamente nel Credo, parlando della Trinità, si diceva che il Figlio è generato dal Padre e che lo Spirito Santo “procede” dal Padre, ovvero “qui ex Patre procedit”, ma la Chiesa di Roma aggiunse “qui ex Patre Filioque procedit”, cioè lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio congiuntamente. Ciò era considerata un’eresia dalla Chiesa di Costantinopoli. </p>
<p>In ambito invece <strong>politico-ecclesiastico</strong> la pietra del contendere era la pretesa <strong>supremazia gerarchica</strong> del Papa sull’intero ecumene cristiano (<em>plenitudo potestatis</em>) quindi anche nei confronti della sede di Costantinopoli e degli altri tre patriarcati di Alessandria, Antiochia e Gerusalemme che, insieme a Roma, formavano la cosiddetta “Pentarchia”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, supremazia papale che per gli orientali doveva invece esercitarsi solo nei confronti dei cristiani d’Occidente, concedendo semmai al Vescovo di Roma un primato onorario<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p>
<p>Ovviamente vi erano altri dissensi e differenze, come il <strong>celibato</strong> dei sacerdoti, obbligatorio per Roma facoltativo per Costantinopoli (ma non per vescovi e monaci), o il <strong>divorzio</strong>, non ammesso dalla Chiesa di Roma ma ammesso da quella di Costantinopoli, oppure l’<strong>assunzione di Maria Vergine</strong> in cielo, non accettata dagli orientali. </p>
<p>Tali erano i contrasti e le reciproche “ripicche” che nel 1053 il <strong>Patriarca di Costantinopoli Michele I Cerulario</strong> (1000-1059) ordinò la <strong>chiusura</strong> delle chiese latine.<br />
Fu la goccia che fece traboccare il vaso: <strong>papa Leone IX</strong> (Brunone dei conti di Egisheim-Dagsburg) inviò a Costantinopoli il cardinale francese Umberto di Silva Candida che consegnò a Cerulario, in data 16 luglio 1054, la <strong>scomunica</strong> depositandola sull’altare della basilica di Santa Sofia. </p>
<p>Da considerare che questa scomunica era però <strong>personale</strong>, cioè era rivolta al solo Patriarca e a chi sosteneva le sue tesi anti-latine e non a tutta la Chiesa d’Oriente; e poi quando questa venne consegnata Leone IX era <strong>morto</strong> (19 aprile 1054) ciò che rendeva quell’atto di scomunica <strong>non valido</strong> a livello giuridico. </p>
<p>In risposta a questo affronto il Patriarca <strong>scomunicò</strong> i messi papali, ovvero lo stesso Umberto di Silva Candida, il cardinale tedesco Federico di Lorena, futuro papa Stefano IX (1057-1058), e il vescovo Pietro di Amalfi. Cerulario non scomunicò il Papa perché in quel momento non c’era nessun Papa da scomunicare: morto Leone IX il suo successore, Vittore II (Gebhard dei conti di Calw, Dollnstein e Hirschberg), si insedierà sul trono di Pietro il 13 aprile 1055.</p>
<p>E però il dado oramai era tratto, o meglio, s’era rotto, e fu così che una <strong>scomunica personale</strong> si rivelò più <strong>deflagrante</strong> per la Chiesa di Cristo di quanto gli stessi protagonisti potessero immaginare: si consumò così, in modo aspro e stizzito, lo <strong>Scisma d’Oriente</strong> (o d’Occidente, secondo il punto di vista di Costantinopoli). </p>
<p>La sentenza della reciproca scomunica verrà poi congiuntamente <strong>abrogata</strong> il 7 dicembre 1965 a opera di papa <strong>Paolo VI</strong> (Giovanni Battista Montini) e del Patriarca di Costantinopoli <strong>Athénagoras I</strong> (Aristokles Spyrou), letta contemporaneamente a Roma in un incontro pubblico nell’ambito del Concilio Vaticano II e a Istanbul nella cattedrale di San Giorgio, sede del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.  </p>
<p>Anno quindi fatidico per la Cristianità, questo 1054. Ma anche anno in cui il <strong>cielo</strong> mandò un messaggio: l’<strong>apparizione improvvisa</strong>, il 4 luglio di quell’anno, di una “nuova stella” nella costellazione del Toro, precisamente a 1°30’ a nord ovest della stella <em>zeta Tauri</em>, il corno meridionale del Toro, chiamata <em>Al Hecka</em>, stella della natura di Marte la cui “influenza” astrologica – pensate un po’ – si esplica nel fomentare litigi.<br />
Sappiamo che quella “nuova stella” in realtà era una <strong>supernova</strong>, chiamata oggi SN 1054 e che è associata alla nascita della Nebulosa del Granchio (M1). </p>
<p>Ma cos’è una supernova? È una stella che <strong>esplode</strong>. È l’ultimo atto, spettacolare, violento, travolgente e distruttivo della vita di una stella. La luce che apparve in cielo in quell’estate del 1054 e che venne scambiata per una stella nuova era in realtà l’immagine arrivata sulla Terra dell’esplosione di una stella distante 6500 anni luce, il che vuol dire che l’astro era collassato circa nel 5400 a.C.<br />
Tale fu la sua luminosità che si pensa raggiungesse una magnitudine apparente di – 5, – 6, in pratica più luminosa di Venere (– 4,5), e si vedeva anche di giorno: fu visibile in cielo, di giorno, per <strong>23 giorni</strong> e di notte per quasi due anni, fino al 17 aprile 1056.</p>
<p>Troviamo traccia di questa apparizione in una cronaca di un medico e <strong>astrologo arabo</strong> nativo di Baghdad e di fede cristiano-nestoriana, Al Mukhtār Ibn Butlān (1001-1066) dove troviamo scritto: </p>
<blockquote><p><em>Una delle epidemie più conosciute del nostro tempo è quella che ebbe luogo quando una stella insolita apparve in Gemelli nel 446 dopo l’Hijra</em> [anno islamico che andava dal 12 aprile 1054 al 1° Aprile 1055, N.d.A.] [&#8230;] <em>Quando questa stella spettacolare apparve nel segno dei Gemelli che è l’Ascendente dell’Egitto, causò l’epidemia che avvenne a Fustāt</em> [Il Cairo, N.d.A.] <em>quando il livello del Nilo era basso</em> […]<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>. </p></blockquote>
<p>La frase «quando il livello del Nilo era basso» ci dice che il periodo era quello antecedente al sorgere eliaco di Sirio (19 luglio), momento che segnala l’esondazione del Nilo. Da notare altresì come Ibn Butlān faccia riferimento ai segni zodiacali – d’altronde era un astrologo – e non alle costellazioni: la supernova esplose nella costellazione del Toro ma astrologicamente si collocava a circa 11° del Segno dei Gemelli<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>. </p>
<p>Questa stella prodigiosa sembra anche vedersi in una <strong>moneta d’oro bizantina</strong> raffigurante l’effige dell’imperatore bizantino Costantino IX Monomaco (1000-1055) con ai lati della sua testa due stelle, una probabilmente Venere, la stella più luminosa del cielo, e l’altra la nostra supernova, moneta che viene specificato dagli storici fu coniata solo per 23 giorni, guarda caso il periodo di tempo in cui la stella era visibile di giorno.</p>
<p>Ritornando a Ibn Butlān dobbiamo considerare che questi era amico e <strong>confidente</strong> del Patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario: sicuramente avranno parlato di questo evento magari cercando anche di interpretarlo dal lato <strong>astrologico</strong> e probabilmente si saranno trovati d’accordo nel vederlo – in special modo Cerulario – come un <strong>messaggio del cielo</strong> a continuare la “battaglia teologica” contro la Chiesa di Roma, così che la “stella nova” poteva benissimo indicare la nascita di una nuova Chiesa, ovvero dare al Patriarca un maggiore e “celeste” appiglio cui far leva per convincere il clero orientale a rompere con Roma.<br />
E poi non dimentichiamo che il suo “avversario”, papa Leone IX, era deceduto il 19 aprile, quasi all’apparizione di questa “stella clarissima”: certo era un segnale dal Cielo che il mondo e la Chiesa d’Oriente non potevano ignorare. Quella “stella” dette così più forza e convinzione a Cerulario per “scomunicare” chi già lo aveva “scomunicato”. </p>
<p>E fu così che le due Chiese si divisero… appena dodici giorni dopo l’apparizione della supernova.</p>
<p>Qui sotto il <strong>Tema astrale</strong> di quel 16 luglio 1054. L’ora è dedotta dal fatto che le cronache riportano che la bolla papale di scomunica venne deposta sull’altare della chiesa di Santa Sofia dal cardinale Umberto di Silva Candida alla liturgia mattutina che dovrebbe essere stata celebrata intorno alle 4.30 del mattino (l’alba era alle ore 4.48 locali). Scomunica che però, come detto, non aveva nessuna validità legale perché il Papa era morto il 19 aprile e quello nuovo, Vittore II, sarebbe stato eletto solo a settembre, e sappiamo che durante la sede vacante tutte le cariche decadono quindi Umberto di Silva Candida non aveva nessuna autorità per compiere quell’atto.
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/06/Scisma_Oriente2-e1686831274175.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/06/Scisma_Oriente2-e1686831274175.jpg" alt="Scisma_Oriente2" width="600" height="521" class="aligncenter size-full wp-image-4651" /></a></p>
<p>Se l’ora fosse questa vediamo nel Tema la <strong>congiunzione Mercurio-Marte all’Ascendente</strong>, aspetto assai eloquente visto che Mercurio in astrologia è legato alla <strong>parola</strong>, alla <strong>comunicazione</strong>, ai <strong>documenti</strong>, agli <strong>atti</strong>, mentre Marte è la <strong>polemica</strong>, le <strong>discussioni</strong>, la <strong>lotta</strong>, la <strong>guerra</strong>. </p>
<p>Abbiamo poi <strong>Sole e Giove in Prima Casa</strong> che potrebbero rappresentare i due “contendenti” cioè il Papa e il Patriarca.</p>
<p>Da notare poi l’<strong>Ascendente in Cancro</strong>, così come il Sole, Segno che rappresenta la <strong>casa</strong>, la <strong>famiglia</strong>: qui si stava sfaldando una “famiglia”, si consumava un divorzio.</p>
<p>Da questo lato se utilizziamo le <strong>Parti Arabe</strong> vediamo la <strong>Parte del Partner</strong> a 12°47’ Acquario, esattamente <strong>congiunta a Lilith-Luna Nera</strong>, a indicare la <strong>scissione</strong> tra i due protagonisti fino ad allora “partner” ‒ così come Lilith lasciò Adamo perché non voleva sottostare a lui.</p>
<p>Da notare poi la <strong>Parte delle Avversità</strong> a 16°12’ Scorpione, esattamente <strong>congiunta alla Luna</strong> ‒ il popolo, le tradizioni.</p>
<p>Notiamo poi che la <strong>Parte dei Nemici</strong> è a 24°18’ Gemelli e lì ci troviamo anche la <strong>Parte di Morte</strong> (29°16’ Gemelli), tutte e due quindi sotto Mercurio: trovare il rappresentante dei “Nemici” e della “Morte” congiunti a Marte e all’Ascendente non ha bisogno di ulteriori commenti.</p>
<p><br/><br />
<em>Maggiori e/o altre info sulla “supernova” in <a href="http://www.renzobaldini.it/betelgeuse-e-le-supernova/" rel="noopener" target="_blank">questo mio post</a> di tre anni fa.</em></p>
<p><em>Per il calcolo delle Parti Arabe <a href="http://www.renzobaldini.it/formule-di-alcune-parti-arabe/" rel="noopener" target="_blank">vedi questo post</a> con le formule.</em></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ma compariva già nel <em>Sýmbolum Athanasiánum</em> (Sant’Atanasio di Alessandria, vescovo, 295-373): «Spíritus Sanctus a Patre et Fílio: non factus, nec creátus, nec génitus, sed procédens» (22).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Con il termine pentarchia, ovvero “comando dei cinque”, si intendeva il riconoscimento paritario delle cinque sedi apostoliche maggiori della cristianità antica, cioè Alessandria, Antiochia, Costantinopoli, Gerusalemme e Roma, ognuna responsabile della propria giurisdizione e tutte e cinque chiamate congiuntamente al governo della Chiesa.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Il primato che il Papa pretendeva per sé, cioè la supremazia del Vescovo di Roma su tutta la Chiesa sia essa latina che orientale, derivava dall’essere stato Pietro il primo Vescovo di Roma e primo fra gli Apostoli (primato petrino: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa», Matteo 16,18); il Papa quindi era il successore di Pietro e in quanto tale spettava a lui il primato su tutta la Chiesa. Le altre sedi apostoliche vi vedevano invece solo un primato onorario in virtù del fatto che Pietro era uno degli Apostoli, quindi al pari degli altri, al pari ad esempio di Andrea, fondatore della sede apostolica di Costantinopoli (il Patriarca di Costantinopoli siede infatti sul Soglio di S. Andrea, così come il Papa di Roma siede sul Soglio di S. Pietro), di Marco, martirizzato ad Alessandria d’Egitto, di Giacomo per Gerusalemme. Così ancora si esprimeva in tempi recenti il Patriarca di Costantinopoli: «Noi ortodossi siamo tutti convinti che nel primo millennio di esistenza della Chiesa, nei tempi della Chiesa indivisa, il primato del vescovo di Roma, il papa, era riconosciuto. Tuttavia esso era un primato onorario, di amore, senza essere un dominio legale sull’intera Chiesa cristiana. In altre parole, secondo la nostra teologia, questo primato è di ordine umano; è stato stabilito a motivo del bisogno della Chiesa di avere un capo e un centro coordinatore» (Bartolomeo, Patriarca di Costantinopoli, novembre 2007).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Liberamente tradotto da: F. RICHARD STEPHENSON, DAVID A. GREEN,<em> Was the supernova of AD 1054 reported in European History?</em>, in «Journal of Astronomical History and Heritage», vol. 6 n. 1 (june 2003), pp. 46-52, National Astronomical Research Institute of Thailand (NARIT), Ministry of Science and Technology, Astral Press, Thailand, 2003, p. 47.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Questi i parametri dell’epoca della “nuova stella”: long. 70° 53’, lat. – 1° 42’, AR 69° 30’, decl. + 20° 50’.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Giuseppe Bezza (1946-2014). Il fondo librario</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 22:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia classica]]></category>
		<category><![CDATA[rinascimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 giugno 2014 moriva Giuseppe Bezza, certamente il maggior esperto italiano e non solo di astrologia classica (araba, greca, bizantina, medievale, rinascimentale). Era nato a Milano il 21 settembre 1946 alle ore 06.28. Recentemente la sua biblioteca astrologica è stata acquisita dall’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento con sede a Firenze nel prestigioso Palazzo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 giugno 2014 moriva Giuseppe Bezza, certamente il maggior esperto italiano e non solo di <strong>astrologia classica</strong> (araba, greca, bizantina, medievale, rinascimentale).<span id="more-4644"></span></p>
<p>Era nato a Milano il 21 settembre 1946 alle ore 06.28.</p>
<p>Recentemente la sua biblioteca astrologica è stata acquisita dall’<strong>Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento</strong> con sede a Firenze nel prestigioso Palazzo Strozzi. </p>
<p>Il fondo “Giuseppe Bezza”, interamente dedicato all’astrologia rinascimentale e moderna, si trova nella Biblioteca dell’Istituto, terzo piano, sala 3, coll. 1-113.</p>
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		<title>Lisa Morpurgo 1923-2023</title>
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		<pubDate>Thu, 18 May 2023 22:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[morpurgo]]></category>
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		<description><![CDATA[Cento anni fa oggi, il 19 maggio 1923 alle ore 9.30[1], nasceva a Soncino (CR) la studiosa, ricercatrice e astrologa Lisa Morpurgo (nata Elisa Maria Dordoni). Laureatasi in Lettere all’Università Statale di Milano iniziò prima a fare lavori di traduzione (conosceva quattro lingue) per poi lavorare come responsabile dell’ufficio diritti esteri per le edizioni Longanesi. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cento anni fa oggi, il 19 maggio 1923 alle ore 9.30<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, nasceva a Soncino (CR) la studiosa, ricercatrice e astrologa Lisa Morpurgo (nata Elisa Maria Dordoni).</p>
<p><span id="more-4637"></span></p>
<p>Laureatasi in Lettere all’Università Statale di Milano iniziò prima a fare lavori di traduzione (conosceva quattro lingue) per poi lavorare come responsabile dell’ufficio diritti esteri per le edizioni Longanesi. Come spesso accade arrivò a interessarsi di astrologia “per caso” traducendo un libro dello scrittore, politico, diplomatico e astrologo francese François-Régis Bastide (1926-1996), <em>Zodiaque, secrets et sortilèges</em> (Librairie Académique Perrin, Paris 1964). </p>
<p>Iniziò così ad avventurarsi su questa strada ‒ i primi Temi che calcolò furono quelli dei suoi amici scrittori come Gabriel Garcia Márquez, Dino Buzzati, Eugenio Montale, Guido Piovene e altri ‒ riuscendo in poco tempo a maneggiare con maestria tutti gli strumenti di questa disciplina grazie alla sua curiosità (Mercurio in Gemelli in aspetto a Saturno e Urano), anche se il tutto fatto con piglio critico-logico quasi sentisse che doveva esserci dell’altro oltre a quello che i vari libri di astrologia proponevano. </p>
<p>E c’era dell’altro. Le sue scoperte, i suoi studi, le sue analisi, il suo coraggio di guardare oltre la tradizione le permisero di creare un sistema di decifrazione dello zodiaco che ha fatto scuola scoprendo così la logica che stava e sta dietro all’astrologia, proponendo un nuovo assetto planetario all’interno dello zodiaco grazie anche alla messa in campo di due nuovi pianeti da lei nominati X e Y, già “visualizzati” a suo tempo dall’astrologo francese Léon Lasson (1901-1998) nella sua opera <em>A la recherche des planètes transplutoniennes</em> (Claude Depaire, Neully-sur-Marne 1955), e da quella dell’esistenza di quattro zodiaci cosmici, tutti elementi astratti e arditi per alcuni, prodigiosi e rivoluzionari per altri.</p>
<p>Nel 1972 dette alle stampe quella <em>Introduzione all’Astrologia e decifrazione dello Zodiaco</em> (Longanesi &#038; C., Milano 1972) che segnò una svolta nell’approccio all’astrologia e dove già presentava il suo codice zodiacale. Di lei ricordiamo le opere <em>Il convitato di pietra. Trattato di astrologia dialettica</em> (Sperling &#038; Kupfer, Milano 1979) e la serie delle <em>Lezioni di Astrologia</em> uscite sotto vari titoli per Longanesi dal 1983 al 1992: <em>La natura dei segni</em>, <em>La natura dei pianeti</em>, <em>La natura delle case</em>, <em>La natura dei transiti</em>.<br />
Fu autrice anche di opere di narrativa come <em>Madame andata e ritorno</em> (Longanesi, Milano 1967) e fantascienza  come <em>Macbarath</em> (Longanesi, Milano 1975)</p>
<p> Curò anche delle rubriche su riviste astrologiche come <em>Astra</em> e <em>Sirio</em>.</p>
<p>Morì a Milano il 9 marzo 1998.</p>
<p>Il 20 e 21 maggio 2023 si terrà a Milano, alla Casa Cardinale Ildefonso Schuster, Aula 2 – Giuseppe Lazzati, via Sant’Antonio 5, un Congresso per celebrare il centenario della nascita di Lisa.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/05/Morpurgo-e1683829271772.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/05/Morpurgo-e1683829271772.jpg" alt="Morpurgo" width="500" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-4635" /></a></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Pare che lei avesse rettificato il suo orario di nascita per le 9.38.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: https://forwardthinking.ppls.ed.ac.uk/</p>
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		<title>Alexandre Volguine (1903-1976)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 23:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia lunare]]></category>
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		<category><![CDATA[rivoluzione solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 marzo 1903 nasceva a Novaja Praga (Ucraina) l’astrologo Alexandre Volguine, una tra le figure centrali dell’astrologia mondiale, un vero Maestro. Nel 1920 lasciò l’Unione Sovietica e si trasferì in Francia, a Nizza. Lì svolse vari lavori dedicandosi poi interamente all’astrologia. Nel 1938 fondò la rivista bimestrale “Les Cahiers Astrologiques”. Nel 1940 venne arrestato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3 marzo 1903 nasceva a Novaja Praga (Ucraina) l’astrologo Alexandre Volguine, una tra le figure centrali dell’astrologia mondiale, un vero Maestro.</p>
<p> <span id="more-4629"></span></p>
<p>Nel 1920 lasciò l’Unione Sovietica e si trasferì in Francia, a Nizza. Lì svolse vari lavori dedicandosi poi interamente all’astrologia. Nel 1938 fondò la rivista bimestrale “<em>Les Cahiers Astrologiques</em>”. Nel 1940 venne arrestato dai nazisti ‒ era ebreo e anarchico ‒ e internato nel campo di concentramento di Mauthausen. Lì ebbe modo di conoscere lo scrittore di origine russe Jacques Bergier ‒ vero nome Jacov Michajlovic Berger, colui che poi, insieme a Louis Pauwels, scriverà il best seller “<em>Il mattino dei maghi</em>” ‒ e gli predisse esattamente il momento in cui gli americani avrebbero liberato il campo di concentramento: il 5 maggio 1945.<br />
A guerra finita rientrò in Francia ma gravemente malato ai polmoni e invalido. Nonostante ciò continuò la sua crociata per una buona astrologia cercando di darle uno status che negli anni aveva perso.<br />
Morì a Nizza il 23 giugno 1976.</p>
<p>È stato autore di vari articoli e libri tutti molto importanti e innovativi sui quali si sono basati gli studi di molti astrologi, basti pensare a: “<em>Astrologia lunare</em>”, “<em>Tecnica delle Rivoluzioni Solari</em>”, “<em>L’esoterismo dell’astrologia</em>”, “<em>Il metodo astrologico degli encadrements</em>”, “<em>Diario di un astrologo</em>”, tanto per citare solo quelli tradotti in Italia, libri che non dovrebbero mancare nella biblioteca di un astrologo.</p>
<p>Volguine è stato un vero e serio innovatore, un ricercatore ‒ e il maestro spirituale della sua anima era Urano ‒, coscienzioso però del valore dell’astrologia tradizionale come si conviene a un’anima che veniva da Saturno. Curioso ma sempre attento a non scivolare nel modernismo per forza o per moda, critico e dubbioso come deve essere un vero astrologo mettendo alla prova dei fatti le sue teorie. E solo dopo esporle.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/03/Volguine-e1677685301532.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/03/Volguine-e1677685301532.jpg" alt="Volguine" width="500" height="434" class="aligncenter size-full wp-image-4627" /></a></p>
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		<title>Il calendario francese repubblicano</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 23:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[calendario]]></category>

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		<description><![CDATA[Il calendario è uno strumento atto a computare e suddividere precisi periodi di tempo così da facilmente identificare feste, ricorrenze o altro, utili alla vita quotidiana. Ogni popolo, ogni cultura, aveva il suo calendario. Alcuni hanno avuto vita breve, magari nati sull’onda di un’ideologia, un capriccio o un’idea geniale non compresa. Fra questi annoveriamo senz’altro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il calendario è uno strumento atto a computare e suddividere precisi periodi di tempo così da facilmente identificare feste, ricorrenze o altro, utili alla vita quotidiana. Ogni popolo, ogni cultura, aveva il suo calendario. <span id="more-4621"></span></p>
<p>Alcuni hanno avuto vita breve, magari nati sull’onda di un’ideologia, un capriccio o un’idea geniale non compresa. Fra questi annoveriamo senz’altro il “calendario francese repubblicano” o “calendario francese della rivoluzione”.</p>
<p>Vita breve, la sua: entrato in carica nel 1793 se ne andò in pensione nel 1806. La <strong>Rivoluzione Francese</strong> del 14 luglio 1789 cambiò molte cose, non solo dal punto di vista sociale e culturale ma anche scientifico, per esempio, tra le altre cose, apportando una sostanziale modifica al sistema dei pesi e delle misure adottando il sistema metrico decimale. </p>
<p>Anche il calendario non fu esente dal cambiamento, anzi: considerando lo spirito <strong>laico</strong> e <strong>libertario</strong> della Rivoluzione, il rimanere appoggiati ad un calendario cattolico non era certo il massimo, e fu così che una commissione di esperti si riunì e sfornò quello che è passato alla storia come il <strong>calendario repubblicano francese</strong>. Fra loro ricordiamo Charles-Gilbert Romme<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, politico, matematico e presidente della Commissione, Jean-Baptiste Joseph Delambre<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, astronomo e matematico, Charles François Dupuis<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, professore al College de France, Joseph Louis Lagrange<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, matematico italiano, Joseph Jerôme de Lalande<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, astronomo, poi direttore dell’Osservatorio di Parigi, Gaspard Monge<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>, matematico, Louis-Bernard Guyton de Morveau<a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>, chimico e avvocato e altri consulenti.</p>
<p>Questo calendario venne presentato alla Convenzione Nazionale il 20 settembre 1793; il 5 ottobre successivo la Convenzione decretò che l’<strong>inizio dell’era repubblicana</strong>, quindi l’inizio dell’anno 1, venisse fissato al giorno della proclamazione della Repubblica, il 22 settembre 1792, <strong>equinozio di autunno</strong>; la proposta venne dall’avvocato Jacques Nicolas Billaud-Varenne<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>, che così si espresse:</p>
<blockquote><p>“<em>Le même  jour</em> [22 settembre 1792] <em>à 9h 18m 30 s du matin (Observatoire de Paris), le Soleil est arrivé a l&#8217;équinoxe vrai, en entrant dans le signe de la Balance. L&#8217;égalité des jours égaux aux nuits était marquée dans le ciel, au moment même où l&#8217;égalité civile et morale était proclamée par les représentants du peuple français comme le fondement sacré de son nouveau gouvernement</em>”<a href="#nota9"name="testo9">[9]</a>.</p></blockquote>
<p>Per rimanere in tema, accenniamo al fatto che quel giorno e a quell’ora (22 settembre 1792 alle 9h 18m 30s) <strong>Urano</strong>, il pianeta delle rivoluzioni, si trovava esattamente al <strong>Medio Cielo</strong>, così come era al Medio Cielo quando, anni prima, i parigini assaltarono la <strong>Bastiglia</strong>. </p>
<p>Come era <strong>strutturato</strong> questo calendario? Diciamo che aveva molte assonanze con l’<strong>antico calendario egiziano</strong>. Intanto, come detto, l’<strong>anno</strong> iniziava all’equinozio di autunno, quindi il 22, 23 o 24 settembre, inizio stabilito ufficialmente dagli astronomi dell’Osservatorio di Parigi; era composto di <strong>12 mesi di 30 giorni ciascuno</strong> (360 giorni) più 5 giorni chiamati ‘sanculottidi’ (6 negli anni bisestili, con il giorno in più chiamato ‘Giorno della Rivoluzione’) aggiunti all’ultimo mese per adeguarlo all’anno solare. </p>
<p>Il <strong>giorno</strong>, che iniziava a mezzanotte (stile conosciuto come “ore alla francese”), era composto di <strong>10 ore divise in decimi e centesimi</strong> (ogni ora aveva una durata pari alle nostre 2 ore e 24 minuti).<br />
Ogni <strong>mese</strong> era composto da <strong>3 decadi</strong> (quindi la “settimana” durava 10 giorni); i <strong>nomi dei giorni della settimana</strong> si rifacevano al loro numero d’ordine: primidì, duodì, tridì, quartidì, quintidì, sextidì, septidì, octidì, nonidì, decadì (il pomeriggio del quintidì e tutto il decadì erano festivi). </p>
<p>I nomi dei mesi furono cambiati e legati o al <strong>clima</strong> o a particolari accadimenti del periodo: per esempio settembre venne chiamato ‘vendemmiaio’, dicembre venne chiamato ‘nevoso’ e furono inventati da Philippe Fabre d’Eglantine<a href="#nota10"name="testo10">[10]</a>, poeta e drammaturgo. Infine fu tolto dal calendario qualsiasi riferimento a santi, feste religiose, ecc. </p>
<p>Il nuovo calendario entrò ufficialmente in vigore il 24 novembre 1793 e uscì di scena il 1° gennaio 1806 (a parte una piccola parentesi durante la &#8220;Comune di Parigi&#8221; nel 1871) quando Napoleone ripristinò il calendario gregoriano. Da considerare che questo calendario fu in vigore anche in Italia nei territori a dominazione francese.</p>
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<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
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<tbody>
<tr>
<td> N.</td>
<td>Mese ( italiano)</td>
<td>Mese ( originale)</td>
<td>Significato</td>
<td>Periodo</td>
</tr>
<tr>
<td>Autunno</td>
</tr>
<tr>
<td>  1</td>
<td>Vendemmiaio</td>
<td>Vendémiaire</td>
<td>Mese della vendemmia</td>
<td>22 sett-21 ott.</td>
</tr>
<tr>
<td>  2</td>
<td>Brumaio</td>
<td>Brumaire</td>
<td>Mese della nebbia</td>
<td>22 ott-20 nov.</td>
</tr>
<tr>
<td>  3</td>
<td>Frimaio</td>
<td>Frimaire</td>
<td>Mese della nebbia</td>
<td>21 nov-20 dic.</td>
</tr>
<tr>
<td>Inverno</td>
</tr>
<tr>
<td>  4</td>
<td>Nevoso</td>
<td>Nivôse</td>
<td>Mese della neve</td>
<td>21 dic-19 gen.</td>
</tr>
<tr>
<td>  5</td>
<td>Piovoso</td>
<td>Pluviôse</td>
<td>Mese della pioggia</td>
<td>20 gen-18 feb.</td>
</tr>
<tr>
<td>  6</td>
<td>Ventoso</td>
<td>Ventôse</td>
<td>Mese del vento</td>
<td>19 feb-20 mar.</td>
</tr>
<tr>
<td>Primavera</td>
</tr>
<tr>
<td>  7</td>
<td>Germinale</td>
<td>Germinal</td>
<td>Mese dei germogli</td>
<td>21 mar-19 apr.</td>
</tr>
<tr>
<td>  8</td>
<td>Floreale</td>
<td>Floréal</td>
<td>Mese dei fiori</td>
<td>20 apr-19 mag.</td>
</tr>
<tr>
<td>  9</td>
<td>Pratile</td>
<td>Prairial</td>
<td>Mese dei prati rigogliosi</td>
<td>20 mag-18 giu.</td>
</tr>
<tr>
<td>Estate</td>
</tr>
<tr>
<td>10</td>
<td>Messidoro</td>
<td>Messidor</td>
<td>Mese che dona le messi</td>
<td>19 giu-18 lug.</td>
</tr>
<tr>
<td>11</td>
<td>Termidoro</td>
<td>Thermidor</td>
<td>Mese che dona il caldo</td>
<td>19 lug-17 ago.</td>
</tr>
<tr>
<td>12</td>
<td>Fruttidoro</td>
<td>Fructidor</td>
<td>Mese che dona i frutti</td>
<td>18 ago-16 sett.</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>I 6 giorni « sanculottidi »</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>I giorno sanculottide</td>
<td>Festa della Virtù</td>
<td>17 settembre</td>
</tr>
<tr>
<td>II giorno sanculottide</td>
<td>Festa del Genio</td>
<td>18 settembre</td>
</tr>
<tr>
<td>III giorno sanculottide</td>
<td>Festa del Lavoro</td>
<td>19 settembre</td>
</tr>
<tr>
<td>IV giorno sanculottide</td>
<td>Festa dell&#8217;Opinione</td>
<td>20 settembre</td>
</tr>
<tr>
<td>V giorno sanculottide</td>
<td>Festa delle Ricompense</td>
<td>21 settembre</td>
</tr>
<tr>
<td>VI giorno sanculottide</td>
<td>Giorno della Rivoluzione</td>
<td>22 settembre</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Charles-Gilbert Romme nacque a Riom, Francia, il 26 marzo 1750. Morì ghigliottinato a Parigi il 17 giugno 1795.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Jean-Baptiste Joseph Delambre nacque ad Amiens, Francia, il 19 settembre 1749. Morì a Parigi il 19 agosto 1822.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Charles François Dupuis nacque a Trie-le-Château, Francia, il 26 ottobre 1742. Morì a Echevannes, Francia, il 29 settembre 1809.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Joseph Louis Lagrange (Giuseppe Lodovico Lagrangia) nacque a Torino, Italia, il 25 gennaio 1736. Mori a Parigi il 10 aprile 1813.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Joseph Jerôme de Lalande nacque a Bourg-en-Bresse, Francia, l’11 luglio 1732. Morì a Parigi il 4 aprile 1807.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Gaspard Monge nacque a Beaune, Francia, il 10 maggio 1746. Morì a Parigi il 28 luglio 1818.<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] Louis-Bernard Guyton de Morveau nacque a Digione, Francia, il 4 gennaio 1737. Morì a Parigi il 2 gennaio 1816.<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] Jacques Nicolas Billaud-Varenne nacque a La Rochelle, Francia, il 23 aprile 1756. Morì a Port-au-Prince, Haiti, il 3 giugno 1819.<a href="#testo8">&uArr;</a><br />
<a name="nota9">[9] “<em>Quello stesso giorno alle 9h 18m 30s del mattino (Osservatorio di Parigi), il Sole è arrivato all’equinozio vero, entrando nel segno della Bilancia. L’uguaglianza dei giorni uguali alle notti è stata stabilita nel cielo, nel momento stesso in cui l’uguaglianza civile e morale è stata proclamata dai rappresentanti del popolo francese come il fondamento sacro del suo nuovo governo</em>”.<a href="#testo9">&uArr;</a><br />
<a name="nota10">[10] Philippe Fabre d’Eglantine nacque a Carcassonne, Francia, il 28 luglio 1750. Morì ghigliottinato a Parigi il 5 aprile 1794.<a href="#testo10">&uArr;</a></p>
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		<title>Il trattato sui geroglifici di Orapollo l’Egiziano</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 23:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[andrea alciato]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 1419 il geografo e monaco fiorentino Cristoforo Buondelmonti (1386-1430) acquistò nell’isola greca di Andros, per conto di Cosimo de’ Medici il Vecchio (1389-1464), un manoscritto tradotto in greco da certo Filippo dal titolo &#8220;Hieroglyphica&#8220;, il cui autore era conosciuto sotto il nome di Horus-Apollo o Horapollo, un personaggio non ben identificato ma che si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1419 il geografo e monaco fiorentino <strong>Cristoforo Buondelmonti</strong> (1386-1430) acquistò nell’isola greca di Andros, per conto di <strong>Cosimo de’ Medici il Vecchio</strong> (1389-1464), un manoscritto tradotto in greco da certo Filippo dal titolo &#8220;<em>Hieroglyphica</em>&#8220;, <span id="more-4614"></span> il cui autore era conosciuto sotto il nome di Horus-Apollo o <strong>Horapollo</strong>, un personaggio non ben identificato ma che si pensa possa essere Orapollo Niloo, uno scrittore e sacerdote egiziano nativo di Nilopoli (Delas), una città a una ventina di chilometri a sud del Cairo, che fu l’ultimo capo della scuola pagana della città sacra di Menouthi ‒ “Madre di Dio”, città dedicata a Iside ‒, vicino ad Alessandria, durante il regno dell’imperatore romano d’Oriente Zenone (474-491 d.C.). </p>
<p>Nel 1422 questo testo arrivò alla corte medicea e venne subito tradotto<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Fu così che l’Occidente venne per la prima volta a conoscenza di un’opera ‒ creduta dagli umanisti antichissima ma che si è poi rivelata essere un assemblaggio di nozioni elaborate nel V secolo d.C. ‒ che generò subito un vasto interesse perché vi si trattava dei <strong>geroglifici egiziani</strong> interpretati però dal lato <strong>simbolico-sacrale</strong> e visti come una <strong>lingua sapienziale</strong>, una lingua che, si diceva, era stata inventata da <strong>Ermete Trismegisto</strong> e che si credeva avrebbe permesso la scoperta della vera natura delle cose del creato, l’intimo e atavico significato delle stesse, il loro vero nome quindi la loro <strong>essenza divina</strong>. </p>
<p>In pratica trattava dell’antica <strong>lingua egizia</strong> vedendola come una lingua archetipale, una lingua <strong>filosofico-sapienziale</strong>, la prima parlata dagli esseri umani prima della distruzione della <strong>torre di Babele</strong>, quella di cui parla la Bibbia: «<em>Or tutta la terra era un labbro solo e uguali imprese</em>» (Genesi, 11:1) ma che poi Dio, per punire l’arroganza degli uomini, «[&#8230;] <em>mescolò il labbro di tutta la terra e di là il Signore li disperse sulla superficie di tutta la terra</em>» (Genesi, 11:9). </p>
<p>Divisa in due libri, l’opera tratta di 189 geroglifici ognuno interpretato secondo la sua immagine e cosa essa significa, interpretazione dietro la quale, a ben leggerla ‒ si diceva ‒, si poteva accedere a un <strong>antico sapere iniziatico esoterico-astrologico</strong> che avrebbe dischiuso davanti agli occhi dell’attento ricercatore i misteri del creato<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Per esempio si legge che per indicare il concetto di “eternità” usavano il <strong>Sole</strong> e la <strong>Luna</strong> o, diversamente, un <strong>serpente</strong> con la coda nascosta sotto il resto del corpo. Si tratta in pratica dell’<em>ourobòros</em>, il serpente che morde la propria coda.<br />
Si legge poi che per indicare la parola “figlio” ovvero colui che ama il padre disegnano una <strong>cicogna</strong> perché essa non si allontana mai dai suoi genitori e li nutre e li accudisce fino alla loro morte; la parola “compassione” è rappresentata dalla figura di un <strong>avvoltoio</strong> perché questo uccello nutre i suoi piccoli con il proprio sangue; per il verbo “aprire” disegnano una <strong>lepre</strong> perché è un animale che tiene sempre gli occhi aperti; per rappresentare un “profeta” disegnano un <strong>cane</strong> perché è il solo fra tutti gli animali che tiene fisso lo sguardo verso le statue degli dèi.</p>
<p>Concetti semplici, a volte immaginifici o non reali, ma proprio per questo ‒ si diceva ‒ nascondevano sicuramente un significato esoterico che proprio per questo andava letto con altri occhi andando oltre la loro apparenza.</p>
<p>Il testo esercitò un’enorme influenza fra i letterati e gli artisti, da Tiziano a Marsilio Ficino, da Hieronymus Bosch a Giordano Bruno, da Albrecht Dürer a Erasmo, da Giorgione a Leon Battista Alberti, da Andrea Alciato a Pierio Valeriano.</p>
<p>In special modo questi ultimi due si cimentarono in opere che ricalcavano quella di Orapollo: <strong>Andrea Alciato</strong> (1492-1550), giureconsulto milanese, scrisse &#8220;<em>Emblematum liber</em>&#8220;, pubblicato per la prima volta ad Augusta in Germania nel 1531 e che ebbe molte edizioni e molta risonanza e successo in tutta Europa, opera dove trovano posto figure, simboli e allegorie riprodotte in xilografie e spiegate con epigrammi; non manca una poderosa <strong>tirata d’orecchi</strong> agli <strong>astrologi</strong>, qui paragonati a <strong>Icaro</strong> che troppo volle salire in alto: sotto la figura, rappresentante un astrologo che guarda le stelle, le seguenti parole:</p>
<p style="text-align: center;"><em>Icare, per superos qui raptus et aera donec<br />
In mare praecipitem caera liquata daret.<br />
Nunc te caera eadem, fervensque resuscitat ignis,<br />
Exemplo ut doceas dogmata certa tuo.<br />
Astrologus caveat quicquam praedicere preceps,<br />
Nam cadet impostor dum super astra vebit</em><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>Pierio Valeriano</strong> (vero nome Giovanni Pietro Dalle Fosse, 1477-1558), umanista, teologo e poeta bellunese, questi fu autore di un’opera assai famosa sui geroglifici dal titolo: &#8220;<em>Hieroglyphica, sive de Sacris Aegyptiorum aliarumque gentium literis, commentariorum libri LVIII</em>&#8220;, stampata a Basilea nel 1556 e dedicata a Cosimo I de’ Medici duca di Firenze.<br />
L’opera, veramente immane e completa, è composta da 58 libri (capitoli) ognuno dei quali è dedicato e indirizzato a una personalità e dove in ognuno tratta un argomento diverso ovvero descrive ora un animale, ora una pianta, ora una parte del corpo, ora un oggetto sviscerando il tutto sia dal lato naturale che storico che simbolico/archetipale, in quest’ultimo caso appoggiandosi alle lettere egizie che testimoniano dell’animale o dell’oggetto e al loro supposto significato esoterico: così, ad esempio, il primo capitolo, dedicato a Cosimo I de’ Medici, tratta del <strong>leone</strong>; il secondo, dedicato al cardinale Guido Ascanio Sforza, tratta del <strong>rinoceronte</strong> e dell’<strong>elefante</strong>; e così via, trattando e spiegando il significato simbolico ed esoterico di animali, piante, cose ed oggetti: dalla tortora al papiro, dai fagioli alla Luna e il Sole, ecc. </p>
<p>Per esempio per quanto riguarda l’emblema del <strong>Sole</strong> (Libro XLIIII, p. 324r) questo è spiegato nelle sue varie accezioni e/o raffigurazioni simboliche, quindi Sole come Unità, come Verità, come Cristo, come Penitenza, come Chiarezza, come Buon Governo, come Vita Umana, ecc. </p>
<p>L’emblema della <strong>Stella</strong> (Libro XLIIII, p. 331r), invece, indica il <strong>fato</strong>, il destino, qui definito una “<em>siderali dispositione</em>” ovvero il fato, attraverso il <strong>movimento degli astri</strong>, influenza gli accadimenti terreni e ciò può essere studiato attraverso le disposizioni <strong>astrologico-zodiacali</strong> di ognuno.<br />
Valeriano poi conclude dicendo che «<em>nihil enim aliud est hieroglyphice loqui quam divinarum humanarumque rerum naturam aperire</em>» (Libro LIII, p. 391r)<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ma la prima edizione a stampa fu quella pubblicata da Aldo Manuzio a Venezia nel 1505 (<em>editio princeps</em>) dal titolo: &#8220;<em>Ori Apollinis Niliaci Hieroglyphica</em>&#8220;.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Ovviamente un’interpretazione simbolica, soggettiva e a tratti molto fantasiosa quella di Orapollo, niente a che vedere con il reale significato dei geroglifici non essendo ancora stata scoperta la Stele di Rosetta (1799) che permetterà la loro reale decifrazione e lettura.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] «Icaro, tu che per l’alto e per l’aria fosti portato, finché la cera sciolta ti diede a capofitto al mare, ora la stessa cera e l’ardente fuoco ti ravvivano, affinché con l’esempio ci insegnassi le tue lezioni. Che l’astrologo stia attento a predire qualsiasi cosa perché l’impostore cadrà mentre si libra sopra le stelle».<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] «nient’altro è parlare in geroglifico che rivelare la natura delle cose divine e umane».<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
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		<title>Niccolò Carli (XVII secolo)</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 23:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[370 anni fa, il 1° gennaio 1653, moriva il filosofo, medico e astrologo Niccolò Carli. Nato a Ravenna, si laureò in Filosofia e Medicina. Coltivò da sempre l’amore per l’astrologia imparandola sotto la guida del sacerdote, matematico e astrologo ravennate don Antonio Carnevale arrivando ben presto a padroneggiarla con maestria. Amante della letteratura, fine letterato, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>370 anni fa, il 1° gennaio 1653, moriva il filosofo, medico e astrologo <strong>Niccolò Carli</strong>. <span id="more-4605"></span></p>
<p>Nato a Ravenna, si laureò in Filosofia e Medicina. Coltivò da sempre l’amore per l’<strong>astrologia</strong> imparandola sotto la guida del sacerdote, matematico e astrologo ravennate don <strong>Antonio Carnevale</strong> arrivando ben presto a padroneggiarla con maestria. Amante della letteratura, fine letterato, venne aggregato all’Accademia dei Travagliati con il nome di Flemmatico.</p>
<p>Fu autore di alcuni <strong>pronostici</strong> redatti tutti con lo stesso titolo di &#8220;<em>Pronosticante Ragguaglio…</em>&#8220;, ad esempio: &#8220;<em>Pronosticante Ragguaglio Intorno alle commotioni, e varietà, de’ tempi nell’Anno MDCXLIX. Discorso Astrologico Di Nicolò Carli Dottore di Filosofia, e Medicina, Flematico Accad. de’ Travagliati di Ravenna</em>&#8220;, stampato a Bologna nel 1649. </p>
<p>Ecco come Carli approccia il suo pronostico iniziando proprio dall’esposizione del momento dell’equinozio:</p>
<blockquote><p><em>Entrarà l’Anno della Creatione del Mondo 5598. e dell’Incarnato Verbo 1649. in Venerdì primo giorno di Gennaro, conforme il solito di S. R. C. ma secondo lo stile de’ dotti Astrologi non principierà, che alli 19. di Marzo, mentre il Sole giunge con i suoi veloci Destrieri alla prima Decade dell’Ariete del primo mobile nelle h. 17. m. 32. P. M. che consonano con le h. 11. m. 32. delli nostri communi horologi della notte veniente: nel qual momento elevatone la figura celeste sopra l’Emifero</em> [sic] <em>della nostra Città di Ravenna, che poco s’allontana con li gradi dell’altre Città dell’Italia, secondo la supputatione del Lansbergio si vede a primo tratto comparire sopra il nostro Orizonte ortivo gr. 16. m. 55. di Pesci, e nell’angolo di mezo Cielo gr. 23. m. 3. di Sagittario, caminando Saturno quasi di paro col capo del Drago, e parte di fortuna per il primo terzo de i Gemelli nella terza del Cielo sotteranea</em> […] (p. 1).</p></blockquote>
<p>Qui Carli dà l’ingresso del Sole in Ariete alle ore 17.32 dopo il mezzogiorno locale del 19, che corrisponde al 20 marzo alle ore 05.40 locali. In effetti a quell’ora e in quel luogo l’Ascendente è a 16° Pesci (16° 53’) e il Medio Cielo a 23° Sagittario (23° 37’), cosicché il nostro astrologo i calcoli li ha fatti giusti; però non è quello il momento dell’equinozio, essendo questo avvenuto alle ore 06.42; ovviamente questo dipendeva dalle tavole in uso all’epoca, vista la difficoltà che avevano nel reperire l’esatto momento del passaggio del Sole all’equatore celeste.</p>
<p>Il lavoro prosegue con le <strong>previsioni</strong> stagione per stagione e mese per mese, queste ultime basate sulle <strong>lunazioni</strong> ognuna delle quali è accompagnata da un titolo formato da una breve frase, a volte un detto o un proverbio, che ne compendia il significato, ad esempio: «<em>Chi una Passera vuol pigliare, non la bisogna spaventare</em>»; oppure: «<em>Saviamente si governa, chi fugge la taverna</em>»; o anche: «<em>La disgrazia d’un Pazzo, serve d’aviso ad un Savio</em>».</p>
<p>Pare che alcuni suoi pronostici li firmasse con lo pseudonimo di Valletto d’Urania (usato però anche da altri astrologi), ad esempio: &#8220;<em>Pronosticante Ragguaglio intorno l’emergenze dell’anno 1642. Del Valletto d’Urania</em> […]&#8221;, stampato a Bologna nel 1641 per i tipi di Nicolò Tebaldini e dedicato a Annibale Campeggi marchese di Dozza (CANTAMESSA, I, 2007, n. 855).<br />
L’ultimo pare essere: &#8220;<em>Pronosticante Ragguaglio nell’anno MDCL&#8221;</em>, stampato a Bologna [1650?] per i tipi di Carlo Zenero.</p>
<p><br/><br />
Maggiori info nel mio “<em>Astrologia italica. Dal X al XVII secolo</em>”, Pagnini, Firenze 2016.</p>
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		<title>Ciao Giampiero</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 14:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri mattina, 30 novembre, improvvisamente se n&#8217;è andato l&#8217;editore e amico Giampiero Pagnini, compagno trentennale di viaggio che ha condiviso, supportato e stimolato molte delle mie avventure editoriali. Una persona perbene, onesta, positiva, piena di vita. Mi mancherai. Grazie di tutto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina, 30 novembre, improvvisamente se n&#8217;è andato l&#8217;editore e amico <strong>Giampiero Pagnini</strong>, compagno trentennale di viaggio che ha condiviso, supportato e stimolato molte delle mie avventure editoriali. Una persona perbene, onesta, positiva, piena di vita. Mi mancherai. Grazie di tutto.</p>
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		<title>La linea internazionale del cambiamento di data</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/la-linea-internazionale-del-cambiamento-di-data/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 23:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[fusi orari]]></category>
		<category><![CDATA[greenwich]]></category>

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		<description><![CDATA[Sappiamo che se ci spostiamo da Greenwich verso est, cioè verso l’Italia, dobbiamo mettere il nostro orologio avanti di un’ora e via via sempre di un’ora ogni volta che attraversiamo un fuso; viceversa, andando da Greenwich verso ovest, cioè verso l’America, si dovrà mettere l’orologio indietro di un’ora per ogni fuso attraversato. Se è cosi, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che se ci spostiamo da Greenwich verso est, cioè verso l’Italia, dobbiamo mettere il nostro orologio avanti di un’ora e via via sempre di un’ora ogni volta che attraversiamo un fuso;<span id="more-4586"></span></p>
<p> viceversa, andando da Greenwich verso ovest, cioè verso l’America, si dovrà mettere l’orologio indietro di un’ora per ogni fuso attraversato. </p>
<p>Se è cosi, allora è lecito porsi la seguente domanda: facendo il giro del mondo, a che ora e in che giorno ritorneremo al punto di partenza? Tutto dipende da quale direzione prendiamo.</p>
<p>Poniamo il caso di partire, per il nostro viaggio intorno al mondo, da Roma in un’ora in cui il Sole sta tramontando, immaginiamo le 18 di una domenica, e di andare <strong>verso ovest</strong>, cioè incontro al Sole, quindi facendo il tragitto Roma – Barcellona ‒ New York ‒ San Francisco ‒ Tokyo ‒ Pechino ‒ Tashkent ‒ Istanbul e ritorniamo a Roma.<br />
Il viaggio avviene con un aereo che prosegue alla stessa velocità di rotazione della Terra, 1670 km/h, ma in questo caso in direzione contraria (la Terra gira da ovest verso est, mentre noi ora facciamo un viaggio che da est ci porta verso ovest). Il muso dell’aereo è rivolto verso il Sole che sta tramontando. Partiamo, e via via che viaggiamo vediamo sempre il Sole davanti a noi, situazione che ci fa sembrare che il Sole sia fermo (ciò avviene perché, andandogli incontro alla stessa velocità della Terra, neutralizziamo il suo moto apparente). Ma noi stiamo viaggiando e il tempo passa, e infatti dopo un’ora di viaggio il nostro orologio segnerà le 19, dopo due ore le 20, poi le 21 ecc.<br />
Però se vogliamo restare in sintonia con quello che vediamo, cioè il Sole davanti a noi che sta tramontando, dovremmo via via portare indietro le lancette del nostro orologio per far sì che segni sempre le 18. Finito il giro intorno al mondo atterriamo a Roma quando il nostro orologio segna sempre le 18 e il Sole davanti a noi che sta tramontando. Ma sarà anche lo stesso giorno?</p>
<p>Lasciamo per ora la domanda in sospeso e ripartiamo per un altro viaggio intorno al mondo, partendo sempre da Roma ma questa volta nella direzione opposta a quella di prima, cioè andando <strong>verso est</strong> e quindi facendo il tragitto Roma ‒ Istanbul ‒ Tashkent ‒ Pechino ‒ Tokyo ‒ San Francisco ‒ New York ‒ Barcellona e rientro a Roma. L’ora e il giorno della partenza sono gli stessi, le 18 di una domenica con il Sole che sta tramontando ma adesso alle nostre spalle. La velocità è la stessa, ovvero quella della Terra.<br />
Ma attenzione: siccome questa volta ci spostiamo verso est andiamo nel verso della rotazione terrestre quindi alla velocità dell’aereo dobbiamo sommare anche quella della Terra. Cosa succede? Partendo vedremo il Sole alle nostre spalle fuggire repentinamente e&#8230; sorgere due volte davanti a noi! Finito il giro intorno al mondo atterriamo a Roma alle 18 pensando di aver viaggiato due giorni (abbiamo visto il Sole sorgere due volte!) e che quindi sia martedì, mentre in realtà abbiamo viaggiato un solo giorno giacché l’altro è passato in virtù della rotazione terrestre.</p>
<p>In pratica in entrambi i casi abbiamo viaggiato 24 ore, o meglio un solo giorno, e quindi più che spostare le lancette del nostro orologio (le ore sono rimaste le stesse) avremmo dovuto cambiare la data del calendario, e cioè:<br />
– nel primo caso (viaggio verso ovest) si sarebbe dovuto aumentare di un giorno la data (da domenica a lunedì);<br />
– nel secondo (viaggio verso est) sarebbe stato necessario diminuire di un giorno la data e quindi, per noi, ripetere due volte lo stesso giorno (quindi sempre lunedì), avendo avuto l’illusione di aver viaggiato un giorno in più.<br />
Ma quando avremmo dovuto cambiare data? In quale momento del nostro viaggio?</p>
<p>Per rispondere a questa domanda dobbiamo andare a Greenwich. Da lì partono i fusi orari, dodici verso est e dodici verso ovest. È ovvio che se hanno una partenza (il meridiano 0 di Greenwich) avranno anche un arrivo, che si situerà altrettanto ovviamente dalla parte opposta di Greenwich dove troveremo un meridiano che si chiama <strong>antimeridiano di Greenwich</strong>, a 180° esatti dal meridiano 0.</p>
<p>Ammettiamo di essere a Greenwich a mezzogiorno di un sabato qualsiasi e di domandarci che ora è in quello stesso momento su quell’antimeridiano: siccome ci sono 12h di differenza fra il meridiano di Greenwich e l’antimeridiano di Greenwich, diremo che è mezzanotte. Ma mezzanotte fra <strong>venerdì e sabato</strong> o mezzanotte fra <strong>sabato e domenica</strong>?<br />
Tutto dipende da che parte ci arriviamo sull’antimeridiano, se cioè da Greenwich viaggiando verso ovest oppure muovendosi verso est.<br />
Se ci arriviamo procedendo <strong>verso ovest</strong>, cioè da Greenwich andando verso l’America e oltre, siccome a ogni fuso dobbiamo mettere <strong>indietro</strong> di un’ora le lancette del nostro orologio, arriveremo sull’antimeridiano a mezzanotte fra venerdì e sabato: infatti, da Greenwich ore 12, dopo un fuso ore 11, dopo un altro ore 10, poi 9, 8, 7 ecc., arriviamo sull’antimeridiano alle ore 0 di sabato, o se volete alle 24 di venerdì.<br />
Procedendo invece <strong>verso est</strong>, cioè da Greenwich verso Russia, Giappone ecc., siccome a ogni fuso dobbiamo mettere le lancette del nostro orologio <strong>avanti</strong> di un’ora arriveremo sull’antimeridiano che sarà mezzanotte fra domenica e lunedì (infatti, partendo da Greenwich ore 12, dopo un fuso ore 13, dopo un altro ore 14, poi 15, 16, 17 ecc., arriviamo sull’antimeridiano alle ore 24 di sabato, o se volete le ore 0 di domenica). </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/11/time_zones_2-e1668957667841.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/11/time_zones_2-e1668957667841.jpg" alt="time_zones_2" width="400" height="521" class="alignleft size-full wp-image-4585" /></a>
<p>Notiamo quindi che questo “antimeridiano” ha una curiosa caratteristica, cioè separa due zone che hanno sì la stessa ora, ma <strong>date diverse</strong>. È quando passiamo questo meridiano che dobbiamo cambiare la data sul calendario, e infatti questo “antimeridiano” si chiama anche <strong>linea internazionale del cambiamento di data</strong>; come vediamo, questa linea a zigzag e stata tracciata in modo da evitare terre abitate altrimenti avremmo avuto territori che nello stesso momento avrebbero avuto giorni diversi creando, come è immaginabile, non pochi problemi; ciò risponde anche al perché nel 1884 venne scelto il meridiano passante da Greenwich come “meridiano fondamentale”: il suo opposto (la “linea del cambiamento di data”) passa infatti per l’Oceano Pacifico quindi per zone scarsamente popolate.</p>
<p>In pratica l’antimeridiano di Greenwich viene definito dalle longitudini +12h E (se i meridiani vengono contati andando verso est) oppure –12h W (se i meridiani vengono contati andando verso ovest). È possibile, data una qualsiasi ora di Greenwich (GMT, Greenwich Mean Time), trovare la simultanea ora che c’è sull’antimeridiano (TAm, Tempo Antimeridiano) utilizzando la seguente formula:<br />
TAm = GMT + Lh<br />
Se diamo a Lh i valori +12h o –12h si ottiene la stessa ora locale dell’antimeridiano ma con due date diverse.<br />
Esempio 1: qual è l’ora all’antimeridiano procedendo verso est (cioe da Greenwich andando verso la Russia) se a Greenwich sono le 18h 30m del 20 agosto?<br />
TAm = 18h 30 + (+12h 00m)<br />
18h 30m + 12h 00m = andando verso est<br />
30h 30m – 24h 00m = in eccesso<br />
06h 30m del 21 agosto<br />
Esempio 2: qual è l’ora all’antimeridiano procedendo verso ovest (cioe da Greenwich andando verso l’America) se a Greenwich sono le 18h 30m del 20 agosto?<br />
TAm = 18h 30 + (–12h 00m)<br />
18h 30m + –12h 00m = andando verso ovest<br />
06h 30m del 20 agosto</p>
<p>Quindi ai due lati di questo antimeridiano vi sono due date: la data maggiore appartiene alle località con longitudine est, mentre la data minore appartiene alle località con longitudine ovest.<br />
Ciò significa che se oltrepassiamo questa linea <strong>provenendo dall’America e andando verso l’Asia</strong>, cioè provenendo da luoghi a longitudine ovest per andare (oltrepassando la linea del cambiamento di data) verso luoghi a longitudine est, bisognerà <strong>aumentare</strong> di un giorno il nostro “diario di bordo”; viceversa, <strong>provenendo dall’Asia e andando verso l’America</strong>, cioè provenendo da luoghi a longitudine est per andare (oltrepassando la linea del cambiamento di data) verso luoghi a longitudine ovest, lo si dovrà <strong>diminuire</strong> di un giorno.</p>
<p>È quello che in pratica accadde al protagonista del libro “<em>Giro del mondo in 80 giorni</em>” di Jules Verne che aveva scommesso di compiere il giro del mondo in 80 giorni partendo da Londra e andando verso est. Al suo ritorno il suo diario di bordo segnava però 81 giorni (aveva annotato sul suo taccuino tutte le levate del Sole) ed era convinto di aver perso la scommessa; invece l’aveva vinta perché, a differenza dei suoi concittadini rimasti a Londra ad aspettarlo, aveva contato un giorno in più. </p>
<p>Nella realtà, ma in senso inverso, e quello che accadde ad Antonio Pigafetta e ai superstiti della spedizione Magellano che avevano fatto, in tre anni (1519-1522), il periplo del mondo viaggiando sempre verso ovest: quando nel loro ritorno approdarono a Capo Verde il giornale di bordo segnava mercoledì 9 luglio 1522, mentre in realtà quel giorno era giovedì 10 luglio 1522.</p>
<p>La questione suscitò negli astronomi dell’epoca numerosi e furibondi dibattiti, ma senza arrivarne a capo. La spiegazione venne poi trovata dallo storico e umanista Pietro Martire d’Anghiera (1457-1526).</p>
<p><br/><br />
Maggiori info nel mio &#8220;<em>Trattato tecnico di astrologia</em>&#8220;, Hoepli 2011.</p>
<hr/>
Foto di corredo: icsm.gov.au</p>
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		<title>L&#8217;asteroide (128) Nemesis</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2022 23:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono 150 anni oggi dalla scoperta dell’asteroide (128) Nemesis, avvistato il 25 novembre 1872 dall’astronomo James Craig Watson dall’Osservatorio di Ann Arbor, Michigan (e indipendentemente il 5 dicembre dello stesso anno da Alphonse Louis Nicolas Borrelly dall’Osservatorio di Marsiglia, Francia). Si trovava nella costellazione del Toro (ascensione retta 065° 43’, declinazione + 19° 33’, latitudine [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono 150 anni oggi dalla scoperta dell’asteroide <strong>(128) Nemesis</strong>, avvistato il 25 novembre 1872 dall’astronomo James Craig Watson dall’Osservatorio di Ann Arbor, Michigan<span id="more-4580"></span></p>
<p> (e indipendentemente il 5 dicembre dello stesso anno da Alphonse Louis Nicolas Borrelly dall’Osservatorio di Marsiglia, Francia). Si trovava nella costellazione del Toro (ascensione retta 065° 43’, declinazione + 19° 33’, latitudine – 01° 59’). Ha un periodo orbitale di 4,55 anni. Classificazione: fascia principale, famiglia Nemesis.</p>
<p><em>Il nome</em><br />
Nemesi, dal verbo <em>nemo</em>, “distribuire, ripartire secondo convenienza”, con il significato di “attribuzione per autorità legale”, era una dea primordiale, figlia di Oceano e della Notte. Era la dea della giustizia e della vendetta e perseguitava coloro che, baciati dalla fortuna, non facevano buon uso dei doni che avevano ricevuto in sorte, non aiutavano gli altri, chi stava peggio. In pratica, tormentava chi non rispettava le regole.</p>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta (25.11.1872) l’asteroide <strong>(128) Nemesis</strong> si trovava in moto retrogrado a 07° 11’ del Segno dei <strong>Gemelli</strong>, sul piede eclittico della stella <em>Aldebaran</em>, l’alfa Tauri (costellazione del Toro), il cui nome deriva da <em>al-dabarān</em> con il significato di “la seguente”, dovuto al fatto che segue nel cielo le Pleiadi; si trova sull’occhio destro del Toro, ha natura di Marte e conferisce onori, notorietà, solidi principi morali, eloquenza convincente, audacia, carattere ribelle, potere; era una dei quattro <em>Guardiani del Cielo</em> degli antichi astronomi-astrologi persiani (3000 a.C.), dominando sull’equinozio primaverile (le altre tre stelle reali erano <em>Antares</em>, <em>Regulus</em> e <em>Fomalhaut</em>).</p>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
Congiunzioni e aspetti dinamici dell’asteroide a elementi personali del Tema generano nei soggetti coinvolti il complesso del defraudato: così avremo l’inventore al quale non viene riconosciuta una sua invenzione, il musicista la cui canzone viene plagiata, lo sportivo al quale, per colpa di sviste dei giudici, viene negato il podio più alto, oppure, a livello più sottile e/o psicologico, colui che si sente defraudato di una parte dell’infanzia, castrato nelle proprie aspettative, voglie o desideri. Possiamo riscontrare anche inganni particolari, al limite del comico se non del tragico come, ad esempio, quello vissuto da <strong>John Wayne Bobbit</strong>, “defraudato” del proprio organo sessuale dalla moglie, da lei reciso con un colpo secco con un coltellone da cucina, nel cui Tema l’asteroide si trova in quadratura a Venere e a Marte.</p>
<p>Gli aspetti armonici indicano invece che le caratteristiche del pianeta in aspetto sono quelle per cui il soggetto è conosciuto e riconosciuto, sono la base del suo successo personale e sociale; diventano il regalo che Nemesi fa all&#8217;individuo, un dono che ovviamente dovrà assere rispettato e onorato altrimenti quelle stesse caratteristiche diverranno un terreno viscido sul quale sdrucciolerà facendosi male. Da considerare che qui la linea di demarcazione fra aspetti armonici e dinamici è molto sottile, gli effetti degli uni si confondono con quelli degli altri.</p>
<p>Per dare altri esempi, troviamo l’asteroide <strong>(128) Nemesis</strong> in Dodicesima Casa in congiunzione a Mercurio nel Tema dell’inventore <strong>Antonio Meucci</strong>, per più di un secolo defraudato del titolo di inventore del telefono e riconosciuto come tale solo l’11 giugno 2002 dal Congresso degli Stati Uniti d’America; è in trigono a Marte in Seconda Casa nel Tema del politico <strong>Bettino Craxi</strong>, costretto ad autoesiliarsi ad Hammamet per sfuggire alla magistratura a causa dello scandalo Mani Pulite; è esattamente congiunto alla Luna (fallimenti per questioni interne o familiari) nel Tema dell’ex presidente degli Stati Uniti <strong>Richard Nixon</strong>, travolto dallo scandalo Watergate; è sempre congiunto alla Luna (questioni familiari) nel Tema di Jacqui Smith, ministro inglese, che per colpa del marito che comprò film privati con fondi del governo (97 sterline) e di altre questioni legate ad acquisti impropri, si trovò costretta a lasciare l’incarico ministeriale nel giugno 2009; è in trigono a Venere e alla Luna Nera nel Tema di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, continuamente coinvolto in scandali “venusiani”.</p>
<p><br/><br />
(Maggiori info nel mio libro “<em>Dizionario degli Asteroidi</em>”, Capone 2012)<br />
NB. Per sapere dove avete <strong>(128) Nemesis</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
Foto: La Justice et la Vengeance divine poursuivant le crime, di Pierre Paul Prud&#8217;hon (1758-1823), Saint-Omer, Musée de l’Hôtel Sandelin, da: art.rmngp.fr/fr</p>
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		<title>Lo zodiaco di San Lorenzo a Firenze. Convegno</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2022 06:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[archeoastronomia]]></category>
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		<description><![CDATA[A Firenze, nella giornata di giovedì 20 ottobre 2022, il Museo Galileo (Piazza dei Giudici, 1) ospiterà, presso la Sala Maria Luisa Righini Bonelli, una giornata di studi dedicata a: &#8220;Gli emisferi celesti fiorentini: enigma astrale del Rinascimento&#8220;, organizzata congiuntamente con INAF &#8211; Osservatorio Astronomico di Roma e INAF &#8211; Osservatorio Astrofisico di Arcetri. MAGGIORI [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A Firenze, nella giornata di giovedì 20 ottobre 2022, il Museo Galileo (Piazza dei Giudici, 1) ospiterà, presso la Sala Maria Luisa Righini Bonelli, una giornata di studi dedicata a: &#8220;<em>Gli emisferi celesti fiorentini: enigma astrale del Rinascimento</em>&#8220;,<span id="more-4570"></span> organizzata congiuntamente con INAF &#8211; Osservatorio Astronomico di Roma e INAF &#8211; Osservatorio Astrofisico di Arcetri.</p>
<p>MAGGIORI INFO <a href="https://www.museogalileo.it/images/novita/2022/Flyer-Finale_INAF_SIA_Emisferi-Celesti__compressed.pdf" rel="noopener" target="_blank">QUI</a>.</p>
<p>La giornata di studi introduce il XXI convegno annuale della Società Italiana di Archeoastronomia “<em>Per la nobilitade del suo subietto e per la sua certezza</em>” che si terrà il 21 ottobre presso l’Accademia di Scienze e Lettere La Colombaria (via Sant’Egidio 23) e il giorno successivo, 22 ottobre, al Museo Galileo.</p>
<p>La giornata di studi si terrà a margine del XXI Convegno Nazionale della SIA (http://archeoastronomia.altervista.org/wp-content/uploads/2022/09/XXI-Convegno-SIA Firenze_Programma.pdf). </p>
<p>Tutte le sessioni saranno trasmesse in streaming live sul canale youtube dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma: https://www.youtube.com/channel/UC59BFATEZxZfa3660XRHSSQ</p>
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		<title>Cosimo de’ Medici il Vecchio, Paolo Toscanelli e l’astrologia</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2022 11:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel XV secolo – e ovviamente prima e anche dopo, almeno fino al XVII secolo – l’affidarsi all’astrologia ovvero lo stare dietro a certe “coincidenze astrali” non era un abdicare al libero arbitrio, alla volontà, alla ragione, anzi: era considerato un modo anche avveduto di uniformarsi alle Leggi della Natura, del Cielo, un mettersi in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel XV secolo – e ovviamente prima e anche dopo, almeno fino al XVII secolo – l’affidarsi all’astrologia ovvero lo stare dietro a certe “coincidenze astrali” non era un abdicare al libero arbitrio,<span id="more-4558"></span> alla volontà, alla ragione, anzi: era considerato un modo anche avveduto di <strong>uniformarsi</strong> alle <strong>Leggi della Natura</strong>, del Cielo, un mettersi in sintonia con i voleri del Creatore.</p>
<p>D’altronde l’astrologia era parte integrante della vita culturale, intellettuale, artistica e scientifica dell’epoca; certo essa era usata anche come mezzo per indagare il futuro ma questa riduzione a mero strumento predittivo veniva lasciata alla gente comune giacché l’erudito, l’intellettuale, il filosofo vedevano in essa una <strong>sapienza millenaria</strong> che celava al suo interno dei <strong>messaggi</strong> che se ben compresi potevano permettere all’essere umano di svelare quindi capire le Leggi del Creato.</p>
<p>Questo pensavano e di questo erano consapevoli. </p>
<p>E lo erano anche <strong>Cosimo de’ Medici il Vecchio</strong> (1389-1464), signore di Firenze, e l’astronomo, astrologo, matematico e cartografo fiorentino <strong>Paolo dal Pozzo Toscanelli</strong> (1397-1482), accomunati dallo stesso interesse per l’astrologia e con quest’ultimo che faceva da maestro al Medici nelle questioni astrali:</p>
<blockquote><p><em>S’egli</em> [Cosimo, N.d.A.] <em>era astrologo, egli n’aveva uno universale giudicio, per avere sempre praticato con maestro Pagolo [scil. Toscanelli] e con altri astrologi; in qualche cosa vi dava fede, e usavala in alcuna sua cosa</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p></blockquote>
<p>Questo interesse di Cosimo per tematiche ermetico-astrologiche è testimoniato anche da alcune tracce che troviamo sparse nei luoghi da lui frequentati.</p>
<p>Nel convento domenicano di <strong>San Marco a Firenze</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, che venne ampiamente ristrutturato dall’architetto fiorentino Michelozzo (1396-1472) su incarico proprio di Cosimo il Vecchio, le trentanove celle dei frati furono dipinte ognuna con affreschi eseguiti dal domenicano Beato Angelico (Guido di Pietro, 1395-1455) e dai suoi collaboratori (1439-1444); una di queste celle (la numero 39) era a disposizione di Cosimo, da lui utilizzata per ritirarsi a pregare e meditare; questa cella venne affrescata dal Beato Angelico insieme al pittore Benozzo Gozzoli (1420-1497) con l’<em>Adorazione dei Magi e Cristo in Pietà</em> (1442 circa); in questo affresco vediamo un personaggio con un <strong>cappello con punta rossa</strong> che tiene in mano un oggetto che certo non era comune nei dipinti dell’epoca relativi ai Magi: una <strong>sfera armillare</strong>, cioè uno strumento astronomico-astrologico che, tridimensionalmente, rappresentava con anelli metallici – armille – la sfera celeste con i suoi circoli: il meridiano, l’orizzonte, l’equatore celeste, i coluri equinoziali e solstiziali, la fascia dello zodiaco, l’eclittica.</p>
<p>Ebbene, quel personaggio con la sfera armillare in mano e così ben posizionato al centro dell’affresco, non potrebbe rappresentare lo stesso <strong>Cosimo</strong>? Ciò sarebbe un non tanto velato accenno ai suoi interessi astrologici. </p>
<p>Alla sua destra troviamo un uomo con <strong>barba lunga biforcuta</strong>: può rappresentare <strong>Giorgio Gemisto Pletone</strong> (1355-1452), il grande filosofo neoplatonico bizantino che, presente al <strong>Concilio di Firenze del 1439</strong> che doveva ricucire il secolare strappo fra Chiesa cattolica e Chiesa bizantina, introdusse e fece conoscere a Cosimo e agli intellettuali fiorentini le dottrine di <strong>Platone</strong>, viatico alla fondazione della ficiniana <strong>Accademia neoplatonica</strong>.</p>
<p>Ma il convento di San Marco era anche la sede della <strong>Compagnia dei Magi</strong> (o Compagnia della Stella), una confraternita di laici a carattere comunque religioso – e aggiungerei iniziatico – sorta nel 1390 e che dal 1436 era gestita e finanziata dallo stesso Cosimo: ogni tre anni (cinque dal 1447) la confraternita organizzava, il 6 gennaio, la “Cavalcata dei Magi”, ricca e sontuosa rievocazione per le strade cittadine dell’arrivo dei Magi al cospetto di Gesù, sfilata che vedeva la partecipazione di centinaia di persone sfarzosamente abbigliate e animali anche esotici. Non è escluso che questa rievocazione possa essere stata la facciata essoterica di un sodalizio che era sorto – o che Cosimo aveva così trasformato – per studiare e approfondire testi ermetici, alchemici e astrologici.</p>
<p>I Santi Re Magi, astronomi e astrologi, erano visti come rappresentanti e custodi di antichi saperi, come i patroni della scienza delle stelle, grandi maestri sapienziali.<br />
Possiamo altresì vederli collegati ai pianeti: <strong>Melchiorre</strong> (“Dio è Luce”), proveniente dalla Persia e che porta l’oro, è il <strong>Sole</strong>; <strong>Gasparre</strong> (“Maestro venerabile”), proveniente dall’India e che porta la mirra, è <strong>Saturno</strong>; <strong>Baldassarre</strong> (“Bel, proteggi il re”), proveniente dall’Arabia e che porta l’incenso, è <strong>Mercurio</strong>. </p>
<p>Altro luogo fiorentino nel quale erano di casa sia Cosimo sia Toscanelli – e non solo loro – era il monastero camaldolese di <strong>Santa Maria degli Angeli</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, costruito nel 1295 grazie alla volontà e a un cospicuo lascito del poeta e frate Gaudente Guittone d’Arezzo (1235-1294). All’epoca il responsabile del monastero era <strong>Ambrogio Traversari</strong> (1386-1439)<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, priore generale della congregazione camaldolese, grande figura di teologo, umanista, studioso delle antichità e del monachesimo greco: grazie a lui vi furono importanti traduzioni di classici greci, sia filosofici sia teologici. Santa Maria degli Angeli era anche una frequentatissima scuola di greco e latino e, grazie alla perizia dei suoi frati, il maggior punto di riferimento dell’arte miniatoria e calligrafica. </p>
<p>Ma non solo questo: i motivi che portavano Cosimo e Toscanelli e molti altri umanisti a frequentare questo luogo erano che Santa Maria degli Angeli – grazie proprio a Traversari – era diventato un prestigioso <strong>centro umanistico</strong>: infatti oltre a essere un monastero era anche e soprattutto un centro culturale dove gli intellettuali fiorentini si riunivano per discutere di filosofia, teologia, geografia, cosmologia, astrologia.</p>
<blockquote><p><em>Quanti uomini degni aveva la città in questo tempo, radi dì era che non andassino a visitare frate Ambrogio; ché nel tempo suo Firenze fioriva d’uomini degni. Nicolaio Nicoli, Cosimo de’ Medici, Lorenzo suo fratello, messer Carlo d’Arezzo, messer Gianozzo Manetti, maestro Pagolo [scil. Toscanelli], ser Ugolino, ser Filippo, radi dì era che non vi fussino</em><a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>.</p></blockquote>
<p>Alto esponente della cultura teologica fiorentina Traversari fu anche l’ispiratore e il protagonista del Concilio fiorentino del 1439 e attivo autore del Decreto che il 6 luglio 1439 sancì la riunione (purtroppo effimera) della Chiesa d’Oriente con la Chiesa di Roma.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] VESPASIANO DA BISTICCI, <em>Vite di uomini illustri del XV secolo</em>, Firenze, 1859. Barbèra, Bianchi e comp., Tipografi-Editori, via Faenza. 4765, pp. 258-259.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] A quel tempo il governo del convento era tenuto dal domenicano fiorentino Antonino Pierozzi (1389-1459), già vicario per l’Osservanza di tutta Italia e che diverrà poi (1446) arcivescovo di Firenze. Antonino Pierozzi venne proclamato santo il 31 maggio 1523: è uno dei santi più importanti di Firenze, compatrono della città gigliata insieme a San Zanobi, il grande vescovo fiorentino del V secolo. La loro memoria, a Firenze, cade il 10 maggio.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Sito in quella che oggi è via degli Alfani. Attualmente è sede della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Ambrogio Traversari nacque a Portico di Romagna proprio l’anno in cui il paese venne conquistato da Firenze diventando la capitale della Romagna Toscana.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] VESPASIANO DA BISTICCI, <em>cit.</em>, p. 241.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Nuova pubblicazione</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 10:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito il mio nuovo libro &#8220;MANUALE PRATICO DI ASTROLOGIA DELL&#8217;ANIMA&#8220;, Pagnini, 2022 Recensione e maggiori info qui.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/07/Libro_Anima-e1658465753894.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/07/Libro_Anima-e1658465753894.jpg" alt="Libro_Anima" width="200" height="285" class="alignleft size-full wp-image-4521" /></a>E&#8217; uscito il mio <strong>nuovo libro</strong> &#8220;<em>MANUALE PRATICO DI ASTROLOGIA DELL&#8217;ANIMA</em>&#8220;, Pagnini, 2022<br />
Recensione e maggiori info <a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" rel="noopener" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Dante Valente</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2022 09:05:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dante Valente ci ha lasciato. Oggi alle ore 11 alla Parrocchia San Giovanni Evangelista via Pavoni 10 a Milano i suoi funerali. Presidente del CIDA (Centro Italiano Discipline Astrologiche), è stato per decenni una figura centrale dell&#8217;Associazione. Ciao caro Dante, riposa in pace tra le tue stelle.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dante Valente ci ha lasciato.<br />
Oggi alle ore 11 alla Parrocchia San Giovanni Evangelista via Pavoni 10 a Milano i suoi funerali. Presidente del CIDA (Centro Italiano Discipline Astrologiche), è stato per decenni una figura centrale dell&#8217;Associazione.<br />
Ciao caro Dante, riposa in pace tra le tue stelle.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I libri di Renzo Baldini</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 12:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ascendente dell'Anima]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnica astrologica]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa pagina trovate l&#8217;elenco delle mie pubblicazioni. Ordini e acquisti possono essere fatti inviando la richiesta alla Casa editrice o tramite i vari store online. Foto: quadro a olio di Giovanni Baldini © MANUALE PRATICO DI ASTROLOGIA DELL&#8217;ANIMA di Renzo Baldini Pagnini Editore, Firenze, 2022 ISBN 978-88-8251-548-5 pagine 267 € 30,00 In questo libro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questa pagina trovate l&#8217;elenco delle mie pubblicazioni. Ordini e acquisti possono essere fatti inviando la richiesta alla Casa editrice o tramite i vari store online.<span id="more-597"></span></p>
<hr/>
<em>Foto: quadro a olio di Giovanni Baldini © </em></p>
<p><br/><br />
<br/></p>
<h5>MANUALE PRATICO DI ASTROLOGIA DELL&#8217;ANIMA</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Pagnini Editore, Firenze, 2022<br />
ISBN 978-88-8251-548-5<br />
pagine 267<br />
€ 30,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/07/Libro_Anima-e1658465753894.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/07/Libro_Anima-e1658465753894.jpg" alt="Libro_Anima" width="200" height="285" class="alignleft size-full wp-image-4521" /></a>In questo libro viene presentato un nuovo sistema di lettura del Tema natale dal lato dell’astrologia dell’anima, un procedimento da me elaborato e che utilizzo da anni nelle mie consulenze.<br />
In pratica vengono insegnate, passo dopo passo, tutte le tecniche per trovare da quale pianeta proviene la nostra anima, quale ricopre il ruolo di suo maestro spirituale, quale quello di guida terrena e quale quello che ne rappresenta il motivo dell’incarnazione, il tutto con la spiegazione dei vari significati pianeta per pianeta; ma anche come trovare la percentuale in noi dei quattro “ingredienti archetipici” (Spirito, Anima, Mente, Corpo) e come interpretarli; in quale giorno l’anima si è incarnata in noi; come costruire e come leggere il “Tema dell’anima”; e molto altro ancora.<br />
Buona parte dei libri da me scritti, da “<em>L’Ascendente dell’Anima</em>” a “<em>Le Parti Arabe</em>”, da “<em>La freccia del Sagittario</em>” a “<em>Nel segno della salute</em>”, nonostante appaiano slegati tra loro sono intimamente collegati da un <em>fil rouge</em> che li pone tutti come elementi di un “progetto” che era in nuce già da quando iniziai a interessarmi di astrologia (che poi è il motivo per cui me ne sono interessato): questo libro è la realizzazione di quel progetto.<br />
Un libro che parla della nostra anima, dei compiti che le sono stati assegnati in questa vita, di come conoscerla e come decifrarne i messaggi.<br />
Un’opera rivolta particolarmente a quanti sentono il bisogno di un’astrologia diversa, di una lettura più profonda del Tema natale.</p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> sui vari negozi online come <a href="https://www.ibs.it/manuale-pratico-di-astrologia-dell-libro-renzo-baldini/e/9788882515485" rel="noopener" target="_blank">IBS</a> oppure scrivendo direttamente all&#8217;editore Pagnini &#8211; <a href="mailto:sara@pagninifirenze.it" rel="noopener" target="_blank">sara@pagninifirenze.it</a> &#8211; spedizione gratuita come piego libro. <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" rel="noopener" target="_blank">www.pagninifirenze.it</a></p>
<p>*********************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>ASTROLOGIA ITALICA. Dal X al XVII secolo</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Pagnini Editore, Firenze, 2016<br />
ISBN 978-88-8251-451-8<br />
2 voll., pagine 951<br />
€ 75,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/06/Libro_astrologi2-e1466774396697.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/06/Libro_astrologi2-e1466774396697.jpg" alt="Libro_astrologi2" width="200" height="283" class="alignleft size-full wp-image-2722" /></a>Si tratta di un vero e proprio <strong>dizionario</strong>, dalla A alla Z, dove vengono presentati <strong>561 profili biografici e bibliografici</strong> di personalità, note e meno note, che nell’arco di tempo compreso tra il X e il XVII secolo si sono interessate di <strong>astrologia</strong>. E però <strong>non solo astrologi</strong> nel senso comunemente inteso oggi ma anche studiosi, letterati, uomini di scienza e religiosi che con le loro opere hanno fornito strumenti tecnici, teorici o filosofici utili alla materia.<br />
Verremo così a conoscere storie, vizi e virtù di quegli uomini e quelle donne che con le loro fatiche, le loro idee, i loro studi, i loro errori, le loro utopie hanno segnato la strada dell’astrologia italiana. </p>
<p>In pratica un “censimento astrologico” mai effettuato fin d’ora in Italia, un’opera originale che colma un vuoto letterario e che è stata scritta anche per dare “voce” a quei tanti, misconosciuti o poco ricordati, che tra mille difficoltà hanno contribuito in vario modo a far sì che l’astrologia proseguisse la sua strada fino ai giorni nostri.</p>
<p>L’opera è composta da <strong>due volumi</strong>: il primo comprende le voci dalla lettera A alla lettera L, il secondo quelle dalla lettera M alla lettera Z con in più un glossario dei termini tecnici utilizzati e la bibliografia relativa ai testi consultati.</p>
<p>Ringrazio qui pubblicamente quanti, dai direttori ai solerti bibliotecari, hanno dato una mano agevolando il lavoro e la ricerca nelle varie biblioteche d’Italia facendomi apprezzare una disponibilità e una umanità certo non scontata di questi tempi.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/05/Elenco_astrologi.pdf" target="_blank">Qui</a> l’elenco completo dei biografati.</p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> presso le migliori librerie o online dal sito dell&#8217;editore <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" target="_blank">Pagnini</a> (sconto 20%) o dai vari store online come <a href="https://www.ibs.it/astrologia-italica-dal-x-al-libro-renzo-baldini/e/9788882514518" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>. </p>
<p>***********************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>DIZIONARIO DEGLI ASTEROIDI</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Edizioni Librarie Federico Capone, Torino, 2012<br />
ISBN 978-88-89778-80-7<br />
15 x 21 brossura<br />
Pagine 374<br />
€ 29,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_asteroidi1-e1438700454407.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_asteroidi1-e1438700454407.jpg" alt="Libro_asteroidi" width="200" height="273" class="alignleft size-full wp-image-586" /></a>Dalla quarta di copertina: &#8220;[…] <em>L&#8217;opera, di notevole accuratezza, è il risultato di una lunga ricerca che illustra le caratteristiche astronomiche, mitologiche e astrologiche di 153 asteroidi, da Abante a Zeus. Qui si raccontano la storia e le gesta del personaggio mitologico associato al nome dell&#8217;asteroide che identificano le influenze caratteristiche di ogni piccolo corpo celeste: se avremo Dafne all&#8217;Ascendente, saremo dotati di coraggio, indipendenza affettiva e intellettuale; se sarà Prometeo a influenzarci saremo animati da un forte senso di giustizia, da idealismo ed entusiasmo. Di facile consultazione, da tenere a portata di mano, il manuale ci proietta fra il passato e il presente, in un dialogo che trasforma le vicende di &#8220;ieri&#8221; nei significati di &#8220;oggi&#8221;, per aggiungere ulteriori informazioni alla comprensione della personalità</em>&#8220;.</p>
<p>In pratica una vera e propria guida che, unica nel panorama editoriale astrologico europeo se non mondiale, aiuta a utilizzare gli asteroidi nell&#8217;interpretazione del Tema natale; sono infatti stati monitorati 153 asteroidi con nome mitologico ognuno dei quali è stato analizzato attraverso le seguenti voci:</p>
<p><strong>I dati astronomici<br />
Il nome mitologico<br />
La longitudine zodiacale<br />
Il Tema natale della scoperta<br />
La lettura astrologica.</strong><br />
<br/><br />
<em>Il lettore che avesse difficoltà a trovare la posizione dei propri asteroidi può contattarmi inviandomi i dati completi di nascita; sarà mia premura inviare in allegato tramite posta elettronica la lista completa delle posizioni zodiacali personali degli asteroidi presenti nel libro.</em><br />
<br/><br />
Il libro è <strong>acquistabile</strong> sui vari negozi online come IBS (cliccare <a href="https://www.ibs.it/dizionario-degli-asteroidi-astronomia-mitologia-libro-renzo-baldini/e/9788889778807?queryId=8c72d45413acb4920401c926cc747666" rel="noopener" target="_blank">qui</a>) oppure dal sito della Casa editrice <a href="https://www.omedizioni.it/dizionario-degli-asteroidi.html" rel="noopener" target="_blank">OM Edizioni</a>.</p>
<p>**********************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Hoepli Editore, Milano, 2011<br />
ISBN 978-88-203-4768-0<br />
17 x 24 rilegato<br />
Pagine XIV-577<br />
€ 39,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_tecnica1-e1438700883929.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_tecnica1-e1438700883929.jpg" alt="Libro_tecnica" width="200" height="290" class="alignleft size-full wp-image-595" /></a>
<p>In questo TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA vengono esposte in maniera lineare e funzionale le basi storiche, tecniche e metodologiche dell&#8217;antica &#8220;arte delle stelle&#8221;. Pensata e scritta non solo per lo studente o l&#8217;appassionato di astrologia, quest&#8217;opera, così come è strutturata e per ciò che essa contiene, rappresenta una novità nel panorama astrologico italiano e non solo. In modo completo eppure semplice e comprensibile vengono presentati, spiegati e quindi resi fruibili e operanti tutti gli strumenti che servono a chi desidera rendersi partecipe di quest&#8217;arte. I dodici capitoli che compongono il volume affrontano temi che si trovano sparsi in varie trattazioni, qui raccolti e approfonditi in un unico testo così da rendere più completo ed omogeneo l&#8217;approccio alla materia (vedi l&#8217;<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Indice_Trattato.pdf" target="_blank">indice completo</a>).</p>
<p>Un&#8217;opera diventata un <em>must</em> per gli appassionati e i professionisti dell&#8217;astrologia.</p>
<p><br/><br />
Il libro (<strong>anche in versione e-book</strong> &#8211; <a href="http://www.renzobaldini.it/e-book-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi</a>) è <strong>acquistabile</strong> sui vari negozi online come IBS (cliccare <a href="https://www.ibs.it/trattato-tecnico-di-astrologia-libro-renzo-baldini/e/9788820347680?queryId=6fc5dd4f2e7f7c90f7068125ec791b8" rel="noopener" target="_blank">qui</a>) o dal sito della Casa editrice <a href="http://www.hoepli.it/libro/trattato-tecnico-di-astrologia/9788820347680.html" target="_blank">Hoepli</a>.</p>
<p>************************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>SULLE ORIGINI DI SUBBIANO. Studio astronomico/astrologico sulle origini del paese di Subbiano nel Basso Casentino</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Pagnini Editore, Firenze, 2010<br />
ISBN 978-88-8251-341-2<br />
Pagine 117<br />
€ 13,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_subbiano1-e1438701239864.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_subbiano1-e1438701239864.jpg" alt="Libro_subbiano" width="200" height="277" class="alignleft size-full wp-image-594" /></a>Subbiano è un ridente borgo del basso Casentino situato sulla riva sinistra dell&#8217;Arno, a pochi chilometri da Arezzo. Tutte le tradizioni concordano sul fatto che il nome del paese derivi dalla locuzione latina &#8220;<em>Sub Jano conditum</em>&#8220;, cioè costruito da Giano o fondato sotto Giano, l&#8217;antico dio bifronte romano delle porte, dio del passato e del futuro, dio che dava inizio ad ogni condizione. Non vi sono elementi storici a suffragio del fatto che Subbiano possa essere stata una &#8220;città di fondazione&#8221;, cioè un sito fondato in un preciso momento con l&#8217;intento di farvi un nucleo abitativo; tuttavia l&#8217;Autore ritiene che il luogo in cui oggi sorge il paese abbia visto se non altro una sua &#8220;consacrazione&#8221; e per giunta doppia: una etrusca e una romana.<br />
Sappiamo che per i popoli antichi ogni azione sacra (la costruzione di un tempio, la fondazione di una città, l&#8217;apertura di una strada, ecc.) doveva essere eseguita in un preciso momento e soprattutto essere in sintonia con il cielo, fatta cioè sotto precise posizioni astrali che ne dovevano tutelare la nascita e il suo futuro.<br />
Questo studio, grazie proprio all&#8217;apporto dell&#8217;astronomia e dell&#8217;astrologia e alla conoscenza che abbiamo riguardo i parametri astronomici sotto cui gli antichi operavano in tali contesti, va nella direzione di scoprire quando possono essere avvenute queste consacrazioni, quindi in definitiva quando potrebbe essere nato ciò che oggi conosciamo come Subbiano, scoprendo in pratica il suo Oroscopo natale.</p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> presso le migliori librerie o online dal sito dell&#8217;editore <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" target="_blank">Pagnini</a> o dai vari store online come <a href="https://www.ibs.it/sulle-origini-di-subbiano-studio-libro-renzo-baldini/e/9788882513412" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>. </p>
<p>************************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>L&#8217;ASTROLOGIA DI GALILEO. LETTERA AI POSTERI</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Pagnini Editore, Firenze, 2009<br />
ISBN 978-88-8251-330-6<br />
Pagine 95<br />
€ 12,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_galileo1-e1438701426970.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_galileo1-e1438701426970.jpg" alt="Libro_galileo" width="200" height="289" class="alignleft size-full wp-image-589" /></a>&#8220;<em>Oggetto di questo libro è il rapporto che Galileo Galilei aveva con l&#8217;Astrologia. Cosa sappiamo? Che certo faceva oroscopi ma che, ufficialmente, non ci credeva. Punto. Ci può bastare? O meglio: è davvero così? &#8230; Quella che andrete a leggere è una &#8220;lettera immaginaria&#8221; di Galileo Galilei in cui espone le sue idee sull&#8217;Astrologia, o meglio, le avrebbe esposte se l&#8217;avesse scritta. Non l&#8217;ha fatto, e comunque a noi non ci è pervenuto nulla in merito. E allora? E allora mi sono immaginato Galileo che, dall&#8217;aldilà, oggi, nell&#8217;anno dedicato all&#8217;Astronomia, scrive a noi. Scrive di se stesso, della sua vita, dei suoi interrogativi, di come vedeva e vede l&#8217;Astrologia e gli astrologi&#8230;</em>&#8220;.<br />
Già da questi pochi accenni capiamo che l&#8217;Autore ci porterà in un viaggio denso di sorprese dove vicende reali faranno da sfondo ai dubbi e ai rapporti che un grande dell&#8217;umanità come Galileo Galilei ebbe con l&#8217;Astrologia. Troppo facile, forse, ridurre il suo aver compilato oroscopi al fatto che era continuamente subissato di richieste di denaro da parte di un po&#8217; tutti, altresì difficile credere che li facesse perché era un astrologo nel senso inteso oggi. Galileo non era astrologo. Questa è una verità. Ma Galileo si interessava di Astrologia, e anche questa è una verità. Se ne interessava a modo suo, con tutti i dubbi, le lacerazioni, la curiosità, i tentennamenti, le contraddizioni di un uomo che, da solo, stava lavorando per dare occhi all&#8217;umanità, per aprirle quel grande scrigno dei misteri, quel cielo fino ad allora considerato immutabile e incorruttibile. Un uomo di scienza e nel contempo un uomo di fede.</p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> presso le migliori librerie o online dal sito dell&#8217;editore <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" target="_blank">Pagnini</a> o dai vari store online come <a href="https://www.ibs.it/astrologia-di-galileo-lettere-ai-libro-renzo-baldini/e/9788882513306" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>.</p>
<p>************************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>IL CIELO SOPRA SCARPERIA. Indagine astronomico/astrologica sulle origini di Castel San Barnaba &#8220;in loco dicto la Scarperia&#8221;</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Pagnini Editore, Firenze, 2006<br />
ISBN 88-8251-231-2<br />
Pagine 111<br />
€ 12,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_scarperia1-e1438701580736.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_scarperia1-e1438701580736.jpg" alt="Libro_scarperia" width="200" height="291" class="alignleft size-full wp-image-593" /></a>Castel San Barnaba è l&#8217;antico nome di Scarperia, paese del Mugello in provincia di Firenze. Fondato nel 1306 dalla Repubblica fiorentina come avamposto del Comune di Firenze in territorio ghibellino. Oggi Scarperia è l&#8217;indiscussa capitale dei coltelli, i suoi artigiani sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Qui viene presentato l&#8217;Oroscopo di fondazione del paese, ripercorrendo poi le sue tappe storiche, sociali e produttive più importanti alla luce dell&#8217;Astronomia e dell&#8217;Astrologia. Il lavoro qui proposto va a scavare nel passato: così come con una ricerca araldica andiamo a cercare, indietro nel tempo, le nostre radici, i nostri eventuali antenati illustri, così con la ricerca astrologica andiamo a trovare quelle configurazioni astrali che hanno accompagnato nascita ed eventi di un paese o di una città, scoprendo così il suo &#8220;albero genealogico astrale&#8221;. Uno studio originale in cui storia, personaggi, astronomia, astrologia e mitologia si fondono per dare al lettore una visuale diversa, curiosa e stimolante, delle vicende occorse al paese. Questo lavoro nasce in occasione del 700° anniversario della fondazione di Scarperia.</p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> presso le migliori librerie o online dal sito dell&#8217;editore <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" target="_blank">Pagnini</a> o dai vari store online come <a href="https://www.ibs.it/cielo-sopra-scarperia-studio-astronomicoastrologico-libro-renzo-baldini/e/9788882512316" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>.</p>
<p>************************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>NEL SEGNO DELLA SALUTE. Guida alla decifrazione dell&#8217;Oroscopo in chiave medica</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Giampiero Pagnini Editore, Firenze, 2004<br />
ISBN 88-8251-182-0<br />
Pagine 319<br />
€ 22,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_salute1-e1438701828753.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_salute1-e1438701828753.jpg" alt="Libro_salute" width="200" height="283" class="alignleft size-full wp-image-592" /></a></p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> presso le migliori librerie o online dal sito dell&#8217;editore <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" target="_blank">Pagnini</a> o dai vari store online come <a href="https://www.ibs.it/nel-segno-della-salute-guida-libro-renzo-baldini/e/9788882511821" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>.</p>
<p><strong>Attenzione</strong>: <em>il libro, in data 20.08.2015, è uscito in versione <strong>E-book</strong>. La nuova edizione, riveduta, corretta e ampliata, vede <strong>rinnovati</strong> tutti gli esempi didattici a supporto dei casi clinici lì esposti, e in più ha un <strong>capitolo tutto nuovo</strong> relativo ad alcune <strong>patologie</strong> analizzate dal punto di vista astrologico (<a href="http://www.renzobaldini.it/e-book-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi e-book</a>).</em></p>
<p>************************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>LA FRECCIA DEL SAGITTARIO</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Pagnini e Martinelli Editori, Firenze, 2003<br />
ISBN 88-8251-147-2<br />
Pagine 119<br />
€ 15,50</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_freccia1-e1438701853849.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_freccia1-e1438701853849.jpg" alt="Libro_freccia" width="200" height="291" class="alignleft size-full wp-image-588" /></a>A dispetto del titolo, che può trarre in inganno, questo non è un libro sul Segno del Sagittario.<br />
Potremmo definirlo un libro di “cosmologia astrologica”.<br />
D’altronde la domanda che quest’opera si pone è: &#8220;<em>È possibile che nel simbolismo zodiacale sia raccontata la nascita della Vita sulla Terra?</em>&#8220;.<br />
In questo piccolo ma corposo lavoro l&#8217;Autore ci porta alla conoscenza dei significati storici, mitologici e astrologici degli Elementi (Fuoco, Terra, Aria, Acqua), dei Segni e dei Pianeti a essi associati. Scopriremo così che i quattro Elementi possono essere abbinati alle quattro parti in cui, secondo la tradizione esoterica, è composto l’essere umano, cioè Spirito, Corpo, Mente e Anima. Da qui scopriremo che i Segni di Fuoco possono rappresentare la “nascita” dello Spirito Creatore (Ariete), la sua “forma” (Leone), la sua “missione” (Sagittario); i Segni di Terra la comparsa dell&#8217;Uomo sul pianeta Terra; i Segni di Aria l&#8217;innesto, nella mente umana, della conoscenza quindi del dubbio; i Segni di Acqua la nascita dell&#8217;Anima.<br />
Conclude il libro un originale studio sulla relazione che i quattro Elementi hanno con le quattro Forze della Natura (Spazio, Tempo, Massa, Energia) e con le quattro Interazioni Fondamentali (Gravitazionale, Elettromagnetica, Nucleare forte, Nucleare debole).<br />
Un testo che si rivolge sia all&#8217;appassionato di Astrologia, che in esso troverà notizie e approfondimenti sul significato dei Segni e dei Pianeti, sia al professionista per spunti e intuizioni utili al suo lavoro.</p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> presso le migliori librerie o online dal sito dell&#8217;editore <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" target="_blank">Pagnini</a> o dai vari store online come <a href="https://www.ibs.it/freccia-del-sagittario-libro-renzo-baldini/e/9788882511470" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>.</p>
<p>************************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>LE PARTI ARABE</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Pagnini e Martinelli Editori, Firenze, 2001<br />
ISBN 88-8251-095-6<br />
Pagine 200<br />
€ 20,50</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_parti1-e1438701966642.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_parti1-e1438701966642.jpg" alt="Libro_parti" width="200" height="284" class="alignleft size-full wp-image-590" /></a>In questo libro, che può essere considerato unico nel suo genere nel panorama astrologico italiano, si espone un antico sistema interpretativo che si avvale dell’uso di punti sensibili ricavabili da un semplicissimo calcolo aritmetico. Questi punti, chiamati Parti Arabe (o Sorti, come anticamente erano denominate), non hanno avuto, ad eccezione del Punto di Fortuna e di pochi altri, quell’attenzione che invece meriterebbero. Si propone qui una ridefinizione del calcolo e della lettura di queste Parti così da permettere di avvicinarsi a questo strumento in maniera semplice e lineare. Oltre alla Parte di Fortuna e alla Parte del Sole (o di Spirito, come si è soliti oggi chiamarla), vengono qui prese in esame 24 Parti che vanno da quella dell’Arte a quella della Vita passando per le Parti dei Beni Immobili, Eredità, Fatalità, Figli, Incidenti, Lavoro, Madre, Malattia, Matrimonio, Morte, Successo, Viaggi, ecc., così da coprire le esigenze dell’astrologo moderno. Viene inoltre esposto un nuovo e suggestivo modo di utilizzare, nell’interpretazione, la Parte di Fortuna insieme a quella di Spirito, evidenziando in esse uno strumento che facilita la comprensione del processo evolutivo della persona. Di ognuna delle Parti viene spiegato il modo di calcolo, il perché e come si usa in un Tema Natale e in un Tema di Rivoluzione, il tutto corredato da ben 73 esempi. Chiude il libro una spiegazione sull’interpretazione della Parte di Matrimonio e della Parte di Malattia in tutti i Segni.</p>
<p><strong>Il libro è uscito anche in Germania per conto di Chiron Verlag</strong> (vedi recensione in <a href="http://www.renzobaldini.it/arabischen-punkte/" target="_blank">tedesco</a>)</p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> presso le migliori librerie o online dal sito dell&#8217;editore <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" target="_blank">Pagnini</a> o dai vari store online come <a href="https://www.ibs.it/parti-arabe-come-si-calcolano-libro-renzo-baldini/e/9788882510954" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>.</p>
<p>************************************************************************************************<br />
<br/></p>
<h5>IL VERTEX IN ASTROLOGIA. L&#8217;Ascendente dell&#8217;Anima e i disturbi di personalità</h5>
<p>di Renzo Baldini<br />
Pagnini Editoria, Firenze, 2023 (I edizione 1998)<br />
ISBN 978-88-8251-564-5<br />
Pagine 131<br />
€ 18,00</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/07/Vertex2-copertina_page-0001-e1689163039721.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2023/07/Vertex2-copertina_page-0001-e1689163039721.jpg" alt="Vertex2 copertina_page-0001" width="200" height="292" class="alignleft size-full wp-image-4664" /></a>Questa è la <strong>seconda edizione</strong> del mio libro <em>L’Ascendente dell’Anima. Il Punto Vertex in astrologia</em>, uscito nel 1998 e che qui viene integralmente riproposto con una <strong>nuova introduzione</strong>. Quel libro presentava per la <strong>prima volta</strong> alla comunità astrologica uno studio sistematico sul Vertex, elemento fino ad allora pressoché sconosciuto.<br />
Considerato a tutti gli effetti un “Ascendente complementare”, il Vertex viene qui indagato e studiato nell’ambito della <strong>psicologia del profondo</strong> e proposto come un elemento utile alla diagnosi dei “disturbi di personalità”.<br />
Scopriremo così qual è la nostra “personalità occulta”, quale pianeta permea la nostra struttura interiore, con quale archetipo la nostra personalità è in sintonia, il tutto esposto in maniera semplice e completa con tanto di spiegazioni su come trovare il proprio Vertex, i suoi significati nei Segni, nelle Case e negli aspetti planetari.<br />
Degno di nota l’abbinamento tra la posizione del Vertex nei Segni zodiacali e i vari disturbi di personalità ‒ dal borderline allo schizoide, dall’istrionico al narcisistico, ecc. ‒, col significato di ogni posizione. Non ultimo la spiegazione su come costruire il Tema Vertex che potrebbe essere definito come il “Tema dell’inconscio”.<br />
Completano il libro alcuni esempi esplicativi relativi a Temi di personaggi sia famosi sia tratti dal mio archivio personale.</p>
<p><strong>Il libro (la I edizione del 1998) è uscito anche in Germania per conto di Chiron Verlag</strong> (vedi recensione in <a href="http://www.renzobaldini.it/der-aszendent/" target="_blank">tedesco</a>)</p>
<p>Il libro è <strong>acquistabile</strong> presso le migliori librerie o online dal sito dell&#8217;editore <a href="http://www.pagninifirenze.it/contatti.html" target="_blank">Pagnini</a> o dai vari store online come <a href="https://www.ibs.it/vertex-in-astrologia-ascendente-dell-libro-renzo-baldini/e/9788882515645?queryId=0b6e24d3b1b72471a9f520e581c77909" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>.</p>
<p><br/></p>
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		<title>Giuliano Ristori  (1492 – 1556)</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2022 22:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carmelitano]]></category>
		<category><![CDATA[chiromanzia]]></category>
		<category><![CDATA[fisiognomica]]></category>
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		<description><![CDATA[Frate carmelitano della chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, padre provinciale dell’Ordine, matematico, astronomo e «astrologo peritissimo, e di gran fama», esperto in fisiognomica e chiromanzia, Giuliano Ristori nacque a Prato il 26 giugno 1492[1]. In alcuni testi, peraltro assai posteriori, viene citato come Iulianus Ristori de Buonamicis, legandolo così alla nobile casata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Frate carmelitano della chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, padre provinciale dell’Ordine, matematico, astronomo e «<em>astrologo peritissimo, e di gran fama</em>», esperto in fisiognomica e chiromanzia, Giuliano Ristori nacque a Prato il 26 giugno 1492<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<span id="more-4512"></span></p>
<p> In alcuni testi, peraltro assai posteriori, viene citato come Iulianus Ristori de Buonamicis, legandolo così alla nobile casata pratese dei Buonamici.. Ebbe tra i suoi discepoli, al quale profuse l’amore per l’astrologia, Francesco Giuntini.<br />
Nel maggio 1533 venne chiamato dal duca Alessandro de’ Medici, detto il Moro, affinché trovasse il giusto luogo per la costruzione della futura Fortezza da Basso a Firenze (Fortezza di San Giovanni Battista), opera progettata dell’architetto Antonio Cordini detto Antonio da Sangallo il Giovane ma che inizialmente il duca aveva dato a Michelangelo: il grande artista cortesemente rifiutò adducendo come scusa che purtroppo lui adesso era a disposizione del Papa.<br />
Fu poi lo stesso fra Ristori, coadiuvato dall’astrologo e costruttore di orologi Camillo Della Volpaia, a decidere <strong>astrologicamente</strong> il giorno e l’ora della posa della prima pietra: </p>
<blockquote><p><em>Ed in quest’anno</em> [1534, N.d.A] <em>addì XV. di Luglio in Mercoledi mattina a ore tredici, e minuti venticinque si pose la prima pietra della Fortezza, ch’è oggi dove anticamente era la Porta a Faenza, e gli si trovò a porla il Duca Alessandro con tutta la sua Corte, e vi si celebrò una messe solenne, e posesi con osservazione d’Astrologia, la quale fece Maestro Giuliano Buonamici da Prato Frate del Carmine, Astrologo in quei tempi peritissimo, e di gran fama</em> […]<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p></blockquote>
<p>Fra Ristori fu <strong>lettore di Astrologia</strong> allo Studio di Firenze (1539) e di Siena e quando il granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici riaprì lo Studio di Pisa (inaugurato il 1° novembre 1543) istituendovi anche la cattedra di Astrologia chiamò proprio Ristori a presiederla (dal 1545 al 1550).<br />
Come lettore di Astrologia aveva il compito di esporre la <em>Tetrábiblos</em> di Tolomeo, lezioni che poi venivano trascritte a uso e consumo degli studenti: di queste abbiamo, per esempio, &#8220;<em>Lectura super Ptolomei Quadripartitum reverendi ac eximii magistri Iuliani Ristorii Pratensis, per me Amerigum de Roncionibus dum eum publice legeret in almo Pisarum gimnasio currenti calamo collecta</em>&#8220;<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, trascrizione di una lezione tenuta a Pisa nel 1548 e registrata dal pratese Amerigo Roncioni che prendeva appunti mentre Ristori spiegava.</p>
<p>Fu autore di un commento sempre alla <em>Tetrábiblos</em> dal titolo: &#8220;<em>In Quadripartitum Ptolomaei expositio praeclara magistri Iuliani de Ristoriis Pratensis astrologiam profitentis in almo Studio Pisano, una cum quaestionibus, necnon observationibus comprobatis undique textus</em>&#8220;, che rimase però incompiuto data la sua morte e che venne poi terminato da Filippo Fantoni.<br />
Fu altresì autore di un commento all’<em>Almagesto</em> di Tolomeo, composto nel 1551.</p>
<p>Fra le altre sue opere troviamo anche dei <strong>pronostici</strong>, per esempio: &#8220;<em>Comento. Sopra le occurente Constellationi Generali &#038; Particulari del Anno Salutifero MDXXIX di maestro Giuliano Ristoro Theologo Carmelita da Prato</em>&#8220;<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, presumibilmente edito a Siena nel 1528.<br />
Abbiamo anche delle analisi su alcune geniture, per esempio: &#8220;<em>Prognostico sopra la genitura dello Ill.mo Cosimo de’ Medici Duca della R. P. Fior.na</em>&#8220;<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, che a differenza dei soliti pronostici spesso di poche pagine lo possiamo definire tranquillamente un libro contando più di cento pagine.<br />
Anche, citiamo l’oroscopo stilato per Matteo Botti, bibliofilo, collezionista d’arte e ambasciatore di Cosimo I.<br />
Abbiamo poi un testo di <strong>fisiognomica</strong> e <strong>chiromanzia</strong> dal titolo: &#8220;<em>Phisionomiae vultus et linearum manus</em>&#8220;.</p>
<p>Giuliano Ristori morì a Firenze il 7 dicembre 1556. Un suo busto si trova nel chiostro della chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, sotto il quale troviamo la seguente epigrafe: </p>
<p style="text-align: center;">IVLIANO  RISTORO  PRATENSI  CARMELITAE,  THEOLOGO<br />
SVO  PROVINCIALI  OPTIME  MERITO  LVGENTES<br />
CARMELITAE  POSVEERE,<br />
QVI  QVANTVM  IN  PHILOSOPHIA  AC  MATHEMATICIS<br />
DISCIPLINIS  OMNIBVS  PRAECIPVE  AVTEM  IN  ASTROLOGIA<br />
  VALVERIT,  NON  SENAE,  PISAE,  AC  FLORENTIA  TANTV,<br />
VBI  ANNIS  NON  MINVS  XX II<br />
PVBLICE  EST  PROFESSVS,  VERVM  TOTVS  TERRARVM<br />
ORBIS  AGNOVIT,  VIXIT  ANNIS  LXIIII<br />
 MENSIBVS  V  DIEBVS  XI  OBIIT  VII<br />
DECEMBRIS  M-D-LVI.</p>
<hr/>
Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Astrologia Italica</em>&#8221; (2016)</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Il Tema natale di Giuliano Ristori si trova nel trattato <em>Speculum Astrologiae</em> (Lione, 1573), scritto da Francesco Giuntini suo insigne allievo (<em>Francisci Iunctini…in duos posteriores Ptolemai Quadripartiti libros…</em> lib. III, cap. IV, pag. 172). Giuliano Ristori nacque il 25 giugno alle ore 19.44 P.M., cioè 19 ore e 44 minuti dopo il mezzogiorno locale del 25, corrispondente circa alle ore 07.47 locali del giorno dopo, il 26 giugno (a sua volta corrispondente al nostro 5 luglio, essendo la data natale ancora in calendario giuliano): l’Ascendente è a 22° 28’ Leone (22° 04’ a computer), il Sole è a 13° 16’ Cancro (13° 19’), la Luna è a 29° 12’ Cancro (29° 16’).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] BENEDETTO VARCHI, <em>Storia fiorentina. Nella quale principalmente si contengono l’ultime Revoluzioni della Repubblica Fiorentina, e lo Stabilimento del Principato nella Casa de’ Medici</em>, Appresso Pietro Martello, Colonia, 1721, p. 519<a href="#testo2">&uArr;</a>.<br />
<a name="nota3">[3] L’opera è presente nella Biblioteca Riccardiana di Firenze (collocazione: Ricc. 157).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] L’opera è presente nella Biblioteca Capitular y Colombina de Sevilla (collocazione: 12-1-15(32)).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] L’opera è presente nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (collocazione: Plut.89sup.034, ff. 133r-186r).<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Ritornata a casa un’opera di Nostradamus trafugata</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2022 21:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[manoscritto]]></category>
		<category><![CDATA[nostradamus]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla newsletter del sito web del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ricaviamo questa interessante notizia sul ritrovamento di un libro del XVI secolo sulle Centurie di Nostradamus : “All’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma &#8211; pool Tutela Patrimonio Artistico, i Carabinieri per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla newsletter del sito web del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ricaviamo questa interessante notizia sul ritrovamento di un libro del XVI secolo sulle Centurie di Nostradamus :</p>
<p><span id="more-4497"></span></p>
<p>“All’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma &#8211; pool Tutela Patrimonio Artistico, i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) hanno rimpatriato, dalla Germania, un antico manoscritto dell’astrologo francese Michel de Nostredame (1503-1566), più noto con lo pseudonimo di Nostradamus, trafugato in epoca imprecisata dalla Biblioteca Generalizia del Centro Studi Storici Barnabiti di Roma. Si tratta dell’opera in latino dal titolo “<em>Profetie di Michele Nostradamo</em>”. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/05/Nostradamus_-manoscritto-e1651946665597.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/05/Nostradamus_-manoscritto-e1651946665597.jpg" alt="Nostradamus_ manoscritto" width="400" height="300" class="alignleft size-full wp-image-4496" /></a>
<p>Le indagini sono state avviate dai Carabinieri della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, quando il volume è risultato in vendita presso una casa d’aste tedesca, che l’avrebbe posto all’incanto nei primi giorni di maggio dello scorso anno. Su una delle pagine del testo pubblicate sul sito della casa d’aste, è stata rilevata la presenza di un timbro della “<em>Biblioteca SS. Blasi Cairoli del Urbe</em>”, confluita, nel 1991, in quella Generalizia dei Padri Barnabiti. </p>
<p>Attraverso una richiesta di assistenza inoltrata dall’Autorità Giudiziaria italiana a quella tedesca, l’asta è stata bloccata e il volume è stato sequestrato e custodito presso gli uffici di Polizia di Stuttgart, in attesa del suo rimpatrio, agevolato attraverso uno strumento di cooperazione europeo tra il Ministero della Cultura italiano e l’omologo tedesco.<br />
Il volume è stato restituito nella mattina odierna, al responsabile della Biblioteca, Padre Rodrigo Alfonso Nilo Palominos”.</p>
<p>Che dire? i Padri Barnabiti saranno certo contenti di riaverlo dopo ben 15 anni dal suo trafugamento (ed essere passato prima per un mercatino di libri usati a Parigi poi in un mercatino di Karlsruhe), un po&#8217; meno colui che voleva acquistarlo.</p>
<hr/>
La foto del libro è tratta dalla newsletter del sito web del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT)</p>
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		<title>Reincarnazione: sì o no?</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2022 21:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[“dico uomini le anime che si servono dei corpi” (Origene, Princ. IV 2,7) Il tema è certo complesso e non è questa la sede per dotte disquisizioni che rischierebbero di essere solo delle ripetizioni di quanto è stato scritto e detto su questo affascinante e nel contempo insidioso e scivoloso argomento. Molte religioni e dottrine [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>dico uomini le anime che si servono dei corpi</em>”<br />
(Origene, <em>Princ</em>. IV 2,7)<span id="more-4487"></span></p>
<p>Il tema è certo complesso e non è questa la sede per dotte disquisizioni che rischierebbero di essere solo delle ripetizioni di quanto è stato scritto e detto su questo affascinante e nel contempo insidioso e scivoloso argomento.<br />
Molte religioni e dottrine esoteriche, filosofiche e soprattutto teosofiche parlano di reincarnazione o metempsicosi intesa come <strong>trasmigrazione dell’anima da un corpo a un altro</strong> per arrivare, esistenza dopo esistenza, a evolversi spiritualmente affrancandosi così dalla materia raggiungendo poi l’illuminazione.<br />
Il corpo umano diventa quindi un involucro fisico in cui l’anima entra e che la stessa “usa” per fare alcune esperienze formative utili alla propria evoluzione. Qui tratto di questo.</p>
<p>Era poi credenza, presso gli Antichi, che le anime abitassero sui <strong>pianeti</strong>, chiamate poi a incarnarsi nella forma umana: così vi erano anime che provenivano da Mercurio e per questo aventi un carattere mercuriale; altre da Venere quindi con carattere venusiano; ecc., ecc. </p>
<p>Alcuni mi hanno chiesto come possa essere comprensibile il concetto della trasmigrazione, specie considerando che se il corpo è un involucro e poi l’anima se ne va in un altro corpo allora quella non è più la “mia” anima perché poi diverrà l’anima di un altro individuo e prima di me sarà stata l’anima di qualcun altro ancora; oppure sono “io” che vado di corpo in corpo: ma allora chi è questo “io”? Vediamo di rispondere a questi interrogativi andando a vedere, in modo molto semplice, il viaggio quindi l’esperienza di un’anima seguendo questi concetti. Ripeto: niente di dotto ma un’esposizione semplice e tranquilla su alcune curiosità e ipotesi in merito allo svolgimento di queste incarnazioni. Vediamo quindi il “viaggio” di un’anima. </p>
<p>Supponiamo che un’anima che abita su Marte ‒ o altro pianeta che volete ‒ venga chiamata per la prima volta a incarnarsi ed entri nel corpo di una persona che definiamo con la lettera “A”. L’anima fa la sua brava esperienza e dopo mettiamo ottant’anni la persona “A” muore e l’anima se ne torna a casa su Marte in attesa di essere nuovamente chiamata. Dopo un tot di tempo (che alcune correnti religiose dicono durare anche solo un istante) le viene chiesto di incarnarsi nuovamente e lo fa entrando nel corpo di un’altra persona che chiameremo “B”. Anche qui, dopo mettiamo settant’anni, la persona “B” muore e l’anima se ne torna nuovamente al suo pianeta. Dopo un po’ di tempo, altro giro e altra corsa: l’anima entra nel corpo di un’altra persona, il soggetto “C”, poi questo muore e l’anima ritorna, fino alla prossima incarnazione, a casa sua. E via così.<br />
Ogni incarnazione è un’esperienza che l’anima fa, tutto finalizzato alla propria evoluzione. Ed ecco che viene nuovamente chiamata a incarnarsi e lo fa nel corpo di, mettiamo, mio padre, che si chiamava Otello. Mio padre è morto nel 1993. Quest’anima, che ha vissuto la sua ennesima esperienza terrena come mio padre, alla morte della persona se ne ritorna sul suo pianeta in attesa della prossima chiamata. Ammettiamo ora che questa chiamata le sia stata fatta subito dopo la morte del corpo fisico di mio padre, quindi nel 1993, e ammettiamo che in quell’anno l’anima si reincarni in un soggetto che chiameremo John Smith e che abita negli Stati Uniti d’America. Oggi questo John Smith ha quindi ventinove anni.<br />
Ammettiamo che io, ora, voglia <strong>parlare a mio padre</strong>; certo, è morto, ma parlo alla sua anima: capita spesso e penso un po’ a tutti, anche a chi non crede all’anima; quante volte chiediamo, mentalmente, aiuto ai nostri genitori defunti “parlando” con loro, chiedendo un consiglio? Credo venga spontaneo. Quindi io ora cerco di parlare all’anima di mio padre. Ma al tempo. L’anima adesso è dentro John Smith. Se io cerco di “collegarmi” con mio padre, con chi mi sto connettendo? Con la sua anima? E se per caso anche i nipoti del soggetto “C” volessero connettersi con l’anima del loro parente, e magari anche i pronipoti del soggetto “B”, tutti noi a chi ci stiamo rivolgendo? Io a mio padre e gli altri al loro avo? Ma l’anima è una e ha vissuto le proprie esperienze evolutive come soggetto “A” poi “B” poi “C” poi come mio padre e adesso come John Smith. Io mi rivolgo a mio padre o a chi? Magari questo John Smith sta camminando per strada per i fatti suoi ignaro che l’anima che ha dentro …si sta connettendo con i parenti delle sue passate incarnazioni! Pare buffo, no? </p>
<p>Faccio un altro esempio.<br />
Un’anima viene chiamata a incarnarsi per la prima volta ed entra nel corpo di una persona che sarà poi conosciuta come Alessandro Magno. Dopo qualche secolo questa stessa anima si incarna nel corpo di Giulio Cesare. Passano altri secoli e quest’anima si reincarna nel corpo di Napoleone. È la stessa anima che prima ha vissuto come Alessandro Magno poi come Giulio Cesare e poi come Napoleone ‒ qui non sto inventando niente: ci sono teorie reincarnazioniste che dicono che Napoleone era la reincarnazione di Giulio Cesare che a sua volta era la reincarnazione di Alessandro Magno.</p>
<p>Ammettiamo ora che in questo momento sulla Terra si svolgano, contemporaneamente, <strong>tre sedute spiritiche</strong>: una in Australia, una in Italia e una in Canada; contemporaneamente vuol dire nello stesso momento, nello stesso istante. In Australia vogliono mettersi in contatto con Alessandro Magno: “<em>Anima di Alessandro Magno, se ci sei batti un colpo…</em>”, in Italia con Giulio Cesare e in Canada con Napoleone. L’anima è la stessa ed è una. Con chi entra in contatto quest’anima? Con tutte e tre le sedute spiritiche contemporaneamente? </p>
<p>Per capire come possa essere possibile questo cioè come l’anima possa contemporaneamente parlare con più persone ed essere per tutte solo l’anima di quel soggetto da loro evocato faccio un esempio usando una metafora.<br />
Tutti noi abbiamo un computer e tutti noi conosciamo le “cartelle” o directory, cioè quei “contenitori” che ci permettono di raggruppare in essi dei “file” o documenti, cartella che viene rappresentata da un’icona gialla a forma proprio di cartella. Ebbene, la cartella altro non è che l’anima nella sua interezza e totalità. Quindi abbiamo una cartella denominata “ANIMA_X”. Ogni volta che l’anima fa la sua brava esperienza terrena viene creato un file relativo a questa esperienza che viene inserito in questa cartella; così, ritornando all’esempio iniziale, aprendola troveremo un file denominato “001_soggetto A”, un altro denominato “002_soggetto B”, un altro ancora denominato “003_soggetto C”, un altro denominato “004_Otello” e poi quando sarà morto anche un file denominato “005_John Smith”, ecc. Quando io cerco di mettermi in contatto con mio padre si apre sì la cartella “ANIMA_X” ma si attiva solo il file “004_Otello” mentre gli altri rimangono chiusi o dormienti.<br />
Nelle sedute spiritiche di cui sopra, quando in Australia chiamano l’anima di Alessandro Magno si attiva il file “Alessandro Magno”, mentre si apre il file “Giulio Cesare” per i partecipanti alla seduta in Italia e il file “Napoleone” per quelli canadesi. Ma l’anima è la stessa.</p>
<p>In questo modo viene fatto salvo il perché una stessa anima possa essere invocata da più soggetti senza questo creare cortocircuiti comunicativi o intasamenti sulla “linea telefonica” con l’aldilà. E anche come quell’anima sia nel contempo Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone ed eventuali altri “involucri” da lei vissuti in passato. </p>
<p>Ecco che quando diciamo “io”, quell’io che parla è <strong>l’anima</strong> ed è quindi l’anima che può a buon diritto dire che prima era Alessandro Magno poi ha vissuto come Giulio Cesare e poi come Napoleone. Stessa cosa per l’anima che prima ha vissuto come soggetto A, poi B, poi C, poi come mio padre e adesso come John Smith. Una sola, la stessa, ma con dentro le esperienze formative fatte nei vari corpi. </p>
<p>Mi rendo conto che quanto detto appaia come un fumetto ma è l’unico modo per spiegare ciò che succede in termini comprensibili. Ve l’ho messa giù in modo molto banale ma è stato fatto per tradurre e far comprendere in modo semplice un qualcosa che semplice non è.</p>
<p>Ma ci sono anche coloro che dicono che la <strong>reincarnazione non esiste</strong>, come la <strong>religione cristiana</strong>.<br />
Ecco a questo proposito le parole di Giovanni Paolo II nella sua Lettera Apostolica “<em>Tertio Millennio Adveniente</em>” (II, 9, 1994).</p>
<blockquote><p><em>Alcuni hanno immaginato varie forme di reincarnazione: in dipendenza da come egli ha vissuto nel corso dell’esistenza precedente, si troverebbe a sperimentare una nuova esistenza più nobile o più umile, fino a raggiungere la piena purificazione. Questa credenza, molto radicata in alcune religioni orientali, sta ad indicare, tra l’altro, che l’uomo non intende rassegnarsi alla irrevocabilità della morte. È convinto della propria natura essenzialmente spirituale ed immortale.<br />
La rivelazione cristiana esclude la reincarnazione e parla di un compimento che l’uomo è chiamato a realizzare nel corso di un’unica esistenza sulla terra.</em></p></blockquote>
<p>Quindi qui c’è una sola vita e basta. Non ci si reincarna. In tal senso quando il corpo muore l’anima va in quel luogo chiamato Paradiso (se è stata giusta) e lì rimane in attesa del Giudizio Universale e del ricongiungimento col corpo che aveva. In questo caso quell’anima è l’anima della persona defunta: è sua, personale, individuale, non c’è un’anima che via via assume corpi fisici diversi ma una sola anima, una per ogni essere vivente. Quindi nel momento in cui desidero “parlare” a mio padre io sto veramente rivolgendomi a lui ovvero alla sua anima che è sua, è lui, non è un’anima-condominio dove è necessario suonare il campanello giusto per parlare col condomino in questione.</p>
<p>Certo in questo caso, cioè in assenza di reincarnazioni, la cosa ‒ la vita ‒ si fa maledettamente difficile: e se la ciambella non ti riesce subito col buco? Purtroppo non ti viene data un’altra possibilità. Hai chiuso. Se c’è una vita sola devi darti da fare per rigare dritto in questa vita. Nella “Lettera agli Ebrei” (I sec. d.C.), attribuita a Paolo di Tarso ma di autore ignoto, si legge: «<em>E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio</em> […]» (9, 27). Quindi si vive e si muore una volta sola.</p>
<p>Ma perché, allora, c’è chi nasce a <strong>Buckingham Palace</strong> e chi su un <strong>barcone di migranti</strong> al largo delle coste di Lampedusa? Perché Dio già dalla nascita dà <strong>buone chances</strong> a uno e impone <strong>sofferenze</strong> a un altro? Se c’è una vita sola e da quella dipende se alla fine ti salvi o non ti salvi, allora facci partire tutti <strong>uguali</strong>, dai a tutti gli stessi “talenti” poi si vedrà e vinca il migliore. Eh no! Nella parabola dei talenti il padrone, partendo per un viaggio, dà a un suo schiavo cinque talenti, a un altro ne dà due e a un altro ancora uno solo; quando poi ritorna chiede cosa ne hanno fatto: i primi due li hanno investiti e hanno ricavato il doppio di quanto avevano ricevuto e per questo vengono premiati, ma l’ultimo, che ne aveva ricevuto uno solo, per paura di perderlo lo aveva sotterrato e al ritorno del padrone gli presenta lo stesso scarno talento che aveva prima e così il padrone lo castiga. </p>
<p>Quindi c’è chi parte in questa vita da Buckingham Palace quindi già avvantaggiato ovvero con cinque talenti in tasca e chi da un barcone di migranti a cui è stato dato un solo talento. È ovvio che chi ne ha ricevuti cinque può anche spenderne due per bere e divertirsi visto che poi gliene rimangono sempre altri tre da far fruttare; ma quello che ne ha ricevuto uno solo? Deve far fruttare quello e non può permettersi altro quindi ha un lavoro più duro degli altri. </p>
<p>Ma perché il padrone non ha dato a tutti lo stesso numero di talenti? Perché è partito già con questa discriminazione? Perché ha dato più chances a uno e meno a un altro? È qui che, per i suoi fautori, entra in campo la reincarnazione: per rispondere a queste domande.</p>
<p>In definitiva cosa è meglio credere? O anche: cosa è più logico o giusto per voi? Reincarnazione sì o reincarnazione no?</p>
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		<title>Dio o&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 22:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ci ha creati? O anche: chi ha creato il mondo in cui stiamo? Per molti la risposta è ovvia: Dio. Ma è giusta? Per chi crede sì, ma credere non sempre equivale a vero, a reale; a volte sì, è così, ma a volte no. E allora? Allora proviamo a vedere se riusciamo ad [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ci ha creati? O anche: chi ha creato il mondo in cui stiamo? Per molti la risposta è ovvia: Dio. Ma è giusta? Per chi crede sì, ma credere non sempre equivale a vero, a reale; a volte sì, è così, ma a volte no. E allora? Allora proviamo a vedere se riusciamo ad azzardare qualche “ipotesi” <strong>alternativo-fantastica</strong>, così, tanto per distrarci un po’. La prendo però alla larga.</p>
<p> <span id="more-4476"></span></p>
<p>Nei tempi antichi e fino a Copernico l’essere umano considerava la Terra al centro dell’universo: Sole, Luna, pianeti e stelle giravano tutti intorno a noi. </p>
<p>Certo il dubbio che non fosse così era già balenato a vari studiosi, per esempio ad Aristarco di Samo (III sec. a.C.) e non solo, però quello che gli antichi vedevano e che anche noi oggi vediamo è il Sole muoversi in cielo mentre noi facciamo esperienza di stare fermi. È una constatazione, è un fatto, è conforme a ciò che quotidianamente vediamo: noi ci sentiamo fermi e vediamo il Sole che si muove (visione geocentrica); noi tutti sperimentiamo questa situazione quindi se i nostri occhi vedono questo vuol dire che questa è la realtà quindi la verità. Punto. </p>
<p>Certo è che gli esseri umani per spiegare il movimento dei corpi celesti in questa visione geocentrica hanno dovuto fare i salti mortali, arrampicarsi sugli specchi: non sto a entrare in concetti troppo tecnici ma per far sì che il movimento dei pianeti con le loro irregolarità e quello delle stelle risultasse comprensibile si è dovuto far ricorso fino a 33 <em>epicicli</em> (le circonferenze dove si svolgono i moti degli astri) i cui centri ruotavano a loro volta intorno alla Terra su altre circonferenze dette <em>deferenti</em>. Senza parlare degli <em>equanti</em>, punti ipotetici decentrati all’interno degli <em>eccentrici</em>. E qui mi fermo. </p>
<p>Complicato, certo, ma d’altronde l’esperienza che facevano gli antichi e che anche noi oggi facciamo è proprio quella di vedere il Sole muoversi e noi fermi: perché non devo credere a quello che vedo? Se vedo il Sole muoversi è ovvio che è lui che cammina, mica io.<br />
Ma c’è sempre un ma.</p>
<p>Se faccio finta che al centro del nostro sistema non ci siamo noi ma il Sole e che i pianeti compreso la Terra gli ruotino intorno (con la Terra che gira su se stessa), il disegno viene più elegante, se così posso dire, i calcoli più semplici, con buona pace degli equanti. Tutto torna e tutto quadra. </p>
<p>Quindi nonostante noi si veda il Sole muoversi e girare intorno a noi ciò non è vero, è un’illusione perché a muoversi siamo noi. E poi noi non siamo al centro del sistema perché noi e gli altri pianeti ruotiamo tutti intorno al Sole: è lui che sta al centro (eliocentrismo, appunto). E ce n’è voluto per capirlo e farlo accettare perché questo andava contro ciò che tutti i giorni sperimentiamo. Quindi la verità non è quella che vediamo; i nostri sensi ci ingannano.</p>
<p>A questo punto ritorniamo a noi e alla domanda iniziale, domanda che poi ne pone molte altre, ad esempio una che spesso ci facciamo quando accade qualcosa di orrendo, quando c’è una guerra che miete vittime innocenti, magari dei bambini: come può Dio permettere l’uccisione di persone innocenti, di bambini; perché accade questo? Come può Dio permettere il <strong>male</strong>? Quante volte ci siamo fatti queste domande? E non troviamo la risposta se non dicendo che la volontà di Dio è imperscrutabile, che non conosciamo i suoi disegni, ecc., ecc. </p>
<p>Ma anche qui ci arrampichiamo sugli specchi, siamo costretti a mettere in campo tante ipotesi, a fare dei giri mentali teologico-filosofici incredibili per cercare di trovare una risposta che abbia un senso a situazioni che un senso per noi non ce l’hanno. Come con il geocentrismo: teorie su teorie, alcune anche strampalate, pur di far quadrare il cerchio, quando invece bastava cambiare prospettiva.</p>
<p>E come cambiare prospettiva all’interno di quelle domande iniziali? Semplice: basta fare come quando abbiamo scalzato la Terra dal centro mettendoci il Sole ovvero dobbiamo abbandonare l’idea che sia stato Dio a crearci e a creare questo mondo e metterci… il <strong>Diavolo</strong>. E tutto torna, tutto quadra. Il male che non si riesce a debellare? Le guerre? Gli assassinii? La stupidità umana? La povertà? Le ingiustizie? Certo, tutto torna, tutto quadra. È ovvio che sia così se siamo in un mondo creato dal Diavolo. Quindi cambiamo prospettiva: questo mondo non l’ha creato Dio ma il Diavolo. Ecco la risposta alle ingiustizie e alle cattiverie umane. La soluzione più semplice è spesso quella giusta.</p>
<p>Certo, qualcuno potrà obiettare che in questo mondo luciferino nascono però anche persone buone, oneste, sante. E allora? Va bene lo stesso perché anche al Diavolo qualcosa sfugge, non tutte le ciambelle gli riescono col buco ‒ e poi sappiamo che fa le pentole ma non i coperchi‒ , e poi non dimentichiamo che era un angelo, seppur decaduto: qualche pagliuzza di bontà gli sarà pur rimasta e ogni tanto gli potranno venir fuori esseri umani che non sono proprio quello che lui voleva, ogni tanto un San Francesco o una Madre Teresa gli possono sfuggire ma sono un granello di sabbia nell’immensità della cattiveria umana.</p>
<p>Ecco, se pensiamo che questo mondo è stato fatto dal Diavolo e non da Dio, se pensiamo che Adamo ed Eva ‒ che sgarrarono subito appena messi nell’Eden, figuratevi! ‒ sono un parto della mente maligna del Diavolo, tutto torna, tutto quadra.</p>
<p>Certo possiamo vedere il tutto anche in altro modo: come detto in un mio precedente post (<a href="http://www.renzobaldini.it/ma-siamo-normali/" rel="noopener" target="_blank">vedi</a>) Adamo ed Eva possono essere visti anche come un <strong>esperimento</strong> di Dio <strong>riuscito male</strong>, venuti male, nati quindi con delle <strong>tare</strong> e per questo buttati fuori dall’Eden oppure che Dio voleva buttarli nella <strong>pattumiera</strong> ma che il Diavolo, subito intervenuto, gli avesse chiesto di darli a lui (“<em>Tanto se li devi buttare…</em>”), e noi qui, regalati al Diavolo quindi ora merce sua. E ci meravigliamo ancora delle nefandezze umane? Ci chiediamo ancora come queste possano accadere?</p>
<p>Che si sia un esperimento di Dio non riuscito bene ‒ quindi con delle tare innate che ci spingono verso il male ‒ o che si sia creature costruite direttamente dal Diavolo, il risultato cambia poco. Condannati, quindi? No di certo, chi vuole può salvarsi. D’altronde come detto il Diavolo era un angelo, era il “portatore di Luce” ‒ Lucifero ‒, e pur sconfitto dall’arcangelo Michele ha ancora dentro di sé una <strong>scintilla divina</strong>. Non è facile trovarla ma c’è. Ovviamente anche noi ce l’abbiamo ‒ sia che si sia creature del Diavolo che, a maggior ragione, di Dio ‒ e chi la trova, chi la corrobora, la fortifica, la difende, la tiene accesa nonostante tutto, si salverà. Cercatevela e buona vita a tutti.</p>
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		<title>Marcelle Senard (1879-1971)</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 22:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marcelle [Marceline] Senard, esoterista e astrologa francese, nacque il 2 aprile 1879 alle ore 7.00 a Sedan ma la sua famiglia era originaria della Borgogna. Suo padre, il conte Jules Senard, era un commerciante di vini a Beaune (la capitale dei vini della Borgogna) e gestiva una tenuta vinicola che aveva messo su ad Aloxe-Corton. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Marcelle [Marceline] Senard, esoterista e astrologa francese, nacque il 2 aprile 1879 alle ore 7.00 a Sedan ma la sua famiglia era originaria della Borgogna. <span id="more-4467"></span></p>
<p>Suo padre, il conte Jules Senard, era un commerciante di vini a Beaune (la capitale dei vini della Borgogna) e gestiva una tenuta vinicola che aveva messo su ad Aloxe-Corton. Abitavano il castello di Cussigny, vicino al villaggio di Corgoloin.</p>
<p>Di temperamento libero e ribelle riuscì ben presto a emanciparsi dall’istruzione scolastica conventuale di una piccola cittadina costringendo quasi i genitori a lasciarla libera di spaziare e girare il mondo (Luna in Leone in Quarta Casa opposta a Marte in Decima e quadrata a Nettuno in Dodicesima; Mercurio in esatto trigono a Urano). </p>
<p>Fece studi linguistici e per qualche tempo lavorò come traduttrice. </p>
<p>Allo scoppio della guerra nel 1914 si dette da fare organizzando e contribuendo ad attrezzare un nuovo ospedale a Nevers, a sud di Parigi (Venere congiunta a Nettuno in Dodicesima Casa), dove rimase per un anno come direttrice e segretaria finché, esausta per il lavoro incessante, si trovò costretta a rinunciare all’incarico. </p>
<p>Interessatasi sin da giovane di esoterismo, teosofia, psicologia, religione, mitologia, astrologia, si trovò a frequentare e collaborare con varie personalità dedite a queste discipline ricevendo ma soprattutto dando nuove idee e nuovi impulsi agli studi e alle ricerche esoteriche. </p>
<p>Nel 1948 scrisse un’opera dove racchiuse tutto ciò che sapeva e sentiva in ambito astrologico e non solo: “<em>Le zodiaque; clef de l’ontologie appliqué à la psychologie</em>” uscito in doppia edizione in Francia (Éditions de la Colonne Vendôme, Paris) e in Svizzera (F. Roth &#038; C., Éditeurs, Lausanne). </p>
<p>Opera certamente da leggere, è stata tradotta in italiano in due volumi: il primo, dove vengono trattati i Segni dall’Ariete alla Vergine, dal titolo “<em>Lo zodiaco applicato alla psicologia</em>”, è uscito, a cura e con traduzione di Antonino Anzaldi, nel 1986 per Manilio Basaia Editore, Roma; il secondo volume, con lo stesso titolo e sempre a cura di Antonino Anzaldi, tratta i Segni dalla Bilancia ai Pesci ed è uscito nel 1989 per le edizioni ECIG di Genova.</p>
<p>Marceline Senard morì in Svizzera nel 1971.</p>
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		<title>Attacco Ucraina</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2022 07:47:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’attacco della Russia all’Ucraina è iniziato il 24 febbraio 2022 alle ore 05.00. In quel momento il Punto di Morte si trovava a 22° Scorpione, congiunto al MC del Tema dell&#8217;attacco (21° Scorpione) e soprattutto congiunto al MC della carta natale dell’Ucraina (20° Scorpione; vedi sotto). Plutone (signore del Punto di Morte) era a 27° [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’attacco della Russia all’Ucraina è iniziato il 24 febbraio 2022 alle ore 05.00. <span id="more-4454"></span></p>
<p>In quel momento il Punto di Morte si trovava a 22° Scorpione, congiunto al MC del Tema dell&#8217;attacco (21° Scorpione) e soprattutto congiunto al MC della carta natale dell’Ucraina (20° Scorpione; vedi sotto).<br />
Plutone (signore del Punto di Morte) era a 27° Capricorno: faccio notare, <em>en passant</em>, che nella carta natale degli USA Plutone è a 27° Capricorno.<br />
Il 3 marzo 2022 Marte e Plutone si congiungono a 27° Capricorno. Un bello scenario, non c’è che dire. Speriamo bene. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/02/Ucraina-e1645945172549.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2022/02/Ucraina-e1645945172549.jpg" alt="Ucraina" width="600" height="525" class="aligncenter size-full wp-image-4453" /></a></p>
<hr/>
Foto da: eurosport.it</p>
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		<title>Lorne E. Johndro (1882-1951) e il Vertex</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2022 23:34:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[140 anni fa, il 30 gennaio 1882 alle ore 00.30, nasceva a Franklin Center, Quebec, Canada, l’astrologo Lorne Edward Johndro. Era ingegnere elettronico radiofonico e insegnava matematica e fisica. Iniziò a interessarsi di astrologia nel 1903. Johndro aveva un approccio scientifico all’astrologia ed era interessato alle ricerche sui campi elettromagnetici e ai rapporti che questi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>140 anni fa, il 30 gennaio 1882 alle ore 00.30, nasceva a Franklin Center, Quebec, Canada, l’astrologo Lorne Edward Johndro. Era ingegnere elettronico radiofonico e insegnava matematica e fisica. Iniziò a interessarsi di astrologia nel 1903.
<p/> <span id="more-4441"></span></p>
<p>Johndro aveva un approccio <strong>scientifico</strong> all’astrologia ed era interessato alle ricerche sui <strong>campi elettromagnetici</strong> e ai rapporti che questi potevano avere con l’astrologia: seguendo le indicazioni dell’inventore e fisico serbo <strong>Nikola Tesla</strong> (1856-1943) sul potenziale elettrico terrestre e facendo affidamento sui suoi studi di ingegneria elettronica, Johndro concepì l’astrologia come un insieme di forze legate a <strong>gravità</strong> (G), <strong>elettricità</strong> (E) e <strong>magnetismo</strong> (M).
<p/>
<p>Insieme a un altro studioso, l’astrologo americano sideralista <strong>Charles Jayne</strong> (1911-1985), conosciuto per corrispondenza (i due non si incontrarono mai), anche lui con lo stesso approccio scientifico alla materia, si misero a scambiarsi informazioni e teorie in special modo su quella del <strong>GEM</strong>; concordi, arrivarono alla conclusione (1929) che l’asse <strong>Medio Cielo/Fondo Cielo</strong> fosse correlato alla <strong>gravità</strong> (G) mentre l’asse <strong>Ascendente/Discendente</strong> al <strong>magnetismo</strong> (M); mancava all’appello un asse <strong>elettrico</strong> (E) che venne da loro visualizzato nei punti in cui l’eclittica incrocia il Primo Verticale, chiamati da loro <strong>Vertex</strong> e <strong>Antivertex</strong>.
<p/>
<p>In pratica il <strong>Vertex</strong> era visto come un <strong>Ascendente complementare</strong> a quello tradizionale, dando a quest’ultimo connotazioni “magnetiche” e al Vertex connotazioni “elettriche” e considerando l’Ascendente tradizionale legato al <strong>libero arbitrio</strong>, il Vertex al <strong>destino</strong>.
<p/>
<p>Johndro ha scritto due importanti libri: “<em>Stars: How and Where They Influence</em>” (1929) e “<em>The Earth in the Heavens: Ruling Degrees of Cities, How to Find and Use Them</em>” (1929). I suoi studi sono anche stati utilizzati per arrivare a mettere dei punti fermi sui concetti di <strong>Spazio Locale</strong> e <strong>Astrocartografia</strong>. Purtroppo Johndro non ha avuto, in vita, quei riconoscimenti che invece si aspettava e si meritava.
<p/>
<p>È morto suicida l’11 novembre 1951 alle ore 17.10 a San Diego (CA), mezz’ora dopo la morte di sua moglie.
<p/>
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		<title>Astrologia ed entanglement</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 13:03:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Discorso certamente conosciuto da chi è addentro alla materia ma forse non tanto da chi ne è ai margini; spinto da alcune richieste in merito cerco di spiegare il tutto in modo molto semplice. Il termine entanglement (dall’inglese to entangle, impigliare, intrecciare), o più propriamente entanglement quantistico, venne coniato dal fisico austriaco Erwin Schrödinger (1887-1961) [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Discorso certamente conosciuto da chi è addentro alla materia ma forse non tanto da chi ne è ai margini; spinto da alcune richieste in merito cerco di spiegare il tutto in modo molto semplice.</p>
<p><span id="more-4445"></span></p>
<p>Il termine <em>entanglement</em> (dall’inglese to entangle, impigliare, intrecciare), o più propriamente <em>entanglement quantistico</em>, venne coniato dal fisico austriaco <strong>Erwin Schrödinger</strong> (1887-1961) in un suo articolo pubblicato sulla rivista “<em>Mathematical Proceedings</em>” (volume 31, numero 4, ottobre 1935) della Cambridge Philosophical Society dal titolo: “<em>Discussion of Probability Relations between Sparated Systems</em>”.<br />
Cosa scriveva in questo articolo? Detto in termini molto succinti e semplicistici (mi scuso con gli addetti ai lavori), se prendiamo due <strong>particelle</strong> che hanno avuto un <strong>rapporto</strong> tra loro e poi le <strong>separiamo</strong> distanziandole anche anni luce, nel momento in cui noi agiamo su una di esse anche l’altra, <strong>istantaneamente</strong>, ne verrà influenzata. Ecco l’<em>entanglement</em>, l’intreccio. In termini più leggeri: se faccio il solletico a una, ridono tutte e due!</p>
<p>Che c’entra questo con l’astrologia?<br />
Immaginate che le due particelle di cui sopra, che erano state insieme e poi sono state separate, siano una <strong>noi</strong> e una i <strong>pianeti</strong>, le stelle, ecc.; noi siamo figli di questo universo, fatti della stessa materia ed energia, come lo sono i pianeti, le stelle, le galassie; all’inizio della storia dell’universo tutto questo era ammassato in un <strong>unico punto</strong>, quindi stelle, pianeti, galassie erano, per ritornare all’esempio, le due particelle ancora unite tra loro; poi avvenne il cosiddetto <strong>Big Bang</strong> e tutto si separò andando ognuno ‒ stelle, pianeti, galassie ‒ a occupare un proprio posto lontano anni luce dagli altri; nonostante ciò, nonostante tali distanze, sono ancora, come le due particelle di cui sopra, <strong>collegati</strong> tra loro, e se agisco su uno di questi istantaneamente anche gli altri si sentono agiti. </p>
<p>Questo per dire che fra noi esseri umani, le stelle e i pianeti esiste questa “<em>connessione quantistica</em>” che ci lega tutti assieme, quindi, per l’astrologia, non è un discorso di mera “influenza” planetaria che ci muove a suo piacimento come tante marionette derubate del loro libero arbitrio, perché non si tratta di “influenza” come infantilmente molti pensano: quando una persona nasce, siccome nasciamo tutti in un preciso istante e in un preciso posto, questa persona è <strong>collegata</strong> a quell’istante e a quel posto e in quell’istante i pianeti e le stelle saranno anche loro in un certo punto, quindi noi collegati a loro e loro collegati a noi: un tutt’uno quantistico, potremmo dire; ricordate? se agisco su una anche l’altra si sente agita, quindi la posizione spazio-temporale che io occupo alla nascita è in “simpatia” con la posizione che stelle e pianeti hanno in quel momento, tutti insieme collegati, abbracciati, intrecciati: io “sono” loro e loro “sono” me.</p>
<p>L’astrologia non fa altro che studiare queste “connessioni” sapendo che fra noi e tutto ciò che è scaturito dal Big Bang c’è una <strong>parentela</strong>, siamo la stessa “cosa” perché eravamo un tutt’uno: come le due particelle che pur allontanate a grandezze enormi l’una dall’altra sono sempre intimamente tra loro un tutt’uno.<br />
In pratica quando io nasco sono in simpatia, sono imparentato, sono in connessione, sono un tutt’uno con la posizione delle stelle e dei pianeti di quel momento: studiando quindi la posizione dei pianeti e delle stelle di quel momento in pratica sto studiando me stesso. Mi sto guardando allo specchio. Non è magia o superstizione. È semplicemente astrologia.</p>
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		<title>L’asteroide (5145) Pholus</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2022 23:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono trent’anni oggi dalla scoperta dell’asteroide (5145) Pholus, avvistato il 9 gennaio 1992 dall’astronomo David Lincoln Rabinowitz nell’ambito del programma Spacewatch (Osservatorio di Kitt Peak), un progetto dell’Università dell’Arizona volto allo studio e alla scoperta di asteroidi e comete. Si trovava nella costellazione del Cancro (ascensione retta 122° 49’, declinazione + 19° 58’, latitudine – [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono trent’anni oggi dalla scoperta dell’asteroide <strong>(5145) Pholus</strong>, avvistato il 9 gennaio 1992 dall’astronomo David Lincoln Rabinowitz nell’ambito del programma Spacewatch (Osservatorio di Kitt Peak), un progetto dell’Università dell’Arizona volto allo studio e alla scoperta di asteroidi e comete.<span id="more-4438"></span></p>
<p> Si trovava nella costellazione del Cancro (ascensione retta 122° 49’, declinazione + 19° 58’, latitudine – 00° 02’). Ha un periodo orbitale di 92,35 anni. Classificazione: asteroide Centauro. (5145) Pholus ha un’orbita molto eccentrica, con un perielio che rasenta l’orbita di Saturno e un afelio che lo porta fino all’orbita di Nettuno.
<p/>
<p/><em>Il nome</em><br />
Folo era un Centauro, figlio di Sileno e di una Ninfa dei frassini. A differenza di tutti i Centauri, descritti come brutali e rozzi, Folo (insieme a Chirone) era buono, ospitale, esperto in medicina e lettura delle stelle. Era il vignaiolo dei Centauri. Un giorno ospitò Eracle mentre questi era intento alla caccia al cinghiale di Erimanto; lo rifocillò e gli diede da bere; ma appena aperta la giara che conteneva il vino, l’odore dello stesso attirò i Centauri delle montagne che inebriati accorsero con furia nella grotta di Folo cercando di rubargli il rosso nettare; subito partì una dura battaglia dove Eracle sterminò tutti i Centauri; disgraziatamente, però, mentre Folo era intento a seppellire i suoi fratelli, inavvertitamente si punse con una freccia intinta nel veleno dell’Idra che Eracle aveva usato per uccidere i Centauri, e morì. Eracle, rattristato, gli dette degna sepoltura.
<p/>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta (09.01.1992) l’asteroide <strong>(5145) Pholus</strong> si trovava in moto retrogrado a 00° 37’ del Segno del <strong>Leone</strong>. Nel cielo si trovavano le congiunzioni <strong>Sole/Nettuno</strong> e <strong>Mercurio/Marte</strong>, e il trigono <strong>Giove/Urano</strong>.
<p/>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
Il fatto di orbitare da Saturno fino al di là di Nettuno porta l’asteroide ad essere legato alle caratteristiche di questi due pianeti, un oscillare, se così si può dire, dalla serietà, grevità, razionalità, dovere dell’uno, alla nebulosità, confusione, idealismo, emozioni dell’altro. Possiamo dire che <strong>(5145) Pholus</strong>, in posizione importante all’interno di un Tema (congiunto agli angoli o a pianeti personali), evidenzia un’inclinazione per <strong>temi sociali</strong> o <strong>politici</strong> approcciati però con piglio <strong>moraleggiante</strong> e/o con pensieri e azioni <strong>contraddittorie</strong>, a volte radicalizzanti; forte la <strong>critica</strong> ai tabù e miti della società (ovviamente la più o meno incisività di tale approccio dipenderà dall’insieme del Tema; consideriamo poi che gli aspetti armonici vanno ad addolcire un po’ il tutto). Possiamo legare a questo asteroide anche una certa sensitività.<br />
Ad esempio, vediamo l’asteroide in congiunzione al Sole nel Tema del cantante <strong>Adriano Celentano</strong>, famoso anche per le sue polemiche e crociate ecologiste; è congiunto al Medio Cielo nel Tema di <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, la cui critica ai tabù e miti della società borghese gli procurò forti antipatie così come altrettanto forti consensi; è sempre congiunto al Medio Cielo nel Tema dello scrittore <strong>Giovannino Guareschi</strong>, autore di Peppone e don Camillo, il cui turbolento rapporto con la politica e con il potere andava di pari passo con la sua sanguigna ironia; è congiunto a Venere nel Tema della scrittrice <strong>Susanna Tamaro</strong>, spesso soggetta a critiche per le sue prese di posizione su vari temi sociali; è congiunto alla Luna nel Tema di <strong>Lee Harvey Oswald</strong>, l’assassino di John Kennedy; è congiunto a Mercurio nel Tema di <strong>Vincenzo Muccioli</strong>, fondatore della Comunità di San Patrignano per il recupero dei tossicodipendenti. Tutte figure il cui operato è stato, quando più quando meno, soggetto a discordanti interpretazioni e opposte valutazioni.
<p/>
<br/><br />
(Maggiori info nel mio libro “<em>Dizionario degli Asteroidi</em>”, Capone 2012)</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(5145) Pholus</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
Foto: Ercole che uccide i centauri &#8211; Charles Le Brun (1619-1690)<br />
Da: https://www.greeklegendsandmyths.com/pholus.html</p>
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		<title>Dante tra scienza e poesia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2021 16:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[dante alighieri]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
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		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terrà a Firenze, a Palazzo Pitti, una interessante mostra su Dante. Qui sotto il comunicato del Museo Galileo di Firenze. In occasione delle celebrazioni dantesche (2021) il Museo Galileo rinnova la collaborazione con Gallerie degli Uffizi per la mostra &#8220;Dall’Inferno all’Empireo. Il mondo di Dante tra scienza e poesia&#8220;, ospitata a Palazzo Pitti dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà a Firenze, a Palazzo Pitti, una interessante mostra su Dante. <span id="more-4432"></span></p>
<p>Qui sotto il comunicato del Museo Galileo di Firenze.</p>
<p>In occasione delle celebrazioni dantesche (2021) il <strong>Museo Galileo</strong> rinnova la collaborazione con <strong>Gallerie degli Uffizi</strong> per la mostra &#8220;<em>Dall’Inferno all’Empireo. Il mondo di Dante tra scienza e poesia</em>&#8220;, ospitata a <strong>Palazzo Pitti dal 14 dicembre 2021 al 6 marzo 2022</strong>.<br />
Prendendo spunto dalle lezioni accademiche di Galileo sulla misura e il sito dell’Inferno dantesco – dove lo scienziato definiva il poeta “corografo e architetto” – la mostra inquadra le competenze scientifiche di Dante nella cultura del suo tempo, tracciando il profilo del poeta come medico, abbachista, ‘geologo’ e cosmografo.<br />
Le sezioni della mostra replicano idealmente la tripartizione della Commedia. Le <strong>opere originali</strong>, che includono manoscritti, opere a stampa, disegni, incisioni, mappe del mondo e strumenti scientifici, sono affiancate da grandi modelli tridimensionali, <strong>proiezioni multimediali immersive</strong> e facsimili ad alta definizione.<br />
La mostra, corredata da un <strong>catalogo illustrato</strong> e da un sito web dedicato, si avvale del patrocinio e del sostegno del “Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri”.</p>
<p><a href="https://mostre.museogalileo.it/dante/index.php/it/" rel="noopener" target="_blank">Visita il sito web della mostra</a>.</p>
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		<title>Le galassie sono un cervello di anime</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2021 16:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando iniziai a interessarmi di astrologia ‒ ero ancora un ragazzetto ‒ mi colpì la somiglianza fra il glifo del Segno del Cancro e la forma che hanno le galassie, specie quelle a spirale o anche quelle barrate come la nostra. La prima associazione che feci fu quella di pensare che se il Cancro simboleggia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando iniziai a interessarmi di astrologia ‒ ero ancora un ragazzetto ‒ mi colpì la somiglianza fra il glifo del Segno del <strong>Cancro</strong> e la forma che hanno le <strong>galassie</strong>, specie quelle a spirale o anche quelle barrate come la nostra. <span id="more-4428"></span></p>
<p>La prima associazione che feci fu quella di pensare che se il Cancro simboleggia la <strong>culla della vita</strong> allora anche le galassie potevano esserlo. Mi visualizzai quindi la galassia con i suoi miliardi di stelle e la vidi come un grande <strong>organismo vivente</strong> con le stelle tutte collegate tra loro da tanti “fili energetici”, ognuna pulsando e facendo scorrere all’interno di questi “fili” un “sangue” che alimentava la galassia e che quindi “ci” alimentava; una rete di vene e arterie, insomma; da lì il passo che mi portò a vedere le galassie come un grande cervello fu assai breve, e allora quella “rete circolatoria” si trasformò in una “rete neuronale”. </p>
<p>È con mia grande sorpresa che giorni fa, girovagando in Internet, vengo a conoscenza di uno studio che illustra proprio questo!<br />
Si tratta di una ricerca che è stata pubblicata sulla rivista <em>Frontiers in Physics</em> il 16 novembre 2020 dal titolo “<em>Il confronto quantitativo tra la rete neuronale e la rete cosmica</em>”; gli autori sono Franco Vazza del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Bologna, e Alberto Feletti del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Scienze Motorie dell’Università di Verona. Qui l’<em>Abstract</em> dell’articolo:</p>
<blockquote><p><em>Indaghiamo le somiglianze tra due dei sistemi più impegnativi e complessi in Natura: la rete di cellule neuronali nel cervello umano e la rete cosmica di galassie. Esploriamo le proprietà strutturali, morfologiche, di rete e la capacità di memoria di questi due affascinanti sistemi, con un approccio quantitativo. Per avere un’analisi omogenea di entrambi i sistemi, la nostra procedura non considera la vera connettività neurale ma un’approssimazione di essa, basata sulla semplice prossimità. L’allettante grado di somiglianza che la nostra analisi rivela sembra suggerire che l’auto-organizzazione di entrambi i sistemi complessi è probabilmente modellata da principi simili di dinamiche di rete, nonostante le scale e i processi radicalmente diversi in gioco</em>.<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> </p></blockquote>
<p>Il mio interesse per l’astrologia e comunque il mio approccio a essa partì quand’ero ragazzo dal bisogno di dare una risposta ai tanti perché legati al “chi siamo-perché ci siamo-dove andiamo” il che fa capire che ciò che mi fece entrare nel mondo dell’astrologia era ‒ ed è ‒ un interesse <strong>filosofico-spirituale</strong>, convinto di trovarvi in essa se non la risposta almeno qualche indizio utile per arrivarci; è per questo che oggi e oramai da tanti anni lavoro, con un mio metodo, in quella che si chiama “astrologia dell’anima”.</p>
<p>Detto questo, si può pensare che le galassie siano come dei <strong>grandi cervelli</strong> e che le stelle siano come dei <strong>neuroni</strong>; i neuroni sono cellule nervose che fanno parte del sistema nervoso e che si trovano nell’encefalo e nel midollo spinale; da questi neuroni partono dei prolungamenti, dei “fili”, che si chiamano dendriti e assoni: i primi ricevono i messaggi che arrivano dagli altri neuroni mentre i secondi trasmettono i messaggi agli altri neuroni. Ecco, le stelle, collegate tra loro da invisibili “dendriti” e “assoni”, fanno lo stesso, inviando/ricevendo linfa vitale a tutta la galassia che vive grazie a questa rete. E lo stesso fanno le galassie, anch’esse come tanti neuroni che permettono lo scambio di informazioni fra tutte loro così da dare vita all’universo. E lo stesso fanno gli universi, anch’essi come tanti neuroni che aiutano gli scambi informativo-energetici fra di loro dando così vita al Grande Tutto o Uno.</p>
<p>Ma meglio ancora si può pensare che le galassie siano come delle <strong>Grandi Anime</strong> e che il “circuito neuronale” delle loro stelle serva a inviare non solo informazioni ai vari sistemi planetari che in esse si trovano ma a inserire in essi dei “pezzetti energetici di galassia” cioè dei frammenti di questa Grande Anima; se prendiamo ad esempio la nostra Galassia e andiamo sul nostro sistema solare, dove al momento la vita è sulla Terra, questi frammenti della Grande Anima Galassia ‒ che poi sono le anime di tutti noi ‒ vanno a inserirsi sui suoi pianeti per poi da lì partire per incarnarsi qui sulla Terra e tutto questo serve alla vita della Galassia quindi alla vita dell’Uno: in pratica possiamo vedere gli esseri umani ‒ o qualsiasi altro essere vivente di altri sistemi ‒ come degli operai che lavorano al servizio della Galassia, un po’ come delle formiche ognuna delle quali ha il compito di salvaguardare il formicaio per lasciarlo poi ad altre formiche. In pratica la Galassia vive grazie a noi e noi grazie a lei. </p>
<p>L’anima che è dentro di noi è una <strong>spora</strong> che il “Grande Albero Galassia” manda in giro per poter vivere. </p>
<p>La Galassia è un <strong>essere vivente</strong> ‒ e non è un’immagine simbolica, una metafora, ma intendo proprio dire che è <strong>realmente</strong> una “cosa” viva, che respira ‒, come fosse un grande animale: immaginate un enorme polpo che respira, che pulsa, che muove i suoi tentacoli, un polpo le cui cellule, nervi, vasi sanguigni, ecc. sono le stelle, i pianeti e le loro interazioni energetiche. </p>
<p>La Galassia possiamo anche vederla come un <strong>grande polmone</strong> che si contrae e si dilata inspirando/espirando gas, polvere stellare, con ciò creando nuove stelle, nuovi pianeti, autoalimentandosi. </p>
<p>La Galassia è una <strong>grande ruota</strong> che gira vorticosamente e dalla quale, in virtù di questa sua tremenda rotazione, si “staccano” dei frammenti ‒ le <strong>anime</strong> per la sua parte <strong>spirituale</strong> e le <strong>meteoriti</strong> per la sua parte <strong>fisica</strong> ‒ che vanno a inseminare la vita in ogni suo angolo. </p>
<p>Potremmo vedere la Galassia come lo <strong>Spirito Creatore</strong>, come il <strong>Motore Intelligente</strong>: quello che noi chiamiamo Dio è forse la Galassia? Per certi versi sì. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Potete leggere l’articolo qui: <a href="https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphy.2020.525731/full" rel="noopener" target="_blank">https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphy.2020.525731/full</a><a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
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		<title>Gli anni climaterici</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2021 12:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
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		<description><![CDATA[Il termine “climaterio”, in astrologia, indica quei periodi critici di passaggio nella vita umana che l’antica medicina astrologica faceva coincidere con ogni settimo anno. La parola deriva dal latino clīmactērĭcus cioè critico, a sua volta dal greco κλιμακτήρ, scalino, come se una persona, in quegli anni, facesse un gradino in giù nella propria scala della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine “climaterio”, in astrologia, indica quei periodi <strong>critici</strong> di passaggio nella vita umana che l’antica medicina astrologica faceva coincidere con ogni <strong>settimo anno</strong>.<span id="more-4411"></span></p>
<p> La parola deriva dal latino <em>clīmactērĭcus</em> cioè critico, a sua volta dal greco <em>κλιμακτήρ</em>, scalino, come se una persona, in quegli anni, facesse un gradino in giù nella propria scala della salute psicofisica.</p>
<p>Il criterio che sta alla base di questo sistema deriva dal fatto che la Luna dopo sette giorni dalla nascita di una persona si trova a essere in quadratura con la sua posizione natale ma anche dal fatto che sette era il numero di Saturno ‒ il Grande Malefico dell’antichità ‒, il settimo pianeta, l’ultimo conosciuto dagli Antichi ovvero il Guardiano della Soglia.<br />
Ma non solo: dopo nove giorni dalla nascita la Luna si trova a essere in trigono con la sua stessa posizione natale così che anche il <strong>numero 9</strong> entrò in questo computo.<br />
Da considerare che il 7 “influiva” sul fisico, il 9 sul mentale.</p>
<p>Pare che tale sistema climaterico sia stato elaborato o comunque sistematizzato per la prima volta dall’astrologo greco Critodèmo (I sec. a.C.) in un’opera chiamata <em>Visione</em>; altri invece lo fanno risalire a Pitagora (VI sec. a.C.).</p>
<p>Assumendo la corrispondenza “un giorno uguale un anno” sarebbero climateriche le età di 7, 9, 14, 18, 21, 27, 28, 35, 36, 42, 45, 49, 54, 56, 63, 70, 72, 77, 81, 84, 90, 91, 98, 99.<br />
Vista l’importanza dei numeri 7 e 9 l’età climaterica più pericolosa risultava essere quella del <strong>63esimo anno</strong> (7 x 9), chiamato per questo il “Grande Anno Climaterico”. Ma anche le età di 49 (7 x 7) e 81 (9 x 9) venivano valutate come perniciose.<br />
Queste età diventano fatali per la salute specie se suffragate da transiti o direzioni disarmoniche che si attuano nel Tema natale; e comunque, se non fatali, almeno portatrici di modifiche al fisico, alla mentalità o altro: per esempio ancora oggi viene detto che ogni sette anni si cambia gusto, oppure pensiamo alla crisi del settimo anno in una relazione.</p>
<p>Molti astrologi del passato hanno utilizzato questo sistema considerandolo utile per indagare sulla salute, sulla vitalità del soggetto.<br />
Lo usò anche <strong>Galileo Galilei</strong> quando nel 1608 la granduchessa Cristina di Lorena, consorte del granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici, chiese allo scienziato pisano di indagare il Tema natale del suo consorte, in quel momento molto ammalato, calcolandone l’anno climaterico, cioè l’anno critico, della morte.<br />
Purtroppo Ferdinando non sapeva quando era nato: giravano due date, il 19 luglio 1548 e il 30 luglio 1549, e Cristina di Lorena chiedeva a Galilei di fare una ricerca astrologica in modo da poter capire quale delle due fosse quella giusta così da trarne poi il pronostico.<br />
Galilei, dopo molte ricerche, scrisse alla granduchessa in data 16 gennaio 1609 dicendole che per lui il principe doveva essere nato il 30 luglio 1549 e quindi avendo sessanta anni gli mancavano ancora tre anni per arrivare al “Grande Anno Climaterico” perciò non doveva preoccuparsi augurando al granduca di arrivare a quell’anno sano e forte così da superarlo senza danni.<br />
Purtroppo il principe morì il 7 febbraio 1609, 22 giorni dopo questa lettera di Galilei.</p>
<p>La morale? In astrologia vi sono varie tecniche a disposizione del ricercatore, molte suffragate dalla pratica secolare ma altre campate un po’ in aria o solamente teoriche, belle a vedersi ma che al minimo soffio di vento cadono come un castello di carte.<br />
Certamente c’è qualcosa di vero nella cadenza settennale (tolleranza +/‒ un anno), e negli anni climaterici si è in effetti notata la discesa di un gradino della scala psicofisica personale anche se ovviamente il più o meno impatto che tale discesa di scalino si porta dietro dipende da come è messo il cielo in quell’anno, dal tipo di transiti, direzioni o altro ché se non vi è nessun segnale celeste in merito allora quell’anno viene passato senza subire nessun danno.<br />
E però diciamo che sono anni che anche se non manifesta nessun problema psicofisico possono però essere la culla di problemi che vedranno la luce negli anni a seguire; ascoltare quindi i segnali che il proprio corpo dà negli anni climaterici è un buon modo per prepararsi ad affrontare eventuali futuri grattacapi.<br />
Come sempre ci vuole cautela e discernimento, in tutte le cose ma ancor più nei giudizi astrologici terreno assai scivoloso specie per chi vi si avventura con pochi studi e poca esperienza. </p>
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		<title>Girolamo Cardano (1501-1576)</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2021 22:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cardano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 24 settembre 1501[1] nasceva a Pavia l’astrologo, medico e matematico Girolamo Cardano. Il padre Fazio (Bonifacio), la cui famiglia era originaria del paese di Cardano (oggi Cardano al Campo vicino a Gallarate), era giurista e docente di Matematica. Girolamo Cardano, che nacque dalla relazione di Fazio con una vedova con tre figli, Clara Micheria, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 24 settembre 1501<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> nasceva a Pavia l’astrologo, medico e matematico Girolamo Cardano. Il padre Fazio (Bonifacio), la cui famiglia era originaria del paese di Cardano (oggi Cardano al Campo vicino a Gallarate), era giurista e docente di Matematica. </p>
<p><span id="more-4393"></span></p>
<p>Girolamo Cardano, che nacque dalla relazione di Fazio con una vedova con tre figli, Clara Micheria, di vent’anni più giovane (il padre lo riconoscerà solo in seguito), oltre che matematico, medico e astrologo fu studioso di meccanica, ingegneria e idraulica (progettò anche dei meccanismi, come la serratura a combinazione e il giunto cardanico che da lui prende il nome) ma anche giocatore d’azzardo: nella sua autobiografia, <em>De propria vita</em>, scrive che merita di essere biasimato e rimproverato per essersi dato per quarant’anni al gioco degli scacchi e per circa venticinque a quello dei dadi, tutti i giorni, dilapidando non solo denaro ma tempo e reputazione. </p>
<p>Dal carattere non facile, misantropo, maligno e polemico, presuntuoso, a lungo impotente sessualmente, reduce da un’infanzia costellata da strani malanni e da conflitti con la madre (e picchiato costantemente dai genitori), già alla nascita ebbe modo di assaporare le vicissitudini dell’esistenza venendo alla luce privo di sensi dopo che la madre le aveva tentate tutte pur di abortire, quasi morto ma rigenerato da un bagno di vino caldo che a un altro sarebbe riuscito fatale. </p>
<p>Nel 1518 si iscrisse all’università di Pavia studiando Medicina e Filosofia. Si laureò poi in Filosofia a Venezia (1524) e in Medicina a Padova (1526). Esercitò poi la professione medica per sei anni a Saccolongo, nel padovano. Nel 1531 si sposò, essendo riuscito a guarire della sua impotenza, con una giovane di Saccolongo, Lucia Bandareni (che gli darà tre figli e che morirà poi nel 1546). Nel 1534 ottenne la cattedra di Matematica alle scuole Piattine di Milano, dove anche suo padre aveva insegnato. Nel 1539 lo troviamo come medico a Gallarate e in quell’anno, a dicembre, ottenne finalmente la tanto agognata iscrizione al Collegio dei medici, inizialmente osteggiata perché era illegittimo di nascita, anche se i suoi si erano sposati nel 1524. Dal 1543 al 1551, e poi dal 1559 al 1562, con alcune interruzioni, fu docente di Medicina allo Studio di Pavia.</p>
<p>Dopo varie e tristi vicissitudini famigliari, come i dolori che ebbe dai suoi due figli maschi, uno addirittura accusato di uxoricidio e condannato alla decapitazione, l’altro ladro e che lui stesso fece arrestare, e dopo varie peregrinazioni in tutta Europa chiamato per la sua fama, accettò nel 1562 la cattedra di Medicina a Bologna.<br />
Il 6 ottobre 1570 venne però arrestato per eresia, per aver redatto a suo tempo un oroscopo di Cristo e per pratica delle arti magiche (accuse alle quali non era estranea l’invidia nei suoi confronti di molti colleghi): passò mesi in carcere (fino a dicembre, poi altri tre mesi agli arresti domiciliari) e gli venne tolta la cattedra all’ateneo bolognese. </p>
<p>In gravi condizioni sia economiche che fisiche, nell’ottobre 1571 lasciò Bologna e se ne andò a Roma (7 ottobre) per mettersi sotto la protezione di papa Pio V (Antonio Michele Ghislieri), il quale però non gli concesse nessun aiuto. L’ottenne invece dal nuovo Papa, Gregorio XIII (Ugo Buoncompagni), anche lui, a suo tempo, docente come Cardano presso lo Studio bolognese, e il 13 settembre 1575 riuscì finalmente a essere accolto nel Collegio dei medici di Roma potendo così usufruire di una modesta pensione. </p>
<p>Cardano fu personalità particolarissima, geniale, dotata di qualità non comuni, quasi soprannaturali, lui stesso sentendosi come chiamato dal cielo ad adempiere a grandi progetti per l’umanità. Aveva sogni premonitori, sentiva voci, ronzii nelle orecchie che lo preavvertivano di qualcosa di strano. Sapeva di essere grande e lo ostentava, a volte anche in maniera incauta.</p>
<p>Si interessò praticamente di tutto, avendo per questo un’immensa produzione letteraria (54 opere a stampa e 44 manoscritti, secondo lui stesso).<br />
Nel 1663, a Lione, per i tipi di Jean-Antoine Huguetan e Marc-Antoine Ravaud, furono pubblicate tutte le sue opere in <em>Opera Omnia</em>, dieci grossi volumi <em>in-folio</em> a cura del medico lionese Charles Spon (1609-1684).</p>
<p>Si dice che avesse predetto la sua morte per il 5 dicembre 1573, poi rifacendo i calcoli che questa sarebbe accaduta il 28 aprile 1576.<br />
Morì a Roma il 20 settembre 1576. Il suo desiderio era di riposare accanto al padre, nella chiesa di San Marco a Milano, ma l’infuriare della cosiddetta “peste di San Carlo” nella città meneghina fece sì che la sua salma venisse deposta nella chiesa di Sant’Andrea a Roma. Solo successivamente, ma la cosa non è certa, i suoi resti vennero trasportati a Milano e tumulati accanto al padre.</p>
<p>A lui venne dedicato, nel 1935, un cratere lunare, <em>Cardanus</em>.</p>
<p><br/><br />
Più ampie informazioni su Cardano nel mio “<em>Astrologia Italica. Dal X al XVII secolo</em>”, Firenze 2016.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Girolamo Cardano presenta il proprio Tema natale nel suo <em>Liber de exemplis centum geniturarum</em> (in: <em>Opera omnia</em>, 1663, vol. 5, p. 468, grafico n. XIX): l’ora natale è «ho.6.mi.40. à meridie», ovvero 6 ore e 40 minuti dopo il mezzogiorno locale, corrispondenti alle ore 18.29 locali: l’Ascendente è a 06° 10’ Toro (06° 21’ a computer), il Sole a 10° 07’ Bilancia (10° 40’), la Luna a 11° 42’ Pesci (10° 39’).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Il direttore del carcere (raccontino semiserio).</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 16:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Perché si nasce se poi si deve morire?» Questa domanda me l’ha fatta ieri mio nipotino, così, a bruciapelo. E ora che gli racconto? E sì che a pensarci bene la domanda, come si suole dire, non fa una piega: chiara, logica, precisa, tagliente e… giusta. Sì, giusta. Almeno per me, per voi non so. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«Perché si nasce se poi si deve morire?»<br />
Questa domanda me l’ha fatta ieri mio nipotino, così, a bruciapelo. E ora che gli racconto? E sì che a pensarci bene la domanda, come si suole dire, non fa una piega: chiara, logica, precisa, tagliente e… giusta. Sì, giusta. Almeno per me, per voi non so. <span id="more-4401"></span><br />
Dico per me perché questa domanda me la sono posta anch’io e credo la prima volta grosso modo sull’età di mio nipote. E non una volta sola. Ma cerca qui, cerca là, la risposta non mi è mai venuta. O meglio: me ne venivano alcune ma erano o contraddittorie o non appaganti. </p>
<p>Mi ricordo che ero alle elementari, per la precisione in quarta. Una sera, prima di addormentarmi, rimuginavo su queste faccende, sulla vita e sulla morte: era da poco morto un mio zio ‒ la prima volta che facevo esperienza di una morte ‒ ed ero ancora un po’ frastornato. Soprattutto riflettevo sul senso della vita: perché si nasce, se c’è un motivo, un fine. Mi addormentai. E ovviamente sognai.<br />
Questo il sogno che feci all’epoca dopo aver rimuginato sul senso della vita.</p>
<blockquote><p><em>Cammino sul marciapiede, per i fatti miei, quando di là dalla strada vedo un uomo con una pala in mano. Alla sua sinistra una buca profonda e alla sua destra un cumulo di terra che vista la quantità doveva certamente provenire da quella buca. L’uomo sta prendendo con la pala la terra e la sta gettando nella buca.<br />
«Salve. Che sta facendo?»<br />
Mi guarda. Uno sbuffo. «Guardi che non è giornata.»<br />
«Ma io volevo solo sapere quello che fa.»<br />
«Ma è cieco, per caso? Non lo vede quello che faccio.»<br />
«Mah, se me lo dice si fa prima.»<br />
Risbuffo. «Ma non lo vede che sto riempiendo la buca?»<br />
In effetti era quello che faceva: stava riempiendo una buca.<br />
«E perché la sta riempiendo?»<br />
Mi guarda come si guarda un mentecatto, come se avessi chiesto, che so, perché respira? Quindi non mi risponde.<br />
«Vedo che sta riempiendo quella buca ma mi domandavo il perché, se c’è un motivo.»<br />
«Ma dove vive? Che sono domande da farsi, queste?»<br />
«Allora?»<br />
«Caro il mio rompiscatole, ma se non avessi fatto la buca mi dice come facevo poi a riempirla?»<br />
Avete sentito anche voi, vero? Ha fatto la buca per poterla poi riempire. Buona, questa.<br />
«Sul serio, via: me lo dice o no perché sta riempiendo quella buca?»<br />
«Ma c’è o ci fa? Gliel’ho già detto. Riempio questa buca perché l’ho fatta. L’ho fatta e ora la devo riempire.»<br />
«Via, su, sia serio. O che è una risposta, questa.»<br />
«Non è una risposta. È la risposta. Va bene?»<br />
«Mi scusi, eh. Lei mi sta dicendo che ha fatto una buca per poterla poi riempire?»<br />
«Ovvio. Ma dove viene? Le buche vengono fatte perché poi devono essere riempite. Più ovvio di così…»<br />
“Le buche vengono fatte perché poi devono essere riempite”. Ho sentito bene? Le buche vengono fatte perché poi devono essere riempite? Allora è proprio scemo. Che assurdità.<br />
«Guardi, forse quello che sto per dirle le farà male o la manderà in confusione ma è giusto che glielo dica; così, sa, magari per le altre volte… Volevo dirle che forse, ma ripeto forse, si sarebbe risparmiata tutta questa fatica del fare la buca per poi riempirla se la buca non la faceva proprio così era già riempita di suo».<br />
Occhi sgranati, anzi, spalancati, e anche la bocca spalancata. Mi sta guardando come si guarda un marziano – che non so come lo si guarda perché non ho mai incontrato un marziano ma se lo si incontrasse lo sguardo sarebbe quello.<br />
«Ah, ah, ah, ah! Questa è buona. Non fare la buca, mi dice. Ma da dove viene. Le buche si devono fare e quando le hai fatte allora sei obbligato a riempirle. Tutti fanno le loro buche e ognuno se le deve riempire.»<br />
Sono senza parole. Mi giro per andarmene… e mi sveglio.</em></p></blockquote>
<p>Avete capito il significato?<br />
Certo non si può dire che in quel periodo avessi dei bei pensieri. Nascere, vivere… per poi morire: mi sembrava assurdo, come fare una buca al solo scopo poi di riempirla. Si faceva prima a non nascere, mi dicevo, ovvero a non fare la buca: sai quanta fatica e problemi risparmiati! Quindi il tutto mi sembrava insensato, nella migliore delle ipotesi buffo. Sì, buffo. Ridicolo. Inutile.</p>
<p>Mi sembrava poi che vivere fosse come essere in carcere, ovviamente un carcere talmente grande che non vedi il muro di cinta e quindi non ti sembra di essere in carcere. E quando sei in carcere che fai? Beh, i primi giorni puoi startene anche in cella a fissare la parete, magari anche la prima settimana o il primo mese ma poi o diventi pazzo o ti trovi qualcosa da fare; quindi c’è chi va a lavorare nella lavanderia del carcere, chi lo mettono a fare pulizie, chi invece si mette a studiare e riesce a prendere anche una laurea. Insomma, ognuno cerca di passare il tempo di quegli anni che deve stare in carcere.</p>
<p>Come la vita, no? Ognuno trova la sua occupazione per poter vivere in attesa della fine. E il senso dov’è? Ecco che allora bisogna darle un senso. Ci vuole un fine, un qualcosa per cui uno possa dire: «<em>Ah, ecco perché sono qui. Mi pareva strano che non ci fosse un motivo. Che diamine, mica mi hanno fatto nascere così, tanto per fare. Se IO sono qui ci sarà un buon motivo</em>». Mi veniva da pensare che forse era proprio per questo che erano nate le religioni.</p>
<p>Comunque a questo punto i casi sono due: o la vita è inutile o è utile; o c’è un fine o non c’è un fine. Se c’è allora bisogna mettere in campo l’esistenza di Dio – o quello che volete ‒ ma se il fine non c’è allora siamo solo… che cosa? </p>
<p>In ogni modo, sia quel che sia – mi dicevo ‒, dobbiamo stare qui sulla Terra un po’ di anni in attesa di sparire e nell’attesa dobbiamo fare qualcosa: come in carcere.<br />
Ecco, la vita sembra una parodia del carcere: anche lì ci sono le gerarchie, ci sono i capibanda, ci sono i soprusi, ci sono delle regole imposte&#8230; Però, un momento: se siamo in carcere allora ci sarà anche un direttore del carcere. Eccolo Dio! Il Direttore del carcere.</p>
<hr/>
Foto: Nikolaj Aleksandrovič Jarošenko (1846-1898), “Il prigioniero”, 1878, Galleria Statale Tret’jakov, Mosca.</p>
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		<title>“Onora il padre e la madre”</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2021 22:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sì, sto parlando del quarto comandamento che fa parte di quei dieci precetti dati da Dio a Mosè e rimaneggiati poi dal Cristianesimo che ha cancellato il secondo ‒ “Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, sto parlando del <strong>quarto comandamento</strong> che fa parte di quei dieci precetti dati da Dio a Mosè e rimaneggiati poi dal Cristianesimo che ha cancellato il secondo ‒ “<em>Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire</em> […]” ‒ e del decimo ne ha fatti due ‒ “<em>Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva</em> […]”. <span id="more-4383"></span><br />
Nel “Catechismo della Chiesa Cattolica” in merito a questo quarto comandamento si legge:</p>
<blockquote><p>[…] <em>Dio ha voluto che, dopo lui, onoriamo i nostri genitori ai quali dobbiamo la vita e che ci hanno trasmesso la conoscenza di Dio</em> […] (2197).<br />
<em>Il quarto comandamento si rivolge espressamente ai figli in ordine alle loro relazioni con il padre e con la madre, essendo questa relazione la più universale</em> […] (2199).<br />
[…] <em>Il rispetto di questo comandamento procura, insieme con i frutti spirituali, frutti temporali di pace e di prosperità</em> […] (2200).</p></blockquote>
<p>Quindi certo, i genitori. Ma io qui voglio andare un po’ più in profondità, leggere questo da un’altra prospettiva, aprire un’altra porta. </p>
<p>Come sappiamo, e come più volte ribadito nei miei libri, l’essere umano è composto da quattro “ingredienti archetipici” che nell’ordine gerarchico dal più alto al più basso, dal più etereo/celeste al più materiale/terreno sono: SPIRITO, ANIMA, MENTE e CORPO.</p>
<p>Tenete presente che questi “ingredienti” li ritroviamo, pur con nomi diversi ma intendendo la stessa cosa, anche in altri contesti o livelli della Natura: nel mondo in cui viviamo, per esempio, possono ritrovarsi sotto forma, rispettivamente, di ENERGIA, TEMPO, SPAZIO e MATERIA.<br />
In biochimica li riconosciamo nei quattro bioelementi: OSSIGENO, IDROGENO, AZOTO e CARBONIO.<br />
Li troviamo poi nelle quattro basi del DNA: GUANINA, CITOSINA, ADENINA e TIMINA.<br />
In psicologia li riconosciamo nelle quattro funzioni psichiche di Jung: INTUIZIONE, SENTIMENTO, PENSIERO, SENSAZIONE. E via discorrendo.</p>
<p>Ma torniamo a noi.</p>
<p>Prendiamo il termine “madre”: troviamo la radice sanscrita <em>mâ-</em>, “misurare”, che poi porta a <em>mâtra</em>, “misura” ma anche “materia”; in latino è <em>mater</em>, foneticamente accostabile sempre a “materia”; se ricordate, più sopra avevamo abbinato il termine MATERIA a CORPO.</p>
<p>Prendiamo adesso il termine “padre”: troviamo la radice sanscrita <em>pā-</em>, che richiama “proteggere” ma anche “nutrire”, da cui deriva sempre il sanscrito <em>patis</em>, “signore”; lo ritroviamo anche nel nome greco di Giove, Juppiter: Jup-piter, che ricalca poi l’invocazione <em>dyeu peter</em> (indoeuropeo) che vuol dire &#8220;Cielo padre!&#8221; e corrisponde esattamente al vocativo greco <em>Zeû páter</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<br />
Quindi “padre” come Cielo, come Padre Cielo; se ricordate, più sopra avevamo detto che riguardo agli “ingredienti archetipici” umani quello più “celeste” è lo SPIRITO.</p>
<p>Ecco che allora “Onora il padre e la madre” potremmo anche tradurlo come “Onora il Cielo e la Terra” o meglio ancora “Onora lo SPIRITO e la MATERIA” ovvero “<strong>Onora lo SPIRITO e il CORPO</strong>”.<br />
Ecco, io penso che quel quarto comandamento vada tradotto così. </p>
<p>A molti questa esortazione può apparire contraddittoria, un ossimoro, considerando i due “ingredienti” ‒ Spirito e Corpo ‒ inconciliabili tra loro, inaccostabili, quasi fossero uno il diavolo l’altro l’acqua santa: come si può onorare, contemporaneamente, lo SPIRITO e il CORPO? O l’uno o l’altro, dirà qualcuno: se vuoi avvicinarti alla spiritualità devi bandire il corpo, lo devi martoriare ché è lui, con le sue sensazioni e le sue passioni, che ti allontana dal cammino spirituale.</p>
<p>Sbagliato.<br />
Vanno <strong>onorati tutti e due</strong>, il contenuto (spirito) e il contenitore (corpo). Non si è fatto il Verbo, carne?<br />
Come recita il titolo di un libro del monaco Luciano Manicardi, oggi nuovo priore della Comunità di Bose, il corpo è la via di Dio verso l’Uomo e la via dell’Uomo verso Dio<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.<br />
L’uno e l’altro non sono disgiunti; uno non può esistere senza l’altro; o meglio, senza gli altri: Spirito, Corpo, Mente e Anima sono un tutt’uno integrato, sono <strong>una cosa sola</strong>. Ché se così non fosse noi non ci saremmo.<br />
Un’automobile senza motore (Anima) o anche solo senza contatti elettrici (Mente) o anche solo senza carburante (Spirito) o anche solo senza ruote e carrozzeria (Corpo) sarebbe inutile; è necessario che tutti ci siano e siano anche al posto giusto, ognuno facente le proprie funzioni.</p>
<p>Se non amiamo il nostro corpo, se non lo teniamo in salute, non è solo lui ad ammalarsi; come in un domino, se cade il Corpo cadono anche tutti gli altri: cade la Mente che a sua volta farà cadere l’Anima e tutti e due faranno cadere lo Spirito. A quel punto avviene la morte che però non è la semplice dipartita da questo mondo, la morte fisica, ma è la separazione, lo smembramento: come se a un essere umano venissero staccati di colpo braccia, gambe e occhi e dovesse continuare a vivere così ‒ ma quest’immagine, pur cruda, è molto ma molto lontana da ciò che effettivamente accade in questo tipo di “morte”. </p>
<p>L’obiettivo è quindi la salute, la <strong>salute integrale</strong>, la salute olistica, quella del Corpo e della Mente, dell’Anima e dello Spirito, che poi come detto sono, questi “ingredienti”, una cosa sola, impastati tra loro a formare noi stessi: come in un dolce, dove acqua, farina, lievito, zucchero, uova, ecc., sono tra loro impastati a formare appunto il dolce, e non è che addentandone una fetta potete decidere a vostro piacimento di mangiare solo la parte uova e il resto no: se l’addentate state mangiando e acqua e farina e lievito e zucchero e uova, ecc., miscelati tra loro e dove ognuno si combina e si trasmuta nell’altro, ingredienti inscindibili come inscindibili sono, in noi, lo Spirito, l’Anima, la Mente e il Corpo. La salute di uno è la salute di tutti.</p>
<p>Quindi, “Onora il Padre e la Madre” che vuol dire “Onora il Cielo e la Terra” che vuol dire “Onora lo Spirito e la Materia” che vuol dire “Onora lo Spirito e il Corpo”. Se ne rallegrerà la Mente. Se ne rallegrerà l’Anima.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Cfr. ANTONINO ANZALDI e LUIGI BAZZOLI, <em>Dizionario di Astrologia</em>, Rizzoli, Milano 1988, p. 194.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L. MANICARDI, <em>Il corpo. Via di Dio verso l’uomo, via dell’uomo verso Dio</em>, Qiqajon, Bose 2005.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>L&#8217;asteroide (114) Kassandra</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2021 22:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[apollo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 23 luglio 1871 veniva scoperto l’asteroide (114) Kassandra dall’astronomo Christian Heinrich Friedrich Peters dall’Osservatorio di Clinton (Hamilton College), New York. Si trovava nella costellazione del Capricorno (ascensione retta 326° 15’, declinazione – 10° 02’, latitudine + 03° 18’). Ha un periodo orbitale di 4,38 anni. Classificazione: fascia principale. Il nome Cassandra (nome miceneo che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 luglio 1871 veniva scoperto l’asteroide <strong>(114) Kassandra</strong> dall’astronomo Christian Heinrich Friedrich Peters dall’Osservatorio di Clinton (Hamilton College), New York. Si trovava nella costellazione del Capricorno (ascensione retta 326° 15’, declinazione – 10° 02’, latitudine + 03° 18’). Ha un periodo orbitale di 4,38 anni. Classificazione: fascia principale.
<p/><span id="more-4376"></span></p>
<p><em>Il nome</em><br />
<strong>Cassandra</strong> (nome miceneo che potrebbe essere tradotto come “<em>colei che eccelle fra gli uomini</em>”, ma che altri danno come “<em>colei che sfugge l’uomo</em>”) era figlia di <strong>Priamo</strong>, re di Troia, e di <strong>Ecuba</strong>. Bellissima fanciulla (“<em>simile all’aurea Afrodite</em>”, dice Omero nell’<em>Iliade</em>), di lei si invaghì il dio <strong>Apollo</strong> che le promise, se si fosse concessa a lui, il dono della <strong>profezia</strong>.<br />
Lei accettò, ma quando si trattò di giacere con Apollo <strong>si rifiutò</strong>, al che il dio le sputò sulle labbra così che nessuno avrebbe <strong>più creduto</strong> alle sue profezie. Predisse il rapimento di Elena e la conseguente guerra di Troia, ma non venne ascoltata; quando i Greci fecero finta di abbandonare Troia lasciando lì il famoso Cavallo di legno, ella disse di non farlo entrare in città perché nella sua pancia si nascondevano i soldati achei, ma anche quella volta non venne creduta; durante il saccheggio della città di Troia venne violentata da Aiace Oileo nel tempio della dea Atena, azione che suscitò l’ira degli dèi che si abbatté sui soldati greci che così penarono non poco per ritornarsene ognuno a casa propria; divenne schiava di Agamennone, al quale profetizzò che al suo rientro in patria sarebbe stato ucciso dai suoi familiari, ma ovviamente non venne creduta, cadendo poi anch’essa, nella congiura, per mano di Clitennestra.<br />
Il suo nome è diventato nel tempo sinonimo di “<em>profeta di sventura</em>”, persone che annunciano eventi sfavorevoli (puntualmente previsti) ma che non vengono credute.
<p/>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta (23.07.1871) l’asteroide <strong>(114) Kassandra</strong> si trovava in moto retrogrado a 25° 06’ del Segno dell’<strong>Acquario</strong>. Tra gli aspetti principali di quel giorno si evidenziava una congiunzione <strong>Sole/Urano</strong> in quadratura a <strong>Nettuno</strong>, e <strong>Mercurio</strong> in Leone in semisestile crescente a <strong>Giove</strong>.
<p/>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
Il fatto di essere stato scoperto quando si trovava nel Segno dell’<strong>Acquario</strong>, e la concomitante congiunzione <strong>Sole/Urano</strong>, porterebbero a dare a questo asteroide caratteri legati a <strong>intraprendenza</strong>, <strong>anticonformismo</strong>, <strong>coscienza di sé</strong>, <strong>tutela della propria libertà e individualità</strong> (tanto per citare i tratti più comuni legati a questo tipo di costellazione), e così facendo non saremmo lontani dal vero; tuttavia la quadratura di <strong>Nettuno</strong> alla suddetta congiunzione e il semisestile <strong>Mercurio/Giove</strong> sembrano qui inserire alcuni elementi di velata <strong>malinconia</strong>, di <strong>insofferenza</strong>, di <strong>diffidenza</strong>, financo, nei casi estremi, esaurimenti psichici e nervosi, <strong>manie di persecuzione</strong>, difficoltà a reggere i colpi della vita.<br />
Ecco, tutto questo lo possiamo legare (e noi lo facciamo) a questo asteroide, che se in posizione rilevante in un Tema (in aspetto stretto a elementi personali o importanti) può agevolare o concorrere a far risaltare tali aspetti della personalità. Ovviamente ci dovranno essere nel Tema elementi che già predispongono a tali questioni, così che l’asteroide si assumerà il compito di supportarli e di agevolarli.<br />
E quel suo (dell’asteroide) esser visto come elemento concorrente a favorire, nel soggetto di turno, una certa nomea di “menagramo”? Essere cioè allontanato o evitato perché “porta jella”? D’altronde se “<em>nomen omen</em>”, qualcosa avrà pur da esserci. Da questo lato credo ci si possa avvicinare maggiormente alla verità dicendo che più che di allontanamento della persona per i suddetti motivi, ci sia un suo allontanamento o evitamento da parte degli altri quando “non serve più”; quindi chi ha l’asteroide <strong>(114) Kassandra</strong> in posizione particolare nel proprio Tema non è più “jettatore” di tanti altri, anzi, <strong>non lo è affatto</strong>; e però una cosa la subisce: quella di essere <strong>usato</strong> e presto allontanato, <strong>tradito</strong>, dimenticato (nei casi migliori, inascoltato). Semmai ha dalla sua la capacità di far luce su alcune questioni, di rendere chiare le cose, di sfatare alcuni miti, il tutto fatto con facilità, senso critico, razionalità.
<p/>
<p>Tanto per dare alcuni esempi, troviamo l’asteroide <strong>(114) Kassandra</strong> in congiunzione al Sole e al Medio Cielo nel Tema di <strong>Virginia Oldoini</strong>, la Contessa di Castiglione, considerata la donna più bella d’Europa e che ebbe ai suoi piedi gli uomini più importanti (politici, banchieri, re e imperatori) del XIX secolo, usata per il suo fascino come “spia” da molti potenti e poi dimenticata e disconosciuta da molti, chiusasi nel suo castello quando la sua bellezza cominciò a sfiorire, coprendo addirittura gli specchi per non vedersi invecchiare.<br />
E&#8217; in esatta quadratura a Nettuno, signore della Parte dei Nemici, nel Tema della cantante <strong>Mia Martini</strong>, tacciata ingiustamente nell’ambiente artistico di portare sfortuna e che dovette subire molti attacchi, e alla fine suicidatasi (pare).<br />
Lo troviamo congiunto a Nettuno e opposto al Medio Cielo nel Tema di <strong>Lee Harvey Oswald</strong>, l’assassino di John Kennedy, che alcuni vedono invece come un capro espiatorio, usato e poi ucciso perché non rivelasse chissà quali retroscena.<br />
E&#8217; invece in stretta congiunzione a Giove (paternali?) sia nel Tema di <strong>Antonio Di Pietro</strong>  sia in quello di <strong>Marco Pannella</strong>,  due leader politici italiani che, chi in un modo chi in un altro, da anni denunciano storture del sistema politico e sociale italiano, spesso e volentieri inascoltati o poco sopportati.</p>
<p><br/></p>
<p>(Maggiori info nel mio libro “<em>Dizionario degli Asteroidi</em>”, Capone 2012)
<p/>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(114) Kassandra</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
Foto in alto: <em>Cassandra</em>, opera del pittore inglese Anthony Fredrick Augustus Sandys (1829-1904)</p>
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		<title>Tommaso Bovio (1521-1609)</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2021 16:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
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		<description><![CDATA[Cinquecento anni fa, il 5 luglio 1521 poco prima delle ore 16.00 locali, nasceva a Verona da nobile famiglia veronese il medico e strologo Tommaso Bovio[1]. Dopo gli studi di Legge a Padova, Bologna e Ferrara, si arruolò nelle truppe pontificie iniziando la carriera militare. Attratto da materie come medicina, astrologia, magia, cabala, alchimia, si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cinquecento anni fa, il 5 luglio 1521 poco prima delle ore 16.00 locali, nasceva a Verona da nobile famiglia veronese il medico e strologo Tommaso Bovio<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. <span id="more-4361"></span></p>
<p>Dopo gli studi di Legge a Padova, Bologna e Ferrara, si arruolò nelle truppe pontificie iniziando la <strong>carriera militare</strong>. Attratto da materie come <strong>medicina</strong>, <strong>astrologia</strong>, <strong>magia</strong>, <strong>cabala</strong>, <strong>alchimia</strong>, si avvicinò, abbandonata la carriera militare, alla medicina, supportato però più da geniali intuizioni che non da veri e propri studi accademici (si autodefinì «<em>medico de’ disperati e abbandonati</em>»).<br />
Nel 1566 fu a Genova, probabilmente per impratichirsi di medicina, abitando a casa di Antonio Maria Pignamo, chirurgo milanese; da lì scrisse una lettera, in data 6 aprile 1566, al celebre medico bolognese Leonardo Fioravanti (1517-1583), geniale scopritore di rimedi farmaceutici e seguace delle teorie del medico, alchimista e astrologo svizzero <strong>Paracelso</strong> (Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, 1493-1541), al quale chiese informazioni mediche e alchemiche.</p>
<p>Lo stesso Bovio si avvicinò con convinzione alle teorie di Paracelso, indirizzato a esse dal medico orceanese Girolamo Donzellini<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, ciò che però lo fece ben presto <strong>scontrare</strong> con la medicina ufficiale e la sua farmacopea accademica da lui reputata monotona e di scarsi risultati. Da quest’ultimo lato opponeva i suoi rimedi che magnificava come eccellenti e portentosi grazie alle sue <strong>pratiche astrologiche</strong> e <strong>alchemiche</strong>, ad esempio l’<em>Hercole</em>, un preparato che lui stesso diceva aver inventato ma che alcuni suoi critici dissero essere solo una maldestra imitazione di un composto di Paracelso.</p>
<p>Nel 1572 inviò una supplica all’appena insediato papa Gregorio XIII (Ugo Buoncompagni) per poter aggiungere al suo nome di battesimo quello di <em>Zefiriele</em>, che secondo lui gli avrebbe dato poteri straordinari e riversato sulla sua persona notevoli influssi benefici<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p>
<p>In <strong>polemica</strong> con la medicina ufficiale e contro i dotti medici che spillavano solo soldi («<em>medici da rapina</em>»), scrisse il &#8220;<em>Flagello Contro De’ Medici Communi…</em>&#8220;<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, stampato a Venezia nel 1583 e dedicato a Curio Boldieri, di ricca e stimata famiglia veronese.<br />
È questa un’opera, sotto forma di dialogo, dove abbondano <strong>tesi mediche</strong> e farmacologiche molto ardite e <strong>anticonvenzionali</strong> frammezzate da <strong>duri attacchi al mondo accademico</strong>. A queste sue invettive rispose polemicamente un giovane medico veneziano, Claudio Gelli (forse pseudonimo dietro al quale si nascondevano alcuni medici).<br />
Bovio rispose con un altro libello, il &#8220;<em>Melampigo Overo Confusione De’ Medici Sofisti Che S’Intitolano Rationali…</em>&#8220;<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, stampato a Verona nel 1585, dove difendeva l’<strong>astrologia medica</strong> e la liceità della <strong>magia</strong> portando a suo sostegno sì gli scritti di Ippocrate e Galeno ma anche di astrologi come Pietro d’Abano, Bartolomeo Vespucci, Federico Crisogono, Annibale Raimondo e tanti altri e dove spiegava anche perché a suo tempo scrisse il Flagello: </p>
<blockquote><p>[…] <em>havendo io pratticato, &#038; conosciuto, che la maggior parte delli Medici sono ignudi di Astrologia, cosi ad essi necessaria, &#038; che molti loro infermi per questa grave ignorantia moiono nelle mani loro; Mosso da zelo &#038; carità verso languenti, scrissi quel mio Flagello de’ Medici</em> […] (f. 10r).</p></blockquote>
<p>Qualche anno dopo rincarò la dose con il &#8220;<em>Fulmine Contro De’ Medici Putatitii Rationali…</em>&#8220;<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>, stampato a Verona nel 1592 e dedicato, in data «17 di martio», al duca Vincenzo Gonzaga signore di Mantova, un testo sotto forma di dialogo fra Bovio stesso, Curio Boldieri e personaggi di fantasia, dove con orgoglio espone casi clinici da lui risolti a dispetto delle diagnosi dei soliti «<em>miserabili Medici</em>».<br />
Nel 1626 queste tre opere vennero raccolte in un unico volume con acclusa risposta del medico Claudio Gelli<a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>.</p>
<p>Scrisse anche &#8220;<em>Theatro dell’Infinito in cui si discorre della Providenza di Dio nel governo del Cielo, della Terra, et dell’Abisso</em>&#8220;<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>, un’opera in forma di dialogo fra tre interlocutori, cioè Bovio stesso, Curio Boldieri e il poeta Giovanni Fratta, lavoro che prendeva, con forma dotta ed erudita, la difesa dell’astrologia in special modo contro le tesi delle &#8220;<em>Disputationes adversus astrologiam divinatricem</em>&#8221; (1494) di Pico della Mirandola.</p>
<p>Nel 1595 si interessò presso papa Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini) affinché prendesse in considerazione la possibilità di revoca della Bolla emessa da Sisto V nel 1586 contro l’astrologia giudiziaria. </p>
<p>Convinto sostenitore dell’astrologia nella pratica medica, dotato di una <strong>vis polemica</strong> assai marcata, ebbe più nemici che estimatori, cosa che a lui, molto probabilmente, non dispiaceva affatto.</p>
<p>Morì a Verona il 18 settembre 1609 e venne sepolto nella chiesa di San Pietro in Carnario, «<em>ove sono l’ossa de’ miei antecessori</em>»<a href="#nota9"name="testo9">[9]</a>, con il seguente epitaffio:</p>
<p style="text-align: center;">SYDERALIA  CURAE  MEDICAE  RESTITUTAE  ZEPHIRIEL  THOMAS  BOVIUS<br />
JUNXIT,  AVINXIT  ENCYCLIOS,  CENTRUM,  TERRAS,  MARIA,  AETHE-<br />
RA,  COELOS  LUSTRAVIT.  MIRIFICA  PROTULIT  MONSTRUOSA,  SCIT<br />
PATRIA,  SCIT  ORBIS.  IN  SINU  ACQUIEVIT  IMMORTALITATIS  XIV.<br />
KAL.  OCTOBRIS  MDCIX.  AETAT.  VERO  LXXXIIX.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Era ancora in vigore il calendario giuliano. Corrisponderebbe al nostro 20 luglio.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Girolamo Donzellini (1513-1587), nativo di Orzinuovi nel bresciano, aderì giovanissimo al protestantesimo e per questo subì varie condanne, entrando e uscendo varie volte dal carcere, fino a che, torturato, venne definitivamente condannato dall’Inquisizione della Serenissima per adesione alle idee eretiche luterane. La condanna venne eseguita nella primavera del 1587 tramite affogamento nella laguna veneziana.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Si dette il nome Zefiriele spiegando, nella sua opera Melampigo, che il nome era come «[…] <em>fiato di Dio serenante et fecondante</em>» (f. 16r). Da considerare che Zefiro, dal latino <em>zephirus</em>, era il nome della personificazione della brezza primaverile.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Titolo dell’opera: <em>Flagello Contro De’ Medici Communi, detti Rationali; di Zefiriele Tomaso Bovio Nobile Patritio Veronese: Nel quale non solo si scuoprono molti errori di quelli: ma s’insegna ancora il modo di emendargli, &#038; correggerli</em>, Venetia, appresso Domenico Nicolini, 1583. L’opera è presente nella Biblioteca Marucelliana di Firenze (collocazione: MAGL.6.A.XIV.24).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Titolo dell’opera: <em>Melampigo Overo Confusione De’ Medici Sofisti, Che S’Intitolano Rationali,  Et del Dottor Claudio Geli, &#038; suoi complici nuovi Passali, &#038; Achemoni: Di Zefiriele Thomaso Bovio Nobile Patricio Veronese nuovo Melampigo</em>, In Verona, appresso Girolamo Discepoli &#038; fratelli, ad istantia di Marc’Antonio Palazzolo, 1585. L’opera è presente nella Biblioteca Universitaria Alessandrina di Roma (collocazione: AE f 85). Il nome Melampigo significa “<em>natiche nere</em>” (dal greco <em>melas</em>, nero, e <em>pygos</em>, natiche) e fu nomignolo dato a Ercole per via delle sue ch’eran nere e pelose. Si racconta che due fratelli bruti e crudeli, Basala e Achemone, si divertivano ad assalire i forestieri; un giorno vennero avvertiti di fare attenzione ad un uomo dalle natiche nere che li avrebbe sconfitti; tempo dopo si imbatterono in Ercole che dormiva sotto un albero e l’assalirono; ma Ercole con un sol gesto li prese e li attaccò alla sua clava a mo’ di selvaggina portandoseli dietro la schiena a testa in giù; standosene in quella posizione videro le natiche di Ercole che erano nere e pelose e dissero impauriti: «Ecco il Melampigo!»; a quelle parole Ercole rise, li perdonò e li lasciò liberi. Dandosi il nome di Melampigo, Bovio voleva dirsi il castigatore dei nuovi Basala e Achemone («<em>Passali, &#038; Achemoni</em>»), cioè di quei medici ignoranti e arroganti che non avevano altro da meritarsi che una bella lezione.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Titolo dell’opera: <em>Fulmine Contro De’ Medici Putatitii Rationali Di Zefiriele Thomaso Bovio Nobile Veronese</em>, In Verona, MDXCII, Appresso Sebastian dalle Donne, &#038; Andrea de’ Rossi suo Genero. L’opera (edizione veronese del 1602 stampata da Francesco dalle Donne) è presente nella Bayerische Staatsbibliothek München (collocazione: 4 Med.g. 44#Beibd.2) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata.<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] <em>Opere di Zefiriele Tomaso Bovio nobile veronese, cioè, Flagello, Fulmine, &#038; Melampigo, contre de’ medici putatitij rationali. Con la risposta dell’Eccell. dottor Claudio Gelli. In quest’ultima impressione ricorrette, e migliorate, &#038; in un solo volume raccolte</em>, in Venetia, appresso Francesco Baba, 1626. L’opera è presente nella Biblioteca Biomedica della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Firenze (collocazione: MEANT G.7.4.51).<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] L’opera si trova in un codice del XVII secolo presente nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (collocazione: Ashb. 340).<a href="#testo8">&uArr;</a><br />
<a name="nota9">[9] <em>Flagello…</em>, p. 13, dall’edizione del 1601 stampata a Verona «Appresso Francesco dalle Donne» presente nella Bayerische Staatsbibliothek München (collocazione: 4 Med.g. 44#Beibd.1) e consultata nella riproduzione digitalizzata.<a href="#testo9">&uArr;</a></p>
<hr/>
Maggiori info nel mio libro &#8220;<em><a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" rel="noopener" target="_blank">Astrologia Italica</a></em>&#8220;.</p>
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		<title>Un&#8217;astrologia &#8220;cristiana&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 22:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[pleiadi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei secoli passati l’astrologia era patrimonio comune di qualsiasi erudito, anche in campo ecclesiastico; non era raro infatti trovare opere di frati e sacerdoti che trattavano di questa materia non tutti criticandola o condannandola: per esempio vi era chi cercava di “addomesticarla” al credo cristiano. Fra questi possiamo citare il frate Alberto Marchesi, nato alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nei secoli passati l’astrologia era patrimonio comune di qualsiasi erudito, anche in campo <strong>ecclesiastico</strong>; non era raro infatti trovare opere di <strong>frati</strong> e <strong>sacerdoti</strong> che trattavano di questa materia non tutti criticandola o condannandola: per esempio vi era chi cercava di “addomesticarla” al credo cristiano.</p>
<p><span id="more-4354"></span></p>
<p>Fra questi possiamo citare il frate <strong>Alberto Marchesi</strong>, nato alla fine del XV secolo a Cotignola, allora sotto la giurisdizione di Ferrara oggi in provincia di Ravenna. Fu frate minore del convento di San Francesco in Cotignola, lettore di Filosofia e Teologia, oratore e astronomo, considerato «<em>inter theologos et astrologos facile princeps</em>»<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Fu anche guardiano nel convento di Santa Maria delle Grazie a Imola, città dove si adoperò, insieme al confratello Tommaso Cocchi da Imola e sotto la promozione di fra Orfeo Cancellieri da Bologna, affinché venisse eretto in quella città il Monte di Pietà, opera che vide poi la sua realizzazione il 3 dicembre 1512.</p>
<p>Marchesi fu autore di un particolare lavoro che descrive il cielo astrologico secondo i precetti cristiani dal titolo: “<em>Coeliloquium morale. P. fratris Alberti de Marchesiis de Cottignola ordinis minorum de obseruantia. Artium ac sacrae theologiae lectoris peritiss.</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, stampato a Bologna il 20 maggio 1529 per i tipi di Giovanni Battista Faelli. </p>
<p>L’opera, divisa in sette libri e corredata da schemi e figure, tratta e spiega puntigliosamente argomenti come le sfere celesti, i coluri, l’orizzonte, i Segni, i pianeti, le stelle, gli aspetti planetari, le eclissi, i nodi lunari, le comete, i termini, i decani, i domicili, le esaltazioni, ecc., e da quest’ultimo lato non solo le esaltazioni planetarie ma anche quelle dei <strong>Nodi lunar</strong>i, oggi disattese se non misconosciute dalla maggior parte degli astrologi moderni, con l’<strong>esaltazione</strong> del <strong>Nodo nord</strong> ovvero Testa del Drago in <strong>Gemelli</strong>: «<em>Gemini sunt domus Mercurij &#038; exaltatio Capitis draconis</em> […] (f. 81r), quella del <strong>Nodo sud</strong> ovvero Coda del Drago in <strong>Sagittario</strong>: «<em>Primo est domus Jovis. Secundo est exaltatio caude draconis</em>» (f. 104r).</p>
<p>Nel primo capitolo del terzo libro, dal titolo “<em>Astrologia quid sit</em>”, che si apre con l’immagine di “Tolomeo e l’astronomia”, scrive che l’astrologia si divide in due parti: una <strong>speculativa</strong> ovvero contemplativa che è l’<strong>astrologia</strong> propriamente detta, e una <strong>attiva</strong> ovvero pratica che passa sotto il nome di <strong>astronomia</strong>. </p>
<p>Ogni Segno viene poi spiegato nella sua dimensione “reale” (domicilio, esaltazione, carattere, ecc.) e “morale”, e lo stesso fa con le stelle e con i pianeti: da quest’ultimo lato, attraverso la lente della morale e dell’<strong>ortodossia cristiana</strong>, affronta e tratta delle <strong>virtù</strong> e soprattutto dei <strong>vizi</strong> che a Segni, stelle e pianeti si legano; così, ad esempio, Saturno in Gemelli è <strong>avarizia</strong>; Venere nel Cancro produce <strong>lussuria</strong>; la Luna sempre in Cancro denota <strong>superbia</strong>; la costellazione di Orione rappresenta invece le virtù del buon principe: «<em>Primo patientia in adversis: secundo potentia in armis. Tertio iustitia in subditis. Quarto prudentia in agendis. Quinto diligentia in cavendis</em>» (f. 118v); la stella Sirio, invece, rappresenta la nostra rabbia: «<em>Canicula stella representat nobis iram humanam</em>» (f. 120v). </p>
<p>Lega poi, come da tradizione, le <strong>tre virtù teologali</strong> e le <strong>quattro cardinali</strong> ai pianeti: Fede (<em>fides</em>), Speranza (<em>spes</em>) e Carità (<em>caritas</em>) rispettivamente a Luna, Venere e Sole; la Prudenza (<em>prudentia</em>) a Mercurio, la Fortezza (<em>fortitudo</em>) a Marte, la Giustizia (<em>iustitia</em>) a Giove, la Temperanza (<em>temperantia</em>) a Saturno. Tutte e sette le virtù sono poi collegate alle sette stelle delle <strong>Pleiadi</strong>, stelle che rappresentano il popolo di Dio: «<em>Pleyadum constellatione representantur electi dei</em>» (f. 120r).</p>
<p>Marchesi, da religioso ligio e devoto, inserisce il “cielo astrologico” all’interno della morale cristiana sapendo, e ricordandolo al lettore, che ci sono cose che Dio ci concede di conoscere e comprendere ma altre che non solo non ci è dato di comprendere ma nemmeno di sapere.</p>
<p>Morì il 10 giugno 1531 e venne sepolto a Cotignola nel sepolcro dei frati nella chiesa conventuale di San Francesco. È annoverato tra i beati dell’Ordine francescano.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] CARLO PIANCASTELLI, <em>Pronostici ed almanacchi. Studio di bibliografia romagnola</em>, a cura di Lorenzo Baldacchini, Il Mulino, Bologna 2013 (prima edizione Roma 1913), p. 86, nota 49.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (collocazione: MAGL.15.4.101). <a href="#testo2">&uArr;</a></p>
<hr/>
Maggiori info nel mio libro: “<em>Astrologia Italica. Dal X al XVII secolo</em>”, Firenze 2016.</p>
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		<title>L&#8217;astrologo di Galileo Galilei</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2021 16:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[brenzoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Sappiamo che Galileo Galilei si interessava anche di astrologia e molto spesso era chiamato a interpretare Temi natali. Vuoi però per mancanza di tempo vuoi più verosimilmente per una certa ritrosia a occuparsi di natività altrui, spesso lo scienziato pisano rifilava questi lavori a un suo amico astrologo, il medico, filosofo e poeta veronese Ottavio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che Galileo Galilei si interessava anche di <strong>astrologia</strong> e molto spesso era chiamato a interpretare Temi natali.<span id="more-4347"></span></p>
<p> Vuoi però per mancanza di tempo vuoi più verosimilmente per una certa <strong>ritrosia</strong> a occuparsi di natività altrui, spesso lo scienziato pisano rifilava questi lavori a un suo amico astrologo, il medico, filosofo e poeta veronese <strong>Ottavio Brenzoni</strong> (1576-1630).<br />
Ovviamente Brenzoni era lusingato di poter aiutare in qualche modo il grande matematico il quale poi discuteva con lui anche di questioni astronomiche (e fu tra i primi a ricevere il <em>Sidereus Nuncius</em> fresco di stampa).</p>
<p>Non sempre però i pronostici sui Temi natali che Galileo gli indirizzava riuscivano felicemente: il segretario di Stato di Ferdinando I de’ Medici, <strong>Curzio Picchèna</strong>, scrisse a Galileo in data 18 dicembre 1608 facendogli sapere che le <strong>previsioni</strong> a suo tempo ricevute e che erano state elaborate da Brenzoni sul Tema natale di sua figlia <strong>Caterina</strong> appena nata si erano rivelate <strong>sbagliate</strong>; ma il funzionario invece di criticare l’operato dell’astrologo (poteva un astrologo indicato dal grande Galilei sbagliare?) <strong>si scusava</strong> dicendo che l’errata previsione forse dipendeva dall’ora di nascita che gli aveva comunicato che verosimilmente <strong>non era tanto giusta</strong> visto che la stessa era stata data con ritardo perché la piccola sembrava nata morta, ciò che aveva creato una situazione tale per cui nessuno era stato attento all’orario natale:</p>
<blockquote><p><em>Molto Ill.re S.r mio Oss.mo<br />
Quando V. S. era sul partir di qua, io le dissi che poi per lettera havrei replicato alcune cose a quel che scrisse a V. S. il suo amico di Verona</em> [Brenzoni, n.d.a.] <em>intorno alla nascita della mia figliuolina, perchè da questo io son venuto in dubio che forse l’hora non sia giusta.<br />
Prima egli dice, che quest’anno corrente ella correva pericolo della vita, massimamente nel mese di Settembre: et a questo io dico, che la detta figliuola non ha mai havuto male di considerazione; et già si trova presso alla fine dell’undecimo mese. Poi dice ch’ella havrà roba da’ suoi parenti ecclesiastici: et io rispondo che non mi resta parente alcuno, donde a lei possa venir roba nè anche di qui a cent’anni, nè dal canto mio nè di mia moglie. Stante adunque il dubio che l’hora non sia giusta, riceverei per favore da V. S. che il suo amico vedesse se si può aggiustare dall’istesso tempo della nascita, perchè intendo che la figliuola nacque in modo, che per mezz’hora o più fu tenuta per morta o che in breve spazio dovesse morire, perchè era nera et non faceva quasi movimento alcuno nè segno di vita, fintanto che, lavatala nella malvagia calda, ella rinvenne: et questo pericolo avvenne poichè nacque vestita et col tralcio avvolto intorno al collo, che quasi l’haveva soffocata. Da tale accidente potette forse avvenire che si tardò un poco a dar avviso della nascita a quelli che stavano fuor della camera per notar l’hora. Et il sopradetto pericolo mi par assai notabile per poter rettificare la natività, non essendocene fin hora occorso alcun altro. Con questa occasione ricordo a V. S. il mio solito desiderio di servirla, et le bacio la mano.<br />
Da Fior.za, alli 18 di  Dicembre 1608<br />
Di V. S. molto Ill.re<br />
Aff.mo Serv.re Curzio Picchena</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p></blockquote>
<p>Non sappiamo, oltre alle poche notizie date dal padre di Caterina, cosa Brenzoni avesse scritto riguardo la vita futura della “figliuolina”, ma certo non ne ebbe una tranquilla.<br />
Sappiamo infatti che <strong>Caterina Picchèna</strong> (1608-1659), probabilmente nata sotto il Segno dell’Acquario stando alla lettera del padre, ebbe una vita «<em>licenziosa e dissoluta</em>». Le cronache ce la dipingono bellissima, invidiata dalle donne e desiderata dagli uomini. A 15 anni venne <strong>violentata</strong> dal suo educatore, un <strong>prete</strong>, e rimase incinta. Venne così fatta sposare al marchese Lorenzo Buondelmonti (1602-1640) che da tempo era malato di tisi e al quale però dette un erede. Ebbe un <strong>amante</strong>, un paggio alle dipendenze del cardinale Carlo de’ Medici, fratello del granduca, dal quale ebbe un figlio che venne fatto passare per figlio del marito. Rimasta <strong>vedova</strong> volle sposare il suo paggio ma questi la <strong>tradì</strong>. Allora lei lo fece <strong>uccidere</strong> da uno spadaccino francese del quale si era invaghita e che cercò anche di sposare, ma questi le <strong>rubò</strong> dei soldi e scappò. Ricercata dal cardinale per l’<strong>omicidio</strong> del paggio fuggì in Francia e si sposò con il <strong>pescatore</strong> che l’aveva aiutata, via mare, ad arrivare in territorio francese. Dopo qualche tempo, pensando che la situazione si fosse normalizzata, rientrò in Italia ma venne <strong>catturata</strong>, accusata di libidine e omicidio e rinchiusa nel <strong>maschio di Volterra</strong> dove morì a soli 50 anni.<br />
Sulla sua storia lo scrittore livornese Francesco Domenico Guerrazzi (1804-1873) scrisse il racconto <em>La figlia di Curzio Picchena</em>, che venne edito a Milano per i tipi di Sonzogno nel 1874.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Lettera di Curzio Picchèna a Galileo Galilei in Padova scritta da Firenze il 18 dicembre 1608, in: ANTONIO FAVARO (a cura di), <em>Le Opere di Galileo Galilei</em>. Edizione nazionale sotto gli auspici di Sua Maestà il Re d’Italia, Volume X, Carteggio anni 1574-1610, n. 201, p. 224, Tipografia Barbèra, Firenze 1890-1909 (digitalizzata in <http://portalegalileo.museogalileo.it>).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Antonio Carnevale (1611-1678)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 22:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[410 anni fa, il 1° maggio 1611, nasceva Antonio Carnevale. Sacerdote della Congregazione dei Chierici Regolari del Buon Gesù di Ravenna, fu matematico e astrologo («Astronomicae artis Professore», come leggiamo in alcune sue opere). Scrisse molti pronostici annuali, iniziando a redigerli nel 1638 e andando avanti fino all’anno della sua morte (quindi per ben quarant’anni!), [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>410 anni fa, il 1° maggio 1611, nasceva Antonio Carnevale. Sacerdote della Congregazione dei Chierici Regolari del Buon Gesù di Ravenna, fu matematico e astrologo («<em>Astronomicae artis Professore</em>», come leggiamo in alcune sue opere).</p>
<p> <span id="more-4341"></span></p>
<p>Scrisse molti pronostici annuali, iniziando a redigerli nel 1638 e andando avanti fino all’anno della sua morte (quindi per ben quarant’anni!), quasi tutti che iniziavano con lo stesso titolo: “<em>Gli Arcani Delle Stelle Intorno a’ più notabili Eventi nelle cose del Mondo, per l’Anno…</em>”. I suoi primi pronostici furono stampati a Bologna, molti con l’<em>imprimatur</em> sottoscritto anche dal matematico e astrologo <strong>Ovidio Montalbani</strong>, ma ve ne sono altri editi a Firenze, dal 1654 al 1676 per i tipi di Francesco Onofri e, per quanto riguarda gli ultimi anni della sua vita, a Venezia.</p>
<p><o>Don Carnevale era circondato da una grande reputazione, considerato un <strong>maestro</strong> da tanti astrologi. I suoi pronostici, ricercati da tutti e a volte “saccheggiati” dai suoi colleghi, iniziavano sempre con un dettagliato <em>excursus</em> relativo al principio dell’anno, sia civile sia astrologico, per poi passare alle lunazioni mese per mese finendo con le immancabili annotazioni relative ai giorni «<em>proibjti al cavar sangue pigliar Medicine, &#038; a qualsivoglia altra Medica operazione</em>». </p>
<p>E però, prima di tutto, trovava posto il consueto appello <em>Al Benigno Lettore</em>, una paginetta o poco più dove l’autore (a volte l’editore) si rivolgeva agli acquirenti del libretto dando piccole ma significative spiegazioni sul testo che sarebbero andati a leggere; così, per esempio, ne “<em>Gli Arcani Delle Stelle…</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> del 1662 scriveva che era stanco e che non voleva più redigere i suoi almanacchi anche perché erano molti quelli che li <strong>scopiazzavano</strong> spacciandoli per propri, ma che varie insistenze l’avevano portato a continuare la sua opera. </p>
<p>L’ultimo suo pronostico fu per l’anno 1679: “<em>Gli Arcani Delle Stelle Intorno a’ più notabili Eventi nelle cose del Mondo. Per L’Anno 1679. Discorso Astrologico Di D. Antonio Carnevali Da Ravenna</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, stampato a Venezia nel 1679 per i tipi di Giovanni Giacomo Hertz e dedicato a Ottavio Torriano (o Torriani), appartenente al ramo veneto della nobile e antica famiglia milanese dei Della Torre.<br />
Abbiamo anche un suo pronostico postumo, del 1680, assemblato da certo Francinio Bersasci basandosi su scritti rinvenuti di don Carnevale, dal titolo: “<em>Gli Arcani Delle Stelle Intorno a’ più notabili Eventi nelle cose del Mondo. Per L’Anno Bisestile M.DC.LXXX. Discorso Astrologico Raccolto da framenti Di D. Antonio Carnevali Da Ravenna. Da Francinio Bersasci</em>”<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, edito a Venezia nel 1680 per i tipi di Giovanni Giacomo Hertz e dedicato al nobile e medico padovano Bernardino Malacrida.<br />
Il nome dell’autore di detto assemblaggio, Francinio Bersasci, è l’anagramma del vero nome e trattasi del fiorentino <strong>Francesco Barzini</strong>, anche lui scrittore di almanacchi e lunari e che potrebbe aver conosciuto don Carnevale a Venezia oppure a Firenze (d’altronde per più di vent’anni le opere di don Carnevale vennero stampate in quella città) o comunque aver avuto con lui qualche contatto quindi essere venuto in possesso di alcune sue carte.</p>
<p>Oltre a “<em>Gli Arcani Delle Stelle…</em>”, abbiamo anche lavori inerenti osservazioni di <strong>fenomeni astronomici</strong> e relativi pronostici, per esempio: “<em>Osservationi sopra la prossima Ecclisse del Sole, da celebrarsi la mattina delli 2. luglio del corrente anno 1666. Discorso Astrologico di Don Antonio Carnevale da Ravenna</em>”<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, stampato a Venezia nel 1666 per i tipi di Francesco Valvasense e dallo stesso dedicato al nobile veneziano Bertucci Contarini.<br />
L’eclisse qui menzionata, sulla quale Carnevale aveva già accennato qualcosa nel suo pronostico di quell’anno<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, fu un’eclisse <strong>ibrida solare</strong> (evento abbastanza raro: ne abbiamo avuta una il 3 novembre 2013, ne avremo un’altra il 20 aprile 2023), cioè un’eclisse che secondo il luogo di osservazione appare sia totale sia anulare, ciò a causa della quasi perfetta uguaglianza prospettica dei diametri del Sole e della Luna, così che il Sole viene coperto totalmente dalla Luna quando c’è la minima distanza Terra-Luna, e parzialmente (anulare) quando questa distanza aumenta, ovvero all’inizio e alla fine del fenomeno.<br />
Quell’anno fu atteso poi con trepidazione perché aveva il numero “666”, quello della <strong>bestia apocalittica</strong>, anno che vedeva anche strane particolarità come la coincidenza fra alcune feste religiose, per esempio il giorno della festività di San Giovanni Battista (24 giugno) era anche quello in cui cadeva la celebrazione del Corpus Domini, circostanza mai verificatasi e che fomentava foschi pensieri, senza contare che una settimana dopo si palesava l’eclisse di cui sopra<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>.</p>
<p>Don Carnevale morì a Ravenna il 13 novembre 1678 lasciando tutti i suoi libri ai padri Minori Conventuali di San Francesco.</p>
<hr/>
<p>Maggiori info nel mio libro “<em>Astrologia Italica</em>”, Pagnini, Firenze 2016.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Titolo dell’opera: <em>Gli Arcani Delle Stelle. Intorno a’ più notabili Eventi nelle cose del Mondo Per L’Anno MDCLXII. Discorso Astrologico Di D. Antonio Carnevale da Ravenna. Alla Sacra Real Maestà Cristianissima Di Luigi XIIII, Re Di Francia E Di Navarra</em>, In Firenze, per Francesco Onofri, 1662. L’opera (in CD-ROM) è presente nella Biblioteca Museo Galileo di Firenze (collocazione: GDA 012).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L’opera è presente nella Biblioteca Comunale Planettiana di Jesi (collocazione: PLAN P’ I049).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] L’opera è presente nella Biblioteca Comunale Planettiana di Jesi (collocazione: PLAN alfa II 016).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] L’opera è presente nella Biblioteca delle Collezioni d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale – Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (collocazione: AMBROSINI OP 0005 0047).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] <em> Gli Arcani Delle Stelle Intorno a’ più notabili Eventi nelle cose del Mondo, Per L’Anno MDCLXVI. Discorso Astrologico di D. Antonio Carnevale da Ravenna. All’Eminentiss. E Reverendiss. Principe, il Sig. Girolamo Bonvisio Vescovo Di Lucca, E Legato de Latere di Ferrara, e suo Ducato</em>, In Firenze, per Francesco Onofri. 1666.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Da considerare che quello fu anche l’anno del grande incendio di Londra (2 settembre) che distrusse gran parte della città e che venne “descritto” quattordici anni prima dall’astrologo inglese William Lilly (1602-1681) che per questo, nell’ottobre 1666, venne accusato di aver appiccato l’incendio onde avvalorare la sua previsione; l’accusa ovviamente non ebbe seguito. Per inciso nel Tema dell’Inghilterra (26.12.1066 ore 12, Londra) questa eclisse (10° 23’ Cancro) cadeva sul Fondo Cielo (08° 41’ Cancro), sulla Luna Nera (09° 20’ Cancro) e sulla Parte di Fortuna (11° 25’ Cancro). Era poi opposta al Sole (09° 55’ Capricorno).<a href="#testo6">&uArr;</a></p>
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		<title>“Ciò che è in basso è come ciò che è in alto…”</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 23:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[ermete trismegisto]]></category>
		<category><![CDATA[tabula smaragdina]]></category>
		<category><![CDATA[tavola di smeraldo]]></category>

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		<description><![CDATA[Apollonio di Tiana (I secolo d.C.), mago, astrologo e filosofo neo-pitagorico conosciuto nel mondo arabo col nome di Bālinūs, racconta – è proprio lui stesso a dircelo – che un giorno scoprì per caso la tomba di Ermete Trismegisto, cioè Ermes il tre volte grande, il Maestro di Sapienza, il mitico autore del Corpus Hermeticum; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Apollonio di Tiana</strong> (I secolo d.C.), mago, astrologo e filosofo neo-pitagorico conosciuto nel mondo arabo col nome di Bālinūs, racconta – è proprio lui stesso a dircelo – che un giorno scoprì per caso la tomba di <strong>Ermete Trismegisto</strong>, cioè Ermes il tre volte grande, il Maestro di Sapienza, il mitico autore del <em>Corpus Hermeticum</em>;<span id="more-4326"></span></p>
<p> vi entrò, e i suoi occhi furono subito abbagliati dalla grande statua d’oro di Ermete; ripresosi dallo stupore, e non appena i suoi occhi si abituarono a quella luce, si accorse che le mani della statua reggevano una <strong>lastra color smeraldo</strong> – conosciuta in seguito come <em>Tabula Smaragdina</em> – sulla quale c’era scritto: “<em>Ecco il segreto del mondo e la conoscenza della natura</em>”. Tremante, Apollonio continuò a leggere: </p>
<p style="text-align: center;"><em>È vero, è vero senza errore, è certo, è verissimo.<br />
Che ciò che è in basso, è come ciò che è in alto,<br />
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso,<br />
per compiere il prodigio di Una Cosa Sola.<br />
Come tutte le cose sono emanazioni di un’Unica e Sola Cosa,<br />
per volere e comando dell’Uno,<br />
così tutte le cose si sono formate per adattamento di questa Unica Cosa,<br />
secondo l’ordine della Natura.<br />
Il Sole ne è il Padre, la Luna ne è la Madre, il Vento l’ha portata nel ventre Suo, la Terra è la nutrice Sua.<br />
L’origine di tutte le cose perfette che esistono al Mondo è qui….</em></p>
<p>Il cuore quasi gli scoppiava. Smise di leggere. Prese la tavola, la avvolse in una coperta e la portò con sé. Anni dopo scrisse un libro che intitolò <em>Kitāb Sirr al-alïqa</em> (Il Libro dei Segreti della Creazione). In quest’opera Apollonio trattava della dottrina dei quattro Elementi (Fuoco, Terra, Aria, Acqua), dei 24 nomi di Dio, di cosmologia, dei minerali, delle piante, degli animali, dell’Uomo. In chiusura del libro mise il testo della <em>Tabula Smaragdina</em>. Quella fu la <strong>prima testimonianza</strong> storica della celebre Tavola.</p>
<p>E però, nonostante tutto questo, ancora non sappiamo chi sia il vero autore della <em>Tabula Smaragdina</em>: non certo Ermete Trismegisto, personaggio leggendario accomunato al dio egizio <strong>Thot</strong> e comunque nome mitico dietro al quale forse, nei primi secoli dopo Cristo, si celava un <strong>sodalizio</strong> di eruditi, sapienti, filosofi, astrologi e alchimisti; né d’altronde sappiamo chi sia veramente l’autore del <em>Kitāb Sirr al-alïqa</em>: infatti secondo alcuni studi condotti nel secolo scorso dal tedesco Julius Ruska<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, dall’inglese Eric John Holmyard<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>  e dal cecoslovacco Eliezer Paul Kraus<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, pare che i testimoni più antichi di questa Tabula siano di origine araba e che anche il <em>Kitāb Sirr al-alïqa</em> – tradotto in latino nel XII secolo con il titolo di <em>Liber de secretis naturae</em> da due studiosi operanti in Spagna, <strong>Giovanni di Siviglia</strong> e<strong> Ugo di Santalla</strong> – non possa essere addebitato ad Apollonio di Tiana ma più probabilmente ascritto al periodo del califfato abbaside di <strong>al-Ma‘mūn</strong> (813-833), epoca nella quale il testo potrebbe essere stato tradotto in arabo da una precedente versione siriaca a sua volta derivante da un originale greco del quale purtroppo si sono perse le tracce .</p>
<p>È certo comunque che sull’assunto ermetico “<em>Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso</em>” si sono basate molte delle dottrine, delle discipline e delle scienze umane, materie sulle quali si ergeva e tuttora si erge colei che ingloba in sé, per nascita, natura e censo, l’essenza e il mistero di quello stesso assunto: l’ASTROLOGIA.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Julius Ruska (1867-1949), orientalista, storico della scienza, esperto di letteratura alchemica e della scienza islamica, ha svolto studi critici su molti testi arabi medievali appurando la provenienza della Tabula Smaragdina (si veda: <em>Tabula smaragdina. Ein Beitrag zur Geschichte der hermetischen Literatur</em>, Heidelberg Akten der von-Portheim-Stiftung, 14, IV, Carl Winter’s Universitätsbuchhandlung, Heidelberg 1926).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Eric John Holmyard (1891-1959) è stato uno storico della scienza, esperto di storia dell’alchimia e della scienza islamica medievale. Per anni a capo del Dipartimento delle Scienze del Clifton College (Bristol). Autore di numerose pubblicazioni, in italiano abbiamo: <em>Storia dell’Alchimia</em>, ed. Odoya, Bologna 2009.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Eliezer Paul Kraus (1904-1944), orientalista arabo ebreo nativo di Praga. Fra le sue ricerche quella su alcuni scritti dell’alchimista arabo Jābir ibn Hayyān (VIII secolo) che Kraus scoprì essere in realtà un lavoro di gruppo di alcuni ismailiti del X secolo. I suoi lavori hanno rivoluzionato alcuni concetti relativi alla scienza alchemica islamica. Alla fine degli anni ’30 si trasferì a Il Cairo dove nel 1944 si suicidò impiccandosi; la famiglia ha sempre dichiarato di avere le prove che era stato assassinato. Fra le sue opere i due volumi (il terzo non uscito per la sua morte) di: <em>Jābir ibn Hayyān, contribution à l&#8217;histoire des idées scientifiques dans l’Islam</em>, Imprimerie de l’Institut Français d’Archeologie Orientale, le Caire 1942-43.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>L&#8217;asteroide (1871) Astyanax</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 23:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 24 marzo 1971 veniva scoperto l’asteroide (1871) Astyanax dagli astronomi Cornelis Johannes van Houten, Ingrid van Houten-Groeneveld e Tom Gehrels dell’Osservatorio di Monte Palomar in California. Si trovava nella costellazione della Vergine (ascensione retta 190° 06’, declinazione + 03° 14’, latitudine + 06° 59’). Ha un periodo orbitale di 12,17 anni. Classificazione: asteroide troiano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 24 marzo 1971 veniva scoperto l’asteroide <strong>(1871) Astyanax</strong> dagli astronomi Cornelis Johannes van Houten, Ingrid van Houten-Groeneveld e Tom Gehrels dell’Osservatorio di Monte Palomar in California. <span id="more-4332"></span></p>
<p>Si trovava nella costellazione della Vergine (ascensione retta 190° 06’, declinazione + 03° 14’, latitudine + 06° 59’). Ha un periodo orbitale di 12,17 anni. Classificazione: asteroide troiano.
<p/

<p><em>Il nome</em><br />
Fine orribile quella del piccolo <strong>Astianatte</strong>, figlio dell’eroe troiano<strong> Ettore</strong> e di <strong>Andromaca</strong>. I suoi genitori lo chiamarono <strong>Scamandrio</strong>, in onore del fiume di Troia, lo Scamandro, ma la gente lo chiamava Astianatte, che vuol dire “signore della città”. La prima notizia che si ha di lui ce la dà Omero nell’<em>Iliade</em> quando ci dice che Andromaca, con il bimbo in braccio, si incontra con Ettore prima che lui parta per la battaglia da dove non tornerà; è vestito da soldato con addosso una luccicante armatura; il sole batte sull’elmo e il vento fa ondeggiare il cimiero chiomato, e il bimbo ne ha paura; allora Ettore sorridendo si toglie l’elmo e lo appoggia per terra, e solo allora Astianatte si fa baciare dal padre. Ma il tragico epilogo è già in atto: Ettore è ucciso da <strong>Achille</strong>. Troia è in fiamme, distrutta. Si racconta che Andromaca, oramai prigioniera di Neottolemo figlio di Achille, si tenesse il piccolo stretto al petto quando Neottolemo glielo<strong> strappò</strong> dalle sue mani, lo fece <strong>roteare</strong> tenendolo per un piede e lo <strong>scagliò</strong> giù dalle mura di Troia, e questo perché Ulisse aveva consigliato di non risparmiare nessuno della discendenza maschile del re di Troia Priamo (di cui Astianatte era nipote), affinché nessuno potesse restaurare il regno di Troia.
<p/>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta (24.03.1971) l’asteroide <strong>(1871) Astyanax</strong> si trovava in moto retrogrado a 08° 00’ del Segno della <strong>Bilancia</strong>, sul piede eclittico della stella <em>Vindemiatrix</em>, la epsilon Virginis (costellazione della Vergine), il cui nome, di derivazione greca, significa <em>“annunciatrice della vendemmia</em>” perché il suo sorgere eliaco segnava l’inizio del periodo della vendemmia; è una stella che ha natura di <strong>Saturno-Mercurio</strong> e viene considerata fondamentalmente <strong>negativa</strong>, legandosi ad ansie, depressioni, problemi legali, perdite finanziarie e secondo alcuni anche<strong> vedovanza</strong>. L’asteroide si trovava altresì in congiunzione a <strong>Urano</strong> e in quadratura a <strong>Marte</strong>.
<p/>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
<em>Vindemiatrix</em> è una stella che nei suoi risvolti più truci ha a che fare anche con la <strong>morte</strong>, e visto il destino del povero e innocente Astianatte non possiamo far altro che prendere atto di ciò che la tradizione astrologica ci dice. Il fatto che poi l’asteroide si trovasse <strong>congiunto a Urano</strong> e in <strong>quadratura a Marte</strong> può esser preso come una conferma ulteriore sia della dirompenza di questi due astri sia del tipo di energia che permea l’asteroide.<br />
Se queste sono le premesse non possiamo certo dire che <strong>(1871) Astyanax</strong> si porti appresso cose leggere, e magari qualcuno potrà sentirsi autorizzato a pensare, seguendo quanto accaduto al piccolo Astianatte, che questo asteroide possa essere parlante nei Temi di soggetti che, in vario modo, hanno subito lo stesso destino del figlio di Andromaca: <strong>caduti</strong> accidentalmente o volontariamente spinti con conseguenti gravi lesioni fisiche se non addirittura deceduti.<br />
Purtroppo la pratica non ha dato elementi tali da poter mettere il suggello su quella autorizzazione, anzi, pare proprio non essere quello il campo in cui far lavorare questo asteroide. E allora? E allora dovremmo piuttosto pensare a <strong>difficoltà di essere accettato</strong>, e sicuramente saremmo più nel vero, quindi con questo asteroide in punti particolarmente importanti di un Tema potremmo avanzare l’ipotesi, nemmeno poi tanto remota, di qualche problema di <strong>accettazione</strong> da parte degli altri, oppure di difficoltà nel <strong>farsi accettare</strong> come se per vari motivi, anche di salute, il soggetto fosse impossibilitato o ostacolato a relazionarsi, e possiamo pensare, come immagine, al bambino che per motivi di salute è costretto a starsene in casa osservando dalla finestra gli altri bambini che giocano; da questo lato un esempio didattico è quello riguardante il Tema dello psicoanalista <strong>Alfred Adler</strong>, con l’asteroide <strong>(1871) Astyanax</strong> esattamente congiunto al <strong>Sole</strong> e in quadratura a<strong> Plutone</strong>;  nella sua infanzia era affetto da <strong>rachitismo</strong> e gracilità costituzionale, e tale situazione lo costrinse per lungo tempo a trascorrere buona parte delle sue giornate sotto il sole, <strong>fasciato e immobile</strong>, mentre gli altri bambini si divertivano e schiamazzavano non lontano da lui.<br />
 Si può quindi dire che c’è una necessità di essere accettato dagli altri e non solo a livello di relazioni amicali ma anche a livello sociale.<br />
Può esser presente in zone particolari del cielo anche nei Temi di soggetti che fanno del <strong>concetto dell’accettazione</strong> uno dei loro cavalli di battaglia: pensiamo ad esempio alle lotte dei neri d’America: da questo lato è interessante trovare l’asteroide <strong>(1871) Astyanax</strong> agli stessi gradi e primi di Venere, signora dell’Ascendente, nel Tema di <strong>Martin Luther King</strong>.
<p/>
<br/></p>
<p>(Maggiori info nel mio libro “<em>Dizionario degli Asteroidi</em>”, Capone 2012)
<p/>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(1871) Astyanax</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
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		<title>L&#8217;asteroide (399) Persephone</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 23:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[demetra]]></category>
		<category><![CDATA[persefone]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 23 febbraio 1895 veniva scoperto l’asteroide (399) Persephone dall’astronomo Maximilian Franz Joseph Cornelius Wolf dall’Osservatorio di Heidelberg, Germania. Si trovava nella costellazione del Leone (ascensione retta 165° 21’, declinazione + 09° 05’, latitudine + 02° 37’). Ha un periodo orbitale di 5,34 anni. Classificazione: fascia principale. Il nome Persefone era figlia di Zeus e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 febbraio 1895 veniva scoperto l’asteroide <strong>(399) Persephone</strong> dall’astronomo <strong>Maximilian Franz Joseph Cornelius Wolf</strong> dall’Osservatorio di Heidelberg, Germania. <span id="more-4319"></span></p>
<p>Si trovava nella costellazione del Leone (ascensione retta 165° 21’, declinazione + 09° 05’, latitudine + 02° 37’). Ha un periodo orbitale di 5,34 anni. Classificazione: fascia principale.
<p/>
<p><em>Il nome</em><br />
Persefone era figlia di Zeus e di Demetra, dea dell’agricoltura. Un giorno mentre stava tranquillamente raccogliendo dei fiori sbucò all’improvviso da sottoterra Ade, dio degli Inferi, che la rapì portandola nel suo buio regno. Una volta laggiù Ade le offrì della frutta (un melograno) che lei mangiò ignara del fatto che chiunque avesse accettato qualcosa dal dio dei morti non sarebbe più ritornato tra i vivi. Demetra, colei che elargiva bel tempo e fertilità alla terra tutto l’anno affinché gli uomini si procurassero il necessario dalla natura, adirata per quello che era accaduto alla figlia smise di essere così benevola lasciando che la terra si inaridisse impedendo così la crescita delle messi. Gli esseri umani morivano di fame e fu così che intervenne Zeus che trovò un accordo: per sei mesi Persefone sarebbe rimasta con Ade, per gli altri sei con la madre sulla terra. Fu così che la natura per sei mesi (primavera ed estate) riprendeva forza e vigore, mentre per gli altri sei (autunno e inverno) si addormentava.<br />
Demetra, per festeggiare il ritorno della figlia, istituì i <strong>Misteri Eleusini</strong> (nella città di Eleusi, dove vi era il più grande santuario di Demetra), dove la figlia rappresentava un po’ la storia dell’anima da quando scende nella materia (andando da Ade) fino al suo rinascere alla vita trascendente (ritorno alla madre). Caduta e redenzione, insomma.<br />
Da considerare che la figlia si chiamava Kore (la “fanciulla delle fanciulle”) e che solo dopo essere stata rapita da Ade e aver mangiato il frutto assunse il nome di Persefone (Phersefhassa, “rovina, vendetta”), ma per i veri seguaci dei Misteri rimase sempre Kore.
<p/>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta (23.02.1895) l’asteroide <strong>(399) Persephone</strong> si trovava in moto retrogrado a 13° 00’ del Segno della <strong>Vergine</strong>, a poco più di un grado dal piede eclittico della stella Mizar, la zeta <em>Ursae Maioris</em> (costellazione dell’Orsa Maggiore), il cui nome deriva dalla parola araba <em>al-marāqq</em>, “l’inguine” (secondo altri significherebbe “reni”, “lombi”); è una stella della natura di Marte che pare conferire onori, rinomanza, forza di volontà, resistenza alle avversità; in posizione preminente in un Tema segna personalità fuori del comune.<br />
Al momento della sua scoperta l’asteroide si trovava in quadratura a <strong>Nettuno</strong>.
<p/>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
Certamente un asteroide che ha a che fare con una buona capacità ad ergersi, con il far valere i <strong>propri diritti</strong>, col dire la propria senza tanti timori; altrettanto certamente un asteroide che si lega a incaponimenti, testardaggine, <strong>convinzione di essere nel giusto</strong>, <strong>capacità persuasive</strong>; tutto questo a maggior ragione se troviamo l’asteroide congiunto a uno dei quattro angoli del Tema; gli aspetti di congiunzione o dinamici a pianeti personali sembrano avere sì lo stesso impatto ma più studiato, meditato, razionale; negli aspetti armonici (sempre con pianeti personali) vediamo invece un attenuarsi dei comportamenti su esposti, o meglio, un uso degli stessi più in sordina, più soffuso.<br />
Ma l’asteroide lavora e agisce anche su altri piani, ad esempio su quello dell’istinto e su quello della ragione, o anima e corpo, spirito e materia, disegnando personalità <strong>carismatiche</strong>, <strong>originali</strong>, <strong>individualiste</strong>, <strong>provocatorie</strong>, <strong>contraddittorie</strong>.
<p/>
<p>(Maggiori info nel mio libro “<em>Dizionario degli Asteroidi</em>”, Capone 2012)
<p/>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(399) Persephone</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
Foto da:theconservation.com<br />
Dipinto di Joseph Heintz il Vecchio &#8220;Ratto di Proserpina&#8221; (1598)</p>
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		<title>L&#8217;astrologia dell&#8217;anima</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/lastrologia-dellanima/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2021 04:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
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		<description><![CDATA[Con “astrologia dell’anima” ‒ termine peraltro molto abusato e bistrattato ‒ si intende un tipo di indagine astrologica vòlto alla conoscenza della nostra anima, quindi un tipo di lettura del Tema natale che possiamo definire psicologico e spirituale allo stesso tempo. Contrariamente a quanto si può pensare l’astrologia spirituale o dell’anima non è una branca [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con “astrologia dell’anima” ‒ termine peraltro molto abusato e bistrattato ‒ si intende un tipo di indagine astrologica vòlto alla conoscenza della nostra anima, quindi un tipo di lettura del Tema natale che possiamo definire <strong>psicologico</strong> e <strong>spirituale</strong> allo stesso tempo.<span id="more-4313"></span></p>
<p>Contrariamente a quanto si può pensare l’astrologia spirituale o dell’anima non è una branca recente ma affonda le proprie radici agli albori dell’astrologia stessa, scienza quest’ultima che prima di diventare uno strumento utilizzato essenzialmente per divinare era materia <strong>sapienziale</strong>, una via utilizzata per connettersi al Cielo cercando di ricomporre il legame perduto con l’<em>anima coeli</em>, ricollegando il microcosmo al macrocosmo e viceversa. Solo successivamente l’astrologia divenne materia anche divinatoria, utilizzata cioè per conoscere il futuro.
<p/>
<p>Per secoli le due visioni, i due approcci, viaggiarono insieme ma venne un momento in cui le loro strade si divisero e più l’<strong>arte divinatoria</strong> prendeva campo più la <strong>scienza sapienziale</strong> vedeva diminuire il suo “impatto pubblico” ‒ non certo la sua autorevolezza ‒ trovandosi così costretta a fare buon viso a cattiva sorte cercando ospitalità nelle austere sale di biblioteche, nei conventi, nei monasteri, nelle varie “Case della Saggezza”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, lì sì accolta amorevolmente, supportata e studiata da eruditi, filosofi, sacerdoti e scienziati che con dedizione ne tenevano accesa la fiammella portandola avanti intatta nel corso dei secoli e le cui tracce, più o meno velate, si possono riconoscere nel pensiero, negli studi e nelle opere dei vari Pitagora, Plotino, Porfirio, Giamblico, Ildegarda di Bingen, Dante Alighieri, Marsilio Ficino, Paracelso, Giordano Bruno, tanto per citarne solo alcuni.
<p/>
<p>Fu così che i tempi maturarono convincendola che era giunto il momento di far conoscere all’umanità l’antico precetto ermetico per cui “<em>Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in bass</em>o”.<br />
Poi si specchiò e pensò di riconoscersi nella <em>prisca sapientia</em> e nella <em>theologia platonica</em> di Ficino, nella <em>congruentia</em> Uomo-Cosmo di Paracelso, nell’<em>anima mundi</em> di Bruno, fino a che dopo secoli di oscurantismo si trovò, tra il XIX e il XX secolo, a usufruire di una iniezione di vitalità ‒ forse non voluta, non cercata ‒ proveniente da due diversi indirizzi di pensiero come erano e sono la <strong>teosofia</strong> e la <strong>psicologia analitica</strong>.
<p/>
<p>Rivestita in tal modo di panni nuovi, più rispondenti alle richieste e alle esigenze del tempo, l’antica scienza sapienziale cercò di riprendere il suo posto nel panorama astrologico moderno.<br />
È certo però che secoli di peregrinazione e l’essere stata costretta a elemosinare di volta in volta nuovi alloggi l’avevano da una parte impoverita della sua sapienza iniziale e dall’altra ammantata di orpelli che lei stessa faceva fatica a riconoscere come propri.<br />
Oggi troviamo un gran numero di scuole e di soggetti che si richiamano a questa antica scienza non tutti però con le adeguate conoscenze e finalità.
<p/>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p>L’astrologia dell’anima o spirituale ‒ che potremmo chiamare anche “astrosofia” ‒ cerca di dare una mano a capire chi siamo e da dove veniamo; aiuta a trovare una maggiore <strong>consapevolezza di sé</strong>; aiuta a comprendere quali strumenti abbiamo a disposizione per usarli al meglio. Molti amari accadimenti che ci coinvolgono hanno spesso come retroterra un nostro <strong>disagio esistenziale</strong>, una imperfetta comprensione di noi stessi: spesso siamo noi che inconsapevolmente andiamo incontro o fomentiamo ciò che ci accade.
<p/>
<p>Certo, c’è anche il <strong>destino</strong>, sul quale non ci è dato di intervenire: per esempio si può nascere su un barcone di migranti al largo delle coste di Lampedusa oppure a Buckingham Palace. E poi si nasce con un preciso <strong>DNA</strong> ereditato dai nostri genitori, dai nonni, dai bisnonni, dai trisavoli, ecc., ovvero si può provenire da una <strong>linea ereditaria genetica</strong> che, per esempio, può aver compreso, nei secoli passati, un assassino o un santo o uno scienziato o un grande musicista le cui impronte genetiche hanno poi “rotolato” attraverso i secoli lungo questa linea ereditaria senza trovare nessun soggetto su cui fermarsi fino a che, trovando quello con le giuste corrispondenze anche astrali ‒ noi stessi ‒, queste impronte <strong>si sono fermate</strong> andandosi ad annidare all’interno delle nostre “pieghe genetiche” così che ci ritroviamo con una non richiesta <strong>predisposizione</strong> a diventare un assassino o un santo o uno scienziato o un grande musicista. E però per diventarlo veramente ci vuole dell’altro ché non basta esserne predisposti geneticamente: ci vuole qualcosa di esterno a noi, un terreno adatto, un contesto, un ambiente che fortifichi o al contrario indebolisca tutto questo; ma soprattutto ci vuole il nostro consenso, la nostra azione, la nostra volontà, ed è proprio su questo che si può lavorare, che si deve lavorare. Ma per farlo bisogna conoscerci un po’ meglio di quanto crediamo.
<p/>
<p>Ecco, l’astrologia dell’anima dà una mano a capire quali strumenti abbiamo a disposizione al nostro interno per agire ‒ e reagire ‒ dove possiamo e quanto possiamo. Sempre che lo si voglia.
<p/>
<p style="text-align: center;">*****</p>
<p>L’astrologia dell’anima che io uso non ha niente a che vedere con ciò che si trova in giro perché è un sistema che ho <strong>personalmente</strong> elaborato, meditato e testato nel corso degli anni e le cui tracce erano già presenti in alcune mie opere. Da questo lato aggiungo che alcuni dei libri da me scritti, nonostante sembrino slegati tra loro, in realtà fanno parte di un unico progetto essendo tutti attraversati da un <em>fil rouge</em> che li collega al compito assegnato alla mia anima e dai quali ha preso corpo il personalissimo sistema di lettura psicologico-spirituale del Tema natale che utilizzo.
<p/>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Per esempio quella fondata a Baghdad da al-Ma‘mūn (786-833), settimo califfo della dinastia abbaside, patrono di filosofi e di scienziati, lui stesso appassionato e studioso di astronomia e astrologia e che nell’829, contemporaneamente alla Casa, fondò anche il primo osservatorio astronomico permanente al mondo sulle colline di Baghdad. In questa Casa della Saggezza o della Sapienza, in arabo Bayt al-Hikma, vi abitavano permanentemente studiosi, scienziati, filosofi e traduttori, questi ultimi con il compito di volgere in siriaco e poi in arabo gli scritti filosofici e scientifici greci; fornita di una prestigiosa biblioteca, paragonabile a quella di Alessandria, la Casa divenne un importante centro di cultura anche esoterica. Alcuni ascrivono la fondazione di questa Casa della Saggezza al califfo Abū Ja’far al-Mansur (712-775).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: naturattl.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gli USA e la Parte dei Nemici</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 17:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[parte avversità]]></category>
		<category><![CDATA[parte dei nemici]]></category>
		<category><![CDATA[stati uniti d'america]]></category>

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		<description><![CDATA[L’altro giorno pensando ai recenti avvenimenti legati all’assalto al Congresso americano ho dato un’occhiata al Tema natale degli Stati Uniti d’America. Ho poi calcolato le Rivoluzioni Solari relative a quattro avvenimenti importanti per questo Paese: la guerra di secessione (1861), l’assassinio di JFK (1963), l’assalto al World Trade Center (2001) e il recente assalto al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’altro giorno pensando ai recenti avvenimenti legati all’assalto al <strong>Congresso americano</strong> ho dato un’occhiata al <strong>Tema natale</strong> degli Stati Uniti d’America. <span id="more-4304"></span></p>
<p>Ho poi calcolato le <strong>Rivoluzioni Solari</strong> relative a quattro avvenimenti importanti per questo Paese: la guerra di secessione (1861), l’assassinio di JFK (1963), l’assalto al World Trade Center (2001) e il recente assalto al Congresso (2021) e per ognuna ho calcolato la Parte dei Nemici<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<br />
Ecco il Tema natale degli USA.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2021/01/USA2-e1611076237503.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2021/01/USA2-e1611076237503.jpg" alt="USA2" width="600" height="519" class="aligncenter size-full wp-image-4303" /></a></p>
<p>Intanto notiamo che gli Stati Uniti stanno vivendo il <strong>primo ritorno di Plutone</strong> su se stesso il che fa pensare a qualcosa di particolare che viene a galla o meglio che esplode: contraddizioni, sotterfugi, segreti, rabbia; insomma, il classico gigante dai piedi di argilla che si scopre più vulnerabile di quanto pensasse.</p>
<p>Nel Tema natale la <strong>Parte dei Nemici</strong> cade a 07° 22’ Bilancia, in Casa 10, punto medio tra MC e Saturno.<br />
Se calcoliamo questa Parte nelle varie RS, ecco dove cade:</p>
<p>RS 1860-1861: 03° Ariete, congiunta FC natale (nemici in casa, infatti è stata una guerra civile).<br />
RS 1963-1964: 15° Capricorno, opposta al Sole (il Capo, il Presidente).<br />
RS 2001-2002: 01° Bilancia, congiunta MC natale (nemici da fuori).<br />
RS 2020-2021: 11° Vergine, congiunta MC di RS (pericoli per Joe Biden).</p>
<p>Ovviamente ce ne sono altre di Parti importanti, per esempio la <strong>Parte delle Avversità</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> che nel Tema natale cade a 18° 55&#8242; Leone, punto medio tra Marte e Saturno e tra MC e Giove:</p>
<p>RS 1860-1861: 29° Vergine, esattamente opposta a Nettuno di RS (incomprensioni reciproche).<br />
RS 1963-1964: 13° Vergine, congiunta a Plutone di RS (i poteri oscuri in azione).<br />
RS 2001-2002: 09° Sagittario, congiunta a Plutone di RS ed esattamente opposta a Saturno di RS (i poteri oscuri in azione, crisi politica, abbattimento).<br />
RS 2020-2021: 02° Acquario, congiunta a Saturno di RS (crisi politica, abbattimento).</p>
<p>Senza contare i transiti o quant’altro che sono estremamente parlanti in tutte le RS: qui ho dato solo un esempio dell’impatto di queste Parti.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] La formula è: Ascendente + Cuspide XII Casa ‒ Governatore XII Casa.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] La formula è: Ascendente + Marte ‒ Saturno.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Giove-Saturno 2020</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2020 15:02:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anima mundi]]></category>
		<category><![CDATA[era acquario]]></category>
		<category><![CDATA[Urano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo. Il 21 dicembre alle ore 18.19 UT ci sarà la ventennale congiunzione Giove-Saturno a 00° 29’ 09” Acquario che inaugurerà la triplicità di Aria. Ed è anche visibile come da secoli non lo era, osservabile dalle 17 in poi bassa sull’orizzonte sud-ovest: affrettatevi. Fa parte di quel cambio di era in atto ‒ [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo. Il 21 dicembre alle ore 18.19 UT ci sarà la ventennale congiunzione Giove-Saturno a 00° 29’ 09” Acquario che inaugurerà la triplicità di Aria. <span id="more-4291"></span></p>
<p>Ed è anche visibile come da secoli non lo era, osservabile dalle 17 in poi bassa sull’orizzonte sud-ovest: affrettatevi.</p>
<p>Fa parte di quel cambio di era in atto ‒ da Pesci/Vergine ad Acquario/Leone ‒ del quale già abbiamo avuto dei cenni, dalla scoperta di Urano ai populismi passando per la rivoluzione francese, quella americana, quella industriale, il nazismo, il fascismo, l’ONU, lo sbarco sulla Luna ecc., ecc. Questa congiunzione è un’ulteriore spinta nella direzione acquariano/leonina, un’era dove molte cose dovranno cambiare e se noi non ce la facciamo o non vogliamo, non preoccupatevi, ci penserà la Natura, la Terra, Madre Gea a farci cambiare, come peraltro sta facendo in questo momento e continuerà a fare.</p>
<p>Qui sotto il <strong>Tema della congiunzione</strong> redatto per Roma. Come detto avviene il 21, che è anche il giorno del <strong>solstizio</strong> (ore 10.02 UT).<br />
L’Ascendente è in Leone, a rimarcare la nuova era, mentre Urano ‒ signore della congiunzione ‒ è in Toro esattamente congiunto alla Luna Nera. Il Toro è in quadratura a Leone e Acquario; da notare i signori dello Scorpione ‒ Marte e Plutone ‒ in esatta quadratura tra loro.<br />
Toro, Leone, Acquario, Scorpione… : in poche parole la Croce Fissa ‒ o del Cristo in croce ‒ che nell’astrologia dell’anima ha a che fare con le crisi e le sofferenze che devono essere prese come veicolo per arrivare a un riorientamento dell’essere umano, a far sì che questo si senta parte di un gruppo che si chiama Umanità. Affinché l’<em>anima mundi</em> si ricolleghi all’<em>anima superiore</em>.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/12/Giove_Saturno.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/12/Giove_Saturno.jpg" alt="Giove_Saturno" width="590" height="578" class="aligncenter size-full wp-image-4290" /></a></p>
<hr/>
Foto da: ilsussidiario.net</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di nuovo sulla Rivoluzione Solare 2020-2021 dell’Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2020 15:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[parte di malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Rispondo qui ad alcune mail arrivatemi che riprendono quanto scrissi nel post del 2 giugno scorso riguardo la Rivoluzione Solare 2020-2021 dell’Italia (vedi qui). Sì, la recrudescenza della pandemia a partire da ottobre era già nota da tempo agli addetti ai lavori visto il riavvicinamento di Giove a Saturno e a Plutone con l’aggiunta perniciosa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo qui ad alcune mail arrivatemi che riprendono quanto scrissi nel post del 2 giugno scorso riguardo la Rivoluzione Solare 2020-2021 dell’Italia (vedi <a href="http://www.renzobaldini.it/italia-rs-2020-2021/" rel="noopener" target="_blank">qui</a>).</p>
<p><span id="more-4285"></span></p>
<p>Sì, la recrudescenza della pandemia a partire da ottobre era già nota da tempo agli addetti ai lavori visto il riavvicinamento di Giove a Saturno e a Plutone con l’aggiunta perniciosa di Marte in quadratura dall’Ariete. Da considerare poi che il 12 novembre prossimo abbiamo una congiunzione Giove-Plutone a 22° 51’ Capricorno che sono gli stessi gradi dove a gennaio vi era la congiunzione Saturno-Plutone che ha accompagnato la pandemia, congiunzione che poi cade esattamente sul Fondo Cielo della RS di quest’anno dell’Italia (22° 31’ Capricorno).</p>
<p>Sì, il quadro della RS 2020-2021 dell’Italia riguardo l’inasprimento dei problemi di salute è assai eloquente visto<strong> l’Ascendente annuale congiunto alla Parte di Malattia natale</strong>, aspetto chiaro e che per questo non ha bisogno di commenti.<br />
Dobbiamo poi considerare che questo Ascendente va a porsi nella <strong>Casa 11 radix</strong>, segnale di <strong>tensioni sociali</strong> e rivendicazioni dovute, in questo caso, ai gravi problemi di tenuta lavorativa ed economica che nella RS erano visibili nella <strong>Parte del Lavoro congiunta alla Parte di Morte</strong> e tutte e due congiunte a Saturno, configurazione anche questa che non ha certo bisogno di essere spiegata.</p>
<p>Quando finirà tutto questo, mi si chiede? La situazione non è bella, né dal lato salute né da quello economico, e durerà abbastanza: d’altronde se il vaso si è rotto si è rotto e ci vorrà parecchio tempo prima di rimetterlo in sesto visto che anche la RS 2021-2022 ci aggiunge del suo.</p>
<p>Ma l’entrata di Giove e Saturno in Acquario a dicembre 2020 ‒ mi chiedono alcuni ‒ non dovrebbe alleggerire il tutto? Certo, ma è che appena vi entrano passano proprio sulla congiunzione “Lavoro-Morte” di cui sopra il che non depone certo a favore di un periodo tranquillo.<br />
E Marte che toglie la quadratura al Capricorno a gennaio 2021? Beh, un altro peso in meno, e non è poco, ma non basta; e non basta perché con una mano sola si lavora male: ce ne vogliono due per far sì che questo si svolga nel migliore dei modi e in maniera più sbrigativa, ecco perché oltre al lavoro dei pianeti dobbiamo metterci soprattutto del nostro se vogliamo uscirne poco ammaccati e molto più in fretta…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’8: numero sacro e il sesquiquadrato</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/l8-numero-sacro-e-il-sesquiquadrato/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2020 14:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[ottava casa]]></category>
		<category><![CDATA[scorpione]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Il numero 8 è il più antico numero sacro. Assomiglia, in posizione “adagiata”, al simbolo dell’infinito (∞) ideato dal presbitero e matematico inglese John Wallis (1616-1703) nel 1655, anche se pare che lo studioso non avesse in mente il numero 8 ma il segno che nell’antica Roma rappresentava il numero 1000 (M o meglio CIƆ,) [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il numero 8 è il <strong>più antico numero sacro</strong>. Assomiglia, in posizione “adagiata”, al simbolo dell’infinito (∞) ideato dal presbitero e matematico inglese John Wallis (1616-1703) nel 1655, anche se pare che lo studioso non avesse in mente il numero 8 ma il segno che nell’antica Roma rappresentava il numero 1000 (M o meglio CIƆ,) preso da lui come simbolo di “grande quantità”.</p>
<p><span id="more-4269"></span></p>
<p>Tra le figure geometriche derivate dal numero 8 abbiamo l’<strong>ottagono regolare</strong>, figura che sta a metà strada tra il <strong>quadrato</strong> – la Terra ovvero l’<strong>essere umano</strong> – e il <strong>cerchio</strong> – il Cielo ovvero la <strong>divinità</strong> – e che è formata da otto lati di uguale lunghezza e otto angoli interni di uguale ampiezza, cioè 135°. </p>
<p>In astrologia un angolo di 135° si chiama <strong>sesquiquadrato</strong> e deriva dall’ottava armonica, la suddivisione del cerchio zodiacale in otto parti (45° e multipli); come aspetto planetario il sesquiquadrato viene considerato “dinamico” (è formato, come dice il nome, da un quadrato e mezzo); è un aspetto spesso <strong>incompreso</strong> e perciò poco utilizzato: se dovessi legarlo a un’immagine penserei a un <strong>re detronizzato</strong>, con tutto ciò che questo comporta a livello psicologico e non solo quindi depressione, scontentezza, impotenza, rancore, sentimenti di rivalsa: qualcuno che è stato re e adesso non lo è più ma che sente che potrebbe esserlo di nuovo ma non ci riesce. </p>
<p>Si può vedere il sesquiquadrato anche come l’ottagono che, simbolicamente, <strong>sta a metà strada</strong> tra il quadrato e il cerchio, tra la terra e il cielo, sospeso quindi in una sorta di <strong>indecisione</strong>, attratto com’è dall’una e dall’altro ma mai vivendo totalmente nessuno dei due (e questi “due” sono i pianeti in sesquiquadrato tra loro). </p>
<p>Interessante far presente che prendendo come punto simbolico di partenza lo 0° Ariete troviamo un semiquadrato a 15 ° Toro (45°), un quadrato a 0° Cancro (90°) e un sesquiquadrato a 15° Leone (135°): 45° + 90° = 135°, un quadrato e mezzo, appunto; quindi si può dire che il sesquiquadrato ha natura di 15° Toro e 0° Cancro; o anche: 15° Toro + 0° Cancro = 15° Leone, quindi il sesquiquadrato ha <strong>natura di 15° Leone</strong> ovvero in questo grado si concentrano le energie di 15° Toro e di 0° Cancro, e se il Toro è venusiano e il Cancro lunare allora il sesquiquadrato va a impattare anche in ambito <strong>affettivo</strong>, <strong>sentimentale</strong>, <strong>emotivo</strong>, producendo nella persona un “<em>vorrei ma non posso</em>” o meglio ancora un “<em>potrei ma non voglio</em>” (falso orgoglio “leonino”).</p>
<p>Ma torniamo ai nostri <strong>ottagoni</strong>.<br />
Ottagonali sono molte piante di edifici sacri e misterici – dal Mausoleo di Efeso attribuito alla regina egizia Arsinoe IV (68 a.C. &#8211; 41 a.C.), sorellastra di Cleopatra, alla cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze passando per Castel del Monte ad Adria, tanto per citarne alcuni – ma anche molte piante di Battisteri e questo perché il numero 8 è il numero della <strong>Resurrezione</strong> (Sant’Agostino); da questo lato non dimentichiamo che in astrologia l’<strong>ottava Casa</strong> è quella comunemente detta “della morte/rinascita”.</p>
<p>Legata al numero 8 abbiamo anche la <strong>stella a 8 punte</strong>, simbolo di quella “stella” per antonomasia che è<strong> Venere</strong>, che ha un ciclo di 8 anni terrestri ovvero 13 venusiani; Venere che poi è Ishtar, Inanna, Maria.<br />
In ambito <strong>islamico</strong> la stella a 8 punte – in pratica due quadrati sovrapposti con uno ruotato di 45° rispetto all’altro – è chiamata anche “Stella della Saggezza”; viene usata per indicare la fine di un capitolo nel Corano.<br />
Il numero otto è poi quello che racchiude in sé i primi nove numeri e per questo è considerato un numero esotericamente perfetto, come si può vedere qui sotto:</p>
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 14px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>8 x 1 =</td>
<td>8</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 2 = 16 (1+6) =</td>
<td>7</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 3 = 24 (2+4)</td>
<td>6</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 4 = 32 (3+2) =</td>
<td>5</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 5 = 40 (4+0) =</td>
<td>4</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 6 = 48 (4+8) = 12 (1+2) =</td>
<td>3</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 7 = 56 (5+6) = 11 (1+1) =</td>
<td>2</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 8 = 64 (6+4) = 10 (1+0) =</td>
<td>1</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 9 = 72 (7+2) =</td>
<td>9</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 10 = 80 (8+0) =</td>
<td>8</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 11 = 88 (8+8) = 16 (1+6) =</td>
<td>7</td>
</tr>
<tr>
<td>8 x 12 = 96 (9+6) = 15 (1+5) =</td>
<td>6</td>
</tr>
<tr>
<td>Ecc.</td>
<td>Ecc.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><br/></p>
<p>Sommato a se stesso il numero 8 dà 16 mentre moltiplicato per se stesso dà 64. Questi tre numeri, 8, 16 e 64, hanno sempre avuto molta importanza in ambito misterico ed esoterico – e non solo. Considerate anche che sommati tra loro danno 88.<br />
Per quanto riguarda il <strong>numero 16</strong> diciamo che in geometria è l’unico numero che vale sia come misura del perimetro sia come misura dell’area dello stesso quadrato: infatti un quadrato con lato 4 avrà come perimetro 16 e come area 16.<br />
Per gli <strong>Etruschi</strong> il 16 era il numero della sacralità, <strong>numero divino</strong>, legato alla vita, così che anche il tempo e lo spazio venivano da loro divisi in “sedicesimi”, e si pensa che anche la giornata fosse composta da 16 ore (di 90 minuti l’una), 8 ore per il giorno e 8 ore per la notte; stesso criterio veniva usato per dividere lo “spazio dei segni divini”, cioè il cielo (e la terra), in 16 regioni di influenza, otto positive e otto negative. </p>
<p>Di questa scansione temporale legata al numero 16 se ne trova traccia un po’ ovunque: secondo gli studi sull’allineamento dei monumenti megalitici in Bretagna e Scozia portati avanti dall’ingegnere scozzese Alexander Thom (1894-1985) si può pensare che anche l’<strong>uomo megalitico</strong> (1800 a.C.) usasse un anno di sedici mesi; anche i <strong>Celti</strong> si dice abbiano usato nella loro storia un calendario formato da 16 mesi, forse eredità della cultura megalitica; stessa suddivisione dell’anno in 16 mesi per la <strong>tribù Hopi</strong> della comunità Pueblo, dall’altra parte del mondo (USA, periodo 1000-1300).</p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>numero 64</strong> questo è considerato, in ambito misterico, il numero dell’<strong>Universo</strong>, del Tutto, oltre il quale è impossibile andare. Da considerare che 64 sono i nucleotidi del <strong>DNA</strong>.</p>
<p>Come detto il <strong>numero 8</strong>, in astrologia, è il numero della <strong>Casa della “morte”</strong>, in analogia con l’ottavo Segno dello zodiaco, lo <strong>Scorpione</strong>. Il <strong>numero 16</strong>, invece, se partiamo dall’Ariete e continuiamo la sequenza zodiacale senza fermarci ai Pesci, indica il <strong>Cancro</strong>. Lo stesso col <strong>numero 64</strong>: se partite dall’Ariete e contate fino a 64 arrivate al Segno del <strong>Cancro</strong>.<br />
Quindi i numeri 8, 16, 64 rappresentano rispettivamente lo Scorpione (8) e due Cancro (16 e 64), e sappiamo che il primo rappresenta la “morte” mentre il Cancro è il Segno della “vita”.<br />
All’inizio abbiamo visto che 8 + 8 = 16 e che 8 x 8 = 64; ebbene se traduciamo questi numeri nei Segni corrispettivi abbiamo: <strong>Scorpione + Scorpione = Cancro</strong> ma anche <strong>Scorpione x Scorpione = Cancro</strong>; come dire: <strong>morte + morte = vita</strong> ma anche <strong>morte x morte = vita</strong>: dalla morte nasce la vita (o la vita dopo la morte?). Ma se togli la morte togli anche la vita: 8 – 8 = 0. Il NULLA. O la PERFEZIONE?</p>
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		<title>Giuseppe Unicorno (1523-1610)</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2020 22:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
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		<description><![CDATA[410 anni fa, il 28 settembre 1610, moriva a Bergamo l’astrologo Giuseppe Unicorno. A volte il cognome è dato come Unicorni. Era nato a Bergamo nel 1523. Scarse le notizie sulla vita di questo filosofo, astrologo, musicologo e matematico bergamasco se non quelle estratte dai frontespizi dei suoi libri unite a quanto di lui scrive [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>410 anni fa, il 28 settembre 1610, moriva a Bergamo l’astrologo Giuseppe Unicorno. A volte il cognome è dato come Unicorni. Era nato a Bergamo nel 1523. Scarse le notizie sulla vita di questo filosofo, astrologo, musicologo e matematico bergamasco se non quelle estratte dai frontespizi dei suoi libri unite a quanto di lui scrive il letterato agostiniano bergamasco Donato Calvi (1613-1678):</p>
<p><span id="more-4246"></span></p>
<blockquote><p><em>Non si può fare di Giuseppe Unicorni compatriota nostro memoria, che non si rammenti un’ente transcendentale incorporato ne generi di tutte le scienze, un vero Universale</em> […]. S<em>aper profondo in ogni suo libro scoperse, ma in quello dell’Aritmetica universale col trattar di quest’arte scioglie ogni più notabile quesito</em> […]. <em>Altre opere da Giuseppe composte, &#038; da lui nel libro impresso: De Mathematicarum artium utilitate, rammentate ponno d’infallibile attestato servire per la generalità de suoi studij; &#038; come in esso con generica indifferenza dell’Aritmetica discorre Geometria, Musica, Astrologia</em> […]. <em>Nel medesimo libro due nobili encomij interseca l’uno della Musica, l’altro dell’Astrologia in generale, per l’una, &#038; per l’altra non meno in Prattica, che in Teorica eccellente, narrandosi di lui fosse e nella Musica vocale, e nell’armonica de suoni peritissimo, e per risguardo dell’Astrologia tanto naturale, quanto giudiciale considerato frà primi d’Italia</em>.<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a></p></blockquote>
<p>Fra le sue opere troviamo: “<em>Iosephi Unicorni Bergomensis utriusque quantitatis professoris. De admiranda VI proportionis, eiusque necessaria cognitione, ad Bergomemsem oratio</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, stampata a Venezia nel 1552 per i tipi di Andrea Arrivabene.</p>
<p>Il trattato “<em>De Mathematicarum Artium Utilitate…</em>”<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, stampato a Bergamo nel 1584 (ma dovrebbe esserci un’edizione del 1561 stampata a Venezia per i tipi di Domenico de’ Nicolini) e dedicato, da «Bergomi, Idibus Decembris. M.DL.X», al cavaliere Giovanni Battista Grumello, suo mecenate. Si tratta di un’opera sull’arte matematica e le sue applicazioni nei molti campi dello scibile umano, dalla musica all’ottica, dall’architettura all’astrologia.</p>
<p>Abbiamo poi l’importante trattato “<em>De l’Arithmetica Universale…</em>”<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, stampato a Venezia nel 1598 per i tipi di Francesco de’Franceschi. Quest’opera è divisa in due parti: la prima, composta da quattro libri (o capitoli), è dedicata a Francesco Maria II della Rovere duca d’Urbino, e tratta di monete, pesi, misure, estrazioni di radici, <strong>calcoli astrologici</strong>, il tutto approcciato anche con dei quesiti, dei problemi; la seconda, composta da due libri e dedicata al filosofo e latinista brindisino Lucio Scarano, tratta del valore delle leghe, del prezzo dell’oro, delle lettere di Cambio, delle regole da tenere nel vendere e comprare, ecc.<br />
Per quanto riguarda l’<strong>astrologia</strong>, nella prima parte, per esempio, c’è un capitolo, intitolato &#8220;<em>Quesito circa la congiuntione de pianeti, posto dal Cardano Medico Milanese</em>&#8220;, nel quale dato un quesito e relativa risposta spiega il calcolo per le <strong>congiunzioni Giove-Saturno</strong>: </p>
<blockquote><p><em>Saturno fa il suo circuito nel Zodiaco in anni 30, et Giove in anni 12, dimando trovandosi congionti nel primo grado di Ariete, quanti anni staranno a congiongersi un’altra volta, et in qual segno si trovaranno.<br />
Per solver questo multiplica li anni 12, di Giove sia li anni 30 di Saturno faranno 360, poi sottrarai 12 de 30, restaranno 18, et partirai 360 per 18, ne veniranno anni 20, nelli quali si congiongeranno li detti doi pianeti, e si trovaranno nel primo grado del Sagittario, et Giove haverà fatto uno circuito, et 8 segni, et Saturno haverà fatto li doi terzi del suo circuito, che pervenirà l’uno, et l’altro al detto primo grado del Sagittario, et così potrai calculare le congiuntioni delli luminari che sono di grande uso nelle cose del mondo, secondo detto Cardano</em> (parte I, lib. II, cap. XVII, f. 85r).</p></blockquote>
<p>Fu altresì autore di un <strong>pronostico</strong> dal titolo: “<em>Pronostico sopra l’anno MDLXXIX. Calculato per l’Ecc. Mathematico Josepho Unicorno da Bergomo, sotto la latitudine di gr. 44½”</em>., edito a Bergamo nel 1578 per i tipi di Comin Ventura<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, e di un “<em>Compendium Iudicialis Astrologiae</em>”<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>.<br />
Il poeta Erasmo di Valvasone (1523-1593), nel suo poema “<em>La Caccia</em>”, parlando degli uomini illustri di Bergamo, dopo aver detto del poeta Torquato Tasso cita anche l’<strong>astrologo Giuseppe Unicorno</strong> e così lo elogia:</p>
<blockquote><p>[…] <em>V’è l’Unicorni, che da’ moti Astreï</em> / <em>Scopre ogni influsso da lontan previsto, </em>/ <em>E misurar con picciol sesto puote</em> / <em>Le gran moli del ciel tutto, e le ruote</em><a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>.</p></blockquote>
<p>Come detto morì a Bergamo il 28 settembre 1610 e venne sepolto nella chiesa di San Gottardo con il seguente epitaffio<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>:</p>
<p style="text-align: center;">IACET  HIC  IOSEPH  VNICORNIVS  NOB.  AMBRACIAE  IN<br />
ALBANIA,  ET  ANTIQVVS  BERGOMI  CIVIS  SUA  TEMPE-<br />
STATE  CLARISSIMVS  IN  MATHEMATICIS  VIR,  ET  PHI-<br />
LOSOPHVS  MORVM  VIRTVTE  ORNATVS,  AC  VITAE  PRO-<br />
BITATE  QVI  OBIIT  AETATIS  SVAE  ANNORVM  CVRRI-<br />
CVLO  LXXXVII.  QVARTO  CALEND.  OCTOBR.  M.D.CX.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] DONATO CALVI, <em>Scena letteraria de gli scrittori bergamaschi aperta alla curiosità de suoi concittadini, Parte Prima</em>, Per gli Figliuoli di Marc’Antonio Rossi, Bergamo 1664, pp. 287-288.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L’opera è presente nella Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo (collocazione: CINQ.1.1273).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Titolo dell’opera: <em>De Mathematicarum Artium Utilitate, Iosepho Unicorno Bergomate Auctore Liber Denuo evulgatus, adiecto, praeter alia, etiam rerum memorabilium Indice. In hoc vero multa, omnibus, nedum scitu periucunda ac admiratione digna; sed etiam maxime necessaria traduntur</em>, Bergomi. M.D.LXXXIIII. Typis Comini Venturae, eiusdem Urbis typographi. L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (collocazione: MAGL.3.6.515).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Titolo dell’opera: <em>De l’Arithmetica Universale Del Sig. Ioseppo Unicorno, Mathematico Eccellentissimo, Parte Prima [e Seconda]: Nellaquale si contiene non solo la Theorica di tutti i Numeri, ma ancora la Prattica appartenente a tutti i negotij humani. Trattata, &#038; amplificata con somma eruditione, e con novi, &#038; isquisiti modi di chiarezza</em>, In Venetia, appresso Francesco de’ Franceschi 1598. L’opera è presente nella Biblioteca Carlo Viganò di Brescia (collocazione: FA 5 B 247).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] LEANDRO CANTAMESSA, <em>Astrologia. Opere a stampa (1472-1900)</em>, 2 voll., Olschki, Firenze 2007, II, n. 4654.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] D. CALVI, <em>op. cit.</em>, p. 289.<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] E. DI VALVASONE, <em>La Caccia</em>, Dalla Società Tipografica de’ Classici Italiani, Milano 1808, Canto II, 31, p. 55.<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] D. CALVI, <em>ibidem</em>.<a href="#testo8">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: www.historiaregni.it</p>
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		<title>La data della Creazione</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 22:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[antonio carrarino]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
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		<description><![CDATA[Una questione che appassionò molti studiosi dell’antichità – astronomi, astrologi, biblisti, filosofi, teologi, rabbini, ecc. – e che li coinvolse per secoli in accese dispute fu quella relativa alla data della Creazione ovvero alla nascita di Adamo ed Eva: è possibile arrivare a capire quando Dio creò l’Essere Umano? L’interrogativo pareva facilmente risolvibile: bastava leggere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una questione che appassionò molti studiosi dell’antichità – astronomi, astrologi, biblisti, filosofi, teologi, rabbini, ecc. – e che li coinvolse per secoli in accese dispute fu quella relativa alla data della Creazione ovvero alla nascita di Adamo ed Eva: è possibile arrivare a capire <strong>quando</strong> Dio creò l’Essere Umano? </p>
<p><span id="more-4255"></span></p>
<p>L’interrogativo pareva facilmente risolvibile: bastava leggere la Bibbia. Facile a dirsi ma complicato a farsi ammisero i più coscienziosi: ciò che è scritto nella Bibbia andava preso alla lettera? Gli anni vissuti per esempio dai patriarchi eranno reali? E poi esistevano varie versioni della Bibbia, varie traduzioni: c’era quella masoretica<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, quella più antica dei Settanta (LXX)<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, ognuna con proprie postille, propri commenti, proprie traduzioni: quale quella giusta? Il lavoro si faceva maledettamente complicato ma ciò non impedì a ognuno, a ogni scuola, di uscirsene con le sue risposte, con la sua cronologia degli eventi biblici.</p>
<p>In <strong>ambito ebraico</strong> la cronologia più autorevole fu quella elaborata da Rabbi Jose ben Halafta (135-170) ed esposta nel suo <em>Seder Olam Rabbah</em> (“Il Grande Ordine del Mondo”) e che, nonostante conclamate inesattezze storiche, è quella ufficialmente accettata in ambito giudaico: questa pone il giorno della Creazione al 22 settembre 3760 a.C., anche se l’anno 1 ebraico è dato al <strong>6 ottobre 3761 a.C.</strong>; così, per esempio, l’anno 2020 corrisponde in ambito ebraico al 5780-5781.</p>
<p>Ovviamente esistevano altre presunte date della Creazione visto che ognuno – alessandrini, bizantini, cattolici, protestanti, ecc. – volle dire la sua prendendo a supporto le varie interpretazioni del testo biblico a disposizione e facendole proprie con anche proprie interpretazioni; qui sotto un elenco parziale delle varie ipotesi sulla data della Creazione con relativo autore:</p>
<p><br/></p>
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 16px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Times New Roman, Times, serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
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		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Data Creazione</td>
<td>Proposta da:</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>3752 a.C.</td>
<td>Jean Lucid (XVI sec.), erudito e matematico probabilmente francese, conosciuto anche come Giovanni Lucido Samoteo.</td>
</tr>
<tr>
<td>3945 a.C.</td>
<td>John Napier (1550-1617), matematico, astronomo e fisico scozzese, noto come Giovanni Nepero. Stessa data per Placido Titi (1603-1668), matematico, fisico, astronomo e astrologo perugino, monaco benedettino della Congregazione Olivetana; suo il più usato sistema di domificazione astrologico.</td>
</tr>
<tr>
<td>3949 a.C.</td>
<td>Joseph Justus Scaliger (1540-1609), storico, filologo e umanista francese di origine italiana, conosciuto come Giovanni Scaligero, inventore del &#8220;giorno giuliano&#8221;. Questa data sarà poi accettata e utilizzata da molti astrologi dell&#8217;epoca.</td>
</tr>
<tr>
<td>3962 a.C.</td>
<td>Jean Stade (1527-1579), astronomo, astrologo e matematico fiammingo, autore di famose effemeridi, conosciuto come Johannes Stadius italianizzato in Giovanni Stadio. Stessa data anche per Giovanni Antonio Magini (1555-1617), astronomo, cartografo, matematico e astrologo padovano.</td>
</tr>
<tr>
<td>3970 a.C.</td>
<td>David Trost (1558-1628), matematico, astrologo e astronomo tedesco di Francoforte, conosciuto come Davide Origano. Anche questa data sarà accettata e utilizzata da molti astrologi dell&#8217;epoca.</td>
</tr>
<tr>
<td>3984 a.C.</td>
<td>San Girolamo di Stridone (347-420), biblista, teologo, monaco cristiano romano, dottore della Chiesa.</td>
</tr>
<tr>
<td>3985 a.C.</td>
<td>Denis Pétau (1583-1652), filosofo, storico e teologo francese, conosciuto come Dionysius Petavius, italianizzato in Petavio.</td>
</tr>
<tr>
<td>4000 a.C.</td>
<td>Johannes Kepler (1571-1630), astronomo, astrologo, matematico, filosofo e teologo luterano tedesco, arrivò a tale data studiando la Grande Congiunzione Saturno-Giove che attraversa tutti e quattro gli Elementi zodiacali (Fuoco, Terra, Aria e Acqua) in circa 800 anni.</td>
</tr>
<tr>
<td>4004 a.C.</td>
<td>James Ussher (1581-1656), arcivescovo anglicano di Armagh e Primate della Chiesa Anglicana d&#8217;Irlanda, conosciuto in Italia col nome di Usserio.</td>
</tr>
<tr>
<td>4052 a.C.</td>
<td>Jacques Salian (1557-1640), erudito e gesuita francese.</td>
</tr>
<tr>
<td>4122 a.C.</td>
<td>Charles Taze Russell (1852-1916), predicatore statunitense, fondatore degli Studenti Biblici poi denominatisi Testimoni di Geova.</td>
</tr>
<tr>
<td>4184 a.C.</td>
<td>Giovanni Battista Riccioli (1598-1671), gesuita e astronomo ferrarese.</td>
</tr>
<tr>
<td>4965 a.C.</td>
<td>Gerhard Kremer (1512-1594), matematico, astronomo e cartografo fiammingo, conosciuto come Gerardus Mercator, italianizzato in Gerardo Mercatore.</td>
</tr>
<tr>
<td>5199 a.C.</td>
<td>Eusebio di Cesarea (265-340), vescovo e scrittore cristiano al servizio dell&#8217;imperatore romano Costantino I. Stessa data utilizzata da Dante Alighieri nella Commedia così come da molti astrologi.</td>
</tr>
<tr>
<td>5296 a.C.</td>
<td>San Rabano Mauro (780-856), erudito carolingio, abate di Fulda in Germania.</td>
</tr>
<tr>
<td>5344 a.C.</td>
<td>Sant&#8217;Isidoro di Siviglia (560-636), teologo, scrittore, arcivescovo spagnolo, dottore della Chiesa.</td>
</tr>
<tr>
<td>5351 a.C.</td>
<td>Sant&#8217;Agostino di Ippona (354-430), filosofo, vescovo, teologo, dottore della Chiesa.</td>
</tr>
<tr>
<td>5493 a.C.</td>
<td>Alessandrini (età ellenistica).</td>
</tr>
<tr>
<td>5509 a.C.</td>
<td>Bizantini, anno 1 del calendario bizantino.</td>
</tr>
<tr>
<td>5624 a.C.</td>
<td>San Clemente Alessandrino (150-215), teologo, filosofo, capo della scuola catechetica di Alessandria.</td>
</tr>
<tr>
<td>6310 a.C.</td>
<td>Onofrio Panvinio (1530-1568), storico e umanista veronese.</td>
</tr>
<tr>
<td>6984 a.C.</td>
<td>Tavole Alfonsine (ca. 1252), effemeridi astronomiche redatte a Toledo sotto l&#8217;egida di re Alfonso X di Castiglia e León.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><br/></p>
<p>Come vediamo non c’era che l’imbarazzo della scelta! In questo bailamme di date due però furono quelle che riscossero maggior credito almeno fra gli astrologi: il <strong>3949</strong> e, in seconda misura, il <strong>3970 a.C.</strong> Quindi c’era chi seguiva lo Scaligero, chi l’Origano: nel primo caso, per esempio, possiamo citare l’astrologo fiorentino <strong>Francesco Barzini</strong> (1620 -?) che intitolava così una sua opera: “<em>Astrologiche precognizioni dell’anno dalla creazione del mondo 5606. Dall’incarnazione del Signore 1657. Dalla gregoriana correzione 75. Considerate, et avvertite al Meridiano d’Italia da Francesco Barzini accademico ardente, detto il Pensoso. Con una nuova invenzione per trovare i quattro angoli del cielo con una sola operazione</em>”, stampata a Firenze nel 1657 per i tipi di Francesco Onofri e dedicata a certo Vincenzo Della Rocca; vediamo che per Barzini l’anno in cui scrive, il 1657, corrisponde all’Anno del Mondo 5606, ponendo così la nascita del Mondo al <strong>3949 a.C.</strong> Altri, come detto, seguivano i calcoli dell’Origano: fra questi l’astrologa romana <strong>Maria Mancini Colonna</strong> (1639-1715)<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p>
<p>Ma vi era anche chi seguiva la data proposta da Eusebio di Cesarea, il <strong>5199 a.C.</strong>, come, per esempio, l’astrologo orvietano <strong>Antonio Carrarino</strong> († 1622) che intitolava così una sua opera: “<em>Delle Pestilenze Et Prodigii Che Sono Stati in Italia avanti N. S. è doppo. Incominciando Dall’Anni Del Mondo 4465. fino à quest’anno di nostra salute 1591. essendo corsi Anni del Mondo 6791</em>”, stampato a Orvieto nel 1591 per i tipi di Antonio Colaldi e dedicato al nobile romano Valerio Vipereschi, Conservatore della Camera Capitolina; vediamo che per Carrarino l’anno in cui scrive, il 1591, corrisponde all’Anno del Mondo 6791, ponendo così la nascita del Mondo al<strong> 5200 a.C.</strong></p>
<p>Alcuni astrologi usavano questa data della Creazione per stilare i <strong>Temi annuali</strong>, cosa certo particolare perché solitamente quando si volevano formulare previsioni su un determinato anno ci si basavava sul Tema astrale redatto per il momento in cui il Sole taglia l’equatore celeste all’equinozio di primavera, la cosiddetta <strong>Rivoluzione Solare</strong>, anche perché partire da una data così mitica per fare previsioni su uno specifico anno era cosa ardua visto che le regole non erano le stesse di quelle di un Tema annuale calcolato sul ritorno solare al punto vernale.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Versione della Bibbia (Antico Testamento) ufficialmente usata dagli ebrei. Venne composta e diffusa da varie scuole di dotti rabbini noti come Masoreti fra il V e il X secolo d.C.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Prima versione in greco dell’Antico Testamento redatta tra il III e il II secolo a.C. e leggendariamente ascritta a 72 scribi ebrei (ecco perché “dei Settanta”) ovvero 6 eruditi per ognuna delle 12 tribù d’Israele.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Su Maria Mancini Colonna vedi il mio post <a href="http://www.renzobaldini.it/maria-mancini-1639-1715-una-donna-astrologa/" rel="noopener" target="_blank">cliccando &#8220;qui&#8221;</a>.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>Il viaggio dell’anima: Marte e i grandi tagli della vita terrena e ultraterrena.</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2020 13:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
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		<description><![CDATA[Sappiamo che a Marte si legano tutti gli oggetti appuntiti e taglienti; da ciò deriva che anche l’atto del tagliare rientra nei “compiti” di Marte. L’essere umano, nella sua vita, sperimenta molti tagli: a livello relazionale-affettivo, professionale, amicale, ecc. Questi sono tagli che tutti noi, chi più chi meno, sperimentiamo nella nostra vita. Ma ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che a Marte si legano tutti gli oggetti <strong>appuntiti</strong> e <strong>taglienti</strong>; da ciò deriva che anche l’atto del <strong>tagliare</strong> rientra nei “compiti” di Marte.<br />
L’essere umano, nella sua vita, sperimenta molti <strong>tagli</strong>: a livello relazionale-affettivo, professionale, amicale, ecc. Questi sono tagli che tutti noi, chi più chi meno, sperimentiamo nella nostra vita.<br />
Ma ci sono altri <strong>tagli</strong> che ci riguardano e ai quali darei l’<strong>iniziale maiuscola</strong>.<span id="more-4232"></span></p>
<p>Per visualizzarli dobbiamo andare a vedere i <strong>Segni</strong> in cui Marte ha <strong>giurisdizione</strong> sia diretta sia indiretta. </p>
<p>Iniziando lo zodiaco il primo Segno marziano che incontriamo è l’<strong>Ariete</strong>, primo Segno analogico alla <strong>Prima Casa</strong>, quella dell’<strong>individualità</strong>. Qui Marte però non è solo perché divide il suo dominio con il <strong>Sole</strong>, esaltato.<br />
Vista la posizione dell’Ariete, posto all’inizio dello zodiaco, e quella della Prima Casa, posta all’inizio del circuito dei settori astrologici, possiamo benissimo mettere qui <strong>l’inizio della vita umana</strong>.<br />
Quindi in Ariete abbiamo, simbolicamente, la nascita dell’essere umano.<br />
Ed è qui che l’essere umano subisce il <strong>primo Grande Taglio</strong> della sua vita, quello del <strong>cordone ombelicale</strong> che lo legava ancora alla madre e la cui recisione lo renderà <strong>individuo</strong>; non a caso insieme a Marte abbiamo il Sole, simbolo dell’individualità appena acquisita. Quindi qui, al grado 0 dello zodiaco, inizia la vita terrena.</p>
<p>Il secondo Segno marziano che incontriamo è lo <strong>Scorpione</strong>, ottavo  Segno dello zodiaco analogico all’<strong>Ottava Casa</strong>, quella della <strong>morte fisica</strong>. Non a caso Marte è qui alleato con <strong>Plutone</strong>.<br />
Qui l’essere umano subisce il<strong> secondo Grande Taglio</strong>, quello del “cordone” che lo legava alla vita, recisione che porta alla <strong>morte del corpo fisico</strong>. Qui finisce la vita terrena.<br />
Quindi fine di tutto? No, perché lo zodiaco non termina con lo Scorpione. Perciò continuiamo e andiamo avanti.</p>
<p>Dopo l’ottavo Segno abbiamo… il nono Segno, il <strong>Sagittario</strong>. Bella scoperta, dirà qualcuno. E allora? Beh, per spiegarvi meglio tutto il processo che da qui in poi si svolge provo a raccontarvelo in un modo il più chiaro possibile, fermo restando che ciò che “realmente” accade è molto più complesso e articolato di quanto vi esporrò.</p>
<p>Immaginiamo che quel corpo defunto in Scorpione sia il mio. Quindi nella fase Scorpione Renzo Baldini defunge. A questo punto entra in scena il Sagittario, o meglio la <strong>fase Sagittario</strong>. Questo Segno, il cui simbolo grafico è una freccia che scocca verso l’alto, ci fa vedere l’<strong>anima che lascia il mio corpo</strong>.<br />
Ho detto “lascia” e non “si stacca” perché l’anima che ha intrapreso il viaggio in Sagittario è ancora l’anima di Renzo Baldini nonostante l’involucro che la conteneva – il mio corpo – sia già defunto: quindi in questa fase l’anima è ancora <strong>collegata</strong> alla <strong>vita terrena</strong> pur allontanandosi da essa.</p>
<p>Dopo aver completata la fase Sagittario l’anima arriva ai cancelli del terzo e ultimo Segno marziano, il <strong>Capricorno</strong>, dove Marte è in esaltazione e dove domina <strong>Saturno</strong>, il Grande Tagliatore.<br />
Lì giunta la mia anima viene sottoposta a degli accertamenti: intanto viene pesata, poi deve rispondere a delle domande, riempire dei moduli, quantificare le sue vicissitudini terrestri, dare una valutazione il più oggettiva possibile del risultato dei compiti che le erano stati assegnati, ecc., ecc. Tutto questo viene registrato quindi immagazzinato nella <strong>Grande Memoria Cosmica</strong> all’interno della cartella personale dell’anima che contiene dei <strong>file</strong> ognuno relativo a un’incarnazione vissuta dalla stessa.<br />
Dopo queste incombenze burocratiche l’anima viene condotta al cospetto di Marte e di Saturno che con un gesto deciso <strong>tagliano</strong> il “cordone” che ancora la legava alla vita terrena. Ecco il <strong>terzo e ultimo Grande Taglio</strong>: in quel momento l’anima smette di essere l’anima dell’entità corporea conosciuta come Renzo Baldini e ritorna a essere un’anima <strong>impersonale</strong>, non più legata all&#8217;involucro terreno. </p>
<p>L’anima poi attraversa tutto il Capricorno – il <strong>Monte della Trasfigurazione</strong> – per potersi meglio purificare e finalmente entrare nel Segno successivo, l’<strong>Acquario</strong>, luogo celeste dove vanno a confluire tutte le anime bonificate.<br />
A questo riguardo aggiungo che le anime che sono nella fase Acquario sono quelle entità che molte culture e confessioni religiose chiamano <strong>angeli</strong>; quindi gli angeli altro non sono che anime che stanno vivendo la fase Acquario; vi sono molte tracce a sostegno di questa identità tra Acquario e angeli, per esempio nei simboli dati ai <strong>quattro Evangelisti</strong>: un leone per San Marco (quindi legato al Segno del Leone), un toro per San Luca (quindi legato al Segno del Toro), un’aquila per San Giovanni (quindi legato al Segno dello Scorpione) e un angelo per San Matteo (quindi legato al Segno dell’Acquario); oppure negli <strong>Arcani Maggiori</strong> dove troviamo la carta della <strong>Temperanza</strong> che ci raffigura un angelo con due coppe in mano mentre sta travasando del liquido dall’una all’altra, inequivocabile riferimento all’Acquario.</p>
<p>Quindi l’Acquario è il <strong>Segno degli angeli</strong>, cioè delle anime che liberate dall’involucro terreno sono ritornate a essere entità celesti, parti del Tutto e quindi di questo Tutto messaggere. È quando arrivano a questa fase che le anime-angelo possono entrare in contatto con le anime scese sulla Terra, cioè noi.<br />
Ed è da questo Segno che l’anima che aveva vissuto l’esperienza terrena come Renzo Baldini verrà poi richiamata a una <strong>nuova incarnazione</strong> e allora dall’Acquario entrerà nel Segno d’Acqua dei <strong>Pesci</strong> che rappresenterà a livello terreno il <strong>liquido amniotico</strong> nel quale si troverà avvolto il feto &#8211; il nuovo involucro &#8211; pronto alla sua nuova nascita in Ariete. E il ciclo riparte.</p>
<p>Si può quindi visualizzare il punto di <strong>chiamata all’incarnazione</strong> di un’anima in quella linea che sta tra Acquario e Pesci, in pratica al <strong>grado 330 dello zodiaco</strong>: lì c’è la porta di uscita varcata dall’anima-angelo per rientrare nel ciclo della vita terrena. </p>
<p>Il grado 330 dello zodiaco è un punto <strong>misterico</strong> – luogo del <strong>Delfino</strong> o di <strong>Oannes</strong> –, come d’altronde lo è il suo dirimpettaio, il grado 150, punto di congiunzione del Leone con la Vergine – luogo della <strong>Sfinge</strong>. </p>
<p>Numero interessante questo 330 e altrettanto lo è il 33 chiamato anche “Maestro di Luce” e che ritroviamo in vari ambiti: nel numero delle vertebre dell’essere umano, negli anni di Cristo, nella Divina Commedia, nell’ultimo grado del Rito Scozzese antico e accettato, nel numero degli dèi indù, nei gradini della scala di Giacobbe; e si potrebbe continuare.<br />
33 è 3+3 = 6, stesso risultato della parola greca άγγελος, <em>ánghelos</em> (angelo), le cui lettere hanno valore di 1, 3, 3, 5, 30, 70, 200 che sommate danno 312 = 3+1+2 = 6. </p>
<p>Anche il 150 è un numero interessante:  nella Kabbalah, ad esempio, è il numero della Materia prima, della Presenza di Dio (Shekhinah).<br />
Altrettanto lo è il 15.<br />
15 è 1+5 = 6, stesso risultato del 33 e della parola greca <em>ánghelos</em>.<br />
15 è anche la somma del 5 (Microcosmo) col 10 (Macrocosmo).<br />
15+33 = 48, numero delle leggi che governano il pianeta Terra (Pëtr Demianovič Ouspensky); numero dei petali presenti in ognuno dei due grandi petali dell’<strong>Ajna Chakra</strong>, il sesto chakra, quello spirituale; numero delle <strong>costellazioni tolemaiche</strong>; numero di <strong>tutte le combinazioni</strong> degli Elementi Fuoco, Terra, Aria e Acqua con le loro tre modalità espressive Cardinale, Fissa e Mobile.<br />
48 poi è 4+8 = 12, e 4, 8, 12 sono i tre <strong>Segni d’Acqua</strong> (Cancro, Scorpione e Pesci) che rappresentano simbolicamente le <strong>tre funzioni/fasi dell’Anima</strong> e alle quali vari autori nel corso dei secoli hanno dato pressappoco le stesse valenze: ne citiamo solo due, <strong>Tommaso d’Aquino</strong> e <strong>Carl Gustav Jung</strong>.<br />
Da notare come queste tre funzioni/fasi si trovino a essere perfettamente sovrapponibili, nell’ordine, a Cancro, Scorpione e Pesci.</p>
<p><strong>Tommaso d’Aquino</strong>:<br />
<em>I funzione</em>: anima vegetativa, inerente le funzioni vegetative, di nutrizione e di crescita [perciò Cancro];<br />
<em>II funzione</em>: anima sensitiva, che governa i sensi [perciò Scorpione];<br />
<em>III funzione</em>: anima intellettiva, dalla quale dipendono le funzioni legate alla conoscenza e all’amore [perciò Pesci].</p>
<p><strong>Carl Gustav Jung</strong>:<br />
<em>I fase</em>: è quella legata al piano istintivo e biologico [perciò Cancro];<br />
<em>II fase</em>: è quella che si può definire “dei sensi” e che contiene ancora elementi legati alla sessualità [perciò Scorpione];<br />
<em>III fase</em>: è quella inerente l’amore che raggiunge finalmente il livello spirituale [perciò Pesci].</p>
<p>Per inciso l’asse 150°/330° – 0° Vergine/0° Pesci – è un asse che racchiude molti misteri: intanto è l’asse <strong>Corpo/Anima</strong>, poi è un asse che in questi tempi si sta trasformando, si sta muovendo, sta ruotando su se stesso perché sta vivendo-effettuando un <strong>cambio di Era</strong>: processo lungo e che non ha un inizio preciso ma che tutti noi stiamo già vivendo da un bel po’ di tempo e che modificherà alquanto le energie della Terra &#8211; e mi sembra che già lo stiamo sperimentando.</p>
<p>Ricapitolando:<br />
al grado 0 dello zodiaco abbiamo il Primo Taglio: entrata mia e dell’anima nella vita fisica;<br />
al grado 240 il Secondo Taglio: mia uscita dalla vita fisica ma ancora permanenza in essa dell’anima;<br />
al grado 270 il Terzo Taglio: distacco dell’anima dalla vita fisica.<br />
In pratica la <strong>vita</strong> dell’essere umano e della sua anima viaggia sullo zodiaco coprendo <strong>nove Segni</strong>, dall’inizio dell’Ariete alla fine del Sagittario – otto Segni di mia vita fisica più un Segno vissuto dalla sola anima per potersi affrancare dall’involucro terreno; da lì in poi l’anima prosegue il suo cammino individualmente coprendo le tappe-fasi del Capricorno-Trasfigurazione, dell’Acquario-Angelo e dei Pesci-Rinascita.<br />
Dall’inizio dell’Ariete alla fine del Sagittario sono nove Segni completi: che siano nove richiama alla mente i <strong>nove mesi della gravidanza</strong> creando ciò un parallelo tra il tempo di permanenza nel ventre di nostra madre e il tempo di permanenza nostro – otto Segni – e della nostra anima – un Segno – nella fase terrena.</p>
<p>Ma qui mi fermo ché c’è già molto su cui meditare.</p>
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		<title>Ludovico Vitali (1475-1554)</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2020 22:05:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
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		<category><![CDATA[diluvio]]></category>
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		<description><![CDATA[545 anni fa, il 23 agosto 1475[1], nasceva a Bologna, da nobile famiglia, il filosofo, medico e astrologo Ludovico Vitali. Si laureò in Filosofia e Medicina il 14 giugno 1505 ma già dal 1504 ottenne l’incarico di lettore di Astronomia presso lo Studio bolognese succedendo a Domenico Maria Novara (che fu maestro di Copernico), cattedra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>545 anni fa, il 23 agosto 1475<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, nasceva a Bologna, da nobile famiglia, il filosofo, medico e astrologo Ludovico Vitali. <span id="more-4224"></span>Si laureò in Filosofia e Medicina il 14 giugno 1505 ma già dal 1504 ottenne l’incarico di <strong>lettore di Astronomia</strong> presso lo Studio bolognese succedendo a <strong>Domenico Maria Novara</strong> (che fu maestro di <strong>Copernico</strong>), cattedra che tenne fino al 1554, anno della sua morte.</p>
<p>Da considerare comunque che dal 1508 la lettura di Astronomia subì un <strong>declassamento</strong> venendo trasferita da ordinaria (letta cioè nei giorni feriali) a straordinaria (giorni festivi). Negli ultimi anni della sua vita, per problemi di salute e per l’età avanzata, papa Paolo III (Alessandro Farnese) acconsentì a che potesse tenere le lezioni in casa senza alcuna diminuzione dello stipendio. </p>
<p>Fu autore di numerosi <strong>pronostici astrologici</strong> (com’era consuetudine per il docente di Astronomia), avendo iniziato a redigerli subito acquisita la docenza e continuati fin quasi alla sua morte; il primo da lui scritto pare essere: “<em>Magistri Ludovici vitalis Bononiensis pronosticon in annum Domini. 1506</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, stampato a Bologna nel 1505 per i tipi di Giacomo Farfuglia e dedicato al condottiero Annibale Bentivoglio, figlio di Giovanni II Bentivoglio signore <em>de facto</em> di Bologna.<br />
Fra gli altri suoi pronostici possiamo citare il “<em>Pronostico dello Eccellentissimo in le Arti &#038; Medicina Doctore, &#038; Cavaliero. Messer Ludovico Vitali Bolognese, de l’anno M.D.XXXVII</em>”<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, terminato di scrivere a Bologna il 20 settembre 1536 e subito stampato per i tipi di Vincenzo Bonardo da Parma e Marc’Antonio da Carpi; il pronostico è dedicato al principe e cardinale Guido Ascanio Sforza, legato pontificio di Bologna, e «<em>alli Magnifici. S. Signori Quaranta</em>».<br />
Il lavoro inizia, come di consueto, con la determinazione del momento dell’equinozio vernale:</p>
<blockquote><p><em>Sera il principio de lanno secondo Ptholomeo alli. xi. di Marzo ò hore. xi. mi. 37. secondo li communi sera alli. x. à ho. 0. mi. 2. de notte.</em></p></blockquote>
<p>Il primo dato, quello «<em>secondo Ptholomeo</em>», si riferisce alla Luna Nuova dell’11 marzo che Vitali pone alle ore 05.45 cioè 11 ore e 37 minuti dopo il tramonto, quando invece la stessa si formò alle ore 12.49; il secondo computo si riferisce all’entrata del Sole in Ariete che lui dà al 10 marzo alle ore 18.10 circa, dato un po’ troppo ardito ché l’equinozio avvenne alle ore 03.22.<br />
Va poi a trattare degli eventi astronomici, eclissi comprese, che caratterizzeranno l’anno e che andranno a influire su cose, città e popoli: in tal senso, per quanto riguarda ad esempio le previsioni «Delli Magnifici Signori miei Bolognesi», così si esprime:</p>
<blockquote><p><em>Patirano per infirmita contagiose, et sera da temere di gran peste, li ricchi et piu nobili, et Administratori della giustitia serano piu delli altri infortunati, et se Iove e Marte fossero in segno humano seria da temere che in questa nostra Citta non occorresse grave effusione di sangue civile, et piu dico essere da temere della peste et contagiosa infirmita. Molti padri si attristarano della morte de loro figlioli in perfetta etade […]. Le donne patirano infirmita, et per debilita di calor naturale nel stomacho et nel ventre si genererano molte superfluita, et molti si disponerano à farsi frate di religione stretta</em> (p. 6).</p></blockquote>
<p>Come vediamo lo stile, peraltro comune un po’ a tutti i pronostici dell’epoca, è abbastanza pesante e funesto, cupo e drammatico. </p>
<p>Scrisse anche sulla questione del temuto <strong>diluvio</strong> che sarebbe dovuto accadere nel <strong>febbraio 1524</strong> causa una concentrazione planetaria nel <strong>Segno dei Pesci</strong>, evento da molti astrologi paventato ma che Vitali <strong>criticava</strong>, opera dal titolo “<em>Dialogus de diluvii falsa pronosticatione mediis naturalibus et astronomicis refertus</em>”<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, edito a Bologna il 14 agosto 1523 per i tipi di Girolamo Benedetti; qui Vitali contestava in special modo le tesi <strong>catastrofiste</strong> dell’astrologo <strong>Tommaso Giannotti</strong> del quale Vitali fu “promotore” quando questi si laureò in Arti e Medicina a Bologna nel 1516.<br />
Sullo stesso argomento “diluviale” si era espresso anche nel “<em>Pronostico de Maestro Ludovico Vitale Bolognese de lanno MDXXIII. sopra le significatione delle Coniunctione de quasi tutti li Pianetti de lanno MDXXIIII</em>”<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, stampato a Bologna nel 1523 e dedicato a papa Adriano VI (Adriaan Florenszoon Boeyens d’Edel) e al Senato bolognese.</p>
<p>Abbiamo anche un calendario per il 1544 con annotate, mese per mese, tutte le sizigie lunari dell’anno (noviluni e pleniluni) e le principali feste liturgiche: “<em>Ludovici Vitalis Bonon. Coniunctiones &#038; Oppositiones Anni. 1544. Currentis respectu horizonis Bonon.</em>”<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>.</p>
<p>Fu soprattutto autore di una riedizione della “<em>Sphaera</em>” del filosofo bizantino Proclo Licio Diadoco (412-485), già tradotta da Tommaso Linacre<a href="#nota7"name="testo7">[7]</a> nel 1499 e che Vitali fece stampare a Bologna nel 1525 per i tipi di Cinzio Achillini col titolo: “<em>Procli Diadochi Sphaera, Astronomiam. Discere incipientibus utilissima, noviter ex graeco recognita</em>&#8220;<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>; a questa aggiunse, l’anno dopo (23 luglio 1526), un &#8220;<em>Supplementum In Sphaeram Procli Diadochi</em>” con molte annotazioni personali riguardo per esempio il sorgere e tramontare dei Segni zodiacali, la lunghezza dei giorni e delle notti, le cause delle eclissi, ecc. </p>
<p>Morì a Bologna l’8 marzo 1554 e venne sepolto nella chiesa agostiniana di San Giacomo Maggiore<a href="#nota9"name="testo9">[9]</a>.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Luca Gaurico presenta il Tema natale di Vitali nel suo &#8220;<em>Tractatus astrologicus</em>&#8221; (cap. IV, f. 74r.), e così lo descrive: «<em>Ludovicus Vitalis Bononiensis Physicus, &#038; Astronomiae professor publice in Gymnasio Felsineo, macilentus, procerae staturae, habens pedem dextrum rotundum, instar pedis equini claudicans ab die natalitio ita formatus</em>», cioè era magro, alto di statura, con il piede destro rotondo a mo’ di piede equino, claudicante, ed era così dal giorno della nascita. La data natale trascritta da Gaurico è 23 agosto 1475 ore 10.33 Horol., che vuol dire 10 ore e 33 minuti dopo il tramonto del 22 (punto di inizio del giorno 23), che corrispondono alle ore 05.05 del mattino del 23 (essendo il tramonto avvenuto circa alle 18.32 della sera prima). Ludovico Vitali nacque quindi il 23 agosto 1475 (corrispondente al nostro 1 settembre vigendo ancora il calendario giuliano) alle ore 05.05 locali, con l’Ascendente a 04° 00’ Vergine (04° 09’ a computer), il Sole a 07° 58’ Vergine (08° 03’), la Luna a 02° 50’ Gemelli (03° 08’). L’oroscopo, dice Gaurico, venne calcolato dallo stesso Vitali.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L’opera è presente nella British Library (collocazione: C.27.h.22.(1.)).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3 L’opera è presente nella Bayerische Staatsbibliothek München (collocazione: Res/4 Astr.p. 529,8).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] L’opera è presente nella Wellcome Library London (collocazione: EPB/B 6638/B).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] L’opera è presente nella Biblioteca Capitular y Colombina de Sevilla (collocazione: 12-1-15(67)).<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Si trova a Milano, nelle Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco (Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”). Digitalizzata anche in: http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/H0080-03867.<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] Thomas Lynaker (1460-1524), medico e umanista inglese, si laureò in Medicina a Padova stringendo amicizia con molti umanisti italiani.<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Braidense di Milano (collocazione: AB. 11. 0064).<a href="#testo8">&uArr;</a><br />
<a name="nota9">[9] FANTUZZI, GIOVANNI, &#8220;<em>Notizie degli scrittori bolognesi</em>&#8220;, 9 voll., Stamperia di San Tommaso d’Aquino, Bologna, 1781-1794, vol. VIII, p. 185.<a href="#testo9">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: www.bolognatoday.it</p>
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		<title>Alan Leo (1860-1917)</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2020 22:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[160 anni fa, il 7 agosto 1860, nasceva a Westminster (Inghilterra) l’astrologo, teosofo, occultista ed editore Alan Leo, il cui vero nome era William Frederick Allan: scelse quello pseudonimo in onore del suo Segno zodiacale, il Leone, che contiene, oltre al Sole, Mercurio, Giove, Saturno e l’Ascendente. Da considerare però che la sua ora natale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>160 anni fa, il 7 agosto 1860, nasceva a Westminster (Inghilterra) l’astrologo, teosofo, occultista ed editore Alan Leo, il cui vero nome era William Frederick Allan: scelse quello pseudonimo in onore del suo Segno zodiacale, il Leone, che contiene, oltre al Sole, Mercurio, Giove, Saturno e l’Ascendente.</p>
<p><span id="more-4214"></span></p>
<p>Da considerare però che la sua ora natale ufficiale corrisponde alle 6.00 del mattino, con un Ascendente in Vergine, ma su consiglio del suo amico e collega Frederick W. Lacey (Aphorel) arretrò l’ora natale alle 5.49 in modo da avere anche l’Ascendente in Leone posizionato esattamente su Saturno.<br />
E certo Saturno fu protagonista indiscusso della sua vita a partire già dall’infanzia, dalla famiglia, con una madre bigotta che faceva parte di una non meglio precisata sètta religiosa e che vedeva nel più minimo divertimento uno strumento del diavolo: quindi un’infanzia senza giochi con altri bambini, fatta solo di visite ai nonni e di duri lavori in casa. </p>
<p>Alan Leo fece molti lavori prima di approdare all’astrologia e avere successo con essa. Ebbe anche molti problemi economici e legali creati spesso da persone senza scrupoli che gli stavano accanto. Finalmente arrivò all’astrologia (1885) e lì le cose mutarono in senso positivo: conobbe infatti Frederick W. Lacey e Walter Gorn Old (Sepharial), teosofi, che lo introdussero all’astrologia.</p>
<p>Nel 1889 entrò a far parte della Società Teosofica e nello stesso anno, insieme a Lacey, fondò la rivista “<em>The Astrologer’s Magazine</em>”: l’idea ingegnosa, per accaparrarsi lettori, fu quella di regalare oroscopi agli abbonati: fu un successo, con più di mille oroscopi gratuiti l’anno. In seguito, quando Lacey si ritirò dall’impresa (1894), Alan cambiò nome alla rivista in “<em>The Modern Astrology</em>”. </p>
<p>Alan Leo è considerato il padre della moderna Astrologia anche perché fu uno tra i primi, se non il primo, a puntare l’attenzione su una lettura <strong>psicologica</strong>, più che predittiva, del Tema natale.<br />
Fu autore di numerosi testi fra i quali “<em>The Progressed Horoscope</em>” (1905) dove tratta, tra i primi, delle progressioni e del <strong>Tema progresso</strong>.</p>
<p>Morì a Bude, Inghilterra, il 30 agosto 1917.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/07/Alan-Leo-e1596040036784.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/07/Alan-Leo-e1596040036784.jpg" alt="Alan Leo" width="600" height="520" class="aligncenter size-full wp-image-4212" /></a></p>
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		<title>Destino e Libero Arbitrio</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2020 11:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un Tema natale l’asse del meridiano (FC/MC) rappresenta il Tempo, con il Fondo Cielo che affonda le sue radici nel nostro passato – da dove veniamo ma anche il nostro passato ancestrale – e il Medio Cielo che punta verso il futuro – dove andiamo o dove dovremmo andare. L’asse dell’orizzonte (AS/DS) rappresenta invece [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In un Tema natale l’asse del <strong>meridiano</strong> (FC/MC) rappresenta il <strong>Tempo</strong>, con il Fondo Cielo che affonda le sue radici nel nostro <strong>passato</strong> – da dove veniamo ma anche il nostro passato ancestrale – e il Medio Cielo che punta verso il<strong> futuro</strong> – dove andiamo o dove dovremmo andare.</p>
<p><span id="more-4207"></span></p>
<p>L’asse dell’<strong>orizzonte</strong> (AS/DS) rappresenta invece lo <strong>Spazio</strong>, cioè l’orizzonte degli eventi, la Terra, il luogo dove viviamo la nostra vita: lì viene vissuto il nostro rapporto con gli altri, la nostra vita sociale, personale ecc.</p>
<p>Nel Tempo non è dato muoverci a nostro piacimento: anche sforzandoci non è che possiamo far tornare indietro le lancette dell’orologio e nemmeno farle andare avanti per arrivare a domani, bisogna aspettare che sia lui, il Tempo, a passare. Qui sperimentiamo il <strong>Destino</strong>.</p>
<p>Nello Spazio invece possiamo muoverci a nostro piacimento, possiamo andare a destra o a sinistra, in alto o in basso. Qui sperimentiamo il <strong>Libero Arbitrio</strong>.<br />
O meglio: <strong>i Liberi Arbitrii</strong> perché sull’asse dell’orizzonte ci sono io (AS) e ci sono gli altri (DS) e il mio libero arbitrio verrà per forza di cose <strong>condizionato</strong> da quello degli altri, dall’ambiente, dalle regole sociali, dalle risposte che riceverò. Ma condizionato anche dall’educazione ricevuta, da certe mie predisposizioni genetiche. </p>
<p>Destino è nascere in una certa famiglia, in certo ambiente, in un certo periodo storico: io provengo da una linea ereditaria genetica che è fatta in un certo modo, ho un cervello fatto in un certo modo quindi agirò e reagirò secondo certi schemi e non altri, e quelli creeranno la mia vita, ciò che mi accadrà; se caratterialmente sono timido, introverso e imbranato avrò un diverso approccio alle cose della vita di un altro che è estroverso, furbo e disinvolto, e azione dopo azione, giorno dopo giorno, ci creeremo il nostro destino che ovviamente sarà diverso: io rimarrò tutta la vita allo sportello al pubblico, l’altro diventerà amministratore delegato dell’azienda dove lavoro.</p>
<p>È il <strong>carattere</strong> che fa il <strong>destino</strong> ma è il destino che ti dà quel carattere ovvero quei geni e non altri.<br />
Quindi non esiste il libero arbitrio? Certo che esiste. Ovviamente se sei nato albero di mele non è che sforzandoti riuscirai a fare delle susine, farai sempre delle mele; però puoi lavorare su te stesso per fare delle belle mele, le più belle del frutteto, e tutti diranno: «<em>Ma guarda un po’, chi l’avrebbe mai detto: un alberello che all’inizio non gli davi un centesimo, guarda adesso come è diventato e che belle mele sta facendo!</em>». Mele, non susine però. Ricordatelo.</p>
<p>E poi l’asse del meridiano – Tempo, Destino – incrocia quello dell’orizzonte – Spazio, Libero Arbitrio –, cioè i due assi non sono uno di qua e uno di là ma si intersecano, si toccano.<br />
Quindi il Libero Arbitrio <strong>si interseca</strong> col Destino e viceversa, i due si toccano, si scambiano mutue energie, si coinvolgono e si <strong>condizionano a vicenda</strong>. </p>
<p>E poi così come lo Spazio e il Tempo formano lo <strong>spaziotempo</strong> così il Destino e il Libero Arbitrio formano il <strong>liberoarbitriodestino</strong>. E così come la <strong>massa</strong> e l’<strong>energia</strong> deformano lo spaziotempo così <strong>noi</strong> (massa) insieme al nostro <strong>spirito</strong> (energia) possiamo “deformare” il liberoarbitriodestino, agire su di esso.</p>
<p>Da ciò si evince che il massimo del libero arbitrio lo si ha nel momento esatto in cui <strong>si accetta</strong> il proprio destino; accettandolo e poi comprenderlo ti permette di legarlo al libero arbitrio, di intersecarlo a lui, come intersecati tra loro sono l’asse del meridiano e quello dell’orizzonte, e a quel punto tu vivrai nel luogo dove loro si incrociano, scoprendo così che destino e libero arbitrio alla fin fine sono la stessa cosa.</p>
<hr/>
Foto da: https://lofficina.eu</p>
]]></content:encoded>
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		<title>John Addey (1920-1982)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 22:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[armoniche]]></category>
		<category><![CDATA[parte di malattia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cento anni fa, il 15 giugno 1920, nasceva l’astrologo inglese John Michael Addey. Non so quanti conosceranno il suo nome ma Addey è stato colui che ha sistematizzato quindi consegnato al mondo astrologico occidentale una tecnica – già usata in oriente e le cui tracce si ritrovano anche nell’astrologia islamica – che prende il nome [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cento anni fa, il 15 giugno 1920, nasceva l’astrologo inglese John Michael Addey. <span id="more-4203"></span></p>
<p>Non so quanti conosceranno il suo nome ma Addey è stato colui che ha sistematizzato quindi consegnato al mondo astrologico occidentale una tecnica – già usata in oriente e le cui tracce si ritrovano anche nell’astrologia islamica – che prende il nome di <strong>Armoniche</strong>. </p>
<p>La teoria delle Armoniche si basa sulla divisione del cerchio zodiacale in un numero x di parti ognuna delle quali “vibra” in risonanza con l’intero; Addey soleva dire che tutta l’astrologia poggia sulle armoniche dei periodi cosmici.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/06/Addey_2.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/06/Addey_2.jpg" alt="Addey_2" width="150" height="200" class="alignleft size-full wp-image-4200" /></a>
<p>Da sempre i suoi interessi furono la filosofia, l’astrologia e lo sport, ma un evento importante cambiò la sua vita: a 23 anni, il 23 dicembre 1943, un attacco improvviso di <strong>spondilite anchilosante</strong> lo costrinse in ospedale per 18 mesi trovandosi poi costretto, per tutta la vita, ad aiutarsi con un <strong>bastone</strong> per camminare.<br />
Fu ovviamente un trauma per un ragazzo forte, atletico e impegnato in molti sport. In quella forzata immobilità non c’era altro da fare che cercare di passare il tempo e lo fece riprendendo quegli interessi che da sempre lo avevano affascinato, appunto l’<strong>astrologia</strong> e la <strong>filosofia</strong>. </p>
<p>Si legò in amicizia con l’astrologo <strong>Charles Ernest Owen Carter</strong> (1887-1968) che lo aiutò in questo cammino. Nel 1958 fondò, insieme ad altri, l’<strong>Associazione Astrologica</strong> della Gran Bretagna della quale poi divenne presidente, e il 9 novembre 1970 l’ente benefico <strong>Urania Trust</strong>.</p>
<p>Come accennato Addey è conosciuto per le sue ricerche sulle Armoniche condensate poi nel libro “<em>Harmonics in Astrology</em>” (Cambridge Circle 1976; trad. it., “<em>Ritmi armonici in astrologia</em>”, Elefante, Catania 1979).<br />
Di questa tecnica e di come utilizzarla ne ho parlato nel mio “<em>Trattato tecnico di astrologia</em>” (Hoepli, 2011). In Italia se ne è occupata molto la nostra <strong>Grazia Bordoni</strong> (vedi: “<em>Le Armoniche: una tecnica astrologica</em>”, 2016).</p>
<p>Qui sotto il Tema natale di Addey.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/06/Addey-e1591790736608.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/06/Addey-e1591790736608.jpg" alt="Addey" width="500" height="428" class="aligncenter size-full wp-image-4201" /></a></p>
<p>La <strong>spondilite anchilosante</strong> è una malattia infiammatoria, cronica e di natura autoimmune, che colpisce le articolazioni della colonna vertebrale causando problemi alla flessibilità della stessa con conseguente limitazione dei movimenti.</p>
<p>Se calcoliamo la <strong>Parte di Malattia natale</strong> vediamo che questa cade a <strong>19° Gemelli</strong> (articolazioni), congiunta a Venere e al Sole (schiena).<br />
Il 23 dicembre 1943 <strong>Saturno-ossa</strong> transitava a 22° Gemelli; <strong>Marte-infiammazioni-difese immunitarie</strong> transitava a 7° Gemelli perciò congiunto alla Luna e in quadratura a Urano e Saturno natali; <strong>Urano-trauma</strong> transitava a 5° Gemelli, quindi anche lui congiunto (peraltro esattamente) alla Luna natale e in quadratura sia a se stesso sia a Saturno; <strong>Plutone</strong> aveva da poco toccato l’Ascendente Leone (schiena).<br />
La <strong>Parte di Malattia dell’anno</strong> (RS 1943) cadeva a 3° Pesci, perciò congiunta a Urano, quadrata alla Luna e opposta a Saturno natali.</p>
<p>Come vediamo i <strong>transiti</strong> stavano attivando il <strong>quadrato a T natale</strong> formato da Luna, Saturno e Urano: questi due ultimi pianeti sono i signori dell’<strong>Acquario</strong> mentre la Luna è signora del <strong>Cancro</strong>, Segno quest’ultimo che per l’Acquario è la sua <strong>sesta Casa</strong>, e in Cancro abbiamo <strong>Mercurio</strong> signore quindi rappresentante della <strong>Parte di Malattia natale</strong>.</p>
<p>Se costruiamo poi l’<strong>Armonica</strong> relativa al 23 dicembre 1943 moltiplicando gli elementi del suo Tema natale per 24,52172 (numero che corrisponde all’età di quel momento più 1), vediamo che l’<strong>Ascendente</strong> cade a 22° Bilancia, esattamente su <strong>Marte-infiammazioni-difese immunitarie</strong> natale, mentre il Marte di questa Armonica cade a 16° Capricorno, opposto a <strong>Mercurio</strong> natale signore della <strong>Parte di Malattia</strong>.<br />
Nel Tema di questa Armonica troviamo poi <strong>Mercurio</strong> opposto a <strong>Saturno</strong>.<br />
Tutti indizi di un certo peso, come si può notare.</p>
<p> John Addey morì il 27 marzo 1982 alle 17.17 al Royal Homeopathic Hospital di Londra.</p>
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		<title>Italia: alcune note sulla RS 2020-2021</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 22:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[rivoluzione solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 17 giugno parte la Rivoluzione Solare 2020-2021 dell&#8217;Italia. Credo interessante far notare il ruolo che alcune Parti Arabe hanno in questo Tema. Qui sotto il Tema natale e a seguire il Tema di RS. Intanto vediamo che l’Ascendente annuale (qui a 19°02’ Bilancia) è andato a posizionarsi sul Giove natale ma soprattutto sulla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 17 giugno parte la <strong>Rivoluzione Solare 2020-2021</strong> dell&#8217;Italia. Credo interessante far notare il ruolo che alcune <strong>Parti Arabe</strong> hanno in questo Tema.<span id="more-4191"></span><br />
Qui sotto il <strong>Tema natale</strong> e a seguire il <strong>Tema di RS</strong>.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg" alt="Italia" width="550" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-4130" /></a></p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/03/Italia_RS_2-e1584185675782.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/03/Italia_RS_2-e1584185675782.jpg" alt="Italia_RS_2" width="550" height="424" class="aligncenter size-full wp-image-4136" /></a></p>
<p>Intanto vediamo che l’<strong>Ascendente annuale</strong> (qui a 19°02’ Bilancia) è andato a posizionarsi sul Giove natale ma soprattutto sulla <strong>Parte di Malattia natale</strong> (18°46’ Bilancia), situazione che evidenzia la drammaticità del periodo dal quale proveniamo e le tensioni sociali che ci porteremo in questo nuovo anno.<br />
L’Ascendente va poi a cadere in <strong>11ª Casa natale</strong>, quella delle <strong>alleanze</strong>: la cooperazione europea per risollevare le economie degli Stati?<br />
<strong>Venere</strong>, signora dell’anno per il suo dominio sull’Ascendente, si trova in <strong>8ª Casa</strong> e invia un trigono a Saturno in 4ª Casa, segnale di aiuti economici alla popolazione.</p>
<p>E di aiuti ce n’è certo bisogno visto che troviamo la <strong>Parte del Lavoro</strong> (01°54’ Acquario) nientemeno che in congiunzione… alla <strong>Parte di Morte</strong> (03°30’ Acquario), aspetto che ben disegna i problemi vissuti da molti in ambito lavorativo e che non ha certo bisogno di tante spiegazioni. Tutte e due queste Parti le vediamo poi in <strong>4ª Casa</strong> congiunte a <strong>Saturno</strong>, indice di problemi socio-economici, povertà, rivendicazioni.<br />
Da notare poi che <strong>Saturno</strong>, qui a 00°53’ Acquario, si trova esattamente congiunto alla <strong>Parte dei Guadagni natale</strong> (00°10’ Acquario), mentre la <strong>Parte dei Guadagni di RS</strong> (11°00’ Leone) si trova congiunta a <strong>Plutone natale</strong> (10°08’ Leone): anche qui i commenti sono superflui tanto è chiaro il significato di questi aspetti – anche a chi non è avvezzo alle Parti Arabe.</p>
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		<title>Raffaello Sanzio (1483-1520)</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2020 22:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parte di Spirito]]></category>
		<category><![CDATA[raffaello sanzio]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricorrono quest’anno i 500 anni dalla morte del pittore e architetto Raffaello Sanzio avvenuta il 6 aprile 1520, venerdì santo. Era nato a Urbino nel 1483 «in venerdì santo a ore tre di notte» (Vasari, Le vite…), cioè tre ore dopo l’inizio del nuovo giorno che all’epoca si dava a mezz’ora dopo il tramonto. Ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ricorrono quest’anno i 500 anni dalla morte del pittore e architetto Raffaello Sanzio avvenuta il 6 aprile 1520, venerdì santo. <span id="more-4180"></span></p>
<p>Era nato a Urbino nel 1483 «<em>in venerdì santo a ore tre di notte</em>» (Vasari, <em>Le vite…</em>), cioè tre ore dopo l’inizio del nuovo giorno che all’epoca si dava a mezz’ora dopo il tramonto.<br />
Ma quando era venerdì santo nel 1483? La Pasqua quell’anno cadeva il 30 marzo quindi il <strong>28 era venerdì santo</strong>. Tutte le biografie danno Raffaello nato il 28 marzo 1483.<br />
Però all’epoca il giorno iniziava, come detto, mezz’ora dopo il tramonto; il sole tramontava alle ore 18.28 locali a cui aggiungiamo 0.30 e arriviamo alle ore 18.58, quindi il 27 alle ore 18.58 circa iniziava il giorno 28. Raffaello nacque tre ore dopo l’inizio del nuovo giorno quindi alle ore<strong> 21.58</strong> ma ancora, per noi, del <strong>giorno 27</strong>.<br />
Quindi Raffaello Sanzio, se le notizie pervenuteci sono giuste, nacque il 27 marzo 1483 alle ore 21.58<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> che riportato al nostro calendario corrisponde al 5 aprile.<br />
Qui sotto il suo <strong>Tema natale</strong>.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/04/Raffaello-e1585851756812.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/04/Raffaello-e1585851756812.jpg" alt="Raffaello" width="600" height="522" class="aligncenter size-full wp-image-4178" /></a></p>
<p>Non voglio entrare nella solita solfa sull’interpretazione del Tema del personaggio famoso; voglio solo farvi notare la <strong>Parte di Spirito</strong> che qui cade a 12°56’ Ariete quindi <strong>congiunta a Venere</strong> (13°22’) il che ci parla di un spirito, quello di Raffaello, molto legato e portato all’arte, alla bellezza, al gusto, alla raffinatezza, all’armonia, all’equilibrio, elementi trasposti poi nelle sue opere. </p>
<p>L’Ariete (Marte) dà poi a questi due elementi – Venere e Parte di Spirito – un’accentuazione <strong>erotico-passionale</strong> vista anche la loro collocazione in 5ª Casa, e pensiamo all’<strong>ardore</strong> e alla <strong>passione</strong> che ha legato Raffaello alla sua <strong>Margherita Luti</strong>, la “Fornarina”, immortalata in un celebre dipinto dove alle sue spalle vediamo un cespuglio di mirto, pianta sacra a Venere, o ad altre sue amanti a noi sconosciute. </p>
<p> E non dimentichiamo la Luna scorpionica all&#8217;Ascendente, indice di fascino e passionalità erotica.</p>
<p>Si dice che Raffaello morì per una fortissima febbre causata da “eccessi amorosi”: la <strong>Parte di Morte</strong> si trova a 03°52’ Gemelli, <strong>congiunta a Marte</strong> (04°59’) che sappiamo ha a che fare con la <strong>febbre</strong>, gli <strong>eccessi</strong>; ma non solo: potrebbe anche essere stata anche una <strong>morte violenta</strong>.</p>
<blockquote><p><em>Fu Raffaello persona molto amorosa et affezzionata alle donne</em> […]. <em>Raffaello, attendendo in tanto a’ suoi amori così di nascosto, continuò fuor di modo i piaceri amorosi, onde avvenne ch’una volta fra l’altre disordinò più del solito; perché tornato a casa con una grandissima febbre, fu creduto da’ medici che fosse riscaldato; onde, non confessando egli il disordine che aveva fatto, per poca prudenza, loro gli cavarono sangue; di maniera che indebilito si sentiva mancare, là dove egli aveva bisogno di ristor</em>o (Vasari, <em>Le vite…</em>)</p></blockquote>
<p>Vero o non vero – per la causa di morte si è parlato di pleurite o di sifilide ma anche di avvelenamento – è certo che la passione, l’arte, l’erotismo, furono parte integrante della sua vita, una breve vita.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Nel mio libro “<em>Trattato tecnico di astrologia</em>”, Hoepli 2011, per un refuso il calcolo è stato fatto sulla data del 27 marzo (che era già quella definitiva) invece del 28 marzo.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Pestilenze d’altri tempi ed eclissi odierne</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 16:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[eclissi]]></category>
		<category><![CDATA[marsilio ficino]]></category>

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		<description><![CDATA[Marsilio Ficino (1433-1499), filosofo, astrologo e umanista, considerato il massimo esponente dell’Umanesimo fiorentino, fu autore di un “Consilio contro la pestilentia”[1] stampato a Firenze nel luglio del 1481 ma scritto nel 1478-1479 quando Firenze venne colpita nell’agosto 1478 da un’epidemia di peste. Qui Ficino cercava, con consigli medici e astrologici, di aiutare i suoi concittadini [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marsilio Ficino</strong> (1433-1499), filosofo, astrologo e umanista, considerato il massimo esponente dell’Umanesimo fiorentino, fu autore di un “<em>Consilio contro la pestilentia</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> stampato a Firenze nel luglio del 1481 ma scritto nel 1478-1479 quando Firenze venne colpita nell’agosto 1478 da un’epidemia di <strong>peste</strong>.</p>
<p><span id="more-4176"></span></p>
<p>Qui Ficino cercava, con consigli <strong>medici e astrologici</strong>, di aiutare i suoi concittadini a difendersi dal morbo pestilenziale, morbo che originandosi nell’aria andava sì a colpire quanti erano simili per costituzione fisica ma anche come Tema natale, epidemia alla quale non erano estranee le <strong>configurazioni celesti</strong>:</p>
<blockquote><p><em>Questo vapore velenoso si concrea nellaria nelle pestilentie piu generali dalle constellationi maligne, maxime dalle coniunctioni di marte con Saturno negli segni humani, et dagli eclipsi deluminari, come e la presente peste del M.cccclxxviii. et del M.cccclxxviiii. et maxime offende glihuomini, et luoghi li quali hanno lascendente infortunato per decte constellationi</em> […] (pp. 3-4).</p></blockquote>
<p>Sembra di capire che la peste dell’agosto 1478 nacque sotto una <strong>congiunzione Marte-Saturno</strong> «<em>ne i segni humani</em>» (che sono i Gemelli, la Vergine, la Bilancia, la metà del Sagittario e l’Acquario): in questo caso il Segno di cui parla Ficino è la <strong>Vergine</strong>, come si legge in una lettera inviata a papa Sisto IV (Francesco della Rovere) in data 25 dicembre 1478 firmata da “<em>Marsilio Ficino, &#038; altri Filosofi</em>”.<br />
Da considerare che la congiunzione Marte-Saturno si verificò in Vergine il 9 ottobre dell’anno prima:</p>
<blockquote><p><em>Quindi a le cose d’Astrologia trapassando, considerammo deligentemente quella passata congiuntione, e che anchora venir debbe di Saturno e di Marte in Vergine, ed anchora il vicino accostamento del Sole al Montone, e similmente i principij de le quarte di tutto l’anno. Oltra di questo le eclissi che de la Luna in Aquario, e del Sole in Leone esser dovevano, &#038; altri Eclissi del seguente anno. Finalmente il discordante mescolamento di Marte con Giove, e molte altre cose: et per quello concludemmo, che i duo prossimi anni tanto miserabili esser dovevono, che dal vulgo si pensara che l’ultima ruina del mondo esser debbi, vediamo dovere essere una comune &#038; estrema calamita de l’humana generatione, che con guerra, peste, e fame ci vincera, e primieramente una mortalità di molti principi d’ogni natione. quindi giudichiamo dover surgere una nuova heresia da un falso profeta suscitata</em><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p></blockquote>
<p>Non solo: Ficino dava anche consigli ai medici o a quanti dovevano avvicinarsi ai malati dicendo che le possibilità di contagio potevano aumentare per similitudine anche astrale:</p>
<blockquote><p><em>Tu che governi linfermo sappi che quanto piu gli se propinquo di sangue, o, piu simile di complesione &#038; constellatione piu porti pericolo di contagione</em><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p></blockquote>
<p>Da ricordare che nello stesso 1478, in aprile, precisamente domenica 26, ci fu la famosa <strong>congiura dei Pazzi</strong> ordita per uccidere Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano, agguato che avvenne all’interno del Duomo di Firenze e nel quale rimase ucciso il solo Giuliano: Ficino metteva in relazione i due avvenimenti, la peste e la congiura, facendole figlie dello stesso evento celeste.</p>
<p>Se guardiamo alle <strong>eclissi</strong> di questi ultimi tempi vediamo quella di <strong>Sole</strong> del 26 dicembre 2019 a 04°07’ Capricorno, giorno di Santo Stefano. Era un’eclissi anulare, cioè la Luna non eclissava totalmente il Sole anche perché in quel momento il nostro satellite si trovava più distante del solito dalla Terra così che la Luna copriva il Sole nella parte centrale disegnando in cielo un “anello di fuoco”.<br />
Nel <strong>Tema</strong> di questa eclissi <strong>Marte</strong> si trovava a <strong>24° Scorpione</strong>, esattamente <strong>congiunto</strong> all’<strong>Ascendente</strong> del Tema dell’<strong>Italia</strong>. La prossima eclissi anulare del Sole l’avremo il 21 giugno 2020 a 00° 21’ Cancro.<br />
Se invece guardiamo a quelle di <strong>Luna</strong> l’ultima, un’eclissi penombrale, è stata il 10 gennaio 2020 a 19°59’ Cancro. Nel <strong>Tema</strong> di questa eclissi <strong>Marte</strong> si trovava a <strong>4° Sagittario</strong>, esattamente <strong>congiunto</strong> alla <strong>Luna Nera</strong> del Tema dell’<strong>Italia</strong>. La prossima eclissi penombrale di Luna l’avremo il 5 giugno 2020 a 15°34’ Sagittario.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Titolo dell’opera: <em>Consilio Di Marsilio ficino fiorentino. contro la pestilentia</em>. A fine libro leggiamo: “Impressum Florentie apud Sanctum Iacobum de Ripolis. M.cccc.lxxxi. Laus deo &#038; gloriose virgini Marie”. <a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] M. FICINO, <em>Le divine lettere del gran Marsilio Ficino. Tradotte in lingua toscana per M. Felice Figliucci Senese</em>, In Vinegia Appresso Gabriel Giolito de Ferrari, MDXLVIII, tomo II, libro VI, epistola 9, f. 9v.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] M. FICINO, <em>Consilio…</em>, p. 94.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Coronavirus e Italia (aggiunta)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 08:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti sono rimasti colpiti da quella “coincidenza” che avevo esposto nell’articolo precedente riguardo al fatto che Cerere, nella RS 2020-2021 dell’Italia, si sarebbe trovata a 11°44’ Pesci, cioè negli stessi gradi dove nella RS attuale si trova la Parte di Morte (11°44’ Pesci). Mi si chiede che significato possa avere tutto questo. Il significato ovvio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti sono rimasti colpiti da quella “coincidenza” che avevo esposto nell’articolo precedente riguardo al fatto che Cerere, nella RS 2020-2021 dell’Italia, si sarebbe trovata a 11°44’ Pesci, cioè negli stessi gradi dove nella RS attuale si trova la Parte di Morte (11°44’ Pesci). </p>
<p><span id="more-4169"></span></p>
<p>Mi si chiede che significato possa avere tutto questo.<br />
Il significato ovvio – purtroppo – è che arriveremo alla RS nuova con un carico importante di decessi, che poi è quello che ho scritto in quell’articolo;<br />
ma ce n’era un altro che mi si era presentato alla mente che però il mio cervello censurò immediatamente (“<em>No, mi rifiuto di crederlo</em>”), e cioè legare quei numeri (11°44’) ai <strong>decessi</strong>: 11.440 morti? Assurdo, come si può arrivare a un simile numero? </p>
<p>E poi c’era sempre il dubbio dell’<strong>esattezza</strong> dell’ora natale: bastava che l’ora presa per erigere il Tema dell’Italia fosse diversa anche di pochi minuti che quel dato non avrebbe avuto senso perché la Parte di Morte si sarebbe trovata più avanti o più indietro di quei gradi e non ci sarebbe stata l’esatta congiunzione con Cerere; ad esempio, se l’ora dell’Italia fosse le 18.05 invece delle 18.00 la Parte di Morte nella RS 2019-2020 si troverebbe a 12°46’ Pesci: è anche per questo mi sono fermato a una semplice constatazione desunta dalla congiunzione Parte di Morte/Cerere, senza entrare in dettagli o voli troppo azzardati.</p>
<p>Semmai quello che posso aggiungere è che quando è iniziato “ufficialmente” il tutto, cioè il <strong>21 febbraio</strong> col primo contagiato di Codogno, <strong>Mercurio</strong> si trovava in moto retrogrado a <strong>11°  Pesci</strong>; ebbene Mercurio ripassa con moto diretto sugli stessi 11° Pesci domenica prossima, il <strong>29 marzo</strong>: che dire? Speriamo bene.</p>
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		<title>Dane Rudhyar (1895-1985)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 23:40:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia umanistica]]></category>
		<category><![CDATA[marc edmund jones]]></category>
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		<description><![CDATA[125 anni fa, il 23 marzo 1895, nasceva a Parigi Dane Rudhyar. Il suo vero nome era Daniel Chennevièr. Musicista, compositore sperimentale – ha scritto libri di musica e composto pezzi di musica jazz e di musica contemporanea –, poeta, pittore, filosofo, astrologo. Qui sotto il suo Tema natale. Dopo gli studi di Filosofia alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>125 anni fa, il 23 marzo 1895, nasceva a Parigi Dane Rudhyar. Il suo vero nome era Daniel Chennevièr. Musicista, compositore sperimentale – ha scritto libri di musica e composto pezzi di musica jazz e di musica contemporanea –, poeta, pittore, filosofo, astrologo.<br />
Qui sotto il suo Tema natale.</p>
<p><span id="more-4152"></span><br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/03/Rudhyar-e1584373700237.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/03/Rudhyar-e1584373700237.jpg" alt="Rudhyar" width="550" height="479" class="aligncenter size-full wp-image-4151" /></a></p>
<p>Dopo gli studi di <strong>Filosofia</strong> alla Sorbona si interessò di musica e composizione. Nel 1916 si recò negli <strong>Stati Uniti</strong> e si interessò di <strong>filosofia zen</strong> e di <strong>esoterismo</strong> cambiando il suo nome in Rudhyar, dal sanscrito <em>rudra</em> che significa rosso, nome anche del dio Rudra, il distruttore/rigeneratore: venne da lui preso come sinonimo di azione dinamica liberatoria. Si interessò subito di astrologia, ancor più dopo l’incontro, nel 1930, con <strong>Marc Edmund Jones</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Rudhyar, fondatore di un nuovo tipo di approccio all’astrologia chiamato “umanistico”, ha espresso le sue idee in molte libri: “<em>L’Astrologia della Personalità</em>” (1986), “<em>L’astrologia centrata sulla persona</em>” (1989), “<em>L’astrologia e la psiche moderna</em>” (1992) e molti altri tutti editi in Italia da Astrolabio-Ubaldini.</p>
<p>È stato il pioniere di un tipo di astrologia evolutiva, psicologica e spirituale centrata sulla persona e ha lasciato tracce profondissime nella cultura astrologica moderna il cui testimone è stato preso da un buon numero di astrologi.<br />
Morì a San Francisco il 13 settembre 1985.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Considerato il decano degli astrologi americani, Marc Edmund Jones nacque a St. Louis, Missouri, il 1° ottobre 1888 alle ore 08.37 e morì il 5 marzo 1980. Nel 1925 crea i &#8220;Gradi Sabiani&#8221; con l’aiuto della sua assistente e chiaroveggente Elsie Wheeler (nata a Norris City, Illinois, il 3 settembre 1887 alle ore 21.39).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: www.neidan-gong.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Coronavirus e Italia (la Parte di Morte)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 08:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni mi chiedono, visti tutti questi decessi che abbiamo e che hanno superato oramai quelli patiti dalla Cina, di dire qualcosa sulla Parte di Morte, dove si trova e se ci può dare qualche indicazione. Ringrazio per le molte domande che mi vengono fatte e per alcune cercherò di rispondere privatamente. Qui voglio rispondere in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni mi chiedono, visti tutti questi decessi che abbiamo e che hanno superato oramai quelli patiti dalla Cina, di dire qualcosa sulla <strong>Parte di Morte</strong>, dove si trova e se ci può dare qualche indicazione.</p>
<p><span id="more-4163"></span></p>
<p>Ringrazio per le molte domande che mi vengono fatte e per alcune cercherò di rispondere privatamente. Qui voglio rispondere in generale.<br />
Per comodità ripropongo qui sotto il Tema natale dell’Italia e le due Rivoluzioni Solari (RS), quella del 2019-2020 e quella del 2020-2021.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg" alt="Italia" width="550" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-4130" /></a></p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia_RS-e1582872959789.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia_RS-e1582872959789.jpg" alt="Italia_RS" width="550" height="426" class="aligncenter size-full wp-image-4131" /></a><br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/03/Italia_RS_2-e1584185675782.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/03/Italia_RS_2-e1584185675782.jpg" alt="Italia_RS_2" width="550" height="424" class="aligncenter size-full wp-image-4136" /></a></p>
<p>Se guardiamo la <strong>RS di quest’anno</strong> e calcoliamo la <strong>Parte di Morte</strong> vediamo che cade a <strong>11°44’ Pesci</strong>, quindi è governata da <strong>Giove</strong>, <strong>Nettuno</strong> e <strong>Venere</strong> (esaltata), cioè questi pianeti sono i rappresentanti della Parte di Morte annuale; se osserviamo come sono messi questi pianeti vediamo Giove in esatta <strong>quadratura</strong> a Nettuno: è certo che una quadratura che si instaura fra i rappresentanti di una Parte indica che quella Parte si trova a esprimere un’energia certo non positiva, e se questa è la Parte di Morte…; e Venere? Venere si trova a <strong>11°15’ Gemelli</strong>, quindi in esatta <strong>quadratura</strong> alla Parte di Morte; è certo che non sono posizioni favorevoli e indicano la letalità di questa Parte che per giunta si trova in Ottava Casa.</p>
<p>Ma vorrei farvi notare un altro elemento: <strong>Cerere</strong>.<br />
Questo pianeta rappresenta tra le altre cose anche la <strong>gente</strong>, il <strong>popolo</strong>, la <strong>popolazione</strong>; sono poi anni che uso Cerere anche come rappresentante simbolica dell’<strong>Italia</strong>. Ebbene, sempre in questa <strong>RS 2019-2020</strong> Cerere si trova a <strong>3° Sagittario</strong>, cioè si trova a essere <strong>congiunta</strong> alla <strong>Luna Nera natale</strong> (e in quadratura alla Luna Nera di RS): possiamo dare il valore che vogliamo a questa Luna Nera ma certamente non è una posizione che fa fare pensieri tranquilli.</p>
<p>Ma osserviamo adesso la <strong>RS 2020-2021</strong>; premetto che quando guardo una RS io osservo anche quella <strong>precedente</strong>, cioè aggancio le due RS come se la seconda fosse figlia e comunque una continuazione della precedente; ebbene, oltre a quello che ho già detto su questa RS (vedi post “<em>Coronavirus e Italia (2)</em>”) voglio attirare la vostra attenzione sempre su <strong>Cerere</strong>: a quanti gradi si trova? A <strong>11°44’ Pesci</strong>, cioè si trova nella stessa <strong>esatta posizione</strong> dove nella RS precedente c’era la <strong>Parte di Morte</strong>!<br />
Questo ci dice che arriveremo alla RS nuova (giugno 2020) con un bel carico di decessi, eredità della RS precedente cioè quella in corso.</p>
<p>Se ritorniamo poi a questa <strong>RS in corso</strong> (2019-2020) e andiamo ai pianeti rappresentanti la Parte di Morte – cioè Giove, Nettuno e Venere – vediamo che la distanza in gradi che separa <strong>Venere</strong> dall’avere l’<strong>esatta quadratura</strong> con <strong>Nettuno</strong> e dall’avere l’<strong>esatta opposizione</strong> con <strong>Giove</strong> ammonta in tutti e due i casi a 7°: che vuol dire quel 7? Forse 7.000 decessi? O forse sono settimane o mesi? Spero fortemente di no, che tutto questo abbia altri significati e che il tutto si fermi molto prima.</p>
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		<title>Coronavirus e Italia (2)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/coronavirus-e-italia-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2020 12:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il mio post su &#8220;Coronavirus e Italia&#8221; ho ricevuto molte richieste di approfondimento. Che dire? Il virus va a colpire nella parte bassa dell’apparato respiratorio aggredendo gli alveoli che servono al sangue per ossigenarsi: astrologicamente questo si lega al Segno dei Gemelli, analogico alla Terza Casa. Ebbene, se utilizziamo la tecnica delle Case Derivate [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il mio post su &#8220;<em>Coronavirus e Italia</em>&#8221; ho ricevuto molte richieste di approfondimento. Che dire? Il <strong>virus</strong> va a colpire nella parte bassa dell’apparato respiratorio aggredendo gli <strong>alveoli</strong> che servono al sangue per ossigenarsi: astrologicamente questo si lega al Segno dei <strong>Gemelli</strong>, analogico alla <strong>Terza Casa</strong>. </p>
<p><span id="more-4137"></span></p>
<p>Ebbene, se utilizziamo la tecnica delle <strong>Case Derivat</strong>e possiamo avere un aiuto per capire come <strong>debellare</strong> – “uccidere” – il virus: dobbiamo andare all’<strong>Ottava Casa/Segno</strong> (morte) partendo dalla <strong>Terza/Gemelli</strong>; facendo così arriviamo al <strong>Capricorno</strong>, proprio il Segno dove ci sono Marte, Giove, Saturno e Plutone.<br />
Si può quindi dire che chi dà la malattia può anche debellarla, e questo è il Capricorno, Segno legato alle <strong>ossa</strong>.<br />
Se avete notato hanno scoperto che un <strong>farmaco</strong> che combatte l’<strong>artrite</strong> (Gemelli articolazioni, Capricorno ossa) può essere utilizzato con successo per abbassare la letalità della polmonite data dal virus. Quindi farmaci o altro che hanno a che fare con le ossa, con il calcio, con la vitamina D, potrebbero dare una mano a vincere il coronavirus.</p>
<p>C’è da dire però che guardando la <strong>RS 2020 dell’Italia</strong> (vedi sotto, con il Tema dell’Italia e a seguire la RS annuale) le cose non sono poi tanto tranquille:</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg" alt="Italia" width="550" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-4130" /></a></p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/03/Italia_RS_2-e1584185675782.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/03/Italia_RS_2-e1584185675782.jpg" alt="Italia_RS_2" width="550" height="424" class="aligncenter size-full wp-image-4136" /></a></p>
<p>L’<strong>Ascendente dell’anno</strong> cade a 19° <strong>Bilancia</strong>, sì sul Giove natale ma anche congiunto esattamente alla <strong>Parte di Malattia natale</strong>, mentre la <strong>Parte dei Guadagni</strong> di RS (11° Leone) si trova congiunta a <strong>Plutone</strong> natale quindi opposta alla <strong>Luna</strong> (popolo) sempre natale.<br />
Giove, Saturno e Plutone si trovano nella Quarta Casa di RS.</p>
<p>Abbiamo poi, sempre nella RS 2020, la <strong>Parte di Morte</strong> (cioè di Crisi) a 3° Acquario congiunta alla <strong>Parte del Lavoro</strong> a 2° Acquario e <strong>Saturno</strong> a 0° Acquario.<br />
Vorrei sbagliarmi ma mi sembrano tutte posizioni che non giocano certo a favore di una tranquillità e di una stabilità economica, politica e sociale.</p>
<p>Certo, i signori dell&#8217;anno, Venere e Saturno, sono in buon aspetto tra loro e questo dovrebbe dare speranza, ma mi sa che la strada annuale, anche se con questi compagni di viaggio, sarà sempre una bella salita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Coronavirus e Italia</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/coronavirus-e-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 07:10:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proprio ieri discutevo con un allievo di questo Coronavirus e siccome l’argomento che avevamo iniziato a trattare erano le Rivoluzioni Solari siamo andati subito dalla teoria alla pratica prendendo il Tema natale della nostra Repubblica e costruendo la RS di quest’anno. Qui sotto il Tema natale dell&#8217;Italia e a seguire il Tema dell’anno. Osserviamo quest’ultimo: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio ieri discutevo con un allievo di questo <strong>Coronavirus</strong> e siccome l’argomento che avevamo iniziato a trattare erano le <strong>Rivoluzioni Solari</strong> siamo andati subito dalla teoria alla pratica prendendo il <strong>Tema natale</strong> della nostra Repubblica e costruendo la RS di quest’anno.</p>
<p><span id="more-4132"></span></p>
<p>Qui sotto il Tema natale dell&#8217;Italia e a seguire il Tema dell’anno.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia-e1582872922350.jpg" alt="Italia" width="550" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-4130" /></a></p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia_RS-e1582872959789.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Italia_RS-e1582872959789.jpg" alt="Italia_RS" width="550" height="426" class="aligncenter size-full wp-image-4131" /></a></p>
<p>Osserviamo quest’ultimo: l’<strong>Ascendente</strong> è a 10° Leone quindi si trova nella <strong>Nona Casa</strong> natale (l’estero) ed è esattamente congiunto a Plutone (virus) di nascita.<br />
La micidiale congiunzione <strong>Saturno-Plutone</strong> la troviamo in Sesta Casa (salute) in opposizione alla congiunzione Mercurio-Marte-Nodo lunare Nord ovviamente in Dodicesima. Nettuno (infezione) è punto di scarico di questa opposizione. </p>
<p>«Molto istruttivo. E le Parti Arabe?»</p>
<p>La <strong>Parte di Malattia</strong> di RS si trova a 7°45’ Acquario, opposta all’Ascendente di RS quindi congiunta alla Luna natale (il popolo) e opposta a Plutone natale.</p>
<p>A questo punto l’allievo mi fa: «E se prendessimo anche il Tema della Cina?» Detto fatto.</p>
<p>Qui sotto il Tema natale della Cina e a seguire il Tema dell’anno.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-e1582873082240.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina-e1582873082240.jpg" alt="Cina" width="550" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-4128" /></a></p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina_RS-e1582873116566.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Cina_RS-e1582873116566.jpg" alt="Cina_RS" width="550" height="422" class="aligncenter size-full wp-image-4129" /></a></p>
<p>Osserviamo quest’ultimo: l’<strong>Ascendente</strong> è a 15° Capricorno quindi si trova nella <strong>Dodicesima Casa</strong> natale (grandi o gravi malattie, ospedali, ecc.) ed è “attanagliato” dalla congiunzione Saturno-Plutone.</p>
<p>Le Parti Arabe? La <strong>Parte di Malattia</strong> di RS si trova a 1°52’ Toro, congiunta a Urano di RS e in quadratura alla Luna natale.</p>
<p>«Molto eloquente.» Già.</p>
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		<title>Un superbo “orologio dei pianeti”</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/un-superbo-orologio-dei-pianeti/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 19:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno tra i più famosi costruttori di orologi fu senz’altro Lorenzo Della Volpaia (1446-1512), nato a Volpaia oggi frazione del comune senese di Radda in Chianti. In giovane età si spostò con la famiglia a Firenze dove fece vari mestieri fra i quali il legnaiolo. Benvenuto Cellini lo ricorda come orafo mentre il padre servita [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno tra i più famosi costruttori di orologi fu senz’altro <strong>Lorenzo Della Volpaia</strong> (1446-1512), nato a Volpaia oggi frazione del comune senese di Radda in Chianti. <span id="more-4122"></span></p>
<p>In giovane età si spostò con la famiglia a Firenze dove fece vari mestieri fra i quali il legnaiolo. </p>
<p><strong>Benvenuto Cellini</strong> lo ricorda come orafo mentre il padre servita Michele Poccianti (1536-1576) nel suo “<em>Catalogus scriptorum Florentinorum</em>” (Firenze, 1589) lo menziona come matematico. Fu <strong>architetto</strong>, e in tale veste partecipò al concorso per la facciata di Santa Maria del Fiore, la cattedrale di Firenze. Fu amico di <strong>Leonardo da Vinci</strong>. </p>
<p>Lorenzo Della Volpaia divenne famoso anche come costruttore di strumenti scientifici e astronomici oltre che di <strong>orologi</strong>. In quest’ultima veste costruì un superbo <strong>Orologio dei Pianeti</strong> su commissione di <strong>Lorenzo de’ Medici</strong> che ne voleva fare dono a Mattia Corvino re d’Ungheria. La morte del re (1490) ne interruppe la realizzazione, tale che l’orologio rimase incompiuto, seppur quasi completo, nella sua bottega. Nel 1510 l’orologio era comunque terminato. </p>
<p><strong>Poliziano</strong>, <strong>Cellini</strong> e <strong>Vasari</strong> lo decantarono come un’opera sublime. Per quest’opera Della Volpaia divenne talmente famoso che ebbe addirittura l’onore di essere ritratto insieme a Lorenzo il Magnifico e altre personalità in un affresco (ora distrutto) del pittore fiorentino <strong>Alesso Baldovinetti</strong> (1425-1499) che si trovava nella chiesa fiorentina di Santa Trinita.</p>
<p>Si racconta che sull’orologio avesse però messo gli occhi un mercante straniero; per impedire che un tale gioiello lasciasse Firenze venne acquistato dai <strong>Capitani di Parte Guelfa</strong> che come pagamento si risolsero, vista anche l’indigenza nella quale in quel periodo viveva la famiglia di Lorenzo Della Volpaia, di procurare le <strong>doti</strong> per le sue quattro figlie femmine. L’orologio venne dai Capitani donato alla Signoria e collocato in una sala di <strong>Palazzo Vecchio</strong> che prese poi il nome di <strong>Sala dell’Orologio</strong> (oggi Sala dei Gigli). La manutenzione dell’orologio passò al figlio Camillo e poi al nipote Girolamo, ma dagli appunti di quest’ultimo ricaviamo che il meccanismo era già a quel tempo (1560) in cattivo stato. Nel 1609 non funzionava più. Le ultime notizie sono di un inventario del 1640 che lo descrive «tutto in pezzi». In seguito venne distrutto e disperso. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Orologio-pianeti.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Orologio-pianeti.jpg" alt="Orologio pianeti" width="264" height="448" class="aligncenter size-full wp-image-4120" /></a>
<p>Sono però rimasti i disegni e gli appunti di Lorenzo i quali sono serviti nel 1994 al fabbro-artigiano e maestro orologiaio di Cividale Mantovano, <strong>Alberto Gorla</strong> (n. 1940), insieme all’<strong>Istituto Statale d’Arte di Firenze</strong>, per la ricostruzione fedele e funzionante dell’Orologio dei Pianeti: </p>
<blockquote><p><em>L’orologio presenta un quadrante finemente miniato con un cerchio orario fisso, dotato di Zodiaco, e un disco minore che ruota in senso orario, nel quale sono praticate sei aperture, dentro le quali ruotano in senso antiorario i cinque pianeti allora conosciuti: Saturno, Giove, Venere, Marte e Mercurio. Nella sesta apertura è posto il Drago, che indica i nodi e le eclissi lunari. Al centro, due dischi sovrapposti mostrano le fasi e le età della Luna e l’indice del Sole. I rotismi del quadrante, di una complessità senza precedenti, sono disposti verticalmente su piani paralleli.<br />
L’orologio è corredato da due globi, celeste e terrestre, oltre che da una sofisticata suoneria. Un unico motore a peso è responsabile dell’incredibile varietà di movimenti dell’orologio</em>.<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> </p></blockquote>
<p>L’orologio, in ferro, ottone e smalto, misura 1170x750x2350 mm.; il quadrante ha un diametro di 730 mm., mentre il diametro dei globi è di 250 mm. L’orologio è oggi presente nel <strong>Museo Galileo di Firenze</strong> (inv. 3817).</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Da: http://brunelleschi.imss.fi.it/itinerari/multimediale/OrologioPianetiLorenzoVolpaia.html<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto di copertina da: https://www.smithsonianmag.com<br />
Foto orologio da: https://www.brunelleschi.imss.fi.it</p>
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		<title>Plutone “compie” 90 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 23:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Percival Lowell]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tanto cercato nono pianeta si fece conoscere all’umanità il 18 febbraio 1930. L’ostetrico fu l’astronomo statunitense Clyde William Tombaugh (1906-1997) che lo tolse dalle tenebre alle ore 16.03. Il luogo di nascita fu l’Osservatorio Astronomico di Flagstaff in Arizona, fondato nel 1894 dall’astronomo statunitense Percival Lowell (1855-1916) il quale già a suo tempo si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il tanto cercato nono pianeta si fece conoscere all’umanità il <strong>18 febbraio 1930</strong>. L’ostetrico fu l’astronomo statunitense <strong>Clyde William Tombaugh</strong> (1906-1997) che lo tolse dalle tenebre alle ore 16.03.<span id="more-4110"></span></p>
<p>Il luogo di nascita fu l’Osservatorio Astronomico di <strong>Flagstaff</strong> in Arizona, fondato nel 1894 dall’astronomo statunitense <strong>Percival Lowell</strong> (1855-1916) il quale già a suo tempo si era dedicato a studi e ricerche sulla possibile presenza di un altro pianeta al di là di Nettuno: fu anche grazie ai suoi studi che alla fine Plutone venne scoperto.</p>
<p>Subito ci si mise alla ricerca di un nome da dare al nuovo pianeta. Fu una bambina inglese di 11 anni, <strong>Venetia Burney</strong> (1918-2009), a suggerire di chiamarlo <strong>Plutone</strong> (e fu un suo prozio, il chimico Henry George Madan, a dare nel 1878 i nomi Phobos e Deimos alle lune di Marte: un vizio di famiglia!): ne parlò a suo nonno, Falconer Madan, ex direttore della Bilbioteca universitaria di Oxford, che a sua volta ne parlò all’astronomo Herbert Hall Turner (1861-1930), professore di astronomia alla stessa Università, il quale il 16 marzo 1930, con un cablogramma, girò la proposta agli astronomi di Flagstaff che avevano indetto il concorso per la scelta del nome; questo il testo del messaggio: </p>
<blockquote><p><em>Naming new planet please consider Pluto, suggested by small girl Venetia Burney, for dark gloomy planet.</em></p></blockquote>
<p>Il nome venne ufficialmente accetttato il 1° maggio 1930, preferito ad altri anche perché le prime due lettere, P e L, erano poi le iniziali di Percival Lowell.</p>
<p>Il 24 agosto 2006 Plutone venne declassato a “pianeta nano” e il 7 settembre dello stesso anno inserito nel catalogo degli asteroidi col nome “(134340) Pluto”.<br />
Si sa che Venetia Burney ci rimase molto male. Gli astrologi no. </p>
<p>Qui sotto il <strong>Tema natale</strong> di Plutone.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Plutone_Tema-e1581347101188.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2020/02/Plutone_Tema-e1581347101188.jpg" alt="Plutone_Tema" width="600" height="548" class="aligncenter size-full wp-image-4109" /></a><br />
Da considerare che venne scoperto quando si trovava esattamente <strong>congiunto</strong> al piede eclittico della stella <em>Wasat</em>, la delta della costellazione dei Gemelli, situata all’epoca a 17° 33’ del Cancro mentre Plutone si trovava a 17° 45’ sempre del Cancro, una stella che secondo la tradizione favorisce <strong>violenza</strong>, <strong>aggressioni</strong>, <strong>distruttività</strong>.</p>
<p>Ecco <a href="https://media.gedidigital.it/repubblicatv/file/2017/07/15/394779/394779-video-rrtv-650-new_horizons_flyover_of_pluto.mp4" rel="noopener" target="_blank">qui</a> un <strong>video</strong> della Nasa su Plutone creato grazie ai dati forniti dalla sonda New Horizons.</p>
<hr/>
Foto e video da: https://www.huffingtonpost.it</p>
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		<title>Redento Baranzano 1590-1622</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 23:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Fortuna]]></category>
		<category><![CDATA[uranoscopia]]></category>

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		<description><![CDATA[430 anni fa, il 4 febbraio 1590 alle ore 16.10, nasceva a Serravalle Sesia il filosofo e astronomo Giovanni Antonio Baranzano. L’11 marzo 1609 prese i voti come Barnabita (Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo) assumendo il nome di Redento. Dopo aver portato a termine la sua educazione religiosa e filosofica studiò greco, ebraico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>430 anni fa, il 4 febbraio 1590 alle ore 16.10, nasceva a Serravalle Sesia il filosofo e astronomo Giovanni Antonio Baranzano.</p>
<p><span id="more-4091"></span></p>
<p>L’11 marzo 1609 prese i voti come Barnabita (Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo) assumendo il nome di Redento. Dopo aver portato a termine la sua educazione religiosa e filosofica studiò greco, ebraico e caldeo.<br />
Venne nominato sacerdote da <strong>San Francesco di Sales</strong>, all’epoca vescovo titolare di Ginevra ma residente a Annecy, in Francia.<br />
Nell’ottobre del 1615 venne chiamato a insegnare Filosofia al collegio Chappuis a Annecy.<br />
Dotato di una mente eclettica e curiosa e nel contempo profonda, aperto alla modernità, si appassionò all’<strong>astronomia</strong> e all’<strong>astrologia</strong> divenendo in breve tempo esperto nelle due materie, apprezzato da molti per il suo acume, divenendo amico dell’astronomo, astrologo e teologo tedesco <strong>Johannes Kepler</strong>, dell’astrologo e astronomo padovano <strong>Giovanni Magini</strong>, del filosofo inglese <strong>Francis Bacon</strong>. </p>
<p>Seguace delle <strong>teorie copernicane</strong>, che insegnava ai suoi allievi, venne per questo più volte <strong>ammonito</strong> dalle autorità del proprio Ordine.<br />
Nel 1616, il 25 febbraio, ci fu a Roma l’ammonimento contro <strong>Galileo Galilei</strong> a non più divulgare la teoria copernicana dei cieli: Baranzano, ignaro di questo, mandò alle stampe l’anno dopo (1617) la sua opera più famosa, l’<em>Uranoscopia</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, o meglio, l’opera venne fatta stampare a Ginevra da due suoi allievi, Giovanni Battista Muratori e Ludovic des Hayes, così da favorire la circolazione delle idee del loro maestro; ma il libro uscì senza l’approvazione dei Superiori e così, sia per questo sia per le teorie copernicane lì esposte e difese, il Padre Generale dell’Ordine, Gerolamo Boerio, reagì violentemente imponendo al povero Baranzano di ritrattare quanto scritto, visto che nel libro</p>
<blockquote><p>[…] <em>difende l’opinione che la Terra si mova et stiano fermi i Cieli, opinione dannata per contraria alla Sacra Scrittura da questo Sommo Pontefice l’anno passato et se il libro sarà visto, tiene per certo S. P. che sarà subito sospeso, et l’autore mortificato con nostra poca riputatione</em><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p></blockquote>
<p>Padre Baranzano fu costretto ad andare a Milano a prendersi questa <strong>lavata di testa</strong> ma venne difeso personalmente da Francesco di Sales che, ammirando Baranzano, perorò la sua causa verso i superiori per poterlo riammettere al collegio di Annecy, cosa che fu fatta.<br />
Baranzano rientrò così a Annecy, obbedendo alla reprimenda e mandando alle stampe una ritrattazione dal titolo: “<em>Nova De Motu Terrae Copernicaeo Iuxta Summi Pontificis Mentem Disputatio</em>” (s.n.t.), edita nel 1618.</p>
<p>Nell’<em>Uranoscopia</em>, opera divisa in due parti, Baranzano tratta dello zodiaco, del significato dei Segni e della loro natura (calda, fredda, secca, umida), del loro influsso sul tempo, dei pianeti e degli aspetti fra di loro sia dal lato meteorologico che medico, dell’esilio ed esaltazione dei pianeti, dei moti celesti, delle fasi della luna, delle stelle, della <strong>Parte di fortuna</strong> e di tantissime altre questioni sia astronomiche che prettamente astrologiche, corredando il tutto con tavole e disegni.<br />
Nello spiegare poi come si costruisce un <strong>Tema natale</strong> e come leggerlo, dà come esempio la sua genitura. Nel trattare poi di altre discipline, come astronomia, filosofia o scienza, l’astrologia rimane sempre presente, diventando la <strong>lente privilegiata</strong> con la quale Baranzano osserva tutti i fenomeni della Natura, per esempio dando indicazioni su come comportarsi in agricoltura a seconda delle fasi lunari, o meglio, a seconda degli aspetti che la Luna ha con gli altri pianeti, dalla con-giunzione, alla quadratura crescente e calante, al trigono.<br />
Ovviamente tratta anche della teoria cosmologica copernicana e lo fa nel capitolo dal titolo “<em>Planetarum Theoria Copernimaginica</em>&#8220;, trattando di epicicli e deferenti, facendo con ciò riferimento anche alla teoria di Giovanni Antonio Magini. Nel proemio dell’opera dà anche una sua immagine della <strong>scienza matematica</strong> che, dice, può essere divisa in due specie, una <strong>astronomica</strong> e l’altra <strong>astrologica</strong>:</p>
<blockquote><p>[…] <em>ideo scibilitas mathematica duplex: Astronomica, quae ab aliis theorica, contemplatrix, &#038; absoluta dicitur: &#038; Astrologica, quae etiam practica, divinatrix, &#038; respectiva communiter appellatur</em> (p. 1).</p></blockquote>
<p>Morì a Montargis, Francia, a soli 33 anni, il 23 dicembre 1622.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Titolo dell’opera: <em>Uranoscopia Seu De Coelo In Qua Universa Coelorum doctrina clarè, dilucidè, &#038; breviter traditur. Peregrinae plurimae de caeli animatione, simplicitate, fluiditate, gravitate, numero, influentiis occultis, lunae maculis, stellarum à terra distantiis, Planetarum dignitatibus, coelestis figurae erectione, &#038;ceteris omnibus ad perfectam coelorum cognitionem spectantibus examinantur opiniones. Facillimus de modo, quo libelli, qui vulgò dicuntur Almanach, componuntur, proponitur modus, &#038; brevis Planetarum theoria cum varijs tabulis, exponitur. Opus novum Philosophis naturalibus, Astrologis, Medicis, &#038; omnibus bonarum artium professoribus necessarium, iucundum, &#038; utile.</em> Authore R. P. D. Redempto Baranzano Vercellensi, Coloniae Allobrogum, Apud Petrum &#038; Iacobum Chouët, Anno M.DC.XVII. L’opera (in CD-ROM) è presente nella Biblioteca Museo Galileo di Firenze (collocazione: GDA 012).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Tratto da: MICHELA MALPANGOTTO, <em>Discussioni copernicane in Italia nel primo Seicento: il “caso” Baranzano</em>, VI Congresso SISM, Napoli 16-18.11.2006, in: http://www.dm.unito.it/sism/VIcongresso/sunti.pdf.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Betelgeuse e le supernove</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 23:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[1054]]></category>
		<category><![CDATA[betelgeuse]]></category>
		<category><![CDATA[esplosione]]></category>
		<category><![CDATA[scisma d'oriente]]></category>
		<category><![CDATA[supernova]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sparla da un po’ di tempo, sui giornali e in rete, della stella Betelgeuse, l’alfa della Costellazione di Orione, distante da noi circa 640 anni luce, che si sta comportando in maniera strana, alcuni pensando possa essere un segnale di una sua imminente esplosione che la farebbe diventare una supernova, ultimo atto spettacolare, violento, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si sparla da un po’ di tempo, sui giornali e in rete, della stella <em>Betelgeuse</em>, l’alfa della Costellazione di Orione, distante da noi circa 640 anni luce, che si sta comportando in maniera strana, alcuni pensando possa essere un segnale di una sua <strong>imminente esplosione</strong> che la farebbe diventare una <strong>supernova</strong>, ultimo atto spettacolare, violento, travolgente e distruttivo della vita di una stella. <span id="more-4099"></span></p>
<p><em>Betelgeuse</em> si trova a 28°45’ Gemelli e Tolomeo le dava una natura Marte-Mercurio, altri invece come Mercurio-Giove-Saturno in buon aspetto.</p>
<p>L’umanità ha già fatto la conoscenza di queste supernove, per esempio nel <strong>1054</strong>, peraltro anno fatidico per la Cristianità visto che in quell’anno si consumò il famoso <strong>Scisma d’Oriente</strong> (o d’Occidente, secondo i punti di vista).<br />
Il 4 luglio 1054 una “nuova stella” – così gli antichi credevano che fosse – apparve nella costellazione del Toro, precisamente a 1° 30’ a nord ovest della stella <em>zeta Tauri</em>, il corno meridionale del Toro, chiamata <em>Al Hecka</em>, stella della natura di <strong>Marte</strong> la cui “influenza” si esplica nel <strong>fomentare litigi</strong> (ed ecco lo Scisma!). Questa “nuova stella” in realtà era una supernova, chiamata oggi <strong>SN 1054</strong> e che è associata alla nascita della <strong>Nebulosa del Granchio (M1)</strong>. </p>
<p>La luce che apparve in cielo in quell’estate del 1054 e che venne scambiata per una nuova stella era in realtà l’immagine arrivata sulla Terra dell’<strong>esplosione di una stella</strong> distante 6300 anni luce, il che vuol dire che l’astro era collassato circa nel 5200 a.C. Tale fu la sua luminosità che si pensa raggiungesse una magnitudine apparente di – 5, – 6, in pratica <strong>più luminosa di Venere</strong> (– 4,5), e si vedeva anche di giorno: fu visibile in cielo, di giorno, per 23 giorni e di notte per 635, fino al 17 aprile 1056.<br />
Le poche testimonianze scritte di questo evento sono <strong>cinesi</strong>, anche se nei testi si notano molte incongruenze ed errori. Comunque a quel tempo la Cina era molto avanti negli studi astronomici. In una collezione di scritti sulla dinastia Song (960-1297 d.C.), dal titolo “<em>Sung-hui yao chi-kao</em>” e redatti dallo storico cinese <strong>Chang Tê-hsiang</strong> (XIV secolo), troviamo la testimonianza dell’evento, seppur con delle inconguenze; ecco come l’astrologo di corte Yang Wei-Te annunciò l’apparizione della nuova stella: </p>
<blockquote><p><em>Il 22° giorno del 7° mese del primo anno del regno dell’imperatore Chi-Ho</em> [corrispondente al 27 agosto 1054, N.d.A.], […] <em>Yang Wei-Te dichiara “Prostrato umilmente davanti a vostra maestà do notizia che una stella ospite è apparsa e che sopra di essa c’è un debole bagliore giallo. Esaminato attentamente l’auspicio riguardo all’imperatore ecco qual è stata l’interpretazione: visto che la stella ospite sta dentro la casa lunare Pi</em> [la costellazione del Toro, N.d.A.] <em>e vista la pienezza del suo splendore ciò significa che nel paese c’è una persona di grande saggezza e virtù</em>. </p></blockquote>
<p>Da notare come si parli del 27 agosto quando altri documenti danno il 4 luglio.<br />
C’è da dire però che altre cronache, cinesi ma anche giapponesi<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, danno altre date per quanto riguarda l’apparizione di questa “stella”, alcune citando il 10 maggio – peraltro giorno di una eclissi solare a 24° Toro – altre il 29 maggio sempre ovviamente del 1054. Come vediamo sono tutte testimonianze scritte però secoli dopo l’evento celeste, ciò che impone un minimo di attenzione nell’assumerle come veritiere. Ma con la stessa attenzione andrebbero prese anche quelle testimonianze coeve o quasi all’avvenimento visto che molte volte gli astrologi di corte dovevano compiacere il signore di turno – ciò che accadeva in cielo era strettamente legato a ciò che accadeva in terra e soprattutto all’Imperatore – così che a volte alcune informazioni dovevano essere taciute o adattate alla situazione contingente.</p>
<p>E in <strong>Occidente</strong>? Vi sono testimonianze relative all’apparizione di questo “prodigio”? Qualcosa c’è, ma meno di quanto si pensi: e sì che non era necessario essere stati provetti astronomi per accorgersi che in cielo c’era una stella talmente luminosa peraltro visibile anche di giorno! Si sarà fatta notare, no? O forse la certezza granitica che i cieli erano immutabili e incorrutibili aveva reso ciechi tutti? A meno di non pensare a una colossale e a quanto sembra ben riuscita censura. E allora? Beh, diciamo che qualcosa c’è, come detto, e infatti troviamo una labile traccia di questo in una cronaca di un medico e astrologo arabo di fede cristiano-nestoriana nativo di Baghdad, <strong>Al Mukhtār Ibn Butlān</strong> (1001-1066); questi fu autore di un testo di medicina assai conosciuto, il “<em>Taqwīm al-sihha</em>” (Tabelle delle malattie), tradotto in latino dal medico ebreo siciliano del XIII secolo <strong>Faraj ben Salim</strong> (conosciuto anche come Ferrario di Girgenti) col titolo di “<em>Tacuinum sanitatis</em>”.<br />
Ma Ibn Butlān teneva anche un diario; in questo, che venne tradotto dal medico e storico arabo <strong>Ibn Abi Usaybi’a</strong> (1194-1270) nella sua “<em>Vite dei medici</em>” (1242), a un certo punto sembra trattare della supernova del 1054: </p>
<blockquote><p><em>Una delle epidemie più conosciute del nostro tempo è quella che ebbe luogo quando una stella insolita apparve in Gemelli nel 446 dopo l’Hijra</em> [anno islamico che andava dal 12 aprile 1054 al 1° Aprile 1055, N.d.A.] [&#8230;] <em>Quando questa stella spettacolare apparve nel segno dei Gemelli che è l’Ascendente dell’Egitto, causò l’epidemia che avvenne a Fustāt</em> [Il Cairo, N.d.A.] <em>quando il livello del Nilo era basso</em> […]<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.
</p></blockquote>
<p>La frase «<em>quando il livello del Nilo era basso</em>» ci dice che il periodo era quello antecedente al sorgere eliaco di Sirio (18 luglio), momento che segnala l’esondazione del Nilo. Da notare altresì come Ibn Butlān faccia riferimento ai segni zodiacali – d’altronde era un astrologo – e non alle costellazioni: la supernova esplose nella <strong>costellazione del Toro</strong> ma astrologicamente si collocava a circa<strong> 11° Gemelli</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>. </p>
<p>Questo passo del diario di Ibn Butlān è molto importante anche perché è una delle poche tracce scritte che troviamo in ambito occidentale di questo spettacolare evento: infatti l’occidente cristiano sembra <strong>non aver registrato</strong> questa supernova; nessun scritto, nessun appunto, un silenzio tombale e incredibile del quale non si capisce il perchè se non chiamando in causa, appunto, la mentalità dell’epoca che vedeva i cieli come immutabili e incorruttibili quindi impossibilitati a generare qualcosa di nuovo, oppure pensare a qualche censura-cospirazione ordita dalla Chiesa. Nonostante ciò da qualche parte qualcuno l’avrà sicuramente registrata.</p>
<p>In effetti qualcosa parrebbe di intravedere anche se non è molto chiaro: si tratta di un manoscritto conosciuto come “<em>Cronache di Rampona</em>” e facente parte del cosiddetto “<em>Corpus Chronicorum Bononiensium</em>”. Questa la citazione che fa pensare alla supernova<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>:</p>
<blockquote><p><em>Anno Christi Ml8 Henricus tertius imperavit annis xl9. Hic primo venit Romam in mense maii. Cuius tempore fames et mortalitas fuit fere in universa terra. Et obscedit civitatem Tiburtinam diebus 3 mense iunii</em> […]. T<em>empore huius stella clarissima in circuitu prime lune ingressa est, 13 Kalendas in nocte initio</em>.</p></blockquote>
<p>Che possiamo tradurre così:</p>
<blockquote><p><em>Nell’anno di Cristo 1058 Enrico III regnava anni 49. Lui inizialmente era venuto a Roma nel mese di maggio. In quel tempo ci fu carestia e morte in tutta la terra. Andò nella città di Tivoli per tre giorni nel mese di giugno</em> […]. <em>Durante questo periodo una stella luminosissima entrò nel cerchio della luna nuova, all’inizio della notte del 13° giorno dalle Calende</em>.</p></blockquote>
<p>L’Enrico di cui si parla è <strong>Enrico III di Franconia</strong> (1016-1056) imperatore del Sacro Romano Impero dal 1046 fino alla sua morte.<br />
Intanto in questo scritto ci sono degli errori, dei refusi: la data lì scritta come Ml8, ovvero 1058, andrebbe letta come 1055: infatti poco dopo abbiamo un’altra data, quella relativa all’età di Enrico, che è scritta xl9 che vorrebbe dire 49; ma essendo nato nel 1016 Enrico III avrebbe avuto 49 anni nel 1065 (ma era già morto da nove anni), quindi quel xl9 probabilmente va letto come 39 così che arriviamo al 1055. E infatti Enrico III nel 1055, il 4 giugno, si trovava in Italia, a Firenze, lì chiamato per il Concilio della Chiesa che si stava tenendo nella città gigliata per discutere e mettersi d’accordo con papa Vittore II su varie questioni riguardanti il clero e certi suoi atteggiamenti non consoni alla morale cristiana (es. simonia e concubinato)<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>.</p>
<p>Quello che però a noi interessa è l’ultima frase: «<em>Tempore huius stella clarissima in circuitu prime lune ingressa est, XIII Kalendas in nocte initio</em>»; come vediamo non è specificato il mese, anche se si parla di maggio e giugno: se fosse maggio allora il 13° giorno dalle Calende corrisponderebbe al 20 maggio, se fosse giugno al 19. Ma l’anno? Perché 1055? Se la “<em>stella clarissima</em>” è la nostra supernova dovrebbe essere il 1054 non il 1055 dato che per quest’ultimo anno non abbiamo notizia di eventi celesti che facciano pensare a stelle luminosissime apparse improvvisamente. Misteri e incongruenze di testimonianze peraltro confuse. </p>
<p>Comunque abbiamo anche un’immagine che parrebbe immortalare quell’evento astronomico e che è riportata in un manoscritto del 1450 dove si vede Enrico III mentre indica ai suoi dignitari una grande stella nel cielo di Tivoli. </p>
<p>Per quanto riguarda <em>Betelgeuse</em> aspettiamo, ma ci sta che si debba aspettare ancora molto. O forse no?</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Come il &#8220;<em>Meigetsuki</em>&#8221; (Giornale della luna piena), un diaro redatto dal poeta e cortigiano giapponese Fujiwara no Sadaie (1162-1241) che copre il periodo che va dal 1180 al 1235.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Liberamente tradotto da: F. RICHARD STEPHENSON, DAVID A. GREEN, <em>Was the supernova of AD 1054 reported in European History?</em>, in «Journal of Astronomical History and Heritage», vol. 6 n. 1 (june 2003), pp. 46-52, National Astronomical Research Institute of Thailand (NARIT), Ministry of Science and Technology, Astral Press, Thailand, 2003, p. 47.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Questi i parametri dell’epoca della “nuova stella”: long. 70° 53’, lat. – 1° 42’, AR 69° 30’, decl. + 20° 50’.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] GEORGE W. COLLINS II, WILLIAM P. CLASPY, JOHN C. MARTIN, <em>A Reinterpretation of Historical References to the Supernova of a.d. 1054</em>, in «Publications of the Astronomical Society of Pacific», vol. 111, n. 761 (July 1999), pp. 871-880, PASP, California, 1999, p. 873.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Ma soprattutto, e più che altro, scese in Italia in quell’anno per far fronte a una congiura che stava mettendo in piedi il suo vassallo Goffredo di Lorena detto il Barbuto che forte del matrimonio con la cugina Beatrice di Lotaringia, vedova del marchese di Toscana Bonifacio III di Canossa, cercava di assumere sempre più potere in Italia, cosa che ovviamente dava fastidio a Enrico III.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Convegno internazionale a Firenze su Galileo Galilei</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 13:21:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 29 al 31 gennaio il Museo Galileo-Istituto e Museo di Storia della Scienza (Firenze, piazza dei Giudici, 1) ospiterà il convegno internazionale “The Science and Myth of Galileo between the 17th and 19th Centuries in Europe”, che si propone di indagare in profondità alcuni grandi temi legati alla figura di Galileo e alla sua [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 29 al 31 gennaio il <strong>Museo Galileo-Istituto e Museo di Storia della Scienza</strong> (Firenze, piazza dei Giudici, 1) <span id="more-4086"></span></p>
<p>ospiterà il <strong>convegno internazionale</strong> “<em>The Science and Myth of Galileo between the 17th and 19th Centuries in Europe</em>”, che si propone di indagare in profondità alcuni grandi temi legati alla figura di Galileo e alla sua complessa eredità sia nel campo propriamente <strong>scientifico</strong> che in quello <strong>politico-religioso</strong>.<br />
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.<br />
<a href="https://www.museogalileo.it/images/convegni/Science_and_Myth_of_Galileo.pdf" rel="noopener" target="_blank">Qui</a> potete leggere la brochure del Convegno.</p>
<hr/>
Foto da: www.theitaliantouch.org</p>
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		<title>Lo Scorpione: animali-simbolo</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 18:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[aquila]]></category>
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		<description><![CDATA[L’altro giorno parlando con un allievo del Segno dello Scorpione gli chiesi qual è l’animale simbolo dello Scorpione. Mi guardò in modo strano probabilmente pensando che questa domanda fosse un po’ come quella che fa: «Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone?» Nonostante tali perplessità rispose che questo animale è ovviamente lo scorpione: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’altro giorno parlando con un allievo del Segno dello Scorpione gli chiesi qual è l’animale simbolo dello Scorpione. Mi guardò in modo strano probabilmente pensando che questa domanda fosse un po’ come quella che fa: «Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone?» <span id="more-4080"></span></p>
<p>Nonostante tali perplessità rispose che questo animale è ovviamente lo scorpione: e chi sennò? Certo, risposi io, ma quello è l’animale, diciamo così, essoterico, ma ce n’è un altro, anzi, due. E lì si arrese. Addirittura due?<br />
Sì, e sono il <strong>serpente</strong> e l’<strong>aquila</strong>, due animali che ben disegnano “carattere e destino” del Segno.<br />
Sono animali che sono uno l’opposto dell’altro.</p>
<p>Il <strong>serpente</strong> è un animale <strong>terrestre</strong>, anzi il più “terrestre” di tutti visto che dalla testa alla coda è attaccato alla terra, appiccicato oserei dire alla stessa.</p>
<p>L’<strong>aquila</strong> invece è, tra le creature, quella che più di tutte si allontana dalla terra e che quindi più di tutte si avvicina al <strong>cielo</strong>, quel cielo che per gli antichi era dominio di <strong>Giove</strong>, ecco perché l’aquila divenne simbolo di Giove quindi del <strong>potere</strong>, e pensiamo alle aquile imperiali romane o ai molti stemmi di nazioni che anche oggi hanno l’aquila come animale-simbolo.</p>
<p>Questo ci dice che nello Scorpione vi sono due “anime”: una attaccata alla terra, ai sensi, materialista, preda spesso di <strong>emozioni violente</strong>, succube quasi di queste emozioni più o meno contorte fatte di paura e invidia, odio e vendetta, e un’altra invece <strong>celestiale</strong>, portata sì a mettere la mano dentro il <strong>letame</strong> ma per estrarvi il <strong>diamante</strong> che lì vi è nascosto, un’anima pronta sì al sacrificio ma per rinascere e far rinascere, come la <strong>mitica fenice</strong> che risorge dalle proprie ceneri. </p>
<p><strong>Due anime</strong> che convivono all’interno dello Scorpione e che sta allo stesso Scorpione saperle <strong>gestire</strong> cercando di fare il possibile per <strong>evolversi</strong> passando dal “serpente” all’“aquila”, lavoro non facile e che non sempre riesce ecco perché poi si arriva a un “umano” <strong>compromesso</strong> che consiste nel far <strong>innalzare</strong> un po’ il serpente e nel far <strong>abbassare</strong> un po’ l’aquila, situazione che probabilmente ripugna allo Scorpione non avvezzo alle <strong>mezze misure</strong> ma d’altronde deve ricordarsi che le sue <strong>chele</strong> sono state prese per creare i <strong>piatti</strong> della vicina <strong>Bilancia</strong>, quindi volente o nolente dovrà essere quella la strada facendo così sua quella strofa di una vecchia canzone di Caterina Caselli che diceva: «Si muore un po’ per poter vivere».</p>
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		<title>Galileo e i satelliti medicei</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 23:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 7 gennaio 1610 Galileo Galilei scopriva i quattro satelliti di Giove. Così lui stesso descrive l’evento nel Sidereus Nuncius: Die itaque 7. Ianuarii instantis anni 1610. hora sequentis noctis, cum coelestia sydera per Perspicillum spectarem, Iupiter sese obviam fecit, cumque admodum excellens mihi parassem instrumentum […], tres illis adstare stellulas, exiguas quidem, veruntamen clarissimas, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 7 gennaio 1610 Galileo Galilei scopriva i quattro satelliti di Giove. <span id="more-4069"></span></p>
<p>Così lui stesso descrive l’evento nel <em>Sidereus Nuncius</em>: </p>
<blockquote><p><em>Die itaque 7. Ianuarii instantis anni 1610. hora sequentis noctis, cum coelestia sydera per Perspicillum spectarem, Iupiter sese obviam fecit, cumque admodum excellens mihi parassem instrumentum</em> […]<em>, tres illis adstare stellulas, exiguas quidem, veruntamen clarissimas, cognovi</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p></blockquote>
<p>Il <em>Perspicillum</em> di cui parla è il cannocchiale, poi chiamato <strong>telescopio</strong>.<br />
Da considerare che il nome “telescopio&#8221; pare sia stato inventato dal teologo, chimico e matematico greco <strong>Giovanni Demisiani</strong> (m. 1614), membro dell’Accademia dei Lincei, e usato la prima volta in pubblico durante un banchetto svoltosi nella stessa Accademia la sera del 14 aprile 1611 in onore di Galilei.<br />
Invece la prima opera a stampa dove apparve il termine “telescopio” è il “<em>De Phoenomenis In Orbe Lunae Novi Telescopii Usu A D. Gallileo Gallileo Nunc Iterum Suscitatis Physica disputatio</em>”, del medico e filosofo aristotelico <strong>Giulio Cesare Lagalla</strong> (1571-1624), edita a Venezia nel 1612 per i tipi di Thomam Balionum.</p>
<p>Galilei chiamò i quattro satelliti gioviani semplicemente “Medicea Sidera” in onore della famiglia Medici, anche se inizialmente pensava di chiamarli “Cosmica” in onore di Cosimo II de’ Medici (d’altronde voleva trasferirsi da Padova a Firenze…).</p>
<p>Il nome ai satelliti, invece, cioè Io, Callisto, Europa e Ganimede, venne dato da <strong>Simon Marius</strong> (Simon Mayr, 1573-1624), matematico, astronomo e astrologo tedesco che nel 1612 pubblicò un “<em>Prognoticon auf 1612</em>” dove trattava della scoperta di questi satelliti gioviani.<br />
Editò poi nel 1614 l’opera “<em>Mundus jovialis anno MDCIX detectus ope perspicilli belgici</em>” rivendicando lui la priorità della <strong>scoperta</strong> dei satelliti gioviani quindi sentendosi in diritto, quale scopritore degli stessi, di dar loro un nome: è stato appurato che li vide anche lui ma probabilmente un paio di giorni dopo Galilei<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Ovviamente la cosa fece infuriare Galilei che nel 1623 nel “<em>Saggiatore</em>” accusò Marius di plagio dimostrando come le osservazioni dell’astronomo tedesco fossero <strong>posteriori</strong> alle sue: Marius disse di aver visto i satelliti il 29 dicembre 1609, mentre Galileo il 7 gennaio 1610, quindi… Ma in Italia c’era il <strong>calendario gregoriano</strong> mentre nella regione dove abitava Marius vigeva ancora quello <strong>giuliano</strong> (fino al 18 febbraio 1700), calendari sfalsati di 10 giorni, così che il 29 dicembre corrispondeva all’8 gennaio, il giorno dopo l’avvistamento di Galileo. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] &#8220;<em>Il giorno 7 gennaio, dunque, dell’anno 1610. a un’ora di notte, mentre col cannocchiale osservavo gli astri mi si presentò Giove; poiché mi ero preparato uno strumento eccellente, vidi</em> […] <em>che intorno gli stavano tre stelle piccole ma luminosissime.</em>&#8221; (G. GALILEI, <em>Sidereus Nuncius</em>, Londini, Typis Jacobi Flescher, 1653, c. 33).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] JOHANNES BOSSCHA, <em>Simon Marius. Réhabilitation d’un astronome calomnié</em>, Archives Néerlandaises des Sciences Exactes et Naturelles, serie II, 12 (1907), pp. 258-307, 490-528.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Capricorno, Segno regale</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 17:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[basilio lapi]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel giugno del 1519 il monaco cistercense fiorentino Basilio Lapi, astronomo, matematico e astrologo, allievo del medico e astrologo fiorentino Bartolomeo Vespucci (1479-1527) nipote del navigatore Amerigo Vespucci, venne contattato da Giovanni de’ Medici e da Maria Salviati perché stendesse il Tema del neonato Cosimo de’ Medici, futuro primo Granduca di Toscana. L’astrologo fece subito [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel giugno del 1519 il monaco cistercense fiorentino <strong>Basilio Lapi</strong>, astronomo, matematico e astrologo, allievo del medico e astrologo fiorentino <strong>Bartolomeo Vespucci</strong> (1479-1527) nipote del navigatore <strong>Amerigo Vespucci</strong>, venne contattato da Giovanni de’ Medici e da Maria Salviati perché stendesse il Tema del neonato <strong>Cosimo de’ Medici</strong>, futuro primo Granduca di Toscana. </p>
<p><span id="more-4073"></span></p>
<p>L’astrologo fece subito notare ai genitori, con soddisfazione degli astanti, che il piccolo aveva l’Ascendente in <strong>Capricorno</strong>, lo stesso di <strong>Cesare Augusto</strong> e di <strong>Carlo V d’Asburgo</strong>.</p>
<p>Cosimo infatti era nato  l’11 giugno 1519 alle 20.44 locali, con l’Ascendente a 14° 59’ Capricorno. </p>
<p>Carlo V d’Asburgo, che nel 1520 sarebbe diventato imperatore del Sacro Romano Impero, era nato a Gand, nelle Fiandre, il 24 febbraio 1500 alle ore 03.52 con l’Ascendente a 07° 28’ Capricorno. </p>
<p>Anche Carlo V di Francia, detto il Saggio, aveva l’Ascendente in Capricorno, a 00° 41’, essendo nato a Vincennes, Francia, il 21 gennaio 1338 alle ore 05.30 locali. </p>
<p>Questa situazione astrale – avere cioè il Segno natale e soprattutto l’Ascendente in Capricorno – era considerata nobile e fautrice di <strong>grandezza politica e militare</strong>.</p>
<p>Per capirne il perché bisogna ritornare all’<strong>antica Roma</strong>: questo era il Segno sotto il quale venne nominato <strong>imperatore Ottaviano Augusto</strong> (16 gennaio 27 a.C.) ed era anche il Segno dove lo stesso <strong>aveva la Luna</strong> e sotto al quale, nonostante avesse <strong>Sole e Ascendente in Vergine</strong>, volle sottostare facendo addirittura coniare delle monete con l’immagine del Capricorno. </p>
<p>Così Giorgio Vasari: «[…] <em>capricorno, segno appropriato dalli astrologi alla grandezza de’ principi illustri, ed ascendente loro; come fu di Augusto, così è ancora del duca Cosimo nostro, con le medesime stelle</em> […].»<br />
Si pensava infatti che Augusto fosse del Capricorno e/o avesse l’Ascendente in Capricorno. </p>
<p>“Appropriarsi” quindi del Segno del Capricorno era come ricreare un’affinità regale, un collegamento simbolico con le gesta e la grandezza dell’imperatore romano.</p>
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		<title>Antonio Ligabue 1899-1965</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 19:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[anima]]></category>
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		<category><![CDATA[Plutone]]></category>
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		<description><![CDATA[Centoventi anni fa, il 18 dicembre 1899, nasceva a Zurigo l&#8217;artista Antonio Ligabue. Conosciuti i suoi problemi mentali, l’alienazione, l’infanzia turbolenta, la mancanza di una sana affettività e affettuosità, ma anche la genialità scaraventata sulle sue tele. Osserviamone il Tema natale qui sotto. Sagittario con Ascendente agli ultimi gradi del Leone. Fuoco. Dei quattro “ingredienti” [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Centoventi anni fa, il 18 dicembre 1899, nasceva a Zurigo l&#8217;artista <strong>Antonio Ligabue</strong>. Conosciuti i suoi problemi mentali, l’alienazione, l’infanzia turbolenta, la mancanza di una sana affettività e affettuosità, ma anche la genialità scaraventata sulle sue tele.</p>
<p><span id="more-4065"></span></p>
<p>Osserviamone il <strong>Tema natale</strong> qui sotto.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/12/Ligabue-e1576696493869.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/12/Ligabue-e1576696493869.jpg" alt="Ligabue" width="600" height="523" class="aligncenter size-full wp-image-4064" /></a></p>
<p><strong>Sagittario</strong> con Ascendente agli ultimi gradi del <strong>Leone</strong>. Fuoco.<br />
Dei quattro “ingredienti” che formano la struttura archetipica dell’essere umano (cioè Spirito, Anima, Mente e Corpo) il <strong>Fuoco</strong> si lega allo <strong>Spirito</strong> (così come l’Acqua all’Anima, l’Aria alla Mente e la Terra al Corpo).</p>
<p>Lo Spirito, che possiamo vedere come la “corrente elettrica” che tiene in vita l’essere umano, vede la sua espressione terrena in quelle che chiamiamo “intuizioni illuminate”, “colpi di genio”: quando lo Spirito si esprime in maniera <strong>armonica</strong> abbiamo colui che con le sue idee e le sue opere si pone come Maestro donando il sole del sapere all’umanità.<br />
Il “genio” comunemente inteso rientra proprio in questa azione dello Spirito. </p>
<p>Ma lo Spirito può esprimersi anche in maniera <strong>disarmonica</strong> e allora avremo l’alienato mentale, il “matto” comunemente inteso. </p>
<p>“Genio” e “follia” potremmo dire, che poi altro non sono che le sole due espressioni con le quali è dato allo Spirito di esprimersi a livello umano, terreno; o meglio: le sole due espressioni che noi umani recepiamo e sperimentiamo dello Spirito – comprese anche tutte le sfumature che esistono nel range tra genio e follia e comprese anche le loro interazioni che possiamo visualizzare per esempio nelle estasi mistiche (<em>ékstasis</em>, uscire fuori di sé).</p>
<p>Da considerare comunque che genialità e follia, proprio per essere appannaggio dello Spirito, sono categorie extra-umane quindi non gestibili coscientemente ed è per questo che sia il genio sia il matto tendono, ognuno con modalità diverse, a superare i limiti terreni come se dovessero raggiungere un qualcosa che è al di là, oltre.<br />
Potremmo dire che il genio è un <strong>matto sano</strong> e perciò sa sfruttare – anche se non del tutto coscientemente – le intuizioni che dallo Spirito riceve, e che il matto è un <strong>genio malato</strong> che non vuole o non può seguire le regole dello Spirito, che si è ad esse ribellato ma che comunque, nonostante questa sua “insurrezione”, è sempre, come il genio, ad Esso legato quindi anche lui espressione, come il genio, della forza dello Spirito.</p>
<p>Qui il tutto si è potentemente manifestato considerando che strettamente congiunte all’<strong>Ascendente</strong> (27°22’ Leone) abbiamo la <strong>Parte di Fatalità</strong> (a 26°47’ Leone) e la <strong>Parte di Morte</strong> (a 26°50’ Leone); ovviamente la Parte di Morte qui va letta come “Parte di Crisi” ovvero come Parte che si lega a situazioni <strong>estreme</strong> o di pericolo vissute o agite dal soggetto; il fatto poi che congiunta all’Ascendente e a questa Parte di Morte si abbia anche la Parte di Fatalità getta sulla vita del soggetto un’<strong>ombra</strong> appunto fatale, un destino avverso; per altri versi la Parte di Fatalità all’Ascendente ha a che fare anche col bisogno di <strong>riconoscimenti</strong> da parte degli altri, di considerazione. </p>
<p>Tutti e tre questi elementi, essendo in Leone, sono rappresentati dal <strong>Sole</strong> che qui troviamo esattamente congiunto a <strong>Saturno</strong>, a <strong>Cerere</strong> e opposto a <strong>Nettuno</strong>.<br />
Sole-Saturno-Cerere, oltre a richiamare l’amore per la terra, gli alberi e comunque per la natura tutta, ci parla anche di perdita, tagli, smarrimento, esilio o autoesilio; se poi tutto questo si trova opposto a Nettuno allora è facile vedersi contemporaneamente vittima e carnefice, vittima degli altri e carnefice di se stesso ma anche carnefice degli altri e vittima di se stesso. Il risultato è o la violenza gratuita o all’opposto l’immergersi in una dolcezza passiva; ma anche e l’uno e l’altro, insieme, in una sorta di girandola cortocircuitale. </p>
<p>La <strong>Parte dell’Arte</strong> è in Bilancia (a 10°57’), quindi rappresentata da <strong>Venere</strong> che qui troviamo congiunta all’<strong>Ascendente dell’Anima</strong> (il Vertex) e opposta alla <strong>Luna</strong>: impellente il bisogno di esprimersi attraverso l’arte, quest’ultima intesa, vista e vissuta come un appiglio per non perdersi, come una bussola alla quale chiedere dove andare, cosa fare per orientarsi.</p>
<p>La <strong>Parte di Debilità Mentale</strong> è in Vergine (a 17°07’), quindi rappresentata da <strong>Mercurio</strong> che qui troviamo congiunto a <strong>Urano</strong>: ribellione, autolesionismo, voglia di riscatto, genialità. </p>
<p>Da notare che questa Parte è in quadratura a <strong>Plutone</strong>: interessante questo perché l’anima di Ligabue <strong>proveniva</strong> proprio da Plutone, quindi un’anima plutoniana, doppia come è il pianeta; ma le anime che vengono da Plutone spesso vengono fatte incarnare in un contesto dove vige una maledizione familiare o comunque dei <strong>conflitti familiari</strong>, delle ingiustizie patite o fatte patire provenienti da molto lontano e trasmessi di generazione in generazione fino a quando arrivano a qualcuno che dovrà <strong>farsi carico</strong> di questi conflitti portandoli sulle proprie spalle, <strong>capro espiatorio</strong> ammantato di sofferenza fisica e/o psichica.</p>
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		<title>Terremoto nel Mugello</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/terremoto-nel-mugello/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Parte degli Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Fatalità]]></category>
		<category><![CDATA[parte di malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>
		<category><![CDATA[Scarperia]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle 04.37 del 9 dicembre 2019 una scossa di terremoto di magnitudo 4.5 ha colpito la zona di Scarperia (Mugello, Toscana). Zona sismica, certo, come tutta la dorsale appenninica, e più volte il paese è stato colpito da terremoti: quello più disastroso il 29 giugno 1919, giusto cento anni fa. Se guardiamo il Tema natale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 04.37 del 9 dicembre 2019 una scossa di <strong>terremoto</strong> di magnitudo 4.5 ha colpito la zona di <strong>Scarperia</strong> (Mugello, Toscana).</p>
<p> <span id="more-4056"></span></p>
<p>Zona sismica, certo, come tutta la dorsale appenninica, e più volte il paese è stato colpito da terremoti: quello più disastroso il 29 giugno 1919, giusto cento anni fa.</p>
<p>Se guardiamo il <strong>Tema natale</strong> del paese vediamo Plutone al Fondo Cielo (le profondità della terra) esattamente opposto a Marte.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/12/Scarperia.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/12/Scarperia-e1575877723666.jpg" alt="Scarperia" width="600" height="512" class="aligncenter size-full wp-image-4055" /></a></p>
<p>La <strong>Parte di Malattia</strong> (una “malattia” che colpisce il paese) è a 20°59’ Capricorno, esaltazione di Marte. </p>
<p>La <strong>Parte degli Incidenti</strong> (un “incidente” che colpisce il paese) è a 10°36’ Scorpione, congiunta a <strong>Nettuno dio dei terremoti</strong>!</p>
<p>Diamo ora uno sguardo alla <strong>Rivoluzione Solare 2019-2020</strong>.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/12/Scarperia_RS-e1575877770575.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/12/Scarperia_RS-e1575877770575.jpg" alt="Scarperia_RS" width="650" height="481" class="aligncenter size-full wp-image-4053" /></a><br />
<strong>Nettuno</strong> dio dei terremoti è esattamente <strong>opposto a Marte</strong>, mentre <strong>Marte</strong> è esattamente congiunto alla <strong>Luna natale</strong>.</p>
<p><strong>Plutone</strong> è a <strong>20°42’ Capricorno</strong>, esattamente congiunto alla <strong>Parte di Malattia natale</strong> (che era a 20°59’ Capricorno).</p>
<p>Abbiamo poi un trittico di <strong>Parti</strong> a metà <strong>Scorpione</strong>: la <strong>Parte di Morte</strong> a 12°56’ Scorpione, la <strong>Parte di Fatalità</strong> a 13°58’ Scorpione, la <strong>Parte di Malattia</strong> a 18°28’ Scorpione. Da notare la vicinanza di queste Parti alla <strong>Parte degli Incidenti natale</strong>.</p>
<p>Non solo: <strong>Marte</strong> si trova oggi (9 dicembre) a transitare a <strong>13° Scorpione</strong>, toccando quindi questi punti micidiali.</p>
<p>Se facciamo poi il <strong>Tema per le ore 04.37 del 9 dicembre</strong> vediamo l’<strong>Ascendente a 10°36’ Scorpione</strong>, stesso grado della <strong>Parte degli Incidenti di nascita</strong>! </p>
<p>Vediamo poi <strong>Marte</strong> all’Ascendente opposto alla <strong>Luna</strong>, con quest’ultima che si trova a <strong>10°22’ Toro</strong> quindi opposta a <strong>Nettuno natale</strong> (che era a 09°03’ Scorpione) e alla <strong>Parte degli Incidenti</strong> sempre natale (che era a 10°36’ Scorpione).</p>
<p>Credo non ci sia altro da aggiungere. </p>
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		<title>Machiavelli e l’astrologia. Convegno a Firenze</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Dec 2019 09:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 13 e sabato 14 dicembre p.v. presso l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento (Firenze, Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi, 5) si terrà un Seminario di Studi dal titolo: “Machiavelli, oggi”. Tra gli altri parteciperanno Alberto Asor Rosa e Massimo Cacciari. Il convegno è composto da quattro sessioni – mattina e pomeriggio del 13 e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 13 e sabato 14 dicembre p.v. presso l’<strong>Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento</strong> (Firenze, Palazzo Strozzi, Piazza degli Strozzi, 5) si terrà un Seminario di Studi dal titolo: “<em>Machiavelli, oggi</em>”. </p>
<p><span id="more-4050"></span></p>
<p>Tra gli altri parteciperanno <strong>Alberto Asor Rosa</strong> e <strong>Massimo Cacciari</strong>.<br />
Il convegno è composto da quattro sessioni – mattina e pomeriggio del 13 e mattina e pomeriggio del 14 – ognuna con un proprio argomento: interessante quello della sessione della mattina del sabato: “<em>Profezia e religione</em>”, e interessante la prima conferenza della giornata (ore 9.30) dal titolo “<em>Sapiens dominabitur astris? Profezia e astrologia in Machiavelli</em>”, tenuta da <strong>Laura Carotti</strong>.</p>
<p>L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento e dalla Scuola Normale Superiore, con il contributo della Presidenza della Giunta Regionale Toscana.</p>
<p><a href="https://www.insr.it/seminario-di-studi-machiavellioggi/" rel="noopener" target="_blank">Qui</a> la locandina del convegno.</p>
<p>Ho già parlato del <strong>Tema natale</strong> di Machiavelli di un altro post (<a href="http://www.renzobaldini.it/niccolo-machiavelli-1469-1527/" rel="noopener" target="_blank">vedi qui</a>).</p>
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		<title>Convegno donne e filosofia</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2019 11:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 5 dicembre p.v. presso la sede del CNR (Roma, Piazzale Aldo Moro 7, Sala A Biblioteca Centrale) si terrà la prima Giornata di studio dedicata a “Donne, filosofia della natura e scienza”. L’incontro, organizzato da Delfina Giovannozzi, Maria Conforti (Sapienza Università di Roma) e Sandra Plastina (Università della Calabria), è un’iniziativa del Dipartimento Scienze [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>5 dicembre</strong> p.v. presso la sede del CNR (Roma, Piazzale Aldo Moro 7, Sala A Biblioteca Centrale) si terrà la prima Giornata di studio dedicata a “<em>Donne, filosofia della natura e scienza</em>”.</p>
<p> <span id="more-4045"></span></p>
<p>L’incontro, organizzato da Delfina Giovannozzi, Maria Conforti (Sapienza Università di Roma) e Sandra Plastina (Università della Calabria), è un’iniziativa del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del CNR e dell’ILIESI (Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee). </p>
<p>La Giornata prevede nella mattinata una serie di interventi sul <strong>ruolo delle figure femminili nel dibattito filosofico e scientifico in età moderna</strong> e nel pomeriggio la <strong>presentazione del volume</strong> “<em>Filosofe e scienziate in età moderna</em>”, a cura di Sandra Plastina ed Emilio M. De Tommaso (Fabrizio Serra Editore, 2019).<br />
Maggiori info e locandina <a href="http://www.iliesi.cnr.it/iniziative/Locandina%20Giornata%20di%20Studio%20Donne%20Filosofia-02.pdf" rel="noopener" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Un convegno a Firenze su spiritualità e universo</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 23:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bollani]]></category>
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		<category><![CDATA[spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 30 novembre, a Firenze, presso il Cinema Teatro Odeon (Piazza Strozzi, 2), si terrà un Convegno dal titolo: “La chiave armonica dell’universo”. I relatori saranno l’inglese Rupert Sheldrake, biologo e saggista scientifico, che parlerà su: “Scienza e pratiche spirituali”, e Corrado Malanga, chimico, scrittore, conosciuto per i suoi studi sugli ufo e sull’armonia dell’universo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 30 novembre, a Firenze, presso il Cinema Teatro Odeon (Piazza Strozzi, 2), si terrà un Convegno dal titolo: “<em>La chiave armonica dell’universo</em>”.<span id="more-4022"></span></p>
<p> I relatori saranno l’inglese <strong>Rupert Sheldrake</strong>, biologo e saggista scientifico, che parlerà su: “<em>Scienza e pratiche spirituali</em>”, e <strong>Corrado Malanga</strong>, chimico, scrittore, conosciuto per i suoi studi sugli ufo e sull’armonia dell’universo, che parlerà su: “<em>Scienza, conoscenza e superamento della dualità</em>”.<br />
Il moderatore sarà il pianista <strong>Stefano Bollani</strong> che oltre a moderare il dibattito a fine serata, si produrrà anche in alcuni pezzi musicali legati al tema della giornata.<br />
L’inizio del Convegno è previsto per le ore 10 e il termine per le ore 19.30.<br />
Il costo è di 70 euro.<br />
Maggiori info <a href="https://www.spaziointeriore.com/chiave-armonica/" rel="noopener" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Il Ponte Morandi e le Parti Arabe</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 23:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
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		<description><![CDATA[L’altra settimana parlavo con alcuni allievi del tragico crollo del Ponte Morandi di Genova. E parlavamo anche di Parti Arabe. Costruimmo così il Tema natale del Ponte e la Rivoluzione Solare dell’anno del crollo, quindi la RS 2017-2018 essendo questo avvenuto il 14 agosto 2018. Fra le varie Parti Arabe inserimmo quella degli Incidenti e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’altra settimana parlavo con alcuni allievi del tragico crollo del Ponte Morandi di Genova. E parlavamo anche di Parti Arabe. Costruimmo così il Tema natale del Ponte e la Rivoluzione Solare dell’anno del crollo, quindi la RS 2017-2018 essendo questo avvenuto il 14 agosto 2018.</p>
<p><span id="more-4034"></span></p>
<p>Fra le varie Parti Arabe inserimmo quella degli <strong>Incidenti</strong> e quella di <strong>Morte</strong>.<br />
Qui sotto il Tema relativo all’inaugurazione del Ponte ovvero il suo <strong>Tema natale</strong>:</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/11/Ponte-Morandi-e1572791556548.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/11/Ponte-Morandi-e1572791556548.jpg" alt="Ponte Morandi" width="600" height="525" class="aligncenter size-full wp-image-4032" /></a></p>
<p>Calcolando la <strong>Parte degli Incidenti</strong> (Ascendente + Marte – Mercurio) vediamo che cade a <strong>24° 41’ Pesci</strong> mentre la <strong>Parte di Morte</strong> (Cuspide Ottava Casa + Saturno – Luna) a <strong>4° 16’ Artete</strong>.</p>
<p>Le Parti Arabe sono punti fittizi quindi sono dipendenti dal pianeta che governa il Segno nel quale si trovano: questo significa che tale pianeta diventa in tutto e per tutto quella Parte, ne fa le veci.<br />
Nel nostro caso gli “incidenti”, essendo la Parte in Pesci, sono rappresentati da <strong>Nettuno</strong> e da <strong>Giove</strong>, pianeti che andranno seguiti sia nei transiti sia nelle varie RS perché questi rappresenteranno sempre il tema “incidenti” (più uno o più l’altro a seconda del contesto oroscopico nel quale vengono a trovarsi).<br />
Stesso discorso per la <strong>Parte di Morte</strong>: essendo in Ariete gli astri che la rappresenteranno saranno <strong>Marte</strong> e <strong>Sole</strong> (anche qui, più uno o più l’altro a seconda del contesto oroscopico nel quale vengono a trovarsi).</p>
<p>Ebbene, se osserviamo il <strong>Tema natale</strong> vediamo che <strong>Marte</strong> (rappresentante la Parte di Morte) e <strong>Nettuno</strong> (rappresentante la Parte degli Incidenti) sono <strong>congiunti</strong> tra loro in Decima Casa. <strong>Giove</strong> e <strong>Nettuno</strong> sono poi in stretta quadratura tra loro. Già questo non deponeva a favore di una lunga vita.</p>
<p>Osserviamo adesso la RS 2017-2018:</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/11/Ponte-Morandi_RS-e1572791711820.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/11/Ponte-Morandi_RS-e1572791711820.jpg" alt="Ponte Morandi_RS" width="700" height="536" class="aligncenter size-full wp-image-4031" /></a></p>
<p>Vediamo <strong>Nettuno in Prima Casa</strong>: già il fatto di vedere il rappresentante della <strong>Parte degli Incidenti</strong> in Prima Casa con l’Ascendente <strong>dominato</strong> proprio da questo pianeta non è che fa fare pensieri tranquilli. Questo <strong>Nettuno</strong> poi è opposto al <strong>Sole</strong>, rappresentante la Parte di Morte. <strong>Giove</strong> è opposto a <strong>Urano</strong>. Dal canto suo <strong>Marte</strong> è in aspetto stretto a <strong>Mercurio</strong> e a <strong>Urano</strong>.</p>
<p>Ma calcoliamo anche qui la <strong>Parte degli Incidenti</strong> e la <strong>Parte di Morte</strong> (calcolati ovviamente con le posizioni degli elementi della RS): Parte degli Incidenti a <strong>8° 22’ Pesci</strong>, Parte di Morte a <strong>7° 09’ Vergine</strong>: guardate dove cadono. </p>
<p>Lascio a voi i commenti; aggiungo solo che la <strong>Parte di Morte</strong> di RS, essendo in Vergine, è rappresentata da <strong>Mercurio</strong>, quindi quella esatta congiunzione <strong>Marte-Mercurio</strong> non fa altro che mettere insieme il rappresentante della Parte di Morte natale con il rappresentante della Parte di Morte annuale.</p>
<p>Si potrebbe anche calcolare la <strong>Parte della Vita</strong> ma credo che questo basti e avanzi.</p>
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		<title>Il meridiano zero</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/il-meridiano-zero/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Oct 2019 23:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[fusi orari]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe barilli]]></category>
		<category><![CDATA[greenwich]]></category>
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		<description><![CDATA[135 anni fa, il 1° novembre 1884, si chiudeva a Washington la Conferenza Internazionale dei Meridiani che fissò nella località di Greenwich (Londra) il meridiano 0 della Terra. L’idea originaria dei fusi orari venne però a un italiano nel 1859, il matematico Quirico Filopanti: visto che la Terra compie un giro completo in 24 ore, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>135 anni fa, il 1° novembre 1884, si chiudeva a Washington la <em>Conferenza Internazionale dei Meridiani</em> che fissò nella località di <strong>Greenwich</strong> (Londra) il <strong>meridiano 0 della Terra</strong>. </p>
<p><span id="more-4028"></span></p>
<p>L’<strong>idea originaria</strong> dei fusi orari venne però a un italiano nel 1859, il matematico <strong>Quirico Filopant</strong>i: visto che la Terra compie un giro completo in 24 ore, si disse, perché non dividere la superficie terrestre in 24 zone di un’ora ciascuna ovvero ognuna ampia 15°? D’altronde 360° / 24h = 15°.<br />
Purtroppo la sua proposta non venne presa in considerazione.</p>
<p>Il vero nome di questo italiano era <strong>Giuseppe Barilli</strong>: era nato a Budrio (Bologna) il 20 aprile 1812 e morì povero sempre a Bologna nel 1894. Lo pseudonimo “Quirico Filopanti” venne da lui scelto per asserire sia la sua bontà (<em>Filopantus</em>, “colui che amò tutti”) sia l’amore che aveva per l’antica Roma (Quirico).</p>
<p>Tale idea, e altre collegate direttamente a questa come ad esempio la scelta del meridiano dal quale far partire il conteggio di queste zone orarie, venne ripresa, ampliata, corretta e divulgata dall’ingegnere ferroviario William Frederick Allen (1846-1915) e soprattutto dall’ingegnere Sandford Fleming (1827-1915). </p>
<p>Tali zone furono chiamate &#8220;fusi orari&#8221; e la decisione venne ratificata il 22 ottobre 1884 dalla <em>Conferenza Internazionale dei Meridiani</em> – creata all’uopo.<br />
Erano presenti 25 nazioni: fra queste Francia e Brasile si astennero mentre Santo Domingo votò contro.<br />
Purtroppo dell’idea di Quirico Filopanti nessuno ne parlò.</p>
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		<title>(10) Hygiea: nuovo pianeta nano</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/10-hygiea-nuovo-pianeta-nano/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 07:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[pianeta nano]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 ottobre un team di astronomi capitanati da Pierre Vernazza del Laboratoire d’Astrophysique de Marseille (Francia), dopo varie e approfondite ricerche, verifiche e misurazioni elaborate grazie allo strumento Sphere dell’ESO (Ente Spaziale Europeo) installato sul Vlt (Very Large Telescope), ha annunciato che l’asteroide (10) Hygiea – 430 km di diametro – potrebbe essere elevato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 ottobre un team di astronomi capitanati da Pierre Vernazza del <em>Laboratoire d’Astrophysique de Marseille</em> (Francia), dopo varie e approfondite ricerche, verifiche e misurazioni elaborate grazie allo strumento Sphere dell’ESO (Ente Spaziale Europeo) installato sul Vlt (Very Large Telescope), ha annunciato che l’asteroide <strong>(10) Hygiea</strong> – 430 km di diametro – potrebbe essere elevato a “pianeta nano”, come Plutone, come Cerere.</p>
<p><span id="more-4016"></span></p>
<p> Prende il nome da Igea, la dea romana della <strong>salute</strong>. Ho già scritto un post su <strong>(10) Hygiea</strong> che potete leggere <a href="http://www.renzobaldini.it/lasteroide-10-hygiea/" rel="noopener" target="_blank">qui</a>. </p>
<p>Da considerare che il 28 ottobre avevamo la <strong>Luna Nuova</strong> esattamente opposta a <strong>Urano</strong> (Sole/Luna a 4° Scorpione e Urano a 4° Toro) con l’Ascendente a <strong>5° Bilancia</strong>, e “guarda caso” <strong>(10) Hygiea</strong> quando venne scoperto – 12 aprile 1849 – si trovava a <strong>6° Bilancia</strong>.<br />
Non solo: il giorno della sua scoperta il Sole si trovava in strettissima <strong>congiunzione</strong> a Urano (Sole 22° Ariete, Urano 22° Ariete) mentre ora è esattamente <strong>opposto</strong>.</p>
<p>Adesso la parola passa agli astrologi: che <strong>domicilio</strong> gli diamo? Beh, visto che ha a che fare con la salute potrebbe star bene in <strong>Vergine</strong>, peraltro luogo già deputato a “contenere” gli asteroidi (vedi Cerere). Usando nella mia lettura del Tema gli asteroidi, <strong>(10) Hygiea</strong> era ampiamente utilizzato, con ottimi risultati, per le questioni di salute. </p>
<p>Qualcuno, forse anche giustamente, dirà che se stiamo dietro agli astronomi perdiamo la testa (chissà quanti altri corpi celesti saliranno a rango di pianeta) e che noi si dovrà continuare per la nostra strada infischiandocene ad esempio della “declassificazione” di Plutone, e che anche gli asteroidi, che abbiamo sempre usato, li useremo come sempre indipendentemente dal loro “status”. Su questo non ci piove.<br />
Però un occhio in più a questo asteroide (ma non solo, direi) dateglielo: vi darà un ottimo aiuto in quei casi dove risulta faticoso capirci qualcosa dal lato salute. E non solo.</p>
<hr/>
Foto da: https://www.scitecheuropa.eu</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Manilio e gli dèi dello Zodiaco</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 12:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astronomicon]]></category>
		<category><![CDATA[manilio]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo schifanoia]]></category>
		<category><![CDATA[villa di corliano]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco (Mario?) Manilio è stato un poeta romano vissuto sotto gli imperatori Ottaviano Augusto (63 a.C.-14 d.C.) e Tiberio (42 a.C.-37. d.C.). È autore del grande poema didascalico “Astronomicon”, opera filosofico-astrologica in cinque libri: nel primo libro tratta della nascita del cosmo, delle stelle e dei pianeti; nel secondo dei Segni zodiacali; nel terzo esamina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Marco (Mario?) Manilio è stato un poeta romano vissuto sotto gli imperatori Ottaviano Augusto (63 a.C.-14 d.C.) e Tiberio (42 a.C.-37. d.C.).<span id="more-4005"></span></p>
<p>È autore del grande poema didascalico “<em>Astronomicon</em>”, opera filosofico-astrologica in cinque libri: nel primo libro tratta della nascita del cosmo, delle stelle e dei pianeti; nel secondo dei Segni zodiacali; nel terzo esamina le dodici sorti, cioè dodici punti fittizi che partendo dalla “sorte di fortuna” vanno a formare altrettanti luoghi ognuno con un suo preciso significato; nel quarto passa in rassegna i Segni zodiacali legandoli al corpo umano; nel quinto, che si conclude però bruscamente, tratta degli asterismi extra-zodiacali.</p>
<p>Nel secondo libro, dal rigo 439 al rigo 447, tratta degli <strong>dèi olimpici</strong> (non dei pianeti) legandoli ognuno a un <strong>Segno zodiacale</strong>. Ecco il testo in latino e sotto una veloce traduzione:</p>
<p>“<em>Lanigerum Pallas, Taurum Cytherea tuetur,<br />
formosos Phoebus Geminos; Cyllenie, Cancrum,<br />
Iuppiter, et cum matre deum regis ipse Leonem;<br />
spicifera est Virgo Cereris fabricataque Libra<br />
Vulcani; pugnax Mavorti Scorpios haeret;<br />
venantem Diana virum, sed partis equinae,<br />
atque angusta fovet Capricorni sidera Vesta;<br />
et Iovis adverso Iunonis Aquarius astrum est<br />
agnoscitque suos Neptunus in aethere Pisces</em>”. </p>
<p>“Pallade [Minerva] protegge il lanoso [Ariete], Citerea [Venere] il Toro,<br />
Febo [Apollo] i bei Gemelli; Cillenio [Mercurio], il Cancro;<br />
Giove, insieme alla Madre degli Dei [Cibele], il Leone;<br />
la Vergine, portatrice di spighe, appartiene a Cerere e la Bilancia<br />
a Vulcano che l’ha fabbricata; il belligerante Scorpione è legato a Marte;<br />
a Diana quel cacciatore che in parte è un cavallo [Sagittario].<br />
Vesta le deboli stelle del Capricorno.<br />
Opposto a Giove si trova l’Acquario, che è di Giunone.<br />
Nettuno protegge i suoi Pesci nelle stesse acque”.</p>
<p>Come vediamo, questo abbinamento non ha niente a che vedere con i domicili planetari così come li conosciamo in astrologia: sono un’altra cosa, e questo perché Manilio tratta degli dèi olimpici non dei pianeti. E però una cosa interessante sulla quale andrebbe meditato.<br />
Consideriamo poi che questo elenco lo troviamo raffigurato in varie opere artistiche, ad esempio negli affreschi astrologici della Villa di Corliano a San Giuliano Terme vicino a Pisa (<a href="http://www.renzobaldini.it/il-convivio-degli-dei-nella-villa-di-corliano/" rel="noopener" target="_blank">vedi post</a> in merito) o negli affreschi di Palazzo Schifanoia a Ferrara.</p>
<p>Ecco l’elenco dell’abbinamento Segni-divinità olimpiche:</p>
<p><center><br />
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<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Ariete</td>
<td>Minerva</td>
</tr>
<tr>
<td>Toro</td>
<td>Venere</td>
</tr>
<tr>
<td>Gemelli</td>
<td>Apollo</td>
</tr>
<tr>
<td>Cancro</td>
<td>Mercurio</td>
</tr>
<tr>
<td>Leone</td>
<td>Giove</td>
</tr>
<tr>
<td>Vergine</td>
<td>Cerere</td>
</tr>
<tr>
<td>Bilancia</td>
<td>Vulcano</td>
</tr>
<tr>
<td>Scorpione</td>
<td>Marte</td>
</tr>
<tr>
<td>Sagittario</td>
<td>Diana</td>
</tr>
<tr>
<td>Capricorno</td>
<td>Vesta</td>
</tr>
<tr>
<td>Acquario</td>
<td>Giunone</td>
</tr>
<tr>
<td>Pesci</td>
<td>Nettuno</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p>Apprezzeremo meglio il tutto se esaminiamo questi abbinamenti formando coppie di opposti (da notare che sono sei uomini e sei donne, cioè ogni dio ha di fronte una dea):</p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
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<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Ariete</td>
<td>Minerva</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Bilancia</td>
<td>Vulcano</td>
</tr>
<tr>
<td>Toro</td>
<td>Venere</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Scorpione</td>
<td>Marte</td>
</tr>
<tr>
<td>Gemelli</td>
<td>Apollo</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Sagittario</td>
<td>Diana</td>
</tr>
<tr>
<td>Cancro</td>
<td>Mercurio</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Capricorno</td>
<td>Vesta</td>
</tr>
<tr>
<td>Leone</td>
<td>Giove</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Acquario</td>
<td>Giunone</td>
</tr>
<tr>
<td>Vergine</td>
<td>Cerere</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Pesci</td>
<td>Nettuno</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p>Vediamo perché proprio queste coppie.</p>
<p><strong>Ariete-Minerva/Bilancia-Vulcano</strong><br />
Minerva (Pallade o Atena) nacque dalla testa (Ariete) di Zeus: si racconta che il padre degli dèi accusò un giorno una fortissima emicrania; non sapendo come rimediare a essa chiamò Efesto (Vulcano), il fabbro degli dèi, e gli chiese di prendere un’ascia e di aprirgli il cranio; Efesto ubbidì e assestò un gran colpo sulla testa di Zeus; subito uscì Atena, già adulta e vestita di una grossa armatura e con la lancia in mano.<br />
Si può pensare anche allo scontro fra Minerva e Vulcano quando questi cercò di rapirla per farla diventare sua moglie. Alcuni vedevano in Minerva un Vulcano femmina.</p>
<p><strong>Toro-Venere/Scorpione-Marte</strong><br />
Nel mito Marte e Venere erano amanti. L’asse Toro/Scorpione è anche quello della sessualità.</p>
<p><strong>Gemelli-Apollo/Sagittario-Diana</strong><br />
Erano fratello e sorella, gemelli, figli di Latona e Giove, nati sull’isola di Ortigia (“isola della quaglia”). Diana era la dea della caccia (Sagittario); Apollo rappresenta uno dei gemelli (l’altro è Ercole) dell’omonima costellazione, uno rappresentato con la clava in mano (Ercole), l’altro con la lira (Apollo).</p>
<p><strong>Cancro-Mercurio/Capricorno-Vesta</strong><br />
Si racconta che quando Mercurio venne ammesso alla tavola degli dèi fu Vesta a cedergli volentieri il suo posto non trovandosi ella a proprio agio in mezzo al chiasso e alla confusione che lì regnavano. Mercurio e Vesta erano poi venerati assieme per quanto riguarda la protezione accordata alla casa, al focolare domestico, alla famiglia, con Vesta all’interno della casa e Mercurio all’esterno (o sulla soglia di essa). L’asse Cancro/Capricorno è l’asse genitoriale.<br />
Mercurio (Ermes) era assimilato al dio egizio Toth, dio della luna (o meglio, furono i Greci a identificare Toth con il loro Ermes), colui che inventò la scrittura, il dio della saggezza, dell’astrologia, dell’astronomia, della misura del tempo, dell’esoterismo (Ermete Trismegisto).</p>
<p><strong>Leone-Giove/Acquario-Giunone</strong><br />
Erano marito e moglie.</p>
<p><strong>Vergine-Cerere/Pesci-Nettuno</strong><br />
Cerere nel mondo latino ma Demetra nel mondo greco. Demetra era la moglie (una delle mogli) di Poseidone (Nettuno).</p>
<p>Come dicevo questi abbinamenti fra divinità olimpiche e Segni zodiacali sono molto interessanti e se ci si fa un attimo di attenzione possono dare stimolanti agganci intuitivi per meglio comprendere il significato dei Segni e delle Case cosignificanti.</p>
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		<title>Jack Kerouac (1922-1969)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/jack-kerouac-1922-1969/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 22:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia dell'anima]]></category>
		<category><![CDATA[beat generation]]></category>
		<category><![CDATA[kerouac]]></category>
		<category><![CDATA[sartre]]></category>
		<category><![CDATA[zappa]]></category>

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		<description><![CDATA[50 anni fa, il 21 ottobre 1969, moriva lo scrittore e poeta Jack Kerouac. Era nato a Lowell (Massachusetts) il 12 marzo 1922. Considerato il “Padre della Beat Generation”, Kerouac ha scritto testi che hanno accompagnato nella loro vita, nella loro crescita, nella loro presa di coscienza e di autoconoscenza, molti giovani. Io mi imbattei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>50 anni fa, il 21 ottobre 1969, moriva lo scrittore e poeta Jack Kerouac. Era nato a Lowell (Massachusetts) il 12 marzo 1922.</p>
<p><span id="more-3987"></span></p>
<p>Considerato il “Padre della Beat Generation”, Kerouac ha scritto testi che hanno accompagnato nella loro vita, nella loro crescita, nella loro presa di coscienza e di autoconoscenza, molti giovani.</p>
<p>Io mi imbattei per la prima volta in un suo libro nel 1968. Si intitolava: “<em>Sulla strada</em>”. Lo trovai su una sedia in una “cantina” che alcuni miei amici anarco-esistenzialisti, un po’ più grandi di me, stavano sistemando per renderla un luogo in cui ritrovarsi per chiacchierare, sentire musica, flirtare e fumare. Il nero era il colore dominante. </p>
<p>Io ero lì, con un pennello in mano, a dar loro una mano. L’aria risuonava delle note di <em>California Dreamin’</em> dei Mamas and Papas, mentre le pareti si stavano riempiendo delle facce del Che, di Frank Zappa, di Allen Ginsberg, di Jean-Paul Sartre abbracciato a Simone de Beauvoir. A fine serata, preparandomi per andare via, chiesi a un mio amico se potevo prendere il libro in prestito.<br />
A casa lo lessi d’un fiato. Non dico che mi cambiò la vita ma sicuramente iniziai a prenderla per quello che a me all’epoca – avevo quattordici anni – sembrava il verso giusto. E mi aprì la mente. Me l’allargò, forse più del fumo. Da lì seguirono gli altri suoi libri: <em>Il dottor Sax</em>, <em>Visioni di Cody</em>, <em>I sotterranei</em>, <em>I vagabondi del Dharma</em>, <em>Big Sur</em>.<br />
Qui sotto il Tema natale di Kerouac.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/10/Kerouac_TN-e1571227863969.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/10/Kerouac_TN-e1571227863969.jpg" alt="Kerouac_TN" width="600" height="522" class="aligncenter size-full wp-image-3985" /></a></p>
<p>Un <strong>Pesci</strong> con la <strong>Luna</strong> all’Ascendente per giunta opposta a <strong>Urano</strong> e in quadratura a <strong>Marte</strong>. Se vogliamo tradurre tutto questo con termini semplicistici possiamo dire: emotività, sensibilità, rabbia e anticonformismo. A volte le cose semplici sono quelle più vere.<br />
Ma c’è dell’altro. Dell&#8217;altro in termini di <strong>astrologia dell’anima</strong>. Qui vediamo che la sua anima proviene da <strong>Venere</strong>, che il suo Maestro spirituale è il <strong>Sole</strong>, che la sua Guida terrena è <strong>Mercurio</strong> e che il pianeta che questa anima deve integrare in sé è <strong>Urano</strong>. Purtroppo per spiegare a fondo il significato di tutto questo ci vorrebbe un post troppo lungo. Dico solo che le anime che vengono da Venere e che hanno il Sole come Maestro spirituale si incarnano per – ma non solo – riuscire a ritrovare il loro <strong>orientamento perduto</strong>. Sono anime che “girano in tondo” e che devono faticare per arrivare a trovare il loro “centro di gravità permanente”. Kerouac ha certo girato in tondo, ma forse grazie a Mercurio – gli scritti, ma non solo – si spera che abbia raggiunto il suo “centro”.</p>
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		<title>André Barbault (1921-2019)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/andre-barbault-1921-2019/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/andre-barbault-1921-2019/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2019 06:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 7 ottobre, a Labaroche, è deceduto il grande André Barbault. Potrei dire molte cose su di lui: quanto ha fatto per l&#8217;astrologia, i suoi studi e i suoi successi in astrologia mondiale, oppure parlare del suo Tema natale &#8211; con la sua Parte di Spirito congiunta al mio Sole, con la sua anima [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 7 ottobre, a Labaroche, è deceduto il grande André Barbault. </p>
<p><span id="more-3992"></span></p>
<p>Potrei dire molte cose su di lui: quanto ha fatto per l&#8217;astrologia, i suoi studi e i suoi successi in astrologia mondiale, oppure parlare del suo Tema natale &#8211; con la sua Parte di Spirito congiunta al mio Sole, con la sua anima che proveniva da Urano, con Mercurio che era il suo Maestro spirituale -, o anche quando lo incontrai a Firenze. Forse un giorno ne parlerò.<br />
Arrivederci caro amico e caro maestro.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/10/Barbault_TN-e1571376984464.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/10/Barbault_TN-e1571376984464.jpg" alt="Barbault_TN" width="600" height="533" class="aligncenter size-full wp-image-3998" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Marsilio Ficino 1433-1499</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/marsilio-ficino-1433-1499/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 22:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[accademia platonica]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo il Magnifico]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[umanesimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricorrono oggi i 520 anni dalla morte del filosofo, astrologo e umanista Marsilio Ficino, considerato il massimo esponente dell’Umanesimo fiorentino, avvenuta a Firenze nella sua villa di Careggi il 1° ottobre 1499. Era nato a Figline Valdarno il 19 ottobre 1433[1]. Nel 1448 fu studente a Pisa e poi dal 1452 allievo presso lo Studio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ricorrono oggi i 520 anni dalla morte del filosofo, astrologo e umanista Marsilio Ficino, considerato il massimo esponente dell’Umanesimo fiorentino, avvenuta a Firenze nella sua villa di Careggi il 1° ottobre 1499. Era nato a Figline Valdarno il 19 ottobre 1433<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p>
<p><span id="more-3974"></span></p>
<p>Nel 1448 fu studente a Pisa e poi dal 1452 allievo presso lo Studio di Firenze. Nel 1462 si laureò in <strong>Medicina</strong> come voleva suo padre, Dietifeci, rinomato medico dell’Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze. Ma Marsilio era più orientato verso gli studi letterari, verso la filosofia, in special modo quella <strong>platonica</strong>, inclinazione che s’era espressa varie volte già dal periodo studentesco e ancor più nel 1456 con la stesura dell’opera sua più impegnativa di quel giovanile e intenso momento, le &#8220;<em>Institutiones ad platonicam disciplinam</em>&#8221; dedicate a (e scritte su esortazione di) Cristoforo Landino, il grande umanista e filosofo fiorentino. Ma Landino, pur apprezzandone lo sforzo, consigliò a Ficino di non pubblicare il testo ma di darsi da fare nell’imparare il greco così da poter leggere le opere platoniche nell’originale. </p>
<p>Si creò in tal senso una solida erudizione quindi un nome e una dignità tale che Cosimo de’ Medici il Vecchio vide in lui la persona giusta che poteva far risorgere a Firenze la filosofia platonica, l’interesse sulla quale aveva già gettato radici nel 1439 grazie all’arrivo a Firenze dei dotti bizantini in occasione del Concilio che lì si tenne per la riunificazione delle Chiese d’Oriente e d’Occidente. </p>
<p>Ben presto intorno a Ficino si aggregò tutta una serie di studiosi e letterati che andarono a formare il nucleo operativo di quella che fu, sul modello platonico, l’Accademia Fiorentina o <strong>Accademia neoplatonica</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.<br />
Vestì anche l’abito <strong>clericale</strong>: il 5 gennaio 1472 (stile fiorentino, quindi 1473) venne eletto pievano della chiesa di San Bartolomeo a Pomino, nella diocesi di Fiesole, oggi comune di Rufina vicino a Pontassieve. Il 18 settembre 1473 venne ordinato diacono. Il 18 dicembre consacrato sacerdote. Il 6 gennaio 1473 (stile fiorentino, quindi 1574) divenne rettore della chiesa di San Cristofano a Novoli, oggi quartiere fiorentino. Nel 1487 viene nominato canonico del Duomo di Firenze. </p>
<p>Ficino ebbe un rapporto a prima vista <strong>contraddittorio</strong> nei confronti dell’<strong>astrologia</strong>, ma a ben vedere altro non era che il normale bisogno di capire e capirsi, <strong>sfrondando</strong> l’albero astrologico dalle tante <strong>cianfrusaglie</strong> messegli a mo’ d’addobbo che ne impedivano (e tutt’ora l’impediscono) la vera visuale, alla ricerca di quell’unione, di quel matrimonio (che s’ha da fare) fra astrologia e <strong>filosofia naturale</strong>: </p>
<blockquote><p><em>I corpi celesti non sono da cercare in alcun luogo esterno a noi: il cielo, infatti, è tutto dentro di noi, che abbiamo in noi il vigore del fuoco, e origine celeste. Prima di tutto la Luna: che cos’altro significa in noi, se non il continuo movimento del corpo e dell’anima? Marte, poi, indica la prontezza; Saturno, invece, la lentezza. Il Sole significa Dio, Giove la legge, Mercurio la ragione, Venere l’umanità</em><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p></blockquote>
<p>Ficino tradusse in latino il corpus dei dialoghi di Platone, le “<em>Enneadi</em>” di Plotino, i lavori di Giamblico, Porfirio, Proclo e tanti altri. Tradusse anche, nel 1463, ma pubblicato solo nel 1471, il “<em>Corpus Hermeticum</em>”, opera attribuita a <strong>Ermete Trismegisto</strong> e trovata in Macedonia sotto forma di quattordici trattati dal monaco Leonardo da Pistoia (n. 1428), opera a cui Ficino dette il titolo di &#8220;<em>Pimander</em>&#8220;, in realtà titolo del primo trattato<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>. </p>
<p>Oltre ad aver tradotto molti classici, Ficino fu autore di numerose opere, tra le quali possiamo citare:<br />
“<em>De voluptate</em>”, scritto nel dicembre 1457, dedicato al politico e diplomatico fiorentino Antonio Canigiani, trattatello giovanile nel quale passa in rassegna le diverse opinioni degli antichi sul <strong>piacere</strong>, sulla separazione fra il <em>gaudium</em> della mente razionale e la <em>voluptas</em> dei sensi materiali, idee che s’erano sviluppate in Ficino proprio dai dialoghi avuti l’estate prima con Canigiani stesso, ospite del padre di quest’ultimo nella villa Il Palagio, a Campoli, in località Mercatale nei pressi di San Casciano Val di Pesa.</p>
<p>“<em>Di Dio et anim</em>a”, del 1458, inizialmente testo di una lettera dal titolo “<em>Opinioni dephilosophi di dio e delanima</em>”, indirizzata l’anno prima all’amico Francesco Capponi, noto banchiere e politico fiorentino, poi edita con il titolo di “<em>Compendium de opinionibus philosophorum de Deo et anima</em>”<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, piccolo testo dove disquisisce sulle opinioni di filosofi come Ermete, Giamblico, Platone, Plotino, Proclo, su Dio e sull’<strong>anima</strong>, cercando una conciliazione fra <strong>platonismo</strong> e <strong>cristianesimo</strong>.</p>
<p>“<em>Disputatio contra iudicium astrologorum</em>” (1477), opera mai divulgata interamente<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>, dove dà conto dei vari <strong>giudizi critici</strong> (anche personali) nei confronti dell’<strong>astrologia giudiziaria</strong>; così nel <em>Proemio</em>: </p>
<blockquote><p><em>Quanti affermano che ogni singolo evento accade necessariamente, per effetto delle stelle, si avvolgono, e avvolgono la massa, in tre errori rovinosi. A Dio sommo e onnipotente sottraggono, per quanto è in loro, la provvidenza e l’assoluta sovranità sull’universo. Agli angeli tolgono la giustizia: a loro giudizio, infatti, essi fanno muovere i corpi celesti in modo tale che da quei movimenti derivino tutti i misfatti degli uomini; ai buoni tocchi il male, ai cattivi il bene. Agli uomini, che secondo loro sono sbattuti qua e là, non diversamente dagli animali, strappano la libertà, e li privano della quiete. Se promettono qualcosa di buono – ciò che di solito fanno raramente, e in forma assai oscura –, gli astrologi lo avviluppano fra grandissime difficoltà. Di conseguenza, non ci giova affatto che talvolta, seppur assai di rado, e con grandissima fatica, ci preannuncino un bene futuro, facendoci tornare a casa vanitosi, superbi e negligenti. Se per caso qualcosa andrà nel senso delle loro promesse, il piacere a lungo atteso sarà meno gradito. Se invece minacciano qualche male, ciò che avviene molto più spesso, noi anticipiamo eventi che accadranno molto più tardi, o non accadranno affatto; infelici, ce li raffiguriamo in anticipo, e soffriamo nel raffigurarceli. Alla fine, se il fato è inevitabile, prevederlo e predirlo è inutile; se invece lo si può in qualche misura evitare, la difesa, che gli astrologi fanno della necessità del fato, è falsa</em><a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>.</p></blockquote>
<p>Queste critiche parrebbero più indirizzate all’<strong>uso</strong> che gli uomini stavano facendo dell’astrologia che non all’<strong>astrologia in sé</strong>, specie se consideriamo come essa verrà poi utilizzata da Ficino stesso in altre sue opere, in special modo legandola alla medicina, alla salute del corpo e dell’anima.<br />
L’astrologia quindi come “chiave di lettura” della natura, dei suoi misteri, delle sue regole, non come pretesa di leggere “sicuramente” il futuro: un po’ come una stampella che aiuta l’uomo zoppo a camminare meglio, ma non gli ridà certo la gamba, così l’astrologia aiuta l’uomo a meglio comprendere il creato, la natura e se stesso, ma non per questo lo rende certo del suo futuro<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>.</p>
<p>Abbiamo poi la poderosa “<em>Theologia Platonica De Immortalitate Animorum</em>”<a href="#nota9"name="testo9">[9]</a>, stampata nel 1482 a Firenze per i tipi di Antonio di Bartolommeo Miscomini e dedicata a Lorenzo de’ Medici.<br />
In quest’opera, composta da diciotto libri, Ficino tratta della natura teologica dell’opera di <strong>Platone</strong>, discute dell’<strong>immortalità dell’anima</strong> e comunque dell’anima in sé, tentando una conciliazione tra la rivelazione cristiana e la sapienza degli antichi, ciò che dovrebbe andare a creare, secondo i suoi intendimenti, una <em>docta religio</em> atta alla formazione dell’uomo nuovo, una sintesi tra platonismo e cristianesimo. </p>
<p>Il “<em>De vita</em>”, scritto fra il 1480 e il 1489, opera in tre libri – il “<em>De cura valitudinis eorum qui incumbunt studio litterarum</em>”, dedicato a Giorgio Antonio Vespucci, zio di Amerigo, e al letterato Giovanni Battista Buoninsegni; il “<em>De vita longa</em>”, dedicato al mercante e mecenate Filippo Valori; il “<em>De vita coelitus comparanda</em>”, dedicato a Mattia Corvino re d’Ungheria – stampata a Firenze il 3 dicembre 1489 per i tipi di Antonio di Bartolommeo Miscomini.<br />
Quest’opera, nel suo complesso e inizialmente, era dedicata a re Mattia Corvino ma la sua morte (4 aprile 1490) fece cambiare destinatario che divenne così Lorenzo il Magnifico, ciò che portò Ficino a riscrivere frettolosamente la dedica e a cambiare gli stemmi regali già presenti sul frontespizio con lo stemma mediceo<a href="#nota10"name="testo10">[10]</a>.<br />
L’opera, ricchissima di elementi <strong>magici</strong> e <strong>astrologici</strong> derivati da Plotino, da Porfirio, dal “<em>Picatrix</em>”<a href="#nota11"name="testo11">[11]</a> e nella quale l’astrologia, a differenza di quanto esposto nella <em>Disputatio</em>, viene riscattata in special modo perché abbinata alla medicina, può essere definita un trattato <strong>medico-dietetico-astrologico</strong> scritto per quei letterati, per quei filosofi che, in quanto figli di Saturno (come Ficino stesso), sono o possono essere afflitti dalla malinconia, un Saturno che però, contrariamente al pensiero comune, non era da Ficino visto come elemento negativo, aiutando anzi l’uomo a innalzare la propria mente:</p>
<blockquote><p><em>Come infatti il Sole è nemico degli animali notturni, mentre è amico di quelli diurni, così Saturno è avverso agli uomini che conducono apertamente una vita volgare o, pur evitando la consuetudine col volgo, continuano tuttavia ad avere sentimenti volgari. Saturno lasciò infatti a Giove una vita in società, mentre rivendicò per sé una vita separata e divina. È poi amico delle menti degli uomini che, per quanto è loro possibile, sono già veramente separate, in quanto sono in un certo modo a lui congiunte. Infatti proprio Saturno (per parlare platonicamente) svolge le funzioni di Giove nei confronti degli spiriti che abitano le regioni più alte dell’aria, come Giove è un padre premuroso per gli uomini che conducono la vita in società</em><a href="#nota12"name="testo12">[12]</a>.</p></blockquote>
<p>Abbiamo poi il “<em>De sole</em>”<a href="#nota13"name="testo13">[13]</a>, stampato insieme al “<em>De lumine</em>” a Firenze il 31 gennaio 1493 per i tipi di Antonio Miscomini e dedicato a Piero di Lorenzo de’ Medici.<br />
L’opera tratta della luce come <strong>manifestazione del bene</strong>, del divino, come si evince dai titoli di alcuni capitoli, per esempio, <em>In che modo la luce del Sole sia simile al bene in sé, ossia a Dio</em> (cap.II), oppure <em>Sole statua di Dio. Similitudine fra Sole e Dio</em> (cap. IX), e dove Ficino dà tutta una serie di informazioni astrologiche legate al Sole.</p>
<p>Come detto morì il 1° ottobre 1499. Venne sepolto all’interno di Santa Maria del Fiore dove, nel 1521, un busto dello scultore fiesolano Andrea di Piero Ferrucci (1465-1526) lo celebra con questa iscrizione tuttora presente:</p>
<p style="text-align: center;">EN  HOSPES  HIC  EST  MARSILIVS  SOPHIAE  PATER<br />
PLATONICVM  QVI  DOGMA  CVLPA  TEMPORVM<br />
SITV  OBRVTVM  ILLVSTRANS  ET  ATTICVM  DECVS<br />
SERVANS  LATIO  DEDIT  FORES  PRIMVS  SACRAS<br />
DIVINAE  APERIENS  MENTIS  ACTVS  NVMINE<br />
VIXIT  BEATVS  ANTE  COSMI  MVNERE<br />
LAVRIQ  MEDICIS  NVNC  REVIXIT  PVBLICO<br />
• S • P • Q • F •  AN •  M • D • XXI •</p>
<p> Maggiori info nel mio “<em>Astrologia Italica</em>”, ed. Pagnini, Firenze 2016</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ma era Scorpione, corrispondendo la data al nostro 28 ottobre. Nacque alle ore 13.50 circa, con Saturno congiunto all’Ascendente Acquario, anzi, come lui dice in una lettera indirizzata al canonico tedesco Martin Prenninger, che gli chiedeva informazioni sulla sua data natale: «<em>Il mio giorno natale fu il 19 ottobre 1433. Quanto all’ora, sebbene non sia stata annotata da mio padre Ficino, medico, dalle sue parole e da quelle di mia madre ho dedotto essere stata la ventunesima</em> [corrispondente alle ore 13.50 locali, N.d.A]<em>; e penso che in quel momento fosse ascesa la metà circa dell’Acquario</em> [infatti l’Ascendente è a 15° 24’ Acquario, N.d.A]<em>, insieme ai Pesci. Saturno in Acquario occupava l’angolo orientale, mentre Marte, sempre in Acquario</em> [ma in realtà ancora in Capricorno a 29° 47’, N.d.A]<em>, era in dodicesima; il Sole era in Scorpione, Mercurio in nona casa, la Luna in Capricorno, Giove in Leone in settima; nella stessa casa Venere in Vergine; il punto di fortuna in Ariete</em> [infatti è a 23° 25’ Ariete, N.d.A]» (M. FICINO,<em>Scritti sull’astrologia</em>, a cura di Ornella Pompeo Faracovi, BUR, Milano 1999, p. 241).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L’Accademia Neoplatonica venne fondata a Firenze nel 1459 da Marsilio Ficino su incarico di Cosimo de’ Medici il Vecchio (1389-1464). Le riunioni si svolgevano alla villa Medicea di Careggi. Fecero parte dell’Accademia numerose personalità fra le quali Leon Battista Alberti, Cristoforo Landino, Pico della Mirandola, Poliziano, oltre naturalmente ai membri di casa Medici, come Lorenzo il Magnifico. Alla caduta dei Medici (1498) le riunioni si svolsero presso gli Orti Oricellari all’interno della villa di Bernardo Rucellai. Venne sciolta nel 1523 per motivazioni politiche, avendo alcuni suoi membri, secondo l’accusa, partecipato alla congiura (1522) messa in atto da ambienti repubblicani contro il cardinale Giulio di Giuliano de’ Medici, futuro papa Clemente VII.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Da una lettera di Marsilio Ficino a Lorenzo de’ Medici, il giovane (M. FICINO, <em>Scritti sull’astrologia</em>, Milano 1999, p. 230). Alcuni autori hanno calcato molto la mano sulla supposta contraddittorietà di Ficino nei confronti dell’astrologia: certamente chi ha espresso quei giudizi non è astrologo; l’atteggiamento di Ficino, infatti, è quanto di più vicino c’è alla figura dell’astrologo, che se veramente conosce e sa usare la sua materia la vive proprio in questo modo, amandola e discutendola, confrontandosi con essa, tomentandosi anche, come si tormenta l’uomo evoluto che sa di essere una piccola cosa al confronto del mistero della natura, del creato. In tal senso Ficino può essere visto come il precursore di quella che oggi chiamiamo astrologia umanistica.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (collocazione: Plut.83.14) abbiamo: <em>Mercurii Trismegisti Pimander, Marsilio Ficino interprete</em>. Sempre alla Laurenziana (collocazione: Plut.21.21) abbiamo: <em>Mercurii Trismegisti Liber de potestate, &#038; sapientia Dei e Graeco in Latinum traductus a Marsilio Ficino Florentino ad Cosmus Medicem Patriae Patrem</em>. Come compenso per questo suo lavoro Cosimo I regalò a Ficino la villa di Careggi, in data 18 aprile 1463. Il primo volgarizzamento di quest’opera venne pubblicato a Firenze nel 1545 a cura di Tommaso Benci per i tipi Lorenzo Torrentino: <em>Il Pimandro di Mercurio Trismegisto tradotto da Tommaso Benci in lingua fiorentina</em>.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] <em>Tractatus de Deo et anima vulgaris</em>, in: PAUL OSKAR KRISTELLER, <em>Supplementum ficinianum</em>, Olschki, Firenze 1937, II, pp. 128-147. Nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (collocazione: Plut.27.09) abbiamo: <em>Marsilio Ficino Fiorentino di Dio, &#038; Anima ad Franciesco Capponi</em>.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] È rimasta inedita fino al 1937, quando uscì a cura di P. O. Kristeller, <em>cit.</em>, pp. 11-76. La traduzione in italiano è ora in: M. FICINO, <em>Scritti sull’astrologia</em>, a cura di Ornella Pompeo Faracovi, BUR, Milano 1999, pp. 49-174.<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] M. FICINO, <em>Scritti sull’astrologia</em>, Milano 1999, pp. 49-50.<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8]Questa riflessione è nostra, non di Ficino, ma piace pensare che avrebbe potuto farla anche sua.<a href="#testo8">&uArr;</a><br />
<a name="nota9">[9] L’opera è presente nella Bayerische Staatsbibliothek München (collocazione: 2 Inc.c.a. 1204). A fine opera leggiamo:«<em>Impressum Florentie Per Antonium Miscominum Anno Salutis M.CCCCLXXXII. VII. Idus Novembris</em>».<a href="#testo9">&uArr;</a><br />
<a name="nota10">[10] L’esemplare è presente nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (collocazione: Plut.73.39).<a href="#testo10">&uArr;</a><br />
<a name="nota11">[11] Si tratta di un’opera di magia ermetica, di talismanologia astrologica, il cui titolo originale è <em>Gāyat-al-hakīm</em>, ovvero <em>Il fine del Saggio</em>. Venne scritta tra il 1047 e il 1051 dall’astronomo e alchimista arabo, nato a Madrid, Abū l-Qāsim Maslama b. Ahmad al-Majriti, tradotta poi in spagnolo nel 1256. La traduzione latina ebbe un’enorme diffusione nel Rinascimento. <a href="#testo11">&uArr;</a><br />
<a name="nota12">[12] M. FICINO, <em>Sulla vita</em>, a cura di Alessandra Tarabochia Canavero, Rusconi, Milano 1995, III, 22, p. 276.<a href="#testo12">&uArr;</a><br />
<a name="nota13">[13] La traduzione in italiano del <em>De sole</em> è ora in: M. FICINO, <em>Scritti sull’astrologia</em>, Milano 1999, pp. 185-217.<a href="#testo13">&uArr;</a></p>
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		<title>Le ostriche del prof. Brown</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2019 15:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[geografia astrologica]]></category>
		<category><![CDATA[spazio locale]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel settembre del 1954 apparve sulla rivista American Journal of Physiology[1] un articolo del biologo statunitense Frank A. Brown Jr. (m. 1983) che trattava delle influenze esterne, celesti, sugli organismi viventi. Brown prese alcune ostriche a New Haven nel Connecticut, città sulla costa orientale degli Stati Uniti d’America, e le trasportò, chiuse in contenitori ermetici [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel settembre del 1954 apparve sulla rivista <em>American Journal of Physiology</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> un articolo del biologo statunitense Frank A. Brown Jr. (m. 1983) che trattava delle <strong>influenze</strong> esterne, celesti, sugli <strong>organismi viventi</strong>.</p>
<p><span id="more-3960"></span></p>
<p>Brown prese alcune ostriche a New Haven nel Connecticut, città sulla costa orientale degli Stati Uniti d’America, e le trasportò, chiuse in contenitori ermetici a temperatura, luce e umidità costanti, a Evanston nell’Illinois, città lontana 878 miglia dal mare.<br />
Senza togliere le ostriche dai loro contenitori Brown riscontrò che queste per le <strong>prime due settimane</strong> continuavano ad aprire le loro valve quando a New Haven c’era l’<strong>alta marea</strong>, come se fossero state ancora nel luogo da dove erano partite e dove fino ad allora avevano vissuto.<br />
A partire però dalla terza settìmana Brown si accorse che le ostriche avevano <strong>regolato</strong> il loro ritmo di apertura in <strong>sincronia</strong> con il momento in cui ci sarebbe stata l’<strong>alta marea a Evanston</strong> se questa fosse stata una città costiera.<br />
Ciò dimostrava che le ostriche “sentivano” le fasi lunari regolando i loro ritmi in base a esse.</p>
<p>Pur con le ovvie differenze del caso, questo succede <strong>anche agli esseri umani</strong>.<br />
Ogni punto della Terra ha il suo “carattere”, la sua specifica energia. A ciò si aggiunge che ogni essere umano nasce sotto un certo cielo. Se prendiamo il nostro <strong>Tema natale</strong> e lo posizioniamo su una <strong>mappa geografica</strong> mettendo al centro di questo Tema il nostro luogo di nascita vedremo i pianeti – le linee planetarie – “sparati” in particolari zone geografiche: questo si chiama <strong>Spazio Locale</strong>. Qui sotto un esempio.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/09/Brown-e1569162644265.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/09/Brown-e1569162644265.jpg" alt="Brown" width="700" height="308" class="aligncenter size-full wp-image-3962" /></a></p>
<p>Se per esempio <strong>vado ad abitare</strong> in un luogo che si trova lungo la linea di <strong>Mercurio</strong> posso pensare che questo vada a “influire” sulle questioni tipiche mercuriali.<br />
Questo qui sopra rappresentato è il mio Tema natale &#8220;sparato&#8221;. Per quindici anni ho vissuto in un paese a <strong>nord-nord-est</strong> della mia città natale e che si trova proprio sulla linea del mio <strong>Mercurio</strong>: lì io ho scritto ben nove libri. </p>
<p>Il <strong>nord-nord-est</strong>, in un Tema astrale, corrisponde alla <strong>Terza Casa</strong>, e lì io ho Mercurio.</p>
<p>Adesso invece abito in una città che si trova a <strong>est-sud-est</strong> della mia città d’origine, il che riportato su una carta astrale corrisponde alla cuspide della <strong>Dodicesima Casa</strong> e sulla mia carta a un punto che si trova a metà strada tra <strong>Marte</strong> e <strong>Saturno</strong>. Ci sono venuto ad abitare tre anni fa, volontariamente e sapendo che sarei andato in un territorio da “Dodicesima Casa”. Il perché è troppo lungo a spiegarlo, e comunque rientra in un discorso karmico personale. </p>
<p>Ebbene, per i primi due anni la cosa è andata avanti tranquilla, nel senso che mi sembrava ancora di abitare nel paese di prima e che qui fossi come in vacanza: giravo la città, i suoi dintorni, facevo conoscenza della sua storia, dei suoi monumenti, delle sue tradizioni; ero alla scoperta, vedevo la città con occhi da esterno, da turista, non mi ci sentivo ancora dentro. </p>
<p>Poi, dopo due anni che abitavo qui, succede che inciampo, cado (Marte), mi <strong>fratturo</strong> una vertebra (Saturno) e sto tre mesi a <strong>letto</strong> col busto (Dodicesima Casa). Ecco che è finita la “vacanza” e mi ritrovo anima e corpo inserito nel nuovo contesto. Lo scotto da pagare era già stato messo in conto: sapendolo sono comunque riuscito a smorzarlo notevolmente (altrimenti non sarei qui a parlarne a voi) ma ovviamente non a eliminarlo.</p>
<p>Come le ostriche di Brown: per un po’ di tempo, pur avendo cambiato città, ero ancora in sintonia con il precedente luogo, cioè col luogo mercuriale, poi dopo circa due anni ecco che entro invece in sintonia col nuovo posto e con quelle energie che qui &#8220;passano&#8221;, nel mio caso la Dodicesima Casa, Marte e Saturno.</p>
<p>Questo per dire che quando cambiamo città, nazione, ecc., per <strong>un anno e mezzo / due</strong> siamo ancora in armonia col vecchio luogo, poi piano piano ci immedesimiamo in quello nuovo prendendo su di noi le energie planetario-zodiacali che passano su questo luogo, facendo esperienze che hanno a che fare con quelle specifiche energie. E non solo a livello fisico ma anche psicologico, caratteriale.</p>
<p>Quindi quando decidete di cambiare città date un’occhiata al vostro Tema da questo lato (è una specie di Feng-Shui astrale) sapendo che le Case hanno questa corrispondenza geografica:<br />
Prima (AS) = Est<br />
Seconda = Est-Nord-Est<br />
Terza = Nord-Nord-Est<br />
Quarta (FC) = Nord<br />
Quinta = Nord-Nord-Ovest<br />
Sesta = Ovest-Nord-Ovest<br />
Settima (DS) = Ovest<br />
Ottava = Ovest-Sud-Ovest<br />
Nona = Sud-Sud-Ovest<br />
Decima (MC) = Sud<br />
Undicesima = Sud-Sud-Est<br />
Dodicesima = Est-Sud-Est<br />
Ovviamente osservando dove sono i vostri pianeti.<br />
Se poi avete un programma che vi calcola lo Spazio Locale meglio ancora. </p>
<p>Per maggiori info sullo Spazio Locale vedi il mio “<em>Trattato tecnico di Astrologia</em>”, Hoepli 2011, e “<em>Il cielo in terra</em>” di Rocco Pinneri, Xenia 1998.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] FRANK A. BROWN JR., <em>Persistent Activity Rhythms in the Oyster</em>, «American Journal of Physiology», Vol. 178, No. 3, American Physiological Society, 1 September 1954, pp. 510-514.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: https://nadir-astronomia.it</p>
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		<title>Maria Mancini (1639-1715), una donna astrologa</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 22:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[parte dei nemici]]></category>
		<category><![CDATA[scorpione]]></category>

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		<description><![CDATA[380 anni fa, il 28 agosto 1639, nasceva a Roma da nobile famiglia Maria Mancini, una fra le pochissime donne dedite all’astrologia e comunque l’unica della quale siano pervenute opere astrologiche scritte. Suo padre, il barone Michele Lorenzo Mancini, era astrologo e, si dice, negromante, mentre sua madre, Girolama Mazzarino, era sorella del cardinale Giulio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>380 anni fa, il 28 agosto 1639, nasceva a Roma da nobile famiglia Maria Mancini, una fra le pochissime donne dedite all’<strong>astrologia</strong> e comunque l’unica della quale siano pervenute opere astrologiche scritte. </p>
<p><span id="more-3944"></span></p>
<p>Suo padre, il barone Michele Lorenzo Mancini, era astrologo e, si dice, negromante, mentre sua madre, Girolama Mazzarino, era sorella del cardinale Giulio Mazzarino (che dal 1642, succedendo al cardinale Richelieu, divenne primo ministro in Francia durante la minore età del re Luigi XIV, il Re Sole). </p>
<p>Dopo aver completato l’educazione presso il monastero delle benedettine a Campo Marzio, dov’era badessa la zia Clelia Mazzarino (e dove sarebbe dovuta restare prendendo i voti), nel 1653 insieme alla madre e alle sorelle si trasferì in Francia chiamata dallo zio materno, appunto il cardinale Mazzarino. </p>
<p>Maria, dicono i biografi, non era molto attraente, alcuni definendola grossa, piccola, con l’aria di una locandiera; aveva però un carattere forte e lo spirito come un angelo. E di lei si innamorò nientemeno che <strong>Luigi XIV</strong>: fu un grande amore, anzi, secondo molti il suo primo e unico amore, seppur rimasto su basi platoniche.<br />
Maria, alla corte francese, s’immerse negli <strong>studi astrologici</strong>, pare aiutata da un non ben meglio identificato arabo, passando più di metà della giornata a imparare la materia e insegnandola poi anche a sua sorella Ortensia (che invece si diceva fosse la donna più bella del suo tempo). </p>
<p>Intanto il legame con Luigi XIV andava avanti, i due passando molte ore insieme discutendo di letteratura e filosofia, addirittura il re imparando l’italiano per meglio conversare con Maria.<br />
Ma il cardinale Mazzarino, e con lui la regina madre, non vedevano di buon occhio questa relazione (pur Mazzarino avendola inizialmente favorita), creando essa anche problemi politici. Fu così che Maria venne forzatamente fatta <strong>allontanare</strong> dalla corte francese (giugno 1659) mentre il re, col cuore spezzato, dovette sottostare agli obblighi dinastici <strong>sposando</strong> (giugno 1660) l’infanta Maria Teresa d’Asburgo, figlia di Filippo IV di Spagna.<br />
Maria venne poi <strong>fatta sposare</strong> a un nobile romano, Lorenzo Onofrio Colonna.<br />
Il matrimonio, celebrato per procura a Parigi il 15 aprile 1661, non fu certo felice, ognuno avendo poi nel tempo le proprie storie extraconiugali. </p>
<p>A Roma, dove andò a risiedere, la vita di Maria scorreva fra teatri e ricevimenti nel suo salotto in palazzo Colonna, vita mondana che ella frammezzava coi suoi interessi e studi astrologici, questi ultimi basati su testi arabi tradotti in latino, su testi di Johannes Kepler, Girolamo Cardano, Luca Gaurico e molti altri. </p>
<p>Stanca però di quel rapporto matrimoniale, spinta dalla sua sete di libertà, nel maggio del 1672 Maria <strong>fuggì</strong> segretamente in Francia, ma invece di trovare buona accoglienza ricevette l’ordine dal re o di tornarsene in Italia dal marito o di entrare in convento: accettò quest’ultima soluzione, ma vi rimase per pochi mesi ottenendo poi il permesso di stabilirsi a Lione. <strong>Inquieta</strong>, sentendosi non accettata, nel 1673 rientrò in Italia fermandosi a Torino, alla corte sabauda, dove venne ben accolta e dove passò tranquillamente alcuni mesi; ma anche da lì, dopo alcune contese avute col duca Carlo Emanuele II che l’esortava a tornarsene dal marito, Maria decise di andarsene. Si rifugiò a <strong>Madrid</strong>, lì avendo una vita non propriamente tranquilla, creando anche <strong>scandali</strong>, col risultato che si trovò costretta a ritirarsi in una casa attigua a un convento, situazione che fra alti e bassi si protrasse per molto tempo, fino a quando il marito, nel 1689, <strong>morì</strong>, lasciandola così libera di muoversi come meglio voleva.</p>
<p>Riacquistata la sua <strong>libertà </strong>decise comunque di rimanere a Madrid dove riuscì a occupare un ruolo importante presso la corte spagnola, ruolo che però, anni dopo, cambiati i tempi e cambiati gli equilibri di potere all’interno della corte, non era più visto di buon occhio. Fu così che nel 1702, vistasi emarginata, lasciò la Spagna e riprese a <strong>vagabondare</strong> per l’Europa seminando anche scandali per via delle sue storie amorose, del suo fare <strong>anticonformista</strong>, compromettendosi anche in storie politiche di <strong>spionaggio</strong>.</p>
<p>Maria Mancini fu una donna attiva, <strong>libera</strong>, <strong>indipendente</strong>, con una vita disordinata, portata comunque sia all’<strong>azione</strong> sia allo <strong>studio</strong>, alla riflessione. </p>
<p>Non sappiamo l’ora in cui nacque ma non si esclude un <strong>Ascendente</strong> nella prima decade dello <strong>Scorpione</strong>: nel suo <strong>Tema natale</strong> spiccherebbe allora una congiunzione <strong>Luna-Marte</strong> a fine Leone in <strong>Decima Casa</strong>, una congiunzione <strong>Venere-Urano</strong> in Bilancia in <strong>Dodicesima</strong>, il <strong>Sole</strong> in Decima in quadratura a <strong>Plutone</strong> in Settima, la <strong>Parte dei Nemici</strong> congiunta all&#8217;Ascendente.</p>
<p>Nel 1676, a Colonia, per i tipi di Pierre Marteau, apparvero le sue <strong>memorie apocrife</strong> dal titolo “<em>Mémoires de M.L.P.M.M. </em>[Madame La Princesse Marie Mancini, N.d.A] <em>Colonne G. Connétable du Royaume de Naples</em>” , dove ovviamente veniva calcata la mano sulle vicende più <strong>piccanti</strong> della sua vita in special modo coniugale.<br />
Maria Mancini, per dimostrare se non la propria <strong>innocenza</strong> in molte questioni e situazioni almeno che la sua vita non era poi così scandalosa come volevano le voci sul suo conto, si trovò costretta a scrivere lei la sua <strong>biografia</strong> che uscì l’anno dopo a Madrid col titolo: “<em>La Vérité dans son jour, ou les Véritables mémoires de M. Manchini, Connétable Colonne</em>”, tradotta poi in spagnolo lo stesso anno e stampata a Saragozza col titolo: “<em>La Verdad en su luz o, las Verdaderas memorias de Madama Maria Manchini, Condestablesa Colona</em>”.  Il testo vide poi la luce anche con il titolo: &#8220;<em>Apologie, ou les Veritables mémoires de madame Marie Mancini, connestable de Colonna, écrits par elle-même</em>&#8220;, edito a Leida nel 1678 «pour l’autheur, chés Jean van Gelder, a la Tortuë» .</p>
<p>La sua passione per l’<strong>astrologia</strong> si profuse invece in alcuni <strong>pronostici</strong> assai dotti e molto curati dal lato della ricerca, segno di una grande peraparazione ed erudizione, per esempio: “<em>Discorso Astrosofico Delle Mutationi De’ Tempi, E d’altri accidenti mondani dell’anno MDCLXXII. Di Madama Maria Mancini Colonna, Principessa Romana, Duchessa di Paliano, di Tagliacozzo, di Marino, &#038;c. e Gran Contestabilessa del Regno di Napoli</em>”, edito a Modena nel 1671, l’ultimo da lei scritto, avendo redatto il suo <em>Discorso Astrosofico</em> anche per i due anni precedenti e tutti con lo stesso titolo.</p>
<p>Gli ultimi anni della sua vita, stanca di tanto girovagare, li visse in casa di amici a <strong>Pisa</strong> dove si spense l’8 maggio 1715 venendo sepolta nella chiesa del Santo Sepolcro.</p>
<hr/>
Maggiori info su Maria Mancini nel mio libro &#8220;<em>Astrologia Italica</em>&#8220;.</p>
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		<title>Roy Charles Firebrace (1889-1974)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 22:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia siderale]]></category>
		<category><![CDATA[parte del successo]]></category>
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		<description><![CDATA[130 anni fa, il 16 agosto 1889 alle ore 17.00, nasceva ad Halifax (Nuova Scozia, Canada) l’astrologo Roy Charles Firebrace, fondatore dell’astrologia siderale. Ufficiale dell’esercito britannico si ritirò nel 1946 col grado di Brigadiere. Si interessò fin da giovane di astrologia e inizialmente fu attratto dagli studi pschici e spiritistici tale che divenne anche presidente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>130 anni fa, il 16 agosto 1889 alle ore 17.00, nasceva ad Halifax (Nuova Scozia, Canada) l’astrologo Roy Charles Firebrace, fondatore dell’<strong>astrologia siderale</strong>. </p>
<p><span id="more-3934"></span></p>
<p>Ufficiale dell’esercito britannico si ritirò nel 1946 col grado di Brigadiere. Si interessò fin da giovane di astrologia e inizialmente fu attratto dagli studi pschici e <strong>spiritistici</strong> tale che divenne anche presidente del <em>College of Psychic Studies of London</em>. Lavorò a stretto contatto con l’astrologo <strong>Cyril Fagan</strong> (1896-1970) e insieme gettarono le basi per quella che è l’astrologia siderale occidentale. Il 21 giugno 1958, insieme all’astrologo <strong>John Addey</strong> (1920-1982), fondò l’<em>Astrological Association</em>, l’associazione che raccoglie gli astrologi britannici, tuttora viva, diventandone il primo presidente con Addey segretario. Nel 1961 si dimise, passando le consegne ad Addey, e fondò la rivista &#8220;<em>Spica</em>&#8221; (ottobre 1961) che fu il principale motore per la crescita del movimento sideralista.</p>
<p>Fu un attento studioso e sperimentò anche nuove tecniche come le <strong>direzioni terziarie</strong>.<br />
Fra le sue pubblicazioni citiamo: &#8220;<em>Primer of Sidereal Astrology</em>&#8221; (1959), &#8220;<em>Wars in the Sidereal</em>&#8221; (1959), &#8220;<em>New Directions in Astrology</em>&#8221; (1959), &#8220;<em>Tertiary Directions</em>&#8221; (1960).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/08/Firebrace-e1565005814601.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/08/Firebrace-e1565005814601.jpg" alt="Firebrace" width="560" height="488" class="alignleft size-full wp-image-3937" /></a>
<p>Nel suo <strong>Tema natale</strong> troviamo il <strong>Sole</strong> congiunto a <strong>Saturno</strong> e al <strong>Vertex</strong>, tutti e tre congiunti poi alla <strong>Parte del Successo</strong>: ciò è indice di interessi per questioni esoteriche, occulte, “gotiche”.<br />
La <strong>Luna</strong> è in Terza Casa in Toro in trigono a <strong>Mercurio</strong> in Ottava Casa in Vergine, certo un notevole aiuto per lo studio di materie psichiche e/o psicologiche, per il mistero, l’aldilà.<br />
La sua <strong>anima</strong> veniva dalla <strong>Luna</strong>, segno inequivocabile di una predisposizione a interessi e studi legati all’inconscio pur questi approcciati con la “spirituale serietà” che si compete a un Ascendente Capricorno col Sole congiunto a Saturno.</p>
<p>Morì il 10 novembre 1974.</p>
<hr/>
Foto da: www.astronomytrek.com</p>
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		<title>Le Case Derivate: alcuni utilizzi</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 13:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[case derivate]]></category>

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		<description><![CDATA[La tecnica delle “Case Derivate” (ne ho già parlato qui) si rivela utile per dare nuovi spunti interpretativi: per esempio, l’ovvia situazione che si verifica in un Tema per cui una Casa si trova a essere in mezzo ad altre due, cioè ne ha una che le sta “dietro” e un’altra che le sta “davanti”, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La tecnica delle “Case Derivate” (ne ho già parlato <a href="http://www.renzobaldini.it/la-casa-di-dio/" rel="noopener" target="_blank">qui</a>) si rivela utile per dare nuovi spunti interpretativi: <span id="more-3953"></span></p>
<p>per esempio, l’ovvia situazione che si verifica in un Tema per cui <strong>una Casa</strong> si trova a essere <strong>in mezzo ad altre due</strong>, cioè ne ha una che le sta “dietro” e un’altra che le sta “davanti”, può tranquillamente essere tradotto secondo il sistema delle Case Derivate e utilizzato con buoni risultati ai fini interpretativi. </p>
<p>Infatti, se prendiamo una qualsiasi Casa come <strong>punto di partenza</strong> del ciclo delle Case, quella che le sta “dietro”, secondo il concetto delle Case Derivate, sarà sempre la sua <strong>Dodicesima</strong>, mentre quella che le sta “davanti” sarà sempre la sua <strong>Seconda</strong>. </p>
<p>Ora, siccome la <strong>Dodicesima</strong> Casa ha significati ed energie che <strong>bloccano</strong> o <strong>penalizzano</strong> (p.e. lunghe malattie e degenze, nemici occulti ecc.), mentre la <strong>Seconda</strong> ha significati ed energie che <strong>aiutano</strong> e <strong>incrementano</strong> (p.e. guadagni, aumenti, creare possessi ecc.), questo può essere preso come un buon riferimento per capire, magari attraverso i transiti, se ciò che una Casa significa viene penalizzato o viene incrementato.<br />
Per esempio, un transito in <strong>Sesta Casa</strong> può anche significare gravi problemi di salute al <strong>partner</strong> (la Sesta è la Dodicesima della Settima), mentre in <strong>Ottava</strong> può significare, per esempio, un incremento nei <strong>guadagni</strong> del <strong>partner</strong> (l’Ottava è la Seconda della Settima); oppure, un transito in <strong>Terza</strong> può anche farsi sentire con <strong>problemi</strong> che verranno vissuti in casa o per la <strong>casa</strong> (la Terza è la Dodicesima della Quarta), mentre un transito in <strong>Quinta</strong> potrebbe indicare buoni <strong>guadagni</strong> dalla <strong>vendita</strong> di un immobile (la Quinta è la Seconda della Quarta).<br />
Se fate attenzione a questo amplierete molto il campo della vostra interpretazione e capirete perché un transito di Marte in Seconda Casa si è manifestato non apportando i problemi economici che una signora temeva, ma causando disturbi di salute alla sorella (la Seconda è la Dodicesima della Terza).</p>
<p>Ovviamente ciò vale per qualsiasi altro riferimento “derivato”: per esempio, sappiamo che la <strong>Decima Casa</strong> racchiude in sé significati ed energie che hanno a che fare con la <strong>realizzazione</strong> e il <strong>successo</strong>, quindi se contiamo dieci Case da una qualsiasi Casa radicale potremo capire il successo o meno degli eventi rappresentati da questa Casa radicale, la loro realizzazione o verso cosa possono ambire.<br />
Alla domanda: “<em>Come si realizzerà il mio matrimonio?</em>” siccome il matrimonio si trova in <strong>Settima Casa</strong>, dovrò contare dieci Case partendo dalla Settima, arrivando così alla <strong>Quarta</strong>: il Segno sulla cuspide della Quarta Casa e lo stato del suo pianeta governatore mi daranno informazioni in merito all’evento.<br />
Questo vale sempre. Quindi, la Quarta Casa, oltre ai suoi significati tradizionali, ci informerà anche sul successo o meno nel matrimonio, ma anche negli altri eventi rappresentati dalla Settima Casa, come i contratti, le associazioni ecc.</p>
<p>Oppure prendiamo l’<strong>Ottava Casa</strong>, che include significati ed energie legate a <strong>crisi</strong>, <strong>trasformazione</strong> e <strong>morte</strong>; se contiamo otto Case da una qualsiasi Casa radicale potremo capire il modo e il motivo delle crisi toccanti gli eventi rappresentati da quella Casa.<br />
Rimanendo sempre al tema “matrimonio-contratti-associazioni”, se dalla Settima conto otto Case arrivo alla <strong>Seconda</strong>: ecco che nella Seconda Casa io troverò (oltre ai normali significati di “denaro-guadagni-possessi”) anche <strong>le crisi che toccano il matrimonio</strong>, la sua possibile morte (o la morte del partner), oppure le crisi nelle associazioni. </p>
<p>Ancora, pensiamo alla <strong>Quarta Casa</strong>, che ha a che fare con la “casa”, cioè con l’<strong>abitazione</strong>, e che comunque significa “da dove provengo”; se contiamo quattro Case da una qualsiasi Casa radicale potremo capire da dove proviene o dove abita ciò che quella Casa radicale rappresenta; se per esempio vi interessate di <strong>astrologia medica</strong> vi può essere utile studiare la <strong>Nona</strong> e la <strong>Terza</strong> Casa, che essendo rispettivamente la <strong>Quarta dalla Sesta</strong> e la <strong>Quarta dalla Dodicesima</strong> vi dice “dove abita” la malattia (o chi sono i “genitori” della malattia, ovvero da dove deriva); così, se avete l’asse Tre/Nove sull’asse <strong>Cancro/Capricorno</strong>, il <strong>seno</strong> e le <strong>ossa</strong> potranno diventare sede di disturbi, mentre se fosse sull’asse <strong>Leone/Acquario</strong> potranno essere colpiti il <strong>cuore</strong>, la <strong>circolazione</strong>, oppure il <strong>sistema nervoso</strong>. </p>
<p>Questa applicazione del concetto delle Case derivate &#8211; pur con le ovvie cautele del caso &#8211; è molto utile e la raccomando se non altro per ampliare il numero e il valore dei significati di ogni Casa.</p>
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		<title>L’asteroide (2736) Ops</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jul 2019 22:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quarant’anni fa, il 23 luglio 1979, veniva scoperto l’asteroide (2736) Ops dall’astronomo Edward Bowell dall’Osservatorio di Anderson Mesa, Flagstaff, Arizona. Si trovava nella costellazione dell’Acquario (AR 325° 52’, Decl – 01° 20’, Lat + 11° 38’). Ha un periodo orbitale di 3,46 anni. Classificazione: fascia principale. Il nome Ops o Opi (“potenza, ricchezza, facoltà di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quarant’anni fa, il 23 luglio 1979, veniva scoperto l’asteroide <strong>(2736) Ops</strong> dall’astronomo <strong>Edward Bowell</strong> dall’Osservatorio di Anderson Mesa, Flagstaff, Arizona. Si trovava nella costellazione dell’Acquario (AR 325° 52’, Decl – 01° 20’, Lat + 11° 38’). Ha un periodo orbitale di 3,46 anni. Classificazione: fascia principale.</p>
<p><span id="more-3925"></span></p>
<p><em>Il nome</em><br />
Ops o Opi (“potenza, ricchezza, facoltà di mezzi”) era la dea romana (ma di origini sabine) dell’<strong>abbondanza</strong>, della <strong>fortuna</strong>, della <strong>prosperità</strong>, protettrice dell’agricoltura e soprattutto del grano mietuto e riposto nei granai. Era considerata <strong>moglie</strong> di Saturno. In suo onore si celebravano due feste, una il 25 agosto nel tempio nel Foro, la dea chiamata <em>Opis Consiva</em> (“che semina, che pianta”), l’altra il 19 dicembre (<em>Opalia</em>), il terzo giorno dei Saturnalia, le feste dedicate a Saturno (<em>satus</em>, “semina”), come celebrazione della fine dell’anno agricolo. La dea veniva spesso raffigurata con in braccio una cornucopia.</p>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta (23.07.1979) l’asteroide <strong>(2736) Ops</strong> si trovava in moto retrogrado a 27° 40’ del Segno dell’<strong>Acquario</strong>. Nel cielo della sua scoperta spiccava una congiunzione <strong>Mercurio/Giove</strong>.</p>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
Per quanto si è potuto vedere, l’asteroide sembra conferire un ottimo piano mentale, <strong>intelligenza</strong>, capacità discorsive o letterarie, giovanilità, <strong>creatività</strong>, fascino, intuito, fantasia, ma anche <strong>volubilità</strong>, irruenza, <strong>individualismo</strong>; ovviamente tali qualità maggiormente marcate qualora l’asteroide si trovasse ad essere coinvolto in aspetti forti (congiunzioni ma anche opposizioni) con elementi personali o con gli angoli del Tema, mentre diverrebbero più soffuse in caso gli aspetti fossero armonici. Interessante anche il discorso “fortuna” o “abbondanza di mezzi”: anche se non sembra essere un elemento prioritario come si sarebbe portati a credere, tuttavia una posizione dell’asteroide in zone particolari del Tema potrebbe aiutare a raggiungere successo e fortuna (es. congiunto ai luminari, all’angolo orientale o superiore).<br />
<br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(2736) Ops</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
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		<title>Liber de homine</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/liber-de-homine/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Jul 2019 09:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[girolamo manfredi]]></category>

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		<description><![CDATA[545 anni fa, il 1° luglio del 1474, usciva in volgare a Bologna l’opera Liber de homine…[1], conosciuta anche come &#8220;Il libro dei perché&#8221; dato che ogni capitolo inizia con la parola Perché. L’autore era il grande astrologo bolognese Girolamo Manfredi. Era nato a Bologna nel 1430. Medico, filosofo e astrologo, si era laureato in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>545 anni fa, il 1° luglio del 1474, usciva in volgare a Bologna l’opera <em>Liber de homine…</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, conosciuta anche come &#8220;<em>Il libro dei perché</em>&#8221; dato che ogni capitolo inizia con la parola Perché.<br />
L’autore era il grande astrologo bolognese <strong>Girolamo Manfredi</strong>.</p>
<p><span id="more-3920"></span></p>
<p>Era nato a Bologna nel 1430. Medico, filosofo e astrologo, si era laureato in Filosofia nel 1455 allo Studio di Ferrara. Fu poi lettore presso lo Studio di Bologna di Logica, Filosofia, Medicina e Astrologia dal 1455 al 1493, anno della sua morte. Nel 1459 accedette anche gli ordini minori. Nel 1466, presso lo Studio di Parma, conseguì la laurea in Medicina. Fu con lui che lo Studio bolognese, nel 1476, iniziò la pubblicazione dei Pronostici e dei Taccuini astrologici, come possiamo leggere in un documento di quell’anno: «<em>ad Astronomiam de mane diebus continuis &#038; ordinariis, cum hoc quod faciat Judicium, &#038; Tacuinum</em>»<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.<br />
Fu tra i più rinomati astrologi dell’epoca, ricercato e conteso da varie personalità: </p>
<blockquote><p>[…] <em>il nostro Girolamo si applicò con tutta l’attività del suo talento a questo studio </em>[dell’astrologia, N.d.A]<em>, e sì vi riuscì che non v’era alcuno che lo eguagliasse, e da ciò per alcun tempo la sua famiglia fù chiamata dall’Astrologo, e con questi mezzi di Medicina, e di Astrologia divenne ricchissimo</em> […]<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>. </p></blockquote>
<p>Il <em>Liber de homine</em> è un famoso trattato in due libri di <strong>medicina astrologica</strong> e fisiognomica che tenne banco in ambito accademico fino al XVIII secolo. Un’opera nella quale in <strong>565 domande</strong> e relative <strong>risposte</strong> Manfredi cerca di spiegare i meccanismi della natura e il rapporto fra microcosmo e macrocosmo. Sono presenti quesiti che toccano vari argomenti, per esempio questo sulla nocività del vino annacquato: </p>
<blockquote><p><em>PERCHE laebrieta ch procede dalvino adaquato e piggiore e piu difficile dacurare cha laebrieta delvino puro.<br />
EL VINO adaquato come e stato dicto e piu penetrativo e penetra in piu luoghi angusti ch ilvino puro: Imperho lanatura non puo caziarlo cussi ben fuora per levie de la urina o per altri luoghi deputati como ilvino puro e questa e la casione ch l vino aquato sta piu nel corpo ch ilvino puro: Unde la sua ebrieta dura piu ch quella delvino puro. Una altra casione de cio, e chl’ vino puro piu tosto se digeste ch l vino adaquato perch e piu caldo chel vino adaquato</em> […] (f. 31v).</p></blockquote>
<p>Tratta anche delle varie parti del corpo e di come esse vanno a influire sulla vita, la salute, il carattere e la psicologia dell’individuo, per esempio: </p>
<blockquote><p><em>PERCHE lemano molto curte significano stultitia e lemano molto lunghe significano lhuomo esser tyramno.<br />
LABREVITA d’lamano procede dafrigidita: come la lunghezza procede da calidita; Chi ha adonque lamano tropo curta ha lacomplexione molto freda e lihumori molto grossi deche procede rudita de intellecto: come e stato dicto. E latyramnia procede da molta calidita che fa lhuomo instabile nele sue fantasie e fallo cupido e desiderare quel che non de e fallo etiam crudele</em> […] (f. 95r);</p></blockquote>
<p>oppure:</p>
<blockquote><p><em>PERCHE colui che ha lavoce grande &#038; alta e audace.<br />
LAVOCE grande &#038; alta procede da calidita de cuore come e stato dicto e dala calidita del cuore proced’audacia. Anch lacalidita e casione de amplificare e allargare lacanna del pulmone dach proced’ lavoce grande</em> (f. 104v).
</p></blockquote>
<p>Manfredi morì a Bologna nell’estate del 1493 nella sua casa in vicolo Gangaiolo delle Pugliole (oggi via de’ Griffoni) e volle per sé un funerale solitario, di notte, senza corteo. Venne poi sepolto nell’attigua chiesa di Santa Margherita, oggi scomparsa<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Titolo dell’opera: <em>Liber de Homine: cuius sunt libri duo. Primus Liber de conservatione sanitatis. Liber Secundus de causis in homine circa compositione eius</em>, Bononiae Impressum per me Ugonem Rugerium et Doninum [sic] Bertochum Regienses Anno Domini. M.CCCC.LXXIIII. Die. Prima Iulii. L’opera è presente nella Bibliothèque Nationale de France (collocazione: Tolbiac-Rez-de-jardin-magasin: RES-TC11-2). Si veda anche: G. MANFREDI, <em>Liber de homine. Il Perché</em>, a cura di Anna Laura Trombetti Budriesi e Fabio Foresti, Luigi Parma, Bologna 1988.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] GIOVANNI FANTUZZI, <em>Notizie degli scrittori bolognesi</em>, 9 voll., Stamperia di San Tommaso d’Aquino, Bologna 1781-1794, vol. V, p. 196.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] G. FANTUZZI, <em>ibidem</em>.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] ANNA LAURA TROMBETTI BUDRIESI, <em>Girolamo Manfredi: Magister di Medicina e Astrologia</em>, in Atti del 7° Congresso Nazionale di Astrologia “<em>La disciplina astrologica nel passato universitario e nella cultura attuale</em>”, promosso dal C.I.D.A. (Centro Italiano di Astrologia), Palazzo d’Accursio, Bologna, 15-16 aprile 1989, p. 94.<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
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		<title>Charles Vouga 1889-1963</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 22:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia dell'anima]]></category>
		<category><![CDATA[germaine holley]]></category>
		<category><![CDATA[inconscio]]></category>
		<category><![CDATA[maestro spirituale]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi ricorrono i centotrenta anni dalla nascita di Charles Vouga, astrologo innovativo e pensatore originale. Era nato il 22 giugno 1889 alle ore 22.00 a New York da padre svizzero e madre inglese. I genitori si divisero presto e lui passò l’infanzia e l’adolescenza a Ginevra, in Svizzera, nella famiglia del padre. Negli anni ’30 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ricorrono i centotrenta anni dalla nascita di Charles Vouga, astrologo innovativo e pensatore originale. Era nato il 22 giugno 1889 alle ore 22.00 a New York da padre svizzero e madre inglese. </p>
<p><span id="more-3914"></span></p>
<p>I genitori si divisero presto e lui passò l’infanzia e l’adolescenza a Ginevra, in Svizzera, nella famiglia del padre. Negli anni ’30 ritornò negli Stati Uniti, a Washington. Lì si pagò da vivere tenendo lezioni di francese. Nel frattempo si avvicinò alle idee teosofico-esoteriche di <strong>Alice Bailey</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Da qui il passo verso l’astrologia fu breve, anche perché favorito dal “destino”: un giorno per ripararsi dalla pioggia si mise a ridosso di una porta sotto un piccolo tetto; sentendo delle voci che arrivavano dall’interno socchiuse la porta e si ritrovò in una sala dove qualcuno stava tenendo una conferenza di astrologia; aspettando che smettesse di piovere si mise in fondo alla sala ad ascoltare: rimase folgorato da ciò che stava sentendo. </p>
<p>Da lì iniziò il suo viaggio di astrologo e soprattutto di studioso dei meccanismi celesti, del destino, della psiche e della coscienza umana studiando matematica, astronomia, scienze esoteriche. Collaborò anche con una medium che gli trasmise per anni i messaggi del suo <strong>maestro spirituale</strong> – che per inciso, letto il suo Tema natale con l’<strong>astrologia dell’anima</strong>, era rappresentato da <strong>Giove</strong>. </p>
<p>Col tempo produsse una propria teoria astrologica che lega il cielo all’evoluzione della coscienza personale e in cui entrano come elementi principali i tre pianeti moderni, Urano, Nettuno e Plutone; soprattutto quest’ultimo, scoperto da poco, diverrà il suo campo principale d’indagine: fu lui a “scoprire” che il ruolo di <strong>Putone</strong> è quello di portare fuori, alla luce, ciò che si trova nella nostra “cantina”.<br />
Curiosità: Vouga dava a Plutone il domicilio in <strong>Pesci</strong>. </p>
<p>Negli anni ’50 rientrò in Europa tenendo conferenze in varie città. A Parigi, nel 1954, l’incontro del destino: conosce l’astrologa <strong>Germaine Holley</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> che diverrà la sua compagna e che lo spronerà a scrivere l’unico suo libro: “<em>Astrologie Expérimentale. La Signification des Aspects majeurs et de leur puissance. Document I</em>” (Chez l’Auteur, Lausanne, 1961, poi Éditions Traditionelles, 1963). Tutto ciò che di pubblicato abbiamo di Vouga lo si deve all’impegno di Germaine che con pazienza registrò e trascrisse le sue numerose conferenze. Ella divenne poi, dopo la morte di lui, la <strong>continuatrice</strong> degli studi e delle ricerche astrologico-spirituali che insieme avevano portato avanti. </p>
<p>Vouga morì a Vevey, Svizzera, il 21 maggio 1963. </p>
<p>Qui sotto il suo Tema natale.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/06/Vouga-e1560776478347.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/06/Vouga-e1560776478347.jpg" alt="Vouga" width="550" height="483" class="aligncenter size-full wp-image-3913" /></a></p>
<p>Come detto il suo <strong>Maestro Spirituale</strong>, seguendo le regole dell’<strong>astrologia dell’anima</strong> da me trovate, è rappresentato da <strong>Giove</strong>.<br />
La sua <strong>anima</strong> invece proveniva dalla <strong>Luna</strong>, quindi un’anima predisposta allo studio dell’<strong>inconscio</strong> seppur questo approcciato con strumenti “razionali”: ciò dipende dal fatto che le anime che provengono dalla Luna sono sì, per loro natura, esperte dei moti dell’inconscio ma è come se ne avessero <strong>paura</strong> – ma è anche per questo che vengono fatte incarnare – come se, metaforicamente parlando, fossero dei bravissimi istruttori di nuoto che però temono l’acqua, quindi bravi a insegnare a nuotare ma incerti e talvolta paurosi quando si tratta di scendere loro in acqua: una contraddizione in termini? Ebbene sì.<br />
Ma quest’anima è stata affidata a <strong>Giove</strong>, così che il tragitto che a quest’anima viene fatto fare, cioè dalla Luna a Giove per essere da quest’ultimo istruita, è un tragitto <strong>cancerino</strong> (Luna più Giove uguale Cancro visto che la prima ha lì il domicilio e il secondo l’esaltazione), e consideriamo che Vouga era del Cancro: ciò indica che a quest’anima è stata data la possibilità di “ripetere la classe” per poter meglio assimilare alcuni concetti e prendere dimestichezza con l’inconscio non solo personale: Giove è fiducia in se stesso e nelle proprie capacità. </p>
<p>E sarà un donna – Germaine – a supportarlo in questi studi e in questa ricerca, una donna la cui anima aveva anche lei Giove come Maestro Spirituale.<br />
Gli incontri non sono mai casuali, ma qui viene da pensare a maggior ragione quasi Germaine fosse stata a sua insaputa una “agente del destino” messa sulla strada di Vouga dal suo Maestro Spirituale. Piace crederlo visto il grande contributo che insieme hanno dato all’astrologia. Quella vera.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Alice Bailey nacque il 16 giugno 1880 alle ore 07.32 a Manchester, Gran Bretagna. Morì il 15 dicembre 1949 a New York, USA.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Germaine Holley nacque l’8 ottobre 1904 alle ore 18.00 a Besançon, Francia. Morì il 7 febbraio 1995.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Religione e Spiritualità</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 17:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Giove]]></category>
		<category><![CDATA[misticismo]]></category>
		<category><![CDATA[nettuno]]></category>
		<category><![CDATA[pesci]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Si dice che il Segno dei Pesci sia quello più vicino al concetto di misticismo. Perché? Perché in esso abbiamo Giove e Nettuno. Ma li abbiamo anche in Sagittario, nono Segno analogico alla Nona Casa, così come i Pesci sono analogici alla Dodicesima Casa; queste due Case sono i luoghi “terrestri” di Giove e Nettuno, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che il Segno dei <strong>Pesci</strong> sia quello più vicino al concetto di <strong>misticismo</strong>. Perché? Perché in esso abbiamo <strong>Giove</strong> e <strong>Nettuno</strong>. <span id="more-3901"></span></p>
<p>Ma li abbiamo anche in <strong>Sagittario</strong>, nono Segno analogico alla <strong>Nona Casa</strong>, così come i Pesci sono analogici alla <strong>Dodicesima Casa</strong>; queste due Case sono i luoghi “terrestri” di Giove e Nettuno, così come Sagittario e Pesci sono i loro luoghi “celesti”. Gli antichi chiamavano la Nona Casa “Dio”, così che la Dodicesima – utilizzando la tecnica delle Case Derivate – diventa la “casa di Dio”, dove abita Dio<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<br />
Giove e Nettuno, quindi, e possiamo vedere <strong>Giove</strong> come <strong>religione</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> e <strong>Nettuno</strong> come <strong>spiritualità</strong>. </p>
<p>Qualcuno obietterà che religione e spiritualità sono un po’ la stessa cosa. Non proprio: diciamo che sono due termini che, pur legati tra loro, indicano due concetti che guardano <strong>in due direzioni diverse</strong> – come i due pesci del Segno omonimo – o che “lavorano” su due livelli diversi: la religione parla di un <strong>dio</strong> e del <strong>legame</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a> che una persona ovvero un popolo ha con esso e che si esprime in una serie di credenze, di pratiche e di riti. </p>
<p>Da parte mia ho sempre sentito le <strong>religioni</strong>, ovvero il legarsi a una divinità, come un <strong>punto</strong> che l’essere umano mette alla fine di un discorso che non sa come – o non può o non vuole – continuare: non potendo o non riuscendo a dare una risposta al “da dove viene tutto questo” ci si mette un punto – che chiamiamo Dio – e il discorso finisce lì.<br />
Rimanendo in metafora posso dire che invece la <strong>spiritualità</strong> non è un punto messo a chiusura del discorso ma è un <strong>punto interrogativo</strong> che anela a diventare un <strong>punto esclamativo</strong>. </p>
<p>La spiritualità (Nettuno) <strong>ti aiuta a essere</strong>: essere in sintonia con l’universo, essere in fusione con il Tutto. La religione (Giove) <strong>ti porta ad avere</strong>: avere tranquillità, avere protezione, avere certezze. Essere e avere, insomma. Viene in mente l’omonimo libro del filosofo e psicanalista tedesco <strong>Erich Fromm</strong><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a> dove viene descritta la diversa modalità di approccio a un fiore e alla sua bellezza attraverso due composizioni poetiche, una del poeta inglese del XIX secolo Alfred Tennyson<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a> e l’altra del poeta giapponese del XVII secolo Matsuo Bashō<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>: il primo, Tennyson, è l’Uomo “Avere”, che deve possedere il fiore quindi lo coglie e lo fa suo; il secondo, Bashō, è l’Uomo “Essere”, che si limita a guardarlo contemplandone la bellezza, godendo di questo e introiettando questa bellezza dentro se stesso per immaginare altri orizzonti.<br />
Giove e Nettuno, insomma. Religione e spiritualità.</p>
<p>Il reverendo <strong>Paul Galea</strong>, direttore del Dipartimento di Teologia Pastorale della Facoltà di Teologia dell’Università di Malta, così scrive: </p>
<blockquote><p><em>Il termine religiosità sottolinea l’aderenza che una persona ha a valori e pratiche proposte da un’istituzione religiosa e a prescrizioni rituali organizzate. La spiritualità, invece, ha le caratteristiche di una ricerca più aperta e libera; implica un senso di trascendenza non necessariamente identificato con Dio, un senso di universale unità con gli altri e con il mondo, una ricerca di significato che non richiede necessariamente una partecipazione e obbedienza a rituali o ad una dottrina codificata.</em><a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>  </p></blockquote>
<p>Questa spiegazione di Galea su come possiamo intendere la religione e la spiritualità non fa una piega, come si suol dire, e la sottoscrivo.</p>
<p>Non mi sono mai accontentato delle risposte preconfezionate e frettolose in ambito religione: il mettere subito quel “punto” a chiudere il discorso mi sa troppo di resa. Non mi va di adorare un <strong>Punto</strong>. Non voglio che Dio sia un punto messo lì <strong>a chiudere il discorso</strong>; anzi: voglio che questo discorso me lo apra non che me lo chiuda, perché se me lo apre è <strong>spiritualità</strong>, se me lo chiude è <strong>religione</strong>.<br />
D’altronde la religione è degli uomini, la spiritualità è di Dio. La spiritualità unisce, le religioni <strong>dividono</strong>, con tutti i danni poi che quest’ultime producono; ogni tribù, ogni popolo si è costruita la propria religione e ognuno si sente nel giusto: “la mia religione è più bella della tua”, “io sono nel giusto e voi siete gli infedeli”. Chissà perché poi gli stupidi sono sempre gli altri. Sono gli altri che sono infedeli; sono gli altri che non hanno la giusta religione; “la mia è meglio della tua”; “dio è con me”; “il mio dio è meglio del tuo”. Come da bambini, quando litigavamo coi nostri coetanei e dicevamo: «Ora chiamo mio babbo e vedi quante te ne dà»; oppure, per farci grandi: «Il mio papà è più bravo e più forte del tuo». </p>
<p>Da giovane credevo nella nostra capacità di migliorare, nella nostra bontà, poi col crescere mi sono reso conto che l’essere umano, se lasciato a sé, <strong>non riga dritto</strong>. Non ce la fa proprio. Non è nella sua natura<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>. Mi sono quindi detto che molto probabilmente le religioni sono state create anche per questo, per far rigare dritti gli esseri umani perché se lasciati a sé non lo fanno; lo asseriva anche il filosofo e astrologo mantovano <strong>Pietro Pomponazzi</strong> (1462-1525) che diceva che visto che l’uomo è di per sé un essere grossolano e portato più al male che al bene, può essere spronato verso azioni virtuose solo in due modi: o dandogli la speranza di un premio eterno o mettendogli addosso la paura dei castighi eterni. </p>
<p>D’altronde se si parte qui dalla Terra si arriva al pianeta Giove passando da Marte – conflitti, guerra, odio –, mentre per arrivare a Nettuno si passa da Saturno e Urano, pianeti dell’Acquario. Qualcosa vorrà dire, no?</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ho scritto un post che spiega questo concetto: lo potete leggere <a href="http://www.renzobaldini.it/la-casa-di-dio/" rel="noopener" target="_blank">QUI</a>.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] «Il nome italiano Giove è palesemente legato a <em>Jovis</em>, il genitivo di <em>Juppiter</em>. E la forma latina Juppiter […] è nata da una formula di invocazione, <em>dyeu peter</em> (indoeuropeo) che vuol dire <em>Cielo padre!</em> e corrisponde esattamente al vocativo greco <em>Zeû páter</em>. Vicino a Juppiter si è conservata la forma <em>Diespiter</em>, corrispondente al vedico <em>dyauh pita</em>. <em>Dyeu</em> e <em>dyauh</em>, poi, si legano alla radice <em>div</em> (che richiama la luminosità del cielo) e dà, in sanscrito, la forma <em>deva</em>, e da cui deriva il latino <em>deus</em>, italiano Dio» (ANTONINO ANZALDI-LUIGI BAZZOLI, <em>Dizionario di astrologia</em>, Rizzoli, Milano 1988, p. 194).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Il termine religione verrebbe dal latino <em>religāre</em>, “unire insieme, legare” (LATTANZIO, <em>Divinarum Institutionum</em>, IV, XXVIII). Altri danno altri significati, come <em>relegěre</em>, “scegliere, leggere, ascoltare” (CICERONE, <em>De natura deorum ad M. Brutum liber secundus</em>, 28,72) oppure<em> religěre</em>, “scegliere di nuovo” (AGOSTINO, <em>De Civitate Dei contra paganos libri viginti duo</em>, X, 3,2).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] E. FROMM, <em>Avere o essere?</em>, Mondadori, Milano 1982.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] «Fiore che spunti dal muro screpolato / Io ti colgo dalla fessura / Ti tengo qui, la radice e tutto, nella mia mano / Piccolo fiore – ma se potrò capire / ciò che sei, la radice e tutto, e tutto in tutto, / saprò che cosa sono Dio e l’uomo.» (A. TENNYSON). <a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] «Se guardo attentamente / vedo il nazuna in fiore / presso la siepe!» (M. BASHŌ).<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] P. GALEA, <em>Il seminarista tra religiosità e spiritualità</em>, in: «3D Tredimensioni. Psicologia. Spiritualità. Formazione», rivista dell’Istituto Superiore per Formatori collegato all’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana di Roma, anno VII, n. 3, Settembre-Dicembre 2010, p. 248.<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] Ho scritto un post in tal senso: lo potete leggere <a href="http://www.renzobaldini.it/ma-siamo-normali/" rel="noopener" target="_blank">QUI</a>.<a href="#testo8">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: www.whats-your-sign.com</p>
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		<title>John Couch Adams 1819-1892</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 22:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Duecento anni fa, il 5 giugno 1819, nasceva a Laneast (Cornovaglia) il matematico e astronomo John Couch Adams, lo sfortunato scopritore, insieme al più fortunato Urbain Le Verrier, del pianeta Nettuno. Sfortunato perché fu certamente una strana e fumosa vicenda quella della scoperta di Nettuno (e non poteva essere altrimenti). Tutto iniziò nel 1821 quando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Duecento anni fa, il 5 giugno 1819, nasceva a Laneast (Cornovaglia) il matematico e astronomo John Couch Adams, lo sfortunato scopritore, insieme al più fortunato Urbain Le Verrier, del pianeta <strong>Nettuno</strong>.<span id="more-3890"></span></p>
<p>Sfortunato perché fu certamente una strana e fumosa vicenda quella della scoperta di Nettuno (e non poteva essere altrimenti).</p>
<p>Tutto iniziò nel 1821 quando l’astronomo francese <strong>Alexis Bouvard</strong> (1767-1843), cercando di calcolare l’orbita di <strong>Urano</strong>, si accorse che questa presentava delle <strong>deviazioni</strong> rispetto a una normale orbita ellittica. Dopo svariati fallimenti nel trovare il motivo di questo si fece largo in alcuni astronomi l’idea che le anomalie dell’orbita di Urano potessero essere causate dall’<strong>attrazione gravitazionale</strong> di un altro pianeta. </p>
<p>Anni dopo, un giovane astronomo e matematico francese, <strong>Urbain Le Verrier</strong> (1811-1877), e un altrettanto giovane astronomo e matematico inglese, <strong>John Couch Adams</strong>, all’insaputa l’uno dell’altro si misero alla ricerca, sfornando calcoli su calcoli, di questo fantomatico pianeta.<br />
La tenacia fu premiata. <strong>Adams </strong>trovò la posizione del pianeta qualche <strong>mese prima</strong> di Le Verrier (nell’ottobre del 1845, mentre Le Verrier nell’agosto 1846), ma sfortunatamente l’astronomo reale al quale Adams comunicò i suoi calcoli, Sir George Biddell Airy, fu piuttosto <strong>scettico</strong> e non dette il giusto peso alla cosa.<br />
Più fortunato fu invece <strong>Le Verrier</strong> che mandò i suoi calcoli a Berlino dove l’astronomo <strong>Johann Gottfried Galle</strong> (1812-1910), grazie ad essi, riuscì effettivamente a trovare il <strong>23 settembre 1846 alle 23.05</strong> il nuovo pianeta.</p>
<p>Inutili le <strong>proteste</strong> del povero Adams che essendo uomo tranquillo non insistette più di tanto. Fu così che la <strong>paternità</strong> della scoperta di <strong>Nettuno</strong> venne data a <strong>Le Verrier</strong> e a <strong>Galle</strong>. Solo successivamente si convenne, anche per questioni politiche tra Francia e Inghilterra, di <strong>accostare</strong> il nome di <strong>Adams</strong> a quello di Le Verrier. </p>
<p>La poca ambizione e l’amore per la ricerca e lo studio fecero addirittura <strong>rifiutare</strong> ad Adams il <strong>cavalierato</strong> che la <strong>regina Vittoria</strong> voleva concedergli (1847), dicendo che non amava apparire e che tale carica l’avrebbe comunque costretto a frequentare luoghi e circoli per i quali occorrevano bei vestiti e spese che andavano ben oltre il suo budget.<br />
Adams era molto interessato agli studi sul <strong>mesmerismo</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> e l’<strong>occultismo</strong>.<br />
Morì a Cambridge il 21 gennaio 1892.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Teoria elaborata dal medico tedesco Franz Anton Mesmer (1734-1815), seguace delle teorie di Paracelso, relativa alla presenza di un “fluido magnetico” che emanava dagli esseri umani e che poteva essere usato per curare alcune malattie.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>La domificazione “Placido”: un suo eccellente precursore</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2019 22:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella costruzione di un Tema natale la domificazione che va per la maggiore è quella del monaco olivetano perugino Placido Titi (1603-1668). Ma questa era una domificazione già pensata – seppur pochissimo divulgata e conosciuta – molto tempo prima di Placido. Vi fu infatti un astrologo che in una sua opera presentava, settant’anni prima del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella costruzione di un Tema natale la <strong>domificazione</strong> che va per la maggiore è quella del monaco olivetano perugino <strong>Placido Titi</strong> (1603-1668). Ma questa era una domificazione già pensata – seppur pochissimo divulgata e conosciuta – molto tempo prima di Placido. </p>
<p><span id="more-3893"></span></p>
<p>Vi fu infatti un astrologo che in una sua opera presentava, <strong>settant’anni prima</strong> del monaco olivetano, questo tipo di domificazione. Si tratta di <strong>Girolamo Diedo</strong>.<br />
Matematico, astronomo e astrologo, era nato a Venezia il 4 novembre 1535 in una famiglia con pochi sostegni economici, ciò che comunque non gli impedì di formarsi una solida base culturale e scientifica grazie alle sue doti innate, alla sua perspicacia e intelligenza.<br />
Fu allievo del medico, astronomo e astrologo veronese <strong>Annibale Raimondo</strong> (1505-1591).<br />
Nel 1559, a Venezia, ebbe modo di conoscere l’astrologo fiorentino <strong>Francesco Giuntini</strong> (1522-1590) il quale ebbe molta importanza nella sua formazione astrologica.<br />
Ben presto le sue qualità umane e diplomatiche vennero riconosciute e non fece fatica a entrare in politica diventando senatore della Repubblica e consigliere della Serenissima a Corfù. Ricoprì anche molte cariche dello Stato diventando di volta in volta provveditore ai Beni inculti (cioè magistrato per le grandi bonifiche), provveditore agli Ori e Monete, poi senatore, provveditore alle Fortezze, provveditore alle Artiglierie, ecc. </p>
<p>L’opera a cui prima accennavo si intitola “<em>L’Anatomia Celeste del clarissimo signor Girolamo Diedo Nobile Venetiano, dove s’insegna il partir le case della Figura Astrologica…</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, edita a Venezia nel 1593 ma scritta molto prima visto che il libro inizia con una dedica del 10 aprile 1584 a Francesco Giuntini (forse questa una seconda edizione?), dedica nella quale Diedo fa sì gli elogi al suo vecchio maestro per l’uscita della sua opera “S<em>peculum astrologiae</em>”, ma anche si duole di non aver trovato in così grande opera ciò che sperava di trovare; perciò, continua, s’era adoperato lui stesso a scrivere qualcosa in merito, anche se non era poi tanto sicuro di portare avanti tale impresa più che altro per i tanti impegni politici, cosa che invece venne fatta soprattutto per le tante insistenze del suo maestro Annibale Raimondo. </p>
<p>In quest’opera Diedo espone un tipo di domificazione del Tema natale che basandosi sul <strong>movimento delle ore</strong> anticiperà di settant’anni quello più famoso di Placido Titi.</p>
<p>E però così come il sistema placidiano può dirsi debitore di quello del Diedo, così questo lo è delle idee e delle tesi dell’astronomo e filosofo ebreo spagnolo <strong>Abrāhām ibn ‘Ezrā</strong> (1092-1167) che aveva trattato di tale metodo di domificazione nel suo “<em>Liber de rationibus tabularum</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, pur nessuno dei due facendo accenno a chi l’aveva preceduto, né Placido di Diedo né questi di ibn ‘Ezrā, anche se Diedo chiama <strong>tolemaico</strong> il suo sistema, cioè asserisce che<strong> Tolomeo</strong>, pur non esplicitamente, pensava ad un sistema di domificazione basato sul movimento delle ore: </p>
<blockquote><p>[…] <em>altro modo non troveremo (s’io non m’inganno con gli altri) che tanto ragionevol sia (come io con la gratia del Signor Dio son per dimostrare) quanto quello accennato da Tolomeo</em> […] <em>ch’altro intendimento non è stato il suo, se non, ch’ella</em> [la domificazione, N.d.A.] <em>si faccia per via dell’alterato movimento dell’ore</em> […]<em>, ed esse</em> [le Case, N.d.A.] <em>trovansi lontane l’una dall’altre, da una per ore 2, da un’altra per ore 4, da due per 6; da una per 8, da un’altra per 10; &#038; da una solamente per 12. L’undecima casa, per darne l’essempio, s’allontana dalla duodecima per ore 2; dalla ottava, e parimente dalla seconda per 6; dalla terza per 8, dalla sesta per 10, e dalla quinta suo opposito punto per 12</em> (libro I, cap. I, foll. 4v-5r). </p></blockquote>
<p>Ovviamente tratta di ore temporali, ascensioni rette, ascensioni oblique e <strong>ascensioni miste</strong>, termine quest’ultimo da lui <strong>inventato</strong>:</p>
<blockquote><p><em>A questa ascensione</em> [si riferisce all’ascensione retta di un ipotetico Medio Cielo pari a 216° 36’, N.d.A.] <em>io dono 30 gradi, come fa il Monteregio</em> [cioè l&#8217;astrologo tedesco Regiomontano, N.d.A.]<em>, e nascono 246 gradi, e 36 minuti, chiamati da lui l’ascensione obliqua della XI casa; laquale ascensione (parendomi con poca ragione essere nominata obliqua, non ci essendo altra ascensione, che propiamente così nominar dobbiamo per eccellenza, che le parti dell’Equatore, poste nell’Oriente per rispondere ad ogni punto del Zodiaco, venuto, ò presupposto in quel luogo) ho quì voluto chiamarla mista, essendo in un certo modo composta di gradi retti, e d’obliqui</em> […]<em>. Con la predetta ascensione mista della XI stanza io rassommo 30 gradi, e formo l’ascensione mista della XII casa di 276 gradi, e 36 minuti, à quali aggiunti 30 gradi, ritruovo l’ascensione obliqua dell’ascendente di 306 gradi, e 36 minuti</em> (libro I, cap. III, fol. 9v).</p></blockquote>
<p>A fine opera sente anche il dovere di scusarsi con i propri lettori, nonostante la ricercatezza nello scrivere, per non aver rispettato fino in fondo la <strong>lingua toscana</strong>: </p>
<blockquote><p><em>Prima, che si venga alla tavola delle cose principali, spiegate in questo Libro, ci occorre d’aggiungere agli studiosi, che, essendosi quà entro trattato solamente d’arte arimetica, e di scienza astrologica, non si è posta molta cura di essere isquisiti nella lingua toscana, si come non si è ancora usato gran diligenza nell’ortografia, havendosi anzi scritto alcune parole ora in un modo, &#038; ora in un altro; e tra l’altre, la perchè, la perciochè, e simili, si sono da principio stampate in questo modo con l’accento grave, come è piaciuto ad alcuni, parendo, che la pronuntia lo richieda</em> […] (fol. 213r).</p></blockquote>
<p>Diedo morì a Venezia il 2 agosto 1615. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Titolo dell’opera: <em>L’Anatomia Celeste del Clarissimo Signor Girolamo Diedo Nobile Venetiano, dove s’insegna il partir le case della Figura Astrologica, il cercar le direttioni, e l’adeguar gli aspetti de’ pianeti, per la misura del moto dell’Ore d’ogni punto del Zodiaco, regolato dal corso dell’Equatore; divisa in due libri. Ne’ quali sono, infra l’altre, alcune Tavole Astronomiche di mirabile inventione; e si veggiono ancora in ogni parte del Cielo gli essempi di tutte le maniere di esse direttioni: Leggendovisi appresso molte cose dignissime, e forse non più trattate per a dietro nella nobilissima scuola dell’Astrologia, nuovamente posti in luce</em>, In Venetia, MDXCIII. Appresso Damiano Zenaro. L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (collocazione: MAGL.5.5.384).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Cfr. <em>El libro de los fundamentos de las Tablas Astronómicas de R. Abraham Ibn ‘Ezra</em>, edición crítica, con introducción y notas por JOSEP MARIA MILLÀS VALLICROSA, Madrid-Barcellona, Consejo Superior de Investigaciones Cientificas, Instituto Arias Montano, 1947.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Un libro &#8220;pericoloso&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2019 07:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1549 veniva dato alle stampe un libro che nella Roma papalina dell’epoca fece molto scalpore e che mise nei guai il suo autore. Questi si chiamava Fortunio Affaitati. Era nato a Cremona nel 1510[1]. Medico, matematico, teologo, filosofo e astrologo, nacque in una famiglia di banchieri e commercianti ma non seguì per nulla le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1549 veniva dato alle stampe un libro che nella Roma papalina dell’epoca fece molto scalpore e che mise nei guai il suo autore. Questi si chiamava <strong>Fortunio Affaitati</strong>. Era nato a Cremona nel 1510<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p>
<p><span id="more-3885"></span></p>
<p>Medico, matematico, teologo, filosofo e <strong>astrologo</strong>, nacque in una famiglia di banchieri e commercianti ma non seguì per nulla le orme familiari attratto com’era dagli studi medici, dall’investigazione, dall’astrologia. Un ribelle, un “uraniano”.<br />
Da tempo Affaitati viveva a Roma e lì ebbe modo di farsi conoscere ai più con un <strong>trattato</strong> che, dedicato a papa Paolo III (Alessandro Farnese) che molto lo stimava e che finché era in vita lo protesse, fomentò <strong>polemiche</strong> a non finire attirandosi critiche da filosofi e teologi venendo altresì preso di mira dall’<strong>Inquisizione</strong>: il titolo di questo lavoro è “<em>Phisicae ac Astronomicae considerationes…</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Ma di cosa parlava questo libro? Di argomenti inusuali e soprattutto audaci per l’epoca, con tesi assai ardite e, appunto, <strong>pericolose</strong>: ad esempio nel primo capitolo, dal titolo “<em>De Androgino a se ipso concipiente</em>”, dove cerca di provare, adducendo a certi tipi di <strong>androginia</strong>, la possibilità che alcune donne possano <strong>concepire senza l’aiuto dell’uomo</strong>, tesi certo ardita per l’epoca ma che soprattutto fece tremare i polsi alla <strong>Chiesa</strong>. Perché? Beh, perché questo avrebbe messo in discussione, dicevano molti, nientemeno che la <strong>verginità della Madonna</strong> (e pur mai esplicitandolo nel testo, Affaitati sotto sotto lo suggerisce).</p>
<p>Ma non solo questo, perché nell’ultimo capitolo, intitolato “<em>De naturali animarum reditu in cadavera</em>”, discute addirittura del fatto che un <strong>cadavere</strong> possa essere, con mezzi naturali, <strong>riportato alla vita</strong>: e il miracolo di Gesù che resuscita Lazzaro? Rischiava di non esserlo. </p>
<p>Oltre a questi vi erano anche capitoli eminentemente <strong>astrologici</strong>, come “<em>De vi synodorum et eclypsium</em>”, dove parla delle cause e delle conseguenze dell’eclisse solare del 12 novembre 1547; oppure “<em>De mensibus attendendis in conceptu</em>”, dove parla, a livello astrologico, delle nascite al di fuori del nono mese; o ancora “<em>De varia gemellorum fortuna</em>”, dove tratta della diversità di destino dei gemelli causa il diverso ascendente<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.<br />
Ma per la Chiesa il vaso era già colmo: si doveva fare qualcosa.</p>
<p>Nel 1550, dopo la morte di Paolo III, venendogli a mancare l’unico appoggio e protezione che aveva, Affaitati decise di accettare l’aiuto di un facoltoso parente <strong>trasferendosi a Londra</strong> dove pare venisse assunto come matematico alla corte di Londra (o come docente di Matematica allo Studio londinese, ma la cosa non è certa), così da allontanarsi sia dalle invidie dei colleghi sia dalle grinfie dell’Inquisizione visto che il libro appena stampato aveva già creato un grande e pericoloso polverone. </p>
<p>Le sue idee, specie quelle sul <strong>magnetismo</strong>, suscitarono notevole interesse nel mondo accademico e scientifico anglosassone. Ma non solo questo: anche gli studi sull’<strong>androginia</strong> e il velato o sottinteso accenno alla messa in discussione della verginità della <strong>Madonna</strong> contribuirono all’attenzione con la quale il mondo protestante londinese guardava a lui.</p>
<p>E però, nonostante il suo nome e alcune protezioni delle quali godeva, il povero Affaitati non era al sicuro nemmeno là: <strong>morì</strong> infatti a Londra nel 1555 pare <strong>affogando</strong> nel Tamigi mentre passeggiava sulle sue sponde.<br />
Viste le polemiche che le sue tesi eretiche avevano provocato sorsero subito voci che si fosse trattato o di un <strong>omicidio</strong> su commissione di alti prelati romani oppure che, vistosi accerchiato da chissà quali nemici, il terrore l’avesse spinto a <strong>suicidarsi</strong>. Aveva solo quarantacinque anni. Povero Affaitati. Fortunio solo di nome.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] A Cremona abbiamo il bellissimo Palazzo Affaitati, sede del Museo Civico e della Biblioteca Statale. Venne costruito nel 1561, dopo la morte del nostro Fortunio.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Titolo dell’opera: <em>Ad Paulum III. Pontificem fortunatissimum optimum maximumque; Fortunij Affaytati Phisici atque Theologi, Phsicae ac Astronomicae considerationes. Quarum Catalogus versa pagina conspicitur</em>, Venetiis, Impressum apud Nicolaum de Bascarinis, 1549. L’opera è presente nella Biblioteca Civica Berio di Genova (collocazione: C.Misc.112(3)).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] I capitoli hanno questi titoli: I. <em>De Androgino a se ipso concipiente</em>. II. <em>De peculiari magnetis ad polum descensu, seu mavis de ipsius magnetis ad polum conversione</em>. III. <em>De vi synodorum et eclypsium</em>. IV. <em>De magnis proximo futuris accidentibus</em>.  V. <em>De mensibus attendendis in conceptu</em>. VI. <em>De varia gemellorum fortuna</em>. VII. <em>De causis cur magnes ad se ferrum attrahat</em>. VIII. <em>De naturali animarum reditu in cadavera, ad Reverendissimum et Illustrissimum Sacrosantae Romanae Ecclesiae Cardinalem Baptistam Belaum</em>.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>Arthur Conan Doyle 1859-1930</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2019 22:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centosessanta anni fa, il 22 maggio 1859, nasceva a Edimburgo (Scozia) lo scrittore e drammaturgo Arthur Conan Doyle, l’autore delle avventure di Sherlock Holmes. Ma non solo Holmes, anche perché poi non è che vi fosse molto feeling fra lui e il suo detective. Molto meglio e più appagante, per il nostro, quegli studi, quelle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Centosessanta anni fa, il 22 maggio 1859, nasceva a Edimburgo (Scozia) lo scrittore e drammaturgo Arthur Conan Doyle, l’autore delle avventure di <strong>Sherlock Holmes</strong>.</p>
<p><span id="more-3880"></span></p>
<p>Ma non solo Holmes, anche perché poi non è che vi fosse molto <strong>feeling</strong> fra lui e il suo detective. Molto meglio e più appagante, per il nostro, quegli studi, quelle ricerche e successivamente quegli scritti sullo <strong>spiritismo</strong>, materia che l’appassionava moltissimo; ma anche libri di <strong>fantascienza</strong>, di <strong>storia</strong>. Un vulcano, insomma. </p>
<p>E certo a vedere il suo Tema natale non può essere altrimenti.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/05/Doyle-e1558247746761.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/05/Doyle-e1558247746761.jpg" alt="Doyle" width="600" height="526" class="aligncenter size-full wp-image-3878" /></a></p>
<p>Gemelli con Ascendente Gemelli e ben <strong>sei pianeti</strong> in Casa <strong>Dodici</strong>: Venere che apre la sequenza, poi Mercurio congiunto a Plutone, Sole congiunto a Urano, e infine Marte “incollato” all’Ascendente (lo sport, da lui molto praticato). </p>
<p><strong>Mercurio-Plutone</strong>: beh, se Holmes era il grande detective nella finzione letteraria, Doyle lo era nella realtà; sì perché Doyle si dilettò, e con successo, nella <strong>pratica investigativa</strong> riuscendo a riabilitare persone accusate ingiustamente o facendo riaprire casi dubbi portandoli a buon fine. Il giallo e il poliziesco anche nella vita reale.</p>
<p><strong>Sole-Urano</strong>: personalità particolare, contraddittoria, per certi versi anticonformista per altri tradizionalista e conservatrice. Era medico ma non gli piaceva fare il medico; ideatore di Sherlock Holmes ma “nemico” di questa sua creatura. Mentre invece era tutto nel suo centro quando si cimentava nelle investigazioni e soprattutto quando si dava agli studi sulla psiche, sullo spiritismo, alle <strong>sedute medianiche</strong>, a indagare il dopo-vita; scrisse anche un testo al riguardo: “<em>The History of Spiritualism</em>” (2 voll., Cassell &#038; Co., Ltd., 1926).</p>
<p>E da quale pianeta “proviene” l’anima di Doyle? Dalla <strong>Luna</strong>.<br />
Probabilmente è anche qui che stanno i suoi problemi inerenti l’<strong>insonnia</strong>, la <strong>depressione</strong>, gli <strong>sbalzi d’umore</strong>, gli i<strong>ncubi</strong>.<br />
Le anime che vengono dalla Luna sono poi particolarmente attratte dalle questioni legate alla psiche, alla psicologia, all’<strong>inconscio</strong>, ma sotto sotto ne hanno <strong>paura</strong> (chi più chi meno, ovviamente); sono brave nell’affrontare i meandri dell’inconscio altrui ma tremano se devono entrare nei propri di meandri: sono dei bravissimi istruttori di nuoto che però hanno <strong>paura a tuffarsi nell’acqua</strong>; insegnano agli altri a nuotare ma temono l’acqua, la loro acqua. E però c’è il fascino dell’acqua (leggi inconscio), che attrae pur temendola. </p>
<p>Una Luna, qui, “uraniana” e per di più in aspetto alla <strong>congiunzione acquariana Sole-Urano</strong>, ciò che ha portato Doyle a interessarsi alle ultime frontiere della ricerca psichica, appunto lo spiritismo, la telepatia, la ricerca della vita dopo la morte, infischiandosene di venir tacciato come credulone o sognatore.<br />
Voleva avvicinare, pur dichiarandosi agnostico, lo spiritismo al cristianesimo (spiritualismo cristiano), e la Luna la troviamo in <strong>Nona Casa</strong>, quella anche della religione, quella che gli antichi astrologi chiamavano “Dio”, e abbiamo visto che questa Luna è in trigono alla congiunzione Sole-Urano in Dodicesima, Casa quest’ultima che con le Case Derivate diventa “la casa di Dio”. </p>
<p>Se poi usiamo gli “encadrements” vediamo che questa Luna è spinta da <strong>Saturno</strong> (la razionalità investigativa, anche) per andare tra le braccia di <strong>Nettuno</strong> (lo spiritismo, anche).</p>
<p>Fu membro della <em>British Society for Psychical Research</em> (1893) ma <strong>si dimise</strong> nel gennaio 1930 per dissidi dovuti anche, secondo Doyle, alla <strong>scarsa scientificità</strong> con la quale la <em>Society</em> indagava i misteri spiritistici, e poi anche perché molte “prove” su fantasmi, fate, ectoplasmi, ecc. risultarono <strong>false</strong>.</p>
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		<title>Cristoforo Colombo e l&#8217;astrologia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2019 10:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
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		<description><![CDATA[In una lettera al re del Portogallo, nel 1501, Colombo scriveva che «Nuestro Seňor… de astrología me dió lo que abastava». Quindi la conosceva e la usava, e infatti nella sua biblioteca troviamo molti libri di astrologia. Prima di procedere, però, una curiosità: nel 1559 Alessandro Bernoni, letterato, poeta, astronomo e matematico piacentino, scrisse un’opera [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In una lettera al re del Portogallo, nel 1501, Colombo scriveva che «<em>Nuestro Seňor… de astrología me dió lo que abastava</em>». Quindi la conosceva e la usava, e infatti nella sua biblioteca troviamo molti libri di astrologia. </p>
<p><span id="more-3867"></span></p>
<p>Prima di procedere, però, una curiosità: nel 1559 <strong>Alessandro Bernoni</strong>, letterato, poeta, astronomo e matematico piacentino, scrisse un’opera astrologica, di pronostici, dal titolo: “<em>Pronostico Dell’Eccellente. M. Alessandro Bernoni Cittadino Piacentino Sopra la dispositione dell’anno 1559. Con un curioso discorso in commendatione dell’Astrologia</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, stampato a Piacenza nel 1559 per i tipi di Giovanni Muzio Cremonese e dedicato «Alla Magnifica Communita di Piacenza».<br />
Per degnamente onorare l’<strong>astrologia</strong> Bernoni, in questa sua opera, chiama in causa anche Cristoforo Colombo, dicendolo <strong>dottissimo astrologo</strong> ma anche… <strong>nativo di Piacenza</strong>:</p>
<blockquote><p><em>A questo non lasciavo d’aggiungere ch’il. S. Don Christoforo Colombo aiutato da questa scienza</em> [cioè l’astrologia, N.d.A.], <em>di ch’era dottissimo, primo fu che ritruovo il mondo nuovo fuor delle Spagne, della qual cosa la nostra Citta meritamente si puo gloriare perche come il S. Donno Hernando Gonzales d’Oviedo scrive, il S. Don Christoforo hebbe origine da PIACENZA patria nostra, &#038; fu dell’antico &#038; nobil sangue di Pelestrello</em> (p. 4).</p></blockquote>
<p>Pelestrello è il nome del ramo portoghese della famiglia Pallastrelli (o Pellestrelli) di Piacenza dalla quale discenderebbe Cristoforo Colombo, così come affermato dallo storico spagnolo <strong>Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdés</strong> (1476-1557) nella sua “<em>Historia general y natural de las Indias, Islas, y Tierra Firme del Mar Océano</em>”: «<em>El origen de sus predescesores es de la cibdad de Placençia, en la Lombardía, la cual está en la riberia del río Po, del antiguo e noble linaje de Pelestrel</em>» (lib. II, cap. II).</p>
<p><br/></p>
<p>Ma ritorniamo alle opere astrologico-astronomiche da lui possedute, passate poi al <strong>figlio Fernando</strong>, appassionato di <strong>astrologia</strong>, e dopo la morte di lui al convento domenicano di San Paolo a Siviglia.</p>
<p>Intanto troviamo le “<em>Ephemerides astronomicae</em> [<em>astrologicae</em>]” (Norimberga, 1474) del matematico, astronomo e astrologo tedesco <strong>Johann Müller</strong> (1436-1476), conosciuto con il nome latinizzato <strong>Regiomontanus</strong> dal nome del suo luogo natale, Köningsberg (“montagna del re”) in Baviera (in realtà nacque a Unfinden, vicino a Köningsberg)<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>. Regiomontanus già in gioventù (fu un bambino prodigio) scrisse e stampò a sue spese quella che tra le altre sue grandi opere lo immortala nel firmamento astrologico, le “<em>Tabulae directionum</em>”, opera astronomica e astrologica in cui trattava di vari modi di costruzione di Temi astrali, dei tempi di gestazione, delle ore planetarie, del dominio dei pianeti sui mesi della gravidanza. Fondò a Norimberga il primo Osservatorio astronomico europeo.<br />
Nel 1475 venne chiamato a Roma da papa Sisto IV per approntare una riforma del calendario ma morì misteriosamente l’anno successivo. Regiomontanus è stato l’autore di un sistema di domificazione astrologica nel quale la suddivisione delle Case parte dalla tripartizione dell’equatore.<br />
Queste “<em>Ephemerides astronomicae</em>”, che riportavano le posizioni giornaliere dei pianeti dal 1475 al 1506, Colombo le portò ovviamente con sé nei suoi viaggi e fu grazie ad esse che il 29 febbraio 1504 poté <strong>predire</strong> un’<strong>eclissi</strong> di Luna con la quale riuscì a spaventare gli indigeni della Giamaica a lui ostili.</p>
<p><br/></p>
<p>Troviamo poi l’“<em>Opus ephemeridum sive Almanach perpetuum exactissime nuper emendatum omnium celi motuum cum additionibus in eo factis tenens complementum</em>” (Leiria, 1496), conosciuto anche come “<em>Almanach Perpetuum</em>”, dello storico, matematico, astronomo e astrologo spagnolo <strong>Abraham ben Samuel Zacuth</strong>, ebreo rabbino sefardita<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>. Era questo un grande trattato di astronomia che dava nuove e rivoluzionarie indicazione per la navigazione oceanica.<br />
L’opera, scritta originariamente in ebraico e il cui titolo era “<em>ha-Ḥibbur ha-Gadol</em>”, venne tradotta prima in castigliano col titolo di “<em>La Compilación Magna</em>” (1481) da un amico e collaboratore di Zacuth, <strong>Juan de Salaya</strong>, astronomo, filosofo, traduttore e <strong>docente di Astrologia</strong> all’Università di Salamanca, poi in latino nel 1496 dall’ebreo portoghese <strong>José Vizinho</strong>, allievo di Zacuth, ed ebbe poi numerose ristampe. Quest’opera venne data da Vizinho a Cristoforo Colombo che utilizzò le tavole astronomiche lì presenti nei suoi viaggi verso il Nuovo Mondo.<br />
Zacuth scrisse anche di <strong>astrologia medica</strong>, come il “<em>Tratado breve en las ynfluencias del cielo</em>”, ma anche sulle <strong>eclissi</strong> del Sole e della Luna: “<em>Juicios de las eclipsesd del sol y la luna</em>”; tutti e due questi lavori Colombo li aveva in un manoscritto nella sua biblioteca.</p>
<p><br/></p>
<p>Abbiamo poi l’“<em>Imago Mundi</em>” (1480) del cardinale, filosofo, astronomo e astrologo francese <strong>Pierre d’Ailly</strong><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>. Quest’opera è un’enciclopedia cosmografica dove d’Ailly tratta ovviamente di varie questioni geografiche come la sfericità della Terra e il fatto che si possa raggiungere le Indie passando da ovest.<br />
Colombo studiò molto quest’opera e la postillò con numerose <strong>sue annotazioni</strong> ai margini del testo confrontando ciò che la sua esperienza di navigatore gli diceva con le asserzioni lì presenti, ad esempio riguardo il grado di longitudine che fa corrispondere a 56 miglia e 2/3 (ipotesi tolemaica), stima che poi sarà motivo per la ricerca di una via occidentale alle Indie ma stima errata giacché rendeva la Terra più piccola del reale.<br />
Come detto d’Ailly fu anche <strong>astrologo</strong>, anzi, uno fra i più prestigiosi dell’epoca. Scrisse vari testi astrologici, dei rapporti tra astrologia e <strong>teologia</strong>, e fece numerose ricerche e studi sulle congiunzioni dei pianeti <strong>Giove</strong> e <strong>Saturno</strong>: in tal senso famosa è la sua “predizione” sull’anno <strong>1789</strong>, quello della <strong>Rivoluzione Francese</strong>, ove «<em>si assisterà a grandi e mirabili cambiamenti del mondo e mutazioni, anche per ciò che concerne le leggi e le sette</em>».<br />
Ma anche quella sul <strong>1517</strong> anno della <strong>Riforma protestante</strong> di Lutero: in un suo testo del 1418, intitolato “<em>De persecutionibus Ecclesiae</em>”, d’Ailly scrive che «<em>è probabile che prima che siano trascorsi cent’anni da adesso si produca una grande alterazione nelle leggi e nelle sette con particolare riguardo alla legge della Chiesa di Gesù Cristo</em>».</p>
<p><br/></p>
<p>Non dimentichiamo poi la corrispondenza tra Colombo e l’astrologo fiorentino <strong>Paolo dal Pozzo Toscanelli</strong> (1397-1482), con quest’ultimo che dava indicazioni geografiche su come fare per <strong>arrivare alle Indie</strong> per la via occidentale. Sappiamo infatti che Toscanelli inviò, in data 25 giugno 1474, una lettera al medico e canonico portoghese Fernão Martins de Reriz nella quale asseriva che il modo più veloce per raggiungere le Indie poteva essere tranquillamente quello di navigare verso occidente, essendo la distanza molto più breve che non dirigendosi «per Guinea».<br />
Copia di questa lettera, insieme a una carta nautica, venne successivamente da Toscanelli <strong>spedita</strong> anche a Cristoforo Colombo:</p>
<blockquote><p><em>A Christoforo Colombo Paolo Fisico salute.<br />
Io veggo il nobile, et gran desiderio tuo di voler passar là, dove nascono le specierie</em> [cioè l’India, terra di spezie, N.d.A.]. <em>Onde per risposta d’una tua lettera ti mando la copia d’un’altra lettera, che alquanti giorni fa io scrissi ad un mio amico, domestico del sereniss. Rè di Portogallo, avanti le guerre di Castiglia, in risposta d’un’altra, che per commissione di Sua Altezza egli mi scrisse sopra detto caso: &#038; ti mando un’altra carta navigatoria, simile a quella, ch’io mandai a lui, per la qual resteran sodisfatte le tue dimande</em> […]<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a></p></blockquote>
<p>Sappiamo poi che Colombo trascrisse questa lettera di suo pugno sul foglio di sguardia del suo esemplare della “<em>Historia rerum ubique gestarum locorumque descriptio</em>” di <strong>papa Pio II</strong> (Enea Silvio Piccolomini), libro che portò poi con sé nel viaggio alla scoperta del Nuovo Mondo. </p>
<p><br/></p>
<p>Come detto anche <strong>Fernando</strong> (1488-1539), figlio naturale poi legittimato di Cristoforo Colombo, si interessò di <strong>astrologia</strong>, girando anche l’Europa per acquistare libretti di <strong>predizioni astrologiche annuali</strong>, alcuni però comprati anche anni dopo l’uscita dell’opera quindi con le previsioni già scadute: forse li acquistava per vedere se “ci avevano azzeccato”? Mah. Fra questi troviamo: </p>
<p><br/></p>
<p>un pronostico per l’anno 1513 del medico e astrologo fiorentino <strong>Giovanni Giacomo Penni</strong>: “<em>Iuditio novo verissimo de Lanno MDXiii per dominum Io. Ia. De pennis Astronomum</em>”<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>, acquistato da Fernando a Roma nel 1515 come possiamo leggere da una nota da lui stesso apposta sull’ultima pagina di questo libretto: «<em>Este libro costó en Roma un quatrin por dezie[m]bre de 1515</em>»;</p>
<p><br/></p>
<p>un pronostico per l’anno 1531 dell’astrologo <strong>Leandro Visdomini</strong>, nativo di Montecchio oggi Montecchio Emilia in provincia di Reggio Emilia e discepolo di <strong>Luca Gaurico</strong>, dal titolo: “<em>Allo Illustrissimo et Excellentissimo Principe Alphonso Duca de Ferrara tertio Pronostico de Maistro Leandro de vicedomini Monticulano Mcccccxxx</em>”<a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>; anche qui una nota di pugno di Fernando ci dice che l’acquistò a Piacenza il 10 dicembre 1530: «<em>Este libro costó en Plazencia de Lombardía un quatrín a 10 de diziembre de 1530 y el ducado de oro vale 480 quatrines</em>»;</p>
<p><br/></p>
<p>un pronostico per l’anno 1522 dell’astrologo bresciano <strong>Luca Antonio Bonario</strong> dal titolo: “<em>Iudicio Brixiano. Pronostico de meser Lucha Antonio Bonaxij Astrologo excellentissimo del anno Mcccccxxi</em>”<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>; anche qui una nota ci dice che Fernando l’acquistò a Milano nel febbraio 1531; infatti nell’ultima pagina, di suo pugno, leggiamo: «<em>Este libro costo 1 quatrin en Milan por hebrero de 1531 y el ducado de oro vale 440 quatrines</em>»;</p>
<p><br/></p>
<p>un pronostico per l’anno 1524, quello del temuto diluvio, del poeta milanese <strong>Giovanni Francesco Porta</strong> dal titolo: “<em>Pronostico de la Cesarea maiesta e del re de Franza: dil Diluvio de lano 1524: cum certe laude de li Signor Milanexi &#038; del populo / composito per Io. Francesco porta romanapavexe</em>”<a href="#nota9"name="testo9">[9]</a>; questo venne acquistato a Milano il 2 marzo 1531 come da nota di suo pugno nell’ultima pagina: «<em>Este libro costó ½ quatrín en milán a dos de março de 1531 y el ducado de oro vale 440 quatrines</em>».</p>
<p><br/></p>
<p>Interessanti queste note relative a quanto aveva pagato quei libretti, non vi pare?</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] L’opera è presente nella Biblioteca Comunale Passerini-Landi di Piacenza (collocazione: (C) Libri Pallastr. 081).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Regiomontanus nacque il 6 giugno 1436 (corrispondente al nostro 15 giugno) alle 16.40 a Unfinden. L’Ascendente è in Scorpione, Luna e Saturno sono tra loro congiunti in Pesci. Morì a Roma il 6 luglio 1476.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Abraham ben Samuel Zacuth nacque il 12 agosto 1452 (corrispondente al nostro 21 agosto) alle ore 15.00 a Salamanca. L’Ascendente è in Sagittario, la Luna in Cancro in applicazione a Urano, Venere e Saturno sono congiunti al Medio Cielo. Morì probabilmente a Gerusalemme nel 1515 anche se altri danno come luogo Damasco oppure Turchia e come anno il 1520 o 1522.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Pierre d’Ailly nacque a Compiègne nel 1350 e morì ad Avignone nel 1420.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] GUSTAVO UZIELLI, <em>L’epistolario Colombo-Toscanelliano e I Danti</em>, presso la Società Geografica Italiana, Giuseppe Civelli, Roma 1889, p. 4.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] L’opera è presente nella Biblioteca Capitular y Colombina de Sevilla (collocazione: 12-1-19(6)).<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] L’opera è presente nella Biblioteca Capitular y Colombina de Sevilla (collocazione: 12-1-15(34)).<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] L’opera è presente nella Biblioteca Capitular y Colombina de Sevilla (collocazione: 12-1-15(16)).<a href="#testo8">&uArr;</a><br />
<a name="nota9">[9] L’opera è presente in una miscellanea nella Biblioteca Capitular y Colombina de Sevilla (collocazione: 13-2-16(16)).<a href="#testo9">&uArr;</a></p>
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		<title>Niccolò Machiavelli 1469-1527</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2019 22:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[550 anni fa, il 2 maggio 1469, nasceva a Firenze Niccolò Machiavelli, storico, filosofo, scrittore, drammaturgo e politico, cancelliere della Repubblica Fiorentina, autore, fra le tante opere, del famoso “De Principatibus” (Il Principe). Qui sotto il suo Tema natale. Certo, in quell’anno vigeva ancora il calendario giuliano, indietro nove giorni rispetto al nostro, così quel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>550 anni fa, il 2 maggio 1469, nasceva a Firenze Niccolò Machiavelli, storico, filosofo, scrittore, drammaturgo e politico, cancelliere della Repubblica Fiorentina, autore, fra le tante opere, del famoso “<em>De Principatibus</em>” (Il Principe). Qui sotto il suo Tema natale.</p>
<p><span id="more-3850"></span><br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/04/Machiavelli-e1556548328424.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/04/Machiavelli-e1556548328424.jpg" alt="Machiavelli" width="650" height="573" class="aligncenter size-full wp-image-3849" /></a></p>
<p>Certo, in quell’anno vigeva ancora il calendario giuliano, indietro nove giorni rispetto al nostro, così quel 2 maggio corrisponde all’11 maggio: infatti il Sole (vedi il Tema) lo troviamo a 20° Toro. </p>
<p>Ma un momento: perché il 2 maggio se tutti danno Machiavelli nato il <strong>3 maggio</strong>?</p>
<p>Infatti se andiamo a spulciare i <strong>registri battesimali</strong> dell’anno 1469 conservati all’Archivio Storico delle Fedi di Battesimo dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze troviamo scritto, al giorno 4 maggio giorno del suo battesimo (si veda il penultimo rigo della figura qui sotto)<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>:</p>
<p>“<em>Nicolo piero et Michele di M. bernardo machiavelli p. di S. Trinita naque adi .3. a hore .4</em>”<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/04/Machiavelli_Atto-nascita1.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/04/Machiavelli_Atto-nascita1.jpg" alt="Machiavelli_Atto nascita1" width="676" height="171" class="aligncenter size-full wp-image-3848" /></a></p>
<p>Come vediamo nacque il 3 maggio alle ore 4 di notte. Perché allora dico 2 invece di prendere per buona questa inoppugnabile testimonianza? Semplice. Perché all’epoca l’inizio della giornata non si dava alla <strong>mezzanotte</strong> come facciamo noi oggi ma al <strong>tramonto</strong>, o meglio, all’Ave Maria che era <strong>mezz’ora</strong> dopo il tramonto. Visto che quel giorno, il 2 maggio, il sole tramontava circa alle 19.00 ci aggiungo mezz’ora e arrivo alle 19.30, inizio, per l’epoca, del giorno 3. Il Registro battesimale ci dice che Machiavelli nacque alle ore 4 di notte, cioè 4 ore dopo l’inizio della giornata, quindi 19.30 + 4 = 23.30: perciò siamo, seppur per poco, ancora al giorno 2 (sempre prendendo per buono quel perentorio “<em>hore 4</em>”).</p>
<p>Pertanto Machiavelli nacque il 2 maggio 1469 alle ore 23.30 circa, che poi come detto corrisponde al nostro 11 maggio.</p>
<p>Certo è che Machiavelli, considerato il padre della <strong>scienza politica moderna</strong>, ne ha passate di cotte e di crude, sia in vita che dopo: criticato, denigrato, dai più conosciuto solo per il sostantivo “<em>machiavellismo</em>”, termine inteso e usato in senso polemico, negativo, come recita il dizionario: “<em>Subdolo e spietato utilitarismo</em>”. Non solo, perchè quello che conta, nella gestione del potere, è l’<strong>apparenza</strong>, la forma, il far credere: un principe non deve realmente possedere tutte le qualità ma deve far credere di averle.<br />
Un Machiavelli pragmatico, realista, analitico, che sa che il male esiste e quindi sa che l’essere umano è “bestia e uomo”.</p>
<p>Il suo <strong>Tema natale</strong>?<strong> Toro</strong> con ascendente <strong>Capricorno</strong>. E se questa fosse l’ora, interessante il <strong>simbolismo</strong> che sta dietro al <strong>grado dell’Ascendente</strong>, il XVIII del Capricorno: “<em>La bandiera britannica sventola su una nave da guerra</em>”; significato: “<em>È richiesto il potere per mantenere l’ordine sociale e relazioni interpersonali e internazionali relativamente pacifiche</em> […]”. Questo grado “[…] <em>ci vuole mostrare l’ambivalenza del POTERE POLITICO, il suo valore e i suoi pericoli</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Segno dominante: Toro. Quindi Venere, che qui è in Ariete in quadratura a Giove: come interpretereste questa quadratura? Io la tradurrei come “rassegnazione pessimistica” o “incapacità a vedere il lato rosa della vita” – ah, perché c’è anche un lato rosa? Non certo in politica, caro mio, direbbe Machiavelli.</p>
<p>Il <strong>Sole</strong> è congiunto a <strong>Cerere</strong>: come ho scritto nel mio “<em>Dizionario degli asteroidi</em>” questa congiunzione ha spesso a che fare con rivoluzioni, rivoluzionari e sovvertitori, col popolo, con la collettività e con i conflitti sociali. O con qualcuno che si interessa di tutto ciò, che lo studia o lo teorizza.</p>
<p>La <strong>Luna</strong> è in Acquario in Prima Casa in quadratura a <strong>Saturno il Pragmatico</strong> e a <strong>Nettuno l’Ingannatore</strong> opposti tra loro: sembra parlarci di un carattere non facile, certo, ma soprattutto ci rimandano a quelle tesi de <em>Il Principe</em> dove si ragiona di opportunismo, utilitarismo, pragmatismo, trasformismo, ovvero: quel che conta è il risultato. Un risultato favorevole al principe, ovviamente. Ci rimandano anche alla <em>Mandragola</em> dove il gioco fra ingannato e ingannatore permea tutta la commedia.</p>
<p><strong>Mercurio</strong> è in domicilio in Gemelli in quadratura a <strong>Marte</strong> e a <strong>Plutone</strong>, i due signori dello <strong>Scorpione</strong>, opposti tra loro: proprio un mentale “machiavellico”. Ma anche giocherellone, irriverente, scurrile e buffone: anche questo era Machiavelli. Anzi: con Luna in Acquario e Mercurio in Gemelli, forse era proprio questo.</p>
<p>PS<br />
Machiavelli era molto amico di <strong>Leonardo da Vinci</strong>. Oggi, 2 maggio 2019, si celebrano anche i <strong>500 anni</strong> dalla morte di Leonardo avvenuta nel castello di Cloux (oggi Clos-Lucé) ad Amboise in Francia il 2 maggio 1519.</p>
<p>Per celebrare questo anniversario <strong>ho scritto un articolo</strong> su Leonardo che apparirà sul prossimo numero della rivista &#8220;<em>Linguaggio Astrale</em>&#8221; del Centro Italiano Discipline Astrologiche (CIDA).<br />
La rivista è per i soci di questa associazione, però credo possiate scrivere a <a href="mailto:lastrale@fastwebnet.it" rel="noopener" target="_blank">lastrale@fastwebnet.it</a> per vedere se è possibile riceverla in omaggio, o meglio ancora per iscrivervi all&#8217;Associazione. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Registro 3, fol. 102, Maschi e Femmine: 1 maggio 1469 – 10 maggio 1469 (anche digitalizzato in: http://archivio.operaduomo.fi.it/battesimi).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] DANE RUDHYAR, <em>Il Ciclo delle Trasformazioni</em>, Astrolabio 1988, p. 198.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;incendio di Notre-Dame</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2019 13:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[notre-dame]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parte degli Incidenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Parigi. 15 aprile 2019 ore 18.20. Scatta il primo allarme per un inizio di incendio alla cattedrale di Notre-Dame ma non viene raccolto da nessuno. Il fuoco va avanti e comincia la sua opera di distruzione di parte della chiesa. Qui sotto il Tema di quel momento. Molti siti hanno fatto notare che congiunto esattamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Parigi. 15 aprile 2019 ore 18.20. Scatta il primo allarme per un inizio di incendio alla cattedrale di Notre-Dame ma non viene raccolto da nessuno. Il fuoco va avanti e comincia la sua opera di distruzione di parte della chiesa.</p>
<p><span id="more-3836"></span></p>
<p>Qui sotto il Tema di quel momento.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/04/Notre_Dame-e1555673349302.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/04/Notre_Dame-e1555673349302.jpg" alt="Notre_Dame" width="550" height="479" class="aligncenter size-full wp-image-3834" /></a></p>
<p>Molti siti hanno fatto notare che congiunto esattamente all’<strong>Ascendente</strong> si trovava l’asteroide <strong>(3317) Paris</strong> (0° 49’ Bilancia). Interessante.<br />
Purtroppo quel Paris <strong>non è</strong> la capitale francese ma <strong>Paride</strong> (Paris in latino), figlio di Priamo, re di Troia, e di Ecuba. Quindi questo asteroide non c’entra nulla con la città di Parigi. Qualcuno dirà: «<em>Beh, anche se quell’asteroide non ha niente a che fare con Parigi comunque si chiama sempre Paris.</em>»<br />
Che c’entra, dico io: anche mio nonno si chiamava Adolfo ma non ha sterminato nessuno.</p>
<p>Comunque noi abbiamo un asteroide che è legato a Parigi che non è il succitato (3317)  Paris ma <strong>(21) Lutetia</strong>. <em>Lutetia Parisiorum</em> era l’antico nome romano di Parigi.</p>
<p>Dove si trovava questo asteroide nel Tema dell’incendio? A 28° 52’ Acquario, congiunto alla <strong>Luna Nera</strong>. Certo è più “fico” un asteroide all’Ascendente, ma in astrologia non sempre uno più uno fa due e co</strong>munque raramente l’astrologia si piega o dà ragione ai nostri desideri, a ciò che ci piacerebbe che fosse. </p>
<p>L’asteroide <strong>(21) Lutetia</strong> congiunto alla Luna Nera, pur quest’ultima non essendo uno degli attori principali del Tema, è comunque un’immagine simbolica interessante.</p>
<p>Abbiamo poi <strong>Marte in Nona Casa</strong>: questa è una Casa dove ci mettiamo anche le <strong>chiese</strong> quindi trovarci Marte-fuoco non fa una piega, come si suol dire.</p>
<p>Per quanto riguarda le <strong>Parti Arabe</strong> noto che la <strong>Parte dell’Arte</strong>, qui a 26° 27’ Vergine, si trova congiunta a quello che è comunemente accetttato come l’<strong>Ascendente di Parigi</strong>: 28° Vergine.</p>
<p>Abbiamo poi la <strong>Parte degli Incidenti</strong> (12° 40’ Sagittario) congiunta a <strong>Cerere</strong>, pianetino che da anni lego come domicilio alla Vergine, Segno ascendente di Parigi e Segno dove qui troviamo la Luna.</p>
<p>La <strong>Parte dei Nemici</strong> (8° 44’ Pesci) è in <strong>Sesta Casa</strong>, come se il “nemico” (anche inconsapevole) fosse un inserviente, un operaio oppure – sempre Sesta Casa – un lavoro fatto male.</p>
<p>La <strong>Parte di Morte</strong> (11° 48’ Vergine) è in quadratura a <strong>Marte</strong>.</p>
<p>Che vuol dire tutto questo? Probabilmente nulla, anche perché con tanti elementi qualcosa si prende sempre, però non possiamo nasconderci che sono posizioni particolari.</p>
<hr/>
Foto da: www.foxnews.com</p>
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		<item>
		<title>La Rivoluzione Solare: curiosità e risposte</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 22:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[ascendente]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione solare]]></category>

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		<description><![CDATA[L’altra settimana ho partecipato a Firenze a un seminario dell’amica Lianella Livaldi Laun sulle Rivoluzioni Solari: molto interessante (ma dicendo questo non dico nulla di nuovo, della serie: la classe non è acqua). Il seminario era promosso dalla delegazione CIDA Toscana egregiamente portata avanti dall’amica Nicoletta Zignani. E a proposito di Rivoluzioni Solari non sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’altra settimana ho partecipato a Firenze a un seminario dell’amica <strong>Lianella Livaldi Laun</strong> sulle Rivoluzioni Solari: molto interessante (ma dicendo questo non dico nulla di nuovo, della serie: la classe non è acqua). Il seminario era promosso dalla delegazione <strong>CIDA Toscana</strong> egregiamente portata avanti dall’amica <strong>Nicoletta Zignani</strong>.<span id="more-3819"></span></p>
<p>E a proposito di Rivoluzioni Solari non sono pochi coloro che si fanno domande in merito ad alcune “curiosità” riguardanti questo tipo di Temi, ad esempio: «<em>È vero che ogni quattro anni ritorna lo stesso Segno ascendente?</em>» Oppure: «<em>Perché a volte il compleanno solare avviene il giorno prima o il giorno dopo a quello di nascita?</em>» Ed altro ancora.</p>
<p>Diamo quindi una <strong>risposta</strong> a queste domande.</p>
<p>Nella tabella qui sotto vediamo, come esempio, l’Ascendente di Rivoluzione Solare per i primi quarant’anni di età di un soggetto nato il 19 maggio 1963 (dati da computer, domificazione per il luogo natale). </p>
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 12px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Times New Roman, Times, serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>ANNO</td>
<td>AS</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>ANNO</td>
<td>AS</td>
</tr>
<tr>
<td>1963</td>
<td>13° 28&#8242; Ari</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1984</td>
<td>29° 23&#8242; Tor</td>
</tr>
<tr>
<td>1964</td>
<td>24° 41&#8242; Can</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1985</td>
<td>16° 56&#8242; Leo</td>
</tr>
<tr>
<td>1965</td>
<td>03° 42&#8242; Bil</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1986</td>
<td>22° 32&#8242; Bil</td>
</tr>
<tr>
<td>1966</td>
<td>09° 52&#8242; Sag</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1987</td>
<td>00° 35&#8242; Cap</td>
</tr>
<tr>
<td>1967</td>
<td>23° 46&#8242; Pes</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1988</td>
<td>08° 51&#8242; Tor</td>
</tr>
<tr>
<td>1968</td>
<td>15° 53&#8242; Can</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1989</td>
<td>07° 02&#8242; Leo</td>
</tr>
<tr>
<td>1969</td>
<td>22° 26&#8242; Ver</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1990</td>
<td>13° 18&#8242; Bil</td>
</tr>
<tr>
<td>1970</td>
<td>28° 29&#8242; Sco</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1991</td>
<td>19° 43&#8242; Sag</td>
</tr>
<tr>
<td>1971</td>
<td>26° 53&#8242; Acq</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1992</td>
<td>19° 08&#8242; Ari</td>
</tr>
<tr>
<td>1972</td>
<td>01° 44&#8242; Can</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1993</td>
<td>27° 34&#8242; Can</td>
</tr>
<tr>
<td>1973</td>
<td>11° 15&#8242; Ver</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1994</td>
<td>03° 37&#8242; Bil</td>
</tr>
<tr>
<td>1974</td>
<td>17° 20&#8242; Sco</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1995</td>
<td>10° 04&#8242; Sag</td>
</tr>
<tr>
<td>1975</td>
<td>07° 16&#8242; Acq</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1996</td>
<td>27° 50&#8242; Pes</td>
</tr>
<tr>
<td>1976</td>
<td>22° 39&#8242; Gem</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1997</td>
<td>18° 19&#8242; Can</td>
</tr>
<tr>
<td>1977</td>
<td>04° 19&#8242; Ver</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1998</td>
<td>25° 33&#8242; Ver</td>
</tr>
<tr>
<td>1978</td>
<td>11° 35&#8242; Sco</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>1999</td>
<td>02° 10&#8242; Sag</td>
</tr>
<tr>
<td>1979</td>
<td>27° 57&#8242; Cap</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>2000</td>
<td>11° 20&#8242; Pes</td>
</tr>
<tr>
<td>1980</td>
<td>12° 52&#8242; Gem</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>2001</td>
<td>12° 00&#8242; Can</td>
</tr>
<tr>
<td>1981</td>
<td>27° 05&#8242; Leo</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>2002</td>
<td>18° 33&#8242; Ver</td>
</tr>
<tr>
<td>1982</td>
<td>03° 26&#8242; Sco</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>2003</td>
<td>24° 04&#8242; Sco</td>
</tr>
<tr>
<td>1983</td>
<td>14° 22&#8242; Cap</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>2004</td>
<td>21° 11&#8242; Acq</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><br/></p>
<p>Questa tabella ci aiuterà per rispondere ad alcune domande, ad esempio:</p>
<p><strong>È vero che ogni quattro anni ritorna lo stesso Segno ascendente?</strong><br />
L’anno tropico, cioè il “giro” del Sole dello Zodiaco, ammonta a <strong>365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi</strong>. L’anno civile dura invece <strong>365 giorni</strong>. Lo scarto di <strong>5 ore, 48 minuti e 45 secondi</strong> è l’incremento medio che via via assume l’ora natale per far sì che il Sole ritorni agli stessi gradi.<br />
Se moltiplichiamo 5h 48m 45s (incremento annuo) per quattro (anni) abbiamo <strong>23h 15m</strong>, cioè vediamo che l’incremento è “quasi” 24 ore, un giorno intero; questo ci dice che quattro anni dopo ritorna l’ora che avevamo quattro anni prima, quindi anche lo stesso ascendente. <strong>Quasi</strong>, però.<br />
Osserviamo infatti la tabella qui sopra: vediamo che nel 1964 l’Ascendente di Rivoluzione Solare (RS) era in Cancro. Dopo quattro anni, nel 1968, l’Ascendente era sempre in Cancro. Dopo quattro anni ancora, nel 1972, l’Ascendente era ancora in Cancro. Questo ci porterebbe a rispondere che sì, ogni quattro anni ritorna lo stesso Segno ascendente, ma se osserviamo attentamente vediamo che questo Ascendente si sta <strong>spostando all’indietro</strong>: nel 1964 era a 24° Cancro, nel 1968 a 15° Cancro, nel 1972 a 1° Cancro; se questo è il suo senso di marcia e la sua velocità è ovvio che nel 1976 (quattro anni dopo ancora) non si troverà in Cancro ma slitterà nel Segno <strong>precedente</strong>, cioè in Gemelli, come infatti possiamo vedere (22° 39’ Gemelli). Quattro anni dopo (1980) sarà ancora in Gemelli, ma slittato all’indietro (12° 52’). Quattro anni ancora dopo (1984), spostandosi con quella velocità, si ritroverà nel Segno precedente, e infatti vediamo che l’Ascendente di RS del 1984 è in Toro.<br />
Va all’indietro perché non sono 6 ore precise (6 x 4 = 24) ma 5h 48m 45s<br />
Quindi la risposta è che in un certo anno è possibile avere lo stesso Ascendente che avevamo quattro anni prima, a patto però che questo Ascendente si trovi alla fine o al massimo a metà del Segno, e la cosa diventa più difficile se l’Ascendente cade in un Segno di corta ascensione. </p>
<p><strong>Perché a volte il compleanno solare avviene il giorno prima o il giorno dopo a quello di nascita?</strong><br />
Ritorniamo a quanto detto sopra, come vediamo nella tabella qui sotto relativa all’ora dei ritorni solari nei primi venti anni di età del nostro soggetto di esempio (in grassetto gli anni bisestili).<br />
Da notare il <strong>salto</strong> all’indietro di 18 ore tra l’anno bisestile e il precedente.</p>
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 12px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Times New Roman, Times, serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>ANNO</td>
<td>ORA RITORNO SOLARE (GMT)</td>
</tr>
<tr>
<td>1963</td>
<td>02h 00m 00s del 19 maggio (nascita)</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>1964</strong></td>
<td>07h 50m 09s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1965</td>
<td>13h 50m 05s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1966</td>
<td>19h 34m 31s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1967</td>
<td>01h 17m 30s del 19 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>1968</strong></td>
<td>07h 06m 20s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1969</td>
<td>12h 51m 38s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1970</td>
<td>18h 36m 41s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1971</td>
<td>00h 16m 36s del 19 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>1972</strong></td>
<td>06h 00m 25s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1973</td>
<td>11h 53m 23s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1974</td>
<td>17h 38m 36s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1975</td>
<td>23h 24m 12s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>1976</strong></td>
<td>05h 21m 45s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1977</td>
<td>11h 17m 04s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1978</td>
<td>17h 08m 21s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1979</td>
<td>22h 55m 23s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>1980</strong></td>
<td>04h 43m 52s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1981</td>
<td>10h 39m 07s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1982</td>
<td>16h 25m 26s del 18 maggio</td>
</tr>
<tr>
<td>1983</td>
<td>22h 07m 37s del 18 maggio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><br/></p>
<p><strong>È vero che a trentatré anni ritorna lo stesso Ascendente che avevamo alla nascita?</strong><br />
L’Ascendente natale del nostro soggetto di esempio era in Ariete (13° 28’): trentatré anni dopo, nel 1996, vediamo (prima tabella) che l’Ascendente va a cadere in Pesci (27° 50’), il che ci farebbe rispondere negativamente a questa domanda. Ma attenzione: non a tutti accade questo, nel senso che ci saranno certamente coloro che a trentatré anni si ritroveranno ad avere l’Ascendente dell’anno nello stesso Segno in cui era alla nascita, e sicuramente saranno la maggioranza. Questo lo vediamo anche rimanendo all’interno della stessa tabella: se osserviamo l’Ascendente relativo al 1964 (Cancro) vediamo che trentatré anni dopo, nel 1997, l’Ascendente è sempre Cancro. Nel 1965 era in Bilancia, trentatré anni dopo (1998) invece in Vergine. Nel 1966 era in Sagittario, trentatré anni dopo (1999) ancora in Sagittario. Nel 1967 era in Pesci, trentatré anni dopo (2000) ancora in Pesci. Nel 1968 era in Cancro, trentatré anni dopo (2001) ancora in Cancro. Nel 1969 era in Vergine, trentatré anni dopo (2002) ancora in Vergine. Nel 1970 era in Scorpione, trentatré anni dopo (2003) ancora in Scorpione. Nel 1971 era in Acquario, trentatré anni dopo (2004) ancora in Acquario. Quindi diciamo che è facile avere, trentatré anni dopo, lo stesso Segno ascendente.</p>
<p><strong>Perché proprio questo ciclo temporale di trentatré anni? </strong><br />
Dagli anni di Cristo al numero delle vertebre della colonna vertebrale, dai gradi della Massoneria ai canti di Dante, dagli anni di Krishna al numero delle divinità del Rig-Veda, fino agli anni di inversione di tendenza “climatica” del Sole, il numero 33 ha sempre svolto un ruolo “solare”. Si può pensare alla fine di un ciclo e all’inizio di un altro. Astronomicamente parlando ritorniamo alle risposte date alle domande precedenti relative all’ora del ritorno solare e al Tempo Siderale Locale (TSL): l’incremento di 5h 48m circa fa sì che a 33 anni questo incremento risulti “quasi” 24 ore, così che ritorna “quasi” l’ora di nascita, come si può vedere dalla tabella qui sotto relativa ai primi quarant’anni del nostro soggetto di esempio.</p>
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 12px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Times New Roman, Times, serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>ANNI</td>
<td>INCREMENTO</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>ANNI</td>
<td>INCREMENTO</td>
</tr>
<tr>
<td>1</td>
<td>05h 48m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>21</td>
<td>02h 04m</td>
</tr>
<tr>
<td>2</td>
<td>11h 37m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>22</td>
<td>07h 53m</td>
</tr>
<tr>
<td>3</td>
<td>17h 26m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>23</td>
<td>13h 42m</td>
</tr>
<tr>
<td>4</td>
<td>23h 15m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>24</td>
<td>19h 31m</td>
</tr>
<tr>
<td>5</td>
<td>05h 04m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>25</td>
<td>01h 20m</td>
</tr>
<tr>
<td>6</td>
<td>10h 52m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26</td>
<td>07h 08m</td>
</tr>
<tr>
<td>7</td>
<td>16h 41m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27</td>
<td>12h 57m</td>
</tr>
<tr>
<td>8</td>
<td>22h 30m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28</td>
<td>18h 46m</td>
</tr>
<tr>
<td>9</td>
<td>04h 19m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>29</td>
<td>00h 35m</td>
</tr>
<tr>
<td>10</td>
<td>10h 08m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30</td>
<td>06h 24m</td>
</tr>
<tr>
<td>11</td>
<td>15h 56m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>31</td>
<td>12h 12m</td>
</tr>
<tr>
<td>12</td>
<td>21h 45m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>32</td>
<td>18h 01m</td>
</tr>
<tr>
<td>13</td>
<td>03h 34m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td><strong>33</strong></td>
<td><strong>23h 50m</strong></td>
</tr>
<tr>
<td>14</td>
<td>09h 23m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>34</td>
<td>05h 39m</td>
</tr>
<tr>
<td>15</td>
<td>15h 12m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>35</td>
<td>11h 28m</td>
</tr>
<tr>
<td>16</td>
<td>21h 00m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>36</td>
<td>17h 16m</td>
</tr>
<tr>
<td>17</td>
<td>02h 49m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>37</td>
<td>23h 05m</td>
</tr>
<tr>
<td>18</td>
<td>08h 38m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>38</td>
<td>04h 54m</td>
</tr>
<tr>
<td>19</td>
<td>14h 27m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>39</td>
<td>10h 43m</td>
</tr>
<tr>
<td>20</td>
<td>20h 16m</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>40</td>
<td>16h 32m</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr/>
Foto da: www.mandalabooks.com</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;asteroide (10) Hygiea</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/lasteroide-10-hygiea/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/lasteroide-10-hygiea/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 22:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[parte di malattia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renzobaldini.it/?p=3809</guid>
		<description><![CDATA[Centosettanta anni fa, il 12 aprile 1849, veniva scoperto l’asteroide (10) Hygiea dall’astronomo Annibale De Gasparis nell’Osservatorio di Capodimonte a Napoli, Italia. Si trovava nella costellazione della Vergine (AR 183° 25’, Decl. – 07° 41’, Lat. – 05° 41’). Ha un periodo orbitale di 5,56 anni. Il nome Inizialmente chiamato Igea Borbonica da De Gasparis, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Centosettanta anni fa, il 12 aprile 1849, veniva scoperto l’asteroide (<strong>10) Hygiea</strong> dall’astronomo <strong>Annibale De Gasparis</strong> nell’Osservatorio di Capodimonte a Napoli, Italia. Si trovava nella costellazione della Vergine (AR 183° 25’, Decl. – 07° 41’, Lat. – 05° 41’). Ha un periodo orbitale di 5,56 anni.</p>
<p> <span id="more-3809"></span></p>
<p><em>Il nome</em><br />
Inizialmente chiamato <strong>Igea Borbonica</strong> da De Gasparis, Igea era la dea greca della <strong>salute</strong> e dell’<strong>igiene</strong> (<em>ygieia</em>, “salute”), figlia del dio della medicina <strong>Asclepio</strong> e di <strong>Epione</strong> (“colei che lenisce, che mitiga, che risana”), invocata come aiuto preventivo nelle malattie.<br />
A Roma il corrispettivo era la <strong>dea Salus</strong>, personificazione della salute ma anche della prosperità dello Stato (<em>salus publica</em>). Aveva due templi: uno sul Quirinale, eretto nel 302 a.C. dal console Giunio Bruto Bubulco, e uno dedicatole da Nerone come protettrice degli imperatori (<em>salus augusta</em>).<br />
Le feste in suo onore cadevano il 30 marzo (<em>Salus publica</em>, <em>concordia et pax</em>, istituita da Augusto nel 10 a.C.), e il 5 agosto (<em>Templum salutis</em>, <em>Sacrificium publicum</em>), anniversario della dedicazione del tempio alla dea da parte di Bubulco. Con l’introduzione a Roma del culto di Asclepio (291 a.C.), venne identificata con la greca Igea.</p>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta l’asteroide <strong>(10) Hygiea</strong> si trovava in moto retrogrado a 06° 12’ del Segno della <strong>Bilancia</strong>, a poco meno di due gradi dal piede eclittico della stella <em>Vindemiatrix</em>, la epsilon Virginis (costellazione della Vergine), il cui nome, di derivazione greca, significa “annunciatrice della vendemmia” perché il suo sorgere eliaco segnava l’inizio del periodo della vendemmia; è una stella che ha natura di <strong>Saturno-Mercurio</strong> e viene considerata fondamentalmente <strong>negativa</strong>, legandosi ad ansie, depressioni, problemi legali, perdite finanziarie e, secondo alcuni, anche vedovanza.<br />
Nel <strong>Tema della scoperta</strong> (che le cronache riportano essere stata intorno alle ore 22.00) spiccava una congiunzione <strong>Marte/Nettuno</strong> in Pesci, una congiunzione <strong>Mercurio/Saturno</strong> in Ariete e una strettissima congiunzione <strong>Sole/Urano</strong>, anch’essa in Ariete, in trigono alla Luna.<br />
L’Ascendente era ai primi gradi del <strong>Sagittario</strong>.</p>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
Congiunto agli angoli o a pianeti importanti di un Tema, l’asteroide <strong>(10) Hygiea</strong> può certamente dare un interesse, più o meno manifesto, per le questioni di salute, per la <strong>medicina</strong>, per l’arte medica, con l’approccio a tali questioni che si vestirà ovviamente dei caratteri del pianeta in aspetto.<br />
Dà anche una specie di sesto senso (o di buon senso) legato alla salute, così lo troviamo importante in soggetti che sanno automedicarsi o sanno dare buoni consigli in merito.<br />
Da considerare che le <strong>tre congiunzioni</strong> che hanno fatto da corollario alla scoperta di questo asteroide possono rappresentarci tre <strong>differenti modi</strong> di approcciarsi al tema “medicina-salute” in coloro che hanno questo asteroide in posizione particolare all’interno del proprio Tema: così possiamo avere il <strong>ricercatore</strong> serio, scrupoloso, ma non tanto fortunato (Mercurio/Saturno), oppure possiamo avere il <strong>visionario</strong> che crede di aver trovato chissà quale cura, ma anche chi si arroga il diritto di decidere per la salute degli altri, magari il tutto fatto con scopi <strong>truffaldini</strong> (Marte/Nettuno), oppure possiamo avere il pioniere, lo scopritore, colui che segue strade non ortodosse pur di arrivare a scoprire una qualche <strong>miracolosa cura</strong> (Sole/Urano).<br />
Ciò non toglie che si possano avere tutti questi caratteri amalgamati anche in una sola persona, ovvero l’approccio a tematiche mediche e/o igienistiche può risentire, in chi ha questo asteroide particolarmente importante nel proprio Tema, di tutte quelle cose.<br />
Tanto per fare degli esempi, troviamo l’asteroide <strong>(10) Hygiea</strong> in trigono alla tripla congiunzione Sole/Venere/Nettuno in Dodicesima Casa nel Tema del fisiologo <strong>Luigi Di Bella</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, salito alla ribalta delle cronache a fine anni ‘90 per aver ideato una cura anticancro bocciata dal Ministero della Sanità italiano che ne sancì la totale inefficacia, scatenando dure reazioni nell’opinione pubblica che subito si era schierata con il povero fisiologo.<br />
Lo troviamo congiunto all’Ascendente e a Urano e in quadratura a Plutone nel Tema di <strong>Duilio Poggiolini</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, medico, fisiologo, professore di Igiene, arrivato a diventare Direttore Generale del Servizio Farmaceutico Nazionale del Ministero della Sanità italiano, arrestato poi per tangenti e ruberie nell’ambito dell’inchiesta “Mani Pulite”.<br />
Ma l’asteroide <strong>(10) Hygiea</strong> ha anche a che fare, in special modo nei suoi aspetti agli angoli del Tema, con la <strong>paura delle malattie</strong> e con il tentativo di esorcizzarle, e più in generale di scongiurare e allontanare da sé pericoli vari (veri o presunti), di creare delle difese, facendo suo il motto toscano “<em>meglio aver paura che buscarne</em>” (che poi questo venga esagerato o meno, dipende dall’insieme del Tema).<br />
Un esempio potrebbe essere il Tema del cantante <strong>Michael Jackson</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a> (nota la sua ipocondria, l’uso smodato di medicinali), con l’asteroide <strong>(10) Hygiea</strong> congiunto all’Ascendente (ma anche opposto a Saturno signore della sua Parte di Malattia). </p>
<p><br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(10) Hygiea</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Luigi Di Bella nacque a Linguaglossa, Italia, il 17 luglio 1912 alle ore 06.00 con l’asteroide (10) Hygiea a 25° 02’ Pesci.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Duilio Poggiolini nacque a Roma, Italia, il 25 luglio 1929 alle ore 22.30 con l’asteroide (10) Hygiea a 15° 28’ Ariete.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Michael Jackson nacque a Gary, Indiana, USA, il 29 agosto 1958 alle ore 23.45 (ma l’ora non è certa) con l’asteroide (10) Hygiea a 18° 24’ Gemelli.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>Astrologia cosa?</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/astrologia-cosa/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 23:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[destino]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
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		<description><![CDATA[L’approccio all’astrologia può essere diviso in due grandi scuole di pensiero: chi la vede come una materia solo previsionale e chi come una materia anche previsionale. E non sembri una questione di lana caprina perché si tratta di due visioni che nascono da due concezioni diverse della vita e che chiamano in causa i rapporti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’approccio all’astrologia può essere diviso in due grandi scuole di pensiero: chi la vede come una materia <strong>solo</strong> previsionale e chi come una materia <strong>anche</strong> previsionale.</p>
<p> <span id="more-3794"></span></p>
<p>E non sembri una questione di lana caprina perché si tratta di due visioni che nascono da due concezioni diverse della vita e che chiamano in causa i rapporti fra microcosmo e macrocosmo, <strong>destino</strong> e <strong>libero arbitrio</strong>.<br />
D’altronde ogni astrologo ha la sua <em>forma mentis</em>, la sua visione della vita, la sua etica, la sua morale, la sua filosofia: è quindi attraverso questi “filtri” personali-caratteriali-psicologici che passa l’astrologia che così verrà usata e presentata al cliente secondo il tipo di “filtro” dal quale è passata. </p>
<p>Da parte mia reputo l’astrologia una disciplina “alta”, anzi, “spirituale”;  uno strumento per leggere, studiare, capire, decifrare sia la realtà che ci circonda sia noi stessi; uno strumento per <strong>comprendere chi siamo</strong> e come possiamo migliorarci ed evolverci in sintonia con la Legge di Natura; in una parola uno strumento per conoscerci meglio.<br />
Quindi l’astrologia che intendo è <strong>psicologica</strong>, <strong>spirituale</strong> ed <strong>evolutiva</strong> allo stesso tempo, un’astrologia del “<em>nosce te ipsum</em>”. </p>
<p>E poi l’ho sempre considerata una materia più “pescina” che “virginea”, nel senso che se la costringiamo a scendere troppo nei meandri del <em>particulare</em> si trasforma in un illusorio quanto inutile farmaco delle nostre <strong>paturnie</strong> quotidiane: una catena che ci imprigiona a un futuro sempre interrogato ma <strong>mai conosciuto</strong>; un futuro che sta fuori di noi, staccato da noi; un futuro non nostro; un futuro nemico. </p>
<blockquote><p><em>Dìmmi: come misuri il cosmo e i limiti della terra,<br />
tu che hai un piccolo corpo fatto di poca terra?<br />
Misura prima te stesso e conosci te stesso,<br />
e poi calcolerai la terra sconfinata.<br />
Se non riesci a calcolare il poco fango del tuo corpo,<br />
come puoi conoscere la misura dell’incommensurabile? </em></p>
<p>(Pallada di Alessandria, IV secolo, AP XI.349)</p></blockquote>
<p>Ecco: parafrasando il poeta Pallada, come puoi chiedere del tuo futuro se prima <strong>non conosci te stesso</strong>? Prima misura te stesso e poi, ma solo poi, calcolerai il futuro sconfinato. Perché tu sei il <strong>tuo</strong> futuro. Il tuo carattere è parte del tuo destino. Se (ri)conosci il tuo <em>daimon</em> conoscerai il tuo futuro. Se diventi te stesso, se diventi chi sei, se diventi ciò <strong>per cui sei nato</strong>, capirai il tuo futuro.</p>
<p>Dai tempi dei tempi l’astrologia è stata oggetto di studio: dove la mettiamo? Tra le arti o le scienze? E poi: l’astrologia è un sapere congetturale o una mantica astrale? I cieli sono <strong>causa</strong> o sono <strong>segni</strong>? E a quale visione cosmologica, a quale filosofia, a quale <em>Weltanschauung</em> la leghiamo? A quella aristotelica, stoica o cosa?</p>
<blockquote><p>[…] <em>l’astrologia è stata collegata con la cosmologia di Aristotele secondo la sua dottrina della scienza (metafisica) come scienza delle cause necessarie; con le cosmologie stoiche e l’idea del fatalismo astrale dello stoicismo (Poseidonio, Alessandro di Afrodisia) oppure con la cosmologia animistica di Plotino per cui i cieli non sono causa ma segni dell’animazione universale. Così abbiamo da un lato l’astrologia come un sapere tecnico ben strutturato, e dall’altro le immagini che di essa si sono venute costruendo nei diversi momenti della storia della filosofia e della scienza nei nessi tra astrologia e filosofia, intesa come visione del mondo. Ma, come cosmologia, l’astrologia ha presupposto anche una certa teologia come connessione tra ordine necessario, provvidenza divina e destino, quindi ha riguardato anche diverse procedure tecniche di “divinazione”. E così un problema centrale all’interno dell’astrologia è stato quello di stabilire o rifiutare il suo compito di previsione infallibile con l’annesso quesito delle precisazioni di quale rapporto istituire tra mantica astrale e astrologia oroscopica e quindi determinare differenze, o identità, tra pronostico astrologico e divinazione divina profetica. Questo problema riguarda la discussione se l’astrologia sia una forma oppure no di divinazione, ossia ‘ispirata’, con i connessi temi delle distinzioni tra le forme di divinazione: se naturale, o magica, sovrannaturale, profetica o divina.</em> […] <em>Se l’astrologia non è una forma di divinazione oracolare, infallibile, ma solo una tecnica empirica di previsione meramente fallibile, puramente probabile (Tolomeo), quale può essere la sua utilità?</em> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> </p></blockquote>
<p>Ecco: come rispondereste a quest’ultima domanda?<br />
Sapete cosa mi viene da pensare? Che all’astrologia sia mancata una rinfrescante e corroborante “rivoluzione copernicana”. Il bello – o il buffo – è che ci riempiamo la bocca dicendo che l’astrologia è una materia simbolica, con tutto ciò che questo vuol dire e soprattutto implica a livello filosofico e psicologico, e poi la usiamo come se fosse – e vogliamo che sia – un <strong>meccanismo perfetto</strong> dove uno più uno deve fare due. E deve dirci tutto. Dirci cosa fare e come farlo. E quando, soprattutto. A domanda risponde: come se l’astrologia e l’astrologo fossero una di quelle macchinette dove introducendo la moneta e premendo un pulsante esce – deve uscire, perbacco! – la bevanda prescelta. Così, in modo automatico e sicuro.</p>
<p>Ma una bella “rivoluzione copernicana” no? All’astrologia è mancato un Galilei, ecco la verità.<br />
Ma per molti astrologi (?) è meglio così. Già, perché se così non fosse ci sarebbero milioni di astrologi (?) disoccupati, frotte di individui in preda alla disperazione girovaganti tra le macerie fumanti di un edificio che loro stessi hanno contribuito a distruggere, tutti a elemosinare qualche straccio di consulenza agli angoli delle strade – <em>venghino signori venghino… per carità!</em></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] GRAZIELLA FEDERICI VESCOVINI, dall’introduzione a: SADAN, <em>I segreti astrologici di Albumasar</em>, a cura di Graziella Federici Vescovini, Nino Aragno, Torino 2000, pp. 12-13.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>L&#8217;asteroide (4581) Asclepius</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/lasteroide-4581-asclepius/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 23:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Trent’anni fa, il 31 marzo 1989, veniva scoperto, dagli astronomi Henry Holt e Norman Thomas dell’Osservatorio di Monte Palomar in California, l’asteroide (4581) Asclepius. Si trovava nella costellazione della Chioma di Berenice (AR 183° 56’, Decl. + 16° 32’, Lat. + 16° 42’). Ha un periodo orbitale di 1,02 anni. Il nome Asclepio (il cui [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Trent’anni fa, il 31 marzo 1989, veniva scoperto, dagli astronomi Henry Holt e Norman Thomas dell’Osservatorio di Monte Palomar in California, l’asteroide <strong>(4581) Asclepius</strong>. Si trovava nella costellazione della Chioma di Berenice (AR 183° 56’, Decl. + 16° 32’, Lat. + 16° 42’). Ha un periodo orbitale di 1,02 anni.</p>
<p><span id="more-3789"></span></p>
<p><em>Il nome</em><br />
Asclepio (il cui nome viene tradotto come “<em>colui che prende in mano la bacchetta</em>”) era il <strong>dio della medicina</strong>. Nacque da Apollo e da Coronide, figlia del re dei Lapiti. Si racconta che mentre Coronide era incinta di Asclepio, ella si innamorò di uno straniero; Apollo lo venne a sapere, uccise l’intruso e tramite Artemide sua sorella fece morire anche Coronide; ma mentre il suo corpo stava per essere arso sul rogo funebre, Apollo trasse il bimbo non ancora nato dal seno di sua madre e lo diede in affidamento al centauro Chirone che lo ammaestrò nella caccia e nella medicina. Alla scuola di Chirone apprese tutto sui veleni, le droghe, gli incantesimi atti a ridare la salute agli uomini e sull’uso dei ferri chirurgici.<br />
Divenne ben presto il benefattore di tutta l’umanità. E però non soltanto guariva i malati, ma ricevette da Atena due fiale contenenti il sangue della Gorgone: in una c’era il sangue estratto dal fianco sinistro della Gorgone, con il quale egli dava morte istantanea, nell’altra il sangue estratto dal fianco destro, che invece resuscitava i morti. Fu proprio per aver ridato la vita ad un morto che Zeus, a seguito delle lagnanze di Ade e timoroso che questo mortale, pur figlio di Apollo, si ponesse al pari degli dèi, gli scagliò addosso una folgore che immediatamente lo uccise. Apollo, da par suo, per vendicare la morte del figlio, uccise tutti quanti i Ciclopi, figli di Zeus e fabbricatori dei suoi fulmini.<br />
Dopo un po’ di tempo Zeus, su precisa richiesta di Apollo, acconsentì a collocarlo in cielo, fra le stelle, dove divenne una <strong>costellazione</strong>, la costellazione del Serpentario altrimenti detta di <strong>Ofiuco</strong> (dal greco <em>ofiókos</em> “colui che tiene il serpente”). Da quel momento venne venerato come divinità, il dio della medicina. </p>
<p>Ma perché tra le stelle con un <strong>serpente in mano</strong>? Si dice che Asclepio era sempre seguito da un cane e da un serpente, suoi animali devoti. Il serpente in special modo rivestiva un ruolo importantissimo, il veleno del quale, già da epoche arcaiche, era usato, in dosi minime, per le sue virtù terapeutiche.<br />
Si racconta che un giorno, mentre con il suo bastone in mano stava riflettendo su come fare per salvare la vita al giovane Glauco, il figlio di Minosse e Pasifae caduto in una giara di miele mentre stava inseguendo un topo, un piccolo serpente tentò di attorcigliarsi al suo bastone, al che Asclepio lo uccise colpendolo con il bastone; in quel mentre arrivò un altro serpentello con in bocca un’erba che depose sul capo del piccolo serpente morto, il quale subito si riebbe e insieme all’altro fuggì lasciando quell’e<strong>rba miracolosa</strong> ai piedi di Asclepio; e fu così che, utilizzando quell’erba, Asclepio riuscì a salvare la vita al giovane Glauco.<br />
Da quel momento il serpente divenne il <strong>simbolo</strong> di Asclepio e di tutta la medicina, e posto fra gli astri.<br />
Ancora oggi il simbolo dei medici è il bastone di Asclepio sul quale si attorcigliano due serpenti.<br />
Il centro principale del suo culto fu ad Epidauro, nel Peloponneso, sul mare Egeo, di fronte ad Atene, che divenne sede della più grande scuola di medicina di tutta la Grecia. Altre scuole sorsero un po’ dappertutto, la più famosa delle quali fu quella dell’isola di Coos dove fiorì la scuola di medicina di Ippocrate.<br />
A Roma il suo culto venne importato, dopo una pestilenza, nel 293 a.C. direttamente da Epidauro. Fu la prima divinità introdotta a Roma direttamente dalla Grecia, e ad essa venne innalzato un tempio nell’isola Tiberina che poi assunse il ruolo di ospedale.</p>
<p><em>Il Tema Natale</em><br />
Nel giorno della sua scoperta (31.03.1989) l’asteroide <strong>(4581) Asclepius</strong> si trovava in moto retrogrado a 26° 51’ del Segno della <strong>Vergine</strong>, sul piede eclittico della stella <em>Zavijava</em>, la beta Virginis (costellazione della Vergine), il cui nome significa “l’angolo”, stella della natura di Mercurio-Marte che pare conferire forza di volontà, intraprendenza, riconoscimenti e consensi per il proprio operato.</p>
<p><em>La lettura astrologica</em><br />
Certamente la collocazione di questo asteroide in Vergine lo abbina a tematiche legate alla s<strong>alute</strong>, alla cura del proprio corpo, all’igiene ovvero a sanare i problemi di salute degli altri, il che parrebbe legarlo a chi, per professione, ha a che fare con tutto ciò, dai<strong> medici</strong> ai <strong>farmacisti</strong> agli <strong>infermieri</strong>. In effetti molti Temi di persone che lavorano in ambito sanitario presentano questo asteroide in posizione assai interessante e spesso in gioco con pianeti come Venere, Giove, Saturno o Nettuno. Non raro trovare l’asteroide in Scorpione in Temi di <strong>ginecologi</strong> o medici che in un modo o in un altro hanno a che fare con problemi legati alla fertilità.<br />
Molto parlante poi in Temi di persone che lavorano sì nel campo della salute ma che in più hanno particolari <strong>doti sensitive</strong> o curative e comunque una particolare sensibilità: in questi l’asteroide <strong>(4581) Asclepius</strong> va a porsi in congiunzione ad elementi dominanti nel Tema. Ovviamente non tutti coloro che si trovano ad avere questo asteroide in posizione importante all’interno del loro Tema devono per forza di cose essere medici, infermieri o farmacisti: e però rimane integra quella capacità di sentire gli altri, di avere quella particolare dote che fa capire i problemi degli altri (e non solo di natura fisica) sapendo come porvi rimedio o quantomeno di indirizzarli o aprire in essi spiragli di salvezza. Ovviamente l’uso positivo o negativo di tutto ciò dipenderà da altri fattori oroscopici. </p>
<p><br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(4581) Asclepius</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
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		<title>L&#8217;asteroide (911) Agamemnon</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/lasteroide-agamemnon-911/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 23:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agamennone]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Cento anni fa, il 19 marzo 1919, veniva scoperto l’asteroide (911) Agamemnon dall’astronomo Karl Reinmuth dall’Osservatorio di Heidelberg in Germania. Venne individuato nella costellazione del Leone (AR. 151° 47’, Decl. + 12° 53’, Lat. + 01° 13’). Ha un periodo orbitale di 12,04 anni. Il nome – Agamennone (da aya&#8211; suffisso rafforzativo, e menos, “forza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cento anni fa, il 19 marzo 1919, veniva scoperto l’asteroide <strong>(911) Agamemnon</strong> dall’astronomo <strong>Karl Reinmuth</strong> dall’Osservatorio di Heidelberg in Germania. Venne individuato nella costellazione del Leone (AR. 151° 47’, Decl. + 12° 53’, Lat. + 01° 13’). Ha un periodo orbitale di 12,04 anni.</p>
<p><span id="more-3770"></span></p>
<p><em>Il nome</em> – Agamennone (da <em>aya</em>&#8211; suffisso rafforzativo, e <em>menos</em>, “forza vitale”, col significato di “colui che resiste con forza”) era figlio del re di Micene, Atreo. Quando suo padre venne ucciso da Tieste (fratello di Atreo), lui e suo fratello Menelao fuggirono a Sparta. Là Agamennone prese in moglie <strong>Clitennestra</strong>, mentre Menelao si sposò con <strong>Elena</strong>, tutte e due figlie del re di Sparta, Tindaro.<br />
Da considerare che Clitennestra era sposata con Tantalo (figlio di Tieste quindi cugino di Agamennone), ma Agamennone lo <strong>uccise</strong> insieme al figlioletto che Clitennestra portava in seno e poi la sposò. Agamennone riuscì poi ad uccidere anche Tieste (vendicando così la morte di suo padre) e regnò su Micene, mentre Menelao rimase a Sparta diventandone poi il re. Quando Elena, la moglie di Menelao, venne <strong>rapita</strong> da Paride (azione che scatenò la famosa <strong>guerra di Troia</strong>), Agamennone andò in aiuto a suo fratello e con una flotta salpò per Troia. Al suo ritorno in patria dopo la caduta di Troia, Agamennone venne <strong>assassinato</strong> da sua moglie Clitennestra con la complicità del suo amante Egisto, vendicando in tal modo l’uccisione del primo figlioletto. Tale azione venne poi vendicata, su incitazione della sorella Elettra, da <strong>Oreste</strong> che <strong>uccise</strong> Egisto e sua madre Clitennestra.</p>
<p><em>Il Tema Natale</em> – Nel giorno della sua scoperta l’asteroide (911) Agamemnon si trovava in moto retrogrado a 29° 14’ del Segno del <strong>Leone</strong>, opposto a <strong>Urano</strong> ma anche in congiunzione alla stella <em>Regulus</em>, l’alfa Leonis (costellazione del Leone), della natura di Marte-Giove, il cui nome significa “piccolo re”. La tradizione astrologica è unanime nel dire che questa stella comporta attitudine al<strong> comando</strong>, desiderio di <strong>affermazione</strong>, ma anche <strong>combattività</strong> e <strong>violenza</strong> agita o subita, ciò che pare accostarsi bene al carattere e alle gesta del re Agamennone.<br />
L’opposizione che l’asteroide aveva con Urano nel giorno della sua scoperta fa pensare sì ad <strong>ambizione</strong> e attitudine al comando, ma anche ad azioni <strong>inconsulte</strong>, non ponderate, successi effimeri, urti con l’autorità, <strong>disgrazie</strong> improvvise, rovesci di fortuna.</p>
<p><em>La lettura astrologica</em> – In generale diamo all’asteroide <strong>(911) Agamemnon</strong> caratteristiche di comando e intraprendenza, senso della giustizia ma rischio di urtarsi con l’autorità costituita. E però lo potremmo definire l’asteroide dell’<strong>amor proprio</strong>, dell’orgoglio, dell’espressione della propria personalità ovvero del desiderio di asserirsi, della necessità di <strong>riscattarsi</strong>.<br />
Si trova quindi in posizione importante o in aspetti dinamici in quei Temi di soggetti che anelano un “posto al sole”, che tentano di asserirsi o che si sentono <strong>impotenti</strong> in questa loro asserzione, soggetti il più delle volte buoni o succubi delle circostanze e che nonostante facciano non vengono considerati o fanno fatica ad esserlo. C’è <strong>orgoglio ferito</strong>.<br />
Negli aspetti armonici possiamo invece vedere l’asteroide esaltare le caratteristiche del pianeta con cui si trova in aspetto, esaltazione che a volte tradisce a monte un non pieno controllo di quelle caratteristiche, così, ad esempio, qualora l’asteroide si trovasse in aspetto armonico a <strong>Nettuno</strong>, la fede, gli alti ideali, il sogno, la poesia, la musica, diventano gli strumenti che la persona usa per riscattarsi o ergersi; se questo fosse il <strong>Sole</strong>, assisteremo ad una esaltazione delle caratteristiche leonine (a prescindere dal Segno di appartenenza), di asserzione del proprio Io (stessa cosa, con in più un’impronta marziana e a volte velleitaria, in aspetto all’Ascendente).<br />
In linea generale possiamo dire che il soggetto sente di avere una <strong>natura regale</strong> ma questa non riconosciuta (o lui sente che è così), quindi un soggetto che potremmo definire un <strong>ex re</strong>, che è stato e ora non è più, come di un ego grande in un corpo piccolo.</p>
<p><br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(911) Agamemnon</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
Foto: “<em>Il sogno di Agamennone</em>” (1613) di Crispijn van de Passe (1564-1637), Rijksmuseum, Amsterdam.</p>
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		<title>Segni maschili e Segni femminili</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 23:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Tratto dal mio libro &#8220;Trattato Tecnico di Astrologia&#8220;, Hoepli, Milano 2011 Un modo per comprendere meglio il significato dei Segni zodiacali è quello di raggrupparli in varie “famiglie”. La prima suddivisione li ordina secondo il genere maschile e femminile o solare e lunare, diurno e notturno, yin e yang indicanti lo stesso concetto. I Segni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto dal mio libro &#8220;<em>Trattato Tecnico di Astrologia</em>&#8220;, Hoepli, Milano 2011</p>
<p>Un modo per comprendere meglio il significato dei Segni zodiacali è quello di raggrupparli in varie “famiglie”. <span id="more-3751"></span></p>
<p>La prima suddivisione li ordina secondo il genere maschile e femminile o solare e lunare, diurno e notturno, yin e yang indicanti lo stesso concetto. I Segni dispari sono maschili (o solari, diurni, yang), quelli pari sono femminili (o lunari, notturni, yin), gli uni accanto agli altri, alternati, come possiamo vedere nella tabella qui sotto:</p>
<p>ARIETE	   Maschile<br />
TORO	   Femminile<br />
GEMELLI	   Maschile<br />
CANCRO	   Femminile<br />
LEONE	   Maschile<br />
VERGINE	   Femminile<br />
BILANCIA   Maschile<br />
SCORPIONE  Femminile<br />
SAGITTARIO Maschile<br />
CAPRICORNO Femminile<br />
ACQUARIO   Maschile<br />
PESCI	   Femminile</p>
<p>Si può pensare che questa suddivisione inizi dal Segno dell’Ariete: d’altronde, è o non è il primo, colui che apre la sequenza zodiacale? È o non è il Segno che rappresenta la primavera e quindi la forza attiva, impulsiva, penetrante, generatrice, ben rappresentata da Marte che qui ha il suo domicilio?<br />
Si può pensare che una volta stabilite le qualità maschili dell’Ariete, quelle degli altri Segni siano consequenziali, alternandosi femminile e maschile come suggerisce l’armonia della Natura.<br />
Il “maschile” che qui si intende non è però quello marziano bensì <strong>solare</strong>: d’altronde, è o non è il Sole il principio primo di vita, simbolo della forza diurna e comunque archetipo del Maschile? e il “femminile” che qui si intende non è quello venusiano bensì <strong>lunare</strong>: d’altronde, è o non è la Luna archetipo del Femminile? ecco che possiamo affermare che la suddivisione sopra indicata non parte dall’Ariete bensì dal <strong>Leone</strong> (sede del Sole) per la parte <strong>maschile</strong>, e dal <strong>Cancro</strong> (sede della Luna) per la parte <strong>femminile</strong>.<br />
All’interno dello zodiaco si vengono così a creare una “strada solare” e una “strada lunare” che partono rispettivamente dal Leone e dal Cancro, e possiamo visualizzarle in base alle seguenti informazioni:</p>
<p>1) A parte i luminari (Sole e Luna), la sequenza planetaria adottata in astrologia si rifà alle reali posizioni dei pianeti così come questi si trovano partendo dal Sole (Terra esclusa, ovviamente): Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone. </p>
<p>2) I pianeti (a parte i luminari) hanno il loro domicilio in due Segni:<br />
MERCURIO – Gemelli e Vergine<br />
VENERE –   Toro e Bilancia<br />
MARTE – Ariete e Scorpione<br />
GIOVE – Sagittario e Pesci<br />
SATURNO – Capricorno e Acquario<br />
URANO – Acquario e Capricorno<br />
NETTUNO – Pesci e Sagittario<br />
PLUTONE – Scorpione e Ariete</p>
<p>3) I Segni contigui (cioè i Segni che si trovano l’uno accanto all’altro) sono considerati dalla tradizione non armonici tra loro (Tolomeo li chiamava <em>contraddicentesi</em> o <em>estranei</em>), così, si diceva, c’è poca o punta familiarità tra Ariete e Toro, Toro e Gemelli, Gemelli e Cancro, ecc.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/03/85_Figura_63-e1552071984696.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/03/85_Figura_63-e1552071984696.jpg" alt="85_Figura_63" width="250" height="251" class="alignleft size-full wp-image-3749" /></a>
<p>Ebbene, qualora volessimo ricreare, partendo dal domicilio del <strong>Sole</strong> (il Leone) e tenendo conto della <strong>non familiarità</strong> fra Segni contigui, la sequenza planetaria (cioè Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone), non possiamo dal Leone (sede del Sole) andare al Mercurio della Vergine, essendo questo Segno contiguo (quindi estraneo) al Leone; dovremmo dirigerci al Mercurio dei Gemelli e poi alla Venere della Bilancia (non del Toro essendo contiguo ai Gemelli), poi al Marte dell’Ariete (non al Marte dello Scorpione essendo contiguo alla Bilancia), poi al Giove del Sagittario (non dei Pesci essendo contiguo all’Ariete), poi al Saturno dell’Acquario (non del Capricorno essendo contiguo al Sagittario). Per quanto riguarda i pianeti “moderni”, ripartiamo da dove eravamo arrivati, cioè dall’Acquario, ripercorrendo la strada a ritroso, così che Urano si troverà in Acquario, Nettuno in Sagittario, Plutone in Ariete.</p>
<p>Lo stesso faremo con la <strong>Luna</strong> partendo dalla sua sede, il Cancro, e ricreando la sequenza planetaria (Mercurio, Venere, Marte, giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone) dirigendoci, per le ragioni sopra indicate, al Mercurio della Vergine, poi alla Venere del Toro, al Marte dello Scorpione, al Giove dei Pesci, al Saturno del Capricorno, mentre Urano, Nettuno e Plutone troveranno posto rispettivamente in Capricorno, Pesci, Scorpione. </p>
<p>Alla fine avremo disegnato, all’interno dello zodiaco, una “strada solare” (linea continua) e una “strada lunare” (linea tratteggiata), così che chiameremo maschili, diurni, attivi, positivi, yang i Segni che si trovano sulla prima e definiremo femminili, notturni, ricettivi, negativi, yin quelli che sono sulla seconda.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/03/85_Figura_64-e1552072116268.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/03/85_Figura_64-e1552072116268.jpg" alt="85_Figura_64" width="250" height="251" class="alignleft size-full wp-image-3748" /></a></p>
<p>Questa è la ragione per cui alcuni Segni sono maschili e altri femminili, o per meglio dire solari e lunari, ragione che ci fornisce una spiegazione e placa i dubbi di non pochi studenti riguardo al perché, per esempio, lo Scorpione, dominato da Marte, oppure il Capricorno, considerato il più “duro” fra i Segni, sono definiti ‘femminili’, o la Bilancia, governata da Venere e legata all’armonia e alla raffinatezza, ‘maschile’. Certo è che sarebbe meglio usare, al posto di “maschile” e “femminile”, termini come “solare” e “lunare”, oppure “diurno” e “notturno”, o meglio ancora “yang” e “yin”; sarebbe più facile pensare allo Scorpione come a un Segno a energia notturna o lunare, o alla Bilancia come a un Segno a energia diurna e solare.</p>
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		<title>Una mostra a Firenze sui libri di Cosimo I de’ Medici</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2019 23:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[cosimo I de' medici]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricorrono quest’anno i 500 anni dalla nascita di Cosimo I de’ Medici (11.06.1519-21.04.1574). Fu duca di Firenze e poi primo Granduca di Toscana. Gemelli con Ascendente Capricorno, esperto di alchimia e scienze esoteriche – passione ereditata dalla nonna, Caterina Sforza – Cosimo fece del Palazzo della Signoria, grazie a valenti artisti e dotti uomini di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ricorrono quest’anno i <strong>500 anni</strong> dalla nascita di Cosimo I de’ Medici (11.06.1519-21.04.1574). Fu duca di Firenze e poi primo Granduca di Toscana.</p>
</p>
<p><span id="more-3742"></span></p>
<p><strong>Gemelli</strong> con Ascendente <strong>Capricorno</strong>, esperto di <strong>alchimia</strong> e <strong>scienze esoteriche</strong> – passione ereditata dalla nonna, Caterina Sforza – Cosimo fece del Palazzo della Signoria, grazie a valenti artisti e dotti uomini di lettere, uno scrigno alchemico. Uomo di grande cultura, Firenze gli dedica una mostra che permette di scoprire la sua Biblioteca personale.</p>
<p>Dall’8 marzo al 18 ottobre 2019 i suoi libri e i suoi manoscritti saranno esposti al pubblico in una <strong>mostra</strong> ad essi dedicata dal titolo “<em>I libri del Granduca Cosimo I de’ Medici</em>”, presso la <strong>Biblioteca Medicea Laurenziana</strong> a Firenze.</p>
<p>Dal sito della Biblioteca:</p>
<p>Nella prima sezione dell’esposizione sono presentati i libri che il granduca conservava nella sua <strong>biblioteca privata</strong>: si tratta di alcune sue biografie, opere che gli furono offerte in cambio di favori, scritti da lui commissionati, manoscritti da lui posseduti, che evidenziano sia i rapporti che ebbe con personaggi contemporanei, sia la sua attenzione per l’architettura, la matematica, l’ingegneria, la musica e la geografia. Questi suoi interessi sono ulteriormente documentati dalle due <strong>sfere armillari</strong>, cioè modelli tridimensionali della volta celeste, strumenti di raffinata fattura che servivano a spiegare ai non specialisti i princìpi dei moti dei pianeti, del sole, della luna e la sfera delle stelle fisse.</p>
<p>La seconda sezione della mostra è dedicata al grande incremento di manoscritti voluto da Cosimo I per la Biblioteca pubblica, per la quale <strong>Michelangelo</strong> aveva progettato la costruzione del nuovo edificio. Nei quasi cinquanta anni che intercorsero fra il trasferimento della collezione da Roma a Firenze e l’apertura al pubblico della nuova libreria, che avvenne l’<strong>11 giugno 1571</strong>, la consistenza della raccolta passò da circa 1000 codici a più di 3000. Sono state individuate cinque provenienze di gruppi di codici di cui è stata effettuata una selezione: alcuni manoscritti infatti pervennero per acquisto, altri per trasferimento da altre biblioteche, sia fiorentine che da altre parti della Toscana.</p>
<p>È anche esposto un <strong>dipinto</strong> inedito di <strong>Jacopo Ligozzi</strong>, gentilmente prestato dal collezionista Alberto Bruschi. Si tratta del bozzetto preparatorio di uno dei quadri della testata nord del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, che completava la straordinaria decorazione voluta da Cosimo. </p>
<p>La mostra è arricchita da un <em>touch screen</em> in cui, attraverso ritratti e immagini di luoghi, è possibile approfondire la vita di Cosimo I.<br />
La<strong> musica</strong> che accompagna il percorso espositivo è la <em>Missa ducalis</em>, la messa a tre cori composta da <strong>Costanzo Porta</strong> e dedicata al granduca. Il manoscritto autografo di questa opera, composta nel 1565, è esposto in mostra. </p>
<p><strong>Sede espositiva</strong>: Biblioteca Medicea Laurenziana, Piazza San Lorenzo 9 &#8211; Firenze.<br />
<strong>Durata</strong>: 8 marzo-18 ottobre 2019<br />
<strong>Orario mostra</strong>: lunedì – venerdì ore 9,30 – 13,30 (chiuso sabato, domenica e festivi).<br />
<strong>Biglietto</strong>: € 3.00. € 2.50 se acquistato unitamente al biglietto per la basilica di San Lorenzo.<br />
<strong>Informazioni</strong>: tel. 055 2937911 – b-mela.mostre@beniculturali.it </p>
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		<title>Un caso clinico: la paralisi di Bell</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 23:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[parte di malattia]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto dal mio e-book “Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell’oroscopo in chiave medica”. Definizione, cause, sintomi Paralisi del nervo facciale (VII nervo cranico) pare dovuta a un virus (herpes simplex), ma la causa precisa non è certa. Venne descritta per la prima volta nel 1821 dal medico e anatomista scozzese Charles Bell (1774-1842). [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto dal mio e-book “<em>Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell’oroscopo in chiave medica</em>”.<span id="more-3735"></span></p>
<p><strong>Definizione, cause, sintomi</strong><br />
Paralisi del nervo facciale (VII nervo cranico) pare dovuta a un virus (herpes simplex), ma la causa precisa non è certa. Venne descritta per la prima volta nel 1821 dal medico e anatomista scozzese Charles Bell (1774-1842).<br />
Il sintomo più evidente è la paralisi dei muscoli facciali, la difficoltà di chiudere l’occhio con problemi legati alla sua secchezza. La metà del viso colpita si atteggia a una smorfia (asimmetria della faccia, digrignamento dei denti). Spesso il danno rientra da sé dopo qualche tempo (in minima percentuale possono rimanere tracce della paralisi). A volte sono invece necessarie delle cure (farmaci cortisonici, antivirali, massaggi) e nei casi estremi, con compromissione traumatica del nervo, l’intervento chirurgico.</p>
<p><strong>Riferimenti astrologici</strong><br />
Mercurio e Urano come nervi, Nettuno e Plutone come infezioni e virus, Saturno come contrazione ma anche Marte come infiammazione. Ovviamente l’Ariete (testa, viso, Marte), i Gemelli e la Vergine (Mercurio) e l’Acquario (Urano).<br />
Troppe le tracce astrologiche da seguire? Certo, e tuttavia non possiamo esimerci dal prenderle in considerazione tutte.<br />
Non solo. Ci aggiungerei anche la Luna che come rappresentante anche dell’espressione del viso è spesso in posizione forte, preminente o legata direttamente o indirettamente a Marte o Urano.<br />
Ovviamente gli intrecci, gli scambi, i rapporti fra questi elementi saranno, nei vari Temi, molteplici e compositi, così possiamo avere (casi reali) il Tema con la Luna al Medio Cielo in aspetto a Urano e con Mercurio congiunto a Plutone; un altro dove Plutone è all’Ascendente e la Luna è congiunta a Urano o in aspetto a Nettuno; un altro ancora con la Luna quadrata a Urano e con Marte congiunto a Nettuno.</p>
<p><strong>Esempio</strong><br />
Si tratta di un soggetto femminile che nel maggio 2013 si è svegliato al mattino con la metà sinistra del viso contratta, dolore all’orecchio interno e alla mandibola, la palpebra abbassata e difficoltà a chiudere l’occhio. Una cura cortisonica (antinfiammatori steroidei), l’utilizzo di lacrime artificiali, una terapia fisica mirata e il riposo hanno permesso in cinque-sei mesi di riprendersi da questo disturbo.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/02/Paralisi_Bell2-e1550938054673.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/02/Paralisi_Bell2-e1550938054673.jpg" alt="Paralisi_Bell2" width="450" height="452" class="alignleft size-full wp-image-3732" /></a></p>
<p>Osservando il <strong>Tema natale</strong> notiamo una <strong>Luna</strong> al Medio Cielo in quadratura a Venere e a Urano e opposta a Nettuno. Il fatto che la Luna sia in quadratura a Venere in Acquario e contemporaneamente in quadratura a Urano signore dell’Acquario ci orienta su possibili disturbi a livello delle strutture <strong>nervose</strong>, disturbi <strong>circolatori</strong> e metabolici, <strong>sterilità</strong>, così come sull’eventualità di interventi di chirurgia (Urano) estetica (Venere) dovuti ai più svariati motivi e non necessariamente per migliorare il proprio aspetto.<br />
L’opposizione Luna-Nettuno la leghiamo a un disturbo che è già presente nella vita del soggetto e cioè la <strong>difficoltà a prendere sonno</strong>, ad avere un sonno normale, tranquillo.</p>
<p>La figura geometrica che si crea unendo questi quattro astri, cioè un <strong>grande quadrato</strong>, indica tensione, una tensione certo attiva, una grande <strong>forza nervosa</strong>, una grande carica lavorativa, ma anche, e per questo, una facilità a scaricarsi <strong>rapidamente</strong> in special modo quando decade o viene mortificato lo <strong>stimolo</strong> che ha attivato la tensione muscolare e nervosa.<br />
È poi una figura che indica <strong>difesa</strong> ovvero il chiudersi in difesa per vari motivi ma tutti spesso ricollegabili alla <strong>paura</strong>; anche, difendere la propria privacy, le proprie idee, la propria visione del mondo; difendere però anche se stessi dagli altri, difendere la propria intimità.<br />
Dal punto di vista psicofisico questa configurazione indica lo sforzo che l’organismo fa per continuamente sostenersi, per resistere; andica altresì una “ferita aperta” legata al rapporto coi <strong>genitori</strong>.<br />
Da notare che Luna e Nettuno, oltre a far parte del grande quadrato, sono anche due degli elementi che vanno a formare quella figura “ad aquilone” che qui vediamo e i cui altri componenti sono Giove e Sole; questa figura geometrica viene spesso interpretata come un elemento di <strong>buon senso</strong>, e in effetti lo è; tuttavia è anch’essa indice di <strong>tensione</strong>, seppur di stampo diverso rispetto a quella espressa dalla precedente configurazione.<br />
Questa figura, che qui abbiamo chiamata “ad aquilone” per la sua evidente forma geometrica, potremmo altresì chiamarla, sempre per il suo disegno, “a balestra carica”, ricordando infatti la <strong>micidiale arma</strong> che sembra un incrocio tra un arco e un fucile. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/02/Paralisi_Bell3-e1550938083940.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/02/Paralisi_Bell3-e1550938083940.jpg" alt="Paralisi_Bell3" width="350" height="192" class="alignleft size-full wp-image-3734" /></a></p>
<p>Così come la balestra è un’arma, così la figura astrologica a cui assomiglia rappresenta un elemento di <strong>attacco</strong>, una configurazione che la persona usa per farsi valere, per asserirsi.<br />
Ma a nulla servirebbe quest’arma se non ci fosse la freccia inserita e armata.<br />
Nel nostro caso la <strong>freccia</strong> è rappresentata dall’opposizione <strong>Luna-Nettuno</strong>, con <strong>Nettuno</strong> che ne è la <strong>punta</strong> micidiale diretta verso il bersaglio e la <strong>Luna</strong> che rappresenta il <strong>congegno di scatto</strong> della freccia.<br />
Possiamo dire che la Luna fa scattare Nettuno. </p>
<p>Certo è che pensando a un’arma viene più facile pensare a un Marte oppure a un Sole che non a Luna e Nettuno. Che tipo di arma sarà mai una Luna-Nettuno? Un’arma meno micidiale? Un’arma poco attiva e reattiva?<br />
Diciamo che è un’arma che segue i moti dell’animo, che viene agita da pressioni <strong>emotive</strong>.<br />
Se vediamo la Luna (il congegno che fa scattare la freccia) come elemento legato alla causa e Nettuno (la punta della freccia scagliata sul bersaglio) come elemento legato all’effetto, possiamo capire come la causa che fa scattare la freccia sia di natura “lunare” cioè <strong>emotiva</strong>: nei momenti nei quali la persona sente che qualcosa non va, che qualcosa sta attentando alla sua libertà e soprattutto al suo spazio ecco che inconsciamente il suo corpo reagisce manifestando <strong>disturbi</strong> che non trovano, tra i medici, una diagnosi precisa (Nettuno), spesso delle infezioni (Nettuno), esprimendo la persona un malessere generale e generalizzato che prende le forme più svariate; questa è infatti una persona che, patologicamente parlando, ha sempre qualcosa; non che sia ipocondriaca come si potrebbe pensare, ché non si preoccupa né esalta o ostenta i propri disturbi: semplicemente ce li ha (o almeno dice di averli).<br />
La paralisi che le è capitata può quindi essere legata sì a fenomeni infettivi ma partiti o supportati da questo terreno <strong>emotivo</strong>.</p>
<p>Il fatto poi di avere nello stesso Tema sia un grande quadrato sia un aquilone (o balestra) ci dice come il soggetto viva sotto una tensione che magari all’esterno non traspare ma che si muove e si agita al suo interno creando un terreno favorevole a esaurimenti, cadute repentine del tono vitale, infezioni, ma anche pericolose <strong>iperattività</strong> sia fisiche sia mentali che rischiano di bruciare in poco tempo l’energia psicofisica del soggetto.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>Parte di Malattia</strong> questa cade a 23° 46’ Leone, quindi rappresentata dal <strong>Sole</strong> che tra gli altri aspetti nei quali è coinvolto è anche congiunto alla <strong>Luna Nera</strong> e in quinconce a <strong>Urano</strong>: questa condizione solare la si può leggere come indicatrice di disturbi particolari o <strong>strani</strong>, a volte, in casi estremi, di disturbi della personalità. Ovviamente ci parlerà anche di problemi osteo-articolari, dolori artritici (Sole in Capricorno) e di problemi cardio-circolatori, tutti disturbi che il soggetto non si fa mancare. </p>
<p>Il legame poi del Sole con gli altri pianeti formanti la configurazione “a balestra carica” ci dice come i problemi di salute che affliggono la persona facciano parte delle armi messe in campo dal soggetto stesso per <strong>asserire </strong>il proprio spazio, la propria presenza ma anche la propria autorità, indipendenza e autosufficienza, come se volesse dire: «<em>Sto male, ma hai visto come sono forte e sopporto tutto senza lagnarmi?</em>».<br />
Il fatto che il Sole, in quanto rappresentante della Parte di Malattia, sia qui il governatore dell’Ascendente (il fisico), può comunque dar ragione se non di tutti almeno di una parte dei disturbi lamentati dalla persona.</p>
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		<title>René Allendy 1889-1942</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 23:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
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		<description><![CDATA[Centotrenta anni fa, il 19 febbraio 1889 alle ore 10.00, nasceva a Parigi il medico, psicanalista e astrologo René Allendy. Nel 1926, insieme a René Laforgue e Marie Bonaparte, fondò la Société Psychanalytique de Paris. Sposatosi due volte, la seconda con la sorella della moglie deceduta giovane, ebbe anche una relazione sentimentale con la scrittrice [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Centotrenta anni fa, il 19 febbraio 1889 alle ore 10.00, nasceva a Parigi il medico, psicanalista e astrologo René Allendy. <span id="more-3723"></span></p>
<p>Nel 1926, insieme a René Laforgue e Marie Bonaparte, fondò la <em>Société Psychanalytique de Paris</em>. Sposatosi due volte, la seconda con la sorella della moglie deceduta giovane, ebbe anche una relazione sentimentale con la scrittrice americana <strong>Anaïs Nin</strong> – peraltro sua paziente – la quale, nel suo <em>Diario I: 1931-1934</em>, così lo descriveva appena conosciuto:</p>
<blockquote><p><em>Il dottor Allendy ha scritto “Le Problème de la Destinée (Étude sur la Fatalité Intérieure)”. Crede che il destino sia motivato dall’interno e diretto da tropismi inconsci. Impulsi profondi e sconosciuti spingono l’individuo verso esperienze ripetitive. L’uomo tende a proiettare questi schemi fuori di sé e a dar colpa a forze esterne per tutto quello che gli succede.<br />
L’uomo può controllare il proprio destino, dice Allendy, nella misura in cui diviene consapevole di questi tropismi, ma ci vuole una vera e propria iniziazione, come nella disciplina buddista, che permette ai suoi discepoli di sfuggire al loro karma tramite la conoscenza. La psicoanalisi può sconfiggere quello che noi chiamiamo sfortuna, o tragedia, o fatalità.<br />
È nato a Parigi nel 1889. Ha studiato medicina, facendo poi pratica negli ospedali. La sua tesi nel 1912 era su “Les Théories Alchimiques dans l’Histoire de la Médecine”. Si interessa di omeopatia e di astrologia e ha fondato la Société Française de Psychanalise.<br />
Sono andata alla Sorbonne a sentire una delle sue lezioni. È alto, barbuto.</em></p></blockquote>
<p>Come scrive Barbault<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>: «<em>Allendy non era solo psicoanalista e omeopata, ma anche astrologo, e non conosco autore che abbia meglio di lui rinnovato il filo della tradizione astrologica dell’antica iatromatematica</em> [astrologia medica] <em>con la tradizione medica, passando da Ippocrate, gli ermetisti, i vitalisti e, oggi, gli omeopati e gli psicoanalisti.</em>»</p>
<p>Il primo amore di Allendy fu <strong>Paracelso</strong>, il medico, alchimista e astrologo svizzero del XVI secolo: da lì il passo verso interessi per l’alchimia, l’esoterismo, l’astrologia e la psicoanalisi fu davvero molto breve.</p>
<p>Morì il 12 luglio 1942 a Montpellier di <strong>nefrite ipertensiva</strong>, un’alterazione infiammatoria dei reni su <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/02/Allendy-e1549991388443.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2019/02/Allendy-e1549991388443.jpg" alt="Allendy" width="550" height="476" class="alignleft size-full wp-image-3725" /></a>base ipertensiva arteriosa. I reni sono sotto la <strong>Bilancia</strong>: Allendy ha nel suo Tema natale la <strong>Parte di Malattia</strong> a 9° 25’ Bilancia in opposizione a Marte. Anche la <strong>Parte di Morte</strong> si trova in Bilancia, a 21° 19’, congiunta esattamente a Urano, in quinconce a Mercurio e opposta addirittura a Venere. <strong>Venere</strong> è quindi rappresentante sia della Parte di Malattia sia della Parte di Morte, quindi ha un peso non da poco in questo Tema, ancor più se la persona è Pesci con Ascendente Toro, due Segni dominati da Venere. Come se non bastasse Venere è in opposizione alla Luna: siccome tutti e due sono gli astri che reggono il Toro, qui Segno ascendente, questo denota una <strong>debolezza fisica congenita</strong>: sappiamo infatti che la sua infanzia fu costellata da molti problemi di salute come bronchiti croniche e difterite – Nettuno congiunto all’Ascendente Toro e in quadratura al Sole.</p>
<p>Allendy fu autore prolifico; fra i suoi libri citiamo: <em>La table d’émeraude d’Hermès Trismégiste: avec les commentaires de l’Hortulain</em> (Éditions Traditionelles, Paris 2000 &#8211; fac-sim de l’éd. du “Voile d’Isis”, Paris 1921); <em>Les Tempéraments. Essai sur une théorie physiologique des tempéraments et de leurs diathèses, avec applications pratiques à l&#8217;hygiène et à la thérapeutique</em> (Vigot, Paris 1922); <em>Essai sur la guérison</em> (Denoël et Steele, Paris 1934); <em>Paracelso il medico maledetto</em> (Fratelli Bocca, Milano 1942); <em>Journal d’un mèdecin malade, ou Six mois de lutte avec la mort</em> (Denoël, Paris 1944); <em>Infanzia incompresa. Soluzioni pedagogiche</em> (Cappelli, Rocca San Casciano 1951); <em>Psicologia dell’amore</em> (Astrolabio, Roma 1951).</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] ANDRÉ BARBAULT, <em>André Barbault parla. Piccola antologia</em>, Enzo Barillà 2016, traduzione di Enzo Barillà,  p. 31.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Terrorismo astrologico</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 23:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A sentire certe storie, a vedere come orde di amateur predictors ignoranti e superbi hanno ridotto la “scienza delle stelle” vien quasi da vergognarsi a dire che fai l’astrologo. E non è da ora, purtroppo, visto che quest’arte è sempre stata – ancor più dal 1572 quando l’università di Bologna soppresse definitivamente la cathedra astrologica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A sentire certe storie, a vedere come orde di <em>amateur predictors</em> ignoranti e superbi hanno ridotto la “scienza delle stelle” vien quasi da vergognarsi a dire che fai l’astrologo. </p>
<p><span id="more-3712"></span></p>
<p>E non è da ora, purtroppo, visto che quest’arte è sempre stata – ancor più dal 1572 quando l’università di Bologna soppresse definitivamente la <em>cathedra astrologica</em> – un territorio di conquista di <strong>bande</strong> più o meno organizzate o di <strong>barbari</strong> individui. </p>
<p>Oggi, a parte la selezione attuata dal <em>Centro Italiano Discipline Astrologiche</em> con le sue scuole e il suo albo, non esiste in Italia un setaccio serio che possa fare da <strong>filtro</strong>, e così ti ritrovi accerchiato da una massa di astrologi (?) che accovacciati sulla loro <strong>ignoranza</strong> e <strong>megalomania</strong> sputano sentenze e predizioni a raffica e soprattutto a casaccio. </p>
<p>Ovviamente non sono iscritti a nessun albo – privato o meno che sia – anche perché non riuscirebbero nemmeno a passare i test di ammissione, ma se lo fossero andrebbero <strong>radiati</strong> istantaneamente, marchiati a fuoco e i manifesti con la loro faccia attaccati ai muri della città. Purtroppo l’astrologia non è una materia legalmente riconosciuta e così può essere <strong>preda</strong> di chiunque, assalita da chiunque, usata come meglio piace. Con tutti i danni che ne conseguono. </p>
<p>Tempo fa mi scrisse una signora chiedendomi un appuntamento per un consulto; quando arrivò mi raccontò la sua precedente esperienza con un astrologo (?), esperienza che l’aveva talmente <strong>traumatizzata</strong> da dover ricorrere sia a <strong>farmaci</strong> sia a un <strong>supporto psicologico</strong>.<br />
Era infatti andata da questo <strong>intelligentone</strong> per il Tema dell’anno, la <strong>Rivoluzione Solare</strong>. Questi le disse che se non si fosse <strong>spostata</strong> per il giorno del compleanno avrebbe visto <strong>morire</strong> suo marito oppure un suo genitore o la figlia, magari in un brutto incidente, quindi sarebbe dovuta andare non so dove per allontanare da sé questi tremendi influssi, e che se non l’avesse fatto – le urlò letteralmente in faccia – sarebbe stata la causa di questa tragedia familiare e che lei si sarebbe dimostrata una senza cuore, che pensava solo a se stessa ecc., ecc.<br />
Questa signora rimase ovviamente scioccata, anzi, <strong>terrorizzata</strong>. Non si spostò anche perché stette male tutto l’anno: farmaci e supporto psicologico, come detto. Risultato? Non accadde <strong>niente</strong> di tutto quello “predetto” dall’intelligentone. O meglio, accadde sì perché questa persona visse un anno da incubo. </p>
<p>Fu una sua amica, mia cliente, che nonostante la sua ritrosia e soprattutto paura – ci credo! – la indirizzò da me per vedere se potevo rimettere i “cocci” a posto, <strong>ridarle fiducia</strong>; parlammo molto, le spiegai cos’era e cosa non era l’astrologia; parlammo ovviamente del suo Tema natale letto anche dal lato dell’<strong>Astrologia dell’Anima</strong>; cercai di farle capire alcune importanti questioni legate all’astrologia, al destino, al libero arbitrio. Insomma, piano piano riuscimmo, insieme, a rimettere un po’ in sesto la situazione. Ma non fu facile.</p>
<p>Ovviamente i <strong>superbi</strong> e i <strong>sapientoni</strong> di cui sopra te li ritrovi dappertutto; ecco uno stralcio di scambio di battute via mail che ebbi con un tizio:<br />
«<em>Lei usa le Parti Arabe? Ma se non funzionano!</em>»<br />
«<em>Ah, perché lei le ha studiate?</em>»<br />
«<em>Studiate? No. Però ho sentito dire che sono tutte sciocchezze, mi meraviglio che uno serio come lei le usi.</em>»<br />
Fate un po’ voi.</p>
<p>C’è da dire poi che con l’avvento della Rete la situazione è oltremodo peggiorata. Per carità, niente contro Internet, è ovvio, solo che il mezzo ha dato la stura a frotte di sapientoni sotto l’effetto <strong>Dunning-Kruger</strong> che si mettono a trattare di astrologia (?) creando masse di fruitori imbevuti – certo non per colpa loro – delle più <strong>strampalate</strong>, bizzarre e sbagliate idee sulla materia, come si può leggere da questi esempi di domande arrivatemi:<br />
«<em>È vero quello che dice</em> [nome dell’astrologo] <em>che la quadratura di Marte con Plutone porta all’omosessualità? Io ce l’ho nel mio tema però non mi sento così. Che dice? Lo diventerò?</em>»<br />
«<em>Vorrei tanto avere dei figli ma ho letto in un blog che chi ha Saturno in quinta casa non li avrà e se anche riuscisse ad averli sarebbe solo una cattiva madre. Secondo lei è vero?</em>» </p>
<p>Ora io mi chiedo: ma come si può andare avanti così? Qui bisogna mettere un <strong>freno</strong>, bisogna fare qualcosa. Non se ne può più. Purtroppo penso che la lotta sia persa in partenza: è una lotta <strong>impari</strong>, sono troppi i <strong>barbari ignoranti</strong> là fuori e ogni giorno aumentano a dismisura. E così aumenta anche lo sconforto che poi si trasforma in rabbia. E diminuisce la pazienza: e io dico sempre che dove finisce la <strong>pazienza</strong> cominciano le <strong>pallottole</strong>; ma se non vuoi arrivare a questo estremo? Qual è la soluzione? Forse prendersi una camomilla. Meglio due.<br />
Ma intanto, come diceva Dalla, i sacchi di sabbia vicino alla finestra li ho già messi.</p>
<hr/>
Foto da: https://addictedtohorrormovies.com</p>
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		<title>Voci di donne</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 23:20:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Firenze, presso la Biblioteca Medicea Laurenziana in piazza San Lorenzo 9, la mostra “Voci di donne. L’universo femminile nelle raccolte laurenziane” è stata prorogata fino al 15 febbraio (orario di apertura: lunedì–venerdì 9.30–13.30; chiuso sabato, domenica e festivi). Si tratta di una raccolta di manoscritti e documenti – il più antico è un ostrakon [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A Firenze, presso la Biblioteca Medicea Laurenziana in piazza San Lorenzo 9, la mostra “<em>Voci di donne. L’universo femminile nelle raccolte laurenziane</em>” è stata prorogata fino al 15 febbraio (orario di apertura: lunedì–venerdì 9.30–13.30; chiuso sabato, domenica e festivi).</p>
<p><span id="more-3710"></span></p>
<p>Si tratta di una raccolta di <strong>manoscritti</strong> e documenti – il più antico è un <em>ostrakon</em> del II secolo a.C. con un frammento di un’opera di <strong>Saffo</strong> – che dà testimonianza del contributo che il <strong>mondo femminile</strong> ha dato alla stesura di codici e alla loro conservazione e del valore aggiunto dato nei secoli dalle donne alle arti e alle scienze. In tutto sono sessantasei pezzi divisi in sei sezioni cronologiche. </p>
<p>Troverete scritti di <strong>Santa Caterina da Siena</strong>; la &#8220;<em>Regulae Medicinale</em>&#8221; di <strong>Trotula</strong>, una delle prime donne mediche della Scuola Salernitana; laudi di <strong>Lucrezia Tornabuoni</strong>; sonetti di <strong>Vittoria Colonna</strong> e molto altro ancora di interessante.</p>
<p> Fra l&#8217;altro, la copia manoscritta del &#8220;<em>Physica</em>&#8221; (codice Ashburnham del 1323) di <strong>Santa Ildegarda di Bingen</strong>, Dottore della Chiesa, un trattato di medicina e scienze naturali che verrà presentato e discusso <strong>martedì 12 febbraio 2019</strong> alle 15.30 presso la Tribuna dell’Elci (sempre alla Biblioteca Medicea Laurenziana) da <strong>Sabrina Melino</strong>, chimica e tecnologa farmaceutica, una delle massime esperte del pensiero medico-filosofico di Ildegarda. La partecipazione alla conferenza è libera.</p>
<hr/>
Foto da: www.caracteristicos.co</p>
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		<title>L&#8217;Indice dei libri proibiti</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2018 23:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 30 dicembre 1558, sotto il pontificato di Paolo IV (Giovanni Pietro Carafa), la Congregazione del Sant’Uffizio emanò il primo “Indice” dei libri proibiti, l’Index Auctorum, Et Librorum Prohibitorum…[1], altrimenti detto Index Paulinus, dove venivano messi al bando tutti i libri di astrologia e non solo – anche traduzioni della Bibbia. Non era certo la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 30 dicembre 1558, sotto il pontificato di Paolo IV (Giovanni Pietro Carafa), la Congregazione del Sant’Uffizio emanò il primo “Indice” dei libri proibiti, l’<em>Index Auctorum, Et Librorum Prohibitorum…</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, altrimenti detto <em>Index Paulinus</em>, dove venivano messi al bando tutti i libri di astrologia e non solo – anche traduzioni della Bibbia. </p>
<p><span id="more-3705"></span></p>
<p>Non era certo la prima volta per la Chiesa dato che vi erano stati, nei secoli addietro, altre proibizioni in tal senso.<br />
In quei giorni vi era un’<strong>opposizione</strong> tra <strong>Saturno</strong> e <strong>Urano</strong>, conflitto tra vecchio e nuovo, tra passato e futuro. Saturno e Urano erano poi in <strong>quadratura</strong> con <strong>Giove</strong>, e visto che Giove rappresenta la religione, la <strong>Chiesa</strong>…</p>
<p>Questa <em>Index</em> creò un risentito <strong>malumore</strong> all’interno della cerchia degli <strong>astrologi</strong>, degli studiosi di astrologia, anche se solo inizialmente perché passato il primo momento di sbandamento gli stessi libri, seppur con cautela, ripreso a girare. Lo fecero anche tra le mura clericali – dove peraltro non si erano mai allontanati.</p>
<p>Ovviamente i giudizi su queste proibizioni papali erano i più disparati, e vi era anche chi vedeva in essi non una messa al bando dell’astrologia in quanto tale ma più realisticamente una critica-censura di certi usi che di essa venivano fatti.</p>
<p>Un astrologo dell’epoca, <strong>Giovanni Domenico Scevolini</strong>, nato a Bertinoro, frate domenicano, uomo di cultura enciclopedica, fece uscire un suo libro sull’astrologia con questo titolo: “<em>Discorso Di Domenico Scevolini, Nel quale con le auttorità cosi de’ Gentili, come de’ Catolici si dimostra l’Astrologia Giudiciaria esser verissima &#038; utilissima; Dannando coloro, che l’usano malamente, &#038; impongono necessità ne gli atti humani</em>”.<br />
Già dal titolo si evince cosa l’autore pensasse sia dell’astrologia sia soprattutto di alcuni astrologi o presunti tali.<br />
Nell’opera, che uscì postuma – stampata a Venezia nel 1565, – Scevolini prendeva le difese dell’astrologia dicendo che il suo uso non andava contro i dettami della Chiesa. Ecco cosa scriveva:</p>
<blockquote><p><em>Vengo hora alla prohibitione fatta dal Pontefice, &#038; dico, che l’intentione dell’Indice non è di dannare assolutamente la giudiciaria, perche bisogneria dannare &#038; San Tomaso, &#038; altri infiniti Catholici scrittori; ma quei libri, che troppo temerariamente si diffondono intorno all’operationi delle voluntà libere, &#038; sciolte, &#038; che ciò sia il vero da questo si può comprendere, che egli non ha banditi gli Efemeridi, anzi si leggono, &#038; si tengono senza prohibition alcuna; &#038; non di meno in tutti quei libri si mettono i canoni di fabricar le dodici case celesti, le regole di far pronostichi; quai sieno i tempi di pigliar medicine, di farsi cavar sangue, di vestirsi con panni nuovi</em> […]. <em>Queste pur sono cose tutte alla giudiciaria appartinenti: &#038; non di meno il Pontefice non le reproba. Adunque non fu sua intentione di bandir l’Astrologia, come falsa, &#038; contraria alla fede christiana, ma bandire il guastamento, &#038; la rovina della vera Astrologia</em> […] (ff. 28r-29r).</p></blockquote>
<p>Ma quello fu solo l’inizio perché di Indici – di suoi aggiornamenti – ne vennero emanati molti altri nel corso dei secoli. Almeno fino al 1959. </p>
<p>L’“Indice” venne poi definitivamente <strong>abolito</strong> da papa Paolo VI (Giovanni Battista Montini) il <strong>15 novembre 1966</strong> a seguito delle riforme del Concilio Vaticano II. E cosa avevamo in cielo? Sempre un’<strong>opposizione</strong> tra <strong>Saturno</strong> e <strong>Urano</strong>, con la differenza però che qui i due pianeti si trovavano in <strong>buon aspetto</strong> – uno in sestile, l’altro in trigono – al <strong>Sole</strong> e a <strong>Nettuno</strong>, quest’ultimo rappresentante la <strong>spiritualità</strong>.</p>
<p>A tutt’oggi rimane comunque una sorta di “consiglio alla lettura” per colui che si reputa un buon cattolico, quindi non si può parlare di censura anche se in altri termini e su altri piani questa resta, come quella patita da teologi dissidenti (es. Hans Küng), filosofi (es. Emanuele Severino) e altri. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Titolo dell’opera: <em>Index Auctorum, et Librorum, qui ab Officio Sanctae Rom. et Universalis Inquisitionis caveri ab omnibus et singulis in universa Christiana Republica mandantur, sub censuris contra legentes, vel tenentes libros prohibitos in Bulla, quae lecta est in Coena Domini expressis, et sub alijs poenis in Decreto eiusdem Sacri officij contentis</em>, Romae, Apud Antonium Bladum, [dicembre] 1558.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: http://www.beniculturali.inaf.it/eng/libraries/firenze/</p>
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		<title>Astrologia dell&#8217;Anima</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 07:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se siete interessati a fare un percorso conoscitivo volto alla comprensione del progetto evolutivo della vostra anima potete richiedere una consulenza di “astrologia dell’anima”. Premetto che non faccio i classici consulti previsionali legati a lavoro, salute, affetti, ecc.: sono anni che ho smesso quel tipo di approccio all&#8217;astrologia e sono anni che mi dedico solo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete interessati a fare un percorso conoscitivo volto alla comprensione del progetto evolutivo della vostra anima potete richiedere una consulenza di “<em>astrologia dell’anima</em>”.</p>
<p> Premetto che non faccio i classici consulti previsionali legati a lavoro, salute, affetti, ecc.: sono anni che ho smesso quel tipo di approccio all&#8217;astrologia e sono anni che mi dedico solo a un tipo particolare di utilizzo del Tema natale che possiamo chiamare &#8220;dell&#8217;anima&#8221; o &#8220;evolutivo&#8221; o &#8220;spirituale&#8221;.<br />
Attenzione però: non crediate che questo approccio tratti di questioni vaghe, astratte, indeterminate, poco attinenti alla realtà quotidiana e che quindi non faccia al caso vostro; niente di più lontano dal vero perché è proprio la conoscenza di noi stessi che può aiutarci ad affrontare la vita in un modo diverso scoprendo che a volte basta poco – un consiglio dato al momento giusto, per esempio – per capire e capirsi liberandosi da quelle catene che ci imprigionano sia mentalmente sia fisicamente o spiritualmente.<br />
Qui sotto alcune delucidazioni in merito a questa modalità di lettura.</p>
<p><strong>Cos’è?</strong><br />
Si tratta di una particolare e originale analisi del Tema natale finalizzata all’acquisizione della conoscenza della nostra anima e del suo compito in questa vita. Dico originale perché in effetti è quello che è: negli anni ho elaborato un sistema di decodifica di alcuni messaggi che sono celati nel nostro Tema così da avere una maggiore e più incisiva conoscenza del nostro percorso evolutivo.<br />
D’altronde quella che porto avanti è – unicamente – un’astrologia che potremmo chiamare “evolutiva”, “spirituale” o, appunto, “dell’anima”. Questo significa che siamo all’interno di un discorso più psicologico-evolutivo che meramente previsionale.<br />
Ciò che posso darvi è quindi un aiuto – per quanto è nelle mie capacità – per una comprensione del lavoro che la vostra anima deve svolgere in questa esistenza.<br />
Che questo serva anche nella vita quotidiana per provare ad approcciarvi meglio a essa e viverla in modo più soddisfacente è palese e scontato e non ci sarebbe nemmeno bisogno di sottolinearlo.</p>
<p><strong>Cosa vengo a sapere?</strong><br />
Scopriremo, con questo tipo di consulenza, molte cose legate alla nostra anima, per esempio “da dove proviene”, cioè su quale pianeta, simbolicamente parlando, dimorava prima di incarnarsi: quel pianeta ovvero le sue caratteristiche saranno il suo (e il nostro) archetipo di riferimento rappresentando simbolicamente il progetto da sviluppare in questa vita. Scopriremo quale pianeta rappresenta il suo &#8220;maestro spirituale&#8221; e quale la sua &#8220;guida terrena&#8221;. Verremo a conoscere il Segno natale e l&#8217;Ascendente della nostra anima ma anche quando è il suo “compleanno”. Conosceremo quello che possiamo definire il nostro “Segno occulto”, cioè colui che dietro le quinte tesse la trama e l’ordito della nostra vita.<br />
Ma non solo questo, ovviamente: molte altre cose le scopriremo mano a mano che, insieme, entreremo all’interno di questo tipo di analisi del Tema natale che, come possiamo capire, è un viaggio alla ricerca del progetto, del compito della nostra anima: un viaggio dentro noi stessi.</p>
<p><strong>Come fare?</strong><br />
Se siete interessati a questo genere di consulenza allora potete contattarmi.<br />
In tal caso però, visto il particolare tipo di indagine qui affrontato, dovete inviarmi via email, oltre ovviamente ai vostri dati natali, alcune brevi info su di voi, per esempio quali sono i vostri interessi anche culturali, studi fatti, tipo di lavoro o altre info sulla vostra vita che pensate possano essere utili a ottimizzare il consulto (e che userò per eventualmente rettificare l&#8217;ora natale). Poi vi contatterò io per fissare giorno e ora dell&#8217;incontro.</p>
<p><strong>Come avviene il consulto?</strong><br />
Non vengono fatte analisi scritte. La consulenza al momento avviene tramite telefono: quando vi contatterò vi darò un numero a cui chiamare e vi invierò la vostra carta del cielo in modo che possiate averla sottomano quando ci sentiremo così da seguire al meglio quanto andremo a scoprire.</p>
<p><br/></p>
<h6 class="Titolo"><strong>Contatti</strong></h6>
<p>Scrivere a: <a href="mailto:info@renzobaldini.it">info@renzobaldini.it</a></p>
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		<title>Una mamma strega&#8230; ma non troppo</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 19:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Chissà com’è avere una mamma strega. Ma strega in senso reale o figurato? Riguardo la mamma che qui trattiamo pensiamo più in senso figurato, almeno stando alle parole del figlio che la descriveva come piccola, magra, bruna, pettegola, litigiosa e di cattiva disposizione. Un po’ però anche in senso reale visto che questa mamma si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà com’è avere una mamma strega. Ma strega in senso reale o figurato? Riguardo la mamma che qui trattiamo pensiamo più in senso figurato, almeno stando alle parole del figlio che la descriveva come piccola, magra, bruna, pettegola, litigiosa e di cattiva disposizione. </p>
<p><span id="more-3682"></span></p>
<p>Un po’ però anche in senso reale visto che questa mamma si dedicava assiduamente a preparare pozioni “miracolose” a base di erbe per curare vari malanni fisici, pozioni la cui potenza veniva aumentata – si vociferava – grazie a degli incantesimi che la donna, in certe sere di luna piena, realizzava grazie all’aiuto del demonio. </p>
<p>Dicerie, certo, ma pericolosissime visto che il periodo storico in cui questa donna viveva era il XVI-XVII secolo, un’epoca in cui non c’era certo da stare tranquilli se le voci che correvano sul tuo conto erano di quel tenore. </p>
<p>Questa donna si chiamava <strong>Katharina Guldenmann</strong> ed era nientemeno che la <strong>mamma</strong> dell’astronomo, matematico e astrologo <strong>Johannes Kepler</strong> (1572-1630)<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Katharina nacque a Eltingen, Germania, il 9 novembre 1550<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.<br />
<strong>Scorpione</strong>, quindi, e Kepler ha nel suo Tema natale la <strong>Parte della Madre</strong> a 09° 51’ <strong>Scorpione</strong> in congiunzione a <strong>Saturno</strong> e in quadratura alla <strong>Luna Nera</strong>. La <strong>Luna</strong> poi è in <strong>Dodicesima Casa</strong>. Il <strong>Sole</strong> è opposto al <strong>Marte</strong> della madre.</p>
<p>Ma veniamo a questa mamma “pettegola e litigiosa”, ma anche testarda, ostinata, focosa e battagliera.<br />
Tanto per cominciare pare sia stata allevata da una zia che morì sul rogo per <strong>stregoneria</strong>. Se tanto mi dà tanto… E infatti Katharina iniziò prestissimo a prendere dimestichezza con erbe, tisane, pozioni e… incantesimi. Per anni andò avanti con questa attività fino a che non incappò in <strong>Lutherus Einhorn</strong>, il governatore ducale della città che aveva deciso di dare la caccia alle streghe. </p>
<p>Tutto cominciò perché una vicina di Katharina, certa <strong>Ursula Reinbold</strong> che di mestiere faceva la prostituta, l’accusò di averla quasi <strong>avvelenata</strong> con una pozione. Pare che tale accusa, ovviamente non vera, servisse a Ursula per coprire un aborto illegale. Il caso poi volle che questa Ursula fosse una lontana cugina – pare – proprio di Einhorn; quest’ultimo, una sera che era <strong>ubriaco</strong>, si avventò su Katharina e mettendole la punta della spada alla gola le intimò di confessare il delitto.<br />
Non era certo nella sua natura farsi intimidire e così, per tutta risposta, lei <strong>denunciò </strong>il governatore per calunnia e ubriachezza. Mossa tanto incauta quanto pericolosa anche perché giorni prima <strong>otto donne</strong> erano state <strong>bruciate sul rogo</strong> con l’accusa di stregoneria proprio da Einhorn.<br />
Ursula Reinbold, convinta dal cugino, aumentò le accuse su di lei denunciandola anche per <strong>stregoneria</strong>. Venne così arrestata (1620), condotta in carcere – dove stette per più di un anno – e torturata perché confessasse i suoi crimimi e il patto col diavolo.<br />
Katharina si<strong> rifiutò</strong> di confessare perché non aveva niente da confessare.</p>
<p>E qui intervenne il <strong>figlio</strong> Johannes – l’unico, perché gli altri due figli e la figlia le voltarono le spalle per proteggere la loro reputazione – che grazie alle conoscenze che aveva alla Facoltà di Diritto di Tubinga mise in campo una schiera di <strong>avvocati</strong> di grido che, non senza fatica, smontarono uno per uno i 49 capi di accusa che pendevano sul capo della madre. </p>
<p>Katharina venne così <strong>assolta</strong> per non aver commesso il fatto e rilasciata: era l’ottobre del 1621.<br />
Ma Katharina non poteva andarsene così, semplicemente; e cosa fece? Ignorando i consigli che il figlio le dava di starsene tranquilla e lasciar perdere, intentò una <strong>causa</strong> nei confronti della Reinbold pretendendo che fosse lei a <strong>pagare</strong> i costi del processo visto che l’aveva accusata <strong>ingiustamente</strong>. Non pare che la cosa abbia avuto un seguito. </p>
<p>Provata sia psicologicamente sia fisicamente Katharina morirà pochi mesi dopo, il 13 aprile 1622.<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Johannes Kepler nacque a Weil der Stadt, Germania,  il 27 dicembre 1571 (calendario giuliano) alle ore 14.37. Questa però è l’ora da lui stesso rettificata giacché quella reale – almeno stando ai documenti di Kepler – dovrebbe essere le 13.00. La sua data natale, riportata al calendario gregoriano, corrisponde al 6 gennaio 1572.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Pare che lei dicesse di essere nata nel 1547. Il padre dichiarò invece che Katharina nacque nel 1550.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Per maggiori informazioni: PAOLO ALDO ROSSI e MARCO GHIONE, <em>Il figlio della strega</em>, Virtuosa-Mente, 2015.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto: Agostino Veneziano (1490-1540), <em>Lo Stregozzo</em>, 1520.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Frank Zappa</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 23:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Zappa]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Venticinque anni fa, il 4 dicembre 1993, moriva il musicista e compositore Frank Zappa. Figura centrale del panorama musicale e compositivo del XX secolo, è stato l’unico che ha saputo “giocare” con vari stili unendoli, amalgamandoli, sovvertendoli, dilaniandoli creando così uno stile personalissimo mai raggiunto da nessun altro. Innovativo nella musica, dissacrante nei testi. Rifare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venticinque anni fa, il 4 dicembre 1993, moriva il musicista e compositore Frank Zappa.</p>
<p><span id="more-3668"></span></p>
<p><strong>Figura centrale</strong> del panorama musicale e compositivo del XX secolo, è stato l’unico che ha saputo “giocare” con vari stili unendoli, amalgamandoli, sovvertendoli, dilaniandoli creando così uno stile personalissimo mai raggiunto da nessun altro. </p>
<p><strong>Innovativo</strong> nella musica, <strong>dissacrante</strong> nei testi.</p>
<p>Rifare poi i suoi brani non è facile essendo molti di essi complicatissimi dal punto di vista della partitura, con variazioni armoniche supermicidiali.</p>
<p>Come ho già scritto in un post in occasione del ventennale della sua morte (<a href="http://www.renzobaldini.it/frank-zappa-1940-1993/" rel="noopener" target="_blank">vedi</a>), conobbi la musica di Zappa nel 1969 e da lì è diventata la mia colonna sonora. Ovviamente ho quasi tutti i suoi dischi – mi mancano molti album dal vivo – e ovviamente ho seguito i suoi concerti, non tutti ma abbastanza. Ed ho sempre detto che se avessi saputo suonare e avessi saputo comporre mi sarebbe uscita quella di musica.</p>
<p>Se volete ascoltare la sua musica, in Rete trovate di tutto.<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=VyeMNCWgDHA" rel="noopener" target="_blank">Qui</a>, comunque, un suo vecchio pezzo e qui sotto il suo Tema natale. L’ora non è certa ma l’Ascendente – come da lui più volte asserito – è Sagittario.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/12/Zappa_TN1-e1543770394937.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/12/Zappa_TN1-e1543770394937.jpg" alt="Zappa_TN" width="600" height="515" class="aligncenter size-full wp-image-3674" /></a></p>
<hr/>
Foto da: https://www.billboard.com</p>
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		<title>Pico della Mirandola</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/pico-della-mirandola/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 12:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arsenico]]></category>
		<category><![CDATA[parte dei nemici]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>
		<category><![CDATA[pico della mirandola]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo recenti notizie l’umanista Giovanni Pico della Mirandola sarebbe morto per avvelenamento. Omicidio? Probabile, anche perché all’epoca – era il 1494 e Pico aveva solo 32 anni – le voci che circolavano a Firenze e non solo parlavano di morte avvenuta in circostanze misteriose. Oggi uno studio condotto sui suoi resti da un team di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo recenti notizie l’umanista Giovanni Pico della Mirandola sarebbe morto per <strong>avvelenamento</strong>. Omicidio? Probabile, anche perché all’epoca – era il 1494 e Pico aveva solo 32 anni – le voci che circolavano a Firenze e non solo parlavano di morte avvenuta in circostanze misteriose.</p>
<p><span id="more-3645"></span></p>
<p>Oggi uno studio condotto sui suoi resti da un team di ricercatori delle università di Bologna, Pisa, del Salento, di Valencia (Spagna), di York (Gran Bretagna), dal Max Planck Institute (Germania) in collaborazione con gli esperti del R.I.S. di Parma, sembra aver risolto il giallo della sua morte: <strong>avvelenamento da arsenico</strong>. </p>
<p>La tomba di Pico si trova nella chiesa di San Marco a Firenze. I suoi resti riposano insieme a quelli del poeta fiorentino Girolamo Benivieni (1453-1542) a cui era legato da una “affettuosa amicizia”.<br />
Sulla lapide, voluta dallo stesso Benivieni, si legge:</p>
<blockquote><p style="text-align: center;"><em>Qui giace Giovanni Mirandola,<br />
il resto lo sanno anche il Tago e il Gange e forse perfino gli Antipodi.<br />
Morì nel 1494 e visse 32 anni.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Girolamo Benivieni, affinché dopo la morte<br />
la separazione di luoghi non disgiunga le ossa<br />
di coloro i cui animi in vita congiunse Amore,<br />
dispose d’essere sepolto nella terra qui sotto.<br />
Morì nel 1542, visse 89 anni e 6 mesi</em></p></blockquote>
<p>Quindi le voci dell’epoca sembrano confermate: Pico della Mirandola fu ucciso, avvelenato con l’arsenico.<br />
Probabilmente il mandante fu <strong>Piero de’ Medici</strong>, detto Piero il Fatuo, figlio di Lorenzo il Magnifico, stesso Piero che due anni prima fece uccidere <strong>l’astrologo</strong> di suo padre, <strong>Pier Leone de’ Leoni</strong>. L’esecutore materiale, invece, dovrebbe essere stato il segretario personale di Pico, <strong>Cristoforo da Casalmaggiore</strong>, almeno stando alle ricerche dello storico dell’arte <strong>Silvano Vicenti</strong> che già da molti anni optava per una morte da avvelenamento di Pico, tesi già presente nei Diarii dello storico veneziano <strong>Marin Sanudo il Giovane</strong> (1466-1536). </p>
<p>I motivi parrebbero <strong>politici</strong> essendo stato Pico seguace di <strong>Savonarola</strong> che aveva guidato la rivolta di Firenze contro i Medici cacciando dalla città Piero de’ Medici – 9 novembre 1494 – e instaurando la repubblica. Pico morì il 16 novembre, cioè una settimana dopo la cacciata di Piero da Firenze.<br />
Ma forse le cause sono altre.<br />
Qui sotto il Tema natale di Pico della Mirandola:</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/11/Pico-e1542965778679.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/11/Pico-e1542965778679.jpg" alt="Pico" width="600" height="527" class="aligncenter size-full wp-image-3643" /></a></p>
<p>Iniziamo dall’<strong>Ottava Casa</strong> dove troviamo la <strong>Luna</strong> – morte in casa o tra i familiari? – in stretta quadratura a <strong>Mercurio</strong> e a <strong>Plutone</strong> con questi due opposti tra loro: un Quadrato a T molto preciso. Mercurio e Plutone sono uno sulla cuspide dell’<strong>Undicesima Casa</strong> l’altro sulla cuspide della <strong>Quinta</strong>: questo farebbe entrare in gioco sia questioni di <strong>gelosia</strong> e di invidia sia – visto che Mercurio è qui signore della Nona e della Dodicesima – personaggi poco chiari legati alla <strong>Chiesa</strong>, tradimenti.</p>
<p>Da notare che sulla cuspide dell’Ottava Casa si trova la <strong>Parte dei Nemici</strong> (15°46’ Toro), situazione che non ha bisogno di molte spiegazioni. A questo punto <strong>Venere</strong> diventa importante – rappresenta sia l’Ottava sia i “nemici” – e la sua presenza in <strong>Quinta in Pesci</strong> può far pensare a molte cose, ad esempio anche a un <strong>gioco</strong> finito male oppure a pericoli per la propria incolumità durante incontri <strong>conviviali</strong> o una vacanza in cui non sono estranei amici o amanti. La presenza di Venere in Pesci, con Nettuno in Prima, può in effetti far pensare ai <strong>veleni</strong>.</p>
<p><strong>Urano</strong> è in Undicesima Casa opposto al <strong>Sole</strong>: l’Undicesima è la Quarta partendo dall’Ottava – sistema delle Case Derivate – che così si può leggere anche come Casa che ci dà informazioni su “da dove viene la morte, qual è la sua origine”: con Urano si può pensare a morte <strong>improvvisa</strong> e/o <strong>violenta</strong>. </p>
<p>L’opposizione di Urano al Sole assume poi un carattere <strong>inquietante</strong> se consideriamo che la <strong>Parte di Morte</strong> si trova in <strong>Acquario</strong> (8°10’) quindi rappresentata proprio da Urano: certo è che avere il rappresentante della Parte di Morte opposto al Sole non è che sia il massimo della tranquillità.</p>
<p>La cuspide dell’Undicesima è in Leone quindi una “provenienza della morte” da soggetti di <strong>potere</strong> – ma può anche essere durante un <strong>festino</strong> o un incontro conviviale.</p>
<p>Ipotesi, supposizioni – sempre che i dati natali siano giusti.</p>
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		<title>Curiosità sul Vertex</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/curiosita-sul-vertex/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2018 13:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[caso]]></category>
		<category><![CDATA[destino]]></category>
		<category><![CDATA[libero arbitrio]]></category>
		<category><![CDATA[vertex]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti mi chiedono informazioni e curiosità sul Vertex legate anche al suo particolare movimento all’interno del Tema natale. Ne espongo qui alcune (esempi con lat. 44°N00’). 1) Intanto diciamo che: il Fondo Cielo è il punto cardinale nord = azimut 0° l’Antivertex è il punto cardinale est = azimut 90° il Medio Cielo è il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti mi chiedono informazioni e curiosità sul Vertex legate anche al suo particolare <strong>movimento</strong> all’interno del Tema natale. Ne espongo qui alcune (esempi con lat. 44°N00’).</p>
<p><span id="more-3637"></span></p>
<p>1) Intanto diciamo che:<br />
il Fondo Cielo è il punto cardinale nord = azimut 0°<br />
l’Antivertex è il punto cardinale est = azimut 90°<br />
il Medio Cielo è il punto cardinale sud = azimut 180°<br />
il Vertex è il punto cardinale ovest = azimut 270°</p>
<p>2) Chi ha l’Ascendente dal Segno dell’Ariete a quello della Vergine compreso ha il Vertex <strong>sotto</strong> l’orizzonte.<br />
Chi ha l’Ascendente dal Segno della Bilancia a quello dei Pesci compreso ha il Vertex <strong>sopra</strong> l’orizzonte.</p>
<p>3) Quando l’Ascendente si trova a metà circa del Segno del Leone (+/– 5°: dipende dalla latitudine del luogo) il Vertex si trova a 0° Capricorno e raggiunge la <strong>massima</strong> distanza <strong>sotto</strong> l’orizzonte. Il Leone è il quinto Segno dello zodiaco, analogico alla quinta Casa.<br />
Quando l’Ascendente si trova a metà circa del Segno dello Scorpione (+/– 5°: dipende dalla latitudine del luogo) il Vertex si trova a 0° Cancro e raggiunge la <strong>massima</strong> distanza <strong>sopra</strong> l’orizzonte. Lo Scorpione è l’ottavo Segno dello zodiaco, analogico all’ottava Casa.<br />
Da notare che il Vertex “viaggia” tra la quinta e l’ottava Casa.</p>
<p>4) Collegato al punto 3) abbiamo: quando l’Ascendente è a 0° Cancro il Vertex va a porsi a metà circa del Segno dello Scorpione (+/– 5°: dipende dalla latitudine del luogo).<br />
Quando l’Ascendente è a 0° Capricorno il Vertex va a porsi a metà circa del Segno del Leone (+/– 5°: dipende dalla latitudine del luogo).<br />
In pratica si evince, dai punti 3) e 4), che Ascendente e Vertex <strong>si scambiano di posto</strong> (d’altronde il Vertex è un Ascendente complementare).</p>
<p>5) Collegato ai punti 3) e 4) abbiamo anche: se aggiungi 12 ore alla tua ora natale &#8211; ovvero 12 ore al tuo tempo siderale locale &#8211; e costruisci il Tema, vedrai che l’<strong>Ascendente</strong> di questo nuovo Tema è andato sul tuo <strong>Vertex</strong> natale, mentre il <strong>Vertex</strong> di questo nuovo Tema è andato sul tuo <strong>Ascendente natal</strong>e.<br />
In pratica Ascendente e Vertex <strong>si sono scambiati di posto</strong>. Se questo Tema lo domifichi poi per la tua colatitudine (90° – la latitudine natale) il Medio Cielo va esattamente sul Fondo Cielo natale e viceversa.</p>
<p>6) Quando il Medio Cielo è a 0° Capricorno o a 0° Cancro ovvero quando l’Ascendente è a 0° Ariete o a 0° Bilancia il Vertex è sempre congiunto al Discendente.</p>
<p>7) L’asse Medio Cielo/Fondo Cielo lo possiamo vedere come rappresentante del <strong>destino fisso</strong> ovvero dei <strong>condizionamenti genetici</strong>.<br />
L’asse Ascendente/Discendente lo possiamo vedere come rappresentante del <strong>libero arbitrio</strong> ma ovviamente anche dei <strong>condizionamenti ambientali</strong>.<br />
L’asse Vertex/Antivertex lo possiamo vedere come rappresentante del <strong>destino mobile</strong> ovvero di ciò che alcuni chiamano <strong>caso</strong> o casualità.</p>
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		<title>Giove in Sagittario</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/giove-in-sagittario/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 16:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[galilei]]></category>
		<category><![CDATA[Giove]]></category>
		<category><![CDATA[sagittario]]></category>
		<category><![CDATA[transiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 8 novembre alle 13.39 ora italiana Giove fa il suo ingresso nel Segno del Sagittario. Il giorno è quello di Giove, l’ora invece è quella di Marte. L’ultimo ingresso nel suo domicilio diurno avvenne il 24 novembre 2006 alle ore 05.44. Questo il Tema dell&#8217;entrata di Giove in Sagittario: Ammantato dei più regali abiti, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 8 novembre alle 13.39 ora italiana Giove fa il suo ingresso nel Segno del Sagittario. Il giorno è quello di Giove, l’ora invece è quella di Marte. L’ultimo ingresso nel suo domicilio diurno avvenne il 24 novembre 2006 alle ore 05.44. </p>
<p><span id="more-3628"></span></p>
<p>Questo il Tema dell&#8217;entrata di Giove in Sagittario:<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/11/Giove-e1541597124142.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/11/Giove-e1541597124142.jpg" alt="Giove" width="500" height="432" class="aligncenter size-full wp-image-3626" /></a></p>
<p>Ammantato dei più regali abiti, considerato il benefico per eccellenza, datore di tutte le grazie e le fortune del mondo, Giove si trova adesso a fare un <strong>super lavoro</strong> se non vuole tradire le aspettative di molti e fare una <strong>figura meschina</strong>.<br />
Tutti guardano a lui, specialmente i nati nei <strong>Segni di Fuoco</strong> che da tempo sono bombardati da più parti: «<em>Aspettate, verrà anche il vostro momento. Aspettate Giove in Sagittario!</em>».<br />
Povero Giove! Non che non venga sentito, per carità, ma è che spesso questo “sentirsi” di Giove va raramente nella direzione che si spera o ci si aspetta: «<em>Ma non avevo un transito di Giove?</em>» Come se bastasse Giove per non avere incidenti, vincere alla lotteria, passare un esame, trovare l’uomo/la donna della tua vita, ecc. «<em>E chi sono? Mandrake</em>» direbbe Giove. Poi aggiungerebbe che sì, qualcosa do e qualcosa faccio, ma non me l’ha ordinato il dottore di darvi sempre cose buone o che queste lo siano secondo il vostro metro di giudizio. </p>
<p>E già se ne erano accorti anche gli astrologi del passato visto che quando Galilei scoprì dei pianetini orbitanti intorno a Giove si dissero che allora era per questo che Giove non dava sempre ciò che prometteva:</p>
<blockquote><p>[…] <em>i compagni di Giove, scoperti da V. S., apporteranno grand’utile alli giudicii astrologici, poi ch’è stato osservato molte volte che tal pianeta, con li medesimi aspetti o congiuntioni et altre circostanze, si è mostrato negli effetti da sè medesimo molto differente, non sapendosi la causa della varietà non per altro che per la ignoranza di quest’altri lumi, come si dee credere</em> […]<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p></blockquote>
<p>Ovviamente questo non vuol dire che Giove tradisca la sua natura, ma è che questa natura è spesso da noi travisata, storpiata, <strong>esagerata</strong>, piegata alle nostre esigenze e ai nostri voleri, come se Giove fosse uno <strong>schiavo</strong> alle nostre dipendenze. </p>
<p>Approcciamoci quindi ai transiti di Giove – e non solo – con un po’ più di <strong>apertura mentale</strong>, capiamo quello ci accade sotto di essi e traiamone la giusta lezione o la giusta direzione da prendere o comportamento da avere. E ricordiamoci che la “fortuna” ha varie facce, e noi non le conosciamo tutte. Giove sì.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Lettera di Luca Valerio a Galileo Galilei in Firenze scritta da Roma il 28 gennaio 1611, in: ANTONIO FAVARO (a cura di), <em>Le Opere di Galileo Galilei. Edizione nazionale sotto gli auspici di Sua Maestà il Re d’Italia</em>, Volume XI, Carteggio anno 1611-1613, n. 469, p. 37, Tipografia Barbèra, Firenze 1890-1909 (digitalizzata in: http://portalegalileo.museogalileo.it).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: https://phys.org</p>
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		<title>Pellegrino Capitanio, 1635-1683</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/pellegrino-capitanio-1635-1683/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2018 22:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[GAFO]]></category>
		<category><![CDATA[pietro gandaglia]]></category>
		<category><![CDATA[quinzano d'oglio]]></category>

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		<description><![CDATA[335 anni fa, il 28 ottobre 1683, moriva a Brescia il medico, astronomo, fisiognomonista, poeta e astrologo Pellegrino Capitanio. Era nato a Brescia il 18 febbraio 1635 e, stando alle sue parole, probabilmente intorno alle ore 11 del mattino visto che in un suo pronostico dice di essere nato con Mercurio al Medio Cielo: se [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>335 anni fa, il 28 ottobre 1683, moriva a Brescia il medico, astronomo, fisiognomonista, poeta e astrologo Pellegrino Capitanio. Era nato a Brescia il 18 febbraio 1635 e, stando alle sue parole, probabilmente intorno alle ore 11 del mattino visto che in un suo pronostico dice di essere nato con Mercurio al Medio Cielo: se così fosse avrebbe un Ascendente in Gemelli.</p>
<p><span id="more-3619"></span></p>
<p>Si laureò in Filosofia e Medicina nello Studio di Padova nel 1665. Ampliò e strutturò meglio la sua professione prestando servizio negli ospedali di Roma e Napoli. Rientrato a Brescia si adoperò per la cura dei suoi malati supportando le sue diagnosi anche con l’aiuto dell’astrologia, come ci informa il medico bresciano Giovanni Gandino (1645-1720) nel suo “<em>Alveario Cronologico</em>”:</p>
<blockquote><p>[…] <em>gia conscio quanto al medico sia nesesaria anco la stronomia, de l un e l’altra ne continuò con sedulità sempre più magiore a profito degli Infermi e coriosità del mondo gli studij; cosi che come nel pasatto haveva dati alla Luce molti Libri per le Predizioni de tempi; delle Infermità et intorno al Politico cosi ne continuò con magior aplicazione lo scriverne nelle corenti delli Anni seguenti col solito titolo di gieroglifici astronomici con l’ornamento sempre più acresiuto e d’erudizioni e sentenze, come delle osservazioni al dare medicamenti ed alla Flebotomia pertinenti; nel che fù cosi verace che si rese appò del mondo molto singulare e notabile</em> (pp. 372-373).</p></blockquote>
<p>Si produsse anche in <strong>previsioni</strong> e in <strong>consulti elettivi</strong>, come quando stese la figura per il giorno e l’ora migliori per l’elezione di papa Clemente X (Emilio Bonaventura Altieri) dando consiglio affinché si facesse in quel preciso momento, cosa che fu fatta come ci informa il cardinale Pietro Vito Ottoboni, già vescovo di Brescia, presente al conclave e che così riferisce all’abate Mazzolo della chiesa di San Lorenzo in Brescia: «<em>per far servizio {al D<em>otto</em>r Pellegrino Cap<em>itanio</em>} {habbiamo} fatto il Papa nel giorno dal {medemo} Pronosticat</em>o»<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Si dice che predisse il Pontificato anche al suddetto cardinale Ottoboni, che divenne effettivamente Papa nel 1689 col nome di Alessandro VIII. </p>
<p>Si sposò con Margherita Bruni, di soli quattordici anni, il 15 novembre 1671, giorno da lui scelto astrologicamente. </p>
<p>Capitanio fu autore di alcuni pronostici di <strong>astrologia naturale</strong> (probabilmente iniziati nel 1664), tutti con lo stesso titolo di <em>I Geroglifici Astronomici…</em>, ad esempio: “<em>I Geroglifici Astronomici Per l’anno 1666. Massime i due più Maiuscoli La Cometa Ultimamente comparsa, e la grand’Ecclisse del Sole, Prossimamente futura. Con alcuni altri utili avisi per la Medicina, ed Agricoltura</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, stampato a Brescia nel 1665 per i tipi di Gianmaria Rizzardi e dedicato al patrizio veneto Paolo Emilio Martinengo signore di Urago, Orzinuovi e Roccafranca.<br />
L’opera, scritta peraltro con stile poetico e lingua ricercata, inizia con la consueta presentazione del lavoro <em>Al Candido Lettore</em>, premessa volta soprattutto a rimarcare la difficoltà di una chiara previsione auspicando in tal senso la pubblica benevolenza:</p>
<blockquote><p>[…] <em>confido perciò loro, che conoscono, e sanno,  quali à predire il futuro, difficoltadi s’incontrino, compatiranno questo poco inchiostro sudato dalla mano giovenile d’un Principiante à comparire vergato sopra i fogli</em> […]<em>; e pur anche consideraranno, che le attioni humani dipendono principalissimamente per necessità assoluta dalla volontà del libero Arbitrio, e dalle Stelle solo dispositivamente per inclinatione della Concupiscibile, &#038; alteratione dell’Irascibile</em> (pp. 7-8).</p></blockquote>
<p>Passa poi a trattare dell’eclisse ibrida solare del 2 luglio 1666<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>. Capitanio pone l’Ascendente del Tema dell’eclisse a 28° 25’ Leone, calcolo giusto visto che l’Ascendente (orizzonte di Brescia) cadeva a 27° 08’ Leone. Va poi a spiegare gli influssi del deliquio, non prima di aver dato le coordinate temporali del fenomeno:</p>
<blockquote><p><em>Adunque</em> […] <em>la mattina delli 2. di Luglio giorno di Venerdì. Dedicato alla visitatione della Madonna Santissima à S. Elisabetta à hore 10 e mezza, ò poco più de nostri communi horologgi Italiani di torre, e di Campana s’incominciara ad osservarsi in Italia mancare il Sole</em> […] (p. 71).</p></blockquote>
<p>Siccome poi l’eclisse è sotto il dominio di Giove, pianeta che però è in una posizione non buona essendo in Ottava Casa, nell’ultimo termine del suo Segno (i Pesci) e prossimo all’opposizione con Marte:</p>
<blockquote><p>[…] <em>nasceranno febri Sinoche, e petecchiose, emorargie, e flussi di sangue, Varole, morbilli, ò Rosolie, doglie laterali, ed altre infiammationi, insomma mali originati da abondanza, corottela, ed icorosità di Sangue per il dominio di Giove</em> (p. 74).</p></blockquote>
<p>Il pronostico continua con la trattazione dei vari eventi stagione per stagione con le rispettive lunazioni e i giorni buoni per, ad esempio, tagliarsi i capelli o prendere medicine. Alla fine Capitanio si scusa perché non avendo potuto partecipare di persona alla stampa del libro «<em>per altri impieghi sopravenuti</em>», ciò ha causato degli errori, ad esempio: «<em>Nel Discorso dell’Ecclisse si è tralasciato ad avertire, che gl’influssi duraranno incirca anni due, e mezzo</em>».</p>
<p>Capitanio continuò nei suoi pronostici fino al 1681, almeno stando a quanto trovato nelle biblioteche dove abbiamo: “<em>I geroglifici astronomici per l’anno MDCLXXXI. Interpretati dal Dott. Pellegrino Capitanio</em> […]”<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, stampato a Brescia nel 1681 per i tipi di Gianmaria Rizzardi e dedicato al militare Francesco Mocenigo (1631-1696)<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>.</p>
<hr/>
Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Astrologia Italica</em>&#8220;, Firenze 2016.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] G. GANDINO, <em>op. cit.</em>, p. 373.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L’opera è presente nella Biblioteca Carlo Viganò di Brescia (collocazione: FA 6 B 520) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata della Biblioteca Digitale Museo Galileo di Firenze.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Per eclisse ibrida solare (ne abbiamo avuta una il 3 novembre 2013, ne avremo un’altra il 20 aprile 2023) si intende un’eclisse che secondo il luogo di osservazione appare sia totale sia anulare e avviene a causa della quasi perfetta uguaglianza prospettica dei diametri del Sole e della Luna, così che il Sole viene coperto totalmente dalla Luna quando c’è la minima distanza Terra-Luna, ma parzialmente (anulare) quando questa distanza aumenta, ovvero all’inizio e alla fine del fenomeno.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] L’opera è presente nella Biblioteca Comunale Planettiana di Jesi (collocazione: PLAN alfa II 020).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Le notizie su Pellegrino Capitanio, le citazioni presenti e le frasi virgolettate, dove non altrimenti specificato, sono tratte da: G. GANDINO, <em>op. cit.</em>, pp. 372-376, il cui manoscritto è di proprietà della famiglia del prof. Pietro Gandaglia di Quinzano d’Oglio e che è stato letto nella sua riproduzione digitalizzata in: http://www.gafo-quinzano.it. Ringrazio il responsabile del sito del GAFO (Gruppo Archeologico Fiume Oglio) di Quinzano, prof. Tommaso Casanova, per la gentile collaborazione.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Elia Del Re, 1654-1733</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 22:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia italica]]></category>
		<category><![CDATA[inquisizione]]></category>

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		<description><![CDATA[285 anni fa, il 10 ottobre 1733, moriva a Ottaviano (Napoli) il frate carmelitano, matematico, architetto e astrologo Elia Del Re. Era nato a Bari nel 1654. Entrò nel convento carmelitano di Bari il 15 novembre 1670, per poi dieci anni dopo diventarne Sottopriore. Fu poi eletto Priore del convento di Ottaviano diventandone figlio il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>285 anni fa, il 10 ottobre 1733, moriva a Ottaviano (Napoli) il <strong>frate carmelitano</strong>, matematico, architetto e <strong>astrologo</strong> Elia Del Re. <span id="more-3608"></span></p>
<p>Era nato a Bari nel 1654. Entrò nel convento carmelitano di Bari il 15 novembre 1670, per poi dieci anni dopo diventarne Sottopriore. Fu poi eletto Priore del convento di Ottaviano diventandone figlio il 13 dicembre 1702. </p>
<p>Dai suoi testi si ricava che fu &#8220;Matematico Primario della Maestà Cattolica la regina Elisabetta Cristina e Accademico Francofortano&#8221;. Fece altresì parte dell’Accademia degli Spensierati di Rossano in Calabria.<br />
«<em>Fu egli eccellente Matematico, e nell’Astronomia e Astrologia molto perito</em>»<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Si nominava “Astrologo Reale di Bari” e “Parmena, l’aratore de’ cieli”, anagramma di “P. Elia Del Re Carmelitano”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>In ambito matematico scrisse “<em>Aritmetica, E Geometria Prattica Composta Dal P. Elia Del Re’ Carmelitano della Città di Bari…</em>”<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, stampata a Napoli nel 1697 e dedicata dallo stampatore Carlo Trojsi (peraltro tipografo ufficiale dell’Accademia degli Spensierati) al duca Marcello Mastrilli; così Trojsi presenta Del Re:</p>
<blockquote><p>[…] <em>con questa ardisco di presentarle nelle mie stampe la fatiga d’un Virtuoso sì celebre per lo Mondo, che hà recato con tanti suoi studij Matematici onore alla Patria, e nuove prerogative alla mai à bastanza lodevole Religione Carmelitana. Porta egli il nome d’Elia</em> […] <em>come quel zelante Profeta si è innalzato sovra il carro infocato del suo attivo ingegno alle Sfere; e come un’altro Eliseo disdegnando la Terra si è fatto ARATORE DE’ CIELI. I suoi Astrologici Vaticinij publicati à gli sguardi de’ Curiosi, hanno avuto anche del Profetico, perche vestito di quel manto, che da tanti Profeti è stato tramandato à suoi Padri</em> (p. III).</p></blockquote>
<p>L’opera, il cui titolo non le rende giustizia, è una monumentale e particolareggiata esposizione di tutto quanto c’è da sapere non solo in matematica e geometria ma anche nel cambio, nella mercatura, nella contabilità, nell’agrimensura, nell’architettura, spiegando altresì regole e leggi per esempio sull’edificazione di case, cantine, granai, stalle, come e dove devono essere costruite e con quale tipo di materiali.</p>
<p>In ambito <strong>astrologico</strong> scrisse molti <strong>pronostici</strong>, quasi tutti col titolo di <em>Discorso Astrologico…</em>, per esempio “<em>Discorso Astrologico Per L’Anno Bisestile M.DC.LXXXIV. Dell’Astrologo Reale di Bari, Cioè Del Parmena L’Aratore De’ Cieli</em>”<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, stampato a Napoli nel 1684 per i tipi di Giovan Francesco Paci e dedicato, da «Bari li 20. Decembre 1683», a Paolo IV di Sangro, principe di San Severo; la dedica è a firma del nipote, Onofrio Troiano.<br />
Così Del Re presenta l’inizio dell’anno astrologico 1684:</p>
<blockquote><p><em>Il Padre de’ Tempi</em> [cioè il Sole, N.d.A.] <em>giunto sarà il di 19. dell’augente Marzo nel primo punto del celeste Lanigero, ch’apportarà in quel punto anco l’introito dell’Anno Astronomico 1684. su’l momento, che i Professori delle Stelle osservono le hore 3. minuti 7. dal meriggio, che sono l’istesse del tocco dell’hore 21. minuti 7 delli communi nostri Oriuoli, al qual momento havendo con ogni fedeltà rationalmente eretta la celeste figura sopra l’elevatione di gradi 41. della mia nobilissima Città di Bari, ne segue, aggiustato però al calcolo del gran restauratore della Astronomica facoltà Licone</em> [sic] <em>Brahe Danese, la seguente delineatione di Cielo; si lascia vedere nella vaga linea del nostro Finitore Orizontale</em> [cioè l’Ascendente, N.d.A.] <em>gradi 25. minuti 47. di Lione, casa del Sole, e sua propria triplicità, e nel mezo Cielo gradi 19. minuti 14. del Toro, casa di Venere, esaltatione della Luna, e mutuo termine di Giove</em> […] (p. 9).</p></blockquote>
<p>Come vediamo Del Re pone l’equinozio vernale circa alle ore 15.14 locali con in effetti l’Ascendente a 25° Leone, ma il momento esatto fu alle 18.40 con un Ascendente a 06° Bilancia: l’errore per l’epoca è normale data la difficoltà di calcolare esattamente il passaggio del Sole all’equatore celeste.<br />
Oltre al Tema dell’equinozio erige anche il Tema della Luna Nuova a questo precedente e il Tema della successiva Luna Piena. Con questi va a delineare le previsioni per l’anno, stagione per stagione, mese per mese.<br />
L’opera termina con la solita chiusura di “sottomissione”, quasi obbligata, ai dogmi della Chiesa:<br />
<blockquote><p><em>Protestandomi di non haver scritto cosa alcuna in questo discorso, che possa in modo alcuno contrariare a i Sacri dogmi della Santa Romana Chiesa, della quale mi confesso ben si indegno, ma obediente figlio</em> (p. 94).</p></blockquote>
<p>Nonostante ciò, e per via di questi suoi pronostici, ebbe anche dei <strong>guai</strong>: nel “<em>Discorso Astrologico</em>” per l’anno 1700 <strong>pronosticò</strong> «<em>la morte di un gran Principe come quella di un gran Vecchione</em>»<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, e in quell’anno morirono, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, Carlo II re di Spagna e papa Innocenzo XII (Antonio Pignatelli); tale fu lo sbigottimento che subito venne denunciato, arrestato e posto <strong>sotto processo</strong>, reo di “astrologia giudiziaria” avendo trasgredito alle Bolle pontificie di Sisto V (la <em>Coeli et terrae Creator</em> del 1586) e di Urbano VIII (la <em>Inscrutabilis</em> del 1631) che mettevano al bando ogni arte o disciplina divinatoria condannando l’astrologia come superstizione; comparso davanti al Tribunale, si dice seppe così mirabilmente giustificare i suoi pronostici che venne <strong>assolto</strong> e rimandato a casa, pur con il divieto di pubblicare in futuro cose del genere; la reprimenda non deve averlo spaventato più di tanto se abbiamo, di lui, “<em>Le quattro staggioni dell’anno 1711. Overo Compendio del Vaticinio delle Stelle del P. Elia Del Re da Bari Carmelitano</em>”, stampato a Francoforte e Venezia nel 1711<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>.</p>
<p>Non vide invece mai la luce un’opera, da lui spesso annunciata e mai portata a termine, dal titolo “<em>Astrologia Italica</em>”, che nelle sue intenzioni doveva rappresentare la summa delle sue conoscenze.</p>
<hr/>
Maggiori info nel mio libro “<em>Astrologia Italica</em>”, Pagnini, Firenze 2016 (il titolo è un omaggio a questo autore dimenticato).</p>
<hr/>
Foto da: https://www.cardiff.ac.uk</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] MARIANO VENTIMIGLIA, <em>Degli Uomini Illustri del regal Convento Del Carmine Maggiore di Napoli. Libri IV</em>, Per Luca Lorenzi, Napoli 1756, p. 210.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Parmena era il nome di uno dei sette diaconi che gli Apostoli elessero per poter essere coadiuvati nel loro ministero. Il nome significa “persistente”, col che presumiamo che con tale pseudonimo volesse indicare che con insistenza percorreva i cieli, cioè li studiava e li rivoltava alla scoperta di cose nascoste così come l’aratro rivolta il terreno.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Titolo dell’opera: <em>Aritmetica, E Geometria Prattica Composta Dal P. Elia Del Re’ Carmelitano della Città di Bari, Matematico Primario della Maestà Cattolica, Parte Prima, Nella quale S’insegnano distintamente tutte quelle Regole, Proposizioni, e Quesiti, che si sogliono fare così dagli Antichi, come Moderni Aritmetici, ridotti alla maggior chiarezza possibile con tutte le più necessarie Operazioni distese, e con la giunta della Falsa Posizione Doppia Triplata, con molte altre curiosità, e modi d’operare a’ Curiosi dilettevoli. Opera non men’utile, che necessaria agli Studiosi di essa, à Razionali, Cancellieri, Mercanti, Negozianti, Cascieri, Banchieri, Procuratori, Agenti, Fattori, &#038;c.</em>, In Napoli, Nella Stamparia di Carlo Troyse, e Giovan-Domenico Pietroboni 1697. A spese di Carlo Troyse. L’opera è divisa in due parti, la seconda avendo semplicemente come titolo: <em>Aritmetica, e Geometria prattica composta dal P. Elia Del Re’ Carmelitano della Città di Bari. Parte Seconda</em>. L’opera è presente nella Biblioteca della University of Michigan – Mirlyn Catalog (collocazione: QA35 .R28) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata. Un’edizione riveduta e ampliata uscì sempre a Napoli nel 1733, poco dopo la sua morte, a cura di Nicolò Migliaccio.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (collocazione: 12.25.C.18) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] M. VENTIMIGLIA, <em>ibidem</em>.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi di Bari (collocazione: MAG 64 A 0048).<a href="#testo6">&uArr;</a></p>
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		<title>L&#8217;asteroide Acamas (2594)</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 22:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quaranta anni fa, il 4 ottobre 1978, l’astronomo Charles Thomas Kowal – lo stesso dell’asteroide Chirone – scoprì dall’Osservatorio di Monte Palomar in California l’asteroide (2594) Acamas. Si trovava nella costellazione dei Pesci. Ha un periodo orbitale di 11,49 anni. Classificazione: asteroide troiano. Il nome dato all’asteroide viene da Acamante, figlio dell’eroe Teseo, re di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quaranta anni fa, il 4 ottobre 1978, l’astronomo <strong>Charles Thomas Kowal</strong> – lo stesso dell’asteroide Chirone – scoprì dall’Osservatorio di Monte Palomar in California l’asteroide <strong>(2594) Acamas</strong>. Si trovava nella costellazione dei Pesci. Ha un periodo orbitale di 11,49 anni. Classificazione: asteroide troiano.</p>
<p><span id="more-3600"></span></p>
<p>Il nome dato all’asteroide viene da <strong>Acamante</strong>, figlio dell’eroe Teseo, re di Atene, e di Fedra, figlia di Minosse. Partecipò alla guerra di Troia e fu uno degli uomini che, <strong>nascosto nella pancia</strong> del cavallo di legno, penetrò all’interno della città. </p>
<p>Si racconta che Acamante era amato da Fillide, una principessa tracia. Quando la guerra di Troia finì e la flotta ateniese prese il largo per rientrare in patria, Fillide tutti i giorni scendeva giù al mare scrutando l’orizzonte per riuscire ad avvistare la nave che doveva riportare a casa il suo uomo. Ma venti contrari (o un’avaria alla nave secondo altre versioni) fecero ritardare Acamante, e fu così che dopo nove giorni di spasmodica attesa, convinta che Acamante <strong>fosse morto</strong>, Fillide si <strong>impiccò</strong> (o morì di dolore secondo altre versioni).<br />
La dea Atena, impietosita, trasformò Fillide in un <strong>albero di mandorlo</strong>. </p>
<p>Ma Acamante non era morto. Arrivò il giorno seguente e distrutto poté solo <strong>abbracciare</strong> il nudo tronco dell’albero, e sotto le sue carezze i rami si coprirono subito di <strong>fiori</strong> anziché di foglie, e da quel giorno quella fu la caratteristica del mandorlo.</p>
<p>Nel giorno della sua <strong>scoperta</strong> (04.10.1978) l’asteroide (2594) Acamas si trovava in moto retrogrado a 19° 43’ del Segno dell’<strong>Ariete</strong>, poco distante dal piede eclittico della stella <em>Baten Kaitos</em>, la zeta Ceti (costellazione della Balena), della natura di <strong>Saturno</strong>, il cui nome significa “la pancia del mostro marino”, nome assai curioso se associato a questo guerriero che rimase per giorni chiuso nella <strong>pancia</strong> del Cavallo di Troia; potrebbe anche indicare il suo ritardato rientro in patria, come se fosse stato inghiottito dal mare, specie se consideriamo che questa stella, appunto della natura di Saturno, si lega anche ai <strong>ritardi</strong> o a situazioni che, arrivando come ostacoli, tengono il soggetto lontano da casa per un periodo più lungo del dovuto. Da notare che l’asteroide si trovava nel grado di esaltazione del Sole, un sole <strong>primaverile</strong> il cui arrivo viene annunciato, tra gli altri, proprio dal fiorire del <strong>mandorlo</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la sua <strong>interpretazione astrologica</strong> possiamo vedere l’asteroide (2594) Acamas, qualora si trovasse in rapporti <strong>dinamici</strong> con punti personali di un Tema astrale, come un elemento <strong>contrario ai viaggi</strong>, oppure indicare la fragilità di un’azione (il mandorlo, elemento finale della storia mitologica, è anche un simbolo di fragilità visto che i suoi fiori, i primi ad aprirsi, sono per questo i più sensibili agli ultimi freddi), o anche che certe azioni possono poi portare a risultati <strong>contrari</strong> all’iniziale intendimento.<br />
In aspetti armonici, invece, dà coraggio, ardimento, sprezzo del pericolo; dona altresì curiosità, inventiva, fortuna all’estero. </p>
<p>In generale l’asteroide (2594) Acamas conferisce un’ottima intelligenza, creatività, ingegno multiforme, seppur tali doti insufficientemente supportate da quella continuità operativa che le renderebbe invece un ottimo trampolino di lancio per una carriera ad esempio artistica. </p>
<p>Congiunto all’<strong>Ascendente</strong> dona un carattere buono, un essere benvoluti dagli altri. Particolarmente importanti gli aspetti con la Luna e con Venere che, specie se dinamici, possono incidere non tanto sulla capacità amatoria quanto su quella <strong>procreativa</strong> (anche con aspetti larghi). In aspetto a Mercurio (qualsiasi aspetto) dona intelligenza, lucidità mentale, acuto spirito di osservazione.<br />
<br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(2594) Acamas</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
Foto da: thegophysics.com</p>
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		<title>Gli aspetti planetari al Vertex</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 22:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Punto Vertex]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Ascendente dell'Anima]]></category>
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		<description><![CDATA[Fra pochi giorni sono 20 anni dall&#8217;uscita del mio libro &#8220;L&#8217;ascendente dell&#8217;anima. Il Punto Vertex in astrologia&#8221; (Pagnini 1998), che nonostante l&#8217;età è ancora molto richiesto e non solo in Italia. Qui alcune note relative agli aspetti al Vertex. Il pianeta che si lega al Vertex (o, in mancanza di aspetti significativi, il governatore del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> Fra pochi giorni sono 20 anni dall&#8217;uscita del mio libro &#8220;<em>L&#8217;ascendente dell&#8217;anima. Il Punto Vertex in astrologia</em>&#8221; (Pagnini 1998), che nonostante l&#8217;età è ancora molto richiesto e non solo in Italia.<br />
Qui alcune note relative agli aspetti al Vertex.</p>
<p><span id="more-3605"></span></p>
<p>Il pianeta che si lega al Vertex (o, in mancanza di aspetti significativi, il governatore del Vertex) ha un suo preciso ruolo nel corretto uso di questo punto oroscopico.</p>
<p>Il <strong>pianeta in aspetto</strong> al Vertex nel Tema natale (qualsiasi pianeta in qualsiasi aspetto) assume spesso le caratteristiche di <strong>agente del destino</strong>, intendendo con ciò un simbolo, un’energia altamente ricettiva tramite la quale veniamo spinti ad <strong>adempiere</strong> ad atti specifici che sono poi legati alla nostra <strong>evoluzione</strong>; d’altronde il Vertex, trovandosi nella zona occidentale del Tema, ci parla anche di <strong>competitività</strong> e di <strong>miglioramento</strong> dei nostri eventuali progetti o schemi in virtù di una loro futura applicazione, divenendo così elemento di lotta e stimolo all’<strong>affermazione di sé</strong>.</p>
<p>Possiamo altresì vedere il pianeta in aspetto al Vertex come simbolo del <strong>modello archetipico</strong> con il quale, per la nostra evoluzione, dovremo sempre confrontarci; infatti, in quanto agente del destino, le caratteristiche di quel pianeta diverranno il perno su cui ruoterà l’intera nostra esistenza: con quelle dovremo confrontarci e tramite quelle potremo evolverci.</p>
<p>Non solo, questo pianeta rappresenterà anche la nostra <strong>identità occulta</strong>, ovvero ci mostrerà quale energia permea la nostra struttura interiore, attraverso quale simbolo agisce il nostro <strong>karma</strong>, il nostro destino, il nostro modello archetipico, facendoci così vedere che tutti, in fondo, seguiamo una traccia archetipale, che per uno può essere la Luna e tutto ciò che essa presiede, per un altro Mercurio e tutto ciò che ad esso si lega, per un altro ancora Plutone, ecc.</p>
<p>E però, proprio per le cose ora dette, questo pianeta rappresenterà anche e soprattutto il nostro <strong>problema individuale</strong>, dandoci informazioni su come e dove è meglio operare sia per allentare la presa karmica sia, più verosimilmente, per prendere coscienza delle nostre <strong>difficoltà esistenziali</strong>.</p>
<p>Seguendo le indicazioni del pianeta in aspetto al Vertex noi <strong>seguiremo</strong> il nostro <strong>destino</strong>, ci imparenteremo con esso riconoscendo così la nostra strada, dove e come muoverci nel mondo che ci circonda.<br />
Nella sua accezione positiva, e comunque evolutiva, possiamo definire il Vertex come &#8220;<em>elemento legato ad un’energia involontaria, oppure trascendente, che attiva parti del nostro karma in funzione di un adattamento a future nuove esigenze</em>&#8220;.<br />
Si è detto che le <strong>congiunzioni</strong> sono gli aspetti più forti; ovviamente tutti gli aspetti al Vertex sono importanti e non possiamo certo fare una classifica; possiamo però vedere la differenza che esiste tra <strong>armonici</strong> e <strong>dinamici</strong>.  </p>
<p><em>Armonici</em> &#8211; Rappresentano modelli comportamentali di <strong>salvezza</strong>, una specie di strada di luce e di speranza in mezzo alle difficoltà;  potremo quindi salvarci, o essere salvati, grazie alle caratteristiche o alle persone che a quel pianeta sono legate; e però, proprio questo pianeta rappresenterà il <strong>nostro problema</strong>, oppure il mezzo con il quale cercheremo di soddisfare le nostre <strong>frustrazioni</strong>. Così, la <strong>Casa</strong> in cui si colloca questo pianeta diventa sia un luogo di <strong>riposo</strong> utile per riprendere fiato o per ripararsi dalle insidie della vita, che l’unica zona in cui potremo ritrovare <strong>fiducia</strong> in noi stessi. Risulta quindi chiaro che al manifestarsi di un <strong>disagio psicologico</strong> quella Casa diverrà un <strong>rifugio</strong>, una sorta di mondo più o meno reale dove l’individuo si proietterà ricercandovi una salvezza, un affrancamento dai pericoli che sente incombenti.</p>
<p><em>Dinamici</em> &#8211;  Rappresentano modelli comportamentali di <strong>sfida</strong> nei confronti degli altri, del mondo, ma anche rappresentano le sfide che il mondo lancia a noi; il pianeta in quadratura o in opposizione al Vertex rappresenterà simbolicamente il carattere del nostro <strong>istinto</strong> più o meno represso, quel ‘qualcosa’ di <strong>primitivo</strong> o di tenebroso che c’è in noi e di cui ancora non abbiamo ben compreso né il linguaggio né il significato, rischiando così di diventarne succubi. La Casa in cui si colloca questo pianeta rappresenterà allora i luoghi, le cose o le persone con i quali entriamo in <strong>conflitto</strong>, la zona delle nostre tensioni.</p>
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		<title>L&#8217;effetto Dunning-Kruger</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 13:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[«Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni» (Bertrand Russell) «Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio» (William Shakespeare) I due aforismi qui citati possono in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni</em>» (Bertrand Russell)</p>
<p>«<em>Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio</em>» (William Shakespeare)</p>
<p>I due aforismi qui citati possono in una qualche misura dare un’idea del cosiddetto “<strong>Effetto Dunning-Kruger</strong>”. Ma che cos’è questo “effetto”?<span id="more-3590"></span></p>
<p>È una <strong>distorsione del pensiero</strong> accertata da due psicologi americani, David Dunning e Justin Kruger della Cornell University, per cui chi è <strong>incompetente</strong> non sa di esserlo. </p>
<p>Detto in poche parole: una persona <strong>incompetente</strong> e inesperta tende a <strong>sopravvalutare</strong> le proprie “competenze”, non riconosce né i propri limiti né i propri errori, è arrogante e dimostra una maggiore <strong>sicurezza</strong> di sé; al contrario la persona <strong>competente</strong> ed esperta tende a <strong>sottovalutare</strong> le proprie competenze, ha meno fiducia in se stessa, è più <strong>modesta</strong> ed è portata a credere che anche gli altri sappiano quello che lui sa o che quello che sa sia una cosa normale alla portata di tutti e conosciuta da tutti, così che non si valuta o <strong>non valuta</strong> la sua competenza nella giusta misura; in altre parole non sa “vendersi”, cosa che invece riesce benissimo all’incompetente. </p>
<p>D’altronde fra due cani chi è quello che abbaia sguaiatamente, sbraita e si fa sentire di più? Quello più piccolo.</p>
<p>In altre parole chi non sa (il cane piccolo) è convinto di sapere e ostenta – abbaia – questa sua “superiorità”; chi invece sa non “abbaia” come dovrebbe perché pensa o che non sia bene farlo o che sia inutile farlo perché pensa che anche gli altri sappiano ciò che lui sa o che gli altri sappiano più di lui.<br />
Da quest’ultimo lato si potrebbe dire che lo stupido è convinto che gli altri siano più stupidi di lui, mentre l’intelligente pensa che gli altri siano più intelligenti di lui<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Oggi stiamo vivendo in un’epoca dove l’effetto Dunning-Kruger è lampante e macroscopico. Oddio, non è certo la prima volta nella storia dell’Uomo ma oggi è più tangibile e diffuso che mai vista l’<strong>era digitale</strong> in cui viviamo; e anche più pericoloso. E non si salva nessuno, nessuna categoria, sia essa sociale, politica o professionale, nel grande come nel piccolo. Basta guardarsi intorno.</p>
<p>Ma guardandoci intorno scopriamo con orrore che serpeggia un’altra <strong>patologia</strong>, quella che possiamo chiamare la “<strong>Sindrome dell’accucciamento e dello scodinzolamento</strong>”. «<em>Zitto e a cuccia.</em>»  Questa sta colpendo milioni di persone che nonostante tutto si <strong>accucciano</strong> e scodinzolano davanti al personaggio <strong>carismatico</strong> vedendolo come un dio-salvatore. E se per ipotesi questo personaggio uccidesse un bambino fracassandogli la testa sarebbero tutti pronti a dire che la colpa è del bambino, che è stato lui che ha dato una testata sul suo pugno. </p>
<p>Credo che l’area del cervello che si mette in moto in questo genere di situazioni sia la stessa che si attiva nel cervello di quelle persone che si <strong>innamorano</strong> perdutamente del serial killer in carcere. La stessa cosa. D’altronde non trovo altra spiegazione per certi comportamenti se non affidandomi alla <strong>psicologia di massa</strong>.<br />
Ma diavolo! Basta davvero avere un minimo di abilità oratoria e qualche etto di furbizia per ammaliare milioni di persone? Purtroppo sì. È già successo nel secolo scorso. Sta succedendo anche adesso, pur con tutti i distinguo che ci sono tra una tragedia – ieri – e una farsa – oggi.<br />
Ad esempio (ma ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale): acclamare, invocare, osannare, rivolere alla guida del proprio partito uno che ha ridotto questo partito al lumicino – che in altri momenti storici sarebbe stato mandato via con un calcio nel sedere staccandone anche i ritratti dalle pareti e condannando il suo nome a una <em>damnatio memoriae</em> – a quale disturbo del DSM lo colleghereste?<br />
Mah! Rimango allibito. Non ho parole. Davvero: non ho parole.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Vedi https://vittoriodublinoblog.org<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Giacomo Benacci (?-1528)</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 22:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pronostici]]></category>
		<category><![CDATA[università bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[490 anni fa, il 14 settembre 1528, moriva a Bologna il medico, astronomo e astrologo bolognese Giacomo Benacci. A volte il nome è dato come Iacopo Benazio da Bologna. Di nobile famiglia bolognese, si laureò in Filosofia e Medicina a Bologna nel 1500. Dal 1501 al 1505 tenne presso lo Studio felsineo la cattedra di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>490 anni fa, il 14 settembre 1528, moriva a Bologna il medico, astronomo e astrologo bolognese <strong>Giacomo Benacci</strong>. A volte il nome è dato come Iacopo Benazio da Bologna. </p>
<p><span id="more-3581"></span></p>
<p>Di nobile famiglia bolognese, si laureò in Filosofia e Medicina a Bologna nel 1500. Dal 1501 al 1505 tenne presso lo Studio felsineo la cattedra di Astronomia per passare poi a insegnare Medicina pratica, cattedra quest’ultima che occupò fino al giorno della sua morte<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<br />
Fece parte anche della “Magistratura degli Anziani” di Bologna (1501 e 1505) e dei “Tribuni della Plebe”.<br />
Medico stimato, abbinava con successo i <strong>precetti astrologici </strong>alle <strong>terapie mediche</strong>: «<em>Alle cognizioni astronomiche accopiando la speziosità dei rimedj medicinali conduceva a esito felicissimo le sue cure</em> […]»<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Le uniche sue opere rimasteci sono due <strong>pronostici astrologici</strong> relativi agli anni 1502 e 1503 indirizzati a Giovanni II Bentivoglio signore di Bologna: &#8220;<em>Iacobi Benatii Bononiensis pernosticon</em> [?] <em>anni M.cccccii</em>&#8220;<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, stampato a Bologna nel 1501 per i tipi di Caligola Bazalieri, e &#8220;<em>Jacobi Benatij Bononiensis Pronosticon in annum. 1503</em>&#8220;<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, stampato a Bologna nel 1502 «per Ioannem Antonium Platonidem Benedictorum civem Bononiensem».<br />
In essi Benacci, fra le altre cose, disserta su destino e libero arbitrio, e </p>
<blockquote><p>[…] <em>ascrive gli eventi miracolosi e soprannaturali a Dio, i fenomeni naturali all’influenza del cielo e le azioni volontarie all’arbitrio dell’uomo, ritenendo, tuttavia, che gli astronomi possano fare previsioni più esatte degli uomini di medicina</em><a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>.</p>
</blockquote>
<p>Nel pronostico del 1502, dopo aver lodato il suo maestro <strong>Domenico Maria Novara</strong> che paragona a una gemma che «<em>relucens ac splendens</em>», va a trattare delle previsioni sulle persone raggruppandole secondo l’influenza planetaria: così abbiamo i saturniani, i gioviani, i marziali, ecc., ognuno con le sue specifiche “calamità” dovute alla congiunzione Marte-Saturno (<em>saturni &#038; martis synodum</em>) che comunque avvenne il 21 febbraio (a 12° Gemelli), cioè prima dell’inizio dell’anno astrologico dell’11 marzo (date in calendario giuliano). Stesso sistema anche per il pronostico del 1503, con le previsioni dedicate ora a «<em>De hominibus Mercurialibus</em>» ora a «<em>De hominibus venereis</em>», ecc.</p>
<p>Come detto morì a Bologna il 14 settembre 1528 e venne sepolto nella chiesa di San Martino Maggiore.</p>
<hr/>
Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Astrologia Italica</em>&#8220;, Pagnini, Firenze 2016.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] SERAFINO MAZZETTI, <em>Repertorio di tutti i professori antichi, e moderni, della famosa Università, e del celebre Istituto delle Scienze di Bologna</em>, Tipografia di San Tommaso d’Aquino, Bologna 1847, p. 47.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] PELLEGRINO ANTONIO ORLANDI, <em>Notizie degli scrittori bolognesi e dell’opere loro stampate e manoscritte</em>, per Costantino Pisarri all’Insegna di S. Michele, sotto il Portico dell’Arciginnasio, Bologna 1714, p. 130.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] L’opera è presente nella British Library (collocazione: C.27.h.23.(2.)).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] L’opera è presente nella British Library (collocazione: C.27.h.23.(3.)).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] FABRIZIO BÒNOLI, DANIELA PILIARVU, <em>I Lettori di astronomia presso lo Studio di Bologna dal XII al XX secolo</em>, CLUEB, Bologna 2001, p. 129.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Tommaso Campanella, 1568-1639</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2018 22:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[la città del sole]]></category>

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		<description><![CDATA[450 anni fa, il 5 settembre 1568, nasceva a Stilo (Reggio Calabria) il frate, filosofo e astrologo Tommaso Campanella. Il suo vero nome era Giovanni Domenico. A tredici anni entrò come novizio nel convento domenicano di Stilo, formandosi poi religiosamente in quello di Placanica e studiando nel convento di San Giorgio Morgeto. Emise la professione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>450 anni fa, il 5 settembre 1568, nasceva a Stilo (Reggio Calabria) il frate, filosofo e astrologo <strong>Tommaso Campanella</strong>. Il suo vero nome era Giovanni Domenico.<span id="more-3573"></span></p>
<p> A tredici anni entrò come novizio nel convento domenicano di Stilo, formandosi poi religiosamente in quello di Placanica e studiando nel convento di San Giorgio Morgeto. Emise la professione religiosa nel settembre 1584 acquisendo il nome di Tommaso. </p>
<p>Qui sotto il suo Tema natale<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/09/Campanella-e1535801942703.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/09/Campanella-e1535801942703.jpg" alt="Campanella" width="550" height="478" class="alignleft size-full wp-image-3572" /></a>
<p>Curioso, affamato di sapere, anticonvenzionale, iniziò ben presto a interessarsi di filosofia, alchimia e astrologia (Mercurio in Casa 1; Sole in quadratura a Urano e a Nettuno e opposto a Plutone) e si appassionò alle opere di Erasmo da Rotterdam, Marsilio Ficino e soprattutto del filosofo cosentino <strong>Bernardino Telesio</strong> sul cui pensiero Campanella costruì le proprie basi etiche e filosofiche. </p>
<p>Restandogli stretta la vita conventuale e la <strong>meschinità</strong> che lì respirava, nel 1589 scappò a Napoli insieme a un misterioso compagno, un ebreo di nome Abramo che poi lo instraderà all’astrologia. Nella città partenopea frequentò <strong>Giovanni Battista Della Porta</strong>, ed è di quel periodo (1591) l’uscita, senza averne avuto il consenso dai suoi superiori, dell’opera <em>Philosophia Sensibus Demonstrata</em><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, dedicata al marchese Mario del Tufo, suo amico e protettore (e presso cui abitava), in cui abbraccia le teorie di Telesio difendendole dagli attacchi dell’aristotelico Giovanni Antonio Marta riguardo al fatto che, per esempio, la natura può essere capita e spiegata con la ragione più che con la teologia, cosa che gli procurò, nonostante l’opera avesse ricevuto l’imprimatur, il primo processo per eresia. </p>
<p>Si rifugiò a Roma (5 settembre 1592), poi a Firenze (2 ottobre) dove ricevette encomi e una somma di denaro da parte del granduca Ferdinando I (al posto di un impiego universitario cui Campanella ambiva), poi a Bologna (16 ottobre) dove però gli vennero rubati tutti i suoi manoscritti da «falsi frati» assoldati dall’<strong>Inquisizione</strong>, quindi a Padova (gennaio 1593) dove ebbe modo di conoscere <strong>Galileo Galilei</strong>. Arrestato di nuovo nel 1594, venne portato a Roma, <strong>torturato</strong> e costretto all’abiura delle sue tesi. Venne nuovamente arrestato nel 1599 con l’accusa di aver ordito una <strong>ribellione</strong> del popolo calabrese contro gli Spagnoli; imprigionato a Napoli nel Castel Sant’Elmo, condannato a morte, si finse <strong>pazzo</strong>, e la cosa gli riuscì perché la condanna capitale venne tramutata in carcere a vita. </p>
<p>Nel 1618 venne spostato nel carcere di Castel Nuovo (Maschio Angioino), luogo meno duro del precedente e che gli permetteva una più ampia libertà di movimento. In carcere scrisse le sue opere più famose ed ebbe modo anche di stilare <strong>oroscopi</strong>, per esempio nel giugno 1618 quello per il fiammingo Filiberto Vernat “ospite” anch’egli, seppur per errore, dello stesso carcere. Campanella venne liberato nel 1626, dopo <strong>27 anni di prigionia</strong>, grazie all’intercessione di papa Urbano VIII (Maffeo Barberini) che lo ospitò (1629) a Roma per cinque anni come proprio consigliere per le questioni astrologiche.</p>
<p>Nel 1634 nuove accuse politico-insurrezionali stavano per ricadergli sul capo quando decise di fuggire rifugiandosi in <strong>Francia</strong> dove venne ben accolto alla corte di Luigi XIII, passando lì il resto dei suoi giorni. A Parigi Campanella poté continuare i suoi studi e le sue ricerche anche astrologiche, dissertando di astrologia e scienze occulte col cardinale Richelieu.</p>
<p>Campanella ebbe una vastissima produzione letteraria, sia teologica che filosofica, medica, astrologica, la maggior parte della quale scritta in carcere (Mercurio signore di Casa 12 in Casa 1 in sestile a Giove in Casa 3).<br />
Fra le sue opere più importanti segnaliamo il <em>De Sensu Rerum et Magia…</em><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, opera in quattro libri dalla vita travagliata, scritta in latino nel 1590, rubata a Bologna, riscritta in italiano nel 1604, in latino nel 1609 e poi pubblicata a Francoforte nel 1620 ma con molti errori non essendo stata quell’edizione riveduta dall’autore; fu così che Campanella dovette rimetterci le mani e finalmente l’opera, in latino, poté uscire con la sua approvazione nel 1637 a Parigi, dedicandola al cardinale Richelieu. In essa Campanella tratta del senso della natura, del cosmo, dei cieli, della pluralità dei mondi, della magia e dell’<strong>astrologia</strong>: di quest’ultima dice che in gioventù l’aveva <strong>avversata</strong> ma che poi alcune vicende personali l’avevano convinto della sua <strong>verità</strong>, e critica quegli sciocchi che senza saperne molto s’improvvisano astrologi danneggiando questa scienza.</p>
<p>Abbiamo poi gli <em>Articuli prophetales</em>, scritti nei primi anni del periodo carcerario (1600) e poi successivamente ampliati, dove in diciassette articoli tratta dello sconvolgimento cosmico che avrebbe caratterizzato il secolo nascente con la distruzione delle monarchie e delle religioni, e dove nell’ultimo capitolo trova posto un <em>Prognosticum</em> collegato alla congiunzione Giove-Saturno del 18 dicembre 1603, evento che dopo anni avveniva in un Segno di Fuoco, il Sagittario (a 08° 19’), inaugurando così la serie di dette congiunzioni nella triplicità ignea che secondo lui annunciava grandi rivolgimenti politici, religiosi e scientifici<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p>
<p>La <em>Apologia pro Galileo Mathematico Florentino…</em><a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>, scritta nei primi mesi del 1616, stampata poi a Francoforte nel 1622, piccola opera in difesa di <strong>Galileo Galilei</strong> e delle sue idee cosmologiche dall’accusa di essere contrarie alle Sacre Scritture.<br />
Con Galileo rimase in corrispondenza nel tempo: in una lettera a lui indirizzata in risposta a un <strong>rifiuto</strong> dello stesso Galileo di dargli la sua data di nascita (richiestagli da Campanella il quale si era offerto di dargli un aiuto per quanto riguardava i suoi malanni fisici), Campanella parla di <strong>astrologia</strong> e gli scrive: </p>
<blockquote><p><em>Per le sue infirmità io m’offersi a quel che posso: dissi che mi scriva l`historia di quelle, e mi dia la sua natività; e non l’ha fatto</em> [&#8230;]. <em>Pur io son certo ch’è piena di fallacie questa dottrina</em> [l’astrologia, N.d.A]<em>, ma ci stan dentro pur cose divinissime</em><a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>.</p></blockquote>
<p>Fra le altre sue opere troviamo gli <em>Astrologicorum Libri VI</em><a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>, opera scritta nel 1614 e stampata poi a Lione nel settembre 1629, dove Campanella espone le proprie speculazioni sull’astrologia volte a liberarla dalle <strong>superstizioni</strong> degli arabi e degli ebrei inserendola in un contesto <strong>cristiano</strong>. </p>
<p>Importante è poi la <em>Città del Sole</em>, grande opera-romanzo scritta in volgare nel 1602 e della quale uscirono varie edizioni anche in latino, la più famosa delle quali fu quella di Francoforte del 1623<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>.<br />
In quest’opera, ispirandosi alle idee politiche di Platone (<em>Repubblica</em>), all’<em>Utopia</em> (1516) di Tommaso Moro (Thomas More, 1478-1535) e a una visione etico-religiosa e astrologica della società, Campanella teorizzava un <strong>nuovo ordine sociale</strong>, comunitario e teocratico (Nettuno in Casa 9 in aspetto al signore di Casa 9 in Casa 12). L’opera, nelle intenzioni di Campanella, non voleva esprimere un’utopia ma un’aspirazione, una speranza, un’ambizione, la possibilità di costruire una società perfetta dove imperano l’uguaglianza e la giustizia, dove l’egoismo e le guerre sono bandite, vincendo l’amore e la fratellanza fra gli uomini (sempre Nettuno negli aspetti suddetti).</p>
<p>Tutte le sue opere furono inserite dalla Chiesa nell’<em>Index librorum prohibitorum</em> con decreto del 21 aprile 1632 e lì rimaste fino al 1900 (ma una prima interdizione l’ebbero già nel 1603).<br />
Morì a Parigi alle quattro del mattino del 21 maggio 1639 e venne sepolto nella chiesa dell’Annunziata, attigua al convento domenicano di rue Saint-Honoré (abbattuto nel 1795 per far posto a un mercato, l’attuale Place du Marché Saint-Honoré)<a href="#nota9"name="testo9">[9]</a>.  </p>
<hr/>
Maggiori approfondimenti nel mio libro “<em>Astrologia Italica</em>”, Pagnini, Firenze 2016.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Il Tema natale di Campanella venne trovato tra le carte di don Orazio Morandi, da questi redatto: «An. 1568, Mens. Sept., Die 5, Hora 12, Min 6. Hor.». L’ora natale, data dal tramonto del giorno prima, il 4, è 12.06, corrispondente (essendo il tramonto alle ore 18.04 locali) alle ore 06.10 locali del 5 settembre con il Sole a 22° 13’ Vergine (vigeva ancora il calendario giuliano). Il Tema è stato edito in: GERMANA ERNST, <em>Religione, ragione e natura. Ricerche su Tommaso Campanella e il tardo Rinascimento</em>, Franco Angeli, Milano 1991, p. 158 e  in: TOMMASO CAMPANELLA, <em>Opuscoli astrologici. Come evitare il fato astrale. Apologetico. Disputa sulle Bolle</em>, introduzione, traduzione e note a cura di Germana Ernst, BUR, Milano 2003, f.t. Sul Tema di Campanella cfr. ORNELLA POMPEO FARACOVI, <em>Sull’oroscopo di Campanella</em>, in «Bruniana &#038; Campanelliana», III (1997/2), pp. 245-263 (articolo apparso anche in «Linguaggio Astrale», n. 112, 1998, pp. 14-30).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Titolo dell’opera: <em>F. Thomae Campanellae, Calabri De Stylo, Ordinis Praedicatorum Philosophia, Sensibus Demonstrata, In Octo Disputationes distincta, Adversus eos, qui proprio arbitratu, non autem sensata duce natura, philosophati sunt. Ubi errores Aristotelis, &#038; asseclarum ex proprijs dictis, &#038; naturae decretis convincuntur; &#038; singulae imaginationes, pro eo à Peripateticis fictae prorsus reijciuntur cum vera defensione Bernardini Telesij Consentini, Philosophorum maximi, antiquorum sententijs, quae hic dilucidantur, &#038; defenduntur, praecipue Platonicorum confirmata: ac dum pro Aristotele pugnat Iacobus Antonius Marta, contra seipsum, &#038; illum pugnare ostenditur</em>, Neapoli, Apud Horatium Salvianum. 1591. L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (collocazione: 8. 31.E.4) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata della Biblioteca Digitale Museo Galileo di Firenze.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Titolo dell’opera: <em>Thomas Campanella Ord. Praed. De Sensu Rerum, Et Magia. Libros Quatuor. [In Quibus Mundum Esse Vivam Dei Statuam, omnesque illius partes, partiumque particulas Sensu donatas esse, alias clariori, alias obscuriori, quantus ipsarum sufficit conservationi, ac Totius in quo consentiunt, probatur. Ac Arcanorum naturalium rationes aperiuntur.] Correctos Et Defensos à stupidorum incolarum Mundi calumniis per Argumenta &#038; Testimonia Divinorum Codicunt, Naturae, se. ac Scripturae, eorumdemque Interpretum, scilicet, Theologorum &#038; Philosophorum, exceptis Atheis.] Iure potissimo Dedicat Consecratque</em>, Parisiis, Apud Dionysium Bechet, via Iacobaea, sub Scuto Solari, M.DC.XXXVII. L’opera è presente nella Bayerische Staatsbibliothek München (collocazione: 4 Ph.u. 17) ed è consultata nella riproduzione digitalizzata.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Si veda soprattutto T. CAMPANELLA, <em>Articuli prophetales</em>, edizione critica a cura di G. Ernst, La Nuova Italia Editrice, Firenze 1977.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Titolo dell’opera: <em>F. Thomae Campanellae Calabri, Ordinis Praedicatorum, Apologia Pro Galileo, Mathematico Florentino. Ubi Disquiritur, Utrum Ratio Philosophandi, Quam Galileus celebrat, faveat sacris scripturis, an adversetur</em>, Francofurti, Impensis Godefridi Tampachii, Typis Erasmi Kempfferi, Anno M.DC.XXII. L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (collocazione: MAGL.1.6.284) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata della Biblioteca Digitale Museo Galileo di Firenze.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Lettera di Tommaso Campanella a Galileo Galilei in Firenze scritta da Napoli l’8 marzo 1614, in: ANTONIO FAVARO (a cura di), <em>Le Opere di Galileo Galilei. Edizione nazionale sotto gli auspici di Sua Maestà il Re d’Italia</em>, Vol. XII, Carteggio anno 1614-1619, n. 982, p. 32, Tipografia Barbèra, Firenze 1890-1909 (digitalizzata in: http://portalegalileo.museogalileo.it). <a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] Titolo dell’opera: <em>Campanellae Ordin. Praedic. Astrologicorum Libri VI. In Quibus Astrologia, omni superstitione Arabum, &#038; Iudaeorum eliminata, physiologice tractatur, Secundum S. Scripturas, &#038; doctrinam S. Thomae, &#038; Alberti, &#038; summorum Theologorum; Ita ut absque suspicione mala in Ecclesia Dei multa cum utilitate legi possint</em>, Lugduni, Sumptibus Iacobi, Andreae, &#038; Matthaei Prost. M.DC.XXIX. L’opera è presente nella Biblioteca Apostolica Vaticana (collocazione: R.G.Scienze.III.255) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata della Biblioteca Digitale Museo Galileo di Firenze.<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] Titolo dell’opera: <em>F. Thomae Campanellae Appendix Politicae Civitas Solis Idea Reipublicae Philosophicae</em>, Francofurti, Typis Egenolphi Emmelii, Impensis vero Godofredi Tambachii, Anno Salutis M.DC.XXIII. Cfr. T. CAMPANELLA, <em>La città del sole. Questione quarta sull’ottima repubblica</em>, a cura di G. Ernst, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1996.<a href="#testo8">&uArr;</a><br />
<a name="nota9">[9] Per approfondimenti sulla vita e il pensiero di Campanella: G. ERNST, <em>Il carcere, il politico, il profeta. Saggi su Tommaso Campanella</em>, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Pisa-Roma 2002. G. ERNST (a cura di), <em>Sintagma dei miei libri e sul corretto modo di apprendere. De libris propriis et recta ratione studendi syntagma</em>, Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma 2007.<a href="#testo9">&uArr;</a></p>
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		<title>Nettuno, Saturno e il Capricorno</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2018 14:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[architetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Se vi dicessi che esiste un rapporto, una parentela, fra Nettuno e Saturno o fra Nettuno e il Capricorno, ci credereste? Probabilmente no. Molti si chiederanno che cosa ci potrà mai essere in comune fra questi tre elementi. Ne ho già parlato in un precedente articolo ma voglio qui riprendere l’argomento. Per capire se esiste [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se vi dicessi che esiste un rapporto, una <strong>parentela</strong>, fra Nettuno e Saturno o fra Nettuno e il Capricorno, ci credereste? Probabilmente no. Molti si chiederanno che cosa ci potrà mai essere in comune fra questi tre elementi. Ne ho già parlato in un precedente articolo ma voglio qui riprendere l’argomento. </p>
<p><span id="more-3563"></span></p>
<p>Per capire se esiste una parentela tra loro è necessario però che si vada <strong>indietro nel tempo</strong> a ritrovare i loro significati <strong>originali</strong>: così facendo scopriremo che Nettuno ha molti agganci con l’elemento Terra, con Saturno e con il Capricorno, quasi fossero simboli nati dallo <strong>stesso uovo</strong>. </p>
<p>Intanto, e comunque, possiamo dire che anche e solo considerando Nettuno nella sua sola accezione di elemento legato alla spiritualità, alla religiosità, al misticismo, alla trascendenza, allo staccarsi dal mondo materiale per ritirarsi in meditazione, possiamo ben collegarlo all’ascetico e mistico – sì, mistico – Segno del Capricorno di cui uno dei simboli, la <strong>grotta</strong>, ha visto nascere nientemeno che il “Figlio del falegname” – o del “carpentiere” secondo alcune traduzioni – cioè il capricornino Gesù. </p>
<p>E sapete qual era uno dei nomi <strong>babilonesi</strong> del Cancro, cioè del Segno opposto al Capricorno? <em>Nagaru</em>, che vuol dire “carpentiere”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Molto interessante, non vi pare? In Cancro abbiamo il “carpentiere”, cioè colui che costruisce lo scafo della nave, mentre in Capricorno il “Figlio del carpentiere”. Già questo ci parla di un asse che in qualche modo ha a che fare con il costruire un qualcosa che serve da mezzo di locomozione, riparo, dimora, vuoi esso una barca (o un’arca) o, per estensione, una casa o addirittura una città. </p>
<p>Ma torniamo al nostro Nettuno. Anche da un punto di vista <strong>etimologico</strong> troviamo agganci con la terra: Nettuno-Poseidone, o <em>Poteidan</em> in lingua dorica, vuol dire “sposo della dea Dâ”, cioè di Demetra, qui intesa come Terra. Anche, veniva chiamato <em>Gaiaochos</em>, che vuol dire “colui che tiene la Terra”. Governava i terremoti, da cui il nome <em>Enosigaios</em>, “colui che scuote la terra”. Ciò presuppone uno stretto legame con la terraferma<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>. Gli erano sacri la pecora e il cavallo, animali terrestri. Quando nacque, affinché non finisse tra le fauci di suo padre Saturno, la madre lo nascose in un gregge di pecore presso la sorgente Arne, la “sorgente della pecora”. A Poseidone venivano resi onori sia sulla costa che nell’entroterra. </p>
<p>Presso i Sumeri era il dio Enki (“Signore del Territorio” o “Signore della Terra”: <em>En</em> = Signore, <em>ki</em> = Terra), personificazione dell’abisso primordiale (Apsu), del sottosuolo e delle acque sotterranee, e in seguito, per estensione, anche del mare e dei fiumi.<br />
Non solo: sapete come era <strong>raffigurato</strong> il dio Enki-Poseidone presso i Sumeri? Nientemeno che da un <strong>montone dalla coda di pesce</strong>! Vi ricorda qualcosa?<br />
Era poi considerato il patrono degli architetti<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, ma anche dei fabbri, degli intagliatori di pietre, degli orefici, dei giardinieri e degli agricoltori, oltre ovviamente che dei pescatori e dei naviganti. </p>
<p>Si dice che la sua prima dimora, in cielo, era – udite, udite! – presso il <strong>tropico del Capricorno</strong>, mentre la seconda sulla cosiddetta “Stella Gigante”, una pulsar della Costellazione della Vela indicata oggi con la sigla PSR 0833-45<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, prodotto dell’esplosione di una supernova avvenuta diecimila anni fa il cui residuo è oggi la Nebulosa Gum, la più grande che si conosca nella Galassia e che si estende per 50° attraverso intere costellazioni australi come la Vela e la Poppa, costellazioni che facevano parte della grande Costellazione della Nave di Argo prima che venisse frazionata in epoca moderna in tre costellazioni separate: la Carena, la Vela, la Poppa; le stelle della Nave di Argo, secondo Tolomeo, hanno natura principalmente di Saturno e inducono all’alcolismo e a incidenti connessi all’acqua o ai corsi d’acqua (Robson).<br />
Altri<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a> danno come dimora celeste del Nettuno sumero la stella Canopo, l’alfa della Costellazione della Carena, seconda stella per luminosità dopo Sirio, situata nei pressi del Polo Sud dell’eclittica, stessa stella, guarda caso, dove secondo vari miti avrebbe preso dimora anche il sovrano decaduto dell’Età dell’Oro, vale a dire Saturno.<br />
Enki-Poseidone-Nettuno, poi, come Saturno, era chiamato il “signore delle misure”, e addirittura veniva considerato il costruttore, quindi l’<strong>architetto</strong>, della <strong>prima città</strong> in assoluto, Eridu, la prima città-tempio, il primo insediamento urbano umano. Anche, nel mito sumero del diluvio, fu lui a dare a Utnapistim (il Noè sumero) le coordinate per costruire l’arca (ricordate “il carpentiere”?). </p>
<p>Come vediamo, l’originale raffigurazione di Enki, passato nel mondo ellenico come Poseidone e in quello latino come Nettuno, non era solo marina ma anche terrestre: d’altronde abbiamo visto la sua personificazione in terra sumera come montone dalla coda di pesce (Capricorno), abbiamo scoperto un suo patronato sugli architetti (Saturno) e che è stato il costruttore della prima città in assoluto apparsa sulla Terra.</p>
<p>Ecco che Nettuno, andando a ritrovarne i significati originari, si presenta a noi sotto una luce diversa, si veste di panni che nemmeno immaginavamo – ma è di Nettuno il camuffarsi – panni che non sono solo ed esclusivamente quelli che gli sono stati addossati, cioè evanescenza, idealismo, misticismo, inconscio, sogni, fantasia, ecc. – ma qui più che il pianeta poté il Segno a cui è stato collegato, i Pesci – rivelando a noi caratteri e prerogative più terrene. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/08/Nettuno-e1534946685130.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/08/Nettuno-e1534946685130.jpg" alt="Nettuno" width="500" height="435" class="alignleft size-full wp-image-3561" /></a>
<p>Ecco che il dio del mare esce dagli abissi marini e si presenta a noi rivendicando un suo antico patronato anche su questioni o cose materiali, in special modo riguardanti la casa e comunque l’ambiente (privato o collettivo) in cui è inserito l’essere umano – e molti architetti hanno una posizione importante di Nettuno e/o della Casa 12.</p>
<p>Se ciò non bastasse ecco il <strong>Tema della scoperta</strong> di Nettuno. E cosa vediamo? Che Nettuno si è voluto far conoscere all’umanità mentre era in stretta congiunzione con… <strong>Saturno</strong>! E nel domicilio diurno di Saturno. Da notare l’Ascendente in Cancro, il &#8220;carpentiere&#8221; (!), ma anche la casa e, per estensione, le città.</p>
<p>Interessante poi il simbolo del <strong>grado</strong> di questo Nettuno: «<em>Un uomo bendato cammina verso un crepaccio. Dall’altro lato viene a lui un altro uomo circondato di luce</em>». Non so se vi è capitato di notarlo, ma Nettuno ha molto a che fare con il <strong>cadere</strong>, lo <strong>scivolare</strong>, l’<strong>inciampare</strong> – specie se in aspetto a Marte, ma non solo. No? Allora studiatelo anche da questo lato, vi sarà di aiuto. Tutto quanto finora detto per darvi un consiglio: uscite dagli schemi preconfezionati, ragionate con la vostra testa e soprattutto fate tesoro della vostra esperienza.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] GIORGIO DE SANTILLANA, HERTHA VON DECHEND, <em>Il mulino di Amleto</em>, Adelphi, Milano 1983<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] KAROLY KERÉNYI, <em>Gli dei e gli eroi della Grecia</em>, Mondadori, Milano 1989<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] FEDERICO A.ARBORIO MELLA, <em>Dai Sumeri a Babele</em>, Mursia, Milano 1986<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] SERGIO GHIVARELLO, <em>La stella di Eridu</em> (parte seconda), in «Linguaggio Astrale» n.94<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] G. DE SANTILLANA, H. VON DECHEND, <em>op. cit.</em><a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>L&#8217;asteroide Eros (433)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Aug 2018 22:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[cupido]]></category>
		<category><![CDATA[eros]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 120 anni fa, il 13 agosto 1898, veniva scoperto dall’astronomo Gustav Witt dell’Osservatorio di Berlino l’asteroide (433) Eros. Si trovava nella costellazione dell’Acquario. Ha un periodo orbitale di 1,76 anni. È stato il primo asteroide Near-Earth individuato. Il nome – Eros era il dio greco dell’Amore (érōs, “amore”, altri danno “passione sessuale”), figlio di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 120 anni fa, il 13 agosto 1898, veniva scoperto dall’astronomo<strong> Gustav Witt</strong> dell’Osservatorio di Berlino l’asteroide <strong>(433) Eros</strong>. Si trovava nella costellazione dell’Acquario.<span id="more-3545"></span></p>
<p> Ha un periodo orbitale di  1,76 anni. È stato il primo asteroide Near-Earth individuato.</p>
<p><em>Il nome</em> – Eros era il dio greco dell’<strong>Amore</strong> (<em>érōs</em>, “amore”, altri danno “passione sessuale”), figlio di Afrodite e di Ares (o Ermes). In altri racconti (Esiodo, Teogonia) lo si dice uscito addirittura dall’Uovo Cosmico, quindi il primo degli dèi, senza padre né madre. Era un fanciullo <strong>ribelle</strong> che non rispettava nessuno, e per la sua irresponsabilità non fu mai considerato degno di appartenere ai dodici dèi olimpici. Svolazzava con le sue ali d’oro scoccando frecce a caso, infiammando così di <strong>brama lussuriosa</strong> chi gli capitava a tiro. Queste furono caratteristiche che gli vennero legate più tardi: inizialmente rappresentava il <strong>principio di attrazione</strong> che spinge le cose ad unirsi. Era venerato in special modo a Tespia in Beozia, dove ogni quattro anni si svolgevano delle feste chiamate Erozie o Erotidie, con canti, musiche ed esercizi ginnici. E però, oltre all’amore comunemente inteso, Eros rappresentava l’<strong>affezione</strong> e l’<strong>amicizia</strong> fra giovani ed uomini, e in tale senso era venerato nei Ginnasi<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> insieme a Ermes ed Eracle. </p>
<p><em>Il Tema Natale</em> – Nel giorno della sua scoperta (13.08.1898) l’asteroide (433) Eros si trovava in moto retrogrado a 22° 47’ del Segno dell’<strong>Acquario</strong>, sul piede eclittico della stella <strong>Sadalsuud</strong>, la beta Aquarii (costellazione dell’Acquario), stella della natura di Saturno-Mercurio il cui nome deriva dal preislamico <em>sa’d al-su’ūd</em>, tradotto come “la più fortunata delle [stelle] fortunate”, forse dovuto al fatto che il suo sorgere segnava l’inizio del periodo delle piogge tanto attese; questa stella sembra conferire <strong>eccessi comportamentali</strong>, interesse per tematiche occulte ed <strong>esoteriche</strong>, <strong>aiuti</strong> da persone del <strong>sesso opposto</strong>, <strong>intuito</strong>, <strong>sensitività</strong>.</p>
<p><em>La lettura astrologica</em> – Certamente l’asteroide  (433) Eros si porta appresso elementi che hanno a che fare con “innamoramento e amore”, peraltro titolo di un famoso libro del sociologo <strong>Francesco Alberoni</strong> che, “guarda caso”, si ritrova ad avere nel proprio Tema l’asteroide (433) Eros <strong>congiunto</strong> a <strong>Sole</strong>, <strong>Luna</strong> e<strong> Ascendente</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>. Altrettanto certamente ha a che fare con la passione, con l’attrazione, e però non dimentichiamo che si è fatto a noi conoscere dal Segno dell’Acquario, Segno legato all’amicizia e al <strong>cameratismo</strong>, Segno che, quando parliamo di amore e <strong>sesso</strong>, li avvicina e li vive a modo suo, con tematiche <strong>particolari</strong>, ora quasi rifuggendoli ora sublimandoli o esagerandoli, tutto alla continua ma mai raggiunta comprensione di cosa essi siano, se ci si possa, di loro, <strong>fidare</strong> o meno. Ma l’Acquario è anche Segno <strong>sociale</strong>, e in questo caso possiamo vedere l’asteroide come elemento di attrazione sociale, popolare, di capacità di comunicazione, di <strong>carisma</strong>, e se in congiunzione o in trigono ad elementi personali di un Tema allora lo leggeremo anche da questo lato; tanto per fare solo due degli innumerevoli esempi, lo troviamo in congiunzione al Medio Cielo nel Tema di <strong>John Lennon</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, mentre è congiunto a Venere nel Tema di <strong>Silvio Berlusconi</strong><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>. </p>
<p><br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(433) Eros</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ginnasio significa “fare esercizi liberi (a corpo nudo)”. Nell’antica Grecia era il luogo in cui i giovani si allenavano per le gare atletiche, per i giochi appunto ginnici. Col tempo è diventato luogo di ritrovo ed educazione per i giovani, dove si tenevano lezioni ma anche rappresentazioni teatrali.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Francesco Alberoni nacque a Borgonovo Val Tidone, Italia, il 31 dicembre 1929 alle ore 08.00 con l’asteroide  (433) Eros a 09° 34’ Capricorno.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] John Lennon nacque a Liverpool, Gran Bretagna, il 9 ottobre 1940 alle ore 18.13 con l’asteroide (433) Eros a 04° 44’ Capricorno.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Silvio Berlusconi nacque a Milano, Italia, il 29 settembre 1936 alle ore 06.20 con l’asteroide (433) Eros a 04° 20’ Scorpione.<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
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		<title>I nodi planetari</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/i-nodi-planetari/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2018 05:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[grant lewi]]></category>
		<category><![CDATA[nodi lunari]]></category>
		<category><![CDATA[nodi planetari]]></category>
		<category><![CDATA[theodor landscheidt]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene sì. Oltre ai nodi della Luna, conosciuti e utilizzati da molti astrologi, vi sono anche i nodi dei pianeti. Anch’essi hanno un loro nodo nord e un loro nodo sud che visualizzeremo nei punti di incrocio fra l’eclittica e l’orbita stessa del pianeta, avendo così un nodo ascendente o nord quando il pianeta passa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì. Oltre ai nodi della Luna, conosciuti e utilizzati da molti astrologi, vi sono anche i <strong>nodi dei pianeti</strong>. <span id="more-3552"></span></p>
<p>Anch’essi hanno un loro <strong>nodo nord</strong> e un loro <strong>nodo sud</strong> che visualizzeremo nei punti di incrocio fra l’eclittica e l’orbita stessa del pianeta, avendo così un nodo ascendente o nord quando il pianeta passa da sud a nord dell’eclittica, un nodo discendente o sud quando il pianeta passa da nord a sud dell’eclittica.</p>
<p>I nodi planetari sono saliti alla ribalta astrologica grazie agli studi di <strong>Grant Lewi</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> condotti per tutti gli anni ’30 del secolo scorso. </p>
<p>Da considerare però che i nodi dei pianeti assumono posizioni longitudinali diverse ed hanno moti diversi a seconda se la visione è <strong>eliocentrica</strong> o <strong>geocentrica</strong>.</p>
<p><em>Visione eliocentrica</em><br />
I nodi planetari sud e nord si trovano, come quelli lunari, diametralmente opposti tra loro. Il loro moto, però, è <strong>lentissimo</strong>. Ecco le longitudini eliocentriche dei nodi ascendente e discendente dei pianeti calcolate al 01.01.2000:<br />
<center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 12px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Pianeta</td>
<td>Nodo nord</td>
<td>Nodo sud</td>
<td>In un secolo</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>Mercurio</td>
<td>18° 20&#8242; Toro</td>
<td>18° 20&#8242; Scorpione</td>
<td>1° 02&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td>Venere</td>
<td>16° 40&#8242; Gemelli</td>
<td>16° 40&#8242; Sagittario</td>
<td>0° 56&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td>Marte</td>
<td>19° 33&#8242; Toro</td>
<td>19° 33&#8242; Scorpione</td>
<td>0° 48&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td>Giove</td>
<td>10° 29&#8242; Cancro</td>
<td>10° 29&#8242; Capricorno</td>
<td>1° 02&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td>Saturno</td>
<td>23° 38&#8242; Cancro</td>
<td>23° 38&#8242; Capricorno</td>
<td>0° 52&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td>Urano</td>
<td>13° 59&#8242; Gemelli</td>
<td>13° 59&#8242; Sagittario</td>
<td>0° 30&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td>Nettuno</td>
<td>11° 47&#8242; Leone</td>
<td>11° 47&#8242; Acquario</td>
<td>1° 06&#8242;</td>
</tr>
<tr>
<td>Plutone</td>
<td>20° 17&#8242; Cancro</td>
<td>20° 17&#8242; Capricorno</td>
<td>1° 24&#8242;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<p>Queste posizioni ovviamente valgono per un buon numero di anni, quindi possiamo considerale fisse in un Tema astrale (almeno nell’ambito di una vita umana): ad esempio, come da tabella qui sopra, i nodi di Venere si spostano di meno di un grado in 100 anni.  </p>
<p><em>Visione geocentrica</em><br />
I nodi planetari sud e nord <strong>non si trovano</strong>, a differenza di quelli lunari e dei nodi eliocentrici planetari, diametralmente <strong>opposti tra loro</strong>, e la cosa è maggiormente marcata per i pianeti prossimi al Sole, mentre lo è meno per quelli lontani: così i nodi sud di Mercurio e Venere possono anche essere congiunti ai rispettivi nodi nord. </p>
<p>Il moto poi dei nodi planetari geocentrici varia, non è uniforme, e il moto del nodo sud è diverso da quello nord, e a volte il loro moto può essere diretto o retrogrado, ed è più veloce per i pianeti prossimi al Sole – grosso modo un grado al giorno – meno per quelli più lontani – qualche primo di grado al giorno. Da ciò si evince che per trovare le posizioni di questi nodi dobbiamo affidarci a dei software astrologici che le calcolino. </p>
<p>Alcuni astrologi, specialmente coloro che seguono le regole dell’<strong>astrologia karmica</strong>, fanno uso di queste posizioni nodali planetarie, in special modo di quelle <strong>eliocentriche</strong> che per la loro “staticità” ben si prestano ad essere usate come punti o zone del Tema capaci di dare informazioni sullo sviluppo dell’<strong>anima</strong> all’interno del suo attuale <strong>ciclo di esperienze</strong>.<br />
Un <strong>pianeta</strong> che in un Tema natale si trovasse <strong>congiunto</strong> al <strong>nodo</strong> di un altro pianeta è come se fosse congiunto a questo stesso pianeta: il corretto uso delle dinamiche del pianeta natale dovrebbero in tal caso passare attraverso le caratteristiche del pianeta al cui nodo si trova congiunto.</p>
<p>Per quanto riguarda le posizioni <strong>geocentriche</strong> dei nodi planetari, in Europa uno studioso che se n’è occupato è stato <strong>Theodor Landscheidt</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>. Le sue ricerche in questo campo – espresse in conferenze già dal 1965 – hanno dato un nuovo strumento interpretativo in mano all’astrologo.<br />
Di seguito alcune brevi note sul significato dei nodi planetari– da considerare che Landscheidt non aveva trovato differenza alcuna tra il nodo nord e quello sud:</p>
<p><em>Nodo di Mercurio</em><br />
Ha a che fare con gli scambi verbali, il dialogo, la cooperazione, i contratti, l’intellettualità. Si lega al tessuto nervoso, alla trasmissione degli impulsi nervosi.</p>
<p><em>Nodo di Venere</em><br />
Ha a che fare con i legami amorosi, il matrimonio, con l’atto sessuale, con le unioni artistiche. Si lega al concepimento.</p>
<p><em>Nodo di Marte</em><br />
Ha a che fare con la lotta, l’agonismo, i lavori di gruppo, gli incontri sportivi, le battaglie. Si lega all’accoppiamento sessuale, alla muscolatura.</p>
<p><em>Nodo di Giove</em><br />
Ha a che fare con la collaborazione creativa, i gruppi sociali, gli ordini religiosi, la fraternità, il parlamento, il sindacato, le associazioni bancarie. Si lega ai trapianti, alle trasfusioni di sangue, alle arterie e vene, ai processi metabolici.</p>
<p><em>Nodo di Saturno</em><br />
Ha a che fare con i legami stabili, le separazioni, i gruppi di anziani, gli antenati, l’albero genealogico, le società storiche, scientifiche e filosofiche. Si lega ai polsi, alle giunture, alle caviglie, ai tendini, al tessuto connettivo.</p>
<p><em>Nodo di Urano</em><br />
Ha a che fare con l’intuizione, l’eccentricità, le rivoluzioni, la tecnica, le associazioni astrologiche, le linee elettriche, gli incidenti improvvisi. Si lega all’orgasmo, all’irritazione del sistema nervoso.</p>
<p><em>Nodo di Nettuno</em><br />
Ha a che fare con l’amore platonico, la percezione sottile, i sogni, le unioni mistiche, le relazioni omosessuali, la tossicodipendenza, i circoli di occultisti. Si lega al disordine mentale, alla dissoluzione del tessuto cellulare.</p>
<p><em>Nodo di Plutone</em><br />
Ha a che fare con i legami fatali, karmici, con il plagio, con la fissione nucleare, col potere oratorio demagogico. Si lega alla schizofrenia, alla fusione dello spermatozoo con l’ovulo.</p>
<p>Theodor Landscheidt ha parlato anche (1969) del <strong>nodo del Sole</strong>, che a differenza dei nodi planetari ha il nodo nord sempre opposto al nodo sud, cioè del punto in cui l’eclittica incrocia l’equatore solare, nodo che ha a che fare con le relazioni, con l’uomo, il marito, il padre, il fratello o un’autorità, con l’irradiare personalità, con l’operare per obiettivi comuni, col formare una fratellanza, con l’entrare in un ordine religioso. Si lega alla connessione fra sistema nervoso centrale, periferico e autonomo, con la relazione tra cervello, cervelletto e tronco cerebrale.<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a></p>
<p>La <strong>longitudine eclittica</strong> del nodo del Sole era, nel 2000, pari a 075° 45’ 37”, cioè si trovava a <strong>15° 45’ 37” del Segno dei Gemelli</strong>; ha uno spostamento annuo pari al valore della precessione degli equinozi, cioè 000° 00’ 50.25” (praticamente fermo): è ovvio però che se uno vuole essere pignolo e volesse la posizione esatta di questo nodo per un certo anno dovrebbe aggiungere – se l’anno cercato è dopo il 2000 – o togliere – se l’anno cercato è prima del 2000 – lo scarto annuo della precessione.</p>
<hr/>
Foto da: nineplanets.org</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Grant Lewi, astrologo, studioso, nacque a Albany, New York, l’8 giugno 1902 alle ore 08.30. Morì il 14 luglio 1951.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Theodor Landscheidt, fisico, climatologo, studioso di astrologia, nacque a Brema, Germania, il 10 marzo 1927 alle ore 18.15. Morì a Innsbrück, Austria, il 19 maggio 2004.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Informazioni tratte da &#8220;<em>Teoria e pratica dei nodi planetari geocentrici</em>&#8220;, di Theodor Landscheidt, in <em>Linguaggio Astrale</em> n. 103/1996 (trad. di Rocco Pinneri).<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>La festa del sole</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 22:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[celti]]></category>
		<category><![CDATA[etruschi]]></category>
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		<description><![CDATA[Si festeggia oggi, 1° agosto, la festa druidica Lughnasadh. È la festa della Luce, il trionfo del Sole, la festa del dio Lugh, dio solare panceltico e dio del grano. Il Sole ha in questo periodo (nel 2018 l’8 agosto) una declinazione di + 16° circa, numero sacro per gli Etruschi. I quattro periodi dell’anno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si festeggia oggi, 1° agosto, la festa druidica <strong>Lughnasadh</strong>. È la festa della Luce, il trionfo del Sole, la festa del dio Lugh, dio solare panceltico e dio del grano. </p>
<p><span id="more-3535"></span></p>
<p>Il Sole ha in questo periodo (nel 2018 l’8 agosto) una <strong>declinazione</strong> di + 16° circa, numero <strong>sacro </strong>per gli Etruschi. I quattro periodi dell’anno in cui il Sole ha una declinazione positiva o negativa di 16° – 1 febbraio, 1 maggio, 1 agosto, 1 novembre – erano <strong>periodi sacri</strong> per molti popoli.<br />
Nella <strong>cosmologia etrusca</strong> il 1° agosto si lega al punto intercardinale nord-est, luogo degli dèi celesti, luogo dal quale proveniva la <strong>massima fortuna</strong> (maggiori info nel mio articolo &#8220;<a href="http://www.renzobaldini.it/la-cosmologia-etrusca/" rel="noopener" target="_blank">La Cosmologia Etrusca</a>&#8220;).</p>
<hr/>
Foto da: www.galileonet.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Case e la porta di servizio</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jul 2018 10:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Case]]></category>
		<category><![CDATA[pianeti]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti non ci fanno caso ma i pianeti entrano nelle Case astrologiche dalla porta di servizio. D’altronde il movimento della Terra è più veloce di quello dei pianeti. Se ho la cuspide della Seconda Casa a 10° Toro e la Luna a 10°30’ Toro viene spontaneo dire che quella Luna è all’inizio della Seconda Casa, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti non ci fanno caso ma i pianeti <strong>entrano</strong> nelle Case astrologiche dalla <strong>porta di servizio</strong>. D’altronde il movimento della Terra è più veloce di quello dei pianeti.</p>
<p> <span id="more-3532"></span></p>
<p>Se ho la cuspide della Seconda Casa a 10° Toro e la Luna a 10°30’ Toro viene spontaneo dire che quella Luna è <strong>all’inizio</strong> della Seconda Casa, mentre invece sarebbe più giusto dire che<strong> sta per entrare</strong> in Prima Casa. </p>
<p>Per assurdo allora la cuspide della Seconda Casa dovremmo considerarla come cuspide della Prima. Se così fosse l’Ascendente diverrebbe la cuspide della Dodicesima. La Dodicesima la cuspide dell’Undicesima. E via di seguito. Vi sembra possibile? Probabilmente no, ma… come diceva Shakespeare: «<em>Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia</em>» (Amleto: atto I, scena V).<br />
E se il cielo è lo Zodiaco e la terra sono le Case…</p>
<hr/>
Foto da: https://aasnova.org</p>
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		<title>Eclissi di luna</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/eclissi-di-luna/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 16:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[eclissi]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>
		<category><![CDATA[marte]]></category>

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		<description><![CDATA[La sera del 27 luglio alle 22.21 ora estiva italiana avremo l’eclissi di Luna, evento soli-lunare che si discosta dagli altri per il fatto che questa avrà una durata di 1 ora e 40 minuti, la più lunga del secolo. La Luna, rossa, si troverà a 04°45’20” dell’Acquario, nel decano di Saturno e nella triplicità [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La sera del 27 luglio alle 22.21 ora estiva italiana avremo l’eclissi di Luna, evento soli-lunare che si discosta dagli altri per il fatto che questa avrà una durata di 1 ora e 40 minuti, la più <strong>lunga del secolo</strong>. <span id="more-3526"></span></p>
<p>La Luna, rossa, si troverà a 04°45’20” dell’Acquario, nel decano di Saturno e nella triplicità e termine di Mercurio.</p>
<p>Ma c’è un’altra particolarità, e cioè che la Luna si troverà <strong>congiunta a Marte</strong> (03°58’26” Acquario), pianeta che proprio in questi giorni si trova alla <strong>minima distanza</strong> dalla Terra (punto minimo il 31 luglio), quindi ben visibile come non lo era dal 2003. Uno spettacolo davvero interessante!</p>
<p>Certo è che la congiunzione Luna-Marte non è che sia un aspetto <strong>tranquillo</strong>, in special modo se ci mettiamo anche la sizigia.<br />
Di cose strane e brutte ne accadono tutti i giorni su questo pianeta ma una simile congiuntura astrale dovrebbe aumentarne il numero o la risonanza. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/07/Eclissi2_27_07_18-e1531841369727.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/07/Eclissi2_27_07_18-e1531841369727.jpg" alt="Eclissi2_27_07_18" width="500" height="440" class="alignleft size-full wp-image-3525" /></a>Se osserviamo il <strong>Tema</strong> di quel momento vediamo Luna e Marte in <strong>11 Casa</strong>, quella degli amici, dei gruppi; Sole, Luna e Marte sono in <strong>quadratura a Urano</strong>; all’Ascendente troviamo <strong>Nettuno</strong>; visto poi che il decano dell’eclissi è di Saturno e il termine e la triplicità sono di Mercurio, se non fosse già successo si potrebbe pensare a qualche disagio vissuto da un gruppo di <strong>amici</strong>, da dei ragazzi (Mercurio), in relazione all’<strong>acqua</strong> (Nettuno) in qualche buio <strong>anfratto</strong> (Saturno). Mah!<br />
Oppure pensare a quale esondazione, tracimazione, a qualche <strong>diga</strong>…<br />
C’è da dire comunque che l’ora planetaria in cui si pone l’evento è quella di Venere e che l’almuten (Ibn Ezra) è sempre Venere.</p>
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		<title>Pillole&#8230; solari</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 22:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[centro galattico]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando noi diciamo che siamo di un Segno facciamo riferimento alla posizione zodiacale del Sole; ad esempio una persona che è nata il 10 agosto 1990 avrà Sole a 17° del Segno del Leone quindi dirà di appartenere a quel Segno. Però noi non abitiamo sul Sole ma sulla Terra. E se il Sole è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando noi diciamo che siamo di un Segno facciamo riferimento alla posizione zodiacale del Sole; ad esempio una persona che è nata il 10 agosto 1990 avrà Sole a 17° del Segno del Leone quindi dirà di appartenere a quel Segno.</p>
<p><span id="more-3519"></span></p>
<p> Però noi non abitiamo sul Sole ma sulla Terra. E se il Sole è a 17° del Leone, la Terra dove sarà? Risposta: a 17° del Segno dell’Acquario. Non tanto per assurdo potremmo allora dire che il Segno in cui si trova il Sole alla nostra nascita non è la partenza ma l’<strong>arrivo</strong>, ovvero quello non è il nostro Segno natale ma quello verso cui dovremmo <strong>ambire</strong>.<br />
<br/><br />
La Terra ruota su se stessa. Anche gli altri pianeti lo fanno. Lo fa anche il Sole. Come? Un Sole che ruota? Sì. Intanto diciamo che ha un’inclinazione, rispetto al piano orbitale terrestre, di 7°15’. Poi che la <strong>velocità di rotazione</strong> varia a seconda della latitudine solare in cui viene calcolata, anche perché è un corpo gassoso: <strong>25 giorni</strong> se calcolata all’equatore, <strong>35 giorni</strong> se calcolata ai poli. Ma il <strong>nucleo</strong> del Sole ruota in <strong>7 giorni</strong>.<br />
<br/><br />
Il Sole si muove nello spazio. No, questa non dovevi dircela! E Galilei? E Copernico? Ma non era il Sole che stava fermo e la Terra e gli altri pianeti che gli giravano intorno? Sì, certo. Qui mi riferisco al fatto che il Sole, e noi con lui, orbita intorno al <strong>centro galattico</strong>, ovvero l’intero sistema solare si muove attorno a questo centro alla velocità di 828.000 km all’ora compiendo il “giro” in circa 250 milioni di anni: questo è il nostro <strong>anno galattico o cosmico</strong>.<br />
Il <strong>centro</strong> della galassia si trova in direzione della costellazione del Sagittario: astrologicamente parlando diciamo che si trova a circa <strong>27° del Segno del Sagittario</strong>.</p>
<hr/>
Foto da: https://sites.google.com</p>
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		<title>Afelio 2018</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 22:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti pensano che d’estate la Terra sia più vicina al Sole (fa più caldo!), mentre d’inverno che ne sia più lontana (fa più freddo!). È vero invece il contrario. Il più o meno irraggiamento solare dipende dall’inclinazione del nostro pianeta non dalla distanza Terra-Sole. La Terra si trova due volte all’anno alla minima e alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti pensano che d’estate la Terra sia più vicina al Sole (fa più caldo!), mentre d’inverno che ne sia più lontana (fa più freddo!). È vero invece il <strong>contrario</strong>. Il più o meno irraggiamento solare dipende dall’<strong>inclinazione</strong> del nostro pianeta non dalla distanza Terra-Sole. </p>
<p><span id="more-3516"></span></p>
<p>La Terra si trova due volte all’anno alla <strong>minima</strong> e alla <strong>massima</strong> distanza dalla sua stella: i primi di <strong>gennaio</strong> alla minima e i primi di <strong>luglio</strong> alla massima.<br />
La minima distanza della Terra dal Sole si chiama <strong>perielio</strong> (dal greco <em>perì</em>, intorno, e <em>helios</em>, sole), la massima invece <strong>afelio</strong> (dal greco <em>aphélion</em>, da <em>apó</em>, lontano, e <em>helios</em>, sole). </p>
<p>Nel 2018 la <strong>minima</strong> distanza dal Sole, pari a 147.097.192 km (U.A. 0,983284), è stata registrata il <strong>3 gennaio</strong> alle ore 06.52 ora italiana.<br />
La distanza <strong>massima</strong>, invece, pari a 152.095.556 km (U.A. 1.016696), sarà il prossimo <strong>6 luglio</strong> alle ore 18.51 ora estiva italiana.</p>
<hr/>
Foto da: www.weforum.org</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Convegno a Pisa sulla mente, i fenomeni PSI e la scienza</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/convegno-a-pisa-sulla-mente-i-fenomeni-psi-e-la-scienza/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2018 16:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[quantistico]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 23 Giugno, a Pisa, presso le Officine Garibaldi in via Gioberti 33, si terrà un convegno dal titolo: “Oltre i Confini della Mente: i fenomeni PSI e la Scienza”. Il convegno è organizzato da Quantum Events, tel. 050.702631 &#8211; email: quantumeventsmail@gmail.com Per partecipare bisogna iscriversi. Dalla brochure di presentazione: «Qual è il reale potere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 23 Giugno, a Pisa, presso le Officine Garibaldi in via Gioberti 33, si terrà un convegno dal titolo: “<em>Oltre i Confini della Mente: i fenomeni PSI e la Scienza</em>”.</p>
<p><span id="more-3503"></span></p>
<p>Il convegno è organizzato da Quantum Events, tel. 050.702631 &#8211; email: quantumeventsmail@gmail.com<br />
Per partecipare bisogna iscriversi.</p>
<p>Dalla brochure di presentazione:</p>
<p>«Qual è il reale potere della nostra mente? Telepatia, telecinesi, chiaroveggenza, fascinazione sono solo frutto della nostra immaginazione o suggestione oppure fenomeni reali scientificamente dimostrabili? Può allora, in questo caso, la meditazione controllare tali capacità della mente umana? Metteremo a confronto le testimonianze dirette con i risultati della scienza di frontiera.»</p>
<p>Programma</p>
<p>Apertura registrazione ore 14.30<br />
Apertura lavori ore 15.15<br />
conduce Elisa Yakoyova</p>
<p>Ore 15.30 Manuela Pompas<br />
<em>Mente non locale: siamo tutti sensitivi?</em></p>
<p>Ore 16.30 Luigi Maxmilian Caligiuri<br />
<em>Modelli quantistici della mente: i risultati della ricerca di frontiera e i fenomeni PSI</em></p>
<p>Ore 17.30 pausa caffè</p>
<p>Ore 17.45 Gioacchino Pagliaro<br />
<em>Mente non locale e intenzionalità creatrice nei percorsi di cura</em></p>
<p>Ore 18.45 domande e dibattito</p>
<p>I relatori</p>
<p><strong>Manuela Pompas</strong><br />
Giornalista (per 30 anni redattrice di Gioia), Manuela Pompas è considerata una delle maggiori divulgatrici nel campo della ricerca psichica e spirituale in Italia, affrontando le tecniche legate alla psicologia (ipnosi, rilassamento e visualizzazione, rebirthing), le medicine naturali (omeopatia, agopuntura, medica ayurvedica ecc.) e le discipline umanistiche (bioenergetica, gestalt, tecniche corporee, psicologia transpersonale).</p>
<p><strong>Luigi Maxmilian Caligiuri</strong><br />
Professore di Fisica e direttore del Foundation of Physics Research Center (FoPRC), ente internazionale indipendente di ricerca. È membro del comitato scientifico di numerose riviste scientifiche internazionali e di numerose associazioni di ricerca. Dal 2016 è nell’elenco delle personalità scientifiche di rilevanza internazionale stilato dal Marquis Who’s Who in the World ed è autore, tra l’altro, della teoria dell’Universo Superluminale, che propone una visione alternativa della struttura dell’Universo e delle sue leggi e in particolare delle dinamiche quantistiche della mente.</p>
<p><strong>Gioacchino Pagliaro</strong><br />
Psicologo alla Ausl di Bologna e docente dell’università di Padova. È direttore dell’unità operativa di psicologia clinica ospedaliera dell’Ausl di Bologna. Ha fondato nel 1994 il Centro di psicologia clinica dell’Ausl di Sondrio. È professore a contratto di psicologia clinica presso la facoltà di psicologia dell’università di Padova.<br />
Ha pubblicato <em>Il Tao della salute</em> (Domeneghini editore), <em>Mente, meditazione e benessere</em> (Tecniche nuove).</p>
<hr/>
Foto da: www.nyas.org</p>
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		<item>
		<title>Giovanni di Bartolo, abacista</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/giovanni-di-bartolo-abacista/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2018 22:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[abacista]]></category>
		<category><![CDATA[antonio mazzinghi]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[paolo dagomari]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 giugno del 1440 moriva a Firenze l’abacista e astrologo Giovanni di Bartolo, conosciuto anche come Giovanni di Bartolo dell’Abacho. Era nato a Firenze nel 1364. Figlio di un modesto muratore del quartiere di Santo Spirito, sin da giovane dimostrò un’intelligenza notevole. Il padre, con sacrificio, lo fece entrare nella bottegha d’abacho (scuola di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 3 giugno del 1440 moriva a Firenze l’abacista e <strong>astrologo</strong> Giovanni di Bartolo, conosciuto anche come Giovanni di Bartolo dell’Abacho. Era nato a Firenze nel 1364. </p>
<p><span id="more-3482"></span></p>
<p>Figlio di un modesto muratore del quartiere di Santo Spirito, sin da giovane dimostrò un’intelligenza notevole. Il padre, con sacrificio, lo fece entrare nella <strong>bottegha d’abacho</strong> (scuola di matematica) gestita dal grande abacista e astrologo <strong>Antonio Mazzinghi</strong>, del quale divenne in poco tempo il discepolo prediletto. Alla morte del maestro (1383), per sua espressa volontà ereditò sia i suoi libri di <strong>astrologia</strong> (che questi, in numero di 800, aveva a sua volta ereditato dal suo maestro <strong>Paolo Dagomari</strong>), sia la gestione della scuola: aveva solo diciannove anni. </p>
<p>Subito si accesero le <strong>invidie</strong> dei maestri delle altre scuole di matematica esistenti a Firenze: come è possibile che un «<em>fanciullotto</em>» sia stato prescelto dal grande Mazzinghi a gestire la più <strong>prestigiosa</strong> scuola d’abaco di Firenze? E fu così che questi maestri decisero di mandare alcuni dei loro migliori allievi a questa scuola con il preciso ordine di fargli domande assai <strong>difficili</strong>, così da metterlo in <strong>imbarazzo</strong> e far sapere a tutta la città come il grande Mazzinghi si fosse sbagliato a scegliere come suo successore quel figlio di un muratore: le cronache ci dicono che Giovanni di Bartolo non solo <strong>rispose</strong> a tutti i quesiti degli studenti ma dimostrò anche alcuni <strong>errori</strong> negli insegnamenti che questi avevano ricevuto dai loro maestri, così che molti di questi studenti, <strong>sbalorditi</strong> dal suo sapere, lasciarono i vecchi maestri e <strong>si iscrissero</strong> alla sua scuola<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Tra i suoi discepoli troviamo l’astrologo e cartografo <strong>Paolo dal Pozzo Toscanelli</strong> e <strong>Giannozzo Manetti</strong>, scrittore e umanista. </p>
<p>Giovanni di Bartolo fu anche chiamato alla gestione del progetto della cupola di <strong>Santa Maria del Fiore</strong>, la cattedrale di Firenze, e pagato, per esempio in data 30 giugno 1417, «<em>per sua faticha et consiglo sopra la Chupola maggiore, fiorini cinque d’oro</em>»<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>; altri pagamenti risultano poi per altre sue consulenze, disegni e calcoli, almeno fino al 1425. </p>
<p>Ma nella denuncia dei suoi beni del 1427 presentata al Comune di Firenze, Giovanni di Bartolo così si presentava: </p>
<blockquote><p><em>Tengho a pigione la bottegha dellabahco a santa Trinita, della quale pagho lanno Fiorini 17., e una ocha</em> […]. <em>E do tanti libretti dastrologia che vagliono nel torno di 10. Fior.<br />
Signiori Uficiali, io sono vechio detà danni 63., e sono istato infermo ogimai 9. anni cheio cadi e disovolai loso della coscia, e ma nono potuto guarire, e in questo tempo ologoro ogni mia sustanzia, e isviata la schuola perche nollò potuta esercitare, perché stetti lungho tempo nelletto fasciato e lenzato. Come la schuola mia sia inputo mandatelo avedere. Io non posso andare ne andrò mai più se none a grucie con grande Faticha</em> […]. <em>La lettura dello studio, la quale mi fu data a di 28 di Giugno nel 1424. per 3. anni, è finita in questo anno 1427., sichè nonarò più quello sussidio dal chomune</em><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p></blockquote>
<p>Oltre a maestro di <strong>Matematica</strong> nella sua scuola fu anche insegnante di <strong>Astrologia</strong> nello <strong>Studio di Firenze</strong>, e non solo dal 1424 al 1427 (come da lui scritto nella sua denuncia catastale), periodo in cui la sua docenza venne <strong>perorata</strong> dagli studenti stessi che ne fecero <strong>esplicita richiesta</strong> ai priori delle Arti, ma anche nel 1401-1402, nel 1422 e nel 1431, in quest’ultimo anno leggendo Astrologia nei giorni festivi («<em>Strologia in diebus festivis</em>») con un salario di 20 fiorini<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.<br />
Il 15 maggio 1440 fece testamento e il 3 giugno morì. Venne sepolto nella chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>.</p>
<hr/>
Tratto dal mio libro: <em>Astrologia Italica. Dal X al XVII secolo</em>, Firenze, 2016.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] BARTOLOMEO VERATTI, <em>De’ matematici italiani anteriori all’invenzione della stampa. Commentario storico</em>, Modena, Tipografia degli Eredi Soliani, 1860.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] CESARE GUASTI, <em>La cupola di Santa Maria del Fiore</em>, Firenze, Barbèra, Bianchi e comp., 1857, p.19.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] «Giornale Arcadico di Scienze, Lettere ed Arti», vol. CXXXII, Roma, Tipografia delle Belle Arti, 1853, p. 24.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] MARIA MUCCILLO, <em>Dizionario Biografico degli Italiani</em>, XXXVI, 1988.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Cfr. ELISABETTA ULIVI, <em>Le scuole di M° Benedetto e le sue relazioni con gli abacisti fiorentini del Quattrocento</em>, in «Bollettino di Storia delle Scienze Matematiche», Il Giardino di Archimede, Fabrizio Serra Editore, Pisa-Roma, XXII/1, 2002, p. 39, nota 142.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Il &#8220;Convivio degli Dei&#8221; nella villa di Corliano</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2018 22:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
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		<description><![CDATA[A pochi chilometri da San Giuliano Terme (Pisa), in località Corliano, si trova la villa di Corliano appartenente dal XVI secolo ai conti Della Seta. Il sito però è molto più antico: già appartenuto alla famiglia romana di origine etrusca dei Venulei, nel 1126 risulta di proprietà dell’antica famiglia pisana dei Visconti. La villa venne [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi chilometri da San Giuliano Terme (Pisa), in località Corliano, si trova la villa di Corliano appartenente dal XVI secolo ai <strong>conti Della Seta</strong>. <span id="more-3491"></span></p>
<p>Il sito però è molto più antico: già appartenuto alla famiglia romana di origine <strong>etrusca</strong> dei Venulei, nel 1126 risulta di proprietà dell’antica famiglia pisana dei <strong>Visconti</strong>. La villa venne costruita nella prima metà del XV secolo dalla famiglia fiorentina degli <strong>Spini</strong>. Il 17 giugno 1536 (stile pisano) i fratelli Giovanni e Bernardo di Francesco Spini vendettero la villa a <strong>Pietro di Niccolao Della Seta</strong>. Ancora oggi appartiene alla famiglia pisana  dei Della Seta. L’attuale proprietario è il conte <strong>Agostino Agostini Venerosi Della Seta</strong>.</p>
<p>In questa storica e prestigiosa dimora di campagna hanno nel tempo soggiornato varie personalità, da Carlo Goldoni a George Gordon Byron, da Gioacchino Murat a Paolina Borghese, da Vittorio Alfieri a Alessandro Dumas, da Giacomo I d’Inghilterra a Gustavo III di Svezia.</p>
<p>La villa fu, dal 1588, sede della prestigiosa <strong>Accademia degli Svegliati</strong>. Ancora oggi, grazie all’intraprendenza del conte Agostino Agostini Venerosi Della Seta, la villa ospita incontri e conferenze della pisana <strong>Accademia Nazionale dell’Ussero di Lettere, Arti e Scienze</strong>.</p>
<p>Ma ciò che rende per noi interessante e preziosa questa villa è la presenza al suo interno di <strong>affreschi </strong>di natura <strong>mitologico-zodiacale</strong>. Tali affreschi furono dipinti nel 1592 dal pittore fiorentino <strong>Andrea Boscoli</strong> (1560-1607) e coprono le pareti e il soffitto del Salone di Rappresentanza. È probabile che il progettista o comunque il <strong>consulente astrologico</strong> di questo ciclo pittorico lo si debba vedere nel grande umanista <strong>Pietro Angeli da Barga</strong> (1517-1596), poeta, astrologo, docente di Lettere allo Studio di Pisa e traduttore, da un originale greco «in lingua fiorentina», della “<em>Tetràbiblos</em>” di Tolomeo (1576)<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p>
<p>Venendo agli <strong>affreschi</strong> troviamo raffigurati, nella parte alta delle pareti della Sala, gli <strong>dèi olimpici</strong> ognuno abbinato a un <strong>Segno dello zodiaco</strong>. E però tale abbinamento non è quello usuale dei domicilii planetari, cioè Marte all’Ariete, Venere al Toro, Mercurio ai Gemelli, ecc., ma riprende quello che il poeta e astrologo romano <strong>Marco Manilio</strong> (I sec. a.C. – I sec. d.C.) aveva esposto nella sua opera filosofico-astrologica “<em>Astronomicon</em>”, quindi non gli dèi planetari ma gli dèi olimpici abbinati ai mesi e ai Segni, che è ciò che troviamo all’interno della villa:</p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 12px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Mese</td>
<td>Segno</td>
<td>Divinità</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>Gennaio</td>
<td>Acquario</td>
<td>Giunone</td>
</tr>
<tr>
<td>Febbraio</td>
<td>Pesci</td>
<td>Nettuno</td>
</tr>
<tr>
<td>Marzo</td>
<td>Ariete</td>
<td>Minerva</td>
</tr>
<tr>
<td>Aprile</td>
<td>Toro</td>
<td>Venere</td>
</tr>
<tr>
<td>Maggio</td>
<td>Gemelli</td>
<td>Apollo</td>
</tr>
<tr>
<td>Giugno</td>
<td>Cancro</td>
<td>Mercurio</td>
</tr>
<tr>
<td>Luglio</td>
<td>Leone</td>
<td>Giove</td>
</tr>
<tr>
<td>Agosto</td>
<td>Vergine</td>
<td>Cerere</td>
</tr>
<tr>
<td>Settembre</td>
<td>Bilancia</td>
<td>Vulcano</td>
</tr>
<tr>
<td>Ottobre</td>
<td>Scorpione</td>
<td>Marte</td>
</tr>
<tr>
<td>Novembre</td>
<td>Sagittario</td>
<td>Diana</td>
</tr>
<tr>
<td>Dicembre</td>
<td>Capricorno</td>
<td>Vesta</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<p>Ognuna di queste divinità è su di un piedistallo che riporta il <strong>nome del mese</strong> e il <strong>Segno zodiacale</strong> corrispondente.<br />
Sul <strong>soffitto</strong> invece abbiamo un affresco, il “Convivio degli Dei”, dove sono rappresentate le divinità olimpiche sedute intorno a una tavola imbandita, come vediamo qui sotto.<br />
Partendo da Giove, la figura centrale assisa sul trono con sopra l’aquila, e andando in senso orario troviamo: Mercurio, Plutone, Saturno, Ercole, Marte, Minerva, Vesta, Diana, Giunone, Venere con Cupido, Bacco, Cerere, Pan, poi cinque personaggi umani e infine Apollo. In primo piano, a sinistra, abbiamo Ganimede, il coppiere degli dèi che sta mescendo del vino, e a destra, sdraiato in terra e appoggiato a un’anfora, Nettuno (nell&#8217;immagine vediamo solo la testa).<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/05/Corliano_2-e1527594768153.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/05/Corliano_2-e1527594768153.jpg" alt="Corliano_2" width="600" height="230" class="aligncenter size-full wp-image-3489" /></a><br />
Faccio notare che sotto le sembianze di alcuni dei commensali si nascondo personaggi reali: <strong>Saturno</strong> altri non è che il committente dell’opera nonché il padrone di casa, <strong>Pietro Della Seta</strong>; <strong>Giunone</strong> è sua moglie, <strong>Laura Lanfranchi</strong>; <strong>Pan</strong> è lo stesso pittore, <strong>Andrea Boscoli</strong>; il personaggio con barba accanto ad Apollo è l’umanista e astrologo <strong>Pietro Angeli da Barga</strong>.</p>
<p>Come da prassi <strong>esoterica</strong> sono celati in questo affresco anche dei <strong>messaggi</strong>. Vediamone alcuni cercando, per quanto ci è possibile, di decifrarli.<br />
Iniziamo da <strong>Saturno</strong> cioè da Pietro Della Seta.<br />
Il fatto di essersi voluto raffigurare come Saturno può avere vari motivi:</p>
<p>1) Lo si può legare al fatto che Pietro era un esperto di <strong>agricoltura</strong> e Saturno era il dio delle <strong>sementi</strong> come l’etimo del nome suggerisce e come alcune versioni del mito raccontano: quando Saturno fu spodestato da Giove venne esiliato in Italia, conosciuta per questo anche come “Saturnia tellus”; lì insegnò agli uomini l’agricoltura.<br />
2) Si potrebbe ipotizzare anche un accostamento col suo <strong>nome</strong>, Pietro, essendo la <strong>pietra</strong> un attributo astrologico di Saturno. Non sembri un’ipotesi peregrina, anche se a noi oggi può apparire così: in quell’epoca l’astrologia era parte stessa della vita e della cultura, tenuta in gran conto come alfabeto mitico che poteva aiutare a decifrare la natura delle cose. Saturno rappresentava anche le fondamenta di qualcosa che si voleva avesse solidità e perpetuabilità temporale, e possiamo vederlo anche nella frase detta dal Cristo: «Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa». Il significato è lo stesso.<br />
3) Si può pensare soprattutto al fatto che per la cultura <strong>neoplatonica</strong> Saturno era considerato protettore-amico dei <strong>filosofi</strong>, il pianeta-nume della ragione e della speculazione, ed essendo Pietro amico di filosofi e letterati e lui stesso uno studioso addentro alla cultura neoplatonica e umanistica, l’essersi fatto rappresentare con le vesti di Saturno voleva dire essere anche lui un “figlio di Saturno” – Marsilio Ficino docet.<br />
4) Potrebbe altresì legarsi al suo <strong>Tema natale</strong> astrologico: visto che era nato ad ottobre poteva essere – non conosco il giorno di nascita – o della Bilancia se nato entro il 12 ottobre oppure dello Scorpione se nato dopo; la Bilancia è un Segno dove troviamo l’esaltazione di Saturno: se fosse nato sotto la Bilancia questo potrebbe essere un motivo; se invece fosse stato dello Scorpione ovviamente no. Ma potrebbe aver avuto Saturno all’ascendente, come Marsilio Ficino ad esempio.</p>
<p>Passiamo ora a <strong>Giunone</strong> cioè a Laura Lanfranchi.<br />
Notiamo qui alcuni elementi che servono ad accomunare i due sposi:<br />
a) sugli <strong>abiti</strong> di tutti e due troviamo lo stesso <strong>fermaglio</strong>.<br />
b) Saturno poi ha la sua classica <strong>falce</strong>; ebbene, se torniamo a Giunone vediamo che da dietro la sua figura appare uno <strong>scettro</strong> – d’altronde era la regina dell’Olimpo; osservando attentamente vediamo che nella parte alta di questo scettro passa il <strong>velo</strong> che ha sul capo: scettro e velo sembrano disegnare una <strong>falce</strong> come quella di Saturno.<br />
Giunone, nel mito ma anche in astrologia, è la rappresentante dell’<strong>amore coniugale</strong>, dell’amore legalizzato cioè del matrimonio; vediamo che è accanto a <strong>Venere</strong> che invece possiamo vedere come l’<strong>amore passionale</strong> e comunque l’amore fuori dal matrimonio: in pratica abbiamo l’<strong>amor sacro</strong> (Giunone-Laura) e l’<strong>amor profano</strong> (Venere) uno accanto all’altro. </p>
<p>Ma andiamo a decifrare quei “messaggi” che prima accennavo.</p>
<p>1) Vediamo alla sinistra di Venere alcune divinità: c’è <strong>Bacco</strong>, dio del <strong>vino</strong>, associato al greco Dioniso – feste dionisiache, <strong>orge dionisiache</strong>, baccanali, ecc.; c’è poi <strong>Cerere</strong>, la dea delle messi, del grano, e col grano facciamo il <strong>pane</strong>; poi troviamo <strong>Pan</strong>, dio della <strong>natura selvaggia</strong>, mezzo uomo e mezza capra quindi elemento rappresentante il passaggio da animale a uomo.<br />
In pratica possiamo vedere questo gruppo come rappresentante della <strong>sessualità</strong> (Venere), del <strong>bere</strong> (Bacco), del <strong>mangiare</strong> (Cerere), della <strong>natura selvaggia</strong> dell’essere umano (Pan): rappresenta cioè i bisogni e i desideri materiali, istintivi e <strong>istintuali</strong> dell’essere umano. Da notare che dopo questo gruppo di divinità per poterne ritrovare un’altra – nel caso il dio Apollo, il dio Sole – bisogna oltrepassare <strong>cinque personaggi umani</strong>.<br />
Domanda: perché fra quelle quattro divinità e Apollo il pittore ha inserito quei cinque personaggi umani? La risposta potrebbe essere questa: quei cinque personaggi rappresentano sicuramente degli <strong>Accademici Svegliati</strong>, quindi dei letterati, dei filosofi, ecc.; il messaggio lì racchiuso ci direbbe quindi che se l’essere umano vuole staccarsi da quei <strong>bisogni</strong> prettamente <strong>terreni</strong> – sessualità, bere, mangiare, ecc. – e arrivare a una <strong>dimensione apollinea</strong> – il dio Apollo, il dio Sole, Apollo musagete – deve necessariamente passare attraverso lo <strong>studio</strong> delle arti, delle scienze, della filosofia. </p>
<p>Da notare poi che sono <strong>cinque</strong> i personaggi umani, e il cinque è il <strong>numero</strong> che nelle tradizioni esoteriche e nella Cabala simboleggia l’<strong>Uomo Perfetto</strong>, l’Uomo che si è liberato del suo <strong>lato animale</strong> – e infatti l’ultima divinità prima di loro è Pan, mezzo uomo e mezzo animale – dell’essere umano che si è staccato dalla materialità ed è assurto a una <strong>dimensione celeste</strong>, divina. Rappresenta la Virtù – <em>Evexit ad aethera virtus</em>, come recitava il motto di Pietro Della Seta.<br />
Quindi quei cinque personaggi e ciò che essi rappresentano vanno visti come “filtro” attraverso il quale deve necessariamente passare l’essere umano se vuole <strong>staccarsi</strong> da una dimensione prettamente <strong>materiale</strong> per assurgere a una dimensione <strong>apollinea</strong><br />
Il primo “messaggio cifrato” racchiuso nell’affresco pare quindi essere questo.</p>
<p>2) Passiamo al <strong>secondo messaggio</strong>. Per farlo ritorniamo a <strong>Giunone-Laura</strong>.<br />
Vediamo che alla sua destra ci sono due divinità: <strong>Diana</strong>, col falcetto lunare in testa, e subito dopo <strong>Vesta</strong>, la dea del focolare domestico. Ve ne sono altre ma per quello che andrò a dire possiamo fermarci a queste due. Per quanto riguarda Diana era sì la <strong>dea della caccia</strong> – e infatti è raffigurata con arco e freccia in mano – ma anche la <strong>dea delle donne</strong>, e quella mezzaluna in testa lo dimostra essendo la Luna, in astrologia, rappresentante della donna, del mondo femminile. Non solo: Diana era anche colei che <strong>aiutava</strong> le donne a <strong>partorire senza dolore</strong>. Teniamo a mente questa sua prerogativa perché è qui molto importante. </p>
<p>Guardiamo Giunone-Laura. Il pittore l’ha disegnata di <strong>spalle</strong>, quindi non vediamo il suo davanti. Osserviamo però una cosa: in testa a Giunone-Laura vediamo un <strong>velo</strong> che poi va a chiudersi dietro di lei, alla cintura. È un velo che ha una forma <strong>arcuata</strong>. Ora, un velo che prende quella forma può farlo solo se alla sinistra della scena c’è una <strong>corrente d’aria</strong>: ma perché far venire una corrente d’aria? A che scopo? Io penso che quella forma sia un <em>escamotage</em>, un simbolo, un messaggio cifrato che il pittore ha inserito per dirci una cosa molto importante, e cioè che al tempo dell’esecuzione del dipinto Giunone-Laura era <strong>incinta</strong>.</p>
<p>Osserviamo <strong>Vesta</strong>: sta parlando a Diana e, indicando Giunone-Laura, sembra dirle: «<em>Diana, Laura è incinta. Potresti darle una mano a partorire senza dolore?</em>» E cosa fa Diana? Allunga il <strong>braccio</strong> e con la mano tocca Giunone-Laura. Non solo: se osserviamo bene notiamo che tutta la <strong>mano</strong> di Diana è <strong>all’interno</strong> del velo, cioè all’interno della “pancia” – o della placenta –  di Giunone-Laura. Non solo: Giunone-Laura sta guardando un <strong>bambino</strong>, nel caso Cupido: anche questo è un messaggio, come se volesse segnalarci che sta aspettando un figlio.</p>
<p>Ebbene, il dipinto è stato eseguito nel 1592 e nell’ottobre del 1592 ai coniugi Laura e Pietro <strong>nacque la terzogenita</strong>.</p>
<p><P>Probabilmente ce ne saranno altri di messaggi in questo affresco, o forse no. Sta di fatto che molte opere hanno al loro interno dei codici cifrati: pensiamo alla “Gioconda” di Leonardo, alla “Nascita di Venere” e alla “Primavera” di Botticelli, tanto per citarne alcune. Per chi ha pazienza, il lavoro certo non manca.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Per maggiori informazioni sulla vita e le opere di Pietro Angeli si veda la scheda a lui dedicata nel mio libro “<em>Astrologia Italica. Dal X al XVII secolo</em>”, Firenze 2016.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>L&#8217;Era dell&#8217;Acquario/Leone&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2018 14:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[élite]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento 5 stelle. acquario]]></category>
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		<category><![CDATA[salvini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre sostenuto che siamo già entrati nell’Era dell’Acquario. O meglio: nell’Era Acquario/Leone, così come prima eravamo nell’Era Pesci/Vergine, un’era quest’ultima che ha visto nascere da una vergine “Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvatore”, parole le cui iniziali in greco formano la parola ichthys, cioè “pesce”, che poi era uno dei primi simboli usati dai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre sostenuto che siamo <strong>già entrati</strong> nell’Era dell’Acquario. O meglio: nell’Era Acquario/Leone, così come prima eravamo nell’Era Pesci/Vergine, un’era quest’ultima che ha visto nascere da una vergine “<em>Gesù Cristo, Figlio di Dio, salvatore</em>”, parole le cui iniziali in greco formano la parola <em>ichthys</em>, cioè “pesce”, che poi era uno dei primi simboli usati dai cristiani.</p>
<p><span id="more-3476"></span></p>
<p>L’inizio dell’Era Acquario/Leone lo pongo al 1973 (si veda in questo sito il mio articolo “<a href="http://www.renzobaldini.it/il-mito-di-ercole-e-la-precessione-degli-equinozi/" rel="noopener" target="_blank">Il mito di Ercole e la precessione degli equinozi</a>”), ma questo è l’inizio “tecnico”: in un’era però non si entra da un giorno all’altro ma in modo graduale già molti anni prima dell’inizio “ufficiale”.<br />
Così la rivoluzione americana, la rivoluzione francese, le scoperte e le invenzioni tecnologiche, i moti del 1848, il comunismo, il fascismo, il nazismo, le guerre mondiali, l’ONU, il 1968, la conquista della Luna, il movimento hippy, sono tutti prodromi all’Era Acquario/Leone. </p>
<p>L’Acquario rappresenta il popolo ma anche i <strong>populismi</strong>, le rivoluzioni, i <strong>ribaltamenti</strong>.<br />
Il Leone rappresenta il potere, l’<strong>élite</strong>, ma anche l’uomo solo al comando, il <strong>trascinapopoli</strong>.</p>
<p>Il recente <strong>terremoto politico</strong> italiano, cioè la vittoria alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 della <strong>Lega</strong> e del <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, va anch’esso in questa direzione.<br />
In una intervista di pochi giorni fa <strong>Matteo Salvini</strong>, leader della Lega, ha detto: «<em>Siamo a un ribaltamento totale delle prospettive. Il punto oggi è popolo contro élite, non più destra contro sinistra</em>».</p>
<p>Benvenuti nell’Era Acquario/Leone… che non porta solo questo, ovviamente.</p>
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		<title>Maggio 1968</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2018 22:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinquant’anni fa, il 13 maggio 1968, a Parigi, partì il grande sciopero, uno dei più importanti della Quinta Repubblica, che unì studenti e lavoratori e che dette il via al Maggio francese nella sua, a detta degli storici, espressione politica. Da un filmato dell’epoca si vede un’aula scolastica del Censier con una lavagna sulla quale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cinquant’anni fa, il 13 maggio 1968, a Parigi, partì il grande <strong>sciopero</strong>, uno dei più importanti della Quinta Repubblica, che unì<strong> studenti</strong> e <strong>lavoratori</strong> e che dette il via al <strong>Maggio francese</strong> nella sua, a detta degli storici, espressione politica. </p>
<p><span id="more-3466"></span></p>
<p>Da un filmato dell’epoca si vede un’aula scolastica del Censier con una lavagna sulla quale si intravedono le seguenti parole “<em>11h marche</em> […] <em>la Sorbonne</em> […]”. Questa è l’ora in cui gli studenti lasciano il Centro Censier della Sorbona e, sfilando per le strade del Quartiere Latino, arrivano alla Sorbona dove si tiene l’assemblea congiunta operai-studenti. Qui sotto il <strong>Tema</strong> di quel momento.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/05/Maggio_francese2-e1526055127102.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/05/Maggio_francese2-e1526055127102.jpg" alt="Maggio_francese2" width="500" height="434" class="aligncenter size-full wp-image-3464" /></a></p>
<p>Interessante trovare il rivoluzionario <strong>Urano</strong> in Terza Casa – studenti – in trigono al Sole e sestile a Nettuno, aspetto che ci rappresenta la <strong>protesta</strong> nei confronti dell’<strong>inadeguatezza</strong> del potere nel dare risposte ai bisogni popolari, visto anche il quadrato a T formato da Sole, Nettuno e Giove. </p>
<p>Abbiamo poi <strong>Saturno</strong>, signore della Sesta Casa – operai – in Ariete in alto nel cielo (zona Gauquelin); anche il Medio Cielo è in Ariete, e Marte si trova opposto alla Luna, aspetto planetario indice di <strong>rivolta</strong>, <strong>rabbia</strong>, <strong>esasperazione</strong>.</p>
<p>Ma troviamo un altro elemento interessante spesso presente in circostanze simili: il pianeta nano <strong>Cerere</strong> in posizione angolare, congiunto al Fondo Cielo.<br />
Qualcuno si chiederà cosa c’entra Cerere in questo contesto visto che è un pianetino che ha a che fare con la natura, il nutrimento, la fertilità.<br />
Certo, però Cerere ha altri significati, ad esempio quello che lo lega ai <strong>moti popolari</strong>, alle masse che si muovono per <strong>rivendicare</strong> diritti economici, sociali, ecc. (si veda quanto scritto nel mio “<em>Dizionario degli asteroidi</em>”). Da questo lato la sua presenza proprio al Fondo Cielo – il popolo – connota ottimamente quanto stava avvenendo. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;anno della confusione</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/lanno-della-confusione/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2018 12:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[sosigene d'alessandria]]></category>

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		<description><![CDATA[Fu così chiamato il 46 a.C. quando Giulio Cesare, nella sua riforma calendariale fatta per rimettere in sincrono l’enorme sfasatura che si era creata fra calendario e stagioni – causata anche da manipolazioni arbitrarie del calendario fatte dai sacerdoti e protrattesi nei secoli – si trovò costretto a far durare quell’anno ben quindici mesi ovvero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fu così chiamato il <strong>46 a.C.</strong> quando <strong>Giulio Cesare</strong>, nella sua <strong>riforma calendariale</strong> fatta per rimettere in sincrono l’enorme sfasatura che si era creata fra calendario e stagioni – causata anche da <strong>manipolazioni arbitrarie</strong> del calendario fatte dai sacerdoti e protrattesi nei secoli – si trovò costretto a far durare quell’anno ben<strong> quindici mesi</strong> ovvero 456 giorni.</p>
<p><span id="more-3459"></span></p>
<p>Il calendario che Giulio Cesare modificò era quello creato da <strong>Numa Pompilio</strong>, il mitico secondo re di Roma che regnò sulla giovane città dal 715 a.C. al 674 a.C., che a sua volta aveva modificato il calendario che la tradizione assegnava a <strong>Romolo</strong> e che risaliva all’epoca della fondazione di Roma, un calendario composto da 10 mesi che iniziava nel mese di <strong>marzo</strong> e terminava nel mese di <strong>dicembre</strong> – ancora oggi ne vediamo traccia nei nomi di settembre (settimo mese), ottobre (ottavo mese), novembre (nono mese) e dicembre (decimo mese).</p>
<p>Cosa fece Numa Pompilio? Intanto creò e introdusse <strong>due nuovi mesi</strong>, gennaio e febbraio, poi variò la <strong>lunghezza</strong> di alcuni mesi arrivando a contare un anno di 355 giorni e istituì il <strong>mese intercalare</strong> o mercedonio<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> che contava 22 o 23 giorni e che veniva inserito, ogni due anni, cinque giorni prima della fine di febbraio, andando così a formare un mese di 27 o 28 giorni che serviva a ristabilire l’accordo fra ciclo lunare e ciclo solare (quindi il calendario numano era <strong>luni-solare</strong>). </p>
<p>Anche in questo calendario l’anno iniziava a <strong>marzo</strong>, cioè quando entravano in <strong>carica</strong> i consoli. Dal 153 a.C. l’entrata in carica dei consoli venne spostata al <strong>1° gennaio</strong> che così da quel momento divenne il <strong>primo giorno dell’anno</strong>. </p>
<p>E però tale tipo di calendario non vide la luce fino al <strong>304 a.C.</strong>, andando poi avanti fino al 47 a.C. quando si dovette di nuovo metter mano a tutta l’impalcatura calendariale.<br />
Ciò si rese necessario perché l’anno numano, non essendo perfettamente in sintonia con l’anno solare, aveva col tempo accumulato <strong>errori</strong>, ma anche perché era stato oggetto di <strong>abusi</strong> da parte dei sacerdoti che si “dimenticavano” a volte di intercalare il mese mercedonio per motivi politici o allungavano e accorciavano a piacimento i mesi, arrivando così ad accumulare errori anche di tre mesi rispetto alle stagioni.<br />
Era infatti il sacerdote che verbalmente annunciava al popolo romano le più importanti scadenze mensili; essendo un calendario anche lunare le uniche scadenze fisse erano l’apparizione della prima <strong>falce lunare</strong> e la <strong>Luna Piena</strong>; il mese iniziava al primo apparire della falce lunare, e quel giorno (quindi il 1° di ogni mese) prese il nome di <em>Kalendae</em> perché il pontefice annunciava (<em>calare</em>, ‘annunciare’, ‘chiamare’) sia la prima apparizione lunare sia le principali scadenze del mese appena iniziato (da <em>Kalendae</em> deriva il termine ‘calendario’). Quando invece si arrivava alla Luna Piena, quel giorno prese il nome di <em>Idus</em> o <em>Eidus</em> (Idi), perché divideva il mese in due parti uguali (<em>iduare</em>, ‘dividere’); le Idi cadevano il 13 o il 15 del mese, a seconda della lunghezza del mese; da considerare che i Romani avevano un’<strong>avversione</strong> per i <strong>numeri pari</strong> che consideravano <strong>sfortunati</strong>. </p>
<p>Fu così che, di errore in errore, si arrivò al 47 a.C. quando Giulio Cesare, al rientro dalla sua spedizione in Egitto, decise di <strong>mettere ordine</strong> in tutto questo marasma. Per far ciò dette incarico ad una commissione presieduta dall’astronomo e astrologo <strong>Sosigene di Alessandria</strong> di trovare una soluzione ottimale alla questione calendariale. Il risultato fu il <strong>calendario giuliano</strong>, che entrò in vigore il 1° gennaio del 45 a.C., mentre l’anno  prima, il 46 a.C., anno del passaggio dal vecchio al nuovo calendario, divenne l’<strong>anno della confusione</strong> (<em>annus confusionis ultimus…</em>): infatti per poter <strong>riallineare</strong> il tutto con le stagioni fu necessario inserire <strong>due mesi straordinari</strong> (tra novembre e dicembre), e siccome poi quello era anche l’anno in cui c’era il mese intercalare, in tutto si ebbe un anno di <strong>quindici mesi</strong> (456 giorni), così come esposto dallo scrittore latino Svetonio (70-140) nella sua opera <em>De vita Caesarum – Divus Iulius</em>: </p>
<blockquote><p>[40] <em>Dedicandosi quindi alla riordinazione dello Stato della Repubblica corresse il calendario che l’abuso dei pontefici nell’intercalare aveva turbato, tale che non coincidevano più né le ferie dei raccolti con l’estate né quelle della vendemmia con l’autunno; regolò l’anno secondo il corso del Sole, in modo che avesse 365 giorni e, eliminato il mese da intercalare, stabilì che avesse un solo giorno intercalare ogni quattro anni. Perché in futuro l’inizio dell’anno nuovo fosse in concordanza con le Calende di Gennaio, inserì altri due mesi tra Novembre e Dicembre; così quell’anno, in cui queste cose entrarono in vigore, fu di quindici mesi con l’intercalare che per consuetudine cadeva in quell’anno</em>. </p></blockquote>
<p>Il calendario giuliano rimarrà in vigore fino al 1582.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Da <em>merces</em>, <em>ēdis</em>, cioè ‘salario’, ‘prezzo’, ‘paga’, perché in quel periodo si effettuavano i pagamenti.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Karl Marx. Il bicentenario</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2018 16:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[nodo lunare]]></category>
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		<description><![CDATA[Il prossimo 5 maggio si celebra il bicentenario della nascita di Karl Marx, nato a Treviri (Germania) il 5 maggio 1818 alle ore 02.00. La sua città natale proprio quel giorno inaugurerà una statua che lo rappresenta; l’opera, alta sei metri e firmata dall’artista Wu Weishan (1962), è stata regalata alla città tedesca dalla Repubblica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il prossimo 5 maggio si celebra il bicentenario della nascita di Karl Marx, nato a Treviri (Germania) il 5 maggio 1818 alle ore 02.00. La sua città natale proprio quel giorno inaugurerà una statua che lo rappresenta; l’opera, alta sei metri e firmata dall’artista Wu Weishan (1962), è stata regalata alla città tedesca dalla Repubblica Popolare Cinese. </p>
<p><span id="more-3452"></span></p>
<p>Dal filosofo Diego Fusaro (“<em>Bentornato Marx!</em>”, Bompiani 2009) passando per l’economista francese Thomas Piketty (“<em>Il capitale nel XXI secolo</em>”, Bompiani 2014) il filosofo e storico Domenico Losurdo (“<em>Il marxismo occidentale</em>”, Laterza 2017) fino ad arrivare al film “<em>Il giovane Karl Marx</em>” del regista haitiano Raoul Peck (nelle sale dal 5 maggio), la figura dell’economista prussiano e le sue idee pare stiano riprendendo quota. </p>
<p>Certo, ora che il comunismo (?) è morto e sepolto ritorna la curiosità di saperne di più (o saperne veramente o saperne e basta). Succede spesso ed è psicologicamente comprensibile che quando un qualcosa che hai osteggiato o ne hai avuto paura smette di esistere ti senti come attratto da esso, anche se ciò nasconderebbe un’attrazione che c’era già ma che la mente conscia rifiutava.</p>
<p>Marx era un economista: nel suo Tema natale troviamo una congiunzione <strong>Sole-Luna-Nodo lunare</strong> in Toro in Casa 2 (economia) in trigono a Giove in Capricorno in Casa 11 (le rivolte sociali, la giustizia sociale). <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/05/Marx_tema-e1525189291896.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/05/Marx_tema-e1525189291896.jpg" alt="Marx_tema" width="500" height="438" class="alignleft size-full wp-image-3450" /></a><br />
<strong>Marte</strong> è sulla cuspide della Casa 6 (proletariato, salariati, operai, lavoro) e si trova in trigono a Saturno.<br />
Gli utopici, rivoluzionari e idealisti <strong>Urano</strong> e <strong>Nettuno</strong> sono in Casa 10.<br />
La <strong>Parte di Mercurio</strong> (il pensiero ideale) è a 18° Acquario (le rivolte sociali, la giustizia sociale) in Casa 12 (gli oppressi, gli emarginati). </p>
</p>
<p>Per quanto riguarda la sua <strong>anima</strong> questa proveniva da <strong>Saturno</strong> qui nella <strong>fase pescina</strong>, quindi un’anima formata, permeata, composta da ragione e intuizione, logica e misticismo, raziocinio e idealismo; un’anima scientifica e umanistica, un’anima anche “psicologa” capace di andare a fondo per tentare di capire e modificare le leggi umane.<br />
Le anime che provengono da Saturno quando questi era nella fase Pesci sono anime che sentono il <strong>dolore</strong> degli altri e che cercano di porvi rimedio; a volte anime che cercano un loro <strong> riscatto</strong> nella sofferenza o facendosi carico delle sofferenze altrui. Ognuna poi espleterà il proprio compito e userà gli strumenti adatti a questo a seconda della configurazione del proprio Tema natale.</p>
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		<title>La congiura dei Pazzi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2018 22:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[congiura]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo il Magnifico]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, 540 anni fa, il 26 aprile 1478[1], giorno di Pasqua, si consumava a Firenze quella che è passata alla storia come la “Congiura dei Pazzi”, cioè il complotto ordito dalla ricca e potente famiglia fiorentina dei Pazzi, banchieri del Papa, per uccidere Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano de’ Medici, signori di Firenze. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 540 anni fa, il 26 aprile 1478<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, giorno di Pasqua, si consumava a Firenze quella che è passata alla storia come la “Congiura dei Pazzi”, cioè il <strong>complotto</strong> ordito dalla ricca e potente famiglia fiorentina dei <strong>Pazzi</strong>, banchieri del Papa, per <strong>uccidere</strong> Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano de’ Medici, signori di Firenze. </p>
<p><span id="more-3441"></span></p>
<p>La congiura ebbe l’appoggio di varie personalità fra le quali <strong>papa Sisto IV</strong>, suo nipote il conte <strong>Girolamo Riario</strong>, il vescovo di Pisa <strong>Francesco Salviati</strong>, il re di Napoli <strong>Ferdinando d’Aragona</strong>, il duca di Urbino <strong>Federico da Montefeltro</strong>. I “prescelti” per assassinare i due fratelli furono il monaco <strong>Stefano da Bagnone</strong>, segretario di Jacopo de’ Pazzi, e <strong>Antonio Maffei da Volterra</strong>, notaio papale, che dovevano uccidere Lorenzo, mentre <strong>Francesco de’ Pazzi</strong> e <strong>Bernardo Bandini Baroncelli</strong> dovevano occuparsi di Giuliano. </p>
<p>Alla base di tutto stavano <strong>invidie</strong>, vecchi rancori, <strong>lotte di potere</strong>. Ognuno dei congiurati aveva i suoi motivi per avercela coi Medici: il Papa perché voleva impadronirsi dei territori retti dai fiorentini e perché voleva lavare l’<strong>affronto</strong> che Lorenzo gli aveva fatto a suo tempo quando questi non gli concesse un prestito per l’acquisto della città di Imola dagli Sforza di Milano, acquisto poi avvenuto per altre vie; Girolamo Riario perché era lui che doveva diventare signore di Imola; i Pazzi perché <strong>boicottati</strong> dai Medici che temendone il prestigio e con il timore che questi potessero usurparne il potere sulla città li avevano sempre <strong>esclusi</strong> da importanti cariche cittadine; Francesco Salviati perché Lorenzo gli aveva preferito Rinaldo Orsini come <strong>arcivescovo di Firenze</strong>; tutti gli altri perché vedevano i Medici come tiranni e usurpatori. Come diceva un noto politico moderno, “il potere logora chi non ce l’ha”.</p>
<p>Il giorno scelto fu domenica 26 aprile, giorno di<strong> Pasqua</strong>. Il luogo nientemeno che la <strong>Cattedrale</strong> di Firenze. Il momento la <strong>Messa pasquale</strong>. L’attacco doveva avvenire quando il sacerdote avrebbe alzato l’Ostia consacrata e tutti sarebbero stati con il capo chino quindi in posizione indifesa.</p>
<p>Al momento convenuto i sicari si avventarono sui due fratelli: Giuliano cadde subito sotto i colpi di Francesco de’ Pazzi e Bernardo Baroncelli mentre Lorenzo, pur ferito, riuscì a sguainare la spada e a difendersi, divincolandosi e scappando verso la sagrestia aiutato da Angelo Poliziano e da Francesco Nori il quale, mettendosi tra Lorenzo e il pugnale di Bernardo Baroncelli, ricevette il fendente mortale indirizzato al Magnifico.</p>
<p>Altri congiurati intanto si erano diretti verso il palazzo della Signoria incitando i cittadini a <strong>ribellarsi</strong> ai Medici ma furono attaccati dalla folla che si fece loro contro: il mancato appoggio popolare e soprattutto la salvezza di Lorenzo fecero abortire l’attacco al potere mediceo. Sul campo rimase solo il corpo esanime di Giuliano. </p>
<p>Feroce ovviamente la risposta di Lorenzo. I congiurati vennero <strong>impiccati</strong>, come il vescovo <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/04/Congiura_Pazzi1.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/04/Congiura_Pazzi1.jpg" alt="Congiura_Pazzi1" width="130" height="330" class="alignleft size-full wp-image-3440" /></a>Salviati e Francesco de’ Pazzi, altri <strong>decapitati</strong>. Bernardo Baroncelli fuggì a Costantinopoli ma venne fatto arrestare da Maometto II e consegnato a Lorenzo che in data 29 dicembre 1479 lo fece <strong>impiccare</strong>: il corpo rimase a penzolare per giorni appeso agli archi del loggiato del cortile interno del Bargello, così come vediamo da un disegno di <strong>Leonardo da Vinci</strong> che era presente alla scena. Altri superstiti della famiglia Pazzi furono arrestati e rinchiusi nella fortezza di Volterra; tutti i loro beni vennero <strong>confiscati</strong> e il loro nome <strong>cancellato</strong> da tutti i documenti ufficiali.</p>
<p>Qui sotto il <strong>Tema</strong> del momento della congiura: l’ora è supposta.<br />
La Luna, signora della XII Casa/nemici nascosti si trova in VII Casa/nemici palesi e opposta a Saturno. Marte è in III Casa/fratelli opposto a Mercurio/fratelli. Se l’ora fosse questa la Parte dei Nemici cadrebbe a 16° Capricorno in quadratura a Marte e a Mercurio.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/04/Congiura_Pazzi-e1524310291502.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/04/Congiura_Pazzi-e1524310291502.jpg" alt="Congiura_Pazzi" width="550" height="468" class="aligncenter size-full wp-image-3439" /></a></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Calendario giuliano. Corrisponderebbe quindi al nostro 5 maggio.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Donne, scienza e astrologia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 12:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[cristina da pizzano]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra il XV e il XVII secolo la presenza femminile nella cultura umanistica e in seguito scientifica si fece via via sempre più importante anche a seguito dei grandi cambiamenti che stavano avvenendo nella società che, pur rimanendo patriarcale e maschiocentrica quindi relegando ancora la donna nei ruoli di moglie, madre o suora, fecero da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tra il XV e il XVII secolo la presenza femminile nella cultura umanistica e in seguito scientifica si fece via via sempre più importante anche a seguito dei grandi cambiamenti che stavano avvenendo nella società che, pur rimanendo patriarcale e maschiocentrica quindi relegando ancora la donna nei ruoli di moglie, madre o suora, fecero da battistrada a quell’emancipazione femminile che vedrà emergere nei secoli successivi personalità importanti nelle lettere, nelle arti, nelle scienze. </p>
<p><span id="more-3435"></span></p>
<p>Ovviamente alcune figure femminili, seppur sporadicamente e in contesti particolari, si erano egregiamente palesate già nei secoli precedenti ritagliandosi ruoli e occupando posti e mansioni solitamente di pertinenza maschile, come nella medicina, nella filosofia, nel diritto.</p>
<p>A questo proposito pensiamo alle <em>Mulieres Salernitanae</em>, quelle donne mediche, studiose e insegnanti che fecero grande la Scuola Salernitana, la più antica istituzione medica dell’Occidente, donne che esercitavano non solo l’ostetricia e la ginecologia ma, “occupando” con perizia ambiti non propriamente usuali per il genere, anche la chirurgia; non solo: molte di loro si armarono di carta e penna e scrissero trattati di medicina, di erboristeria, di farmacologia, questo sì non convenzionale per l’epoca.</p>
<p>Fra queste troviamo <strong>Trotula de Ruggiero</strong> (fl. 1050), attenta ricercatrice, esperta in ostetricia e ginecologia e autrice di lavori di medicina come il <em>De mulieribus passionum ante et post partum</em>, il <em>De ornatu mulierum</em> (sui cosmetici), la <em>Practica secundum Trotam</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>; <strong>Rebecca Guarna</strong> (XIII-XIV secolo), autrice di opere come il <em>De urinis</em>, il <em>De febrius</em>, il <em>De embrione</em>; <strong>Abella</strong> (fl. 1380), autrice di <em>De atrabile</em> e <em>De natura seminis humani</em>; <strong>Mercuriade</strong> (XIV secolo), conosciuta anche per i suoi studi sulla peste e specializzata in chirurgia, autrice di vari trattati medici ed erboristici; <strong>Costanza Calenda</strong> (XV secolo), medica e filosofa, figlia del grande medico salernitano Salvatore Calenda priore del Collegio medico di Salerno poi nominato dalla regina Giovanna II d’Angiò preside del Collegio di Medicina di Napoli (1430), città dove Costanza si addottorò. </p>
<p>Anche roccaforti maschili come le <strong>università</strong> avevano già conosciuta una presenza femminile e non tanto e non solo come fruitrici, già questo comunque non scontato, ma addirittura come docenti, come lo <strong>Studio di Bologna</strong> dove ebbero cattedra la bolognese <strong>Battesia Gozzadini</strong> (1209-1261), che aveva frequentato le lezioni di Diritto vestita da uomo; laureatasi nel 1237 insegnò Giurisprudenza per qualche tempo a casa sua per poi essere ammessa all’interno dell’università insegnando, si dice, nascosta dietro una tenda per non turbare o distrarre gli allievi; <strong>Novella d’Andrea</strong> (m. 1333), bolognese, figlia di Giovanni d’Andrea lettore di Diritto allo Studio felsineo; anche Novella si laureò in Diritto canonico tenendo lezioni come supplente del padre e, si racconta, avendo più successo di lui; <strong>Dorotea Bucca</strong> (1360-1436), anche lei bolognese e figlia di un professore di Medicina e Filosofia morale; fu lettrice nella sua città, subentrando al padre, di Filosofia e Medicina dal 1390 alla morte con uno stipendio, si dice, di cento lire, una retribuzione alta per l’epoca. </p>
<p>Pur tra mille divieti, imposizioni e costrizioni il mondo femminile riusciva piano piano a ritagliarsi degli spazi all’interno della cultura dominante, anche se il più delle volte questi avevano la fisionomia delle mura domestiche, dei salotti o dei conventi. Questi spazi poi facevano parte di quei campi culturali che le donne, contrastandone l’egemonia maschile, avevano col tempo egregiamente conquistato, come le lettere, la poesia e l’arte dove troviamo personalità di alto valore intellettuale ed espressivo. </p>
<p>Fra queste possiamo citare la letterata, poetessa e filosofa veneziana, naturalizzata francese, <strong>Cristina da Pizzano</strong> (1365-1430), figlia del medico e astrologo Tommaso da Pizzano docente di Medicina e Astrologia allo Studio bolognese dal 1344 al 1356; Cristina fu una tenace lottatrice per l’emancipazione della donna, autrice di opere come <em>Epistre au Dieu d’Amours</em> (1399) oppure <em>Le livre de la Cité des Dames</em> (1405), quest’ultimo scritto anche in polemica con l’immagine della donna data da Giovanni Boccaccio nel suo <em>De mulieribus claris</em> (1361) e che viene considerato il primo esempio di letteratura femminista<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.<br />
La veneziana <strong>Cassandra Fedeli</strong> (1465-1558), precoce talento letterario e filosofico, ammirata da Poliziano e Marsilio Ficino ma anche da re e regine come Luigi XII di Francia o Isabella di Castiglia, ma anche invidiata da molti ciò che le creò non pochi problemi vivendo la maggior parte della propria vita in ristrettezze economiche.<br />
La poetessa e nobildonna romana <strong>Vittoria Colonna</strong> (1490-1547), amica di Michelangelo Buonarroti che aiutò, amò e sorresse (anche psicologicamente, spiritualmente) e alla quale lui dedicò disegni e rime: «Un uomo in una donna, anzi uno dio», disse di lei in un suo carme; donna di vasta cultura, incline a un forte sentimento religioso, fu autrice di poemi d’amore (<em>Rime amorose</em>, 1538) e spirituali (<em>Rime spirituali</em>, 1546) e di un vasto carteggio.<br />
L’umanista e letterata ferrarese <strong>Olimpia Morato</strong> (1526-1555), «foemina doctissima», genio precoce dalla vita breve ma piena; istruita dal padre nelle lingue greca e latina si interessò anche di astronomia e zoologia e fu anche insegnante privata di latino e greco. Dopo aver aderito alla Riforma luterana si trasferì in Germania. I suoi scritti, sia di natura teologica che filosofica, furono pubblicati dopo la sua morte in un’opera omnia dall’amico Celio Secondo Curione nel 1558<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.<br />
La pittrice cremonese <strong>Sofonisba Anguissola</strong> (1531-1625), importante figura femminile della pittura rinascimentale, “sponsorizzata” da Michelangelo e citata da Giorgio Vasari nelle sue Vite.<br />
La pittrice romana di scuola caravaggesca <strong>Artemisia Gentileschi</strong> (1593-1654), amica di Michelangelo Buonarroti il Giovane che ne tessé le lodi e la fece entrare alla corte medicea, amica anche di Galileo Galilei che le dette anche un aiuto nella vendita di alcuni suoi quadri; tra l’altro abbiamo anche una corrispondenza tra lo scienziato e Artemisia, lei a Napoli lui ad Arcetri, in data 9 ottobre 1635. Artemisia fu artista dalla pittura drammatica come drammatica e lacerante fu la <strong>violenza sessuale</strong> che dovette subire a diciotto anni dal suo maestro di pittura Agostino Tassi. Certamente fu una delle figure più importanti della pittura del XVII secolo, ovvero: «l’unica donna in Italia che abbia mai saputo cosa sia pittura e colore, e impasto, e simili essenzialità»<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p>
<p>Ovviamente l’elenco potrebbe continuare. E però, nonostante queste grandi figure, l’accesso femminile alla cultura, specie in Italia, non era per niente pacifico e molti erano gli ostacoli che si frapponevano all’erudizione della donna. </p>
<p>Una testimonianza di questo l’abbiamo anche dall’astronomo, filosofo e letterato senese <strong>Alessandro Piccolomini</strong> (1508-1578) nella sua opera <em>De Le Stelle Fisse</em><a href="#nota5"name="testo5">[5]</a> dedicata, in data 29 agosto 1539, a «la nobilissima e bellissima madonna» <strong>Laudomia Forteguerri de’ Colombini</strong> (n.1515), nota poetessa senese e appassionata studiosa di astrologia che Piccolomini corteggiò per lungo tempo; in questa dedica il letterato si compiace degli interessi astrologici della nobildonna, dispiacendosi però che «la mal’usanza dei nostri tempi» non agevoli le donne in tali studi:</p>
<blockquote><p>[…] <em>intesi che la. S.V. disse che oltra’l dispiacer ch’ella à sempre havuto, che per esser nata Donna, non le sia stato conceduto di poter donare gli anni suoi, à qualche pregiato studio &#038; honorata Scientia, per questo ciò le dolea più che per altro, ch’ella non havea possuto pascer l’animo suo, de le cose d’Astrologia, à le quali la si sentia più che ad altro inclinata. O’ Nobilissimo e ben purgato Spirto di Donna; Animo veramente saggio, e sol degno di così honorata veste quanto le più rare bellezze che mai fusser viste lo cingon dattorno: Questa si può chiamar Donna senza alcun dubio immortale, che del’ardente desio del sapere s’infiamma e s’accende, il qual desio gli huomini stessi salvo che pochi, con l’acque del’otio e de la poca religione d’ammorzar cercan con ogni studio</em>; […] <em>che. V.S. non habbia possuto alcune cose sapere, stimo io che sia l’esserle stato ascosa la lingua latina, colpa dela mal’usanza dei nostri tempi: laqual da poi che le scientie non son nela lingua nostra, ne vieta ancora che le Donne non apprendin quella lingua, in cui le si truovano: e così ne impedisce che molte Donne non venghin negli studij dele lettere escellentissime e rare</em> (ff. I-III).</p></blockquote>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Sulla figura di Trotula e il suo trattato cfr. PINA BOGGI CAVALLO (a cura di), <em>Trotula De Ruggiero. Sulle malattie della donna</em>, testo critico, traduzione e glossario di Piero Cantalupo, La Luna, Palermo 1994. MONICA H. GREEN (a cura di), <em>The Trotula: a medieval compendium of women’s medicine</em>, University of Pennsylvania Press 2001 (trad. it.: <em>Trotula. Un compendio medievale di medicina delle donne</em>, Edizione Nazionale «La Scuola Medica Salernitana», SISMEL – Edizioni del Galluzzo, Tavarnuzze 2009).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Su Cristina da Pizzano si veda: RÉGINE PERNOUD, <em>Cristina da Pizzano: storia di una scrittrice medievale</em>, Jaca Book, Milano 1996. AIDA STOPPA, <em>Io, Cristina. Storia di Cristina da Pizzano. Alle origini della “Querelle des femmes”</em>, Galaad, Teramo 2012.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] <em>Olympiae Fulviae Moratae mulieris omnium eruditissimae Latina et Graeca, quae haberi potuerunt, monumenta</em>, Petrum Pernam, Basel 1558.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] ROBERTO LONGHI, <em>Gentileschi padre e figlia</em>, in «L’Arte», n. 19, 1916, p. 253 (rist. R. LONGHI, <em>Gentileschi padre e figlia</em> (con uno scritto di Mina Gregori), Abscondita, Milano 2011).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Titolo dell’opera: <em>De La Sfera Del Mondo. Libri Quattro In Lingua Toscana: Iquali non per via di traduttione, né à qual si voglia particolare Scrittore obligati: ma parte da i migliori raccogliendo; e parte di nuovo producendo; contengano in se tutto quel ch’intorno à tal materia si possa desiderare; ridotti à tanta agevolezza, &#038; a cosi facil modo di dimostrare che qual si voglia poco essercitato negli studij di Matemmatica potrà agevolissimamente &#038; con prestezza intenderne il tutto. Dele Stelle Fisse. Libro Uno Con Le Sue Figure, E Con Le Sue Tavole: dove con maravigliosa agevolezza potrà ciascheduno conoscere qualunque stella dele XLVIII Immagini del Cielo stellato, e le Favole loro integramente: &#038; sapere in ogni tempo del’anno, à qual si voglia hora di notte, in che parte del cielo si truovino, non solo le dette Immagini, ma qualunque stella di quelle</em>, MDXL, In Venetia al Segno del Pozzo. Nel colophon leggiamo: «In Venetia per Giovanantonio &#038; Dominico fratelli de Volpini da Castelgiufredo. Ad instantia de Andrea Arivabeno. Tien per insegna il Pozzo, Del mese de Aprile. M.D.XL.».<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Giovanni Andrea Cattaneo (?-1628)</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 22:31:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[390 anni fa, il 10 aprile 1628, moriva l’astrologo ossolano Giovanni Andrea Cattaneo (o Cataneo). Era nato a Vogogna, centro all’epoca sotto la signoria dei Borromeo. L’anno di nascita non è conosciuto. Cattaneo ebbe fama tra l’altro di aver predetto la peste che nel 1630 colpì la Val d’Ossola, così come ci informa l’abate e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>390 anni fa, il 10 aprile 1628, moriva l’<strong>astrologo</strong> ossolano Giovanni Andrea Cattaneo (o Cataneo). Era nato a Vogogna, centro all’epoca sotto la signoria dei Borromeo. L’anno di nascita non è conosciuto. </p>
<p><span id="more-3407"></span></p>
<p>Cattaneo ebbe fama tra l’altro di aver <strong>predetto la peste</strong> che nel 1630 colpì la Val d’Ossola, così come ci informa l’abate e storico saluzzese Goffredo Casalis (1781-1856) riportando quanto scrisse lo storico Giovanni Capis (n. 1585) nelle sue &#8220;<em>Memorie della Corte di Mattarella</em>&#8220;:</p>
<blockquote><p><em>Sebbene delle cose future non vi è determinata verità in terra, tuttavia l’infezione suddetta di peste in questa valle fu predetta da Gioanni Andrea Cattaneo di Vogogna, astrologo eccellente, il quale in un suo almanacco disse le seguenti parole: “Piaccia a Dio, o Val d’Ossola, che tu non abbia a rinnovare gli oratorii a S. Rocco, come già facesti l’anno 1515</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p></blockquote>
<p>La Val d’Ossola venne colpita dalla peste nel 1513-1515 (e non solo). San Rocco di Montpellier è il santo al quale la popolazione si rivolgeva per ottenere la guarigione dal terribile morbo. Nella zona vi sono alcuni oratori dedicati al santo taumaturgo, come quelli di Crana (frazione di Santa Maria Maggiore), Sagrogno di Druogno e Villette (localita Vallaro) che vennero edificati come ex-voto proprio in occasione degli scampati pericoli dalle varie epidemie che colpirono il territorio. </p>
<p>Cattaneo fu autore di alcuni pronostici di <strong>astrologia naturale</strong> come: “<em>Precognitioni delle mutationi dell’aria, et general pronostico sopra l’anno [1618]: calcolato al polo, &#038; orizonte d’Italia, con il far della Luna, le mutationi de’ tempi, le feste mobili, e stabili, &#038; le quattro tempori dell’anno</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, stampato a Verona [1618?] per i tipi di Bartolomeo Merlo.<br />
“<em>Trattato dei presagi dei tempi e della mutazione dell’aria da diversi scrittori e dall’esperienza dell’autore</em>” (s.n.t.).<br />
“<em>Pronostici de’ tempi secondo la naturale osservatione del Sole, Luna e Stelle</em>”<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a> (s.n.t.).<br />
Come detto morì il 10 aprile 1628, «<em>&#8230;come sta scritto sul di lui ritratto dopo le parole “Johannes Andreas Cattaneus astrologus”</em>»<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p>
<p>(Tratto dal mio libro &#8220;<em>Astrologia Italica</em>&#8220;)</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] GOFFREDO CASALIS, <em>Dizionario geografico-storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna</em>, vol. XXVI, Presso Gaetano Maspero librajo e G. Marzorati tipografo, Torino 1854, p. 579.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L’opera è presente nella Biblioteca Civica di Rovereto (collocazione: r-Po 971).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Quest’opera, insieme al succitato <em>Trattato dei presagi…</em>, è presente nella Biblioteca Pinacoteca Accademia Ambrosiana di Milano (collocazione: N 63 sup.).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] G. CASALIS, <em>ibidem</em>.<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto di: Gabrielle Merk (Opera propria) [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons.</p>
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		<title>Gli encadrements</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2018 13:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[alexandre volguine]]></category>
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		<description><![CDATA[Con il termine francese encadrement (letteralmente: inquadramento) si intende in astrologia quella tecnica interpretativa che dà importanza alla successione dei pianeti così come questa si presenta in un Tema astrale, ovvero prende in considerazione la sequenza che i pianeti hanno sull’eclittica – senso antiorario – e questo indipendentemente dal fatto che possano o meno esserci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine francese <em>encadrement</em> (letteralmente: inquadramento) si intende in astrologia quella <strong>tecnica interpretativa</strong> che dà importanza alla <strong>successione</strong> dei pianeti così come questa si presenta in un Tema astrale, ovvero prende in considerazione la sequenza che i pianeti hanno sull’eclittica – senso antiorario – e questo indipendentemente dal fatto che possano o meno esserci aspetti fra loro o che siano vicini o lontani fra loro. </p>
<p><span id="more-3419"></span></p>
<p>In pratica viene dato un peso interpretativo all’ovvia situazione per cui <strong>un astro viene a trovarsi tra altri due</strong>: così, posto che questo astro sia la <strong>Luna</strong> e posto che essa, seguendo la successione dei Segni, si trovi tra <strong>Marte</strong> e <strong>Sole</strong>, la sua interpretazione risentirà di questo suo “inquadramento”, ovvero il peso che ad essa daremo sarà “influenzato” dal fatto che si trova ad essere <strong>racchiusa</strong> da questi due astri.<br />
Ovviamente verrà dato a questa Luna un significato diverso a seconda della sequenza planetaria perché nel caso questa fosse <strong>Marte-Luna-Sole</strong> diremo che la Luna “proviene” da Marte e “sta andando” verso il Sole, un po’ come se fosse spinta alle spalle da Marte per farla andare tra le braccia del Sole, situazione più operativa e capace di dare risultati concreti; se la sequenza fosse invece <strong>Sole-Luna-Marte</strong> diremo che la Luna “proviene” dal Sole e “sta andando” verso Marte, situazione che può favorire rischio di eccessi e di sciupare quanto tenacemente costruito; in ogni caso quale che sia l’ordine di questa sequenza la Luna avrà a che fare con due astri di fuoco che in quanto tali introdurranno in essa azione, coraggio, conflitti, lotte, individualismo, egocentrismo, ecc.</p>
<p>Si possono e si devono fare gli <em>encadrements</em> non solo dei pianeti veloci (Sole, Luna, Mercurio, Venere e Marte) ma anche degli altri pianeti e dell’Ascendente e del Medio Cielo (alcuni utilizzano anche le cuspidi delle Case).<br />
Si può aggiungere che questo sistema può essere usato anche se non conosciamo l’ora di nascita ovvero se questa è approssimativa: gli <em>encadrements</em> dell’Ascendente e del Medio Cielo potrebbero infatti dare una mano a meglio precisare l’orario:</p>
<blockquote><p><em>Gli Encadrements dell’Ascendente e del Medio Cielo sono talmente efficaci ed espressivi, chiari e netti nella maggior parte dei casi, che essi permettono spesso di scartare al primo colpo d’occhio alcune ore poco attendibili di nascita. È uno dei test da eseguire in caso di incertezza circa differenti versioni di un grafico natale, consentendo al medesimo tempo di evitare complessi controlli e rettifiche dell’ora legate alla vita passata, tutt’altro che agevoli.</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>  </p></blockquote>
<p>La tecnica degli <em>encadrements</em> affonda le proprie radici in tempi abbastanza lontani: se ne trova traccia negli scritti di Firmico Materno<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> e, in tempi più recenti, in quelli di Regiomontano<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>. Ma oggi saremmo privi di tale strumento se non ci fossero stati gli studi di colui che ha sistematizzato e per certi aspetti reinventato tale teoria, ovvero l’astrologo <strong>Alexandre Volguine</strong>. Qui sotto il suo Tema Natale<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/04/Encadrement_Volguine-e1522760069661.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/04/Encadrement_Volguine-e1522760069661.jpg" alt="Encadrement_Volguine" width="450" height="391" class="alignleft size-full wp-image-3417" /></a><br />
Ma come si lavora praticamente con questo sistema? Proviamo con il Tema di Volguine.<br />
Vediamo che il suo <strong>Sole</strong> si trova tra <strong>Giove</strong> e <strong>Venere</strong> (Giove sta “dietro” mentre Venere è “davanti” al Sole): diciamo quindi che il Sole è in <em>encadrement</em> a Giove e Venere, e possiamo vederla come una triplice congiunzione, ciò che fa pensare a desiderio di piacere, vanità, fortuna, ottimismo. È come se vedessimo il Sole spinto da Giove ad andare tra le braccia di Venere, ciò che ci dice che l’ottimismo e la fiducia in se stessi passano attraverso il piacere agli altri o il fare cose che piacciono. In pratica, a prescindere dal Segno in cui si trova, il Sole prende su di sé le caratteristiche dei due astri, li fonde in se stesso, si veste dei loro panni, parla, si muove e agisce grazie a questi due “motori”. </p>
<p>Per quanto riguarda invece l’<strong>Ascendente</strong>, ovvero l’azione cosciente dell’individuo volta a esprimere la propria individualità, vediamo che si trova tra <strong>Mercurio</strong> e <strong>Giove</strong>, pianeti che possiamo legare allo scrivere, insegnare, viaggiare, alla parola, all’udito (attore?), al commercio, alla salute, alla capacità di affrontare gli imprevisti e di sapersi adattare, all’ambizione o a essere riconosciuto per quello che vale. </p>
<p>Se guardiamo il <strong>Medio Cielo</strong>, visto come elemento sociale e destinico, il fatto di trovarsi fra <strong>Marte</strong> e <strong>Urano</strong> può dare una vita movimentata, tumultuosa, che va avanti a scatti, a irruenze, ma anche drammi e situazioni pericolose; voglia di affermarsi, coscienza del proprio valore a volte espressa non proprio diplomaticamente. </p>
<p>Come vediamo è uno strumento in più che l’astrologo ha per decifrare un Tema, uno strumento che può e deve essere ampliato non fermandosi alla sola lettura “fisica” delle posizione planetarie, ad esempio facendo entrare nel discorso il fatto che tali pianeti sono governatori di Segni ovvero di Case.<br />
Prendiamo ad esempio, sempre nel caso di Volguine, il <strong>Sole</strong> in <em>encadrement</em> a <strong>Giove</strong> e a <strong>Venere</strong>: vediamo che Giove governa la <strong>Decima Casa</strong> (essendo la sua cuspide in Sagittario), mentre Venere governa la <strong>Terza</strong> (essendo la sua cuspide in Toro); possiamo tradurre questo anche così: il Sole è in <em>encadrement</em> al <strong>governatore</strong> della Decima e della Terza, così che oltre a scrivere “Giove – Sole – Venere” possiamo anche scrivere “Decima – Sole – Terza”, ovvero il Sole si veste dei panni della Decima e della Terza, ha bisogno della Decima e della Terza, ovvero è unendo assieme le caratteristiche di queste due Case che il Sole (l’individuo) può esprimere la propria personalità: si può pensare a successi negli scritti o in qualche professione intellettuale.<br />
Ma attenzione: <strong>Venere</strong> governa qui anche l’<strong>Ottava Casa</strong> (essendo la sua cuspide in Bilancia), quindi il Sole si trova in <em>encadrement</em> anche ai governatori della Decima e dell’Ottava, così se la Decima è “realizzazione” e l’Ottava “trasformazione” allora possiamo vedere un soggetto capace di riuscire nell’opera di trasformazione di ciò che trova, ovvero iniziatore di nuove regole, trasformatore di regole vigenti: che lo abbia fatto in campo astrologico piuttosto che politico, sociale o religioso dipende da altri fattori presenti nel Tema. </p>
<p>Alexandre Volguine espose questa tecnica nella sua opera “<em>Les Significations Des Encadrements Dans L’Horoscope</em>” (Dervy-Livres, Paris 1974). A metà degli anni ‘80 <a href="http://www.graziamirti.it/novita/appuntamenti/2446-gli-encadrement-di-mercurio-e-di-venere.html" rel="noopener" target="_blank">Grazia Mirti</a> tradusse questo lavoro di Volguine facendone una dispensa edita in proprio e tenendo su questa tecnica lezioni e seminari. Nel 1990 uscì in italiano (traduzione di Grazia) il libro di Volguine col titolo: “<em>Il Metodo Astrologico Degli Encadrements</em>” per la Casa editrice Nuovi Orizzonti di Milano.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] ALEXANDRE VOLGUINE, <em>La teoria degli Encadrements nell’interpretazione astrologica</em>, pag. 150. Dispensa edita in proprio da Grazia Mirti. Traduzione di Grazia Mirti.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Giulio Firmico Materno (IV sec. d.C.). Originario di Siracusa. Avvocato, senatore del regno sotto Costantino, autore dell’opera <em>Matheseos libri VIII</em> (Gli otto libri della conoscenza o dell’astrologia), sicuramente il tasto latino astrologico più completo.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Vero nome Johann Műller, nato il 6 giugno 1436 alle 16.40 a Unfind, Germania. Astronomo e matematico, tradusse in latino l’Almagesto di Tolomeo. Fondò a Norimberga il primo osservatorio astronomico europeo. È autore di un sistema di domificazione del Tema astrale che porta il suo nome.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Alexandre Volguine nacque in Ukraina, a Novaja Praga (vicino alla città di Kirovograd), il 18 febbraio 1903 (calendario giuliano, corrispondente al nostro 3 marzo). Si stabilì in Francia dopo lo scoppio della Rivoluzione Sovietica. Ricercatore, studioso, esoterista, traduttore di testi antichi, fondò nel 1938 i <em>Cahiers Astrologiques</em> (Nizza), una fra le migliori riviste astrologiche francesi (venne pubblicata fino al 1983). Autore di molti testi fra i quali <em>Astrologie lunaire</em> (1936), <em>La technique des Révolutions Solaires</em> (1937), <em>Le Maître de Nativité</em> (1946), <em>L’astrologie chez les Maya et les Aztèques</em> (1946), <em>L’esotérisme de l’Astrologie</em> (1953), <em>L’interprétation astrologique des rêves</em> (1953), <em>Journal d’un astrologue</em> (1957), <em>Les significations des encadrements dans l’horoscope</em> (1974). Eclettico, curioso, avido di sapere (Mercurio all’Ascendente in Acquario), ebbe una vita intensa e movimentata. Durante il secondo conflitto mondiale venne deportato a Mathausen, ma ciò non gli impedì di continuare a studiare; arrivò persino a prevedere il giorno della sua liberazione, meravigliando i suoi compagni di prigionia (tra i quali figurava Jacques Bergièr, fondatore, insieme a Luois Pauwels, della rivista <em>Planète</em> e futuro autore, con Pauwels, del libro <em>Il mattino dei maghi</em>). È deceduto nel 1976.<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
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		<title>&#8220;De modo Collegiandi&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2018 22:03:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
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		<description><![CDATA[490 anni fa, il 1° aprile 1528, veniva edita a Venezia l’opera di astrologia medica “De modo Collegiandi: Pronosticandi: &#038; Curandi febres…”[1] dedicata al doge Andrea Gritti. L’autore era Federico Crisogono, scienziato, filosofo, medico e astrologo nato nel 1472 a Zara, città dalmata all’epoca sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Crisogono studiò Filosofia a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>490 anni fa, il 1° aprile 1528, veniva edita a Venezia l’opera di astrologia medica “<em>De modo Collegiandi: Pronosticandi: &#038; Curandi febres…</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> dedicata al doge Andrea Gritti.<span id="more-3401"></span></p>
<p>L’autore era <strong>Federico Crisogono</strong>, scienziato, filosofo, medico e astrologo nato nel 1472 a Zara, città dalmata all’epoca sotto il dominio della Repubblica di Venezia. </p>
<p>Crisogono studiò Filosofia a Padova, addottorandosi in Filosofia e Medicina e ottenendo poi la cattedra di Astrologia e Matematica allo Studio patavino probabilmente intorno al 1495 o 1498.<br />
Come era consuetudine nelle università il docente incaricato della lettura doveva, a inizio anno accademico, presentare la sua materia con una prolusione: anche Crisogono tenne la sua lezione introduttiva che venne poi da lui inserita nella sua opera “<em>Speculum Astronomicum…</em>”<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, stampata a Venezia il 29 novembre 1507 per i tipi di Lazzaro Soardi, opera che risente molto, e non solo nel titolo, dello <em>Speculum Astronomicum</em> di Giovanni Campano (o attribuito ad Alberto Magno secondo alcuni), per esempio quando dichiara che non tutto è necessità ma anche casualità, facendo così salvo, in parte, il concetto di libero arbitrio; asserisce poi che materie come matematica e astrologia possono davvero essere utili alla scienza, aggiungendo poi: «<em>Ergo astrologiam quis sanae mentis negare potest</em>?». </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/03/Crisogono-e1522497239514.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/03/Crisogono-e1522497239514.jpg" alt="Crisogono" width="200" height="297" class="alignleft size-full wp-image-3399" /></a>
<p>Per quanto riguarda invece l’opera medico-astrologica “<em>De modo Collegiandi…</em>” lì Crisogono tratta di come pronosticare i <strong>giorni critici</strong> e come costruire un <strong>Tema di decubito</strong> o inizio infermità, degli aspetti della <strong>Luna</strong> nella sua rivoluzione mensile con particolare riferimento agli aspetti vuoti, della <strong>Parte di Fortuna</strong>, delle <strong>stelle fisse</strong>, dei metodi curativi legati alle posizioni planetarie; nell’ultimo capitolo, dal titolo &#8220;<em>Tractatus de occulta causa Fluxus &#038; Refluxus Maris</em>&#8221; (ff. 23v-27r), riprende le teorie di Jacopo Dondi (padre di Giovanni Dondi) sul fenomeno delle <strong>maree</strong> e dell’azione su di esse della combinazione <strong>Sole-Luna</strong>, con la Luna che, dice, ha molta più forza del Sole nel generarle, esponendo poi la tesi che le maree dei pleniluni e dei noviluni si equivalgono e che durante le quadrature fra Sole e Luna queste si annullano.</p>
<p>Morì a Zara nel 1538.</p>
<p>(Tratto dal mio libro &#8220;<em>Astrologia Italica</em>&#8220;)</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Titolo dell’opera: <em>Federici Chrisogoni Nobilis Iadertini Artium &#038; Medicine doctoris Subtilissimi: &#038; Astrologi excellentissimi de modo Collegiandi: Pronosticandi: &#038; Curandi febres: Necnon de humana Felicitate: ac denique de Fluxu &#038; Refluxu Maris: Lucubrationes nuperrime in Lucem edite</em>, Venetiis impressum a Ioan. Anto. de Sabbio &#038; fratribus. Anno a partu Virgineo. M.D.xxviij, kal. Aprilis. L’opera è presente nella Bayerische Staatsbibliothek München (collocazione: 2 Path. 90 c#Beibd.1) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Titolo dell’opera: <em>Speculum Astronomicum terminans intellectum humanum in omni scientia Federici Crisogoni Jadertini… Praemissa est Oratio clarissimi artium et medicinae doctoris Federici Chrysogoni Jadertini in Academia Patavina habita</em>, Venetijs, per Lazarum de Soardis, 1507. die 29. Novembris. L’opera è presente nella Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza (collocazione: F 036 005 020).<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto del titolo da: www.healthandlifestyle.com.ph</p>
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		<title>Un atto di fondazione</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2018 15:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel passato le attività umane erano scandite dal tempo della natura, dai ritmi della natura; non solo: qualsiasi attività l’uomo svolgesse questa doveva essere in sintonia con il Cielo. Questo ci dice che il tempo fisiologico e il tempo sociale erano tutt’uno con il tempo celeste o sacro. Tempo ma anche spazio però, ché l’azione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel passato le attività umane erano scandite dal tempo della natura, dai ritmi della natura; non solo: qualsiasi attività l’uomo svolgesse questa doveva essere in sintonia con il Cielo. <span id="more-3396"></span></p>
<p>Questo ci dice che il tempo fisiologico e il tempo sociale erano tutt’uno con il tempo celeste o sacro. Tempo ma anche spazio però, ché l’azione dell’uomo si svolgeva in uno spazio (la Terra) che gli dèi gli avevano dato e che l’uomo doveva per questo “sacralizzare” rendendolo simile al Cielo, così che lo spazio in cui viveva doveva e poteva diventare un “Cielo in Terra”. Lo spazio e il tempo erano così due “entità” che dovevano essere conquistate, capite e usate per adeguarsi al ritmo del Cielo o per ingraziarsi il favore degli dèi. </p>
<p>Ciò valeva anche e soprattutto nella ricerca di uno spazio adeguato e di un tempo giusto per la costruzione di un edificio, di un tempio, di una città, così da mettere queste opere al riparo da energie negative consacrandole alla divinità. Potremmo chiamarli “atti liturgici”, azioni che troviamo disseminate in tutta la storia dell’umanità: pensiamo ad esempio agli <strong>Egizi</strong>, con le piramidi costruite seguendo precisi orientamenti astronomici; ai <strong>Greci</strong>, con alcune loro città associate ad alcune stelle (e quindi sotto la loro tutela), come la città di Olimpia alla stella <em>Aldebaran</em> (l’alfa della costellazione del Toro) o la città di Delo sotto la giurisdizione della stella <em>Spica</em> (l’alfa della costellazione della Vergine); agli <strong>Etruschi</strong>, con la loro “terra sacra” e i loro riti di fondazione (approfondimento nel post dedicato – <a href="http://www.renzobaldini.it/la-cosmologia-etrusca/" rel="noopener" target="_blank">vedi</a>); ai <strong>Romani</strong>: Vitruvio Pollione, uno fra i massimi architetti romani vissuto nel primo secolo avanti Cristo, scriveva: </p>
<blockquote><p><em>Egli </em>[l’architetto] <em>deve avere per natura del talento, e deve essere desideroso di imparare</em> […]. <em>Dovrebbe essere pure uomo di lettere, esperto nella pittura, dotto in geometria: dovrebbe conoscere bene la storia, aver studiato con diligenza la filosofia</em> […] <em>non essere ignaro di medicina, conoscere la legge ed avere una conoscenza profonda di astronomia e cosmologia</em> […]. <em>Con l’astronomia noi impariamo a localizzare i punti cardinali, a capire l’ordine del cielo, e a calcolare gli equinozi e i solstizi e i movimenti delle stelle</em> (Vitruvio, &#8220;<em>De architectura</em>&#8220;). </p></blockquote>
<p>In pratica una visione e un <em>modus operandi</em> comune a tutti i popoli della Terra, dall’Asia alle Americhe: ad esempio in Cambogia i templi di <strong>Angkor</strong> sono in analogia con la Costellazione del Drago; gli <strong>Inca </strong>costruirono Cuzco a “immagine e somiglianza” di una costellazione: guardando dall’alto la città essa presentava il profilo di un puma, probabilmente cercando di “portare sulla Terra” una non meglio identificata “Costellazione Puma”. </p>
<p>Atti liturgici che se però non venivano rispettati o si tentava di costruire un sito, un edificio o una città senza lo studio del tempo – quindi del cielo – giusto, si poteva incorrere nell’ira degli dèi che non avrebbero accordato la loro protezione.</p>
<p>Nel rito etrusco di fondazione di una città il sacerdote, l’augure, stava rivolto verso est – da dove il sole sorge –  mentre il re era rivolto verso sud – dove il sole culmina; riportando questo al cerchio oroscopico possiamo dire che l’augure era rivolto verso l’Ascendente (oroscopo) mentre il re verso il Medio Cielo.</p>
<p>Un altro atto liturgico molto importante, una volta terminato di costruire il recinto sacro (<em>sulcus primigenius</em>) entro cui sarebbe nata la nuova città, era quello relativo al <em>mundus</em>: in pratica in un punto del recinto sacro (a volte al centro) veniva scavata una fossa (il <em>mundus</em>) dentro la quale i futuri abitanti gettavano prodotti agricoli ma anche monete o altri oggetti di valore al fine di ingraziarsi i favori di Calu/Plutone (<em>pluto</em>, “ricco”) o Phershiphnai/Proserpina o Horta/Cerere, così che la divinità potesse elargire protezione e ricchezza alla città. Una volta riempita la fossa veniva eretto sopra di essa un cippo o una colonna.</p>
</p>
<p>È ciò che ancora oggi si vede a Firenze: in piazza della Repubblica – centro della città – vediamo proprio una colonna, chiamata “colonna dell’abbondanza”, che segna il punto del <em>mundus</em> di Florentia.</p>
<p>Ma un “atto di fondazione” è anche e soprattutto la <strong>nostra nascita</strong> che certo non avviene a caso ma sotto un cielo – quindi all’interno di uno spazio e di un tempo – di cui noi siamo l’espressione tangibile.<br />
D’altronde come diceva Paracelso: «<em>Ogni cosa che soggiace al tempo è sottomessa al cielo</em>», ovvero due eventi che accadono nello stesso istante, pur se in spazi diversi, si assomigliano perché avvengono all’interno dello stesso tempo. </p>
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		<title>Reinhold Ebertin 1901-1988</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 23:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[cosmobiologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, trent’anni fa, il 14 marzo 1988, moriva a Hirschlanden (Germania) l’astrologo, insegnante ed editore tedesco Reinhold Ebertin. Era nato a Görlitz (Germania) il 16 febbraio 1901. Figlio d’arte, essendo stata sua madre Elsbeth (Elsa Gorlizia) una famosa astrologa, Ebertin seguì le orme dell’astrologo tedesco Alfred Witte, il fondatore della Scuola di Astrologia di Amburgo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, trent’anni fa, il 14 marzo 1988, moriva a Hirschlanden (Germania) l’astrologo, insegnante ed editore tedesco Reinhold Ebertin. Era nato a Görlitz (Germania) il 16 febbraio 1901. </p>
<p><span id="more-3382"></span></p>
<p>Figlio d’arte, essendo stata sua madre Elsbeth (Elsa Gorlizia) una famosa astrologa, Ebertin seguì le orme dell’astrologo tedesco <a href="http://www.renzobaldini.it/alfred-witte-1878-1941/" rel="noopener" target="_blank">Alfred Witte</a>, il fondatore della Scuola di Astrologia di Amburgo (Astrologia Uraniana), per poi elaborare un suo particolare sistema di approccio all’astrologia legato ai mezzi-punti di Witte che chiamò <strong>Cosmobiologia</strong> e i cui fondamenti vennero espressi nell’opera “<em>Kombination der Gestimeinflusse</em>” (La combinazione delle influenze stellari) uscita nel 1940 per i tipi della sua casa editrice che egli stesso fondò nel 1928 (Ebertin-Verlag). </p>
<p>Oltre a ciò dette un notevole contributo agli studi sull’<strong>astrologia medica</strong> soprattutto riguardo l’influenza dei 360 gradi dello Zodiaco e la loro relazione con le parti anatomiche umane, ricerca condensata nel suo libro “<em>Anatomische Entsprechungen der Tierkreisgrade</em>” (Corrispondenza anatomica dei gradi zodiacali) del 1959.</p>
<p>Nel 1929 si sposò con Luise Engbert, conosciuta lo stesso anno a una convention astrologica a Norimberga. Il loro figlio, Baldur (21.07.1933), è medico, filosofo, psicoterapeuta e astrologo.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/03/Ebertin2-e1520953005490.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/03/Ebertin2-e1520953005490.jpg" alt="Ebertin2" width="500" height="433" class="alignleft size-full wp-image-3390" /></a></p>
<hr/>
Foto da: intercelestial.com</p>
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		<title>Luca Gaurico 1475-1558</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2018 23:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[luca gaurico]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, 460 anni fa, il 6 marzo 1558, moriva l&#8217;astrologo, matematico ed editore Luca Gaurico. Era nato a Gauro, oggi frazione di Montecorvino Rovella, allora sotto Giffoni, il 12 marzo 1475. Nel 1497, alla morte del padre, da Napoli se ne andò a studiare a Padova dove seguì le lezioni di Pietro Pomponazzi laureandosi in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 460 anni fa, il 6 marzo 1558, moriva l&#8217;astrologo, matematico ed editore Luca Gaurico. Era nato a Gauro, oggi frazione di Montecorvino Rovella, allora sotto Giffoni, il 12 marzo 1475. </p>
<p><span id="more-3338"></span></p>
<p>Nel 1497, alla morte del padre, da Napoli se ne andò a studiare a Padova dove seguì le lezioni di Pietro Pomponazzi laureandosi in Filosofia nel 1502. Nonostante tale laurea la sua prima cattedra fu quella di Astronomia nello stesso ateneo. È di quel periodo il suo primo pronostico, “<em>Prognosticon Anni 1502</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, edito a Venezia il 14 dicembre 1501 per i tipi di Bernardino Vitali. Nel 1506 divenne lettore serale di Astrologia nello Studio di Bologna<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>. </p>
<p>Ebbe fama di grande astrologo e le sue predizioni, si diceva, si avveravano sempre. E però di una di queste non ebbe gran simpatia Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, che consultò Gaurico nel 1506 per conoscere il proprio destino, visto che lo fece torturare, incarcerare per venticinque giorni e poi lo mandò in esilio: cosa gli pronosticò Gaurico per innescare una tale reazione? Che se non si fosse pentito della sua crudeltà, dei suoi delitti, se non si fosse inginocchiato ai piedi del Papa, avrebbe vista la sua rovina, perdendo la signoria sulla città e vedendo la propria casa distrutta. Nonostante i patimenti subiti Gaurico si riprese una bella rivincita, ché poco tempo dopo (11 novembre 1506) papa Giulio II (Giuliano della Rovere) sconfisse il Bentivoglio entrando trionfalmente a Bologna e radendone al suolo il palazzo, come lo stesso Gaurico, con malcelata soddisfazione, ricorda nel suo “<em>Tractatus astrologicus</em>” quando affronta il Tema natale del Bentivoglio:</p>
<blockquote><p><em>Non multo tempore post, Iulius II. Pont. Max. intrepidus cum uno exercitu prope Imolam, &#038; altero in Mutinensium municipio, singulos illos Tyrannos, &#038; sequaces profligavit, &#038; Palatium eius fuit solo aequatum, uti omnes norunt, &#038; Tyranni omnes illi vitam cum morte commutarunt, &#038; ante obitum atroces poenas dederunt</em> (III, f. 49v).</p></blockquote>
<p>Comunque, esiliato da Bentivoglio, Gaurico se ne andò a Ferrara dove nel 1507 ottenne, grazie all’intercessione di Cristoforo Madruzzo (1512-1578), allora giovane sacerdote poi principe-vescovo di Trento, la cattedra di Astrologia succedendo a Pietro Bono Avogario. Nello Studio ferrarese, proprio nel 1507 (il 18 ottobre, giorno di San Luca), Gaurico difese con forza l’astrologia in una prolusione, edita poi col titolo di “<em>Oratio de inventoribus et astrologiae laudibus habita in Ferrariensi academia</em>”<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, tenuta davanti a un pubblico di cittadini, scolari e professori, specificando che comunque era il volere di Dio che poi si rifletteva sulla carta natale dell’individuo a “influenzare” l’uomo, e che le stelle senza l’intervento di Dio non sono nulla</p>
<p>Nel 1512, trovandosi a Mantova, ebbe modo di incontrare il cardinale Giovanni di Lorenzo de’ Medici (1475-1521): <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/02/Gaurico_1.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/02/Gaurico_1.jpg" alt="Gaurico_1" width="250" height="348" class="alignright size-full wp-image-3344" /></a>in quell’occasione Gaurico convinse il Cardinale a farsi leggere la mano da un anziano frate suo amico, fra Serafino, «<em>frater Seraphinus senex, doctus Theologus, Astronomiae non ignarus, sed Chyromanticus egregius</em>» (Tractatus, II, f. 19v); il frate predisse a Giovanni de’ Medici che di lì a poco sarebbe diventato Papa, la qual cosa lo meravigliò non poco vista la sua giovane età e la salute malferma. Pochi mesi dopo però, il 21 febbraio 1513, papa Giulio II morì. Nel conclave che ne seguì, a sorpresa, i Cardinali riuniti elessero Papa proprio Giovanni de’ Medici, che assunse il nome di Leone X. Il nuovo Pontefice volle subito ricompensare l’anziano frate con una carica ecclesiastica, ma questi preferì essere pagato in denaro. Da lì iniziò anche la fortuna di Gaurico, che entrò così nelle grazie del Papa<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>. </p>
<p>Ma di altri papi godette l’appoggio: nel 1529 e poi ancora nel 1532 predisse all’allora cardinale Alessandro Farnese (1468-1549) il soglio pontificio; quando questi, il 13 ottobre 1534, divenne davvero Papa (Paolo III), non ci mise molto a chiamarlo a Roma, trasferimento che il nostro attuò però mesi dopo e grazie all’appoggio economico di Ercole d’Este al quale Gaurico, in forti ristrettezze economiche, si era rivolto con una lettera in data 26 ottobre 1534 nella quale, per ingraziarsi i suoi favori, gli predisse che presto sarebbe diventato duca di Ferrara; Ercole rispose facendogli avere la somma di 100 ducati con la quale Gaurico poté finalmente, nei primi mesi del 1535, raggiungere Roma; lì il Papa lo nominò suo Commensale e Cavaliere di San Pietro. </p>
<p>Il 18 aprile 1543 venne incaricato dal Papa di trovare il punto astrologico favorevole per la posa della prima pietra dell’ala farnesina del Vaticano.<br />
Nel 1545 venne nominato vescovo di Civitate (San Severo in Puglia) con una rendita di 10 ducati d’oro al mese (oltre alla rendita della chiesa stessa che ammontava a circa 300 ducati d’oro), carica che mantenne dal 14 dicembre 1545 al 30 maggio 1550, anche se già dal 1549 (alla morte del Papa) se ne andò a Padova e poi a Venezia.<br />
Nella città lagunare pubblicò il suo “<em>Tractatus astrologicus</em>” (1552), opera che però gli valse l’espulsione da Venezia per via di alcune asserzioni non vere lì contenute (e da lui non ritrattate) sul comportamento non tanto cristallino tenuto dal governo della Serenissima nei confronti di due insigni cittadini padovani (quest’opera venne poi inserita nel 1559 nell’“<em>Index librorum prohibitorum</em>”).<br />
Prima di partire da Venezia, però, Gaurico inviò al duca di Ferrara (luglio 1552) un pronostico riguardanti i re Carlo V, Ferdinando I ed Enrico II di Francia: in questo vaticinio si parlava del pericolo per gli occhi del re di Francia, evento che parve confermato sette anni dopo quando Enrico II morì (luglio 1559) proprio per una ferita agli occhi patita durante un torneo. Da Venezia si spostò a Bologna e di lì, nel 1556, a Roma. </p>
<p>Epici, all’epoca, furono i suoi scontri verbali con Girolamo Cardano: non si potevano vedere l’un l’altro, ognuno criticando e sbeffeggiando opere e pensieri dell’altro; pare che l’antipatia nascesse dal fatto che Gaurico (secondo Cardano) si sarebbe appropriato (1504) di un lavoro di revisione filologica eseguito dal padre di Cardano, Fazio, sul trattato “<em>Perspectiva communi</em>s” del filosofo e teologo inglese del XIII secolo John Peckham, quindi Cardano accusando Gaurico di plagio e apostrofandolo come un insigne impostore, ciò che dette la stura a tutta una serie incrociata, fra i due, di improperi e critiche roventi.</p>
<p>Ma c’è un fatto interessante e curioso che vale la pena descrivere e che ci ragguaglia sul peso anche politico che aveva l’astrologia, ovvero come quest’ultima venisse usata per dare maggior peso a certe situazioni o per dar loro una “conferma celeste”: nell’aprile del 1532 Gaurico venne invitato in Germania, a Wittenberg, dal teologo Filippo Melantone (Philipp Melanchthon, nato Philipp Schwarzerd, 1497-1560), che lo teneva in grandissima considerazione; Melantone, collaboratore e amico personale del teologo e riformatore Martin Lutero (1483-1546), fu nel 1530 l’estensore della famosa “<em>Confessione Augustana</em>” dove venivano esposti i principi del Protestantesimo luterano; questi aveva una grandissima fede nell’astrologia (a differenza di Lutero), a tal punto che per avallare certe sue tesi non si peritò di distorcere alcuni dati pur di far coincidere l’evento storico con la posizione delle stelle, ecco perché chiamò Gaurico: per far sì che l’esperto, con la sua arte, con l’astrologia, trovasse significative correlazioni fra la nascita del grande riformatore Lutero e i disegni celesti; e però di Lutero si sapeva quand’era nato, cioè il 10 novembre 1483; e allora? E allora ciò che fece Gaurico</p>
<blockquote><p>[…] <em>fu di sostituire la reale data di nascita di Lutero, cioè il 10 novembre 1483, con una data astrologico-congetturale, cioè il 22 ottobre 1484 (ore 1,10). Su questa data “mitica”, che implicava una contraffazione dell’evento storico, si accordarono (sia pure con qualche significativa variante) anche i seguaci di Lutero, come Melantone, Carion e l’ambiente riformato di Wittenberg</em> […]. <em>Come poté dunque accadere che i più fedeli sostenitori di Lutero fossero giunti ad accettare uno spostamento di data, del tutto arbitrario, e ne avessero poi (almeno fino ad un certo punto) sostenuto la ragionevolezza?</em><a href="#nota5"name="testo5">[5]</a> </p></blockquote>
<p>Da considerare poi che l’oroscopo costruito da Gaurico non era certo favorevole a Lutero, e però inseriva la nascita di quest’ultimo in un affresco astrale assai emblematico: secondo la teoria del grande astrologo arabo del IX secolo Abū-Ma’šhar il verificarsi della congiunzione Giove-Saturno significava la nascita di grandi profeti: nel 1484 si era verificato proprio questo aspetto e per giunta nello Scorpione (luogo di cambiamenti radicali), e l’oroscopo redatto da Gaurico vedeva in questo Segno, oltre la suddetta congiunzione, anche la presenza di Sole, Mercurio e Venere, per di più tutti in Nona Casa, quella della religione, con l’aggiunta poi di Marte in Ariete, così che quel quadro astrale calzava a pennello con Lutero, con la sua eloquenza veemente, con la sua aggressività e con l’impatto disgregativo (secondo Gaurico) che aveva la sua riforma<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>.</p>
<p>Gaurico ebbe un’ampia produzione letteraria che toccava i più svariati temi, dalla riforma del calendario, alle Effemeridi, ai pronostici.<br />
L’opera sua più famosa è però quel &#8220;<em>Tractatus Astrologicus…</em>&#8220;<a href="#nota7"name="testo71">[7]</a> in cui compaiono i Temi di papi, re, studiosi, notabili e artisti, ma anche di edifici e città, opera che venne inserita dalla Chiesa, già nel 1559, nell’“<em>Index librorum prohibitorum</em>”.<br />
Tutta la sua produzione letteraria è comunque racchiusa in tre volumi dal titolo: “<em>Operum omnium, quae quidem extant, L. Gaurici Geophonensis…</em>”<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>, stampati a Basilea nel marzo 1575 per i tipi di Heinrich Petri. </p>
<p>Come detto, Gaurico morì a Roma il 6 marzo 1558 e venne inumato nella chiesa di Santa Maria in Aracoeli, come chiesto nel suo testamento del 5 marzo rogato per gli atti di Cesare Castrucci da Pellestrina, seppellito «<em>absque aliqua pompa in Ecclesia S. Mariae de Aracoeli ante portam magnam dictae Ecclesiae prope sepulturam Dominorum de Blondis</em>»<a href="#nota9"name="testo9">[9]</a>. Nell’epitaffio a cura dei suoi eredi testamentari, il giffonese Sebastiano Benincasa e il bolognese Ottaviano Cane, così venne scritto<a href="#nota10"name="testo10">[10]</a>:</p>
<p style="text-align: center;">D.  O.  M.<br />
LVCAE  GAVRICO  GEOPHONEN<br />
EPO  CIVITATEN<br />
OBIIT  DIE  VI.  MARTII  MDLVIII<br />
VIXIT  ANN. LXXXII.  M. XI.  D. XXV.<br />
DD. SEBASTIANVS  BENEINCASA<br />
GEOPHONEN.  ET  OCTAVIANVS<br />
CANIS  BONONIEN.  HAEREDES<br />
EX  TESTAMENTO  B.  M.  P.</p>
<p>Da questo epitaffio si evince che Gaurico nacque nel 1475 e non 1476 come in alcuni testi viene riportato. A lui venne dedicato, nel 1935, un cratere lunare, <em>Gauricus</em>.</p>
<p>(Maggiori dettagli nel mio libro “<em>Astrologia Italica</em>”).</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Titolo dell’opera: <em>Lucae Gaurici Jeophonensis, Ex regno Neapolitano. Prognosticon Anni 1502</em>, Venetiis, Per Bernardinum Venetum De Vitalibus Anno Domini M.CCCCCJ. Decimoquarto Mensis Decembris. L’opera è presente nella Biblioteca Universitaria di Bologna (collocazione: A.5. KK. 8. 29.22).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] FABRIZIO BÒNOLI, DANIELA PILIARVU, <em>I Lettori di astronomia presso lo Studio di Bologna dal XII al XX secolo</em>, CLUEB, Bologna 2001, p. 131.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Questa prolusione venne inserita da Gaurico in una miscellanea sulla “sfera” (<em>Sphaerae Tractatus</em>) stampata a Venezia nel gennaio 1531 per i tipi di Lucantonio Giunta, ove vi erano anche i trattati di Giovanni Sacrobosco, Prosdocimo Beldomandis, Gherardo da Cremona, Georg von Peuerbach.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] La vicenda, insieme al Tema natale di Leone X (nato a Firenze l’11 dicembre 1475 alle ore 07.00 locali), è raccontata dallo stesso Gaurico nel suo <em>Tractatus astrologicus</em> (II, ff. 18r-19v).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota1">[5] MARCO BERTOZZI, <em>La publica arte dello indovinare: Luca Gaurico e l’astrologia all’alba del XVI secolo</em>, in «Atti del 7° Congresso Nazionale di Astrologia “<em>La disciplina astrologica nel passato universitario e nella cultura attuale</em>”», promosso dal C.I.D.A. (Centro Italiano di Astrologia), Palazzo d’Accursio, Bologna, 15-16 aprile 1989, p.6.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Il Tema natale di Martin Lutero è nel <em>Tractatus astrologicus</em>, IV, f. 69v. Gaurico lo fa nascere il 22 ottobre 1484 alle ore 01.00 P.M, corrispondente alle ore 12.55 locali, con l’Ascendente a 22° 00’ Capricorno, il Sole a 08° 30’ Scorpione, la Luna a 09° 03’ Sagittario. <a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] Titolo dell’opera: <em>Lucae Gaurici Geophonensis Episcopi Civitatensis, Tractatus Astrologicus In quo agitur de praeteritis multorum hominum accidentibus per proprias eorum genituras ad unguem examinatis. Quorum exemplis consimilibus unusquisque de medio genethliacus vaticinari poterit de futuris, Quippe qui Per varios casus artem experientia fecit, Exemplo monstrante viam</em>, Venetiis Apud Curtium Troianum Navò. M.D.LII. L’opera, in sei libri, contiene più di 200 oroscopi commentati di fondazione di città e chiese (libro I, ff. 1r-14r), papi e cardinali (II, ff. 15r-37v), imperatori, re e principi (III, ff. 38r-56v), filosofi, astrologi, poeti e artisti (IV, ff. 57r-86v), persone decedute di morte violenta (V, ff. 87r-115v), nascite deformi (VI, ff. 116r-121v). L’opera è presente nella Bayerische Staatsbibliothek München (collocazione: Res/4 Astr.p. 154).<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] Titolo dell’opera: Tomus I [III]: <em>Operum omnium quae quidem extant L. Gaurici Geophonensis episcopi astronomici praestantissimi, vatisque celeberrimi, omnium bonarum ac humanitatis artium: inprimis vero mathematicae &#038; iudiciariae seu praenotionis scientiae, ad miraculum usque doctissimi: ingenio plane admirando &#038; divino, philosophi, omni tam poëticarum, logicarum, quam physicarum, philosophicarum, theologicarumque scientiarum ac dogmatum facultate genereque praeclarissimi: professoribus &#038; studiosis omnibus mathematicae, vel iudiciariae seu praedictivae artis, ad eam cognoscendam, non tam necessaria, quam utilia: iampridem summa cura ac singulari studio a suo interitu vindicata, &#038; quasi postliminio revocata, pristinoque nitori restituta: &#038; plaeraque ante non aedita, in unum corpus redacta: quorum catalogum singulorum tomorum &#038; tractatuum, versa pagina demonstrabit: adiecimus singulis tomis, indicem rerum ac verborum omnium copiosissimum &#038; diligentissimum</em>, Impressum Basileae: ex officina Henricpetrina, [1575]. L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (collocazione: MAGL. 1.4.173).<a href="#testo8">&uArr;</a><br />
<a name="nota9">[9] CASIMIRO DA ROMA, <em>Memorie istoriche della chiesa e convento di S. Maria in Araceli di Roma</em>, Stamperia di Rocco Bernabò, Roma 1736, p. 269, nota a.<a href="#testo9">&uArr;</a><br />
<a name="nota10">[10] CASIMIRO, <em>ivi</em>, pp. 268-269.<a href="#testo10">&uArr;</a></p>
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		<title>Alfred Witte 1878-1941</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 23:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 140 anni fa, il 2 marzo 1878, nasceva ad Amburgo (Germania) l’astrologo Alfred Witte. Intelligenza “scientifico-esoterica”, fu artefice di una bella scossa elettrica data all’astrologia grazie ad un rivoluzionario sistema di approccio al Tema natale conosciuto come Scuola di Amburgo o Astrologia Uraniana. Gli strumenti trovati da Witte e successivamente dai suoi eredi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 140 anni fa, il 2 marzo 1878, nasceva ad Amburgo (Germania) l’astrologo Alfred Witte. <span id="more-3370"></span></p>
<p>Intelligenza “scientifico-esoterica”, fu artefice di una bella scossa elettrica data all’astrologia grazie ad un rivoluzionario sistema di approccio al Tema natale conosciuto come <strong>Scuola di Amburgo</strong> o <strong>Astrologia Uraniana</strong>. </p>
<p>Gli strumenti trovati da Witte e successivamente dai suoi eredi e che vanno a modellare quella che è la struttura simmetrico-matematica del Tema riguardano il Dial 90° o 360°, i mezzi-punti, il Punto d’Ariete la cui importanza è da Witte paragonata all’AS e al MC, ipotetici pianeti transnettuniani (invisibili): Admetos, Apollon, Cupido, Hades, Kronos, Poseidon, Vulcanus, Zeus.</p>
<p>Certo i tempi, gli anni 20-30 del secolo scorso in Germania, non erano i migliori per questo genere di studi. Continuamente vessato dai <strong>nazisti</strong> che avevano vietato e <strong>bruciato</strong> le sue pubblicazioni, gli altri astrologi suoi compagni e amici internati nei <strong>campi di concentramento</strong>, in preda allo sconforto e angosciato per la sorte della sua famiglia Witte <strong>si tolse la vita</strong> il 4 agosto 1941.</p>
<p>Per maggiori <strong>info</strong> sugli studi di Alfred Witte e sull’<strong>Astrologia Uraniana</strong> vedi <a href="http://uraniana.it/" rel="noopener" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/03/Witte-e1519904759274.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/03/Witte-e1519904759274.jpg" alt="Witte" width="550" height="472" class="aligncenter size-full wp-image-3369" /></a></p>
<hr/>
Foto da: www.arlenekramer.net</p>
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		<title>Arthur Schopenhauer 1778-1860</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 23:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[parte del padre]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>
		<category><![CDATA[pessimismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 230 anni fa, il 22 febbraio 1788, nasceva a Danzica il grande filosofo Arthur Schopenhauer, considerato il maggior esponente della corrente filosofica del “pessimismo”. Nel suo Tema natale vediamo Marte esattamente congiunto all’Ascendente e Saturno congiunto al Medio Cielo: in pratica abbiamo i due pianeti che rappresentano il Capricorno che vanno a prendere possesso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 230 anni fa, il 22 febbraio 1788, nasceva a Danzica il grande filosofo Arthur Schopenhauer, considerato il maggior esponente della corrente filosofica del “pessimismo”.</p>
<p><span id="more-3356"></span></p>
<p>Nel suo <strong>Tema natale</strong> vediamo <strong>Marte</strong> esattamente congiunto all’<strong>Ascendente</strong> e <strong>Saturno</strong> congiunto al <strong>Medio Cielo</strong>: in pratica abbiamo i due pianeti che rappresentano il <strong>Capricorno</strong> che vanno a prendere possesso dei due punti più importanti del Tema, situazione che ben rappresenta questo suo tipo di pensiero a maggior ragione se vediamo Saturno-pessimismo congiunto al Sole, e Marte in quadratura a Venere-desiderio.<br />
Marte poi in quella posizione sta a indicare anche una certa <strong>rabbia</strong> più o meno repressa, <strong>scontrosità</strong>, <strong>rancore</strong>, <strong>livore</strong>.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/02/Schopenhauer-e1519221411303.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/02/Schopenhauer-e1519221411303.jpg" alt="Schopenhauer" width="450" height="393" class="alignright size-full wp-image-3354" /></a></p>
<p>Infanzia non felice, la sua, con il <strong>suicidio</strong> del <strong>padre</strong> che ha certamente pesato sulla sua struttura mentale, sul suo pensiero: l’Ascendente è nel Segno del <strong>Cancro</strong> (casa, famiglia, genitori), con la <strong>Luna</strong> posta in <strong>Quarta Casa</strong> in opposizione a Mercurio in Decima e in quadratura a Giove in Dodicesima. </p>
<p>Ma ancor più tocchiamo con mano l’impatto che tale evento ha avuto in Schopenhauer sapendo che congiunti all’Ascendente (8° 04’ Cancro) e quindi a Marte (8° 31’ Cancro) abbiamo la <strong>Parte di Morte</strong> (8° 19’ Cancro) e la <strong>Parte del Padre</strong> (10° 00’ Cancro); certo è che da una Parte di Morte all’Ascendente, da un Marte congiunto ad essa e al punto sorgente e da un Saturno congiunto al Sole e al meridiano superiore non è che ci si potesse aspettare un ottimista gaudente e solare. </p>
<p>Notiamo poi che la sua <strong>Anima proviene da Plutone</strong>, il dio degli Inferi.<br />
Le anime plutoniane sono anime nelle quali il Bene e il Male, la Vita e la Morte, l’Eros e il Thanatos convivono in un turbinìo di sentimenti ed emozioni che li fa intersecare tra di loro scambiandosi di ruolo trasfigurandosi quasi uno nell’altro; anime che spesso devono scrollarsi di dosso anche alcuni “debiti” legati a questioni di <strong>potere</strong> e/o <strong>sessuali</strong>; anime che per la loro stessa natura conoscono molto bene l’essere umano e sanno di quali <strong>nefandezze</strong> ma anche di quali <strong>virtù</strong> sono capaci uomini e donne; anime antiche che conoscono perfettamente la <strong>tragicità</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> della vita umana e il<strong> disagio esistenziale</strong> che permea la mente e lo spirito umano, frutti, questi, che hanno malignamente e subdolamente sostituito il frutto di quell’albero, appunto del Bene e del Male, di biblica memoria.</p>
<p>Saturno-castità, Saturno-sacrificio, Saturno-ascesi, Saturno-povertà, sembra quindi essere la porta dalla quale passare per arrivare a trovare una soluzione a questa tragicità.<br />
Un’altra porta dalla quale passare è anche quella di <strong>Nettuno-arte</strong>, per altro qui in Quinta Casa (arte, creatività) e signore dei Pesci, il suo Segno natale, Nettuno come pianeta della poesia, della musica, dell’arte che innalza l’essere umano strappandolo da quel disagio esistenziale in cui la sua anima quotidianamente annaspa.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] La “tragedia” si lega al Capricorno, Segno che è rappresentato da un essere metà capra e metà pesce. E infatti la parola capra, o meglio capro, in greco è <em>tràgos</em>, termine da cui deriva appunto la parola “tragedia” che in antico indicava una rappresentazione teatrale: “tragedia” è infatti composto da <em>tràgos</em>, “capro”, e <em>oidè</em>, “canto”, col significato di “canto dei capri”, probabilmente perché gli attori portavano una maschera a fattezze caprine, imitando così i satiri (esseri umani barbuti con corna, coda e zampe di capra) che costituivano il corteo di Dioniso.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Oddo degli Oddi (1478-1558)</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Feb 2018 23:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[galeno]]></category>
		<category><![CDATA[oddo degli oddi]]></category>
		<category><![CDATA[umori]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 460 anni fa, il 5 febbraio 1558, moriva il filosofo e medico Oddo degli Oddi. Era nato a Padova nel 1478 da una nobile famiglia oriunda di Monselice. Fu docente di Lettere classiche allo Studio di Padova. Si trasferì poi a Venezia dove praticò la medicina. Ritornato a Padova, divenne lettore di Medicina nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 460 anni fa, il 5 febbraio 1558, moriva il <strong>filosofo</strong> e <strong>medico</strong> Oddo degli Oddi. Era nato a <strong>Padova</strong> nel 1478 da una nobile famiglia oriunda di Monselice. Fu docente di Lettere classiche allo Studio di Padova. <span id="more-3320"></span></p>
<p>Si trasferì poi a Venezia dove praticò la medicina. Ritornato a Padova, divenne lettore di Medicina nella locale università.</p>
<p>Medico di chiara fama, fu accanito seguace delle teorie del medico e filosofo greco Galeno (129-216) tale da essere chiamato “l’anima di Galeno”. In special modo fu fautore della <strong>teoria umorale</strong> e della <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/02/Oddo2.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2018/02/Oddo2.jpg" alt="Oddo2" width="221" height="298" class="alignright size-full wp-image-3318" /></a>corrispondenza <strong>microcosmo/macrocosmo</strong> e fu tenace sostenitore dell’<strong>astrologia medica</strong>.</p>
<p>Ebbe un figlio, Marco (1526-1591), anch’egli medico assai famoso e lettore di Filosofia, Logica e Medicina allo Studio patavino. Sarà poi lui a far stampare le opere del padre, uscite postume, ma sarà anche lui a <strong>censurare</strong> alcuni <strong>passaggi astrologici</strong> da dette opere: «<em>suo figlio</em> […] <em>prese cura di sopprimere tutto che accennava all’influenza degli astri relativamente alle malattie</em>»<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
</p>
<p>Oddi fu autore di varie opere mediche fra le quali citiamo: <em>De Pestis, &#038; pestiferorum omnium affectuum. Causis, Signis, Praecautione, &#038; Curatione</em>, divisa in tre libri. <em>Apologiae pro Galeno, tum in Logica, tum in Philosophia, tum etiam in Medicina</em>, anch’essa divisa in tre libri. <em>De Coenae, &#038; Prandij Portione</em>, divisa in due libri.<br />
Tutte e tre queste opere vennero dal figlio Marco riunite in un solo volume stampato a sua cura nel 1570 a Venezia per i tipi dei fratelli Paolo e Antonio Meietti e dedicato, da «<em>Patavij Cal. Septembris. 1570</em>», al patrizio veneto Jacopo Suriano<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>. A questo volume il figlio accluse anche un suo scritto, <em>De putredine adversus Argenterium apologia</em>, contro le tesi del grande medico anti-galenico Giovanni Argenterio, all’epoca docente di Medicina pratica allo Studio di Torino.</p>
<p>Nel <em>De Pestis</em> Oddi ha modo varie volte di trattare dei rapporti tra un certo tipo di <strong>cielo</strong> e il presentarsi delle <strong>epidemie</strong>, ad esempio nel capitolo dal titolo: <em>Quomodo caelestia sydera pestem gignant, ac morbos pestilentes</em> (libro I, parte I, cap. 10, f. 15b); oppure: <em>Tertia pestilentiae secundum Astrologos</em> [ma all’interno del libro cambiato dal figlio in <em>Astronomos</em>, N.d.A] <em>admissa causa, quomodo superius dicta, quod duae tantum sint pestis causae sibi invicem constent</em> (libro I, parte I, cap. 11, f. 16a); o anche: <em>Quomodo syderum coniunctiones pestem praeostendere possunt</em> (libro I, parte II, cap. 5, f. 23a); trattando qui della <strong>peste</strong> del 1527 e 1528 Oddi lega la sua comparsa al <strong>cielo</strong> del 1524 che vide un accumulo planetario in Pesci, stesso cielo che molti astrologi avevano sentenziato dovesse portare immani catastrofi e diluvi.</p>
<p>Chiama in causa anche i Segni dei <strong>Gemelli</strong>, della <strong>Bilancia</strong> e dell’<strong>Acquario</strong> che, essendo Segni legati all’elemento <strong>Aria</strong>, nel caso si presentassero le giuste condizioni astrali potrebbero indicare la <strong>corruzione dell’aria</strong>. Oppure nel caso venissero colpiti i Segni umani dei <strong>Gemelli</strong>, della <strong>Vergine</strong> e dell’<strong>Acquario</strong> ciò indicherebbe la corruzione degli <strong>umori umani</strong>, in primo luogo del sangue.</p>
<p>Come detto morì il 5 febbraio 1558; venne sepolto nella chiesa padovana di San Daniele Martire dove i nipoti posero la seguente iscrizione<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>:</p>
<p style="text-align: center;">ODDUS DE ODDIS<br />
PHYSICUS ET MEDICUS<br />
THEORICAE ORDINARIAE<br />
IN HAC URBE PUBLICUS PROFESSOR<br />
ET CUM EO GUERINUS<br />
ET BENEDICTUS<br />
AC JOANNES DOMINICUS NEPOTES<br />
LOCUM HUNC VETUSTATE<br />
CONSUMPTUM<br />
SIBI ET SUIS OMNIBUS<br />
INSTAURARUNT.</p>
<p>(Tratto dal mio libro &#8220;<em>Astrologia Italica</em>&#8220;)</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Da: <em>Nuova Enciclopedia Popolare Italiana Ovvero Dizionario Generale Di Scienze, Lettere, Arti, Storia, Geografia, Ecc. Ecc.</em>, Seconda tiratura della quinta edizione, Volume decimoquinto, Dalla Società l’Unione Tipografico-Editrice, Torino 1870, p. 287.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2]L’opera è presente nella Österreichische Nationalbibliothek Wien (collocazione: 69.D.50) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] GIUSEPPE VEDOVA, <em>Biografia degli scrittori padovani</em>, 2 voll., Coi tipi della Minerva, Padova 1832-1836, II, p. 10.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>Ma siamo normali?</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Feb 2018 07:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[scarto]]></category>

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		<description><![CDATA[La domanda si riferisce a noi esseri umani. Già, perché tutte le volte che sento notizie tipo uccisioni, violenze, scippi, rapine, ruberie, e poi il mafioso e il branco e la ‘ndrangheta e il furbetto e basta non se ne può più, mi dico: ma siamo normali noi esseri umani? Risposta: NO. Io penso che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La domanda si riferisce a noi <strong>esseri umani</strong>. Già, perché tutte le volte che sento notizie tipo uccisioni, violenze, scippi, rapine, ruberie, e poi il mafioso e il branco e la ‘ndrangheta e il furbetto e basta non se ne può più, mi dico: ma siamo normali noi esseri umani?</p>
<p><span id="more-3316"></span></p>
<p>Risposta: NO.</p>
<p>Io penso che noi si sia un <strong>esperimento riuscito male</strong>. Proprio così: un esperimento riuscito male, e così come si butta via un qualcosa non riuscito bene così noi ci hanno messo su questo pallina che vaga nello spazio a mo’ di cartaccia gettata nel cestino dei rifiuti.</p>
<p>Chi ci ha buttato qua? Mah, chiamatelo <strong>Dio</strong> o come volete, oppure pensate a qualche <strong>razza aliena</strong>, quello che vi pare. Chi ci ha creati ha pensato davvero all’inizio di aver fatto un qualcosa di eccezionale, poi ha visto che non eravamo quello che voleva e… «<em>Che ne faccio ora di questi due scarti? Fatti li ho fatti, mi dispiacerebbe distruggerli. Mah, intanto li butto fuori da qua, poi però devo trovar loro un posto dove stare. E se li mettessi su quella pallina che gira laggiù? Ma sì, dai</em>». Ed eccoci qua.</p>
<p>Certo, ogni tanto tra gli esseri umani nasce qualcuno che “dirazza”, qualcuno che stranamente non assomiglia a uno scarto di lavorazione, ma sono pochi credetemi, non abbiate timore, non riusciranno certo a scalfire il <strong>marcio</strong> originale che ci contraddistingue. </p>
<p>Sì, dai, ne avrete sentito parlare anche voi, qualcuno li avrà anche conosciuti (e non dite di no io non c’ero o se c’ero dormivo, sennò vi toccherà sentire il gallo cantare tre volte): non vi sembri contro natura, ma ogni tanto, chissà perché, nascono, con rispetto parlando s’intende, persone oneste, buone, caritatevoli, che fanno il bene degli altri. Ridete? Eppure è così, io alcuni li ho conosciuti. Certo, ribrezzo fanno ribrezzo, non c’è che dire, ma sono scherzi della natura, non è che ne nascono tutti i giorni.</p>
<p>Quindi cari esseri umani, continuate a mafiare, ‘ndranghetare, rubare, uccidere, tanto siamo solo degli scarti, abbiamo la natura degli scarti, delle cose riuscite male. In definitiva la nostra vera natura è quella del <strong>malato</strong>, capito? Malato; guardate il labiale: m-a-l-a-t-o; quindi c’è chi è malato nella <strong>mente</strong>, chi nello <strong>spirito</strong>, chi nell’<strong>anima</strong>. Siamo fatti così, né più né meno, e se ogni tanto nasce qualcuno “sano”, poverino, compatitelo se vi riesce, tanto come detto non andrà a crearvi problemi, non ce la farà. Ma nemmeno se piange in cinese.</p>
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		<title>L&#8217;asteroide Asteria</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/lasteroide-asteria/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 23:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteria]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
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		<category><![CDATA[simbolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 110 anni fa, il 23 gennaio 1908, l’astronomo August Kopff, dall’Osservatorio di Heidelberg in Germania, scopriva l’asteroide (658) Asteria. Il pianetino si trovava in moto retrogrado a 24° 52’ del Segno del Cancro, congiunto[1] alla stella Procyon, l’alfa Canis Minoris (costellazione del Cane Minore). Il nome di questa stella significa “precedente il cane” e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 110 anni fa, il <strong>23 gennaio 1908</strong>, l’astronomo <strong>August Kopff</strong>, dall’Osservatorio di Heidelberg in Germania, scopriva l’asteroide <strong>(658) Asteria</strong>.<span id="more-3307"></span></p>
<p> Il pianetino si trovava in moto retrogrado a 24° 52’ del Segno del <strong>Cancro</strong>, congiunto<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> alla stella <em>Procyon</em>, l’alfa Canis Minoris (costellazione del Cane Minore). Il nome di questa stella significa “precedente il cane” e fa riferimento al fatto che essa sorge prima (<em>pró</em>) del “Cane” (<em>kýon</em>), nome quest’ultimo con il quale nell’antica Grecia si designava la stella <em>Sirio</em>; è una stella che ha natura di Mercurio-Marte, considerata dalla tradizione astrologica non propriamente positiva conferendo sì un <strong>carattere astuto</strong> e ampie possibilità di riuscita ma anche <strong>declini improvvisi</strong> e carattere <strong>inquieto</strong> se non violento.<br />
Nel <strong>Tema</strong> della scoperta dell’asteroide troviamo Marte in quadratura a T con Urano e Nettuno, una quadratura Saturno/Plutone, un’opposizione Mercurio/Giove.<br />
L’asteroide <strong>(658) Asteria</strong> ha un diametro di 21,894 km e un periodo orbitale di 4,82 anni.</p>
<p><strong>Il mito</strong><br />
Il nome Asteria (che significa “dea delle stelle”) fa riferimento alla figlia del Titano Ceo (“il polo celeste”) e di Febe (“la pura”), sorella di Latona e madre della dea <strong>Ecate</strong>. Una divinità antica, quindi, precedente l’arrivo degli dèi olimpici. In quanto “dea delle stelle” Asteria era considerata tutelatrice degli <strong>oracoli</strong> e di chi studia il cielo, le stelle, quindi degli <strong>astronomi/astrologi</strong>. </p>
<p>Si racconta che un giorno, per sfuggire a Zeus che si era invaghito di lei, si trasformò in una <strong>quaglia</strong> (<em>ortyx</em>) ma Zeus, prontamente, si trasfigurò in un’aquila e la raggiunse. Asteria allora si lasciò cadere in mare e si trasformò in un’isola che venne poi chiamata Ortigia (“isola delle quaglie”) o Delo, cioè “visibile”, perché si era resa visibile emergendo improvvisamente dal mare.</p>
<p>Il particolare della trasformazione di Asteria in <strong>quaglia</strong> non deve passare inosservato, anche perché è nei particolari che il mito racchiude le sue verità o messaggi. Ben volentieri citiamo quanto esposto dagli studiosi Jean Chevalier e Alain Gheerbrant<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>: </p>
<blockquote><p><em>Nell’antica Cina la quaglia, come la rondine, ricompariva con la primavera e coincideva dunque con il ritorno della bella stagione; si riteneva che durante l’inverno si trasformasse in topo selvatico o in rana… il simbolismo della quaglia è soprattutto legato alle sue abitudini migratorie e al loro inevitabile e strano carattere ciclico… questo ciclico ritmo stagionale degli uccelli migratori è un’immagine dell’alternanza di yin e yang, soprattutto perché l’uccello del cielo si trasforma in animale sotterraneo o acquatico.</em> </p></blockquote>
<p>Sembra di vedere ciò che è accaduto in questo mito quando la quaglia-Asteria si sprofonda nel mare diventando animale sotterraneo (qui sottomarino) per poi risorgere impetuosamente dalle buie profondità sotto forma di isola.<br />
Il nome vedico per quaglia è <em>vartikâ</em>, che significa “colei che ritorna” e deriva dalla stessa radice di <em>ortyx</em>, il nome greco della quaglia<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.<br />
In India al mito della quaglia si sovrappose quello della <strong>fenice</strong>, mitico uccello che ha il potere, dopo essersi consumato nel fuoco, di risorgere dalle proprie ceneri.<br />
C’è quindi un qualcosa di <strong>ciclico</strong>, un ritornare, un riapparire, un annunciare, e abbiamo visto che questo asteroide venne scoperto quando si trovava sul piede eclittico della stella <em>Procyon</em>, stella che “annuncia” il sorgere di <em>Sirio</em>. </p>
<p><strong>Il significato astrologico</strong><br />
Cosa trarre da tutto ciò? Ad esempio che questo asteroide colora soggetti che non si fanno pregare più di tanto quando si tratta di chiedere loro <strong>aiuto</strong>, o anche soggetti che, con le loro azioni, fanno da <strong>battistrada</strong> all’azione di altri, che danno l’idea, lo spunto, <strong>iniziatori</strong>, anche loro malgrado, di un qualcosa che poi, in mano ad altri, lievita e si concretizza (un’idea, un lavoro, un’associazione, un’impresa, ecc.). Buona l’<strong>inventiva</strong> e un piano mentale che non si fa fermare dall’ovvio ma vuole andare a capire cosa c’è <strong>più in là</strong>, quasi a voler squarciare un velo portando luce alla conoscenza. </p>
<p>Ma abbiamo detto che questo asteroide ha a che fare anche e soprattutto con il “risorgere”, con il ritornare a galla dopo aver compiuta tutta una serie di immersioni nel proprio <strong>inconscio</strong> o nel proprio passato: possiamo vedere l’azione simbolica di questo asteroide quando, dopo mesi o anni di immersione o lotta con le nostre <strong>paure</strong>, con i nostri <strong>fantasmi</strong>, con i nostri <strong>ricordi</strong>, con la nostra <strong>creatività</strong>, finalmente e improvvisamente riusciamo a capire il bandolo della matassa, a <strong>riordinare</strong> il tutto (razionalizzandolo) e come d’incanto rinascere, risalire alla luce, riemergere, portare a <strong>termine</strong> un’opera.</p>
<p>Ecco dell’importanza di questo asteroide anche nei transiti: negli anni in cui avviene una <strong>rinascita</strong>, una scoperta, una soluzione, un arrivare a un traguardo, un riemergere da momenti difficili, troveremo spesso questo asteroide in posizione parlante all’interno ad esempio delle varie Rivoluzioni Solari.<br />
Nel mito cinese che abbiamo sommariamente riportato si accennava al fatto che la quaglia, d’inverno, si tramutava in <strong>topo selvatico</strong> per poi risorgere come q<strong>uaglia</strong> a primavera: potremmo vedere questo topo selvatico come una <strong>talpa</strong> che se ne sta, cieca, al buio e sottoterra: ecco, è come se noi fossimo delle talpe che vagano nei tunnel sotterranei alla ricerca della via d’uscita, quando, finalmente, riusciamo a rivedere la <strong>luce</strong>, a prendere possesso della nostra creatività e della nostra libertà. Ecco, quei momenti saranno scanditi da un importante transito di questo asteroide.</p>
<p>Per altri versi l’asteroide <strong>(658) Asteria</strong> conferisce amore per la <strong>natura</strong> e i suoi <strong>misteri</strong>, per il <strong>cielo</strong>, quindi non rare le predisposizioni a studi o anche a semplici interessi inerenti il cielo, il cosmo, l’<strong>universo</strong>, la <strong>fisica</strong>. </p>
<p><br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(658) Asteria</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ovviamente si intende la congiunzione dei piedi eclittici dei due astri, cioè la loro proiezione sull’eclittica.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Chevalier e A. Gheerbrant, &#8220;<em>Dizionario dei simboli</em>&#8220;, Rizzoli, Milano, 1986, vol, 2°, voce ‘Quaglia’, pag. 265.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Chevalier e A. Gheerbrant, <em>op. cit.</em>, pag. 266.<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>2 gennaio 2018: la Superluna</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Dec 2017 23:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[richard nolle]]></category>
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		<description><![CDATA[Il termine “Superluna” (Supermoon) venne coniato nel 1979 dall’astrologo americano Richard Nolle[1] in un articolo apparso sulla rivista americana “Horoscope” (Dell Publishing Company). Si parla di Superluna quando l’astro notturno si trova al perigeo, cioè nel punto di minima distanza dalla Terra, e contemporaneamente nella fase di plenilunio o novilunio. Superluna perché l’astro notturno, alle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine “Superluna” (Supermoon) venne coniato nel 1979 dall’astrologo americano <strong>Richard Nolle</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> in un articolo apparso sulla rivista americana “<em>Horoscope</em>” (Dell Publishing Company). </p>
<p><span id="more-3291"></span></p>
<p>Si parla di Superluna quando l’astro notturno si trova al <strong>perigeo</strong>, cioè nel punto di minima distanza dalla Terra, e contemporaneamente nella fase di <strong>plenilunio</strong> o novilunio.<br />
Superluna perché l’astro notturno, alle condizioni date, apparirà molto <strong>più grande</strong> del solito.</p>
<p>La prima del 2018 l’abbiamo il 2 gennaio: per la precisione la Luna si troverà al perigeo alle ore 22.56 del 1° gennaio (massimo perigeo per il 2018) e nella fase di plenilunio circa quattro ore dopo, alle ore 03.23 del 2 gennaio.</p>
<p>Qui sotto il <strong>Tema</strong> della Superluna domificato per Firenze.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/12/Superluna_2018_2-e1514301316376.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/12/Superluna_2018_2-e1514301316376.jpg" alt="Superluna_2018_2" width="550" height="474" class="aligncenter size-full wp-image-3289" /></a></p>
<p>Secondo Richard Nolle la Superluna accompagna spesso violenti <strong>terremoti</strong>, <strong>eruzioni vulcaniche</strong> o <strong>inondazioni</strong> che avvengono intorno alle due settimane prima o dopo il fenomeno lunare.<br />
Nel grafico vediamo che l’Ascendente <strong>Scorpione</strong> è “incastrato” fra <strong>Marte</strong> e <strong>Giove</strong> e che <strong>Nettuno</strong>, a 11° 55’ Pesci, è l’esatto <strong>punto di scarico</strong> del plenilunio quindi della Superluna.<br />
Interessante, specie se consideriamo che <strong>Nettuno/Poseidone</strong> era anche il <strong>dio</strong> dei <strong>terremoti</strong>.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Richard Nolle è nato a Orlando (Florida) il 13 marzo 1950 alle ore 02.06 (fonte: AstroDatabank di Lois Rodden).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: www.sciencealert.com</p>
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		<title>Lilith o Luna Nera?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 23:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[apogeo lunare]]></category>
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		<description><![CDATA[Fu nel 1618 che l’astronomo e gesuita ferrarese Giovan Battista Riccioli (1598-1671), pioniere negli studi sulla Luna, asserì che la Terra aveva un secondo satellite. Si racconta infatti che durante le sue osservazioni al telescopio avesse scorto un piccolo punto scuro. Pensando che quell’oggetto fosse una seconda oscura luna le diede il nome di “Luna [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fu nel 1618 che l’astronomo e gesuita ferrarese <strong>Giovan Battista Riccioli</strong> (1598-1671), pioniere negli studi sulla Luna, asserì che la Terra aveva un <strong>secondo satellite</strong>.</p>
<p><span id="more-3278"></span></p>
<p>Si racconta infatti che durante le sue osservazioni al telescopio avesse scorto un piccolo <strong>punto scuro</strong>. Pensando che quell’oggetto fosse una seconda <strong>oscura luna</strong> le diede il nome di “Luna nera”: ne definì l’orbita ellittica, il passo giornaliero, che stimò in 3° circa, e ne pubblicò anche le Effemeridi per un ampio periodo di tempo.<br />
Pare che poi si accorgesse che la “visione” era dovuta a un <strong>difetto</strong> nella lente del telescopio, così che anni dopo <strong>rettificò</strong> il tutto. </p>
<p>Sta di fatto che quella non era la prima volta che si parlava di un presunto secondo satellite terrestre: ad esempio gli <strong>Egiziani</strong> asserivano che la Luna aveva una sorella, da loro chiamata <em>Nephtys</em>, stesso nome della sorella di Iside, Osiride e Seth; oppure pensiamo al pianetino <em>al-Kaid</em> degli <strong>astrologi arabi</strong>, che compierebbe con moto retrogrado il giro dello zodiaco in circa 144 anni. Altri, nel tempo, si misero alla ricerca di questo corpo celeste ma nessuno <strong>vide nulla</strong> e tutta la questione se ne andò per secoli nel dimenticatoio.</p>
<p>Fino al 1846. In quell’anno, peraltro l’anno della scoperta di Nettuno, il direttore dell’osservatorio astronomico di Toulouse in Francia, <strong>Frederic Petit</strong> (1810-1865), affermò che la sera del 21 marzo era stato <strong>individuato</strong>, da tre astronomi francesi (Lebon e Dassier a Tolosa e Larivière a Artenac), un <strong>secondo satellite</strong> terrestre:</p>
<blockquote><p><em>Ce corps fut aperçu, vers 6h 45m du soir, dans plusieurs points des départements de la Haute-Garonne et de l’Ariége ; mais les observations ont été faites à Artenac, dans les environs de Saverdun, par M. Larivière, et à Toulouse, par M. Lebon et par M. Dassier</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p></blockquote>
<p>Ne calcolò anche le coordinate affermando che la distanza minima dalla Terra, quando venne avvistato, era di 11,458 km (!): «<em>Distance minima du bolide à la terre: 11458m</em>»<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Frederic Petit era <strong>ossessionato</strong> da questo pianetino e spese tutta la sua vita alla ricerca di questo fantomatico secondo satellite<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>; addirittura Petit e il “suo” bolide ebbero una citazione, che ne aumentò la popolarità, da Jules Verne nel suo romanzo “<em>Dalla Terra alla Luna</em>”.<br />
Tutta la faccenda però <strong>finì lì</strong>: nessun astronomo in seguito individuò alcunché. </p>
<p>Furono invece gli <strong>astrologi inglesi</strong> che ripresero in mano la questione: nel 1918 l’astrologo, teosofo e occultista <strong>Walter Gorn Old</strong> (1864-1929), in arte Sepharial, assegnò un nome a questo ipotetico secondo satellite terrestre chiamandolo <strong>Lilith</strong>. Vennero stampate anche delle Effemeridi (passo giornaliero 3°) su calcoli fatti a suo tempo (1898) dell’astronomo tedesco Georg Waltemath.</p>
<p>Ma cosa successe? Successe che nel 1930 l’astrologo e occultista francese <strong>Pierre Rougié</strong> (1884-1953), in arte Dom Néroman, senza menzionare gli studi inglesi, attribuì lo <strong>stesso nome</strong> (quindi lo stesso simbolismo e mito) all’<strong>apogeo lunare</strong>, cioè al punto dell’orbita lunare più lontano dalla Terra: d’altronde il <strong>mito</strong> di Lilith (ipotetica prima moglie di Adamo, ancor prima di Eva) racconta che ella, non volendo <strong>sottostare</strong> ad Adamo, se ne <strong>fuggì</strong> da lui quindi da Dio; ora se la Terra è Adamo allora il punto più lontano che la Luna (donna) ha da essa sarà Lilith. </p>
<p>Ovviamente si generò, all’interno della comunità astrologica internazionale, della <strong>confusione</strong>: quando si parlava di Lilith si menzionava il secondo presunto satellite terrestre (quindi un corpo fisico seppur nero quindi invisibile) o un punto immateriale come l’apogeo lunare? Fu così che alcuni dissero che meglio sarebbe stato chiamare <strong>Luna Nera</strong> l’apogeo lunare e <strong>Lilith</strong> l’ipotetico pianetino. E però è difficile stilare Effemeridi esatte per l’apogeo lunare vista la complessità dell’orbita lunare. Fu così che alcuni, ad esempio l’astrologo francese <strong>Max Duval</strong> (1930-2000), dissero che meglio sarebbe stato prendere non l’apogeo lunare ma il <strong>secondo fuoco vuoto dell’orbita lunare</strong> e dare ad esso il nome di Luna Nera. </p>
<p>Ma cos’è il <strong>secondo fuoco dell’orbita lunare</strong>?<br />
L’orbita che la Luna ha intorno alla Terra non è un cerchio perfetto ma un’<strong>ellisse</strong>, cioè un cerchio<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/12/Lilith2.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/12/Lilith2.jpg" alt="Lilith2" width="172" height="167" class="alignright size-full wp-image-3277" /></a> un po’ schiacciato. Osserviamo la figura qui a destra: abbiamo un cerchio con il suo centro A; cos’è il centro di un cerchio? Non è altro che quel punto che è equidistante da qualsiasi punto della circonferenza; nella figura, se parto da A e arrivo a un punto qualsiasi delle circonferenza (B) e da lì ritorno ad A, il tragitto che ho fatto è uguale al diametro CD (r x 2 = CD).<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/12/Lilith2-1.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/12/Lilith2-1.gif" alt="Lilith2 (1)" width="193" height="124" class="alignleft size-full wp-image-3276" /></a>In un’ellisse (figura qui a sinistra), che è un cerchio un po’ schiacciato, il centro “si sdoppia” venendosi così a creare <strong>due centri</strong>; cosa sono i due centri di un’ellisse? Sono quei due punti per cui la lunghezza di una linea che parte da uno di essi (A) e arriva a un punto qualsiasi dell’ellisse (B) e da lì ritorna all’altro punto (A’) è uguale all’asse maggiore dell’ellisse CD (r1 + r2 = CD). Questi due punti, questi due centri (A e A’), prendono il nome di “fuochi”. </p>
<p>Anche l’<strong>orbita lunare</strong>, essendo un’ellisse, ha <strong>due fuochi</strong>, e uno è occupato dalla <strong>Terra</strong> mentre l’altro è <strong>vuoto</strong>: è questo secondo fuoco vuoto a cui noi oggi diamo il nome di <strong>Luna Nera</strong><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.<br />
Anche per essa, come accade per i nodi della Luna, viene data sulle Effemeridi la posizione “vera” e quella “media”: nel suo calcolo <strong>medio</strong> la Luna Nera ha un moto <strong>diretto uniforme</strong>, mentre nel suo calcolo <strong>vero</strong> ha moto ora <strong>diretto</strong> ora <strong>retrogrado</strong>; da considerare poi che fra la posizione media e quella vera può anche esservi uno scarto di <strong>trenta gradi</strong>: l’uso dell’una piuttosto che dell’altra dipende dalle varie esperienze che il singolo astrologo ha fatto su questo elemento zodiacale. </p>
<p>A tutt’oggi il <strong>pianetino</strong> Lilith è stato messo in <strong>disparte</strong> e questa Luna Nera ha preso su di sé tutto l’armamentario mitologico e psicologico che a Lilith si legava (e molti ancora chiamano Lilith la Luna Nera). </p>
<p>Molti, vari e spesso contrastanti i risultati degli studi astrologici fatti su questa Luna Nera: chi la vede come un elemento legato alla <strong>sessualità sfrenata</strong> e all’<strong>istintualità</strong> umana; chi la vede come una <strong>mancanza</strong> che è stata patita sia a livello individuale che nel più ampio contesto dell’umanità; chi come un indicatore karmico di <strong>nefandezze</strong> patite o agite; chi come un elemento legato a <strong>frustrazioni</strong>, <strong>incompletezza</strong>, <strong>castrazione</strong>; ecc.<br />
Difficile incasellare con attributi fissi e statici un elemento che, anche astronomicamente, non è che sia facile da determinare. </p>
<p>Possiamo comunque vedere la Luna Nera, in un Tema astrale, come un elemento che ha a che fare con una certa <strong>scontentezza</strong> dei risultati raggiunti, con <strong>rimpianti</strong>, con <strong>paure</strong>, ma anche (e per questo) col desiderio di <strong>sfondare</strong>, di essere il <strong>migliore</strong> e tutto questo vissuto e sentito nella <strong>Casa</strong> in cui si trova la Luna Nera nel Tema natale.<br />
In pratica nel luogo (Casa) in cui abbiamo la Luna Nera noi viviamo una <strong>non completa</strong> gratificazione, come se <strong>ci mancasse</strong> qualcosa per essere completamente <strong>soddisfatti</strong>; mancanza che però, spesso, ha motivazioni <strong>soggettive</strong>, cioè a volte il senso di incompletezza/scontentezza/insoddisfazione che avvertiamo può non essere suffragato da ragioni oggettive. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] F. PETIT, &#8220;<em>Sur le bolide du 21 mars 1846, et sur les conséquences qui semblerait devoir résulter de son appariton</em>&#8220;, p. 704, in «Compte Rendu de l’Académie des Sciences», t. XXIII, séance du 12 octobre 1846, pp. 704-709.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] F. PETIT, <em>ivi</em>, p. 705.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Frederic Petit, nel suo Tema natale, ha il Sole congiunto alla Luna Nera!<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Anche l’orbita della Terra intorno al Sole è un’ellisse, quindi anche lì ci sono due “fuochi”: uno è occupato dal Sole, l’altro, quello vuoto, viene chiamato “Sole Nero” e attualmente si trova circa a 13° Cancro (ha uno spostamento di 1° 43’ al secolo).<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto: <em>The Temptation of Eve</em>, di John Raddam (public domain).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nerone</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/nerone/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Dec 2017 23:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[parte dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, 1980 anni fa, il 15 dicembre del 37, nasceva l’imperatore Nerone. Così ci racconta l’evento lo scrittore romano Svetonio (70?-140?) nel suo De vita Caesarum: «Nero natus est Anti post VIIII. mensem quam Tiberius excessit, XVIII. Kal. Ian. tantum quod exoriente sole, paene ut radiis prius quam terra contingeretur. De genitura eius statim multa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 1980 anni fa, il <strong>15 dicembre del 37</strong>, nasceva l’imperatore Nerone. Così ci racconta l’evento lo scrittore romano Svetonio (70?-140?) nel suo <em>De vita Caesarum</em>:</p>
<p> <span id="more-3265"></span></p>
<p>«<em>Nero natus est Anti post VIIII. mensem quam Tiberius excessit, XVIII. Kal. Ian. tantum quod exoriente sole, paene ut radiis prius quam terra contingeretur. De genitura eius statim multa et formidulosa multis coniectantibus praesagio fuit</em> […]».</p>
<p>Cioè «<em>Nerone nacque ad Anzio nove mesi dopo la morte di Tiberio, diciotto giorni prima delle calende di gennaio, proprio quando il sole sorgeva, così che fu toccato dai suoi raggi prima che potesse essere deposto sul terreno. Dal suo oroscopo molte persone trassero subito molte previsioni terribili</em>».</p>
<p>Se prendiamo per buoni questi dati Nerone sarebbe un <strong>Sagittario con Ascendente Sagittario</strong>.<br />
Qui sotto il suo Tema natale, dato qui per le ore 07.30. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/12/Nerone2-e1512567335858.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/12/Nerone2-e1512567335858.jpg" alt="Nerone2" width="450" height="394" class="alignleft size-full wp-image-3263" /></a>
<p>Strettamente congiunto all’<strong>Ascendente</strong> troviamo il <strong>Sole</strong> (altezza sull’orizzonte + 00°05’) e <strong>Plutone</strong> (lat. + 00°32’, alt. + 00°34’), tutti e tre allo stesso grado, il ventitreesimo del Sagittario che così recita: «<em>Un cuore umano, chiuso in una gabbia, e trafitto da un pugnale dal manico preziosamente intarsiato</em>»: ecco il pugnale “regale” con il quale Nerone si uccise.</p>
<p>Sole, Plutone e Ascendente sono poi in tensione con <strong>Saturno</strong>, come lo è anche <strong>Marte</strong> qui in Prima Casa congiunto all’Ascendente, quindi volontà di <strong>affermazione</strong> mista a <strong>paure</strong> o anche aggressività che può palesarsi come reazione a intime <strong>frustrazioni</strong>, un’aggressività rivolta anche contro se stesso quindi anche autolesionismo, <strong>autopunizione</strong>.</p>
<p>C’è però <strong>ambizione</strong>, c’è il senso di <strong>giustizia sociale</strong> molto sviluppato, c’è il sentirsi una guida che illumina (senso del Sagittario come terza tappa della fase ignea, legata appunto alla “luce”).<br />
<strong>Venere</strong> è in Prima Casa, una Venere capricornina in trigono al suo signore<strong> Saturno</strong>: trova la <strong>pace</strong>, anche interiore, nell’arte; trova nell’estro creativo la <strong>sicurezza di sé</strong>; governa o prova a controllare i propri <strong>demoni</strong> con l’espressione artistica.<br />
Un’arte però nervosa, <strong>irrequieta</strong>, alla ricerca di sempre nuovi stimoli sensoriali (<strong>Parte dell’Arte</strong> a 14°56’ Acquario) e che si abbevera a una <strong>sessualità</strong> “infantile” e capricciosa, a volte sublimata a volte ostentata (sempre Parte dell’Arte in Acquario con in più la <strong>Parte di Venere</strong> congiunta a Urano); un impeto creativo che nasce anche come risposta al senso di <strong>castrazione</strong> (sempre la Parte di Venere congiunta a Urano) agito da una <strong>madre esigente</strong> (Parte dell’Arte opposta alla Luna), così come per far fronte a intime <strong>insicurezze</strong> (Parte dell’Arte in quadratura a Giove).</p>
<p>La <strong>Luna</strong> in Leone in Ottava Casa in quadratura a <strong>Giove</strong> e opposta a <strong>Nettuno</strong> disegna il rapporto di Nerone con le proprie angosce, le proprie ansie, in  un misto di <strong>ambizione</strong> e <strong>inadeguatezza</strong>, <strong>genialità</strong> e <strong>disequilibrio</strong>; disegna ovviamente il suo rapporto con la <strong>madre</strong> che lo volle a tutti i costi imperatore e che poi lui <strong>uccise</strong> – e la Luna qui rappresenta doppiamente la madre visto che la Parte della Madre cade in Cancro – concludendo o introiettando quel senso di <strong>abbandono materno</strong> vissuto in tenera età.</p>
<p>La <strong>Parte di Morte</strong> è a 13°26’ Vergine congiunta a <strong>Urano</strong>: perdita subitanea del potere e/o della vita.<br />
<strong>Mercurio</strong>, signore/rappresentante della Parte di Morte quindi suo “ambasciatore”, se spostato con le <strong>Direzioni simboliche</strong> (un grado uguale a un anno di vita) va a cambiare di Segno all’età di <strong>trent’anni</strong> (trenta gradi): il passaggio da un Segno a un altro, col sistema delle Direzioni simboliche, è sempre un momento altamente <strong>delicato</strong> che, pur non contemplando sempre un simile evento, vede spesso <strong>traumi</strong> fisici e/o psicologici ovvero segnala un periodo in cui eventi esterni o interni alla persona vanno a modificarne l’esistenza.</p>
<p>Nerone morì <strong>suicida</strong> a Roma il 9 giugno 68 a poco più di trent’anni di età.</p>
<p>Tutto questo, ovviamente, se i dati forniti da Svetonio (non proprio un suo estimatore) sono veri.</p>
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		<title>Il mistero del 12 e del 30</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Dec 2017 23:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[babilonesi]]></category>
		<category><![CDATA[sumeri]]></category>

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		<description><![CDATA[La suddivisione in 12 parti di 30 gradi ciascuna del Cielo può essere posta circa fra il 600 e il 500 a.C., suddivisione che comunque possiamo pensare vantasse già un’anzianità di oltre mezzo millennio oltre quell’epoca, almeno stando a quanto descritto nel MUL.APIN, il più antico trattato astronomico/astrologico redatto in Mesopotamia nel 1000 a.C. Ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>suddivisione</strong> in 12 parti di 30 gradi ciascuna del <strong>Cielo</strong> può essere posta circa fra il 600 e il 500 a.C., suddivisione che comunque possiamo pensare vantasse già un’anzianità di oltre mezzo millennio oltre quell’epoca, almeno stando a quanto descritto nel MUL.APIN, il più antico trattato astronomico/astrologico redatto in Mesopotamia nel 1000 a.C.<br />
Ma perché proprio il 12 e il 30? Che <strong>significato</strong> hanno questi numeri? </p>
<p><span id="more-3268"></span></p>
<p>Continuamente alla ricerca di un sistema per <strong>ascoltare gli dèi</strong>, i Sumeri prima e i Babilonesi poi arrivarono alla conclusione che il <strong>numero</strong> fosse la <strong>chiave</strong> che avrebbe permesso all’essere umano di mettersi in <strong>contatto</strong> con gli dèi e che alcuni numeri, più di altri, avessero proprio questo privilegio: ma quali erano questi numeri? </p>
<p>Ebbene, il 12 e il 30 sono, a questo proposito, due numeri <strong>particolari</strong> in quanto si lasciano <strong>dividere</strong> in vario modo in parti più <strong>piccole</strong> senza lasciare resto: il <strong>12</strong> infatti è divisibile, senza lasciare resto, per 1, 2, 3, 4, 6 e 12 e nessun altro numero così piccolo si lascia dividere in tante parti dando sempre valori interi. Per quanto riguarda il <strong>30</strong> questo si lascia dividere, dando sempre numeri interi, per 1, 2, 3, 5, 6, 10, 15 e 30. </p>
<p>I Sumeri pensarono che fossero stati gli dèi a <strong>creare</strong> quei numeri proprio perché venissero <strong>adoperati</strong> dall’essere umano con facilità. </p>
<p>Questi divennero allora i numeri del <strong>Cielo</strong> e della <strong>Terra</strong> e fu così che iniziarono a <strong>dividere</strong> l’anno in 12 mesi di 30 giorni ciascuno ma anche la <strong>giornata</strong> in 12 ore “doppie” ed ogni ora in frazioni di 30. </p>
<p>Cielo e Terra venivano così <strong>accomunati</strong> da due numeri, dando però al <strong>Cielo</strong> la massima estensione data dal prodotto di questi numeri tra loro (12 x 30 = 360), così che dissero che il giro del Cielo corrispondeva a 360, mentre alla <strong>Terra</strong> la minima estensione data dal rapporto di questi numeri tra loro (30 : 12 = 2,5), e videro che quest’ultimo dato (2,5) si avvicinava di molto al tempo, in giorni, impiegato dalla <strong>Luna</strong> per percorrere la <strong>dodicesima parte</strong> del Cielo (in pratica per percorrere un Segno dello Zodiaco), mentre l’altro dato (360) si avvicinava di molto al tempo, in giorni, impiegato dal <strong>Sole</strong> per percorrere <strong>tutto</strong> il Cielo: Sole e Luna divennero così le “lancette del cielo”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>William Blake (1757-1827)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/william-blake-1757-1827/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 23:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[parte del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[parte dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Spirito]]></category>
		<category><![CDATA[vertex]]></category>

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		<description><![CDATA[260 anni fa, il 28 novembre 1757, nasceva a Londra il poeta, incisore, pittore, mistico e visionario William Blake. Non sto qui a parlare della sua vita e di ciò che ha fatto e detto: troppo ampio, importante e complesso il suo lavoro per poterlo trattare in questa sede. Possiamo però dare uno sguardo al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>260 anni fa, il 28 novembre 1757, nasceva a Londra il <strong>poeta</strong>, incisore, pittore, mistico e <strong>visionario</strong> <strong>William Blake</strong>. Non sto qui a parlare della sua vita e di ciò che ha fatto e detto: troppo ampio, importante e complesso il suo lavoro per poterlo trattare in questa sede. Possiamo però dare uno sguardo al suo <strong>Tema natale</strong>, questo sì. </p>
<p><span id="more-3257"></span></p>
<p>L’ora di nascita è data alle 19.15<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Quel giorno era un <strong>lunedì</strong>, giorno della <strong>Luna</strong>. Anche l’ora natale (ore planetarie) era quella della <strong>Luna</strong>.  Nel Tema poi troviamo la <strong>Luna</strong> in <strong>Cancro</strong> e l’<strong>Ascendente</strong> in <strong>Cancro</strong>. L’<em>almuten</em> della genitura è la <strong>Luna</strong>. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/11/Blake-e1511251649245.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/11/Blake-e1511251649245.jpg" alt="Blake" width="500" height="435" class="alignleft size-full wp-image-3254" /></a>
<p>Certo l’<strong>astro notturno</strong>, rappresentante dell’immaginazione, della poesia, della sensibilità, della sensitività, del sogno, della <strong>memoria atavica</strong>, non può dire di non avere voce in capitolo in questo Tema, ancor più se lo troviamo in <strong>Dodicesima Casa</strong> (il “Regno dei Cieli”) in opposizione a <strong>Venere</strong> signora della <strong>Quarta Casa</strong> (le radici, il background familiare, atavico) e in applicazione al trigono di <strong>Urano</strong> in <strong>Nona Casa</strong> (quella che gli antichi chiamavano “Dio”). </p>
<p>Tutto questo ci parla di un soggetto atipico, in contatto con dimensioni particolari, straordinarie, oniriche e <strong>ancestrali</strong>, con un rapporto con la <strong>religione</strong> molto stretto seppur approcciato con modalità <strong>uraniane</strong>, un misto di eversione e conservazione.</p>
<p>Interessante la posizione del <strong>Vertex</strong> (l’Ascendente dell’Anima) nel Segno natale del <strong>Sagittario</strong> che oltre a indicare un fortissimo senso della giustizia, della libertà e dell’uguaglianza è una dimostrazione di come l’<strong>Anima</strong> si trovi qui ad adempiere al compito di aiutare gli altri ad emanciparsi <strong>illuminandone</strong> il cammino (Sagittario come ultimo Segno della trilogia ignea quindi rappresentante della “Luce”). </p>
<p>Consideriamo poi che la sua <strong>Anima</strong> prima di incarnarsi “abitava” su <strong>Plutone</strong>, cioè “proveniva” da Plutone, quindi un’Anima che in quanto tale (cioè “doppia” come “doppio” è Plutone) ha in sé il divino e il profano, la luce e il buio, il cielo e l’inferno, la vita e la morte, e dove parole/temi come erotismo, misticismo, religione, dio, diavolo, caduta, resurrezione sono luoghi conosciuti e ampiamente battuti da essa, un’Anima il cui compito (come lo è di tutte le Anime plutoniane) è stato quello di portare alla <strong>luce</strong> ciò che è (tenuto) <strong>nascosto</strong>. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/11/Blake2.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/11/Blake2.jpg" alt="Blake2" width="220" height="284" class="alignright size-full wp-image-3256" /></a></p>
<p>Una persona, Blake, che non poteva sottrarsi alla <strong>mistica voce interiore</strong> che lo indirizzava, pur lui facendo come lavoro l’incisore, ad un lavoro, un’attività, un percorso di netta natura “spirituale”; questo lo vediamo anche dal fatto che nel suo Tema natale la <strong>Parte di Spirito</strong> (19° Sagittario) è esattamente congiunta alla<strong> Parte del Lavoro</strong> (19° Sagittario): come interpretereste un simile connubio? Se state pensando che il soggetto è nato per adempiere ad un “lavoro spirituale” o che il suo lavoro, la sua attività principale dovrebbe in qualche modo svolgersi in un <strong>contesto spirituale</strong> o che le questioni spirituali potrebbero diventare il suo “lavoro”, beh, siete sulla strada giusta.</p>
<p>Non solo: queste due Parti sono congiunte a <strong>Plutone</strong>, quindi qui <strong>spirituale</strong> può anche far rima con <strong>infernale</strong>: divino e demoniaco, ovvero <strong>Lucifero</strong> (portatore di Luce) che si trasforma nel (o ha in sé il) <strong>Baphomet</strong> e viceversa.</p>
<p>Urano in Pesci in Nona Casa (“Dio”) e la Luna in Cancro in Dodicesima (il “Regno dei Cieli”), stando il loro legame applicativo, fanno pensare che Blake poteva davvero essere in <strong>contatto</strong> con “qualcosa”; le visioni che sosteneva di avere potevano davvero essere <strong>reali</strong> (per quanto si possa dire “reale” un qualcosa che non è di questa dimensione).</p>
<p>Che dire poi della <strong>Parte dell’Arte</strong> a 16° Vergine (ecco l’incisore, il perfezionista) in congiunzione alla <strong>Parte di Morte</strong> a 15° Vergine? Per di più in un Tema dove l’<strong>Anima</strong> proviene da <strong>Plutone</strong>?<br />
A voi il meditarci sopra.</p>
<p>William Blake morì a Londra il 12 agosto 1827.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Alcuni, come Robert Cross Smith (Merlinus Anglicus jr.), Lois Rodden, Hans-Hinrich Taeger, danno 19.45; Alan Leo dà 19.30.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Asaph Hall (1829-1907)</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Nov 2017 23:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[deimos]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, 110 anni fa, il 22 novembre 1907, moriva l’astronomo americano Asaph Hall. Era nato a Goschen (Connecticut) il 15 ottobre 1829. È entrato nella storia per aver scoperto, nel 1877, Deimos e Phobos, i due satelliti di Marte. In pratica ha fatto conoscere all’umanità i due figli di Marte, quindi è come se avesse [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 110 anni fa, il 22 novembre 1907, moriva l’astronomo americano Asaph Hall. Era nato a Goschen (Connecticut) il 15 ottobre 1829.<br />
È entrato nella storia per aver scoperto, nel 1877, <strong>Deimos</strong> e <strong>Phobos</strong>, i due satelliti di <strong>Marte</strong>. </p>
<p><span id="more-3222"></span></p>
<p>In pratica ha fatto conoscere all’umanità i due <strong>figli</strong> di Marte, quindi è come se avesse riunito, rimesso insieme la “famiglia Marte”. Curioso perché il suo nome, Asaph, che è nome ebraico, significa “Colui che raccoglie” o anche “Colui che riunisce, che mette insieme”. </p>
<p>Hall lavorava dal 1862 all’<em>United States Naval Observatory</em> di Wasgington D.C., e fu da lì che l’11 e il 17 agosto 1877 scoprì i due satelliti di Marte ai quali, dietro consiglio dell’astronomo inglese Henry George Madan (1838-1901), dette i nomi di Deimos (terrore) e Phobos (paura), che poi erano i nomi mitologici dei figli di Ares (ma erano anche i nomi dei due destrieri del dio).</p>
<p>Satelliti strani, questi di Marte, con forma irregolare e struttura particolare; alcuni hanno anche azzardato l’ipotesi di <strong>satelliti artificiali</strong> di qualche razza <strong>aliena</strong>.</p>
<p><strong>Phobos</strong>, scoperto il 17 agosto 1877, è una “patata” di 22 km di diametro, peraltro leggera, probabilmente un ammasso di ghiaia, di detriti magari proiettati in orbita dopo l’impatto su Marte di qualche corpo celeste e poi addensatisi. Ha una rotazione veloce: 7 ore e 39 minuti, quindi un ipotetico marziano vedrebbe questa luna ruotare attorno al suo pianeta <strong>3 volte al giorno</strong>, ruotare però da ovest a est e volgendo al pianeta sempre la stessa faccia, come fa con noi la nostra Luna.</p>
<p><strong>Deimos</strong>, scoperto l’11 agosto 1877, è più piccolo e irregolare: ha un diametro di 12 km ed ha una rotazione che coincide con quella del pianeta (rotazione sincrona), quindi anche lui mostra all’ipotetico marziano sempre la stessa faccia. Deimos ha una rotazione più lenta di Phobos: 30 ore e mezzo, però da est verso ovest.</p>
<p>Non sappiamo l’ora in cui nacque Asaph Hall. Possiamo solo vedere che ha <strong>Marte</strong> in Bilancia in trigono a <strong>Urano</strong> in Acquario e probabilmente anche in trigono alla <strong>Luna</strong> in Gemelli, così che i tre formerebbero un <strong>Grande Triangolo d’Aria</strong>.</p>
<p>Quando vennero scoperte queste sue lune <strong>Marte</strong> si trovava a 18° dei <strong>Pesci</strong> congiunto a <strong>Saturno</strong>. Strano che Marte, per “far scoprire” all’umanità i suoi figli, abbia voluto essere in Pesci accanto a Saturno. Che ci voleva dire? Che questi due satelliti hanno in loro caratteristiche “pescino-saturniane” e che quindi, seppur leggermente e sporadicamente, le riversano poi al pianeta?<br />
Marte “saturnino” lo si può anche concepire, d’altronde i due sono insieme a reggere il Capricorno, ma “pescino”? Qualche idea ce l’avrei ma è ancora tutto in cantiere.</p>
<hr/>
Foto da: www.scienzenotizie.it</p>
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		<title>Ofiuco, Ofiuco, Ofiuco&#8230; non se ne può più</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Nov 2017 23:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[babilonesi]]></category>
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		<description><![CDATA[Breve discorso ironico/semi-serio (o forse no) Vedo che ancora una volta su giornali e riviste si parla del 13° Segno e di conseguenza dell’inconsistenza dell’astrologia, ignorando che la debolezza, la labilità e la fallacia ce l’ha proprio la questione Ofiuco. Fu l’astronoma e scrittrice inglese Jacqueline Mitton della Royal Astronomical Society a far partire, in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Breve discorso ironico/semi-serio (o forse no)</p>
<p>Vedo che ancora una volta su giornali e riviste si parla del <strong>13° Segno</strong> e di conseguenza dell’<strong>inconsistenza</strong> dell’astrologia, ignorando che la debolezza, la labilità e la fallacia ce l’ha proprio la <strong>questione</strong> Ofiuco. </p>
<p><span id="more-3234"></span></p>
<p>Fu l’astronoma e scrittrice inglese <strong>Jacqueline Mitton</strong> della <em>Royal Astronomical Society</em> a far partire, in una trasmissione della BBC del febbraio 1995, tutta la questione di Ofiuco come 13° Segno zodiacale. </p>
<p>L’argomento viene ritirato fuori e <strong>riproposto</strong> in questi giorni in un incontro/lezione pubblico dove <strong>astronomi</strong> di tutto rispetto spiegano (!) l’astrologia, incontro che peraltro è rivolto a ragazzini che ludicamente verranno edotti sulle dabbenaggini astrologiche; questo il titolo dell’evento<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>: <em>Sotto il segno dell’Ofiuco</em>; e questo il testo di presentazione: “<em>L’oroscopo è solo un gioco, lo sanno tutti. Ma non tutti sanno che oltre all’Ariete, al Toro e compagnia bella esiste anche un tredicesimo segno zodiacale: l’Ofiuco. Vedremo insieme cosa è lo zodiaco e inventeremo un oroscopo per divertirci</em>”. </p>
<p>Inventare un oroscopo per divertirvi? Ma se lo inventate certo che vi divertite, mi divertirei anch’io, però ditelo per favore che <strong>non c’entra nulla</strong> con l’astrologia.</p>
<p>Ma perché poi parlate di astrologia? Non credo la conosciate. E ciò francamente non è serio: non si disserta su materie delle quali non si ha pratica, dimestichezza, addirittura poi sentenziandoci sopra. Perché voi (mi rivolgo a chi ha messo su questa “cosa”) invece lo fate? Non la conoscete, l’astrologia. </p>
<p>Ah! già, è vero, dimenticavo: una volta un <strong>astronomo</strong> disse che una sciocchezza – leggi astrologia – non c’è bisogno di <strong>conoscerla</strong> per confutarla. E bravo il mio “scienziato”, complimenti davvero.<br />
Ora, non è perché voi studiate il cielo che questo vi dà il <strong>diritto</strong> di pontificare sull’astrologia solo perché anche lei – l’astrologia – ha il cielo come “tavolo di lavoro”. Suvvia, andiamo!<br />
Parlate di Segni zodiacali e poi ci mettete l’Ofiuco. Ma sapete cosa sono i Segni? Pronto, c’è nessuno in casa? Ho detto “Segni” non Costellazioni. </p>
<p>Mi rendo conto che non è questa la sede per parlare dei “massimi sistemi”, però qualcosa va detto anche se in modo molto semplice e un po’ alla carlona e anche se ne ho già accennato in un post precedente (“Segni e Costellazioni?”).  </p>
<p>In pratica i <strong>Segni zodiacali</strong> devono essere visti proprio come dei “segni”, cioè dei “segnali”, dei “post-it” messi dai nostri antenati in quel luogo del cielo per indicare e ricordare a loro stessi e ai posteri il <strong>comportamento stagionale</strong> del Sole lungo il suo tragitto celeste (visione geocentrica: d’altronde abitiamo sulla Terra, no?), tragitto che gli antichi hanno diviso in <strong>12 zone</strong> (anche “stazioni” le chiamavano) in analogia con le 12 <strong>ore doppie</strong> equinoziali babilonesi che scandivano la giornata.<br />
Ore doppie? Sì. Ce lo racconta anche Erodoto: i Babilonesi dividevano la giornata in 12 ore doppie (<em>kaspu</em> o <em>bēru</em>), e molti popoli, specie quelli che utilizzavano tale suddivisione (i Cinesi ad esempio), davano a ognuna di esse il nome di un <strong>animale</strong>.<br />
Ebbene, visto che “così come in Cielo così in Terra” e viceversa (omologia Cielo-Terra), questa <strong>suddivisione</strong> animalesca della giornata venne “fatta salire” in cielo (ecco il nome “zodiaco”, da <em>zōdion</em>, diminuitivo di <em>zōon</em>, animale), così da avere anche là delle immagini di <strong>riferimento</strong>, degli appigli, delle misure che scandissero il “grande tempo” (l’anno) in analogia con il “piccolo tempo” (la giornata); quindi 12 <em>bēru</em> giù e 12 <em>bēru</em> su. </p>
<p>Ovviamente gli <strong>animali del cielo</strong> non rimasero gli stessi delle ore della giornata giacché quelli <strong>celesti</strong> dovevano rappresentare/simboleggiare/indicare il comportamento <strong>stagionale</strong> del Sole, le sue variazioni di moto lungo l’anno: così, ad esempio, il periodo in cui il Sole sembra fermarsi e tornare indietro, come se camminasse a <strong>ritroso</strong> o comunque di lato, venne chiamato “Granchio” (Cancro), e in cielo disegnarono delle chele di granchio a mo’ di grande <em>post-it</em>, così da segnarsi, segnalare e ricordare che quando il Sole arriva in quello spazio/tempo “cammina” come un granchio. </p>
<p>Erano dei <strong>punti di riferimento</strong> celesti quindi dovevano per forza essere di un certo numero e non di un altro, di una certa ampiezza e non di un’altra, fissi e non mobili.<br />
Da notare inoltre che è da questi 12 <em>bēru</em> o <em>kaspu</em> che si arriverà poi a dare alla circonferenza il valore di 360°.</p>
<p>Ovviamente la cosa è molto più complessa di come l’ho qui superficialmente riassunta, anche perché poi l’anno in Mesopotamia era una scansione temporale misurata con la Luna non col Sole, ovvero composta da 12 cicli lunari ognuno di 30 giorni.</p>
<p>Ma ritorniamo a noi: se le ore babilonesi sono 12 ovvero 12 sono le “stazioni zodiacali”, perché volete farle diventare 13? Sarebbe come, che so, far valere l’<strong>angolo giro</strong> 361°. Vi sembra possibile?<br />
Quindi 12 “segnali” in cielo che erano, sono e saranno sempre 12, come d’altronde lo sono i mesi, ché se mettete Ofiuco allora dovreste anche chiedere a una ipotetica “<em>Commissione Internazionale del Tempo e delle Misure</em>” (esiste?) di variare anche il <strong>numero</strong> dei mesi e inserirne uno <strong>nuovo</strong>: fa ridere il fatto di inserire un nuovo mese, vero? Fa <strong>ridere</strong> anche a noi Ofiuco. Quindi non è possibile, non torna, o meglio, non c’entra niente pur essendo Ofiuco una costellazione zodiacale (ma non un “segno”).</p>
<p>Qualcuno (furbo!) ha detto: ma se c’è anche Ofiuco inseriamocelo lasciando comunque la suddivisione dello zodiaco in 12 parti; e bravo: così facendo avremmo dei Segni ampi ognuno 27° 41’ 32” circa, cioè ogni Segno avrebbe una durata temporale di 27 giorni, 16 ore e 14 minuti circa.<br />
E allora facciamo l’anno di 13 mesi e un pezzettino, che vi devo dire!<br />
Gli antichi già conoscevano Ofiuco (era una delle 48 Costellazioni menzionate da Tolomeo nel suo Almagesto, VII-VIII), e secondo voi perché non l’hanno inserito? Perché sennò (scherzo, ma non tanto) l’umanità avrebbe rischiato di avere un angolo giro di 332° 18’ 24” circa. Voglio vedervi a lavorare con quel valore!</p>
<p>Quindi, per favore, se a qualcuno capitasse di andare a questi incontri dovrebbe cortesemente dire a quei signori di non sentenziare sull’astrologia, di non inculcare idee sbagliate, anzi, di non parlare proprio di astrologia, non è la loro materia, <em>sic et simpliciter</em>.<br />
Poi succede che la gente ci crede e noi lì ad affannarci a rimettere le cose a posto.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] &#8220;Astrokids”, presso Libreria Feltrinelli, Milano, 26 novembre 2017.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>La dea Feronia</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Nov 2017 23:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cavtha]]></category>
		<category><![CDATA[etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[persefone]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 13 novembre, nell’antica Roma era il giorno dedicato alla dea Feronia, lì venerata come dea dell’abbondanza. Una divinità che anche gli Etruschi e i Falisci adoravano e che pare avere un suo retroterra nell’antica dea etrusca Cavtha, “il sole che nasce”, moglie – o controparte – del dio Śur, “il Nero”. Per questo alcuni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 13 novembre, nell’antica Roma era il giorno dedicato alla <strong>dea Feronia</strong>, lì venerata come dea dell’<strong>abbondanza</strong>. <span id="more-3245"></span></p>
<p>Una divinità che anche gli <strong>Etruschi</strong> e i <strong>Falisci</strong> adoravano e che pare avere un suo retroterra nell’antica dea etrusca <strong>Cavtha</strong>, “il sole che nasce”, moglie – o controparte – del dio Śur, “il Nero”. Per questo alcuni l’hanno assimilata a <strong>Persefone</strong> moglie di Ade. </p>
<p>A Pyrgi la dea Cavtha aveva l’epiteto di <em>sech</em>, “figlia”, ciò che richiamerebbe <strong>Kore</strong> (“fanciulla”), la figlia di Demetra <strong>rapita</strong> da Ade e che per questo poi si chiamerà Persefone (o Persephassa o Pherephassa), “colei che nutre [la mente]”.<br />
Ha quindi, Cavtha, caratteri sia <strong>solari</strong> sia <strong>ctonii</strong>. È il sole dell’alba che ritorna dagli inferi o che ritornerà quando arriverà la primavera. È per ciò che è venerata in questo periodo, per ricordarle di <strong>ritornare</strong>. È la speranza. </p>
<p>Feronia, la dea etrusca del fuoco e della <strong>fertilità</strong>, diventa per i Romani la dea della natura, degli animali, degli <strong>schiavi liberati</strong>, dei malati che sperano di ritornare sani; insomma, la dea di tutto ciò che dal <strong>basso</strong> deve poi ritornare in <strong>alto</strong>: dal buio (della schiavitù, della malattia) alla luce, appunto il sole che rinasce. La dea delle <strong>grazie</strong>, insomma.</p>
<p>Non a caso era festeggiata in questo periodo, quando il Sole è in <strong>Scorpione</strong> (a 15° del Segno nel 290 a.C. circa, quando il suo culto venne introdotto a Roma): gli animali-totem del Segno sono l’<strong>aquila</strong> e il <strong>serpente</strong>, cioè l’animale che più è vicino alla terra (tutto il suo corpo è a contatto con essa) e l’animale che più se ne allontana quindi colui che più di tutti si avvicina al sole: dal basso all’alto, quindi, da una condizione <strong>primitiva</strong> e ctonia a una solare e <strong>divina</strong>. </p>
<p>È l’essere umano che anela affrancarsi dalla<strong> schiavitù terrena</strong>, che spera di ritornare al <strong>paradiso perduto</strong>, di ritornare alla vera casa, finalmente libero. <strong>Morte</strong> e <strong>rinascita</strong>, come ben si conviene al periodo sotto la tutela di Plutone/Ade.</p>
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		<title>Julius Schiller e lo zodiaco &#8220;cristiano&#8221; (1627)</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 05:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[costellazioni cristiane]]></category>

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		<description><![CDATA[Julius Schiller (1580-1627) era un cartografo e gesuita tedesco. Trovandosi tutti i giorni ad avere a che fare, per i suoi studi e ricerche, con un cielo popolato da divinità pagane e da uomini, donne, eroi ed eroine “infedeli”, decise di dargli una bella ripulita sostituendo il variegato mondo pagano con i protagonisti della Bibbia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Julius Schiller (1580-1627) era un cartografo e <strong>gesuita</strong> tedesco. Trovandosi tutti i giorni ad avere a che fare, per i suoi studi e ricerche, con un <strong>cielo</strong> popolato da <strong>divinità pagane</strong> e da uomini, donne, eroi ed eroine “infedeli”, decise di dargli una bella <strong>ripulita</strong> sostituendo il variegato mondo pagano con i protagonisti della <strong>Bibbia</strong> e del <strong>Vangelo</strong>.</p>
<p><span id="more-3228"></span></p>
<p>Il risultato fu l’opera “<em>Coelum Stellatum Christianum</em>”, pubblicata ad Augusta nel 1627, poco prima di morire. In pratica un pregevole <strong>atlante stellare</strong> corredato da bellissime raffigurazioni delle Costellazioni disegnate dal pittore tedesco <strong>Johann Mathias Kager</strong> (1575-1634) e incise dall’incisore tedesco <strong>Lucas Kilian</strong> (1579-1637), opera dove i <strong>nomi mitologici</strong> celesti sono sostituiti con l’insolita e rivoluzionaria nomenclatura <strong>cristiana</strong> ideata da Schiller con l’aiuto dei gesuiti e astronomi svizzeri <strong>Johann Baptist Cysat</strong> (1587-1657) e <strong>Paolo Guldino</strong> (vero nome  Habakkuk Guldin, 1577-1643) e del gesuita e storico tirolese <strong>Mathaeus Rader</strong> (1561-1634).</p>
<p>In pratica tutto venne “cristianizzato”, dai <strong>Segni zodiacali</strong> ai <strong>pianeti</strong> alle <strong>Costellazioni</strong>.<br />
Ad esempio i nomi dei <strong>Segni</strong> dello zodiaco vennero tranquillamente sostituiti con quelli dei <strong>dodici Apostoli</strong>:</p>
<p>Ariete – Pietro<br />
Toro – Andrea<br />
Gemelli – Giacomo Maggiore<br />
Cancro – Giovanni Evangelista<br />
Leone – Tommaso<br />
Vergine – Giacomo Minore<br />
Bilancia – Filippo<br />
Scorpione – Bartolomeo<br />
Sagittario – Matteo Evangelista<br />
Capricorno – Simone<br />
Acquario – Giuda Taddeo<br />
Pesci – Matteo</p>
<p>Ovviamente non si fermò solo a questo: i nomi delle Costellazioni <strong>boreali</strong> furono sostituiti con quelli dei personaggi del <strong>Nuovo Testamento</strong>, quelle <strong>australi</strong> con quelli del <strong>Vecchio Testamento</strong>.<br />
Un piccolo esempio:</p>
<p>Andromeda – Sepolcro di Cristo<br />
Ape, Mosca, Camaleonte (accorpate) – Eva<br />
Cane Maggiore – Re Davide<br />
Cane Minore – Agnello pasquale<br />
Cassiopea – Maria Maddalena<br />
Cigno – Santa Croce<br />
Corona australe – Corona di Re Salomone<br />
Corona boreale – Corona di spine<br />
Lupo – Giacobbe<br />
Nave di Argo – Arca di Noè<br />
Orsa Maggiore – La barca di Pietro<br />
Orsa Minore – San Michele Arcangelo<br />
Pegaso – Arcangelo Gabriele<br />
Perseo – San Paolo</p>
<p>Anche i <strong>pianeti</strong> subirono la loro “cristianizzazione”:</p>
<p>Sole – Cristo<br />
Luna – Beata Vergine Maria<br />
Mercurio – Elia di Tisbi<br />
Venere – Giovanni Battista<br />
Marte – Giosuè<br />
Giove – Mosè<br />
Saturno – Adamo</p>
<p>Inutile dire che questo sconvolgimento non trovò seguaci, nemmeno nel clero.<br />
Rimase e rimane una curiosità, uno dei molti tentativi di mettere mano alla questione.<br />
E rimane l’opera, certo notevole dal punto di vista grafico come possiamo vedere qui sotto.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/11/Schiller_2-e1510150868579.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/11/Schiller_2-e1510150868579.jpg" alt="Schiller_2" width="400" height="331" class="aligncenter size-full wp-image-3226" /></a></p>
<hr/>
Info da: www.atlascoelestis.com</p>
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		<title>Aglaonice: la prima donna astrologa?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 23:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[eclissi]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nome è dato anche come Aganice o Aglaonike ed ha come signficato quello di “brillante vittoria”. Principessa tessalica, era figlia di Egetore (o Egemone) di Tessaglia. Dovrebbe essere vissuta tra il III e il I secolo a.C. Scarse le notizie su questa astronoma/astrologa greca: ne accennano alcuni autori classici, come Plutarco (Opere morali, Precetti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome è dato anche come Aganice o Aglaonike ed ha come signficato quello di “brillante vittoria”.<br />
<strong>Principessa</strong> tessalica, era figlia di Egetore (o Egemone) di Tessaglia. Dovrebbe essere vissuta tra il III e il I secolo a.C.</p>
<p><span id="more-3211"></span></p>
<p>Scarse le notizie su questa astronoma/astrologa greca: ne accennano alcuni autori classici, come Plutarco (<em>Opere morali</em>,  <em>Precetti coniugali</em>) e il poeta egizio Apollonio di Rodio (<em>Argonautica</em>, IV). </p>
<p>Studiosa di <strong>astronomia</strong>, si applicò con fervore a tale scienza riuscendo ad arrivare a calcolare esattamente il momento delle <strong>eclissi</strong> lunari cioè a capire il meccanismo che stava dietro al fenomeno, legato al cosiddetto “ciclo di Saros” (nome col quale si intende un ciclo di 223 mesi sinodici ovvero 18 anni, 11 giorni e 8 ore al termine del quale si ripetono, seppur non proprio esattamente, le stesse eclissi solari e lunari). </p>
<p>Ma di tale competenza, racconta Plutarco, si servì per <strong>far colpo</strong> sulle altre donne facendo loro <strong>credere</strong> che era lei stessa a operare questa “magia” affermando che poteva “tirar giù la luna” a <strong>suo piacimento</strong>. A quanto pare l’inganno venne scoperto se da quel momento il detto “tirar giù la luna” divenne sinonimo di ciarlatano.</p>
<p>Ecco come <strong>Giacomo Leopardi</strong> nel suo “<em>Saggio sopra gli errori popolari degli antichi</em>” nel capitolo IV intitolato “<em>Della magia</em>” accenna a Aglaonice:</p>
<blockquote><p><em>C’insegna Plutarco donde ebbe origine la volgare opinione, che attribuiva alle maghe, singolarmente tessale, il potere di trar giù la luna. «Che se v’ha alcuna, dic’egli, la qual prometta di svellere la luna dal cielo, ella si prende giuoco della ignoranza e della dabbenaggine delle femmine che sel credono. Poiché sa essa sicuramente qualche poco di astrologia, e ha udito dire che Aganice figlia di Egetore Tessalo, la quale conosceva i pleniluni, in cui accadono le ecclissi, avendo preveduto il tempo nel quale la luna dovea rimanere oscurata dall’ombra, fe’ credere alle femmine che essa avrebbela tolta dal cielo.» La qual cosa ripete altrove lo stesso scrittore: «Le Tessale han fama di staccar la luna dal cielo; ma ciò fu fatto credere alle femmine dall’astuzia di Aglaonice figlia di Egetore, donna, come dicono, perita in astrologia, la quale ogni volta che la luna pativa ecclissi faceva intendere che ella con arte magica l’avea levata dal suo luogo.»</em></p></blockquote>
<p>Nel 1991 le è stato dedicato un cratere del pianeta Venere, <em>Aglaonice</em>, del diametro di 63,7 km.</p>
<hr/>
Foto da: www.metro.co.uk</p>
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		<title>Una donna astrologa nel XVII secolo: Margherita Sarrocchi (1560-1617)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2017 22:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>
		<category><![CDATA[Giove]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 400 anni fa, il 28 ottobre 1617, moriva la letterata, filosofa e astrologa Margherita Sarrocchi. Era nata a Gragnano (Napoli) nel 1560 in una famiglia dell’alta borghesia napoletana. Rimasta orfana in giovane età venne allevata dal cardinale Guglielmo Sirleto (1514-1585), amico fraterno del padre Giovanni, che la istruì e la educò rimanendo meravigliato della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 400 anni fa, il 28 ottobre 1617, moriva la letterata, filosofa e astrologa Margherita Sarrocchi. Era nata a Gragnano (Napoli) nel 1560 in una famiglia dell’alta borghesia napoletana.</p>
<p><span id="more-3201"></span></p>
<p>Rimasta orfana in giovane età venne allevata dal cardinale Guglielmo Sirleto (1514-1585), amico fraterno del padre Giovanni, che la istruì e la educò rimanendo meravigliato della viva intelligenza, della curiosità e delle alte capacità deduttive che la giovane esprimeva.<br />
Quando questi venne nominato bibliotecario apostolico e si spostò a Roma, la portò con sé affidandola al monastero di Santa Cecilia in Trastevere. Lì continuo la sua educazione, studiando e apprendendo arti e mestieri tipicamente femminili.<br />
Ma il cardinale, conoscendone l’indole, la volle istruire anche nelle materie scientifiche e umanistiche, così Margherita studiò aritmetica, astronomia, geometria, matematica, musica.<br />
Questi studi le risultavano facili, apprendendo con rapidità materie certo non usuali all’epoca per una donna: sapeva e dissertava tranquillamente di retorica, geometria, filosofia, teologia, logica e astrologia, senza contare le lingue come greco e latino che maneggiava con capacità e sicurezza.<br />
Fra i suoi maestri ci fu il famoso matematico napoletano Luca Valerio (1552-1618) che poi in tarda età diverrà il suo compagno. </p>
<p>All’età di quindici anni pubblicò il suo primo componimento poetico, entrando a far parte della corte dell’ammiraglio Marcantonio Colonna e di sua moglie Felice Orsini. </p>
<p>A ventotto anni circa si sposò con certo Carlo Biraghi (o Birago), letterato e accademico dei Raffrontati di Palermo. Fu amica di Beatrice Cenci, che quando verrà condannata a morte affiderà suo figlio proprio a Margherita<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Autrice di poesie, poemi e sonetti, tradusse dal greco il poemetto <em>Le vicende di Ero e Leandro</em> dello scrittore greco Museo Grammatico (V-VI secolo). Scrisse anche, in latino, un’opera filosofica sulla predestinazione, tutti lavori che purtroppo non ci sono pervenuti.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/10/Sarrocchi-e1508498744793.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/10/Sarrocchi-e1508498744793.jpg" alt="Sarrocchi" width="300" height="360" class="alignleft size-full wp-image-3200" /></a>Entrata nel circuito della Roma intellettuale, ammirata e amata da tutti, la sua casa divenne un cenacolo di artisti e di uomini di scienza, riunendosi nel suo salotto personalità come, ad esempio, lo scrittore e poeta napoletano Giovan Battista Marino (1569-1625) col quale poi ebbe anche una tumultuosa storia d’amore che quando finì li trasformò in acerrimi nemici; e soprattutto <strong>Galileo Galilei</strong> che frequentò il suo salotto varie volte quando si trovava a Roma nel periodo dal 29 marzo al 4 giugno 1611.<br />
Fece parte, unica donna ammessa, dell’Accademia degli Umoristi<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>La sua opera più conosciuta, e quella che ci è rimasta, è il poema epico in ventitré canti <em>La Scanderbeide</em>, che narra l’epopea del principe e condottiero albanese Giorgio Castriota Scanderberg (1405-1468) e della sua guerra contro il sultano turco Murad II per la conquista dell’Albania. Il poema, uscito una prima volta in versione ridotta a Roma nel 1606 per i tipi di Lepido Facij e poi completo ma postumo nel 1623, sempre a Roma, per i tipi di Andrea Fei<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, risente molto della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso con il quale peraltro la Sarrocchi fu in corrispondenza, i due scambiandosi rime e sonetti.</p>
<p>Ma soprattutto fu in corrispondenza con <strong>Galileo Galilei</strong> del quale fu amica e strenua sostenitrice delle sue idee e scoperte.<br />
Da una delle lettere a lui inviate, in data 10 settembre 1611, veniamo a sapere che certi <strong>frati</strong> di un convento di Perugia si erano rivolti a lei per avere l’interpretazione di alcuni <strong>Temi natali</strong>; non solo: le chiesero anche, su richiesta dello Studio di Perugia, un parere sui <strong>nuovi pianetini</strong> scoperti da Galileo intorno a Giove, ciò che se non altro dimostra l’alta considerazione nella quale era tenuta; lei magnificò questa scoperta ma i frati si mostrarono <strong>scettici</strong> se non critici su quelle scoperte, al che lei rispose <strong>indignata</strong> difendendo gli studi dello scienziato pisano. </p>
<p>Infatti Margherita era molto entusiasta della scoperta dei quattro satelliti di Giove anche e soprattutto perché questa novità poteva poi diventare <strong>utile</strong> per l’<strong>astrologia</strong> visto che spesso Giove «si è mostrato negli effetti da sè medesimo molto differente», come si legge in una lettera di Luca Valerio a Galileo:</p>
<blockquote><p>[…] <em>Rallegromi moltissimo con V. S. et della sua racquistata sanità et delle sue mirabili osservationi fatte intorno a Venere, com’ancor fa la S.ra Margherita, rendendole li saluti duplicati, e dicendole che i compagni di Giove, scoperti da V. S., apporteranno grand’utile alli giudicii astrologici, poi ch’è stato osservato molte volte che tal pianeta, con li medesimi aspetti o congiuntioni et altre circostanze, si è mostrato negli effetti da sè medesimo molto differente, non sapendosi la causa della varietà non per altro che per la ignoranza di quest’altri lumi, come si dee credere</em> […]<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p></blockquote>
<p>Purtroppo di Margherita Sarrocchi non ci è rimasto nessun lavoro astrologico né le molte geniture da lei eseguite.<br />
Gli ultimi anni della sua vita, rimasta vedova (1613), li trascorse con Luca Valerio, lui abitando presso di lei servendola amorevolmente.<br />
Come detto morì a Roma il 28 ottobre 1617 e venne sepolta nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.</p>
<p>E però leggiamo nei documenti che morì «<em>Die 29° Mensis Octobris</em> […]<em>. Expiravit hora noctis antegressae secunda</em>»<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>; il mistero si risolve sapendo che all’epoca il nuovo giorno iniziava dal tramonto: se Margherita morì prima che entrasse la seconda ora della notte, posto che il tramonto in quel periodo avveniva intorno alle ore 16.55 locali, possiamo dire che morì intorno alle 17.50, quindi era ancora il 28.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Beatrice Cenci (1577-1599) era una giovane nobildonna romana giustiziata insieme alla matrigna e al fratello con l’accusa di parricidio. La sua vicenda negli anni e nei secoli successivi armò la mano di pittori, letterati e musicisti ed ebbe anche varie trasposizioni cinematografiche. Il figlio affidato a Margherita dovrebbe essere quello che Beatrice ebbe col suo amante Olimpo Calvetti, legame che poi sarà all’origine di tutta la vicenda delittuosa.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L’Accademia degli Umoristi venne fondata a Roma il 7 febbraio 1600 dal nobile romano Paolo Mancini, capitano delle guardie a cavallo del cardinale Aldobrandini, da sua moglie Vittoria Capocci, nobile romana, e da Gaspare Salviani. Lo stemma era una nuvola dalla quale cade della pioggia sul mare con il motto <em>Redit Agmine Dulci</em>. Vi si tenevano rappresentazioni teatrali e si declamavano versi. Si estinse nei primi decenni del Settecento.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] L’edizione del 1623 è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (collocazione: MAGL.5.5.173). L’edizione del 1606, di tredici canti, è presente nella Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli (collocazione: V.F. XXVI* D 45).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Lettera di Luca Valerio a Galileo Galilei in Firenze scritta da Roma il 28 gennaio 1611, in: ANTONIO FAVARO (a cura di), <em>Le Opere di Galileo Galilei</em>. Edizione nazionale sotto gli auspici di Sua Maestà il Re d’Italia, Volume XI, Carteggio anno 1611-1613, n. 469, p. 37.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] PIER LUIGI GALLETTI, <em>Necrologio Romano dal MDC al MDCLXIX</em>, Biblioteca Apostolica Vaticana, Codice Vaticano Latino 7875, f. 201r, citato in: FRANCESCA PINTUS, <em>Sul poema «La Scanderbeide» di Margherita Sarrocchi</em>. Note di lettura (Tesi di Laurea), Università degli Studi di Sassari, Corso di Laurea in Lettere Moderne, Relatore Prof. Aldo Maria Morace, Anno Accademico 2010/2011, p. 9 (in: http://issuu.com/110elode/docs/francesca.pintus).<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Giornata di studi per Germana Ernst</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2017 22:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia rinascimentale]]></category>
		<category><![CDATA[germana ernst]]></category>
		<category><![CDATA[istituto nazionale studi rinascimento]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 20 ottobre 2017, con inizio alle ore 10, si terrà a Firenze presso la sede dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento (INSR) in Palazzo Strozzi una giornata di studi dedicata alla memoria della prof.ssa Germana Ernst, scomparsa a Firenze il 17 luglio 2016, dal titolo: “Campanella, il suo pensiero e la sua fortuna”. Il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 20 ottobre 2017, con inizio alle ore 10, si terrà a <strong>Firenze</strong> presso la sede dell’<strong>Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento</strong> (INSR) in Palazzo Strozzi una giornata di studi dedicata alla memoria della prof.ssa <strong>Germana Ernst</strong>, scomparsa a Firenze il 17 luglio 2016, dal titolo: “<em>Campanella, il suo pensiero e la sua fortuna</em>”. </p>
<p><span id="more-3190"></span></p>
<p>Il Convegno, organizzato dall’INSR, vedrà alternarsi otto eminenti studiosi che con le loro relazioni renderanno omaggio alla grande ricercatrice.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/10/Ernst.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/10/Ernst.jpg" alt="Ernst" width="150" height="175" class="alignleft size-full wp-image-3189" /></a>
<p><strong>Germana Ernst</strong> era nata a Bergamo il 22 febbraio 1943. Si era laureata a Milano con una tesi sull’<em>Apologia pro Galileo</em> di Tommaso Campanella (relatore il prof. Mario Dal Pra), il frate filosofo e astrologo a cui Ernst dedicherà poi i suoi studi, le sue ricerche, la sua vita.<br />
Autrice di numerosi testi storici e filologici sulle opere di Campanella, è considerata unanimemente la maggiore studiosa campanelliana.<br />
Ha insegnato Storia della Filosofia del Rinascimento all’Università di Roma 3.<br />
Nel 1995 fondò con il prof. Eugenio Canone la prestigiosa rivista “<em>Bruniana &#038; Campanelliana</em>” con l’intento di promuovere ricerche su Campanella, Giordano Bruno e la filosofia rinascimentale.<br />
Nel 2007 le venne concessa la cittadinanza onoraria del Comune di Stilo (Reggio Calabria), la città natale di Campanella.</p>
<p>Persona di grande umanità, modesta, disponibile verso tutti, ma anche e ovviamente rigorosa, attenta e tenace quando si trattava di lavorare sul “suo” Campanella.<br />
Da questo lato la sua tenacia venne premiata quando nella <strong>Biblioteca vaticana</strong> scoprì, in un anonimo codice, l’<strong>originaria redazione in volgare</strong> di un manoscritto di Campanella (Ms. Barb. Lat. 4458) del 1606 dal titolo: “<em>L’ateismo trionfato</em>” (o “<em>Riconoscimento filosofico della religione universale</em>”) che era conosciuto solo nella versione latina del 1630 (Roma) e 1636 (Parigi).</p>
<p>Oltre a Campanella i suoi lavori e ricerche si erano diretti anche su Giordano Bruno, Girolamo Cardano, Giovanbattista Dalla Porta, Galileo Galilei, Giulio Cesare Vanini.</p>
<p>Germana Ernst era anche una profonda e stimata conoscitrice dell’<strong>astrologia rinascimentale</strong>.</p>
<p>Nel suo <strong>Tema natale</strong> spicca un <strong>Grande Trigono di Aria</strong> formato da <strong>Mercurio</strong> in Acquario, <strong>Saturno</strong> in Gemelli e <strong>Nettuno</strong> in Bilancia, segnali di una mente curiosa, giovanile, intuitiva, geniale, disponibile e nel contempo rigorosa, analitica.<br />
<strong>Mercurio</strong> è anche in opposizione a <strong>Plutone</strong> e ciò spesso ha a che fare col sentire in maniera possente i disagi, i <strong>problemi sociali</strong> e volerli rimediare; ha altresì a che fare con un piano mentale profondo, quasi maniacale nella ricerca delle <strong>verità nascoste</strong>, mai contento, sempre portato alla ricerca ma proprio per questo anche stancante, logorante per il fisico.</p>
<p>Una grande studiosa che con le sue ricerche storiche e filologiche ha dato un grande contributo alla conoscenza di Campanella e della filosofia rinascimentale.</p>
<p><a href="http://www.insr.it/index.php?id=44&#038;tx_ttnews[tt_news]=200&#038;tx_ttnews[backPid]=1&#038;cHash=e96795cfd3" rel="noopener" target="_blank">Qui</a> la locandina del convegno.</p>
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		<title>Longomontano 1562-1647</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 22:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Keplero]]></category>
		<category><![CDATA[tycho brahe]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 370 anni fa, l’8 ottobre 1647, moriva a Copenhagen l’astronomo e astrologo danese Christen Sørensen (Christian Severin), conosciuto anche come Longomontanus dal nome latinizzato del suo luogo di nascita, Longberg (Lomborg), dove nacque il 4 ottobre 1562. Di umili origini, orfano di padre dall’età di otto anni, nel 1577 lasciò la casa paterna per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 370 anni fa, l’8 ottobre 1647, moriva a Copenhagen l’<strong>astronomo</strong> e <strong>astrologo</strong> danese <strong>Christen Sørensen</strong> (Christian Severin), conosciuto anche come  <strong>Longomontanus</strong> dal nome latinizzato del suo luogo di nascita, Longberg (Lomborg), dove nacque il 4 ottobre 1562.</p>
<p><span id="more-3184"></span></p>
<p>Di umili origini, <strong>orfano</strong> di padre dall’età di otto anni, nel 1577 lasciò la casa paterna per andare a Viborg dove lavorando si pagò gli studi. Nel 1588 si spostò a Copenhagen dove l’anno dopo fece amicizia con il grande <strong>astronomo</strong> e <strong>astrologo</strong> danese <strong>Tycho Brahe</strong> (1546-1601) diventandone collaboratore e amico e abitando con lui fino al 1597 nell’isola di <strong>Hven</strong> che Brahe aveva trasformata in un laboratorio astronomico/astrologico costruendovi il grandioso castello-osservatorio <strong>Uraniborg</strong>. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/10/Longomontano2.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/10/Longomontano2.jpg" alt="Longomontano2" width="159" height="225" class="alignleft size-full wp-image-3182" /></a>
<p>Nel 1660 raggiunse Brahe a <strong>Praga</strong>, dove quest’ultimo si era recato dopo aver rotto i ponti col nuovo re danese, Cristiano IV, che gli aveva tagliato i finanziamenti per la gestione di Hven.<br />
Pur restando a Praga per pochi mesi il lavoro di Longomontano fu decisivo per Brahe e per la formulazione di alcune teorie come quella lunare. Insieme studiarono anche il pianeta Marte aiutati da un nuovo assistente di Brahe, tale <strong>Johannes Keplero</strong>; tali studi e ricerche furono poi di aiuto a Keplero per la sua formulazione delle orbite planetarie.</p>
<p>Nel 1601, alla morte di Brahe, Longomontano si spostò prima a Rostock in Germania, dove si laureò, poi rientrò a Copenhagen dove nel 1607 occupò la <strong>cattedra</strong> di Matematica e Astronomia mantenendola fino alla morte.</p>
<p>Gli studi di Brahe, interrotti dalla sua morte, furono portati avanti con certosina precisione e dedizione da Longomontano, e ciò portò alla <strong>pubblicazione</strong> nel 1622 dell’opera sua più conosciuta, “<em>Astronomia Danica</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, dove fra le altre cose espone la <strong>teoria planetaria</strong> di Brahe, il cosiddetto “sistema tichonico”, in cui il Sole ruota intorno alla Terra e gli altri pianeti ruotano attorno al Sole. </p>
<p>In quest’opera Longomontano insegna anche a <strong>domificare</strong> il Tema natale: a p. 112 della prima parte (libro secondo) troviamo un esempio di <strong>grafico</strong> in foggia rotonda domificato all’elevazione del polo (latitudine) 55°28’, con un <strong>Ascendente</strong> a 04°15’ Leone e un <strong>Medio Cielo</strong> a 05°54’ Ariete. </p>
<p>Nulla vieta di pensare che quel Tema così domificato possa essere il <strong>suo</strong>, cioè che abbia preso la sua data di nascita per costruire l’esempio didattico; certo è che la coordinata geografica sulla quale basa il calcolo, 55°28’, <strong>non corrisponde</strong> a quella del suo luogo di nascita che è 56°32’; ma è da considerare che a quell’epoca errori in questi calcoli erano una cosa abbastanza <strong>frequente</strong>: ad esempio Galileo Galilei dava per Pisa, suo luogo natale, 42°30’, quando invece è 43°43’: un grado di differenza. </p>
<p>Se quindi pensiamo a quel grafico natale come a quello della <strong>sua nascita</strong>, avvenuta il 4 ottobre 1562, quella domificazione ci porterebbe alle <strong>ore 22.50</strong> circa.<br />
Se così fosse avremmo, ad esempio, una <strong>Luna</strong> in Capricorno opposta a <strong>Saturno</strong> in Cancro (mutua ricezione): la <strong>morte</strong> del padre in giovane età; avremmo anche una <strong>Parte del Lavoro</strong> a 00°19’ <strong>Acquario</strong>: gli studi astronomici e astrologici quindi la sua attività di <strong>astronomo</strong> e <strong>astrologo</strong>. Ovviamente sono delle ipotesi. </p>
<p>Sempre in quest’opera, nell’Appendice (<em>De Novis Coeli Phaenominis</em>), nel Cap. XI, dal titolo: <em>De effectis seu significatis horum duorum Cometarum, seorsim ac breviter juxta communia Astrologorum decreta dejudicandis</em>, Longomontano tratta delle <strong>comete</strong> anche dal punto di vista <strong>astrologico</strong> cioè vedendole come cause di eventi.</p>
<p>Stampò anche alcune <em>disputationes</em> astronomico/astrologiche, cioè delle discussioni pubbliche su un tema specifico che avvenivano tra un <em>praeside</em>, nel caso Longomontano stesso, e un <em>respondente</em>; ad esempio: </p>
<p><em>Disputatio prima de Astrologia seu praedictionibus ex astris, in qua primum contra adversarios certitudo aliqua hujus disciplinae esse convincitur. Deinde generalis causarum indicatio ex motu et lumine subnectitur</em> […], Hafniae [Copenhagen], 1621.</p>
<p><em>Disputatio secunda de Astrologia: in quae influentiae coelestium corporum in sublunaria, modo priore explicantur, quatenus scilicet Astra per sese &#038; juxta positum in signifero eas efformant &#038; vel sic intensionis, vel remissonis earundem causae exsistunt sub praesidio</em> […] a<em>d diem 23. februar in publicam disquisitionem directa a Christiano S. Longomontano, respondente Jano Guidonis Hafniensi</em>, Typis Henrici Waldkirchij, Hafniae [Copenhagen], 1622. </p>
<p><em>Disputatio tertia de Astrologia in qua varia natura, et dispositio materiae sublunaris, ad influentiam coelestium recipiendas, generaliter discutiuntur</em> […], Hafniae [Copenhagen], 1624.</p>
<p>D<em>isputatio quarta de Astrologia: in quae effectus eclipsium solis et lunae</em> [&#8230;] <em>ad d. 22. Januarij anni ineuntis 1625 exponentur, praeside Christiano S. Longomontano, respondente Petro Jani Cragelundo Bergensi</em>, Typis Salomonis Sartorii, Hafniae [Copenhagen], 1625.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] L’opera, in tre volumi, ha questo titolo: <em>Astronomia Danica. Vigiliis &#038; Opera Christiani Longomontani Professoris Mathematum, in Regia Acad. Hauniensi, elaborata, &#038; in duas partes tributa; Quarum Prior Doctrinam de diurna apparente siderum revolutione super sphera armillari veterum instaurata, duobus libris explicat: Posterior Theorias de motibus Planetarum ad observationes D. Tychonis Brahe, &#038; propris, in triplici forma redintegratas, itidem duobus libris complectitur. Cum appendice de Asscititiis Caeli Phaenomenis, Nempe Stellis Novis et Cometis</em>,  Amsterodami, Ex officina Typographica Guiljelmi Caesii, 1622.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto in evidenza da: www.cifar.ca</p>
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		<title>I fusi orari: breve storia</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 12:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[fusi orari]]></category>
		<category><![CDATA[quirico filopanti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sappiamo che la Terra ruota su se stessa da ovest verso est in 24 ore (dato non costante ma qui al momento non ci interessa), ciò che fa sembrare il Sole sorgere da est e andare verso ovest. Questo significa che i paesi che si trovano a est vedranno il Sole sorgere prima di quelli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che la Terra ruota su se stessa da ovest verso est in 24 ore (dato non costante ma qui al momento non ci interessa), ciò che fa sembrare il Sole sorgere da est e andare verso ovest.<span id="more-3178"></span></p>
<p> Questo significa che i paesi che si trovano a est vedranno il Sole sorgere prima di quelli a ovest; così, ad esempio, a Tokio il Sole sorgerà molto prima che a Firenze, e quando col passare delle ore anche a Firenze vedranno il Sole sorgere, a Tokio avranno già pranzato o giù di lì. </p>
<p>Ovviamente non importa andare a scomodare i nipponici; anche semplicemente rimanendo in Italia ci accorgiamo che una certa differenza esiste; prendiamo ad esempio Trieste e Genova: pur avendo le due città, oggi, la stessa ora di orologio, i genovesi possono usufruire di qualche minuto in più di luce serale dei triestini, “passando” il Sole prima su Trieste poi su Genova, essendo Trieste più a est di Genova. </p>
<p>Consideriamo che nei tempi antichi, e fino a non molto tempo fa, lo spostamento a piedi, a cavallo o in carrozza non permetteva di andare in luoghi lontani in poco tempo: ci volevano giorni e giorni così che la variazione di luce solare (quindi di orario) tra il luogo di partenza e quello di arrivo aveva poca importanza. Ma le cose cambiarono ad esempio con l’avvento della ferrovia che accelerò gli scambi con paesi anche lontani, così che il discorso dell’ora divenne importante. Inizialmente gli Stati sopperirono a questo creando la cosiddetta “ora nazionale”, cioè un’ora convenzionale per tutto il loro Paese che solitamente corrispondeva a quella della capitale.<br />
Il sistema era ingegnoso ma presentava dei problemi con la stessa ora nazionale dei Paesi vicini: ad esempio fra l’orario delle ferrovie italiane e quelle francesi c’erano 47 minuti di differenza. L’ostacolo venne aggirato creando delle “zone orarie”. </p>
<p>L’idea originaria (ma che purtroppo non venne subito presa in considerazione) venne a un italiano nel 1858, il matematico <strong>Quirico Filopanti</strong>: visto che la Terra compie un giro completo di 360° in 24 ore – disse a se stesso – perché non dividere la superficie terrestre in 24 zone di un’ora ciascuna ovvero ognuna ampia 15°? D’altronde 360° / 24h = 15°. </p>
<p>Quirico Filopanti, il cui vero nome era <strong>Giuseppe Barilli</strong>, nacque a Budrio (Bologna) il 20 aprile 1812 e morì povero a Bologna il 18 dicembre 1894. Lo pseudonimo “Quirico Filopanti” venne da lui scelto per asserire sia la sua bontà (<em>Filopantus</em>, “colui che amò tutti”) sia l’amore che aveva per l’antica Roma (<em>Quirico</em>).<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/10/Fusi_Filopanti-e1507115960881.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/10/Fusi_Filopanti-e1507115960881.jpg" alt="Fusi_Filopanti" width="200" height="281" class="alignleft size-full wp-image-3177" /></a>Matematico, filosofo, politico e astronomo, fu professore universitario di Meccanica e Idraulica a Bologna, eccellente divulgatore dell’astronomia che presentava in molte affollate conferenze, e amico di <strong>Giuseppe Garibaldi</strong> con il quale condivideva idee e sogni.<br />
Repubblicano, mazziniano, fu tra gli artefici dell’effimera Repubblica Romana (1849). Rientrato in Italia, fu anche membro del Parlamento italiano.</p>
<p>Nel 1858 Filopanti si trovava in Inghilterra: c’era arrivato nel 1852 provenendo dagli Stati Uniti d’America dove si era rifugiato nel 1849 <strong>autoesiliandosi</strong> quando i Francesi avevano occupato Roma facendo capitolare il sogno repubblicano; fu a Londra che Filopanti scrisse e pubblicò (1858/1860) un <strong>saggio scientifico-filosofico-religioso</strong> in due volumi, “<em>Miranda!</em>” (col significato di “degna di ammirazione”), dove esponeva la sua teoria relativa ai fusi orari o “giorni longitudinali”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>L’idea di queste “zone orarie” venne poi ampliata, corretta e divulgata dall’ingegnere ferroviario americano <strong>William Frederick Allen</strong> (1846-1915) e soprattutto dall’ingegnere scozzese <strong>Sandford Fleming</strong> (1827-1915)<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> che la presentò nel 1878, ben venti anni dopo l’inascoltata e misconosciuta proposta di Quirico Filopanti. </p>
<p>La suddivisione in zone orarie della Terra venne ratificata il <strong>22 ottobre 1884</strong> dalla Conferenza Internazionale dei Meridiani svoltasi a Washington (che però non accennò minimamente alle idee di Filopanti). E però non tutte le nazioni vi si adeguarono subito, anzi: l’<strong>Italia</strong>, ad esempio, si allineò a questo sistema il <strong>1° novembre 1893</strong>; la <strong>Francia</strong> addirittura nel <strong>1911</strong>, restia com’era ad adeguare i propri orologi su un meridiano della “perfida Albione”, quello di Greenwich adottato dalla Conferenza, dopo accese discussioni, come punto di partenza dei fusi quindi come meridiano di riferimento. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Primo volume: <em>Miranda! A book on wonders hitherto unheeded</em>, James Morgan, London 1858. Secondo volume: <em>Miranda. A book divided into three parts entitled Souls, Numbers, Stars, on the neo-Christian religion with confirmations of the old and new doctrines of Christ. From wonders hitherto unheeded in the words and divisions of the Bible in the facts and dates of history and in the position and motions of the celestial bodies</em>, James Morgan, London 1860.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] La sua storia in: CLARK BLAISE, <em>Il signore del tempo</em>, Bompiani, Milano 2001.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto in evidenza da: www.radiomarconi.com</p>
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		<title>Cecco d&#8217;Ascoli 1269-1327</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 22:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dante alighieri]]></category>
		<category><![CDATA[fedeli d'amore]]></category>
		<category><![CDATA[francesco stabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 690 anni fa, il 16 settembre 1327, moriva arso sul rogo a Firenze il medico, poeta, astrologo e filosofo Francesco Stabili, meglio conosciuto come Cecco d’Ascoli[1]. Nato da una famiglia di notai, fu figlio di Maestro Simone degli Stabili e per qualche tempo ricoprì anche lui l’incarico notarile. Alcuni, come l’umanista jesino Angelo Colocci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 690 anni fa, il <strong>16 settembre 1327</strong>, moriva <strong>arso</strong> sul rogo a Firenze il medico, poeta, astrologo e filosofo <strong>Francesco Stabili</strong>, meglio conosciuto come Cecco d’Ascoli<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p><span id="more-3161"></span></p>
<p>Nato da una famiglia di notai, fu figlio di Maestro Simone degli Stabili e per qualche tempo ricoprì anche lui l’incarico notarile. Alcuni, come l’umanista jesino Angelo Colocci (1474-1549), lo danno nato nella <strong>seconda metà</strong> di <strong>ottobre</strong> del <strong>1269</strong> a Ancarano nella diocesi di Ascoli, oggi in provincia di Teramo.</p>
<p>Amico di <strong>Dante Alighieri </strong>e di <strong>Guido Cavalcanti</strong> (con quest’ultimo intraprese anche un avventuroso pellegrinaggio a Santiago de Compostela), come loro apparteneva alla confraternita iniziatica dei “Fedeli d’Amore”, misteriosa (almeno nei suoi supposti intenti esoterici) compagnia ghibellina di letterati e poeti legata ai <strong>Templari</strong> sulla quale molti hanno ricamato ma della quale poco sappiamo; quando Dante si staccò da essa, ciò che creò non poco malumore e critiche nei suoi riguardi da parte degli altri confratelli, Cecco imbastì una polemica col suo vecchio amico, gli strascichi della quale faranno poi la loro comparsa, e nemmeno tanto velatamente, nelle opere dello stesso Cecco. </p>
<p>Dopo gli studi di Medicina a Bologna ottenne nel 1320 la cattedra di Medicina nello stesso ateneo bolognese, alla quale si aggiunse, nel 1322, quella di <strong>Astrologia</strong>, commentando il &#8220;<em>De sphaera</em>&#8221; del Sacrobosco alle matricole.</p>
<p>Sempre a Bologna, il 16 dicembre 1324, venne accusato di <strong>eresia</strong>, cioè di fare discorsi blasfemi (p.e. legando le vicende e i miracoli di Gesù a precise configurazioni astrali, o pronosticando l’imminente arrivo dell’anticristo), ed ebbe anche un <strong>processo</strong> in cui gli venne proibito di insegnare Astrologia e gli furono sequestrati tutti i libri di materia astrologica.<br />
La condanna però durò poco visto che Cecco, grazie anche alle <strong>proteste</strong> degli studenti, venne non solo da lì a qualche mese reintegrato nell’insegnamento ma fu anche promosso da lettore di Astrologia straordinaria a quella ordinaria<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Alcune difficoltà economiche e soprattutto <strong>politiche</strong> lo fecero però decidere che forse era meglio allontanarsi dalla guelfa Bologna, che peraltro di lì a poco si sarebbe disfatta del proprio sistema repubblicano per darsi al Papa; scelse così di recarsi a <strong>Firenze</strong> (1325), viste anche le sue <strong>simpatie ghibelline</strong>, accettando l’incarico di astrologo e medico di corte del duca Carlo di Calabria, a quel tempo signore della città. </p>
<p>Si racconta che nella primavera del 1327 venne interpellato dal duca sul futuro della figlia Giovanna di appena un anno (la futura regina Giovanna I di Napoli), e che Cecco se ne uscì dicendo che ella avrebbe avuta una vita tormentata, lussuriosa e disordinata, la qual cosa fece profondamente <strong>infuriare</strong> il duca che non accettò questo affronto fatto alla sua famiglia: le quotazioni di Cecco scesero ai minimi livelli mentre crebbero, lasciato solo dal duca, gli attacchi di <strong>nemici</strong> e <strong>invidiosi</strong>; questo fu anche l’inizio della sua fine<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p>
<p>Fra le sue opere, oltre al “<em>De principiis astrologiae</em>” di Alcabitius<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, abbiamo il “<em>De eccentricis et epicyclis</em>”, piccolo libretto di nozioni astronomiche, probabilmente il testo di una lezione di Astronomia tenuta nel 1324 allo Studio di Bologna, scoperto sempre da Giuseppe Boffito nel codice 984 della Biblioteca Palatina di Parma<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>.<br />
Abbiamo poi “<em>Commentarii in sphaeram Joannis de Sacrobosco</em>”, scritto per gli studenti di Astrologia dell’ateneo bolognese e pubblicato la prima volta a Basilea nel 1485, opera che per alcuni concetti lì esposti relativi ai <strong>demoni</strong> e a certi <strong>incantesimi</strong> fu presa anche come prova contro di lui al processo che subì a Firenze.</p>
<p>Ma soprattutto Cecco è l’autore de “<em>L’Acerba</em>”<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>, pubblicato per la prima volta a Brescia nel 1473 per i tipi di Tommaso Ferrando e successivamente in moltissime altre edizioni, quasi cento, fino al 1581, anno della Controriforma e inizio dell’oblio dell’opera che non venne più ristampata fino al 1820<a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>.<br />
In questo p<strong>oema enciclopedico</strong> in sestine, composto da cinque libri (l’ultimo incompiuto per la sua morte), Cecco parla dell’ordine dei cieli, delle eclissi, della natura umana, della vanagloria, dei simboli della vita, degli animali, dell’amore, della fisica. Da ogni pagina traspare il suo credo astrologico, la sua spiritualità ma anche il suo acume scientifico, indagatore, in special modo quando spiega fenomeni come, per esempio, l’arcobaleno, anticipando le leggi sulla rifrazione della luce, spiegando poi che lo si può riprodurre con dell’acqua e dell’olio; oppure quando parla del tuono e del fulmine, dove la luce arriva a noi prima del suono essendo il nostro vedere più «ardito» del sentire; o quando tratta della Luna e della sua influenza sul sangue: «C<em>osì degli animati muove il sangue / Fra luce e notte, sì come fa il mare</em>».</p>
<p>Nota poi è la <strong>polemica</strong> fra Cecco e l’amico Dante Alighieri, espressa altresì in quest’opera e conseguente al diverso modo d’intendere le cose, Dante <strong>accusato</strong> di nascondere la verità tra i veli dell’allegoria, nelle favole:</p>
<blockquote><p><em>Qui non si canta al modo delle rane, / Qui non si canta al modo del poeta / Che finge, immaginando, cose vane; / Ma qui risplende e luce ogni natura / Che a chi intende fa la mente lieta. / Qui non si sogna per la selva oscura</em> […] <em>/ Lascio le ciance e torno su nel vero / Le favole mi fur sempre nemiche</em> (<em>L’Acerba</em>, IV, 12).</p></blockquote>
<p>Nonostante sia stato dipinto per molto tempo solo come un <strong>mago</strong> e un <strong>necromante</strong>, Cecco fu un <strong>grande astrologo</strong> e un eminente studioso; certamente poco accorto e diplomatico, non avvezzo agli intrighi di corte o di quelli di <strong>falsi amici</strong> e allievi, candido nella sua ricerca della verità (seppur tormentato); uno spirito indipendente, mai domo, certo <strong>polemico</strong> e <strong>ruvido</strong>, e forse questo l’ha tradito. </p>
<p><strong>Condannato</strong> nuovamente per <strong>eresia</strong> dietro anche, sembra, a false accuse del medico Dino del Garbo dovute più che altro a <strong>invidia</strong> nei suoi confronti per essere stato preferito come medico personale dal duca Carlo di Calabria, accuse che trovarono poi la strada facile visti i precedenti di Cecco con l’Inquisizione bolognese, morirà <strong>arso vivo</strong> sul rogo appunto il 16 settembre 1327.<br />
Questi alcuni stralci della <strong>sentenza</strong> ordinata dall’<strong>inquisitore</strong> francescano, il fiorentino Accursio Bonfantini che tenne tale carica dal 1326 al 1329:</p>
<blockquote><p><em>Al nome di Dio. Amen.<br />
Noi frate Accusio fiorentino dell’ordine de’ frati minori conventuali per autorità apostolica Inquisitore dell’Eresia nella provincia di Toscana facciamo palese a tutti li buoni christiani come esercitando l’offizio commessoci dello Inquisitore: precedente la fama publica o per dir meglio infamia sparsa da molte persone degne di fede ci venne all’orrecchio, che Maestro Cecco figliuolo di Maestro Simone Stabili da Ascoli andava spargendo per la città di Firenze molte eresie con danno e pericolo non picciolo dell’anima sua e degli altri; e, quello che è cosa più brutta, dava a leggere per le scuole publiche un certo suo eretico e brutto libretto fatto da lui sopra la sfera celeste, e tutto operava persuadendo glielo il Diavolo per sua dannazione e contro al giuramento altre volte da lui dato ritornando come il cane al vomito</em> […].<br />
<em>Ancora disse aver insegnato, che per aver Christo nella sua natività il segno della libra et il decimo grado di quella per Ascendente, la sua morte doveva esser giusta e mediante la predicazione, e che doveva morire di quella morte, ch’ei morì, e perche Christo aveva nell’angolo della terra</em> [la cuspide del Fondo Cielo, N.d.A] <em>il segno del capricorno, doveva nascere in una stalla, e perche aveva lo scorpione nella seconda casa, doveva essere povero, e perche aveva Mercurio nel segno di Gemini nella propria casa e nella nona parte del cielo, doveva avere una scienza profonda data sotto metafora</em> […].<br />
[…] <em>riprovando i suoi ammaestramenti senza dottrina composti e donandogli; doversi finalmente abbrucciare detto Maestro Cecco, e così ordiniamo e comandiamo […].<br />
La sopradetta sentenza e relazione fu data e fatta per il detto Inquisitore sedendo per tribunale nel coro della chiesa de’ frati minori di Firenze</em> [la chiesa di Santa Croce, N.d.A] <em>presente M. Jacopo Vicario e i suoi assessori, soldati e famiglia riceventi il prefato M. Cecco alla presenza del popolo quivi ragunato nell’anno dell’incarnazione del nostro Signore 1327 ind. X di 15. Sept. presente detto M. Cecco</em> […]<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>.</p></blockquote>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ma la data corrisponde al nostro 23 settembre<a href="#testo1">&uArr;</a>.<br />
<a name="nota2">[2] FABRIZIO BÒNOLI, DANIELA PILIARVU, “<em>I Lettori di Astronomia presso lo Studio di Bologna dal XII al XX secolo</em>”, CLUEB, Bologna 2001, p. 61.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] «<em>La ’nvidia a me à dato sì de morso, / Che m’à privato de tutto mio bene</em>»: così Cecco scrive in un sonetto indirizzato all’amico Cino da Pistoia probabilmente scritto dopo il processo bolognese del 1324 (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Cod. Magliabechiano, 991. CL. VII). Cfr. “<em>L’Acerba</em>”, con prefazione, note e bibliografia di Pasquale Rosario, Carabba, Lanciano 1916, Appendici, III, p. 154. Per quanto riguarda i giudizi di Cecco relativi al Tema natale di Giovanna, c’è da dire che in effetti ella, salita al trono di Napoli all’eta di sedici anni, ebbe una vita assai tormentata sia dal lato affettivo e privato che sociale e di gestione del Regno. E però fu donna aperta e generosa, colta e raffinata. Morì assassinata per ordine del cugino, Carlo di Durazzo, il 12 maggio 1382.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Quest’opera venne ri-scoperta dal letterato e bibliografo barnabita Giuseppe Boffito (1869-1944) nel codice 2366 della Biblioteca Apostolica Vaticana (ff. 133-140); cfr. G. BOFFITO (a cura di), “<em>Il commento di Cecco d’Ascoli all’Alcabizzo, pubblicato e illustrato dal prof. G. Boffito</em>”, in «La Bibliofilìa, Rivista dell’Arte Antica in Libri, Stampe, Manoscritti, Autografi e Legature», Olschki, Firenze 1904-1905, Vol. V, disp. 11-12, Febbraio-Marzo 1904, pp. 333-349; Vol. VI, disp. 1, Aprile 1904, pp. 1-6 – disp. 4-6, Luglio-Settembre 1904, pp. 111-124 – disp. 9-10, Dicembre-Gennaio 1904-1905, pp. 283-290.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Cfr. G. BOFFITO (a cura di), “<em>Il De eccentricis et epicyclis. Nuovamente scoperto ed illustrato dal p. P. G. Boffito</em>”, Stab. Tip. Aldino dir. da L. Franceschini, Firenze 1905.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Alcuni pensano che il titolo originale possa essere stato La Cerva, animale mistico e simbolo dell’Anima che anela a Dio, simbolo di rigenerazione vitale, inizialmente animale sacro agli dèi della luce (Apollo, Atena, Diana), e soprattutto simbolo dei “Fedeli d’Amore”. Altri intendono invece la contrapposizione fra la vita di questo mondo, che è “acerba”, in confronto a quella ultraterrena che è “vera” (cfr. CECCO D’ASCOLI, “<em>L’Acerba (Acerba etas)</em>”, a cura di M. Albertazzi, La Finestra Editrice, Lavis (TN) 2002).<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] Fra i più antichi codici de &#8220;<em>L’Acerba</em>&#8221; citiamo quelli presenti nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze (collocazioni: Plut.40.52 e Plut.89sup.111), del XIV secolo.<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] “<em>Processo, sentenza et morte di Maestro Cecco Stabili da Ascoli seguita in Firenze il dì 15 aprile 1327. (Biblioth. Magliabech. 459.)</em>“. Si trova in: JOHANN JOSEPH IGNAZ VON DÖLLINGER, “<em>Geschichte der gnostisch-manichäischen Sekten im Früheren Mittelalter</em>“, C. H. Beck’sche Verlagsbuchhandlung, München 1890, documento XLV, pp. 585-596.<a href="#testo8">&uArr;</a></p>
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		<title>Francesco Moneti 1635-1712</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Sep 2017 22:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cortona]]></category>
		<category><![CDATA[francesco moneti]]></category>
		<category><![CDATA[precipitevolissimevolmente]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 305 anni fa, il 4 settembre 1712, moriva il frate e astrologo Francesco Moneti. Era nato a Cortona ai primi di ottobre del 1635 da Serafino e Angiola Infregliati; venne battezzato l’8 di ottobre nella cattedrale cittadina con il nome di Antonio[1]. Nel 1651 vestì l’abito dei Frati Minori Conventuali, prendendo il nome di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 305 anni fa, il 4 settembre 1712, moriva il <strong>frate</strong> e <strong>astrologo</strong> Francesco Moneti.<br />
Era nato a Cortona ai primi di ottobre del 1635 da Serafino e Angiola Infregliati; venne battezzato l’8 di ottobre nella cattedrale cittadina con il nome di Antonio<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p>
<p><span id="more-3141"></span></p>
<p>Nel 1651 vestì l’abito dei Frati Minori Conventuali, prendendo il nome di Francesco, e fu novizio a Siena. Teologo, astronomo e astrologo, si interessò di gnomonica e costruì molti orologi solari, riuscendo poi a convincere i suoi confratelli a realizzare anche un piccolo osservatorio nel piano alto del convento. </p>
<p>Ma era anche e soprattutto <strong>poeta</strong> dal linguaggio <strong>satirico</strong> e piccante, spregiudicato e <strong>irriverente</strong>, la qual cosa gli procurò non pochi <strong>guai</strong> con i potenti, come quando nel 1669 scrisse (o almeno si crede sia suo) il componimento poetico-satirico “<em>Il Mustafà</em>” (o “<em>Colascione</em>”), scritto in occasione della sede vacante apostolica dopo la morte (9 dicembre 1669) di papa Clemente IX (Giulio Rospigliosi) e in cui prendeva pesantemente <strong>in giro</strong> alcuni cardinali partecipanti al conclave, ciò che gli valse il <strong>carcere</strong> in Castel Sant’Angelo fino al 1671. L’anno dopo si ritrovò nuovamente in carcere per aver preso in giro un alto prelato della sua città; ne uscirà nel 1677.</p>
<p>Scrisse alcuni <em>Discorsi</em> satirici con titoli sempre scherzosi, per esempio “<em>Il Mondo Gabbia de’ Matti</em>”, che firmò con lo pseudonimo di <strong>Messer Ignoranzio Grillingucca da Monte Asinaio</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>. </p>
<p>Dai più è conosciuto però per un poemetto di <strong>satira feroce</strong> nei confronti dei <strong>Gesuiti</strong>, cioè “<em>La Cortona convertita</em>” (1677), opera in sei canti ove appare anche la parola da lui coniata “<strong>precipitevolissimevolmente</strong>”:</p>
<blockquote><p><em>Come gonfio pallon che spesso balza / Quando è caduto, e vien gettato al piano, / O che talor verso le stelle incalza / Di esperto giocator possente mano, / E da tal forza spinto assai s’inalza / Verso del cielo, ed il fermarsi è vano, / Perché alla terra alfin torna repente / Precipitevolissimevolmente</em> (Canto terzo, LXV). </p></blockquote>
<p>L’opera circolò manoscritta per molto tempo; la prima edizione a stampa si ebbe a Parigi (in realtà Firenze) nel 1759 a cura probabilmente dell’editore e storico fiorentino Domenico Maria Manni (1690-1788).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/08/Moneti_2-e1503746915229.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/08/Moneti_2-e1503746915229.jpg" alt="Moneti_2" width="200" height="285" class="alignright size-full wp-image-3139" /></a>
<p>Per trent’anni (dal 1682 fino alla morte) pubblicò degli <strong>almanacchi astrologici</strong> quasi tutti col titolo di <em>Apocatastasi Celeste…</em>, dove oltre ai pronostici astrologici vi erano componimenti poetici <strong>scherzosi</strong> e <strong>ironici</strong> nei confronti di un po’ tutti, dai suoi <strong>confratelli</strong> alla stessa <strong>astrologia</strong>.</p>
<p>Abbiamo anche, firmato questa volta con lo pseudonimo di <strong>Messer Asino Capodibue</strong>, le “<em>Osservazioni Castronomiche Sopra L’Anno 1681</em>”, titolo che ben dimostra l’arguta irriverenza e il piglio scherzoso con i quali s’approcciava alla vita<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>. </p>
<p>Di Moneti si racconta che non prendesse mai <strong>cavallo</strong> né <strong>carrozza</strong> per spostarsi, sia che il viaggio fosse breve o lungo, ma sempre andando a piedi, e questo perché aveva visto dal proprio Tema natale che sarebbe <strong>morto cadendo</strong>. </p>
<p>Morì infatti nel convento di Assisi il 4 settembre 1712 <strong>cadendo dalle scale</strong>, anche se alcuni sospettarono fosse stato spinto magari da qualche frate che non aveva preso bene qualche suo scherzo o presa in giro.<br />
Nella “<em>Vacchetta delle Messe per i Frati Defunti 1700-1763, f. 8</em>” nell’archivio del convento di San Francesco in Cortona si legge: </p>
<blockquote><p><em>A dì 9 (settembre 1712) si cantò la messa per l’Anima del Padre Bacc. Francesco Moneti figlio di questo nostro Convento di S. Francesco di Cortona, homo dotto in Astrologia, Matematica. Morto nel nostro Sacro Convento di Assisi il dì quattro del presente mese d’età d’Anni settanta sette. Cuius Anima</em><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p></blockquote>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Non sappiamo il giorno natale, ma se fosse stato l’8 o anche un giorno o due prima, sarebbe nato con Mercurio congiunto a Urano e con una congiunzione al grado fra Marte e Giove a fine Leone.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] DOMENICO MARIA MANNI, “<em>Le veglie piacevoli, ovvero notizie de’ più bizzarri e giocondi uomini toscani</em>”, tomo primo, seconda edizione fiorentina con annotazioni e aggiunte, Gaspero Ricci da S. Trinita, Firenze 1815.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] D. M. MANNI, <em>op. cit.</em><a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] ISIDORO GATTI, “<em>Il P. Vincenzo Coronelli dei Frati Conventuali Minori negli anni del Generalato (1701-1707), parte prima</em>”, Pontificia Universitas Gregoriana, collana Miscellanea Historiae Pontificiae n. 41, Università Gregoriana Editrice, Roma 1976, p. 396, nota 46.<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: www.sanfrancescoassisi.org/it</p>
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		<title>Un monaco-astrologo molto scomodo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Aug 2017 10:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>
		<category><![CDATA[inquisizione]]></category>
		<category><![CDATA[orazio morandi]]></category>
		<category><![CDATA[papa urbano VIII]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 1° aprile 1631 papa Urbano VIII (al secolo il fiorentino Maffeo Barberini) licenziò una bolla anti-astrologi, la “Inscrutabilis iudiciorum Dei altitudo”, che in pratica rinnovava, rendendola però più dura, la precedente bolla contro l’astrologia giudiziaria di Sisto V (la “Coeli et terrae Creator” del 5 gennaio 1586). Qui Urbano VIII si scagliava in primo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1° aprile 1631 papa <strong>Urbano VIII</strong>  (al secolo il fiorentino Maffeo Barberini) licenziò una <strong>bolla anti-astrologi</strong>, la “<em>Inscrutabilis iudiciorum Dei altitudo</em>”, che in pratica rinnovava, rendendola però più dura, la precedente bolla contro l’astrologia giudiziaria di Sisto V (la “<em>Coeli et terrae Creator</em>” del 5 gennaio 1586). <span id="more-3150"></span></p>
<p>Qui Urbano VIII si scagliava in primo luogo contro chi attentava alla <strong>vita</strong> del papa (o ne danneggiava il ministero) utilizzando <strong>arti magiche</strong> e/o facendo <strong>previsioni astrologiche</strong> sul giorno della sua <strong>morte</strong>, col risultato di andare a influenzare i delicati equilibri della politica pontificia e creando confusione nei vari alleati del papa.</p>
<p>Consideriamo però che Urbano VIII dava moltissimo <strong>credito</strong> all’astrologia (come del resto tutta la famiglia Barberini), ma forse proprio per questo si era risolto a difendersi con tale atto (nel suo supposto Tema natale – domificazione Placido –  <strong>Luna</strong> e <strong>Marte</strong> sono congiunti in <strong>XII Casa</strong> (quella dei nemici nascosti), mentre la <strong>Parte dei Nemici</strong> è congiunta all’Ascendente). </p>
<p>Ma difendersi da chi o che cosa? E perché addirittura una bolla contro chi faceva previsioni astrologiche sulla morte del papa?</p>
<p>Per saperlo dobbiamo fare un passo indietro e parlare di colui che diverrà il protagonista e principale responsabile di quella decisione papale, <strong>don Orazio Morandi</strong> (1570 ca.-1630).<br />
<strong>Monaco benedettino</strong> vallombrosano, <strong>astrologo</strong>, uomo di vasta cultura, interessato alla politica, amico di <strong>Galileo Galilei</strong>, don Morandi «<em>fu ornato di molte virtù e particolarmente di astrologia e stimato da molti principi e cardinali</em>»<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p>
<p>Il 10 novembre 1590 prese gli ordini benedettini nel monastero di <strong>Vallombrosa</strong>, località poco distante da Firenze. Fu in stretto contatto con la famiglia <strong>Medici</strong> e soprattutto con don Giovanni de’ Medici (1567-1621), figlio naturale del duca Cosimo I, architetto ed esperto di alchimia, cabala e astrologia: si scambiavano spesso opinioni e appunti su temi astrologici e alchemici, con Giovanni che sovente si avvaleva della perizia astrologica di Morandi, come quando gli chiese di stendere il Tema natale per la sua compagna, la genovese Livia Vernazza<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Nel 1613, grazie anche al favore della famiglia Medici, divenne <strong>abate</strong> del monastero di <strong>Santa Prassede</strong> a Roma.<br />
Ben presto quel monastero divenne, sotto il suo impulso, un famoso, frequentatissimo e influente <strong>circolo esoterico</strong>, luogo di ritrovo e di convegni per quanti si interessavano di <strong>astrologia</strong>, di <strong>alchimia</strong> ma anche di <strong>politica</strong>. Qui Morandi, attorniato dai suoi innumerevoli libri (aveva una biblioteca fornitissima e frequentatissima da intellettuali e prelati), non solo redigeva oroscopi ma studiava assiduamente astrologia con piglio quasi scientifico, catalogando e archiviando numerose date di nascita divise per sesso, lavoro, tipo di morte, ecc. </p>
<p>Nel 1617 ritornò al monastero di Vallombrosa con la carica di Abate Generale (17 aprile), ufficio che tenne per quattro anni. Nel 1626 venne trasferito di nuovo a Santa Prassede a Roma, dove continuò a tenere aperto quel circolo intellettual-politico-esoterico cui aderivano varie personalità.</p>
<p>In una <strong>lettera</strong> indirizzata <strong>Galileo Galilei</strong>, che in quel tempo si trovava a Roma per tentare di ottenere l’imprimatur al suo “<em>Dialogo</em>”, invitava l’amico a Santa Prassede: </p>
<blockquote><p><em>Molto Ill.re S.r.mio Oss.mo.<br />
Domenica prossima della Santissima Trinità sto attendendo esser favorito da V. S. a far penitenza quassù a S.ta Prassedia, dove sarà il P. Consultore, Maestro Lodovico Corbusio, già Inquisitore di Firenze, et il P. Visconti, compagno del P. Rev.mo Maestro di Sacro Palazzo. Non occorrerà che s’incomodi di rispondere, ma prepararsi a venire, aspettandola infallantemente; e le bacio affettuosamente le mani.<br />
Di S.ta Prassedia, il dì 24 Mag. 1630.</em><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a></p></blockquote>
<p>Si può pensare che mettersi a parlare di stelle e pianeti assieme a personaggi legati all’<strong>Inquisizione</strong> non sia certo il massimo, se non sapendo che quel P. Visconti citato nella lettera è il domenicano Raffaele Visconti, professore di matematica che ebbe poi l’incarico di rivedere il manoscritto del “<em>Dialogo</em>” che poi approvò con alcune correzioni e che tra l’altro era un eminente astrologo ascoltatissimo da Morandi e non solo. </p>
<p>Astrologia e potere, astrologia e politica, sono andate spesso a braccetto insieme, ma nella Roma barocca l’astrologia s’era ritrovata a dover forzatamente convivere con i più biechi <strong>giochi di potere</strong>; in special modo personaggi <strong>poco raccomandabili</strong> o interessati (soprattutto alti prelati), come il potente domenicano Niccolò Ridolfi o il cardinale spagnolo Gaspare Borgia, s’erano addentrati in loschi intrighi ai danni del papa e del suo potere, e se l’astrologia poteva dar loro una mano – pensavano – che ben venisse anch’essa nel novero di quegli strumenti atti allo scopo, come i <strong>magici cerimoniali negromantici</strong> di Giacinto Centini e di fra Bernardino da Montalto a cui i due prelati spesso ricorrevano. </p>
<p>Tutto questo, direttamente o indirettamente, sembrava avere come “centro direttivo” (o almeno così veniva detto) il <strong>circolo intellettual-politico-esoterico</strong> di Santa Prassede, e fu così che per spezzare la cerchia degli intrighi l’adiratissimo papa Urbano VIII, il 13 luglio 1630, fece <strong>arrestare</strong> don Orazio Morandi con false accuse legate a supposti eventi immorali accaduti nella basilica romana ma in sostanza per aver stilato, lui e altri, l’<strong>oroscopo del papa</strong> e aver predetto che sarebbe dovuto <strong>morire</strong> proprio in quell’anno, previsione che, vista l’alta reputazione astrologica della quale godeva Morandi, aveva fatto arrivare a Roma addirittura alcuni cardinali spagnoli convinti che di lì a poco ci sarebbe stato il <strong>conclave</strong> per l’elezione del nuovo pontefice. Sottoposto a processo, venne riconosciuto <strong>colpevole</strong>, condotto nella prigione di Tor di Nona e <strong>torturato</strong>. </p>
<p>Il <strong>processo</strong> a don Orazio Morandi vide coimputati un numero incredibile di <strong>ecclesiastici</strong>: anche il domenicano Raffaello Visconti venne processato (pure lui aveva steso l’oroscopo del papa contemplandone la morte), ma ne uscì quasi indenne (venne bandito da Roma) grazie a un sotterfugio, cioè fece suo un oroscopo del papa steso da <strong>Tommaso Campanella</strong> dove invece si dimostrava la falsità delle previsioni mortifere, almeno stando a una lettera dello stesso Campanella che questi inviò a Urbano VIII anni dopo quegli eventi ricostruendone i fatti: «<em>e quando questo Rafael fu ritenuto come gli altri astrologi, fece per discolparsi un’altra natività di Vostra Beatitudine, e si servio delle ragioni mie, per dimostrar che non avea consentito, e sfuggir la galera</em>»<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p>
<p><strong>Galileo Galilei</strong>, rientrato nel frattempo a Firenze, chiese <strong>notizie</strong> del suo amico incarcerato a Vincenzio Langieri che in data 17 agosto 1630, da Roma, così rispose: </p>
<blockquote><p><em>Qui ancora si dicono gran cose e si sentono molte ciarle intorno alla causa criminale della quale V. S. desidera esser ragguagliata; ma in sostanza passa con tanta secretezza, che niente si può affermar di sicuro: tuttavia dell’amico che lei accenna</em> [cioè Orazio Morandi, N.d.A], s<em>e ben si è qualche poco imbrogliato nell’esamina, pare si possa sperar bene, riguardando alla retta intentione e natura del Principe, che senza gran causa non verrà a risolutioni straordinarie contro persona così qualificata</em> […].<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a> </p></blockquote>
<p>Purtroppo il fatto di essere, Morandi, «<em>persona così qualificata</em>», non impedì il tragico epilogo: <strong>morì</strong> infatti in carcere, si dice <strong>avvelenato</strong>, il 7 novembre 1630.<br />
Nelle vecchie carte del monastero di Vallombrosa (“<em>Memorialis Monachorum Vallis Umbrosae</em>”) si legge, a firma dell’abate don Diamante Rossi: </p>
<blockquote><p><em>E questa fu la fine dell’Abate Morandi, uomo degnissimo nelle materie politiche, versatissimo nelle astrologiche</em> […]. <em>E veda ognuno quanto la professione astrologica sia fallace ed incerta poiché l’astrologo stesso non valse a prevedere la propria morte infelicissima e l’oscuro carcere</em><a href="#nota6"name="testo6">[6]</a></p></blockquote>
<hr/>
<a name="nota1">[1] FRANCESCO SELMI, “<em>Un particolare ignoto della vita di Galileo Galilei</em>”; in: AA.VV, “<em>Nel trecentesimo natalizio di Galileo in Pisa. XVIII febbraio MDCCCLXIV</em>”, Tipografia Nistri, Pisa 1864, p. 41.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] G. ERNST, <em>op. cit.</em>, p. 226.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Lettera di don Orazio Morandi a Galileo Galilei in Roma scritta da Roma il 24 maggio 1630, in: ANTONIO FAVARO (a cura di), “<em>Le Opere di Galileo Galilei. Edizione nazionale sotto gli auspici di Sua Maestà il Re d’Italia</em>”, Volume XIV, Carteggio anno 1629-1632, n. 2016, p. 107, Tipografia Barbèra, Firenze 1890-1909.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4]TOMMASO CAMPANELLA, “<em>Opuscoli astrologici. Come evitare il fato astrale. Apologetico. Disputa sulle Bolle</em>”, introduzione, traduzione e note di Germana Ernst, BUR, Milano 2003, p. 21.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Lettera di Vincenzio Langieri a Galileo Galilei in Firenze scritta da Roma il 17 agosto 1630, in: ANTONIO FAVARO (a cura di), <em>op. cit.</em>, n. 2048, pp. 134-135.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] F. SELMI, <em>op. cit.</em>, p. 42.<a href="#testo6">&uArr;</a></p>
<hr/>
Foto da: www.guidaroma.info</p>
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		<title>Eclissi solare 21.08.2017</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2017 12:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[donald trump]]></category>
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		<description><![CDATA[Le eclissi di Sole sono prodotte dall’interposizione della Luna tra il Sole e la Terra che nasconde, in tutto o in parte, il disco solare (visti dalla Terra, Sole e Luna sono in congiunzione e si ha un novilunio), mentre le eclissi di Luna sono prodotte dall’interposizione della Terra tra il Sole e la Luna [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>eclissi di Sole</strong> sono prodotte dall’interposizione della Luna tra il Sole e la Terra che nasconde, in tutto o in parte, il disco solare (visti dalla Terra, Sole e Luna sono in congiunzione e si ha un novilunio), mentre le <strong>eclissi di Luna</strong> sono prodotte dall’interposizione della Terra tra il Sole e la Luna che così va ad intercettare, parzialmente o totalmente, i raggi che dal Sole andrebbero alla Luna (visti dalla Terra, Sole e Luna sono in opposizione e si ha un plenilunio).</p>
<p> <span id="more-3126"></span></p>
<p>Se l’orbita della Luna giacesse sul piano dell’eclittica si avrebbe un’eclissi di Sole a ogni novilunio e un’eclissi di Luna a ogni plenilunio, ma l’orbita lunare è inclinata rispetto all’eclittica di circa 5° quindi si ha un’eclissi solo quando la Luna si trova a passare in uno dei <strong>nodi</strong> della sua orbita al momento preciso di una “<em>sizigia</em>” (termine con il quale si indica il punto in cui la Luna è in congiunzione o in opposizione con il Sole): a quel punto i centri della Luna, del Sole e della Terra si trovano sulla stessa retta e si ha un’eclissi. </p>
<p>Il <strong>21 agosto</strong> prossimo abbiamo un’<strong>eclissi di Sole</strong> che interesserà principalmente l’intero <strong>continente nordamericano</strong>, <em>coast to coast</em>, partendo da Salem (Oregon) e arrivando a Charleston (Carolina del Sud). </p>
<p>Inizierà alle ore 15.46 UT e terminerà alle ore 21.04 UT.<br />
L’eclissi maggiore avrà una durata di 2m 40s circa e interesserà il villaggio di Makanda Township (Jackson County) nell’Illinois (lat. 37°N38’, long. 89°W13’).<br />
Si presenterà sul cielo di Washington alle ore 14.30 locali a 28° Leone. Questo il Tema del momento:</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/08/Eclissi_Tema-21.08.17-e1503143977358.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/08/Eclissi_Tema-21.08.17-e1503143977358.jpg" alt="Eclissi_Tema 21.08.17" width="550" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-3123" /></a></p>
<p>Da notare che l’eclissi, a <strong>28° Leone</strong>, si trova sull’A<strong>scendente</strong> e sul <strong>Marte</strong> del Tema di <strong>Donald Trump</strong>, almeno stando all’ora da lui data ché la madre lo dice nato un’ora prima. Da notare altresì l&#8217;Ascendente del Tema dell&#8217;eclissi sulla <strong>Luna Nera</strong> di Trump e <strong>Saturno</strong> e <strong>Luna Nera</strong> del Tema dell&#8217;eclissi esattamente <strong>congiunti</strong> alla <strong>Luna</strong> del Presidente quindi anche <strong>opposti</strong> al suo <strong>Sole</strong>.<br />
Qui il <strong>Tema natale</strong> del Presidente USA:</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/08/Trump-e1503143880883.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/08/Trump-e1503143880883.jpg" alt="Trump" width="550" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-3125" /></a></p>
<p>Per gli antichi un’eclissi di Sole era deleteria per i regnanti. Se così è non si può escludere un qualche evento che potrà interessare Trump da qui a due anni circa.</p>
<hr/>
Foto da: www.stjomo.com</p>
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		<title>Da che mondo è mondo&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 12:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[agostino nani]]></category>
		<category><![CDATA[furbi]]></category>
		<category><![CDATA[professionalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da che mondo è mondo in ogni attività lavorativa ci sono quelli professionali, onesti e quelli un po’ meno professionali e un po’ meno onesti, e questo a maggior ragione se l’attività è una di quelle non riconosciute, che non passano al vaglio di un percorso di studi che qualifichino la professionalità di chi la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da che mondo è mondo in ogni <strong>attività lavorativa</strong> ci sono quelli professionali, <strong>onesti</strong> e quelli un po’ meno professionali e un po’ <strong>meno onesti</strong>, e questo a maggior ragione se l’attività è una di quelle <strong>non riconosciute</strong>, che non passano al vaglio di un percorso di studi che qualifichino la professionalità di chi la esercita.</p>
<p> <span id="more-3118"></span></p>
<p>In queste rientra, purtroppo, l’<strong>astrologia</strong>. Sì, certo, in Italia esiste un percorso di studi astrologici messo in atto dal <em>Centro Italiano Discipline Astrologiche</em>, ma nella maggior parte dei casi, essendo l’astrologia una “materia libera”, ognuno può, anche dopo aver letto <strong>un solo libro</strong> astrologico, qualificarsi come <strong>astrologo</strong>, con tutti i danni che ne deriva al povero cliente e all’astrologia stessa. Certo, poi sarà lo stesso <strong>improvvisato</strong> astrologo che danno dopo danno alla fine si autoescluderà dal campo astrologico, ma intanto il vaso si è rotto.</p>
<p>Non crediate però che tutto questo sia un male solo dei tempi che viviamo: da sempre ci sono stati gli <strong>improvvisatori</strong>, i furbi e i disonesti.</p>
<p>Ne fa fede un libretto astrologico uscito nel <strong>1622</strong> di un <strong>frate</strong> e <strong>astrologo</strong> bolognese, Agostino Nani, dal titolo “<em>Breve Trattato Astrologico Sopra l’Anno M.DC.XXII</em>”.</p>
<p>Nell’introduzione Nani, che è un religioso, esorta i propri lettori a prendere le armi sante della virtù per combattere contro i nemici della Santa Fede, mentre lui cercherà di <strong>strappare</strong> l’astrologia dalle mani di chi la <strong>imbratta</strong>:</p>
<blockquote><p>[…] <em>io dall’altro canto attenderò a svegliare dal lungo sonno del silentio tanti nobilissimi spiriti, ed amatori della destituta Astrologia, facendo loro vedere, e toccare con mano l’infelice suo stato, onde perciò si muovano a levarla dal potere di molti huomini idioti, e plebei, ch’hoggidì si vogliono fregiare di così honorato nome, come è quello d’Astrologo</em> […].</p></blockquote>
<p>Che dire? Di acqua ne è passata sotto i ponti, ma l’infelice stato in cui si trovava l’astrologia ai tempi di Nani… chissà perché mi ricorda qualcosa. Mah!</p>
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		<title>Masaniello</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jul 2017 07:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[parte dei nemici]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 370 anni fa, il 16 luglio 1647, moriva assassinato Tommaso Aniello d’Amalfi, meglio conosciuto come Masaniello. Era nato a Napoli il 19 giugno 1620. Fu a capo dell’insurrezione popolare che nel luglio 1647 si scatenò a Napoli causa l’esosità di alcune gabelle imposte dai governanti spagnoli sui prodotti ortofrutticoli. Partita il 7 luglio, la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 370 anni fa, il 16 luglio 1647, moriva assassinato <strong>Tommaso Aniello d’Amalfi</strong>, meglio conosciuto come Masaniello. Era nato a Napoli il 19 giugno 1620.</p>
<p> <span id="more-3108"></span></p>
<p>Fu a capo dell’<strong>insurrezione popolare</strong> che nel luglio 1647 si scatenò a Napoli causa l’esosità di alcune gabelle imposte dai governanti spagnoli sui prodotti ortofrutticoli.<br />
Partita il 7 luglio, la rivolta capeggiata da Masaniello dilagò per tutta la città: vennero bruciate le case dei burocrati responsabili delle gabelle così come furono dati alle fiamme i registri delle imposte e liberati i prigionieri politici. Alla fine gli spagnoli si trovarono costretti ad accettare le richieste del popolo.</p>
<p>Questa fu certo una <strong>vittoria</strong> di Masaniello, osannato dalla popolazione e tenuto buono dagli spagnoli che addirittura lo nominarono “Capitano generale del fedelissimo popolo napoletano” e più volte ricevuto a Palazzo Reale, un successo che però gli procurò non pochi <strong>nemici</strong> e non solo fra i nobili: alcuni suoi comportamenti stravaganti e <strong>allucinanti</strong> crearono dei malumori anche tra i suoi compagni; probabilmente si montò la testa o forse era quella sua supposta <strong>pazzia</strong>, sta di fatto che cominciò a ordinare esecuzioni dei suoi nemici in modo anche indiscriminato; si racconta poi che volesse trasformare la Piazza del Mercato in un porto costruendovi anche un ponte per collegare Napoli alla Spagna. </p>
<p>Il 16 luglio, <strong>tradito</strong> dai suoi compagni, cadde sotto i colpi di archibugio sparati da alcuni capitani del popolo <strong>corrotti</strong> dagli spagnoli. Venne decapitato e il suo corpo gettato in una discarica; la testa venne portata al Viceré come trofeo. </p>
<p>Ma già dal giorno dopo la popolazione dovette ricredersi, perché <strong>ritornarono</strong> le gabelle, i soprusi e quant’altro si era allentato se non scomparso nella settimana di “reggenza” di Masaniello.<br />
Fu così che alcuni recuperarono il suo corpo che avvolto in una coperta venne portato in <strong>processione</strong> per tutta Napoli, osannato e implorato quasi fosse un <strong>santo</strong>. Altri poi ripresero in mano le istanze portate avanti da Masaniello e la rivolta riprese, non più e non solo contro le gabelle ma contro il potere spagnolo.</p>
<p>Qui sotto abbiamo il <strong>Tema natale</strong> di Masaniello, così come riportato da <strong>Placido Titi</strong> (1603-1668) nel tomo primo (pag. 256) del suo trattato di medicina astrologica “<em>De Diebus Decretoriis Et Aegrorum Decubitu…</em>”<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, stampato a Pavia nel 1660 (tomo primo) e 1665 (tomo secondo).<br />
Placido dà come <strong>data natale</strong> il 19 giugno 1620 alle ore 22 dopo il tramonto corrispondente a circa le 17.30 locali.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/07/Masaniello2-e1500189424172.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/07/Masaniello2-e1500189424172.jpg" alt="Masaniello2" width="550" height="471" class="aligncenter size-full wp-image-3101" /></a></p>
<p>Visto il ruolo che <strong>nemici</strong> e <strong>traditori</strong> hanno avuto nella sua breve vita, andiamo a calcolare la <strong>Parte dei Nemici</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>: la troviamo a 04° 12’ Gemelli, in congiunzione al Discendente, situazione che disegna mirabilmente il tradimento dei suoi “soci”.</p>
<p>Congiunta all’Ascendente abbiamo addirittura la <strong>Parte di Fatalità o del Destino</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a> (01° 23’ Sagittario), che indica sì un destino <strong>importante</strong> o fuori dal comune ma che spesso si porta dietro <strong>pericoli</strong> e calamità. Da notare Giove, signore quindi rappresentante di questa Parte, in congiunzione a Plutone.</p>
<p>A questo proposito troviamo la <strong>Parte del Pericolo</strong><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a> a 26° 32’ Cancro in esatta congiunzione a <strong>Urano</strong>, situazione che non ha certo bisogno di commenti.</p>
<p>Abbiamo poi la <strong>Parte di Morte</strong><a href="#nota5"name="testo5">[5]</a> a 12° 34’ Scorpione, sulla cuspide della <strong>Dodicesima Casa</strong> (nemici occulti) e governata quindi rappresentata da quel <strong>Plutone</strong> che avevamo visto essere in congiunzione a <strong>Giove</strong> signore della Parte di Fatalità.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/07/Masaniello3-e1500189570938.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/07/Masaniello3-e1500189570938.jpg" alt="Masaniello3" width="550" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-3102" /></a></p>
<p>Osservando la <strong>Rivoluzione Solare</strong> dell’anno della sua morte (qui sopra), oltre a trovare l’Ascendente nell’<strong>Ottava natale</strong>, vediamo la <strong>Parte di Morte</strong> a 06° 23’ Gemelli, congiunta a Mercurio, a Plutone, quadrata a Marte e opposta a Nettuno, ma soprattutto congiunta alla <strong>Parte dei Nemici natale</strong>; anche questa una situazione che non ha certo bisogno di ulteriori spiegazioni.<br />
Da notare <strong>Urano</strong> in congiunzione alla <strong>Parte di Fatalità o Destino natale</strong>, Urano che nel Tema di nascita era congiunto alla Parte di Pericolo.<br />
E qui mi fermo per non annoiarvi ulteriormente.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] “<em>De Diebus Decretoriis Et Aegrorum Decubitu Ad iuvandam praeclaram Artis Medicae Professionem iuxta Summor. Pontif. &#038; Sacr. Concil. Tridenti indultum, Epitome Astrosophica Physicis maxime rationibus, deinde Galeni, Aristot. &#038; Ptolemaei praeceptis contexta: A D. Placido De Titis Perusino Olivetano In Almo Tycinensis Gymnasio Mathematicar. Professore publice exhibita. Cum LX. Exemplis apud gravissimos Authores inventis</em>”. Tomus Primus, Ticini Regii, M.DC.LX. Ex Officina Ioannis Andreae Magrij in Via Nova.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota1">[2] La formula è: Ascendente + Cuspide XII Casa – Governatore XII Casa.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota1">[3] La formula è: Ascendente + Saturno – Sole.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota1">[4] La formula è: Ascendente + Governatore VIII Casa – Saturno.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota1">[5] La formula è: Cuspide VIII Casa + Saturno – Luna.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>L&#8217;astrologia nel mondo arabo antico</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jul 2017 13:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[al-biruni]]></category>
		<category><![CDATA[al-kindi]]></category>
		<category><![CDATA[algebra]]></category>
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		<category><![CDATA[astrologia araba]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 luglio del 622 d.C. il profeta Muhammad (570?-632), a seguito delle ostilità a lui rivolte dalle autorità politiche e religiose per le sue prediche monoteiste, fu costretto a emigrare (egira) dalla città della Mecca verso Medina (allora Yathrib). Ritornerà, trionfante, nel 630, due anni prima di morire. Nel 637, dal califfo Omar, verrà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 16 luglio del 622 d.C. il profeta Muhammad (570?-632), a seguito delle ostilità a lui rivolte dalle autorità politiche e religiose per le sue prediche monoteiste, fu costretto a emigrare (egira) dalla città della Mecca verso Medina (allora Yathrib).<span id="more-3090"></span></p>
<p> Ritornerà, trionfante, nel 630, due anni prima di morire.<br />
Nel 637, dal califfo Omar, verrà ufficializzato il Calendario islamico il cui anno 0 verrà posto al 622 d.C. </p>
<p>Dopo appena una decina di anni dalla morte di Muhammad l’Islam (letteralmente ‘sottomissione’, ‘abbandono a Dio’) era religione in tutta la penisola arabica, e da lì partì un’<strong>espansione islamica</strong> nell’Africa del Nord, in Spagna, Italia meridionale, Persia, India, Cina. </p>
<p>Inizialmente, durante la veloce conquista militare, i musulmani (<em>muslim</em>, colui che professa l’Islam), presi dall’ardore religioso non si curarono affatto della cultura dei paesi che conquistavano, anzi, spesso scendevano a veri e propri atti di <strong>distruzione</strong> come ad esempio quella perpetrata dal <strong>califfo Omar</strong> che conquistando Alessandria ordinò nel 641 di <strong>bruciarne</strong> la famosa <strong>Biblioteca </strong>adducendo che se i libri che lì vi erano custoditi asserivano le stesse cose del Corano erano inutili, se dicevano il contrario erano dannosi. </p>
<p>Fu solo verso l’VIII-IX secolo che nel mondo islamico, grazie a un più stretto <strong>contatto</strong> con la <strong>cultura</strong> dei paesi conquistati, si fa strada un <strong>forte interesse</strong> per le discipline filosofiche, matematiche, astronomiche, in special modo quelle del mondo ellenistico grazie alla traduzione in arabo delle opere di Aristotele, Euclide, Platone. </p>
<p>Anche e soprattutto i contatti con la <strong>Persia</strong> e più che altro con l’<strong>India</strong> avranno un notevole impatto nella cultura araba specie per quanto riguarda matematica e astronomia. L’India fu veramente una fucina di <strong>informazioni</strong> e <strong>cultura</strong> per il mondo arabo: già grazie agli Achemenidi<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, che nel V secolo a.C. estesero il loro dominio fino all’India nord occidentale, le nozioni astronomiche babilonesi arrivarono in India; in seguito, con la penetrazione dei Seleucidi<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> del IV e III secolo a.C., anche le <strong>idee greche</strong> attecchirono in India, e fu così che quando gli Arabi arrivarono in India vi trovarono una mole di lavori e <strong>scoperte astronomiche</strong> che, assieme a quelle acquisite direttamente dalle traduzioni arabe dei classici greci, divennero base sulla quale essi elaborarono una struttura astronomica e astrologica cui siamo debitori. </p>
<p>E però, se dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare, non possiamo non accennare all’apporto che un popolo come i <strong>Sabei</strong> seppe dare alla cultura araba, in special modo i Sabei di <strong>Harran</strong> in Mesopotamia: si racconta che quando l’imperatore Giustiniano<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a> chiuse la <strong>scuola platonica di Atene</strong> (529 d.C.) essa si trasferì prima ad Alessandria d’Egitto, poi ad Antiochia infine ad Harran, città quest’ultima nella quale già da parecchi secoli stavano confluendo <strong>tradizioni diverse</strong> che ne avevano fatto un <strong>centro</strong> di notevole cultura. </p>
<p>Eredi dello<strong> gnosticismo egiziano</strong> e della <strong>tradizione astrologica babilonese</strong>, i Sabei erano considerati veri e propri custodi dell’arte astrologica caldea: lo storico al-Ma’sudi (X secolo) racconta di due iscrizioni al di sopra del portale del luogo nel quale si riunivano i Sabei che così recitavano: “<em>Colui che conosce la sua natura diventa Dio</em>” e “<em>L’uomo è una pianta celeste con la radice rivolta verso il Cielo</em>”; racconta poi che la città di Harran era circondata da <strong>sette colline</strong> e su ognuna si ergeva un<strong> tempio</strong> dedicato a una divinità planetaria: così il tempio di <strong>Saturno</strong> aveva una forma esagonale e la statua del dio lì contenuta era di piombo; il tempio di <strong>Giove</strong> aveva forma triangolare e la statua era di stagno; quello di <strong>Marte</strong> era di forma quadrata e la statua del dio era di ferro; anche il tempio del <strong>Sole</strong> era di forma quadrata ma la statua che rappresentava il dio-Sole era d’oro; <strong>Venere</strong> aveva un tempio triangolare e la statua era ricoperta di rame; <strong>Mercurio</strong> aveva un tempio esagonale e la statua aveva delle piccole cavità dove veniva versato del mercurio; la <strong>Luna</strong> godeva di un culto particolare e il suo tempio era la terra stessa. </p>
<p>Si può veramente affermare che tutta la letteratura astrologica araba venne influenzata dalla cultura sabea, e altrettanto si può affermare che gli Arabi fecero veramente progredire sia l’astrologia sia l’astronomia: filosofi, matematici, astronomi e astrologi riuscirono davvero a rendere fertile e innovativa la cultura araba, e <strong>Baghdad</strong> (fondata il 24 luglio 762) divenne una delle sedi privilegiate in cui si riunivano le menti più eccelse a discutere del cielo, dei numeri, di Dio e dell’uomo. </p>
<p>Uno fra i primi astrologi alla corte dei califfi fu <strong>Teofilo di Edessa</strong> (685-785), cristiano maronita, autore di vaste opere astrologiche, che venne nominato capo degli astrologi alla corte del califfo al-Mahadî; partecipò, insieme ad altri astrologi, alla fondazione di Baghdad. </p>
<p>Ma Baghdad divenne un vero e proprio centro culturale grazie soprattutto all’azione del califfo <strong>al-Ma’mun</strong> (786-833), patrono di filosofi e scienziati, che fondò un’accademia chiamata ‘<em>Casa della Saggezza</em>’ i cui componenti si prodigarono nella traduzione di classici greci e di preziosi manoscritti provenienti da Bisanzio; appassionato e studioso di astronomia e astrologia, fondò nell’829 il primo <strong>Osservatorio</strong> permanente al mondo sulle colline di Baghdad. </p>
<p>Molti furono poi gli studiosi che riuscirono a dare notevoli contributi all’<strong>astrologia</strong> e alla scienza delle stelle in genere, e fra questi citiamo <strong>al-Khwārizmĭ</strong> (780-850), nato a Khiva in Uzbekistan e morto a Baghdad, matematico, astronomo e astrologo, autore del primo libro sull’algebra<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, di un importante trattato sulla numerazione indo-araba<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a> e di un’opera astronomica e astrologica (“<em>Sindhind zij</em>”) basata su testi astronomici indiani dati in dono alla corte Abasside da una missione diplomatica indiana nel 770 (uno dei primi, se non addirittura il primo contatto degli Arabi con l’astronomia indiana).</p>
<p><strong>Abū-Ma’šhar</strong> (787-886)<a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>, conosciuto nel Medioevo con il nome latinizzato in Albumasar, autore di testi importanti come il “<em>Liber introductorii maioris ad scientiam iudiciorum astrorum</em>” (“Grande introduzione alla scienza dell’astrologia”) in otto libri, tradotto in latino da Giovanni di Siviglia nel 1138, oppure come “<em>De magnis coniunctionibus</em>” (“Le grandi congiunzioni”), anch’esso composto di otto libri, tutte opere che ebbero un grosso impatto nella cultura astrologica del medioevo cristiano.</p>
<p><strong>Al-Kindi</strong> (800-873), nato a Bassora e morto a Baghdad; considerato “il filosofo degli Arabi”, vero uomo di cultura del suo tempo, si interessò sia di medicina che di matematica e di astronomia; fu il primo a parlare dettagliatamente di metafisica riguardo l’astrologia; autore, fra le altre cose, del “<em>De Radiis</em>”, in cui tratta di astrologia e magia naturale. </p>
<p><strong>Al-Farghāni</strong> (805-880), anche lui come al-Khwārizmĭ nato in Uzbekistan, a Fergana, conosciuto con il nome latinizzato Alfargani, figura notevole di astronomo e matematico, autore del “<em>Kitab fi al-Harakat al-Samawiya</em>” (“Elementi di Astronomia”), il trattato di astronomia più celebre fino al XVII secolo e che nella sua traduzione latina (ad opera prima di Giovanni de Luna e in seguito di Gherardo da Cremona) era presente in tutte le biblioteche europee e a cui si rifece Dante (nella traduzione di Gherardo da Cremona) per le sue esposizioni astronomiche presenti nel <em>Convivio</em> e nella <em>Vita Nova</em>.</p>
<p><strong>Al-Battānĭ</strong> (858-929), conosciuto con il nome latinizzato Albatenius, nato ad Harran (la sua famiglia apparteneva alla setta dei Sabei), astronomo, matematico e astrologo (denominato il “Tolomeo arabo”), autore del “<em>Kitab az-zij</em>” (“Libro delle Tavole”), tradotto in latino da Platone di Tivoli nel 1116 con il titolo “<em>De motu stellarum</em>” e in cui sono esposti, tra le altre cose, perfezionamenti della durata dell’anno, della precessione degli equinozi e un catalogo di 489 stelle. </p>
<p><strong>Al-Qabisi</strong> (morto nel 967 a Saragozza), conosciuto con il nome latinizzato Alcabitius, autore di una “<em>Introduzione all’arte dell’Astrologia</em>” che si può considerare il trattato astrologico più famoso nel medioevo e in cui tratta della stesura di un Tema di natività con un sistema di domificazione che da lui prende il nome.</p>
<p>L’egiziano <strong>ibn  Yunus</strong> (950-1009), nato a Il Cairo, astronomo e astrologo alla corte del califfo al-Aziz prima e poi di suo figlio al-Hakim, autore dell’opera “<em>al-Zij al-Hakimi al-kabir</em>”, dove spiegava tra le altre cose il calcolo per la stesura di un Tema astrale e le varie rivoluzioni solari, e delle “<em>Tavole Hakemite</em>”, effemeridi usate poi secoli dopo per compilare le Tavole Alfonsine; predisse la sua morte con precisione, e la settimana prima si rinchiuse in casa aspettandola e recitando versi del Corano.</p>
<p><strong>Al-Bīrūnī</strong> (973-1048)<a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>, uno dei massimi scienziati arabi, autore di più di cento opere che spaziano dall’astronomia alla geografia, dalla matematica alla medicina alla mineralogia, e fra le quali citiamo il “<em>Kitāb al-Tafhīm</em>” (“Libro delle istruzioni sui principi dell’arte dell’astrologia”), una eccellente sintesi tra elementi astrologici greci, indù e iranici.</p>
<p>Il persiano <strong>ibn Sina</strong> (980-1037), nato a Afshena, conosciuto con il nome latinizzato Avicenna, medico, matematico, astronomo; all’età di tredici anni iniziò a studiare medicina e a sedici già trattava pazienti con tale eccelsa maestria che la sua fama arrivò fino alle orecchie del sultano che acconsentì a sottoporsi alle sue cure traendone grossi benefici; è autore, tra le 450 opere da lui scritte, del “<em>Kitab al-Shifa</em>” (“Il libro delle cure”) in cui tratta anche di astronomia e astrologia, di quest’ultima asserendo la sua importanza per una corretta indagine medica, anche se spesso, dice, le predizioni astrologiche sono fallaci, ma questo non tanto per colpa dell’astrologia quanto dell’incapacità umana a leggere attentamente il cielo.</p>
<p><strong>Al-Zarqālĭ</strong> (1028-1087), conosciuto in Occidente con il nome di Arzachel, fu il maggior astronomo del suo tempo e svolse la sua attività in Spagna, a Toledo; sue sono le famose tavole planetarie note come “<em>Tavole toledane</em>”; fu anche inventore di uno strumento per i calcoli trigonometrici, una sorta di astrolabio universale, la <em>safiha zarqālliyya</em> (lamina di al-Zarqālĭ), conosciuta come <em>saphaea</em>. </p>
<p>Di derivazione araba (beduina, preislamica, islamica) sono poi molti nomi di stelle: tanto per dare alcuni esempi, <em>Aldebaran</em>, l’alfa della costellazione del Toro, deriva dal preislamico <em>al-dabarān</em>, ‘la seguente’, riferendosi al fatto che questa stella sembra seguire nel cielo le Pleiadi; <em>Hamal</em>, l’alfa della costellazione dell’Ariete, deriva il suo nome da quello islamico della costellazione, <em>al-hamal</em>, ‘l’agnello’; <em>Algedi</em>, l’alfa della costellazione del Capricorno, deriva il suo nome dall’islamico <em>al-jady</em>, ‘il capretto’. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Gli Achemenidi furono una dinastia persiana che dalla metà del VI secolo a.C. fino al IV secolo a.C. dominò in buona parte dell’Asia anteriore. Guida di questa dinastia furono, nel tempo, il suo fondatore Ciro il Grande, il primo ad essere chiamato “Re di Persia”, Cambise, Dario I, Serse I. Si estinse nel 330 a.C. dopo l’assassinio di Dario III vinto da Alessandro Magno nella battaglia di Gaugamela (332 a.C.).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] I Seleucidi erano una dinastia siriana fondata da Seleuco I Nicatore (358-281 a.C.) che governò sui territori asiatici dell’ex regno di Alessandro Magno. La loro capitale era Antiochia. Furono eccelsi protagonisti della cultura avviando un capillare processo di ellenizzazione.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Flavio Pietro Sabbazio Giustiniano, conosciuto come Giustiniano I, nacque l’11 maggio 483 (corrispondente al nostro 12 maggio) vicino a Skopje in Macedonia. Nel suo Tema natale un Grande Trigono di Terra fra Mercurio, Marte e Urano dà ragione della rivoluzione giuridica da lui attuata volta a organizzare in uno schema omogeneo il diritto romano. Divenne imperatore dell’Impero Romano d’Oriente il 1° agosto del 527.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] “<em>Kitab al-muhtasar fi hisab al-Jabr wa al-Muqabalah</em>” (“Compendio di calcolo attraverso il completamento e il bilanciamento”). Dalla parola <em>al-jabr</em>, che significa ‘completamento’ o ‘aggiustamento’, viene il nostro termine ‘algebra’.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] “<em>Algoritmi de numero Indorum</em>” (“al-Khwārizmĭ sull’arte indiana dei Calcoli”): in questa opera al-Khwārizmĭ introdusse la cifra zero nella cultura occidentale. Dal suo nome latinizzato viene il termine ‘algoritmo’.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Abū-Ma’šhar nacque a Balkh, in Afghanistan, il 10 agosto 787 (corrispondente al nostro 14 agosto), con Sole e Urano congiunti in Leone ai quali facevano da corollario, sempre in Leone, Marte e Mercurio. Morì a al-Wasit, Iraq, il 9 marzo 886.<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] al-Bīrūnī nacque a Hwārizm, Turkmenistan, il 4 settembre 973 (corrispondente al nostro 9 settembre) alle ore 05.11, Sole, Mercurio e Ascendente in Vergine, Luna e Urano congiunti in Scorpione. Morì a Ghaznah, Afghanistan, il 13 dicembre 1048.<a href="#testo7">&uArr;</a></p>
<hr/>
Tratto dal mio libro: &#8220;Trattato tecnico di astrologia&#8221; ed. Hoepli<br />
Foto da: www.niqash.org</p>
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		<title>I &#8220;Principia&#8221; di Newton</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 22:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 330 anni fa, il 5 luglio 1687, vedeva la luce il trattato in tre libri “Philosophiae Naturalis Principia Mathematica” di Isaac Newton. Un capolavoro che darà il via alla rivoluzione scientifica ma che soprattutto ebbe una grande portata storica e culturale presentando una nuova visione del mondo. Qui Newton enuncia le tre leggi della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 330 anni fa, il 5 luglio 1687, vedeva la luce il<strong> trattato</strong> in tre libri “<em>Philosophiae Naturalis Principia Mathematica</em>” di Isaac Newton.<span id="more-3079"></span></p>
<p>Un capolavoro che darà il via alla <strong>rivoluzione scientifica</strong> ma che soprattutto ebbe una grande portata storica e culturale presentando una <strong>nuova visione del mondo</strong>. </p>
<p>Qui Newton enuncia le <strong>tre leggi della meccanica</strong>, del moto, i tre principi della dinamica (I legge: qualunque corpo non soggetto a forze rimane nello stato di riposo o di moto rettilineo uniforme. – II legge: la variazione della quantità di moto è proporzionale e concorde alla forza applicata. – III legge: l’azione e la reazione sono uguali ed opposte) e la legge di <strong>gravitazione universale</strong>.</p>
<p>L’opera è composta da tre libri: nel I libro tratta della legge di conservazione della quantità di moto; nel II libro tratta del moto dei corpi in un mezzo resistente e del moto dei fluidi quindi dell’idrodinamica; nel III libro tratta dell’ordinamento del mondo e della legge di gravitazione universale.</p>
<p>Isaac Newton nacque a Woolsthorpe, Inghilterra, il 25 dicembre 1642 alle ore 01.00 (corrispondente al nostro 4 gennaio 1643; l’Inghilterra infatti adottò il calendario gregoriano solo il 2 settembre 1752). Morì a Londra il 20 marzo 1727.</p>
<p>Matematico, fisico, scienziato e alchimista, dopo gli studi al <em>Trinity College</em> entrò come docente di Matematica a Cambridge ottenendo subito molti apprezzamenti. Dopo studi e ricerche in campo ottico (<em>Hypothesis of Light</em>, 1675), nel 1687 pubblicò, spinto dall’astronomo Edmund Halley (1656-1742), la sua opera più famosa, appunto “<em>Philosophiae Naturalis Principia Mathematica</em>”.</p>
<p>Nel 1703 divenne presidente della <em>Royal Society</em>, dove però venne ai ferri corti con l’astronomo reale John Flamsteed (1646-1719) quando questi tentò di ‘rubargli’ un catalogo di osservazioni.</p>
<p>Si interessò molto di <strong>alchimia</strong>, scrivendo anche un&#8217;opera alchemica dal titolo &#8220;<em>Praxis</em>&#8221; (1693), e di <strong>astrologia</strong>; si dice che le sue famose crisi, depressioni e attacchi di panico fossero dovuti ai vapori di mercurio inalati durante le sperimentazioni alchemiche: l’economista John Maynard Keynes (1883-1946), famoso per la sua collezione di documenti e lavori di Newton, disse, studiandone l’opera, che Newton non fu il primo dell’Età della Ragione, ma l’ultimo dei Maghi.</p>
<p>Di Newton è poi spesso citata la risposta data all’astronomo Halley che criticava la sua predilezione per l’<strong>astrologia</strong>: “<em>Signore, io l’ho studiata, voi no</em>”. </p>
<p>Qui sotto il Tema natale di Isaac Newton; l&#8217;ora non è sicura: alcune fonti indicano genericamente tra le 1 e le 2 di notte.</p>
<p>Da notare comunque la Parte dei Nemici a 27°31&#8242; Cancro, congiunta al Medio Cielo: infatti questi non gli mancarono, come il già citato John Flamsteed, oppure il fisico inglese Robert Hooke (1635-1703), che criticò aspramente alcune teorie di Newton con quest&#8217;ultimo che si offese talmente tanto che i due rimasero acerrimi nemici per tutta la vita.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/07/Newton2-e1499178844209.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/07/Newton2-e1499178844209.jpg" alt="Newton2" width="550" height="479" class="aligncenter size-full wp-image-3078" /></a></p>
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		<title>Il calendario islamico</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 11:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Introdotto dal profeta Muhammad (570?-632), che abolì il vecchio calendario luni-solare, è di natura rigorosamente lunare. Si basa su un ciclo di 30 anni di 12 mesi lunari ciascuno; ogni mese è composto di 29 o 30 giorni, per un totale di 354/355 giorni in un anno. Affinché questi mesi possano poi accordare la loro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Introdotto dal profeta Muhammad (570?-632), che abolì il vecchio calendario luni-solare, è di natura rigorosamente <strong>lunare</strong>. Si basa su un ciclo di <strong>30 anni</strong> di 12 mesi lunari ciascuno; ogni mese è composto di 29 o 30 giorni, per un totale di 354/355 giorni in un anno. <span id="more-3068"></span></p>
<p>Affinché questi mesi possano poi <strong>accordare</strong> la loro durata sul ciclo della lunazione, ogni ciclo trentennale è formato da <strong>19 anni</strong> di 354 giorni (chiamati anni “normali”) e da <strong>11 anni</strong> di 355 giorni (chiamati anni “abbondanti”); il giorno in più, in questi 11 anni “abbondanti”, viene dato al dodicesimo e ultimo mese, <em>Dhū al-Hijjah</em>, che da 29 giorni passa a 30. Nel ciclo trentennale, questi 11 anni cadono il 2°, 5°, 7°, 10°, 13°, 16°, 18°, 21°, 24°, 26° e 29° anno. </p>
<p>Questo sistema permette di stabilire un <strong>perfetto accordo</strong> tra la durata del <strong>mese calendarial</strong>e e quella del <strong>mese sinodico</strong> (29,5306); infatti:</p>
<p>354 giorni x 19 anni = 6726 giorni<br />
355 giorni x 11 anni = 3905 giorni<br />
6726 + 3905 = 10631 giorni in 30 anni<br />
10631 / 30 = 354,3666 giorni in un anno<br />
354,3666 / 12 = 29,5305 giorni di media in un mese</p>
<p>Ovviamente come tutti i calendari lunari anche in questo l’anno si trova ad avere <strong>11 giorni</strong> in meno rispetto all’anno solare o tropico, così che il primo giorno del primo mese del calendario islamico (<em>Muharram</em>) slitta progressivamente all’indietro anticipando di 1 anno nell’arco di 33 anni (così 33 anni islamici corrispondono a circa 32 anni del calendario gregoriano). </p>
<p>Se così è, cioè se l’inizio dell’anno se ne va a <strong>spasso</strong> per tutte le stagioni (ecco perché il <em>Ramadān</em> può cadere in qualsiasi stagione), allora non è un calendario utile per l’attuale vita civile ed economica, ed infatti questo tipo di calendario ha oggi usi prevalentemente religiosi, così che per la vita civile viene usato il calendario gregoriano.</p>
<p>Nel calendario islamico il <strong>giorno</strong> inizia al tramonto; i giorni della settimana sono indicati con un <strong>numero</strong>, e partono dalla domenica; fanno eccezione il venerdì, chiamato <em>yawm al-jum’ah</em>, giorno della riunione nella moschea, e il sabato, chiamato <em>yawm al-sabt</em>.</p>
<p>Il <strong>mese</strong> ha inizio invece al primo flebile apparire della <strong>falce lunare</strong> dopo la Luna Nuova (circa due giorni dopo la fase lunare), quando questa è osservata da un testimone che può essere uomo o donna; invece, per quanto riguarda il primo giorno del mese di <em>Ramadān</em>, questo a volte è chiamato “il giorno del dubbio” perché non sempre è agevole capire quando appare la prima esile falcetta lunare, ecco perché si dice che devono essere <strong>due</strong> le persone credenti a osservare il fenomeno e a darne notizia all’autorità.</p>
<p>Il calendario islamico ha come <strong>anno 0</strong> il 622 d.C.; fu infatti il califfo Omar che nel 637 decretò che l’inizio del calendario fosse posto al 16 luglio 622, giorno dell’<strong>Egira</strong>, cioè della fuga di Muhammad dalla città della Mecca verso Medina (per questo si chiama “Calendario Hijri”, cioè Calendario dell’Egira).</p>
<p>E però per convertire una data gregoriana in una data islamica non è sufficiente sottrarre 622, ma dobbiamo attenerci alle seguente formula:</p>
<p>E = G – 622 + [(G – 622) / 32]</p>
<p>dove G indica la data gregoriana e E la data islamica (Egira); </p>
<p>e se invece volessimo trasformare una data islamica in una gregoriana? Ecco la formula:<br />
G = (E + 622) – (E / 33).</p>
<p>Proviamo a vedere <strong>l’anno 2017</strong> a quale anno islamico corrisponde; la formula è:<br />
E = G – 622 + [(G – 622) / 32] ovvero:<br />
E = 2017 – 622 + [(2017 – 622) / 32]<br />
E = 1395 + [1395 / 32]<br />
E = 1395 + 43 = 1438 (il 43 è stato arrotondato per difetto).<br />
Quindi l’anno gregoriano <strong>2017</strong> corrisponde all’anno islamico <strong>1438</strong>.</p>
<p>Attenzione: ricordiamo che l’anno islamico ha un <strong>inizio variabile</strong>; il 2017 corrisponde sì al 1438, ma solo fino al 21 settembre perché il <strong>venerdì 22 settembre 2017</strong> ha inizio l’anno islamico <strong>1439</strong> (1° Muharram 1439).</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>Mesi e ricorrenze del calendario islamico</strong></h6>
<p>  1) <em>Muharram</em>: giorni 30. Mese sacro. Proibito fare guerre. Capodanno islamico (il giorno 1). Anniversario della nascita del Profeta.<br />
  2) <em>Safar</em>: giorni 29. Considerato in antico non favorevole.<br />
  3) <em>Rabī’ al-awwal</em>: giorni 30.<br />
  4) <em>Rabī’ al-ākhir</em>: giorni 29.<br />
  5) <em>Jumādā al-ūlā</em>: giorni 30.<br />
  6) <em>Jumādā al-ākhirah</em>: giorni 29.<br />
  7) <em>Rajab</em>: giorni 30. Si compie l’<em>umra</em>, la visita alle città sante. Proibito fare guerre. Ascensione notturna del Profeta (notte tra il 26 e il 27).<br />
  8) <em>Sha’bān</em>: giorni 29. Mese importante, quasi pari al <em>Ramadān</em>. Capodanno islamico (il giorno 15). Mese dedicato ai defunti.<br />
  9) <em>Ramadān</em>: giorni 30. Mese del digiuno diurno e della purificazione. Si celebra la “notte del destino” (tra il 26 e il 27).<br />
 10) <em>Shawwāl</em>: giorni 29. Mese sacro. Preparazione al pellegrinaggio alla Mecca. Festa per la fine del digiuno (il giorno 1).<br />
11) <em>Dhū al-Qa’dah</em>: giorni 30. Mese sacro. Preparazione al pellegrinaggio alla Mecca.<br />
12) <em>Dhū al-Hijjah</em>: giorni 29 (o 30). Mese sacro. Pellegrinaggio alla Mecca (dal 7 al 10). Festa del sacrificio.</p>
<hr/>
Foto da: https://arianempd.wordpress.com</p>
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		<title>Testi perduti, testi ritrovati</title>
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		<pubDate>Sun, 21 May 2017 22:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astronomicon]]></category>
		<category><![CDATA[corpus hermeticum]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo bonincontri]]></category>
		<category><![CDATA[marsilio ficino]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono passati seicento anni da quando, nel 1417, il terranuovese Poggio Bracciolini (1380-1459), storico e umanista, appassionato di ricerche storiche, cultore dell’antichità, assiduo frequentatore delle biblioteche di monasteri all’avida ricerca di manoscritti, riuscì a scoprire nel monastero benedettino di San Gallo in Svizzera una copia dell’opera “Astronomicon” del poeta e astrologo romano Marco Manilio, ritenuta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati seicento anni da quando, nel 1417, il terranuovese <strong>Poggio Bracciolini</strong> (1380-1459), storico e umanista, appassionato di ricerche storiche, cultore dell’antichità, assiduo frequentatore delle biblioteche di monasteri all’avida ricerca di manoscritti, <span id="more-3056"></span></p>
<p>riuscì a scoprire nel monastero benedettino di San Gallo in Svizzera una copia dell’opera “<em><strong>Astronomicon</strong></em>” del poeta e astrologo romano <strong>Marco Manilio</strong>, ritenuta oramai persa, ricopiarla e farla così conoscere alla cultura italiana. </p>
<p>Di Manilio non abbiamo notizie, se non che visse sotto gli imperatori Ottaviano Augusto (63 a.C.-14 d.C.) e Tiberio (42 a.C.-37 d.C.).</p>
<p>L’“<em>Astronomicon</em>”, ovvero “Poema sugli astri”, è un poema didascalico che tratta di <strong>filosofia</strong> e <strong>astrologia</strong>, di macrocosmo e microcosmo; è suddiviso in <strong>cinque</strong> libri:<br />
il primo libro tratta della nascita del cosmo, delle stelle e dei pianeti;<br />
il secondo libro tratta dei Segni dello zodiaco;<br />
il terzo tratta di come trovare l’ascendente e soprattutto tratta delle dodici <strong>Sorti</strong>, che non sono le Parti Arabe conosciute ma dodici “luoghi energetici” che si delineano partendo dal grado della Parte di Fortuna, considerata qui come prima Sorte: le altre si situano allo stesso grado della Parte di Fortuna ma nei Segni a seguire, così se la Parte di Fortuna (la prima Sorte) è a 20° Ariete, la seconda Sorte sarà a 20° Toro, la terza a 20° Gemelli, ecc.<br />
Il significato che Manilio dà a queste Sorti è il seguente:</p>
<p>  1) <em>Pars fortunae, res familiaris, fundi servis</em>: la Parte di Fortuna, ovvero ciò che ho, il mio patrimonio, le proprietà, la servitù.<br />
  2) <em>Militia, peregrinatio</em>: la guerra, ovvero difendere ciò che ho, ma anche i viaggi e i commerci con l’estero.<br />
  3) <em>Urbana et civilia negotia, officia publica</em>: il lavoro, le amicizie, gli affari pubblici.<br />
  4) <em>Opera forensa, judicia, leges</em>: la Parte dei Giudizi, ovvero l’argomento di difesa, i processi, i tribunali.<br />
  5) <em>Coniugia, socii, hospites, amici</em>: il matrimonio, gli amici, gli affetti.<br />
  6) <em>Opes, salus</em>: la fertilità, la procreazione, l’abbondanza, la durata dei patrimoni, la salute.<br />
  7) <em>Pericula</em>: il pericolo.<br />
  8) <em>Nobilitas, fama, gratia</em>: la nobiltà, la fama, l’onore.<br />
  9) <em>Nati, infantum nutritia</em>: la Parte dei Figli, ovvero i bambini, la loro educazione.<br />
10) <em>Actus, dominica imperia</em>: la Parte della Famiglia, ovvero l’Uomo, l’atto della vita.<br />
11) <em>Valetudo, morbi, medicatio</em>: la Parte della Salute, ovvero la salute e le malattie.<br />
12) <em>Votorum effectus, acquisitio</em>: la realizzazione o il fallimento dei desideri e dei progetti<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Il quarto libro tratta dei Segni zodiacali legandoli al corpo umano;<br />
il quinto, che si conclude però bruscamente, tratta degli asterismi extra-zodiacali.</p>
<p>La <strong>prima</strong> edizione completa dell’“<em>Astronomicon</em>” venne pubblicata a Roma il 26 ottobre 1484 dall’astrologo e poeta samminiatese  <strong>Lorenzo Bonincontri</strong> (1410-1491).</p>
<p>Il ritrovamento di quest’opera fu il primo passo verso la riscoperta di classici greci e latini, o meglio di una loro rilettura critica, che dette poi il via all’epoca conosciuta come <strong>umanesimo</strong> e <strong>rinascimento</strong>, un’epoca in cui riaffiorava l’antropocentrismo, l’uomo come microcosmo. </p>
<p>Tale concetto era ben espresso in un altro testo che in quel periodo ebbe vasta eco ma che già esisteva da un paio di secoli, il “<em>Picatrix</em>”, un’opera di <strong>magia naturale</strong> e <strong>talismanologia</strong> di origine araba il cui titolo era “<em>Ghāyat al-Hakīm</em>” che significa “Lo scopo del saggio”, che sembra essere stata redatta intorno all’XI secolo da autore sconosciuto; venne tradotta in latino nel 1256 per volere del re Alfonso X di Castiglia. Alcuni danno come autore del “<em>Picatrix</em>” il mago andaluso <strong>Maslama b. Qāsim al-Qurtubī</strong> (906-964).</p>
<p>Secondo il “<em>Picatrix</em>” è necessario captare quindi <strong>guidare</strong> l’influsso degli astri verso la materia attraverso dei <strong>talismani</strong>, ovvero incidendo la figura delle stelle su appositi supporti così da beneficiare degli influssi positivi o scacciarne quelli negativi. </p>
<p>Quest’opera era ben conosciuta da <strong>Marsilio Ficino</strong> (1433-1499), uomo di punta dell’umanesimo fiorentino, filosofo, teologo, astrologo, scelto da Cosimo de’ Medici il Vecchio per riportare a Firenze la tradizione platonica.<br />
Fu lui, su richiesta di Cosimo, a tradurre in latino il “<em><strong>Corpus Hermeticum</strong></em>”, opera attribuita al mitico <strong>Ermete Trismegisto</strong> e trovata in Macedonia nel 1459 sotto forma di quattordici trattati dal monaco e scrittore <strong>Leonardo da Pistoia</strong>, opera a cui Ficino dette il titolo di “<em>Poimandres</em>” (in realtà titolo del primo trattato). </p>
<p>Il “<em>Corpus Hermeticum</em>” è un insieme di antichi scritti ermetico-esoterici che così come oggi lo conosciamo pare risalire ai primi anni del IX secolo: fu il filosofo bizantino <strong>Michele Psello</strong> (1018-1096) che raccolse e ripulì questa serie di testi, e fu la copia originale di Psello che Leonardo da Pistoia ritrovò e portò a Firenze consegnandola a Cosimo de’ Medici.</p>
<p>Ficino tradusse anche opere di Platone, Plotino, Porfirio, Giamblico e tanti altri; come filosofo scrisse il “<em>Di Dio et anima</em>”, il “<em>De divino furore</em>”, il “<em>De voluptate</em>”, il “<em>De sole</em>”, la “<em>Theologia Platonica</em>”, il “<em>De vita</em>”, opera quest’ultima ricchissima di elementi magici e astrologici derivati da Plotino, da Porfirio e dal “<em>Picatrix</em>”. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] GIUSEPPE BEZZA, “<em>L’astrologia. Storia e metodi</em>”, Teti, Milano 1980, p. 231.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
<p>Foto da: www.roe.ac.uk</p>
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		<title>Le Parti Arabe: la &#8220;Parte di Debilità Mentale&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 May 2017 09:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le Parti Arabe sono numerose. Io ne ho testate alcune che uso nella mia pratica astrologica quotidiana. Fra queste la Parte di Debilità Mentale. Potete trovare una spiegazione di cosa è e come si usa nella sezione &#8220;Parti Arabe&#8221; in &#8220;Studi e Ricerche&#8221;. Clicca qui.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le Parti Arabe sono numerose. Io ne ho testate alcune che uso nella mia pratica astrologica quotidiana. Fra queste la <strong>Parte di Debilità Mentale</strong>. <span id="more-3051"></span></p>
<p>Potete trovare una spiegazione di cosa è e come si usa nella sezione &#8220;Parti Arabe&#8221; in &#8220;Studi e Ricerche&#8221;. Clicca <a href="http://www.renzobaldini.it/la-parte-di-debilita-mentale/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>La Parte di Debilità Mentale</title>
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		<pubDate>Sun, 21 May 2017 07:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Parti Arabe]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[marco pantani]]></category>
		<category><![CDATA[parti arabe]]></category>
		<category><![CDATA[psiche]]></category>
		<category><![CDATA[stanchezza mentale]]></category>

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		<description><![CDATA[La formula per trovare la Parte di Debilità Mentale è Ascendente + Saturno &#8211; Mercurio. Assomiglia a quella della Parte di Malattia (Ascendente + Saturno &#8211; Marte), solo che qui il computo parte da Mercurio (e non da Marte) per arrivare a Saturno, cioè parte dal pianeta/simbolo del piano mentale per arrivare al pianeta/simbolo della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La formula per trovare la Parte di Debilità Mentale è <strong>Ascendente + Saturno &#8211; Mercurio</strong>.<br />
Assomiglia a quella della Parte di Malattia (Ascendente + Saturno &#8211; Marte), solo che qui il computo parte da Mercurio (e non da Marte) per arrivare a Saturno, cioè parte dal pianeta/simbolo del <strong>piano mentale</strong> per arrivare al pianeta/simbolo della <strong>debilità</strong>, della debolezza, della stanchezza.<span id="more-3027"></span></p>
<p>Quindi la Parte della Debilità Mentale ha a che fare con la debolezza <strong>non fisica</strong>, come è nella Parte di Malattia, ma <strong>mentale</strong>. Il termine “debolezza” dovrà però qui essere inteso sia in senso blando che non, coprendo questa Parte un <strong>ampio spettro</strong> di <em>défaillances</em> mentali come svogliatezza, deconcentrazione, apatia, astenia, esaurimento psicofisico, stress mentale, depressione ma anche patologie più complesse come ad esempio i disturbi dell’umore, le psicosi, i disturbi di personalità, i disturbi pervasivi dello sviluppo (es. autismo, sindrome di Asperger), i disturbi del comportamento (es. anoressia nervosa, bulimia).</p>
<p>Ecco che una Parte del genere può essere di aiuto in tutti quei casi ove fosse necessario avere informazioni sulla “salute” mentale, su ciò che potremmo anche chiamare <em>taedium vitae</em> e <em>spleen</em><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> a seconda che questa malinconia produca o no una riflessione esistenziale.<br />
Certo non chiederemo ad essa più di quello che può dare, non la caricheremo cioè di quella responsabilità che non le è propria (come non lo è di nessun elemento preso singolarmente), quindi nel caso di un’indagine su eventuali disturbi di un certo rilievo sarà bene non affidarsi solo a questa Parte che pur dando un ottimo contributo avrà bisogno, lei come qualsiasi altro elemento, di essere usata sinergicamente agli altri elementi del Tema.</p>
<p>Ma questa Parte può essere di <strong>aiuto</strong> anche per indagare su <strong>altri piani</strong>; d’altronde come più volte ripetuto l’ampio ventaglio di “compiti” svolti da un pianeta ci permette di allargare il raggio d’azione di ogni singola Parte quindi il suo significato.<br />
Nella Parte in questione, cioè nella formula per estrarla che vede il computo partire da Mercurio per arrivare a Saturno, possiamo ad esempio scorgere altre sue competenze quindi assegnarle <strong>altre qualifiche</strong>, magari più positive di quella che le dava compiti legati alle <em>défaillances</em> mentali: ad esempio possiamo vederla come <span style="text-decoration: underline;">Parte della Serietà</span>, <span style="text-decoration: underline;">Parte della Profondità Mentale</span>, <span style="text-decoration: underline;">Parte della Concentrazione</span>, <span style="text-decoration: underline;">Parte dell’Applicazione</span>, <span style="text-decoration: underline;">Parte del Rigore</span>, se è vero, come è vero, che partiamo da Mercurio (il piano mentale) per arrivare a Saturno visto anche come pianeta legato, nella sua accezione armonica, alla concentrazione, alla serietà, all’applicazione, ecc., ecc. Certo, una cosa è vederla come Parte legata ai problemi mentali quindi con una connotazione non positiva, un’altra come Parte relativa a concetti più tranquilli come la serietà e la concentrazione.</p>
<p>Ma può una stessa Parte, contemporaneamente, recitare in due ruoli diversi se non antitetici? Certo: non fanno così anche i pianeti? E lo abbiamo visto proprio adesso parlando del tanto bistrattato <strong>Saturno</strong> quando lo abbiamo prima qualificato nella sua accezione “malefica” di pianeta legato alla malattia, alle crisi, alla debilità, poi come pianeta legato alla serietà, alla disciplina, all’autocontrollo.</p>
<p>Ma perché chiamarla “della Debilità Mentale” e non “della Profondità Mentale”? La risposta è che siccome un nome andava dato si è scelto di privilegiare il primo anche perché le dava una connotazione un po’ più incisiva permettendo altresì di usarla in collaborazione con la Parte di Malattia, così da avere un gruppo di Parti da poter usare in ambito “salute”. Starà poi all’analista astrologo utilizzare l’ampio ventaglio delle sue caratteristiche scegliendo la qualifica più confacente a seconda del campo sul quale sta indagando.</p>
<p>Detto questo, anche qui come è per gli altri elementi astrologici osserveremo la posizione nei <strong>Segni</strong> e nelle <strong>Case</strong> della Parte e del suo pianeta/rappresentante: ad esempio in <strong>Toro</strong> o in 2ª Casa può dirci che le questioni economiche, i problemi economici, oppure alcune difficoltà o idee legate all’alimentazione possono diventare elementi attivanti ansie e depressioni, così come farci vedere che se la persona non ha tutto sotto controllo, se non guida lei il gioco, rischia di andare in ansia, di non avere più appigli.<br />
Se fosse in <strong>Cancro</strong> o in IV Casa si potrebbe pensare a problemi legati a difficoltà familiari o che la famiglia sia in qualche modo “responsabile” dei problemi che la persona vive, ma anche che la persona stessa riesce a mantenere sotto controllo le proprie ansie se può avere una famiglia o un gruppo di persone con le quali interagire, oppure poter fare lei da padre/madre a qualcuno.<br />
In <strong>Leone</strong> o in 5ª Casa si potrebbe pensare a depressioni dovute a difficoltà ad assumere ruoli di prestigio oppure perché il soggetto non è riconosciuto per quello che vale, ovvero il soggetto mantiene in equilibrio le proprie ansie se gli altri gli riconoscono un ruolo positivo, se gli dicono bravo, se può far valere i propri talenti, se non viene soffocato, emarginato.<br />
Se fosse in <strong>Pesci</strong> o in 12ª Casa le ansie e le depressioni farebbero la loro comparsa se il soggetto si sentisse prigioniero di una situazione (reale o immaginaria che sia), se non potesse muoversi come più gli aggrada, se non potesse il suo piano mentale muoversi a suo piacimento, mettere in atto l’intuizione, andare a briglia sciolta.<br />
Da considerare che spesso il pianeta/rappresentante della Parte situato in IV Casa o in Cancro oppure in 12ª Casa o in Pesci o anche in aspetto ai governatori di detti Segni (Luna, Giove e Nettuno) può anche segnalare problemi di ordine alimentare come ad esempio <strong>anoressia</strong>.<br />
Ovviamente questi sono solo dei semplici e superficiali esempi: non dimentichiamo che ogni Tema è a sé e che la Parte, qualsiasi Parte, è figlia di quel Tema quindi non può essere interpretata togliendola dal suo contesto.</p>
<p>Un’altra cosa ancora: se in un Tema i “genitori” di questa Parte (cioè Mercurio e Saturno) fossero <strong>tra loro congiunti</strong>, la stessa si troverebbe ad essere <strong>congiunta all’Ascendente</strong> (vale anche per altre Parti), e sappiamo che qualsiasi elemento congiunto all’Ascendente acquista un’importanza in più nel contesto del Tema.<br />
Nel caso ci trovassimo di fronte a un aspetto del genere e visto il nome che qualifica questa Parte saremmo portati a pensare che il titolare di questo aspetto possa trovarsi a vivere delle “negatività” nel campo della salute mentale, interpretazione certo lecita ma che non deve appiattirsi su se stessa anche perché abbiamo detto che questa Parte, proprio per la qualità dei suoi “genitori”, ricopre anche ruoli di altro genere.</p>
<p>Tanto per dare un esempio, notiamo una congiunzione Mercurio-Saturno nel Tema di <strong>Albert Einstein</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, quindi il grande fisico tedesco aveva la Parte della Debilità Mentale congiunta all’Ascendente, Parte che però abbiamo anche chiamata Parte della Profondità Mentale, e certo se presa sotto questo suo ultimo aspetto non possiamo negare che non abbia ben agito nel Tema di Einstein. E allora? Il fatto che sia anche Parte della Debilità Mentale? Ha agito anche qui, in qualche modo, pur sembrando strano: alcuni eminenti studiosi (criticati però da altri) dicono che Einstein soffrisse, nell’adolescenza, di quella che è chiamata <strong>sindrome di Asperger</strong>, un disturbo del comportamento parente alla lontana dell’autismo dove il soggetto si presenta antiautoritario, egocentrico, solitario ovvero con poche o punte relazioni sociali, insofferente alla disciplina, con comportamenti goffi, chiuso nelle proprie concentrazioni mentali.</p>
<p>Ovviamente non tutti coloro che hanno una congiunzione Mercurio/Saturno nel proprio Tema sviluppano gli stessi atteggiamenti; qui abbiamo fatto solo un esempio, e lo abbiamo fatto per far capire come una Parte possa portarsi dietro, in percentuali diverse e a seconda del tipo di Tema, <strong>tutte</strong> le sue qualifiche.<br />
Quindi la Parte della Debilità Mentale è anche la Parte della Profondità Mentale (o della Serietà, dell’Applicazione, del Rigore, dell’Ostinazione, ecc., ecc.). In tal senso una posizione importante di questa Parte all’interno di un Tema natale dovrebbe parlarci di un piano mentale significativo, con connotazioni particolari, non usuali, che si discostano dalla normalità; un piano mentale indipendente o comunque poco o punto portato a trovarsi bene con gli altri; un piano mentale anche geniale o con caratteri sopra la media e comunque oltre la media, con tutte le implicazioni anche “patologiche” che questo stato comporta.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Suggerimento psicologico</strong></h6>
<p>Visto il nome che la qualifica, questa Parte può davvero dare utili agganci interpretativi nell’ambito di un’analisi psicologica del Tema. Non è il solo elemento, certo, ma il suo è un aiuto che non passerà inosservato. Usata poi insieme ad altre Parti, come la Parte di Mercurio e la Parte di Fortuna, ci darà utili informazioni sulla psicologia del soggetto, sul suo umore generale. Che si usi qui anche la Parte di Fortuna può meravigliare (mentre l’impiego di quella di Mercurio è intuitivamente comprensibile), ma se pensiamo che questa Parte si estrae grazie al Sole e alla Luna e che essa ha a che fare con la Luna, astro che leghiamo anche all’umore, il suo utilizzo risulta meno strano di quanto si pensi. Diciamo che l’utilizzo in chiave psicologica della Parte della Debilità Mentale è già implicito nel suo nome, così l’useremo per sondare e cercare di capire eventuali problemi psichici.<br />
Da un altro lato ci può dare informazioni su quanta forza e convinzione mettiamo nell’asserzione del nostro pensiero, delle nostre idee, della loro messa in pratica.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Tema natale di Marco Pantani</strong></h6>
<p>Grande campione del ciclismo, soprannominato “il Pirata” per la bandana che portava in testa, Marco Pantani era tanto motivato, orgoglioso e determinato come atleta quanto fragile e sensibile come uomo. Fu indiscutibilmente un campione, tra l’altro uno dei pochi ad aver vinto sia il Giro d’Italia sia il Tour de France nello stesso anno, il 1998 (l’ultimo italiano fu Fausto Coppi). Non molto fortunato durante le corse, una volta, nella Milano-Torino del 1995, venne investito da un fuoristrada che viaggiava in senso contrario, fratturandosi tibia e perone quindi fermandosi per cinque mesi, mentre un’altra volta, al Giro d’Italia del 1997, un gatto attraversò la strada al gruppo e Pantani cadde col risultato di una lacerazione dei  muscoli della coscia.<br />
Acclamato e osannato da tutti, il 5 giugno del 1999, al Giro d’Italia, cadde non per un incidente ma per un <strong>controllo antidoping</strong> che rivelò un <strong>ematocrito alto</strong>, il 52%, contro un massimo consentito di 50%. Cos’è l’ematocrito alto? È un’alta percentuale della parte corpuscolare del sangue (globuli rossi); per i non addetti ai lavori segnaliamo che durante uno sforzo fisico si ha ovviamente bisogno di più ossigeno; l’organismo reagisce aumentando il flusso ematico così che più emoglobina è disponibile più ossigeno viene trasportato e più energia hanno i muscoli; questo può anche essere fatto con mezzi esterni, cioè con medicinali che aumentano il flusso ematico, azione certo pericolosa perché più il sangue è denso più rischio di trombosi esiste. Pantani fu subito <strong>sospeso</strong> dal Giro. Lui si dichiarò <strong>innocente</strong>:</p>
<blockquote><p><em>Sono amareggiato, mi dispiace soprattutto per i tifosi. Si potrebbero dire tante cose, ma sarebbero soltanto parole in più. Se succedono cose del genere a me, che sono uno sportivo che ha dato tanto al ciclismo, c’è da riflettere. Ero già stato controllato due volte, avevo già la maglia rosa e il mio ematocrito era del 46 per cento. Ora invece mi sveglio con questa sorpresa: c’è qualcosa di strano</em><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p></blockquote>
<p>Molti pensarono a un complotto ordito ai suoi danni, ma purtroppo per lui quello fu <strong>l’inizio della fine</strong> come testimoniarono anche le sue parole:</p>
<blockquote><p><em>Mi sono rialzato dopo tanti infortuni e sono tornato a correre. Questa volta però abbiamo toccato il fondo. Rialzarsi per me sarà molto difficile</em><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>. </p></blockquote>
<p>Continuò, nonostante tutto, a correre, ma con scarsi risultati: le difficoltà psicologiche, le maldicenze, le accuse, la <strong>depressione</strong> lo stavano mettendo a terra, abbandonato dagli “amici” che fino a ieri l’osannavano. Nel giugno 2003 entrò anche in clinica per la cura della depressione e della dipendenza da alcol. Lasciò il ciclismo, si legò a personaggi <strong>poco raccomandabili</strong> che abusarono della sua fiducia, della sua bontà, fino a che il 14 febbraio 2004 venne trovato <strong>morto</strong> nel residence “Le Rose” di Rimini, deceduto per un edema polmonare e cerebrale dovuto a un’overdose di <strong>cocaina</strong>.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/05/Pantani_radix-e1495347568315.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/05/Pantani_radix-e1495347568315.jpg" alt="Pantani_radix" width="500" height="436" class="alignleft size-full wp-image-3026" /></a>Nel suo <strong>Tema natale</strong> la Parte della Debilità Mentale si trova a <strong>10° 37’ Leone</strong>, in 5ª Casa, in una posizione che la pone come <strong>punto di scarico</strong> dell’opposizione Luna-Urano, ovvero trigono alla Luna e sestile a Urano.<br />
Analizziamo intanto questi elementi.</p>
<p>La posizione della Parte in <strong>Leone</strong> ci dice che il soggetto si sostiene psicologicamente se ha il plauso degli altri, se è in grado di dimostrare che vale. È anche, a volte, indice di suscettibilità, di orgoglio facilmente feribile.<br />
La collocazione in <strong>5ª Casa</strong>, vista l’analogia della Casa con il quinto Segno, il Leone, ribadisce quanto detto ora; in più ci dice come possano esserci anche delle esagerazioni o come il soggetto prenda le cose sul serio, anche troppo. D’altronde la 5ª è anche la Casa della vitalità, della carica vitale: se ci trovo la Parte della Debilità Mentale posso sì pensare a un tono vitale caparbio e concentrato sui propri obiettivi, ma anche facilmente deprimibile se tali obiettivi non vengono o non possono essere attuati.</p>
<p>Interessante il fatto che la Parte si ponga qui come <strong>punto di scarico</strong> dell’opposizione <strong>Luna-Urano</strong>, cioè si trovi ad essere, secondo una felice intuizione di Grazia Bordoni, “punto di Talete” della stessa opposizione.<br />
Quando un elemento oroscopico, pianeta o punto fittizio che sia, lo troviamo in questa situazione, cioè lo troviamo che riceve un sestile da un pianeta e un trigono da un altro, con questi due opposti tra loro, ciò significa che questo elemento fa un po’ le veci di un <strong>parafulmine</strong>, cioè cerca di scaricare a terra il conflitto che si genera fra i due pianeti opposti tra loro, operazione che può anche non riuscire o comunque mettere a <strong>dura prova</strong> la stabilità del “parafulmine”. </p>
<p>A questo punto è necessario capire che tipo di energia quest’ultimo deve ricevere/sopportare, cioè capire, in questo caso, <strong>cosa significa</strong> l’opposizione <strong>Luna-Urano</strong>.<br />
Se prendiamo la <strong>Luna</strong> come rappresentante della sensibilità e dell’emotività e <strong>Urano</strong> come elemento decisionista, dinamico, ribelle e “nervoso”, il loro contrapporsi potrebbe indurre ad atteggiamenti confusi, decisioni esagerate o non proporzionate all’evento e spesso “lunatiche”, ipersensibilità alle scosse traumatiche della vita, tono nervoso che risente molto dell’ambiente circostante e che si carica o si scarica a seconda dei tumulti emotivi personali, dei bisogni del momento.<br />
Da considerare poi che Urano, nel mito, fu l’unico dio che subì una <strong>castrazione</strong>: dobbiamo perciò considerare questo pianeta anche sotto questo aspetto, vederlo cioè come un elemento legato all’<strong>impotenza</strong>, al non sentirsi all’altezza di una situazione, all’accorgersi che non si hanno o non si trovano gli strumenti, le armi, atti far fronte a una situazione di pericolo, di stress (a maggior ragione qui con la Parte in Leone/5ª Casa). Il fatto poi che debba essere la Parte della Debilità Mentale a fare da parafulmine a tutto questo la dice lunga su come i meccanismi psichici del soggetto possano sì andare a mille, ma anche come basti il famoso granello di sabbia per far inceppare detti meccanismi fermando così il motore.</p>
<p>E il <strong>pianeta governatore</strong> della Parte? Essendo quest’ultima in Leone il suo rappresentante è il <strong>Sole</strong>, e qui lo vediamo in X Casa in congiunzione a Mercurio e a Venere. Non solo: vediamo che questo Sole è anche il punto di scarico dell’opposizione <strong>Marte-Plutone</strong>.<br />
Interessante la congiunzione con Mercurio, peraltro strettissima: il pianeta/rappresentante della Parte della Debilità Mentale che si congiunge al pianeta del piano mentale ha certo un suo peso nell’economia di un Tema, peso che si esprime nel dare sì una tenacia e una grinta “nervosa” assai significative, ma anche una <strong>fragilità nervosa</strong> non da poco. Il fatto poi di essere in X Casa e in Capricorno aumenta l’importanza di tutto questo.<br />
Ma abbiamo detto che il Sole è anche il punto di scarico dell’opposizione Marte-Plutone. L’aspetto <strong>Marte-Plutone</strong> è già di per sé interessante visto che lega insieme i due pianeti signori dello Scorpione, il che ci dice che l’<strong>energia Scorpione</strong>, in questo Tema, è sì forte e presente ma difficile da usare, anzi, col rischio di vedersi da essa sopraffatto. In che modo? L’aspetto Marte-Plutone ci parla di molte cose, ci parla di <strong>paura</strong> ad esempio di restare solo, di non essere accettato, oppure di <strong>frustrazioni</strong>; ci parla anche di doppiezza e di <strong>menzogna</strong> agita o subita. Ora il fatto che il Sole, in quanto rappresentante di questa Parte, debba fare da parafulmine a tutto questo ci fa vedere come le cose ora dette (paure, frustrazioni, doppiezze, menzogne e quant’altro) possano davvero tagliare le gambe alla persona, metterla in difficoltà.</p>
<p>Vorrei far notare, sempre per il discorso della sinergia fra le Parti, che nel Tema natale di Pantani la Parte della Debilità Mentale si trova congiunta sia alla <strong>Parte di Fatalità</strong> (esattamente) sia alla <strong>Parte dei Nemici</strong>, situazione che non ha bisogno di commenti. </p>
<p>Se osserviamo la <strong>Rivoluzione Solare</strong> dell’anno della <strong>morte</strong>, qui sotto riprodotta, vediamo una cosa che fa capire come si usano e come funzionano le Parti Arabe: l’<strong>Ascendente</strong> dell’anno che cade sulla <strong>Parte della Debilità Mentale di nascita</strong> (quindi anche sulla Parte di Fatalità e la Parte dei Nemici natali!).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/05/Pantani_RS-e1495348330507.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/05/Pantani_RS-e1495348330507.jpg" alt="Pantani_RS" width="550" height="424" class="alignleft size-full wp-image-3025" /></a>
<p>Quando un angolo del cielo annuale, in special modo Ascendente o Medio Cielo, cade su una Parte natale, o viceversa, cioè quando una Parte annuale cade nei pressi di uno degli stessi angoli natali, le questioni espresse da quella Parte hanno molte probabilità di presentarsi nel corso dell’anno. In questo caso avremmo detto che nel corso dell’anno si sarebbero potute verificare le condizioni per una <strong>alterazione del tono nervoso</strong>, episodi d’ansia, disturbi dell’umore, tensione nervosa, in special modo osservando il <strong>Sole</strong>, rappresentante della Parte natale, in <strong>6ª Casa</strong> e in <strong>quadratura a Marte</strong>.</p>
<p>Aggiungiamo che il <strong>Sole</strong>, in questo Tema annuale, si trova anche in congiunzione alla <strong>Parte di Fatalità</strong> dell’anno, situazione che ci dice che le alterazioni nervose di cui sopra possono, se non controllate, se subite, innescare atteggiamenti o azioni che potrebbero poi risultare sfavorevoli al soggetto.</p>
<p>Se calcoliamo invece la <strong>nuova</strong> Parte della Debilità Mentale vediamo che cade a <strong>18° 26’ Acquario</strong>, con i suoi governatori/rappresentanti, cioè <strong>Saturno</strong> e <strong>Urano</strong>, in posizioni significative: Saturno sulla cuspide della <strong>12ª Casa</strong> in quadratura alla <strong>Luna</strong>; Urano in <strong>8ª Casa</strong> in congiunzione a <strong>Venere</strong>.<br />
Da notare come i due rappresentanti della Parte annuale si trovino ognuno in aspetto ai <strong>signori del Toro</strong>, appunto Venere (domicilio) e Luna (esaltazione): ma non era il Toro l’<strong>Ascendente natale</strong> di Pantani? </p>
<p>Ecco che questa situazione, cioè i “rappresentanti” della Parte di Debilità Mentale annuale che vanno a “prendere possesso” degli astri che reggono l’Ascendente di nascita, ci fa vedere che in quell’anno le azioni del soggetto possono essere agite dal suo tono nervoso, risentire di eventuali momenti di <em>défaillances</em> psicologica, di stanchezza mentale che prostra, abbatte, snerva, debilita.</p>
<p>Ma non è finita: sempre nel Tema annuale troviamo niente meno che la <strong>Parte di Morte</strong> congiunta a <strong>Nettuno</strong> natale, pianeta che leghiamo anche alle <strong>droghe</strong>: se consideriamo che Pantani è deceduto per un’overdose di cocaina….</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] La parola &#8220;spleen&#8221; deriva dal greco <em>splen</em>, che vuol dire “milza”. In astrologia la milza è sotto Saturno.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Albert Einstein nacque a Ulm, Germania, il 14 marzo 1879 alle ore 11.30 LMT.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] La citazione è tratta da: http://paneegazzetta.gazzetta.it, di Marco Pastonesi.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] FRANCESCA FANELLI, &#8220;<em>1999, Giro d’Italia: è la fine di Pantani</em>&#8220;, in www.corrieredellosport.it.<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
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		<title>L&#8217;astrologia nella Roma antica</title>
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		<pubDate>Sun, 07 May 2017 22:09:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[augusto]]></category>
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		<description><![CDATA[I Romani ebbero un ruolo marginale nella costruzione di un corpus astrologico: ciò che sapevano di astrologia era loro arrivato dai Greci, e quindi più che di astrologia dovremmo qui parlare, inizialmente, di forme più o meno magico-divinatorie-stellari createsi su un terreno stratificato di idee, filosofie, culti misterici, superstizioni entrate nella cultura romana attraverso i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I Romani ebbero un ruolo marginale nella costruzione di un <em>corpus</em> astrologico: ciò che sapevano di astrologia era loro arrivato dai Greci, e quindi più che di astrologia dovremmo qui parlare, inizialmente, <span id="more-3018"></span></p>
<p>di forme più o meno magico-divinatorie-stellari createsi su un terreno stratificato di idee, filosofie, culti misterici, superstizioni entrate nella cultura romana attraverso i contatti con vari popoli ed etnie. </p>
<p>Tale situazione faceva inorridire personalità come Catone (234-149 a.C.) che non perdeva tempo nel criticare la mania del popolo romano di consultare gli astri per qualsiasi piccola inezia, cosa che, egli diceva, rendeva l’uomo schiavo e doveva certo aver creato tutta una serie di personaggi poco raccomandabili se nel 139 a.C. si arrivò a bandire gli astrologi da Roma (ma di editti del genere se ne avranno, nella storia romana, una quindicina). </p>
<p>D’altronde a Roma gli astrologi erano anche, e soprattutto, maghi e indovini (o a volte, loro malgrado, confusi con questi), tutta una schiera di lettori di oroscopi più che altro al servizio di quel patrizio, quel senatore o quell’imperatore che usavano la scienza delle stelle più per scopi personali, propagandistici e politici che non di ricerca o studio. </p>
<p>Si dovrà aspettare l’arrivo del filosofo, storico e astrologo <strong>Posidonio di Apamea</strong> (135-50 a.C.) per far sì che un’astrologia un po’ più seria e/o strutturata si diffondesse, dall’isola di Rodi dove aveva la sua famosa scuola, in Occidente quindi anche a Roma, un’astrologia che parlava e si basava sulla filosofia stoica, su concetti come determinismo e libero arbitrio, aprendosi quindi a dibattiti anche e soprattutto etico-filosofici. </p>
<p>Quasi tutti gli imperatori romani avevano un proprio astrologo e, alcuni di essi, addirittura, si interessavano direttamente di astrologia, per esempio <strong>Giulio Cesare</strong> (100-44 a.C.) che scrisse anche un trattato astronomico (<em>De astris</em>) in cui si parlava dell’influenza del Cielo sulle vicende umane e più specificamente di astrometereologia; oppure <strong>Augusto</strong> (63 a.C. – 14 d.C.) che addirittura si fece coniare monete con il proprio Segno lunare di nascita <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p>
<p>Il seme lasciato da Posidonio di Apamea fece germogliare la pianta dell’astrologia che si diffuse in ogni strato sociale: quando Giulio Cesare morì e durante le sue esequie una cometa apparve in cielo, non fu difficile per il popolo romano credere che quello fosse il segno che l’anima dell’imperatore stava ritornando alle stelle e soprattutto a Venere, considerata antenata della casata di Cesare. </p>
<p>Si interessarono alla scienza delle stelle (a vario titolo) anche gli imperatori <strong>Tiberio</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> (42 a.C.-37 d.C.), che apprese l’astrologia in quella Scuola di Rodi fondata da Posidonio, dove incontrò l’astrologo Tarsillo di Alessandria che divenne poi suo consigliere personale. Di Tiberio si racconta che appena due anni dopo la morte di Gesù, avendo capito, grazie all’astrologia, che quell’uomo aveva portato qualcosa di diverso e di &#8220;divino&#8221; sulla Terra, propose al Senato romano che il Cristianesimo diventasse <em>religio lecita</em>, ovvero religione accettata: il Senato ovviamente respinse questa richiesta. Si occupò poi di astrologia <strong>Nerone</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a> (37-68), per il quale la conoscenza dell’oroscopo di chi aveva attorno era un modo per carpirne i pensieri e prevederne le azioni; fu aiutato in questo dall’astrologo Claudio Balbillo di Alessandria, da lui poi nominato prefetto d’Egitto. <strong>Domiziano</strong><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>  (51-96) fu invece prigioniero dei responsi astrologici relativi alla sua morte, avvenuta poi in effetti come pronosticato: ucciso da congiurati (ma anche questi ultimi conoscevano quei responsi…). Tra gli altri spicca <strong>Adriano</strong><a href="#nota5"name="testo5">[5]</a> (76-138), l’imperatore-astrologo che ogni anno si redigeva il proprio Tema annuale e si dice arrivò a calcolare con precisione la propria data di morte. </p>
<p>Anche intellettuali e politici si interessarono alla materia e ne tentarono una sistematizzazione, per esempio scrittori come <strong>Marco (Mario?) Manilio</strong> (I secolo a.C.), autore degli <em>Astronomica</em>, poema didattico sull’astrologia in cinque libri in cui tratta, fra le altre cose, di una particolare suddivisione del Tema natale in otto Case (octotopos); senatori come <strong>Publio Nigidio Figulo</strong> (I secolo a.C.), autore di numerose opere tra le quali <em>Sulla divinazione con i visceri</em>, <em>I presagi dei tuoni</em>, <em>Sphaera Graecanica</em> e <em>Sphaera Barbarica</em> (una descrizione delle costellazioni greche e di quelle egiziane e babilonesi), e che si dice abbia assunto il nome “figulus” (vasaio) dopo aver dimostrato che la Terra gira velocemente in tondo come la ruota di un vasaio; oppure <strong>Marco Tullio Cicerone</strong><a href="#nota6"name="testo6">[6]</a> (106-43 a.C.), politico, scrittore e filosofo che contribuì non poco alla diffusione del pensiero greco nella cultura romana, esperto di astrologia ma antifatalista, cosa che lo pose come acerrimo critico di certa astrologia determinista che in quel momento andava per la maggiore. </p>
<p>Fatalista (e comunque seguace dello stoicismo) era invece <strong>Vettio Valente</strong> (II secolo d.C.), nato ad Antiochia, autore della <em>Antologhiai</em>, voluminoso manuale di astrologia in nove libri tradotto in latino come <em>Anthologiarum libri novem</em>, dove tra le innumerevoli cose cita, nel libro II, un‘interessante esposizione dell’aspetto di &#8220;quinconce&#8221; (150°), ovvero la relazione fra Segni in quinconce legandoli a temi opposizionali<a href="#nota7"name="testo7">[7]</a>.<br />
Abbiamo poi l’avvocato <strong>Giulio Firmico Materno</strong> (IV secolo d.C.), autore dei <em>Matheseos libri VIII</em>, ovvero <em>Gli otto libri della conoscenza o dell’astrologia</em>, considerato il testo astrologico più completo dell’antichità (anche se una volta convertitosi al Cristianesimo scrisse il <em>De errore profanarum religionum</em> contro i pagani e l’astrologia-astrolatria).<br />
Citiamo poi, seppur non romano ma vissuto a Roma (era nato a Tiro in Libia), il filosofo, matematico e astrologo <strong>Porfirio</strong> (233-305), allievo di Plotino e successore nella sua scuola, esperto di miti, alto esponente della cultura pagana romana, autore di oltre settanta opere tra le quali <em>Contro i cristiani</em>, un <em>Commento all’Armonica e al Tetrabiblos di Tolomeo</em> e soprattutto <em>L’isagoge</em>, un commento alle idee di Aristotele; Porfirio ha ideato anche un sistema di domificazione del Tema astrale che porta il suo nome.<br />
Allievo di Porfirio fu il calcidio <strong>Giamblico</strong> (245-325), che ben presto però si staccò dal suo maestro costituendo una sua scuola filosofica neoplatonica ad Apamea in Siria di impostazione teurgica; Giamblico asseriva infatti l’importanza delle pratiche rituali magico-religiose oltre che della filosofia e della meditazione per arrivare a raggiungere alti livelli evolutivi e per poter comunicare con gli enti spirituali; Giamblico scrisse <em>La summa Pitagorica</em> e <em>I misteri degli Egiziani</em>, quest’ultimo in risposta polemica a Porfirio che criticava l’assetto disciplinare del suo ex allievo; interessante la filosofia che stava alla base del suo credo astrologico, quando spiega che i pianeti e le stelle non fanno e non possono far male all’uomo perché «<em>le virtù celesti scendono di lassù tutte buone, ma mutansi di poi nel miscuglio di queste cose contrarie</em>»<a href="#nota8"name="testo8">[8]</a>, cioè la buona o cattiva sorte non dipende dagli astri ma dall’uso che di essi e delle loro energie fa l’uomo. </p>
<p>Ma a Roma l’astrologia così come noi la intendiamo non affondò solide radici; se invece intendiamo per astrologia una sorta di culto astrale, possiamo rintracciarli nella cultura e nella vita romana: <em>Mithra</em>, <em>Attis</em> o il <em>Sol Invictus</em> di <strong>Aureliano</strong>, cioè la divinizzazione del Sole il cui culto fu elevato dall’imperatore a religione di stato nel 270 d.C. così che il giorno del solstizio invernale divenne la più grande festa dell’anno romano; a questa si agganciarono poi i cristiani sostituendola con la nascita di Cristo (Cristo-Sole).</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Gli antichi romani erano usi considerare come Segno personale quello in cui era collocata la Luna, non il Sole come facciamo noi adesso: Augusto nacque il 23 settembre del 63 a.C. (corrispondente al nostro 21 settembre) con la Luna in Capricorno in trigono al Sole virgineo.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Tiberio nacque a Roma il 16 novembre del 42 a.C. (corrispondente al nostro 14 novembre) e morì a Miseno (golfo di Napoli) il 16 marzo del 37 a.C.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Nerone nacque ad Anzio il 15 dicembre del 37 (corrispondente al nostro 13 dicembre), con il Sole congiunto al grado con Plutone, Marte in esatta quadratura a Saturno, Mercurio isolato e in esilio in Sagittario. Si suicidò il 6 giugno del 68.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Domiziano nacque a Roma il 24 ottobre del 51 (corrispondente al nostro 22 ottobre), con il Sole trigono a Marte,  Mercurio in quadratura a Saturno. Venne assassinato nel settembre del 96.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Adriano nacque a Italica, Spagna, il 24 gennaio del 76 (corrispondente al nostro 22 gennaio), con la Luna congiunta a Giove in Capricorno. Morì il 10 luglio del 138.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] Cicerone nacque ad Arpino il 3 gennaio del 106 a.C. (corrispondente al nostro 31 dicembre), con Marte e Urano congiunti al grado in Capricorno ai quali si aggiungevano Sole, Mercurio e Venere tutti in Capricorno. Morì il 7 dicembre del 43 a.C.<a href="#testo6">&uArr;</a><br />
<a name="nota7">[7] Ad esempio, Scorpione = morte/Ariete = vita, oppure Sagittario = religione/Toro = denaro.<a href="#testo7">&uArr;</a><br />
<a name="nota8">[8] Da <em>I misteri degli Egiziani</em>, I, 18, in G. BEZZA, <em>Arcana Mundi</em>, vol. II, p. 824.<a href="#testo8">&uArr;</a></p>
<p>FOTO DA: https://museiincomuneroma.wordpress.com</p>
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		<title>Palma di Montechiaro</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2017 22:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 380 anni fa, il 3 maggio 1637, veniva fondata la città di Palma di Montechiaro in Sicilia. I promotori furono i gemelli Carlo e Giulio Tomasi, di antica e nobile famiglia siciliana, anche se l’artefice di tutto fu il loro zio Mario Caro. Il giorno e l’ora della posa della prima pietra furono calcolati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 380 anni fa, il <strong>3 maggio 1637</strong>, veniva fondata la città di <strong>Palma di Montechiaro</strong> in Sicilia. <span id="more-3008"></span></p>
<p>I promotori furono i gemelli <strong>Carlo</strong> e <strong>Giulio Tomasi</strong>, di antica e nobile famiglia siciliana, anche se l’artefice di tutto fu il loro zio <strong>Mario Caro</strong>. Il <strong>giorno</strong> e l’<strong>ora</strong> della posa della <strong>prima pietra</strong> furono calcolati dall’<strong>astrologo</strong>, astronomo e matematico ragusano <strong>Giovanni Battista Hodierna</strong> (1597-1660).</p>
<p>Nato il 13 aprile da umile famiglia, il suo cognome era <strong>Dierna</strong> ma fu lui stesso ad aggiungere un “Ho” per volersi sentire uomo nuovo, moderno, legato all’oggi.<br />
Astronomo (considerato il Galilei siciliano), matematico, naturalista, astrologo, entrò giovanissimo in convento e il 26 marzo 1622 venne ordinato sacerdote. Nel 1645 venne nominato Arciprete del Duomo di Palma e nel 1655 Matematico di corte.</p>
<p> Morì a Palma il 6 aprile 1660 e venne sepolto nella chiesa di Santa Rosalia.</p>
<p>Hodierna fu un fine e acuto osservatore della Natura e dei suoi misteri ma anche un geniale precursore della <strong>scienza osservativa astronomica</strong> rimasto però ai margini della storia, non riconosciuto (non capito) per quello che era e che aveva compiuto, fino a quando, nel 1985, sul «Journal for the History of Astronomy», apparve un articolo a firma di Giorgia Foderà Serio e coll., dell’Universita di Palermo, che faceva giustizia di tutto questo andando a rivalutarlo.<br />
Veniva infatti <strong>scoperta</strong> l’insospettata modernità di un suo scritto del 1654, il “<em>De Admirandis Coeli Characteribus…</em>”, dove tratta delle <strong>nebulose</strong> con relative mappe da lui disegnate. </p>
<p>Un’opera incredibile giacché lo studio delle nebulose, all’epoca, era certamente straordinario, originale, raro, venendo così a sapere, purtroppo con notevole ritardo, come Hodierna avesse <strong>scoperto</strong> un alto numero di nebulose, addirittura nebulose che, non essendo stato conosciuto questo testo, altri (p.e. Charles Messier), hanno poi “scoperto” dopo, riconsegnando così la paternità della prima individuazione di molte di esse a Hodierna, ad esempio le nebulose M33, M47 o NGC752, tanto per citarne solo alcune.</p>
<p>Come detto la città di <strong>Palma</strong> nacque dopo attenta valutazione del momento da parte di Hodierna.<br />
Tale evento è documentato da un <strong>ritratto</strong> raffigurante lo stesso Hodierna (vedi sotto), eseguito dal pittore palmese <strong>Domenico Provenzani</strong> nella seconda metà del Settecento, in cui egli appare seduto al tavolo con le <strong>Effemeridi</strong> aperte davanti a sé, la mano sinistra che sorregge un <strong>astrolabio</strong> e alle sue spalle, al muro, il <strong>grafico celeste</strong>, in forma quadrata, della fondazione del paese: la posa della <strong>prima pietra</strong> avvenne nel primo pomeriggio del 3 maggio 1637, all’epoca giorno della commemorazione della Santa Croce: l’<strong>Ascendente</strong> era in <strong>Vergine</strong> con <strong>Giove</strong> in Prima Casa facente parte di un Grande Trigono di Terra insieme a <strong>Marte</strong> e a <strong>Saturno</strong>.<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/05/Palma2-e1493651081267.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/05/Palma2-e1493651081267.jpg" alt="Palma2" width="350" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-3007" /></a></p>
<hr/>
Foto in apertura da: www.siciliano.it</p>
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		<title>Di che Segno è Milano?</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Apr 2017 11:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tradizionalmente la città di Milano viene ascritta al Segno del Cancro. Ciò farebbe pensare a una sua fondazione nel periodo giugno/luglio. Invece tale assegnazione fa riferimento al Segno ascendente perché come Segno solare Milano apparterrebbe al Toro. Questo almeno stando al Tema della città utilizzato dagli antichi astrologi nei loro pronostici su città e Stati. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Tradizionalmente la città di Milano viene ascritta al Segno del <strong>Cancro</strong>. Ciò farebbe pensare a una sua fondazione nel periodo giugno/luglio. <span id="more-2994"></span></p>
<p>Invece tale assegnazione fa riferimento al <strong>Segno ascendente</strong> perché come Segno solare Milano apparterrebbe al <strong>Toro</strong>.</p>
<p>Questo almeno stando al Tema della città utilizzato dagli antichi astrologi nei loro pronostici su città e Stati.<br />
Ma noi non sappiamo quando Milano venne fondata, e nemmeno lo sapevano quegli astrologi. E allora?<br />
Allora quando di una città non si aveva la data della sua fondazione si utilizzava come Tema natale quello di una sua presunta/creduta “rifondazione” o “restaurazione”. </p>
<p>Nel caso di Milano il Tema natale su quale lavoravano gli astrologi del passato per trarre pronostici su di essa era quello del <strong>5 maggio 1167 alle ore 07.25</strong>: Toro con Ascendente Cancro e Luna in Scorpione.<br />
Il Tema dovrebbe riferirsi alla “restaurazione/ricostruzione” di Milano da parte dell’appena nata Lega Lombarda, evento poi fermato nel bassorilievo di Porta Romana (Lapide dei consoli, Castello Sforzesco).</p>
<p>Questa data la ritroviamo anche nello “<em>Speculum Astrologiae</em>” (<em>Mediolani instauratio</em>, tomus prior, p. 814) di <strong>Francesco Giuntini</strong> (1522-1590), anche se lì un refuso – un 5 al posto di un 1 –  ha creato alcuni “incidenti di percorso” ad astrologi del tempo e non solo: Giuntini scrive “1567” ma le posizioni planetarie sono quelle del 1167 (con Mercurio però in Gemelli anziché in Toro: le effemeridi per Mercurio non erano molto esatte).</p>
<p>Alcuni astrologi successivi presero per buono quel 1567 non accorgendosi che le posizioni planetarie non erano di quell’anno; lo stesso è accaduto anche a studiosi recenti che non conoscendo l’astrologia hanno citato questo Tema chiedendosi come mai Giuntini avesse segnalato una seconda data per Milano oltre a quella già conosciuta del 1167.</p>
<p>Prima di Giuntini l’astrologo <strong>Luca Gaurico</strong> (1476-1558) riportava nel suo “<em>Tractatus Astrologicus</em>”  (f. 12v) il Tema di Milano dando come data sì il 1167 ma come giorno il <strong>10 maggio</strong> sempre però alle ore 07.25: Toro con Ascendente Cancro ma con la Luna in Capricorno (e anche qui con Mercurio in Gemelli).</p>
<p>Anche <strong>Girolamo Cardano</strong> (1501-1576) nel suo “<em>De exemplis centum geniturarum</em>” (<em>Opera Omnia</em>, vol. 5, p. 489, grafico LXI ) dà come Tema di Milano quello costruito per il 5 maggio (anche se erroneamente scrive “Martij” invece di “Maij”) del 1167 alle ore 07.25 (con Mercurio anche qui in Gemelli anziché in Toro). </p>
<p>Ma perché Milano sottostà come Segno a quello ascendente e non a quello solare?<br />
Intanto diciamo che Milano non è l’unica: molte città e Stati venivano posti sotto il Segno sorgente ovvero l’oroscopo (da <em>hōra</em> = ora, e <em>skopéō</em> = osservo, cioè “che osserva l’ora”), elemento che meglio caratterizzava il momento fondativo quindi il carattere del luogo e della sua gente.<br />
Così, ad esempio, l’<strong>Inghilterra</strong> è assegnata all’<strong>Ariete</strong>, che è il suo Ascendente, e non al <strong>Capricorno</strong>: il suo Tema natale è dato infatti al 25 dicembre 1066 alle ore 12, incoronazione di Guglielmo il Conquistatore.</p>
<p>Vi sono anche casi dove il Segno della città è quello che sta culminando (Medio Cielo) al momento della fondazione.<br />
A volte tali Temi venivano anche “rettificati” facendo affidamento sulle date più significative di eventi occorsi alla città, come terremoti, guerre, epidemie, ecc.: osservando le varie posizioni planetarie si prendeva nota di quelle più ricorrenti o che “battevano” su certi gradi in modo da aggiustare il Tema della città; in questo caso, ad esempio, Cardano proponeva per <strong>Milano</strong> il Segno dei <strong>Pesci</strong> avendo osservato l’importanza di questo Segno durante alcune calamità abbatutesi sulla città, come nel Tema dell’eclissi precedente la peste del 1524.<br />
Ecco come un astrologo del &#8216;600, Alfonso Zòboli, riporta la questione:</p>
<blockquote><p><em>Il Cardano fa mentione d’una peste crudelissima seguita l’anno 1524. nella Citta, &#038; territorio di Milano sua patria con morte di 30. millia persone nella Citta, &#038; in tutta la provincia di quella circa a 100. millia</em> […]<em>, argumento chiaro, che questa provincia havesse (come egli scrisse) una grandissima concordanza, con quell’eclisse origine di questo infortunio che successe; alli 25. d’Agosto l’anno avanti, cioe 1523. alle h. 15.15. p.m. celebrata nel g. 11.11. di Pesci si che egli conclude ragionevolmente, che non solo il segno di Pesci, ma il g. 12. ancora fosse il segno, &#038; il grado o de luminari, o dell’horoscopo di Milano, e che per consequenza non altrimente soggiaccia al segno di Cancro, come tutti affermano</em> […] (ALFONSO ZOBOLI, <em>Asicometologia</em>, Bologna 1619, p. 48).</p></blockquote>
<p>Qui sotto il Tema della &#8220;riedificazione&#8221; di Milano.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/04/Milano2-e1492773686124.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/04/Milano2-e1492773686124.jpg" alt="Milano2" width="500" height="443" class="aligncenter size-full wp-image-2996" /></a></p>
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		<title>Leonardo da Vinci</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 22:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[leonardo da vinci]]></category>
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		<description><![CDATA[565 anni fa, oggi, nasceva Leonardo da Vinci. Diciamo “oggi” ma riportando la data al nostro calendario sarebbe nato il 23 aprile. Così il nonno di Leonardo, di suo pugno, annotò l’evento: Nacque un mio nipote figliolo di serpiero mio figliolo, adi/15 d’aprile [1452]. Insabato a ore 3 dinotte. ebbe nome lionardo. battizzollo prete piero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>565 anni fa, oggi, nasceva Leonardo da Vinci.<br />
Diciamo “oggi” ma riportando la data al nostro calendario sarebbe nato il 23 aprile.<span id="more-2981"></span></p>
<p>Così il nonno di Leonardo, di suo pugno, annotò l’evento: </p>
<blockquote><p><em>Nacque un mio nipote figliolo di serpiero mio figliolo, adi/15 d’aprile</em> [1452]<em>. Insabato a ore 3 dinotte. ebbe nome lionardo. battizzollo prete piero dibartolomeo davinci</em> [in presenza di]<em> papino dinanni / meo ditonino / pier dimalvolto / nanni divenzo / arigo digiovanni tedesco // monna lisa didomenico di brettone / monna antonia digiuliano / monna niccolosa delbarna / monna maria figliola dinanni divenzo / monna pippa diprevicone</em> (Archivio di Stato di Firenze, Notarile P 389 c, 105 t).</p></blockquote>
<p>Se costruissimo il <strong>Tema natale</strong> di Leonardo con quei dati sbaglieremmo perché Leonardo <strong>non è nato</strong> né il 15 né alle 3 di notte, e questo perché il calendario, da quei tempi, è cambiato, e anche il computo delle ore non era come lo facciamo noi oggi.<br />
Ai tempi di Leonardo la fine di un giorno non scattava a mezzanotte come oggi ma <strong>mezz’ora dopo il tramonto</strong>, all’Avemaria della sera (almeno stando a lettere dell’epoca). Da lì iniziava il giorno dopo. Quindi, dire «a ore 3 dinotte» significava dire “3 ore dopo l’inizio del nuovo giorno”. Proviamo a fare un po’ di conti. </p>
<p>Sappiamo che quel giorno il Sole tramonta intorno alle ore 19.09, ora attuale italiana; a quell’epoca però non esisteva né il meridiano di Greenwich né i fusi orari, cioè le ore che venivano indicate erano già ora locale; trasformiamo quindi questo orario in ora locale.</p>
<p>Intanto troviamo l’ora di Greenwich: 19h 09m – 1h = 18h 09m (ora di Greenwich); aggiungiamo a questo la longitudine oraria di Vinci: 18h 09m + 00h 43m 40s = 18h 52m 40s; questa è l’ora locale in cui il Sole tramonta a Vinci; mezz’ora dopo arriviamo alle 19.22.40, ora in cui iniziava, per il calendario dell’epoca, il nuovo giorno.</p>
<p>Siamo a metà dell’opera. Intanto notiamo che, per i nostri conteggi, siamo ancora al 14 (perché per noi il 15 inizia a mezzanotte, e ancora non ci siamo arrivati), quindi appuriamo, per ora, che Leonardo <strong>nacque il 14</strong> e non il 15; e l’ora? Diamo fiducia al nonno che ci ha lasciato scritto «a ore 3 dinotte», cioè (abbiamo visto) 3 ore dopo l’inizio del nuovo giorno che abbiamo scoperto iniziava alle ore 19.22.40, quindi 3 ore dopo arriviamo alle ore 22.22.40, sempre comunque del 14; questa è l’ora natale di Leonardo.</p>
<p>Ovviamente vigeva il calendario giuliano, all’epoca indietro 9 giorni nei confronti di quello gregoriano: aggiungiamo così questi 9 giorni al 14 e arriviamo al 23 aprile: Leonardo nacque così il 23 aprile 1452 alle ore 22.22, con il Sole a 03° 40’ Toro e con un Ascendente a 15° 08’ Sagittario. </p>
<p>Qui sotto il <strong>Tema natale</strong>.<br />
Osservando alcune <strong>Parti Arabe</strong> notiamo ad esempio la <strong>Parte dell&#8217;Arte</strong> a 00° 17&#8242; Acquario (ecletticità, inventiva, originalità), in perfetto trigono a Nettuno signore di Terza Casa e dispositore della congiunzione Luna-Giove. La <strong>Parte di Venere</strong> (amore, sessualità) è a 15° 42&#8242; Ariete, congiunta alla <strong>Parte di Marte</strong> (16° 01&#8242; Ariete) e alla<strong> Parte delle Avversità</strong> (16° 43&#8242; Ariete), tutte e tre poi opposte a Saturno, situazione che pare evidenziare una refrattarietà alle questioni affettivo/relazionali conseguente magari a passate esperienze non positive così come a una forma di narcisismo.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/04/leonardo-e1492088666858.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/04/leonardo-e1492088666858.jpg" alt="leonardo" width="500" height="465" class="aligncenter size-full wp-image-2979" /></a></p>
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		<title>Firenze, 1215 anni fa</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Apr 2017 22:18:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ariete]]></category>
		<category><![CDATA[ascanio bellamano]]></category>
		<category><![CDATA[carlo magno]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[luca gaurico]]></category>
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		<description><![CDATA[Di che Segno è Milano? E Roma? E Palermo? Ovviamente è difficile dire quando una città è “nata”, ecco perché per alcune viene preso per buono il momento della loro (supposta) “rifondazione” (se non altro perché avvenuta in tempi storicamente più vicini). Prendiamo ad esempio la città di Firenze. Dalla tradizione viene ascritta al Segno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di che Segno è Milano? E Roma? E Palermo? Ovviamente è difficile dire quando una città è “nata”, ecco perché per alcune viene preso per buono il momento della loro (supposta) “rifondazione” (se non altro perché avvenuta in tempi storicamente più vicini).</p>
<p><span id="more-2970"></span></p>
<p>Prendiamo ad esempio la città di <strong>Firenze</strong>.<br />
Dalla tradizione viene ascritta al Segno dell’<strong>Ariete</strong>. Ciò è dovuto al fatto che Firenze, come dicevano gli antichi cronisti fiorentini, era “figlia” di Roma (nata sotto il Segno dell’Ariete) essendo stata fondata da <strong>Giulio Cesare nel 59 a.C.</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> nel luogo dove aveva posto il campo durante la guerra contro la <strong>Fiesole</strong> di Catilina. </p>
<p>Quindi Firenze sotto <strong>Marte</strong>, dio della guerra, signoria visibile anche per il fatto che Firenze si fa poi città grazie ai superstiti fiesolani e ai reduci ed ex legionari romani venuti a popolare quel sito, due popoli <strong>rivali</strong>, due etnie diverse, storicamente nemiche:</p>
<blockquote><p><em>E nota perché i Fiorentini sono sempre in scisma, e in parti, e in divisioni tra-lloro, che nonn-è da maravigliare</em> […] <em>che’ Fiorentini sono oggi stratti di due popoli così diversi di modi, e sempre per antico erano stati nemici, siccome del popolo de’ Romani e di quello de’ Fiesolani; e ciò potemo vedere per isperienza vera, e per le diverse mutazioni e partigioni e sette che dapoi che’ detti due popoli furono congregati in uno avvennero in Firenze di tempi in tempi</em> […]<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a></p></blockquote>
<p>Si dice poi (ma non è vero) che Firenze venne distrutta da <strong>Totila</strong> re degli Ostrogoti.<br />
Totila (Dante erra quando cita Attila come colpevole del fatto, riprendendo un errore del cronista Villani) accerchiò sì Firenze nel 542, ma non la distrusse.</p>
<p>Da qui la supposta <strong>rifondazione</strong> della città “distrutta” che si dice attuata da <strong>Carlo Magno</strong> il <strong>5 aprile 802</strong>.<br />
Questa data è quella che quasi tutti gli astrologi antichi, da Luca Gaurico a Ascanio Bellamano, utilizzavano quando volevano fare previsioni sulla città di Firenze.<br />
Nel “<em>Tractatus astrologicus</em>” del 1552 (I, f. 8v) di <strong>Luca Gaurico</strong> troviamo il <strong>Tema di Firenze</strong> relativo alla sua “rifondazione” con data 5 aprile 802 alle ore 04.55, con un Ascendente a 02° 53’ Ariete (01° 16’ a computer).<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/04/Firenze-e1491136405780.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/04/Firenze-e1491136405780.jpg" alt="Firenze" width="600" height="525" class="aligncenter size-full wp-image-2968" /></a></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Secondo mie ricerche Firenze dovrebbe essere stata fondata il 2 maggio 59 a.C., quindi Firenze appartenente al Segno del Toro con Luna e Marte in Ariete.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] GIOVANNI VILLANI, <em>Cronica</em>, V,7.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>La settimana</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 06:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[ore planetarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché “lunedì” si chiama così? E perché dopo il lunedì abbiamo il martedì e non, che so, il giovedì o il sabato? La settimana, dal latino septimus, “settimo”, è uno spazio di sette giorni che affonda le proprie radici nella liturgia babilonese in cui le feste sacre cadevano il primo, settimo, quattordicesimo e ventottesimo giorno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Perché “lunedì” si chiama così? E perché dopo il lunedì abbiamo il martedì e non, che so, il giovedì o il sabato?</p>
<p><span id="more-2959"></span></p>
<p>La settimana, dal latino <em>septimus</em>, “settimo”, è uno spazio di sette giorni che affonda le proprie radici nella liturgia <strong>babilonese</strong> in cui le feste sacre cadevano il primo, settimo, quattordicesimo e ventottesimo giorno del mese. Questi giorni erano consacrati al dio Sole, massima divinità, luce del giorno e rappresentante della vita. </p>
<p>Col tempo gli antichi astrologi persiani, arabi, greci e romani legarono questo spazio di sette giorni alle divinità principali ovvero ai <strong>sette astri</strong> conosciuti. Il giorno principale, quello dal quale prendeva l’avvio questa sequenza, era quello che noi oggi chiamiamo <strong>domenica</strong>, per noi il “giorno del signore” per gli antichi il “giorno del Sole” (tracce nell’inglese <em>Sunday</em> e nel tedesco <em>Sontag</em>). </p>
<p>La giornata era, come oggi, divisa in <strong>ventiquattro ore</strong>. Ogni ora era “consacrata” a una divinità-astro e in special modo la prima ora del giorno veniva messa sotto l‘egida dell’astro al quale era consacrato quello stesso giorno, così, ad esempio, la <strong>prima ora della domenica</strong> (giorno del Sole) era sotto il <strong>Sole</strong>. E la seconda? </p>
<p>La sequenza che gli antichi davano agli astri si basava sulla <strong>velocità</strong> degli stessi, partendo dal più veloce e arrivando al più lento allora conosciuto: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno (la Luna essendo l’astro che percorre il cielo a maggior velocità, Saturno alla minore). </p>
<p>Se osserviamo la figura qui riprodotta vediamo gli astri disposti su un <em>eptagramma</em> (stella a sette punte) con il Sole alla sommità (l’astro principale). <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/03/Settimana-e1490681866367.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/03/Settimana-e1490681866367.gif" alt="Settimana" width="250" height="248" class="alignright size-full wp-image-2958" /></a><br />
Partendo dalla <strong>Luna</strong> e andando in senso <strong>antiorario</strong> (i pianeti si muovono convenzionalmente in senso antiorario) troviamo gli astri disposti secondo la loro velocità, infatti dopo la Luna (l’astro più veloce) troviamo Mercurio, poi Venere, il Sole, Marte, Giove e infine Saturno il più lento. </p>
<p>Ora, se il moto degli astri è in senso antiorario è perché la Terra si muove in <strong>senso orario</strong>; quindi se vogliamo sapere quale astro ha giurisdizione ad esempio sulla seconda ora della domenica, posto che la prima, come abbiamo detto, è sotto il Sole, dobbiamo dal Sole <strong>muoverci in senso orario</strong> (d’altronde abitiamo sulla Terra e ci muoviamo in senso orario), e così facendo incontreremo <strong>Venere</strong> che quindi avrà dominio sulla <strong>seconda ora</strong> della domenica, poi <strong>Mercurio</strong>, signore della <strong>terza</strong> ora, la <strong>Luna</strong>, signora della <strong>quarta</strong>, <strong>Saturno</strong> per la <strong>quinta</strong>, e via di questo passo, verificando che il Sole ha domino sull’ottava ora, Venere sulla nona, Mercurio sulla decima, ecc.; se continuate a contare, vedrete che arriverete alla <strong>ventiquattresima ora</strong> che sarà sotto <strong>Mercurio</strong>, e lì finisce la domenica.</p>
<p>Ma dopo Mercurio abbiamo la <strong>Luna</strong>, e così essa sarà la signora della <strong>prima ora</strong> del giorno <strong>successivo</strong> alla domenica, e siccome l’astro che comanda alla prima ora di una giornata dà il nome all’intera giornata, ecco che questo giorno dopo la domenica ebbe nome “giorno della Luna”, cioè lunedì; a questo punto, continuando sempre la sequenza in direzione oraria, la seconda ora del lunedì sarà sotto Saturno, la terza sotto Giove, la quarta sotto Marte, la quinta sotto il Sole, ecc.; la ventiquattresima ora del lunedì sarà sotto Giove, così che la successiva ora sarà la prima del giorno dopo al lunedì, e siccome il pianeta che troviamo dopo Giove è <strong>Marte</strong>, sarà lui ad avere il dominio su questa prima ora, così il giorno successivo al lunedì si chiamerà “giorno di Marte”, cioè martedì.</p>
<p>Se continuate questo gioco vedrete che arriverete a “battezzare” tutti gli altri giorni della settimana, come del resto fecero gli antichi astrologi/astronomi.</p>
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		<title>Oscar e appropriazione indebita</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 07:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anulare]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[gaffe. eclissi]]></category>
		<category><![CDATA[oscar]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sapete il 26 febbraio si è svolta la consegna degli Oscar, cerimonia che è stata “elettrizzata” da una gaffe che, seppur per poco, ha dato l’ambita statuetta al film La La Land quando invece il vincitore era il film Moonlight. Si potrebbe dire che La La Land, non per colpa sua, ovvio, si è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come sapete il 26 febbraio si è svolta la consegna degli Oscar, cerimonia che è stata “elettrizzata” da una <strong>gaffe </strong>che, seppur per poco, ha dato l’ambita statuetta al film <em>La La Land</em> quando invece il vincitore era il film <em>Moonlight</em>. </p>
<p><span id="more-2951"></span></p>
<p>Si potrebbe dire che <em>La La Land</em>, non per colpa sua, ovvio, si è <strong>indebitamente appropriato</strong> del premio, seppur per pochi minuti.</p>
<p>Il giorno stesso c’era anche un’<strong>eclissi anulare di Sole</strong>. Nel <a href="http://www.renzobaldini.it/eclissi-solare-anulare/" target="_blank">post</a> che avevo scritto su questo fenomeno celeste dicevo che l’eclissi, formandosi a <strong>8° Pesci</strong>, si portava appresso, come significato, quello di <strong>furto</strong> o di <strong>appropriazione indebita</strong>, e “guarda caso” il giorno stesso assistiamo a una scena che mette in pratica ciò che dicevo di quella eclissi.</p>
<p>Può anche non essere l’unico evento del genere: da qui all’estate inoltrata ne potrebbero capitare altre di scene di “appropriazione indebita”, “furto”, “perdite per stupidità o sbadataggine”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eclissi solare anulare</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/eclissi-solare-anulare/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 10:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[eclissi solare anulare]]></category>
		<category><![CDATA[gradi tebaici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 febbraio alle ore 14.53 UT avremo un’eclissi solare anulare. Purtroppo sarà visibile solo dall’emisfero australe. Noi possiamo solo vederla in streaming. Evento raro e oltremodo suggestivo, l’eclissi anulare di Sole si presenta nei cieli terrestri con uno spettacolare anello di fuoco (ecco perché “anulare”). Le eclissi di Sole avvengono quando la Luna si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>26 febbraio alle ore 14.53 UT</strong> avremo un’eclissi solare anulare. Purtroppo sarà visibile solo dall’emisfero australe. Noi possiamo solo vederla in streaming.</p>
<p><span id="more-2943"></span></p>
<p>Evento raro e oltremodo suggestivo, l’eclissi anulare di Sole si presenta nei cieli terrestri con uno spettacolare <strong>anello di fuoco</strong> (ecco perché “anulare”).<br />
Le eclissi di Sole avvengono quando la Luna si interpone fra la Terra e il Sole: nel nostro caso la Luna, trovandosi in questo periodo all’<strong>apogeo</strong>, cioè alla massima distanza dalla Terra, quindi apparendo <strong>più piccola</strong> rispetto al Sole, non riesce a coprire del tutto la nostra stella (come invece avviene nelle eclissi totali), lasciando quindi visibile il <strong>bordo</strong> del Sole, appunto l’<strong>anello di fuoco</strong></p>
<p>Nel <strong>Tema</strong> dell’eclissi (qui sotto, redatto per Roma) vediamo che questa si forma a <strong>8° Pesci</strong>; da notare altresì la <strong>congiunzione</strong> al grado fra <strong>Marte</strong> e <strong>Urano</strong>.<br />
Se dobbiamo essere aderenti alla realtà, visto che questa eclissi è visibile nell’emisfero sud, dovremmo dire che essa, per un <strong>astrologo del luogo</strong>, si forma a <strong>8° Vergine</strong>.<br />
L’<strong>asse</strong> 8° Pesci/8° Vergine potremmo definirlo, visto il simbolismo dei gradi tebaici, l’asse del <strong>furto</strong> o dell’<strong>appropriazione indebita</strong>, così come al grado occupato dalla <strong>congiunzione Marte/Urano</strong> possiamo dare il significato di “perdite per sbadataggine o stupidità”.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/02/Eclissi_anulare-e1488019259306.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/02/Eclissi_anulare-e1488019259306.jpg" alt="Eclissi_anulare" width="500" height="434" class="aligncenter size-full wp-image-2941" /></a></p>
<hr/>
Foto da: www.thecosmoswithin.org</p>
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		<title>Effetto Venere</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 23:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[bilancia]]></category>
		<category><![CDATA[james hillman]]></category>
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		<category><![CDATA[toro]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mio articolo pubblicato su &#8220;Linguaggio Astrale&#8221; n. 84 &#8211; Autunno 1991 Le impressioni che seguono presero corpo durante la partecipazione, nel febbraio 1991, a Prato, a un Seminario su «La repressione della bellezza» tenuto da James Hillman[1] (relazione al Seminario: «La pratica della bellezza»), Thomas Moore[2] (relazione al Seminario: «Potere della bellezza, Marte-Venere…») e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>Un mio articolo pubblicato su &#8220;<em>Linguaggio Astrale</em>&#8221; n. 84 &#8211; Autunno 1991</h6>
<p><br/></p>
<p>Le impressioni che seguono presero corpo durante la partecipazione, nel febbraio 1991, a Prato, a un Seminario su «<em>La repressione della bellezza</em>» tenuto da <strong>James Hillman</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> (relazione al Seminario: «<em>La pratica della bellezza</em>»), <strong>Thomas Moore</strong><a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> (relazione al Seminario: «<em>Potere della bellezza, Marte-Venere…</em>») e <strong>Francesco Donfrancesco</strong><a href="#nota3"name="testo3">[3]</a> (relazione al Seminario: «<em>Nascita di Venere</em>»).<span id="more-2882"></span></p>
<p>Nelle «Note introduttive al Seminario» leggiamo:</p>
<blockquote><p><em>Fin dal 1981, quando tenne un seminario sull’anima mundi in Palazzo Vecchio, James Hillman si è andato sempre più interessando al fondamento estetico della psicologia. La sua opera ha spaziato tra l’architettura, il design, l’urbanistica, la danza e le opere d’arte, al fine di rifondare lo studio della psicologia in un modo che fosse meno personalistico e più nei termini di una immaginazione estetica.<br />
Quello che Hillman ha cercato di fare con la sua re-visione, non deve essere inteso come una psicologia dell’estetica, cioè una riduzione dell’arte o della bellezza a spiegazioni psicologiche, ma come il tentativo di dare inizio a un ritorno radicale della psicologia dalle profondità della persona al “volto” del mondo.<br />
Si tratta di una psicologia il cui punto di partenza è posto nell’immagine e non nella persona umana.<br />
In questo modo Hillman re-interpreta l’idea platonica dell’anima mundi, intendendo l’anima del mondo come l’anima esposta ai sensi delle immagini. Qui, in questo modo, possiamo ritrovare l’anima perduta dei nostri tempi; e non soltanto nella vita interiore dei sentimenti e delle memorie personali, il terreno tradizionale della psicologia del profondo e delle sue terapie. La psicologia del profondo tradizionale, conservando il suo focus nella persona individuale, conserva anche la scissione cartesiana tra anima invisibile dentro e mondo materiale morto fuori, res cogitans e res extensa. In altri termini, la tradizionale psicologia del profondo contribuisce inavvertitamente a quei disastri ecologici, politici ed estetici della nostra vita quotidiana per i quali gli individui soffrono; mentre la terapia psicologica cerca invano di curare quell’individuo la cui anima è malata per la separazione dell’anima del mondo, e per l’abbrutimento estetico che deriva da questa separazione. Perché oggi, alla fine dell’epoca cartesiana, l’anima del mondo soffre anche più dell’individuo, come testimoniano le nostre crisi ecologiche ed urbane.<br />
Se questa diagnosi non è troppo lontana dal bersaglio, ecco allora perché l’attenzione alla bellezza diventa una mossa terapeutica primaria. Infatti, il ruolo della bellezza è quello di attrarre ogni anima verso il mondo e di ricordare all’individuo il valore insito nel mondo</em>.</p></blockquote>
<p>Se questa è la strada da percorrere per «recuperare l’anima del mondo», e se «l’anima degli uomini, così come quella delle cose, desidera ardentemente la bellezza», è possibile, utilizzando lo strumento astrologia, arrivare a decifrare, sulla mappa dell’inconscio, il sentiero che ci porterà a questa strada?<br />
Essendo il linguaggio parlato dall’astrologia lo stesso usato dall’inconscio, e i personaggi che popolano il mondo astrologico espressione di quelle componenti psichiche che formano l’individuo, la mia risposta potrebbe anche essere affermativa pur condividendo, ovviamente, i timori di molti circa le grosse difficoltà insite in una ricerca del genere visto che si dovrà poi far conto, per arrivare a capire l’anima, sul coraggio (chè di questo si tratta) occorrente per un riconoscimento dei propri <em>dáim-ones</em> quindi per una loro legittimazione come «dèi in noi», cioè come realtà psichiche, il che vuol dire agire sui meccanismi della nostra psiche oggettiva (o “Tu” interiore).<br />
Ma come si sviluppa il discorso “bellezza” sullo Zodiaco?</p>
<p>Per saperlo non ci rimane che affidarci a quello che è il pianeta-simbolo dell’attrazione e del potere dell’anima, cioè <strong>Venere</strong>; per inciso, ma senza voler ingabbiare in rigide definizioni un qualcosa che deve essere “sentito” più che “analizzato”, possiamo tentare di vedere <strong>Luna</strong> e <strong>Venere</strong> come espressioni dell’<strong>Anima</strong>, con la Luna come “figura” dell’Anima e Venere come “potere” dell’Anima, e <strong>Sole</strong> e <strong>Marte</strong> come espressioni dell’<strong>Animus</strong>, con il Sole come “figura” dell’Animus e Marte come “potere” dell’Animus; questa ferrea schematizzazione penso però debba essere, se non superata, almeno vista come punto di partenza per arrivare ad una, diciamo così, “de-controsessualizzazione” degli aspetti legati alle due componenti psichiche, dato che anima, come dice Hillman, riguarda anche la donna, così come animus riguarda anche l’uomo.<br />
Ma ritorniamo al nostro simbolo-guida.</p>
<p>Sappiamo che il nome Venere deriva dal latino <em>Venus</em>, antico sostantivo neutro che indicava il “filtro amoroso”; una forma simile la ritroviamo attestata anche nell’area indiana, col significato di «che ama».<br />
Da Venus deriva “venerare”, indicante anticamente l’atteggiamento umano verso gli dèi, col significato di «piacere a…», «rendere favori a…» come anche «andare verso».<br />
Anticamente Venere era simbolo, assieme alla Luna, della <strong>Grande Madre</strong>, e lo vediamo documentato in tutta l’Asia Occidentale e l’Asia Minore, ad iniziare da <strong>Ishtar</strong> di Babilonia che già nel terzo millennio a.C. era adorata, assieme a suo figlio Tammuz, dalla gente di ‘Obeid; o dalla fenicia <strong>Astarte</strong> o Ashtart, già menzionata a partire dal 1478 a.C., anche se il suo culto risale alla primitiva epoca semitica; per non parlare di <strong>Iside</strong> d’Egitto, adorata già nel 1700 a.C., o <strong>Cibele</strong>, dea della Terra e della Luna, adorata in Frigia prima del 900 a.C.; interessante quanto ci viene detto da al-Kindi (filosofo e scienziato musulmano, 800-873), che asserisce che nella al-Kaba della Mecca è custodita al-Uzza, uno dei tre aspetti della Triplice Grande Madre (Dea) dell’Arabia: nella pietra nera lì racchiusa c’è infatti un segno che viene chiamato «l’impronta di Afrodite», una depressione ovale significante i genitali femminili.<br />
Venere si lega quindi a tutte quelle figure di dee che inglobavano il concetto di “madre”, di “fecondità”, come anche di “sensualità”.</p>
<p>Nell’area greca, e comunque nella cultura occidentale, troviamo <strong>Afrodite</strong>, dea della bellezza, della voluttà, della fecondità, nata dalla schiuma del mare (<em>aphros</em>, schiuma di mare): leggiamo, nella <em>Teogonia</em> di Esiodo, che Urano venne sorpreso nel sonno da suo figlio Crono che spietatamente lo castrò con un falcetto d’oro, afferrandogli i genitali con la mano sinistra e gettandoli, assieme al falcetto, in mare, presso Capo Drepano; i genitali di Urano «<em>…erraron sul mare a lungo, e d’intorno bianca spuma s’alzava dai membri immortali; dentro la spuma una fanciulla crebbe… L’hanno chiamata Afrodite, uomini e dèi, perché nacque dalla spuma…</em>».<br />
È quindi “grazie” a Crono-Saturno e a un falcetto, simbolo della Luna, che nasce Venere, e questi partner (Saturno e Luna) li ritroveremo in ambito zodiacale.<br />
Assai stimolante, per ciò che ci riguarda, sapere che presso i Greci si distinsero tre aspetti di questa divinità contrassegnati con i nomi di <strong>Afrodite Pandemo</strong>, <strong>Afrodite Urania</strong>, <strong>Afrodite Pontia</strong>.</p>
<p>Il primo aspetto (<strong>Pandemo</strong>) rappresentava l’Afrodite <strong>terrena</strong>, legata alla materia, alla sensualità, all’istintualità, e che astrologicamente si lega al domicilio notturno di Venere in <strong>Toro</strong>, quindi una Venere “lunare” e per questo connessa alla forma <em>naturalis</em>, quindi espressione di una bellezza spontanea, semplice, innata, che sollecita i sensi, perfino carnale e voluttuosa; la bellezza descritta dalla Venere taurina, e comunque l’espressione che questa assume nella sua componente “lunare”, può ritrovarsi, nel panorama dell’<strong>arte</strong>, nella pittura “realistico-paesana” di Ottone Rosai, o nella prima fase pittorica di Henri Rousseau, così primitiva, così legata alla realtà delle cose, pittura adulata da Alfred Jarry che vide in Rousseau la «presenza delle radici»<a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.<br />
Possiamo dire che in questa prima fase taurina troviamo un’estetica (<em>aisthánomai</em>, percepisco con i sensi, sento; e <em>áisthesis</em>, sensazione) che non ha bisogno di sovrastrutture o di trattamenti, quindi diretta nella misura in cui è naturale.</p>
<p>Il secondo aspetto (<strong>Urania</strong>) ci indica la dea dell’<strong>Amore Celeste</strong>, datrice di sentimenti duraturi e della benedizione del <strong>matrimonio</strong>, e che astrologicamente si lega al domicilio diurno di Venere in <strong>Bilancia</strong>.<br />
Urania (<em>Ur−ana</em>) significa però «regina delle montagne» (Graves), il che ci dice come qui non alberghi il fuoco dell’amore passionale (come era in Pandemo) ma prenda sopravvento il <strong>ragionamento</strong>: là avevamo a che fare con la <strong>Sensazione</strong>, qui con il <strong>Pensiero</strong>.<br />
Troviamo quindi una Venere “saturniana”, legata alla tecnica (<em>téchne</em>) quindi avvezza all’uso di strumenti e al trattamento di materiali per valorizzare questa bellezza.<br />
Qui abbiamo l’estetica nella sua accezione di «scienza che ha per oggetto lo studio del bello e dell’arte», intravedendo anche quella teoria medievale del bello visto come <strong>misura</strong>, <strong>proporzione</strong>.<br />
La bellezza descritta dalla Venere bilancina, e comunque l’espressione che questa assume nella sua componente “saturniana”, può ritrovarsi, in ambito <strong>artistico</strong>, nelle opere di Le Corbusier, l’architetto e urbanista francese propugnatore di un’architettura più rispondente alle esigenze della vita moderna, chiara nella forma e nelle proporzioni; così come nella musica di Claude Debussy, ricca di risonanze armoniche.<br />
In questa seconda fase bilancina abbiamo a che fare con la <strong>conservazione</strong> della bellezza e con la sua <strong>valorizzazione</strong>, con quell’arte che è la <em>cosmesi</em> (dice Hillman, in maniera provocatoria, che volendo c’è più «kosmos», cioè ordine, nella parola “cosmesi” che in “cosmologia”, visto che quest’ultima tratta di un qualcosa di vuoto e freddo!).</p>
<p>Nel terzo aspetto (<strong>Pontia</strong>) vediamo la Patrona della navigazione e dei naviganti, l’Afrodite <strong>marina</strong>, che astrologicamente si lega immancabilmente all’esaltazione di Venere in <strong>Pesci</strong>.<br />
Qui siamo di fronte a una bellezza non più legata alla Sensazione (Toro) o al Pensiero (Bilancia) ma al <strong>Sentimento</strong>.<br />
Qui abbiamo a che fare con nuovi campi di energia: d’altronde siamo alla presenza di un’<strong>esaltazione</strong> di Venere, quindi operiamo in un ambito che esula sia dal “piacere” taurino sia dall’“estetismo” bilancino; ci troviamo infatti nel mondo del <strong>sentimento</strong> e dell’<strong>emozione</strong> (del resto secondo la teoria cortico-diencefalica di W. B. Cannon e P. Bard, non è l’ipotalamo, governato dal segno dei Pesci, la sede degli schemi dinamici dell’emozione?), alla presenza di una Venere “nettuniana”, legata a quell’espressione soggettiva di grande intensità che è appunto l’emozione, a quel «<strong>ah!</strong>» che Hillman collega all’incontro tra <strong>Bellezza</strong> e <strong>Anima</strong>, quando, dice, si muove la <strong>gazzella</strong> che dorme in noi (Hillman usa la figura della gazzella come simbolo di quell’emozione – Anima – che scaturisce quando si attiva il chakra Anâhata, quello del cuore; per inciso, nel mondo semita la gazzella era simbolo di bellezza; secondo Origene, poi, la gazzella trae il suo nome da una parola greca che significa «vedere»).</p>
<p>La bellezza descritta dalla Venere pescina, e comunque l’espressione che questa assume nella sua componente “nettuniana”, può ritrovarsi, nel campo dell’<strong>arte</strong>, nella pittura «plen air» di un Claude Monet, o nell’emozione lirica, tradotta in plasmanti pennellate, di un Emilio Gola, così come nella poesia di un Charles Baudelaire le cui parole possono benissimo indicarci la strada per avvicinarci alla comprensione di questo tipo di bellezza, che «<em>consiste non nella scelta del soggetto né nella verità dell’illustrazione, ma nella maniera di sentire e nella capacità di esprimere tale sentimento</em>».</p>
<p>Così, se nel Toro avevamo un concetto di bellezza legato al «piacere dato dalla forma», e nella Bilancia alla «valutazione di questa forma-bellezza in rapporto alle esigenze sociali», in Pesci questo concetto pare legarsi a quell’afflato dato da una percezione extra-sensoriale, “sentendo” l’immagine che procura Bellezza e vedendo questo come una manifestazione dell’anima, facendoci forse qui parlare di un’«estetica trascendentale» che si lega al «fenomeno» (<em>tó pháinómenon</em>, <em>pháinesthai</em>, manifestarsi, apparire), a ciò che si manifesta direttamente e che fa esplodere quel «<strong>ah!</strong>» come segnale che ci avverte che l’anima ha <strong>ritrovato</strong> la sua Bellezza.</p>
<p>Allora, se Venere è la dea della Bellezza, e se essa nasce dall’acqua del mare, è solo quando arriviamo all’esaltazione pescina che questa dea si manifesta in tutta la sua completezza, e se i segni di <strong>Acqua</strong> sono espressione dell’<strong>Anima</strong>, allora è solo qui che può avvenire l’incontro, la fusione, tra Bellezza e Anima, è quindi in questa ultima fase pescina che l’anima dell’Uomo diventa «la scintilla consustanziale dell’<em>anima mundi</em>».<br />
E se i segni di Acqua, come detto, rappresentano l’Anima, il segno dei Pesci simboleggerà l’ultima fase dell’espressione dell’Anima, cioè quella più vicina alla <em>coniunctio</em> con lo Spirito, all’unione tra Sentimento e Intuizione<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>. Qui la bellezza produce gioia vera, entusiasmo, estasi (<em>ekstasis</em>, uscire fuori di sé).</p>
<p>Abbiamo detto che nei tre aspetti di Venere si raffigurano quelli che sono i diversi modi di approccio alla bellezza: questi “modi” possono essere decifrati anche dai simboli grafici di <strong>Luna</strong>, <strong>Saturno</strong> e <strong>Nettuno</strong>.</p>
<p>La linea curva, simbolo della Luna, ci parla di fecondità, di vita, quindi di vita che prende forma; la croce, che troviamo nei simboli grafici di Saturno e Nettuno, rappresenta il mondo, quindi un qualcosa di già strutturato: è l’impalcatura su cui la forma si trasforma.<br />
Nel simbolo <strong>lunare</strong> (cioè la mezzaluna) abbiamo, come detto, la forma, quindi avremo una percezione stimolata esclusivamente dall’oggetto-in-sé, diretta, spontanea, primaria, semplice.<br />
Nel simbolo <strong>saturniano</strong> abbiamo questa mezzaluna sotto la croce, a significare che la materia si sta strutturando secondo certi schemi o regole; prende forma che a sua volta si trasforma, il tutto seguendo strade apparentemente libere ma sostanzialmente legate a rigide regole sociali e culturali; la percezione che qui avremo sarà di tipo secondario, cioè “associazionistico”.<br />
Nel simbolo <strong>nettuniano</strong>, invece, la mezzaluna si è spostata sopra la croce, a significare come la materia, dopo che si è “formata” e poi “trasformata”, si stia ora “de-strutturizzando”, smettendo quindi di essere «copia di un’impressione» (Hume) per diventare vera «esperienza psichica». La percezione che qui avremo sarà allora di tipo “sensibile”, o meglio, “eterno”.<br />
Prendendo a prestito le figure dell’Anima esposte da Jung, possiamo dire che qui, luogo di esaltazione venusia, non siamo né alla presenza di <strong>Eva</strong> (Toro), né a quella di <strong>Elena</strong> (Bilancia), ma siamo di fronte a <strong>Maria</strong> e in procinto di incontrarci con <strong>Sofia</strong>.</p>
<p>Quanto finora detto, però, non vuole certo inchiodare Venere all’Anima o l’Anima a Venere come a prima vista potrebbe sembrare; ed altri sbaglierebbero se pensassero che Venere sia stata qui trattata esclusivamente in quanto «eros»; semmai è stata il vederla <strong>solo</strong> come eros che ha portato a una confusione di ruoli tra Anima, Venere ed erotismo (il che, ovviamente, non vuol dire che l’Anima non sia amore, anzi). Venere (anche come Eros) è solo una parte di Anima, così come Marte (anche come Eros; d’altronde non era questi figlio di Afrodite e Ares?) è solo una parte di Animus.</p>
<p>Nel concludere, possiamo dire che il breve viaggio qui intrapreso ci ha, una volta di più, messi di fronte al fatto che indispensabile, per recuperare l’anima, è andare a cercarla dov’è: dentro di noi, direte; certo, ma anche «fuori di noi», perché fino a quando non riusciremo a cogliere quella che è l’anima del mondo (della natura, ma anche, dico io, di tutto ciò che ci circonda, foss’anche il più umile degli oggetti che distrattamente usiamo giacché solo per il fatto di essere “stato fatto” vuol dire che ha «anima») mai e poi mai arriveremo a far incontrare «noi» e gli »dèi».</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] James Hillman (Atlantic City, 1926-Thompson, 2011). Filosofo, psicologo e psicoterapeuta junghiano. Ha diretto lo Jung Institut di Zurigo e fondato il Dallas Institute of Humanities and Culture.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Thomas Moore (Detroit, 1940). Psicoterapeuta, scrittore e studioso del Rinascimento. Ha fondato l’Institute for the Study of Imagination del Massachusetts.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Francesco Donfrancesco (Roma, 1940). Medico, psicologo analista, direttore della rivista fiorentina «<em>Anima</em>».<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Ovviamente questi sono solo degli esempi utilizzati per capire il “tipo” di manifestazione venusiana, e non vogliono certo creare ulteriori incasellamenti né degli artisti né tantomeno delle loro opere.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Questi concetti sono poi stati da me nel tempo elaborati andando a far parte del mio libro: “<em>La freccia del Sagittario</em>”.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>NASA: scoperto sistema solare con sette pianeti</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/nasa-sistema-solare-con-sette-pianeti/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 19:31:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[esopianeti]]></category>
		<category><![CDATA[pianeti]]></category>
		<category><![CDATA[sole]]></category>
		<category><![CDATA[trappist-1]]></category>

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		<description><![CDATA[In una conferenza-stampa tenuta oggi, 22 febbraio 2017, alle ore 13 (ora di New York), la NASA ha annunciato la scoperta di sette pianeti ruotanti attorno a una stella (il loro “sole”), chiamata Trappist-1, nella costellazione dell’Acquario. Le coordinate di questo &#8220;sole&#8221; sono: AR 346° 37&#8242; 19&#8243; &#8211; Decl. -05° 02&#8242; 29&#8243; &#8211; Lat. 00° [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In una conferenza-stampa tenuta oggi, 22 febbraio 2017,  alle ore 13 (ora di New York), la NASA ha annunciato la scoperta di <strong>sette pianeti</strong> ruotanti attorno a una stella (il loro “sole”), chiamata Trappist-1, nella costellazione dell’<strong>Acquario</strong>.</p>
<p><span id="more-2925"></span></p>
<p>Le coordinate di questo &#8220;sole&#8221; sono: AR 346° 37&#8242; 19&#8243; &#8211; Decl. -05° 02&#8242; 29&#8243; &#8211; Lat. 00° 37&#8242; 55&#8243; (in pratica sull&#8217;eclittica).</p>
<p>Tre di questi pianeti si trovano a una distanza ottimale dalla loro stella tale da consentire una temperatura oscillante tra zero e cento gradi centigradi, con possibilità di presenza di <strong>acqua</strong>. Questo sistema planetario si trova a una distanza, da noi, di 39 anni-luce. </p>
<p>Qui sotto il grafico della conferenza e la zona celeste dove si trova il sistema planetario.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/02/Nasa-e1487791088978.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/02/Nasa-e1487791088978.jpg" alt="Nasa" width="400" height="392" class="aligncenter size-full wp-image-2927" /></a> <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/02/Nasa2-e1487876811798.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/02/Nasa2-e1487876811798.jpg" alt="Nasa2" width="500" height="466" class="aligncenter size-full wp-image-2935" /></a></p>
<hr/>
Grafico sopra da: www.reddit.com</p>
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		<title>Il &#8220;Dialogo&#8221; di Galileo Galilei</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 23:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[abiura]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[eretico]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 385 anni fa, il 21 febbraio 1632, Galileo Galilei pubblicava a Firenze, per i tipi di Giovambattista Landini, «Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo»[1], opera scientifico-filosofica scritta sotto forma di dialogo dove Galileo dava sostegno alla teoria eliocentrica copernicana contro quella geocentrica tolemaica. Nelle note rivolte «Al Discreto Lettore», così Galileo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 385 anni fa, il <strong>21 febbraio 1632</strong>, Galileo Galilei <strong>pubblicava</strong> a Firenze, per i tipi di Giovambattista Landini, «<em>Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</em>»<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, opera scientifico-filosofica scritta sotto forma di dialogo dove Galileo dava sostegno alla teoria <strong>eliocentrica</strong> copernicana contro quella <strong>geocentrica</strong> tolemaica.</p>
<p><span id="more-2898"></span></p>
<p>Nelle note rivolte «<em>Al Discreto Lettore</em>», così Galileo presenta la sua opera: </p>
<blockquote><p><em>Prima cercherò di mostrare tutte l’esperienze fattibili nella Terra essere mezi insufficienti a concluder la sua mobilità, ma indifferentemente potersi adattare così alla Terra mobile, come anco quiescente; e spero, che in questo caso si paleseranno molte osservazioni ignote all’antichità. Secondariamente si esamineranno li fenomeni celesti, rinforzando l’ipotesi Copernicana, come se assolutamente dovesse rimaner vittoriosa, aggiungendo nuove speculazioni, le quali però servano per facilità d’Astronomia, non per necessità di natura. Nel terzo luogo proporrò una fantasia ingegnosa. Mi trovavo haver detto molti anni sono, che l’ignoto Problema del flusso del Mare, potrebbe ricever qualche luce, ammesso il moto terrestre.<br />
Questo mio detto, volando per le bocche degli huomini, haveva trovato padri caritativi, che se l’adottavano per prole di proprio ingegno. Hora, perché non possa mai comparire alcuno straniero, che fortificandosi con l’armi nostre, ci rinfacci la poca avvertenza in uno accidente cosi principale, ho giudicato palesare quelle probabilità, che lo renderebbero persuasibile, dato che la Terra si movesse</em>. </p></blockquote>
<p>L’opera incontrò ovviamente la ferma <strong>condanna</strong> della Chiesa: se la Terra si muove e il Sole sta fermo, come si fa, tanto per fare un esempio – si chiese il Papa – a spiegare alla gente quel passo della Bibbia dove si parla del miracolo di Giosuè che <strong>ferma</strong> il Sole? Quindi le tesi esposte da Galileo sono <strong>eretiche</strong> e in quanto tali vanno <strong>condannate</strong> e con esse anche l’autore delle stesse. Fu così che Galileo si trovò condannato (22 giugno 1633) all’abiura delle sue tesi e al carcere:</p>
<blockquote><p><em>Diciamo, pronunziamo sentenziamo e dichiaramo che tu, Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo S.o Off.o veementemente sospetto d’eresia, cioè d’aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch’il sole sia centro della terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la terra si muova e non sia centro del mondo, e che si possa tener e difendere per probabile un’opinione dopo esser stata dichiarata e diffinita per contraria alla Sacra Scrittura</em> […]<em>; E acciocché questo tuo grave e pernicioso errore e transgressione non resti del tutto impunito, e sii più cauto nell’avvenire e essempio all’altri che si astenghino da simili delitti. Ordiniamo che per publico editto sia proibito il libro de’ Dialoghi di Galileo Galilei.<br />
Ti condaniamo al carcere formale in questo S.o Off.o ad arbitrio nostro; e per penitenze salutari t’imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitenziali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare o levar in tutto o parte, le sodette pene e penitenze</em>.</p></blockquote>
<p>L’opera venne quindi proibita e inserita nell’<em>Indice</em> il 23 agosto 1634; ciò ovviamente procurò delle perdite al tipografo Landini il quale cercò di farsi risarcire da Galileo per vie legali.</p>
<p>Fu solo nel <strong>1820</strong> che il Sant’Uffizio dette un suo parere <strong>positivo</strong> riguardo la <strong>compatibilità</strong> tra il sistema eliocentrico copernicano e la fede cattolica.<br />
Il <strong>10 novembre 1979</strong> (primo centenario della nascita di Albert Einstein)<strong> Giovanni Paolo II</strong> chiese alla Pontificia Accademia delle Scienze un esame della questione “Scienza-Fede” e un <strong>riesame</strong> del “caso Galilei”: all’uopo si formò, il 3 luglio 1981, una commissione di studio.<br />
Il <strong>31 ottobre 1992</strong> Giovanni Paolo II chiuse i lavori di questa Commissione ammettendo <strong>le colpe</strong> della Chiesa nell’<em>affaire</em> Galileo.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Questo il titolo: «<em>Dialogo di Galileo Galilei Linceo Matematico Sopraordinario dello Studio di Pisa. E Filosofo, e Matematico primario del Serenissimo Gr. Duca di Toscana. Dove ne i congressi di quattro giornate si discorre sopra i due Massimi Sistemi del Mondo Tolemaico, e Copernicano; Proponendo indeterminatamente le ragioni Filosofiche, e Naturali tanto per l’una, quanto per l’altra parte</em>», In Fiorenza, per Gio: Batista Landini MDCXXXII.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Anima, Corpo, Mente e Spirito</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2017 23:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[karma]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>

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		<description><![CDATA[Sappiamo che i quattro elementi in cui vengono suddivisi i Segni dello zodiaco, cioè Fuoco, Terra, Aria e Acqua, sono accomunabili sia alle quattro componenti dell’Essere Umano così come queste ci provengono dalla Tradizione Esoterica sia alle quattro Forze della Natura, come possiamo vedere nella tabella qui sotto. &#160; &#160; FUOCO SPIRITO ENERGIA TERRA CORPO [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sappiamo che i quattro elementi in cui vengono suddivisi i Segni dello zodiaco, cioè Fuoco, Terra, Aria e Acqua, sono accomunabili sia alle quattro componenti dell’Essere Umano così come queste ci provengono dalla Tradizione Esoterica sia alle quattro Forze della Natura, come possiamo vedere nella tabella qui sotto.<span id="more-2859"></span></p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
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		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
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	}
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<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>FUOCO</td>
<td>SPIRITO</td>
<td>ENERGIA</td>
</tr>
<tr>
<td>TERRA</td>
<td>CORPO</td>
<td>MATERIA</td>
</tr>
<tr>
<td>ARIA</td>
<td>MENTE</td>
<td>SPAZIO</td>
</tr>
<tr>
<td>ACQUA</td>
<td>ANIMA</td>
<td>TEMPO</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p>In astrologia esiste una analogia fra Segni e Case, così la 1ª Casa è in analogia con il primo Segno, l’Ariete; la 2ª con il secondo Segno, il Toro, ecc.<br />
Le Case prese in esame in astrologia medica sono la 6ª e la 12ª, che si trovano ai lati dell’asse dell’orizzonte (AS-DS), l’asse delle relazioni, del <strong>libero arbitrio</strong>.<br />
E però abbiamo un altro asse, il Meridiano (MC-FC), l’asse  del “da dove provengo e dove vado”, l’asse che affonda le proprie radici nel passato, l’asse del <strong>destino</strong>: anche qui abbiamo due Case ai suoi lati, la 3ª e la 9ª.<br />
Sono Case Mobili ovvero si legano analogicamente ai Segni Mobili (Croce dei Segni Mobili) che sappiamo rappresentano il lavoro incessante della Vita per continuamente confrontarsi e trasformarsi secondo le esigenze dell’habitat in cui viene a trovarsi rappresentando quindi, questi Segni, gli eventuali squilibri di questo processo ovvero la <strong>malattia</strong>.<br />
Ecco che possiamo dire che le Case della salute sono le quattro Case Mobili: la 3ª, la 6ª, la 9ª e la 12ª.<br />
Vediamole.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/01/Anima2-e1485445690457.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/01/Anima2-e1485445690457.jpg" alt="Anima2" width="250" height="251" class="aligncenter size-full wp-image-2860" /></a></p>
<p><strong>Le Case 6ª e 12ª (il Corpo e l’Anima)</strong></p>
<p>La 6ª Casa, essendo in analogia con il sesto Segno, la Vergine, è legata all’Elemento TERRA quindi al CORPO (MATERIA), mentre la 12ª Casa, in analogia con il Segno dei Pesci, è legata all’Elemento ACQUA quindi all’ANIMA (TEMPO).<br />
Ebbene, Anima e Corpo, o Psiche e Soma, rappresentano nella personalità un’unità funzionale, un’unità biologica (asse Corpo/Anima).<br />
D’altronde se noi scorriamo quelli che sono i vari miti relativi alla nascita ovvero alla <strong>creazione</strong> dell’essere umano vediamo che in quasi tutte le culture questa è opera di un Essere Supremo o Demiurgo che impastata la “terra” con l’“acqua” forma la struttura portante di questa creatura: Terra e Acqua partecipano quindi della creazione dell’Uomo, rappresentando così, in forma simbolica, i “mattoni” dell’edificio Uomo.</p>
<p>Applicando quanto finora detto a quello che è il nostro discorso possiamo dire che nella <strong>6ª Casa</strong> vediamo <strong>le malattie del corpo</strong>, mentre <strong>nella 12ª</strong> vediamo <strong>le malattie dell’anima</strong>: essendo comunque le due componenti interagenti fra loro, possiamo dire che lo studio dell’asse 6ª/12ª ci fornirà indicazioni sullo stato generale di salute della persona, ovvero su quei disturbi interessanti organi e/o funzioni del proprio corpo.</p>
<p>Possiamo meglio capire l’importanza che ha ad esempio la 6ª Casa sapendo che in essa noi vediamo, essendo in analogia con il Segno della Vergine, il “lavoro”, che non sarà però in questo caso il lavoro inteso come attività umana volta a crearsi una fonte di reddito individuale bensì il lavoro incessante degli organi e dei sistemi del corpo umano che, se svolto bene, consente un buono stato di salute; quindi una Casa importante e per questo passata nella tradizione astrologica come effettiva Casa della salute. </p>
<p>E però, siccome le disfunzioni organiche possono essere conseguenti a sballate reazioni emotive, a stress o disturbi psicologici, ecco che anche l’analisi della 12ª Casa diventa importante, segnalandoci essa le risposte dell’individuo a momenti di stress ed eventualmente l’organo o la zona maggiormente colpita da situazioni di stress. Va da sé che resta valido quanto tramandatoci dalla tradizione, che vede nella 6ª Casa le malattie acute o accidentali, nella 12ª Casa le malattie croniche, invalidanti, congenite.</p>
<p><br/></p>
<p><strong>Le Case 3ª e 9ª (la Mente e lo Spirito)</strong></p>
<p>Sempre facendo riferimento allo schema sugli Elementi, vediamo che la 3ª Casa, analogica al Segno di ARIA dei Gemelli, è legata alla MENTE (SPAZIO), mentre la 9ª Casa, analogica al Segno di FUOCO del Sagittario, è legata allo SPIRITO (ENERGIA).<br />
Mente e Spirito si fondono qui dandoci indicazioni su quei disturbi che ruotano nella sfera delle patologie prettamente mentali, del comportamento, ovvero le deviazioni, le scissioni, le anomalie della personalità.<br />
Siamo, come si è visto, nel campo dei <strong>disturbi mentali</strong>, e però, siccome queste Case non sono avulse dalle altre e siccome non esistono comparti stagni all’interno di un Tema rappresentando esso l’individuo in toto, le informazioni che da qui trarremo andranno inserite nel più ampio contesto generale psicofisico essendo Corpo, Mente, Anima e Spirito tutti ingredienti che compongono l’essere umano. Il sapere comunque che queste Case possono darci informazioni su particolari tipi di disturbi aiuta notevolmente il lavoro dell’astrologo. </p>
<p>E però questo non è solo un asse mentale, bensì <strong>mentale-spirituale</strong>, e così come l’asse 6ª/12ª rappresentava l’Anima e il Corpo (o Psiche e Soma) visti come un’unità funzionale, un’unità biologica, così l’asse 3ª/9ª ci raffigura la Mente e lo Spirito come un’altrettanta unità funzionale, così che i disturbi che toccano uno possono essere conseguenti a disturbi interessanti l’altro, in ciò segnalandoci che se è <strong>malato</strong> lo Sprito <strong>si ammala</strong> (o è ammalata) anche la Mente e viceversa. </p>
<p><br/></p>
<p><strong>Anima e Spirito</strong></p>
<p>Certo che lo Spirito possa ammalarsi può destare curiosità se non ilarità, alcuni pensando lo Spirito un’entità superiore non attaccabile per questo da malanni e disturbi “terreni” (lo stesso vale per l’Anima). D’altronde abbiamo solo esperienze dirette che riguardano i disturbi del Corpo e i disturbi della Mente, e nessuna che ci riconduca a possibili malattie che abbiano interessato l’Anima e lo Spirito, o, quand’anche accettassimo il fatto che queste entità possano subire dei “danni”, questi non diagnosticabili come malattie nel senso usuale del termine.<br />
Tuttavia se osserviamo la figura qui sotto riprodotta vediamo che l’Anima (12ª Casa) si trova di fronte al Corpo (6ª Casa), e che lo Spirito (9ª Casa) si trova di fronte alla Mente (3ª Casa): potremmo vedere questo come un’indicazione del fatto che le malattie che colpiscono il <strong>Corpo</strong> potrebbero <strong>nascere da disturbi dell’Anima</strong>, e comunque, questo, unire con un filo energetico il Corpo all’Anima e viceversa. Stesso discorso per le malattie che colpiscono la <strong>Mente</strong>, che possono essere conseguenti a <strong>disturbi dello Spirito</strong>, e comunque, questo, unire con un filo energetico la Mente allo Spirito e viceversa.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/01/Anima2-e1485445690457.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2017/01/Anima2-e1485445690457.jpg" alt="Anima2" width="250" height="251" class="aligncenter size-full wp-image-2860" /></a></p>
<p>Ovviamente dovremo chiarirci su cosa intendiamo per Spirito (Fuoco, 9ª Casa) e cosa per Anima (Acqua, 12ª Casa)<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<br />
Fermo restando il fatto che concepiamo Corpo, Mente, Anima e Spirito come un tutt’uno integrato nell’Uomo, potremmo, per far comprendere meglio quanto vogliamo esporre, considerare l’Anima e lo Spirito come entità “celesti”, “divine”, “precedenti”, mentre il Corpo e la Mente come entità “terrene”, “umane”, “successive”.<br />
Detto in altri termini, potremmo vedere il Corpo come un’Anima che si è “condensata” e la Mente come uno Spirito che si è “condensato”, oppure, anche, il Corpo che “proviene” dall’Anima, e la Mente che “proviene” dallo Spirito<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.<br />
Con tale visione l’Anima e lo Spirito sarebbero il  “dietro le quinte” del Corpo e della Mente, o se vogliamo i “registi occulti” del Corpo e della Mente, coloro che scrivono le direttive, le disposizioni che questi (Corpo e Mente) più o meno consapevolmente eseguono. Questo è molto importante per cercare di capire la provenienza o il motivo di alcuni disturbi. </p>
<p>Un’altra cosa ancora, curiosa per alcuni, foriera di nuovi sviluppi per altri: Spirito e Anima, che abbiamo visto hanno qui “sede” uno nella sagittariana 9ª Casa, l’altra nella pescina 12ª Casa, sono per questo governati entrambi da Giove (e da Nettuno), mentre Corpo e Mente, che abbiamo visto hanno qui “sede” uno nella virginea 6ª Casa, l’altro nella gemellina 3ª Casa, sono per questo governati entrambi da Mercurio; quindi Giove (la cui etimologia riporta a “dio”)<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a> ha in mano (cioè sono “suoi”) lo Spirito e l’Anima, mentre Mercurio ha in mano (cioè sono “suoi”) il Corpo e la Mente; se consideriamo che Mercurio è il messaggero di Giove abbiamo una conferma mitologica a quanto detto poc’anzi riguardo al fatto che Spirito e Anima (Giove) danno le disposizioni a Corpo e Mente (Mercurio) affinché questi le eseguano.
<p>Ma cosa intendiamo qui per <strong>Spirito</strong> e cosa per <strong>Anima</strong>? Nell’accezione qui data consideriamo lo Spirito non solo l’Energia che tiene in vita l’essere umano, la sua “corrente elettrica”, ma anche quella scintilla divina (<em>div</em>, luce) che si rivela, sporadicamente e non in tutti, in quelle che chiamiamo <strong>intuizioni illuminate</strong>, colpi di genio. Quando lo Spirito si esprime armonicamente eleva la persona al di sopra degli altri, quasi a volerci far vedere l’essere umano che scocca la propria freccia infuocata squarciando il velo dell’oscurità dell’ignoranza donando il sole all’umanità, diventando egli stesso Maestro. Il “genio” comunemente inteso rientrerebbe in questa azione dello Spirito (es. Leonardo da Vinci, Einstein). </p>
<p>Ma lo Spirito può esprimersi anche in maniera disarmonica, e allora avremo l’alienato mentale, il “matto” comunemente inteso. “Genio” e “follia” potremmo dire, le sole due espressioni con le quali è dato allo Spirito di esprimersi a livello terreno. Tutti e due, il genio e il folle, tendono (o sono costretti?) a superare i propri limiti, come se dovessero raggiungere un qualcosa che è al di là del loro Io.<br />
Potremmo dire che il genio è un <strong>matto sano</strong>, e quindi sa sfruttare (anche se non del tutto coscientemente) le intuizioni (o le regole) che dallo Spirito riceve, e che il matto è un <strong>genio malato</strong>, che non vuole (o non può) seguire le regole dello Spirito, che si è ad esse ribellato, che vuole essere libero ma che comunque, nonostante questa sua “insurrezione”, è sempre, come il genio, ad esso legato, quindi anche lui espressione, come il genio, della forza dello Spirito.</p>
<p>Ma perché lo Spirito dovrebbe esprimersi in maniera disarmonica? Può lo Spirito <strong>ammalarsi</strong>? Oppure, vista la sua “anteriorità” sulle altre componenti umane quindi la sua natura non corruttibile dalle vicende terrene, <strong>nasce già malato</strong>? Ma se così fosse allora il “genio” e la “follia” sarebbero espressioni di un <strong>destino</strong>, farebbero cioè già parte del bagaglio con cui nasciamo, quindi il genio e il folle semplici esecutori di una musica scritta da un altro Autore. </p>
<p>Molto probabilmente la cosa può stare anche in questo modo, ma se così fosse allora potremmo vedere le malattie espresse nell’asse 3ª/9ª come “destiniche”. Vedremo come questo venga poi avvalorato anche osservando la cosa da un’altra visuale, anche se rimane del tutto irrisolto il perché lo Spirito può nascere già malato. Qualcuno quel “perché” lo definisce karma.</p>
<p>Anche l’<strong>Anima</strong>, come lo Spirito, dà il suo contributo al genio e alla follia, ma là eravamo al cospetto dell’energia maschile del Fuoco quindi dell’<strong>Intuizione</strong>, qui dell’energia femminile dell’Acqua quindi del <strong>Sentimento</strong>. Là eravamo su energie che vibrano sulla Mente (Pensiero e Intuizione), qui su energie che vibrano sul Corpo (Sensazione e Sentimento). </p>
<p>Nell’accezione qui data consideriamo l’Anima quella componente umana preposta alla produzione e alla gestione dell’energia <strong>sentimentale</strong> ed <strong>emozionale</strong>. L’Anima è la componente <strong>femminile</strong> dello Spirito, così che se non ci fosse la partecipazione dell’Anima alle intuizioni dettate dallo Spirito, queste sarebbero vuote e inutili; l’Anima dà loro non solo spessore ma le ordina in modo che possano essere utili agli altri.<br />
Detto con una metafora, se lo Spirito è la “corrente elettrica” che dà energia e vita al nostro elettrodomestico, l’Anima è ciò che quell’elettrodomestico sa fare (ciò per cui è stato costruito e per cui noi l’abbiamo acquistato).</p>
<p>Quando l’Anima si esprime <strong>armonicamente</strong> i sentimenti e le emozioni fluiscono positivamente alimentando un buon rapporto psiche-soma; a livello fisico l’<strong>ipotalamo</strong> esercita tranquillamente il suo controllo sul sistema nervoso simpatico il quale a sua volta allerta quegli organi e quelle funzioni preposte alla “lotta contro il nemico”, proteggendo e mantenendo lo stato di salute originario.<br />
Quando invece l’Anima si esprime in maniera <strong>disarmonica</strong> non avviene la lotta ma la fuga, le funzioni ipotalamiche vengono meno, assalite come sono da (e producenti loro stesse) una valanga di emozioni incontrollate che fomentano ansia e stress, quindi <strong>la malattia</strong>. </p>
<p><center>*****</center><br />
(Tratto dal mio libro sull&#8217;astrologia medica: <em>Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell&#8217;oroscopo in chiave medica</em>)</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ovviamente qui trattiamo dello Spirito nella sua sola espressione di 9ª Casa/Sagittario, così come dell’Anima nella sua sola espressione di 12ª Casa/Pesci.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Questi compiti sono, e devono essere, anche interscambiabili. L’Anima agisce sulla Mente come lo Spirito sul Corpo. In altra sede avevo detto che l’Anima è la parte spirituale della Mente, così come il Corpo è la manifestazione dello Spirito (cfr. R. BALDINI, <em>La freccia del Sagittario</em>, Pagnini e Martinelli, Firenze 2003)<a href="#testo2">&uArr;</a>.<br />
<a name="nota3">[3] «Il nome italiano Giove è palesemente legato a <em>Jovis</em>, il genitivo di <em>Juppiter</em>. E la forma latina <em>Juppiter</em> […], è nata da una formula di invocazione, <em>dyeu peter</em> (indoeuropeo) che vuol dire <em>Cielo padre!</em> e corrisponde esattamente al vocativo greco <em>Zeû páter</em>. Vicino a Juppiter si è conservata la forma <em>Diespiter</em>, corrispondente al vedico <em>dyauh pita</em>. <em>Dyeu</em> e <em>dyauh</em>, poi, si legano alla radice <em>div</em> (che richiama la luminosità del cielo) e dà, in sanscrito, la forma <em>deva</em>, e da cui deriva il latino <em>deus</em>, italiano Dio» (ANTONINO ANZALDI e LUIGI BAZZOLI, <em>Dizionario di astrologia</em>, Rizzoli, Milano 1988, p. 194).<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>Il Salone Internazionale dell&#8217;Archeologia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 23:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si svolgerà a Firenze, dal 17 al 19 febbraio, al Palazzo dei Congressi, la terza edizione del Salone Internazionale dell’Archeologia (ingresso libero). L’evento è organizzato dalla rivista “Archeologia Viva” (Giunti Editore) in collaborazione con FirenzeFiera. L’ospite d’onore sarà quest’anno l’Egitto che fra le molte iniziative presenterà la ricostruzione in scala 1:1 della tomba di Tutankhamon [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si svolgerà a <strong>Firenze</strong>, dal 17 al 19 febbraio, al Palazzo dei Congressi, la terza edizione del <strong>Salone Internazionale dell’Archeologia</strong> (ingresso libero).<span id="more-2877"></span></p>
<p>L’evento è organizzato dalla rivista “<em>Archeologia Viva</em>” (Giunti Editore) in collaborazione con FirenzeFiera.<br />
L’ospite d’onore sarà quest’anno l’<strong>Egitto</strong> che fra le molte iniziative presenterà la ricostruzione in scala 1:1 della <strong>tomba di Tutankhamon</strong> (ingresso libero), evento che farà da corollario al convegno “<em>Omaggio a Tutankhamon</em>” che si terrà venerdì 17 febbraio presso l’Auditorium del Palazzo dei Congressi con la partecipazione di egittologi e del noto archeologo egiziano <strong>Zahi Hawass</strong>, Segretario generale del Consiglio supremo delle antichità egizie, con le “<em>Ultime notizie dalla tomba del faraone bambino</em>”. </p>
<p>In programma molti altri convegni (più di trenta), come quello internazionale sui <strong>Longobardi in Italia</strong> oppure quello sui <strong>riti e i misteri degli Etruschi</strong>, e poi conferenze, workshop, tavole rotonde, stand tematici, oltre alla presenza di vari Enti del turismo (Algeria, Cipro, Croazia, Giordania, Turchia).</p>
<p>Molti ovviamente anche i nomi presenti alla manifestazione, da <strong>Alberto</strong> e <strong>Piero Angela</strong> a <strong>Valerio Massimo Manfredi</strong>, da <strong>Franco Cardini</strong> a <strong>Massimo Osanna</strong>.</p>
<p>L’inaugurazione si terrà giovedì 16 febbraio alle ore 20.45 nel Salone de’ Cinquecento in Palazzo Vecchio alla presenza di <strong>Dario Nardella</strong>, sindaco di Firenze, del soprintendente <strong>Andrea Pessina</strong>, del direttore di “<em>Archeologia Viva</em>” e organizzatore del Salone  <strong>Piero Pruneti</strong>.<br />
A seguire una “lectio magistralis” tenuta dal prof. <strong>Franco Cardini</strong>, professore emerito di Storia medievale alla Scuola Normale Superiore, su “<em>Firenze ai tempi di Dante e Boccaccio: idealità e realtà nella vita medievale</em>”.</p>
<p>Vedi locandina <a href="http://www.tourisma.it/programma-2017/" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Giovanni Battista Piasio (1410-1492)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2017 23:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 525 anni fa, il 23 gennaio 1492[1], moriva Giovanni Battista Piasio (o Plasio), nato a Cremona nel 1410. Fu medico, astronomo e filosofo «ma sopra tutto attese a le cose Astrologiche, ne le quali giunse al grado de l’eccellenza»[2]. Dopo gli studi di Logica e di Filosofia, portati a termine nella sua città, fu [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 525 anni fa, il 23 gennaio 1492<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, moriva Giovanni Battista Piasio (o Plasio), nato a Cremona nel 1410. <span id="more-2852"></span></p>
<p>Fu medico, astronomo e filosofo «<em>ma sopra tutto attese a le cose Astrologiche, ne le quali giunse al grado de l’eccellenza</em>»<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>. </p>
<p>Dopo gli studi di Logica e di Filosofia, portati a termine nella sua città, fu lettore di Astrologia e Matematica allo Studio di Ferrara, lì chiamato da Leonello d’Este. Della sua permanenza a Ferrara si ha una prova in una lettera scritta «<em>pro parte Baptistae de Piasis de Cremona Artium et Medicinae Doctoris et Astrologi</em>» a Borso d’Este nel 1450, dove implora il pagamento di ciò che gli restava da avere del suo stipendio<a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.<br />
Nel 1455, sempre a Ferrara, conobbe il grande umanista Francesco Filelfo (1398-1481), che però successivamente si prese gioco di Piasio deridendolo per il fatto – così asseriva – che aveva sbagliato alcuni calcoli nello stendere i Temi natali di non poche persone.</p>
<p>Si spostò poi a Milano (1456?) su richiesta di Francesco Sforza sempre come insegnante delle stesse materie. Fu poi a Roma, voluto da papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini), e infine a Mantova, chiamato dai Gonzaga. </p>
<p>Astrologo apprezzato e ricercato da molte corti, fu autore di numerosi pronostici scritti per più di quarant’anni, ad esempio: <em>Iudicium de coniunctione saturni &#038; iovis compositum anno de mcccclxxxiiii die xv februarii per Baptistam piasium cremonensem ante revolutionem anni quam fuit anno d Mcccclxxxiiii de mense martii</em><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, edito a Milano il 31 gennaio 1485 per i tipi di Leonhard Pachel e Udalricus Scinzenzeler.<br />
Oppure: <em>Scrutinium de accidentibus mayoribus et minoribus anni 1491</em> (s.n.t., ma 1490), dedicato a Ludovico Maria Sforza<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>.</p>
<p>Fu altresì autore dell’opera inedita <em>Defensionem Gerardi Sabioneta adversus Joannem de Monte Regio Germanum: Epistolae ac Opuscola alia</em>, nella quale prende le difese dell’astrologo Gherardo da Sabbioneta (XIII secolo) e della sua <em>Theorica planetarum</em> controbattendo alle critiche che l’astrologo tedesco Regiomontano (Johann Müller, 1436-1476) aveva espresso alla <em>Theorica</em> stessa nelle sue <em>Disputationes contra Theorica Gerardi</em> (altrimenti dette: <em>Disputationum Ioannis De Monte Regio Contra Cremonensia In Planetarum Theoricas Deliramenta</em>), stampate a Norimberga nel 1474.</p>
<p>Piasio morì a Cremona e venne sepolto nella chiesa di Sant’Agostino dei Frati Eremitani, nella cappella di San Nicola da Tolentino. La <em>Laudatio funebris</em> in suo onore venne recitata dall’umanista cremonese Niccolò Lugaro (1447-1515).</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ma corrisponde al nostro 1° febbraio vigendo all’epoca il calendario giuliano.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] BERNARDINO BALDI, <em>Vite inedite di matematici italiani</em>, pubblicate da Enrico Narducci, estratto dal «Bullettino di Bibliografia e di Storia delle Scienze Matematiche e Fisiche», tomo XIX, Luglio-Novembre 1886, Tip. delle Scienze matematiche e fisiche, Roma, 1887, p. 139.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] GIROLAMO TIRABOSCHI, <em>Storia della letteratura italiana</em>, 4 voll., per Nicolò Bettoni e comp., Milano, 1833, II, p. 648, nota a.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] L’opera è presente nella Biblioteca Capitular y Colombina de Sevilla (collocazione: 12-1-16(21)).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] LEANDRO CANTAMESSA, <em>Astrologia. Opere a stampa (1472-1900)</em>, 2 voll., Olschki, Firenze, 2007, II, n. 3457.<a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Anniversari. Prima e dopo Cristo</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2017 23:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anniversari]]></category>
		<category><![CDATA[aristotele]]></category>
		<category><![CDATA[dionigi il piccolo]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 525 papa Giovanni I dette incarico al monaco russo Dionigi il Piccolo (o l’Esiguo, da Dionysius Exiguus) di riordinare i calcoli relativi alla nascita di Cristo così da ottenere una precisa definizione della data annuale della Pasqua. Dionigi arrivò a stabilire la nascita di Gesù all’anno 754 dalla fondazione di Roma: il monaco si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>525</strong> papa Giovanni I dette incarico al monaco russo <strong>Dionigi il Piccolo </strong>(o l’Esiguo, da Dionysius Exiguus) di riordinare i calcoli relativi alla <strong>nascita di Cristo</strong> così da ottenere una precisa definizione della data annuale della Pasqua. <span id="more-2845"></span></p>
<p>Dionigi arrivò a stabilire la nascita di Gesù all’anno <strong>754</strong> dalla fondazione di Roma: il monaco si riferì in special modo a un versetto del Vangelo di Luca (3, 1-3) in cui si dice che Giovanni Battista iniziò la sua predicazione «<em>l’anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare</em>», imperatore romano salito al trono nel 768 di Roma; il quindicesimo anno del suo regno corrisponde quindi al 783; considerando che Gesù aveva circa trent’anni quando si fece battezzare da Giovanni, Dionigi sottrasse i 29 anni compiuti da Gesù dal 783 ottenendo così come data di nascita il 754 dalla fondazione di Roma, che lui decretò essere <strong>l’anno 1</strong> dell’era cristiana, cioè l’1 d.C.</p>
<p>Dionigi, non potendo considerare l’esistenza di un &#8220;anno 0&#8243;<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, chiamò &#8220;anno 1&#8243; l’anno che iniziava immediatamente dopo la nascita di Gesù, così se dovessimo vedere la sequenza degli anni a.C. (avanti Cristo) e d.C. (dopo Cristo), li vedremmo così: …2 a.C, 1 a.C., 1 d.C., 2 d.C.,…; così il primo secolo dell’era cristiana è iniziato nell’1 ed è terminato nel 100 d.C., il secondo secolo ha avuto inizio nel 101 ed è terminato nel 200 d.C., ecco perché quando diciamo “quattordicesimo secolo” ci riferiamo al secolo che va dal 1301 al 1400, quando diciamo “ventunesimo secolo” ci riferiamo al secolo che va dal 2001 al 2100.</p>
<p>L’usanza di contare gli anni partendo dalla nascita di Cristo venne ribadita quindi “sponsorizzata” dal monaco inglese e dottore della Chiesa <strong>Beda il Venerabile</strong> (672-735) nella sua opera <em>De temporum ratione</em> (725), anche se alcuni eruditi la utilizzavano già dal VI-VII secolo. Diventò poi forma generalizzata di datazione nel X secolo.</p>
<p><strong>Attenzione</strong><br />
Usando la notazione avanti Cristo/dopo Cristo (detta “cronologica”) dobbiamo stare attenti a non commettere l’errore di <strong>un anno</strong> quando vogliamo calcolare il tempo trascorso tra una data a.C. e una d.C.: ammettiamo di voler sapere quanti anni separano la nascita di Cicerone (106 a.C.) da quella di Nerone (37 d.C.): verrebbe spontaneo dire 106 + 37 = 143 anni, mentre invece gli anni trascorsi sono 142, e questo perché mancando lo zero bisogna contare <strong>un anno in meno</strong>. </p>
<p>Ecco perché i matematici hanno inserito lo zero nella datazione, e gli anni prima di Cristo non vengono indicati con a.C. ma con il segno meno (–), così come gli anni dopo Cristo con il segno più (+), ovvero: …- 2, &#8211; 1, 0, + 1, + 2,…, ecco perché dire 106 a.C. è uguale a dire – 105.</p>
<p>Questo vale soprattutto quando festeggiamo <strong>anniversari</strong> di personalità nate prima di Cristo.<br />
Ad esempio <strong>Aristotele</strong> nacque nel 384 a.C. (ovvero – 383). Nel 2016 sono stati celebrati in tutto il mondo i 2400 anni dalla sua nascita: il calcolo è stato fatto semplicemente aggiungendo all’anno a.C. quello d.C., cioè  384 + 2016 = 2400, giusto aritmeticamente ma sbagliato cronologicamente giacché i 2400 anni dalla nascita di Aristotele cadono quest’anno, 2017, e questo perché, come detto, mancando il numero zero bisogna contare un anno in meno, quindi nel 2016 erano trascorsi 2399 anni dalla sua nascita.<br />
Eppure l’Unesco ha decretato il 2016 “Anno di Aristotele”, con convegni e celebrazioni in tutto il mondo.</p>
<p>Non è certo la prima volta che vengono ufficialmente festeggiati anniversari storici “in anticipo”: nel 1930 il regime fascista celebrò il <strong>bimillenario</strong> della nascita di <strong>Virgilio</strong> nato nel 70 a.C., anche qui facendo semplicemente 70 + 1930 = 2000, quando invece si sarebbe dovuto aspettare l’anno dopo, il 1931.<br />
Ma fece lo stesso con il <strong>bimillenario</strong> della nascita di <strong>Augusto</strong>, nato il 23 settembre del 63 a.C. e commemorato il 23 settembre 1937 anziché 1938 (le celebrazioni, iniziate appunto il 23 settembre 1937, si conclusero un anno dopo, il 23 settembre 1938 con l’inaugurazione del padiglione ospitante l’Ara Pacis dell’architetto Vittorio Morpurgo).<br />
Ritornando a Aristotele, l’anno delle celebrazioni per i 2400 anni dalla sua nascita è il 2017.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Il numero 0 venne usato solo dal 628 d.C., prima era sconosciuto. Infatti il concetto di “zero” venne codificato per la prima volta nell’opera <em>Brāhamasphutasiddhānta</em> (628) dell’astronomo e matematico indiano Brahamagupta (598-670). Venne poi ripreso dagli Arabi che gli dettero il nome di <em>sifr</em> (latinizzato in “zephirum”), da cui il nostro “cifra”. Fu poi il matematico pisano Leonardo Bigallo (1170-1250), conosciuto come Fibonacci (cioè <em>filius Bonacii</em>, figlio di Guglielmo di Bonaccio), a far conoscere lo 0 in Europa nella sua opera <em>Liber Abaci</em> (1202): «<em>Novem figure indorum he sunt 9 8 7 6 5 4 3 2 1. Cum his itaque novem figuris, et cum hoc signo 0, quod arabice zephirum appellatur, scribitur quilibet numerus, ut inferius demonstratur</em>» (Liber Abaci, cap. I).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>La dea Carmenta</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2017 23:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[carmenta]]></category>
		<category><![CDATA[parte dei figli]]></category>
		<category><![CDATA[parte della madre]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, nell’antica Roma, si festeggiava la dea Carmenta, protettrice delle donne, della gravidanza, della nascita e delle ostetriche. Per la verità il giorno a lei dedicato era l’11 gennaio ma ne venne aggiunto un altro, appunto il 15 gennaio, su richiesta delle mogli romane che vollero così onorare la dea che le aveva aiutate nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, nell’antica Roma, si festeggiava la dea Carmenta, protettrice delle donne, della gravidanza, della nascita e delle ostetriche. <span id="more-2838"></span></p>
<p>Per la verità il giorno a lei dedicato era l’11 gennaio ma ne venne aggiunto un altro, appunto il 15 gennaio, su richiesta delle <strong>mogli</strong> romane che vollero così onorare la dea che le aveva aiutate nella loro <strong>lotta</strong> contro il Senato quando questi <strong>proibì</strong> alle donne <strong>l’uso della carrozza</strong>: le matrone romane, per contestare l’iniqua decisione, proclamarono lo “sciopero del sesso”; tale fu la confusione e il disorientamento dei mariti che le loro proteste arrivarono nelle aule del Senato che prontamente ritornò sui suoi passi.</p>
<p>Carmenta aveva anche il dono della <strong>profezia</strong> e in tal senso era chiamata <em>Carmentes antevorta et postvorta</em> (“che conosce il passato e l’avvenire”). I suoi oracoli erano declamati in versi (carmina, carme). Era venerata anche come inventrice della <strong>lingua</strong> e della scrittura <strong>latina</strong>.</p>
<p>Oggi potrebbe anche essere presa come protettrice dei <strong>vegani</strong> visto che nel suo tempio era assolutamente <strong>vietato</strong> entrare con indosso <strong>abiti</strong> fatti con pelle di <strong>animale</strong>.</p>
<p>Interessante notare come il cielo di oggi alle ore 11.45 (domificato per Roma) offra una congiunzione esatta della Luna (03°50’ Vergine) al suo Nodo nord (03°50’ Vergine), e come questa congiunzione si trovi in trigono all’Ascendente Toro (02°13’); notiamo altresì la Parte della Madre (23°28’ Bilancia) congiunta a Giove (22°24’ Bilancia) e la Parte dei Figli (02°47’ Cancro) a metà strada  tra Ascendente e Luna.</p>
<p>Tutti elementi lunari/femminili/materni che ben si addicono alla dea delle donne.</p>
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		<title>Le stelle e i problemi alla vista</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/le-stelle-e-i-problemi-alla-vista/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2017 09:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[aleandro baldi]]></category>
		<category><![CDATA[andrea bocelli]]></category>
		<category><![CDATA[annalisa minetti]]></category>
		<category><![CDATA[cecità]]></category>
		<category><![CDATA[Parte degli Incidenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo gli antichi anche le stelle, come i pianeti, possono essere incluse nel novero degli elementi da considerare per quanto riguarda i problemi di salute, in special modo per quelli interessanti gli occhi. Nella tabella che segue l’elenco delle stelle, ammassi e nebulose tradizionalmente nocive alla vista. &#160; &#160; Nome Longitudine (2000) Natura &#160; &#160; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo gli antichi anche le stelle, come i pianeti, possono essere incluse nel novero degli elementi da considerare per quanto riguarda i problemi di salute, in special modo per quelli interessanti gli occhi. <span id="more-2826"></span></p>
<p>Nella tabella che segue l’elenco delle stelle, ammassi e nebulose tradizionalmente nocive alla vista. </p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 12px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
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		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Nome</td>
<td>Longitudine (2000)</td>
<td>Natura</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>Vertex (M31)</td>
<td>27°50&#8242; Ariete</td>
<td>Marte-Luna</td>
</tr>
<tr>
<td>Capulus (ammasso)</td>
<td>24°12&#8242; Toro</td>
<td>Marte-Mercurio</td>
</tr>
<tr>
<td>Algol</td>
<td>26°10&#8242; Toro</td>
<td>Saturno-Giove</td>
</tr>
<tr>
<td>Alcyone (Pleiadi, M45)</td>
<td>29°59&#8242; Toro</td>
<td>Luna-Marte</td>
</tr>
<tr>
<td>Prima Hyadum</td>
<td>05°48&#8242; Gemelli</td>
<td>Saturno-Mercurio</td>
</tr>
<tr>
<td>Bellatrix</td>
<td>20°57&#8242; Gemelli</td>
<td>Marte-Mercurio</td>
</tr>
<tr>
<td>Ensis (Orione, M42)</td>
<td>23°02&#8242; Gemelli</td>
<td>Marte-Luna</td>
</tr>
<tr>
<td>Polare</td>
<td>28°34&#8242; Gemelli</td>
<td>Saturno-Venere</td>
</tr>
<tr>
<td>Castore</td>
<td>20°15&#8242; Cancro</td>
<td>Mercurio</td>
</tr>
<tr>
<td>Polluce</td>
<td>23°14&#8242; Cancro</td>
<td>Marte</td>
</tr>
<tr>
<td>Asinello Settentrionale</td>
<td>07°32&#8242; Leone</td>
<td>Marte-Sole</td>
</tr>
<tr>
<td>Asinello Meridionale</td>
<td>08°43&#8242; Leone</td>
<td>Marte-Sole</td>
</tr>
<tr>
<td>Adhafera</td>
<td>27°34&#8242; Leone</td>
<td>Saturno-Mercurio</td>
</tr>
<tr>
<td>Copula (M51)</td>
<td>25°05&#8242; Vergine</td>
<td>Luna-Venere</td>
</tr>
<tr>
<td>Foramen</td>
<td>22°10&#8242; Bilancia</td>
<td>Saturno-Giove</td>
</tr>
<tr>
<td>Antares</td>
<td>09°46&#8242; Sagittario</td>
<td>Marte-Giove</td>
</tr>
<tr>
<td>Aculeus (M6)</td>
<td>25°46&#8242; Sagittario</td>
<td>Marte-Luna</td>
</tr>
<tr>
<td>Acumen (M7)</td>
<td>28°42&#8242; Sagittario</td>
<td>Marte-Luna</td>
</tr>
<tr>
<td>Spiculum (M8/M20/M21)</td>
<td>00°39&#8242; Capricorno</td>
<td>Marte-Luna</td>
</tr>
<tr>
<td>Facies (M22)</td>
<td>08°19&#8242; Capricorno</td>
<td>Sole-Marte</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<p>Possiamo dire che se una o più di esse si trovano congiunte (orbita 2°) a elementi personali del Tema o sono lì strategicamente posizionate è lecito pensare a qualche problema agli occhi, alla vista. </p>
<p>Ovviamente la cautela è d’obbligo dato che non basta la semplice presenza di queste stelle per sentenziare a spron battuto su un possibile pericolo per gli occhi; tuttavia, nel caso si presentasse una simile circostanza (una o più di queste stelle in zone di particolare evidenza nel Tema), questo dovrà essere attentamente valutato. </p>
<p>E però non dobbiamo nemmeno aspettarci che chi soffre di disturbi oculari più o meno gravi debba per forza di cose avere una o più di queste stelle in zone particolari del proprio Tema, potendo la sua patologia essere “rappresentata” da altri elementi e configurazioni.<br />
Diciamo che sono un aiuto in più per l’astrologo-analista che saprà con attenzione e intelligenza valutarne l’apporto.</p>
<p>Fra i personaggi conosciuti affetti da patologie oculari mi vengono in mente i cantanti Aleandro Baldi, Andrea Bocelli, Ray Charles, Josè Feliciano, Annalisa Minetti, Stevie Wonder; il sassofonista Roland Kirk; l’inventore dell’alfabeto per ciechi Louis Braille; la scrittrice Helen Keller, sordo-cieca.<br />
Vediamone alcuni la cui ora è certa.</p>
<p><strong>Andrea Bocelli</strong> – 22/09/1958 ore 05.10 Laiatico (Pisa)<br />
Nato con una grave forma di glaucoma all’occhio sinistro riusciva a vedere solo con quello destro. Ma un incidente, all’età di 12 anni, lo privò della vista anche da quell’occhio: mentre giocava a calcio ricevette una pallonata proprio sull’occhio destro con conseguente trauma cranico che lo rese irrimediabilmente cieco.<br />
Nel suo Tema troviamo Mercurio (nervi), signore dell’Ascendente Vergine, in esatta congiunzione a questo Ascendente e per di più in aspetto a Saturno (ostruzione, secchezza).<br />
La Luna-liquidi è in esilio in Capricorno.<br />
Il Sole è in aspetto a Luna e Marte; il fatto che sia Marte a legarsi ai due luminari è certo interessante visto che è il pianeta dei traumi, degli incidenti, forza dirompente, la sua, che in questo Tema viene oltremodo rimarcata. Da cosa? Dal fatto che questo Marte (qui a 00° 14’ Gemelli) si trova ad essere esattamente congiunto nientemeno che alla Parte degli Incidenti (00° 04’ Gemelli).<br />
Finita qui? No. Perché congiunta a Marte quindi congiunta anche alla Parte degli Incidenti abbiamo la stella <em>Alcyone</em> che oltre che “provocare” danni alla vista si lega a ferite o traumi al volto.</p>
<p><strong>Annalisa Minetti</strong> – 27/12/1976 ore 17.50 Rho (Milano)<br />
Perde progressivamente la vista a partire dall’età di 6 anni. A 18 diventa quasi cieca per una retinite pigmentosa (patologia congenita; ne soffre anche sua sorella) con degenerazione maculare.<br />
Nel suo Tema troviamo la Luna, signora dell’Ascendente Cancro, in aspetto dinamico a Marte con quest’ultimo in congiunzione alle stelle <em>Aculeus</em> e <em>Acumen</em>.<br />
L’Ascendente è congiunto alla stella <em>Castore</em>.</p>
<p><strong>Aleandro Baldi</strong> – 11/04/1959 ore 17.30 Greve in Chianti (Firenze)<br />
Cieco dalla nascita. Nel suo Tema troviamo la Luna congiunta a Venere e in aspetto dinamico a Giove e a Plutone. La Luna è congiunta alla stella <em>Alcyone</em>. Venere, signora dell’Ascendente Bilancia, è congiunta alla stella <em>Algol</em>.</p>
<p><strong>Josè Feliciano</strong> – 10/09/1945 ore 10.00 Lares (Portorico)<br />
Cieco dalla nascita per complicazioni durante il parto. Nel suo Tema troviamo l’Ascendente in Bilancia congiunto alla stella <em>Foramen</em>. Il Medio Cielo e Saturno – quest’ultimo signore per esaltazione dell’Ascendente – sono in congiunzione alla stella <em>Polluce</em>.</p>
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		<title>Segni e riferimenti tradizionali (2)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/segni-e-riferimenti-tradizionali-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2016 16:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[pietre]]></category>
		<category><![CDATA[profumi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quale fiore possiamo legare alla Bilancia? E quale pietra? Quale profumo? E allo Scorpione? Rifacendoci alle più accreditate tradizioni, ecco di seguito quelli che sono i riferimenti più attendibili. BILANCIA Alberi: Noce, Pesco, Susino. Animali: Foca, Piccione, Toro. Aromi: Acanto, Altea, Rosmarino, Tiglio. Colori: Rosa, Tinte pastello. Divinità Egizia: Maat (dea astratta della Verità e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quale fiore possiamo legare alla Bilancia? E quale pietra? Quale profumo? E allo Scorpione? <span id="more-2818"></span></p>
<p>Rifacendoci alle più accreditate tradizioni, ecco di seguito quelli che sono i riferimenti più attendibili.<br />
<br/><br />
BILANCIA</p>
<p><em>Alberi</em>: Noce, Pesco, Susino.<br />
<em>Animali</em>: Foca, Piccione, Toro.<br />
<em>Aromi</em>: Acanto, Altea, Rosmarino, Tiglio.<br />
<em>Colori</em>: Rosa, Tinte pastello.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Maat (dea astratta della Verità e della Giustizia).<br />
<em>Fiori</em>: Giglio, Orchidea, Rosa, Verbena.<br />
<em>Metallo</em>: Rame.<br />
<em>Minerale</em>: Malachite.<br />
<em>Pietre</em>: Corallo (prima decade), Malachite (seconda decade), Acquamarina (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Giacinto, Muschio, Violetta.<br />
<br/><br />
SCORPIONE</p>
<p><em>Alberi</em>: Pruno, Rovere.<br />
<em>Animali</em>: Gallo, Lupo.<br />
<em>Aromi</em>: Melissa, Peperoncino.<br />
<em>Colori</em>: Rosso e Nero, Tonalità dai riflessi violacei.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Selkit (dea scorpione).<br />
<em>Fiori</em>: Erica, Narciso, Reseda, Stella alpina.<br />
<em>Metallo</em>: Ferro.<br />
<em>Minerale</em>: Siderite.<br />
<em>Pietre</em>: Rubino (prima decade), Crisoprasio (seconda decade), Zaffiro (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Erba cedrina, Erica, Ginestra, Tuberosa.<br />
<br/><br />
SAGITTARIO</p>
<p><em>Alberi</em>: Eucalipto, Olmo.<br />
<em>Animali</em>: Delfino, Elefante, Pavone.<br />
<em>Aromi</em>: Aglio, Dragoncello, Euforbia, Sesamo.<br />
<em>Colore</em>: Violetto.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Shed (dio della caccia e patrono dei cacciatori).<br />
<em>Fiori</em>: Maggiorana, Portulaca, Stella di natale, Viola del pensiero.<br />
<em>Metallo</em>: Stagno.<br />
<em>Minerale</em>: Cassiterite.<br />
<em>Pietre</em>: Fluorite (prima decade), Calcedonio (seconda decade), Mica (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Calicantus, Fresia, Violetta.<br />
<br/><br />
CAPRICORNO</p>
<p><em>Alberi</em>: Ontano, Pino, Pioppo.<br />
<em>Animali</em>: Capro, Pipistrello, Polipo.<br />
<em>Aromi</em>: Cipolla, Euforbia.<br />
<em>Colori</em>: Nero, Marrone, Cenere.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Anubis (divinità protettrice della necropoli, preposta alla mummificazione).<br />
<em>Fiori</em>: Azalea, Calendula, Ranuncolo, Verbasco.<br />
<em>Metallo</em>: Piombo.<br />
<em>Minerale</em>: Galena.<br />
<em>Pietre</em>: Onice (prima decade), Diamante (seconda decade), Sardonica (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Caprifoglio, Giacinto, Euforbia, Mentastro.<br />
<br/><br />
ACQUARIO</p>
<p><em>Alberi</em>: Fico, Frassino.<br />
<em>Animali</em>: Capra, Pipistrello, Polipo.<br />
<em>Aromi</em>: Avena, Cumino, Parietaria, Salvia.<br />
<em>Colore</em>: Blu elettrico.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Hapi (il dio Nilo)<br />
<em>Fiori</em>: Angelica, Bucaneve, Mirto, Rosmarino.<br />
<em>Metallo</em>: Piombo.<br />
<em>Minerale</em>: Anglesite.<br />
<em>Pietre</em>: Cristallo di rocca (prima decade), Agata (seconda decade), Turchese (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Felce, Mughetto, Serpentaria, Timo.<br />
<br/><br />
PESCI</p>
<p><em>Alberi</em>: Quercia, Tiglio.<br />
<em>Animali</em>: Delfino, Elefante, Pavone.<br />
<em>Aromi</em>: Carciofo, Finocchio, Luppolo, Nepetella.<br />
<em>Colori</em>: Viola, Lilla.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Nun (divinità astratta rappresentante l’oceano primordiale).<br />
<em>Fiori</em>: Dalia, Ortensia, Rododendro, Timo.<br />
<em>Metallo</em>: Stagno.<br />
<em>Minerale</em>: Cassiterite.<br />
<em>Pietre</em>: Crisocolla (prima decade), Tormalina (seconda decade), Ametista (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Gelsomino, Glicine, Eucalipto, Mirra.</p>
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		<title>Segni e riferimenti tradizionali (1)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 14:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[pietre]]></category>
		<category><![CDATA[profumi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quale fiore possiamo legare all&#8217;Ariete? E quale pietra? Quale profumo? E al Toro? Rifacendoci alle più accreditate tradizioni, ecco di seguito quelli che sono i riferimenti più attendibili (qui i primi sei). ARIETE Alberi: Abete, Robinia, Spino. Animali: Gallo, Lupo. Aromi: Artemisia, Assenzio, Menta, Sambuco. Colore: Rosso vermiglio. Divinità Egizia: Amon (dio supremo). Fiori: Felce, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quale fiore possiamo legare all&#8217;Ariete? E quale pietra? Quale profumo? E al Toro? <span id="more-2810"></span></p>
<p>Rifacendoci alle più accreditate tradizioni, ecco di seguito quelli che sono i riferimenti più attendibili (qui i primi sei).<br />
<br/><br />
ARIETE</p>
<p><em>Alberi</em>: Abete, Robinia, Spino.<br />
<em>Animali</em>: Gallo, Lupo.<br />
<em>Aromi</em>: Artemisia, Assenzio, Menta, Sambuco.<br />
<em>Colore</em>: Rosso vermiglio.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Amon (dio supremo).<br />
<em>Fiori</em>: Felce, Garofano, Genziana, Primula.<br />
<em>Metallo</em>: Ferro.<br />
<em>Minerale</em>: Peridotite.<br />
<em>Pietre</em>: Diaspro rosso (prima decade), Granato (seconda decade), Zircone rosso (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Assenzio, Basilico, Lavanda, Pepe.<br />
<br/><br />
TORO</p>
<p><em>Alberi</em>: Betulla, Pero.<br />
<em>Animali</em>: Foca, Piccione, Toro.<br />
<em>Aromi</em>: Bardana, Edera, Felce, Malva, Valeriana.<br />
<em>Colore</em>: Verde mela.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Apis (il toro sacro).<br />
<em>Fiori</em>: Biancospino, Lillà, Pervinca, Rosa, Viola.<br />
<em>Metallo</em>: Rame.<br />
<em>Minerale</em>: Cuprite.<br />
<em>Pietre</em>: Lapislazzuli (prima decade), Ambra (seconda decade), Zircone giallo (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Mastice, Melissa, Narciso, Rosa, Zenzero.<br />
<br/><br />
GEMELLI</p>
<p><em>Alberi</em>: Nocciolo, Tiglio.<br />
<em>Animali</em>: Pappagallo, Rana, Scimmia.<br />
<em>Aromi</em>: Anice, Borrana, Finocchio, Prezzemolo.<br />
<em>Colori</em>: Giallo paglia, Colori cangianti.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Horus (figlio di Iside e Osiride) .<br />
<em>Fiori</em>: Calla, Geranio, Margherita, Petunia.<br />
<em>Metallo</em>: Mercurio.<br />
<em>Minerale</em>: Cinabro.<br />
<em>Pietre</em>: Quarzo rosa (prima decade), Topazio (seconda decade), Berillo (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Acacia, Canfora, Menta, Origano, Vaniglia.<br />
<br/><br />
CANCRO</p>
<p><em>Alberi</em>: Salice, Tiglio.<br />
<em>Animali</em>: Cigno, Gatto, Granchio.<br />
<em>Aromi</em>: Crescione, Erica, Resina.<br />
<em>Colori</em>: Grigio perla, Bianco argentato, Tinte pallide e delicate.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Min (dio della fecondità).<br />
<em>Fiori</em>: Cardo, Iris, Mughetto, Nasturzio, Ninfea, Peonia.<br />
<em>Metallo</em>: Argento.<br />
<em>Minerale</em>: Argentite.<br />
<em>Pietre</em>: Giada (prima decade), Labradorite (seconda decade), Crisolito (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Ambra, Incenso, Sandalo.<br />
<br/><br />
LEONE</p>
<p><em>Alberi</em>: Melo, Noce, Olmo.<br />
<em>Animali</em>: Aquila, Leone.<br />
<em>Aromi</em>: Alloro, Basilico, Timo.<br />
<em>Colori</em>: Giallo oro, Colori caldi e luminosi.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Montu-Ra (antichissima divinità solare).<br />
<em>Fiori</em>: Eliotropio, Ginestra, Girasole, Issopo, Lavanda.<br />
<em>Metallo</em>: Oro.<br />
<em>Minerale</em>: Quarzo aurifero.<br />
<em>Pietre</em>: Smeraldo (prima decade), Crisoberillo (seconda decade), Eliotropio (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Balsamo, Ciclamino, Incenso, Lavanda, Sandalo.<br />
<br/><br />
VERGINE</p>
<p><em>Alberi</em>: Frassino, Pero, Pruno.<br />
<em>Animali</em>: Pappagallo, Rana, Scimmia.<br />
<em>Aromi</em>: Cardo, Cicoria, Salvia.<br />
<em>Colore</em>: Bruno con riflessi verde-oro.<br />
<em>Divinità Egizia</em>: Iside (la Grande Maga, sorella e sposa di Osiride).<br />
<em>Fiori</em>: Gelsomino, Giacinto, Giaggiolo, Valeriana.<br />
<em>Metallo</em>: Mercurio.<br />
<em>Minerale</em>: Cinabro.<br />
<em>Pietre</em>: Corniola (prima decade), Selce (seconda decade), Andalusite (terza decade).<br />
<em>Profumi</em>: Acacia, Gardenia, Giacinto.</p>
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		<title>Gli asteroidi nel Tema di Gioachino Rossini</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2016 13:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[astraea]]></category>
		<category><![CDATA[gioachino rossini]]></category>
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		<category><![CDATA[mnemosyne]]></category>
		<category><![CDATA[ops]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovacchino Antonio Rossini nacque a Pesaro il 29 febbraio 1792 alle ore 10.00 locali. Talento precoce, aveva nel sangue la musica essendo nato in una famiglia di artisti: il padre Giuseppe suonava il corno nella banda cittadina e nelle orchestre locali e la madre Anna Guidarini era modista ma anche una discreta cantante col suo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giovacchino Antonio Rossini</strong> nacque a Pesaro il 29 febbraio 1792 alle ore 10.00 locali. <strong>Talento precoce</strong>, aveva nel sangue la musica essendo nato in una famiglia di artisti: il padre Giuseppe suonava il corno nella banda cittadina e nelle orchestre locali e la madre Anna Guidarini era modista ma anche una discreta cantante col suo bel civettuolo seguito di ammiratori.<span id="more-2794"></span></p>
<p>Le prime lezioni, di canto, spinetta e corno le ricevette giustamente in famiglia.<br />
Il padre di Gioachino, che aveva idee <strong>filofrancesi</strong> ed era stato un fervente sostenitore della Rivoluzione Francese, fu costretto a spostarsi in varie città per sfuggire alle mani della <strong>polizia pontificia</strong>: Ravenna, Ferrara, Lugo, Bologna. In quest’ultima città Gioachino venne iscritto al Liceo Filarmonico, studiando composizione e appassionandosi alle pagine di Haydn e Mozart. </p>
<p>A <strong>quattordici</strong> anni scrisse la sua prima opera, <em>Demetrio e Polibio</em>, che verrà però rappresentata solo nel 1812. Il suo esordio avvenne a diciotto anni, a Venezia, al Teatro San Moisè (3 novembre 1810), con l’opera <em>La cambiale di matrimonio</em>, ottenendo un discreto successo.<br />
Arrivato a venti anni aveva già al suo attivo molte opere, riuscendo altresì a debuttare alla <strong>Scala</strong> di Milano con il melodramma giocoso <em>La pietra di paragone</em> (28 settembre 1812), su libretto di Luigi Romanelli, opera che si meritò ben cinquantatre repliche.</p>
<p>Il successo era evidente ma ancor più si consolidò con le opere <em>Tancredi</em> (6 febbraio 1813, Teatro La Fenice, Venezia) e <em>L’Italiana in Algeri</em> (22 maggio 1813, Teatro San Benedetto, Venezia), che consacrarono la sua fama. Il 20 febbraio 1816, al Teatro Argentina a Roma, venne rappresentato <em>Il barbiere di Siviglia</em> (seicento pagine di musica scritte in soli quindici giorni!), che alla prima ricevette dei fischi “prezzolati” ma che in seguito ebbe un enorme successo.</p>
<p>Nel frattempo era stato nominato (1815) <strong>direttore artistico</strong> e musicale del Regio Teatro San Carlo di Napoli, carica che manterrà fino al 1822; sono di quel periodo opere come <em>Otello</em>, <em>Armida</em>, <em>Mosè in Egitto</em>, <em>La donna del lago</em>. </p>
<p>Il 31 maggio 1817 a Milano, al Teatro alla Scala, venne rappresentato il melodramma <em>La gazza ladra</em>, su libretto di Giovanni Gherardini, che ebbe un travolgente <strong>successo</strong>, il pubblico acclamando Rossini come un eroe, incessantemente, tale che Rossini dirà in seguito che più che stanco per via della conduzione dell’opera s’era sentito distrutto dalla fatica di centinaia d’inchini cui il pubblico l’aveva costretto.<br />
Il 16 marzo 1822 si sposò con il soprano spagnolo <strong>Isabella Colbran</strong>, prima donna del Teatro San Carlo di Napoli.<br />
Il 3 febbraio 1823 vi fu la prima, al Teatro La Fenice di Venezia, del melodramma tragico <em>Semiramide</em>, che fu l’ultima opera da lui scritta e rappresentata in Italia perché di lì a poco si <strong>trasferì</strong> prima a Londra poi a Parigi. Nella città francese gli venne affidata la direzione del Théâtre des Italiens, dove il 19 giugno 1825 venne rappresentata l’opera <em>Il viaggio a Reims</em>, composta per l’incoronazione di Carlo X re di Francia. </p>
<p>A Parigi Rossini conduceva una vita agiata e <strong>gaudente</strong>, organizzando in casa sua brillanti soirèe musicali con banchetti sontuosi ai quali partecipavano amici, artisti, politici; frequentava negozi di lusso, non peritandosi di spendere cifre anche importanti in vestiti, profumi, tabacco e soprattutto <strong>cibo</strong>, amante com’era della buona cucina, ma anche nel <strong>gioco d’azzardo</strong>, situazione quest’ultima che lo portò poi ad essere sommerso sia dai debiti sia dagli scandali, anche se poi si riprese e si costruì un’ingente fortuna.<br />
Il 3 agosto 1829, all’Opéra di Parigi, si tenne la prima rappresentazione del <em>Guillaume Tell</em>, un monumento, un lavoro di proporzioni imponenti, audace da un punto di vista armonico, ma che fu <strong>l’ultima</strong> sua opera teatrale.<br />
Aveva trentasette anni.</p>
<p>Da quel momento si <strong>ritirò</strong> dalle scene, non scrivendo più partiture teatrali ma solo composizioni  musicali. Il genio aveva prosciugato la sua vena?<br />
Si è detto tutto e il contrario di tutto su questa sua decisione. Certamente influì il suo stato <strong>fisico</strong> e <strong>psichico</strong>: le cronache ci dicono che Rossini era gaudente, arguto e amante della vita, ma dietro a tutto questo si nascondeva un <strong>lato oscuro</strong>, un lato fatto di depressioni, di tristezza, di “mal di vivere”; soffriva di quello che oggi chiamiamo <strong>disturbo bipolare</strong> (sindrome maniaco-depressiva), cioè alterazioni dell’umore accompagnate da modificazioni spesso gravi delle emozioni e dei comportamenti, passando da uno stato di profonda depressione a un altro di eccitazione smodata.</p>
<p>Sentiva che la sua arte l’aveva <strong>abbandonato</strong> o forse era lui a essere “stanco di rincorrerla”, come rispose scherzando (ma non troppo) a chi gli domandava il perché di tale decisione: «<em>O non lo sapete che io sono una grande infingardo? Scrivevo opere, quando le melodie venivano a cercarmi e a sedurmi; ma quando capii che toccava a me andarle a cercare, nella mia qualità di scansafatiche rinunziai al viaggio, e non volli più scrivere</em>» <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. Probabilmente la discesa ebbe inizio alla morte della <strong>madre</strong>, alla quale Rossini era molto legato, avvenuta alla fine di febbraio del 1827. Qualcosa lì s’incrinò per sempre nella mente del maestro.</p>
<p> <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/11/Rossini_2-e1479217941714.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/11/Rossini_2-e1479217941714.jpg" alt="rossini_2" width="250" height="185" class="alignright size-full wp-image-2791" /></a></p>
<p>Ebbe anche e soprattutto problemi fisici, bronchiti, enfisema, ma in particolar modo soffriva di <strong>gonorrea</strong>, “regalo” di una prostituta. Si ammalò seriamente nel 1832, stesso anno nel quale incontrò la donna che diverrà poi sua amorevole compagna per gli anni successivi, <strong>Olympe Pélissier</strong>. Già i rapporti con la moglie si erano da tempo incrinati, e quando con Isabella dovette rientrare per qualche tempo a Bologna, alla ripartenza per Parigi lei rimase in Italia, nella casa che avevano a Castenaso nel bolognese; nel 1837 iniziarono le pratiche di <strong>divorzio</strong>, ottenendo Isabella un sussidio mensile di 150 scudi e l’uso della casa di Castenaso. La Colbran <strong>morirà</strong> nel 1845. L’anno dopo Rossini <strong>sposerà</strong> la sua Olympe, passando poi con lei anche qualche tempo in Italia (Firenze, Bologna).</p>
<p>Ma i problemi di salute peggioravano, l’aria dell’Italia non sembrava fargli bene, e così decisero, il 25 aprile 1855, di ritornarsene a Parigi, in ciò spinti anche dalle parole del suo medico di fiducia che gli diceva che veramente i suoi organi (milza, colon, fegato) funzionavano male, ma lo facevano perché era triste, ed era triste perché pranzava male, e pranzava male perché non componeva più, e che quindi doveva ritornare alla vita, darsi alla buona tavola, ai buoni amici, alla buona musica.</p>
<p>In effetti dei miglioramenti ci furono. Riprese a vivere, a invitare nuovamente gli amici nella sua casa al numero 2 di Rue de la Chaussée d’Antin e nella villa che nel 1859 aveva acquistato a Passy, nei pressi del Bois de Boulogne, dimore che vedevano ospiti come Arrigo Boito, Gustavo Dorè, Alessandro Dumas, il barone Haussmann, il principe Poniatowski, Richard Wagner, ma anche, quando passava da Parigi, Giuseppe Verdi, e questo tanto per citarne solo alcuni. Riprese la sua arguzia, la sua <strong>ironia</strong>, visibili anche nei titoli che lui dava alle sue composizioni, come <em>Carne tritata romantica</em> oppure <em>Il mio preludio igienico del mattino</em> o ancora <em>Studio asmatico</em>, titoli che facevano parte delle sue brevi composizioni cameristiche (per pianoforte e/o voce) da lui chiamate <em>Péchés de vieillesse</em> (Peccati di vecchiaia) e che rispecchiavano il suo quotidiano rapporto con la <strong>malattia</strong>.<br />
Scrisse infatti solo musiche vocali, strumentali o sacre, ad esempio la <em>Petite messe solennelle</em>, che in una ironica dedica a Dio chiamò “<em>l’ultimo peccato mortale della mia vecchiaia</em>”.</p>
<p>Ma i disturbi legati alla gonorrea andavano avanti: sviluppò una <strong>stenosi uretrale</strong> che gli ostacolava il flusso dell’urina, imparando a curarsela da solo utilizzando ogni giorno un sottile catetere per liberarsi dall’occlusione. Stava giorni e giorni a letto, assalito da pensieri di <strong>morte</strong>, da forte prostrazione fisica e mentale, con una varietà di sintomi che andavano dalla perdita di peso alla diarrea cronica, dalle <strong>allucinazioni</strong> uditive ai progetti <strong>suicidari</strong>. In tutto questo l’unica luce era sua moglie Olympe, che amorevolmente l’assisteva giorno e notte.<br />
In una lettera ad un suo vecchio amico, l’avvocato e patriota siciliano Filippo Santocanale, scriveva: «<em>Adorabile amico mio, voi desiderate che io di mio pugno vi scriva, eccomi a obbedirvi, martirizzato come lo sono da tredici mesi di crisi nervosa che mi ha tolto sonno, palato, alterato l’udito e la vista e gettato in tal prostrazione di forze che non posso vestirmi né spogliarmi senza aiuto</em>» <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Nel 1868 accusò perdita di sangue e dolore al retto, sintomi di un <strong>carcinoma</strong> del canale anale. Venne operato, ma la ferita postoperatoria si infettò a causa di un bisturi non sterile. L’infezione si propagò a tutta la metà inferiore del corpo <a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>. Cominciò a delirare, la febbre a salire. Entrò in <strong>coma</strong>, e il 13 novembre 1868 alle ore 23 <strong>morì</strong>. Venne sepolto nel cimitero parigino di Père-Lachaise.<br />
Il 3 maggio 1887 le sue ossa vennero trasportate a <strong>Firenze</strong>. Arrivarono alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella alle ore 13 e da lì portate e tumulate nella basilica di <strong>Santa Croce</strong>. Quando le ceneri stavano per entrare in chiesa un coro di cinquecento voci intonò l’aria del Mosè “<em>Dal tuo stellato soglio</em>” <a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>. </p>
<p>Rossini fu certo un innovatore, un riformatore che introdusse nuovi stili orchestrali e <strong>vitalità ritmica</strong> nell’opera italiana.<br />
Nel suo <strong>Tema natale</strong> la <strong>Parte dell’Arte</strong> (AS + Venere – Mercurio) si trova a 13° 48’ Toro, con Venere e Luna (signore del Segno quindi rappresentanti detta Parte) angolari e facenti parte di un Grande Trigono d’Aria (ma in Case di Fuoco) insieme a Marte in Bilancia (Venere).<br />
La Parte dell’Arte è poi in tensione con Urano, pianeta che regge la congiunzione Mercurio/Plutone in Decima Casa.<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/11/Rossini-e1479217660324.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/11/Rossini-e1479217660324.jpg" alt="rossini" width="555" height="490" class="alignright size-full wp-image-2792" /></a></p>
<p>Tutto questo, lungi dall’essere conclusivo, ci permette se non altro di delineare una personalità artistica originale, lungimirante, provocatoria, tecnicamente acuta e perspicace, capace di espedienti tecnici orchestrali come, ad esempio, far battere ritmicamente gli archetti dei secondi violini sul leggio, trovata che inserì nella sua operina <em>Il signor Bruschino</em>, andata in scena al Teatro San Moisé di Venezia il 27 gennaio 1813, scritta ad appena vent’anni; oppure pensiamo al famoso “crescendo”, certo non sua invenzione ma che lui utilizzò magistralmente tanto che oggi parliamo di “crescendo rossiniano”<a href="#nota5"name="testo5">[5]</a>.</p>
<p>Ma vediamo come si pongono gli <strong>asteroidi</strong> nel Tema di Rossini. Abbiamo principalmente indirizzato l’attenzione su quelli che si trovano congiunti agli angoli del cielo, a pianeti personali o a elementi importanti del Tema; ovviamente questo non vuol dire che gli altri aspetti non abbiano la loro importanza; è solo che una prima e già di per sé importante selezione interpretativa può essere fatta concentrandosi sull’aspetto di congiunzione che ci permette di avere un quadro già di per sé parlante del ruolo che questi pianetini possono assumere nella lettura di un quadro astrale.</p>
<p>Nel Tema di Rossini troviamo i seguenti asteroidi:</p>
<p>(2736) OPS<br />
(57) MNEMOSYNE<br />
(5) ASTRAEA<br />
(38) LEDA<br />
<br />
Iniziamo da (2736) <strong>OPS</strong>, che troviamo collocato a 07° 17’ Acquario, congiunto al Medio Cielo.<br />
Il nome dato all’asteroide fa riferimento alla dea romana (ma di origini sabine) dell’abbondanza, della fortuna e della prosperità (Opi), spesso raffigurata con in braccio una cornucopia. Il nome Opi viene tradotto come “potenza, ricchezza, facoltà di mezzi”.<br />
In ambito astrologico questo asteroide conferisce un ottimo piano mentale, intelligenza, capacità discorsive e letterarie, giovanilità, creatività, fascino, intuito, fantasia, ma anche volubilità, irruenza, individualismo, tutte qualità che Rossini non si è certo peritato nel farle proprie. Interessante anche il discorso “fortuna” o “abbondanza di mezzi”, che può essere preso come una “conferma astrale” della sua ingente fortuna economica, la maggior parte della quale lasciata in eredità alla città di Pesaro che con essa istituì il Liceo Musicale cittadino, oggi Fondazione Gioachino Rossini.<br />
<br/><br />
Il secondo asteroide che incontriamo è (57) <strong>MNEMOSYNE</strong>, qui a 10° 24’ Pesci, congiunto al Sole.<br />
Il nome è ripreso da Mnemòsine (<em>mimnesko</em>, “ricordare”), una Titanide figlia di Urano e Gea. Amata da Zeus, giacquero insieme per nove notti di seguito e dopo un anno nacquero le nove Muse, dee del canto, della poesia, delle arti e delle scienze. Mnemòsine era la dea della memoria. Alcuni la indicano anche come protettrice dei poeti.<br />
È un asteroide che, oltre a doti certo legate alla memoria, conferisce passione, arte, poesia, ingegno multiforme, ottime capacità mentali e dialettiche, magnetismo, intuizione, originalità, stravaganza. Il fatto di essere qui congiunto al Sole ha fatto sì che tutte queste qualità andassero tranquillamente a far parte del bagaglio caratteriale di Rossini, “Genio e ingegno musicale”, come recitava il titolo di un libro a lui dedicato dall’etnomusicologo Giulio Maria Fara <a href="#nota6"name="testo6">[6]</a>.<br />
<br/><br />
Il terzo asteroide che troviamo è (5) <strong>ASTRAEA</strong>, qui a 13° 45’ Toro, in strettissima congiunzione alla Parte dell’Arte che abbiamo visto essere a 13° 48’ Toro.<br />
Si tratta di Astrea (“stellata”), chiamata anche Dike (“giustizia”), figlia di Zeus e di Temi. Era la dea della giustizia. Durante l’Età dell’Oro, mitico periodo in cui tutti andavano d’amore e d’accordo, viveva sulla terra insieme agli uomini. Ma col tempo gli uomini divennero malvagi, a tale punto che Astrea, che vigilava sulla giustizia insieme a sua madre, si ritirò per sempre in cielo disgustata da quanto stava accadendo, giurando che non sarebbe mai più ritornata sulla terra, e si trasformò nella costellazione della Vergine.<br />
La caratteristica astrologica di questo asteroide, insieme alla posizione che ha assunto all’interno del cielo natale di Rossini, credo possa dare interessanti indicazioni su quell’allontanamento dalle scene le cui cause hanno fatto versare i famosi fiumi d’inchiostro e dato adito alle ipotesi più disparate.</p>
<p>Perché diciamo questo? Perché l’allontanarsi di Astrea dalle umane creature, disgustata dalla piega che aveva preso il loro comportamento lontano mille miglia dai ferrei principi di correttezza e giustizia cui era preposta, è una delle caratteristiche che più si sono notate nei Temi di soggetti in cui l’asteroide si trovava in aspetto di congiunzione e/o opposizione ai punti angolari del Tema, a pianeti personali o a elementi importanti dello stesso, ovvero l’allontanarsi da un gruppo o addirittura dalla società per i più svariati motivi.</p>
<p>Tanto per dare qualche esempio di altri casi, troviamo l’asteroide (5) ASTRAEA in congiunzione al Sole nel Tema della cantante Mina, allontanatasi volontariamente dalle scene, non apparendo più né in pubblico né in televisione; oppure pensiamo a Greta Garbo, “la divina”, che a trentasei anni, all’apice del successo, si ritira dalle scene, si chiude in se stessa non volendo vedere nessuno, vivendo in due sole stanzette nel suo appartamento di sette vani a New York, e che ha l’asteroide in congiunzione al Discendente (o opposto all’Ascendente), in opposizione a Giove e in quadratura a Mercurio signore del Tema.</p>
<p>In Rossini l’asteroide (5) ASTRAEA si trova congiunto non a un pianeta o a un angolo del cielo ma addirittura alla <strong>Parte dell’Arte</strong>, ciò che fa pensare che la decisione dell’allontanamento dalle scene abbia qui radice profonde e che in qualche modo renda non tanto peregrina la risposta che in tono scherzoso (ma quanto?) dette a chi gli chiedeva ragione di quella sua scelta. Vien quasi da pensare che sia stata davvero l’arte ad allontanarsi da lui, che ne abbia perso il contatto, che Rossini abbia dato fondo a tutto il contenuto  di quel “sacco artistico operistico” che la Natura gli aveva così generosamente consegnato.<br />
Da considerare poi che nel 1829, anno dell’abbandono della ribalta, il Sole, per direzione simbolica, raggiungeva il Saturno natale, posizionandosi così nel punto di scarico dell’opposizione Mercurio/Urano. Se pensiamo poi che nell’ottobre del 1829, quindi pochi mesi dopo il debutto della sua ultima opera, l’asteroide (5) ASTRAEA si trovava a transitare sopra l’Urano natale quindi in opposizione a Mercurio, si può davvero pensare a una fuga attuata per non doversi cimentare con se stesso, con il se stesso non solo del Guglielmo Tell ma di tutte le altre sue opere, quasi sentisse di non potersi più superare.<br />
<br/><br />
L’ultimo asteroide preso in considerazione è (38) <strong>LEDA</strong>, che qui viene a trovarsi 01° 15’ Gemelli, congiunto all’Ascendente.<br />
Il nome fa riferimento a Leda (da lada, “donna, sposa”, oppure da lethe, “oblìo”), figlia di Testio, re di Etolia, e di Euritemide. Era la sposa di Tindaro, re di Sparta. Una notte Leda si accoppiò con Zeus trasformato in cigno, e nella stessa notte anche con suo marito Tindaro. Dall’unione col marito nacquero Castore e Clitennestra, mentre dall’uovo concepito con Zeus nacquero Polluce ed Elena (quella della guerra di Troia).<br />
Astrologicamente parlando l’asteroide (38) LEDA lo leghiamo al dubbio, ovvero a un piano mentale che ragiona, studia, filosofeggia, scruta, s’incuriosisce, sale e scende nei meandri della mente alla ricerca di risposte, mai sposando nessuna tesi, critico e meditabondo.<br />
E però, e soprattutto, lo leghiamo al “doppio”, ma non inteso nella sua accezione negativa di falso, infido o insincero ma come dualità o dualismo: da una parte la perfetta, rassicurante e appagante figura dell’“essere ideale”, dall’altra l’imperfezione del “non essere”. Come Leda, portiamo in noi un essere mortale (Castore) e uno immortale (Polluce). Fintanto che l’arte, come lui diceva, gli regalava le note, Rossini si sentiva ed era Polluce; quando si trovò costretto a rincorrerla s’accorse di essere Castore. Possiamo sentirci autorizzati a pensare anche al disturbo bipolare da lui patito: euforia e prostrazione, gusto della vita e pensieri di morte, gioiosa ricerca della salute e del buon vivere e ipocondria.<br />
Ovviamente non tutti coloro che si ritrovano ad avere nel proprio Tema questo asteroide in posizione importante ovvero angolare andranno incontro a tale tipo di disturbo: le sfumature e le variabili sono innumerevoli, e tuttavia ognuno sentirà di avere dentro di sé una voce che lo guida, un compito da portare a termine, una missione oserei dire. Finita tale missione ti senti come se ti avessero tolto le batterie e ti fermi, sì attonito e incredulo, sì stanco e avvilito, ma anche sazio e nel contempo soddisfatto.<br />
E chi se non Rossini poteva dirsi compiaciuto e sereno per la sua missione portata a buon fine?<br />
<br/><br />
Per maggiori informazioni e approfondimenti sul significato degli asteroidi mi permetto di rimandare al mio “<em>Dizionario degli Asteroidi</em>”, Capone, Torino 2012 (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" rel="noopener" target="_blank">vedi presentazione</a>), dove sono stati monitorati 153 asteroidi ognuno spiegato dal lato astronomico, mitologico e ovviamente astrologico, così da poterli comodamente utilizzare nel proprio o altrui Tema natale.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] MARIO CARROZZO e CRISTINA CIMAGALLI, <em>Storia della musica occidentale</em>, vol. 3, Armando Editore, Roma 2009 (VII ristampa).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] FILIPPO FACCI, <em>Misteri per orchestra</em>, Mondadori, Milano 2011.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Notizie mediche liberamente tratte da: JOHN O’SHEA, <em>Musica e medicina. Profili medici di grandi compositori</em>, E.D.T., Torino 1991.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] RICCARDO GANDOLFI, <em>Onoranze fiorentine a Gioachino Rossini inaugurandosi in Santa Croce il monumento al grande maestro</em>, Tipografia Galletti e Cocci, Firenze 1902.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Tecnicamente si tratta della ripetizione, da parte dell’orchestra, di alcune battute dove gli strumenti entrano gradatamente eseguendo un crescendo dinamico, con ciò generando un effetto di accelerazione, di fretta che è preludio all’esplosione finale, accorgimento assai “produttivo” per far scatenare l’applauso. Ascoltare ad esempio il finale delle sinfonie del <em>Guglielmo Tell</em>, de <em>L’italiana in Algeri</em> oppure de <em>Il barbiere di Siviglia</em>.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<a name="nota6">[6] GIULIO FARA, <em>Genio e ingegno musicale. Gioachino Rossini</em>, Fratelli Bocca, Torino 1915.<a href="#testo6">&uArr;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venere, Saturno, Urano: tre attori sullo stesso palcoscenico</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2016 17:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[Saturno]]></category>
		<category><![CDATA[Urano]]></category>
		<category><![CDATA[venere]]></category>

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		<description><![CDATA[Venere è un pianeta che ruota su se stesso in senso retrogrado, cioè contrario a quello di tutti gli altri pianeti. Anche Urano ha una rotazione retrograda: colpito probabilmente più volte da un bolide celeste il suo asse di rotazione si è inclinato, rispetto al piano orbitale, di 82° (o se vogliamo 98°: tutto dipende [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venere</strong> è un pianeta che ruota su se stesso in senso <strong>retrogrado</strong>, cioè contrario a quello di tutti gli altri pianeti.</p>
<p><span id="more-2781"></span></p>
<p>Anche <strong>Urano</strong> ha una rotazione <strong>retrograda</strong>: colpito probabilmente più volte da un bolide celeste il suo asse di rotazione si è inclinato, rispetto al piano orbitale, di 82° (o se vogliamo 98°: tutto dipende da quale prospettiva lo guardiamo), quindi Urano sembra “rotolare” anziché girare su se stesso come fanno tutti gli altri pianeti <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Curioso il fatto che siano proprio Venere e Urano ad avere una rotazione retrograda: cos’hanno in <strong>comune</strong> questi due pianeti? Beh, se pensiamo che Venere, secondo il mito esiodeo, è “nata” da Urano <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, la cosa si fa molto interessante per il cultore di astrologia e soprattutto di astrologia medica. Vediamo come.</p>
<p>Sappiamo che Venere rappresenta i nostri <strong>desideri</strong>, e “desiderare”, da un punto di vista etimologico, vuol dire “sentire la mancanza di” visto che possiamo scomporlo come “de-siderare”, cioè “de” privativo e “siderare” da <em>sidera</em>, stella, ovvero “mancante della stella” (e la stella per eccellenza è Venere), che possiamo tradurre in “impossibilitato a orientarmi” giacché in una notte senza stelle non è facile orientarsi. </p>
<p>Questo ci dice come, ad esempio in astrologia medica, i <strong>disturbi</strong> segnalati da Venere possano nascere da situazioni di <strong>stress</strong> conseguenti a difficoltà a ritrovare un proprio <strong>orientamento  perduto</strong>, e se consideriamo che questo è perso solitamente in quei momenti della vita in cui accadono cose strane, al di fuori della nostra normale <strong>comprensione</strong> (momenti che potremmo definire uraniani e che spesso sono accompagnati proprio da transiti di Urano in aspetto dinamico ai pianeti personali), possiamo capire come Venere e Urano non siano poi così tanto estranei tra loro come sembrerebbe.</p>
<p>Vediamo di capire come potrebbe essere visto il tutto.<br />
Urano ha domicilio in <strong>Acquario</strong> ma lo divide con <strong>Saturno</strong>; Venere ha domicilio in <strong>Bilancia</strong> ma lo divide con <strong>Saturno</strong> (lì esaltato); quindi vediamo che i due astri – Venere e Urano – sono “collegati” tra loro grazie a Saturno, e nel mito Venere nasce da Urano proprio “grazie” a Saturno; potremmo dire che l’inibizione di Urano da parte di Saturno genera Venere. </p>
<p>I tre pianeti sono quindi legati tra loro e si <strong>scambiano</strong> mutue energie, e potremmo vederli come tre personaggi che interagiscono tra loro ora <strong>alleandosi</strong> ora <strong>conflittualizzandosi</strong> l’uno con l’altro, creando così un vortice di energie che trasportato in ambito astrologico potremmo così vedere:</p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 14px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Times New Roman, Times, serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #0B345D; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Se c&#8217;è disarmonia fra</td>
<td>Diventa forte</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>SATURNO e URANO</td>
<td>VENERE</td>
</tr>
<tr>
<td>SATURNO e VENERE</td>
<td>URANO</td>
</tr>
<tr>
<td>URANO e VENERE</td>
<td>SATURNO</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<p>Che vuol dire questo? Che se ad esempio in un Tema natale abbiamo una <strong>quadratura</strong> fra Saturno e Venere – cioè i due in tensione tra loro, presi a “litigare” tra loro – diventa <strong>forte</strong> Urano (della serie: “tra i due litiganti il terzo gode”), e forte vuol dire anche <strong>pericoloso</strong> nei confronti degli <strong>organi</strong>, strutture o funzioni legate ai Segni in cui alloggiano Saturno e Venere.<br />
Ovviamente vale anche l’opposto, quindi:</p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 14px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Times New Roman, Times, serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #0B355F; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Se c&#8217;è armonia fra</td>
<td>Diventa debole</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>SATURNO e URANO</td>
<td>VENERE</td>
</tr>
<tr>
<td>SATURNO e VENERE</td>
<td>URANO</td>
</tr>
<tr>
<td>URANO e VENERE</td>
<td>SATURNO</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<p>Che vuol dire questo? Che se ad esempio in un Tema natale abbiamo un <strong>trigono</strong> fra Urano e Venere, <strong>ci rimette</strong> Saturno, nel senso che l’energia espressa da questo pianeta non sarà all’altezza dei suoi compiti andando a <strong>indebolire</strong> gli organi, le strutture o le funzioni del Segno in cui si trova.<br />
Ovviamente possiamo avere anche casi in cui questi pianeti sono legati tra loro in altro modo, ad esempio: </p>
<p>1) due in <strong>armonia</strong> tra loro e il terzo in <strong>disarmonia</strong> con uno di questi: es. Saturno in <strong>sestile</strong> a Urano, e Venere in <strong>quadratura</strong> a Saturno; il sestile Saturno-Urano fa diventare <strong>debole</strong> Venere (e il Segno in cui si trova), e la quadratura Venere-Saturno fa diventare <strong>forte</strong> Urano (danneggiando organi, strutture o funzioni legate ai Segni in cui si trovano Venere e Saturno);</p>
<p>2) simile a questo possiamo trovare due che si “alleano” e l’altro in quadratura o opposto ad essi: es. Venere <strong>congiunta</strong> a Urano e tutti e due in <strong>opposizione</strong> a Saturno; gli <strong>organi</strong>, le strutture o le funzioni legate al Segno in cui cade la congiunzione possono <strong>esagerare</strong> certi loro compiti, mentre gli organi, le strutture o le funzioni del Segno in cui si trova Saturno possono <strong>difettare</strong> in alcuni loro compiti;</p>
<p>3) in <strong>disarmonia</strong> tutti e tre fra loro (ad esempio un’<strong>opposizione</strong> Venere-Urano e tutti e due in <strong>quadratura</strong> a Saturno), ciò che segnalerà <strong>problemi</strong> agli organi, strutture o funzioni legate ai Segni in cui si trovano questi pianeti;</p>
<p>4) in <strong>armonia</strong> tutti e tre fra loro (ad esempio legati da un Grande Trigono), ciò che segnalerà un <strong>eccesso</strong> di energia toccante gli organi, le strutture o le funzioni legate ai Segni in cui si trovano questi pianeti; da considerare che un eccesso di energia non è una situazione positiva, potendo risolversi  in patologie autoimmuni.</p>
<p>5) non essere legati tra loro da nessun aspetto.</p>
<p>Un’altra informazione, molto importante, che possiamo trarre da tutto questo è che essendo <strong>Venere</strong> e <strong>Saturno</strong> “signori” del Segno della <strong>Bilancia</strong> ciò indica che il nato Bilancia o chi ha questo Segno importante nel proprio Tema può più di altri “sentire” a priori in maniera <strong>negativa</strong> le vibrazioni di <strong>Urano</strong> (sia per posizione natale sia per transito), con tutte le conseguenze fisiche e/o psichiche che questo comporta.<br />
Sarà quindi cura dell’analista-astrologo, ogniqualvolta si trova di fronte a un Tema a forte impronta <strong>bilancina</strong>, verificare la posizione di <strong>Urano</strong> che, anche indipendentemente dalla sua situazione armonica o dinamica all’interno del Tema, informerà lo studioso dell’eventualità di <strong>problemi</strong> a livello di pressione sanguigna, disturbi cardiocircolatori, disturbi dell’umore, del sistema nervoso, ipereccitabilità psichica e/o motoria, alterazione nella secrezione di adrenalina e di alcuni mediatori chimici. </p>
<p>Altresì sappiamo che <strong>Saturno</strong> e <strong>Urano</strong> sono i “signori” del Segno dell’<strong>Acquario</strong>: questo ci dice che il nato Acquario o chi ha questo Segno importante nel proprio Tema può più di altri “sentire” a priori in maniera <strong>negativa</strong> le vibrazioni di <strong>Venere</strong> (sia per posizione natale sia per transito), con tutte le conseguenze fisiche e/o psichiche che questo comporta.<br />
Sarà quindi cura dell’analista-astrologo, ogniqualvolta si trova di fronte a un Tema a forte impronta <strong>acquariana</strong>, verificare la posizione di <strong>Venere</strong> che, anche indipendentemente dalla sua situazione armonica o dinamica all’interno del Tema, informerà lo studioso dell’eventualità di <strong>problemi</strong> a livello di circolazione periferica, malattie localizzate alla gola, agli organi genitali, riguardanti la funzionalità renale, patologie ormonali, disturbi nervosi conseguenti a traumi affettivi.</p>
<p>Come vediamo, i tre pianeti, così come era nel mito, sono imparentati tra loro, quindi ovvio lo studiarli insieme: il padre Urano, il figlio Saturno e la “sorellastra” di quest’ultimo, Venere, si scambiano e si scambieranno sempre mutue energie.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Urano, tecnicamente, può essere definito sia come un pianeta che ha rotazione retrograda e asse di rotazione inclinato di 82°, ma anche come un pianeta con rotazione diretta e asse di rotazione inclinato di 98°: tutto dipende infatti da quale viene considerato il suo polo nord e il suo polo sud (ancora non c’è accordo su questo!). Tra l’altro anche Plutone ha l’asse di rotazione fortemente inclinato rispetto al piano orbitale, e anche per lui vale lo stesso discorso di Urano, nel senso che può essere visto come un pianeta con asse di rotazione inclinato di 122° e avente rotazione diretta, oppure come un pianeta che ha l’asse di rotazione inclinato di 58° e una rotazione retrograda. Anche qui, dipende dal nome che diamo ai suoi poli.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Quando Cronos (Saturno) evirò suo padre Urano, gettò i genitali nel mare e dall’incontro fra questi e la schiuma del mare nacque Afrodite (Venere) che vuol dire appunto “nata dalla schiuma del mare” (<em>afros</em> = schiuma).<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Gli asteroidi nel Tema di Gaetano Donizetti</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 22:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il grande compositore Domenico Gaetano Maria Donizetti nacque a Bergamo da umile famiglia il 29 novembre 1797 alle ore 07.30 locali. All’età di nove anni frequentò le “Lezioni caritatevoli di musica” che il compositore bavarese Giovanni Simone Mayr, maestro di cappella della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, aveva da poco (1806) fondato per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il grande compositore Domenico Gaetano Maria Donizetti nacque a Bergamo da umile famiglia il 29 novembre 1797 alle ore 07.30 locali. <span id="more-2766"></span></p>
<p>All’età di nove anni frequentò le “Lezioni caritatevoli di musica” che il compositore bavarese Giovanni Simone Mayr, maestro di cappella della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo, aveva da poco (1806) fondato per dare un aiuto ai giovani bisognosi insegnando loro non solo la disciplina musicale ma altresì il latino, la storia e le belle arti. Subito il giovane Gaetano dimostrò una notevole predisposizione per la musica e grazie all’interessamento dello stesso Mayr venne accolto (1815-1817) al Liceo Filarmonico di Bologna, diretto all’epoca da padre Stanislao Mattei, ove avrà poi modo di cimentarsi in quella che fu la sua prima opera lirica, <em>Pigmalione</em>, scritta tra il 15 settembre e il 1° ottobre del 1816.</p>
<p>La maturazione del suo linguaggio espressivo continuò velocemente e sempre grazie ai buoni uffici del suo maestro e oramai amico Mayr ottenne una scrittura al teatro Argentina di Roma dove il 22 gennaio 1822 mise in scena la sua opera <em>Zoraide di Granata</em> che, grazie anche all’eccezionalità degli interpreti, il soprano Maria Ester Mombelli e il tenore Domenico Donzelli, lo consacrò astro nascente dell’operistica.</p>
<p>Donizetti scriveva le sue opere in maniera entusiastica, di fretta, arrivando in pochi giorni a stendere opere dal fraseggio dinamico e altamente creativo, riuscendo altresì a ben assimilare e fare proprie le tendenze stilistiche dell’epoca che molto risentivano della vivacità e del ritmo incalzante rossiniano; fu così che quando Gioacchino Rossini partì per Parigi e il mondo musicale italiano si trovò nella necessità di trovarne un degno erede, Donizetti parve l’uomo giusto al momento giusto, così che, sulla scia del successo romano, venne richiesto dal teatro alla Scala di Milano, arrivando in città il 3 agosto 1822 per firmare il contratto. Iniziò così a collaborare col librettista Felice Romani che il 3 ottobre dello stesso anno gli consegnò il libretto di una nuova opera, <em>Chiara e Serafina</em> ossia <em>I pirati</em>, opera che Donizetti presentò addirittura già pronta per le prove il 15 ottobre, dimostrando ancora una volta la celerità, la rapidità, l’urgenza, l’impellenza del suo estro creativo. L’opera andò in scena dieci giorni dopo, ma non ebbe il successo sperato, probabilmente per la non buona prova dei cantanti.</p>
<p>Nel frattempo gli venne chiesto di riproporre <em>Zoraide di Granata</em>, questa volta con il rifacimento del libretto da parte del poeta Jacopo Ferretti; l’opera andò in scena sempre al teatro Argentina a Roma nel 1824 ma ebbe tiepida accoglienza, e anzi venne duramente criticata dallo scrittore Stendhal che aveva una profonda avversione per Donizetti (mentre esaltava Rossini). </p>
<div id="attachment_2764" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/10/Donizetti_2-e1476793443137.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/10/Donizetti_2-e1476793443137.jpg" alt="Foto da: www.wikiwand.com" width="200" height="281" class="size-full wp-image-2764" /></a><p class="wp-caption-text">Foto da: www.wikiwand.com</p></div>
<p>In quegli anni compose molto e freneticamente, e non sempre ciò che usciva dalla sua penna trovò pubblico e critica consenzienti, anzi: si diceva che la fretta con la quale scriveva andava a scapito della qualità del suo lavoro, tale che alcuni critici, proprio per questa sua facilità di scrittura che spesso partoriva lavori dozzinali, gli avevano affibbiato l’epiteto di “Dozzinetti”, critica certo ingiusta ché di lì a poco si riscattò con opere di vero successo che stavano a dimostrare come si fosse lasciato alle spalle i modelli rossiniani creando un proprio stile lirico-drammatico trasfuso in lavori come, ad esempio, <em>Anna Bolena</em> (26 dicembre 1830, teatro Carcano, Milano) o <em>L’elisir d’amore</em> (maggio 1832, teatro Cannobiana, Milano). </p>
<p>Nel 1834 il re di Napoli lo chiamò alla cattedra di Composizione del Real Collegio di Musica, degno omaggio al suo genio; ma ancor più l’omaggio gli venne da Gioacchino Rossini, che da tempo riparato a Parigi lo chiamò nella capitale francese affinché scrivesse e rappresentasse una sua opera, e il risultato fu la tragedia <em>Marin Faliero</em>, che andò in scena il 4 marzo 1835 al Théâtre des Italiens a Parigi, stesso teatro che mesi prima aveva assistito al successo de <em>I Puritani</em> di Vincenzo Bellini, successo che però non arrise del tutto all’opera di Donizetti, così che Bellini non perse tempo nel punzecchiarlo cantando vittoria e proclamandosi quindi “primo dopo Rossini”.</p>
<p>Invece di abbattersi quello fu per Donizetti uno stimolo ad andare avanti: d’altronde si era sempre sentito spinto a fare in special modo nei momenti di tensione, lavorando meglio, come si è visto, quando le cose gli mettevano fretta.</p>
<p>I risultati, e con essi il successo, non si fecero attendere, e il 26 settembre 1835 al teatro San Carlo di Napoli vi fu la prima di uno dei suoi capolavori, la <em>Lucia di Lammermoor</em>, portata a termine, su libretto del grande drammaturgo Salvadore Cammarano, in meno di quaranta giorni.</p>
<p>Il periodo tra il 1835 e il 1837 fu però per Donizetti carico di eventi prostranti, assistendo impotente alla morte del padre, della madre, del secondo figlio appena nato e, il 30 luglio del 1837, dell’amata moglie Virginia Vasselli, deceduta ad appena ventinove anni per un’infezione sifilitica che lui stesso le aveva trasmesso.</p>
<p>Tale sconquasso psicologico fu superato nell’unico modo che conosceva, cioè lavorando alacremente, infaticabilmente e cocciutamente alle sue opere, e più la tensione e l’angoscia salivano più lui si gettava a capofitto nello scrivere. Ma nulla poteva contro le umiliazioni esterne, i rifiuti e le censure che le autorità imponevano alle sue opere, e fu così che decise di allontanarsi dall’Italia e riparare a Parigi (21 ottobre 1837), dove nacquero opere come <em>Il Duca d’Alba</em>, <em>La favorite</em>, <em>Les Martyrs</em>, <em>Lucrezia Borgia</em>, <em>La figlia del reggimento</em>, che gli aprirono le porte dell’Opéra.</p>
<p>Proprio <em>Lucrezia Borgia</em>, andata in scena il 31 ottobre 1840 al Théâtre des Italiens, gli creò, seppur indirettamente, qualche grattacapo: dopo venti rappresentazioni l’opera venne sospesa causa un’accusa avviata da Victor Hugo nei confronti della traduzione fatta da Étienne Monnier al testo del libretto di Felice Romani che secondo lo scrittore francese era un plagio del suo dramma del 1833.</p>
<p>I successi che stava mietendo in quel periodo erano tali che ebbe anche il privilegio di esser nominato, a Vienna, “maestro di cappella e di camera, e compositore di corte”, carica che fu di Mozart. Nacquero in quel periodo opere come <em>Caterina Cornaro</em>, <em>Don Pasquale</em>, scritta in una decina di giorni, <em>Maria di Rohan</em>, <em>Don Sebastiano</em>.</p>
<p>Ma ben presto iniziarono i problemi di salute legati al suo stato leutico, i forti mal di testa, gli esaurimenti, la deconcentrazione, dichiarandosi &#8220;stanco di travagliare” ma continuando freneticamente a farlo, viaggiando e scrivendo, continuamente richiesto ora qui ora là, da Parigi a Vienna, da Roma a Milano, da Bergamo a Napoli. Nell’agosto del 1845 un aggravamento delle sue condizioni fisiche e psichiche, i suoi deliri, le sue allucinazioni, portarono il suo medico curante, d’accordo con il nipote Andrea, a internarlo in una clinica per disturbi psichici a Ivry-sur-Seine, segregazione che però andava ancor più a minare l’equilibrio del maestro. Amici e politici si misero allora in moto per toglierlo da quell’assurda carcerazione, e tanto fecero, grazie anche all’appoggio del governo austriaco, che riuscirono a far trasportare Donizetti a Bergamo (19 settembre 1847). Assistito dai suoi amici, senza aver ripreso conoscenza, ormai in delirio, si spense l’8 aprile 1848 alle cinque del pomeriggio.<br />
Nel settembre 1875 la salma di Donizetti venne riesumata e con grandi onori collocata nella Basilica di Santa Maria Maggiore, tumulato accanto all’amico e maestro Giovanni Simone Mayr.</p>
<p>Donizetti fu una figura geniale e nel contempo angosciata e affannata, eppure fu proprio nel dolore e nell’amarezza che trovò la forza per andare avanti: «<em>La sua esistenza tanto convulsa e spesso minata dalla disperazione fu tutt’uno con la sua arte, così tesa a riservare nel canto la misteriosa fatalità che è propria della tragedia: il binomio romantico arte-vita si attuò in Donizetti quasi sotto forma mistica, con quel senso religioso dell’essere e dell’operare che è tanto raro nel Romanticismo italiano</em>»<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Se osserviamo il suo <strong>Tema natale</strong> vediamo un Sole sagittariano, forte per la sua angolarità orientale (anche l&#8217;Ascendente è in Sagittario), in trigono alla Luna (esatto) e a Giove in Ariete, sinonimo di grandezza, riuscita, voglia di ergersi, di riscattarsi, sopportando grandi pesi che avrebbero prostrato chiunque ma che a lui davano ancor più lo stimolo a fare, a migliorarsi, accogliendo la sfida del destino. La cosa è suffragata anche dalla <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/10/Donizetti-e1476793509350.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/10/Donizetti-e1476793509350.jpg" alt="donizetti" width="555" height="481" class="alignright size-full wp-image-2763" /></a><strong>Parte dell’Arte</strong> (AS + Venere – Mercurio) a 26° 19’ del coriaceo e caparbio Capricorno e dalla stretta congiunzione tra la <strong>Parte di Fortuna</strong> (AS + Luna – Sole) a 08° 45’ dell’Ariete e la <strong>Parte del Successo</strong> (AS + Parte di Fortuna – Parte del Sole) a 08° 35’ sempre dell’Ariete, tutte e due peraltro congiunte a Luna e Giove.<br />
Certo, abbiamo visto che il suo operato spesso e volentieri era soggetto a critiche, a volte anche pesanti, dovendo districarsi tra invidie e accuse le più varie, ma se consideriamo che ha la <strong>Parte del Lavoro</strong> (AS + Luna – Saturno) a 05° 27’ della Vergine e la <strong>Parte dei Nemici</strong> (AS + Cuspide XII Casa – Governatore XII Casa) a 01° 04’ Vergine, la cosa non desta certo meraviglia.</p>
<p>Per quanto riguarda gli <strong>asteroidi</strong> presenti nel Tema di Donizetti abbiamo indirizzato la nostra attenzione principalmente su quelli che si trovano congiunti agli angoli del cielo o a pianeti personali; questo non vuol dire che gli altri aspetti non abbiano la loro importanza, solo che una prima e importante scrematura interpretativa può essere fatta concentrandosi sull’aspetto di congiunzione il quale ci permette già di delineare un quadro pressoché parlante del loro impatto espositivo.<br />
Nel Tema di Donizetti troviamo i seguenti asteroidi:</p>
<p>(212) MEDEA<br />
(111) ATE<br />
(128) NEMESIS<br />
(258) TYCHE<br />
(1866) SISYPHUS<br />
<br/></p>
<p>Iniziamo da <strong>(212) MEDEA</strong>, che troviamo collocato a 29° 57’ della Vergine, in pratica congiunta al Medio Cielo.</p>
<p>Il nome dato all’asteroide fa riferimento alla figura mitologica di Medea, figlia di Eete, re della Colchide, e nipote della maga Circe, dotata anche lei di magici poteri. Eete era colui che custodiva il famoso Vello d’oro. Quando Giasone arrivò per prenderselo Medea lo aiutò con la sua arte magica a superare tutte le prove, ciò che gli permise di conquistare il Vello d’oro. Fuggì poi con Giasone, diventando sua moglie. Poco tempo dopo però Giasone l’abbandonò per sposare la figlia del re di Corinto, Creusa, atto quanto mai sconsiderato che non teneva di conto il fatto che Medea era dopo tutto una maga e anche assai vendicativa; apparsa sotto false spoglie a Creusa le donò una veste stregata che si incendiò appena venne indossata dalla fanciulla; per rendere più spietata la sua vendetta uccise anche i due figli avuti da Giasone.</p>
<p>Medea è un personaggio intenso, inquieto, drammatico, continuamente coinvolto in questioni dove la morte, la tragedia, la passione, la vendetta hanno un peso rilevante, e però dotato di una grande forza reattiva. È un personaggio capace di amare, di sopportare grandi sfide per amore o per passione, vòlto anche a grandi cose, grandi imprese, con una non comune abilità sociale, con un fascino non da poco, con una creatività non da poco. È certo che l’asteroide che ne porta il nome simpatizzerà con queste caratteristiche facendole proprie, ed ecco che allora la congiunzione di (212) MEDEA al Medio Cielo si rivela qui parlante, calzante, con la passione creativa che viaggia di pari passo con le tragedie familiari patite, con l’angoscia, passione che però prende forza proprio da questo, indicando ciò una forte capacità reattiva.</p>
<p><br/></p>
<p>Il secondo asteroide che incontriamo è <strong>(111) ATE</strong>, che qui troviamo a 28° 44’ Bilancia, in esatta congiunzione a Marte.</p>
<p>Prende il nome da Ate, figlia di Zeus e di Eris, la Discordia. Il nome Ate viene tradotto come “accecamento”. Era la dea dell’illusione, dell’inganno, della cieca follia. </p>
<p>L’asteroide che ne porta il nome ha come suo “effetto astrologico” quello di creare situazioni nelle quali la gelosia, le critiche, le avversioni hanno un loro impatto, più o meno forte, nella vita della persona. In alcuni casi può anche creare problemi nervosi o preparare il terreno per disturbi interessanti la capacità mentale (ovviamente con tutte le sfumaure del caso a seconda del terreno astrale trovato). Il fatto che (111) ATE si trovi qui congiunto a Marte fa pensare ad un suo impatto abbastanza forte, pur Marte, e quindi l’asteroide, non ricevendo nessun aspetto dinamico, anzi, essendo i due in trigono a Plutone; tuttavia siccome Marte e Plutone sono i signori dello Scorpione, il fatto che (111) ATE sia in aspetto a detti governatori rende possibile la manifestazione delle cose ascritte all’asteroide, in principal modo le gelosie e le critiche; da notare che uno dei suoi più acerrimi denigratori, lo scrittore Stendhal, aveva l’Ascendente in Scorpione e dava il suo Marte in congiunzione a Sole e Ascendente di Donizetti.</p>
<p><br/></p>
<p>Il terzo asteroide che troviamo è <strong>(128) NEMESIS</strong>, qui a 05° 00’ del Sagittario, quindi in congiunzione a Mercurio.</p>
<p>Il nome fa riferimento a una divinità preolimpica, Nèmesi, figlia di Oceano e della Notte. Era la dea della giustizia e della vendetta e perseguitava coloro che, baciati dalla fortuna, non facevano buon uso dei doni che avevano ricevuto in sorte, non aiutavano gli altri, chi stava peggio. In pratica, tormentava chi non rispettava le regole.</p>
<p>In ambito astrologico l’asteroide si presenta come un elemento che leghiamo, in special modo nelle sue posizioni dinamiche, al plagio, al defraudamento, all’inganno: a chi conosce le opere di Donizetti gli potrebbe venire alla mente che il Nostro scrisse un dramma giocoso dal titolo <em>Il felice inganno</em> e credere che possa esserci un qualche strano collegamento fra le due cose; pur essendo ciò intrigante non è questa la riflessione che dobbiamo fare; semmai più ragionevole pensare a quelle accuse di plagio che, seppur indirettamente, patì riguardo la sua <em>Lucrezia Borgia</em>.<br />
Ma l’asteroide (128) NEMESIS ha altri “meriti”, e cioè che rende le caratteristiche del pianeta con il quale si trova congiunto (o in buon aspetto) quelle per cui il soggetto è conosciuto e riconosciuto, diventando esse il regalo che Nèmesi fa all’individuo, la base del suo successo; nel nostro caso, essendo questo pianeta Mercurio, possiamo pensare a successo negli scritti e più specificamente nella scrittura orchestrale che, essendo il pianeta in Sagittario, si avvale, si appoggia e fa suo quello che è il motto del Segno: “Vedo la mèta. La raggiungo e ne vedo un’altra”, vestendosi così di quella frenesia, sveltezza e rapidità che hanno contraddistinto il lavoro di Donizetti.</p>
<p><br/></p>
<p>Il quarto asteroide che incontriamo è <strong>(258) TYCHE</strong>, qui a 06° 46’ del Sagittario, quindi a soli 50’ dal Sole.</p>
<p>Prende il nome da Tyche, personificazione della fortuna, o meglio, del caso, della sorte. Tyche era anche il nome di una dea, figlia di Zeus, che aveva il potere di decidere, a seguito non di un giudizio ma di un capriccio, quale sarebbe stata la sorte dei comuni mortali: di essa si diceva che correva qua e là facendo rimbalzare una palla per dimostrare che la sorte è cosa incerta. Altra sua immagine, più tarda, la vede con una cornucopia fra le braccia, simbolo di prosperità. Nella mitologia romana il suo corrispettivo era la dea Fortuna, dea del caso e del destino.</p>
<p>In ambito astrologico (258) TYCHE ha il “compito” di aiutare il soggetto, di fargli trovare sul suo cammino persone che gli danno una mano, che lo traggono d’impiccio, che lo sollevano, che l’aiutano a riscattarsi: se pensiamo a quanto fece Giovanni Simone Mayr per Donizetti abbiamo una piccola ma importante dimostrazione del peso di questo asteroide. Certo, (258) TYCHE si ritrova ad avere altre prerogative, meno, diciamo così, fortunate, e cioè che non sembra aiutare nel campo affettivo/relazionale, creando (quando più quando meno a seconda del Tema) alcuni problemi in ambito di coppia, ovvero il soggetto che si sposa in tarda età o, se lo fa in giovane età, che rischia di vivere situazioni pesanti (spesso volute) e comunque poco gratificanti in ambito coppia, pur rimanendo inalterato il discorso “aiuto” (in qualsiasi modo esso venga manifestato) che può ricevere dal partner.</p>
<p><br/></p>
<p>L’ultimo asteroide è <strong>(1866) SISYPHUS</strong> che troviamo a 10° 03’ Sagittario, in congiunzione all’Ascendente.</p>
<p>Il nome si riferisce a Sisifo, figlio di Eolo dio dei venti. Era considerato il più furbo e astuto fra gli uomini. Si racconta che Sisifo fu testimone, suo malgrado, del rapimento di Egina, figlia del dio fluviale Asopo, da parte di Zeus che di lei si era invaghito. Poco dopo incontrò Asopo che, alla disperata ricerca della figlia, gli chiese se avesse visto passare una fanciulla. Sisifo gli disse che lui poteva dargli l’informazione che cercava ma in cambio il dio fluviale avrebbe dovuto far scaturire una sorgente per la sua città, Corinto. Il dio accettò e Sisifo gli raccontò tutto. Così facendo, però, si attirò l’ira di Zeus che non sopportava certo gli spioni. Fu così che Zeus gli mandò Tanato, la Morte. Ma quando ella arrivò da Sisifo questi, con uno stratagemma e imbambolandola con chiacchiere a non finire, riuscì a legarla ad un palo.<br />
Successe così che nel mondo nessuno più moriva, e la cosa fece andare su tutte le furie in special modo Ares, dio della guerra, il quale intervenne e riuscì a liberare la Morte consegnandole Sisifo.<br />
Ma il furbo Sisifo riuscì, prima di andarsene agli Inferi, a parlare segretamente con sua moglie alla quale disse di non seppellire il suo corpo. Arrivato al cospetto di Ade, Sisifo gli disse che qualcuno, ignorando i normali precetti funerari, non lo aveva seppellito e che quindi doveva ritornare sulla terra per far sì che adempisse a tale ufficio. Ade si persuase e lasciò libero Sisifo di tornare sulla terra, dicendogli però che dopo tre giorni sarebbe dovuto ritornare agli Inferi. Sisifo ringraziò e se ne tornò da sua moglie, ma i tre giorni passarono, i mesi anche, e Sisifo non si sognava minimamente di ritornarsene agli Inferi.<br />
Si racconta che l’astuto Sisifo morì poi di vecchiaia, molto in là nel tempo, ma che la punizione per lui era già lì pronta che l’aspettava: per aver osato sfidare gli dèi, per averli presi in giro, Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto spingere un macigno dalla base alla cima di una montagna; e però, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso inesorabilmente rotolava di nuovo alla base del monte.<br />
Per l’eternità, ogni volta, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare daccapo la sua scalata.</p>
<p>Ecco il “sisifo” dell’opera italiana, il lavoratore alacre, dinamico e instancabile, costretto quasi dal destino a scrivere e comporre, pronto a revisionare anche le proprie partiture, a cambiarle, riadattarle, stralciarle, in un turbinio di creatività che non conosceva soste. Un lavoro continuo, duro, incessante, a volte estenuante, spaziando dalla musica strumentale da camera alla musica sacra, dall’opera comica a quella tragica.<br />
“<em>Vedo la méta. La raggiungo e ne vedo un’altra</em>”, appunto.<br />
 <br/><br />
Per maggiori informazioni e approfondimenti sul significato degli asteroidi mi permetto di rimandare al mio “<em>Dizionario degli Asteroidi</em>”, Capone, Torino 2012 (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" rel="noopener" target="_blank">vedi presentazione</a>), dove sono stati monitorati 153 asteroidi ognuno spiegato dal lato astronomico, mitologico e ovviamente astrologico, così da poterli comodamente utilizzare nel proprio o altrui Tema natale.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Tratto dal sito personale di Maurizio Tagliabue <http://www.magiadellopera.com> che ringrazio per l’assenso dato alla pubblicazione.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>DNA: la scoperta</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/dna-la-scoperta/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2016 09:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Spirito]]></category>
		<category><![CDATA[Rosalind Franklin]]></category>

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		<description><![CDATA[Il DNA (acido desossiribonucleico) è un acido contenuto nel nucleo delle cellule e che contiene le informazioni genetiche ed ereditarie di ogni individuo. Si presenta come una lunga catena a doppia spirale o elica. La molecola del DNA è infatti costituita da due catene avvolte attorno allo stesso asse: immaginate una scala a chiocciola o [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il DNA (acido desossiribonucleico) è un <strong>acido</strong> contenuto nel nucleo delle cellule e che contiene le informazioni <strong>genetiche</strong> ed ereditarie di ogni individuo. Si presenta come una lunga catena a doppia spirale o <strong>elica</strong>. <span id="more-2747"></span></p>
<p>La molecola del DNA è infatti costituita da <strong>due catene</strong> avvolte attorno allo stesso asse: immaginate una scala a chiocciola o una scala a pioli elicoidale; i “pioli” di questa scala sono formati da coppie di <strong>quattro</strong> basi azotate che si chiamano: adenina (A), citosina (C), guanina (G), timina (T); quattro come le forze della <strong>natura</strong>: spazio, energia, materia e tempo; quattro come le forze della <strong>fisica</strong>: forza gravitazionale, forza elettromagnetica, forza nucleare debole, forza nucleare forte; quattro come gli <strong>elementi astrologici</strong>: fuoco, terra, aria, acqua. Il numero quattro è simbolo di stabilità.</p>
<p>La struttura a doppia elica del DNA venne <strong>scoperta</strong> il 28 febbraio 1953 dal biologo inglese <strong>Francis Harry Compton Crick</strong><a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, dal biologo americano <strong>James Dewey Watson</strong><a href="#nota1"name="testo2">[2]</a> e dal biologo neozelandese <strong>Maurice Hugh Frederick Wilkins</strong><a href="#nota3"name="testo1">[3]</a>.<br />
L’annuncio venne dato da Crick lo stesso giorno all’Eagle Pub di Cambridge (Inghilterra). Le cronache dicono che era l’<strong>ora di pranzo</strong>.</p>
<p>In quel momento l’<strong>Ascendente</strong> era in <strong>Cancro</strong>: graficamente parlando possiamo notare che il glifo di questo Segno è molto vicino a quello dello <strong>yin/yang</strong>, <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/10/Cancro-e1475919561947.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/10/Cancro-e1475919561947.jpg" alt="cancro" width="100" height="73" class="alignright size-full wp-image-2760" /></a>oppure all’immagine che si avrebbe se guardassimo dall’alto un <strong>caducèo</strong> ruotante sul proprio asse, ma anche con quella che sarebbe l’immagine della sezione trasversale della <strong>doppia elica</strong> del DNA. </p>
<p>Abbiamo detto che l’annuncio venne dato all’ora di pranzo: se quest’ora fosse stata le 12.05 l’Ascendente sarebbe stato a <strong>11° 29’ Cancro</strong>, un grado la cui <strong>immagine-chiave</strong> (calendario tebaico) così recita: «<em>Nel cielo vi è un caducèo fra due lune: quella a sinistra è al primo quarto; quella a destra è piena e brilla con tutta la sua luce</em>». </p>
<p>Non solo: congiunto all’Ascendente troviamo <strong>Urano</strong> (14° 39’), pianeta delle scoperte, dell’<em>Eureka!</em>, in esatta opposizione alla <strong>Parte di Spirito</strong> (14° 35’), chiamata anche Parte del Daimon o Parte delle Cose Nascoste.</p>
<p>I tre biologi però avrebbero faticato molto di più nel loro cammino alla scoperta dei segreti della struttura del DNA se non avessero avuto tra le mani le <strong>ricerche</strong> e gli studi della biofisica inglese <strong>Rosalind Elsie Franklin</strong><a href="#nota1"name="testo4">[4]</a>, ricercatrice del King’s College che stava proprio studiando il DNA e che sul suo taccuino di appunti, nei primi giorni del febbraio 1953, scriveva: «<em>… il DNA è composto da due catene distinte…</em>».<br />
E lo aveva fotografato, utilizzando una macchina fotografica a raggi X: la molecola, per la prima volta, si mostrava al mondo con la sua forma a elica.</p>
<div id="attachment_2753" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/10/DNA_3-e1475918912982.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/10/DNA_3-e1475918912982.jpg" alt="La famosa &quot;foto 51&quot; scattata da Rosalind Franklin. Da: www.pbs.org" width="250" height="167" class="size-full wp-image-2753" /></a><p class="wp-caption-text">La famosa &#8220;foto 51&#8243; scattata da Rosalind Franklin. Da: www.pbs.org</p></div>
<p>Era <strong>lei</strong> che stava a un passo dallo scoprire il segreto della vita. Un passo che però non fece perché lasciò il College dove mai si era trovata a suo agio, lei, unica donna in un mondo maschile, chiuso, bigotto, trattata con sufficienza se non con ostilità (era pacifista e vicina alle idee comuniste); lei, votata al lavoro, alla ricerca, refrattaria a qualsiasi luce della ribalta.<br />
Ne fece tesoro, di quegli studi, il suo superiore al King’s College, Maurice Wilkins, che ne parlò e <strong>mostrò la foto</strong> al collega Watson che, anni dopo, su quel fatto così si espresse:</p>
<blockquote><p><em>Come sapete, le leggende narrano che io e Francis abbiamo rubato la struttura ai ricercatori del King’s. Mi avevano mostrato il difrattogramma ottenuto ai raggi X da Rosalind Franklin: wow! Era un’elica! Ed ecco che un mese dopo avevamo la struttura; Wilkins non avrebbe mai dovuto mostrarmi la foto</em><a href="#nota1"name="testo5">[5]</a>.</p></blockquote>
<p>Il resto è storia. Rosalind Elsie Franklin morì a soli 38 anni per un tumore alle ovaie.</p>
<hr/>
  <a name="nota1">[1] Harry Compton Crick nacque l’8 giugno 1916 a Northampton (Inghilterra). Morì il 28 luglio 2004 a San Diego (California)<a href="#testo1">&uArr;</a>.<br />
  <a name="nota2">[2] James Dewey Watson nacque il 6 aprile 1928 alle ore 01.23 (fonte: Astrodatabank) a Chicago (Illinois)<a href="#testo2">&uArr;</a>.<br />
  <a name="nota3">[3] Maurice Hugh Frederick Wilkins nacque il 15 dicembre 1916 a Pongaroa (Nuova Zelanda). Morì il 5 ottobre 2004 a Londra<a href="#testo3">&uArr;</a>.<br />
  <a name="nota4">[4] Rosalind Elsie Franklin nacque a Londra il 25 luglio 1920. Morì a Londra il 16 aprile 1958<a href="#testo4">&uArr;</a>.<br />
  <a name="nota5">[5] Da un discorso tenuto ad Harvard da Watson il 30 settembre 1999 (fonte: Wikipedia)<a href="#testo5">&uArr;</a>.</p>
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		<title>Informazioni Storiche (8)</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2016 12:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[frazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni antonio magini]]></category>
		<category><![CDATA[simon stevin]]></category>

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		<description><![CDATA[Il separatore decimale Nel 1585 apparve un’opera dal titolo: “De Thiende” (Il Decimo) del matematico e patriota fiammingo Simon Stevin (1540-1620). In quel libro, per la prima volta in Europa, comparve una sistematizzazione del modo di usare e scrivere le frazioni decimali utilizzando un separatore per la parte intera. La notazione che propose Stevin era [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il separatore decimale</strong></p>
<p>Nel 1585 apparve un’opera dal titolo: “<em>De Thiende</em>” (Il Decimo) del matematico e patriota fiammingo <strong>Simon Stevin</strong> (1540-1620). In quel libro, per la prima volta in Europa, comparve una sistematizzazione del modo di usare e scrivere le frazioni decimali utilizzando un separatore per la parte intera.<span id="more-2737"></span></p>
<p>La notazione che propose Stevin era però piuttosto complessa: ad esempio la cifra 14 e 35/100 veniva da lui scritta 14(int) 3(dec) 5(cent), o anche 14(0) 3(1) 5(2). Noi oggi (in Italia) scriviamo 14,35.</p>
<p>Nel 1592 si arrivò a una semplificazione grazie all’astronomo, matematico e orologiaio svizzero <strong>Joost Bürgi</strong> (1552-1632).<br />
Questi utilizzò il segno ° per indicare le cifre delle unità. Così, ad esempio, il nostro 14,35 si scriveva 14°35 oppure 1435 con il pallino messo sotto al numero 4.</p>
<p>Un’ulteriore semplificazione avvenne, sempre nel 1592, a opera dell’astronomo, cartografo e <strong>astrologo</strong> padovano <strong>Giovanni Antonio Magini</strong> (1555-1617) che nella sua “<em>Tabula Tetragonica</em>”, inserita nell’opera “<em>De Planis Triangulis Liber Unicus</em>” (Venezia 1592), perfezionò la notazione introdotta da Bürgi sostituendo il pallino con una virgola, metodo usato oggi in Italia.</p>
<p>Alcuni storici fanno notare invece che Magini introdusse non la virgola ma il punto come separatore fra unità e decimali, sistema utilizzato a tutt’oggi nei paesi anglosassoni, mentre la virgola venne introdotta nel 1608 dal matematico, astronomo e fisico olandese <strong>Willebrord Snel van Royen</strong> (1580-1626).</p>
<p>Osservando le pagine del “<em>De Planis Triangulis</em>” vediamo sia punti sia virgole. Credo in ogni modo che si debba lasciare a Magini la primogenitura dell’inserimento della virgola come notazione decimale.</p>
<p><strong>Giovanni Antonio Magini</strong> era nato a Padova il <strong>14 giugno 1555</strong> (calendario giuliano, corrispondente al nostro 24 giugno) alle ore 18.58 ovvero, come lui dice: «a<em>d hore 23.14’, secondo l’horriuolo commune, che numera l’hore dal tramontare del Sole, che viene ad essere all’hore sei min. 57’.8”. doppo mezo giorno</em>»<a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>; il <strong>Sole</strong> era a 02° 06’ Cancro, la <strong>Luna</strong> a 08° 20’ Toro, l’<strong>Ascendente</strong> a 21° 27’ Sagittario. Nel suo Tema possiamo vedere <strong>Mercurio</strong> in Gemelli in sestile a Saturno in Terza Casa, il <strong>Sole</strong> in trigono a Plutone, la congiunzione <strong>Giove/Urano</strong> in Decima Casa.</p>
<p>Nel 1588 Magini venne preferito a <strong>Galileo Galilei</strong> nell’occupare la cattedra pomeridiana di <strong>Matematica</strong> presso lo Studio di Bologna resasi vacante per la morte di Egnazio Danti, cattedra che tenne a vita.<br />
Pare comunque che gli studenti non fossero poi tanto contenti dei suoi insegnamenti, almeno stando ai giudizi di alcuni suoi colleghi: «<em>…non sa dimostrar niente, et che quando replica qualche cosa, dice che sempre dice le medesime parole, et quelle apunto che sono in Euclide, sì che non ne restano</em> [gli studenti] <em>satisfatti</em>»<a href="#nota1"name="testo2">[2]</a>. Parole e giudizi dettati molto probabilmente dall’invidia.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] G.A. MAGINI,  <em>Tavole del Primo Mobile…</em>, Venezia 1606, p. 48, <em>Canone Vigesimoterzo</em> <a href="#testo1">&uArr;</a>.<br />
<a name="nota1">[2] Dalla lettera di Guidobaldo Del Monte a Galileo Galilei in Pisa scritta da Monte Baroccio il 10 aprile 1590, in: ANTONIO FAVARO (a cura di), <em>Le Opere di Galileo Galilei. Edizione nazionale sotto gli auspici di Sua Maestà il Re d’Italia</em>, Volume X, Carteggio anno 1574-1610, n. 30, pp. 42-43, Tipografia Barbèra, Firenze 1890-1909 <a href="#testo2">&uArr;</a>.</p>
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		<title>Nuova pubblicazione: &#8220;Astrologia Italica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 13:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia]]></category>
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		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito il mio nuovo libro dal titolo: “ASTROLOGIA ITALICA. Dal X al XVII secolo”, due volumi in cofanetto per un totale di 951 pagine. Vedi la presentazione qui.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È uscito il mio <strong>nuovo libro</strong> dal titolo: “<em>ASTROLOGIA ITALICA. Dal X al XVII secolo</em>”, due volumi in cofanetto per un totale di 951 pagine. Vedi la presentazione <a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Solstizio estivo 2016</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/solstizio-estivo-2016/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2016 22:17:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[altezza]]></category>
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		<category><![CDATA[estate]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, 21 giugno 2016, alle ore 00.34 italiane (CEST), abbiamo avuto il solstizio estivo. Il termine solstizio deriva dal latino solstitium, composto da sol-, “sole”, e &#8211;sistere, “fermarsi”, perché oggi il Sole, raggiungendo la sua massima declinazione (+23° 26’), sembra fermarsi per poi tornare indietro, un po’ come fanno i granchi: ecco perché il periodo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 21 giugno 2016, alle ore 00.34 italiane (CEST), abbiamo avuto il solstizio estivo.<br />
Il termine <em>solstizio</em> deriva dal latino <em>solstitium</em>, composto da <em>sol</em>-, “sole”, e &#8211;<em>sistere</em>, “fermarsi”, perché oggi il Sole, raggiungendo la sua massima declinazione (+23° 26’), sembra fermarsi per poi tornare indietro, un po’ come fanno i granchi: ecco perché il periodo che inizia oggi è stato chiamato, dagli antichi astronomi/astrologi, “Cancro”.<span id="more-2697"></span></p>
<p>Nella figura qui sotto riprodotta vediamo le diverse <strong>altezze</strong> che il Sole assume a <strong>mezzogiorno</strong> (cioè al momento del suo passaggio al meridiano) agli inizi stagionali nel nostro emisfero, quello boreale (arco diurno inclinato verso sud).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/06/Sole_altezze-e1466426622159.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/06/Sole_altezze-e1466426622159.gif" alt="Sole_altezze" width="400" height="283" class="alignleft size-full wp-image-2696" /></a></p>
<p>Come vediamo, il Sole raggiunge la <strong>massima altezza</strong> meridiana al <strong>solstizio estivo</strong> e la <strong>minima altezza</strong> meridiana al <strong>solstizio invernale</strong>: d’altronde è esperienza comune vedere il Sole in inverno molto più basso sull’orizzonte mentre in estate molto più in alto; in <strong>estate</strong> il Sole sorge e tramonta più a <strong>nord</strong> che d’inverno, ciò che gli permette di disegnare un <strong>ampio</strong> arco diurno, ovvero il Sole, avendo al solstizio estivo una declinazione positiva (come detto + 23° 26’) cioè trovandosi a nord dell’equatore celeste, ha un arco diurno superiore a 180°, mentre al solstizio invernale, trovandosi a sud dell’equatore celeste quindi avendo una declinazione negativa (nel caso &#8211; 23° 26’), ha un arco diurno minore di 180°.</p>
<p>Dalla figura notiamo anche una cosa cui molti possono <strong>non aver fatto caso</strong> (ma che è molto importante per capire l&#8217;energia che sta dietro ai solstizi), e cioè che il luogo del <strong>sorgere</strong> del Sole in <strong>inverno</strong> (sud-est o SE) è esattamente <strong>opposto</strong> al luogo del suo <strong>tramonto</strong> in <strong>estate</strong> (nord-ovest o NW), e viceversa: il luogo del sorgere del Sole in estate (nord-est o NE) è esattamente opposto al suo tramonto in inverno (sud-ovest o SW); solo agli equinozi il Sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest (arco diurno pari a 180°). </p>
<p>Questo per dire che l&#8217;inizio della <strong>fredda morte</strong> (il tramonto invernale) è opposto all&#8217;inizio della <strong>calda vita</strong> (il sorgere estivo); quindi è in questo periodo che dobbiamo far <strong>nascere</strong> in noi e da noi quel <strong>calore vitale</strong> che potrà salvarci e darci forza; è in questo periodo che dobbiamo <strong>scaldare</strong> il nostro <strong>cuore</strong> così che abbia la forza di gettare il <strong>seme</strong> della nuova vita o di quella che vorremmo che fosse.</p>
<p>Ciò fa <em>pendant</em> col Tema del solstizio estivo 2016, dove vediamo un Ascendente in <strong>Pesci</strong> con <strong>Nettuno</strong> “seduto” sull’Ascendente in quadratura longitudinale a <strong>Mercurio</strong> in Terza Casa, a <strong>Saturno</strong> in Nona e in opposizione a <strong>Giove</strong> in Settima: in pratica Nettuno, Saturno, Giove e Mercurio formano un <strong>Grande Quadrato</strong> in Segni Mobili, situazione che indica la necessità di far uscire <strong>idee nuove</strong>, necessità di cambiamenti, di voglia di “fuggire”, di sperimentare cose nuove, pur il tutto condito da un turbinio di bisogni e desideri che possono rendere la messa in atto di queste necessità alquanto problematica. A un livello più profondo indica il bisogno che ha la nostra <strong>anima</strong> di “mutare pelle” per adattarsi al nuovo corso che deve prendere la nostra vita. Necessario quindi non bloccare tutta questa energia anche se a prima vista può sembrare, la stessa, inaffidabile. Se avete qualcosa da dire o da fare, ditela e fatela (per quanto vi potete permettere). Vi sentirete più liberi e la votra anima ringrazierà.</p>
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		<title>Il compleanno dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 05:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>

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		<description><![CDATA[Sole e Luna sono gli archetipi del maschile e del femminile, dello yang e dello yin. Il Sole è diurno, la Luna è notturna. Il Sole è “esterno”, la Luna è “interno”. Sole e Luna sono il Re e la Regina. Oggi diamo molto “peso” al Re; e la Regina? Io nasco con il Sole [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sole</strong> e <strong>Luna</strong> sono gli archetipi del maschile e del femminile, dello yang e dello yin. Il Sole è diurno, la Luna è notturna. Il Sole è “esterno”, la Luna è “interno”. Sole e Luna sono il <strong>Re</strong> e la <strong>Regina</strong>.<br />
Oggi diamo molto “peso” al Re; e la Regina?</p>
<p> <span id="more-2676"></span></p>
<p>Io nasco con il Sole in <strong>Acquario</strong>, quindi dico che sono dell’Acquario, cioè a &#8220;livello sole” sono Acquario.<br />
La Luna invece ce l’ho in <strong>Cancro</strong>.<br />
Se fossi nato nell’antica Roma avrei detto di essere del Cancro perché là, in alcuni periodi storici, era la Luna che dava l’appartenenza al Segno.<br />
Posso dire che “esternamente” sono Acquario ma “internamente” Cancro.</p>
<p>A questo punto, se ho un <strong>compleanno</strong> “solare/esterno/diurno” (il mio giorno di nascita secondo la posizione del Sole), avrò anche un compleanno <strong>lunare/interno/notturno</strong> (il mio giorno di nascita secondo la posizione della Luna).<br />
Io ho la Luna a 11°03&#8242; Cancro. </p>
<p>Se sovrapponessi il cerchio dell’anno nel quale sono nato al cerchio zodiacale, facendo ovviamente combaciare il 21 marzo, equinozio di primavera, con lo 0° Ariete, a che giorno corrisponderebbero gli 11°03&#8242; Cancro? Al 3 luglio.<br />
Ecco, quello è il giorno del mio <strong>compleanno</strong> “a livello Luna”, giorno importante che andrà festeggiato come festeggiamo il compleanno solare. </p>
<p>In definitiva abbiamo <strong>due compleanni</strong> quindi dobbiamo dare al cielo <strong>due tributi</strong>: uno al Re e uno alla Regina. Addirittura, se vogliamo dirla tutta, il tributo alla Regina, cioè festeggiare il <strong>giorno natale lunare</strong>, parrebbe, a livello <strong>Anima</strong>, ben più importante del tributo dato al giorno natale solare, così che quel giorno sarebbe utile <strong>meditare</strong>, aprire un collegamento col cielo, <strong>dialogare</strong> con la propria Anima, <strong>sentire</strong> la propria Anima. </p>
<hr/>
Foto da: 7-themes.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Regiomontano (1436-1476)</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2016 23:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[regiomontano]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 580 anni fa, il 6 giugno 1436 (calendario giuliano, ma 15 giugno nel calendario gregoriano) alle ore 16.40, nasceva l’astronomo, matematico e astrologo tedesco Johann Müller, conosciuto col nome latino di Regiomontanus dal nome della città dove nacque, Königsberg (Baviera, Bassa Franconia), anche se per la precisione nacque a Unfinden, sobborgo di Königsberg. Talento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 580 anni fa, il <strong>6 giugno 1436</strong> (calendario giuliano, ma 15 giugno nel calendario gregoriano) alle ore 16.40, nasceva l’astronomo, matematico e astrologo tedesco <strong>Johann Müller</strong>, conosciuto col nome latino di Regiomontanus dal nome della città dove nacque, Königsberg (Baviera, Bassa Franconia), anche se per la precisione nacque a Unfinden, sobborgo di Königsberg.</p>
<p><span id="more-2657"></span></p>
<p>Talento precoce (Ascendente in Scorpione; Mercurio in Gemelli in trigono a Giove), fu all’età di dodici anni allievo all’Università di Lipsia.<br />
A sedici divenne allievo e collaboratore a Vienna, all’<em>Alma Mater Rudolfina</em>, dell’astronomo e matematico austriaco Georg von Peuerbach (1423-1461).<br />
Regiomontano fu autore della traduzione dell’<em>Almagesto</em> di Tolomeo, lavoro che era stato iniziato da Peuerbach e che lui portò a termine.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/06/Regiomontanus_2.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/06/Regiomontanus_2.jpg" alt="Regiomontanus_2" width="200" height="234" class="alignright size-full wp-image-2655" /></a>Dal 1461 al 1465 visse nella casa del cardinale e umanista bizantino Bessarione (1403-1472); lì scrisse la sua opera più famosa, quel &#8220;<em>De Triangulis Omnimodus</em>&#8221; (1464) che fu la prima esposizione modernamente sistematizzata della trigonometria piana.</p>
<p>In ambito <strong>astrologico</strong> è conosciuto per le sue <strong>Effemeridi</strong> (utilizzate per i loro viaggi da Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci) e per l&#8217;opera &#8220;<em>Tabulae Directionum Profectionumque…</em>&#8221; (Augustae Vindelicorum, 2 gennaio 1490), completata in Ungheria alla corte di Mattia Corvino nel 1467, dove espone calcoli e tabelle per la stesura delle <strong>carte del cielo</strong> con un metodo di <strong>domificazione</strong> da lui elaborato che si basa sulla divisione dell’equatore celeste, ovvero partendo dal meridiano l’equatore viene segnato a intervalli di 30° e su questi punti vengono fatti passare i cerchi di posizione; i punti in cui questi cerchi incontrano l’eclittica rappresentano le cuspidi delle dodici Case. </p>
<p>Nel 1471 si stabilì a Norimberga dove fondò, insieme al suo allievo Bernardo Walther (1430-1504), valente astronomo, il <strong>primo osservatorio europeo</strong>.<br />
Nel 1475, per le sue competenze, venne chiamato a <strong>Roma</strong> da Sisto IV per lavorare alla <strong>riforma del Calendario</strong>: non potè però assolvere a questo importante compito perché l’anno dopo, il <strong>6 luglio 1476</strong> (15 luglio del calendario gregoriano), morì. </p>
<p>La <strong>causa della morte</strong> è stata ed è tuttora dibattutata: probabilmente venne colpito dalla <strong>peste</strong> che stava imperversando a Roma, ma altri sostengono che venne <strong>avvelenato</strong> dai figli del filosofo e umanista bizantino Giorgio di Trebisonda (1395-1472) la cui traduzione e commento dell’<em>Almagesto</em> di Tolomeo era stata avversata e criticata da Regiomontano che in quel tempo si stava anche dando da fare per ulteriormente screditarla attraverso uno scritto mai ovviamente pubblicato.<br />
Venne intentato anche un <strong>processo</strong> ma le prove a loro carico non furono sufficienti anche perché non venne eseguita, causa la peste, una già richiesta autopsia che forse avrebbe fatto luce sull’accaduto.</p>
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		<title>Energie archetipiche 2</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/energie-archetipiche-2/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/energie-archetipiche-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 May 2016 15:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[forza elettromagnetica]]></category>
		<category><![CDATA[forza gravitazionale]]></category>
		<category><![CDATA[forza nucleare debole]]></category>
		<category><![CDATA[forza nucleare forte]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post fa seguito a quello inserito l&#8217;8 aprile 2016 (vedi). Parlavamo degli Elementi astrologici, cioè Fuoco, Terra, Aria e Acqua, abbinandoli alle quattro Forze o Interazioni, cioè la Forza Gravitazionale, la Forza Elettromagnetica, la Forza Nucleare Forte e la Forza Nucleare Debole. Osserviamo la figura qui sotto: Il punto A della circonferenza zodiacale è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post fa seguito a quello inserito l&#8217;8 aprile 2016 (<a href="http://www.renzobaldini.it/astrologia-dellanima-2/" target="_blank">vedi</a>).<br />
Parlavamo degli Elementi astrologici, cioè Fuoco, Terra, Aria e Acqua, abbinandoli alle quattro Forze o Interazioni, cioè la Forza Gravitazionale, la Forza Elettromagnetica, la Forza Nucleare Forte e la Forza Nucleare Debole.<span id="more-2635"></span></p>
<p>Osserviamo la figura qui sotto:<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/05/freccia-dis2-e1464613566231.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/05/freccia-dis2-e1464613566231.gif" alt="freccia dis2" width="400" height="397" class="aligncenter size-full wp-image-2638" /></a><br />
Il punto A della circonferenza zodiacale è il punto di unione tra un Segno di Acqua e un Segno di Fuoco (Pesci &#8211; Ariete); il punto B è l’unione tra Fuoco e Terra (Sagittario &#8211; Capricorno); il punto C è l’unione tra Terra e Aria (Vergine &#8211; Bilancia); il punto D lo è tra Aria e Acqua (Gemelli &#8211; Cancro).<br />
Possiamo vedere il tutto anche in questo modo:<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/05/freccia-dis-e1464614306215.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/05/freccia-dis-e1464614306215.gif" alt="freccia dis" width="400" height="306" class="aligncenter size-full wp-image-2637" /></a><br />
Abbinando queste quattro interazioni, con un criterio analogico, agli Elementi astrologici, avremo:</p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 14px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>FUOCO</td>
<td>Energia</td>
<td>Forte </td>
</tr>
<tr>
<td>TERRA</td>
<td>Materia </td>
<td>Gravitazionale </td>
</tr>
<tr>
<td>ARIA</td>
<td>Spazio</td>
<td>Elettromagnetica</td>
</tr>
<tr>
<td>ACQUA</td>
<td>Tempo</td>
<td>Debole</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p><br/><br />
Vediamo che l’Acqua è legata al Tempo, il Fuoco all’Energia, la Terra alla Materia, l’Aria allo Spazio, dal che abbiamo:</p>
<p>A &#8211; come punto di unione tra TEMPO e ENERGIA<br />
B &#8211; come punto di unione tra ENERGIA e MATERIA<br />
C &#8211; come punto di unione tra MATERIA e SPAZIO<br />
D &#8211; come punto di unione tra SPAZIO e TEMPO</p>
<p>Ritornando alle nostre quattro interazioni e abbinandole a quanto finora detto, avremo:</p>
<p>A &#8211; come punto di unione tra interazione DEBOLE e interazione FORTE<br />
B &#8211; come punto di unione tra interazione FORTE e interazione GRAVITAZIONALE<br />
C &#8211; come punto di unione tra interazione GRAVITAZIONALE e interazione ELETTROMAGNETICA<br />
D &#8211; come punto di unione tra interazione ELETTROMAGNETICA e interazione DEBOLE.</p>
<p>Possiamo quindi collegare, in senso simbolico/analogico, la “nascita” dello SPIRITO con l’unione tra interazione DEBOLE e interazione FORTE;<br />
quella della MATERIA con l’unione tra interazione FORTE e interazione GRAVITAZIONALE;<br />
quella della MENTE con l’unione tra interazione GRAVITAZIONALE e interazione ELETTROMAGNETICA;<br />
quella dell’ANIMA con l’unione tra interazione ELETTROMAGNETICA e interazione DEBOLE.<br />
<center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 14px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>SPIRITO</td>
<td>Debole + Forte</td>
</tr>
<tr>
<td>MATERIA</td>
<td>Forte + Gravitazionale</td>
</tr>
<tr>
<td>MENTE</td>
<td>Gravitazionale + Elettromagnetica</td>
</tr>
<tr>
<td>ANIMA</td>
<td>Elettromagnetica + Debole</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p><br/><br />
Vediamo che l&#8217;interazione DEBOLE è comune e allo SPIRITO e all&#8217;ANIMA.<br />
L&#8217;interazione FORTE allo SPIRITO e alla MATERIA.<br />
L&#8217;interazione GRAVITAZIONALE alla MATERIA e alla MENTE.<br />
L&#8217;interazione ELETTROMAGNETICA alla MENTE e all&#8217;ANIMA.</p>
<p>Dal che parrebbe di evincere che tra queste quattro Forze l&#8217;interazione DEBOLE, trasformativa della materia/particelle, è quella che racchiude/rappresenta il mistero/inizio della Vita, è quella &#8220;atavica&#8221; o &#8220;primordiale&#8221;.</p>
<hr/>
<p>Liberamente tratto da: “<em>La freccia del Sagittario</em>”, di Renzo Baldini, Pagnini, Firenze 2003.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La casa di Dio</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/la-casa-di-dio/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/la-casa-di-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 May 2016 11:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[case derivate]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Case Derivate sono un sistema di lettura del Tema astrale già conosciuto dagli antichi ma che è stato modernamente sistematizzato dall’astrologo francese Eudes Picard (1867-1932). Tutto poggia sul fatto che ogni Casa può essere vista come una “Prima Casa”, così che la successiva diventa una “Seconda”, quella dopo una “Terza”, ecc. In pratica ogni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Case Derivate</strong> sono un sistema di lettura del Tema astrale già conosciuto dagli antichi ma che è stato modernamente sistematizzato dall’astrologo francese Eudes Picard (1867-1932).<span id="more-2630"></span></p>
<p>Tutto poggia sul fatto che ogni Casa può essere vista come una “Prima Casa”, così che la successiva diventa una “Seconda”, quella dopo una “Terza”, ecc. </p>
<p>In pratica ogni Casa assume un valore a se stante, così che possiamo contare la successione delle Case da qualsiasi punto del Tema: in questo modo la Casa di partenza diventa il soggetto della questione, così che le successive Case contate a partire da questa diventano le sue “derivate”. </p>
<p>Ciò è possibile perché ogni Casa ha un suo preciso significato, e infatti in un Tema Astrale noi vediamo non solo il soggetto titolare di questo Tema (Casa Prima) ma anche, ad esempio, i suoi fratelli (Casa Terza), oppure i suoi genitori (Casa Quarta), o ancora il suo partner (Casa Settima) o i suoi amici (Casa Undicesima), ecc. </p>
<p>Così facendo però noi abbiamo preso la Prima Casa come rappresentante del soggetto in questione, quindi come punto di partenza, ma se invece del soggetto titolare del Tema volessimo indagare sui suoi fratelli, allora dovremmo prendere come punto di partenza la Terza Casa, che così diverrebbe la “Casa Prima” dei fratelli; in tal modo, ad esempio, se voglio sapere qualcosa sui figli di mio fratello, siccome i figli si leggono nella Casa Quinta, dovrò contare cinque Case a partire dalla Terza, e mi fermerò alla Settima che in questo caso mi darà informazioni sui figli di mio fratello. </p>
<p>In pratica il significato delle Case non cambia: la Nona rimane sempre una Casa che ha a che fare con i viaggi, la Quinta con i figli, la Seconda con il denaro guadagnato, ecc.; quello che cambia è “il soggetto”, cioè il punto di partenza del conteggio delle Case. </p>
<p>Utilizzando questo sistema è possibile ampliare di molto il significato delle Case con notevole guadagno per l’analisi stessa del Tema, ma anche accedere a informazioni celate all’interno dello Zodiaco altrimenti non reperibili o percepibili. </p>
<p>Prendiamo ad esempio la <strong>Nona Casa</strong>.<br />
Gli antichi chiamavano questo settore “<strong>Dio</strong>”. Possiamo quindi prendere questo come <strong>Prima Casa di Dio</strong>. Se ora da qui andiamo avanti <strong>quattro Case</strong> dovremmo trovare la “casa” di Dio, la sua Quarta Casa, cioè <strong>dove abita Dio</strong>. Quattro Case avanti arriviamo alla <strong>Dodicesima</strong>, la Casa degli <strong>emarginati</strong>, dei <strong>reietti</strong>, degli <strong>ultimi della società</strong>. È lì che abita Dio, e, se ci pensate, questo è <strong>cristianamente</strong> ineccepibile: Dio abita in mezzo agli ultimi, ovvero: «<em>Beati gli ultimi perché saranno i primi nel Regno dei Cieli</em>» . La Dodicesima è quindi il <strong>Regno dei Cieli</strong>, né più né meno, e quella sarà la Prima Casa degli ultimi. </p>
<p>Possiamo anche andare avanti. Se dalla Dodicesima passiamo alla <strong>Prima Casa</strong> saremo al cospetto della <strong>Quinta</strong> partendo da Dio (che era la Nona), e la Quinta è la <strong>Casa dei figli</strong>, no?: ecco che in <strong>Prima Casa</strong> vediamo il <strong>Figlio di Dio.</strong> Ma se la Prima Casa è in analogia con il primo Segno, l’<strong>Ariete</strong>, allora l’Ariete simboleggia il Figlio di Dio, ed ecco l’<strong>Agnello di Dio</strong>. </p>
<p>Potremmo continuare e scoprire molti altri elementi relativi ad altre Case.<br />
Credo concordiate che tutto questo apre nuovi scenari entro i quali lo studioso di astrologia può inoltrarsi scoprendo via via elementi e informazioni a prima vista non visibili ma che lo Zodiaco racchiude dentro se stesso da millenni. Buon viaggio! </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Le unioni civili</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/le-unioni-civili/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/le-unioni-civili/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 May 2016 09:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[parte del partner]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>

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		<description><![CDATA[La Camera dei Deputati ha dato il via libera alle unioni civili anche in Italia. La fine delle votazioni quindi l’approvazione della legge è avvenuta l’11 maggio 2016 alle ore 19.44. Se costruiamo il Tema di quel momento vediamo un Ascendente in Scorpione (a 15° 29’) e Sole, Mercurio e Venere in Settima Casa (matrimonio, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La Camera dei Deputati ha dato il via libera alle <strong>unioni civili</strong> anche in Italia. La fine delle votazioni quindi l’approvazione della legge è avvenuta l’11 maggio 2016 alle ore 19.44.</p>
<p><span id="more-2618"></span></p>
<p>Se costruiamo il Tema di quel momento vediamo un Ascendente in <strong>Scorpione</strong> (a 15° 29’) e Sole, Mercurio e Venere in <strong>Settima Casa</strong> (matrimonio, unioni). Questi astri sono poi in trigono a Giove e a Plutone, formando così un Grande Trigono di Terra. </p>
<p>Una cosa interessante, e che fa capire la portata storica e innovativa di questo evento, è che il <strong>Sole</strong> (qui a 21° 27’ Toro) si trova esattamente congiunto all’asteroide <strong>(1809) Prometheus</strong>, e dico esattamente perché questo pianetino è a 21° 27’ Toro!<br />
È un asteroide “uraniano”, innovativo, di rottura, di liberazione.</p>
<p>Utilizzando poi le <strong>Parti Arabe</strong> troviamo un altro elemento interessante e che ben si inserisce e soprattutto definisce l’evento: la <strong>Parte di Matrimonio</strong> (o delle Unioni) a 16° 34’ dello Scorpione, <strong>congiunta all’Ascendente</strong>!</p>
<p>Continuando, troviamo la <strong>Parte del Partner</strong> a 15° 47’ <strong>Gemelli</strong>, e posizione più eloquente non poteva esserci visto che se il <strong>matrimonio</strong>, come istituzione, è in <strong>Bilancia</strong>, le <strong>unioni civili</strong> sono in <strong>Gemelli</strong>.</p>
<p>Aspettiamo comunque l’entrata in vigore della legge (che avverrà quindici giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), e vediamo anche lì come sarà il cielo.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/05/Unioni_civili-e1463132552764.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/05/Unioni_civili-e1463132552764.jpg" alt="Unioni_civili" width="500" height="434" class="aligncenter size-full wp-image-2616" /></a></p>
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		<title>Herbert Freiherr von Klöckler (1896-1950)</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2016 22:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[1896]]></category>
		<category><![CDATA[26 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[von Klöckler]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 120 anni fa, il 26 aprile 1896, a Dresda, nasceva il medico e astrologo tedesco Herbert Freiherr von Klöckler. Era figlio d’arte, essendo sua madre, la baronessa Irene Buffleb-Scanavi, una provetta astrologa, autrice di numerosi articoli e testi astrologici. Suo padre era il barone Raymond Eugène Marie Guilleaume Klöckler di Veldegg e Münchenstein. I [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 120 anni fa, il <strong>26 aprile 1896</strong>, a Dresda, nasceva il medico e astrologo tedesco Herbert Freiherr von Klöckler. Era figlio d’arte, essendo sua madre, la baronessa Irene Buffleb-Scanavi, una provetta astrologa, autrice di numerosi articoli e testi astrologici. <span id="more-2574"></span></p>
<p>Suo padre era il barone Raymond Eugène Marie Guilleaume Klöckler di Veldegg e Münchenstein.<br />
I due però divorziarono molto presto e il piccolo Herbert visse con sua madre.<br />
Fu lei a introdurlo allo studio dell’astrologia. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Klockler2.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Klockler2.jpg" alt="Klockler2" width="180" height="248" class="alignleft size-full wp-image-2573" /></a>
<p>È stato uno fra i più grandi riformatori, in direzione scientifica e sperimentale, dell’astrologia. Molte delle sue tesi e idee le condensò nel libro “<em>Astrologie als Erfahrungswissenschaft</em>” del 1927 (trad. it. “<em>Astrologia scienza sperimentale</em>”, Mediterranee 1993). Nel 1925 fondò a Lipsia la rivista “<em>Sterne und Mensch</em>”, aggregando intorno a essa un gruppo di studiosi protesi verso il non facile tentativo di dare all’astrologia un carattere scientifico. Famoso il suo “<em>Kursus der Astrologie</em>” in tre volumi del 1929 (trad. it. “<em>Corso di Astrologia</em>”, Mediterranee 1979), testo che venne subito adottato dalla Deutsche Astrologische Gesellschaft, l’associazione degli astrologi tedeschi.</p>
<p>Herbert von Klöckler fu un attento studioso, ricercatore e analizzatore; le sue statistiche, le sue sperimentazioni, erano tutte volte a sfrondare l’astrologia da quelle zavorre che secondo il suo pensiero ne impedivano l’accesso fra le discipline scientifiche. </p>
<p>Ecco come, secondo lui, deve essere colui che si appresta a svolgere la professione di astrologo: </p>
<blockquote><p><em>L’attivita onnilaterale dell’astrologo richiede qualità che l’uomo medio non possiede. Oltre a vaste e profonde conoscenze scientifiche, psicologiche e filosofiche, l’astrologo praticante deve possedere un’alta preparazione in campo psicologico. Per giunta dev’essere pienamente consapevole dei limiti del suo sapere e dei suoi poteri, dev’essere animato da un onesto e sincero amore per la verità e deve informare sui limiti delle proprie capacità e dell’astrologia moderna anche le persone che si affidano a lui. Deve rendersi conto sia del fatto che la sua attività consiste unicamente nel cercare fra mille possibilità quelle che hanno la maggiore probabilità di corrispondere al vero, che del fatto che non è in grado di enunciare certezze. È  indubbia la sua professionalità solo quando l’astrologo praticante possiede queste qualità. E solo in questo caso è giustificata la fiducia che ripongono in lui le persone che lo consultano</em> (“<em>Astrologia scienza sperimentale</em>”, op. cit., p. 126).</p></blockquote>
<p>È deceduto nel 1950. Qui sotto il suo Tema natale.</p>
<p><br/><br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Klockler_Tema-e1460907243388.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Klockler_Tema-e1460907243388.jpg" alt="Klockler_Tema" width="600" height="522" class="aligncenter size-full wp-image-2571" /></a></p>
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		<title>Le Effemeridi. Breve storia</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 12:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
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		<description><![CDATA[Il termine “effemeride” viene dal greco ephēmeris, col significato di “diario”, “registro quotidiano”, e si riferiva a una tavola dove anticamente venivano annotati giorno per giorno gli atti del re. Col tempo questo termine andò a significare delle tabelle dove erano elencate, dagli antichi sacerdoti-astronomi, le posizioni dei corpi celesti. Ovviamente queste tabelle, per poter [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine “effemeride” viene dal greco <em>ephēmeris</em>, col significato di “diario”, “registro quotidiano”, e si riferiva a una tavola dove anticamente venivano annotati giorno per giorno gli <strong>atti</strong> del re. <span id="more-2588"></span></p>
<p>Col tempo questo termine andò a significare delle <strong>tabelle</strong> dove erano elencate, dagli antichi sacerdoti-astronomi, le posizioni dei <strong>corpi celesti</strong>. Ovviamente queste tabelle, per poter assolvere al loro compito, dovevano fare affidamento su due fattori imprescindibili e cioè un’accurata osservazione del cielo e soprattutto una buona conoscenza dei moti planetari. Altrettanto ovvio è che più queste conoscenze andavano avanti più le tabelle planetarie guadagnavano in precisione, così che da Tolomeo ai giorni nostri si possono contare un alto numero di questo tipo di pubblicazioni.<br />
Oggi abbiamo Effemeridi astrologiche molto precise che possono coprire qualsiasi anno, sia passato sia futuro. Rimanendo alle Effemeridi storiche, ecco in ordine cronologico quelle più conosciute:</p>
<p><br/></p>
<p>
<h6><strong>Tavole di al-Battānĭ</strong></h6>
<p>Vennero redatte dall’astronomo, matematico e astrologo <strong>Muhammad ibn Giābir al-Harrānĭ al-Battānĭ</strong> (858-929), conosciuto con il nome latinizzato di <strong>Albatenius</strong>, nato a <strong>Harrān</strong> (Mesopotamia settentrionale, oggi in Turchia al confine con la Siria). Il suo “<em>Kitab az-Zij</em>” (Libro delle Tavole) venne tradotto in latino da <strong>Platone di Tivoli</strong> nel 1116 con il titolo “<em>De motu stellarum</em>”: in esso venivano esposti, tra l’altro, perfezionamenti della durata dell’anno, della precessione degli equinozi e un catalogo di 489 stelle.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_2_Al-Battani.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_2_Al-Battani.jpg" alt="Effem_2_Al Battani" width="240" height="324" class="alignleft size-full wp-image-2580" /></a>La città dove era nato al-Battānĭ, cioè <strong>Harrān</strong>, era da secoli un luogo molto particolare, centro di diffusione delle tradizioni <strong>ermetico-astrologiche</strong>: in essa abitavano i <strong>Sabei</strong>, una folta comunità di fedeli gnostici dediti al culto degli astri, della Luna in particolare, custodi delle antiche tradizioni astrologiche caldee: nel loro tempio principale, sul portale, si trovavano due scritte che come riferito dallo storico e geografo arabo al-Mas’ūdī (897-957) così recitavano: «<em>Colui che conosce la sua natura diventa Dio</em>» e «<em>L’uomo è una pianta celeste con la radice rivolta verso il Cielo</em>».<br />
Da considerare che quando l’imperatore Giustiniano chiuse la <strong>scuola platonica</strong> di Atene (529 d.C.) essa si trasferì prima a Alessandria d’Egitto, poi a Antiochia infine a Harrān, destinazione quest’ultima quasi obbligatoria visto che già da parecchi secoli stavano confluendo in quella città tradizioni diverse che ne avevano fatto un centro di notevole cultura.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Tavole Hakemite</strong></h6>
<p>Vennero redatte a Il Cairo (Egitto) dal grande astronomo e astrologo egiziano <strong>Abu’l-Hasan ‘Ali Ibn ‘Abd al-Rahman Ibn Ahmad Ibn Yunus al-Sadafi al-Misri</strong> (950-1009), conosciuto anche solo come <strong>Ibn Yunus</strong>. Furono chiamate “Hakemite” perché dedicate al califfo al-Hakim (“<em>al-Zij al-Hakimi al-kabir</em>”). Iniziate circa nel 990 per ordine del califfo fatimide al-Aziz, furono da Ibn Yunus completate nel 1007 sotto il califfato del figlio di quest’ultimo, al-Hakim. Composte da ottantuno capitoli, contenevano, oltre alle tavole planetarie e stellari e calcoli astrologici, osservazioni di eclissi, congiunzioni, miglioramenti di alcuni parametri celesti come l’inclinazione dell’eclittica e il valore della precessione. Furono la base per le più conosciute Tavole Alfonsine.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_3_Ibn-Yunus.png"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_3_Ibn-Yunus.png" alt="Effem_3_Ibn Yunus" width="172" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2581" /></a>Di Ibn Yunus si dice che fosse una persona <strong>eccentrica</strong>, poco curante del proprio vestiario, perennemente <strong>distratta</strong> nelle piccole incombenze quotidiane ma attenta e rigorosa in quelle celesti.<br />
Si racconta che morì nel <strong>giorno esatto</strong> che aveva predetto: una settimana prima del fatale evento si chiuse in casa recitando continuamente i versetti del Corano (ma forse è una leggenda anche perché di altri astronomi arabi vien detta la stessa cosa).<br />
Si dice che molte delle sue preziose carte, dei suoi appunti, vennero sconsideratamente <strong>dispersi</strong></strong> dal figlio che li vendette per pochi spiccioli nei vari mercati della zona.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Tavole Toledane</strong></h6>
<p>Chiamate così perché vennero redatte a <strong>Toledo</strong> (Castiglia, Spagna). L’autore fu l’astronomo e astrologo arabo-ispanico <strong>Abū Ishāq Ibrāhīm ibn Yahyā al-Naqqāsh al-Zarqālī</strong></strong> (1028-1087), conosciuto come Azarchel o <strong>Arzachel</strong>. Fra le altre cose contenevano alcune correzioni di dati anche geografici come ad esempio l’estensione del <strong>mar Mediterraneo</strong>, calcolata da Tolomeo in 62° e da al-Zarqālī corretta in 42°, dato molto vicino al reale; oppure il valore annuo del moto dell’<strong>apogeo solare</strong> da lui calcolato in 12”, valore reale. Le Tavole di Toledo furono tradotte in latino da uno dei più famosi traduttori italiani di opere scientifiche, <strong>Gherardo da Cremona</strong> (1114-1187). Le Tavole di Toledo furono, all’epoca, la più accurata compilazione di dati astronomici che l’Europa avesse mai visto e servirono anch’esse, come le Hakemite, come base per le più conosciute Tavole Alfonsine.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_4_Al-Zarqali-e1461410914444.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_4_Al-Zarqali-e1461410914444.jpg" alt="Effem_4_Al Zarqali" width="200" height="139" class="alignleft size-full wp-image-2582" /></a>Al-Zarqālī fu anche l’autore (1070 ca.) di un perfezionameto dell’<strong>astrolabio</strong>, strumento astronomico-nautico utilizzato per misurare l’altezza degli astri sull’orizzonte, rendendo il suo utilizzo universale, cioè adatto a qualsiasi latitudine: in quelli precedenti era infatti necessario cambiare la lamina delle latitudini a seconda del luogo di osservazione. Questo strumento venne da lui chiamato “<em>al-abbadiya</em>” in onore di al-Mu’tamid b. ‘Abbād, re di Siviglia. Lo stesso strumento è conosciuto anche come <em>Shafiah</em> o <em>Saphea</em> (da as-safīhah, “la lamina”) <em>di Arzachel</em>.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Tavole Alfonsine</strong></h6>
<p>Redatte a Toledo (Castiglia, Spagna) intorno al 1252 da una squadra di astronomi/astrologi di alto valore che facevano parte della famosa “Scuola dei Traduttori di Toledo” sotto la supervisione dell’astronomo arabo <strong>Ishak ben Said</strong> e dell’astronomo ebreo <strong>Yehuda ben Moshek Cohen</strong>.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_5_Alfonso-X-e1461410848176.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_5_Alfonso-X-e1461410848176.jpg" alt="Effem_5_Alfonso X" width="150" height="252" class="alignleft size-full wp-image-2583" /></a>Furono volute, sponsorizzate e organizzate dal <strong>re Alfonso X</strong> di Castiglia e León (1221-1284) detto “Il Saggio”. Alfonso X fu un re molto attento alla cultura, amante dell’astronomia e dell’astrologia, lui stesso autore di poesie e trattati; spesse volte partecipava personalmente, dando anche fattivi contributi letterari, al lavoro dei suoi traduttori.<br />
Le Tavole Alfonsine seguivano la teoria astronomica di <strong>Tolomeo</strong> ma correggendone e aggiornandone alcune parti come ad esempio la durata dell’anno solare o il valore della precessione. Ebbero un’enorme importanza per la storia dell’astronomia europea e furono le <strong>prime</strong> redatte nell’occidente cristiano e le prime ad avere contratto e poi “europeizzato” i lunghi nomi arabi delle stelle. Fino a Kepler furono le uniche Tavole a uso e consumo degli astronomi e astrologi europei.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Tavole il-khaniche</strong></h6>
<p>Redatte nel 1272 presso l’Osservatorio astronomico di <strong>Maragha</strong> (Persia, oggi Azerbaigian, Iran) dall’astronomo, matematico e astrologo persiano <strong>Nasir al-Din al-Tusi</strong> (1201-1274). L’Osservatorio venne da lui stesso fondato nel 1259 grazie agli aiuti economici del condottiero mongolo <strong>Hulagu Khan</strong>, nipote di Gengis Khan, a quel tempo signore del khanato mongolo in Persia. Le Tavole il-khaniche contenevano, oltre ovviamente a tavole planetarie di estrema precisione, un fornitissimo <strong>catalogo stellare</strong>; si evidenziavano, oltre che per le accurate e rigorose esposizioni astronomico-matematiche, anche per certe <strong>critiche</strong> che al-Tusi e i suoi collaboratori fecero ad alcuni postulati tolemaici contenuti nell’<em>Almagesto</em>.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_6_Al-Tusi-e1461411032435.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_6_Al-Tusi-e1461411032435.jpg" alt="Effem_6_Al Tusi" width="240" height="195" class="alignleft size-full wp-image-2584" /></a>Al-Tusi era uno <strong>sciita</strong> che durante il sacco di <strong>Baghdad</strong> (1258) a opera dei <strong>Mongoli</strong> riuscì a salvare alcuni preziosi manoscritti astrologico-astronomici che erano custoditi nella <strong>Casa della Sapienza</strong> (“Bayt al-Hikma”), la più grande e fornita <strong>biblioteca</strong> (ma anche università) del mondo arabo-islamico, prima che questa venisse distrutta dalle truppe mongole. Quei volumi (si dice circa quarantamila) andarono poi a costituire la biblioteca dell’Osservatorio di Maragha.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Tavole di Regiomontano</strong></strong></h6>
<p>Furono redatte nel 1474 a Norimberga (Germania) dall’astronomo e astrologo tedesco <strong>Johannes Müller</strong> (1436-1476), conosciuto come <strong>Regiomontano</strong>.<br />
Erano Effemeridi <strong>giornaliere</strong> con le longitudini e le latitudini dei pianeti e con le date delle eclissi. Il titolo di esse, “<em>Ephemerides astronomicae, ab anno 1475 ad annum 1506</em>”, ci dice che coprivano gli anni dal 1475 al 1506. Basate sulle <strong>Tavole Alfonsine</strong>, furono in pratica le prime Effemeridi planetarie a riscuotere un vero interesse scientifico, utilizzate anche da <strong>Cristoforo Colombo</strong> e <strong>Amerigo Vespucci</strong>.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_7_Regiomontano-e1461411094155.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_7_Regiomontano-e1461411094155.jpg" alt="Effem_7_Regiomontano" width="140" height="185" class="alignleft size-full wp-image-2585" /></a>Regiomontano fu un grande astronomo e <strong>astrologo</strong>: suo uno dei metodi di <strong>domificazione</strong> del Tema natale, che si basa sulla divisione dell’<strong>equatore celeste</strong>; in pratica, partendo dal meridiano, l’equatore viene segnato a intervalli di 30° e su questi punti vengono fatti passare i cerchi di posizione; i punti in cui questi cerchi incontrano l’eclittica rappresentano le cuspidi delle dodici Case. Ascendente e Medio Cielo risulteranno dall’intersezione con l’eclittica di quei grandi cerchi di posizione che sono l’orizzonte e il meridiano.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Tavole Pruteniche</strong></h6>
<p>Vennero redatte a Wittenberg ma pubblicate a Tübingen nel 1551 dall’astronomo e matematico tedesco <strong>Erasmus <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_8_Reinhold-e1461411221278.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_8_Reinhold-e1461411221278.jpg" alt="Effem_8_Reinhold" width="80" height="114" class="alignleft size-full wp-image-2586" /></a>Reinhold</strong> (1511-1553), docente di matematica all’Università di Wittenberg. Furono così chiamate in onore del duca Alberto di Prussia (“<em>Prutenicae tabulae coelestium motuum</em>”). Si basavano sui parametri astronomici del &#8220;<em>De Revolutionibus</em>&#8221; di <strong>Copernico</strong>, nonostante Reinhold appoggiasse la teoria geocentrica.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Tavole Rudolfine</strong></h6>
<p>Redatte a Linz ma pubblicate a Ulm in Germania nel 1627 dal matematico, astronomo e astrologo tedesco  <strong>Johannes Kepler</strong> (1571-1630), così chiamate in onore dell’imperatore <strong>Rodolfo II d’Asburgo</strong> (“<em>Tabulae Rudolphinae</em>”). In queste Effemeridi Kepler utilizzò le sue leggi sul <strong>moto planetario</strong>, così che le longitudini dei pianeti risultavano più precise che nelle precedenti Effemeridi grazie all’uso delle orbite planetarie ellittiche e all’equazione per l’anomalia eccentrica che porta il suo nome; una novità inserita da Kepler fu poi l’utilizzo dei logaritmi per facilitare il calcolo; una straordinaria conferma della validità dei suoi parametri e calcoli la si ebbe quando l’astronomo e astrologo francese <strong>Pierre Gassendi</strong> (1592-1655) osservò il 7 novembre 1631 il transito di <strong>Mercurio</strong> sul disco solare, così come <strong>previsto</strong> dalle Effemeridi di Kepler (che purtroppo era morto l’anno prima): questo fece accettare unanimemente sia le Effemeridi di Kepler sia le sue tre leggi dei moti planetari.<br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_9_Kepler-e1461411328969.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/04/Effem_9_Kepler-e1461411328969.jpg" alt="Effem_9_Kepler" width="170" height="233" class="alignleft size-full wp-image-2587" /></a>A Johannes Kepler si devono infatti le tre celebri <strong>leggi</strong> sui moti dei pianeti: 1) l’orbita descritta da un pianetta è un’ellisse di cui il Sole occupa uno dei due fuochi; 2) il raggio vettore che unisce il centro del Sole con il centro del pianeta descrive aree uguali in tempi uguali; 3) i quadrati del tempo che i pianeti impiegano a percorrere le loro orbite intorno al Sole sono proporzionali al cubo delle loro distanze medie dal Sole.<br />
Fu altresì autore di testi nei quali trattava anche di astrologia come: “<em>Mysterium Cosmographicum</em>” (1597), “<em>De Fundamentis Astrologiae Certioribus</em>” (1601), “<em>Tertius Interveniens</em>” (1610).</p>
<p><br/></p>
<p>Ma molti altri astrologi/astronomi si cimentarono nella pubblicazione di Effemeridi, fra i quali, in Italia e nel corso del XVI e XVII secolo, <strong>Andrea Argoli</strong>, <strong>Giovanni Battista Carelli</strong>, <strong>Luca Gaurico</strong>, <strong>Giovanni Antonio Magini</strong>, <strong>Eustachio Manfredi</strong>, <strong>Flaminio Mezzavacca</strong>, <strong>Giuseppe Moleti</strong>, <strong>Geminiano Montanari</strong>, <strong>Francesco Montebruno</strong>, <strong>Nicola Simi</strong> e tanti altri (maggiori info su questi personaggi nel mio libro di prossima pubblicazione, un “dizionario degli astrologi italiani” dal titolo: “<em>Astrologia Italica. Dal X al XVII secolo</em>”, ed. Pagnini).</p>
<p>Oggi abbiamo ottime Effemeridi astrologiche, sia online (<a href="http://www.astro.com/swisseph/swepha_e.htm" target="_blank">http://www.astro.com/swisseph/swepha_e.htm</a>) sia cartacee  come &#8220;<em>The New International Ephemerides</em>&#8221; delle edizioni St. Michel/Aureas.</p>
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		<title>Lorenzo Guiducci, priore e astrologo</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 22:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[basilica san lorenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo bonincontri]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo guiducci]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche i sacerdoti si interessano, e si sono interessati, di astrologia. E sono molti. Pescando nel passato troviamo ad esempio il sacerdote Lorenzo Guiducci, priore della basilica di San Lorenzo in Firenze. Proprio oggi ricorrono i 520 anni dalla sua morte, avvenuta il 14 aprile 1496. Era nato nella località di Cornia (parrocchia di San [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche i sacerdoti si interessano, e si sono interessati, di <strong>astrologia</strong>. E sono molti. Pescando nel passato troviamo ad esempio il sacerdote <strong>Lorenzo Guiducci</strong>, priore della basilica di <strong>San Lorenzo</strong> in <strong>Firenze</strong>. Proprio <strong>oggi</strong> ricorrono i <strong>520 anni</strong> dalla sua <strong>morte</strong>, avvenuta il <strong>14 aprile 1496</strong>.<span id="more-2549"></span></p>
<p>Era nato nella località di <strong>Cornia</strong> (parrocchia di San Niccolò a Cornia), vicino al paese di <strong>Dicomano</strong> (Firenze).<br />
Il 15 gennaio 1473 venne eletto <strong>canonico</strong> della basilica di San Lorenzo, per poi assumere la carica di <strong>priore</strong> il 6 agosto 1482.</p>
<p>Come ci informa il letterato e bibliofilo fiorentino Domenico Moreni (1763-1835), don Guiducci fu «<em>insigne Astrologo, Mattematico, e diligente Calligrafo</em>» <a href="#nota1" name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Era amico di <strong>Marsilio Ficino</strong> il quale molto lo stimava apprezzando la sua conoscenza astrologica.<br />
Possedeva una <strong>biblioteca</strong> di tutto rispetto comprendente molti testi di astrologia; lui stesso spese molti anni della sua vita a ricopiare e trascrivere <strong>opere astrologiche</strong> di alto valore, in tutte segnando la <strong>data</strong> ma anche l’<strong>ora</strong> nella quale terminava il lavoro, per esempio in uno scritto da lui ricopiato dell’astrologo e poeta samminiatese <strong>Lorenzo Bonincontri</strong> (1410-1491), il &#8220;<em>Laurentii Bonincontrii Miniatensis super Centiloquio Ptolemaei</em>&#8220;, dove alla fine leggiamo:</p>
<blockquote><p><em>Transcriptum per me Laurentium Silvestri Canonicum Ecclesiae Sancti Laurentii Florentiae die X. Maii 1477. hora 23. ½</em>.</p></blockquote>
<p>Di suo pugno abbiamo solo un testo teologico del 1482: “<em>Laurentii Sacerdotis indigni Opusculum, in quo agitur de Deo, de Angelis, de Anima, &amp; de aeterna Felicitate</em>”, dove anche qui, alla fine, segna minuziosamente giorno e ora:</p>
<blockquote><p><em>Hic est opusculi finis scripti VIII. Idus Iulii MCCCCLXXXII. hora ferme XIII. Sixto Pontifice Maximo regnante. Datum apud Sanctum Laurentium Florentiae praedicta die</em>.</p></blockquote>
<p>Nella basilica di San Lorenzo, nella sala del Capitolo, dove è sepolto, troviamo un suo <strong>busto</strong> in cui è raffigurato con lo <strong>sguardo</strong></strong> rivolto al <strong>cielo</strong> e una <strong>sfera armillare</strong> in mano. Sotto l’effige leggiamo la seguente epigrafe <a href="#nota2" name="testo2">[2]</a>:</p>
<blockquote><p><em>
<p style="text-align: center;">Laurentius a Corna<br />
Sylvestri Guiducci filius, qui &amp; L. Cornius quandoque appellatur,<br />
Astrologus, &amp; Mathematicus aevo suo celeberrimus, pietate in Deum,<br />
in Proximum charitate summa clarissimus, ex huius Ecclesiae Canonico<br />
Prior designatur<br />
An. MCCCC [L] XXXII.</em></p></blockquote>
<hr />
<a name="nota1"></a>[1] DOMENICO MORENI, “<em>Continuazione delle memorie istoriche dell’Ambrosiana Imperial Basilica di S. Lorenzo di Firenze dalla erezione della chiesa presente a tutto il regno mediceo</em>”, 2 voll., presso Francesco Daddi in Borgo Ognissanti, Firenze 1816-1817, I, p. 150 (ristampa anastatica, Pagnini, Firenze 2005).<a href="#testo1">⇑</a><a name="nota1"></a><br />
<a name="nota1"></a>[2] PIER NOLASCO CIANFOGNI, “<em>Memorie istoriche dell’Ambrosiana R. Basilica di S. Lorenzo di Firenze</em>”, a cura di Domenico Moreni, presso Domenico Ciardetti in Borgo Ognissanti, Firenze 1804, p. 240 (ristampa anastatica, Pagnini, Firenze 2005).<a href="#testo2">⇑</a></p>
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		<title>Energie archetipiche</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/astrologia-dellanima-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 22:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
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		<description><![CDATA[La maggior parte delle Tradizioni esoteriche afferma che l’Uomo è composto da quattro “ingredienti”: Spirito, Anima, Mente e Corpo. Queste quattro componenti hanno un riscontro con quelli che sono gli “agenti” del Creato, cioè Fuoco, Acqua, Aria e Terra. Questi ultimi vanno poi a essere le immagini archetipiche sia delle quattro Forze della Natura, cioè [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La maggior parte delle Tradizioni esoteriche afferma che l’Uomo è composto da quattro “ingredienti”: <strong>Spirito</strong>, <strong>Anima</strong>, <strong>Mente</strong> e <strong>Corpo</strong>. Queste quattro componenti hanno un riscontro con quelli che sono gli “agenti” del Creato, cioè <strong>Fuoco</strong>, <strong>Acqua</strong>, <strong>Aria</strong> e <strong>Terra</strong>. </p>
<p><span id="more-2543"></span></p>
<p>Questi ultimi vanno poi a essere le immagini archetipiche sia delle quattro Forze della Natura, cioè <strong>Energia</strong>, <strong>Tempo</strong>, <strong>Spazio</strong> e <strong>Materia</strong>, sia delle quattro Forze fondamentali della fisica o Interazioni, cioè la <strong>Forza Nucleare Forte</strong>, la <strong>Forza Nucleare Debole</strong>, la <strong>Forza Elettromagnetica</strong> e la <strong>Forza Gravitazionale</strong>.<br />
Ecco che possiamo stilare la seguente tabella:</p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 14px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
	.tableizer-table td {
		padding: 4px;
		margin: 3px;
		border: 1px solid #CCC;
	}
	.tableizer-table th {
		background-color: #104E8B; 
		color: #FFF;
		font-weight: bold;
	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>FUOCO</td>
<td>SPIRITO</td>
<td>ENERGIA</td>
<td>INT. FORTE</td>
</tr>
<tr>
<td>TERRA</td>
<td>CORPO</td>
<td>MATERIA</td>
<td>INT. GRAVITAZIONALE</td>
</tr>
<tr>
<td>ARIA</td>
<td>MENTE</td>
<td>SPAZIO</td>
<td>INT. ELETTROMAGNETICA</td>
</tr>
<tr>
<td>ACQUA</td>
<td>ANIMA</td>
<td>TEMPO</td>
<td>INT. DEBOLE</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<p>Questa tabella ha un’enorme importanza perché ci dice, ancora una volta, come il nostro <strong>Tema astrale</strong> sia in stretta relazione con il <strong>Cosmo</strong>, con la Natura, con la <strong>Legge di Natura</strong> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. </p>
<p>Ci dice anche, a seconda del peso che hanno gli Elementi nel nostro Tema, se siamo più <strong>concentrati</strong> sul Corpo, sull’Anima, sulla Mente o sullo Spirito.<br />
Anche, se e dove possiamo vivere, a livello energetico, delle <em>défaillance</em>: a livello materiale quindi nel corpo oppure a livello spirituale, mentale o animico? Una corretta lettura del Tema ci può dire questo e altro <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Per avere una panoramica sulle Forze, gli Elementi e le relazioni tra loro rimando a quanto ho scritto nel mio libro “<em>La freccia del Sagittario</em>”.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota1">[2] Per avere spiegazioni sull’Anima e sul compito che a essa è stato assegnato potete fare affidamento sull’Astrologia dell’Anima.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Segni e Costellazioni?</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/segni-e-costellazioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 22:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[ariete]]></category>
		<category><![CDATA[cancro]]></category>
		<category><![CDATA[costellazioni]]></category>
		<category><![CDATA[precessione equinozi]]></category>
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		<description><![CDATA[È singolare, per non dire altro, che chi dà contro all’astrologia adducendo ad esempio ignoranze degli astrologi sulla precessione degli equinozi («Ma come! Dite ancora che chi è nato il 27 marzo è dell’Ariete? Ma non vi siete accorti che le costellazioni sono slittate all’indietro?») non sappia niente di astrologia. Ma come si fa a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È singolare, per non dire altro, che chi dà contro all’astrologia adducendo ad esempio ignoranze degli astrologi sulla precessione degli equinozi («<em>Ma come! Dite ancora che chi è nato il 27 marzo è dell’Ariete? Ma non vi siete accorti che le costellazioni sono slittate all’indietro?</em>») non sappia niente di astrologia.<span id="more-2532"></span><br />
Ma come si fa a dissertare su una materia che non si conosce e peggio ancora a criticarla? Eppure lo fanno.</p>
<p>Quando ci sono programmi in televisione che trattano di astrologia mica chiamano sempre l’astrologo; chiamano l’astronomo, il fisico, lo “scienziato” di turno. Sarebbe come se a un programma che vuole trattare di psicologia, psicanalisi, inconscio, chiamassero un anatomopatologo: «<em>Lei, caro dottore, che da anni studia l’essere umano e avrà dissezionato chissà quanti cadaveri, ci dica, cosa ne pensa di questo inconscio?</em>». «<em>Inconscio? Guardi, come lei ha detto io conosco perfettamente il corpo umano e le dico che mai e poi mai ho visto questo “inconscio” che dicono esserci: non c’è dentro al cuore, non c’è dentro al cervello, non c’è dentro al fegato. Che vuole che le dica. Sono tutte bufale</em>». E giù risate liberatorie del pubblico.</p>
<p>Certo, nessuno è senza colpa, e anche gli astrologi di colpe ne hanno eccome nell’aver contribuito, direttamente o indirettamente, a preparare la strada a questi “sapientoni”. </p>
<p>Ma dicevamo della “precessione”. È questo uno dei cavalli di battaglia di chi dà contro all’astrologia, cioè il fatto che quando il Sole, ad esempio, taglia l’equatore celeste passando da una declinazione sud a una nord, non si staglia più sullo sfondo della costellazione dell’Ariete ma di quella dei Pesci. Se l’astrologia tropicale usasse le costellazioni avrebbero ragione, quel Sole lo dovremmo dire essere in Pesci. Ma quando il Sole taglia in quel modo l’equatore siamo intorno al 21 marzo, inizio della primavera. Quel periodo dell’anno si chiamerà sempre Ariete a prescindere da quale costellazione ci sta dietro. Perché questo? </p>
<p>Per scoprirlo dobbiamo andare indietro nel tempo e fermarci a quando gli esseri umani dettero il via a queste rappresentazioni celesti. Difficile ovviamente sapere come il tutto nacque, ma qualche supposizione su come sono stati concepiti i Segni dello zodiaco possiamo farla. </p>
<p>Prendiamo ad esempio il Segno del <strong>Cancro</strong>.<br />
Quando i nostri antenati, millenni fa, studiavano il cielo e i movimenti degli astri, si erano accorti che nel periodo in cui il Sole era (o si avvicinava a essere) al massimo della sua forza “calorifera”, sembrava <strong>fermarsi</strong> per poi tornare <strong>indietro</strong> o comunque pareva spostarsi di lato: si dissero che questo comportamento ricordava il movimento dei <strong>granchi</strong> la cui andatura è in direzione laterale. <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/cancro.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/cancro.gif" alt="cancro" width="200" height="144" class="alignleft size-full wp-image-2531" /></a>Cosa fecero? In quel luogo del cielo, per ricordare a loro stessi e ai posteri in quale punto <strong>temporale</strong> e <strong>spaziale</strong> il Sole aveva quel comportamento, misero una specie di <strong>post-it</strong>, cioè collegarono tra loro alcune stelle così da fissare una figura che assomigliasse a un granchio o comunque alle sue chele. Quella zona di cielo e quel periodo stagionale si chiamarono da lì in poi Cancro. </p>
<p>Oppure prendiamo l’<strong>Ariete</strong>.<br />
Quando il Sole, intorno al 21 marzo, taglia l’equatore celeste fa uno scatto enorme di declinazione in direzione nord, cioè da 0° balza in un mese a 12°, quasi la metà del suo tragitto in ascesa, assomigliando – si dicevano – a un <strong>ariete</strong> che con la sua <strong>forza</strong> insita nella <strong>testa</strong> sfonda quella linea immaginaria celeste; anche lì, in quello spazio e in quel tempo, i nostri progenitori misero un <strong>post-it</strong> e lo <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/ariete.gif"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/ariete.gif" alt="ariete" width="200" height="145" class="alignright size-full wp-image-2530" /></a>chiamarono Ariete, cioè collegarono alcune stelle così da formare come delle corna arietine. Questo punto dell’anno avrà sempre nome Ariete perché è lì che ha inizio la primavera ed è lì che il Sole ha quel comportamento “arietino” di sfondamento. </p>
<p>Che poi queste costellazioni si siano spostate nei millenni non vuol dire che dobbiamo rincorrerle e chiamare il periodo intorno al 21 marzo Pesci, perché quel periodo non ha niente delle &#8220;caratteristiche&#8221; dei Pesci: quel periodo sarà sempre, nei millenni a venire, Ariete. Così come non chiameremo certo Gemelli il periodo in cui il Sole arriva al culmine della sua ascesa intorno al 21 giugno, pur in quel periodo trovandosi il Sole nella costellazione dei Gemelli.</p>
<p>Quindi all’astrologia, quella tropicale, non gliene importa niente delle costellazioni reali perché essa va dietro al comportamento del Sole, o meglio, al rapporto Terra/Sole, ché di questo si tratta, essendo l’astrologia di natura stagionale. Usiamo quindi i Segni e non le costellazioni, Segni che sono appunto “segni” cioè “segnali” messi in cielo dai nostri antenati e che “segnano” il percorso/comportamento del Sole. </p>
<p>Quindi chi, tra gli astronomi, astrofili e “scienzati”, si ostina a ripetere che gli astrologi sono ignoranti perché non sanno, i poverini, che il cielo si è “spostato”, non conosce l’astrologia, e se non la conosce, perché diavolo mai ne parla? Ah già, è un “anatomopatologo”, che diamine!</p>
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		<title>Il Capodanno del 25 marzo</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[25 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[annunciazione]]></category>
		<category><![CDATA[capodanno]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 25 marzo, giorno nel quale si celebra l’Annunciazione a Maria, indicava fino a qualche secolo fa il Capodanno in molte città italiane. Lo era ad esempio a Firenze e a Pisa, con la differenza però che a Pisa finiva l’anno che a Firenze invece iniziava. Da considerare che quest’anno, 2016, il 25 marzo è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 25 marzo, giorno nel quale si celebra l’Annunciazione a Maria, indicava fino a qualche secolo fa il <strong>Capodanno</strong> in molte città italiane. Lo era ad esempio a <strong>Firenze </strong>e a <strong>Pisa</strong>, con la differenza però che a Pisa finiva l’anno che a Firenze invece iniziava.<span id="more-2519"></span></p>
<p>Da considerare che quest’anno, 2016, il 25 marzo è anche il Venerdì santo. Da ciò lo spostamento liturgico dell’Annunciazione al 4 aprile, iniziando la Novena il 26 marzo.</p>
<p>Al riguardo, una annotazione: nel medioevo, ma anche dopo, una <strong>festa liturgica</strong> che si <strong>sovrapponeva</strong> ad un’altra <strong>non</strong> era considerato di buon auspicio, come ad esempio nel 1666 quando il giorno della festività di San Giovanni Battista (24 giugno) era anche quello in cui cadeva la celebrazione del Corpus Domini, coincidenza che era ulteriormente “aggravata” dal fatto che quell’anno portava in sé il “numero della Bestia”, il 666.</p>
<p>Ritornando a noi, il fatto che in questo 2016 il giorno dell’<strong>Incarnazione di Cristo</strong> sia anche il giorno della sua <strong>morte</strong>, non dà certo adito a pensieri positivi.</p>
<p>Ma ecco qui elencati i vari “Capodanno” adottati nel corso dei secoli.</p>
<p><strong>1° GENNAIO</strong> – L’uso di far iniziare l’anno al 1° gennaio si deve alla riforma calendariale attuata da Giulio Cesare. Rimase in auge fino alla caduta dell’Impero Romano allorquando le varie realtà locali, anche per togliersi di dosso le imposizioni romane, decisero di darsi un proprio Capodanno magari legandolo a precise festività cristiane. </p>
<p><strong>1° MARZO</strong> – <em>Stile veneto</em> – In uso nella Repubblica di Venezia dall’VIII secolo fino alla caduta della Serenissima avvenuta nel maggio 1797. Riprendeva il Capodanno del calendario romano di Numa.<br />
Il Capodanno nello stile veneto era in ritardo rispetto allo stile moderno (1° gennaio): in pratica se prendiamo come esempio l’anno 1730, nella Repubblica Veneta dal 1° gennaio al 28 febbraio era ancora il 1729. </p>
<p><strong>25 MARZO</strong> – <em>Stile pisano dell’Incarnazione</em> – Legato alla festa dell’Annunciazione a Maria. In uso a Pisa dal X secolo fino al 1749, quando il granduca di Toscana Francesco I di Lorena, con decreto del 20 novembre 1749, sancì che il 1° gennaio seguente avesse inizio, per tutta la Toscana, l’anno 1750. Lo stile pisano dell’Incarnazione venne adottato anche da altre città toscane e non, ovvero dai luoghi legati alla Repubblica Pisana, e cioè tutta la costa da Portovenere a Civitavecchia, le isole Gorgona, Elba, Capraia, Pianosa, Sardegna, Corsica e Baleari, le città di Gaeta, Reggio Calabria, Tropea, Trapani, Mazara, e poi in Tunisia, Algeria, Egitto, Palestina, Siria e Costantinopoli. Lo stile pisano era in uso anche a Milano almeno fino al X-XI secolo, quando la città lombarda passò a festeggiare il capodanno secondo lo stile della Natività fino al 1459, anno in cui adottò lo stile della Circoncisione (1° gennaio).<br />
Il calendario pisano era in anticipo rispetto al calendario moderno: se prendiamo come esempio l’anno 1730, dal 1° gennaio al 24 marzo era il 1730 anche per il calendario pisano, ma il 25 marzo iniziava il 1731. </p>
<p><strong>25 MARZO</strong> – <em>Stile fiorentino dell’Incarnazione</em> – Legato alla festa dell’Annunciazione a Maria. In uso a Firenze dal X secolo al 1749, quando il granduca di Toscana Francesco I di Lorena, con decreto del 20 novembre 1749, sancì che il 1° gennaio seguente avesse inizio, per tutta la Toscana, l’anno 1750. Lo stile fiorentino dell’Incarnazione era usato anche a Lucca, Pontremoli, Prato, Siena e nel senese, nella Val d’Elsa, ma anche a Cremona, Novara, Piacenza, Ravenna. L’inizio dell’anno al 25 marzo lo si aveva anche in Inghilterra e Irlanda (dal XII secolo), che passarono al 1° gennaio solo nel 1752.<br />
L’inizio dell’anno nel calendario fiorentino era in ritardo rispetto al calendario moderno: se prendiamo come esempio l’anno 1730, dal 1° gennaio al 24 marzo era per i fiorentini ancora il 1729, iniziando il 1730 il 25 marzo. </p>
<p><strong>PASQUA</strong> – <em>Stile Francese</em> – Usato in Francia dall’XI secolo e fino al 1564 (quando venne adottato lo stile della Circoncisione), seguiva la festa mobile della Pasqua, così che il Capodanno cadeva ogni volta in giorni diversi. In uso anche nei luoghi sotto il dominio francese.<br />
L’inizio anno era in ritardo rispetto allo stile della Circoncisione (1° gennaio): se prendiamo come esempio il 1510, dal 1° gennaio fino al sabato di Pasqua era ancora il 1509. Per tre anni (1282-1285) venne usato anche a Napoli, a opera del re di Napoli Carlo I d’Angiò.</p>
<p><strong>1° SETTEMBRE</strong> – <em>Stile bizantino</em> – Usato nell’Impero Romano d’Oriente insieme al “calendario bizantino” che faceva iniziare il computo degli anni dalla creazione del mondo secondo lo stile bizantino, datata al 5508 a.C. In uso anche nell’Italia del Sud (in special modo in Puglia, Calabria e Sicilia, almeno fino al XVI secolo); in Russia prevalse dal XII secolo fino al 1° gennaio 1700.<br />
L’inizio anno era in anticipo di quattro mesi rispetto allo stile moderno: se prendiamo come esempio il 1510, dal 1° gennaio fino al 31 agosto era il 1510 anche per lo stile bizantino, ma il 1° settembre iniziava il 1511.</p>
<p><strong>22 SETTEMBRE</strong> – <em>Stile francese repubblicano</em> – Calendario adottato dalla Rivoluzione Francese il 5 ottobre 1793 quando la Convenzione Nazionale decretò che l’inizio dell’era repubblicana quindi l’inizio dell’anno 1 venisse fissato al giorno della proclamazione della Repubblica, il 22 settembre 1792, giorno dell’equinozio di autunno.  Aveva molte assonanze con l’antico calendario egiziano. In questo calendario l’anno era composto da 12 mesi di 30 giorni ciascuno più 5 giorni chiamati ‘sanculottidi’ (6 negli anni bisestili, con il giorno in più chiamato ‘Giorno della Rivoluzione’) aggiunti all’ultimo mese per adeguarlo all’anno solare. Il giorno, che iniziava a mezzanotte (stile conosciuto come “ore alla francese”), era composto di 10 ore divise in decimi e centesimi (ogni ora aveva una durata pari alle nostre 2 ore e 24 minuti). Ogni mese era composto da 3 decadi (quindi la “settimana” durava 10 giorni); i nomi dei giorni della settimana si rifacevano al loro numero d’ordine: primidì, duodì, tridì, quartidì, quintidì, sextidì, septidì, octidì, nonidì, decadì (il pomeriggio del quintidì e tutto il decadì erano festivi). I nomi dei mesi furono cambiati e legati o al clima o a particolari accadimenti del periodo, ad esempio settembre venne chiamato vendemmiaio, dicembre venne chiamato nevoso. Infine fu tolto dal calendario qualsiasi riferimento a santi, feste religiose, ecc.<br />
Il nuovo calendario entrò ufficialmente in vigore il 24 novembre 1793 e uscì di scena il 1° gennaio 1806 (a parte una piccola parentesi durante la Comune di Parigi nel 1871) quando Napoleone ripristinò il calendario gregoriano. Da considerare che questo calendario fu in vigore anche in Italia nei territori a dominazione francese.</p>
<p><strong>25 DICEMBRE</strong> – <em>Stile della Natività</em> – Diffuso in molte città, ad esempio a Bologna e Milano dall’XI secolo fino a tutto il XV, a Roma dal X al XVIII secolo (ma solo negli atti civili, perché in quelli religiosi ogni Papa adottava lo stile che più gli era confacente ovvero quello usato nella propria città d’origine); usato anche in Austria, in Francia (almeno nell’età carolingia, dal 750 a tutto l’anno 1000, quando si passò allo stile pasquale), in Germania fino alla metà del XVI secolo (per passare poi allo stile moderno), in Inghilterra fino al XII secolo (per passare poi allo stile dell’Incarnazione), in Spagna dal XIV al XVII secolo.<br />
In pratica lo stile della Natività anticipava di una settimana l’inizio dell’anno secondo lo stile moderno.</p>
<p>Maggiori informazioni nel mio libro: “<em>Trattato Tecnico di Astrologia</em>”, ed. Hoepli.</p>
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		<title>La calunnia è un venticello&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 23:13:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[barbiere di siviglia]]></category>
		<category><![CDATA[calunnia]]></category>
		<category><![CDATA[cesare sterbini]]></category>
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		<description><![CDATA[Quest’anno ricorre il bicentenario dell’opera buffa “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini. Musicata su libretto di Cesare Sterbini l’opera ha al suo interno un’aria assai famosa. Eccola: […] La calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar. Piano piano, terra terra, sotto voce, sibilando, va scorrendo, va [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quest’anno ricorre il bicentenario dell’opera buffa “<em>Il Barbiere di Siviglia</em>” di <strong>Gioachino Rossini</strong>. Musicata su libretto di <strong>Cesare Sterbini</strong> l’opera ha al suo interno un’aria assai famosa.<span id="more-2508"></span></p>
<p>Eccola: </p>
<blockquote><p>[…] <em>La calunnia è un venticello, un’auretta assai gentile che insensibile, sottile, leggermente, dolcemente incomincia a sussurrar. Piano piano, terra terra, sotto voce, sibilando, va scorrendo, va ronzando; nelle orecchie della gente s’introduce destramente e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar. Dalla bocca fuori uscendo lo schiamazzo va crescendo: prende forza a poco a poco, vola già di loco in loco, sembra il tuono, la tempesta che nel sen della foresta, va fischiando, brontolando e ti fa d’orror gelar. Alla fin trabocca e scoppia, si propaga, si raddoppia e produce un’esplosione come un colpo di cannone, un tremuoto, un temporale, un tumulto generale, che fa l’aria rimbombar. E il meschino calunniato, avvilito, calpestato sotto il pubblico flagello per gran sorte va a crepar</em> […].</p></blockquote>
<p>Calunnia… calunnia… Beh, credo che molti, chi più chi meno, possono dire di essere stati vittime di questo “temporale”. Anche chi scrive, ovviamente: ci mancherebbe che mi fossi fatto mancare questa esperienza. Non sia mai! Fa parte del gioco. Prendere o lasciare. Senza contare gli ostacoli e gli ostruzionismi perpretati dai sempre presenti (ma nascosti nell’ombra) seguaci del capitano Boycott, azioni che già di per sé connotano chi le attua. Che dire? Mah! Verrebbe da dire: «<em>Fermate il mondo… voglio scendere</em>». E invece, alla fine, seppur sconsolatamente, diciamo: «<em>Andiamo avanti</em>».
<p/>
<p>Stessa frase, quest’ultima, che sicuramente avrà detto anche Rossini la sera della prima di questa sua opera, visto che fu un fiasco. Sì, un fiasco. Strano, vero? Eppure andò proprio così. E pensare che aveva <strong>Giove</strong> di transito in esatto trigono al <strong>Sole</strong> natale e <strong>Urano</strong> in esatta congiunzione alla <strong>Parte del Successo</strong> di nascita. E allora? Allora anche lì l’ebbero vinta i preconcetti e l’ostilità di buona parte del pubblico che non accettava che un “giovane” ardisse a «<em>presentarsi con un’opera sullo stesso soggetto che aveva reso celebre e amatissimo il compositore italiano Giovanni Paisiello (1740-1816). Costui era infatti autore di un Barbiere di Siviglia rappresentato per la prima volta a Pietroburgo nel 1782, ma nel 1816 ancora talmente popolare in Italia da far sembrare quasi provocatoria la messa in musica dello stesso argomento da parte di un compositore giovane, foss’anche dotato e affermato come il ventitreenne Rossini</em>» <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.
<p/>
<p>L’ebbero vinta per poco però, ché già dalle repliche successive fu, e i transiti suddetti erano lì a dimostrarlo, un trionfo.
<p/>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Tratto da: www.sergiosablich.org.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Informazioni Storiche (7)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 23:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[caterina de' medici]]></category>
		<category><![CDATA[colonna astrologica]]></category>
		<category><![CDATA[cosimo ruggeri]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>

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		<description><![CDATA[La colonna astrologica di Parigi. La fiorentina Caterina de’ Medici (1519 – 1589), figlia di Lorenzo II de’ Medici, era una grande appassionata di astrologia. Quando nel 1547 andò in sposa a Enrico II di Valois re di Francia trovò a Parigi un ambiente consono a questa sua passione giacché la famiglia Valois, già da [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La colonna astrologica di Parigi.</strong>
<p/>
<p>La fiorentina <strong>Caterina de’ Medici</strong> (1519 – 1589), figlia di Lorenzo II de’ Medici, era una grande appassionata di <strong>astrologia</strong>. Quando nel 1547 andò in sposa a Enrico II di Valois re di Francia trovò a Parigi un ambiente consono a questa sua passione giacché la famiglia Valois, già da secoli, già dai tempi di Cecco d’Ascoli, era fortemente interessata alla materia. <span id="more-2489"></span></p>
<p>Non perse quindi tempo a circondarsi di astrologi e a chiedere consulti ai più rinomati studiosi del tempo come Girolamo Cardano, Luca Gaurico, Nostradamus. Ma soprattutto si avvalse dei servigi di un astrologo fiorentino a lei caro, <strong>Cosimo Ruggeri</strong> (m. 1615).
<p/>
<p>Un giorno questi le predisse che sarebbe <strong>morta</strong> “vicino a Saint-Germain”.<br />
Siccome Caterina aveva un suo castello a Saint-Germain-en-Laye decise ovviamente di non andarci più, ma nemmeno se la sentì di vivere nel costruendo palazzo delle Tuileries visto che dipendeva dalla parrocchia di Saint-Germain-l’Auxerrois.
<p/>
<p>Cosa fece allora Caterina? Si fece costruire un nuovo palazzo privato, in centro a Parigi; acquistò così, in quello che oggi è il quartiere Les Halles, l’Hôtel Albret e  un convento femminile lì adiacente appartenente alla “Congregazione delle Figlie Penitenti”. I lavori dell’Hôtel de la Reine iniziarono nel 1572.
<p/>
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/Info_storiche_7_1-e1457259741606.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/03/Info_storiche_7_1-e1457259741606.jpg" alt="Info_storiche_7_1" width="220" height="302" class="alignleft size-full wp-image-2487" /></a>
<p>Due anni dopo, nel <strong>1574</strong>, Caterina, su precisa indicazione di Ruggeri, dette incarico all’architetto reale Jean Bullant di costruire, addossata al palazzo, una “misteriosa” <strong>colonna</strong> che oggi si pensa avesse funzioni di <strong>osservatorio</strong> astronomico/astrologico.
<p/>
<p>Il palazzo non esiste più (venne distrutto nel 1748) ma la colonna astrologica, passata indenne attraverso distruzioni e corsi e ricorsi della Storia, è ancora lì, intatta.<br />
Il “santo protettore” che la salvò dalla distruzione, acquistandola nel 1748, fu lo scrittore Louis Petit de Bachaumont che poi la donò alla città di Parigi.<br />
È oggi addossata all’edifico della Borsa Commerciale, in rue de Viarmes.
<p/>
<p>Alta <strong>31 metri</strong>, con un diametro di 3, ha al suo interno una scala a chiocciola formata da <strong>147 gradini</strong> che portano alla sua sommità dove troviamo una piattaforma protetta da una tettoia metallica che fungeva verosimilmente da punto di osservazione per l’astrologo Ruggeri. Alla scala vi si accedeva direttamente, tramite una galleria, dagli appartamenti della regina.
<p/>
<p>Comunque non è chiara la funzione che aveva la colonna: definirla semplicemente un osservatorio astronomico/astrologico è un po’ riduttivo, pur non escludendo ovviamente tale uso.<br />
Vista la figura di Ruggeri e i suoi studi si potrebbe pensare che la colonna racchiuda un “messaggio cifrato”, ad esempio che le sue <strong>misure</strong>, il numero degli scalini o altro possano indicare qualcosa magari riferito a Caterina, al suo <strong>oroscopo</strong>.
<p/>
<p>Sappiamo che ella nacque il 13 aprile (calendario giuliano) con il Sole a <strong>1° Toro</strong>; se calcolata da 0° Ariete questa collocazione solare corrisponde a 31°: la colonna è alta 31 metri. Potrebbe l’altezza riferirsi alla posizione <strong>solare</strong> natale di Caterina?
<p/>
<p>Non sappiamo l’ora di nascita della regina, anche se alcuni, come l’astrologo fiorentino Francesco Giuntini (1523 – 1590), davano le 05.23; altri (es. Gaurico) le 04.38; altre biografie le 09.00 o le 11.00.<br />
Potrebbe il numero dei <strong>gradini</strong> della scala a chiocciola indicare la sua <strong>ora natale</strong>? 147 sono i gradini, uguale quindi a 147° che conteggiati da 0° Ariete corrispondono a <strong>27° Leone</strong>. Potrebbero questi indicare i gradi del suo Segno ascendente? Se così fosse, la sua ora di nascita dovrebbe attestarsi intorno alle 13.10 locali.
<p/>
<p>Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi (ardite?), un tentativo di dare una delle spiegazioni all’innalzamento di questa colonna.
<p/>
<p>Ma questo agitare di case, palazzi e conventi le riuscì poi per non trovarsi “<strong>vicino a Saint-Germain</strong>”?<br />
Caterina morì il 5 gennaio 1589. Il giovane prete chiamato al suo capezzale non era conosciuto da Caterina, così lei gli chiese come si chiamasse: «<em>Madame, je m’appelle Julien de Saint-Germain</em>».<br />
Era alla fine. Ruggeri aveva ragione.</p>
<hr/>
<p><em>Foto: 1. www.go-today.com – 2. www.wikiwand.com/fr/Colonne_Médicis.</em></p>
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		<title>Pietro Angeli (1517 &#8211; 1596)</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2016 23:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[agostini venerosi della seta]]></category>
		<category><![CDATA[barga]]></category>
		<category><![CDATA[bargeo]]></category>
		<category><![CDATA[pietro angeli]]></category>
		<category><![CDATA[villa di corliano]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 420 anni fa, il 29 febbraio 1596, moriva a Pisa il poeta, umanista e astrologo Pietro Angeli. Era nato il 22 aprile 1517 a Barga (Lucca), per questo detto anche “il Bargeo”. Rimasto orfano in giovane età per la morte dei genitori durante la pestilenza del 1528, venne allevato dallo zio materno sacerdote che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 420 anni fa, il <strong>29 febbraio 1596</strong>, moriva a Pisa il poeta, umanista e astrologo <strong>Pietro Angeli</strong>. Era nato il 22 aprile 1517 a Barga (Lucca), per questo detto anche “il Bargeo”. Rimasto orfano in giovane età per la morte dei genitori durante la pestilenza del 1528, venne allevato dallo zio materno sacerdote che gli dette i primi rudimenti di latino e greco. </p>
<p><span id="more-2464"></span></p>
<p>Nel 1533 fu a Bologna a studiare Legge, materia che comunque non l’appassionava più di tanto seguendo invece con fervore e ammirazione le lezioni di Poetica e Retorica dell’umanista Romolo Amaseo, iniziando altresì a stendere i suoi primi componimenti poetici. </p>
<p>E furono proprio alcuni di questi a rendergli la vita non facile: si racconta infatti che <strong>innamoratosi</strong> della nobildonna Fiammetta Soderini iniziasse a diffondere versi non tanto diretti all’amata quanto <strong>infamanti</strong> il di lei marito, cosa che gli procurò non pochi guai che lo fecero decidere, probabilmente intorno al 1539, di lasciare Bologna. Rifugiatosi a Venezia fu al servizio dell’ambasciatore francese Guglielmo Pellicier presso la Serenissima, continuando anche i suoi studi umanistici. </p>
<p>Nel maggio 1542 fu a Costantinopoli al seguito di Antonio Polin, inviato del re di Francia lì recatosi per chiedere aiuto ai Turchi contro la Spagna. Rientrato in patria, nel 1546 gli venne affidata la cattedra di Latino e Greco presso lo Studio di Reggio Emilia. Nel 1549 passò allo Studio di Pisa come docente di Lettere, insegnandovi fino al 1586 e poi ancora dal 1592. </p>
<p>Nel 1575 venne chiamato a Roma dal cardinale Ferdinando de’ Medici (poi granduca Ferdinando I di Toscana) come suo nuovo maestro. Su sua richiesta progettò poi l’impianto <strong>iconografico astrologico</strong> degli affreschi del soffitto della <strong>Sala degli Elementi</strong> e della Stanza delle Muse a <strong>Villa Medici</strong>, dipinti dal pittore Jacopo Zucchi (1542-1596) tra il 1584 e il 1587. </p>
<p>Da questo lato non è escluso che Angeli possa essere stato il progettista o comunque il consulente anche degli <strong>affreschi astrologici</strong> presenti sulle pareti del Salone di Rappresentanza della <strong>villa di Corliano</strong> a San Giuliano Terme vicino Pisa, proprietà da secoli della famiglia <strong>Agostini Venerosi della Seta</strong>, dipinti dal pittore fiorentino Andrea Boscoli (1560-1607) nel 1592: si tratta di un impianto iconografico rappresentante i mesi e i rispettivi Segni zodiacali con abbinati non gli dèi-pianeti a essi relativi (cioè Marte all’Ariete, Venere al Toro, Mercurio ai Gemelli, ecc.) ma le divinità olimpiche così come queste furono accoppiate ai mesi-Segni da <strong>Marco Manilio</strong> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>:</p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
		font-size: 12px;
		border: 1px solid #CCC; 
		font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	} 
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	}
</style>
<table class="tableizer-table">
<thead>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th>Mese</th>
<th>Segno</th>
<th>Divinità</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>Gennaio</td>
<td>Acquario</td>
<td>Giunone</td>
</tr>
<tr>
<td>Febbraio</td>
<td>Pesci</td>
<td>Nettuno</td>
</tr>
<tr>
<td>Marzo</td>
<td>Ariete</td>
<td>Minerva</td>
</tr>
<tr>
<td>Aprile</td>
<td>Toro</td>
<td>Venere</td>
</tr>
<tr>
<td>Maggio</td>
<td>Gemelli</td>
<td>Apollo</td>
</tr>
<tr>
<td>Giugno</td>
<td>Cancro</td>
<td>Mercurio</td>
</tr>
<tr>
<td>Luglio</td>
<td>Leone</td>
<td>Giove</td>
</tr>
<tr>
<td>Agosto</td>
<td>Vergine</td>
<td>Cerere</td>
</tr>
<tr>
<td>Settembre</td>
<td>Bilancia</td>
<td>Vulcano</td>
</tr>
<tr>
<td>Ottobre</td>
<td>Scorpione</td>
<td>Marte</td>
</tr>
<tr>
<td>Novembre</td>
<td>Sagittario</td>
<td>Diana</td>
</tr>
<tr>
<td>Dicembre</td>
<td>Capricorno</td>
<td>Vesta</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<p>Tale abbinamento è presente anche nel ciclo degli affreschi del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia a Ferrara (1470). </p>
<p>Nel 1588 fu a Firenze, nominato console dell’Accademia Fiorentina, succedendo in questa carica al letterato e umanista Baccio Valori (1536-1606) che ne perorò la nomina. Angeli fu un rinomato letterato e squisito ed elegante poeta (<strong>Venere in trigono a Giove</strong>), tale che la sua preparazione fu richiesta per la revisione, nel 1575, della &#8220;<em>Gerusalemme Liberata</em>&#8221; di Torquato Tasso. </p>
<p>Nel 1576, su richiesta del senatore fiorentino <strong>Giulio d’Antonio de’ Nobili</strong>, tradusse «in lingua fiorentina», da un originale greco, la &#8220;<em>Tetrábiblos</em>&#8221; di Tolomeo, evento importante per la cultura astrologica che mise così a disposizione di tanti un’opera fino ad allora letta quindi conosciuta solo da eruditi e letterati.<br />
In una nota manoscritta di Giulio d’Antonio de’ Nobili si legge: </p>
<blockquote><p><em>Ricordo come io Giulio de’ Nobili pregai Messer Pietro Angeli da Barga, Umanista, che traducesse in Lingua volgare dall’Idioma Greco il Quadripartito di Tolomeo. La qual Traduzione egli mi fece, e si trova nell’armario de’ Libri nell’Anticamera in quinterni di fogli sciolti di detto Messer Pietro</em> <a href="#nota1"name="testo2">[2]</a>.</p></blockquote>
<p>Nell’orazione funebre in onore di Angeli, recitata all’Accademia della Crusca a Firenze dal poeta Francesco Sanleolini nel febbraio del 1596 e poi data alle stampe l’anno dopo <a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, così viene detto: </p>
<blockquote><p><em>In guisa studiò ed intese il Quadripartito di Tolomeo, Libro di tanto pregio, quanto ognun sa, quantunque lacero, e malagevole, né fino a oggi per avventura da alcuno, fuorché da lui acconciamente dichiarato, e ben traslatato, che il volgarizzò, e n’arricchì, e ne fece bello il fioritissimo vostro idioma. Il qual volgarizzamento fece egli a’ preghi d’un vostro Senatore, e a lui ne fece libero dono, senza pur serbarsene copia, come quegli, che la lode del volgarizzare stimava di poco pregio: opera che predetto Senatore appo di se, come preziosa gemma conserva</em> <a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>.</p></blockquote>
<p>Egregio studioso di astrologia, di lui rimane anche, nella Biblioteca Comunale di Siena, una ricerca sulle direzioni tolemaiche: &#8220;<em>Altre oppenioni del Sig. Angelo Barga sulle direzioni</em> […]&#8221;. </p>
<p>Venne sepolto nella chiesa di San Michele in Borgo nella cappella dell’amico Giuseppe Bocca, cugino di Jacopo della Seta.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Marco (Mario?) Manilio, poeta romano vissuto sotto gli imperatori Ottaviano Augusto (63 a.C.-14 d.C.) e Tiberio (42 a.C.-37. d.C.), fu autore del grande poema didascalico &#8220;<em>Astronomicon</em>&#8220;, opera filosofico-astrologica in cinque libri.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] TOMMASO GIUSEPPE FARSETTI, “<em>Biblioteca manoscritta di Tommaso Giuseppe Farsetti Patrizio Veneto, e  Balì Del Sagr’Ordine Gerosolimitano</em>”, Nella Stamperia Fenzo, Venezia 1771, p. 318.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] F. SANLEOLINI, &#8220;<em>Delle lodi di Piero degli Angeli da Barga. Orazione di Francesco Sanleolini fiorentino. Recitata nell’Accademia della Crusca</em>&#8220;, In Firenze, appresso Giorgio Marescotti, 1597.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] T. G.FARSETTI,  <em>op. cit.</em>, pp. 317-318.<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
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		<title>Da chi &#8220;discendono&#8221; gli astrologi?</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2016 23:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[adamo]]></category>
		<category><![CDATA[astrologi]]></category>
		<category><![CDATA[bartolomeo albizzini]]></category>
		<category><![CDATA[caino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1689 usciva a Firenze un testo dal titolo: “Trattato Astrologico Di Quanto Influiscono Le Stelle Dal Cielo A prò, e danno delle cose inferiori per l’Anno 1690. Calcolato Alla Longitudine, E Latitudine Della Città Di Firenze” [1]. L’autore era l’astrologo Bartolomeo Albizzini, nato a Firenze nella prima metà del Seicento da nobile famiglia aretina [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong>1689</strong> usciva a Firenze un testo dal titolo: “<em>Trattato Astrologico Di Quanto Influiscono Le Stelle Dal Cielo A prò, e danno delle cose inferiori per l’Anno 1690. Calcolato Alla Longitudine, E Latitudine Della Città Di Firenze</em>” <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>. L’autore era l’astrologo <strong>Bartolomeo Albizzini</strong>, nato a Firenze nella prima metà del Seicento da nobile famiglia aretina lì stabilitasi nel XIV secolo.</p>
<p><span id="more-2438"></span></p>
<p>In questo suo lavoro Albizzini esponeva una curiosa <strong>genesi</strong> dell’<strong>astrologia</strong>, materia che secondo lui era stata <strong>inventata</strong> da <strong>Sem</strong>, figlio di <strong>Adamo</strong>:</p>
<blockquote><p><em>Si legge nella Genesi, che doppo molti Anni dell’omicidio di Abel commesso da Caino, Adamo ebbe [tra gli altri] un figliolo nominato Sem negli Anni del Mondo 235 che riuscì huomo da bene, giusto, e santo. […] il primo, che avesse cognizione de’ moti delle stelle, e de’ loro significati, poichè antiveduto, che il Mondo dovesse andare in rovina due volte, una per acqua, e l’altra per fuoco, e non sapendo riconoscere qual dovesse essere la prima, fece perciò fabbricare due Colonne una di Pietre, e l’altra di Mattoni crudi, ed in esse vi fece imprimere di rilievo l’Immagini Celesti, i Caratteri del Zodiaco, e altre cose appartenenti all’Astrologia, acciocchè tale Scienza mai si perdesse: perchè venendo la sommersione dell’acque [come seguì] la Colonna di Pietre si salvassi: e venendo l’incendio ressistessi quella di Mattoni</em>.
</p></blockquote>
<p>Ma non è tutto.<br />
Albizzini continua dicendo che vi sono due «sorte di Astrologi», quelli <strong>seri</strong> e preparati e quelli che s’<strong>improvvisano</strong> astrologi sputando <strong>sentenze</strong> e dicendo <strong>spropositi</strong>. Questi da chi discendono?<br />
Ecco la spiegazione di Albizzini:</p>
<blockquote><p>[…] <em>diremo dunque, che anco Caino fosse sciente dell’Astrologia: ma però come huomo dedito a’ vizj, e all’usure fu riconosciuto per invidioso, maligno, e cattivo. Si ricava nelle Storie essere stati ne’ tempi passati, conforme di presente ancora se ne trovono di due sorte di Astrologi, cioè una della razza di Caino, e l’altra di Sem. Gli Astrologi della schiatta di Caino son quelli, che appena infarinati ne’ computi, e conosciute le fisse vorrebbero predire maraviglie, […] che appena conosciuti i caratteri del Zodiaco con certe regole generali entrano in dozzina, e dicono spropositi, che fanno stupire chi l’intende. Dall’altra setta di Sem discesero gli Astrologi Caldei, Egizj, ed Arabi</em> […]. </p></blockquote>
<p>Come vediamo anche all’epoca vi era chi s’improvvisava astrologo. Ora sappiamo da chi discendono!</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] L’opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (collocazione: 1154.12).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;Accademia della Crusca</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/laccademia-della-crusca/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/laccademia-della-crusca/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 23:44:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[accademia della crusca]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renzobaldini.it/?p=2457</guid>
		<description><![CDATA[L’Accademia della Crusca, punto di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana, venne fondata a Firenze il 25 gennaio 1583, o meglio, quel giorno vennero gettate le basi delle leggi e degli statuti del sodalizio, mentre la cerimonia inaugurale avvenne il 25 marzo 1585, primo dell’anno fiorentino. Sorse grazie all’iniziativa di alcuni letterati fiorentini: Giovan [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’Accademia della Crusca, punto di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana, venne fondata a Firenze il 25 gennaio 1583, o meglio, quel giorno vennero gettate le basi delle leggi e degli statuti del sodalizio, mentre la <strong>cerimonia</strong> inaugurale avvenne il <strong>25 marzo 1585</strong>, primo dell’anno fiorentino. </p>
<p><span id="more-2457"></span></p>
<p>Sorse grazie all’iniziativa di alcuni letterati fiorentini: Giovan Battista Deti (<em>il Sollo</em>), Anton Francesco Grazzini (<em>il Lasca</em>), Bernardo Canigiani (<em>il Gramolato</em>), Bastiano de’ Rossi (<em>l’Inferigno</em>), Lionardo Salviati (<em>l’Infarinato</em>), quest’ultimo in special modo dando un notevole contributo alla caratterizzazione del sodalizio che nacque come centro per lo studio e la conservazione della lingua italiana; anzi, lo scopo era quello di separare il “fior di farina”, cioè la buona lingua fiorentina, dalla “crusca” (le animate discussioni erano da loro chiamate “cruscate”): il simbolo dell’Accademia è infatti il “frullone” (adottato nel 1590), un macchinario che serve appunto a separare la farina dalla crusca. Il motto dell’Accademia era ed è la frase petrarchesca “<em>Il più bel fior ne coglie</em>”. </p>
<p>Come notiamo ogni Accademico si dava un soprannome che doveva avere attinenza col ciclo della vita del grano, della farina, del pane; doveva poi dotarsi di una “impresa”, uno stemma, nel caso una pala in legno con dipinto il suo nome, un’immagine e un motto che dovevano rappresentare «l’“intenzione” e l’attitudine dell’Accademico rispetto al progetto complessivo dell’Accademia»; tali emblebi sono oggi custoditi nella Sala delle Pale all’interno dell’Accademia (vedi l’immagine sopra); così, ad esempio, Bernardo Canigiani (1524-1604), diplomatico e senatore fiorentino, prese nome “il Gramolato” dalla “gramola a mano”, uno strumento che serve per rendere omogeneo l’impasto di farina, «metafora del lavoro da fare sulla lingua per renderla pura».</p>
<p>Nel 1590 iniziarono i lavori per la stesura del vocabolario della lingua italiana, stampato poi a Venezia nel 1612 e ripubblicato più volte fino al 1923. Oggi è realizzato dall’Opera del Vocabolario Italiano, istituto del CNR affiancato all’Accademia.</p>
<p>Nel 1783 l’Accademia venne sciolta su iniziativa del granduca Pietro Leopoldo e inglobata nell’Accademia Fiorentina. Risorse il 19 gennaio 1811 grazie a un decreto di Napoleone.</p>
<p>Tra i suoi membri figurano i nomi più eccellenti della cultura e della scienza, da Galileo Galilei a Giacomo Leopardi, da Evangelista Torricelli a Alessandro Manzoni, da Giosuè Carducci a Voltaire. </p>
<p>Il <strong>Tema</strong> della cerimonia inaugurale (25 marzo 1585, l’ora è sconosciuta) vede il Sole in Ariete congiunto a Saturno e Plutone, Mercurio in Pesci in sestile a Venere e in quinconce a Marte; in special modo quest’ultimo aspetto ci dice come le discussioni fra gli Accademici fossero oltremodo animate; non solo: il contatto Mercurio-Marte lo si vede anche nei convivi degli Accademici, chiamati “Stravizzi”, indetti alla scadenza del mandato dei Magistrati dell’Accademia: </p>
<blockquote><p><em>Annualmente, in occasione della scadenza delle nomine dei magistrati, veniva indetto dagli accademici uno stravizzo, convito in cui veniva letta la cicalata, orazione in burla su un argomento di poco conto, e si potevano muovere “accuse” contro i magistrati del seggio scaduto</em> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p></blockquote>
<p>L’Accademia è tuttora esistente. La sua sede è nella Villa Medicea di Castello a Firenze (<a href="http://www.accademiadellacrusca.it/" target="_blank">vedi sito</a>).</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] La citazione e le frasi dentro le virgolette ‘a sergente’ sono tratte dal sito dell’Accademia.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Umberto Eco (1932 &#8211; 2016)</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 06:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[capricorno]]></category>
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		<description><![CDATA[È deceduto ieri sera, alle 22.30, Umberto Eco. Scrittore, filosofo, semiologo, grande figura di intellettuale laico. Era nato a Alessandria il 5 gennaio 1932 alle ore 18.30. Capricorno con Ascendente Leone, il suo “ruggito intellettuale” è stato spento ma l’eco dello stesso rimarrà ad assordare le menti assonnate. Fra i transiti planetari del momento spiccano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È deceduto ieri sera, alle 22.30, Umberto Eco. Scrittore, filosofo, semiologo, grande figura di intellettuale laico.<br />
Era nato a Alessandria il 5 gennaio 1932 alle ore 18.30. Capricorno con Ascendente Leone, il suo “ruggito intellettuale” è stato spento ma l’eco dello stesso rimarrà ad assordare le menti assonnate. <span id="more-2454"></span></p>
<p>Fra i transiti planetari del momento spiccano quelli di Saturno in congiunzione alla Luna natale, quello di Plutone sul Sole e quello di Urano congiunto a se stesso e al Medio Cielo. Ha esattamente concluso il ciclo di Urano. Buon viaggio.</p>
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		<title>Informazioni Storiche (6)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2016 23:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[denderah]]></category>
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		<description><![CDATA[A Denderah (Ta-netheret, “la città della dea”), in Egitto, nel Tempio della dea Hathor, sul soffitto della piccola Cappella dei Misteri, si trova uno zodiaco astronomico scolpito tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. ma orientato sugli equinozi e i solstizi del 4499 a.C. Lo zodiaco venne trasferito a Parigi nel 1828 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Denderah</strong> (Ta-netheret, “la città della dea”), in Egitto, nel Tempio della dea <strong>Hathor</strong>, sul soffitto della piccola Cappella dei Misteri, si trova uno <strong>zodiaco</strong> astronomico scolpito tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. ma orientato sugli equinozi e i solstizi del <strong>4499 a.C.</strong> <span id="more-2430"></span></p>
<p>Lo zodiaco venne trasferito a Parigi nel 1828 e attualmente si trova al Museo del Louvre.<br />
Il Tempio di Hathor venne fondato il 16 luglio del 54 a.C., giorno della levata eliaca di Sirio, e fu terminato circa nel 20 a.C. <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> </p>
<p>Lo zodiaco vede nel cerchio esterno i 36 decani con il primo decano in corrispondenza della stella Sirio (Sothis per gli egizi), l’annunciatrice, con la sua levata eliaca, dell’arrivo della piena del Nilo; nel secondo cerchio troviamo le costellazioni dell’emisfero australe; nel terzo quelle dell’emisfero boreale; vi sono poi le costellazioni zodiacali disposte al centro dello zodiaco in un cerchio eccentrico. L’asse Cancro-Capricorno è orientato sull’asse nord-sud, mentre l’asse trasversale è orientato perfettamente sul punto della levata eliaca di Sirio (18° est-sud-est).</p>
<p>Un interessante studio su questo zodiaco, con l’analisi astronomica della sua datazione e i misteri che in esso si celano, venne svolto dallo studioso Sergio Ghivarello (1926-2000) e reso pubblico nell’articolo “<em>Le origini dell’Astrologia</em>” <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Hassan Ibrahim Amer e Bernard Morardet, “<em>Les dates de la construction du Temple Majeur d’Hathor à Dendara, à l&#8217;époque gréco-romaine</em>”, in: «Annales du Service des Antiquités d’Égypt», n. 69, Conseil Suprême des Antiquités Égyptiennes (CSA), Le Caire 1983, pp. 255-258.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] In: S. Ghivarello, “<em>Studi teorici sulle basi del pensiero astrologico</em>”, Nuovi Orizzonti, Milano 1989, pp. 17-33.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Sergio Ghivarello (1926 &#8211; 2000)</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 23:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Eridu]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio astrale]]></category>
		<category><![CDATA[sergio ghivarello]]></category>

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		<description><![CDATA[Novant’anni fa oggi, il 10 febbraio 1926, a Rivalba (TO), nasceva Sergio Ghivarello. Figura profonda di studioso, geniale quanto schivo, conoscitore della Tradizione, indagatore dei misteri dell’Universo e dell’Uomo (Plutone all’Ascendente), innamorato della Scienza e dell’Astrologia (Urano al Medio Cielo), ha arricchito l’astrologia italiana con studi e ricerche di grande spessore iniziatico, tecnico-astronomico e mitico-esoterico; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Novant’anni fa oggi, il <strong>10 febbraio 1926</strong>, a Rivalba (TO), nasceva <strong>Sergio Ghivarello</strong>. Figura profonda di studioso, geniale quanto schivo, conoscitore della Tradizione, indagatore dei misteri dell’Universo e dell’Uomo (Plutone all’Ascendente), innamorato della Scienza e dell’Astrologia (Urano al Medio Cielo),<span id="more-2420"></span></p>
<p> ha arricchito l’astrologia italiana con studi e ricerche di grande spessore iniziatico, tecnico-astronomico e mitico-esoterico; fra i tanti possiamo citare: “<em>I calendari venusiani</em>”, “<em>Le origini dell’Astrologia</em>”, “<em>Il mistero della Fenice</em>”, “<em>La stella di Eridu</em>”; alcuni di essi sono poi apparsi nel libro: “<em>Studi teorici sulle basi del pensiero astrologico</em>” (Nuovi Orizzonti, 1989).<br />
Dal 1983 al 1985 è stato direttore responsabile di «Linguaggio Astrale», la rivista del Centro Italiano Discipline Astrologiche.<br />
È deceduto nel pomeriggio del 19 agosto 2000.</p>
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		<title>Clyde W. Tombaugh (1906 &#8211; 1997)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/clyde-w-tombaugh-1906-1997/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2016 23:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[clyde tombaugh]]></category>
		<category><![CDATA[Percival Lowell]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>
		<category><![CDATA[venetia burney]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, centodieci anni fa, il 4 febbraio 1906, nasceva l’astronomo statunitense Clyde Tombaugh. Fu colui che il 18 febbraio 1930 alle ore 16.03 dall’Osservatorio di Flagstaff (Arizona) scoprì il pianeta Plutone, astro oggi annoverato tra i pianeti nani. I calcoli che portarono Tombaugh alla scoperta si basavano su quelli eseguiti a suo tempo dall’astronomo statunitense [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, centodieci anni fa, il <strong>4 febbraio 1906</strong>, nasceva l’astronomo statunitense <strong>Clyde Tombaugh</strong>.<br />
Fu colui che il 18 febbraio 1930 alle ore 16.03 dall’Osservatorio di Flagstaff (Arizona) scoprì il pianeta <strong>Plutone</strong>, astro oggi annoverato tra i pianeti nani.<span id="more-2401"></span></p>
<p><!--more--></p>
<p>I calcoli che portarono Tombaugh alla scoperta si basavano su quelli eseguiti a suo tempo dall’astronomo statunitense <strong>Percival Lowell</strong> (1855-1916), ed è dalle iniziali del suo nome, PL, che nasce il simbolo grafico di Plutone, oltre a rappresentare le prime due lettere del suo nome. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Venetia-e1454062043298.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Venetia-e1454062043298.jpg" alt="Venetia" width="180" height="259" class="alignright size-full wp-image-2399" /></a>
<p>Nome che venne invece suggerito dalla giovanissima inglese <strong>Venetia Burney</strong> (1918-2009) di Oxford che ne parlò a suo nonno, Falconer Madan, ex direttore della Bilbioteca universitaria (Bodleian), che a sua volta ne parlò all’astronomo Herbert Hall Turner (1861-1930), professore di astronomia all’Università di Oxford, il quale il 16 marzo 1930, con un cablogramma, girò la proposta agli astronomi di Flagstaff che avevano indetto un concorso per la scelta del nome; questo il testo del messaggio: </p>
<blockquote><p><em>Naming new planet please consider Pluto, suggested by small girl Venetia Burney, for dark gloomy planet.</em> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a></p></blockquote>
<p>Da notare che quando venne scoperto, Plutone stava transitando sul Sole di Venetia.<a href="#nota2"name="testo2">[2]</a><br />
Il 24 marzo 1930 il pianeta venne battezzato col nome di Plutone. L’annuncio ufficiale venne dato il 1° maggio dello stesso anno.</p>
<p>Da considerare che la sonda New Horizons, creata per l’esplorazione di Plutone e partita dalla Terra  il 19 gennaio 2006 e che ha raggiunto il pianeta il 14 luglio 2015, aveva al suo interno parte delle ceneri di Tombaugh; la piccola scatola che le conteneva portava questa iscrizione: </p>
<blockquote><p><em>Interned herein are remains of American Clyde W. Tombaugh, discoverer of Pluto and the solar system’s ‘third zone’. Adelle and Muron’s boy, Patricia’s husband, Annette and Alden’s father, astronomer, teacher, punster, and friend: Clyde W. Tombaugh (1906-1997)</em>. <a href="#nota3"name="testo3">[3]</a></p></blockquote>
<p>Da notare il termine “punster”, che ci dice che aveva una mente “enigmistica”, che amava i giochi di parole, le freddure, i doppi sensi, peraltro tipico dell’Acquario.</p>
<p>Tombaugh morì a Las Cruces (New Mexico) il 17 gennaio 1997.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] “<em>Nel nominare il nuovo pianeta si prega di considerare Pluto, suggerito dalla ragazzina Venetia Burney, per un pianeta buio e cupo</em>”.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Plutone si trovava a 17° 45&#8242; Cancro; il Sole di Venetia a 18° 13&#8242; Cancro; Plutone aveva una declinazione di + 22° 03&#8242;; il Sole + 22° 13; Plutone aveva poi una latitudine di &#8211; 00° 12&#8242;, in pratica sull&#8217;eclittica. <a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] “<em>Qui ci sono i resti dell’americano Clyde W. Tombaugh, scopritore di Plutone e della terza zona del sistema solare. Figlio di Adelle e Muron, marito di Patricia, padre di Annette e Alden, astronomo, insegnante, freddurista, amico: Clyde Tombaugh (1906-1997)</em>”<a href="#testo3">&uArr;</a></p>
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		<title>Guelfi e Ghibellini: 1216-2016</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 14:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
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		<category><![CDATA[guelfi]]></category>
		<category><![CDATA[parte dei fratelli]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>
		<category><![CDATA[parti arabe]]></category>

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		<description><![CDATA[Gennaio 1216. Campi Bisenzio, alle porte di Firenze. Al castello della nobile famiglia dei Mazzinghi (arrivati in Toscana secoli prima insieme alle truppe di Carlo Magno) si stava svolgendo una grande festa per l’avvenuta investitura a cavaliere di Mazzingo Tegrimi; erano presenti alcune fra le più importanti famiglie fiorentine: gli Amidei, i Buondelmonti, i Fifanti, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gennaio 1216. Campi Bisenzio, alle porte di Firenze. Al castello della nobile famiglia dei Mazzinghi (arrivati in Toscana secoli prima insieme alle truppe di Carlo Magno) si stava svolgendo una grande festa per l’avvenuta investitura a cavaliere di Mazzingo Tegrimi; erano presenti alcune fra le più importanti famiglie fiorentine: gli Amidei, i Buondelmonti, i Fifanti, i Lamberti, gli Uberti.<span id="more-2387"></span></p>
<p>All’improvviso l’aria di festa fu spazzata via da una violenta rissa che scoppiò fra alcuni membri dei Buondelmonti e dei Fifanti: si racconta che un buffone, un giullare, per scherzo, tolse un piatto colmo di carne da sotto il naso di Buondelmonte dei Buondelmonti e di Uberto degli Infangati; il primo si offese molto, e venne preso in giro da Oddo Arrighi dei Fifanti; subito Buondelmonte si gettò su Oddo e i due si accapigliarono, vennero alle mani; alla rissa si aggiunsero poi anche gli altri commensali; purtroppo spuntò anche un coltello e fu con quello che Buondelmonte ferì al braccio Oddo. </p>
<p>L’incidente avrebbe avuto gravi ripercussioni anche politiche se non fosse intervenuta, come mediatrice fra le due parti, la potente e temuta famiglia degli Uberti la quale il giorno dopo convocò una riunione di tutte le famiglie presenti alla festa; essa propose, per mettere tutto a tacere, che Buondelmonte dei Buondelmonti sposasse la figlia di Lambertuccio Amidei, che poi era la nipote di Oddo Arrighi dei Fifanti. Pur di sottrarsi all’ira dei Fifanti Buondelmonte accettò e, davanti a un notaio, firmò che avrebbe sposato la ragazza pena il pagamento di una cospicua somma. </p>
<p>Una volta però passata la paura la promessa entrò nel dimenticatoio, anzi, Buondelmonte, siccome era innamorato della figlia di Forese Donati, forte anche dell’appoggio di questa famiglia che avrebbe poi pensato a pagare la penale agli Amidei decise di sposarsi con questa venendo meno alla promessa fatta. </p>
<p>La mattina dell’11 febbraio 1216, alla chiesa di Santo Stefano in Ponte a Firenze, la povera figlia di Lambertuccio Amidei aspettò invano il suo promesso fidanzato. Ciò ovviamente offese l’onore degli Amidei e dei Fifanti e fece scattare l’inesorabile vendetta che fu messa in atto, con l’alleanza degli Uberti e dei Lamberti, la mattina del <strong>10 aprile 1216</strong>, giorno di Pasqua e giorno delle nozze dello spergiuro Buondelmonte con la Donati: questi, mentre tutto agghindato a festa si stava avviando alle case dei Donati suoi futuri suoceri, appena ebbe superato il ponte sull’Arno (oggi Ponte Vecchio) venne accerchiato in piazzetta del Pesce, proprio accanto alla statua di Marte, da Lambertuccio degli Amidei e da Mosca dei Lamberti che lo apostrofarono violentemente, mentre alle sue spalle Schiatta degli Uberti, con un bastone, lo colpì alla testa gettandolo a terra; lì, inerme, venne pugnalato a morte da Oddo Arrighi dei Fifanti: il vestito di raso bianco, la ghirlanda di fiori che aveva in capo, il selciato, tutto si bagnò del sangue di colui che promise e non mantenne. </p>
<p>Questo fatto acuì oltre misura le inimicizie che già esistevano tra le varie famiglie fiorentine, inimicizie che </p>
<blockquote><p> [&#8230;] <em>si polarizzarono e si razionalizzarono in un articolato ma implacabile sistema binario. Da una parte gli Uberti, i Lamberti, gli Amidei, le case dei quali erano tutte nel settore dell’antico centro cittadino compreso fra Ponte Vecchio e l’attuale piazza della Signoria, che sorgeva cioè attorno alla chiesa di Santo Stefano in Ponte; dall’altra i Buondelmonti, i Pazzi, i Donati, la cui area di gravitazione urbana era piuttosto fra le attuali via del Corso e Porta San Piero</em> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a></p></blockquote>
<p>Si disse che fu l’autorità della famiglia degli Uberti ad esasperare i contenuti di quel duplice schieramento facendolo addirittura uscire dalle mura fiorentine: gli Uberti erano fedeli all’impero di Svevia, il cui grido di battaglia era <em>Waiblingen!</em> (derivato dal nome di uno dei castelli culla di origine della Casa Sveva, situato nell’attuale regione del Baden-Württemberg), e perciò chiamarono il loro partito, seguendo l’assonanza fonetica con quel grido di guerra, <strong>ghibellino</strong>; a tale partito si contrappose ovviamente quello formato dalle famiglie dei Buondelmonti, dei Donati, dei Pazzi, i quali furono quasi obbligati a chiamare il loro schieramento con il nome di <strong>guelfo</strong>, nome anche questo creato utilizzando l’assonanza fonetica con <em>Welfen</em>, che altro non era che il nome della casata dei duchi di Baviera tradizionalmente rivali di quelli di Svevia. </p>
<p>Il gioco era fatto: nacquero così, in quella mattina di Pasqua del 1216, i Guelfi e i Ghibellini che tanta parte ebbero nella storia di Firenze e non solo.</p>
<p>&#8220;<em>E questa morte di messere Bondelmonte fu la cagione e cominciamento delle maledette parti guelfe e ghibelline in Firenze</em> [&#8230;]&#8221;. <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a> </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Guelfi_Ghibellini-e1453987841512.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Guelfi_Ghibellini-e1453987841512.jpg" alt="Guelfi_Ghibellini" width="550" height="482" class="alignright size-full wp-image-2385" /></a></p>
<p>Ed ecco il Tema astrale stilato per quella mattina di Pasqua del 1216, momento in cui possiamo porre la nascita delle due fazioni. Purtroppo non sappiamo l’ora in cui avvenne l’aggressione, anche se le cronache citano la mattina. Noi qui abbiamo scelto le 8.20, ora locale, basandoci sia su alcune supposizioni (si può pensare che se Buondelmonte se ne stava andando alla casa dei Donati per sposarsi non fosse poi molto tardi, diciamo fra le 8 e le 10) sia sul significato che ogni grado dello zodiaco ha in astrologia. </p>
<p>In un evento del genere, poi, Marte, dio della guerra e simbolo di aggressività, dovrebbe quanto meno trovarsi in una posizione importante, ad esempio, perché no, pronto a sorgere all’orizzonte (non dimentichiamo poi il luogo in cui avvenne l’aggressione, sotto la colonna che reggeva la statua del dio Marte): per ottenere ciò dovremmo avere o un Ascendente agli ultimi gradi del Segno dei Gemelli o ai primi del Segno del Cancro.<br />
Ebbene, fra i gradi compresi in questo arco di Zodiaco ve n’è uno, il ventiseiesimo dei Gemelli (che sorge appunto alle 8.20 e che per le ragioni che seguono abbiamo scelto come grado ascendente), che recita così: “<em>Un gruppo di uomini, armati di bastoni, litigano in mezzo ad una piazza. Grado di discordia irragionevole</em>”: immagine migliore non poteva esserci. Il fatto poi dell’Ascendente in Gemelli, Segno doppio, ci fa vedere le due fazioni in lotta, con Marte appena sorto.</p>
<p>Da notare la concentrazione planetaria nel Segno dell’Ariete, Segno che, guarda caso, la tradizione vuole legato a Firenze. Vediamo poi un aspetto che riteniamo essere veramente interessante: un’opposizione fra Giove e Saturno; diciamo interessante perché potremmo prendere Giove come pianeta-simbolo della parte guelfa e Saturno come pianeta-simbolo della fazione ghibellina: Giove, in astrologia, è legato al commercio, alle banche, al denaro, alla Chiesa, mentre Saturno si lega al potere temporale, alla salvaguardia di vecchi privilegi, al potere politico tout court. Da notare altresì Giove-guelfi congiunto a Mercurio e Saturno-ghibellini congiunto a Urano. Per quanto riguarda le Parti Arabe abbiamo: la Parte di Morte a 00° 19’ Bilancia, in esatta opposizione a Mercurio signore dell’Ascendente; la Parte dei Fratelli a 22° 31’ Sagittario, opposta a Marte e all’Ascendente.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Franco Cardini, <em>Breve storia di Firenze</em>, Pacini, Ospedaletto, Pisa 1991 (I rist.), pag. 46.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Giovanni Villani, <em>Nuova Cronica</em>, VI, 38.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Informazioni Storiche (5)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/informazioni-storiche-5/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 19:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[chioma di berenice]]></category>

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		<description><![CDATA[La più antica rappresentazione figurata di uno zodiaco si trova sul soffitto del portico del tempio del dio Khnum (dio dalla testa di ariete), a nord-est di Esna (Ta-Senet per gli Egizi; Latopolis per i Greci), in Egitto, e risale al 200 a.C. Venne costruito sotto il regno di Tolomeo III Evergete (284 – 222 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La più antica rappresentazione figurata di uno zodiaco si trova sul soffitto del portico del tempio del dio Khnum (dio dalla testa di ariete), a nord-est di Esna (Ta-Senet per gli Egizi; Latopolis per i Greci), in Egitto, e risale al 200 a.C.<br />
Venne costruito sotto il regno di Tolomeo III Evergete (284 – 222 a.C.).<span id="more-2379"></span></p>
<p>Purtroppo il tempio venne distrutto nel 1843. Alcune immagini dello zodiaco, che si sviluppa con forma rettangolare, sono però visibili nell’opera “<em>Description de l’Égypt</em>” (2° ed., Panckoucke, Paris 1820, vol. 1, p. 166, tav. 79), monumentale lavoro in più volumi conseguente alla spedizione napoleonica in Egitto.</p>
<p>Tolomeo III Evergete (“benefattore”) era marito della famosa regina Berenice II. La leggenda dice che la costellazione conosciuta come “Chioma di Berenice” prese il nome proprio da questa regina: si racconta che ella, non vedendo tornare il suo sposo dalla guerra (terza guerra siriaca, 246 a.C.), fece voto che se fosse ritornato sano e salvo avrebbe sacrificato la sua bella capigliatura agli dèi.</p>
<p>E così fu. Tolomeo III ritornò a casa. Subito Berenice tagliò la sua sua chioma e la pose nel tempio di Afrodite.<br />
Ma il giorno dopo questa era sparita.<br />
Si pensò ovviamente a un furto, ma l’astrologo Conone di Samo <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, indicando al re un gruppo di stelle vicino alla costellazione del Leone, disse che la bella capigliatura di Berenice era stata assunta in cielo; quel gruppo di stelle erano proprio i capelli della regina che gli déi avevano benevolmente accolti. Nata quindi in quel momento a opera dell’astrologo Conone, la nuova costellazione prese il nome di &#8220;Chioma di Berenice&#8221;.  </p>
<p>Non venne però mai considerata una costellazione a sé, dipendendo dal Leone. Lo divenne “ufficialmente” solo nel 1551 a opera del cartografo olandese Gerardus Mercator (Gerhard Kremer, 1512 – 1594). Fu poi l’astronomo danese Tycho Brahe (1546 – 1601) che inserendola nel suo catalogo stellare (pubblicato postumo da Johannes Kepler nel 1602-1603) le diede definitiva collocazione.</p>
<p>La costellazione può essere vista a nord-est di quella del Leone tra marzo e agosto. La “Chioma” ospita anche due sistemi planetari.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1]Conone di Samo (280 – 220 a.C.), matematico, astronomo e astrologo, amico di Archimede, fu un rinomato ricercatore e studioso e un diligente osservatore e catalogatore di fenomeni celesti. Famosi i suoi studi sulle eclissi solari. Scrisse anche un’opera in sette volumi dal titolo “<em>De Astrologia</em>”, purtroppo non pervenutaci.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Una &#8220;bulla papalis&#8221; contro l&#8217;astrologia</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 23:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 430 anni fa, cioè il 5 gennaio 1586, veniva emanata la Bolla Pontificia “Coeli et Terrae Creator” che metteva al bando l&#8217;astrologia. Artefice di essa fu Papa Sisto V (Felice Repetti). Da considerare comunque che quella che veniva effettivamente condannata era l&#8217;astrologia che formulava giudizi sul futuro dell&#8217;uomo, cioè l’ astrologia iudicialis lesiva, così [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 430 anni fa, cioè il <strong>5 gennaio 1586</strong>, veniva emanata la Bolla Pontificia “<strong>Coeli et Terrae Creator</strong>” che metteva al bando l&#8217;<strong>astrologia</strong>. Artefice di essa fu Papa <strong>Sisto V</strong> (Felice Repetti). Da considerare comunque che quella che veniva effettivamente condannata era l&#8217;astrologia che formulava <strong>giudizi</strong> sul <strong>futuro</strong> dell&#8217;uomo, cioè l’ <strong>astrologia iudicialis</strong> lesiva, così veniva detto, del <strong>libero arbitrio</strong> dell’essere umano. <span id="more-2354"></span></p>
<p>Veniva invece salvata, o quantomeno veniva vista con occhi un po’ più benevoli, l&#8217;astrologia cosiddetta <strong>naturale</strong>, cioè quella che, sempre studiando segni ed eventi celesti, dava conto di come muoversi al meglio in ambito agricolo, nella navigazione o in campo medico.</p>
<p>Di questa Bolla venne fatta anche una traduzione in volgare eseguita su ordine dell’arcivescovo di Bologna il cardinale Paleotti e che uscì nello stesso anno col titolo: “<em>Constitutione della Santita di N.S. Sisto Papa Quinto Contra coloro, ch&#8217;essercitano l&#8217;arte dell&#8217;Astrologia giudiciaria, &#038; qualunque altra sorte di divinationi, sortilegij, superstitioni, strigarie, incanti, &#038;c. Et contra coloro, che leggono, et tengono libri intorno à tal materia &#038;c.</em>”, stampata a Roma per i tipi degli Eredi di Antonio Blado e a Bologna per i tipi di Alessandro Benacci <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p>Ne riporto qui alcuni stralci:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] <em>Nientedimeno acciò che questo superbo animale dell&#8217;huomo non s&#8217;innalzasse nel suo sapere, mà temesse: &#038; prostrato à terra adorasse l&#8217;immensa maestà del suo fattore, riserbò à se solo la scienza delle cose, c&#8217;hanno à venire, e la cognitione delle future</em> [&#8230;]<em>. Et per antivedere i futuri avvenimenti, e fortuiti casi (eccettuando quelli, che da le cause naturali necessariamente, ò per il più sogliono nascere, quali non appartengono alla divinatione) non si hanno alcune vere arti, ò scienze: ma solo fallaci, e vane per astutia d&#8217;huomini scelerati, &#038; fraudi de Demonij introdotte; Da l&#8217;opere, consiglio, &#038; aiuto de&#8217; quali nasce ogni sorte de divinatione</em> [&#8230;]<em>. Tali sono principalmente gli Astrologi dell&#8217;Antichità chiamati Matematici, Genethliaci, Planetarij, i quali professando la vana, e fallace scienza delle constellationi, e stelle, e sfacciatamente procurando di pervenire l&#8217;ordine della divina dispositione da manifestarsi à suo tempo, misurano le natività, e generationi de gli huomini dal corso delle stelle, e dalle constellazioni, &#038; giudicano le cose future, ò anco presenti, e passate occulte; &#038; dal nascimento de fanciulli, e dal di, nel qual nascono, overo da qualunque altra vanissima osservatione, e distintione de tempi, e de&#8217; momenti; temerariamente presumono di antivedere, giudicare, &#038; affermare dello stato di ciascun&#8217;huomo, conditione, corso della vita, honori, ricchezze, prole, salute, morte, viaggi, combattimenti, inimicitie, carceri, occisioni, varij pericoli, &#038; altri casi; &#038; eventi prosperi, &#038; avversi, non senza gran pericolo d&#8217;errore, &#038; infedeltà</em> [&#8230;] (pp. 1-4).</p></blockquote>
<hr/>
<a name="nota1">[1] L’opera (edizione di Bologna) è presente nella Biblioteca Carlo Viganò di Brescia (collocazione: B.5.47) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata della Biblioteca Digitale Museo Galileo di Firenze. La traduzione completa della Bolla è presente in: Tommaso Campanella, <em>Opuscoli astrologici. Come evitare il fato astrale. Apologetico. Disputa sulle Bolle</em>, introduzione, traduzione e note di Germana Ernst, BUR, Milano 2003, pp. 255-267.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>L’Accademia Nazionale dei Lincei</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2016 19:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[accademia dei lincei]]></category>
		<category><![CDATA[federico cesi]]></category>
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		<description><![CDATA[È l’Accademia scientifica per eccellenza, una fra le più antiche e blasonate che abbiamo. Certamente la più antica a livello internazionale. Fu costituita a Roma domenica 17 agosto 1603, ma venne poi astrologicamente ufficializzata il giovedì 25 settembre 1603 alle ore 09.40 locali. Questo il Tema originale di nascita dell&#8217;Accademia redatto all’epoca dai fondatori (domificazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È l’<strong>Accademia scientifica</strong> per eccellenza, una fra le più antiche e blasonate che abbiamo. Certamente la più antica a livello internazionale.<br />
Fu costituita a Roma domenica 17 agosto 1603, ma venne poi <strong>astrologicamente ufficializzata</strong> il giovedì 25 settembre 1603 alle ore 09.40 locali.</p>
<p><span id="more-2367"></span></p>
<p>Questo il <strong>Tema originale di nascita</strong> dell&#8217;Accademia redatto all’epoca dai fondatori (domificazione Regiomontano) solennemente depositato nell’archivio dell’Accademia <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Lincei_oroscopo1.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Lincei_oroscopo1.jpg" alt="Lincei_oroscopo1" width="331" height="498" class="alignleft size-full wp-image-2366" /></a>
<p>Promotore di questo sodalizio fu il naturalista romano <strong>Federico Cesi</strong> (1585 – 1630) insieme al giurista e letterato fabrianese <strong>Francesco Stelluti</strong> (1577 – 1653), all’astronomo ternano <strong>Anastasio De Filiis</strong> (1577 – 1608) e al medico e astrologo olandese <strong>Johannes van Heek</strong> (n. 1579).</p>
<p>La spinta che mosse Cesi e gli altri alla fondazione di questo “circolo” era quella della ricerca scientifica, dello studio dei misteri della natura, ma anche dello studio e utilizzo dell’<strong>alchimia </strong>e dell’<strong>astrologia</strong>, viste queste ultime come l’<strong>alfabeto</strong> che la Natura usa per presentarsi a noi, alfabeto che andava decrittato per poter leggere nel suo Libro. </p>
<p>I quattro amici si divisero anche compiti e ruoli da svolgere all’interno del sodalizio: così Cesi avrebbe tenuto lezioni di Scienze naturali, Stelluti avrebbe svolto quelle di Matematica e Astronomia, De Filiis di Storia e infine van Heek di Filosofia platonica. Ognuno avrebbe dato lezioni agli altri, il tutto in un intrecciarsi di missive che venivano però scritte utilizzando un cifrario segreto composto anche da simboli astrologici. </p>
<p>Lo <strong>stemma</strong> dell’Accademia era una <strong>lince</strong> che assale il cane infernale Cerbero, con il motto “<em>Sagacius Ista</em>”. Successivamente rimase la sola lince. Si chiamò così per marcare lo <strong>spirito</strong> d’<strong>osservazione</strong> e l’<strong>acutezza visiva</strong>, e non solo esteriore, che devono avere coloro che studiano le scienze, con ciò richiamandosi alla leggenda che vuole la lince un animale dalla vista acuta e profonda, un animale che è sempre stato accostato, nelle varie culture, alla capacità di vedere oltre le <strong>apparenze</strong>, di vedere dentro gli oggetti, di entrare dentro i corpi vedendovi l’<strong>anima</strong>, quindi animale dai poteri <strong>occulti</strong> e comunque dalle mille potenzialità.<br />
La prima sede fu presso il Palazzo Cesi a Acquasparta (Terni, Umbria).<br />
Di essa fecero parte nel tempo numerose personalità fra le quali il filosofo e alchimista napoletano <strong>Giovanni Battista Della Porta</strong> (1535 – 1615) e il grande <strong>Galileo Galilei</strong> che troverà nell’Accademia un valido aiuto e appoggio alle sue tesi “rivoluzionarie”. </p>
<p>Dopo la morte di Cesi l’Accademia visse momenti non facili e nel 1651 chiuse l’attività.<br />
L’oblìo si protrasse per molti anni.<br />
Altri cercarono di ridarle vita, ad esempio papa <strong>Pio IX</strong> che nel 1847 la ristabilì con il nome di “<em>Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei</em>”.<br />
Nuova vita, più consona invece agli ideali iniziali, la ritrovò nel 1874 a opera dello scienziato e statista torinese <strong>Quintino Sella</strong>.<br />
Nel 1939 il Governo Mussolini la chiuse ovvero la inglobò nell’Accademia d’Italia.<br />
Al termine del ventennio fascista, nel 1944, grazie anche all’interessamento di <strong>Benedetto Croce</strong>, l’Accademia d’Italia venne sciolta e fu ripristinata l’Accademia dei Lincei <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>: </p>
<blockquote><p>[…] <em>secondo il mio modesto avviso (che peraltro è un mio fermo convincimento), l’Accademia d&#8217;Italia, notoriamente creata come mezzo di allettamento e di asservimento verso gli uomini di arte e di scienza italiani, e che purtroppo ha largamente esercitato il suo ufficio corruttore, non può in niun modo essere conservata nella nuova Italia e che deve essere senz’altro abolita, ristabilendo nell’atto stesso l’Accademia dei Lincei, istituita da Quintino Sella, che ha ben altri nobili ricordi e ha fatto tanto e seriamente per gli studi italiani</em> (Benedetto Croce, “<em>Accademie</em>”, in: «Giornale d’Italia», 16 agosto 1943).</p></blockquote>
<p>L’Accademia è tuttora attiva col nome di Accademia Nazionale dei Lincei. La sede attuale è a Roma presso il Palazzo Corsini alla Lungara; altra sede è la Villa Farnesina. </p>
<p>Qui sotto il Tema natale dell’Accademia in foggia moderna (sempre domificazione Regiomontano); ovviamente Urano, Nettuno e Plutone non erano presenti. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Lincei_tema_regiom-e1451848283758.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2016/01/Lincei_tema_regiom-e1451848283758.jpg" alt="Lincei_tema_regiom" width="550" height="482" class="alignright size-full wp-image-2364" /></a>Vediamo il Sole in <strong>Bilancia</strong>, a indicare i propositi di giustizia, pace, bontà, amicizia ed equità che animavano azioni e pensiero degli affiliati: “<em>pacis et boni publici cultores</em>”, si autodefinivano Cesi e i suoi amici, cioè fautori della pace e del bene pubblico; e d’altronde il Sole è in <strong>XI Casa</strong>, quella delle amicizie e delle associazioni.<br />
L’Ascendente è in <strong>Scorpione</strong>, il cui <strong>pungiglione</strong> doveva svegliare e far sobbalzare gli animi e le menti assonnate dei più, oltre a essere baluardo contro i “<em>nebulones</em>”, cioè contro coloro che offuscavano le menti con le false scienze; anche, Segno che va a fondo nelle cose, che scruta e indaga.<br />
<strong>Giove</strong> e <strong>Saturno</strong> sono in I Casa: virtuosità e severità, allegrezza e studio.<br />
<strong>Mercurio</strong> è in Vergine: il pianeta della mente, degli studi, della ricerca è nel suo domicilio notturno, quindi forte e capace di predisporre allo studio delle scienze; è poi in <strong>X Casa</strong>, quella degli onori, della vita sociale; è sestile a Saturno e trigono alla Luna: saggezza e lungimiranza, applicazione e memoria.<br />
Sappiamo da Cesi stesso che la stesura dell’oroscopo venne aiutata con operazioni di <strong>magia</strong> astrologica, con <strong>talismani</strong> e <strong>sigilli planetari</strong>, così da propiziarsi l’aiuto celeste.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, Archivio Linceo, ms. 3, <em>Gesta Lynceorum</em>, c. 3.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Decreto Legge Luogotenenziale n. 359 del 28 settembre 1944 (Gazzetta Ufficiale del Regno d&#8217;Italia, a. LXXX, n. 92, 9 dicembre 1944).<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Edmund Herbert Troinski (1910-1982)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 23:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[direzioni terziarie]]></category>
		<category><![CDATA[edmund herbert troinski]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, 105 anni fa, nasceva l’astrologo tedesco Edmund Herbert Troinski. È stato il “padre fondatore” delle Direzioni Terziarie, un particolare sistema di progressioni astrologiche per cui un giorno dopo la nascita equivale a un ciclo lunare. Troinski era nato a Berlino il 18 dicembre 1910 alle ore 23.45. È deceduto a fine marzo 1982. Nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 105 anni fa, nasceva l’astrologo tedesco <strong>Edmund Herbert Troinski</strong>. È stato il “padre fondatore” delle <strong>Direzioni Terziarie</strong>, un particolare sistema di progressioni astrologiche per cui un giorno dopo la nascita equivale a un ciclo lunare. <span id="more-2326"></span></p>
<p>Troinski era nato a Berlino il 18 dicembre 1910 alle ore 23.45. È deceduto a fine marzo 1982.<br />
Nel suo Tema natale troviamo Mercurio congiunto a Urano e tutti e due opposti a Nettuno con il Sole in opposizione a Plutone sull’asse del meridiano, situazione che sta a indicare la sua eccentricità, le sue idee non ortodosse, il suo essere considerato bizzarro, stravagante, il suo spingersi a fare ardite previsioni come quando nel 1957 predisse la Terza Guerra Mondiale per il 1959. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/12/Troinski.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/12/Troinski.jpg" alt="Troinski" width="200" height="262" class="alignleft size-full wp-image-2325" /></a>
<p> È stato un grande raccoglitore di dati natali e dati storici che occupano il periodo che va dal 753 a.C. al 2080, riversati poi nella sua opera: &#8220;<em>1001 weltpolitische Horoskope. Die Weltgeschichte von 753 vor Christi bis 2080 nach Chr. astrologisch betrachtet</em>&#8221; (Baumgartner Verlag, Warpke-Billerbeck, 1955).</p>
<p>Troinski elaborò la tecnica delle Direzioni Terziarie il 14 luglio 1951.<br />
Le sue idee vennero poi riprese nel 1960 dall’astrologo inglese Edward Lyndoe (n. 1901) che cercò di modificare alcuni parametri relativi al tempo utilizzato in queste direzioni.<br />
Nel 1970 l’astrologo americano Donald Bradley (1925-1974), conosciuto anche come Garth Allen, modificò ulteriormente tali parametri. </p>
<p>Dopo vari tentativi si arrivò a quelle che sono le misure temporali oggi utilizzate per le direzioni terziare: in pratica viene preso l’arco di vita effettiva del soggetto in giorni, ore, minuti e secondi e lo si divide per il numero di mesi lunari effettivi in giorni, ore, minuti e secondi, e il risultato sarà l’esatta &#8220;età simbolica&#8221; del soggetto in giorni, ore, minuti e secondi. Si aggiunge questo numero di giorni alla data e all’ora di nascita e abbiamo così la data progressa in ore, minuti e secondi.<br />
Maggiori dettagli su questo sistema li potete trovare <a href="http://www.renzobaldini.it/le-progressioni-terziarie/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Informazioni Storiche (4)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/informazioni-storiche-4/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 23:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[khosro I]]></category>
		<category><![CDATA[oroscopo arabo]]></category>
		<category><![CDATA[sasanidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il più antico oroscopo arabo che conosciamo è redatto per l’incoronazione del re sasànide [1] Khosro I Anōsharwān (m. 579 d.C.): porta la data del 18 agosto 531. Khosro I (o Cosroe I di Persia, come a volte troviamo) fu un re saggio, amante della filosofia platonica, promotore della cultura; sotto di lui sorsero o [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il più antico oroscopo arabo che conosciamo è redatto per l’incoronazione del re sasànide <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> <strong>Khosro I Anōsharwān</strong> (m. 579 d.C.): porta la data del 18 agosto 531. <span id="more-2315"></span></p>
<p><strong>Khosro I</strong> (o Cosroe I di Persia, come a volte troviamo) fu un <strong>re saggio</strong>, amante della filosofia platonica, promotore della cultura; sotto di lui sorsero o si ampliarono molte scuole e si sviluppò lo studio della <strong>filosofia</strong>, della <strong>medicina</strong>, dell’<strong>astrologia</strong>.</p>
<p>L’oroscopo in questione si trova nell’opera “<em>Kitab al-Masa’il fil-Ahkam al-nuyum</em>” (Libro sulle questioni del giudizio delle stelle) composta intorno all’889 dall’<strong>astrologo</strong> persiano <strong>‘Abu Yusuf Yaqub ibn ‘Ali-Qasrani</strong>. L’incoronazione dovrebbe essere avvenuta al mattino probabilmente nella capitale sasanide, Ctesifonte, città sulla riva sinistra del Tigri (attualmente nei pressi del villaggio di Madā’in, a trenta chilometri da Baghdad). </p>
<p>L’Ascendente era in Bilancia; il Sole a 23° Leone; la Luna a 17° Ariete; Mercurio a 08° Leone; Venere a 04° Bilancia; Marte, Giove e Saturno in Cancro rispettivamente a 25°, 13°, 03°.<br />
Venere sull’Ascendente potrebbe indicare lo sviluppo dell’arte attuato da Khosro I.<br />
Morì assassinato da uno dei suoi figli.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] I Sasànidi furono l’ultima dinastia iranica a governare la Persia prima della conquista islamica (640 ca.).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>La Vergine, Maria e Astrea</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/la-vergine-maria-e-astrea/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2015 06:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[astrea]]></category>
		<category><![CDATA[immacolata concezione]]></category>
		<category><![CDATA[vergine]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mondo cattolico si celebra oggi, 8 dicembre, la solennità dell’Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, cioè il concepimento della Madre di Gesù da parte dei genitori Anna e Gioacchino. Per l’antica Grecia era invece il giorno in cui si celebrava la dea Astrea, figlia di Zeus e della titanide Temi. Astrea (“stellata”), chiamata anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo cattolico si celebra oggi, <strong>8 dicembre</strong>, la solennità dell’<strong>Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria</strong>, cioè il concepimento della Madre di Gesù da parte dei genitori Anna e Gioacchino.<br />
Per l’antica <strong>Grecia</strong> era invece il giorno in cui si celebrava la <strong>dea Astrea</strong>, figlia di Zeus e della titanide Temi.<span id="more-2308"></span></p>
<p>Astrea (“stellata”), chiamata anche Dike (“giustizia”), era figlia di Zeus e della titanide Temi. Insieme alla madre era la <strong>dea della Giustizia</strong>. Viveva sulla terra insieme agli uomini durante l’Età dell’Oro, mitico periodo in cui tutti andavano d’amore e d’accordo. Ma col tempo gli uomini divennero <strong>malvagi</strong>, a tale punto che Astrea, che vigilava sulla giustizia insieme a sua madre, <strong>si ritirò</strong> per sempre in cielo disgustata da quanto stava accadendo, giurando che non sarebbe mai più ritornata sulla terra, e si trasformò nella <strong>costellazione della Vergine</strong>.</p>
<p>E oggi è il concepimento della Vergine Maria!</p>
<p>170 anni fa, l’<strong>8 dicembre del 1845</strong>, l’astrofilo tedesco Karl Ludwig Hencke, nato a Driesen in Prussia (oggi Drezdenko in Polonia), scoprì, nella costellazione del Toro in congiunzione alla stella Aldebaran, un <strong>asteroide</strong>. Visto il giorno della scoperta, gli diede nome <strong>Astrea</strong>.<br />
Essendo stato scoperto dopo i quattro principali asteroidi (Ceres, Pallas, Juno, Vesta) gli venne assegnato il numero 5. </p>
<p> Ho parlato di come agisce questo pianetino in ambito astrologico nel mio &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone.</p>
<p>Ecco alcuni stralci:</p>
<blockquote><p><em>Il fatto che questo asteroide si trovasse, al momento della sua scoperta, congiunto ad una stella decisamente importante come Aldebaran, astrologicamente vista come datrice, fra le altre cose, di saldi principi morali, ben si lega al compito di “vigilatrice della correttezza” portato avanti da Astrea (almeno fino a quando glielo permisero le umane vicende), qualità che ben volentieri leghiamo anche all’asteroide. Fermo restando questo, non possiamo non notare come il suo allontanarsi dalle umane creature, disgustata dalla piega che aveva preso il loro comportamento, lontano mille miglia dai ferrei principi di correttezza e giustizia cui era preposta, sia una delle qualità o prerogative che più si sono notate nei Temi in cui l’asteroide (5) Astraea si trovava in aspetto di congiunzione e/o opposizione ai punti angolari del Tema o a pianeti personali, ovvero l’allontanarsi da un gruppo o addirittura dalla società per i più svariati motivi (non ultimo il non apprezzare più le regole o certi modi di vita fino ad allora tollerati); questo allontanarsi può essere di breve durata, dovuto magari a qualche stizza del momento, oppure definitivo.<br />
Ovviamente non tutti coloro che sono titolari di tali aspetti arrivano a queste estreme conseguenze, e però in tutti notiamo un ferreo (a volte dogmatico) concetto di giustizia, in alcuni quasi da “occhio per occhio, dente per dente”, un’inflessibilità che comunque non supera mai certi limiti (o più pensata che agita). In alcuni l’allontanarsi può anche essere conseguente a inadeguatezza nel rapportarsi tranquillamente agli altri, difficoltà a legare dovuta magari ad una certa rigidità di principi, o anche, e spesso, l’allontanamento è patito, ovvero sono gli altri che sfuggono per i più svariati motivi, ma per tali casi dovremmo avere altri elementi oroscopici a sostegno.<br />
Possiamo apprezzare il peso di questo asteroide, ad esempio, nel Tema della cantante Mina <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>, allontanatasi volontariamente dalle scene, non apparendo più né in pubblico né in televisione, dove lo vediamo in congiunzione al Sole.<br />
Oppure pensiamo a Greta Garbo <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, “la divina”, che a 36 anni, all’apice del successo, si ritira dalle scene, si chiude in se stessa non volendo vedere nessuno, vivendo in due sole stanzette nel suo appartamento di sette vani a New York, e che ha l’asteroide (5) Astraea in congiunzione al Discendente (o opposto all’Ascendente), in opposizione a Giove e in quadratura a Mercurio signore del Tema</em> [&#8230;].</p></blockquote>
<p> Il seguito potete trovarlo nel libro citato.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Mina (Anna Maria Mazzini) nacque a Busto Arsizio, Italia, il 25 marzo 1940 alle ore 15.00 con l’asteroide (5) Astrea a 02° 11’ Ariete.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Greta Garbo nacque a Stoccolma, Svezia, il 18 settembre 1905 alle ore 19.30 con l’asteroide (5) Astrea a 08° 34’ Sagittario.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Giove, se ci sei batti un colpo</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 09:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi pratica l’astrologia sa che a volte non tutte le ciambelle riescono col buco, ovvero non sempre le nostre supposizioni (ché di questo si tratta) sugli “effetti” di un pianeta o di un suo transito centrano il bersaglio. La colpa è ovviamente nostra, non del pianeta, e magari lo è anche perché ammantiamo i pianeti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi pratica l’astrologia sa che a volte non tutte le ciambelle riescono col buco, ovvero non sempre le nostre supposizioni (ché di questo si tratta) sugli “effetti” di un pianeta o di un suo transito centrano il bersaglio.<span id="more-2268"></span></p>
<p> La colpa è ovviamente nostra, non del pianeta, e magari lo è anche perché ammantiamo i pianeti di “poteri” che vorremmo che avessero ma che non si sa se ce l’hanno davvero (sante proiezioni!), oppure andiamo dietro pedissequamente a certa tradizione senza chiederci se ciò sia vero o no (santa pigrizia!).</p>
<p>Prendiamo ad esempio Giove, esaltato come il benefico per eccellenza, colui che elargisce solo cose buone; credo non siano pochi coloro che potrebbero dire: «<em>Mi è passato Giove ma sinceramente non ho visto quegli effetti positivi che mi avevano detto</em>»; oppure: «<em>Non mi parlare di Giove! Sembra che io e lui si sia antitetici: tutte le volte che mi transita su qualche punto importante del Tema mi sembra che faccia l’opposto di quello che dovrebbe fare!</em>», e via di seguito. Certo la colpa è anche (e soprattutto) delle nostre aspettative. Giove c’entra poco o non come ci piacerebbe che fosse. Tuttavia…</p>
</p>
<p>Queste “dimostrazioni di affetto”, questi dubbi nei confronti del gigante gassoso non sono solo di oggi: anche in passato accadevano questi “incidenti di percorso” e gli astrologi e i loro clienti si facevano domande sul perché ciò accadesse ma non sapevano darsi una risposta. Quindi anche loro si erano accorti che non sempre Giove “parlava” o che i suoi transiti non davano quelle cose eccelse o comunque positive che la tradizione così perentoriamente sentenziava.</p>
<p>Ebbene, quando nel gennaio del 1610 Galileo Galilei puntò il suo cannocchiale su Giove e scoprì che questo aveva dei “pianetini” che gli ruotavano intorno, la cosa destò curiosità e ammirazione ma anche perplessità e dubbi, senza parlare di chi lo accusava di essere un impostore, un eretico e un sacrilego dato che in cielo non potevano esserci più “lumi” dei sette canonici.</p>
<p>Anche gli astrologi, ovviamente, rimasero scossi da questa notizia, e molti ringraziarono Galileo perché la scoperta di quei pianetini forse riusciva (finalmente?) a dare una spiegazione del perché quel benedetto di Giove non si dimostrava sempre all’altezza della sua reputazione di gran benefico.</p>
<p>Ricevette molte lettere da astrologi interessati alla scoperta e desiderosi di saperne di più. Fra questi anche la napoletana Margherita Sarrocchi (1560 – 1617), poetessa, astrologa e amica di Galileo. In una lettera a lui indirizzata, scritta però dal suo compagno, il  matematico napoletano Luca Valerio (1552 – 1618), veniamo a sapere come Margherita fosse entusiasta della scoperta dei quattro satelliti di Giove e come questa potesse poi diventare utile anche per l’astrologia visto che spesso Giove «si è mostrato negli effetti da sè medesimo molto differente» e che forse la causa dipendeva dalla «ignoranza di quest’altri lumi»:</p>
<blockquote><p>Molto Ill.re et Ecc.mo S.r mio Oss.mo<br />
Rallegromi moltissimo con V. S. et della sua racquistata sanità et delle sue mirabili osservationi fatte intorno a Venere, com’ancor fa la S.ra Margherita, rendendole li saluti duplicati, e dicendole che i compagni di Giove, scoperti da V. S., apporteranno grand’utile alli giudicii astrologici, poi ch’è stato osservato molte volte che tal pianeta, con li medesimi aspetti o congiuntioni et altre circostanze, si è mostrato negli effetti da sè medesimo molto differente, non sapendosi la causa della varietà non per altro che per la ignoranza di quest’altri lumi, come si dee credere […] <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.
</p></blockquote>
<p>Che dire? Sarebbe curioso e interessante se le posizioni dei quattro principali satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto), ovvero i loro PHEMU (fenomeni mutui), cioè chi eclissa chi o da che lato del pianeta si trovano o quale satellite viene da questo occultato, avessero il peso di alterare la qualità astrologica di Giove. Ma allora questo varrebbe anche per Marte, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone. </p>
<p>Forse è più giusto dire che, satelliti o non satelliti, siamo noi che enfatizziamo troppo Giove e, ad esempio, demonizziamo troppo il povero Saturno. Insomma, siamo noi che vogliamo che gli astri siano rinchiusi in rigidi schemini scolastici: qua i buoni (e se son buoni devono esserlo per davvero e per sempre), là i cattivi (e se son cattivi devono esserlo per davvero e per sempre). Dovremmo invece avere il coraggio, la forza, la curiosità, i dubbi di un Galileo e provare a mettere in discussione l’indiscutibile. </p>
<p>Insomma, ragionare.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Lettera di Luca Valerio a Galileo Galilei in Firenze scritta da Roma il 28 gennaio 1611, in: Antonio Favaro (a cura di), <em>Le Opere di Galileo Galilei. Edizione nazionale sotto gli auspici di Sua Maestà il Re d’Italia</em>, Volume XI, Carteggio anno 1611-1613, n. 469, p. 37, Tipografia Barbèra, Firenze 1890-1909 (digitalizzata in: http://portalegalileo.museogalileo.it).<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Edgard Varèse (1883 &#8211; 1965). La Musica Contemporanea</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2015 23:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[edgard varèse]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Zappa]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi, cinquant’anni fa, moriva il grande compositore francese naturalizzato statunitense Edgard Victor Achille Varèse. Era nato a Parigi il 22 dicembre 1883 da madre francese e padre italiano. Visse i primi anni di vita nel piccolo villaggio di Le Villars, nel sud della Borgogna. Talento precoce, all’età di dodici anni aveva già scritto una sua [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, cinquant’anni fa, moriva il grande <strong>compositore</strong> francese naturalizzato statunitense <strong>Edgard Victor Achille Varèse</strong>. Era nato a Parigi il <strong>22 dicembre 1883</strong> da madre francese e padre italiano. Visse i primi anni di vita nel piccolo villaggio di Le Villars, nel sud della Borgogna. Talento precoce, all’età di dodici anni aveva già scritto una sua prima “opera”, il <em>Martin Pas</em>, per voci di ragazzi e mandolino, su testi di Jules Verne, purtroppo perduta. <span id="more-2250"></span>
<p/>
<p>Trasferitasi la famiglia in Italia nel 1892, visse a Torino fino all’età di venti anni studiando musica al Conservatorio con <strong>Giovanni Bolzoni</strong>. La <strong>morte</strong> della madre e un <strong>pessimo</strong> rapporto con il padre lo fecero decidere, nel 1904, di allontanarsi da Torino per andarsene a <strong>Parigi</strong>. Lì continuò i suoi studi e iniziò a comporre le sue prime opere, ad esempio <em>Un grand sommeil noir </em>(1906), per pianoforte e soprano, su testi di Paul Verlaine, una composizione romantica quindi molto lontana dalla strada che intraprenderà di lì a poco e che lo porterà poi a dire che al termine “musica” preferisce quello di “suono organizzato”.
<p/>
<p>A Parigi strinse amicizia con vari artisti fra i quali <strong>Antonin Artaud</strong>, <strong>Jean Cocteau</strong>, <strong>Marcel Duchamp</strong>, <strong>Joan Mirò</strong>, <strong>Pablo Picasso</strong>. Si trasferì poi a <strong>Berlino</strong> facendosi conoscere come compositore con opere che vennero apprezzate da autori come <strong>Ferruccio Busoni</strong>, <strong>Claude Debussy</strong>, <strong>Richard Strauss</strong>.
<p/>
<p>Il 29 dicembre 1915 si trasferì negli <strong>Stati Uniti</strong>. Lì divenne il principale divulgatore della <strong>musica contemporanea</strong>. Nel 1958 venne contattato dal famoso architetto <strong>Le Corbusier</strong> per mettere in musica un progetto multimediale che l’artista svizzero, insieme al compositore e architetto greco <strong>Iannis Xenakis</strong>, stava elaborando per l’Esposizione Universale di Buxelles: il risultato sarà <em>Poème électronique</em>.
<p/>
<p>Anni prima, nel 1952, cercò di interessare alla sua musica e a un suo progetto di colonna sonora per film anche l’industria cinematografica, film che secondo i suoi intendimenti doveva essere realizzato da <strong>Walt Disney</strong> al quale scrisse anche delle lettere per proporgli questo suo progetto <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.
<p/>
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Varèse.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Varèse.jpg" alt="Varèse" width="295" height="235" class="alignleft size-full wp-image-2248" /></a>
<p>Varèse cercava di usare gli strumenti musicali in modo “rivoluzionario”, cercava oggetti e macchine che facessero musica. Fu un genio della musica, ma come tutti i geni incompreso e scoperto tardi.
<p/>
<p>Fra le sue opere principali citiamo <em>Amériques</em>, per grande orchestra (1918-1922); <em>Offrandes</em>, per soprano e orchestra da camera (1921); <em>Hyperprism</em>, per percussioni e piccola orchestra (1923); <em>Octandre</em>, per sette strumenti a fiato e contrabbasso (1923); <em>Intégrales</em>, per quattro percussioni e undici strumenti a fiato (1926); <em>Arcana</em>, per grande orchestra, opera ispirata a un passo dell&#8217;<em>Astronomia Ermetica</em> di <strong>Paracelso</strong> (1927); <em>Ionisation</em>, per tredici percussionisti e due sirene (1931); <em>Density 21.5</em>, per flauto solo (1936); <em>Désert</em>, per fiati, pianoforte, percussioni e nastro magnetico (1954); <em>Poème électronique</em>, per nastro magnetico (1958).
<p/>
<p>Molti i musicisti che sono stati influenzati da Varèse, primo fra tutti il grande compositore e musicista americano <a href="http://www.renzobaldini.it/frank-zappa-1940-1993/" target="_blank">Frank Zappa</a>. In Italia un suo grande estimatore è <strong>Giacomo Manzoni</strong>. Fra i suoi allievi, quando nel 1950 insegnava a Darmstadt, troviamo <strong>Bruno Maderna</strong> e <strong>Luigi Nono</strong>.
<p/>
<p>Morì a New York la mattina del 6 novembre 1965.
<p/>
<p>Qui sotto il suo <strong>Tema natale</strong> mentre <a href="https://www.youtube.com/watch?v=JHm31yPaahs" target="_blank">QUI</a> potete ascoltare un suo lavoro: INTÉGRALES.
<p/>
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Varèse_Tema-e1446123694896.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Varèse_Tema-e1446123694896.jpg" alt="Varèse_Tema" width="550" height="484" class="alignleft size-full wp-image-2247" /></a></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Giuseppe Scuri, <em>Désert di Edgard Varèse</em>, in: http://users.unimi.it/gpiana/XIII/scuri.htm.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ilario Altobelli (1560-1637)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 23:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[anelli]]></category>
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		<category><![CDATA[Saturno]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 378 anni fa, moriva Ilario Altobelli. Era nato a Montecchio, oggi Treia, in provincia di Macerata, nel luglio del 1560. Fin da giovanissimo dimostrò un forte interesse per l’astronomia. A soli quindici anni, il 29 maggio 1575, vestì il saio dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali. Nel 1585 venne ordinato sacerdote e due anni dopo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 378 anni fa, moriva Ilario Altobelli. Era nato a Montecchio, oggi <strong>Treia</strong>, in provincia di Macerata, nel luglio del 1560.<br />
Fin da giovanissimo dimostrò un forte interesse per l’<strong>astronomia</strong>. A soli quindici anni, il 29 maggio 1575, vestì il saio dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali. Nel 1585 venne ordinato <strong>sacerdote</strong> e due anni dopo fu studente a Roma nel Collegio di San Bonaventura.
<p/> <span id="more-2219"></span></p>
<p>Dal 1599 al 1605 fu a Verona <strong>docente</strong> di <strong>Matematica</strong> e <strong>Astronomia</strong>, divenendo poi anche rettore dello Studio veronese. La sua passione per l’astronomia venne premiata il 9 ottobre 1604 quando fu tra i primi a osservare la <strong>Supernova 1604</strong>, conosciuta anche come Supernova di Kepler o Stella di Kepler (anche se Kepler la vide il 17 ottobre, ma avendola studiata a lungo le venne dato il suo nome), una supernova esplosa in direzione della costellazione di Ofiuco. Il 30 dicembre 1604, con una lettera, ne informò <strong>Galileo Galilei</strong> che in quel periodo insegnava a Padova: grazie a questo Galileo tenne su quel fenomeno tre lezioni straordinarie allo Studio di Padova. Da considerare che la prima lettera di congratulazioni a Galileo per la pubblicazione del &#8220;<em>Sidereus Nuncius</em>&#8221; (13 marzo 1610) fu proprio di Altobelli, scritta dal frate il 12 aprile di quell’anno.
<p/>
<p>Fu in corrispondenza anche con molti astrologi, per esempio <strong>Bartolomeo Cristini</strong>, <strong>Giovanni Antonio Magini</strong>, don <strong>Orazio Morandi</strong>.<br />
Nella sua ricerca astronomica Altobelli scoprì anche gli anelli di <strong>Saturno</strong>, e disse che il pianeta doveva avere cinque satelliti; disse anche che la <strong>Via Lattea</strong> doveva essere un agglomerato di stelle. Fu studioso anche di meccanica e costruì diversi strumenti scientifici.
<p/>
<p>Ebbe modo di scrivere molto (testi storici sull’Ordine francescano, testi di teologia, di astronomia, di astrologia) e le sue opere furono apprezzate e ricercate in tutta Europa, venendo altresì chiamato a far parte di molte Accademie scientifiche.
<p/>
<p>Fra le sue opere troviamo il &#8220;<em>De proxima Reipublicae Venetae inclinatione ex astris conjectura multiplex</em>&#8220;, scritto durante la sua permanenza a Verona e lì stampato nel 1607, in cui tratta del <strong>Tema natale</strong> di <strong>Venezia</strong> (25 marzo 421) facendo <strong>predizioni</strong> sul destino della città <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.
<p/>
<p>Il &#8220;<em>De occultatione stellae Martis anni 1615</em>&#8220;, uno studio sul pianeta <strong>Marte</strong> e sulla sua occultazione da parte di Venere del 20 agosto 1615, astro certamente a lui caro visto che nacque con il Sole <strong>congiunto</strong> a Marte e forse per questo se ne interessò.
<p/>
<p>Le &#8220;<em>Tabulae Regiae, Divisionum Duodecim Partium Coeli, Et syderum obviationum, ad mentem Ptolemaei…</em>&#8221; <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, stampate a Macerata nel 1628 per i tipi di Giovanni Battista Bonomi e dedicate al cardinale Francesco III Boncompagni (1592-1641) all’epoca arcivescovo di Napoli.<br />
In questa sua opera Altobelli, dopo aver esposto i vari sistemi di <strong>domificazione</strong> del Tema natale che via via si sono succeduti nel corso dei secoli, da <strong>Tolomeo</strong> a <strong>Porfirio</strong>, da <strong>Alcabizio</strong> (al-Qabîsî)  a <strong>Regiomontano</strong> passando per quello di <strong>Giovanni Campano</strong>, dà conto delle sue <strong>tavole delle Case</strong> per le latitudini geografiche da 37° a 54°.
<p/>
<p>Abbiamo poi &#8220;<em>Demonstratio Ostendes Artem Dirigendi, Et Domificandi Ioannis de Monte Regio non concordare cum doctrina Ptolemaei…</em>&#8221; <a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>, stampata a Foligno nel 1629 per i tipi di Agostino Alteri e dedicata al nobile asburgico Johann Ulrich (1568-1634), primo principe di Eggenberg.<br />
In quest’opera Altobelli disserta sulla <strong>domificazione</strong> elaborata dall’astronomo tedesco <strong>Regiomontano</strong> e sulle differenze che questa ha con quella di <strong>Tolomeo</strong><a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, sulle <strong>direzioni</strong> ora con l’uno ora con l’altro metodo, concludendo che «ars dirigendi, ac domificandi M. Regii est vana, &#038; fallax» (p. 5r).<br />
Morì a Montecchio il 31 ottobre 1637.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Cfr. Isidoro Gatti Liberale, &#8220;<em>Lo studio astrologico &#8216;De proxima Reipublicae Venetae inclinatione&#8217; del padre Ilario Altobelli OFMConv.</em>&#8220;, in «Il Santo. Rivista Antoniana di Storia Dottrina Arte», n. 2-3 (XXXIV, 1994), pp. 305-325.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Titolo dell’opera: &#8220;<em>Tabulae Regiae, Divisionum Duodecim Partium Coeli, Et syderum obviationum, ad mentem Ptolemaei; Ingenio, &#038; labore P. FR. Hilarii Altobelli Senioris De Montechio, Nobil. Auximani, Ordinis Min. Conv. Philosoph. &#038; Theol. Doct. Matheseosque Studiosi, ad usum facilem redactae. Quas cum caeteris comparatas, solas Iatromathematicis per necessarias evidenter ostenditur. Adiuncta sunt Horaria tempora. Doctrina Ptolemaei de syderum occursu illustrata, Restituta, Adaucta, Ususque ipsarum brevi, plano, ac nonissimo</em>&#8221; [sic], Maceratae, Ex Typographia Io. Baptistae Bonomi, M.DC.XXVIII. L’opera è presente nella Biblioteca Carlo Viganò di Brescia (collocazione: FA 6 B 357) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata della Biblioteca Digitale Museo Galileo di Firenze.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Titolo dell’opera: &#8220;<em>Demonstratio Ostendes Artem Dirigendi, Et Domificandi Ioannis de Monte Regio non concordare cum doctrina Ptolemaei, atque à supputationibus, &#038; operationibus Phisicis enormiter, &#038; undequaque differre. Addenda Libro Tabularum Regiarum R.P. Magistri Hilarii Altobelli Inventoris ad evidentiam ocularem earundem rerum, de quibus agitur in dicto suo Libro</em>&#8220;, Fulginiae, Apud Augustinum Alterium, M.DC.XXIX. L’opera è presente nella Biblioteca Carlo Viganò di Brescia (collocazione: FA 6 B 357) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata della Biblioteca Digitale Museo Galileo di Firenze.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Regiomontano, nella determinazione delle cuspidi delle Case, si avvaleva dei cerchi di posizione e dell’equatore, ovvero partendo dal meridiano l’equatore veniva segnato a intervalli di 30° facendo poi passare su questi punti i cerchi di posizione che, intersecando l’eclittica, andavano a formare le cuspidi delle Case. I cerchi di posizione sono circoli massimi della sfera locale che passano per il nord e per il sud; anche l’orizzonte e il meridiano sono cerchi di posizione.<a href="#testo4">&uArr;</a></p>
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		<title>Un pronostico mal digerito</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 07:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[ercole d'este]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[galeazzo maria sforza]]></category>
		<category><![CDATA[pietro bono avogario]]></category>
		<category><![CDATA[pronostico]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sempre ciò che è scritto nei pronostici viene preso bene dal committente di turno, in special modo se il responso è avverso a ciò che egli si aspettava. Ben lo sapevano gli astrologi del passato che avevano a che fare con i capricci di nobili e regnanti e che per questo dovevano calibrare con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non sempre ciò che è scritto nei <strong>pronostici</strong> viene preso bene dal committente di turno, in special modo se il responso è <strong>avverso</strong> a ciò che egli si aspettava. Ben lo sapevano gli astrologi del passato che avevano a che fare con i <strong>capricci</strong> di nobili e regnanti e che per questo dovevano calibrare con la massima cura ciò che scrivevano.<br />
Sì perché sbagliare responso o pronosticare <span id="more-2234"></span> non solo disavventure ma semplicemente cose o eventi non graditi al principe di turno poteva <strong>costare caro</strong>, come successe a un <strong>povero prete</strong> che maldestramente ma giustamente <strong>predisse</strong> al duca di Milano <strong>Galeazzo Maria Sforza</strong> (1444 – 1476) che avrebbe governato per soli dieci anni, come ci racconta lo storico milanese Bernardino Corio (1459-1519):
<p/>
<blockquote><p>[…] <em>un sacerdote essendo dal duca richiesto quanto tempo avesse a regnare, rispose che non toccherebbe l’undecimo anno, per cui fattolo imprigionare gli mandò un piccol pane, un bicchier di guarnazza, ed un’ala di cappone facendogli dire, che non avrebbe più nulla d’altro. Con tali cose, cibandosi anche del proprio sterco si mantenne per dodici giorni e finalmente morì.</em> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a></p></blockquote>
<p>Qualcosa di simile ma senza le estreme conseguenze patite dal povero sacerdote accadde anche al grande medico, astronomo e <strong>astrologo</strong> ferrarese <strong>Pietro Bono Avogario</strong> (1425 ca. – 1506).<br />
Avogario fu docente di Astrologia a Ferrara per ben trentanove anni, dal 1466 al 1506 <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.<br />
Fu altresì docente di Diritto Canonico sempre allo Studio ferrarese, e in tale veste ebbe come allievo, e lo addottorò in quella materia il 31 maggio 1503, <strong>Niccolò Copernico</strong> (Nikolaj Kopernik, 1473-1543). Era tenuto in gran stima dal duca <strong>Ercole I d’Este</strong>, che molto lo protesse.
<p/>
<p>Come accennato alcune sue previsioni gli procurarono dei <strong>grattacapi</strong> per non dire peggio, come quando il duca Galeazzo Maria Sforza (sempre lui!) credette di riconoscersi in alcuni <strong>funesti pronostici</strong> sulla vita di un “principe” elaborati nel 1474 dal nostro povero astrologo <a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.<br />
Ecco come Galeazzo dà incarico a Giovanni Battista da Cotignola, in data 17 luglio 1474, affinché provveda a inoltrare al duca Ercole d’Este le sue <strong>rimostranze</strong> nei confroni di Avogario:
<p/>
<blockquote><p><em>Messer Zoan Baptista, voi andarete da lo Illustrissimo Duca Hercule et per vostra parte li exponerete che avendo Magistro Petro Bono astrologo de Signoria Sua divulgato el suo iudicio de questo anno per tutta Italia, è acapitato in le mano di questi nostri physici peritissimi de astrologia, li quali, lecto epso iudicio et examinato bene le particularità che sonno in quello, ne hanno dechiarato (quantunché extimano che in epso iudicio non habia voluto fare mentione de noi, tam perché simile cose capitano per mano del vulgo, facilmente se poteria pensare) ch’el dicto Magistro Petro Bono apertamente inferisce che noi in questo anno havemo ad incurrere in pericolo della vita et anche del stato, como per le parole tolte dalli capitoli de epso iudicio et notate qua soto se pò comprendere</em> […]. <a href="#nota4"name="testo4">[4]</a></p></blockquote>
<p>Ma questo fu solo un anticipo, e nemmeno tanto “pericoloso”. Il <strong>peggio</strong> venne dopo, quando oltre a questo ricevette anche delle minacce di <strong>morte</strong> se non avesse corretto il tiro, come leggiamo in una lettera fattagli arrivare da un emissario dello Sforza:
<p/>
<blockquote><p><em>Magistro Petro Bono, voi astrologati e fati iudicio d’altri e non sapeti astrologare né fare iudicio de periculi vostri imminente, perché il Duca di Milano ha mandato lì per farve tagliare a pezi e tuttavia ne manda deli altri per fare questo, che, non potendolo uno, venghi facto all’altro’ e azò credati ve dicha el vero, se fate ponere mente ad le bollete et ad le porte, trovareti che tra li altri ve capitarà uno Zorzo Albanese di piccola statura et homo scuro in faza, et l’altro Iohanne de Lucoli, grande, rubicondo, cum li capelli longhi di colore castano, et va uno poco zoppo. State advertente che non ve parlo senza casone.</em> <a href="#nota5"name="testo5">[5]</a></p></blockquote>
<p>La cosa fortunatamente non ebbe seguito, anche e soprattutto per i buoni uffici degli Estensi.<br />
Ma Avogario a quanto pare non poteva non dire quello che le stelle gli suggerivano, e così in un altro <strong>pronostico</strong> del 1476 se ne uscì dicendo che un grande principe alla fine di quell’anno sarebbe stato <strong>ucciso</strong> o col <strong>ferro</strong> o col <strong>veleno</strong>, e guarda caso la mattina del <strong>26 dicembre 1476</strong>, mentre stava entrando nella <strong>chiesa</strong> di Santo Stefano in Brolio a Milano, il duca <strong>Galeazzo Maria Sforza</strong>, vittima di una congiura, cadde <strong>ucciso a pugnalate</strong>.</p>
<hr/>
  <a name="nota1">[1] B. Corio, “<em>Storia di Milano</em>”, 3 voll., Francesco Colombo, Milano 1855-1857, III, p. 313.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
  <a name="nota2">[2] Secondo quanto riportato dallo storico torinese Ferdinando Maria Gabotto (1866-1918), Avogario fu lettore allo Studio di Ferrara dal 1455 al 1473 (F. Gabotto, “<em>Nuove ricerche e documenti sull’Astrologia alla Corte degli Estensi e degli Sforza</em>”, La Letteratura, Torino 1891, p. 25). Lo storico torinese fa riferimento a quanto riportato nell’Archivio di Stato di Modena, Camera Ducale, Memoriali (<em>ibidem</em>, nota 4).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
 <a name="nota3">[3] Titolo del pronostico di Avogario: &#8220;<em>Iudicium Magistri Petri Boni Ferrariensi Mcccclxxiiii</em>&#8220;. L’opera è presente nell’Archivio di Stato di Milano (collocazione:  Sforzesco, Misc. 1569).<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
  <a name="nota4">[4] F. Gabotto, “<em>L’astrologia nel Quattrocento in rapporto colla civiltà. Osservazioni e documenti storici</em>”, p. 405, in: «Rivista di Filosofia Scientifica», VIII, giugno/luglio 1889, Fratelli Dumolard, Milano 1889, pp. 377-414.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
  <a name="nota5">[5] F. Gabotto, <em>op. cit.</em>, p. 407. <a href="#testo5">&uArr;</a></p>
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		<title>Informazioni Storiche (3)</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 22:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[illiri]]></category>
		<category><![CDATA[nakovana]]></category>
		<category><![CDATA[zodiaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo zodiaco europeo più antico. Nel villaggio di Nakovanj, nella penisola adriatica di Pelješac, a 5 km da Lovište (Croazia), si trova, affacciato sul mare, un antico e ben conservato santuario illirico [1]. Lì, nel 2000, un gruppo di ricercatori facenti parte del “Nakovana Project”, fra i quali Stašo Forenbaher, dell’Institute for Anthropological Research di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo zodiaco europeo più antico.</strong></p>
<p>Nel villaggio di <strong>Nakovanj</strong>, nella penisola adriatica di Pelješac, a 5 km da Lovište (Croazia), si trova, affacciato sul mare, un antico e ben conservato <strong>santuario illirico</strong> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<br />
Lì, nel 2000, un gruppo di ricercatori facenti parte del “Nakovana Project”, fra i quali <strong>Stašo Forenbaher</strong>, dell’Institute for Anthropological Research di Zagabria,<span id="more-2212"></span></p>
<p><strong>Timothy Kaiser</strong>, del Royal Ontario Museum (Canada) e <strong>Alexander Raymond Jones</strong>, dell’Institute for the Study of the Ancient World della New York University, scoprirono un reperto molto interessante. </p>
<p>O meglio: a scoprirlo fu la <strong>fidanzata</strong> di Forenbaher (oggi sua moglie) che aggirandosi tra le rovine si mise a scavare trovando così l’apertura di una grotta, lunga circa 10 metri, che si scoprì poi essere stata sigillata nel I secolo a.C. </p>
<p>Lì, fra resti di scialuppe e barche, vennero trovati molti reperti fra i quali alcuni <strong>pezzi di avorio</strong> di elefante africano ai quali a prima vista i ricercatori non seppero dare una spiegazione. </p>
<p>Ma a un controllo più attento i pezzi di avorio si rivelarono essere parti di un <strong>zodiaco</strong>; le figure in essi incise si dimostrarono infatti essere <strong>Segni zodiacali</strong>: si riconoscevano i <strong>Gemelli</strong>, il <strong>Cancro</strong>, i <strong>Pesci</strong> (vedi immagine). Probabilmente quei pezzi erano incollati su di una tavola circolare di legno: osservando la curvatura dei piccoli reperti si può dedurre un diametro della tavola di circa 15 cm.<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Info_storiche_3_2-e1444481416695.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Info_storiche_3_2-e1444481416695.jpg" alt="Info_storiche_3_2" width="300" height="224" class="alignleft size-full wp-image-2210" /></a><br />
La datazione al radiocarbonio stabilì che quei manufatti risalivano al <strong>100 a.C.</strong> </p>
<p>Probabilmente quello zodiaco era di <strong>origine greca</strong>, anche perché le scialuppe lì ritrovate erano di fattura non illirica; e poi non abbiamo testimonianze relative a conoscenze o utilizzo dell’astrologia da parte degli Illiri, e comunque, quand’anche l’avessero praticata, non sarebbe certo stata farina del loro sacco essendo culturalmente debitori dalla Grecia.<br />
Gli <strong>Illiri</strong> erano poi famosi guerrieri che la tradizione e le leggende dicono essere stati abbastanza feroci: lo scrittore romano Aulo Gellio (125 – 180) dice di aver letto che: “ [gli Illiri] <em>ammazzano le persone fissandole a lungo con sguardo irato, e che questi individui, maschi e femmine, dalla vista micidiale, hanno due pupille per ogni occhio</em>” (<em>Notti Attiche</em>, IX, 4). </p>
<p>Ritornando al nostro zodiaco si pensa che possa essere stato lo strumento di lavoro di un astrologo, la sua “tavoletta zodiacale” sulla quale poi accomodava delle pietruzze variamente colorate che rappresentavano i pianeti del cliente di turno. </p>
<p>Non è escluso che il nostro astrologo, magari di origine greca, operasse proprio all’interno del santuario, come a volte accadeva. Oppure lo zodiaco può essere arrivato lì per chissà quale via e dimenticato poi in quella grotta. O anche essere stato deliberatamente rotto e lasciato nel tempio da qualcuno che, avverso all’astrologia, se ne era impossessato avendolo poi “immolato”agli dèi <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Gli Illiri erano un insieme di popolazioni indoeuropee che abitavano la zona nord-occidentale della penisola balcanica. Inizialmente però il nome designava solo alcune tribù che vivevano nei pressi del lago di Scutari (Albania): furono i Greci e i Romani a chiamare con quel nome tutte le popolazioni che vivevano nei Balcani occidentali.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Informazioni sugli scavi e lo zodiaco in: Stašo Forenbaher, Alexander Raymond Jones, “<em>The Nakovana Zodiac: Fragments of an Astrologer’s Board from an Illyrian-Hellenistic Cave Sanctuary</em>”, in: «Journal for the History of Astronomy», Vol. 42, Part. 4, No. 149, November 2011, pp. 425-438.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>John Lennon</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2015 22:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[John Lennon]]></category>
		<category><![CDATA[mark david chapman]]></category>
		<category><![CDATA[Parte degli Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Fatalità]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>
		<category><![CDATA[parti arabe]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione solare]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrebbe compiuto oggi 75 anni. Era nato a Liverpool (GB) il 9 ottobre 1940 alle ore 18.13 (rettificata). Ne ha invece vissuti 40. La “falce della morte” recise la sua vita il giorno 8 dicembre 1980 a New York: un suo fan (!), Mark David Chapman, alle 22.50, gli sparò contro cinque colpi di pistola; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avrebbe compiuto oggi <strong>75 anni</strong>. Era nato a Liverpool (GB) il <strong>9 ottobre 1940</strong> alle ore 18.13 (rettificata). Ne ha invece vissuti 40. La “falce della morte” recise la sua vita il giorno <strong>8 dicembre 1980</strong> a New York: un suo fan (!), <strong>Mark David Chapman</strong>, alle 22.50, gli sparò contro cinque colpi di pistola; quattro raggiunsero John che morì poco dopo, alle 23.07.<br />
Qui sotto il suo Tema natale.</p>
<p><span id="more-2202"></span><br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Lennon_tema-e1443938151283.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Lennon_tema-e1443938151283.jpg" alt="Lennon_tema" width="500" height="440" class="alignleft size-full wp-image-2199" /></a></p>
<p>In questa analisi ci concentreremo solo su alcune Parti Arabe.</p>
<p>Troviamo la <strong>Parte di Morte</strong> a 03°53’ Pesci, in Dodicesima Casa, in esatta opposizione a Venere (03°12’ Vergine) ed esattamente congiunta alla <strong>Parte degli Incidenti</strong> a 03°14’ Pesci.<br />
Da considerare che una <strong>Parte di Morte</strong> in Pesci, per giunta in Dodicesima, può far pensare a pericoli derivanti da autolesionismo, da gesti esagerati, esaltati o fanatici (propri o altrui), il tutto condito da un che di misterioso, sfuggente, nebuloso, non chiaro.</p>
<p>La <strong>Parte degli Incidenti</strong> deve essere vista come rappresentante di un evento imprevisto e dannoso per l’incolumità del soggetto; se poi, come in questo caso, la vediamo congiunta alla Parte di Morte ciò porta a pensare a una morte non naturale.</p>
<p>Come sappiamo le Parti Arabe sono punti fittizi, semplici espressioni matematiche, quindi hanno bisogno, per palesarsi, per manifestarsi, per agire, di qualcuno che invece abbia un corpo e che per tale ragione le rappresenti: tale compito è espletato dal pianeta che domina il Segno in cui queste vengono a trovarsi. Una <strong>Parte di Morte</strong> in <strong>Pesci</strong> verrà quindi rappresentata da <strong>Nettuno</strong>.</p>
<p>Un sistema che utilizzo con buoni risultati è quello delle <strong>Direzioni Simboliche</strong>, cioè lo spostamento dei pianeti, nel Tema natale, in ragione di 1° = 1 anno di vita.</p>
<p>Se prendiamo <strong>Nettuno</strong>, qui a 26° Vergine, e lo spostiamo in avanti in ragione di 1° = 1 anno di vita vediamo ad esempio che all’età circa di 34 anni è entrato in <strong>Scorpione</strong>, dominio di <strong>Marte</strong> e <strong>Plutone</strong>: diciamo quindi che i pianeti che da quel momento reggeranno, “influenzeranno”, domineranno la sua vita saranno Marte e Plutone. Consideriamo che qui usiamo Nettuno non tanto come “Nettuno” quanto come rappresentante della Parte di Morte. </p>
<p>Continuando, vediamo che all’età di 37 anni questo “rappresentante” si è messo in <strong>quadratura</strong> (arrivando a 03° Scorpione) alla <strong>Luna</strong> (a 03° Acquario), mentre l’anno dopo in quadratura a <strong>Plutone</strong> (che è a 04° Leone); quest’ultima quadratura è assai importante sia perché Plutone è il signore del Segno in cui Nettuno si sta trovando (e mettersi in quadratura col “padrone di casa” non è mai indice di cose buone), sia soprattutto perché Plutone è qui il rappresentante di un’altra Parte importante, quella di <strong>Fatalità</strong> o del Destino che troviamo a 06°05’ Scorpione. </p>
<p>Possiamo così dire che nel 1977-1978 la persona è entrata in un periodo non propriamente tranquillo per la sua incolumità fisica. </p>
<p>Continuando ancora a far camminare in avanti <strong>Nettuno</strong> vediamo che dopo 2 anni, cioè all’età di 40 anni, incontra sul suo cammino chi?  Nientemeno che la <strong>Parte di Fatalità</strong> che avevamo visto a 06° Scorpione.</p>
<p>Voi capite che se il pianeta che rappresenta la Parte di Morte va a incontrare la Parte di Fatalità, quando due anni prima era stato in quadratura al rappresentante di detta Parte, non è che ci possiamo aspettare cose tranquille.</p>
<p>Ma osserviamo la sua <strong>Rivoluzione Solare</strong> (RS) dell’anno 1980.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Lennon_RS-e1443938371784.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Lennon_RS-e1443938371784.jpg" alt="Lennon_RS" width="500" height="388" class="alignleft size-full wp-image-2201" /></a></p>
<p>Qui vediamo una cosa che dà ragione dell’utilizzo delle Parti Arabe e del loro aiuto nell’interpretazione. Intanto vediamo l’<strong>Ascendente</strong> annuale che è andato a sovrapporsi a <strong>Marte</strong> natale, situazione che non ha bisogno di commenti tanto è palese nell’indicarci un anno certo non tranquillo per l’incolumità fisica, a maggior ragione se su quell’Ascendente (e quindi anche su Marte natale) vediamo <strong>Saturno</strong>.</p>
<p>Ma ancor più la situazione si fa pericolosa in virtù della posizione della <strong>Parte di Morte</strong> annuale, che qui troviamo a 10°12’ Ariete, congiunta all’<strong>Ascendente natale</strong>!</p>
<p>Una regola importante nell’utilizzo delle Parti Arabe è quella che dice che se una Parte annuale va a congiungersi a un angolo del cielo natale, quell’anno le cose espresse da quella Parte avranno molte probabilità di esprimersi. Stesso discorso se fosse un angolo del cielo annuale che va a sovrapporsi a una Parte natale.</p>
<p>Mi rendo conto che per chi non è avvezzo all’uso delle Parti Arabe tutto questo può sembrare farraginoso, ma credetemi, è più semplice di quanto a prima vista appare. Basta un po’ di pratica e avrete tra le mani uno strumento in più che vi aprirà nuovi spiragli interpretativi.<br />
Ovviamente come tutti gli strumenti andrà usato insieme ad altri e soprattutto con parsimonia e intelligenza. Non possiamo interpretare un Tema solo con le Parti Arabe. Qui lo abbiamo fatto solo per far capire, succintamente, come si usano.</p>
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		<title>Giornata Internazionale della Nonviolenza</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2015 22:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, 2 ottobre, è la Giornata Internazionale della Nonviolenza. Venne promossa dall’Assemblea generale dell’ONU in data 15 giugno 2007. La scelta del giorno non fu ovviamente occasionale: il 2 ottobre è la data di nascita del Mahatma Gandhi, apostolo della nonviolenza, assassinato a New Delhi, India, il 30 gennaio 1948. Mohandas Gandhi nacque a Porbandar, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, 2 ottobre, è la <strong>Giornata Internazionale della Nonviolenza</strong>. Venne promossa dall’Assemblea generale dell’ONU in data 15 giugno 2007. La scelta del giorno non fu ovviamente occasionale: il 2 ottobre è la data di nascita del <strong>Mahatma Gandhi</strong>, apostolo della nonviolenza, assassinato a New Delhi, India, il 30 gennaio 1948.</p>
<p>Mohandas Gandhi nacque a Porbandar, India, il 2 ottobre 1869. <span id="more-2192"></span></p>
<p>Alcuni testi dicono che nacque un’ora circa dopo il sorgere del sole. La sua ora natale è stata varie volte rettificata: chi dice le 07.08 (Cyril Fagan, «American Astrology», 10/1976); chi le 07.45 (Huggins, «The Astrology Magazine», 1/1970); chi le ore 11.00, come Barbault; chi le 23.00 (Thiruvenkatacharya, «The Astrology Magazine», 12/1966).</p>
<p>Qui sotto il Tema natale domificato secondo Fagan.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Gandhi-e1443716366134.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/10/Gandhi-e1443716366134.jpg" alt="Gandhi" width="500" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2190" /></a></p>
<p>Lungi da me il proposito di dissacrare la figura di Gandhi, però le posizioni dei pianeti e gli aspetti che si intrecciano tra loro non sembrano attagliarsi a certa agiografia.</p>
<p>La congiunzione <strong>Venere-Marte</strong> in Scorpione, opposta alla congiunzione <strong>Giove-Plutone</strong>, ci parla di pulsioni egoiche, di spinte sessuali molto forti, di contraddizioni tra il dire e il fare, di aggressività (!). Certo, può avere, con fatica e con una certa autoviolenza, sublimato il tutto reimpostandolo in funzione di una lotta alla brutalità, ma ciò non toglie che il primo violento fosse lui stesso. </p>
<p>Da notare poi la <strong>Luna</strong> in Leone in quadratura alle suddette congiunzioni, ciò che va a formare un <strong>Quadrato a T</strong>, aspetto quest’ultimo potente e contraddittorio, indicante come alla persona venga sì data la possibilità di salvarsi ma solo dietro a un duro lavoro su se stessa. Il Quadrato a T è un Grande Quadrato al quale manca una “gamba”: in questo caso lo “spazio vuoto” si trova in Acquario; se vuole salvarsi la persona “deve andare” verso l’Acquario, un Segno che leghiamo alla coscienza sociale, alla vocazione del “salvatore delle masse”.</p>
<p>Certo, Segno anche lui contraddittorio, nel senso che ci mette poco a stufarsi della sua “missione” o, all’opposto, a esaltarla in senso fanatico o maniacale.<br />
Contraddizioni che vive anche e soprattutto quella Luna in Leone che si trova in tensione con due fortissime congiunzioni: una siffatta Luna indica esaltazione, ambizione, egocentrismo, orgoglio, autoritarismo e vanità, tutte cose che certo hanno albergato nell’intimo di Gandhi; e però anche una Luna che, in quella continua tensione e forse proprio per questo, può riuscire a sviluppare grandi sentimenti, che si sente appagata solo se veleggia verso grandi mète; una Luna che sa far tesoro delle proprie debolezze anche se usate spesso come arma ricattatoria e/o manipolativa al fine di ottenere attenzione e servigi.</p>
<p>Faccio notare come il Quadrato a T assomigli a un arco teso, cioè armato della sua freccia le cui veci, qui, vengono fatte dalla Luna (in tal caso lo si definisce “astro focale”); se scocco la freccia questa va a “conficcarsi” in Acquario: ecco che il compito di “salvarore delle masse” acquista qui un peso maggiore visto che la Luna rappresenta, fra le altre cose, proprio le masse, la gente, il popolo, il territorio, la patria.</p>
<p>Da quanto esposto possiamo vedere Gandhi come un “umile egocentrico” (senso di Luna in tensione in Leone), ma ovviamente era anche altro. Ed è per questo “altro” che viene ricordato.</p>
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		<title>Asteroidi: gli Dèi del quotidiano</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/asteroidi-gli-dei-del-quotidiano-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 22:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele D'Annunzio]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia relazione tenuta al II Convegno Adriatico di Astrologia &#8220;Astrologia per conoscere l’uomo&#8220;, Pescara, Italia, 6 Ottobre 2012 (pubblicata negli Atti). In questo mio intervento leggeremo il Tema natale di Gabriele D’Annunzio con l’inserimento degli Asteroidi e interpreteremo il loro impatto nelle vicende della sua vita. Parafrasando il noto libro di Howard Sasportas [1] [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>La mia relazione tenuta al II Convegno Adriatico di Astrologia &#8220;<em>Astrologia per conoscere l’uomo</em>&#8220;, Pescara, Italia, 6 Ottobre 2012 (pubblicata negli Atti).</h6>
<p><br/></p>
<p>In questo mio intervento leggeremo il Tema natale di <strong>Gabriele D’Annunzio </strong>con l’inserimento degli Asteroidi e interpreteremo il loro impatto nelle vicende della sua vita.</p>
<p>Parafrasando il noto libro di Howard Sasportas <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> possiamo vedere gli asteroidi, che nella maggior parte dei casi hanno nomi di eroi e semidèi (quindi diversi dai pianeti che si fregiano del nome delle grandi divinità olimpiche e pre-olimpiche),<span id="more-2132"></span> come elementi le cui azioni vanno a parare non già nel novero delle grandi vicende destiniche, appannaggio dei pianeti e dei loro transiti, ma nell’ambito del quotidiano, della vita di tutti i giorni, pur a volte modellando, smussando o esaltando le cose date dai pianeti stessi, in special modo di quelli presso i quali gli asteroidi si trovano ad essere congiunti. </p>
<p>L’uso degli asteroidi nell’interpretazione astrologica può a molti apparire bislacco o assurdo, pensando che dei piccoli sassi non meritino nemmeno la fatica di calcolarne la posizione: un astro non è maggiormente parlante perché è più grande e grosso o più vicino a noi di un altro, ché sennò Giove, astrologicamente parlando, avrebbe più “influenza” della Luna o quest’ultima più importanza di Plutone. Gli asteroidi, in quanto elementi facenti parte del macrocosmo, possono e devono essere usati in astrologia alla stregua di qualsiasi altro oggetto fisico e non, e da quest’ultimo lato pensiamo alle Parti Arabe, ai Nodi lunari, ma anche all’Ascendente stesso, al Medio Cielo, punti immateriali ma che nessuno si sognerebbe, per questo, di accantonare nell’elenco delle cose inutili. </p>
<p>Per quanto riguarda il significato astrologico degli asteroidi questo si basa, oltre che ovviamente sulla pratica quotidiana, sia sulla comprensione della storia che si lega al personaggio mitologico del quale porta il nome sia al suo Tema natale, cioè al Tema eretto per il momento in cui l’asteroide è stato scoperto, quadro astrale che, alla stregua di qualsiasi altro Tema di nascita, ci darà indicazione sulle sue principali caratteristiche <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>L’esempio sul quale lavoreremo è il Tema di <strong>Gabriele D’Annunzio</strong>, il poeta-soldato, il Vate, omaggio certo non originale ma doveroso visto il luogo che ci ospita. </p>
<p>Fra gli asteroidi presenti in un Tema possiamo inizialmente fermare la nostra attenzione su quelli che si trovano congiunti agli angoli del cielo o a pianeti personali; questo non vuol dire che gli altri aspetti non abbiano la loro importanza, solo che una prima e importante scrematura interpretativa può essere fatta concentrandosi sull’aspetto di congiunzione il quale ci permette già di delineare un quadro pressoché parlante del loro impatto espositivo. </p>
<p>Gli asteroidi che nel Tema di D’Annunzio detengono tale caratteristica sono: </p>
<p style="text-align: center;">(1) CERES – (1009) SIRENE – (66) MAJA – (65) CYBELE<br />
(99) DIKE – (4450) PAN – (85) IO – (47) AGLAJA</p>
<p>Da notare la cifra che li precede: rappresenta il numero progressivo della loro scoperta, così, ad esempio, Ceres è contrassegnato dal numero 1 perché è stato il primo asteroide ad essere scoperto, mentre Cybele, col numero 65, è stato il sessantacinquesimo pianetino ad essere individuato. </p>
<p>Da notare altresì come questi abbiano nomi tratti dalla mitologia: non tutti gli asteroidi seguono questo cliché, ché ve ne sono molti che vengono nominati nei modi più disparati, ad esempio con nomi di città, di piante, di scienziati, di persone comuni, ecc., così, tanto per fare degli esempi, abbiamo gli asteroidi (542) Susanna, (793) Arizona, (833) Monica, (945) Barcelona, (1079) Mimosa, (1815) Beethoven, (2001) Einstein, (4382) Stravinsky, ecc. </p>
<p>Ma andiamo subito a osservare come sono dislocati i principali asteroidi nel Tema di D’Annunzio e cosa ci possono dire. </p>
<p>
<strong>(1) CERES</strong></p>
<p>Iniziamo da (1) CERES, che troviamo collocato a 17° 33’ del Capricorno, esattamente congiunto al Medio Cielo. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_1-e1442587895714.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_1-e1442587895714.jpg" alt="D&#039;Annunzio_1" width="550" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2098" /></a></p>
<p>Il nome fa riferimento alla dea Cerere, la dea dell’agricoltura, delle messi, considerata per questo una Grande Madre. Ma Cerere era anche la dea del popolo, della plebe, della liberazione di quest’ultima dall’oppressione, quindi rappresentante anche l’ardente desiderio rivoluzionario vòlto al riscatto di un popolo, di una terra, al riappropriarsi di una dignità perduta. </p>
<p>D’altronde nel Tema della scoperta dell’asteroide (01.01.1801 ore 20.00 a Palermo) troviamo la Luna in Cancro in Dodicesima Casa congiunta a Giove e alla Parte del Lavoro, Marte in Toro congiunto al Medio Cielo, Saturno in Leone congiunto all’Ascendente, elementi che ci parlano di terra, territorio, patria, proletariato, lotta di liberazione, riscatto, ecc. Si può quindi pensare che coloro che hanno questo asteroide in posizione importante nel proprio cielo natale si trovino, chi più chi meno, ad avere questo anelito. </p>
<p>Il fatto di trovarsi, questo asteroide, in una posizione decisamente importante nel Tema di D’Annunzio indica senz’altro che le questioni sociali sopra esposte trovano nel poeta-soldato un terreno fertile al loro germogliare. Chi conosce la sua vita non potrà fare a meno di pensare, ad esempio, all’impresa di Fiume del 12 settembre 1919, quando D’Annunzio, con un manipolo di soldati ribelli del Regio Esercito (i Granatieri di Sardegna), marciò sulla città di Fiume annettendola al Regno d’Italia. Prima dell’impresa scrisse una lettera a Mussolini che iniziava con queste parole: «Mio caro compagno, il dado è tratto. Parto ora. Domattina prenderò Fiume con le armi. Il Dio d’Italia ci assista. Mi levo dal letto febbricitante. Ma non è possibile differire…». </p>
<p>Interessante osservare dove si trovava l’asteroide quel 12 settembre: a 01° Ariete, transitante in Dodicesima Casa sul suo Nettuno, ciò che dà ragione sia del suo stato “febbricitante” sia di quell’afflato idealistico-romantico-visionario che l’ha fatto montare in groppa a Pegaso brandendo la spada della redenzione, del riscatto, della liberazione. Non dimentichiamo poi che Nettuno-Poseidone, nel mito, era il marito di Cerere-Demetra, ciò che dà al tutto un che di forte e di inderogabile. </p>
<p><br/></p>
<p><strong>(1009) SIRENE</strong></p>
<p>E però possiamo andare avanti e visualizzare meglio tutto questo sapendo che D’Annunzio, al Medio Cielo, ha un altro importante asteroide: (1009) SIRENE, che si trova a 17° 34’ Capricorno. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_2-e1442588006658.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_2-e1442588006658.jpg" alt="D&#039;Annunzio_2" width="550" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2099" /></a></p>
<p>L’asteroide ha il nome di quegli esseri metà donna e metà pesce (inizialmente metà donna e metà uccelli) conosciuti sotto il nome di Sirene, personaggi mitologici il cui compito era quello di “incantare cantando”, cioè di ammaliare, affascinare, stregare, inebriare, attrarre, far perdere il senno a chi incautamente ascoltava il loro melodioso canto. Ad un esame più approfondito possiamo legare il loro canto senza parole alla “musica delle sfere”, a qualcosa di celeste, di alto, di mistico e trascendentale che per questo aliena sì la mente semplice e pavida ma che inebria ed esalta la mente sognatrice e prometeica. </p>
<p>Essendo l’asteroide (1009) SIRENE, nel Tema di D’Annunzio, esattamente congiunto a (1) CERES, questo ci fa ancor più vedere la sua, del Vate, indole epica e intrepida, temeraria e valorosa, fiera e ardimentosa, il suo non retrocedere davanti all’incanto ma anzi, facendolo proprio piegandolo al servizio di una causa liberatrice. Da considerare poi che (1009) SIRENE è l’asteroide al quale leghiamo la caratteristica di donare, a chi lo ha forte nel proprio Tema, una pronunciata vis poetica e intellettuale, una forte sensibilità ai richiami del sentimento, dell’amore, della passione, il soggetto stesso ammantato di quel fascino conturbante che strega e ammalia, doti che hanno sicuramente trovato in D’Annunzio un degno e sublime rappresentante. </p>
<p><br/><br />
<strong>(66) MAJA</strong></p>
<p>Altro asteroide in posizione preminente è (66) MAJA, che qui troviamo a 23° 19’ dell’Acquario, in congiunzione a Mercurio. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_3-e1442588087450.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_3-e1442588087450.jpg" alt="D&#039;Annunzio_3" width="550" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2100" /></a></p>
<p>Prende il nome dalla ninfa Maia, figlia del Titano Atlante e dell’Oceanina Pleione. Lei e le altre sue sei sorelle erano conosciute come Plèiadi. </p>
<p>L’asteroide venne scoperto quando si trovava a 00° 08’ Bilancia, in opposizione a Nettuno, situazione che per certi versi dà ragione delle caratteristiche che colleghiamo al pianetino, come senso critico e della giustizia, amore della libertà, anticonformismo, orgoglio, polemica, esagerazioni, autoreferenzialità, pettegolezzi, vanità, tutte qualità che non facciamo certo fatica a vederle indossate da D’Annunzio. </p>
<p>Da notare che l’11 maggio 1903 editò un’opera autobiografica intitolandola Maia, appunto il nome della Plèiade, il primo di una serie di sette libri che aveva intenzione di chiamare ognuno con il nome delle mitiche sette sorelle e riuniti poi in una raccolta che ha come titolo Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi; il progetto rimase però incompiuto: nel 1903 uscirono i primi tre libri, Maia, Elettra e Alcyone, mentre un quarto, Merope, uscì nel 1912; nel cielo di quell’11 maggio avevamo Nettuno esattamente congiunto all’asteroide (66) MAJA e tutti e due in quadratura al suo Nettuno natale. Plèiadi è poi il nome di un gruppo di stelle che si trovano nella costellazione del Toro: si può pensare anche ad un omaggio di D’Annunzio al suo Segno ascendente. </p>
<p><br/><br />
<strong>(65) CYBELE</strong></p>
<p>Un altro importante asteroide visibile nel suo Tema è (65) CYBELE, che viene a trovarsi a 24° 27’ dell’Acquario, anch’esso strettamente congiunto a Mercurio. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_4-e1442588116448.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_4-e1442588116448.jpg" alt="D&#039;Annunzio_4" width="550" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2101" /></a></p>
<p>Cibele era una divinità frigia venerata come Grande Madre il cui nome originale era Agdistis. Troppo ampio e complesso il mito che la riguarda per poterlo degnamente onorare in questa sede: tuttavia possiamo sintetizzarlo raccontando che Cibele si era innamorata di un mortale, che si chiamava Attis, un giovane dalla straordinaria bellezza; ma Attis era già impegnato, e addirittura stava per sposarsi, cosa che avvenne di lì a poco; infuriata, Cibele andò al banchetto nuziale e per gelosia fece impazzire tutti, anche Attis che in preda alla follia si evirò. Da notare che nel Tema della scoperta dell’asteroide (08.03.1861) spiccava una congiunzione Marte/Plutone, due pianeti scorpionici che leghiamo alla sessualità e al membro maschile. </p>
<p>Già da questo piccolo accenno possiamo capire come questo asteroide si porti appresso cose e situazioni che, in un modo o nell’altro, hanno a che fare con la sfera sessuale, con la passione che ti travolge; e però un’altra congiunzione faceva da protagonista nel cielo natale del pianetino, cioè Mercurio/Nettuno: ecco che allora la passione e la forza sessuale e sensuale di cui sopra diventano qualcosa di più intellettivo, più intellettuale, più estetico (ed estatico), richiamandoci a una delle tante etichette date alla poesia, ai lavori di D’Annunzio, il cosiddetto “Panismo” (da Pan, dio greco dei boschi, della natura), cioè quell’immergersi nella natura “naturale” dove l’io si dissolve (Nettuno) facendo diventare protagonista la suggestione dei sensi, la lirica dei sensi, la voluttà, l’ebbrezza, il rapimento poetico, il simbolismo e il decadentismo; quindi sì sessualità e sensualità nella loro accezione “fisica”, ma soprattutto sessualità e sensualità che diventano il motore della sua vis poetica, generando poesia sensuale e sensualità poetica. </p>
<p>Da considerare poi che D’Annunzio ha la Parte dell’Arte (AS + Venere – Mercurio) a 22° 29’ Gemelli, governata da Mercurio, così che la congiunzione fra questo pianeta e gli asteroidi (66) MAJA e (65) CYBELE acquista un maggior peso facendoci veramente vedere l’impellente suo bisogno d’espressione artistica e come quest’ultima passasse attraverso il filtro della sensualità. </p>
<p><br/><br />
<strong>(99) DIKE</strong></p>
<p>Continuando, troviamo l’asteroide (99) DIKE a 21° 10’ dei Pesci, in esatta congiunzione al Sole. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_5-e1442588190348.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_5-e1442588190348.jpg" alt="D&#039;Annunzio_5" width="550" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2102" /></a></p>
<p>Dike era la dea della Giustizia. Il mito ci dice che viveva sulla Terra insieme agli uomini durante l’Età dell’Oro, mitico periodo in cui tutti andavano d’amore e d’accordo. Ma col tempo gli uomini divennero malvagi, a tal punto che Dike, che vigilava sulla giustizia insieme a sua madre, si ritirò per sempre in Cielo disgustata da quanto stava accadendo giurando che non sarebbe mai più ritornata sulla Terra, e si trasformò nella costellazione della Vergine. Quando venne scoperto, l’asteroide si trovava nel Segno della Bilancia in congiunzione alla stella Spica, l’alfa Virginis. </p>
<p>È quindi un asteroide la cui principale caratteristica è quella di infondere un forte senso della giustizia, e se poi questo asteroide, che “naturalmente” abiterebbe la Vergine, viene qui, nel Tema di D’Annunzio, a trovarsi in Pesci, allora il forte senso di giustizia acquista connotati più ampi, epici, maestosi, solenni o, in un’accezione meno aulica, più “donchisciotteschi”, battaglieri e idealisti: pensiamo alla già citata sua azione su Fiume, oppure, in piena Prima Guerra Mondiale, al suo volo su Vienna (09.08.1918) gettando sulla città volantini inneggianti alla ribellione del popolo austriaco contro i propri regnanti, o anche alla cosiddetta “beffa di Buccari” (10-11.02.1918), quando con piccole imbarcazioni lui e altri due suoi compagni riuscirono a eludere la sorveglianza delle navi austriache ormeggiate nella baia di Buccari (Croazia) colpendole con dei siluri, azione che appunto si fece beffa dei grandi sistemi difensivi austriaci e che ebbe vasta eco in Italia risollevando se non altro il morale dei soldati italiani appena reduci dalla sconfitta di Caporetto. Faccio notare, en passant, che l’asteroide (99) DIKE, il giorno della presa di Fiume, si trovava a 14° Gemelli, transitante quindi, nel Tema di D’Annunzio, su Urano e in opposizione alla Luna, situazione che amplia ancor più il concetto di giustizia liberatrice, di terra (Luna) riconquistata e/o liberata (Urano) e riconsegnata alla Patria (Luna). </p>
<p><br/><br />
<strong>(4450) PAN</strong></p>
<p>Altro importante asteroide presente in posizione strategica nel suo Tema è (4450) PAN, che troviamo a 02° 48’ del segno dell’Ariete, in congiunzione a Nettuno e in opposizione a Saturno. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_6-e1442588221358.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_6-e1442588221358.jpg" alt="D&#039;Annunzio_6" width="550" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2103" /></a></p>
<p>Pan (da pan, “tutto”) era  dio dei pastori e delle greggi, con il corpo umano, corna sulla testa, volto irsuto e zampe caprine. Era un dio a forte connotazione sessuale, spesso rappresentato con un grosso fallo. Inseguiva giornalmente le ninfe per possederle, ma molte gli sfuggivano. Fra queste ninfe si innamorò di Siringa, ma ella gli sfuggì raggiungendo le sue sorelle che prontamente la tramutarono in una canna; quando il vento cominciò a soffiare, le canne si misero a suonare, ma non sapendo quale di esse fosse Siringa, ne prese alcune e ne tagliò sette pezzi di lunghezza decrescente legandole poi assieme, creando così quello strumento a fiato che dalla ninfa prese il nome. Pan fu l’unico dio a morire, e morì quando nacque il Cristianesimo: si racconta (Plutarco, Il tramonto degli oracoli) che una voce all’improvviso tuonò e spaventò un marinaio di nome Epiterse: «Quando sarai a Palode, annuncia che il grande Pan è morto», per dire che erano morti gli antichi dèi pagani e con essi tutto un mondo legato alla natura e ai miti. Gli istinti e la sessualità sfrenata (Pan) divennero, nella nascente concezione cristiana, il Diavolo. </p>
<p>Vista la sua natura istintiva e infantile possiamo legare l’asteroide che ne ha preso il nome al personaggio letterario di Peter Pan, ideato allo scrittore James Matthew Barrie (1860-1937), cioè “il bambino che non voleva crescere” e che viveva nell’Isola che non c’è (Neverland), quindi ad un soggetto sia semplicemente infantile, innocente, sia idealista, utopistico, rivoluzionario. Addebitiamo anche, all’asteroide, un rapporto con la propria sfera sessuale molto intenso, sfrenato, a volte frustrato; ha a che fare anche con il vergognarsi del proprio corpo, o all’opposto un amarlo autoeroticamente, narcisisticamente; ha a che fare con la paura, il panico; e però si lega anche al divertimento, allo sberleffo, all’ironia e autoironia, come anche all’occulto e all’esoterico. </p>
<p>Il fatto di trovare questo pianetino in congiunzione a Nettuno-sogno-evanescenza e in opposizione a Saturno-realtà non solo ribadisce tutto questo ma ci dà l’aggancio con quella concezione panteista e pagana del mondo e della natura espressa da D’Annunzio nelle sue opere, con quel confondersi e mescolarsi (Nettuno) con il Tutto, con l’Assoluto, con la Natura (“Panismo”). </p>
<p><br/><br />
<strong>(85) IO</strong></p>
<p>Altro asteroide in posizione rilevante è (85) IO, che si trova a 14° 12’ del Segno dell’Ariete, congiunto a Venere. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_7-e1442588254856.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_7-e1442588254856.jpg" alt="D&#039;Annunzio_7" width="550" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2104" /></a></p>
<p>Prende il nome da una sacerdotessa di Era amata da Zeus. Si racconta che Era, gelosa di questa ennesima conquista del marito Zeus, trasformasse Io in una giovenca. Zeus, per niente intimorito da questo, pur di giacere con la sua bella Io si trasformò in toro. Allora Era decise di farla sorvegliare da Argo, il gigante dai cento occhi, ma Zeus ordinò a Ermes di addormentare Argo, riuscendo così a liberarla. In seguito Era mandò un tafàno a pungere Io, che così cominciò a correre per tutta la Grecia per sfuggire all’insetto. Arrivata al braccio di mare tra Europa e Asia lo attraversò a nuoto, e da quel giorno lo stretto prese il nome di Bosforo (“passaggio della giovenca”). Finalmente Io giunse in Egitto, dove riacquistò anche le sue fattezze umane. Io viene spesso rappresentata come una giovane donna con in testa le corna della vacca, per questo identificata con Iside e Hathor e accostata alla luna. </p>
<p>Interessante, ai fini di una comprensione delle caratteristiche dell’asteroide, il fatto che Io venisse inseguita da un tafàno, insetto che viene chiamato anche “assillo” o “estro”, da cui espressioni come “estro poetico” o “assillante” (la parola “tafàno” deriva dal sanscrito tapanas che vuol dire “bruciante”, “pungente”). </p>
<p>L’asteroide (85) IO lo possiamo vedere come il pianetino degli psicologi, dei filosofi, dei poeti, e comunque di tutti coloro che in un modo o nell’altro si pongono domande e non si accontentano, che vogliono andare a fondo, capire, che sono continuamente rincorsi, come Io, dal “tafàno-assillo-tormento” dei loro pensieri, dei loro perché, delle loro riflessioni, mai domi, mai soddisfatti, “esistenzialisticamente” mai domi, mai soddisfatti. </p>
<p>Il fatto che qui l’asteroide si trovi congiunto a Venere, l’astro del sentimento, dell’amore, indica e dimostra il tormento che D’Annunzio viveva e sperimentava nei suoi amori, nelle sue relazioni: gioia e insoddisfazione, appagamento e malessere, riflessioni e ubriacature, tutto e il contrario di tutto, alla ricerca di un appagamento dei sensi e del cuore, dell’anima e della mente. </p>
<p>Possiamo anche, per altri versi, vedere l’immedesimazione, l’identificazione (Io in senso psicoanalitico) con Venere, cioè “io sono Venere e Venere è me”, cioè sono tutt’uno con l’amore, la passione, la voluttà viste e vissute come atti di affermazione del mio Io, ma anche sono tutt’uno con l’estetica, il bello, il raffinato. </p>
<p><br/><br />
<strong>(47) AGLAJA</strong></p>
<p>L’ultimo asteroide degno di nota che qui troviamo è (47) AGLAJA, situato a 03° 25’ Toro, in stretta congiunzione all’Ascendente. </p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_8-e1442588279323.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/09/DAnnunzio_8-e1442588279323.jpg" alt="D&#039;Annunzio_8" width="550" height="437" class="alignleft size-full wp-image-2105" /></a></p>
<p>Aglaia era una delle tre Grazie (o Cariti in Grecia), divinità minori spesso associate ad Afrodite (o Afrodite stessa nei suoi molteplici aspetti). Il suo nome significa “la lucente”, secondo altri “splendore” o “l’ornamento”. Le altre erano Eufrosine e Talia. Le Grazie erano venerate come datrici di tutto quanto è bello e piacevole nella vita, considerate personificazioni della bellezza, della gentilezza e dell’amicizia. Le feste in loro onore, chiamate Caritesie, erano accompagnate da gare musicali e poetiche. Secondo alcuni racconti le tre Grazie sarebbero state figlie di Lete, “il fiume dell’oblìo” che scorre negli Inferi. </p>
<p>Il trovare una delle tre Grazie in congiunzione all’Ascendente è un’ulteriore riprova dell’aspirazione, disposizione e passione di D’Annunzio per le bellezze e piacevolezze della vita, del suo animo poetico, del suo “appetito sensuale” (Toro). Non dimentichiamo poi quella che è una fra le principali caratteristiche di questo asteroide, cioè quella di conferire al soggetto se non una bellezza fisica almeno un certo fascino o fascinazione che colpisce gli altri. </p>
<p><br/></p>
<p>Vediamo quindi, seppur succintamente, come anche questi pianetini, nel loro piccolo, riescano a darci utili agganci interpretativi, come entrino, con fare anche autorevole, nella lettura di un Tema. </p>
<p>Ovviamente vanno usati con giudizio, ma sempre visti come utili strumenti che l’astrologo ha a disposizione. D’altronde, così come il falegname ha sul suo tavolo di lavoro la squadra, il compasso, il martello, la morsa, il mazzuolo, la raspa, lo scalpello, la tenaglia, la spatola e quant’altro, strumenti che userà di volta in volta a seconda del tipo di operazione che ha da svolgere, così l’astrologo dovrà imparare a usare quegli strumenti che la sua arte gli concede (Nodi lunari, Parti Arabe, Stelle fisse, Asteroidi, Armoniche, Case derivate, ecc.), ognuno aprendogli utili spiragli all’interpretazione. </p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] H. Sasportas, “<em>Gli dèi del cambiamento. Urano, Nettuno, Plutone</em>”, Astrolabio-Ubaldini, Roma 2000.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Per maggiori informazioni e approfondimenti sul significato degli asteroidi mi permetto di rimandare al mio “<em>Dizionario degli Asteroidi. Astronomia, Mitologia, Astrologia. Da Abante a Zeus</em>”, Capone, Torino 2012, dove sono stati monitorati 153 asteroidi ognuno spiegato dal lato astronomico, mitologico e ovviamente astrologico, così da poterli comodamente utilizzare nel proprio o altrui Tema natale. <a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>Eclisse totale di Superluna</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 22:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 28 settembre prossimo alle ore 02.47 UT (04.47 ora italiana) ci sarà un’eclisse totale di Luna che si formerà a 04° 40’ Ariete. L’inizio del fenomeno è per le ore 00.10, la conclusione per le ore 05.24. La particolarità di questa eclisse è data dal fatto che la Luna verrà a trovarsi al perigeo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 settembre prossimo alle ore 02.47 UT (04.47 ora italiana) ci sarà un’<strong>eclisse totale di Luna</strong> che si formerà a 04° 40’ Ariete. L’inizio del fenomeno è per le ore 00.10, la conclusione per le ore 05.24. La particolarità di questa eclisse è data dal fatto che la Luna verrà a trovarsi al <strong>perigeo</strong>, cioè nel punto della sua orbita più vicino alla Terra.</p>
<p><span id="more-2124"></span></p>
<p> Ciò farà sì che la Luna ci appaia più grande del solito, grossomodo un 14% in più del normale. Sarà quindi una <strong>Superluna</strong> e per giunta rossa per effetto del filtro atmosferico: gli americani la chiamano “Blood Moon” ma anche “Harvest Moon” visto che si forma vicina all’equinozio d’autunno, il periodo del raccolto nei campi.</p>
<p>Le eclissi in concomitanza di una Superluna sono rare: nel secolo scorso sono avvenute solo 5 volte: 1910, 1928, 1946, 1964, 1982. Per vederne un’altra, oltre a questa del settembre 2015, dovremo aspettare il 2033.</p>
<p>Il termine “Superluna” venne coniato nel 1979 dall’astrologo americano <strong>Richard Nolle</strong> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> in un articolo pubblicato sulla rivista americana «Horoscope» (Dell Publishing Company). Non è quindi un termine astronomico come si potrebbe pensare ma astrologico.<br />
Nolle ha poi fatto notare come il fenomeno della Superluna si accompagni spesso a <strong>terremoti</strong>, <strong>tempeste</strong>, <strong>eruzioni vulcaniche</strong> e <strong>inondazioni</strong> che avvengono intorno alle due settimane prima e dopo il fenomeno lunare. </p>
<p>Non si può non pensare al terribile terremoto che ha colpito il <strong>Cile</strong> nei giorni <strong>16</strong> e <strong>17 settembre</strong> scorsi.<br />
Interessante notare che quelli erano i giorni in cui Mercurio è diventato retrogrado (il 17 alle ore 18.10 UT) e Saturno è entrato in Sagittario (il 18 alle ore 02.48 UT).<br />
Non solo: avevamo anche Giove in esatta opposizione a Nettuno (il 17 alle ore 06.52 UT). </p>
<p>Nettuno in Pesci si lega alle invasioni, alle migrazioni (che siano popoli disperati, virus e batteri o cellule metastatiche, è sempre il simbolismo di Nettuno che si esprime!).<br />
Nettuno è l’oceano. Presso i Sumeri era Enki ovvero il “Signore della Terra”: (<em>En</em> = Signore, <em>ki</em> = Terra). In Grecia era Poseidone, dio dell’oceano. Ma era anche chiamato <em>Enosigaios</em>, cioè “Colui che scuote la Terra”, così che Nettuno è anche il signore dei terremoti e dei maremoti.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Nato il 13 marzo 1950 alle ore 02.06 EST a Orlando, Florida.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Informazioni Storiche (2)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 22:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Antioco I]]></category>
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		<description><![CDATA[Il più antico oroscopo originale in lingua greca che ci è pervenuto riguarda il re-astrologo Antioco I di Commagene (regione posta nell’odierna Turchia sud-orientale, al confine con la Siria): porta la data del 17 luglio 69 a.C. (altri danno il 7 luglio 62 a.C.) e dovrebbe indicare la sua data di nascita. Venne fatto scolpire [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il più <strong>antico oroscopo</strong> originale in <strong>lingua greca</strong> che ci è pervenuto riguarda il re-astrologo <strong>Antioco I di Commagene</strong> (regione posta nell’odierna Turchia sud-orientale, al confine con la Siria): porta la data del <strong>17 luglio 69 a.C.</strong> (altri danno il 7 luglio 62 a.C.) e dovrebbe indicare la sua data di nascita. Venne fatto scolpire dallo stesso re nella sua tomba-santuario<span id="more-2092"></span></p>
<p> (hierothèsion), da lui costruita a 2150 metri di altezza sulle vette dell’anti-Tauro, a Nemrut Daği (Adiyaman, Turchia). </p>
<p>Antioco I era, da parte di madre, discendente di Alessandro Magno.</p>
<p>Il mausoleo, imponente, parzialmente distrutto e non ancora del tutto esplorato, ha un diametro di 150 metri e un’altezza di 50 metri. È formato da tre terrazze rivolte a nord, a est e a ovest. Vi sono statute di divinità alte 9 metri, tutte con la loro duplice iscrizione greca e persiana: Zeus/Oromasdes [Ahura Mazdāh, n.d.a.], Apollo/Mitra/Elios/Hermes, Artagnes [Verethragna, n.d.a.]/Herakles/Ares, Commagene, la patria-divinizzata, e infine Antioco stesso. </p>
<p>L’oroscopo si trova su una lastra chiamata “<strong>leone astrale</strong>” (vedi immagine) che misura 175 x 240 cm e ha uno spessore di 47 cm. Il corpo del leone è ricoperto da 19 stelle che rappresentano, con piccole variazioni, la costellazione del Leone. Sopra il suo corpo vi sono tre stelle raffiguranti i pianeti Marte, Mercurio, Giove (da sinistra a destra).</p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 06:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[arabischen punkte]]></category>
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		<description><![CDATA[DIE ARABISCHEN PUNKTE von Renzo Baldini Aus dem Italienischen übersetzt von Christoph Schubert-Weller Chiron Verlag, Postfach 1250, D-72002 Tuebingen 253 Seiten &#8211; Hardcover, 43 Abbildungen € 24,00 ISBN 978-3-89997-162-0 Februar 2008 Das Deutungssystem der arabischen Punkte, auch Lospunkte oder Himmelslose genannt, beruht auf einer einfachen Rechnung, mit deren Hilfe man gewissermaßen im Inneren des Horoskops [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><strong>DIE ARABISCHEN PUNKTE</strong></h5>
<p>von Renzo Baldini<br />
Aus dem Italienischen übersetzt von Christoph Schubert-Weller<br />
<a href="http://www.chiron-verlag.de/" target="_blank">Chiron Verlag</a>, Postfach 1250, D-72002 Tuebingen<br />
253 Seiten &#8211; Hardcover, 43 Abbildungen<br />
€ 24,00<br />
ISBN 978-3-89997-162-0<br />
Februar 2008<br />
<br/><br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_parti_tedesco-e1442730266504.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_parti_tedesco-e1442730266504.jpg" alt="Libro_parti_tedesco" width="200" height="318" class="alignleft size-full wp-image-384" /></a>Das Deutungssystem der arabischen Punkte, auch Lospunkte oder Himmelslose genannt, beruht auf einer einfachen Rechnung, mit deren Hilfe man gewissermaßen im Inneren des Horoskops sensitive Punkte ermitteln kann. Entstanden ist diese Methode vor allem, um auf eindeutige Fragen zu antworten. Der Autor behandelt nicht nur den allgemein bekannten Glückspunkt, sondern stellt zudem ausführlich 80 weitere Arabische Punkte für Familie, Haus, Beruf, Gesundheit, Reise und Beziehungen vor. Sie erfahren, wie und warum man die arabischen Punkte verwendet und bekommen jeweils Hinweise zu einer psychologische Deutung. So gelangen Sie schnell zu ausgefeilteren Analyse Ihres Horoskops. <a href="https://www.chiron-verlag.de/die-arabischen-punkte.html?s=1" rel="noopener" target="_blank">LINK</a></p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 06:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Aszendent]]></category>
		<category><![CDATA[chiron verlag]]></category>
		<category><![CDATA[Seele]]></category>
		<category><![CDATA[vertex]]></category>

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		<description><![CDATA[DER ASZENDENT DER SEELE &#8211; DER VERTEX IN DER ASTROLOGIE von Renzo Baldini Aus dem Italienischen übersetzt von Christine Ableidinger-Günther Chiron Verlag, Postfach 1250, D-72002 Tuebingen 128 Seiten, 12 Abb., Broschur € 16,90 / CHF 30,70 ISBN 3-925100-62-8 November 2001 In diesem in seiner Art einzigartigen Buch wird eine neue und überaus anregende Methode der [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5><strong>DER ASZENDENT DER SEELE &#8211; DER VERTEX IN DER ASTROLOGIE</strong></h5>
<p>von Renzo Baldini<br />
Aus dem Italienischen übersetzt von Christine Ableidinger-Günther<br />
<a href="http://www.chiron-verlag.de/" target="_blank">Chiron Verlag</a>, Postfach 1250, D-72002 Tuebingen<br />
128 Seiten, 12 Abb., Broschur<br />
€ 16,90 / CHF 30,70<br />
ISBN 3-925100-62-8<br />
November 2001<br />
<br/><br />
<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_vertex_tedesco1-e1442728126562.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_vertex_tedesco1-e1442728126562.jpg" alt="Libro_vertex_tedesco" width="200" height="322" class="alignleft size-full wp-image-585" /></a>
<p>In diesem in seiner Art einzigartigen Buch wird eine neue und überaus anregende Methode der psychologischen Radix-Deutung mit Hilfe des Vertex vorgestellt – der Vertex gilt gemeinhin als &#8220;Komplementäraszendent&#8221;. <span id="more-2162"></span></p>
<p>Der Autor präsentiert das Thema auf einfache und umfassende Weise und erklärt anhand zahlreicher Beispiele, wie man den eigenen Vertex berechnet und was er für die Tierkreiszeichen, Häuser und Planetenaspekte bedeutet. So entdecken wir unsere &#8220;verborgene Persönlichkeit&#8221;, den Planeten, der unsere innere, unbewusste Struktur beeinflusst und mit welchen Archteypen unsere Persönlichkeit harmoniert.<br />
Die Zuordnung von Persönlichkeitsstörungen zu den unterschiedlichen Stellungen des Vertex im Geburtshoroskop ist ein neuer Aspekt, der allen von großem Nutzen sein kann, die im psychoanalytischen Bereich arbeiten und sich dabei auch der Astrologie bedienen.<br />
Der Aszendent der Seele erklärt auch die Erstellung des Vertexhoroskops, das man auch das &#8220;Horoskop des Unbewussten&#8221; nennen könnte. Erklärende Beispiele anhand der Horoskope bekannter Persönlichkeiten sowie aus dem persönlichen Datenbestand runden dieses originelle und anregende Werk ab, das neue Bereiche für die astrologische Forschung erschließt und gleichzeitig eine Brücke des Dialogs zwischen Astrologie und Psychoanalyse schlägt. <a href="https://www.chiron-verlag.de/der-aszendent-der-seele.html" rel="noopener" target="_blank">LINK</a></p>
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		<title>Lo Gnomone del Duomo di Firenze</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/lo-gnomone-del-duomo-di-firenze/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 22:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Duomo]]></category>
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		<category><![CDATA[gnomone]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Ximenes]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Dal Pozzo Toscanelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mio articolo pubblicato su &#8220;CentoStelle&#8220;, rivista del CIDA Toscana &#8211; Anno II, Estate 2005 Tecnicamente lo gnomone è l’estremità di un’asta (o anche l’asta stessa) che con la sua ombra indica l’ora sugli orologi solari. Anche, può essere un palo o una colonna oppure un obelisco la cui ombra, proiettata in terra, permette di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>Un mio articolo pubblicato su &#8220;<em>CentoStelle</em>&#8220;, rivista del CIDA Toscana &#8211; Anno II, Estate 2005</h6>
<p><br/></p>
<p>Tecnicamente lo <strong>gnomone</strong> è l’estremità di un’asta (o anche l’asta stessa) che con la sua ombra indica l’ora sugli <strong>orologi solari</strong>. Anche, può essere un palo o una colonna oppure un obelisco la cui ombra, proiettata in terra, permette di misurare la posizione del Sole in cielo. </p>
<p>È sicuramente lo strumento astronomico più antico e diffuso grazie al quale si poterono ben presto studiare i due moti apparenti del Sole: quello diurno, dovuto al moto di rotazione della Terra su se stessa, e quello annuo, dovuto al moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole. </p>
<p><span id="more-2084"></span></p>
<p><!--more--></p>
<p>È ovvio che più aumenta l’altezza da terra dello gnomone più accurata sarà la misurazione del fenomeno. E però più alto sarà il palo o la colonna o l’obelisco su cui è posizionato, più l’ombra del vertice dello gnomone che si proietterà in terra sarà sfocata, poco nitida, creando ciò ovvi limiti di accuratezza. Per ovviare a questo inconveniente l’unico accorgimento è quello di sostituire l’ombra con la luce, e cioè usare un “<em>foro gnomonico</em>” al posto del palo o della colonna. </p>
<p>È ciò che fu fatto nel <strong>Duomo di Firenze</strong> (S. Maria del Fiore) che ospita dal <strong>1475</strong> uno gnomone che con i suoi <strong>90 metri</strong> di altezza è il più grande del suo genere.<br />
Se il diametro del foro è all&#8217;incirca 1/1000 dell’altezza dello gnomone si ottiene sul pavimento un’immagine abbastanza nitida del Sole molto più luminosa della superficie circostante. Tale immagine si muove continuamente da ovest verso est a causa del moto apparente diurno del Sole. </p>
<p>Il “foro gnomonico” in S. Maria del Fiore è stato realizzato con una tavoletta di bronzo (chiamata “bronzina”) recante un’apertura centrale di un paio di centimetri di diametro e posta orizzontalmente all’interno della finestra meridionale del tamburo di cupola, a 90 metri dal pavimento. </p>
<p>L’altezza dello gnomone è tale che i raggi del Sole, passanti per il foro, colpiscono il pavimento della chiesa solo dalla fine di maggio alla fine di luglio e per pochi minuti prima e dopo il mezzogiorno.<br />
In questo periodo l’immagine solare si forma sul pavimento della Cattedrale, specificamente della Cappella della Croce, a sinistra dell’altare maggiore, dove si trovano, sotto la protezione di lastre di ottone, una linea meridiana finemente graduata e due marmi circolari, uno dentro l’altro, che funzionano da contrassegni solstiziali. Il maggiore, con un diametro di circa 90 centimetri, ha le stesse dimensioni dell’immagine solare al solstizio d’estate. </p>
<p>Lo gnomone serviva infatti per individuare il momento esatto del solstizio, determinando la durata dell’anno tropico, ma anche serviva, a quei tempi, per un’indagine più ambiziosa: determinare se l’eclittica, cioè il cammino apparente annuo del Sole tra le stelle, si mantiene costante nel tempo; in termini moderni ciò significa determinare se l’inclinazione dell’asse della Terra, sul piano orbitale, è costante.</p>
<p>Ma da chi venne costruito questo gnomone? Chi diede le indicazioni astronomico-scientifiche per la sua realizzazione? Fino a qualche anno fa non esistevano documenti che indicassero l’autore dello gnomone, anche se il gesuita Leonardo Ximenes <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> nel 1757 individuava in esso l’astrologo, astronomo e cartografo fiorentino Paolo dal Pozzo Toscanelli. Ma nel 1979 venne rinvenuto, negli archivi dell’Opera del Duomo (grazie all’archivista Enzo Settesoldi), un documento di pagamento che attestava, senza ombra di dubbio, che l’autore era proprio <strong>Paolo Dal Pozzo Toscanelli</strong>, lì chiamato «maestro Paolo Medicho», e l’anno il 1475.<br />
Ecco il documento:</p>
<blockquote><p><em>Archivio dell’Opera del Duomo di Firenze<br />
Quaderno Cassa, serie VIII-I-61, anno 1475, carta 2v MCCCCLXXV<br />
Spese d’Opera<br />
E adì detto</em> [16 agosto, n.d.a.] <em>lire cinque soldi quindici dati a Bartolomeo di Fruosino orafo, sono per il primo modello di bronzo di libbre 23 once 4, fatto per Lui a istanza di maestro Paolo Medicho per mettere in sulla lanterna, per mettere da lato di drento di chiesa per vedere il sole a certi dì dell’anno. Lire 5 soldi 15</em>.</p></blockquote>
<p>Ma chi era <strong>Paolo Dal Pozzo Toscanelli</strong>? Astronomo, cartografo, medico e astrologo, nacque a Firenze nel 1397 e morì nel 1482. La sua famiglia abitava in quella che è oggi piazza Pitti, nel palazzo contrassegnato dal n.18 (c’è una lapide che lo ricorda). Dopo aver compiuto i primi studi superiori presso lo Studio fiorentino si recò all’Università di Padova dove studiò Matematica e Medicina.<br />
Con Filippo Brunelleschi effettuò i calcoli per la costruzione della Cupola di S. Maria del Fiore. Attento osservatore di comete, elaborò un efficace metodo di rappresentazione cartografica.<br />
A Toscanelli si rivolgevano eminenti studiosi per avere conferme o delucidazioni in merito a teorie scientifiche, come il filosofo e teologo tedesco Nicola Cusano (Nikolaus Chrypffs, 1401 – 1464) o l’astronomo e astrologo tedesco <strong>Regiomontano</strong> (Johann Müller, 1436 – 1476); quest’ultimo considerava Toscanelli la mente matematica più eccellente del periodo, così come si legge in una lettera che lo stesso Regiomontano spedì a Toscanelli in data 5 luglio 1464:</p>
<blockquote><p><em>tu della geometria hai cognizione pienissima; nei calcoli numerici sei espertissimo e rapidissimo… In te conobbi animo mite e dolce… Se alcuno v’è che lo studio della filosofia debba rendere celebre, e la gloria della matematica consacrare per l’eternità, prima d’ogni altro ai nostri tempi sei tu quello, o Paolo fiorentino, unico fra gl’italiani degno di tanto onore poiché possiedi così perfettamente tutte le discipline che, se volessi gareggiare con Archimede, forse riporteresti la palma</em> [&#8230;]” (Eugenio Garin, “<em>La cultura filosofica del Rinascimento italiano. Ricerche e documenti</em>”, Bompiani, Firenze 1994 (1° edizione, Sansoni, Firenze 1961), pp. 326-327.</p></blockquote>
<p>La notorietà di Toscanelli si deve anche alla lettera inviata a Cristoforo Colombo nella quale sosteneva che la via più breve per raggiungere l’Oriente era quella attraverso l&#8217;Atlantico <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Il trapanese Leonardo Ximenes (1716 – 1786), gesuita, astronomo e ingegnere, fu una delle figure scientifiche più importanti della Toscana lorenese. Nel 1756 fondò a Firenze l’Osservatorio astronomico “San Giovannino”, divenuto in seguito “Osservatorio Ximeniano” sito in quello che oggi è l’ex Collegio degli Scolopi, in piazza San Lorenzo. Fu lui a restaurare, nel 1754, lo gnomone del Duomo di Firenze.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Maggiori informazioni in: “<em>Testimonianze astronomiche in Toscana: il grande gnomone della Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze</em>”, di Piero Ranfagni e Alberto Righini, in: «La Regione Toscana», periodico mensile della Giunta Regionale, ottobre 1996. Vedi anche: Fabrizio Mazzucconi, Piero Ranfagni, Alberto Righini, “<em>Leonardo Ximenes S. J. e il grande gnomone di Santa Maria del Fiore, in Firenze</em>”, in: «Giornale di Astronomia», volume 32/1, marzo 2006, Società Astronomica Italiana, Fabrizio Serra editore, Pisa – Roma.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>La &#8220;Notte della Luna&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 16:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[luna]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 19 settembre è la serata mondiale dell’osservazione della Luna, ovvero la “Notte della Luna” (MoonWatch Party). È un evento pubblico internazionale a cadenza annuale patrocinato dal “NASA’s Lunar Reconnaissance Orbiter”, dal “Solar System Exploration Research Virtual Institute (SSERVI)” e dal “Lunar and Planetary Institute”, dedicato all’osservazione della Luna che si troverà proprio nella serata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 19 settembre è la serata mondiale dell’osservazione della Luna, ovvero la “Notte della Luna” (<em>MoonWatch Party</em>). <span id="more-2075"></span></p>
<p>È un evento pubblico internazionale a cadenza annuale patrocinato dal “<em>NASA’s Lunar Reconnaissance Orbiter</em>”, dal “<em>Solar System Exploration Research Virtual Institute (SSERVI)</em>” e dal “<em>Lunar and Planetary Institute</em>”, dedicato all’osservazione della Luna che si troverà proprio nella serata del 19 nella fase di ottima osservabilità.<br />
Ovviamente molte le iniziative che si svolgeranno anche in Italia.</p>
<p>Per chi abita a Firenze e fosse interessato, l’appuntamento è alle <strong>ore 21.00 in loc. Remole, zona Sieci, Pontassieve (FI)</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Come arrivare</span>.</p>
<p>Sulla SR 67 (ex SS) nell’abitato di Sieci, alla rotonda svoltare e proseguire sotto la ferrovia (venendo da Firenze si svolterà a sinistra, venendo da Pontassieve si svolterà a destra). Percorrere esattamente 2,5 Km di salita asfaltata e avrete raggiunto il luogo di osservazione non appena la strada inizia a spianare.</p>
<p>Coordinate GPS del luogo di osservazione:<br />
43.797570, 11.412578<br />
43°47’51.2”N, 11°24’45.3”E</p>
<p>È raccomandato un abbigliamento da montagna e torcia.
<p/>
<p>Accesso libero.</p>
<p>Relatore è l&#8217;astrofilo e divulgatore astronomico Daniele Migliorini.</p>
<p>Per informazioni telefonare al 328 71 839 72</p>
<p>Le argomentazioni sono trattate in maniera semplice e alla portata di tutti e senza che si debbano avere già conoscenze astronomiche acquisite. Vengono forniti elementi per il riconoscimento degli astri con l’ausilio del telescopio e di un laser che sembra toccare il cielo per indicare chiaramente stelle e costellazioni.</p>
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		<title>Informazioni Storiche (1)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/informazioni-storiche-1/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 09:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[babilonia]]></category>
		<category><![CDATA[oroscopo antico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il più antico oroscopo genetliaco che si conosce è babilonese ed è datato al 29 aprile 410 a.C. Si tratterebbe del Tema astrale del figlio del re cassita [1] Adad-shuma-usur. La tavoletta di argilla sulla quale è inciso il testo cuneiforme dell’oroscopo si trova attualmente in Inghilterra, alla Bodleian Library di Oxford (Tablet collection n. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il più <strong>antico oroscopo</strong> genetliaco che si conosce è <strong>babilonese</strong> ed è datato al <strong>29 aprile 410 a.C.</strong><br />
Si tratterebbe del Tema astrale del figlio del re cassita <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>  <strong>Adad-shuma-usur</strong>.<br />
La tavoletta di argilla sulla quale è inciso il testo cuneiforme dell’oroscopo si trova attualmente in Inghilterra, alla Bodleian Library di Oxford (Tablet collection n. 251). <span id="more-2025"></span></p>
<p>Questa una parziale translitterazione del testo: </p>
<p>“[&#8230;] <em>mese di Nisannu, notte del 14</em> (?) [&#8230;] <em>figlio di Šumu-usur, figlio di Šumu-iddina, discendente di Dēkē è nato</em> [&#8230;]<em>. A quel tempo la Luna era sotto le Pinze dello Scorpione</em> [cioè congiunta alla stella Zubenelgenubi, l’alfa della Bilancia, n.d.a.]<em>, Giove in Pesci, Venere in Toro, Saturno in Cancro, Marte in Gemelli</em> [&#8230;]” <a href="#nota1"name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Le posizioni planetarie sono “siderali” o “astronomiche”, cioè reali.<br />
Da considerare che il re Šumu-usur (Adad-shuma-usur), se di lui si tratta, dovrebbe essere vissuto dal 1216 al 1187 a.C. Alla data di quell’oroscopo regnava la dinastia Achemenide con Dario II.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] I Cassiti furono una popolazione originaria del Caucaso che all’inizio del XVI secolo a.C., guidati dal re Agum II (1592 – 1565 a.C.), invasero il regno di Babilonia e tutta la Mesopotamia.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Francesca Rochberg, “<em>Babylonian Horoscopes</em>”, «American Philosophical Society», 1998, p. 56. La datazione dell’oroscopo venne operata dall’assirologo americano Abraham Sachs (1915 – 1983) (vedi: “<em>Babylonian Horoscopes</em>”, «Journal of Cuneiform Studies», vol. 6, 1952, pp. 47-100). La translitterazione del testo è opera dell’astrologo sideralista irlandese Cyril Fagan (1896 – 1970). <a href="#testo2">&uArr;</a></p>
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		<title>I sali di Schüssler e l&#8217;Astrologia</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/i-sali-di-schussler-e-lastrologia/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2015 08:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia Medica]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[sali di schüssler]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Dal libro &#8220;Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell&#8217;oroscopo in chiave medica&#8220; Fra le tante corrispondenze analogiche che uniscono alcuni medicamenti ai Segni zodiacali quella che più ha riscosso consensi e che comunque è apparsa, anche tra i medici che utilizzano l’astrologia, la più seria, riguarda l’uso dei cosiddetti sali di Schüssler. Per [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h6>Dal libro &#8220;<em>Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell&#8217;oroscopo in chiave medica</em>&#8220;</h6>
<p><br/></p>
<p>Fra le tante corrispondenze analogiche che uniscono alcuni medicamenti ai Segni zodiacali quella che più ha riscosso consensi e che comunque è apparsa, anche tra i medici che utilizzano l’astrologia, la più seria, riguarda l’uso dei cosiddetti sali di Schüssler.</p>
<p><span id="more-1486"></span></p>
<p>Per capire cosa sono e come sia stato possibile legarli alla materia astrologica è opportuno fare un salto indietro nel tempo e fermarsi a Parigi. La capitale francese, nel luglio 1937, fu sede del IV Congresso Internazionale di Astrologia Scientifica. In quell’occasione uno fra i migliori astrologi inglesi del momento, <strong>Rupert Gleadow</strong>, allora ventottenne, lesse una sua relazione dal titolo: <em>La guerison par l’horoscope</em> (pp. 208-213). In quel suo intervento Gleadow, per la prima volta in Europa, faceva riferimento a dodici sali inorganici che si trovano nell’organismo umano quando questo è in perfette condizioni di salute e alla carenza di uno o più di essi quando un evento patologico colpisce detto organismo; ognuno di questi Sali poi svolge un compito preciso, così vi è il sale preposto a eliminare l’acqua in eccesso, un altro che si allea con l’albumina per fortificare le ossa, ecc.; aggiungeva poi che per ogni pianeta afflitto nel Tema l’organismo sentirà il bisogno del sale legato al Segno in cui questo pianeta si trova:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] <em>Si nous carbonisons le corps humain, nous trouvons dans les restes douze sels inorganiques. Chacun des sels a sa fonction bien determinée dans la chimie du corps. L’un distribue les molécules d’eau, un autre en élimine celles qui y sont trop, un troisième s’allie à l’albumen puor former les os, et ansi de suite</em> [&#8230;]. <em>Pour toute planète affligée dans le thème l’organisme a besoin d’être fortifié par le sel approprié au signe dans lequel elle se trouve. Finalment, pour una maladie, considérez la planéte qui l’a provoquée, et prescrivez selon ses afflictions dans l’horoscope natal</em> (p. 208).</p></blockquote>
<p>Ma come era arrivato a fare queste asserzioni? Dobbiamo sapere che i sali di cui trattava Gleadow nella sua relazione furono scoperti dal medico tedesco <strong>Wilhelm Heinrich Schüssler</strong>, seguace di <strong>Samuel Hahnemann</strong> (1755-1843) il padre dell’omeopatia.</p>
<p>Ma è grazie agli studi del medico americano <strong>George Washington Carey</strong> (1845-1924) e all&#8217;apporto dell&#8217;astrologa americana <strong>Inez Eudora Perry</strong> (1871-?) che noi oggi abbiamo le corrispondenze astrologiche dei sali cellulari così come questi furono esposte da Gleadow al Congresso parigino:</p>
<p>&nbsp;<br />
<center></p>
<table class="tableizer-table tabella">
<tbody>
<tr class="tableizer-firstrow">
<th>SEGNO</tdh>
<th>NOME LATINO</th>
<th>NOME ITALIANO</th>
</tr>
<tr>
<td>ARIETE</td>
<td>Kalium phosphoricum</td>
<td>Fosfato di potassio</td>
</tr>
<tr>
<td>TORO</td>
<td>Natrium sulfuricum</td>
<td>Solfato di sodio</td>
</tr>
<tr>
<td>GEMELLI</td>
<td>Kalium chloratum</td>
<td>Cloruro di potassio</td>
</tr>
<tr>
<td>CANCRO</td>
<td>Calcium fluoratum</td>
<td>Fluoruro di calcio</td>
</tr>
<tr>
<td>LEONE</td>
<td>Magnesium phosphoricum</td>
<td>Fosfato di magnesio</td>
</tr>
<tr>
<td>VERGINE</td>
<td>Kalium sulfuricum</td>
<td>Solfato di potassio</td>
</tr>
<tr>
<td>BILANCIA</td>
<td>Natrium phosphoricum</td>
<td>Fosfato di sodio</td>
</tr>
<tr>
<td>SCORPIONE</td>
<td>Calcium sulfuricum</td>
<td>Solfato di calcio</td>
</tr>
<tr>
<td>SAGITTARIO</td>
<td>Silicea</td>
<td>Ossido di silicio</td>
</tr>
<tr>
<td>CAPRICORNO</td>
<td>Calcium phosphoricum</td>
<td>Fosfato di calcio</td>
</tr>
<tr>
<td>ACQUARIO</td>
<td>Natrium chloratum</td>
<td>Cloruro di sodio</td>
</tr>
<tr>
<td>PESCI</td>
<td>Ferrum phosphoricum</td>
<td>Fosfato di ferro</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center><br />
&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><strong>L&#8217;uso dei Sali nella terapia zodiacale</strong></h6>
<p>La carta astrale natale è una precisa mappa delle funzionalità organiche e delle modalità psicologiche dell’individuo, evidenziando eventuali anomalie in iper o ipo di alcune di queste funzioni. Sicuramente l’appartenza a un determinato Segno comporta una predisposizione alle patologie che a questo Segno sono collegate, pertanto risulterà utile l’assunzione del sale a esso abbinato per poterle controllare. Così, se un soggetto ha il Sole in <strong>Leone</strong> in quadratura a Saturno in Scorpione sicuramente avrà bisogno del <strong>Fosfato di magnesio</strong> che è il sale del suo Segno, ma altrettanto sicuramente necessiterà del <strong>Solfato di calcio</strong>, il sale dello <strong>Scorpione</strong>, questo perché, come da Gleadow asserito: «<em>per ogni pianeta afflitto nel Tema si avrà bisogno del sale legato al Segno che lo ospita</em>».</p>
<p>Anche la posizione natale della Luna è molto importante, e specie nei momenti di crisi, di abbattimento psicologico, di depressione, di stanchezza o nei momenti in cui le questioni casalinghe, familiari (Luna) sembrano prendere il sopravvento, risulta utile l’assunzione del sale legato al Segno in cui si trova la Luna.</p>
<p>Lo stesso discorso lo possiamo fare in riferimento ai Temi di Rivoluzione solare, ai Temi progressi, ai transiti: se Marte di transito in Gemelli si oppone a un Ascendente Sagittario sicuramente ci sarà bisogno del Cloruro di potassio (Gemelli), ma ugualmente del Silicio, visto che a essere colpito è l’Ascendente, e questo per far capire che talvolta, terapeuticamente parlando, è necessario l’utilizzo di più sali insieme.</p>
<p>Anche l’asse 6ª/12ª andrà valutato, pertanto osserveremo il Segno occupato dalla cuspide di queste Case: sicuramente l’organismo avvertirà il bisogno del sale corrispondente in special modo durante una convalescenza per quanto riguarda quello della 6ª Casa.</p>
<p>E però cercate di non perdere di vista l’albero facendovelo nascondere dalla foresta, ovvero non dimenticate mai i sali relativi al Segno natale e all’Ascendente (soprattutto); questa è una regola da molti spesso trascurata: in un eventuale cocktail di sali, non dimenticate mai quelli relativi al Segno solare e all’Ascendente, sennò rischiate di non centrare il problema. Questi due sali sono la base, e meglio sarebbe utilizzare solo loro che dimenticarsi di loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le Case in Astrologia Medica</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 09:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia Medica]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[Case]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal libro &#8220;Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell&#8217;oroscopo in chiave medica&#8220; Per quanto riguarda l’utilizzo delle Case in ambito astrodiagnostico vale la regola dell’analogia Segno/Casa. Questo vuol dire, ad esempio, che un Marte in 2ª Casa potrebbe e dovrebbe essere letto come se fosse in Toro, in questo caso fornendoci utili spiegazioni sul [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>Dal libro &#8220;<em>Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell&#8217;oroscopo in chiave medica</em>&#8220;</h6>
<p><br/></p>
<p>Per quanto riguarda l’utilizzo delle Case in ambito astrodiagnostico vale la regola dell’analogia Segno/Casa. Questo vuol dire, ad esempio, che un Marte in 2ª Casa potrebbe e dovrebbe essere letto come se fosse in Toro, in questo caso fornendoci utili spiegazioni sul perché un certo soggetto soffrisse da anni di una fastidiosa laringite non essendo questi del Toro né avendo in esso alcunché.</p>
<p><span id="more-1376"></span></p>
<p>Ovviamente vi erano altri elementi a supporto di questa situazione, nel senso che non era bastante la sola posizione terrestre di Marte per dare ragione di un simile disturbo, tuttavia questa regola è molto importante e dà all’astrologo ulteriori strumenti a disposizione che sicuramente allargheranno notevolmente la sua diagnosi. Va da sé che esistono Case che hanno significati che sono più attinenti al discorso sulla salute, così come ci è stato esposto da Tolomeo:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] <em>bisognerà osservare i due angoli dell’orizzonte, ossia l’Ascendente e il Discendente, ma in particolare il Discendente e il segno che tramonta immediatamente prima</em> [&#8230;] (III, 13, p. 249). </p></blockquote>
<p>Sappiamo che qui Tolomeo vuole dirci che la prima cosa da fare è osservare in quale Segno cade l’Ascendente, ovvero studiare l’asse dell’orizzonte, l’Ascendente e il Discendente, l’Oriente e l’Occidente, ma con particolare riferimento al luogo che precede quest’ultimo, cioè la 6ª Casa. E però, siccome anche qui vale il discorso sugli assi così come fatto per i Segni, per una completa visione del tutto dovremo studiare anche la Casa opposta, ossia la 12ª.</p>
<p>Ma così come abbiamo preso in considerazione l’asse dell’orizzonte e i luoghi ad esso precedenti (6ª e 12ª Casa), altrettanto si dovrà fare con l’asse del meridiano, ovvero con il Medio Cielo e il Fondo Cielo e i luoghi a essi precedenti, cioè la 3ª e la 9ª Casa.<br />
In pratica, per quanto riguarda l’utilizzo delle Case in astrologia medica, presteremo particolare attenzione a quelle che sono in analogia con i Segni della Croce Mobile, Croce che, se ricordate, rappresentava «<em>il lavoro incessante della Vita per continuamente confrontarsi e trasformarsi secondo le esigenze dell’habitat in cui viene a trovarsi, rappresentando quindi gli eventuali squilibri di questo processo, ovvero la malattia</em>».<br />
Studieremo quindi:</p>
<p>la 3ª Casa, in analogia con il terzo Segno, i Gemelli;<br />
la 6ª Casa, in analogia con il sesto Segno, la Vergine;<br />
la 9ª Casa, in analogia con il nono Segno, il Sagittario;<br />
la 12ª Casa, in analogia con il dodicesimo Segno, i Pesci.</p>
<p>Di queste quattro Case, la 6ª e la 12ª non hanno bisogno di tante presentazioni essendo universalmente riconosciute come elementi validi nell’interpretazione astrodiagnostica, mentre le altre due, la 3ª e la 9ª, probabilmente procureranno qualche difficoltà all’allievo astrologo non essendo tradizionalmente inserite in questo discorso.<br />
Vediamo i motivi che hanno portato a questa scelta.<br />
Avevamo accennato al fatto che i quattro elementi in cui vengono suddivisi i Segni dello zodiaco, cioè Fuoco, Terra, Aria e Acqua, sono accomunabili sia alle quattro componenti dell’Uomo così come queste ci provengono dalla tradizione esoterica, sia alle quattro forze della Natura. Rivediamo il tutto:</p>
<p><center><br />
<table class="tableizer-table tabella">
<tr>
<td>FUOCO</td>
<td>SPIRITO</td>
<td>ENERGIA</td>
</tr>
<tr>
<td>TERRA</td>
<td>CORPO</td>
<td>MATERIA</td>
</tr>
<tr>
<td>ARIA</td>
<td>MENTE</td>
<td>SPAZIO</td>
</tr>
<tr>
<td>ACQUA</td>
<td>ANIMA</td>
<td>TEMPO</td>
</tr>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<h6><strong>Le Case 6 e 12</strong></h6>
<p>Delle quattro Case prese in considerazione vediamo che la 6ª, essendo in analogia con il Segno della Vergine, è legata all’Elemento TERRA, quindi al CORPO (MATERIA), mentre la 12ª, in analogia con il Segno dei Pesci, è legata all’Elemento ACQUA quindi all’ANIMA (TEMPO).<br />
Ebbene, Anima e Corpo, o Psiche e Soma, rappresentano nella personalità un’unità funzionale, un’unità biologica (asse Corpo/Anima).</p>
<p>D’altronde se noi scorriamo quelli che sono i vari miti relativi alla nascita ovvero alla creazione dell’essere umano vediamo che in quasi tutte le culture questa è opera di un essere supremo o demiurgo che impastata la “terra” con l’“acqua” forma la struttura portante di questa creatura: Terra e Acqua partecipano quindi della creazione dell’Uomo, rappresentando così, in forma simbolica, i “mattoni” dell’edificio Uomo.</p>
<p>Applicando quanto finora detto a quello che è il nostro discorso possiamo dire che nella 6ª Casa vediamo le malattie del corpo, mentre nella 12ª vediamo le malattie dell’anima: essendo comunque le due componenti interagenti fra loro, possiamo dire che lo studio dell’asse 6ª/12ª ci fornirà indicazioni sullo stato generale di salute della persona, ovvero su quei disturbi interessanti organi e/o funzioni del proprio corpo.<br />
Ecco che possiamo dire:</p>
<p><em>sull’asse delle Case 6ª e 12ª noi studieremo quegli stati alterati dell’equilibrio fisico e psicosomatico che si rivelano a livello organico.</em></p>
<p>Dai Segni in cui si trovano le cuspidi di queste Case, dalla posizione e configurazione dei pianeti che reggono questi Segni, dalla eventuale presenza di astri in questa Case, noi trarremo quelle informazioni utili alla nostra ricerca.<br />
Possiamo meglio capire l’importanza che ha ad esempio la 6ª Casa sapendo che in essa noi vediamo, essendo in analogia con il Segno della Vergine, il “lavoro”, che non sarà, in questo caso, il lavoro inteso come attività umana volta a crearsi una fonte di reddito individuale bensì il lavoro incessante degli organi e dei sistemi del corpo umano che, se svolto bene, consente un buono stato di salute, quindi una Casa importante e per questo passata nella tradizione astrologica come effettiva Casa della salute. E però, siccome le disfunzioni organiche possono essere conseguenti a sballate reazioni emotive, a stress o disturbi psicologici, ecco che anche l’analisi della 12ª Casa diventa importante, segnalandoci essa le risposte dell’individuo a momenti di stress ed eventualmente l’organo o la zona maggiormente colpita da situazioni di stress, in questo caso osservando il Segno sulla cuspide della Casa (ma anche la cuspide della Casa opposta, cioè la 6ª) e come e dove è situato il suo governatore. Va da sé che resta valido quanto tramandatoci dalla tradizione, che vede nella 6ª Casa le malattie acute o accidentali, nella 12ª Casa le malattie croniche, invalidanti, congenite.</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>Le Case 3 e 9</strong></h6>
<p>Sempre facendo riferimento allo schema sugli Elementi, vediamo che la 3ª Casa, analogica al Segno di ARIA dei Gemelli, è legata alla MENTE (SPAZIO), mentre la 9ª Casa, analogica al Segno di FUOCO del Sagittario, è legata allo SPIRITO (ENERGIA):<br />
Mente e Spirito si fondono qui dandoci indicazioni su quei disturbi che ruotano nella sfera delle patologie prettamente mentali, del comportamento, ovvero le deviazioni, le scissioni, le anomalie della personalità.<br />
Ecco che possiamo dire:</p>
<p><em>sull’asse delle Case 3ª e 9ª noi studieremo quelle patologie non legate a particolari lesioni organiche, presentando quindi una base psicogena.</em></p>
<p>Anche qui, dai Segni in cui si trovano le cuspidi di queste Case, dalla posizione e configurazione dei pianeti che reggono questi Segni, dalla eventuale presenza di astri in questa Case, noi trarremo quelle informazioni utili alla nostra ricerca. Siamo, come si è visto, nel campo dei disturbi mentali, e però, siccome queste Case non sono avulse dalle altre e siccome non esistono comparti stagni all’interno di un Tema rappresentando esso l’individuo in toto, le informazioni che da qui trarremo andranno inserite nel più ampio contesto generale psicofisico, essendo Corpo, Mente, Anima e Spirito tutti ingredienti che compongono l’essere umano. Il sapere comunque che queste Case possono darci informazioni su particolari tipi di disturbi aiuta notevolmente il lavoro dell’astrologo, in special modo di colui che nella sua ricerca si avvale di nozioni psicologiche e/o psichiatriche. E però questo non è solo un asse mentale, bensì mentale-spirituale, e così come l’asse 6ª/12ª rappresentava l’Anima e il Corpo (o Psiche e Soma) visti come un’unità funzionale, un’unità biologica, così l’asse 3ª/9ª ci raffigura la Mente e lo Spirito come un’altrettanta unità funzionale, così che i disturbi che toccano uno possono essere conseguenti a disturbi interessanti l’altro, in ciò segnalandoci che se è malato lo Sprito si ammala (o è ammalata) anche la Mente, e viceversa.</p>
<p><br/> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Sinestra</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/la-sinestra/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2015 11:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[nettuno]]></category>
		<category><![CDATA[parte del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sinestra]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Urano]]></category>

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		<description><![CDATA[No, nel titolo non c’ è un refuso. Non volevo dire “finestra”, né “ginestra” e nemmeno “minestra”. Magari qualche amante dei videogiochi penserà che voglia parlare di Sinestra la consorte di Alamorte, il Signore dei Draghi Neri dell’ Universo di Warcraft. Altri penseranno voglia alludere all’ omonima valle svizzera. Niente di tutto questo. Ma allora [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>No, nel titolo non c’ è un refuso. Non volevo dire “finestra”, né “ginestra” e nemmeno “minestra”. Magari qualche amante dei videogiochi penserà che voglia parlare di Sinestra la consorte di Alamorte, il Signore dei Draghi Neri dell’ Universo di Warcraft. Altri penseranno voglia alludere all’ omonima valle svizzera. Niente di tutto questo.<br />
Ma allora cos’ è questa “sinestra”?</p>
<p><span id="more-1263"></span></p>
<p>È una “cosa” nata da poco e che già ambisce ad avere un futuro radioso. Dove? Ma nel panorama socio-politico-culturale, che diamine!<br />
Sì perché “sinestra” sta qui a indicare il nome della nuova categoria <strong>politica</strong> che ha visto la luce nel secondo decennio del XXI secolo. Abbiamo così una <strong>sinistra</strong> (ma ha senso chiamarla ancora così?), una <strong>destra</strong> (ma ha senso chiamarla ancora così?) e una nuova arrivata che è parto diretto dei tempi che stiamo vivendo, la “nuova sinistra” dell’ era post-berlusconiana: la sinistra-destra ovvero la <strong>sinestra</strong> che, si badi bene, non è un semplice mescolamento delle due ma qualcosa di più e comunque qualcosa di diverso. Una categoria politica <strong>moderna</strong>, al passo coi tempi, diversa da tutti gli –ismi: opportunista, sfavillante, spumeggiante, frizzante, elettrizzante, giovanile e soprattutto <strong>rottamatrice</strong> di vecchi babbioni e vecchie ideologie.</p>
<p>Lunga gestazione però la sua, e anche anomala visto che ha avuto due “concepimenti”: uno il <strong>9 novembre 1989</strong> (caduta del Muro di Berlino quindi “caduta” del comunismo) e l’ altro il  <strong>26 gennaio 1994</strong> (“discesa in campo” di Silvio Berlusconi). E la sua nascita? Un bel po’ in là nel tempo, precisamente l’ <strong>8 dicembre 2013</strong> quando <strong>Matteo Renzi</strong> è diventato segretario del Partito Democratico e da provetta levatrice l’ha portata alla luce estraendola dal ventre della Storia.<br />
Da notare che l’ 8 dicembre è la festa dell’ <strong>Immacolata Concezione</strong>, così che giorno simbolicamente migliore per nascere non poteva esserci per dimostrare a tutti che anche lei, la “sinestra”, è nata senza peccato originale, quel peccato che invece ha marchiato, in Italia, la sinistra e la destra, la prima col peccato originale del comunismo, la seconda con quello del fascismo.<br />
Parafrasando la celebre canzone di Giogio Gaber potremmo chiederci: “Ma cos’ è la destra, cos’ è la sinistra”.</p>
<p>In Astrologia molti legano i concetti di destra a <strong>Urano</strong> (individualismo, capitalismo, liberalismo, ecc.) e quelli di sinistra a <strong>Nettuno</strong> (collettivismo, cooperativismo, ecc.). Purtroppo la cosa non è così semplice, meccanica e automatica come ci piacerebbe; di sicuro (ma c’è qualcosa di sicuro?) si potrebbe legare ai Segni di Aria il motto nato dalle idee della Rivoluzione Francese, cioè &#8220;<em>Liberté, Égalité, Fraternité</em>&#8220;, ovvero: Liberté=Acquario, Égalité=Bilancia, Fraternité=Gemelli.<br />
Certo, il grande Barbault notò che i cicli <strong>Saturno-Urano</strong> influenzano positivamente i risultati della <strong>destra</strong>, quelli <strong>Saturno-Nettuno</strong> i risultati, sempre positivi, della <strong>sinistra</strong>.</p>
<p>Ma alla destra si potrebbero legare anche i Segni dello <strong>Scorpione</strong> e del <strong>Capricorno</strong>; il primo, lo Scorpione, per quanto riguarda un non fidarsi tanto degli altri, un guardare gli altri come se ti volessero portar via qualcosa, una certa paura di venire contaminato dal diverso; il secondo, il Capricorno, per una certa chiusura e conservatorismo, lo sguardo rivolto al passato, alle tradizioni.</p>
<p>Alla sinistra si potrebbero legare anche i Segni del <strong>Sagittario</strong> e dell’ <strong>Acquario</strong>; il primo, il Sagittario, per quella sua predisposizione all’ apertura verso il diverso, al pluralismo, al federalismo; il secondo, l’ Acquario, per quella sua indole libertaria, la fratellanza fra i popoli, l’ abbattimento delle frontiere, gli ideali da “flower power” degli hippies.</p>
<p>Per certi versi però queste attribuzioni si potrebbero (e si possono) anche ribaltare: tanta ideologia di <strong>sinistra</strong> (specie quella estrema, maoista, marxista-leninista, ecc.) si è vestita di panni conservatori, chiusi, rigidi, autoritari e totalitari.</p>
<p>Ma allora cos’è la destra, cos’è la sinistra? C’è destra nella sinistra (abbastanza) e c’è sinistra nella destra (poca).<br />
E allora ecco la “sinestra”, una creatura politica che ambisce a diventare pensiero dominante, il Partito della Nazione. Una creatura che è diretta conseguenza dell’ era berlusconiana e della sua lotta alla sinistra (chapeau!): i suoi araldi sono cresciuti e si sono formati “politicamente” in quegli anni abbeverandosi ai vari <em>Drive In</em>, <em>Ruota della Fortuna</em>, <em>Dallas</em>, <em>Beautiful</em>, <em>Ok il prezzo è giusto</em>, pubblicità, pubblicità, pubblicità, pubblicità. Inevitabile una simile conseguenza.</p>
<p>E <strong>Matteo Renzi</strong>? Astrologicamente è del <strong>Capricorno</strong>, il Segno che gli antichi consideravano quello giusto per i grandi condottieri, per i grandi politici (e l’ imperatore <strong>Augusto</strong> e <strong>Lorenzo il Magnifico</strong>, tanto per citarne alcuni, vollero dirsi del Capricorno, ma il primo vi aveva la Luna e vi venne concepito; il secondo dovrebbe essere stato effettivamente del Capricorno anche se altri vollero farlo nascere sotto il Leone). Ma non solo l’ astro diurno ha Renzi in Capricorno: anche la <strong>Luna</strong> è nel Segno. E tutti e due i luminari sono poi in aspetto (opposti) a <strong>Saturno</strong> (politica: vedi Capricorno): il conflitto con il “vecchio” quindi la rottamazione dello stesso? Anche, ma non solo. Ha poi l’ Ascendente in <strong>Gemelli</strong> (parlantina, mobilità, fascino, desiderio di ammirazione). E ha <strong>Mercurio</strong> (e Venere) in <strong>Acquario</strong> in Nona Casa (analogica al Sagittario), con Mercurio in aspetto (quadrato) a <strong>Urano</strong> e a <strong>Plutone</strong> (trigono): capacità persuasive, intelligenza vivace, sicurezza di sé, obiettivi ben chiari e precisi, opportunismo, doppiezza (non tirare troppo la corda, Matteo!).<br />
Per quanto riguarda le <strong>Parti Arabe</strong> possiamo dire che ha la <strong>Parte del Lavoro</strong> a 19° Sagittario e <strong>Marte</strong> a 22° Sagittario. <strong>Giove</strong>, signore/rappresentante di questa Parte, è domiciliato in Pesci, in X Casa, in perfetto aspetto (trigono) a Saturno: forte senso della giustizia sociale, idealismo, ottimismo, sguardo dritto al futuro, convinzione di poter risolvere i problemi con facilità, scarsa percezione del pericolo.</p>
<p>Che dire? La colpa (o il merito) non è di nessuno. Tutti gli attori in scena non sono altro che attori, alcuni nemmeno consapevoli del ruolo che interpretano. Il regista è un altro. È il karma di un popolo. È il suo destino. Forse è qualche legge cosmico-karmico-quantistica a noi sconosciuta. Alcune vicende umane, pur dolorose, pur strane, pur incomprensibili e/o inconcepibili, comiche o tragiche, devono accadere, devono fare il loro corso, lungo o breve che sia. Come un’ influenza che ti colpisce: la febbre arriva, l’affronti, la combatti, fai resistenza, ma arriva e per qualche tempo rimane. Virus e batteri non puoi debellarli: ci sono, ci sono stati e ci saranno sempre.<br />
Da parte nostra (mia) cerchiamo di mantenerci puri, pensando ognuno con la propria testa, mantenendo la propria libertà, cercando di non omologarci. Così, forse, daremo del filo da torcere al karma o se non altro soccomberemo con dignità non aggiungendo altre scorie al nostro di karma.<br />
Ma s’ ode già un rumore sinestro.</p>
<p><br/></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Fred Hoyle (1915 &#8211; 2001)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/fred-hoyle-1915-2001/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2015 05:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Fred Hoyle]]></category>
		<category><![CDATA[panspermia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattordici anni fa, il 20 agosto 2001, moriva il matematico, fisico e astronomo inglese sir Fred Hoyle. Era nato a Bingley (Inghilterra) il 24 giugno 1915 (Sole esattamente congiunto a Plutone; Mercurio congiunto a Saturno; tutti e quattro gli astri in Cancro). Fu uno dei proponenti della Teoria dello Stato Stazionario o Creazione Continua (isieme [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quattordici anni fa, il 20 agosto 2001, moriva il matematico, fisico e astronomo inglese sir <strong>Fred Hoyle</strong>. Era nato a Bingley (Inghilterra) il <strong>24 giugno 1915</strong> (Sole esattamente congiunto a Plutone; Mercurio congiunto a Saturno; tutti e quattro gli astri in Cancro).</p>
<p><span id="more-1215"></span></p>
<p>Fu uno dei proponenti della <strong>Teoria dello Stato Stazionario</strong> o Creazione Continua (isieme a Hermann Bondi e Thomas Gold) e soprattutto della <strong>Panspermia Cosmica</strong> (con Chandra Wickramasinge).</p>
<p><div id="attachment_1221" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/spermatozoi-e1439999247548.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/spermatozoi-e1439999247548.jpg" alt="Foto tratta da: www.west-info.eu" width="200" height="169" class="size-full wp-image-1221" /></a><p class="wp-caption-text">Foto tratta da: www.west-info.eu</p></div>
<p>Quest’ultima teoria dice che i <strong>pianeti</strong> sono come degli <strong>ovuli</strong> che ricevono i semi della vita dalle <strong>comete</strong> che come degli <strong>spermatozoi</strong> trasportano appunto questi semi (batteri). Quindi la vita non ha avuto origine sulla Terra: è venuta dallo spazio, cioè è stata inseminata.</p>
<p>Autore di libri di fantascienza e divulgatore scientifico, Hoyle fu uno scienziato non ortodosso, spesso contestato dalla comunità scientifica.<br />
Fra i suoi libri, <em>Evoluzione dallo spazio</em> (Etas Libri, 1984), scritto insieme a Chandra Wickramasinge. Se lo trovate leggetelo.</p>
<p><br/> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>E-books di Renzo Baldini</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/e-book-di-renzo-baldini/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/e-book-di-renzo-baldini/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2015 04:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[E-book]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[e-book]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato tecnico di astrologia]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa pagina troverete l&#8217;elenco delle mie pubblicazioni edite in formato elettronico (ePub, Kindle) e gli store online dove potete acquistarle. Leggibili su tutti i dispositivi. Foto: quadro a olio di Giovanni Baldini © NEL SEGNO DELLA SALUTE. Guida alla decifrazione dell&#8217;Oroscopo in chiave medica Formato: EPUB, KINDLE Protezione: DRM Free (Watermark) Dimensioni: 5,18 MB [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questa pagina troverete l&#8217;elenco delle mie pubblicazioni edite in formato elettronico (ePub, Kindle) e gli store online dove potete acquistarle. Leggibili su tutti i dispositivi.<span id="more-739"></span></p>
<hr/>
Foto: quadro a olio di Giovanni Baldini ©</p>
<p><br/><br />
<br/></p>
<h5>NEL SEGNO DELLA SALUTE. Guida alla decifrazione dell&#8217;Oroscopo in chiave medica</h5>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Copertina_Salute_ebook3-e1440071312841.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Copertina_Salute_ebook3-e1440071312841.jpg" alt="Copertina_Salute_ebook3" width="200" height="267" class="alignleft size-full wp-image-1231" /></a></p>
<p>Formato: <strong>EPUB</strong>, <strong>KINDLE</strong><br />
Protezione: <strong>DRM Free (Watermark)</strong><br />
Dimensioni: <strong>5,18 MB</strong><br />
Lingua: <strong>Italiano</strong><br />
Editore: <strong>StreetLib</strong><br />
Data pubblicazione: <strong>20 agosto 2015</strong><br />
ISBN: <strong>9786050401462</strong> </p>
<p>PREZZO<br />
<strong>€ 14,99</strong><br />
<br/></p>
<p>Chi lavora con l’ astrologia viene spesso interpellato anche per questioni legate alla <strong>salute</strong>. Premesso che non spetta certo all’astrologo questo compito bensì al medico, tuttavia è possibile individuare, attraverso una corretta lettura di un Tema natale, le possibili <strong>predisposizioni</strong> a certi tipi di patologie. </p>
<p>Questo e-book va proprio in questa direzione: si tratta infatti di una vera e propria <strong>guida pratica</strong> che insegna, con regole semplici e subito applicabili, a <strong>interpretare</strong> un Tema astrale dal lato della <strong>salute</strong>.</p>
<p>L’ opera, che era già uscita nel 2004 in versione cartacea (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi</a>), è stata per l’ occasione riveduta, corretta e ampliata: <strong>rinnovati</strong> tutti gli esempi didattici relativi ai casi clinici lì presentati con in più l’ <strong>aggiunta</strong> di un <strong>capitolo</strong> tutto nuovo che analizza, attraverso la lente dell’astrologia, alcune patologie come <strong>anoressia</strong>, <strong>diabete</strong>, <strong>cancro</strong>, ecc., il tutto supportato da esempi formativi.</p>
<p>L’ e-book, così com’ era la versione cartacea, è composto da tre parti: una in cui vengono esposti gli “<strong>elementi per la diagnosi</strong>”, partendo dai Segni e passando per le Case, i Pianeti, le Stelle, le Parti Arabe, il tutto corroborato da esempi pratici; la seconda in cui vengono presentati gli “<strong>elementi per la terapia</strong>”, dai <strong>sali di Schüssler</strong> all’abbinamento fra i <strong>pianeti</strong> e più di <strong>50 rimedi omeopatici</strong>, anche qui rendendo accessibile il tutto con pratici esempi; la terza parte prende invece in considerazione gli “<strong>elementi per la didattica</strong>”: quali regole e quale metodo utilizzare per interpretare un Tema natale e le varie rivoluzioni solari in chiave medica; passo dopo passo impareremo, con validi esempi, come impostare una corretta lettura. Chiude l’ opera la sezione delle Appendici in cui, tra le altre cose, vengono esposte le <strong>corrispondenze</strong> fra le <strong>parti anatomiche</strong> del corpo umano e i <strong>360 gradi</strong> dello zodiaco. </p>
<p>In pratica un vero e proprio <strong>manuale</strong> di <strong>Astrologia Medica</strong> che insegna, come recita il sottotitolo, a interpretare un Tema astrale dal lato della medicina astrologica.</p>
<p>Ma ecco qui il corposo <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Indice_Salute_ebook.pdf" target="_blank">indice analitico completo</a> che vi darà un&#8217; idea dei temi trattati.</p>
<p><br/></p>
<p>L&#8217; e-book è acquistabile nei vari store online come <a href="https://www.amazon.it/SALUTE-decifrazione-delloroscopo-chiave-medica-ebook/dp/B07B8LNGKQ" rel="noopener" target="_blank">Amazon</a>, <a href="https://www.bookrepublic.it/book/9786050401462-nel-segno-della-salute-guida-alla-decifrazione-delloroscopo-in-chiave-medica/" target="_blank">Bookrepublic</a>, <a href="https://www.ibs.it/nel-segno-della-salute-guida-ebook-renzo-baldini/e/9786050401462" rel="noopener" target="_blank">IBS</a>, <a href="https://itunes.apple.com/it/book/nel-segno-della-salute.-guida/id1033493299?mt=11&#038;ign-mpt=uo%3D4" target="_blank">iTunes</a>, <a href="http://www.lafeltrinelli.it/ebook/baldini-renzo/segno-salute-guida-alla-decifrazione/9786050401462" target="_blank">laFeltrinelli</a>, ecc.</p>
<hr/>
<br/></p>
<h5>TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA</h5>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_tecnica1-e1438700883929.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Libro_tecnica1-e1438700883929.jpg" alt="Libro_tecnica" width="200" height="290" class="alignleft size-full wp-image-595" /></a><br />
Formato: <strong>EPUB</strong>, <strong>KINDLE</strong><br />
DRM: <strong>Digital watermarking</strong><br />
Dimensioni: <strong>27,78 MB</strong><br />
Lingua: <strong>Italiano</strong><br />
Editore: <strong>Hoepli</strong><br />
Data pubblicazione: <strong>8 luglio 2013</strong><br />
ISBN: <strong>9788820358037</strong></p>
<p>PREZZO<br />
<strong>€ 27,99</strong><br />
<br/></p>
<p>È la versione e-book dell&#8217; omonimo libro (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi recensione</a>).<br />
Acquistabile dal sito della Casa editrice <a href="http://www.hoepli.it/ebook/trattato-tecnico-di-astrologia/9788820358037.html" target="_blank">Hoepli</a> o dai vari store online come <a href="http://www.amazon.it/Trattato-tecnico-astrologia-Renzo-Baldini-ebook/dp/B00DY8RKNK" target="_blank">Amazon</a>, <a href="https://www.bookrepublic.it/book/9788820358037-trattato-tecnico-di-astrologia/" target="_blank">Bookrepublic</a>, <a href="https://play.google.com/store/books/details/Renzo_Baldini_Trattato_tecnico_di_astrologia?id=8fwSAAAAQBAJ&#038;hl=it" rel="noopener" target="_blank">Google play</a>, <a href="http://www.ibs.it/ebook/Baldini-Renzo/Trattato-tecnico-di/9788820358037.html" target="_blank">IBS</a>, <a href="http://www.lafeltrinelli.it/ebook/baldini-renzo/trattato-tecnico-astrologia/9788820358037" target="_blank">laFeltrinelli</a>, ecc.</p>
<hr/>
<br/></p>
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		<title>Quale oroscopo per Gesù?</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/quale-oroscopo-per-gesu/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/quale-oroscopo-per-gesu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2015 11:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Betlemme]]></category>
		<category><![CDATA[cometa]]></category>
		<category><![CDATA[congiunzione]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[Giove]]></category>
		<category><![CDATA[Halley]]></category>
		<category><![CDATA[Parte della Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>
		<category><![CDATA[Saturno]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia relazione tenuta a Firenze alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa il 21.01.2001 Due ipotesi sulla probabile data natale (e di morte) di Gesù, la prima assecondando la “datazione corta”, la seconda quella “lunga” (che lo vorrebbe nato addirittura nel 12 a.C., peraltro una data verso la quale alcuni studiosi stanno da tempo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><h6>La mia relazione tenuta a Firenze alla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa il 21.01.2001</h6>
<p><br/></p>
<p>Due ipotesi sulla probabile data natale (e di morte) di Gesù, la prima assecondando la “datazione corta”, la seconda quella “lunga” (che lo vorrebbe nato addirittura nel 12 a.C., peraltro una data verso la quale alcuni studiosi stanno da tempo strizzando l’occhio). Una cronaca, un’esposizione di alcuni strumenti astronomico/astrologici che abbiamo a disposizione riguardo questo affascinante e misterioso tema.</p>
<p><span id="more-1175"></span></p>
<p>La data della nascita di Gesù è a tutt’oggi un mistero, anche dopo che è stato appurato l’errore di calcolo fatto da Dionigi il Piccolo. Costui era un monaco originario della Scizia, una regione della Russia meridionale, che nel 525 venne incaricato da papa san Giovanni I di riordinare i calcoli relativi alla nascita di Cristo così da ottenere una precisa definizione della data annuale della Pasqua. Secondo i suoi calcoli Gesù sarebbe nato nell’anno 754 dalla fondazione di Roma. Dionigi si riferì in special modo a un versetto del Vangelo di Luca (3, 1-3) in cui si dice che Giovanni Battista iniziò la sua predicazione “<em>l’anno quindicesimo del regno di Tiberio Cesare</em>”, imperatore romano salito al trono nel 768 di Roma; il quindicesimo anno del suo regno corrisponde al 782 (comprendendo nel computo il 768); considerando che Gesù aveva circa trent’anni quando si fece battezzare da Giovanni, Dionigi sottrasse i 29 anni compiuti da Gesù dal 782 ottenendo così come data di nascita il 753, ma noi sappiamo che Gesù nacque quando era re di Giudea Erode il Grande (“<em>Dopo che Gesù nacque a Betlemme in Giudea, al tempo del re Erode, ecco giungere a Gerusalemme dall’oriente dei Magi</em>”, Matteo, 2, 1), e che questi morì intorno alla metà di marzo del 750 di Roma, vale a dire tre anni prima della data in cui, secondo Dionigi, dovrebbe essere nato Gesù, quindi l’errore è palese. Pertanto la data fissata da Dionigi va senz’altro rettificata.</p>
<p>Esistono però altre informazioni, come ad esempio, sempre dal Vangelo di Luca (2, 1-2), che “<em>In quei giorni uscì un editto di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria</em>”. Ora noi sappiamo che Cesare Augusto fu imperatore dal 27 a.C. al 14 d.C., e che Quirino (Diodoro Quirino, proconsole romano, che peraltro era il padre adottivo di Luca) fu nominato una prima volta governatore nel 6-7 a.C. in veste di sostituto di Senzio Saturnino, legato di Siria ma impegnato in quel tempo in battaglia in Armenia, e una seconda e definitiva volta nel 6 d.C.; quest’ultima data sposterebbe troppo avanti la nascita di Gesù così, per le ragioni su esposte, non la prenderemo in esame.</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>Ipotesi 1 – La congiunzione Giove-Saturno</strong></h6>
<p>Un indizio che potrebbe aiutarci nella datazione della nascita di Gesù potrebbe essere la “stella di Betlemme”, che alcuni pensano possa essere stata una congiunzione planetaria. L’astronomo Johann Kepler (1571 – 1630) citava un’antichissima tradizione ebraica secondo la quale il Messia sarebbe nato in concomitanza del verificarsi di una Grande Congiunzione fra Giove e Saturno che si sarebbero trovati così vicini da sembrare un’unica, grande stella. Ricordo che le congiunzioni Giove-Saturno avvengono ogni 20 anni circa (19,80), ma quella che gli antichi astrologi chiamavano Grande Congiunzione si verificava all’inizio del Punto Vernale (0° Ariete) ogni 960 anni circa, evento che veniva messo in relazione a grandi avvenimenti. Ebbene, nel 7 a.C. troviamo una tripla congiunzione Giove-Saturno in Pesci (avvenuta il 29 maggio, 1 ottobre, 5 dicembre). Molti ricercatori hanno quindi pensato che questa fosse la “stella di Betlemme”, datando la nascita di Gesù appunto al 7 a.C., ovvero al 747 dell’era di Roma.</p>
<p>Se questo è l’anno che molti ritengono probabile, per quanto riguarda invece il mese e il giorno siamo nel campo delle ipotesi. Certo noi festeggiamo il Natale il 25 dicembre. Questa data viene celebrata come il giorno della nascita di Gesù solo a partire dal IV secolo della nostra era, almeno stando a quanto riportato in un almanacco dell’epoca, il <em>Cronografo romano</em> del letterato e pittore romano Furio Dionisio Filocalo composto nel 354 d.C. e che riporta un frammento di un calendario liturgico cristiano in uso a Roma e risalente al 326, dove alla data VIII Kalendas Januarias (ovvero il 25 dicembre) si legge: “<em>natus est Christus in Betleem Judaeae</em>”. Da considerare che sempre in questo <em>Cronografo</em> al 25 dicembre vi è la nota “<em>N. Invicti</em>”, cioè Natale dell’Invitto. Questo Invitto altri non era che il <em>Sol Invictus</em>, divinità solare introdotta a Roma dall’imperatore Aureliano nel 270 d.C. la cui festa fu fissata pochi giorni dopo il solstizio invernale, e che rappresenta appunto la rinascita del sole, il “sole nuovo”. Grandi feste si svolgevano in quel giorno, a cui partecipavano anche molti cristiani. Consideriamo che sempre in quel giorno si diceva fosse nato Mithra, divinità solare che si dice nata da una roccia o in una grotta e la cui dottrina aveva forti analogie con il Cristianesimo. Tutto ciò impensieriva la Chiesa che così pensò di celebrare il 25 dicembre la nascita della Vera Luce, Gesù. Nel secolo V papa san Leone Magno istituzionalizzò poi questo giorno dandogli un fondamento teologico.</p>
<p>Sta di fatto però che nei Vangeli non esiste nessuna affermazione riguardo al giorno della nascita; piuttosto abbiamo un’affermazione indiretta concernente il periodo in cui questa è avvenuta, dato che in Luca (2, 8) leggiamo: “<em>In quella stessa regione si trovavano dei pastori: vegliavano all’aperto e di notte facevano la guardia al loro gregge</em>”, e sappiamo che in Palestina la pastorizia veniva e viene esercitata da marzo fino a novembre al massimo.</p>
<p>Ora, ritornando alle date in cui si verificò la congiunzione Giove-Saturno nel 7 a.C. (29 maggio, 1 ottobre, 5 dicembre), potremmo prendere come più probabile quella dell’1 ottobre, pensando normale la presenza di pastori sui monti a quella data. Dicono i Vangeli che Gesù nacque di notte, vicino alla metà della notte. Potremmo così costruire un Tema per l’<strong>1 ottobre del 7</strong> a.C. (- 6) per le <strong>ore 23.30</strong> locali.<br />
 <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Gesu_1-e1439986032601.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Gesu_1-e1439986032601.jpg" alt="Gesu&#039;_1" width="550" height="474" class="alignleft size-full wp-image-1172" /></a></p>
<p>Notiamo una congiunzione Giove/Saturno in Pesci in Nona Casa. Viene detto che le congiunzioni Giove/Saturno, quando avvengono vicine al punto vernale, indicherebbero la nascita di grandi profeti. La Nona Casa veniva poi chiamata dagli antichi astrologi la “Casa di Dio”, e noi in essa vediamo, oltre ai grandi viaggi, la filosofia, la fede, la religione. Si dice poi che chi nasce con Saturno in questa Casa non ama la religione o i precetti che trova nell’ambiente in cui è nato, portato così a distruggerli e cambiarli, e ciò pare anche vedersi in quell’Urano anch’esso in Nona Casa.<br />
Altra annotazione interessante è il fatto che, utilizzando le Parti Arabe, la <strong>Parte della Vita</strong> viene a cadere a 14° 21’ Cancro, in congiunzione all’Ascendente, il che, oltre a segnalarci che la persona ha carisma, ci dice che uno dei suoi compiti, se non il massimo, è quello di “dare vita” agli altri (può essere la configurazione di un guaritore, ad esempio). La <strong>Parte di Morte</strong> si trova invece in esatta congiunzione (0° 40’ Ariete) al Medio Cielo, indicando una “morte importante”, un realizzarsi attraverso la (o una) morte o che la morte (o il concetto di essa) avrà importanza e rilevanza nella vita della persona. Curiosa la posizione della <strong>Parte della Madre</strong>: a 21° 51’ Vergine.</p>
<p>Vorrei farvi notare un’altra cosa curiosa e nel contempo altamente simbolica: in quel momento stavano sorgendo all’orizzonte, quindi erano poco sopra l’Ascendente, due stelle chiamate <em>Asellus Borealis</em> (9° 28’ Cancro) e <em>Asellus Australis</em> (10° 39’ Cancro), cioè gli <em>Asinelli</em>, due stelle che secondo la mitologia rappresenterebbero la coppia di asinelli montati da Bacco e da Vulcano durante la guerra contro i Titani; il raglio di questi animali spaventò talmente i Titani da indurli alla fuga, così che gli dèi, riconoscenti, trasportarono la coppia di asinelli in cielo trasformandoli in stelle; non solo: sempre in questa stessa zona del cielo troviamo anche la loro mangiatoia, infatti abbiamo un gruppo di stelle (la nebulosa M44) denominato <em>Presepe</em> o <em>Mangiatoia</em>, che si trovava a 9° 10’ Cancro. Consideriamo poi che il nome babilonese che designava il Segno del Cancro era <em>nagaru</em>, che significa ‘carpentiere’: ora Gesù era chiamato, in quanto figlio di Giuseppe, “figlio del carpentiere” (o del falegname)! Tutto ciò è assai significativo e dimostra che il simbolo si esprime a vari livelli attraversando e collegando i vari miti, dagli asini degli dèi al bue e all’asino che scaldarono il bambino Gesù, senza parlare poi della mangiatoia.</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>La morte</strong></h6>
<p>Ma se questa è una delle ipotesi sulla nascita di Gesù, sulla morte non abbiamo niente? Ebbene, secondo la Chiesa la data ufficiosa della morte di Cristo sarebbe il 7 aprile dell’anno 780 di Roma, vale a dire dell’anno 27 d.C., il che fa capire che la Chiesa opta, come data di nascita, per il 7 a.C. Gesù non aveva ancora compiuto 33 anni (li avrebbe compiuti il mese di ottobre successivo). Sappiamo che Gesù morì durante la settimana della Pasqua ebraica, che iniziava la sera del giorno in cui cadeva il primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, plenilunio che in quell’anno avvenne il 9 di aprile. Sappiamo dai Vangeli che Gesù morì intorno alle ore 16 (l’ora nona, corrispondente alla nostra 15-16) e che quel giorno era un venerdì. I  calcoli ci dicono che il 9 aprile era un mercoledì. Gesù festeggiò la Pasqua con i suoi discepoli il primo giorno degli Azzimi, quindi il giorno dopo l’inizio della Pasqua, ovvero giovedì 10 aprile, e che quella sera stessa, sul tardi, venne arrestato. Il mattino dopo (11 aprile) i capi dei sacerdoti consegnarono Gesù a Pilato. Il pomeriggio venne crocifisso. Quindi Gesù morì il giorno <strong>11 aprile del 27</strong> d.C. intorno alle <strong>ore 16</strong>. Ecco il Tema.</p>
<p> <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Gesu_1_morte-e1439986063818.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Gesu_1_morte-e1439986063818.jpg" alt="Gesu&#039;_1_morte" width="550" height="482" class="alignleft size-full wp-image-1173" /></a></p>
<p>Notiamo una congiunzione Marte/Saturno in Ottava Casa e il Sole anch’esso in Ottava. Gesù nasce in Bilancia, Segno di Giustizia, e muore con il Sole in Ariete, Segno dell’Agnello sacrificale. Curioso il fatto che nel luogo in cui nel Tema Natale vi era la <strong>Parte di Morte</strong> (0° 40’ Ariete) ora troviamo la <strong>Parte del Lavoro</strong> (0° 23’ Ariete): possiamo dire che aveva concluso il suo lavoro, la sua missione. E la <strong>Parte di Morte</strong>? Vibrante sul suo Sole natale a 4° 20’ Bilancia. Veramente una missione compiuta. Significativa poi quella congiunzione Marte/Saturno, sia perché cade sul Nodo lunare Nord natale, ciò che potrebbe indicare il compimento, in maniera cruenta, del programma evolutivo e spirituale per cui era nato, sia perché si trova nei pressi di due stelle molto importanti: <em>Algol</em> (la beta Persei, all’epoca a 28° 38’ Ariete), una stella considerata sin dall’antichità malefica e il cui nome è sinonimo di “demonio”, provenendo dall’arabo <em>Ra’s al Ghul</em> (Testa del demonio), e <em>Alcyone</em> (la eta Tauri, all’epoca a 2° 45’ Toro), la stella più brillante delle Pleiadi, che gli antichi ritenevano addirittura fosse il sole centrale intorno a cui ruotava l’intero universo e che i Babilonesi chiamavano <em>Temennu</em>, la Pietra Angolare, e che in India conoscevano come <em>Amba</em>, la Madre.</p>
<p>Gesù quindi nasce con Saturno congiunto al benefico Giove in Pesci in Nona Casa, e muore con lo stesso Saturno questa volta congiunto al malefico Marte, alla demoniaca stella <em>Algol</em> e alla brillante <em>Alcyone</em> in Ottava Casa, due stelle che sembrano volerci rappresentare gli ultimi momenti di vita di Gesù, con <em>Algol</em> a indicare la morte per crocifissione e <em>Alcyone</em> la resurrezione, ascendendo alla sommità e al centro del cielo, dell’universo. In ultimo, ma non certo per ultimo, al Medio Cielo si stagliava la stella <em>Canopus</em> (l’alfa Carinae, all’epoca a 17° 26’ Gemelli), che prende il nome dal timoniere della nave Argo, come a dire che Gesù da quel momento è diventato il timoniere dell’umanità (o di una parte di essa).</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>Ipotesi 2 – La cometa di Halley</strong></h6>
<p>Ma non tutti propendono per una congiunzione planetaria: vi è anche chi crede fermamente che la “stella di Betlemme” possa essere stata effettivamente una cometa. Sappiamo di una cometa nel 5 a.C. visibile da marzo a maggio in Capricorno (contrassegnata dal n. 52 nel catalogo pubblicato dall’inglese John Williams nel 1871), ma anche sappiamo di un’altra cometa (la famosa cometa di Halley) visibile dal 25 agosto al 1 novembre del 12 a.C. Certo, questo sposterebbe ancora più indietro la data natale di Gesù, ma alcuni studiosi pensano di accettarla anche in virtù del fatto che molto probabilmente c’è stato un errore di traduzione nella frase di Luca (2, 1-2) che invece di leggerla: “<em>Questo primo censimento fu fatto quando Quirino era governatore della Siria</em>”, dovrebbe essere letta “<em>…questo censimento ebbe luogo prima di quello fatto quando Quirino era governatore della Siria</em>”; ciò che sposterebbe indietro, oltre il 7 a.C., la nascita di Gesù.<br />
Da un punto di vista astrologico solo le comete sconosciute erano considerate malefiche; nel caso della Halley, essendo una cometa a corto periodo (75 anni), la sua apparizione non aveva niente di pericoloso, se non per il fatto che sarebbe passata molto vicino alla Terra avvicinandosi al perielio (punto dell’orbita di un corpo celeste più vicino al Sole).</p>
<blockquote><p><em>La cometa divenne quell’anno appariscente nella costellazione dei Gemelli, al suo passaggio al nodo ascendente verso il 21 agosto, quando era visibile in prossimità del meridiano superiore. Da questa data rimase quasi stazionaria nel cielo notturno, aumentando di splendore fin verso l’equinozio d’autunno, epoca in cui sfiorò la Terra con la sua luminosissima chioma avviandosi alla congiunzione con Luna e Saturno in Capricorno. Si spostò quindi molto velocemente in senso retrogrado restando visibile alla sera, ed al 5 ottobre passò al perielio tramontando insieme a Venere nell’ultimo decano dello Scorpione. Scomparve tra i bagliori del sole a fine ottobre, per riapparire all’alba e rimanere visibile fin verso l’11 novembre, quando attraversò il nodo discendente in Bilancia in congiunzione con Giove per allontanarsi nuovamente dalla Terra, iniziando il suo viaggio di ritorno verso l’afelio</em> (Sergio Ghivarello “<em>La stella di Natale</em>” in &#8220;Linguaggio Astrale&#8221;, n. 51, 1983).</p></blockquote>
<p>È possibile quindi che la stella che i Magi videro fosse veramente una cometa, e in questo caso la cometa di Halley. Potremmo allora ipotizzare la <strong>nascita</strong> di Gesù nella notte tra il <strong>4 e il 5 ottobre del 12</strong> a.C., quando la cometa passò al perielio e la sera tramontava insieme con Venere alla fine dello Scorpione (precisamente Venere si trovava nella costellazione di Ofiuco, congiunta alla stella tetha Ophiuchi). I Magi videro, circa un anno e mezzo prima, la cometa a oriente congiunta a Marte nella costellazione del Cancro; involontariamente, quando ne parlarono a Erode, dettero il via a quella che è passata alla storia come la “strage degli innocenti”, l’uccisione di tutti i bambini maschi nati durante quel biennio (e ciò si lega alle simbologie congiunte di Marte/uccisione e Cancro/bambini). La provenienza poi della cometa dalla costellazione del Cancro è quanto mai significativa in quanto questa parte del cielo presiede, secondo le varie tradizioni e mitologie sia egizie sia caldee, all’incarnazione delle anime. Ancora più incisivo il significato simbolico di tutto questo se consideriamo che nel luogo della congiunzione della cometa con Marte vi sono le due stelle <em>Asellus Borealis</em> e <em>Asellus Australis</em>, oltre al gruppo di stelle denominato <em>Presepe</em> o <em>Mangiatoia</em> (Nebulosa M44). Ipotizziamo quindi una nascita avvenuta poco prima delle ore 24 del <strong>4 ottobre del 12</strong> a.C. (-11), proprio nel momento in cui all’orizzonte si levava il gruppo di stelle del Presepe insieme a quelle degli Asinelli nella costellazione del Cancro.</p>
<p>  <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Gesu_2-e1439986099584.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Gesu_2-e1439986099584.jpg" alt="Gesu&#039;_2" width="550" height="475" class="alignleft size-full wp-image-1174" /></a></p>
<p>Notiamo Marte appena sorto e Urano in Ottava Casa in domicilio. Interessante il trittico Sole-Giove-Nettuno nel Segno della Giustizia della Bilancia. Giove e Nettuno poi governano i Pesci, che qui troviamo in Nona Casa, Segno di Sacrificio come lo è peraltro l’Ariete (che vediamo al Medio Cielo). La <strong>Parte della Vita</strong> si trova congiunta a Giove (15° 05’ Bilancia), indicando che la persona ha il compito di emancipare e liberare gli altri da vecchie catene creando un ordine nuovo (nella sua più alta accezione è la posizione del liberatore di popoli). La <strong>Parte di Morte</strong> cade invece a 23° 36’ Bilancia, esattamente congiunta a Nettuno (la morte che si lega alla fede, alla religione, al misticismo, a Dio, oppure morte causata da fanatismo, morte per asfissia, ecc.). Saturno è in domicilio, quindi molto forte, e può rappresentare l’ortodossia ebraica che si opponeva a Gesù (si dice infatti che Saturno rappresenti la religione ebraica); è un Saturno che è tramontato (si trova in Sesta Casa), e ciò potrebbe indicare il ruolo che ha avuto Gesù come trasformatore della Legge dei Padri. L’uscita dai cieli della cometa attraverso il Segno dello Scorpione sembrerebbe poi atta a descrivere la parabola della vita di Gesù: nato in una mangiatoia (Cancro) e finito, tradito da Giuda, sulla croce a remissione dei peccati del mondo, per poi resuscitare (Scorpione).</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>La morte</strong></h6>
<p>Come riportato nella Ipotesi 1, Gesù morì durante la settimana della Pasqua ebraica, Pasqua che iniziava la sera del giorno in cui cadeva il primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile. Aveva circa 33 anni, così se poniamo la nascita al 12 a.C la morte la dobbiamo porre al 22 d.C. Quell’anno il primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile avvenne il 5 di aprile. I calcoli ci dicono che era una domenica, quindi, se prendiamo per buono il fatto che morì di venerdì, dobbiamo arrivare al 10 di aprile. Certi i giorni trascorsi dal plenilunio sono troppi, sapendo dalle Scritture che Gesù venne arrestato la sera del primo giorno della Pasqua (degli Azzimi) e crocifisso il pomeriggio dopo, quindi in due soli giorni si concluse tutto. Purtroppo non abbiamo notizie storiche, certe e documentate, che possano permetterci di disquisire su tali incongruenze temporali. Quindi prendiamo, come semplice ipotesi di studio, il Tema della morte di Gesù redatto per il <strong>10 aprile del 22</strong> d.C. alle <strong>ore 16</strong>.</p>
<p> <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Gesu_2_morte-e1439986123872.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Gesu_2_morte-e1439986123872.jpg" alt="Gesu&#039;_2_morte" width="550" height="480" class="alignleft size-full wp-image-1171" /></a></p>
<p>Notiamo che Marte stava transitando sull’Ascendente natale, situazione alla quale possiamo dare il giusto peso non essendo certo di per sé un elemento catalizzatore di eventi eclatanti, e però condizione che si conquista un posto in prima fila nel momento in cui, utilizzando le Parti Arabe, ci accorgiamo di una cosa peraltro molto interessante anche dal punto di vista didattico, ovvero la <strong>Parte di Morte</strong> a 17° 47’ Gemelli, esattamente congiunta al Medio Cielo, come a dire che veramente ciò che in quell’ora stava accadendo si poneva come momento che realizzava un percorso, una vita, e lo realizzava attraverso il più alto sacrifico di sé, con la morte. Da notare che la stella <em>Canopus</em>, all’epoca a 17° 27’ Gemelli (si veda il Tema della morte dell’Ipotesi 1), va qui in esatta congiunzione al Medio Cielo. Sempre in zona (a 16° 29’ Gemelli) si trovava la stella <em>Sirio</em>, l’alfa Canis Maioris, la stella più brillante del cielo. Non c’è che dire, vi era una bella concentrazione di simboli, fra Parte di Morte, Medio Cielo, <em>Canopus</em> e <em>Sirio</em>. </p>
<p><br/></p>
<p>Lascio a questo punto al lettore, se lo vuole, il gusto di inoltrarsi ancor più nella lettura di questi Temi, ognuno con i suoi punti a favore rispetto all’altro, le sue caratteristiche, parteggiando per l’uno o per l’altro. Ciò non toglie che ce ne possano essere altre di ipotesi (e ci sono state e ci saranno), tutte con la loro parte di verità. Il mistero continua.</p>
<p><br/></p>
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		<title>Link di astrologia, astronomia e cultura</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2015 08:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Link]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>

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		<description><![CDATA[Una serie di indirizzi utili a chiunque abbia a cuore l&#8217;Astrologia, la sua storia, la sua cultura. *Siti personali* *Dati natali* *Software* *Strumenti* *Coordinate geografiche* *Indirizzi culturali*&#8230; e molto altro ancora. ASTROLOGIA Siti personali e di associazioni Almugea &#8211; Il sito dell&#8217;omonima associazione-scuola per l&#8217;Astrologia Classica. André Barbault &#8211; Il sito del grande astrologo francese. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una serie di indirizzi utili a chiunque abbia a cuore l&#8217;Astrologia, la sua storia, la sua cultura.<br />
*<em>Siti personali</em>* *<em>Dati natali</em>* *<em>Software</em>* *<em>Strumenti</em>* *<em>Coordinate geografiche</em>* *<em>Indirizzi culturali</em>*&#8230; e molto altro ancora.<span id="more-1019"></span></p>
<p><br/><br/></p>
<h5>ASTROLOGIA</h5>
<p><br/></p>
<h6><strong>Siti personali e di associazioni</strong></h6>
<p><a href="http://www.almugea.it/" target="_blank">Almugea</a> &#8211; Il sito dell&#8217;omonima associazione-scuola per l&#8217;Astrologia Classica.</p>
<p><a href="http://www.andrebarbault.com/" target="_blank">André Barbault</a> &#8211; Il sito del grande astrologo francese.</p>
<p><a href="http://astrologicalpsychology.org/" target="_blank">APA</a> &#8211; Il sito dell&#8217;<em>Astrological Psychology Association</em>, erede dell&#8217;<em>Astrologisch Psychologisches Institut</em> fondato dagli astrologi e psicologi svizzeri Bruno e Louise Huber.</p>
<p><a href="http://www.apotelesma.it/" target="_blank">Apotélesma</a> – Sito dell&#8217;omonima associazione culturale astrologica genovese fondata e diretta da Lucia Bellizia.</p>
<p><a href="http://arhatmedia.com/" target="_blank">ARHAT</a> – Il sito di Robert Hand e della sua organizzazione <em>ARHAT</em> (Archive for the Retrieval of Historical Astrological Texts) sull&#8217;Astrologia Classica.</p>
<p><a href="http://www.astro.com/" target="_blank">Astrodienst</a> – Sito svizzero fondato e diretto dal fisico tedesco Alois Treindl. Vi collaborano Liz Greene e Robert Hand. Contiene molte risorse.</p>
<p><a href="http://www.astrologiainlinea.it/" target="_blank">Astrologiainlinea</a> &#8211; Sito con molte risorse astrologiche. Astrologia psicologica, umanistica, morpurghiana.</p>
<p><a href="http://www.astrologyweekly.com/" target="_blank">Astrology Weekly</a> – Articoli, informazioni, database, astrologia oraria, ecc.</p>
<p><a href="http://www.biblioastrology.com/it/index.aspx" target="_blank">Biblioastrology</a> &#8211; La prima e la più completa bibliografia di astrologia, curata dall&#8217;avvocato e bibliofilo milanese Leandro Cantamessa Arpinati. Un panorama pressoché esauriente delle opere di astrologia edite dal 1465 al 1930.</p>
<p><a href="http://www.cedra.net/" target="_blank">CEDRA</a> &#8211; Il sito del <em>Centre d&#8217;Etudes, de Documentation et de Recherche sur l&#8217;Astrologie</em> di Lione.</p>
<p><a href="http://www.cirodiscepolo.it/" target="_blank">Ciro Discepolo</a> &#8211; Il sito dell&#8217;astrologo napoletano Ciro Discepolo.</p>
<p><a href="http://www.cpalondon.com/" target="_blank">CPA</a> – Il sito del <em>Centre for Psychological Astrology</em> fondato da Liz Greene e Howard Sasportas.</p>
<p><a href="http://cura.free.fr/" target="_blank">C.U.R.A.</a> – Sito francese del <em>Centre Universitaire de Recherche en Astrologie</em>, diretto da Patrice Guinard.</p>
<p><a href="http://fisa.altervista.org/" target="_blank">F.I.S.A.</a> – Sito ufficiale del newsGroup <em>Free.It.Scienza.Astrologia</em>. Contiene un&#8217;interessante sezione di e-books.</p>
<p><a href="http://www.graziamirti.it/" target="_blank">Grazia Mirti</a> &#8211; Il sito dell&#8217;astrologa torinese Grazia Mirti, punto di riferimento dell&#8217;astrologia italiana.</p>
<p><a href="https://isarastrology.org/it/" rel="noopener" target="_blank">I.S.A.R.</a> – Sito dell&#8217;<em>International Society for Astrological Research</em>.</p>
<p><a href="http://www.eridanoschool.it/" target="_blank">Lidia Fassio</a> &#8211; Sito dell&#8217;astrologa torinese Lidia Fassio e della sua Eridano School.</p>
<p><a href="http://www.astrologiaclassica.it/" target="_blank">Mario Costantino</a> &#8211; Sito di Astrologia Classica e Antica dello studioso barese Mario Costantino.</p>
<p><a href="https://mediocielo.org/" rel="noopener" target="_blank">Medio Cielo</a> &#8211; Sito italiano dell&#8217;omonima Associazione e Scuola di Astrologia.</p>
<p><a href="http://www.geocosmic.org" target="_blank">N.C.G.R</a>. &#8211; Il sito del <em>National Council for Geocosmic Research</em>.</p>
<p><a href="http://www.atmann.net" target="_blank">Tad Mann</a> &#8211; Il sito dell&#8217;astrologo americano Alden Taylor (Tad) Mann.</p>
<p><a href="http://www.urania.ru/index.html" target="_blank">Urania</a> – Sito russo.</p>
<p><a href="http://www.uraniatrust.org/" target="_blank">Urania Trust</a> – Sito di informazioni astrologiche, eventi, pubblicazioni. Guida alle associazioni astrologiche mondiali.</p>
<p><a href="http://cassanya.com/" target="_blank">Vicente Cassanya</a> &#8211; L&#8217;ottimo sito dell&#8217;astrologo spagnolo Cassanya.</p>
<p><a href="https://warburg.sas.ac.uk/" rel="noopener" target="_blank">Warburg Institute</a> – Storia dell&#8217;astrologia, bibliografie ragionate.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Associazioni nazionali</strong></h6>
<p><a href="https://www.astrologers.com/" target="_blank">A.F.A.</a> – Il sito dell&#8217;<em>American Federation of Astrologers</em>, l&#8217;associazione astrologica statunitense.</p>
<p><a href="https://cyklos.wordpress.com/" target="_blank">CYKLOS Asociación de Astrología de Cataluña</a> – Il sito dell&#8217;associazione astrologica catalana.</p>
<p><a href="http://www.cida.net" target="_blank">C.I.D.A.</a> – Il sito del <em>Centro Italiano Discipline Astrologiche</em>.</p>
<p><a href="http://www.astrologenverband.de/" target="_blank">D.A.V.</a> – Il sito della <em>Deutscher Astrologen-Verband</em>, l&#8217;associazione astrologica tedesca.</p>
<p><a href="http://www.faainc.org.au/" target="_blank">F.A.A.</a> – Il sito della <em>Federation of Australian Astrologers</em>.</p>
<p><a href="https://federation-astrologues.com/" rel="noopener" target="_blank">F.D.A.F.</a> – Sito della <em>Fédération des Astrologues Francophones</em>.</p>
<p><a href="http://icasindia.org/" target="_blank">I.C.A.S.</a> – Il sito dell&#8217;<em>Indian Council of Astrological Sciences</em>, fondato nel 1984 dal grande astrologo Bangalore Venkata Raman (1912 &#8211; 1998).</p>
<p><a href="http://asociacion-espanola-de-astrologia.org/" rel="noopener" target="_blank">S.E.A.</a> &#8211; Sito della <em>Sociedad Española de Astrología</em>.</p>
<p><a href="http://www.astrologicalassociation.com/" target="_blank">The Astrological Association of Great Britain</a> &#8211; Il sito dell&#8217;associazione astrologica inglese.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Dati di nascita</strong></h6>
<p><a href="http://www.astro.com/astro-databank/Main_Page" target="_blank">AstroDatabank</a> &#8211; Rimanda al sito dove è possibile trovare migliaia di dati natali raccolti dall&#8217;astrologa americana Lois Rodden.</p>
<p><a href="http://www.astrotheme.com/" target="_blank">Astrotheme</a> &#8211; Sito francese con migliaia di carte del cielo online di personaggi famosi.</p>
<p><a href="http://www.khaldea.com/chartgallery.shtml" target="_blank">Khaldea</a> &#8211; Sito con migliaia di carte astrologiche online domificate con il sistema Campanus.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Programmi di Astrologia</strong></h6>
<p><a href="http://www.astrolog.org/" target="_blank">Astrolog</a> &#8211; Software astrologico freeware.</p>
<p><a href="http://www.aureas.com/AurIT/Aureas.htm" target="_blank">Aureas</a>   &#8211; Astro-pc, libri, ecc.</p>
<p><a href="https://www.astrologysoftware.com/" rel="noopener" target="_blank">Matrix</a> &#8211; Programmi astrologici professionali.</p>
<p><a href="http://www.esotech.com.au/" target="_blank">Solar Fire</a> &#8211; Software astrologico professionale con molte risorse, personalizzabile.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Strumenti</strong></h6>
<p><a href="https://horoscopes.astro-seek.com/arabic-lots-parts-astrology-online-calculator" rel="noopener" target="_blank">Calcolo Parti Arabe</a> &#8211; Un comodo strumento per calcolarsi da sé le Parti Arabe.</p>
<p><a href="http://www.astro.com/swisseph/swepha_e.htm" target="_blank">Effemeridi</a> &#8211; Dall&#8217;autorità delle <em>Swiss Ephemeris</em>, le posizioni planetarie dal 3400 a.C. al 2400 d.C.</p>
<p><a href="http://www.astro.com/atlas/oroscopo" target="_blank">Località geografiche</a> &#8211; Contiene un atlante del mondo con le coordinate geografiche di 300.000 città.</p>
<p><a href="https://www.findlatitudeandlongitude.com/" rel="noopener" target="_blank">Longitudini e latitudini</a> &#8211; Facile ricerca delle coordinate geografiche di qualsiasi luogo terrestre.</p>
<p><a href="http://chronosxp.sourceforge.net/it/" rel="noopener" target="_blank">Ore planetarie</a> &#8211; ChronosXP: il primo programma per il calcolo delle ore planetarie (per Windows). Mostra automaticamente l’ora planetaria corrente.</p>
<p><a href="http://www.constellationsofwords.com/Fixedstars.htm" target="_blank">Stelle fisse</a> &#8211; 768 stelle e le 88 costellazioni: storia, miti, coordinate, ecc. Sito australiano.</p>
<p><a href="https://wishastro.com/tools/birth-chart" rel="noopener" target="_blank">Vedico/Occidentale</a> &#8211; Strumento gratuito per la creazione del tuo Tema natale completo — vedico e occidentale, fianco a fianco, messi a confronto. Posizioni planetarie, case, aspetti, nakshatra, daśā, yoga, dosha e una lettura personalizzata. Nessuna iscrizione.</p>
<p><a href="https://www.worldtimezone.com/" rel="noopener" target="_blank">Worldtimezone</a> &#8211; Fusi orari, ore legali di tutto il mondo, ecc.<br />
<br/><br />
<br/></p>
<h5>ASTRONOMIA</h5>
<p><br/><br />
<a href="https://www.arcetri.inaf.it/" rel="noopener" target="_blank">Arcetri</a> &#8211; Sito dell&#8217;<em>Osservatorio Astrofisico di Arcetri</em> (Firenze).</p>
<p><a href="http://archeoastronomia.altervista.org/?doing_wp_cron=1663597646.2522139549255371093750" rel="noopener" target="_blank">Archeoastronomia</a> &#8211; Il sito della Società Italiana di Archeoastronomia. </p>
<p><a href="https://newton.spacedys.com/astdys/" rel="noopener" target="_blank">AstDys</a> &#8211; Un sito che aiuta a trovare gli elementi orbitali e le effemeridi degli asteroidi, numerati e non.</p>
<p><a href="http://www.astronomia.com/" target="_blank">Astronomia</a> &#8211; Il portale italiano di astronomia.</p>
<p><a href="http://coelum.com/" rel="noopener" target="_blank">Coelum</a> &#8211; Portale di astronomia della rivista &#8220;Coelum&#8221;, con molte risorse on-line e con la possibilità di leggere gratis la rivista.</p>
<p><a href="http://www.astrosurf.com/cosmoweb/" target="_blank">Cosmoweb</a> &#8211; Sito italiano di informazione e &#8220;appunti astronomici&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.iau.org/" target="_blank">I.A.U.</a> &#8211; Il sito dell&#8217;<em>Unione Astronomica Internazionale</em>.</p>
<p><a href="http://www.marcomenichelli.it/" target="_blank">Marco Menichelli</a> &#8211; Il sito dell&#8217;astrofilo Marco Menichelli con molte utili risorse: effemeridi, software, calcoli online.</p>
<p><a href="http://www.astrosaf.it/" target="_blank">S.A.F.</a> &#8211; Il sito della <em>Società Astronomica Fiorentina</em>.</p>
<p><a href="https://www.sait.it/" rel="noopener" target="_blank">S.A.It.</a> &#8211; Il sito della <em>Società Astronomica Italiana</em>.</p>
<p><a href="http://www.brera.inaf.it/archeo/index.htm" target="_blank">S.I.A.</a> &#8211; Il sito della <em>Società Italiana di Archeoastronomia</em> con sede presso l&#8217;INAF &#8211; Osservatorio Astronomico di Brera (Milano).<br />
<br/></p>
<h6><strong>Atlanti, carte del cielo, fasi degli astri</strong></h6>
<p><a href="http://www.atlascoelestis.com/" target="_blank">Atlas Coelestis</a> &#8211; In rete gli antichi atlanti astronomici. Pregevole sito italiano condotto da Felice Stoppa.</p>
<p><a href="http://www.marcomenichelli.it/sole.asp" target="_blank">Sole</a> &#8211; Per conoscere, data una località, tutto sul Sole: quando sorge, tramonta, altezza, azimut, ascensione retta, declinazione, ecc.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Meccanica celeste, glossario</strong></h6>
<p><a href="http://digilander.libero.it/diogenes99/MeccCel/MeccCelElement.htm" target="_blank">Meccanica celeste elementare</a> &#8211; Terra, sfera celeste, eclittica, misura del tempo, ecc.</p>
<p><a href="http://eratostene.vialattea.net/index.php?option=com_content&#038;view=category&#038;id=40&#038;Itemid=165" target="_blank">Termini astronomici</a> &#8211; Esauriente e didattico glossario dei termini astronomici. E molto altro ancora spiegato in maniera molto semplice.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Programmi astronomici</strong></h6>
<p><a href="http://www.midnightkite.com/index.aspx?URL=Software" target="_blank">Astronomy Software</a> &#8211; Un elenco di software freeware e commerciali per Mac, Windows, Unix, ecc.</p>
<p><a href="https://www.skymaponline.net/" rel="noopener" target="_blank">Skymap</a> &#8211; Software che permette di avere il cielo a portata di mano.</p>
<p><a href="http://www.stellarium.org/it/" target="_blank">Stellarium</a> &#8211; Software gratuito. Visione del cielo in 3D. Interessante.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Storia</strong></h6>
<p><a href="http://digilander.libero.it/diogenes99/Babilonesi/Babilonesi.htm" target="_blank">Astronomia babilonese</a> &#8211; Enuma Elish, calendari, Mul. Apin, astrolabi, ecc.</p>
<p><a href="http://digilander.libero.it/diogenes99/Greci/Grecia.htm" target="_blank">Astronomia greca</a> &#8211; Da Omero a Talete, da Euclide a Archimede. Calendari, astrolabi, calcolo di una data giuliana in data gregoriana, ecc.</p>
<p><a href="http://digilander.libero.it/diogenes99/Medioevo/MedioevoIslam.htm" target="_blank">Astronomia islamica</a> &#8211; Da al-Khwarizmi a al-Biruni, da ibn Sina a al-Tusi.</p>
<p><a href="http://digilander.libero.it/diogenes99/Medioevo/MedioevoEuropeo.htm" target="_blank">Astronomia nel Medioevo</a> &#8211; Da Marciano Capella a Nicola Oresme.</p>
<p><a href="http://digilander.libero.it/diogenes99/Rinascimento/Rinascimento.htm" target="_blank">Astronomia nel Rinascimento</a> &#8211; Da Paolo dal Pozzo Toscanelli a Keplero.<br />
<br/><br />
<br/></p>
<h5>INDIRIZZI CULTURALI</h5>
<p><br/><br />
<a href="http://www.aipa.info/" target="_blank">A.I.P.A.</a> &#8211; Il sito dell&#8217;<em>Associazione Italiana di Psicologia Analitica</em>.</p>
<p><a href="http://aispes.net/" target="_blank">Aispes</a> &#8211; Sito dell&#8217;<em>Associazione Internazionale per lo Studio del Pensiero Esoterico e Simbolico</em>. Con molte risorse e articoli (Biblioteca Airesis) di estremo interesse per l&#8217;astrologo. </p>
<p><a href="http://www.beic.it/" target="_blank">B.E.I.C.</a> &#8211; Il sito della <em>Biblioteca Europea di Informazione e Cultura</em>. Con una fornitissima biblioteca digitale con anche libri antichi di Astrologia.</p>
<p><a href="http://www.libraweb.net/riviste.php?chiave=41" target="_blank">Bruniana &#038; Campanelliana</a> &#8211; Rivista internazionale di filosofia e di ricerche storico-testuali dedicata alla cultura del pieno e tardo Rinascimento (Fabrizio Serra editore, Pisa &#8211; Roma). Fondata da Eugenio Canone e Germana Ernst. Vanta collaboratori di alto livello. Sono presenti interessanti articoli sull&#8217;astrologia.</p>
<p><a href="http://www.junginstitut.ch/" target="_blank">C.G. Jung Institut</a> &#8211; Il sito (in tedesco e inglese) del C.G. Jung Institut di Zurigo.</p>
<p><a href="https://www.milano.cipajung.it/" rel="noopener" target="_blank">C.I.P.A.</a> &#8211; Il sito del <em>Centro Italiano di Psicologia Analitica</em>.</p>
<p><a href="http://www.cardano.unimi.it/" target="_blank">Girolamo Cardano</a> &#8211; Il sito dell&#8217;Università di Milano che raccoglie le opere del grande astrologo pavese Girolamo Cardano (1501-1576). Diretto dai professori Marialuisa Baldi (Storia della Filosofia, Università degli Studi di Milano) e Guido Canziani (Storia della Filosofia, Università degli Studi di Milano).</p>
<p><a href="http://www.iliesi.cnr.it/" target="_blank">I.L.I.E.S.I.</a> &#8211; Il sito dell&#8217;<em>Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee</em>, del <em>Consiglio Nazionale delle Ricerche</em> (CNR).</p>
<p><a href="http://www.insr.it/" target="_blank">I.N.S.R.</a> &#8211; Il sito del fiorentino e blasonato <em>Istituto di Studi Nazionali sul Rinascimento</em>.</p>
<p><a href="http://www.isime.it/index.php" target="_blank">I.S.I.M.E.</a> &#8211; Il sito dell&#8217;<em>Istituto Storico Italiano per il Medioevo</em>.</p>
<p><a href="http://www.ispf.cnr.it/" target="_blank">I.S.P.F.</a> &#8211; Sito dell&#8217;<em>Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno</em>. Organo del <em>Consiglio Nazionale delle Ricerche</em> (CNR).</p>
<p><a href="http://www.museogalileo.it/" target="_blank">Museo Galileo</a> &#8211; Il sito del fiorentino e benemerito Museo e Biblioteca Galileo.</p>
<p><a href="http://www.spiweb.it/" target="_blank">S.P.I.</a> &#8211; Il sito della <em>Società Psicoanalitica Italiana</em>.</p>
<p><a href="http://www.goldenelixir.com/" target="_blank">The Golden Elixir</a> &#8211; Sito (in inglese) sull&#8217;alchimia taoista curato da Fabrizio Pregadio, sinologo, professore di Antropologia Taoista alla Friedrich-Alexander-Universität di Erlangen (Baviera, Germania).<br />
<br/></p>
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		<title>La Parte di Fatalità</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2015 13:53:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Parti Arabe]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Fatalità]]></category>
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		<description><![CDATA[La formula per trovare la Parte di Fatalità è: ASCENDENTE + SATURNO &#8211; SOLE. Il termine &#8220;fatalità&#8221; deriva dal latino fatalitas-atis , a sua volta derivato da fatum , fato. I “genitori” di questa Parte non potevano che essere colui che dà la luce quindi la speranza (Sole) e colui che annichilisce e riduce o [&#8230;]]]></description>
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<p>La formula per trovare la Parte di Fatalità è:  <strong>ASCENDENTE + SATURNO &#8211; SOLE</strong>.<br />
Il termine &#8220;fatalità&#8221; deriva dal latino <em> fatalitas-atis </em>, a sua volta derivato da <em> fatum </em>, fato. I “genitori” di questa Parte non potevano che essere colui che dà la luce quindi la speranza (Sole) e colui che annichilisce e riduce o spegne detta speranza (Saturno).<span id="more-424"></span></p>
<p> Il Sole è vita, luce, calore, è colui che rischiara le tenebre; il Sole è il nostro spirito, il nostro <em> daimon </em> (si veda la Parte del Sole). Saturno è (era) l’ultimo pianeta, il “guardiano della soglia”: oltre vi era il buio, il baratro, l’angoscia, l’ineluttabilità del giudizio finale. Andare dal Sole a Saturno è come andare dalla gioia all’angoscia, dallo stato di veglia a quello di sonno o meglio di incubo.</p>
<p>Da quanto detto sopra si evince che è una Parte che ha a che fare con eventi ineluttabili, inevitabili.<br />
E però abbiamo visto che anche altre Parti rivestono o possono rivestire tutto questo, ad esempio la Parte di Fortuna (<em>Tyche</em>) e la Parte di Saturno (<em>Nemésos</em>), quest’ultima a maggior ragione avendo addirittura una delle sue formule identica a quella della Parte di Fatalità. Questa stretta parentela con quella di Saturno fa capire come la Parte di Fatalità si muova all’interno di quei termini come fato, necessità, ineluttabilità, inevitabilità, inesorabilità che certamente rappresentano l’essenza stessa della sua esistenza. E però, a differenza della Parte di Saturno, essa assume su di sé anche altri elementi, si muove in altri ambiti, ad esempio quello psicologico, legandosi anche alla paura del futuro, alla sensazione che possa accadere qualcosa di inevitabile, ai sensi di colpa, a temere il proprio destino.</p>
<p>È stato poi spesso notato che quando la Parte di Fatalità o il suo pianeta si trovano in zone neutre cioè non hanno aspetti né con pianeti né con gli angoli del cielo, allora è la Parte di Saturno o il suo pianeta a trovarsi in una posizione preminente all’interno del Tema, ciò avvalorando la stretta dipendenza fra le due Parti. Ma allora una equivale all’altra? No, perché ognuna ha i suoi specifi campi di pertinenza. Quale allora la differenza fra questi due Punti? Per capirla dobbiamo riferirci agli astri “genitori” delle due Parti, Sole e Saturno. </p>
<p>Sappiamo che il Sole ha il domicilio in Leone e l’esaltazione in Ariete, mentre Saturno ha il suo domicilio in Capricorno e l’esaltazione in Bilancia. Ebbene, possiamo dire che per far nascere la Parte di Saturno i suoi “genitori” si uniscono attraverso la loro esaltazione, esprimendo così un’energia Ariete/Bilancia, mentre per la Parte di Fatalità si uniscono attraverso il loro domicilio, esprimendo quindi un’energia Leone/Capricorno. </p>
<p>Questo ci dice che la Parte di Saturno agisce e lavora su un piano personale/collettivo, su un piano che ha a che fare coi nostri orizzonti, coi nostri traguardi e soprattutto col prendere coscienza dei nostri limiti; d’altronde Ariete e Bilancia sono Segni equinoziali, rappresentano l’orizzonte degli eventi (analogia con la I e la VII Casa), la nascita (Ariete) e la morte (Bilancia), l’alfa e l’omega, l’individualismo e l’altruismo, la partenza e l’arrivo, l’essere e il dare/ricevere: gli antichi asserivano che se siamo baciati dalla sorte dobbiamo dare, aiutare, far circolare il dono di Tychê così che l’energia del Creato, dell’Universo, della Natura che è in noi possa fluire verso l’esterno, verso gli altri. Se non facciamo questo allora saremo assaliti da Nèmesi, il giudizio degli dèi sulle nostre azioni. </p>
<p>La Parte di Fatalità agisce invece su di un piano che ha a che fare col non riconoscere aprioristicamente questi limiti, col sottovalutarli, col negarli o con l’andarci addosso come attratti da una forza magnetica. Il Leone è audacia, è fiducia nelle proprie forze, è gioco e competitività, è misconoscimento dei rischi. Il Capricorno è autodifesa, tenacia, concentrazione, durezza. Partire dal Sole leonino e approdare al Saturno capricornino indica dare a questa “fiducia cristallizzata” la guida della propria vita. Vuol dire non essere in grado di sentire i campanelli d’allarme che via via suonano quando stiamo per incontare un ostacolo, e questo sia per un eccesso di fiducia in se stessi sia per una mancanza di fiducia negli altri, nel mondo. Anche, dà un’incaponimento appassionato o una passione che s’intestardisce, la voglia di realizzare.</p>
<p>Useremo quindi la Parte di Fatalità come elemento che ci parla degli ostacoli disseminati lungo il nostro cammino destinico, di eventi ai quali andiamo incontro fatalmente come se fossimo ammaliati dal loro richiamo, quasi a non poterne fare a meno. Nel Tema natale questa Parte dovrà però trovarsi in posizioni particolari, ad esempio congiunta ovvero in aspetto dinamico a pianeti importanti o agli angoli, oppure trovarvisi il suo pianeta/rappresentante. Nel caso fosse congiunta, quadrata o opposta a un pianeta getterà su di esso un’ombra, una fatalità, un errore, una ferita, un’incrinatura: i significati di quel pianeta diverranno il veicolo sul quale viaggeranno gli eventi fatali, sarà cioè attraverso di esso che questi si manifesteranno. Stesso discorso se fosse il suo pianeta/rappresentante a essere coinvolto in questo tipo di aspetti. Nel caso invece di trigoni e sestili le caratteristiche dell’astro coinvolto diventano un aiuto dicendoci da chi o cosa riceveremo il campanello d’allarme, chi o cosa ascoltare per meglio affrontare gli eventuali ostacoli.</p>
<p><br/></p>
<h6> <strong>Suggerimento psicologico</strong> </h6>
<p>Possiamo utilizzare la Parte di Fatalità come un elemento legato ai sensi di colpa spesso riferiti ai genitori o famigliari in genere, così come alla percezione di qualcosa di fatale che incombe sul proprio cammino, e questo in special modo se si trova in congiunzione o opposizione a un pianeta sia esso personale che non. Anche, con tali aspetti il pianeta coinvolto diverrà un elemento importante per capire alcune difficoltà esistenziali del soggetto, cioè quel pianeta assumerà su di sé il peso di queste difficoltà così che le sue caratteristiche o si troveranno annichilite dal peso di esse o diverranno l’arma usata dal soggetto per contrastarle: in un modo o nell’altro il pianeta coinvolto in un aspetto di congiunzione o opposizione con la Parte di Fatalità o col suo pianeta/rappresentante si troverà in uno stato di perenne fibrillazione nervosa con tutte le conseguenze, attive o passive, ma anche di salute psichica e/o fisica, che questo comporta. Ovviamente la più o meno incisività di tutto questo dipenderà dall’insieme del Tema.<br />
Leghiamo questa Parte anche al bisogno di riconoscimenti che il soggetto cercherà di ottenere utilizzando le caratteristiche del pianeta in aspetto ad essa, in special modo se congiunto.</p>
<p><br/></p>
<h6> <strong>Tema di Marco Simoncelli</strong> </h6>
<p>Simpatico e compianto pilota motociclistico, già all’età di sette anni correva con le minimoto e a dodici era già campione italiano. L’esordio nel Motomondiale avvenne nel 2002 con la classe 125, vincendo poi quattordici Gran Premi. Nella sua carriera ha subito molti scivoloni, molte cadute: quasi non passava gara che non ce ne fosse qualcuna, tutte ovviamente non gravi. Fino all’ultima gara, quella del Gran Premio della Malesia del 23 ottobre 2011, che gli fu fatale: Simoncelli perse il controllo della sua Honda e nel tentativo di raddrizzarsi tagliò trasversalmente la pista venendo così investito da alcuni piloti che lo seguivano e che non poterono evitare l’impatto, fra i quali l’amico Valentino Rossi. L’urto fu talmente violento che il casco gli volò via dalla testa. Morì poco dopo per i traumi al capo, al collo e al torace.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Fatalità_Simoncelli_RS-e1438524541327.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Fatalità_Simoncelli_RS-e1438524541327.jpg" alt="Fatalità_Simoncelli_RS" width="550" height="449" class="alignleft size-full wp-image-436" /></a></p>
<p>Osservando il suo Tema natale vediamo che ha Marte in domicilio in 12ª Casa in quadratura a Nettuno in 9ª. Sappiamo che Marte è il pianeta dell’agonismo, dello sport ma anche degli incidenti, delle ferite, del farsi male. Per quanto riguarda invece Nettuno si è potuto notare che questo pianeta ha molto a che fare con il cadere, lo scivolare, l’inciampare: questa sua particolarità potrebbe essere spiegata pensando che Nettuno è il signore del mare, e sull’acqua non possiamo certo camminare; Nettuno/Poseidone era poi il signore dei terremoti; possiamo quindi vedere Nettuno anche come un pianeta che “fa mancare la terra sotto i piedi” con conseguente nostro vacillamento e possibile caduta più o meno rovinosa. Da considerare che il vacillamento di cui sopra può anche essere conseguente, visto Nettuno, ai fumi dell’alcol, alla droga, a svenimenti o più semplicemente a disattenzione, svagatezza, sbadataggine.</p>
<p>Detto questo, calcoliamo la <strong>Parte di Fatalità</strong>.<br />
La troviamo a 10° 58’ Ariete, congiunta al suo signore Marte e in quadratura a Nettuno. È certamente una posizione che anche per chi non è avvezzo a usare le Parti Arabe si dispiega in tutta la sua portata. Cosa avremmo detto a questo ragazzo se fosse venuto da noi parlandoci del suo amore per le moto? Di non perseguire il suo sogno? Di lasciar perdere? Forse di scegliersi uno sport meno pericoloso? Probabilmente sì. Avrebbe potuto scegliersi un altro mestiere, anche se la Parte di Fatalità su Marte sta proprio a indicare l’ineluttabilità dell’attrattiva esercita dal pianeta rosso, a maggior ragione se è anche il rappresentante della Parte. Ma se l’avesse fatto si sarebbe salvato?</p>
<p>Calcoliamo la sua <strong>Parte del Lavoro</strong> (Ascendente + Luna – Saturno): cade a 06° 03’ Pesci, “guarda caso” proprio rappresentata da quel Nettuno in aspetto a Marte signore della Parte di Fatalità. Sembra non avesse vie di uscita il nostro Simoncelli: quale fosse stato il suo lavoro avrebbe incontrato sulla sua strada sempre la Parte di Fatalità. </p>
<p>Ma purtroppo non è finita qui.<br />
Se calcoliamo la sua <strong>Parte di Morte</strong> andiamo a toccare con mano l’impatto che hanno le Parti Arabe in un Tema. Simoncelli ha la sua Parte di Morte (Cuspide 8ª Casa + Saturno – Luna) a 06° 26’ Pesci, congiunta alla Parte del Lavoro! E qui i casi potrebbero essere due: o il soggetto fa un lavoro che ha a che fare con la morte o con avvenimenti critici, ad esempio l’assicuratore di sinistri, l’addetto cimiteriale, il chirurgo, ecc., oppure rischia di trovarsi coinvolto, nell’esercizio della sua professione, in situazioni estreme e pericolose per la propria incolumità. Lascio ai lettori i commenti e le conclusioni su quanto fin qui visto.<br />
Ma questo dell’incolumità a rischio lo vediamo segnalato anche da un’altra Parte, quella degli <strong>Incidenti </strong>(Ascendente + Marte – Mercurio) che nel Tema di Simoncelli si trova a 26° 47’ Cancro, nientemeno che opposta al Sole. Anche qui non c’è bisogno di tanti giri di parole per capire l’impatto che una simile situazione avrà nella vita della persona.</p>
<p>Ma vediamo la Rivoluzione Solare dell’anno 2011 qui sotto riprodotta.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Fatalità_Simoncelli_RS-e1438524391612.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Fatalità_Simoncelli_RS-e1438524391612.jpg" alt="Fatalità_Simoncelli_RS" width="600" height="490" class="alignleft size-full wp-image-436" /></a></p>
<p>Notiamo una cosa importante e assai parlante: l’Ascendente dell’anno che assieme a Marte è andato a sovrapporsi esattamente al Mercurio natale. Certo è che una situazione del genere deve dare da pensare: già l’accoppiata Mercurio-Marte si lega fra le altre cose anche agli incidenti, se poi su di essa si pone l’Ascendente annuale con l’aggravante di quel Marte che è il signore della Parte di Fatalità di nascita, allora la cosa assume connotati allarmanti.</p>
<p>Da notare poi che Marte si oppone alla Luna, situazione che spesso si lega a incidenti e che comunque esprime un’energia destabilizzante che facilita l’attivazione di eventi traumatici. La cosa è resa ancor più incisiva dal fatto che questa Luna era, nel Tema natale, la signora della Parte degli Incidenti. Quindi abbiamo, in quell’anno, il rappresentante della Parte di Fatalità natale in aspetto dinamico al rappresentante della Parte degli Incidenti natale, il tutto su un asse cardinale che ne aumenta, se mai ne avesse ancora bisogno, l’importanza.</p>
<p>Ma non è tutto. Rimanendo sempre sulla <strong>Parte degli Incidenti</strong>, calcoliamola nel Tema annuale: vediamo che si trova a 29° 25’ Acquario, congiunta a Nettuno. Una Parte degli Incidenti congiunta a Nettuno ci dice che nell’arco dell’anno possono accadere eventi come cadute o scivoloni che potranno avere anche gravi conseguenze, a maggior ragione se consideriamo che Nettuno, nel Tema natale, era il rappresentante della Parte del Lavoro e della Parte di Morte. Seguite?</p>
<p>Ma calcoliamo anche qui la <strong>Parte di Fatalità</strong>.<br />
Vediamo che va a porsi a 22° 00’ Bilancia, in 8ª Casa, a poco meno di cinque gradi da Saturno e congiunta al Vertex natale: quest’ultimo aspetto è molto importante perché il Vertex è un punto astrologico che fa partire, mette in moto, scatena, fa eruttare l’energia dell’eventuale pianeta o elemento oroscopico a esso congiunto. Se poi questo elemento si chiama Parte di Fatalità è giocoforza aspettarsi, sommando tutto ciò che abbiamo visto, un evento esiziale nel corso dell’anno.</p>
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		<title>Il calcolo delle Parti</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2015 04:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[parti arabe]]></category>
		<category><![CDATA[punto di fortuna]]></category>
		<category><![CDATA[punto di malattia]]></category>

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		<description><![CDATA[La questione su quale deve essere il metodo da usare per calcolare correttamente le Parti è stata nei tempi oltre modo dibattuta, venendosi così a creare varie “scuole di pensiero”. Facciamo un esempio con la Parte di Fortuna. Questa si trova contando la distanza longitudinale che in un Tema separa il Sole dalla Luna, aggiungendo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> La questione su quale deve essere il metodo da usare per calcolare correttamente le Parti è stata nei tempi oltre modo dibattuta, venendosi così a creare varie “scuole di pensiero”. Facciamo un esempio con la Parte di Fortuna.<span id="more-409"></span></p>
<p> Questa si trova contando la distanza longitudinale che in un Tema separa il Sole dalla Luna, aggiungendo poi tale distanza all’Ascendente, cioè contiamo quanti gradi separano il Sole dalla Luna (seguendo l’ordine dei Segni, contando cioè in senso antiorario) e il risultato lo sommiamo all’Ascendente (sempre seguendo l’ordine dei Segni): il punto in cui questo computo arriva, lì noi avremo la Parte di Fortuna.<br />
Questo procedimento è anche quello esposto da Claudio Tolomeo:</p>
<p><em> Il Punto di Fortuna viene calcolato sempre, sia per le nascite diurne che notturne, sulla distanza angolare dal Sole alla Luna; tale distanza va riportata sulla circonferenza, nel senso dei segni zodiacali a partire dall’Ascendente </em> […] (<em> Tetrabiblos </em>, III, 11).</p>
<p>Ebbene, fra le tante regole che stavano alla base dell’interpretazione di un Tema vi era anche quella che considerava se una nascita era diurna o notturna, cosa molto semplice da appurare perché se il Sole si trova in I, 2ª, 3ª, IV, 5ª e 6ª Casa la nascita è notturna, mentre è diurna se il Sole lo troviamo in VII, 8ª, 9ª, X, 11ª e 12ª Casa. Su questa distinzione, che metteva in campo tutto il peso che aveva il concetto di “luce” nella vita degli antichi, si basava molto dell’interpretazione astrologica. Tale concetto, da alcuni, venne applicato anche al computo per trovare la Parte di Fortuna e conseguentemente impiegato anche su altre Parti Arabe. Dice al-Bīrūnī:</p>
<p><em> Questo </em> [cioè il metodo che non tiene conto se la nascita è diurna o notturna, n.d.a.] <em> è il metodo del calcolo della sorte di fortuna assunto da Tolomeo ed egli non lo alterò mai. Altri, nondimeno, seguono questo procedimento nelle natività diurne, mentre in quelle notturne pongono la Luna al primo luogo, il Sole al secondo, il grado levante al terzo. Da qui sorgono necessariamente molti dissensi </em> (al-Biruni, <em> L’arte dell’astrologia </em>, p. 94).</p>
<p>Inutile dire che questi “dissensi” corrono ancora oggi.<br />
Seguendo tale concetto, ad esempio, la Parte di Fortuna calcolata come abbiamo esposto sopra avrebbe subito una sostanziale variazione nel caso la nascita fosse stata notturna: non più la distanza dal Sole (astro diurno) alla Luna (astro notturno) avrebbe preso l’astrologo seguace del computo giorno/notte, ma quella fra la Luna e il Sole, ovvero avrebbe fatto partire il conteggio della distanza dal pianeta notturno, la Luna (sempre ovviamente seguendo l’ordine dei Segni). Infatti veniva sostenuto che se la nascita era notturna si doveva partire, per il computo della Parte (e non solo di quella di Fortuna), dal pianeta notturno, mentre per una nascita diurna dal pianeta diurno. In astrologia i pianeti considerati notturni sono Luna, Venere e Marte; quelli diurni Sole, Giove e Saturno; Mercurio è neutro, ovvero partecipa (come dice Tolomeo) dell’una e dell’altra condizione, essendo considerato diurno quando è orientale e notturno quando è occidentale.<br />
In tal modo, ovviamente, avremo due formule per una stessa Parte: una valida per nascita diurna, l’altra per nascita notturna; i pianeti rimangono gli stessi ma nel primo caso, prendendo come esempio la Parte di Fortuna, verrà posizionato sull’Ascendente il pianeta diurno (Sole) e lanciato quello notturno (Luna), nel secondo avremo invece l’astro notturno sull’Ascendente e proiettato quello diurno. Le figure qui sotto faciliteranno la comprensione di quanto ora detto.</p>
<p>Certamente questo tipo di computo aveva una sua logica: il dare molta più importanza al pianeta che per le sue caratteristiche meglio si legava al momento (diurno o notturno) della nascita, importanza che appunto gli veniva conferita facendo iniziare da lui il conteggio per il calcolo della Parte, rientrava nel più vasto concetto di “luce/buio”, “bene/male”, “maschile/femminile”, dando anche una connotazione positiva al giorno (sole, luce, vita) e negativa alla notte (luna, buio, morte): non a caso, infatti, con questo tipo di computo, in un Tema diurno la Parte di Fortuna si muove secondo l’ordine dei Segni, cioè in un senso “naturale”, come d’altronde fanno tutti gli altri pianeti, mentre in un Tema notturno essa si muove di moto retrogrado, quindi contrario all’ordine dei Segni e perciò con andamento “innaturale”. </p>
<p>Questa diversità nel calcolo della Parte può avere una sua ragion d’essere solo se pensiamo in termini di positivo/negativo, e comunque avere una sua logica in un contesto culturale e psicologico in cui la distinzione giorno/notte era molto più di un fatto naturale.<br />
Non dico che questo concetto sia sbagliato, tutt’altro; dico solo che così facendo ci allontaniamo da ciò che reputo essere alla base di questi Punti, che non è tanto (o solo) un discorso di “luce” quanto di consequenzialità, di direzione: da un pianeta che ha un preciso significato a un altro che ne ha un altro, un percorso che deve essere fatto solo in una direzione, nel caso della Parte di Fortuna dal Sole alla Luna, sempre e comunque. </p>
<p>Per meglio far comprendere il perché di questa scelta cercherò di spiegarlo con un esempio, un’immagine. Supponiamo di avere davanti a noi un mobile, per esempio un armadio con tanti sportelli, e che ognuno di questi venga abbinato a un pianeta: avremo così lo sportello Sole, lo sportello Luna, lo sportello Mercurio, ecc., tanti sportelli quanti sono i pianeti. Ammettiamo che io voglia sapere qualcosa sul fisico, sulla forza fisica, o meglio, sulla capacità del corpo di far fronte alle insidie della vita, alle malattie; ebbene, sappiamo che il pianeta che rappresenta tutto questo è Marte; che faccio? Apro lo sportello Marte, perché lì dentro io troverò le informazioni che mi interessano. Questa operazione, riportata sul Tema natale, consiste nel prendere Marte e, a mo’ di pedina, spostarlo dalla sua posizione in avanti fino a farlo arrivare sull’Ascendente. Mettendo Marte sull’Ascendente è come se io chiedessi di entrare nel mondo di Marte, pianeta, in questo caso, visto come elemento informatore sulla capacità del fisico di far fronte alle malattie, quindi rappresentante della salute.<br />
Aprendo però lo sportello Marte mi troverò davanti dei cassetti (ma ciò vale per qualsiasi altro sportello aperto), che legheremo anch’essi a un pianeta: avremo così il cassetto Sole, il cassetto Luna, il cassetto Mercurio, ecc., tanti cassetti quanti sono i pianeti. Ebbene, ammettiamo che di questa capacità di far fronte alle malattie (ho aperto lo sportello Marte apposta!) io voglia conoscere il punto debole, l’anello debole della catena, il punto di debilità; il pianeta che indica questo è Saturno; apro allora il cassetto Saturno perché lì vi troverò le informazioni che in tal senso sto cercando. Questa operazione, riportata sul Tema natale, consiste nel prendere Saturno e, a mo’ di pedina, spostarlo in avanti dalla sua posizione di tanti gradi quanti sono stati quelli che ci sono serviti per spostare Marte dalla sua sede all’Ascendente. Il punto dove cade Saturno sarà il punto debole, il punto di debilità fisica, ovvero il Punto o Parte di Malattia.</p>
<p>In pratica per trovare la Parte di Malattia dobbiamo calcolare la distanza che vi è tra Marte e Saturno (seguendo sempre l’ordine dei Segni) e poi aggiungere questa distanza all’Ascendente.<br />
Detto in altre parole: immaginate l’arco di circonferenza compreso tra Marte e Saturno (seguendo il senso antiorario) come se fosse rigido; ciò vuol dire che così come spostate Marte si muoverà anche Saturno; portate ora Marte sull’Ascendente; di tanti gradi avete spostato Marte, degli stessi gradi si sarà spostato Saturno; il punto in cui “si ferma” Saturno, quella è la Parte di Malattia.<br />
Possiamo mettere tutto questo in formula, e così essa sarà:</p>
<p style="text-align: center;"> ASCENDENTE + SATURNO – MARTE</p>
<p>Che vuol dire prendere la longitudine totale dell’Ascendente (per longitudine totale si intende quella contata a partire da 0° Ariete) e sommarci la longitudine totale di Saturno; dal risultato si toglie la longitudine totale di Marte (ma spiegheremo meglio in seguito tutto questo).<br />
Come vedete abbiamo misurato la distanza fra i due pianeti partendo da Marte e arrivando a Saturno, cioè, detto in altri termini, partendo dalla salute, dalla vigorìa fisica (Marte) per arrivare alla debilità, alla malattia (Saturno), percorso logico se è vero, come è vero, che qui sto cercando la Parte di Malattia.<br />
Questo ci porta a elaborare la seguente regola relativa alle Parti Arabe: </p>
<p><em> Il pianeta dal quale parte il calcolo della distanza longitudinale indicherà il campo generale di indagine, mentre il pianeta verso il quale questo calcolo arriva indicherà cosa in questo campo cerchiamo </em>.<br />
<br/><br />
Calcola online le tue Parti Arabe:<br />
<a href="http://www.oroscopi.com/parti_arabe.html" target="_blank">Parti Arabe</a><br />
<br/></p>
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		<title>Le Parti Arabe: cosa sono</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 13:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Parti Arabe]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[parti arabe]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sistema interpretativo qui presentato permette, con un semplice calcolo aritmetico, di ricavare dei punti sensibili all’interno di un Tema astrale utili all’interpretazione. Questi punti prendono il nome di PARTI ARABE, anticamente chiamate anche SORTI. Storicamente parlando, questa delle Parti Arabe, a dispetto del nome, è una dottrina che affonda le proprie radici in tempi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il sistema interpretativo qui presentato permette, con un semplice calcolo aritmetico, di ricavare dei punti sensibili all’interno di un Tema astrale utili all’interpretazione. Questi punti prendono il nome di PARTI ARABE, anticamente chiamate anche SORTI. Storicamente parlando, questa delle Parti Arabe, a dispetto del nome, è una dottrina che affonda le proprie radici in tempi molto antichi, pare addirittura in un terreno egizio-babilonese, e comunque segue quella che è stata l’introduzione dell’Ascendente, generalmente ascritta all’Egitto ellenistico quindi al IV secolo a.C.<br />
<span id="more-272"></span><br />
Un sistema che potremmo definire &#8220;divinatorio&#8221;, così come lo era il lancio delle sorti a cui esso si rifaceva, dove dei piccoli sassi venivano gettati e dalla loro gittata si estraevano responsi, metodo, quest’ultimo, che noi oggi possiamo anche vedere come un gioco ma che era tenuto in alta considerazione nell’antichità e che per molto tempo è stato appannaggio della classe sacerdotale, e comunque usato solo in particolari e sacri momenti. Si diceva infatti che la &#8220;sorte&#8221; è addirittura un dio, che è il giudizio di Zeus a cui gli uomini devono inchinarsi, così che essa prende le sembianze anche di &#8220;destino&#8221; o, in un senso più ampio, di ciò che il dio ha fissato per quella persona, la condizione della sua vita, ciò che quella persona ha avuto in sorte, situazione che gli antichi avevano personificato in tyche, la fortuna, ed infatti fra le Parti più tenute in considerazione vi era proprio la Parte di Fortuna, prima fra tutte.</p>
<p>Possiamo dire che il sistema delle Parti Arabe nacque per rispondere a domande ben precise: in pratica l’astrologo, dopo aver redatto il Tema Natale, studiava il quesito che il cliente gli poneva, poi fra tutti i pianeti sceglieva quei due che erano in stretta analogia o sintonia con la cosa richiesta; quindi, calcolava la distanza longitudinale che li separava, partendo, per il computo, dal pianeta che più era pertinente alla domanda, o, come alcuni facevano, da quello che aveva giurisdizione sulla natività a seconda che essa fosse stata diurna o notturna, e considerava questa distanza come &#8220;sacra&#8221; e avente un suo ben preciso significato; tale distanza non era vista come casuale ma pertinente all’argomento trattato; si doveva però darle vita, metterla in moto, e cosa meglio che farla partire (lanciarla) dall’Ascendente, cioè dal punto da cui il sole, la vita, sorge? Così, a somiglianza del lancio delle sorti, l’astrologo lanciava i due pianeti partendo dal grado sorgente, così che l’Ascendente si comportava come una fionda, rappresentando, la distanza fra i due pianeti, la tensione dell’elastico, e più la distanza era maggiore più lontano dall’Ascendente cadeva la Parte. </p>
<p>Calcolare la distanza fra due pianeti (che gli antichi chiamavano i &#8220;genitori&#8221; della Parte) e aggiungere questa all’Ascendente, ovvero alla cuspide di una Casa, è il metodo che ci è stato tramandato, un metodo semplice e che per questo ha fatto lievitare il numero delle Parti arrivando a raggiungere la cifra, ufficiale, di 97, anche se altri dicono cento e forse più. La più famosa di tutte, quindi la più usata, era ed è la Parte di Fortuna, ma vi era anche la Parte di Matrimonio, la Parte di Malattia, la Parte dei Figli, ecc. Vi erano Parti per qualsiasi problema, i più disparati, e più che altro queste venivano usate nelle rivoluzioni annuali del Sole, nell’astrologia oraria e in quella elettiva, così da poter onorare qualsiasi quesito il consultante avesse rivolto all’astrologo. </p>
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		<title>L&#8217;Uomo zodiacale</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2015 12:53:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Astrologia Medica]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[astrologia medica]]></category>
		<category><![CDATA[iatromatematica]]></category>
		<category><![CDATA[uomo zodiacale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal libro &#8220;Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell&#8217;oroscopo in chiave medica&#8220; L&#8217;unione fra Astrologia e Medicina può apparire, specie per chi non è addentro alla prima materia, come quelle creature fantastiche che popolano i miti o i racconti di fantascienza e che sono un assemblaggio di corpi di animali i più svariati, creature [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>Dal libro &#8220;<em>Nel segno della salute. Guida alla decifrazione dell&#8217;oroscopo in chiave medica</em>&#8220;</h6>
<p><br/></p>
<p>L&#8217;unione fra Astrologia e Medicina può apparire, specie per chi non è addentro alla prima materia, come quelle creature fantastiche che popolano i miti o i racconti di fantascienza e che sono un assemblaggio di corpi di animali i più svariati, creature che sfidano il buon senso e le leggi della natura.</p>
<p><span id="more-241"></span> </p>
<p>Ma se veramente fosse questo il risultato dell&#8217;unione fra astrologia e medicina non dovremmo addebitarlo al semplice e puro connubio tra le due materie ma al pressappochismo di tanti novelli Frankestein che montano a casaccio un pezzo di astrologia qui e un pezzo di medicina là.</p>
<p>Altrettanto certo è che per fare e dare un qualcosa di serio è necessario sfoltire, potare la pianta dell&#8217;Astrologia Medica lasciata crescere in maniera incolta. Ma cosa vuol dire dare qualcosa di serio? Sicuramente dare meno, abbassare il tono, ammettere che non è possibile dire quale malattia ti capiterà e peggio ancora di cosa morirai (nessuno, ripeto nessuno, sa questo, a meno che non abbia la barba bianca e un occhio dentro un triangolo!), poi ribadire che la malattia non è dovuta all&#8217;ira di qualche divinità, non scende dal cielo, non ne è lui la causa, così come un&#8217;analisi del sangue che evidenzia un&#8217;alterazione del tasso di bilirubina non può essere incolpata di essere responsabile dell&#8217;ittero accusato dal paziente. Di questo ne erano consapevoli anche gli antichi:</p>
<blockquote><p><em>Non consiste unicamente nell&#8217;astrologia la via della previsione, giacché non è il solo movimento degli astri la causa delle alterazioni degli accidenti umani, ma altresì le abitudini, le leggi, i luoghi, l&#8217;educazione, la previdenza, la preghiera a Dio e la preveggenza del futuro. Allo stesso modo non soltanto nell&#8217;arte medica consiste la via della previsione delle alterazioni del corpo. Vi sono infatti alcune cause che suscitano in noi alterazioni e la cui natura è più grande di quella che è oggetto dell&#8217;arte medica. Sono queste le cause celesti, di cui il medico è ignaro, giacché anche nel moto degli astri vi sono date cause alterative</em> (Stefano di Bisanzio, VIII secolo d.C., tratto da: Giuseppe Bezza, <em>Arcana Mundi. Antologia del pensiero astrologico antico</em>, vol. II, BUR, Milano 1995, p. 672).</p></blockquote>
<p>Parole per certi versi &#8216;moderne&#8217; specie quando esprimono il concetto che la malattia è il risultato di un insieme di fattori provenienti non tanto e non solo dal &#8216;cielo&#8217; ma da uno stile errato di vita, dall&#8217;essere nati in una certa famiglia o dal fatto di essere nato in un luogo piuttosto che in un altro, così come da fattori educativi, sociali, ambientali, ecc. Certo è che parlare di Astrologia Medica non è facile, vista anche l&#8217;idea di forzatura che molti avvertono in un simile connubio.</p>
<p>Cercherò quindi di esporre il più chiaramente possibile il tema in questione, e vorrei farlo partendo da alcuni concetti-base che già ritroviamo nelle argomentazioni degli antichi astrologi egiziani (i primi a delineare ciò che noi oggi conosciamo come Astrologia Medica), primo fra tutti quello relativo al cosiddetto <strong>Uomo zodiacale</strong> che pur nella sua elementarità nasconde una logica e un indirizzo che saranno poi utili come base di partenza per chiunque voglia avvicinarsi al tema della medicina astrologica. In questo concetto-base, in pratica, ogni Segno dello Zodiaco trovava la sua &#8216;collocazione&#8217; su parti anatomiche ben precise, iniziando dall&#8217;Ariete sulla testa per finire ai Pesci sui piedi:</p>
<p><center><br />
<style type="text/css">
	table.tableizer-table {
	border: 1px solid #CCC; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;
	font-size: 14px;
} 
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}
</style>
<table class="tableizer-table">
<tr class="tableizer-firstrow">
<th></th>
<th>&nbsp;</th>
</tr>
<tr>
<td>ARIETE</td>
<td> Testa</td>
</tr>
<tr>
<td> TORO</td>
<td> Gola</td>
</tr>
<tr>
<td> GEMELLI</td>
<td> Spalle</td>
</tr>
<tr>
<td> CANCRO</td>
<td> Petto</td>
</tr>
<tr>
<td> LEONE</td>
<td> Cuore</td>
</tr>
<tr>
<td> VERGINE</td>
<td> Addome inferiore</td>
</tr>
<tr>
<td> BILANCIA</td>
<td> Regione lombare</td>
</tr>
<tr>
<td> SCORPIONE</td>
<td> Genitali</td>
</tr>
<tr>
<td> SAGITTARIO</td>
<td> Cosce</td>
</tr>
<tr>
<td> CAPRICORNO</td>
<td> Ginocchia</td>
</tr>
<tr>
<td> ACQUARIO</td>
<td> Polpacci e Caviglie</td>
</tr>
<tr>
<td> PESCI</td>
<td> Piedi</td>
</tr>
</table>
<p></center><br />
<br/></p>
<p>In altre parole era la messa in pratica del concetto di “simpatia cosmica”, dell’Uomo visto come microcosmo, cioè come <em>corpus</em> in cui si riflette la Natura e l’intera struttura dell’Universo.</p>
<p>Per inciso, storicamente parlando, questa era un’idea della <strong>Scuola Stoica</strong>, però non dobbiamo dimenticare che l’associazione fra gli astri, i segni del cielo e alcune parti del corpo umano, cioè la cosiddetta <strong>melotesia zodiacale</strong> (da <em>mélos</em>, arto, e <em>thésis</em>, porre, ovvero disporre gli arti secondo la logica zodiacale) già esisteva, seppur abbozzata, nella <strong>medicina magica babilonese</strong>. A essa si rifecero gli <strong>Egiziani</strong>, con il merito di averle dato un corpus più strutturato, dai quali poi trasse linfa la <strong>medicina ippocratica</strong>, medicina che si liberò sì di ogni concezione magico-religiosa ma che sicuramente fu debitrice di questo antico sapere.</p>
<p>Questo schema apparve per la prima volta nell’<em>Astronomicon</em>, il più antico trattato latino sull’astrologia, il cui autore, il romano <strong>Marco Manilio</strong> (I sec. a.C.), riprendeva concetti nati dalla cultura egiziana, in special modo di quella relativa al Nuovo Impero (dinastie XVIII-XXVI, circa 1580-525 a.C.).<br />
E però non sempre questa melotesia zodiacale veniva fatta partire dal Segno dell’Ariete, cioè dalla testa: infatti alcuni autori antichi parteggiavano per il Segno del Cancro (facendola quindi partire dal petto), essendo esso, dicevano, l’oroscopo (cioè l’ascendente) del mondo, e comunque il Segno il cui titolare, la Luna, è signora della generazione; altri ancora iniziavano dalla Parte di Fortuna, detta oroscopo lunare, assegnando ad essa, in virtù della funzione lunare, il petto. Comunque fu poi il Segno dell’Ariete a essere messo a capo di questa corrispondenza fra Segni e organi, rappresentando esso appunto la testa come vediamo affermato dall’astrologo greco <strong>Retorio</strong> (VII secolo d.C.):</p>
<blockquote><p><em>Se i dodici segni hanno una disposizione circolare, per quale motivo abbiamo posto l’inizio a partire dall’Ariete e non piuttosto dal Cancro, in quanto oroscopo del mondo, o dal Leone che è domicilio del Sole?</em> [&#8230;]. <em>Rispondiamo che gli antichi, giacché hanno dato dei dodici segni una rappresentazione corporea in conformità alle parti del corpo umano, stabilirono l’inizio a partire dall’Ariete, dicendo che esso era la testa, il Toro il collo e così di seguito fino ai piedi. Stabilirono quindi l’inizio nell’Ariete, in quanto parte del corpo egemonica, significante il cervello e quanto appartiene alla testa</em> [&#8230;] (G. Bezza, <em>op. cit.</em>, vol. I, p. 120).</p></blockquote>
<p>È da queste semplici basi che si sono poi strutturate le argomentazioni degli antichi, dai mitici <strong>Nechepso</strong> e <strong>Petosiris</strong> fino al <em>Corpus Hermeticum</em>, quest’ultimo giunto a noi in diciassette trattati in lingua greca costruiti sotto forma di dialogo e fatti risalire al mitico <strong>Ermete Trismegisto</strong> ma che sicuramente venne redatto nei primi secoli dopo Cristo, tradotto poi quasi integralmente da <strong>Marsilio Ficino</strong> (1433-1499).</p>
<p>È certo comunque che per quanto ci riguarda la vera “bibbia” da cui poi abbiamo tratto le nostre nozioni di astrologia è e rimane la <em>Tetrabiblos</em> di <strong>Claudio Tolomeo</strong> (II sec. d.C.), visto e considerato che è lì che vengono sintetizzati i concetti astrologici conosciuti nell’antichità. Ed è proprio Tolomeo a darci utili indicazioni in merito alla iatromathematica, la scienza della medicina astrologica. Ecco alcuni interessanti stralci dalla Tetrabiblos che ci serviranno come introduzione al metodo e alle regole dell’astrologia medica; leggiamo attentamente:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] <em>il pianeta malefico in transito su di un angolo</em> [&#8230;] <em>provocherà malattie e affezioni croniche: il tipo delle quali sarà indicato dai luoghi dell’orizzonte, dai segni zodiacali, dalla natura dei pianeti malefici, dei pianeti afflitti</em> [&#8230;]. <em>I segni zodiacali che comprendono la parte afflitta dell’orizzonte indicano la parte del corpo che verrà colpita</em> [&#8230;]. <em>La natura dei pianeti regola i tipi e le cause degli effetti</em> (<em>Tetrabiblos</em>, III, 13, p. 249).</p></blockquote>
<p><br/></p>
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		<title>Plutone, pianeta doppio&#8230; e rosso</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 16:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[pianeta doppio]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella foto vediamo Plutone e la sua maggiore luna, Caronte. Per la loro vicinanza e per altri parametri come la loro rotazione sincrona intorno a un centro comune, si parla spesso di un &#8220;sistema binario&#8221;. L&#8217;astrologia definisce Plutone come un pianeta &#8220;doppio&#8221; legandolo a concetti come &#8220;morte-rinascita&#8221;, &#8220;amore-odio&#8221;, &#8220;eros-thanatos&#8221;, &#8220;bianco-nero&#8221;, ecc. Nel mito era chiamato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella foto vediamo Plutone e la sua maggiore luna, Caronte. Per la loro vicinanza e per altri parametri come la loro rotazione sincrona intorno a un centro comune, si parla spesso di un &#8220;sistema binario&#8221;.<br />
L&#8217;astrologia definisce Plutone come un pianeta &#8220;doppio&#8221; legandolo a concetti come &#8220;morte-rinascita&#8221;, &#8220;amore-odio&#8221;, &#8220;eros-thanatos&#8221;, &#8220;bianco-nero&#8221;, ecc. <span id="more-992"></span></p>
<p>Nel mito era chiamato Ade (dio dei morti) ma anche Pluto (ricco, ricchezza); in più lo si definisce come l'&#8221;ottava superiore&#8221; di Marte, quindi con caratteristiche astrologiche simili, seppur su piani diversi, a quelle del pianeta rosso.</p>
<p>Ebbene, le ultime immagini e analisi arrivateci dalla sonda New Horizons sembrano dare ragione di queste sue peculiarità astrologiche.<br />
Ecco un articolo tratto da: http://www.repubblica.it/scienze del 4 luglio 2015 (il grassetto è mio):</p>
<blockquote><p><em><strong>Plutone come Giano bifronte</strong>. A più di 4,5 miliardi di chilometri dalla Terra, mentre si avvicina sempre più al suo storico obiettivo, le nuove immagini inviate da New Horizons mostrano con sempre maggiore definizione le caratteristiche del pianeta nano. In particolare le foto a colori evidenziano come il pianeta nano, ruotando, mostri <strong>due emisferi differenti</strong>. Una delle due facce ha dei &#8220;punti&#8221; lungo l&#8217;equatore, ognuno dei quali, secondo la Nasa, misura circa 480 chilometri di diametro. Gli scienziati del Southwest Research Institute di Boulder sono molto incuriositi da queste particolarità e attendono le nuove immagini della sonda in avvicinamento per capirne di più. Intanto gli scatti di New Horizons (che si trova a circa 12 milioni di chilometri) permettono di constatare le profonde differenze tra lo stesso Plutone e la sua luna, Caronte, con la quale forma una sorta di sistema binario. Differenze di colore, soprattutto: <strong>Plutone tende al rosso</strong>, anche se, a differenza di Marte, ciò è dovuto alla presenza di metano nella sua atmosfera, le cui molecole interagiscono con i raggi cosmici e la luce ultravioletta proveniente dal Sole, mentre Caronte è molto più scuro</em> (a cura di MATTEO MARINI).</p></blockquote>
<p>Che dire? Aspettiamo ulteriori rivelazioni e&#8230; buon viaggio Plutone!</p>
<p><br/></p>
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		<title>Dimmi quando sei nato e ti dirò che malattia avrai</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2015 16:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio condotto da un team della Columbia University Center coordinato dal Dr. Nicholas Pierino Tatonetti (nato il 27.05.1983) e apparso in questi giorni sul Journal of American Medical Informatics Association dal titolo: “Birth Month Affects Lifetime Disease Risk: A Phenome-Wide Method”, è arrivato alla conclusione che dal mese in cui siamo nati è possibile [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio condotto da un team della <em>Columbia University Center</em> coordinato dal <strong>Dr. Nicholas Pierino Tatonetti</strong> (nato il 27.05.1983) e apparso in questi giorni sul <em>Journal of American Medical Informatics Association</em> dal titolo: “<em>Birth Month Affects Lifetime Disease Risk: A Phenome-Wide Method</em>”, è arrivato alla conclusione che dal mese in cui siamo nati è possibile risalire alle malattie di cui molto probabilmente soffriremo nella nostra vita.</p>
<p><span id="more-990"></span></p>
<p>Analizzando 1.749.400 individui Tatonetti ha evidenziato come i nati in <strong>marzo</strong>, ad esempio, parrebbero predisposti a un maggior rischio di <strong>problemi cardiovascolari</strong>, mentre i nati in <strong>ottobre</strong> avrebbero molte probabilità di ammalarsi di <strong>patologie respiratorie</strong>. I più coriacei, cioè coloro che invece sembrano avere una <strong>bassa tendenza</strong> alle patologie, parrebbero i nati in <strong>maggio</strong>.<br />
E molto altro ancora.</p>
<p>Ovviamente non fa riferimento ai Segni zodiacali, ma la cosa appare interessante.<br />
Potete leggere l&#8217;articolo intero (in inglese) <a href="http://jamia.oxfordjournals.org/content/early/2015/06/01/jamia.ocv046" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><br/></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Frate Indovino (1915 &#8211; 2002)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 16:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Frate Indovino]]></category>

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		<description><![CDATA[Cento anni fa nasceva padre Mariangelo Budelli da Cerqueto, al secolo Mario Budelli, più conosciuto come &#8220;Frate Indovino&#8220;. Era nato il 17 febbraio 1915 a Cerqueto, piccola frazione del comune di Marsciano in provincia di Perugia. Il 3 agosto 1930, a quindici anni, vestì l&#8217;abito dei Frati Minori Cappuccini. Prese i voti solenni nel convento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cento anni fa</strong> nasceva <strong><strong>padre Mariangelo Budelli da Cerqueto</strong></strong>, al secolo Mario Budelli, più conosciuto come &#8220;<strong>Frate Indovino</strong>&#8220;. Era nato il <strong>17 febbraio 1915</strong> a Cerqueto, piccola frazione del comune di Marsciano in provincia di Perugia.</p>
<p><span id="more-979"></span></p>
<p>Il 3 agosto 1930, a quindici anni, vestì l&#8217;abito dei Frati Minori Cappuccini. Prese i voti solenni nel convento di Spoleto il 29 aprile 1936. Nel 1942 divenne direttore del periodico &#8220;<em>Voce Serafica di Assisi</em>&#8220;.<br />
<div id="attachment_703" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Frate-Indovino_2-e1439049976731.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Frate-Indovino_2-e1439049976731.jpg" alt="Foto tratta da: www.frateindovino.eu" width="200" height="419" class="size-full wp-image-703" /></a><p class="wp-caption-text">Foto tratta da: www.frateindovino.eu</p></div>
<p>Nel 1945 dette vita al calendario francescano &#8220;<em>Frate Indovino</em>&#8220;, inizialmente uscito (settembre 1945) come semplice allegato-omaggio a &#8220;<em>Voce Serafica</em>&#8220;. Ebbe subito un grande e inaspettato successo, anche se subì una temporanea battuta d&#8217;arresto (1951) perché i suoi superiori non gradivano l&#8217;accostamento del termine &#8220;frate&#8221; al termine &#8220;indovino&#8221;, come anche il troppo spazio dato all&#8217;astrologia.</p>
<p>Il calendario-almanacco, che inizialmente aveva il suo &#8220;pezzo forte&#8221; nelle previsioni meteo ed era rivolto con consigli e precetti alle massaie e ai contadini, comprendeva e comprende varie rubriche, tutte di grande successo: &#8220;<em>Le stelle parlano</em>&#8220;, &#8220;<em>Il libro delle stelle</em>&#8220;, &#8220;<em>Vedo e prevedo</em>&#8220;, &#8220;<em>Cosa accadrà</em>&#8220;, &#8220;<em>Messaggio ai giovani</em>&#8220;, &#8220;<em>Lo sapevate?</em>&#8220;, &#8220;<em>Marcellino pane e vino</em>&#8220;, &#8220;<em>Il grillo sparlante</em>&#8220;, e molte altre. Al momento il calendario vede più di 100.000 fedeli abbonati.</p>
<p>Padre Mariangelo fu anche autore di vari libri fra i quali possiamo citare: “<em>Voci di piccoli in festa</em>” (1957), “<em>L&#8217;orticello di casa</em>” (1978), “<em>Il nuovo segreto della salute. Erbe e cure di Frate Indovino</em>” (1981), “<em>Cara Mamma…</em>” (1989), “<em>Proverbi, proverbi, proverbi</em>” (1992), “<em>Dichiarazioni d&#8217;amore a Maria</em>” (2002).</p>
<p>Malato da tempo di Parkinson, è deceduto il <strong>15 novembre 2002</strong> nel convento <em>Rifugio Francescano</em> di Perugia. È sepolto a Cerqueto sotto il pavimento della chiesetta del Crocifisso dove possiamo vedere la lapide con la semplice iscrizione:</p>
<p style="text-align: center;">Padre Mariangelo da Cerqueto<br />
&#8220;<em>Frate Indovino</em>&#8220;.<br />
17 Febbraio 1915<br />
15 Novembre 2002</p>
<p>Nel suo <strong>Tema natale</strong> troviamo il Sole in Acquario, la Luna in Ariete, una congiunzione Mercurio-Giove in Pesci e una congiunzione Marte-Urano in Acquario, posizioni che danno ragione della sua originalità, del suo dinamismo (nonostante le precarie condizioni di salute), della sua intellettualità, anche della sua propensione commerciale-editoriale.</p>
<p>Attualmente l&#8217;almanacco &#8220;<em>Frate Indovino</em>&#8220;, che proprio quest&#8217;anno compie 70 anni, è diretto da <strong>padre Mario Collarini</strong> del convento della Madonna del Divino Amore di Gualdo Tadino.<br />
<br/></p>
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		<title>Festa degli astrologi</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/festa-degli-astrologi/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 16:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cometa Lovejoy]]></category>
		<category><![CDATA[festa degli astrologi]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno 2015 la festa degli astrologi è allietata dalla presenza di una cometa, la Lovejoy, ovvero C/2014 Q2. È visibile a nord-ovest di Orione (20° a destra della cintura di Orione) fra le costellazioni di Eridano e del Toro. Venne scoperta il 17 agosto 2014 dall&#8217;astrofilo australiano Terry James Lovejoy (n. 20.11.1966). Che possa essere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quest&#8217;anno 2015 la festa degli astrologi è allietata dalla presenza di una cometa, la <strong>Lovejoy</strong>, ovvero C/2014 Q2.<span id="more-977"></span></p>
<p>È visibile a nord-ovest di Orione (20° a destra della cintura di Orione) fra le costellazioni di Eridano e del Toro. Venne scoperta il 17 agosto 2014 dall&#8217;astrofilo australiano <strong>Terry James Lovejoy</strong> (n. 20.11.1966).</p>
<p>Che possa essere un buon auspicio per l&#8217;Astrologia affinché recuperi la sua dignità!</p>
<p><br/></p>
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		<title>Astrologia come qualità del tempo</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 09:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Bloom]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Napoli ovvero il Dottorato di ricerca in composizione architettonica, mi ha chiesto un articolo per la loro rivista online BLOOM n. 22, luglio/agosto/settembre 2014. Il tema del numero monografico è &#8220;Cielo/Tempo&#8220;, e contiene validi articoli di stimati autori ognuno dei quali &#8220;vede&#8221; il cielo e il tempo sotto varie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Napoli</strong> ovvero il <strong>Dottorato di ricerca in composizione architettonica</strong>, mi ha chiesto un articolo per la loro rivista online <strong>BLOOM</strong> n. 22, luglio/agosto/settembre 2014. Il tema del numero monografico è &#8220;<em>Cielo/Tempo</em>&#8220;, e contiene validi articoli di stimati autori ognuno dei quali &#8220;vede&#8221; il cielo e il tempo sotto varie angolazioni.</p>
<p><span id="more-1017"></span></p>
<p>Al mio contributo ho dato il titolo “<em>Astrologia come qualità del tempo</em>”. Con questo titolo intendo portare l&#8217;attenzione sul fatto che è il tempo, la qualità del tempo, che va a &#8220;influire&#8221; su cose ed eventi che accadono simultaneamente, nel senso che è il tempo ad avere un &#8220;carattere&#8221; (come anche lo spazio), ecco perché noi assomigliamo al momento in cui siamo nati. D&#8217;altronde, come diceva Paracelso: &#8220;<em>Ogni cosa che soggiace al tempo è sottomessa al cielo</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Potete leggere il mio articolo <a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2025/09/Astrologia_BLOOM.pdf">qui</a>. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Francesco Brunacci (1640 &#8211; 1703)</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 16:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Brunacci]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Maria Onorati]]></category>
		<category><![CDATA[Physiomathematica]]></category>
		<category><![CDATA[Placido Titi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 6 novembre del 1703 moriva Francesco Brunacci. Astronomo, filosofo e matematico, era nato il 19 settembre 1640 a Montenovo, l&#8217;odierna Ostra Vetere in provincia di Ancona. Insieme a Francesco Maria Onorati fu allievo di Placido Titi. Qualche anno dopo la morte di Placido, in occasione della ristampa (1675) della placidiana Coelestis Philosophia, Brunacci e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>6 novembre del 1703</strong> moriva <strong>Francesco Brunacci</strong>.</p>
<p>Astronomo, filosofo e matematico, era nato il <strong>19 settembre 1640</strong> a Montenovo, l&#8217;odierna Ostra Vetere in provincia di Ancona.</p>
<p><span id="more-968"></span></p>
<p>Insieme a Francesco Maria Onorati fu allievo di Placido Titi. Qualche anno dopo la morte di Placido, in occasione della ristampa (1675) della placidiana <em>Coelestis Philosophia</em>, Brunacci e Onorati ripresero il calcolo che lì vi era per trovare la Parte di Fortuna accorgendosi che per loro quello era insufficiente a dar conto della vera natura dell’“ascendente lunare”, così ne escogitarono un altro, il metodo orario, che tratta questo punto non già come un astro come esposto da Placido, con le sue coordinate celesti e con la possibilità di farlo avanzare e retrocedere sullo zodiaco, ma come un vero e proprio circolo orario. </p>
<p>L’opera vedeva i nomi di Brunacci e Onorati con uno pseudonimo: <em>Cursino Francobracci</em> per Francesco Brunacci e <em>Africano Scirota Romano</em> per Francesco Maria Onorati.</p>
<p>Brunacci fu anche autore di un &#8220;<em>Planisfero del Globo Celeste Artico Antartico</em>&#8220;, da lui disegnato su una carta di mm. 420&#215;560 e inciso a bulino dal romano padre Vincenzo Maria Mariotti, disegnatore di architettura e prospettiva molto noto all’epoca, pubblicato nel primo tomo di un atlante dal titolo &#8220;<em>Il Mercurio Geografico, Ovvero Guida Geografica in tutte le parti del Mondo, secondo le tavole del Sansone, del Baudrand, di Jacopo Cantelli, e d’altri, intagliato a bulino in fogli reali grandi, e diviso in due Tomi</em>&#8220;, uscito a Roma nel 1687 per i tipi della tipografia di Giovanni Giacomo de Rossi e che conteneva altre carte incise in rame di altri autori. Nella parte bassa della carta vi è la &#8220;<em>Descrizione del Globo Celeste di Francesco Brunacci</em>&#8220;, dove spiega modi e metodi della sua rappresentazione (ripresa dall’<em>Uranometria</em> di Johann Bayer del 1603), spiegando quante stelle e quante nebulose ci sono, la distanza che hanno dalla Terra, ecc.</p>
<p><br/></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giuseppe Bezza R.I.P.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2014 15:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Bezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 18 giugno scorso Giuseppe Bezza, un Grande dell&#8217;Astrologia, un Maestro, una Guida, è andato a fare ornamento alle altre stelle del firmamento. 21.09.1946 – 18.06.2014]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 18 giugno scorso Giuseppe Bezza, un Grande dell&#8217;Astrologia, un Maestro, una Guida, è andato a fare ornamento alle altre stelle del firmamento.</p>
<p>21.09.1946 – 18.06.2014</p>
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		<title>La cometa di Halley e la peste dell&#8217;anno 541</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 16:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cometa di Halley]]></category>
		<category><![CDATA[peste di Giustiniano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Corriere della Sera del 3 gennaio scorso riporta la notizia di uno studio condotto dalla geologa marina americana Dallas Abbott, della Columbia University, secondo il quale la peste che colpì l&#8217;Impero Romano d&#8217;Oriente tra il 541 e il 542 dopo Cristo, conosciuta come &#8220;Peste di Giustiniano&#8221;, sarebbe da mettere in relazione con il passaggio, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Corriere della Sera del 3 gennaio scorso riporta la notizia di uno studio condotto dalla geologa marina americana <strong>Dallas Abbott</strong>, della Columbia University, secondo il quale la <strong>peste</strong> che colpì l&#8217;Impero Romano d&#8217;Oriente tra il 541 e il 542 dopo Cristo, conosciuta come &#8220;Peste di Giustiniano&#8221;, sarebbe da mettere in relazione con il passaggio, nel 530, della <strong>cometa di Halley</strong>.</p>
<p><span id="more-962"></span></p>
<p>Nel 2009, eseguendo dei carotaggi nei ghiacciai della Groenlandia, la Abbott scoprì, a un livello databile tra il 533 e il 540 d. C., un&#8217;alta quantità di «sferule cosmiche», cioè di palline di micro dimensioni (da 1 mm a 0,01 mm) che si trovano spesso attorno ai crateri scavati dalle meteoriti, impatti che generando altissime temperature e pressioni provocano l’improvvisa fusione e quindi solidificazione di silicati rocciosi e metallici.</p>
<p>La Abbott ha ipotizzato che un frammento di questa cometa possa quindi essersi staccato e poi precipitato sulla Terra, più specificamente nell&#8217;oceano: il tremendo impatto avrebbe sollevato una polvere di detriti rimasti per mesi in sospensione nell’atmosfera tanto da provocare l’attenuazione della luce solare quindi l&#8217;abbassamento della temperatura media mondiale di ben 3°.<br />
In effetti alcune cronache dell&#8217;epoca parlano di un sole che risplendeva pallido come la luna, di un freddo insolito, di invasioni di ratti, insetti e parassiti d’ogni tipo con conseguenti epidemie, carestie e, appunto, la peste.</p>
<p>L&#8217;11 dicembre 2013, in una conferenza tenuta al convegno dell’<em>American Geophysical Society</em>, svoltosi dal 9 al 13 dicembre 2013 a San Francisco, la Abbott ha spiegato che esistono fondati indizi per attribuire questi <strong>eventi catastrofici</strong> alla cometa di Halley.</p>
<p>Ah! Queste comete!<br />
<br/></p>
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		<title>Michael Schumacher e le Parti Arabe</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Dec 2013 16:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Schumacher]]></category>
		<category><![CDATA[Parte degli Incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[Parte delle Avversità]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 29 dicembre 2013 alle ore 11.07 a Méribel (Alpi francesi) il campione automobilistico Michael Schumacher è rimasto vittima di un incidente mentre stava sciando. La pratica ha dimostrato che il pianeta che spesso si lega alle cadute, agli scivoloni, è Nettuno. Se l&#8217;ora natale è quella giusta (è nato a Hurth, Germania, il 3 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>29 dicembre 2013</strong> alle ore <strong>11.07</strong> a Méribel (Alpi francesi) il campione automobilistico <strong>Michael Schumacher</strong> è rimasto vittima di un incidente mentre stava sciando. La pratica ha dimostrato che il pianeta che spesso si lega alle <strong>cadute</strong>, agli <strong>scivoloni</strong>, è <strong>Nettuno</strong>.</p>
<p><span id="more-958"></span></p>
<p>Se l&#8217;ora natale è quella giusta (è nato a Hurth, Germania, il 3 gennaio 1969 alle ore 13.43), nel suo <strong>Tema natale</strong> Schumacher ha la <strong>Parte degli Incidenti</strong> a 03° 29&#8242; Pesci: Nettuno quel giorno stava transitando a 03° 10&#8242; Pesci!</p>
<p>Osservando la sua Rivoluzione Solare del 2013 vediamo la <strong>Parte degli Incidenti</strong> a 09° 56&#8242; Capricorno, esattamente congiunta al Plutone annuale a 09° 24&#8242; Capricorno.<br />
Non solo: sempre in questa RS la <strong>Parte delle Avversità</strong> cade a 04° 17&#8242; Pesci, congiunta quindi alla <strong>Parte degli Incidenti</strong> di nascita.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>Parte di Morte</strong> questa si trova a 03° 44&#8242; Vergine, esattamente opposta alla <strong>Parte degli Incidenti</strong> natale.<br />
Interessante anche la RS 2014: Urano è sull&#8217;<strong>Ascendente</strong>; la <strong>Parte degli Incidenti</strong> annuale è a 03° 08&#8242; Capricorno, esattamente sul Medio Cielo della RS che è a 02° 33&#8242; Capricorno; la <strong>Parte di Morte</strong> è a 00° 09&#8242; Vergine, opposta alla <strong>Parte degli Incidenti</strong> di nascita.
<p/>
<p>PS. Il 29 dicembre 2013 alle ore 11.07 l&#8217;Ascendente era a 04° 10&#8242; Pesci<br />
<br/></p>
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		<title>&#8216;Abd al-Rahman al-Sufi (903 &#8211; 986)</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Dec 2013 15:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[al Sufi]]></category>
		<category><![CDATA[catalogo stellare]]></category>
		<category><![CDATA[Liber locis stellarum fixarum]]></category>
		<category><![CDATA[Tolomeo]]></category>

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		<description><![CDATA[1100 anni fa, il 7 dicembre 903 [1] (14 Muharram 291), nasceva a Rayy (Shahr-e Rey, Iran) il grande astronomo, matematico, alchimista e astrologo persiano &#8216;Abd al-Rahman al-Sufi, conosciuto anche come Azophi. Da considerare che alcuni danno l&#8217;8 come giorno di nascita. C’è da aggiungere che se la data non è stata corretta la si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1100 anni fa</strong>, il <strong>7 dicembre 903</strong> <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a> (14 Muharram 291), nasceva a Rayy (Shahr-e Rey, Iran) il grande <strong>astronomo</strong>, <strong>matematico</strong>, <strong>alchimista</strong> e <strong>astrologo</strong> persiano <strong>&#8216;Abd al-Rahman al-Sufi</strong>, conosciuto anche come <strong>Azophi</strong>.<span id="more-953"></span> </p>
<p>Da considerare che alcuni danno l&#8217;8 come giorno di nascita. C’è da aggiungere che se la data non è stata corretta la si dovrà considerare come espressa ancora nel calendario giuliano, cosicché riportata al nostro calendario (gregoriano, riforma del 1582) corrisponderebbe al 12 dicembre. Fu astronomo di corte a Isfahan (Iran) presso l&#8217;Emiro &#8216;Adud al-Dawla (936-983) della dinastia Buwayhide.</p>
<p>Fu autore del &#8220;<em>Kitab Suwar al-kawakib al-tabitah</em>&#8220;, conosciuto come &#8220;<em>Liber locis stellarum fixarum</em>&#8220;, scritto nel 964, un importante trattato sulle <strong>stelle fisse</strong> dove al-Sufi discute gli studi sulle stelle di <strong>Tolomeo</strong> e ne corregge gli errori. Per la determinazione della loro posizione usa una <strong>precessione</strong> pari a 1° ogni 66 anni. Nell&#8217;opera vengono presentate e discusse le costellazioni fornendo la posizione, la grandezza, la luminosità e il colore delle stelle che le compongono. Ogni descrizione è accompagnata da figure che rappresentano la costellazione (un esempio nella figura che vediamo in alto).</p>
<p>Fu il primo ad aver osservato e catalogato la <strong>galassia M31</strong>, conosciuta come <strong>Galassia di Andromeda</strong>, distante 2,5 milioni di anni luce dalla Terra.</p>
<p>Nel 1935 gli venne dedicato un cratere lunare, <em>Azophi</em>. Anche un asteroide porta il suo nome, <em>Alsufi (12621)</em>, scoperto il 24 settembre 1960.</p>
<p>Morì a Shiraz (Iran) il 25 maggio 986 (13 Muharram 376).</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Ovviamente prendendo la data come se fosse espressa nell&#8217;attuale calendario, ché se dovessimo convertirla nel calendario gregoriano (attualmente in uso) corrisponderebbe al 12 dicembre.<a href="#testo1">&uArr;</a></p>
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		<title>Giovanni Antonio Roffeni (1585? &#8211; 1643)</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/giovanni-antonio-roffeni-1585-1643-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Dec 2013 15:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Antonio Roffeni]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Horky]]></category>
		<category><![CDATA[pronostici Galileo Galilei]]></category>

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		<description><![CDATA[370 anni fa, il 7 dicembre 1643, moriva a Bologna, colpito da malaria, l&#8217;astronomo e astrologo Giovanni Antonio Roffeni. Si laureò in Filosofia a Bologna, sua città natale, il 10 maggio 1607 e in Medicina il 25 aprile 1622. Studiò anche Astronomia sotto la guida di Pietro Antonio Cataldi e di Giovanni Antonio Magini, di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>370 anni fa, il <strong>7 dicembre 1643</strong>, moriva a Bologna, colpito da malaria, l&#8217;<strong>astronomo</strong> e <strong>astrologo</strong> <strong>Giovanni Antonio Roffeni</strong>. <span id="more-951"></span></p>
<p>Si laureò in Filosofia a Bologna, sua città natale, il 10 maggio 1607 e in Medicina il 25 aprile 1622. Studiò anche Astronomia sotto la guida di <strong>Pietro Antonio Cataldi</strong> e di <strong>Giovanni Antonio Magini</strong>, di quest&#8217;ultimo diventandone amico e consigliere. Fu docente di Filosofia allo Studio bolognese e ne divenne anche Rettore, e fu in questa veste che nel 1616 invitò <strong>Johannes Kepler</strong> ad andare a insegnare a Bologna succedendo a Magini alla cattedra di Matematica.</p>
<p>Fu in corrispondenza anche con <strong>Galileo Galilei</strong> del quale a suo tempo (1611) prese anche le difese quando questi si trovò a essere duramente criticato dall&#8217;<strong>astronomo</strong> e <strong>astrologo</strong> boemo <strong>Martin Horky von Lochowitz</strong> (che quand&#8217;era a Bologna rubò persino dei libri a Magini) riguardo il suo &#8220;<em>Sidereus nuncius</em>&#8221; e la scoperta dei quattro pianetini gioviani che Horky metteva in discussione, intervento che Roffeni condensò in una &#8220;<em>Epistola Apologetica</em>&#8221; indirizzata allo scienziato pisano. In una lettera indirizzata a Galileo, datata 27 luglio 1610, così Roffeni si esprime nei confronti dello scritto di Horky:</p>
<blockquote><p><em>Molto Ill.re et Ecc.mo S. re e P. rone Oss. Mo.<br />
Stavo con grandissimo desiderio che V. S. Ecc.ma, come già mi significò in Padoa, venisse a Bologna, et mi sono andato trattenendo, ma non è ancora arrivata; onde nello passaggio suo desidero e goderla et servirla. Mi fu dunque l&#8217;altro giorno mostrato quella piccola operuzza di quello sciagurato di Martino Horchi, servitore del S. re Magino, et a penna hebbi patienza di legerla, et l&#8217;ho ancora apresso di me; et credami che sarà tenuto per quello che veramente è, cioè uno solenne ignorante</em> [&#8230;] <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p></blockquote>
<p>Fu, dal 1607 e fino alla morte, autore di numerosi pronostici tutti editi con lo stesso titolo di “<em>Discorso astrologico…</em>”, per esempio “<em>Discorso astrologico Delle mutationi dell&#8217;aria sopra l&#8217;Anno 1634</em>” <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, un testo che è prevalentemente di astrologia &#8220;meteorologica&#8221;, taglio che Roffeni dette volutamente a questo suo scritto per motivi &#8220;censori&#8221; ma auspicando la possibilità di scrivere liberamente i suoi pronostici, come accade &#8211; dice &#8211; negli altri liberi paesi:</p>
<blockquote><p><em>Desiderarei pure un giorno di dare alle Stampe un Pronostico di gusto, e copioso, per levare in quel tempo la curiosità a molti valent&#8217;huomini di andare mendicando di là da i monti, di donde compariscono curiosi, e copiosi, per essere gli Auttori in liberi paesi, e che possono con ogni libertà stampare, e scrivere; che si vedrebbe, che ancora in queste nostre parti, e studij, si saprebbe scrivere, e dar gusto, ma patienza, hoggì giorno bisogna stare molto lesto, e viver molto cauto, e scrivere con ogni riguardo, e modestia, ne passar quei termini, che vengono permessi</em> (p. 11).</p></blockquote>
<p>I suoi pronostici erano redatti con tale diligenza e serietà da essere apprezzati da molti, per esempio dallo stesso Galileo Galilei.<br />
Strenuo difensore dell&#8217;astrologia, già dai suoi primi lavori si preoccupava &#8220;<em>di tracciare con rigore il confine che separa il filosofo, esperto della scienza astrologica necessaria ai medici, dai falsi sapienti che ingannano la gente con previsioni errate</em>&#8221; <a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.</p>
<p>Nel suo pronostico del 1614, ovvero “<em>Pronosticon ad Annum Dom. MDCXIV</em>” <a href="#nota4" name="testo4">[4]</a>, edito a Bologna nel 1614 e dedicato a Alessandro Ludovisi, allora arcivescovo di Bologna poi, dal 1621, Papa col nome di Gregorio XV, Roffeni vi aggiunse anche una difesa della buona astrologia contro i suoi denigratori, cioè “<em>De laudibus, &amp; responsionibus adversus verae astrologiae calumniatores</em>”.<br />
Ovviamente si atteneva anche e soprattutto a una sana e doverosa cautela in ambito previsionale, non volendo andare né contro i dettami di &#8220;santa Romana Chiesa&#8221; né far credere al lettore che si potesse pronosticare con facilità, sempre e comunque.<br />
Scrisse anche, onde agevolare ai suoi studenti i calcoli per le direzioni primarie, un libro dal titolo: “<em>Breve Compendio del modo di formare le figure Celesti, e di dirigerle, cavato dalla Dottrina del Monteregio, dove facilmente si trovano, e con esempj si dichiarano tutte le cose, e difficultà, che intorno alle direzioni possono avvenire</em>”.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Lettera di Giovanni Antonio Roffeni a Galileo Galilei in Padova, scritta da Bologna il 27 luglio 1610, n. 368 dell&#8217;Edizione Nazionale delle Opere di Galileo Galilei curata da Antonio Favaro, Vol. X, Carteggio anno 1574-1610 (digitalizzata in www.liberliber.it).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] L&#8217;opera è presente nella Bayerische Staatsbibliothek München (collocazione: Res/4 Astr.p. 527,12) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Bònoli F., Piliarvu D., &#8220;<em>I Lettori di astronomia presso lo Studio di Bologna dal XII al XX secolo</em>&#8220;, CLUEB, Bologna 2001, p. 153.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] L&#8217;opera è presente nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (collocazione: 35 3.G.20.3).<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<br/></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Frank Zappa (1940 &#8211; 1993)</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 13:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Zappa]]></category>
		<category><![CDATA[Punto dell'Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Venti anni fa, il 4 dicembre 1993, moriva per un cancro alla prostata il musicista e compositore Frank Zappa. Era nato a Baltimore, Maryland, il 21 dicembre 1940 alle ore 06.00 [1]. La prima volta che ascoltai un suo disco fu a casa di un mio amico. Era il 1969. Il disco era il doppio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venti anni fa, il <strong>4 dicembre 1993</strong>, moriva per un cancro alla prostata il musicista e compositore <strong>Frank Zappa</strong>. Era nato a Baltimore, Maryland, il <strong>21 dicembre 1940</strong> alle ore 06.00 <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.</p>
<p><span id="more-947"></span></p>
<p>La prima volta che ascoltai un suo disco fu a casa di un mio amico. Era il 1969. Il disco era il doppio <strong>Freak Out!</strong> Subito chiesi chi fosse e poi dissi: &#8220;<em>Se sapessi suonare farei proprio questa musica!</em>&#8220;. Da quel momento non ho più smesso di ascoltarlo e ovviamente di acquistare i suoi dischi e andare ai suoi concerti.</p>
<p>Nel <strong>Tema natale</strong> di Zappa troviamo l&#8217;<strong>Ascendente</strong> in <strong>Sagittario</strong> con <strong>Giove</strong> in <strong>Quinta Casa</strong> e <strong>Nettuno</strong> congiunto al <strong>Medio Cielo</strong>. Il <strong>Punto dell&#8217;Arte</strong> si trova a 23° Scorpione, congiunto a <strong>Marte</strong>, opposto a Urano e in trigono al <strong>Vertex</strong>, situazione che ben ci rappresenta la genialità graffiante, dissacrante, eclettica, anarchica, originale, fuori dagli schemi, di Zappa.</p>
<p>D&#8217;altronde, come disse qualcuno: &#8220;<em>La mente è come un paracadute: funziona solo quando è aperta</em>&#8220;.</p>
<p>Ascolta e guarda il video di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Dp6LT2MdaPI" target="_blank">Cosmik Debris</a></p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Lois Rodden, nel suo &#8220;Astrodatabank&#8221;, dà le ore 06.22 ma con <em>Rating C</em>, cioè ora non certa. Di sicuro sappiamo solo che aveva l&#8217;Ascendente in Sagittario, per sua stessa ammissione.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<br/><br />
Foto: © Guido Harari</p>
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		<title>Francesco Montebruno (1597 &#8211; 1644)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 13:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[efemeridi]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Montebruno]]></category>

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		<description><![CDATA[Nacque a Genova il 20 novembre 1597 da nobile famiglia genovese, figlio di Antonio Maria e di Paola Bargaglia. Studiò Filosofia e Legge a Parma, Milano, Tolosa e Padova, laureandosi poi a Genova in quelle materie. Si spostò poi a Bologna dove intraprese gli studi di Matematica e Astrologia, discipline &#8220;nelle quali riuscì eccellente&#8220;. Fu [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nacque a Genova il <strong>20 novembre 1597</strong> da nobile famiglia genovese, figlio di Antonio Maria e di Paola Bargaglia. Studiò Filosofia e Legge a Parma, Milano, Tolosa e Padova, laureandosi poi a Genova in quelle materie. Si spostò poi a Bologna dove intraprese gli studi di <strong>Matematica</strong> e <strong>Astrologia</strong>, discipline &#8220;<em>nelle quali riuscì eccellente</em>&#8220;.</p>
<p><span id="more-943"></span></p>
<p>Fu autore di ottime e famose effemeridi fra le quali: &#8220;<em>Ephemerides Novissimae Motuum Coelestium. Francisci Montebruni I.V.D. Patritij Genuensis. Ad longitudinem Inclytae Urbis Bononiae. Ab Anno 1640. ad Annum 1645. Ex Philippi Lansbergi Mathematici Celeberrimi recentissimis, &#038; exactissimis observationibus summo studio supputatae. Praemissim etiam nonnullis ad constructionem Coelestis Figurae necessarijs</em>&#8220;, stampate a Bologna nel 1640 per i tipi di Giovanni Battista Ferroni e dedicate al cardinale Stefano Durazzo, arcivescovo di Genova e a quel tempo legato pontificio di Bologna.</p>
<p>L&#8217;opera contiene, tra l’altro, le tavole dell&#8217;equazione del tempo, le tavole delle Case e le tavole delle longitudini e latitudini delle maggiori città, da <em>Alba Regalis Ungariae</em> (attuale Székesfehérvár in Ungheria) a <em>Uviburgum Cimbriae</em> (attuale Viborg in Danimarca), dati ai quali aggiunge anche la differenza dal meridiano di Bologna. Nel capitolo VI tratta della costruzione della &#8220;figura Caelestis&#8221;, prendendo come esempio la data del 1° ottobre 1641 alle ore 02.32 P.M. alla latitudine e longitudine di Bologna. Insegna poi il calcolo per la <strong>Parte di Fortuna</strong>, computo eseguito non tenendo conto della nascita diurna o notturna quindi utilizzando il metodo di Tolomeo, spiegando altresì cosa sono le <strong>Antiscia</strong>. Partono poi le effemeridi vere e proprie, con allegate tutte quelle notizie accessorie, date anno per anno, che vanno dall&#8217;epatta alla lettera domenicale, dalle feste mobili alle eclissi, dall&#8217;eccentricità del sole all&#8217;obliquità dell&#8217;eclittica.</p>
<p>Morì a <strong>Padova</strong> nel <strong>1644</strong>, ma il gesuita e astronomo ferrarese <strong>Giovanni Battista Riccioli</strong> (1598-1671), nel suo &#8220;<em>Almagestum novum</em>&#8221; (1651), lo dice morto a <strong>Venezia</strong> nel <strong>1649</strong>.</p>
<p><br/></p>
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		<title>Eclisse ibrida del 03.11.2013</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Oct 2013 13:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[eclisse ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Pellegrino Capitanio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 novembre 2013, alle ore 12.47 UT, avremo un&#8217;eclisse totale anulare di Sole a 11° 16&#8242; Scorpione. Sarà un&#8217;eclisse cosiddetta ibrida: con questo termine si intende un&#8217;eclisse che secondo il luogo di osservazione appare sia totale sia anulare, e avviene a causa della quasi perfetta uguaglianza prospettica dei diametri del Sole e della Luna, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>3 novembre 2013</strong>, alle ore 12.47 UT, avremo un&#8217;<strong>eclisse totale anulare di Sole</strong> a 11° 16&#8242; <strong>Scorpione</strong>. Sarà un&#8217;eclisse cosiddetta <strong>ibrida</strong>: con questo termine si intende un&#8217;eclisse che secondo il luogo di osservazione appare sia totale sia anulare,<span id="more-940"></span></p>
<p>e avviene a causa della quasi perfetta uguaglianza prospettica dei diametri del Sole e della Luna, così che il Sole viene coperto totalmente dalla Luna quando c&#8217;è la minima distanza Terra-Luna, e parzialmente (anulare) quando questa distanza aumenta, ovvero all&#8217;inizio e alla fine del fenomeno.<br />
La prossima eclisse ibrida solare sarà il 20 aprile 2023.</p>
<p>Un&#8217;<strong>eclisse ibrida di Sole</strong> l&#8217;avemmo anche il <strong>2 luglio 1666</strong>. Venne descritta da molti astronomi e astrologi fra i quali il bresciano <strong>Pellegrino Capitanio</strong> (1635-1683), medico, astronomo, fisiognomonista e poeta che in un suo pronostico dal titolo: &#8220;<em>I Geroglifici Astronomici Per l&#8217;anno 1666. Massime i due più Maiuscoli La Cometa Ultimamente comparsa, e la grand&#8217;Ecclisse del Sole, Prossimamente futura. Con alcuni altri utili avisi per la Medicina, ed Agricoltura</em>&#8221; <a href="#nota1" name="testo1">[1]</a>, stampato a Brescia nel 1665 per i tipi di Gianmaria Rizzardi e dedicato al patrizio veneto Paolo Emilio Martinengo signore di Urago, Orzinuovi e Roccafranca, così scriveva:</p>
<blockquote><p><em>Adunque</em> [&#8230;] <em>la mattina delli 2. di Luglio giorno di Venerdì. Dedicato alla visitatione della Madonna Santissima à S. Elisabetta ò hore 10 e mezza, ò poco più de nostri communi horologgi Italiani di torre, e di Campana s&#8217;incominciara ad osservarsi in Italia mancare il Sole</em> [&#8230;] (p. 71).</p></blockquote>
<p>Siccome poi questa eclisse era sotto il dominio di Giove, pianeta che però era in una posizione non buona essendo in Ottava Casa, nell&#8217;ultimo termine del suo Segno (i Pesci) e prossimo all&#8217;opposizione con Marte:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] <em>nasceranno febri Sinoche, e petecchiose, emorargie, e flussi di sangue, Varole, morbilli, ò Rosolie, doglie laterali, ed altre infiammationi, insomma mali originati da abondanza, corottela, ed icorosità di Sangue per il dominio di Giove</em> (p. 74).</p></blockquote>
<p>Il pronostico continua poi con la trattazione dei vari eventi stagione per stagione con le rispettive lunazioni e i giorni buoni per, ad esempio, tagliarsi i capelli o prendere medicine.<br />
Alla fine Capitanio si scusa perché non avendo potuto partecipare di persona alla stampa del libro &#8220;<em>per altri impieghi sopravenuti</em>&#8220;, ciò ha causato degli errori, ad esempio: &#8220;<em>Nel Discorso dell&#8217;Ecclisse si è tralasciato ad avertire, che gl&#8217;influssi duraranno incirca anni due, e mezzo</em>&#8221; <a href="#nota2" name="testo2">[2]</a>.</p>
<p>Il <strong>Tema dell&#8217;eclisse</strong> del <strong>3 novembre 2013</strong>, calcolato per Greenwich, vede la stessa in <strong>Nona Casa</strong> in compagnia di <strong>Mercurio</strong> (a 7°) e <strong>Saturno</strong> (a 13°). L&#8217;<strong>Ascendente</strong> è a 23° 18&#8242; <strong>Capricorno</strong>.<br />
Siamo nel regno di Persefone e siamo nella Casa della spiritualità, della religione: questa eclisse potrebbe interessare un leader spirituale, potrebbe indicare qualcosa di tenuto nascosto che viene alla luce.</p>
<hr />
<a name="nota1">[1] L&#8217;opera è presente nella Biblioteca Carlo Viganò di Brescia (collocazione: FA 6 B 520) ed è stata consultata nella riproduzione digitalizzata della Biblioteca Digitale Museo Galileo di Firenze.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Le notizie su Pellegrino Capitanio, le citazioni presenti e le frasi virgolettate sono tratte da: G. GANDINO, &#8220;<em>Alveario Cronologico</em>&#8220;, pp. 372-376, il cui manoscritto è di proprietà della famiglia del prof. Pietro Gandaglia di Quinzano d&#8217;Oglio e che è stato letto nella sua riproduzione digitalizzata in: http://www.gafo-quinzano.it. Ringrazio il responsabile del sito del GAFO (Gruppo Archeologico Fiume Oglio) di Quinzano, prof. Tommaso Casanova, per l&#8217;autorizzazione concessa.<a href="#testo2">&uArr;</a></p>
<p><br/></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La vocazione: tracce per una sua individuazione nel Tema natale</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 14:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Albert Schweitzer]]></category>
		<category><![CDATA[Don Bosco]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[parti arabe]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Levi Montalcini]]></category>
		<category><![CDATA[vocazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia relazione tenuta al XIII Convegno Astrologico Torinese &#8220;Vocazione e lavoro&#8220;, Torino, Italia, 1 Giugno 2013 (pubblicata negli Atti). Lavoro: impiego di energia per raggiungere uno scopo ben preciso, ovvero attività materiale o intellettuale per mezzo della quale si producono beni e servizi e che viene esplicata in cambio di una retribuzione. Deriva dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>La mia relazione tenuta al XIII Convegno Astrologico Torinese &#8220;<em>Vocazione e lavoro</em>&#8220;, Torino, Italia, 1 Giugno 2013 (pubblicata negli Atti).</h6>
<p><br/></p>
<p><strong>Lavoro</strong>: impiego di energia per raggiungere uno scopo ben preciso, ovvero attività materiale o intellettuale per mezzo della quale si producono beni e servizi e che viene esplicata in cambio di una retribuzione. Deriva dal latino labor, col significato di fatica, in questo caso quella occorrente per poter portare a casa il pane quotidiano.</p>
<p><strong>Vocazione</strong>: dal latino <em>vocatio</em>, da <em>vocare</em>, cioè &#8216;chiamare&#8217;, da <em>vox</em>, &#8216;voce&#8217;. Si intende con questo una particolare sensibilità, un&#8217;innata passione, sentimento o trasporto verso un certo tipo di vita, di missione, sentendosi il soggetto come chiamato verso essa da una voce interiore.</p>
<p>Nel Tema natale possiamo rintracciare queste due categorie (lavoro e vocazione) seguendo due strade.<span id="more-451"></span><br />
<br/></p>
<h6><strong>Prima strada</strong></h6>
<p>Comunemente viene detto che le Case legate al lavoro sono quelle in analogia con l&#8217;elemento Terra, cioè la 2ª, la 6ª e la 10ª, con la 2ª che rappresenta gli strumenti, gli arnesi del mestiere, la 6ª l&#8217;uso di questi strumenti quindi il momento stesso della lavorazione, la 10ª il prodotto finale, l&#8217;opera compiuta, ciò che abbiamo realizzato. Anche, possiamo vedere nella 2ª i nostri talenti, nella 6ª il lavoro sottoposto, nella 10ª il lavoro autonomo.<br />
Fermiamoci per un attimo a queste ultime due Case, la 6ª e la 10ª. Possiamo imputare queste loro qualifiche &#8211; lavoro sottoposto, lavoro autonomo &#8211; al fatto che una si trova sotto l&#8217;orizzonte e l&#8217;altra sopra l&#8217;orizzonte? Verrebbe da rispondere di sì, in special modo se pensiamo che la linea dell&#8217;orizzonte (Ascendente/Discendente) separa il Cielo dalla Terra, così che nella parte inferiore di un Tema troviamo la Terra, in quella superiore il Cielo.</p>
<p>Il lavoro sottoposto (la 6ª) è sulla e della Terra, e pensiamo magari al contadino che curvo sotto il sole zappa il terreno, o anche all&#8217;operaio che col sudore della fronte fatica per portare a casa il salario; oppure, tornando indietro nel tempo a quando vennero codificati i significati delle Case, all&#8217;operaio egiziano che con sforzo e pena trasportava i blocchi di pietra per costruire la piramide del suo faraone. Viene alla mente la cacciata di Adamo dal Paradiso Terrestre: &#8220;Con il sudore del tuo volto mangerai il pane…&#8221;.</p>
<p>Nella 10ª, che invece sta ed è del Cielo, vien messo il lavoro autonomo, ma più che autonomo direi il lavoro non dello schiavo egiziano di cui sopra, del contadino o del manovale, ma quello che era svolto al cospetto o per il signore di turno, visto e considerato che la 10ª rappresenta anche il potere, il re, il sovrano. Quindi in 10ª possiamo vedere colui che ha una mansione più &#8220;pulita&#8221; o &#8220;intellettuale&#8221; di quella che si esercita in 6ª Casa.<br />
Oggigiorno, estremizzando e comunque tanto per fare un esempio, possiamo vedere in 6ª la badante, in 10ª l&#8217;architetto.</p>
<p>E però se ci fermassimo solo a questo rischieremmo di avere una visione parziale del tutto. Direi quindi di proseguire e di andar dietro a quella traccia che ci faceva vedere la Terra sotto, il Cielo sopra.<br />
La Terra è il palcoscenico sul quale viviamo, amiamo, ci disperiamo, ci rallegriamo; da essa traiamo il nostro sostentamento, su di essa sgobbiamo quotidianamente. Possiamo quindi mettere un punto fermo e dire che la 6ª Casa rappresenta il lavoro (labor) in quanto tale, cioè quella &#8220;attività materiale o intellettuale per mezzo della quale si producono beni e servizi e che viene esplicata in cambio di una retribuzione&#8221;.<br />
Il Cielo invece è la dimora degli dèi, ma non solo: è il luogo dove vanno a risiedere le singole anime staccatesi dalla Terra, separatesi dal corpo lasciato qui sulla Terra, quindi il Cielo come luogo delle forme fisiche diventate nuovamente spiriti, mentre la Terra è luogo degli spiriti diventati forme fisiche, calati in una forma fisica. Il Cielo come il luogo della Grande Anima Universale dalla quale si è staccato il nostro Daimon personale, il nostro spirito, la guida interiore, la voce interiore.<br />
In questo senso la 10ª Casa, abitando il Cielo, rappresenterà quella &#8220;particolare sensibilità, quella innata passione, sentimento o trasporto verso un certo tipo di vita, di missione, sentendosi il soggetto come chiamato verso essa da una voce interiore&#8221;.<br />
Ecco che nella 10ª Casa possiamo vedere la &#8220;vocazione&#8221;.</p>
<p>Ma attenzione:<br />
la vocazione qui descritta non va però assimilata al semplicistico &#8220;mi piace fare questo o quello&#8221;, non è sinonimo di mera inclinazione verso una particolare attività, poiché sono due categorie diverse, operano e abitano su due livelli differenti: la vocazione è una &#8220;chiamata&#8221;, è qualcosa che proviene dal cielo ovvero dal nostro Daimon, è qualcosa di speciale, di unico, non sempre e non a tutti accade, è evento raro checché se ne pensi e quando accade non è facile da vivere, spesso crea più tormento che altro, fa soffrire. Ciò che invece &#8220;mi piace fare&#8221; può essere sì un&#8217;inclinazione anche innata, ma attiene più al novero della mente che non dell&#8217;anima o dello spirito. Perciò la vocazione che qui intendo è quella che si fa sentire, partecipa e appartiene a due sole qualità, a due sole classi: quella religiosa/spirituale e quella laica/sociale/solidaristica.<br />
Ricapitolando, nella 6ª abbiamo il labor, nella 10ª la vocatio, la chiamata, con quest&#8217;ultima che parte dal nostro Spirito personale rimasto in cielo e che arriva alla nostra anima.</p>
<p>Ma ho appena detto che la vocazione può essere di due tipi: religiosa o laica, spirituale o sociale/solidale.<br />
Ebbene, se la 10ª è la vocazione, o per meglio dire la dimora del concetto &#8220;vocazione&#8221;, per far sì che questo concetto si esplichi ci sarà bisogno di qualcuno o qualcosa che metta in pratica tali propositi o direttive, così come le direttive di un re, di un sovrano vengono attuate dai suoi ministri.<br />
Chi sono allora i &#8220;ministri&#8221; della 10ª Casa? Visto i tipi di vocazione qui considerati possiamo dire che questi ministri sono le due Case che stanno una a destra l&#8217;altra a sinistra del re-10ª Casa, cioè la 9ª e l&#8217;11ª.<br />
Ed è così che nella 9ª, una Casa che gli antichi chiamavano &#8220;Dio&#8221; o &#8220;manifestazione di Dio&#8221;, avremo la vocazione spirituale, religiosa, mentre nell&#8217;11ª la vocazione laica, sociale, solidale. D&#8217;altronde l&#8217;11ª Casa è in analogia con l&#8217;undicesimo Segno, l&#8217;Acquario, che leghiamo al sociale, alla solidarietà, all&#8217;aiuto agli altri, alla fratellanza, all&#8217;amicizia, alla coscienza sociale, all&#8217;altruismo, ecc., ecc.<br />
Ricapitolando, nella 6ª abbiamo il lavoro; nella 10ª la vocazione in quanto tale, non ancora differenziatasi; nella 9ª e nell&#8217;11ª abbiamo invece la differenziazione della vocazione, le due facce della sua espressione: quella religiosa/spirituale e quella laica/sociale/solidaristica.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Seconda strada</strong></h6>
<p>Un&#8217;altra traccia da seguire potrebbe essere quella che parte sempre dalla 6ª intesa come labor ma che arriva ad una diversa destinazione. Quale destinazione?<br />
Se il lavoro è inteso anche come un qualcosa di obbligato e poco o punto scelto ma che va svolto per poter vivere, allora è l&#8217;opposto della vocazione che, seppur a volte non coscientemente, è scelta, voluta e sentita contro ogni se e ogni ma. E se è l&#8217;opposto allora si troverà all&#8217;opposto della 6ª Casa, quindi in 12ª.<br />
Come? La tanto vituperata Casa 12? Quella degli ospedali e dei luoghi di pena?<br />
Proprio lei! D&#8217;altronde ogni Casa cela tra le sue pieghe significati che a prima vista o a una visione superficiale non appaiono ma che sono ben presenti.<br />
La 12ª è una Casa analogica al Segno dei Pesci, che gli antichi ponevano sotto Giove, il Padre degli Dei, la Somma Divinità, in una parola, Dio <a href="#nota1"name="testo1">[1]</a>.<br />
Ma Giove è anche il signore del Sagittario, Segno analogico alla 9ª Casa, e sappiamo che gli antichi chiamavano la 9ª Casa &#8220;Dio&#8221; o &#8220;manifestazione di Dio&#8221;.<br />
Esiste quindi un rapporto tra la 9ª e la 12ª, tutte e due sotto &#8220;Dio&#8221;, rapporto reso ancor più parlante se le analizziamo con la tecnica delle Case Derivate.<br />
Da questo lato notiamo infatti che la 12ª è la 4ª partendo dalla 9ª, e se la 4ª è la casa, l&#8217;abitazione ovvero da dove provengo, allora la 12ª è il luogo in cui abita Dio, la casa di Dio. Se ci fate caso questo è cristianamente ineccepibile perché se la 12ª è la Casa degli ospedali, dei luoghi di pena, della sofferenza, dei reietti, allora è proprio lì che Dio abita, in mezzo a chi soffre, agli emarginati, agli ultimi.<br />
Quindi la 12ª è la Casa 1ª degli ultimi.<br />
Anche, se è la casa di Dio allora la 12ª rappresenterà il Regno dei Cieli, così che possiamo dire: &#8220;Beati gli ultimi perché saranno i primi nel Regno dei Cieli&#8221;.<br />
Quando poi il Sole (luce, div, deva, deus, dio) è in 12ª Casa, cioè è appena sorto all&#8217;orizzonte, noi possiamo anche guardarlo, seppur con cautela, senza che questo ci crei grossi problemi alla vista, mentre quando è alto nel cielo il suo bagliore acceca. Questo vuol dire che in 12ª noi possiamo &#8220;guardare&#8221; Dio, entrare in contatto con lui, relazionarci, parlarci, ascoltarlo, entrare in contatto con il nostro Daimon.</p>
<p>Ecco che se la 6ª rappresenta la Terra e le sofferenze patite e sopportate sulla Terra, quindi anche il lavoro fatto col sudore della fronte, il lavoro svolto per vivere, per avere il pane quotidiano, la 12ª rappresenta il Cielo, il Regno dei Cieli, quindi il luogo dal quale parte la voce che ci chiama, che va a informare il nostro Daimon, la nostra vocazione.</p>
<p><strong>Ma come impiegare queste tracce in un Tema natale?</strong><br />
Facendo affidamento sulle Case suddette e i loro pianeti governatori (compresi quelli eventualmente esaltati): così se in un Tema natale vediamo il governatore della 6ª che ha un legame, diretto o indiretto, con il governatore della 10ª o della 12ª, possiamo pensare che il titolare di quel Tema riuscirà a seguire la propria vocazione o che comunque il lavoro che andrà a svolgere sarà molto vicino a ciò che sentiva dentro di sé come &#8220;chiamata&#8221;. Lo stesso vale con i pianeti governatori della 9ª e dell&#8217;11ª.<br />
In pratica si tratta di usare i pianeti governatori di queste Case e osservare i rapporti che intercorrono tra loro: così possiamo avere, ad esempio, il governatore della 6ª congiunto al governatore della 10ª o della 12ª, oppure il governatore della 6ª nella stessa Casa (a volte anche nello stesso Segno) dove si trova il governatore della 10ª o della 12ª, o ancora il governatore della 6ª negli stessi succitati rapporti con quello della 9ª, dell&#8217;11ª o della 12ª. Insomma, osservare il gioco di aspetti e posizioni che coinvolgono questi pianeti e le Case suddette e, inserito questo nell&#8217;insieme del Tema, prendere il tutto come traccia da seguire per capire se e quanta &#8220;vocazione&#8221; c&#8217;è nel Tema.</p>
<p>Ma facciamo alcuni esempi didattici.</p>
<p>Questo che vediamo è il Tema natale di <strong>Albert Schweitzer</strong> <a href="#nota2"name="testo2">[2]</a>, il grande medico, missionario, teologo, filosofo e musicista che spese la sua vita in Africa, nel Gabon, a Lambaréné, costruendo un ospedale per alleviare, curare, salvare la popolazione indigena, curando malattie come lebbra, febbre gialla, vaiolo. Venne insignito del Premio Nobel per la Pace nel 1953. Sin da piccolo sentiva &#8220;una spiccata e generosa emotività per la natura e gli animali&#8221;, pregando continuamente Dio affinché proteggesse tutte le creature viventi. Sensibile, attratto dalla musica, divenne anche un celebre organista. Eppure lasciò tutto e tutti per andare a curare chi non aveva nemmeno da sfamarsi, decisione avversata dai familiari, dagli amici, dai suoi concittadini, dai giornali stessi che non capivano come un musicista di successo potesse abbandonare tutto per andare a vivere nella foresta.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Vocazione_Schweitzer_web-e1438527110492.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Vocazione_Schweitzer_web-e1438527110492.jpg" alt="Vocazione_Schweitzer_web" width="550" height="502" class="alignleft size-full wp-image-456" /></a></p>
<p>Osservando il suo Tema natale vediamo la 6ª Casa in Pesci, governata quindi da Giove e da Nettuno. La 10ª Casa è in Cancro, governata dalla Luna e con Giove in esaltazione.<br />
Vediamo che la Luna è in aspetto sia a Nettuno sia a Giove. Da considerare che in queste analisi non faccio distinzione fra i tipi di aspetto, cioè tengo conto solo del legame esistente fra due pianeti, indipendentemente dal fatto che tale legame possa essere di congiunzione, trigono, quadratura o opposizione, cioè mi interessa il legame in sé.<br />
La 9ª Casa è in Gemelli, governata da Mercurio. L&#8217;11ª Casa è in Leone, governata dal Sole.<br />
Mercurio e Sole sono uniti tra loro (con uno scarto di pochi primi di grado).<br />
Mercurio è anche il signore di Casa 12, e qui è legato a Nettuno signore di Casa 6.<br />
La 12ª Casa, essendo la sua cuspide in Vergine, la metto anche sotto Cerere, che qui vediamo in 9ª.</p>
<p>Questo ci dice che Schweitzer aveva forti probabilità di avere una vocazione e di riuscire a praticarla, vocazione che qui vediamo essere di tipo &#8220;misto&#8221;, cioè sia religioso/spirituale (9ª Casa. Mercurio) sia laico/sociale/solidale (11ª Casa, Sole).<br />
A questo punto, dopo aver cercato (trovato?) gli indizi per capire dove potrebbe stare la vocazione in un Tema natale, sorge obbligatoria una domanda: quale tipo di vocazione? Cioè: verso quale &#8220;missione&#8221; il Daimon personale chiama o vuole che andiamo?<br />
La risposta non è certo facile.<br />
Possiamo comunque avvicinarci analizzando un piccolissimo strumento lasciatoci in eredità dagli antichi astrologi, componente di quella grande famiglia che passa sotto il nome di Parti Arabe: la Parte del Sole, che i nostri predecessori chiamavano, guarda un po&#8217;, &#8220;Daimon&#8221;, e che Rudhyar chiamò Parte di Spirito.<br />
Può questo piccolissimo e misconosciuto elemento darci qualche indicazione? Forse, ma sappiamo che nessun elemento ha in sé la chiave che apre la cassaforte essendo la sua apertura conseguente a un&#8217;azione combinata di tutti gli elementi presenti. Anche un Tema ha, come una cassaforte, una &#8220;serratura a combinazione&#8221;, e solo accordando opportunamente tutti i suoi elementi il Tema si aprirà a noi.<br />
Comunque, siccome da qualche punto dobbiamo partire, perché non farlo da questo?</p>
<p>La formula per trovare la Parte del Sole è Ascendente + Sole &#8211; Luna, cioè prendiamo la distanza che separa la Luna dal Sole (secondo l&#8217;ordine dei Segni) e l&#8217;aggiungiamo all&#8217;Ascendente.</p>
<p>Ritornando al Tema natale di Schweitzer vediamo che la sua Parte del Sole cade a 14° 41&#8242; Cancro e in 9ª Casa.<br />
Sappiamo che le Parti Arabe, essendo punti fittizi, immateriali, cioè senza corpo, per potersi palesare, per esprimersi, hanno bisogno di farlo attraverso un elemento che abbia un corpo, e questo elemento è il pianeta signore del Segno nel quale esse si trovano.<br />
In questo caso l&#8217;astro rappresentante della Parte del Sole, il Daimon di Albert Schweitzer, è la Luna, che qui vediamo legata a Nettuno e a Giove signori di 6ª. Non solo: questa Luna governa la 10ª Casa-vocazione, è legata al Sole signore dell&#8217;11ª-vocazione laica/sociale e a Mercurio signore della 9ª-vocazione spirituale e della 12ª-vocazione.</p>
<p>Quando usiamo le Parti Arabe è importante studiare il pianeta rappresentante della Parte in tutte le sue sfaccettature, in special modo è essenziale osservare da quale pianeta questo proviene e verso quale si sta dirigendo, cioè osservare come è &#8220;inquadrato&#8221;, quale astro ha dietro e quale ha davanti a sé: nel nostro caso la Luna &#8220;proviene&#8221; da Saturno e &#8220;si sta dirigendo&#8221; verso Nettuno, cioè sembra essere spinta alle spalle da Saturno per andare nelle braccia di Nettuno .<br />
Questo ci dice che il Daimon, la voce interiore di Schweitzer (appunto la Luna), si esprime attraverso questi due principi, questi due archetipi: sarà grazie a loro che la Luna/Parte del Sole potrà creare le premesse affinché il soggetto possa sintonizzarsi con la sua voce interiore, creare cioè quelle situazioni interiori ed esteriori, psichiche e fisiche, spirituali e profane capaci di far scattare la &#8220;vocazione&#8221;, situazioni da lui vissute, tanto per citarne alcune, come:</p>
<p>1) Infanzia malaticcia, carattere taciturno, lentezza nell&#8217;imparare a scrivere e a leggere (Saturno) ma trasporto per l&#8217;arte, la musica, l&#8217;amore per la natura e tutti gli esseri viventi (Nettuno).<br />
2) Tristezza e timidezza (Saturno) che sente di poter superare attraverso una fede (Nettuno).<br />
3) Rigore, moralità, senso della giustizia, perseveranza e cocciutaggine (Saturno) messi al servizio di un&#8217;ideale umanitario (Nettuno).<br />
4) Fortissima sensibilità quindi acuta percezione delle difficoltà sociali di una parte dell&#8217;umanità (Saturno in Acquario) con necessità di porvi rimedio attraverso un&#8217;azione dirompente, un&#8217;iniziativa sacrificale (Nettuno in Ariete).<br />
5) Coscienza di una decadenza (Saturno) della spiritualità dell&#8217;uomo (Nettuno).<br />
6) Comportamento morale, etico-esistenziale (Saturno), che si fonde in un rapporto spirituale con l&#8217;Universo (Nettuno).</p>
<p>La svolta, la decisione, avvenne nel 1904, a ventinove anni, quando lesse un comunicato del direttore della Società Missionaria di Parigi (Société des missions évangéliques), Alfred Boegner, che recriminava sulla mancanza di personale specializzato per svolgere un adeguato e utile lavoro in una missione nel Congo: &#8220;<em>Mi riusciva incomprensibile che io potessi vivere una vita fortunata, mentre vedevo intorno a me così tanti uomini afflitti da ansie e dolori</em> [&#8230;]. <em>Mi aggrediva il pensiero che questa fortuna non fosse una cosa ovvia, ma che dovessi dare qualcosa in cambio</em> [&#8230;]&#8221; <a href="#nota3"name="testo3">[3]</a>.<br />
La Luna (il Daimon), con le Direzioni Simboliche, era a 24° Toro, in esatto aspetto a Sole e Mercurio signori della 9ª, dell&#8217;11ª e della 12ª.<br />
Per quanto riguarda i transiti Saturno transitava in Acquario sulla sua stessa posizione natale, mentre Nettuno era in Cancro congiunto a Cerere (la Grande Madre Terra) signore di 12ª.</p>
<p>Ma facciamo un altro esempio.</p>
<p>Questo è il Tema natale di <strong>San Giovanni Bosco</strong> <a href="#nota4"name="testo4">[4]</a>, fondatore dei Salesiani, congregazione da lui fondata nel 1859 a coronamento della sua intensa attività di apostolato e recupero della gioventù povera e abbandonata di Torino, bisognosa di istruzione, di educazione, di amore e di riscatto.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Vocazione_Don-Bosco_web-e1438527147572.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Vocazione_Don-Bosco_web-e1438527147572.jpg" alt="Vocazione_Don Bosco_web" width="550" height="502" class="alignleft size-full wp-image-457" /></a></p>
<p>Usiamo ovviamente lo stesso criterio utilizzato nel caso precedente.<br />
6ª Casa in Gemelli, governata da Mercurio.<br />
9ª Casa in Bilancia, governata da Venere e da Saturno in esaltazione.<br />
10ª Casa in Scorpione, governata da Marte e Plutone.<br />
11ª Casa in Sagittario, governata da Giove e Nettuno.<br />
12ª Casa in Sagittario, governata da Giove e Nettuno.</p>
<p>Vediamo che Mercurio, signore di 6ª, è in aspetto a Venere signore di 9ª, a Saturno signore per esaltazione sempre della 9ª, a Giove signore dell&#8217;11ª e della 12ª: sembrano esserci gli agganci per poter parlare di contatto con la propria voce interiore.<br />
Ma calcoliamo anche qui la Parte del Sole: vediamo che cade a 24° 36&#8242; Leone, in congiunzione addirittura al suo pianeta rappresentante, il Sole, e in congiunzione al Vertex, l&#8217;Ascendente dell&#8217;Anima!</p>
<p>Il Sole, in questo caso il Daimon di Don Bosco, è in aspetto a Marte e Plutone signori della 10ª Casa-vocazione (e ovviamente in aspetto &#8211; congiunto &#8211; all&#8217;Ascendente dell&#8217;Anima). Vediamo poi che questo Sole &#8220;proviene&#8221; da Mercurio &#8220;per dirigersi&#8221; verso la congiunzione Venere/Giove, il che ci dice che la voce interiore di Don Bosco (il Sole) si esprime attraverso questi tre principi, questi tre archetipi: sarà grazie a loro che il Sole potrà creare le premesse affinché il soggetto possa sintonizzarsi con la sua voce interiore, creare cioè quelle situazioni interiori ed esteriori, psichiche e fisiche, spirituali e profane capaci di far scattare la &#8220;vocazione&#8221;. Da considerare poi come Mercurio governi la 6ª, Venere la 9ª e Giove l&#8217;11ª e la 12ª.<br />
Mercurio è il pianeta dell&#8217;apprendimento e dell&#8217;insegnamento, degli scolari, dei ragazzi, dei fanciulli, ma anche del gioco, del divertimento, del senso dell&#8217;umorismo.</p>
<p>L&#8217;accoppiata Venere/Giove può anch&#8217;essa essere vista come gioia, gioco, allegria, divertimento; è indice di bontà, di natura gentile, di propensione ad attività legate ai giovani, all&#8217;insegnamento, di attitudine alle attività sociali e ricreative, di capacità di ridare gioia e speranza a coloro che soffrono.<br />
Molto religioso sin da piccolo, per avvicinare i suoi amichetti alla Messa, al Rosario, alla preghiera, il giovane Bosco s&#8217;ingegnò prestigiatore, saltimbanco, giocoliere: cercava così di accattivarseli col gioco e il divertimento. Fondò addirittura, insieme ad altri compagni che l&#8217;aiutavano in questo, la <em>Società dell&#8217;Allegria</em>.</p>
<p>Sappiamo poi che la &#8220;chiamata&#8221; di Don Bosco avvenne tramite un sogno (lo racconta lui stesso) che fece pochi mesi prima di compiere nove anni (probabilmente il 30 giugno 1824): il Sole (il Daimon), con le Direzioni Simboliche, si trovava a 01° 43&#8242; Vergine, in aspetto a Urano, signore notturno del Capricorno quindi dell&#8217;Ascendente, pianeta che poi in quel momento stava transitando a 14° Capricorno, congiunto alla Luna natale.<br />
Nel 1839 morì un suo caro amico e collega, Luigi Comollo, ad appena ventidue anni. Il giorno successivo alla sua sepoltura (4 aprile 1839), mentre Don Bosco era in preghiera nel seminario di San Filippo, sentì un rumore provenire dal corridoio; aprì la porta e rimase abbagliato da una luce multicolore dalla quale proveniva la voce dell&#8217;amico morto che gli diceva: &#8220;<em>Bosco, Bosco, Bosco! Io sono salvo</em>&#8220;, in tal modo rispettando una promessa che i due amici si erano fatta tempo addietro, cioè che il primo dei due che moriva avrebbe portato all&#8217;altro la notizia che era salvo: il Daimon di Don Bosco, cioè il Sole, sempre con le Direzioni Simboliche, si trovava a 16° 33&#8242; della Vergine, in aspetto a Nettuno!</p>
<p>Quando fondò i Salesiani (Societas Sancti Francisci Salesii), il Sole (il Daimon), sempre utilizzando le Direzioni Simboliche, si trovava a 07° 13&#8242; Bilancia, raggiungendo così il suo &#8220;traguardo&#8221;, cioè la congiunzione Venere/Giove, come se il Sole avesse preso Mercurio (i giovani) e lo avesse depositato tra le braccia di quella congiunzione, realizzando (iniziando a realizzare) la sua vocatio su questa terra.<br />
Questo della Parte del Sole quindi dell&#8217;individuazione del rappresentante del nostro Daimon è uno strumento utilizzabile anche a prescindere da tutto il discorso sulle Case del &#8220;lavoro&#8221; e della &#8220;vocazione&#8221; finora fatto, uno strumento che può essere usato e dare il suo buon contributo per capire quali principi e archetipi stanno alla base ovvero vanno a informare il nostro Daimon, la nostra voce interiore, il nostro spirito guida.</p>
<p>Facciamo un ulteriore esempio con il Tema di <strong>Rita Levi Montalcini</strong>, la grande scienziata insignita del Premio Nobel per la medicina nel 1986 per aver scoperto l&#8217;NGF (Nerve Growth Factor), il fattore di crescita nervoso, una molecola che regola e favorisce la crescita delle cellule del sistema nervoso e che agisce sul sistema autoimmunitario ed endocrino.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Vocazione_Montalcini_web-e1438527265431.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Vocazione_Montalcini_web-e1438527265431.jpg" alt="Vocazione_Montalcini_web" width="550" height="506" class="alignleft size-full wp-image-458" /></a></p>
<p>Donna dal carattere tenace, libera, molto attiva in campagne politiche e sociali, non ultime quelle in difesa di un ruolo più incisivo e presente delle donne non solo nel mondo accademico, Rita Levi Montalcini sentì sin da piccola la vocazione per la scienza. Caparbia, testarda e motivata dalla sua voce interiore sfidò le regole familiari e scelse la sua strada, quella dello studio, della medicina, della ricerca, senza mai sposarsi, anzi, sposando il proprio lavoro.</p>
<p>Se noi calcoliamo la sua Parte del Sole vediamo che va a cadere a 08° 01&#8242; Scorpione, in 11ª Casa, il che ci dice che il suo Daimon è rappresentato dai governatori di questo Segno, Marte e Plutone.<br />
Prendiamo Marte, qui collocato in Acquario.<br />
Lo vediamo &#8220;provenire&#8221; da Urano e &#8220;dirigersi&#8221; verso Saturno (peraltro signori dell&#8217;Acquario).<br />
È quindi Urano che spinge alle spalle il suo Daimon, e Urano è pianeta legato all&#8217;anticonformismo, alla curiosità, alla libertà e all&#8217;indipendenza, fisica e mentale, ai movimenti di protesta, al riscatto sociale. A Urano stanno strette le regole, distrugge i dogmi. Ma anche è il pianeta della tecnica, delle invenzioni, delle scoperte in campo scientifico, senza dimenticare che è anche rappresentante del sistema nervoso.<br />
Saturno dal canto suo è tenacia, rigore, determinazione, applicazione, serietà, studio. Saturno è anche privazione, il celibato. Saturno è la ricerca di laboratorio.</p>
<p>Diciamo quindi che il suo Daimon risente di queste energie, è orientato da esse, sono il veicolo sul quale ha viaggiato la &#8220;chiamata&#8221; per Rita Levi Montalcini, così che scienza, tecnica, ricerca di laboratorio, solitudine, studio e applicazione sono le ali che il suo Daimon ha dispiegato per volare alto nel cielo e rispondere alla sua voce interiore.</p>
<p>Ma abbiamo anche Plutone, che qui vediamo &#8220;provenire&#8221; dalla Luna e &#8220;dirigersi&#8221; su Nettuno.<br />
Un encadrement, questo, che invece ci parla di amore per la natura, di ispirazione artistica, di senso poetico sviluppato, di fantasia, di suggestione, di attenzione ai richiami dell&#8217;anima, dell&#8217;inconscio, di sensibilità alle sofferenze, ma anche di inquietudine, di apprensione, di travaglio interiore, di bisogno di radici e nel contempo di voglia di salpare l&#8217;ancora.<br />
Notiamo come questo encadrement, a differenza dell&#8217;altro coinvolgente Marte, risulti meno attinente a quello che sappiamo essere stato il percorso di vita e professionale di Rita Levi Montalcini. Un encadrement, quello di Marte, che possiamo definire &#8220;scientifico&#8221;, mentre questo di Plutone lo possiamo definire &#8220;artistico&#8221;.</p>
<p>Come conciliare il tutto? Forse che in lei si celavano due anime? O forse è perché Rita Levi Montalcini aveva una sorella gemella? Una sorella artista, pittrice e scultrice?<br />
Sarei molto più propenso a prendere per buona quest&#8217;ultima opzione. D&#8217;altronde è risaputo che i gemelli vivono gli aspetti planetari del loro Tema in maniera &#8220;bidirezionale&#8221;, nel senso che, posta ad esempio un&#8217;opposizione Sole/Luna, uno vive il Sole opposto alla Luna, l&#8217;altro la Luna opposta al Sole. E non sembri la stessa cosa.<br />
Un&#8217;ultima annotazione: da giovane Rita Levi Montalcini voleva andare a lavorare in Africa insieme al dottor Schweitzer&#8230;<br />
E qui si chiude il cerchio.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] &#8220;<em>Il nome italiano Giove è palesemente legato a Jovis, il genitivo di Juppiter. E la forma latina Juppiter</em> [&#8230;] <em>è nata da una formula di invocazione, dyeu peter (indoeuropeo) che vuol dire Cielo padre! e corrisponde esattamente al vocativo greco Zeû páter. Vicino a Juppiter si è conservata la forma Diespiter, corrispondente al vedico dyauh pita. Dyeu e dyauh, poi, si legano alla radice div (che richiama la luminosità del cielo) e dà, in sanscrito, la forma deva, e da cui deriva il latino deus, italiano Dio</em>&#8221; (A. Anzaldi, L. Bazzoli, <em>Dizionario di Astrologia</em>, Rizzoli, Milano 1988, p. 194 ).<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Fonte dati: Reinhold Ebertin &#8211; <em>Meridian</em> 1/1980. In: archivio DAV (Deutscher Astrologen-Verband).<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] A. Schweitzer, <em>La mia vita e il mio pensiero</em>, Edizioni di Comunità, Milano 1983.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Fonte dati: archivio CIDA (G. Mirti) e <em>AstroDataBank</em> di Lois Rodden.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<br/></p>
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		<title>Un pensiero buttato lì&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 12:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il periodo, a livello simbolico e non solo, è veramente interessante. Per la prima volta nella storia abbiamo un Papa &#8220;diviso in due&#8221; e un Presidente della Repubblica &#8220;doppio&#8220;. Infatti abbiamo due Pontefici contemporaneamente, Benedetto XVI che non è deceduto ma si è ritirato, e il nuovo Papa, Francesco: due Papi in vita. Dall’altra parte [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il periodo, a livello simbolico e non solo, è veramente interessante. Per la prima volta nella storia abbiamo un Papa &#8220;<strong>diviso in due</strong>&#8221; e un Presidente della Repubblica &#8220;<strong>doppio</strong>&#8220;.<span id="more-937"></span></p>
<p>Infatti abbiamo due Pontefici contemporaneamente, Benedetto XVI che non è deceduto ma si è ritirato, e il nuovo Papa, Francesco: <strong>due Papi in vita</strong>.</p>
<p>Dall’altra parte abbiamo Giorgio Napolitano che è il primo Presidente della Repubblica a essere stato eletto <strong>due volte consecutive</strong>.</p>
<p>Da una visione astrologica questo richiamerebbe <strong>Urano</strong>, pianeta anche delle scissioni, delle divisioni in due, e <strong>Plutone</strong>, pianeta doppio. Quindi <strong>Urano</strong> per il <strong>Vaticano</strong>, scosso da una ventata appunto uraniana, e <strong>Plutone</strong> per l’<strong>Italia</strong>: se Plutone è anche <strong>poteri occulti</strong>, <strong>macchinazioni</strong>, <strong>scandali</strong> e quant’altro, c’è poco da stare allegri! Ma è un film già visto.</p>
<p><br/></p>
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		<title>Gli Etruschi autoctoni italiani?</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2013 13:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno studio apparso sulla rivista &#8220;Plos one&#8220;, dal titolo &#8220;Origins and Evolution of the Etruscans&#8217; mtDNA&#8220;, a firma di un gruppo di biologi e genetisti delle Università di Ferrara, Firenze e Milano e del CNR di Milano e Napoli, ci svela che gli Etruschi non provenivano dall&#8217;Anatolia, come finora creduto e come asseriva lo storico [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio apparso sulla rivista &#8220;<em>Plos one</em>&#8220;, dal titolo &#8220;<em>Origins and Evolution of the Etruscans&#8217; mtDNA</em>&#8220;, a firma di un gruppo di biologi e genetisti delle Università di Ferrara, Firenze e Milano e del CNR di Milano e Napoli, ci svela che gli <strong>Etruschi</strong> non provenivano dall&#8217;<strong>Anatolia</strong>, come finora creduto e come asseriva lo storico greco <strong>Erodoto</strong> (484 a.C. &#8211; 425 a.C.)<span id="more-934"></span></p>
<p>Secondo questa ricerca gli <strong>Etruschi</strong> erano <strong>autoctoni</strong> dell&#8217;Italia, dando così ragione allo storico greco <strong>Dionigi di Alicarnasso</strong> (60 a.C. &#8211; 7 a.C.) che sosteneva proprio questa tesi.</p>
<p>Analizzando il DNA di alcuni abitanti delle zone di <strong>Volterra</strong> e del <strong>Casentino</strong> gli studiosi hanno rinvenuto un&#8217;identità con quello degli <strong>Etruschi</strong>, ciò che proverebbe l&#8217;origine <strong>tutta italiana</strong> di questo popolo.</p>
<p>Riposta quindi nel cassetto la loro provenienza orientale? Non è detto. Forse nuove metodologie di ricerca, in futuro, potranno darci qualche sicurezza in più sulla loro origine.</p>
<p>Per adesso questa parrebbe essere la tesi ufficiale.</p>
<p><br/></p>
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		<title>Festa degli astrologi</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 13:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[6 gennaio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 6 gennaio si celebra tradizionalmente l&#8217;arrivo dei Magi al cospetto del piccolo Gesù per adorarlo e omaggiarlo dei simbolici doni dell&#8217;oro, dell&#8217;incenso e della mirra. Sono conosciuti con i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Vengono menzionati solo nel Vangelo di Matteo (2,1-12) e in alcuni vangeli apocrifi. I Magi erano astrologi zoroastriani. Il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 6 gennaio si celebra tradizionalmente l&#8217;arrivo dei <strong>Magi</strong> al cospetto del piccolo <strong>Gesù</strong> per adorarlo e omaggiarlo dei simbolici doni dell&#8217;<strong>oro</strong>, dell&#8217;<strong>incenso</strong> e della <strong>mirra</strong>. Sono conosciuti con i nomi di <strong>Gaspare</strong>, <strong>Melchiorre</strong> e <strong>Baldassarre</strong>. Vengono menzionati solo nel <strong>Vangelo di Matteo</strong> (2,1-12) e in alcuni vangeli apocrifi.</p>
<p><span id="more-925"></span></p>
<p>I Magi erano <strong>astrologi</strong> zoroastriani. Il termine &#8220;magi&#8221; viene dal greco <em>magos</em>, col quale si intendevano i re-sacerdoti-astrologi dello Zoroastrismo.</p>
<p>Così Ludolfo di Sassonia (1295-1377) nella sua &#8220;<em>Vita Christi</em>&#8220;:</p>
<blockquote><p><em>I tre re pagani vennero chiamati Magi non perché fossero versati nelle arti magiche, ma per la loro grande competenza nella disciplina dell&#8217;astrologia. Erano detti magi dai Persiani coloro che gli Ebrei chiamavano scribi, i Greci filosofi e i latini savi.</em></p></blockquote>
<p>Il <strong>6 gennaio</strong> è quindi la &#8220;<strong>Festa degli astrologi</strong>&#8220;.</p>
<p>Un augurio a tutti gli astrologi di buona volontà.</p>
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		<title>2013: asteroidi e comete</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2013 12:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Agostino Maccari]]></category>
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		<category><![CDATA[cometa di Natale]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;anno 2013 vede l&#8217;arrivo, il 15 febbraio, dell&#8217;asteroide 2012 DA14, che passerà a una distanza di circa 35000 chilometri dalla Terra, grosso modo un decimo della distanza Terra-Luna (pari a 384.403 km), quindi assai vicino ma, ci assicurano gli esperti, senza conseguenze per il nostro pianeta. L&#8217;asteroide, che al momento non ha ancora un nome, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno <strong>2013</strong> vede l&#8217;arrivo, il <strong>15 febbraio</strong>, dell&#8217;<strong>asteroide 2012 DA14</strong>, che passerà a una distanza di circa 35000 chilometri dalla Terra, grosso modo un decimo della distanza Terra-Luna (pari a 384.403 km), quindi assai vicino ma, ci assicurano gli esperti, senza conseguenze per il nostro pianeta. L&#8217;asteroide, che al momento non ha ancora un nome, è stato scoperto il 23 febbraio 2012 dall&#8217;Osservatorio Astronomico dell&#8217;isola di Maiorca (Spagna). Ha un diametro di 50 metri.</p>
<p><span id="more-916"></span></p>
<p>A <strong>marzo</strong> sarà la volta della <strong>cometa C/2011 L4 Pan-Starrs</strong>, ribattezzata per l&#8217;occasione &#8220;cometa di Pasqua&#8221;, a solcare i nostri cieli. La cometa venne scoperta la notte fra il 5 e il 6 giugno 2011 grazie al telescopio <em>Ritchey-Chrétien &#8220;Pan-STARRS 1</em>&#8221; dell&#8217;Osservatorio Astronomico del monte (vulcano) Haleakala nell&#8217;isola di Maui (Hawaii). La &#8220;<strong>cometa di Pasqua</strong>&#8221; dovrebbe raggiungere la sua massima luminosità nel mese di marzo e rendersi visibile bassa sull&#8217;orizzonte occidentale subito dopo il tramonto.</p>
<p>A <strong>novembre</strong>, invece, e almeno <strong>fino a gennaio 2014</strong>, sarà la volta dell&#8217;ancor più attesa <strong>cometa C/2012 S1 ISON</strong>, scoperta il 21 settembre 2012 (annuncio ufficiale il 24) dal bielorusso <strong>Vitali Nevski</strong> e dal russo <strong>Artyom Novichonok</strong>, astronomi dell&#8217;<em>International Scientific Optical Network</em> (ISON, da cui il nome della cometa) di Kislovodsk (Russia). La ISON, ribattezzata &#8220;<strong>cometa di Natale</strong>&#8220;, dovrebbe regalarci uno spettacolo bellissimo, ma uso il condizionale perché non sappiamo come la cometa verrà trattata dal Sole mano a mano che le si avvicinerà (potrebbe anche liquefarsi del tutto). Se tutto andasse secondo i desideri dovremmo vederla molto luminosa, come e più della Luna piena. Raggiungerà il perielio il 28 novembre (0,012 UA dal Sole), mentre il 26 dicembre si troverà a passare a circa 60 milioni di km dalla Terra (0,4 UA).</p>
<p>In <strong>ambito astrologico</strong> e non solo le comete sono sempre state viste come apportatrici di <strong>sciagure</strong> (terremoti, inondazioni, morte di regnanti, guerre, ecc.). Fino a <strong>Tyche Brahe</strong> si pensava che le comete fossero esalazioni di gas che partivano dalla Terra e che a contatto con l&#8217;alta atmosfera prendevano fuoco, e comunque oggetti che si muovevano nel mondo sublunare, cioè fra la Terra e la Luna. Questa convinzione però fu dura a morire: anche lo stesso <strong>Galileo</strong> fece fatica ad accettare che le comete fossero oggetti celesti e non esalazioni terrestri.</p>
<p><strong>Agostino Maccari</strong> (XVII secolo), sacerdote, rettore della parrocchia di Peraga (oggi frazione di Vigonza nel padovano), nella sua opera “<em>Secreti Astrologici Celesti, et Terrestri motivati dalle Comete e Svelati alla Curiosità de gl&#8217;Animi virtuosi da D. Agostino Maccari Accademico generoso, Protonotario Apostolico, Viccario della Santissima Inquisitione e Rettor di Peraga</em>”, edita a Venezia nel 1681 per i tipi di Antonio Bosio, così scriveva sulle comete:</p>
<blockquote><p><em>Riferisce Aristotele nelle sue Meteore trattando delle Comete, che sono generate dalli grassi, e secchi vapori della terra, dalla calidità de raggi solari tirati alla Superiore Regione dell&#8217;aria, che alla sfera del fuoco avicinasi, il quale con la sua calidità opera si, che alla fine dà quelli la fiamma dà noi chiamata Cometa ne resulta. Queste presagiscono le disaventure, accidenti, disgratie, sanità, malatie, fortuna buona, e rea, la Morte, e la Vita, la Guerra, e la Pace</em> [&#8230;] (pp. 42-43).</p></blockquote>
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		<title>Bonaventura Cavalieri (1598 &#8211; 1647)</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Dec 2012 12:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Bonaventura Cavalieri]]></category>
		<category><![CDATA[direzioni primarie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 1° dicembre di 365 anni fa moriva a Bologna, nel convento di Santa Maria della Mascarella dove era priore perpetuo, Bonaventura Cavalieri, fra i massimi matematici italiani, considerato il fondatore della moderna analisi infinitesimale. Nato nel 1598 a Milano entrò giovanissimo nell&#8217;ordine dei Gesuati e il 20 settembre 1615 prese gli ordini nel convento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 1° dicembre di 365 anni fa moriva a Bologna, nel convento di Santa Maria della Mascarella dove era priore perpetuo, <strong>Bonaventura Cavalieri</strong>, fra i massimi matematici italiani, considerato il fondatore della <strong>moderna analisi infinitesimale</strong>.</p>
<p><span id="more-911"></span></p>
<p>Nato nel 1598 a Milano entrò giovanissimo nell&#8217;ordine dei Gesuati e il 20 settembre 1615 prese gli ordini nel convento di San Girolamo, allora nel sobborgo di Porta Vercellina, a Milano, convento che trovandosi dirimpetto alla sua casa egli aveva sin da piccolo frequentato.<br />
<div id="attachment_696" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Cavalieri_Bonaventura-e1439033734177.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Cavalieri_Bonaventura-e1439033734177.jpg" alt="Foto tratta da: http://www.archiviostorico.unibo.it" width="200" height="327" class="size-full wp-image-696" /></a><p class="wp-caption-text">Foto tratta da: http://www.archiviostorico.unibo.it</p></div>
<p>Nel 1617 venne trasferito dal convento milanese al monastero di Pisa, dove ebbe occasione di fare amicizia col monaco benedettino <strong>Benedetto Castelli</strong>, lettore di Matematica nell&#8217;ateneo pisano, il quale, ravvisandone l&#8217;ottima indole matematica, lo prese sotto la sua protezione; soprattutto ebbe modo di conoscere <strong>Galileo Galilei</strong>, amicizia che gli sarà utile in seguito e col quale rimarrà in contatto epistolare per vent&#8217;anni, dal 1621 al 1641.<br />
Resasi vacante la lettura di Matematica allo Studio di Bologna, cercò di ottenerla ma senza successo; ci riuscirà solo nel 1629 e grazie all&#8217;intercessione di Galileo Galilei che lo raccomandò caldamente. Convinto assertore della teoria copernicana, non si peritò di esporla ai suoi allievi anche dopo la condanna patita da Galileo.</p>
<p>Fra le sue opere troviamo il “<em>Directorium Generale Uranometricum</em>”, edito a Bologna nel 1632 e dedicato al Senato accademico dello Studio bolognese, con tavole logaritmiche e funzioni trigonometriche ad uso degli astronomi e dei &#8220;<em>philosophis naturalibus</em>&#8220;, la prima opera del genere stampata in Italia.</p>
<p>Troviamo poi la “<em>Nuova Prattica Astrologica Di fare le Direttioni</em>”, edita a Bologna nel 1639 e dedicata, &#8220;<em>Di Bologna il 1. d&#8217;Aprile 1637</em>&#8220;, al cardinale Francesco Barberini, dove appunto spiega e dà le Tavole per poter computare le <strong>direzioni primarie</strong> e altro (utilizzando i cerchi di posizione, non essendo ancora in uso il sistema di Placido di Titi), opera, come scrive lo stesso Cavalieri:</p>
<blockquote><p>[&#8230;] <em>fatta in gratia di alcuni particolari Studiosi, che me ne haveano fatto istanza, i quali havendo visto il mio Direttorio Uranometrico, desideravano di pratticare l&#8217;uso de&#8217; logaritmi intorno ad esse Direttioni, massime secondo la via detta, Rationale; parendo loro, che se bene ciò havea fatto in parte il Kepplero nella sua Sportula, soggiunta alle Tavole Rodolfine, adoprandovi i logaritmi del primo genere, ciò però fosse dà lui fatto non con quella chiarezza, che da essi era desiderata, per essersi egli ridotto à troppa brevità</em> (p. 9).</p></blockquote>
<p>L&#8217;opera è composta da una prima parte dove, in diciannove capitoli, dà tutte le indicazioni per poter lavorare con le <strong>direzioni primarie</strong>, spiegando altresì il significato di termini come promissore, significatore, antiscia, controantiscia.</p>
<p>Abbiamo poi il “<em>Trattato della Ruota Planetaria</em>”, stampato Bologna nel 1646 e dedicato, &#8220;<em>Di Bologna li 20. di Giugno 1646</em>&#8220;, al marchese Paolo Francesco Falconieri, di antica nobiltà fiorentina, firmato però con lo pseudonimo di <strong>Silvio Filomantio</strong> (ovvero &#8220;amante della divinazione&#8221;), opera nella quale espose un suo metodo per semplificare i calcoli delle posizioni planetarie e per erigere la Figura celeste (cioè il Tema natale di una persona) grazie a una &#8220;ruota planetario-zodiacale&#8221; che insegnava a costruire grazie a delle figure già stampate a corredo del volume.</p>
<p>Molti hanno detto che Cavalieri avrebbe scritto questo testo astrologico solo perché costretto da suoi amici che, interessati alla materia, gli avrebbero chiesto uno strumento che semplificasse i calcoli per la costruzione di un grafico oroscopico: certo, Cavalieri non era né astrologo né tantomeno stendeva oroscopi, però non disdegnava l&#8217;astrologia, anche se magari la vedeva più come un <em>divertissement</em>, quindi applicandosi a essa per diletto come si evince dall&#8217;introduzione a quest&#8217;opera dove parlando della sua &#8220;ruota dei pianeti&#8221; dice che sarà utile anche per &#8220;<em>farvisi sopra con qualche diletto i calcoli de&#8217; loro moti</em>&#8221; (p. III), aggiungendo poco oltre che questo suo lavoro serve anche &#8220;<em>per potere in qualsivoglia tempo (col fabricare la Figura celeste, e far le Direttioni ancora) sapere quello che facciano nelle loro Sfere le Stelle, e ciò che di buono, ò di sinistro ci influiscono à proprio beneplacito</em>&#8221; (p. IV).</p>
<p>Nel 1690 uscì a Roma, a cura dell&#8217;editore Antonio Manari, la seconda edizione (la prima era del 1682) di una raccolta di suoi scritti dal titolo “<em>Sfera Astronomica</em>”, curata (e corretta) da <strong>Urbano D&#8217;Aviso</strong> (o Davisi) discepolo di Cavalieri e in seguito generale dei Gesuati, opera che si avvalse dell&#8217;imprimatur di un altro grande astrologo, Girolamo Vitali.</p>
<p>A lui venne dedicato, nel 1935, un cratere lunare, <em>Cavalerius</em>.</p>
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		<title>L&#8217;asteroide Arethusa (95)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 12:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 23 novembre del 1867 (145 anni fa) veniva scoperto l&#8217;asteroide Arethusa (95) dall&#8217;astronomo Karl Theodor Robert Luther, presso l&#8217;Osservatorio di Düsseldorf in Germania. Il pianetino venne avvistato nella costellazione del Toro. Fa parte della fascia principale ed ha un periodo orbitale di 5,37 anni. Il nome si riferisce alla ninfa del mare Aretusa, ancella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 novembre del 1867 (145 anni fa) veniva scoperto l&#8217;asteroide <strong>Arethusa (95)</strong> dall&#8217;astronomo <strong>Karl Theodor Robert Luther</strong>, presso l&#8217;Osservatorio di Düsseldorf in Germania. Il pianetino venne avvistato nella costellazione del <strong>Toro</strong>. Fa parte della fascia principale ed ha un periodo orbitale di 5,37 anni.</p>
<p><span id="more-904"></span></p>
<p>Il nome si riferisce alla ninfa del mare <strong>Aretusa</strong>, ancella di <strong>Artemide</strong> e figlia di <strong>Alcione</strong> e di <strong>Poseidone</strong>. Il mito racconta che di lei si innamorò <strong>Alfeo</strong>, dio del fiume nel quale la ninfa soleva bagnarsi; un giorno che era intenta a fare il bagno Alfeo cercò di possederla, ma Aretusa si divincolò da quell&#8217;abbraccio e fuggì in Sicilia chiedendo l&#8217;aiuto di Artemide che la trasformò in una sorgente; ciò avvenne nell&#8217;isola di <strong>Ortigia</strong> vicino alla città di Siracusa. Ma Alfeo, trasformatosi in fiume, da Olimpia in Grecia, scorrendo sottoterra, raggiunse Aretusa e unì le sue acque a quelle di lei. Gli antichi poeti greci narravano che quando si facevano sacrifici di animali vicino al fiume Alfeo, la sorgente di Aretusa in Sicilia si tingeva di rosso. Strabone (63 a.C.- 24 d.C.), storico greco, citava un aneddoto secondo il quale una coppa gettata nella corrente del fiume Alfeo a Olimpia sarebbe riemersa tempo dopo nella fonte Aretusa in Sicilia.</p>
<p><strong>Astrologicamente</strong> l&#8217;asteroide <strong>Arethusa (95)</strong>, che il giorno della sua <strong>scoperta</strong> si trovava a 02° 49&#8242; del Segno dei <strong>Gemelli</strong>, ha a che fare con la <strong>passionalità</strong> e i <strong>tormenti</strong>, col <strong>fascino</strong> e la <strong>sensualità</strong>, e questo in special modo in <strong>Temi femminili</strong> e in aspetti forti o particolari con elementi personali del Tema. Anche, come Aretusa nel mito, colora soggetti che sfuggono alle imposizioni e alle classificazioni, amanti della <strong>libertà</strong>, desiderosi di provare varie esperienze, in continua lotta con chi vorrebbe mettergli addosso un&#8217;etichetta. Conferisce altresì un interesse &#8220;razionale&#8221; per tematiche <strong>esoteriche</strong> o di <strong>ricerca spirituale</strong>. Dal punto di vista della salute aiuta nel fortificare l&#8217;organismo, rende salutari le cure termali. In aspetti fortemente dinamici può influire sulla salute affaticando organi come occhi, reni, prostata, seno, vescica.</p>
<p><br/></p>
<p>Maggiori info nel mio libro &#8220;<em>Dizionario degli Asteroidi</em>&#8220;, ed. Capone 2012</p>
<p>NB. Per sapere dove avete <strong>(95) Arethusa</strong> cliccate <a href="https://serennu.com/astrology/ephemeris.php" rel="noopener" target="_blank">qui</a> inserendo i vostri dati natali; cercate l&#8217;asteroide nella lista che appare; nel caso non ci fosse scrivete il numero dell&#8217;asteroide nella stringa &#8220;Additional Objects&#8221;, cliccate su &#8220;go&#8221; e scorrete nuovamente la lista fino a trovare la sua posizione.</p>
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		<title>Quante lune, Plutone!</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/quante-lune-plutone/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2012 12:06:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bistrattato Plutone, il &#8220;nanopianeta&#8221; degli astronomi, ha un cruccio: due dei suoi cinque (per ora!) satelliti aspettano ancora un nome. Al momento sono contrassegnati da una sigla: P4 e P5 (la P ovviamente sta per Plutone). Il primo satellite (ma dovremmo chiamarlo &#8220;fratello&#8221;) a essere individuato fu Caronte (Charon in inglese), e venne scoperto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il bistrattato Plutone, il &#8220;nanopianeta&#8221; degli astronomi, ha un cruccio: due dei suoi cinque (per ora!) satelliti aspettano ancora un nome. Al momento sono contrassegnati da una sigla: P4 e P5 (la P ovviamente sta per Plutone).</p>
<p><span id="more-902"></span></p>
<p>Il primo satellite (ma dovremmo chiamarlo &#8220;fratello&#8221;) a essere individuato fu <strong>Caronte</strong> (Charon in inglese), e venne scoperto il 22 giugno 1978 dagli astronomi <strong>James Walter Christy</strong> e <strong>Robert Harrington</strong> dell&#8217;<em>United States Naval Observatory</em> di Washington, DC.<br />
Il nome Caronte, che venne ufficialmente accettato dall&#8217;Unione Astronomica Internazionale solo alla fine del 1985 e annunciato con circolare del 3 gennaio 1986, è ripreso da quello mitologico del traghettatore di anime attraverso l&#8217;Acheronte, il fiume infernale.<br />
Il satellite Caronte ruota intorno a Plutone in 6,387 giorni, che guarda un po&#8217; è la stessa rotazione di Plutone, così che i due si rivolgono sempre lo stesso emisfero (sono cioè in rotazione sincrona); ciò ha fatto sì che si parlasse piuttosto di &#8220;pianeta doppio&#8221; Plutone-Caronte, ecco perché prima l&#8217;avevamo definito come suo &#8220;fratello&#8221; (ah! la doppiezza plutoniana). Se fossimo su Plutone vedremmo Caronte non solo rivolgerci sempre la stessa faccia ma lo vedremmo anche immobile sempre nello stesso punto del cielo (orbita sincrona e geostazionaria) e grande grosso modo come dieci volte la nostra Luna (ha una distanza da Plutone di circa 20 000 km e un diametro di circa 1 207 km, la metà di Plutone).</p>
<p>Il secondo satellite è <strong>Notte</strong> (o Nix), scoperto il 15 giugno 2005 (ma ufficialmente annunciato il 31 ottobre 2005) grazie alle analisi delle foto, condotte dal <em>Pluto Companion Search Team</em>, inviate dal telescopio spaziale <em>Hubble</em> nel maggio dello stesso anno. Il nome è ripreso da quello della figlia di Caos, sorella di Erebo, la quale, secondo Esiodo (<em>Theog</em>. 123 s., 758-759), unendosi a quest&#8217;ultimo generò Etere, Giorno, Hýpnos, Thànatos, Sonno e Morte. Il satellite, che si trova a 48 600 km da Plutone, ha un periodo orbitale di 24,856 giorni e un diametro stimato nel range 44-130 km.</p>
<p>Il terzo satellite è <strong>Hydra</strong>, scoperto insieme a Notte il 15 giugno 2005. Il nome deriva da quello di Idra, la dea serpente figlia di Tifone e di Echidna e sorella di Cerbero, il cane a guardia dell&#8217;Ade.<br />
Il satellite Hydra, che si trova a 65 000 km da Plutone, ha un periodo orbitale di 38,206 giorni e un diametro stimato tra i 52 e i 160 km.</p>
<p>Il quarto satellite è <strong>P4</strong>, scoperto il 20 luglio 2011. La stima del suo diametro è attualmente compresa tra i 13 e i 34 km.</p>
<p>Il quinto satellite è <strong>P5</strong>, scoperto l&#8217;11 luglio 2012. La stima del suo diametro è attualmente compresa tra i 10 e i 25 km.</p>
<p>Il 19 gennaio 2006 la NASA ha lanciato la sonda New Horizons alla volta di Plutone; la sonda dovrebbe raggiungere il sistema plutoniano nel 2015.</p>
<p>Per chi non lo conosce, qui sotto il Tema della scoperta di Plutone.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Plutone_Tema-e1439031972185.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Plutone_Tema-e1439031972185.jpg" alt="Plutone_Tema" width="500" height="457" class="alignleft size-full wp-image-711" /></a></p>
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		<title>Vicini alla tomba di Alessandro Magno?</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/vicini-alla-tomba-di-alessandro-magno/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 11:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Magno]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento astronomico]]></category>
		<category><![CDATA[Plutone]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo uno studio condotto da Giulio Magli, professore ordinario del Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano, e da Luisa Ferro, ricercatore del Dipartimento di Progettazione dell&#8217;Architettura dello stesso Politecnico, e pubblicato sull&#8217;Oxford Journal of Archaeology (volume 31, issue 4, november 2012), la città di Alessandria d&#8217;Egitto, fondata nel 331 a.C. da Alessandro Magno, sarebbe [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo uno studio condotto da <strong>Giulio Magli</strong>, professore ordinario del <strong>Dipartimento di Matematica del Politecnico di Milano</strong>, e da <strong>Luisa Ferro</strong>, ricercatore del <strong>Dipartimento di Progettazione dell&#8217;Architettura</strong> dello stesso Politecnico, e pubblicato sull&#8217;<em>Oxford Journal of Archaeology</em> (volume 31, issue 4, november 2012), la città di <strong>Alessandria d&#8217;Egitto</strong>, fondata nel <strong>331 a.C.</strong> da <strong>Alessandro Magno</strong>, sarebbe stata edificata seguendo precisi parametri astronomici,<span id="more-895"></span></p>
<p> con la sua strada principale allineata nella direzione del sorgere del Sole all&#8217;alba del <strong>giorno natale</strong> dello stesso <strong>Alessandro</strong>, nascita avvenuta il <strong>20 luglio 356 a.C.</strong> alle ore <strong>23.00</strong> a Pella in Macedonia (fonte dati: <em>Data Plus UK magazine</em> n.3, october 1998).</p>
<p>Era cosa ovvia e dovuta che molte città antiche ma anche edifici venissero costruiti seguendo precisi parametri astrali, e certo Alessandria non poteva essere da meno. Di questo se ne sono resi conto anche i due ricercatori i quali ipotizzano che anche la <strong>tomba</strong> dello stesso <strong>Alessandro</strong> possa essere <strong>collocata secondo precisi orientamenti astronomici</strong>. La ricerca continua.</p>
<p>Da notare, nel <strong>Tema natale</strong> di Alessandro Magno, l&#8217;attuale transito di Plutone al MC e a Urano: Plutone segnala spesso, nei suoi transiti post-mortem, nuove rivelazioni, rinnovato interesse o scoperte legate al soggetto, alla sua vita, alle sue vicende.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Alessandro_Magno_Tema-e1439031161599.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Alessandro_Magno_Tema-e1439031161599.jpg" alt="Alessandro_Magno_Tema" width="500" height="458" class="alignleft size-full wp-image-691" /></a><br />
<br/></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La vita sulla Terra è arrivata dallo spazio</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 05:03:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[La Freccia del Sagittario]]></category>
		<category><![CDATA[meteoriti]]></category>
		<category><![CDATA[Vita sulla Terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante i lavori dell&#8217;European Planetary Science Congress tenutosi a Madrid dal 23 al 28 settembre 2012 un gruppo di astrofisici dell&#8217;Università di Princeton, dell&#8217;Università dell&#8217;Arizona e del Centro Spagnolo di Astrobiologia ha presentato una relazione nella quale veniva dato come possibile il fatto che la vita sulla Terra possa essere nata grazie a microorganismi arrivati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Durante i lavori dell&#8217;<em>European Planetary Science Congress</em> tenutosi a Madrid dal 23 al 28 settembre 2012 un gruppo di astrofisici dell&#8217;Università di Princeton, dell&#8217;Università dell&#8217;Arizona e del Centro Spagnolo di Astrobiologia ha presentato una relazione nella quale veniva dato come possibile il fatto che la <strong>vita</strong> sulla <strong>Terra</strong> possa essere nata grazie a <strong>microorganismi</strong> arrivati assieme a frammenti di meteoriti <strong>provenienti</strong> da <strong>altri pianeti</strong>.</p>
<p><span id="more-891"></span></p>
<p>La teoria (detta &#8220;panspermia&#8221;) non è nuova, ma stavolta sembra essere presa in considerazione anche dalla scienza. Non è nuova perché già nell&#8217;antichità alcuni filosofi e pensatori si erano espressi in tal senso, idea poi ripresa e portata avanti anche in tempi recenti da autorevoli esponenti nel mondo scientifico come, ad esempio, <strong>Francis Crick</strong> <a href="#nota1" name="testo1">[1]</a>, scopritore insieme ai biologi <strong>James Watson</strong> <a href="#nota2" name="testo2">[2]</a> e <strong>Maurice Wilkins</strong> <a href="#nota3" name="testo3">[3]</a> della doppia elica del <strong>DNA</strong> (Premio Nobel per la Medicina 1962), anche se per l&#8217;esatteza Crick parlava piuttosto di esseri intelligenti che attraverso tecnologie sofisticate spandevano la vita nell&#8217;universo (&#8220;panspermia guidata&#8221;, la chiamò).</p>
<p>Oppure pensiamo agli astronomi <strong>Fred Hoyle</strong> <a href="#nota4" name="testo4">[4]</a> e <strong>Chandra Wickramasinghe</strong> <a href="#nota5" name="testo5">[5]</a> che nel loro libro &#8220;<em>Evoluzione dallo spazio</em>&#8221; (ETAS Libri, 1984) trattano proprio di questo argomento, cioè che la vita, sotto forma di virus, batteri e geni, vaga nello spazio utilizzando gli asteroidi, le meteoriti, come veri e propri taxi dai quali si fa trasportare fino a quando non trova dei sistemi planetari ovvero un pianeta atto alla sua diffusione, un po&#8217; come fa uno spermatozoo con l&#8217;ovulo (d&#8217;altronde ciò che è in alto è come ciò che è in basso…).</p>
<p>Argomento certo affascinante sul quale ho anch&#8217;io avuto modo di lavorare intrecciandolo con l&#8217;Astrologia, e il risultato è stato un libro dal titolo &#8220;<em>La Freccia del Sagittario</em>&#8221; (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi recensione</a>) che tratta di come potrebbe essere nata la vita sulla Terra seguendo come traccia il cammino dei Segni e più specificamente degli Elementi (Fuoco, Terra, Aria e Acqua), con la &#8220;<em>fase Sagittario</em>&#8221; che rappresenta proprio il <strong>meteorite</strong> (la &#8220;freccia&#8221; del titolo, ecco svelato il suo vero senso) all&#8217;interno del quale ha viaggiato la vita, meteorite che penetrando nella Terra ancora dormiente e arida (&#8220;fase Capricorno&#8221;) l&#8217;ha inseminata rendendola fertile e atta alla Vita (&#8220;fase Toro&#8221;).</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Francis Crick nacque a Northampton, Gran Bretagna, l&#8217;8 giugno 1916 e morì a San Diego, California, USA, il 28 luglio 2004.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] James Dewey Watson nacque a Chicago, Illinois, USA, il 6 aprile 1928 alle ore 01.23.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<a name="nota3">[3] Maurice Hugh Frederick Wilkins nacque a Pongaroa, Nuova Zelanda, il 15 dicembre 1916 e morì a Londra, Gran Bretagna, il 5 ottobre 2004.<a href="#testo3">&uArr;</a><br />
<a name="nota4">[4] Fred Hoyle nacque a Bingley, Gran Bretagna, il 24 giugno 1925 e morì a Bournemouth, Gran Bretagna, il 20 agosto 2001.<a href="#testo4">&uArr;</a><br />
<a name="nota5">[5] Vidya Jothi Nalin Chandra Wickramasinghe nacque a Sinhala, Sri Lanka, il 20 gennaio 1939.<a href="#testo5">&uArr;</a><br />
<br/></p>
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		<title>Presentazione del libro &#8220;Dizionario degli Asteroidi&#8221;</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/presentazione-del-libro-dizionario-degli-asteroidi/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 08:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 27 settembre 2012 alle ore 18,00 presso la Libreria Chiari a Firenze (Piazza Salvemini, 18) presenterò il mio ultimo libro DIZIONARIO DEGLI ASTEROIDI, ed. Capone. Relatore: Claudio Cannistrà (segretario CIDA). Al piacere di rivederci!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì <strong>27 settembre 2012</strong> alle ore <strong>18,00</strong> presso la <strong>Libreria Chiari</strong> a <strong>Firenze</strong><span id="more-1015"></span></p>
<p> (Piazza Salvemini, 18) presenterò il mio ultimo libro <strong>DIZIONARIO DEGLI ASTEROIDI</strong>, ed. Capone.</p>
<p>Relatore: <strong>Claudio Cannistrà</strong> (segretario CIDA).</p>
<p>Al piacere di rivederci!<br />
<br/></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Acqua sull&#8217;asteroide Vesta</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 04:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Carl Friedrich Gauss]]></category>
		<category><![CDATA[Vesta]]></category>
		<category><![CDATA[Wilhelm Mathias Olbers]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo i dati della sonda della NASA “Dawn” (lanciata il 27 settembre 2007 per esaminare gli asteroidi Vesta e Cerere), su Vesta sarebbe presente una grande quantità di composti volatili, in special modo quelli contenenti idrogeno; tali composti, evaporando, danno all&#8217;asteroide una particolare colorazione (vedi foto). È possibile quindi che ghiaccio d&#8217;acqua possa essere presente, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo i dati della sonda della NASA “Dawn” (lanciata il 27 settembre 2007 per esaminare gli asteroidi Vesta e Cerere), su Vesta sarebbe presente una grande quantità di composti volatili, in special modo quelli contenenti idrogeno; tali composti, evaporando, danno all&#8217;asteroide una particolare colorazione (vedi foto).</P><span id="more-887"></span></p>
<p> È possibile quindi che ghiaccio d&#8217;acqua possa essere presente, secondo gli scienziati, ai poli dell&#8217;asteroide. Tali composti pare siano arrivati sulla sua superficie grazie al bombardamento di condriti carbonacee (meteoriti che contengono acqua e che colpiscono anche la Terra) che il pianetino ha vissuto (e sta vivendo?).</p>
<p>L&#8217;asteroide <strong>Vesta</strong> venne scoperto il <strong>29 marzo 1807</strong> dal medico <strong>Heinrich Wilhelm Mathias Olbers</strong> <a href="#nota1" name="testo1">[1]</a>, astronomo amatore di Brema, Germania. Si trovava nella costellazione della Vergine (ascensione retta 184° 20&#8242;, declinazione + 11° 42&#8242;, latitudine + 12° 27&#8242;). Ha un periodo orbitale di 5,34 anni e fa parte della fascia pricipale degli asteroidi.</p>
<p>Il nome all&#8217;asteroide venne dato dal matematico, fisico e astronomo <strong>Carl Friedrich Gauss</strong> <a href="#nota2" name="testo2">[2]</a>, considerato la mente matematica più eccelsa dell&#8217;era moderna, perfezionista, solitario, austero, lavoratore accanito, molto religioso e conservatore.<br />
Da considerare che quando l&#8217;asteroide Vesta venne scoperto si trovava, in moto retrogrado, a 29° 14&#8242; del Segno della <strong>Vergine</strong>.<br />
Le note di perfezione, lavoro, studio, meticolosità, tradizione, ortodossia di Gauss ben si legano al &#8220;carattere&#8221; virgineo/mercuriale di Vesta.<br />
In ambito astrologico Vesta rappresenta la casa, la famiglia, le tradizioni, la difesa dei propri interessi.</p>
<hr/>
<a name="nota1">[1] Heinrich Wilhelm Mathias Olbers nacque a Arbergen, Germania, l&#8217;11 ottobre 1758 e morì a Brema, Germania, il 2 marzo 1840.<a href="#testo1">&uArr;</a><br />
<a name="nota2">[2] Carl Friedrich Gauss nacque a Braunschweig, Germania, il 30 aprile 1777 e morì a Gottinga, Germania, il 23 febbraio 1835.<a href="#testo2">&uArr;</a><br />
<br/><br />
Foto: © NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tema Integrato: piccoli punti, grandi letture</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/tema-integrato-piccoli-punti-grandi-letture/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 09:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Concordia]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Schettino]]></category>
		<category><![CDATA[Tema integrato]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia relazione tenuta al XII Convegno Astrologico Torinese &#8220;Astrologia della coppia&#8220;, Torino, Italia, 9 Giugno 2012 (pubblicata negli Atti) Per &#8220;piccoli punti&#8221; intendo non solo quegli elementi oroscopici conosciuti come Parti Arabe, ma anche quei supporti tecnico-interpretativi come, per esempio, le Direzioni Simboliche o gli Asteroidi, elementi che presi e usati ovviamente cum grano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>La mia relazione tenuta al XII Convegno Astrologico Torinese &#8220;<em>Astrologia della coppia</em>&#8220;, Torino, Italia, 9 Giugno 2012 (pubblicata negli Atti)</h6>
<p><br/></p>
<p>Per &#8220;piccoli punti&#8221; intendo non solo quegli elementi oroscopici conosciuti come Parti Arabe, ma anche quei supporti tecnico-interpretativi come, per esempio, le Direzioni Simboliche o gli Asteroidi, elementi che presi e usati ovviamente <em>cum grano salis</em> sono in grado di dare una mano a meglio comprendere dinamiche e risvolti altrimenti non comprensibili o non sufficientemente elaborabili,<span id="more-576"></span> elementi che possono e devono essere impiegati in qualsiasi Tema, non ultimo quel Tema Integrato così ampiamente utilizzato nelle analisi astrologiche di coppia, Tema che prevede, per la sua costruzione, il trovare il punto medio degli stessi pianeti e elementi (compresi gli asteroidi) dei rispettivi soggetti.</p>
<p>Nell&#8217;esaminare qui i vari Temi Integrati useremo, per quanto riguarda le Parti Arabe, la Parte di Matrimonio, la Parte della Durata (o Consistenza) del Matrimonio, la Parte di Morte (o di Crisi), la Parte della Vita, così da meglio inquadrare vicende e aspetti del rapporto; utilizzeremo altresì le Direzioni Simboliche, cioè lo spostamento dei pianeti in virtù di un grado uguale un anno: con questo sistema, per esempio, diventa importante, fra le altre cose, il momento in cui un pianeta cambia di Segno, rappresentando quello un periodo molto significativo in cui possono accadere situazioni in grado di presentarsi come un piccolo (o grande) terremoto che va a scardinare o rimodulare su altre frequenze la vita di coppia (da considerare che con questo sistema non è che andiamo a spaccare il capello in quattro, come si suol dire, nel senso che io do a queste Direzioni un&#8217;orbita, grossomodo, di sei mesi in più e meno, margine accettabilissimo per il tipo di indagine che stiamo seguendo); in ultimo, ma non certo per ultimo, gli asteroidi che si dispongono in zone strategiche del Tema.</p>
<p>Gli esempi che vi presenterò provengono ovviamente dalla cronaca, alcuni di questi ampiamente utilizzati nella varie &#8220;diagnosi astrologiche&#8221; perchè ampiamente conosciuta è la storia che riguarda i due soggetti, qui scelti proprio in virtù della notorietà delle loro vicende.</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>Primo caso</strong></h6>
<p>Tema Integrato di <strong>AL BANO</strong> (20.05.1943 ore 18.00 CEDT, Cellino San Marco, Italia) e di <strong>ROMINA POWER</strong> (02.10.1951 ore 11.24 PST, Los Angeles, California).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Al-Bano_Romina-e1438679696415.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Al-Bano_Romina-e1438679696415.jpg" alt="Coppia_Al Bano_Romina" width="550" height="502" class="alignleft size-full wp-image-571" /></a></p>
<p>In questo tipo di Temi possiamo utilizzare il Sole e la Luna anche come rappresentanti, rispettivamente, di &#8220;lui&#8221; e di &#8220;lei&#8221;, con il Segno e la Casa che li ospita visti come elementi e caratteristiche che andranno a disegnare i rispettivi ruoli all&#8217;interno della coppia, e questo, ovviamente, indipendentemente dal Segno personale di ognuno dei due, ovvero: nessuno si comporta in coppia come si comporta quando è solo.</p>
<p>Nel caso in questione vediamo che il Sole è in Leone e in Nona Casa attorniato da un bel po&#8217; di pianeti: diciamo così che all&#8217;interno della coppia lui è leonino, un po&#8217; &#8220;padroncino&#8221;, presente e presenzialista, solare (ricordate il suo hit &#8220;Nel sole&#8221;?), a volte paternalistico; questo Sole (a 03° 46&#8242; Leone) si trova poi a essere congiunto all&#8217;asteroide Achille (qui a 03° 12&#8242; Leone), un elemento che fa propri i caratteri di forza e determinazione ma anche di aggressività per lesa maestà, gelosie, scatti d&#8217;ira.</p>
<p>La Luna è invece in Scorpione e in Dodicesima Casa: lei può, all&#8217;interno del rapporto, riversare diffidenza o paura di non essere all&#8217;altezza di certe situazioni, un sentirsi un po&#8217; prigioniera; ha emozioni variegate, composite, a volte cervellotiche; questa Luna (a 19° 56&#8242; Scorpione) si trova poi ad essere congiunta all&#8217;asteroide Epimetheus (qui a 19° 38&#8242; Scorpione), che ci parla sia di idee o modi di fare che sono un po&#8217; più avanti rispetto all&#8217;ambiente nel quale la persona vive, sia un sentirsi in secondo piano rispetto a un famigliare o un ambiente.<br />
Per quanto riguarda le Parti Arabe su menzionate, queste si dispongono in questo Tema in tal modo:</p>
<p>Punto del Matrimonio (AS + DS &#8211; Venere): 12° 07&#8242; Vergine<br />
Punto della Durata (o Consistenza) del Matrimonio (AS + Saturno &#8211; Venere): 27° 26&#8242; Scorpione<br />
Punto di Morte (Cuspide VIII Casa + Saturno &#8211; Luna): 15° 04&#8242; Pesci<br />
Punto della Vita (AS + Saturno &#8211; Giove): 03° 42&#8242; Acquario</p>
<p>Consideriamo che questi Punti sono elementi fittizi, semplici espressioni aritmetiche, non hanno un corpo, quindi per potersi esprimere hanno bisogno di appoggiarsi a qualcosa che dia loro vita, una specie di ambasciatore che li rappresenti: questo ambasciatore è il pianeta che governa il Segno in cui essi si trovano, pianeta che diventerà, in tutto e per tutto, la manifestazione di quel Punto (ma attenzione: Punti fittizi sì, ma ricettivi ai transiti); nel nostro caso, per esempio, il Punto del Matrimonio, trovandosi in Vergine, sarà rappresentato da Mercurio; il Punto di Morte, essendo in Pesci, sarà dominato da Nettuno; e via di seguito; questi pianeti, come tante lancette d&#8217;orologio, possono essere spostati in ragione di un grado uguale un anno, oppure spostati utilizzando i transiti, questi ultimi maggiormente apprezzabili e utilizzabili con i pianeti lenti.<br />
Ma entriamo nel merito della questione.</p>
<p>I due soggetti si sono sposati il 26 luglio 1970: se osserviamo i transiti di quel giorno vediamo che Plutone (signore del Punto della Durata del Matrimonio) si trovava a 25° Vergine, quindi in quadratura a Urano signore del Punto della Vita, mentre Nettuno, signore del Punto di Morte, si trovava a 28° Scorpione, in congiunzione al Punto della Durata, situazione che ci dice come Plutone e Nettuno si trovino qui ad avere in mano le leve capaci di creare alte tensioni all&#8217;interno della coppia.</p>
<p>Sappiamo tutti del dramma vissuto dai due genitori 24 anni dopo il loro matrimonio, cioè la scomparsa della figlia Ylenia in quel 6 gennaio 1994: osservando i transiti di quel giorno vediamo che Plutone (signore del Punto della Durata) si trovava a 27° Scorpione, esattamente congiunto al &#8220;suo&#8221; Punto, indicando questo una specie di &#8220;resettazione&#8221; del rapporto che può o riprendere quota rimodulandosi su nuove basi oppure iniziare a deperire; autorizzatevi pure a pensare a Plutone come al &#8220;rapitore della figlia&#8221; e avrete un quadro più chiaro, figlia che nel mito si chiamava Persefone (o meglio, Kore, ché Persefone è il nome che assunse dopo il &#8220;fattaccio&#8221;): ebbene, esiste un asteroide che si chiama Persephone e che al momento della scomparsa di Ylenia si trovava a 09° 55&#8242; Pesci, transitando quindi sul Fondo Cielo del Tema Integrato, cioè su quel punto che rappresenta la casa, la famiglia ma anche le basi del rapporto stesso (nel Tema Integrato, invece, questo asteroide si trovava a 28° 59&#8242; Gemelli, pericolosamente vicino alla Luna Nera-sparizione).</p>
<p>Ovviamente possiamo e dobbiamo usare anche le Direzioni Simboliche, così se spostiamo di 24° Nettuno (signore del Punto di Morte) questo va a porsi a 03° Scorpione, in quadratura al Sole della coppia, mentre spostando Plutone (signore del Punto della Durata del Matrimonio) questo va a porsi a 07° Vergine, raggiungendo quel Medio Cielo visto come punto massimo del rapporto.<br />
Non rientra nell&#8217;argomento che stiamo trattando, ma credo interessante far notare dove si trova l&#8217;asteroide Persephone nel Tema natale di Ylenia: 02° 31&#8242; Sagittario, in Nona Casa-estero congiunto a Nettuno-dio del mare; consideriamo poi che qui Nettuno è anche il signore del Punto di Morte, trovandosi questo a 20° 33&#8242; Pesci.<br />
Il 3 marzo 1999 annunciarono il loro divorzio, ma già volevano dirlo a dicembre del &#8217;98, così poniamo la fine del rapporto circa 28 anni e mezzo dopo il matrimonio: se spostiamo Nettuno (signore del Punto di Morte) di 28° 30&#8242;, questo va a porsi a 07° 38&#8242; Scorpione, in quadratura a Venere e Saturno, mentre Plutone (signore del Punto della Durata del Matrimonio) a 11° 32&#8242; Vergine, in quadratura a Marte.<br />
I transiti di quel giorno? Nettuno, signore del Punto di Morte, a 03° 16&#8242; Acquario, in esatta congiunzione al Punto della Vita (03° 42&#8242; Acquario).<br />
<br/></p>
<h6><strong>Secondo caso</strong></h6>
<p>Tema Integrato di <strong>CAROLINA DI MONACO</strong> (23.01.1957 ore 09.27 CET, Monaco, Principato di Monaco) e di <strong>STEFANO CASIRAGHI</strong> (08.09.1960 ore 22.30 CET, Milano, Italia).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Carolina_Casiraghi-e1438679770895.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Carolina_Casiraghi-e1438679770895.jpg" alt="Coppia_Carolina_Casiraghi" width="550" height="502" class="alignleft size-full wp-image-573" /></a></p>
<p>Anche qui, come nel precedente caso, osserviamo il Sole (lui) e la Luna (lei).<br />
Il Sole viene a trovarsi in Scorpione in Settima Casa, congiunto a Venere e opposto a Marte: lui è dinamico, attivo, ama il rischio, vuole impressionare, è piacente e accattivante; questo Sole (a 24° 38&#8242; Scorpione) si trova a essere congiunto all&#8217;asteroide Amphitrite (qui a 24° 45&#8242; Scorpione), un elemento che richiamandosi ad Anfitrite la moglie di Poseidone-Nettuno dà amore per il mare ma anche pericoli per acqua.</p>
<p>La Luna è in Acquario in Decima Casa in quadratura a Nettuno: lei è la principessa, dal carattere sì aperto, giovanile, ribelle e anticonformista, ma con un sottofondo di insicurezza e con la speranza che il rapporto con lui possa salvarla, redimerla (proveniva da esperienze di relazione non propriamente felici e tranquille); questa Luna (a 04° 10&#8242; Acquario) si trova poi a essere congiunta all&#8217;asteroide Hesperia (qui a 03° 23&#8242; Acquario), che ci parla di voglia di riscattarsi, di trovare una propria unità, una propria direzione.</p>
<p>Per quanto riguarda le Parti Arabe queste si dispongono in questo Tema in tal modo:</p>
<p>Punto del Matrimonio (AS + DS &#8211; Venere): 11° 52&#8242; Ariete<br />
Punto della Durata (o Consistenza) del Matrimonio (AS + Saturno &#8211; Venere): 04° 57&#8242; Gemelli<br />
Punto di Morte (Cuspide VIII Casa + Saturno &#8211; Luna): 27° 49&#8242; Bilancia<br />
Punto della Vita (AS + Saturno &#8211; Giove): 17° 13&#8242; Gemelli</p>
<p>Come vediamo, Mercurio è il rappresentante sia del Punto della Durata del Matrimonio sia del Punto della Vita, così che il suo spostamento all&#8217;interno del Tema (con le Direzioni Simboliche, ché i suoi transiti son troppo veloci per far sì che siano indicativi o particolari) andrà considerato con attenzione; vediamo poi che Venere è rappresentante del Punto di Morte, e questa si pone in congiunzione a Sole-lui e in esatta opposizione a Marte signore del Punto di Matrimonio; viste queste premesse si può pensare che l&#8217;arrivo (con le Direzioni Simboliche) di Mercurio-vita su Venere-morte possa, se non altro, rappresentare un momento delicato all&#8217;interno della coppia; la distanza Mercurio-Venere è qui di poco più di 7°, così che possiamo porre, dopo circa sette anni dal matrimonio, il momento delicato di cui sopra; i due soggetti si sono sposati il 29 dicembre 1983: sette anni dopo arriviamo al 1990, e noi sappiamo che il 3 ottobre 1990 Stefano Casiraghi morì affogato davanti alle coste di Montecarlo in un incidente sportivo avvenuto durante i campionati del mondo di offshore.<br />
Un&#8217;altra cosa interessante, o se volete curiosa, è che al momento del matrimonio Mercurio (signore sia del Punto della Durata del Matrimonio sia del Punto della Vita) si trovava, retrogrado, a 11° 32&#8242; Capricorno: quando Casiraghi morì, Nettuno-Poseidone (marito di quella Anfitrite congiunta al Sole nel Tema Integrato e signore di quel mare che l&#8217;ha inghiottito) stava transitando a 11° 49&#8242; Capricorno (può non significare nulla, ma se son simboli qualcosa vorranno pur dire).<br />
<br/></p>
<h6><strong>Terzo caso</strong></h6>
<p>Tema Integrato del <strong>PRINCIPE CARLO</strong> (14.11.1948 ore 21.14 UT, London, United Kingdom) e di <strong>DIANA SPENCER</strong> (01.07.1961 ore 19.45 BST, Sandringham, United Kingdom).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Carlo_Diana-e1438679817337.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Carlo_Diana-e1438679817337.jpg" alt="Coppia_Carlo_Diana" width="550" height="504" class="alignleft size-full wp-image-572" /></a></p>
<p>Se coppia regale è (era), quel Giove al Medio Cielo ci sta tutto, come purtroppo, pur non essendo un elemento prioritario, ci sta quella Luna Nera all&#8217;Ascendente.<br />
Anche qui, osserviamo il Sole (lui) e la Luna (lei).</p>
<p>Il Sole è in Vergine, in Sesta Casa, sestile a Saturno e trigono a Giove: lui è il principe, pur avendo poco (o volendo aver poco) della figura del principe; appare parsimonioso, attento ai particolari, critico e puntiglioso; il Sole è congiunto all&#8217;asteroide Nephele (qui a 15° 02&#8242; Vergine), la dea delle nuvole, un elemento che fa patire, in questo contesto, le questioni affettive e relazionali, le fa sentire pesanti, impaccianti una propensione invece per le questioni e la vita sociale.</p>
<p>La Luna è in Pesci, in Dodicesima Casa, in trigono a Urano e in quinconce a Marte, Nettuno e Plutone: può sentirsi prigioniera, confusa, infastidita, vorrebbe più libertà, dice sì poi si pente e fugge, ha sbalzi d&#8217;umore. La Luna è congiunta all&#8217;asteroide Rhea (qui a 27° 02&#8242; Pesci), un elemento che favorisce il far credere una cosa per un&#8217;altra, il fingere, ma anche favorisce un sentimento di riscatto nei confronti di chi soffre, un aiutare i più deboli a rialzarsi.</p>
<p>Il matrimonio regale avvenne il 29 luglio 1981.<br />
Calcoliamo, anche qui, le Parti Arabe:</p>
<p>Punto del Matrimonio (AS + DS &#8211; Venere): 20° 11&#8242; Leone<br />
Punto della Durata (o Consistenza) del Matrimonio (AS + Saturno &#8211; Venere): 23° 56&#8242; Leone<br />
Punto di Morte (Cuspide VIII Casa + Saturno &#8211; Luna): 00° 35&#8242; Leone<br />
Punto della Vita (AS + Saturno &#8211; Giove): 11° 50&#8242; Pesci</p>
<p>Vediamo come il Sole sia qui il rappresentante del Punto del Matrimonio, del Punto della Durata e del Punto di Morte, così che questo astro si rivela essere colui che ha in mano i destini della coppia; utilizzando le Direzioni Simboliche notiamo che il Sole, dopo 11° gradi, va a opporsi alla Luna, quindi undici anni dopo il matrimonio troviamo Sole-lui in conflitto con Luna-lei: il 9 dicembre 1992 (peraltro giorno di una eclisse totale di Luna) annunciarono ufficialmente la loro &#8220;regale&#8221; separazione. Per quanto riguarda i transiti di quel giorno, Nettuno, signore del Punto della Vita della coppia, si trovava a 17° 32&#8242; Capricorno, congiunto a Giove e al Medio Cielo (la vita di coppia che ha raggiunto il massimo che poteva raggiungere?).<br />
<br/></p>
<h6><strong>Quarto caso</strong></h6>
<p>Tema Integrato del <strong>PRINCIPE WILLIAM</strong> (21.06.1982 ore 21.03 BST, London, United Kingdom) e di <strong>CATHERINE MIDDLETON</strong> (09.01.1982 ore 12.01 UT, Reading, United Kingdom).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_William_Kate-e1438679849462.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_William_Kate-e1438679849462.jpg" alt="Coppia_William_Kate" width="550" height="504" class="alignleft size-full wp-image-570" /></a></p>
<p>Come per i casi precedenti, osserviamo anche qui il Sole (lui) e la Luna (lei).<br />
Il Sole si trova in Ariete, in Prima Casa, congiunto a Mercurio, in quadratura alla Luna e in opposizione a Marte: lui ama lo sport, la competizione, il rischio; può non sentirsi a proprio agio fra le mura domestiche, con le questioni prettamente casalinghe, con i piccoli problemi quotidiani.</p>
<p>La Luna è in Cancro, in Quinta Casa, in quadratura al Sole e a Marte: ha una vitalità un po&#8217; a scatti, con non esclusi problemi col &#8220;maschile&#8221; (interno o esterno) o con l&#8217;espressione della propria vitalità; può avere un rapporto particolare con il concetto di maternità, ora desiderato ora rigettato, oppure con il proprio corpo.<br />
Da notare l&#8217;esattezza del quadrato a T: Sole a 09° Ariete, Luna a 09° Cancro, Marte a 09° Bilancia.</p>
<p>I due soggetti si sono sposati il 29 aprile 2011.<br />
Calcoliamo, anche qui, le Parti Arabe:</p>
<p>Punto del Matrimonio (AS + DS &#8211; Venere): 24° 11&#8242; Gemelli<br />
Punto della Durata (o Consistenza) del Matrimonio (AS + Saturno &#8211; Venere): 00° 01&#8242; Vergine<br />
Punto di Morte (Cuspide VIII Casa + Saturno &#8211; Luna): 22° 22&#8242; Capricorno<br />
Punto della Vita (AS + Saturno &#8211; Giove): 27° 39&#8242; Capricorno</p>
<p>Come vediamo Mercurio è il rappresentante sia della Durata del Matrimonio sia del Matrimonio stesso: ebbene, quando Mercurio, sempre con le Direzioni Simboliche, arriverà a raggiungere il Sole, si troverà anche in esatta opposizione a Marte e in esatta quadratura alla Luna (quindi all&#8217;interno di un gioco particolare di aspetti), e siccome Mercurio è distante 2° dal Sole diciamo che due anni dopo il matrimonio (2013) la coppia potrebbe vivere momenti di tensione, un evento non propriamente tranquillo; consideriamo poi che sia il Punto della Vita sia il Punto di Morte sono rappresentati da Saturno: non è escluso che anche quando Mercurio arriverà a opporsi a quel Saturno la coppia possa vivere un altro periodo particolare, di crisi: Mercurio, sempre con le Direzioni Simboliche, trova la sua opposizione con Saturno dopo circa 11°, quindi undici anni dopo il matrimonio, cioè nel 2022; non solo: se apriamo le effemeridi a quell&#8217;anno vediamo che a gennaio-febbraio Saturno transiterà sull&#8217;Ascendente del Tema Integrato, cosa che certo non va ad alleggerire il tutto facendo pensare ad un periodo a dir poco impegnativo.</p>
<p>Il prossimo esempio è abbastanza particolare: una coppia non è solo affettiva, può essere anche di tipo professionale o altro; qui prendo come &#8220;coppia&#8221; una nave e il suo comandante.<br />
<br/></p>
<h6><strong>Quinto caso</strong></h6>
<p>Tema Integrato della nave <strong>COSTA CONCORDIA</strong> (07.07.2006 ore 23.30 CEDT, Civitavecchia, Italia) e di <strong>FRANCESCO SCHETTINO</strong> (14.11.1960 ore 15.55 CET, Meta di Sorrento, Italia).</p>
<p>Prima del Tema Integrato presento il Tema della nave Costa Concordia (momento del battesimo).</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Costa-Concordia-e1438679889756.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Costa-Concordia-e1438679889756.jpg" alt="Coppia_Costa Concordia" width="550" height="506" class="alignleft size-full wp-image-574" /></a></p>
<p>Notiamo un Sole in Quinta Casa, e infatti è nata per far passare ai suoi ospiti giorni in spensierata allegria e divertimento, ma notiamo anche Urano all&#8217;Ascendente e soprattutto Nettuno in opposizione a Marte.<br />
Se calcoliamo poi alcune Parti Arabe notiamo alcune cose interessanti, e cioè:</p>
<p>Punto di Morte (Cuspide VIII Casa + Saturno &#8211; Luna): 05° 50&#8242; Cancro<br />
Punto del Lavoro (AS + Luna &#8211; Saturno): 05° 17&#8242; Cancro<br />
Punto degli Incidenti (AS + Marte &#8211; Mercurio): 02° 05&#8242; Ariete</p>
<p>Il Punto di Morte esattamente congiunto al Punto del Lavoro! I casi sono due: o fa un tipo di lavoro legato alla morte oppure muore nell&#8217;esercizio delle sue funzioni!<br />
Da notare il Punto degli Incidenti in Ariete, quindi rappresentato da Marte, così che quel Nettuno che a lui si oppone si colora di tinte più fosche di quelle che già poteva avere.<br />
Ma vediamo il Tema Integrato fra la nave e il suo comandante.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Costa_Schettino-e1438679919681.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Coppia_Costa_Schettino-e1438679919681.jpg" alt="Coppia_Costa_Schettino" width="550" height="503" class="alignright size-full wp-image-575" /></a></p>
<p>Se il Fondo Cielo è la base sulla quale poggia il rapporto, il vederlo qui a 05° 30&#8242; Cancro qualche brivido lo fa venire: certo, lì c&#8217;è il Punto del Lavoro della nave, e questa è cosa normale (i due lavorano insieme), ma lì c&#8217;è anche il suo Punto di Morte, cosa questa che se la nave l&#8217;avesse saputo e avesse potuto avrebbe ricusato Schettino come suo comandante.</p>
<p>Anche qui, come fatto nei precedenti casi, il Sole è lui, la Luna è &#8220;lei&#8221;.</p>
<p>Il Sole è in Vergine, in Sesta Casa, congiunto a Mercurio e opposto a Venere: più che come un comandante parrebbe comportarsi come uno a cui piace stare tranquillo, sì preciso sul suo lavoro ma le cui mansioni e coscienziosità possono venire offuscate da ciò che ha sempre davanti agli occhi come un obbiettivo fisso: Venere. </p>
<p>La Luna (la nave) è in Scorpione, in Settima Casa, congiunta a Plutone e in quadratura a Marte: se è lei che gli altri cercano, e se la sua stessa sussistenza dipende dagli altri (in questo caso l&#8217;equipaggio, ma anche i passeggeri), non per questo sembra dormire sonni tranquilli, sonni che spesso, nei rapporti con lui, possono trasformarsi in incubi e comunque in dubbi e paure.</p>
<p>Ma calcoliamo, anche qui, le Parti Arabe del caso:</p>
<p>Punto del Matrimonio (AS + DS &#8211; Venere): 29° 48&#8242; Bilancia<br />
Punto della Durata (o Consistenza) del Matrimonio (AS + Saturno &#8211; Venere): 16° 17&#8242; Scorpione<br />
Punto di Morte (Cuspide VIII Casa + Saturno &#8211; Luna): 18° 14&#8242; Scorpione<br />
Punto della Vita (AS + Saturno &#8211; Giove): 02° 47&#8242; Pesci</p>
<p>Come notiamo, Plutone e Marte sono i rappresentanti sia del Punto della Durata del Matrimonio sia del Punto di Morte, così che gli aspetti che la Luna-nave ha con questi due pianeti getta, su ciò che abbiamo detto riguardo ad essa, un peso maggiore, una luce più sinistra e inquietante.<br />
La nave fece il suo viaggio inaugurale il 14 luglio 2006 alle ore 19 (con un&#8217;ora di ritardo sulla tabella di marcia): nel Tema eretto per quel momento vediamo un Ascendente a 26° Sagittario congiunto a Plutone (24° Sagittario) con questo esattamente opposto a Venere (24° Gemelli); non solo: il Punto di Morte relativo a quel primo viaggio andava a porsi a 05° 37&#8242; Capricorno, &#8220;guarda caso&#8221; esattamente congiunto al Medio Cielo del Tema Integrato &#8220;nave/comandante&#8221; ed esattamente opposto al Punto del Lavoro e Punto di Morte della nave stessa, nave che, sappiamo, ha visto la sua dèbâcle il 13 gennaio 2012, cinque anni e mezzo dall&#8217;inizio della sua attività e del rapporto col comandante: Nettuno, rappresentante del Punto della Vita, con le Direzioni Simboliche andava a porsi a 04° 49&#8242; Capricorno, congiunto al Medio Cielo del Tema Integrato, mentre Plutone (rappresentante del Punto di Morte) stava transitando sui 07° Capricorno.<br />
<br/></p>
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		<title>Nuova pubblicazione: &#8220;Dizionario degli Asteroidi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2012 08:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[asteroidi]]></category>
		<category><![CDATA[Capone]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito, a giugno 2012, il mio nuovo libro dal titolo DIZIONARIO DEGLI ASTEROIDI, edito dalla Casa editrice Capone di Torino. Un vero e proprio manuale contenente le schede di 153 asteroidi, da Abante a Zeus, descritti e spiegati dal lato astronomico, mitologico e soprattutto astrologico, così da poterli inserire e utilizzare con facilità nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È uscito, a giugno 2012, il mio nuovo libro dal titolo <strong>DIZIONARIO DEGLI ASTEROIDI</strong>, edito dalla Casa editrice Capone di Torino.</p>
<p><span id="more-1012"></span></p>
<p>Un vero e proprio manuale contenente le schede di 153 asteroidi, da <em>Abante</em> a <em>Zeus</em>, descritti e spiegati dal lato astronomico, mitologico e soprattutto astrologico, così da poterli inserire e utilizzare con facilità nel proprio Tema natale (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi recensione</a>).</p>
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		<title>Due incontri in Libreria: Milano e Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 08:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Dante Valente]]></category>
		<category><![CDATA[Grazia Bordoni]]></category>
		<category><![CDATA[Horus]]></category>
		<category><![CDATA[Rosanna Zerilli]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del mio nuovo libro TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA, ed. Hoepli a Milano e Roma, dove sarò lieto di incontrarvi e rispondere alle vostre domande. Milano: Mercoledì 19 ottobre 2011 alle ore 18,00 presso la Libreria Hoepli (Via Hoepli, 5). Presenteranno: dott. Dante Valente e prof. Grazia Bordoni. (vedi invito) Roma: Martedì 25 ottobre 2011 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione del mio nuovo libro <strong>TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA</strong>, ed. Hoepli<br />
a <strong>Milano</strong> e <strong>Roma</strong>, dove sarò lieto di incontrarvi e rispondere alle vostre domande.</p>
<p><span id="more-1010"></span></p>
<p><strong>Milano</strong>: Mercoledì 19 ottobre 2011 alle ore 18,00 presso la Libreria Hoepli (Via Hoepli, 5).<br />
Presenteranno: <strong>dott. Dante Valente</strong> e <strong>prof. Grazia Bordoni</strong>.<br />
(<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Presentazione_Milano.jpg" target="_blank">vedi invito</a>)</p>
<p><strong>Roma</strong>: Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 20,30 presso la Libreria Aseq (Via dei Sediari, 10)<br />
Presenterà: <strong>dott. Rosanna Zerilli</strong> (Horus).<br />
<br/></p>
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		<title>Le ore legali in Italia</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/le-ore-legali-in-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 09:16:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[ora legale]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino al 22 settembre 1866 le ore erano calcolate in tempo locale. Da questa data, con il Regio Decreto n. 3224 del 22 settembre 1866, l’ora media italiana viene riferita al meridiano di Roma 12E29 (-00h 49m 56s per trovare il GMT o Tempo Universale UT). Attenzione: questo valeva solo per il continente e le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><br/></p>
<p>Fino al 22 settembre 1866 le ore erano calcolate in tempo locale.<br />
Da questa data, con il Regio Decreto n. 3224 del 22 settembre 1866, l’ora media italiana viene riferita al meridiano di Roma 12E29 (-00h 49m 56s per trovare il GMT o Tempo Universale UT).</p>
<p> <span id="more-1278"></span></p>
<p>Attenzione: questo valeva solo per il continente e le isole minori; in Sicilia era infatti adottato il meridiano di Palermo 13E22 (-00h 53m 28s per trovare il GMT), mentre la Sardegna seguiva il meridiano di Cagliari 09E07 (-00h 36m 28s per trovare il GMT).</p>
<p>Dal 1° novembre 1893, con il Regio Decreto n. 490 del 10 agosto 1893, l’Italia entra nel fuso 1 (-1 ora per trovare il GMT).</p>
<p><br/></p>
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<table class="tableizer-table">
<tr class="tableizer-firstrow">
<th>INIZIO</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>FINE</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>&nbsp;</th>
<th>NOTE</th>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>Data</td>
<td>Ora</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Data</td>
<td>Ora</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>L’ora di inizio è in orario solare. L&#8217;ora di fine in orario &#8220;legale&#8221;</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>03/06/1916</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30/09/1916</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Attivazione con Decreto-legge luogotenenziale n. 631 del 25.05.1916</td>
</tr>
<tr>
<td>31/03/1917</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30/09/1917</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>09/03/1918</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>06/10/1918</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>01/03/1919</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>04/10/1919</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>20/03/1920</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>18/09/1920</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&#8212;&#8212;-</td>
<td>&#8212;&#8212;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&#8212;&#8212;</td>
<td>&#8212;&#8212;-</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Non adottata dal 1921 al 1939</td>
</tr>
<tr>
<td>14/06/1940</td>
<td>    24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>02/11/1942</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Ripristinata con Regio decreto-legge n. 664 del 13.06.1940-XVIII</td>
</tr>
<tr>
<td>29/03/1943</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>04/10/1943</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>03/04/1944</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>02/10/1944</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Territori occupati (RSI) &#8211; RSI, Presidenza, fasc. 57</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Decreto-legge del Duce n. 604 del 19.09.1944-XXII</td>
</tr>
<tr>
<td>02/04/1944</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>17/09/1944</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Regno d&#8217;Italia &#8211; Regio decreto-legge n. 92 del 29.03.1944</td>
</tr>
<tr>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Decreto-legge luogotenenziale n. 219 del 14.09.1944</td>
</tr>
<tr>
<td>02/04/1945</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>15/09/1945</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>17/03/1946</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>06/10/1946</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>16/03/1947</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>05/10/1947</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>29/02/1948</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>03/10/1948</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>&#8212;&#8212;-</td>
<td>&#8212;&#8212;-</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&#8212;&#8212;</td>
<td>&#8212;&#8212;-</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Non adottata dal 1949 al 1965</td>
</tr>
<tr>
<td>22/05/1966</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>24/09/1966</td>
<td>     24.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>Ripristinata con Legge n. 503 del 14.05.1965</td>
</tr>
<tr>
<td>28/05/1967</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>24/09/1967</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>26/05/1968</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>22/09/1968</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>01/06/1969</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28/09/1969</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>31/05/1970</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27/09/1970</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>23/05/1971</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26/09/1971</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>28/05/1972</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>01/10/1972</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>03/06/1973</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30/09/1973</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>26/05/1974</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>29/09/1974</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>01/06/1975</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28/09/1975</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>30/05/1976</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26/09/1976</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>22/05/1977</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>24/09/1977</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>28/05/1978</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>01/10/1978</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>27/05/1979</td>
<td>    00.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30/09/1979</td>
<td>     01.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>06/04/1980</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28/09/1980</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>29/03/1981</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27/09/1981</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>28/03/1982</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26/09/1982</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>27/03/1983</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>25/09/1983</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>25/03/1984</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30/09/1984</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>31/03/1985</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>29/09/1985</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>30/03/1986</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28/09/1986</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>29/03/1987</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27/09/1987</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>27/03/1988</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>25/09/1988</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>26/03/1989</td>
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<td>&nbsp;</td>
<td>24/09/1989</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>25/03/1990</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30/09/1990</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>31/03/1991</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>29/09/1991</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>29/03/1992</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27/09/1992</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>28/03/1993</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26/09/1993</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>27/03/1994</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>25/09/1994</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>26/03/1995</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>24/09/1995</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>31/03/1996</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27/10/1996</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td>30/03/1997</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26/10/1997</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>29/03/1998</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>25/10/1998</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>28/03/1999</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>31/10/1999</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>26/03/2000</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>29/10/2000</td>
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<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>25/03/2001</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28/10/2001</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>31/03/2002</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27/10/2002</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>30/03/2003</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26/10/2003</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>28/03/2004</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>31/10/2004</td>
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<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>27/03/2005</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30/10/2005</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>26/03/2006</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>29/10/2006</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>25/03/2007</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28/10/2007</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>30/03/2008</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26/10/2008</td>
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<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>29/03/2009</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>25/10/2009</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>28/03/2010</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>31/10/2010</td>
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<td>27/03/2011</td>
<td>    02.00</td>
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<td>30/10/2011</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>25/03/2012</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28/10/2012</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>31/03/2013</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27/10/2013</td>
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<td>30/03/2014</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>26/10/2014</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>29/03/2015</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>25/10/2015</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
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<tr>
<td>27/03/2016</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>30/10/2016</td>
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<td>26/03/2017</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>29/10/2017</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>25/03/2018</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>28/10/2018</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>31/03/2019</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>27/10/2019</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>29/03/2020</td>
<td>    02.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>25/10/2020</td>
<td>     03.00</td>
<td>&nbsp;</td>
<td>&nbsp;</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<td>&nbsp;</td>
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<p><br/></p>
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		<title>Le Profezioni</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 08:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa sono Le antiche profectiones sono un sistema di “direzione”, quindi annoverabili in quei sistemi atti a evidenziare un avvenimento nel tempo, come le Direzioni Primarie, Secondarie, Simboliche. In uso assai massiccio fino al XVI secolo, sono oggi del tutto in disuso. In pratica, partendo dal grado dell&#8217;Ascendente natale (o dal Sole, dalla Luna o [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><br/></p>
<h6><strong>Cosa sono</strong></h6>
<p>Le antiche <em>profectiones</em> sono un sistema di “direzione”, quindi annoverabili in quei sistemi atti a evidenziare un avvenimento nel tempo, come le Direzioni Primarie, Secondarie, Simboliche.</p>
<p><span id="more-769"></span></p>
<p>In uso assai massiccio fino al XVI secolo, sono oggi del tutto in disuso. In pratica, partendo dal grado dell&#8217;Ascendente natale (o dal Sole, dalla Luna o altro elemento a seconda di ciò che stiamo cercando), si contano 30° in avanti equivalenti a un anno di vita. Ciò significa che se una persona ha l&#8217;Ascendente a 10° Toro ed è nata nel 1960, spostando in avanti l&#8217;Ascendente di 30° questo arriverà a 10° Gemelli, che indicherà il 1961, e via di seguito. Il primo ritorno dell&#8217;Ascendente su se stesso avverrà all&#8217;età di 12 anni, il secondo a 24, il terzo a 36, ecc. È doveroso far presente che questo è il calcolo semplificato e quindi approssimativo, ché più corretto sarebbe l&#8217;uso delle ascensioni oblique, rette e delle doppie ore temporali, così come ben esposto da Giuseppe Bezza nel suo articolo &#8220;<em>La Profezione: come si calcola e come si interpreta</em>&#8220;, apparso su &#8220;<em>Linguaggio Astrale</em>&#8221; n. 104/1996. Questo sistema veniva usato nelle rivoluzioni annuali, infatti, come diceva Abu Ma&#8217; Shar: &#8220;<em>Nelle rivoluzioni degli anni bisogna tener presente l&#8217;Ascendente radicale e calcolare ogni Segno come fosse un anno&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>Come si usano</strong></h6>
<p>Si lavora sul Tema Natale. Come detto 30° equivalgono a un anno di vita, così che una rivoluzione completa (da Ascendente a Ascendente) sarà costituita da dodici anni. Quando infatti il primo conteggio ritorna all&#8217;Ascendente lì avrà inizio il tredicesimo anno di età. Si tiene conto del pianeta governatore del Segno in cui cade l&#8217;Ascendente, che così esso diventa il “signore dell&#8217;anno”. Certo è che ogni dodici anni avremo lo stesso pianeta governatore: dovremo però abbinare questo sistema alle Rivoluzioni Solari e ai Transiti, così da avere un quadro completo. È un sistema molto interessante e consiglio di provarlo.</p>
<p><br/></p>
<p><em>Maggiori informazioni nel mio libro: <em>&#8220;TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA&#8221;</em>, ed. Hoepli.</em></p>
<p><br/></p>
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		<title>Presentazione del libro &#8220;Trattato Tecnico di Astrologia&#8221;</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/presentazione-del-libro-trattato-tecnico-di-astrologia/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 07:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica astrologica]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 21 giugno 2011 alle ore 18,00 presso la Libreria Chiari a Firenze (Piazza Salvemini, 18) presenterò il mio ultimo libro TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA, ed. Hoepli. Interverranno: Stefano Berni (filosofo) e Claudio Cannistrà (segretario CIDA). Al termine un brindisi per salutare il solstizio estivo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 21 giugno 2011 alle ore 18,00 presso la Libreria Chiari a Firenze (Piazza Salvemini, 18) presenterò il mio ultimo libro <strong>TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA</strong>, ed. Hoepli.</p>
<p><span id="more-1007"></span></p>
<p>Interverranno: <strong>Stefano Berni</strong> (filosofo) e <strong>Claudio Cannistrà</strong> (segretario CIDA).<br />
Al termine un brindisi per salutare il solstizio estivo.</p>
<p><br/></p>
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		<title>Le Progressioni Terziarie</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/le-progressioni-terziarie/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 15:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Bradley]]></category>
		<category><![CDATA[Lyndoe. Troinsky]]></category>
		<category><![CDATA[Parte di Matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[progressione terziaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Le direzioni o progressioni terziarie fecero la loro comparsa sulla scena astrologica nel 1960 grazie al giornalista e astrologo inglese Edward Lyndoe. Egli elaborò le sue idee dopo aver studiato le proposte fatte qualche anno prima dall’astrologo tedesco Edmund Herbert Troinsky (1910-1982). Questi aveva proposto una misura di tempo in base al ciclo lunare, e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><br/></p>
<p>Le direzioni o <strong>progressioni terziarie</strong> fecero la loro comparsa sulla scena astrologica nel <strong>1960</strong> grazie al giornalista e astrologo inglese <strong>Edward Lyndoe</strong>. Egli elaborò le sue idee dopo aver studiato le proposte fatte qualche anno prima dall’astrologo tedesco <strong>Edmund Herbert Troinsky</strong> (1910-1982). Questi aveva proposto una misura di tempo in base al ciclo lunare, e cioè: un giorno dopo la nascita equivale a un ciclo lunare.</p>
<p><span id="more-528"></span></p>
<p>Edward Lyndoe sperimentò queste idee e provò prima col mese lunare sinodico di 29,5306 giorni (il mese sinodico è l’intervallo fra due lune nuove), poi adottò come unità simbolica di misura il ciclo mestruale femminile di 28 giorni. Dopo lunghe sperimentazioni scoprì che otteneva risultati migliori usando il mese lunare siderale di 27,3216 giorni (cioè il periodo completo di rivoluzione della Luna rispetto alle stelle fisse, ovvero quando la Luna ritorna alla sua stessa posizione zodiacale). Divise così l’anno tropico di 365,2422 giorni per il mese lunare siderale di 27,3216 e ottenne così che 13,3682 giorni sulle Effemeridi corrispondevano a un anno di vita del soggetto. Però Lyndoe non usò questo tempo ma 13,375, il che portò ad uno scarto sempre più grande mano a mano che il soggetto andava avanti con l’età.</p>
<p>Nel 1970, nel numero di febbraio della rivista “<em>American Astrology</em>”, l’americano <strong>Garth Allen</strong> (vero nome Donald Bradley, 1925-1974) propose alcune modifiche a tutto il sistema, facendo ricorso all’anno besseliano e all’anticipo dell’ora siderale lungo l’equatore (per “anno besseliano” si intende il momento in cui, secondo il computo civile, si ritiene inizi l’anno tropico, e ciò avviene nel momento in cui l’ascensione retta del Sole medio è esattamente 18h 40m, il che cade grosso modo in prossimità dell’inizio dell’anno civile. Prende il nome dall’astronomo tedesco Friedrich Wilhelm Bessel (1784-1846) che per primo lo introdusse nella pratica astronomica).</p>
<p>Anche così, però, c’era qualcosa che non quadrava nelle progressioni terziarie di Troinsky-Lyndoe-Allen.<br />
Dopo numerosi tentativi fu abbandonato ogni riferimento al Sole medio (anno besseliano), ogni riferimento al ciclo mestruale, ogni riferimento all’anno solare e al mese siderale medio, e fu preso in considerazione il “tempo reale”, e cioè: si prende l’arco della vita effettiva del soggetto in giorni, ore, minuti e secondi e la si divide per il numero di mesi lunari effettivi in giorni, ore, minuti e secondi, e il risultato sarà l’esatta “età simbolica” del soggetto in giorni, ore, minuti e secondi. Si aggiunge questo numero di giorni alla data e all’ora di nascita e abbiamo così la data progressa terziaria in ore, minuti e secondi.</p>
<p><br/><br />
<strong>Procedimenti di calcolo e utilizzo delle direzioni terziarie</strong></p>
<p>Innanzitutto è indispensabile avere una effemeride che indichi il giorno del secolo (JD).<br />
Prendiamo come esempio la seguente data di nascita: soggetto femminile nato il 19 maggio 1963 alle ore 02.00 GMT.<br />
La Luna natale è a 00° 07’ 30” Ariete.<br />
La data dell’evento per il computo delle progressioni terziarie è il giorno e l’ora del matrimonio del soggetto: 7 febbraio 2003 alle ore 10.30 GMT.<br />
Procediamo.</p>
<p><strong>1)</strong> Trasformiamo in JD il giorno di nascita (in questo caso 19 maggio1963) e l’ora di nascita GMT, ovvero 02h 00m (per fare questo con l’ora di nascita basta dividerla per 24h). Il JD del 1 maggio 1963 è 23131; aggiungiamo 18 giorni (per arrivare al 19 maggio) e otteniamo 23149. Aggiungiamo ora i decimali dell’ora di nascita, e cioè: 02h 00m / 24h = 0,0833, quindi 23149 + 0,0833 = <strong>23149,0833 JD natale</strong>.</p>
<p><strong>2)</strong> Fare la stessa cosa col giorno e ora dell’evento (7 febbraio 2003 ore 10.30 GMT), e cioè: il JD del 1 febbraio 2003 è 37652; aggiungiamo 6 giorni (per arrivare al 7 febbraio) e otteniamo 37658. Aggiungiamo i decimali dell’ora: 10h 30m / 24h = 0,4375, quindi 37658 + 0,4375 = <strong>37658,4375 JD dell’evento</strong>.</p>
<p><strong>3)</strong> Calcolare i ritorni lunari che seguono e precedono l’evento, cioè trovare giorno e ora (trasformandoli anch’essi in JD) del ritorno della Luna alla stessa posizione natale, che era a 00° 07’ 30” Ariete, sia prima che dopo il giorno dell’evento.</p>
<p><em>Iniziamo con la posizione seguente.</em><br />
Questa avviene il 4 marzo 2003: infatti quel giorno la Luna andava da 23° 07’ 03” Pesci a 05° 18’ 05” Ariete; il passo giornaliero di questa Luna è quindi di 12° 11’ 02”, mentre la differenza fra la posizione lunare delle ore 00.00 del 4 marzo e quella radix è pari a 07° 00’ 27”; per trovare l’ora del ritorno lunare occorre fare una proporzione: 12° 11’ 02” : 24 = 07° 00’ 27” : X; ovvero 13h 48m 13s GMT del 4 marzo 2003, data e ora del ritorno lunare che in JD dà: <strong>37683,5751</strong>. Dobbiamo ora fare la differenza tra il JD ora trovato e il JD natale, ciò che ci fornisce l’arco di tempo trascorso dalla nascita al ritorno lunare che segue l’evento: 37683,5751 – 23149,0833 = 14534,4918; questo arco di tempo va ora diviso per il mese lunare siderale, cioè 27,3216, e il risultato è <strong>532</strong>, numero di mesi lunari trascorsi dalla nascita fino alla Luna che segue l’evento.</p>
<p><em>Troviamo ora la posizione lunare precedente l’evento.</em><br />
Questa avviene il 5 febbraio 2003; quel giorno la Luna andava da 27° 04’ 37” Pesci a 09° 11’ 04” Ariete; il passo giornaliero di questa Luna è quindi di 12° 06’ 27”, mentre la differenza fra la posizione lunare delle ore 00.00 del 5 febbraio e quella radix è pari a 03° 02’ 53”; per trovare l’ora del ritorno lunare occorre fare una proporzione: 12° 06’ 27” : 24 = 03° 02’ 53” : X; ovvero 06h 02m 31s GMT del 5 febbraio 2003, data e ora del ritorno lunare che in JD dà: <strong>37656,2517</strong>. Dobbiamo ora fare la differenza tra il JD ora trovato e il JD natale, ciò che ci fornisce l’arco di tempo trascorso dalla nascita al ritorno lunare che precede l’evento: 37656,2517 – 23149,0833 = 14507,1684; questo arco di tempo va ora diviso per il mese lunare siderale, cioè 27,3216, e il risultato è <strong>531</strong>, numero di mesi lunari trascorsi dalla nascita fino alla Luna che precede l’evento.</p>
<p><strong>4)</strong> A questo punto non rimane altro che calcolare la porzione del mese lunare trascorso dall’ultimo ritorno lunare precedente all’evento in questione, e facciamo in questo modo: (JD dell’evento &#8211; JD di 531) / (JD di 532 &#8211; JD di 531), e cioè (37658,4375 – 37656,2517) / (37683,5751 – 37656,2517), ovvero 2,1858 / 27,3234 = 0,0799 a cui si aggiunge il JD natale, e cioè 0,0799 + 23149,0833 = 23149,1632 a cui poi si aggiunge il numero dei ritorni lunari precedenti l’evento: 23149,1632 + 531 = 23680,1632. Il numero intero (quello prima della virgola) è il JD che ci dice il giorno e il mese, che corrisponde al 31 ottobre 1964, mentre i numeri dopo la virgola sono le ore e vanno trasformati: 0,1632 x 24 = 03h 55m 00s GMT.<br />
Quindi la progressione terziaria per la data 7 febbraio 2003 alle ore 10.30 GMT corrisponde, per il soggetto nato il 19 maggio 1963 alle ore 02.00 GMT, al <strong>31 ottobre 1964 alle ore 03.55 GMT</strong>, data con la quale erigiamo il Tema.<br />
Ed ecco il Tema di nascita e a seguire quello della progressione terziaria.</p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Terziaria_radix-e1438618625347.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Terziaria_radix-e1438618625347.jpg" alt="Terziaria_radix" width="550" height="504" class="alignleft size-full wp-image-537" /></a></p>
<p><a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Terziaria_terz-e1438618673159.jpg"><img src="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Terziaria_terz-e1438618673159.jpg" alt="Terziaria_terz" width="550" height="506" class="alignright size-full wp-image-536" /></a></p>
<p>Confrontando i due Temi vediamo subito che l’Ascendente del Tema di terziaria è andato a sovrapporsi alla cuspide della Settima Casa natale, settore in cui leggiamo il matrimonio, indicando cosa in quel momento stava accadendo. Da notare, sempre nel Tema di terziaria, Venere in Dodicesima Casa opposta alla Luna natale, ciò che può indicare sia l’ansia e l’apprensione con le quali il soggetto ha vissuto l’evento, sia una certa perplessità da parte della famiglia per questa unione della figlia con uno straniero. Comunque il matrimonio è stato fortemente voluto dalla persona (cuspide di Casa Settima sull’Ascendente natale) nonostante alcune oggettive difficoltà (Marte, signore di Settima, opposto a Saturno e quadrato a Giove).</p>
<p>Usando poi le Parti Arabe, sia nel Tema natale che in quello di terziaria, notiamo alcune cose molto interessanti e che danno ragione della bontà dell’utilizzo e delle Parti e del Tema di terziaria.</p>
<p>Calcolando la <strong>Parte di Matrimonio</strong> (Ascendente + Discendente – Venere) nel <strong>Tema natale</strong>, vediamo che cade a 26° 54’ Vergine. Se ritorniamo al Tema di terziaria vediamo <strong>Venere</strong> congiunta a questa Parte, aspetto che ben disegna l&#8217;evento che stava accadendo.<br />
Se ora calcoliamo la <strong>Parte di Matrimonio</strong> nel <strong>Tema di terziaria</strong> vediamo che cade a 00° 13’ Toro, esattamente congiunta, nel Tema natale, a <strong>Venere</strong>!<br />
Anche un occhio non avvezzo all’uso delle Parti Arabe non può esimersi da un moto di meraviglia.</p>
<p><br/></p>
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		<title>Nuova pubblicazione: &#8220;Trattato Tecnico di Astrologia&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 07:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Guercino]]></category>
		<category><![CDATA[Hoepli]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica astrologica]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito, a marzo 2011, il mio nuovo libro dal titolo TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA, edito dalla prestigiosa Casa editrice HOEPLI di Milano (vedi recensione). Sommario Storia e personaggi dell&#8217;astrologia dalle origini al XX secolo &#8211; Nozioni di astronomia e geografia astrologica. Lo spazio e il tempo &#8211; I calendari e la misura del tempo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È uscito, a marzo 2011, il mio nuovo libro dal titolo <strong>TRATTATO TECNICO DI ASTROLOGIA</strong>, edito dalla prestigiosa Casa editrice HOEPLI di Milano (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi recensione</a>).<span id="more-1005"></span></p>
<p><strong>Sommario</strong><br />
Storia e personaggi dell&#8217;astrologia dalle origini al XX secolo &#8211; Nozioni di astronomia e geografia astrologica. Lo spazio e il tempo &#8211; I calendari e la misura del tempo nel corso dei secoli &#8211; La misura del tempo e degli astri. Gli strumenti tecnici antichi &#8211; Il cielo astrologico. Pianeti, segni, case e altro &#8211; Come si costruiscono i Temi natali &#8211; I transiti planetari &#8211; Come si costruiscono i Temi di Rivoluzione &#8211; Come si costruiscono i Temi di Armonica &#8211; Come si costruiscono i Temi di Coppia &#8211; Le direzioni &#8211; Altri strumenti tecnico-interpretativi. Appendici. Glossario. Bibliografia (<a href="http://www.renzobaldini.it/wp-content/uploads/2015/08/Indice_Trattato.pdf" target="_blank">vedi indice analitico completo</a>).</p>
<p>In copertina: <em>L&#8217;Astrologia</em>, di Giovanni Francesco Barbieri detto il <strong>Guercino</strong>, nato il 2 febbraio 1591.<br />
<br/></p>
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		<title>Presentazione del libro &#8220;Sulle origini di Subbiano&#8221;</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/presentazione-libro/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/presentazione-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 07:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Castello di Valenzano]]></category>
		<category><![CDATA[Subbiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 10 luglio 2010 alle ore 21,15 presso il Castello di Valenzano (Subbiano, Arezzo), all&#8217;interno della manifestazione &#8220;Artigianato al Castello&#8220;, presentazione del mio nuovo libro SULLE ORIGINI DI SUBBIANO. INDAGINE ASTRONOMICO/ASTROLOGICA SULLA FONDAZIONE DEL PAESE DI SUBBIANO NEL BASSO CASENTINO (vedi recensione).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì <strong>10 luglio 2010</strong> alle ore <strong>21,15</strong> presso il <strong>Castello di Valenzano</strong> (Subbiano, Arezzo), all&#8217;interno della manifestazione &#8220;<em>Artigianato al Castello</em>&#8220;, presentazione del mio nuovo libro<span id="more-1002"></span></p>
<p> <strong>SULLE ORIGINI DI SUBBIANO. INDAGINE ASTRONOMICO/ASTROLOGICA SULLA FONDAZIONE DEL PAESE DI SUBBIANO NEL BASSO CASENTINO</strong> (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi recensione</a>).</p>
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		<title>Nuova pubblicazione: &#8220;L&#8217;Astrologia di Galileo&#8221;</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/nuova-pubblicazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 07:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>

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		<description><![CDATA[È uscito il mio nuovo libro dal titolo L&#8217;ASTROLOGIA DI GALILEO. LETTERA AI POSTERI. &#8220;Oggetto di questo libro è il rapporto che Galileo Galilei aveva con l&#8217;Astrologia. Cosa sappiamo? Che certo faceva oroscopi ma che, ufficialmente, non ci credeva. Punto. Ci può bastare? O meglio: è davvero così?&#8230;&#8221; (vedi recensione).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È uscito il mio nuovo libro dal titolo <strong>L&#8217;ASTROLOGIA DI GALILEO. LETTERA AI POSTERI.</strong><span id="more-1000"></span></p>
<p>&#8220;<em>Oggetto di questo libro è il rapporto che Galileo Galilei aveva con l&#8217;Astrologia. Cosa sappiamo? Che certo faceva oroscopi ma che, ufficialmente, non ci credeva. Punto. Ci può bastare? O meglio: è davvero così?&#8230;</em>&#8221; (<a href="http://www.renzobaldini.it/libri-di-renzo-baldini/" target="_blank">vedi recensione</a>).<br />
</br></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mia intervista sul 2012</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/mia-intervista-sul-2012-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[BMM]]></category>
		<category><![CDATA[Era dell'Acquario]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[Zeitgeist]]></category>

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		<description><![CDATA[Si tratta di un&#8217;intervista che la giornalista Vanna Assumma mi ha fatto in relazione al 2012, all&#8217;Era dell&#8217;Acquario e al web-movie Zeitgeist, per il trimestrale di moda e life style &#8220;BMM&#8221; (n. 29). Questo l&#8217;incipit: &#8220;WHAT TIME IS THE END OF THE WORLD? Se si digita &#8220;fine del mondo&#8221;, su Google esce un&#8217;unica data: 21 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si tratta di un&#8217;intervista che la giornalista <strong>Vanna Assumma</strong> mi ha fatto in relazione al 2012, all&#8217;Era dell&#8217;Acquario e al web-movie <em>Zeitgeist</em>, per il <strong>trimestrale di moda e life style &#8220;BMM&#8221;</strong> (n. 29).</p>
<p><span id="more-998"></span></p>
<p>Questo l&#8217;incipit:</p>
<p>&#8220;<em>WHAT TIME IS THE END OF THE WORLD? Se si digita &#8220;fine del mondo&#8221;, su Google esce un&#8217;unica data: 21 dicembre 2012. Neanche tanto lontana&#8230;Ma com&#8217;è possibile? Ne parliamo con Renzo Baldini, astrologo professionista, con all&#8217;attivo diverse pubblicazioni, nonché docente di Tecnica Astrologica alla Scuola Superiore Nazionale di Astrologia. Del segno dell&#8217;Acquario, come l&#8217;era in cui stiamo per entrare, Baldini ci conduce nei meandri delle nostre domande esistenziali, ci offre una luce in più per spezzare il buio delle notti in cui elucubriamo sul senso della vita, delle guerre e del dolore, offrendoci il suo punto di vista sulla religione cristiana, scardinata nel suo basamento dal web-movie &#8220;Zeitgeist&#8221;, che ci insinua il terribile dubbio che Gesù non sia mai esistito</em>&#8220;. (<a href="http://www.renzobaldini.it/642/" target="_blank">leggi l&#8217;intervista completa</a>)</p>
<p><br/></p>
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		<title>Intervista per il trimestrale di moda e life style &#8220;BMM&#8221;</title>
		<link>http://www.renzobaldini.it/642/</link>
		<comments>http://www.renzobaldini.it/642/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 06:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Renzo Baldini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli e Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Era dell'Acquario]]></category>
		<category><![CDATA[fine del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[Zeitgeist]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è l&#8217;intervista originale che la giornalista Vanna Assumma mi ha fatto in relazione al 2012, all&#8217;Era dell&#8217;Acquario e al web-movie Zeitgeist, per il trimestrale di moda e life style BMM (n. 29, autunno 2009). Ovviamente nella rivista, per esigenze di spazio e di impaginazione, questa è apparsa in forma ridotta, pur rispettando il senso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><br/><br />
<P>Questa è l&#8217;intervista originale che la giornalista <strong>Vanna Assumma</strong> mi ha fatto in relazione al 2012, all&#8217;Era dell&#8217;Acquario e al web-movie <em>Zeitgeist</em>, per il <strong>trimestrale di moda e life style BMM</strong> (n. 29, autunno 2009).<span id="more-642"></span></p>
<p> Ovviamente nella rivista, per esigenze di spazio e di impaginazione, questa è apparsa in forma ridotta, pur rispettando il senso delle cose dette.</p>
<p><br/></p>
<p>&#8220;<strong>WHAT TIME IS THE END OF THE WORLD?</strong> Se si digita &#8220;<strong>fine del mondo</strong>&#8220;, su Google esce un&#8217;unica data: <strong>21 dicembre 2012</strong>. Neanche tanto lontana&#8230; <strong>Ma com&#8217;è possibile?</strong> Ne parliamo con <strong>Renzo Baldini</strong>, astrologo professionista, con all&#8217;attivo diverse pubblicazioni, nonché docente di Tecnica Astrologica alla Scuola Superiore Nazionale di Astrologia. Del segno dell&#8217;<strong>Acquario</strong>, come l&#8217;era in cui stiamo per entrare, Baldini ci conduce nei meandri delle nostre domande esistenziali, ci offre una luce in più per spezzare il <strong>buio delle notti</strong> in cui elucubriamo sul senso della vita, <strong>delle guerre e del dolore</strong>, offrendoci il suo punto di vista sulla <strong>religione cristiana</strong>, scardinata nel suo basamento dal web-movie <strong>Zeitgeist</strong>, che ci insinua il terribile dubbio che <strong>Gesù non sia mai esistito</strong>.<br />
La cosa più utile è guardare la vita con diverse lenti, per aver un quadro sempre più completo e complesso. È quello che vogliamo fare con l&#8217;interpretazione astrologica del vivere sociale, una &#8220;lente&#8221; poco conosciuta, e che prevede tra pochi anni un passaggio di ere, come dire&#8230; grandi cambiamenti in vista.&#8221;</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>&#8220;2009: in che Era siamo da un punto di vista astrologico e da che elementi, limiti e possibilità è caratterizzata?&#8221;</strong></h6>
<p>&#8220;L&#8217;Era che stiamo tuttora vivendo, iniziata più di duemila anni fa, è quella dei Pesci, ma oramai siamo alle sue battute finali. È un&#8217;Era che è stata caratterizzata in principal modo dalla nascita di mille fermenti religiosi, di ricerca dell&#8217;assoluto, ma anche, e per questo, di confusione, in cui tutto e il contrario di tutto sono andati a braccetto e poi si sono divisi, riunitisi e poi divisi un&#8217;altra volta, in un grande fermento di idee soprattutto sociali. Le grandi religioni, le grandi ideologie, sono figlie di quest&#8217;Era. Non dimentichiamo però che sulla cintura zodiacale il segno dei Pesci è di fronte a quello della Vergine, così che dovremmo dire, più giustamente, che siamo nell&#8217;Era Pesci/Vergine, Segni che hanno a che fare, uno (Pesci) con il cibo per l&#8217;anima, l&#8217;altro (Vergine) con il cibo (pane) per il corpo, quindi, detto in altri termini, spirito e materia, anima e corpo, o, secondo i secoli che si sono succeduti in questa era, angeli e diavoli, amore e morte, razionalità e irrazionalità, cervello destro e cervello sinistro, un&#8217;Era in cui il genere umano ha visto, vissuto, patito, cercato di capire e di codificare i due estremi, l&#8217;anima e il corpo, denigrando uno a vantaggio dell&#8217;altro, e viceversa, secondo i tempi, secondo le mode, secondo le ideologie. Ora siamo alla fine di questa Era, ma il corpo e l&#8217;anima sono sempre lì a chiederci se li abbiamo capiti e se li abbiamo onorati. Certo, avendo avuto, come tutte, una durata di più di duemila anni, questa Era ha visto nascere e morire tutto e il contrario di tutto, quindi difficile fare un riassunto di tutto quanto l&#8217;ha caratterizzata, ma se potessimo farlo diremmo che questa Era è servita all&#8217;essere umano (se poi gli è servita davvero) per fare quel salto che ad esempio accompagna l&#8217;evoluzione di una persona quando da adolescente e pieno di domande ne cerca le risposte, magari facendosi ammaliare da qualche idea estremista o dall&#8217;amico più grande che lo &#8220;instrada alla vita&#8221;, oppure &#8220;rifugiandosi in India&#8221;, o abbracciando chissà quale idea salvifica, tranne poi accorgersi che era tutto frutto di esperienze altrui, non delle sue, dovendo, per riprendersi, aspettare l&#8217;inizio dell&#8217;Era successiva.&#8221;</p>
<p><br/></p>
<h6><strong>&#8220;Quando avverrà il prossimo passaggio e a quale Era? Quali saranno le caratteristiche dell&#8217;Era successiva?&#8221;</strong></h6>
<p>&#8220;Abbiate un po&#8217; di pazienza, cercherò di essere il più chiaro possibile, ma per capire quando avrà inizio la prossima Era è necessario accennare all&#8217;eclittica, che è il nome con il quale chiamiamo il percorso che la Terra compie nello spazio intorno al Sole, percorso che ha la durata di un anno. Gli antichi astronomi/astrologi, per comodità di lettura del cielo, divisero in dodici sezioni questo tragitto annuale della Terra, ognuna ampia trenta gradi, alle quali dettero il nome di &#8220;segni&#8221;. Ovviamente essendo un cerchio non ha un inizio o una fine: sono stati quindi quegli stessi astronomi/astrologi che, dovendo pur dare a questo percorso un punto di partenza, convennero di farlo iniziare quando il Sole si trovava a sorgere esattamente ad est, cosa che avveniva e avviene per un solo istante intorno al 21 marzo di ogni anno (equinozio di primavera, si chiama); questo giorno venne quindi preso come momento di inizio di quel cerchio. Osservando poi lo stagliarsi di questo cerchio (l&#8217;eclittica) nel cielo si accorsero che &#8220;passava&#8221; davanti ad alcuni raggruppamenti di stelle (costellazioni) che questi studiosi, secondo la forma che prendevano unendo tra loro immaginariamente alcune stelle, chiamarono Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci, e visto che molte di queste costellazioni avevano preso forma di animale, chiamarono questo cerchio &#8220;zodiaco&#8221;, che vuol dire appunto &#8220;cerchio degli animali&#8221; o &#8220;cerchio degli esseri viventi&#8221;. Quando furono gettate le basi dell&#8217;astrologia che oggi conosciamo, quel 21 marzo il Sole passava nella costellazione dell&#8217;Ariete, e così venne preso questo come &#8220;segno di partenza&#8221; dell&#8217;intero zodiaco, ovvero il grado zero dell&#8217;Ariete. </p>
<p>E però c&#8217;è un fatto, nel senso che questo cielo non sta fermo, ma si muove, o meglio, siamo noi, Terra, che ci muoviamo e che quindi vediamo i nostri punti di riferimento, in cielo, muoversi, spostarsi. Questo movimento si chiama &#8220;precessione degli equinozi&#8221;, ed è dovuto al fatto che la Terra, non essendo una sfera perfetta ma schiacciata un po&#8217; ai poli ovvero con un rigonfiamento equatoriale, nel suo ruotare su se stessa ha un comportamento simile a una trottola; questa particolarità fa oscillare l&#8217;asse di rotazione della Terra dandogli un lento movimento conico retrogrado (cioè in senso contrario alla sequenza dei Segni) intorno all&#8217;asse dell&#8217;eclittica che compie in poco più di 25787 anni. Tale fenomeno genera anche uno spostamento, all&#8217;indietro, lungo l&#8217;eclittica, di quel punto che venne preso da quegli astronomi/astrologi come inizio dello zodiaco, cioè il grado zero dell&#8217;Ariete (l&#8217;equinozio di primavera), spostamento stimato in circa 00° 00&#8242; 50&#8243; in un anno. Questo vuol dire che i trenta gradi di un segno verranno, da questo punto zero (l&#8217;inizio del cerchio chiamato &#8220;zodiaco&#8221;), percorsi all&#8217;indietro in circa 2149 anni (2148,98003). Ora, se c&#8217;è questo spostamento, è ovvio che il punto zero attualmente non si troverà più in Ariete ma, muovendosi a ritroso, sarà da qualche altra parte. Certo è che per sapere da che parte si trova in questo momento è opportuno sapere dove e quando è partito, cioè abbiamo bisogno di una &#8220;tacca&#8221; in cielo che ci faccia da punto di riferimento. Alcuni studiosi hanno pensato di ravvisare questo momento quando una stella, molto importante, chiamata Regolo (nome che vuol dire &#8220;piccolo re&#8221; e che può fare benissimo da &#8220;regolo calcolatore&#8221;!), della costellazione del Leone, si trovava proprio a zero gradi del Leone, che secondo i calcoli avvenne il 21 dicembre del 137 a.C. </p>
<p>Ebbene, quello venne preso come momento di inizio dello zodiaco, facendo così coincidere il grado zero dell&#8217;Ariete con l&#8217;equinozio di primavera. Ma il cielo, si è detto, va all&#8217;indietro, così proprio in quel momento quella &#8220;tacca&#8221;, slittando all&#8217;indietro, se ne entrava nel segno dei Pesci, facendo così iniziare l&#8217;era dei Pesci.<br />
Ecco che l&#8217;Era dei Pesci è iniziata il 21 dicembre 137 a.C., e siccome ognuna di queste Ere ha una durata di circa 2149 anni, la prossima inizierà il 10 aprile 2012 (o se vogliamo fare cifra pari, sempre il 21 dicembre 2012), e sarà, andando a ritroso dal Segno dei Pesci, quella dell&#8217;Acquario. Questo data, il 21 dicembre 2012, ha fatto recentemente versare i famosi fiumi d&#8217;inchiostro, visto che anche secondo il calendario dei Maya in quella data dovrebbe finire un&#8217;epoca, un ciclo. Oddio! La Terra che esplode? I poli magnetici che cambiano? Un qualche cataclisma? Niente di tutto questo. È solo che finisce l&#8217;Era dei Pesci e inizia quella dell&#8217;Acquario, anche se secondo me siamo già entrati (questo potremmo vederlo come l&#8217;inizio &#8220;ufficiale&#8221;); quando? Probabilmente già dalla scoperta del pianeta Urano, cioè dal 1781, pianeta che poi è stato messo a &#8220;governare&#8221; proprio il Segno dell&#8217;Acquario, pianeta la cui scoperta ha accompagnato molte rivoluzioni sociali e industriali, che ha visto negli anni l&#8217;abbattimento delle frontiere, tutte cose, guarda caso, legate proprio all&#8217;Era dell&#8217;Acquario. Ecco, l&#8217;Era dell&#8217;Acquario si caratterizzerà proprio per essere un periodo in cui vi sarà un grosso rimescolamento di popoli, ma nel contempo una forte radicalizzazione di realtà locali, localissime: si andrà da un estremo all&#8217;altro in maniera velocissima, e magari coesisteranno nello stesso corpo sociale sia il desiderio di uguaglianza sia quello di individualizzarsi al massimo. L&#8217;Era dell&#8217;Acquario è sempre stata dipinta come un&#8217;Era paradisiaca, dove tutti saremo fratelli, le frontiere non ci saranno più, arrivando a costruire un &#8220;governo mondiale&#8221;: certo, questa è una delle caratteristiche di questa Era, ma non certo la sola; consideriamo che l&#8217;Acquario ha di fronte a sé, sul cerchio dello zodiaco, il Segno del Leone, così che qui si dovrà dire che entriamo nell&#8217;Era Acquario/Leone, e se l&#8217;Acquario, astrologicamente, è legato alla fratellanza, all&#8217;abbattimento delle frontiere, alla tecnologia che unisce tutti e dà a tutti le stesse chanches, il Leone è Segno legato all&#8217;individualità, all&#8217;ego, il leone è il re della foresta che gonfia il petto e dice qui comando io, quindi avremo un&#8217;Era caratterizzata da questi due estremi. Ovviamente la tecnologia la farà da padrona, così come le nuove scoperte, i viaggi spaziali, la conoscenza di nuove forme di vita.&#8221;</p>
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<h6><strong>&#8220;Quali i fenomeni o i passaggi importanti nei prossimi anni?&#8221;</strong></h6>
<p>&#8220;Come detto si entra in un&#8217;Era che fa della tecnologia e dell&#8217;alleviamento di tanti problemi grazie ad essa, il suo cavallo di battaglia, ma proprio per questo saremo più vulnerabili e più controllati. Nell&#8217;Era precedente l&#8217;essere umano viveva nella dicotomia anima/corpo, qui vivrà la dicotomia mente/spirito, vorrà gestire sia la mente sia lo spirito, e questo si tradurrà in nuove scoperte legate all&#8217;origine della vita, nei contatti con altre civiltà, ma anche con pericolose manipolazioni della vita stessa, dei cardini della vita, del DNA. Certamente avremo problemi con il petrolio, essendo questa un&#8217;energia che leghiamo all&#8217;Era precedente, così che si dovranno cercare nuovi modi di far andare avanti le città e le industrie, in special modo da quando Saturno si troverà insieme a Plutone nel segno del Capricorno, e siamo nel 2020; e ancora nel 2029, con i primi tre Segni dello zodiaco occupati da pianeti importanti: in Ariete avremo Nettuno, in Toro avremo Saturno e in Gemelli avremo Urano, quindi la sequenza Nettuno-Saturno-Urano comporterà alcuni pericoli per la Terra, sia essi derivanti da errati sfruttamenti della stessa, sia provenienti dall&#8217;esterno; così come quando Saturno in Leone si opporrà a Plutone in Acquario, evento che accadrà nel 2036, che può essere visto come un altro momento cruciale dell&#8217;era Acquario/Leone, con fortissime tensioni sociali ma anche cataclismi naturali. Diciamo che l&#8217;inizio dell&#8217;Era dell&#8217;Acquario (come d&#8217;altronde tutti gli inizi) avrà un che di traumatico, ma le nascite purtroppo sono così: un evento traumatico dove il taglio del cordone ombelicale comporta l&#8217;assumersi in prima persona certe responsabilità, anche e soprattutto quella di vivere e far vivere con dignità.&#8221;</p>
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<h6><strong>&#8220;Nel film <em>Zeitgeist</em> si esplora la possibilità che Gesù non sia una persona realmente esistita bensì la rappresentazione metaforica del Sole, con i 12 discepoli che sarebbero le 12 maggiori costellazioni dello zodiaco. È un&#8217;opinione che condivide? E cosa comporta l&#8217;interpretazione astrologica alla religione?&#8221;</strong></h6>
<p>&#8220;Tutti i maggiori rappresentanti di religioni, o avatar, sono stati identificati con il Sole, con la luce, con il giorno. D&#8217;altronde il termine &#8220;divino&#8221; ha in sé la radice &#8220;div&#8221; che richiama la luminosità del cielo. In pratica tutto si lega al Sole e al suo cammino apparente in cielo: se non ci fossero il Sole, la Luna, con i loro movimenti reali o apparenti, ovviamente non ci sarebbe nemmeno l&#8217;essere umano ma non ci sarebbero nemmeno l&#8217;astrologia né tantomeno una religione, quindi certamente, è un&#8217;opinione che si può condivedere quella che vede Gesù come una rappresentazione metaforica di tutto questo. Ciò non toglie ovviamente che un essere umano con quel nome possa davvero essere esistito e aver fatto anche alcune di quelle cose che gli sono state ascritte, salvo poi, da altri, aumentate, esagerate o comunque addobbate di tutti quegli elementi solari o cosmici che, solo loro, conferiscono una patente di &#8220;divinità&#8221; altrimenti non ottenibile. Il fatto che si sia detto che è nato da una vergine, o in una città il cui nome significa &#8220;casa del pane&#8221;, o che abbia, con due pesci e un pane, sfamato una moltitudine di persone, o che all&#8217;ultima cena abbia spezzato il pane e dato il vino (e il Segno dei Pesci è rappresentato da due pesci, e il vino si lega a questo Segno, mentre il Segno della Vergine ha a che fare con il grano quindi con il pane), e tante altre cose ancora, dimostrano che si voleva inserirlo in quel contesto simbolico, fargli assumere la &#8220;responsabilità&#8221; dell&#8217;inizio della nuova Era che stava prendendo piede, l&#8217;Era Pesci/Vergine. D&#8217;altronde l&#8217;astrologia non è altro che un sistema di lettura dell&#8217;universo e di ciò che ci circonda, una decifrazione del mistero dell&#8217;universo che viene fatta utilizzando i luminari, i pianeti, le stelle, come se fossero tante lettere di un alfabeto che opportunamente dislocate ci aprono ai misteri del cosmo e della vita, facendoci vedere un legame tra il qui e il là, tra l&#8217;alto e il basso. In tal senso la religione (da &#8220;re-ligare&#8221;, cioè legare insieme, inteso legare il qui al là) può essere vista come &#8220;la sorella mistica&#8221; dell&#8217;astrologia. Le due materie sono quindi intimamente legate tra loro; l&#8217;interpretazione astrologica della religione, quindi, lungi dall&#8217;essere una forzatura per quest&#8217;ultima (l&#8217;hanno già fatta in passato eminenti dottori della Chiesa, anche), non è altro che un modo per rendersi conto dell&#8217;intimo legame che unisce l&#8217;essere umano al mondo che lo circonda, facendogli capire che veramente è &#8220;un figlio delle stelle&#8221;.&#8221;</p>
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<h6><strong>&#8220;Come si possono spiegare astrologicamente le guerre e le violenze planetarie?&#8221;</strong></h6>
<p>&#8220;Se l&#8217;astrologia è, come è, un modo per leggere ciò che accade alle umane creature e al mondo in cui sono state inserite, allora ci può essere di aiuto per capire perché diavolo l&#8217;essere umano ricorre alle guerre, ma anche per capire perché accadono le disgrazie, i terremoti, perché muoiono ogni giorno persone innocenti, donne, uomini, bambini che non hanno fatto niente di male. È Dio che lo vuole? La domanda è nata quando è nato l&#8217;uomo, e ancora non c&#8217;è risposta. Può esserci di aiuto la lettura astrologica? Forse. Ad esempio l&#8217;astrologia ci dice che l&#8217;essere umano (e il cosmo tutto) è formato da quattro energie che sono Fuoco, Terra, Aria e Acqua, ovvero Spirito, Corpo, Mente e Anima, ma anche Energia, Massa, Spazio e Tempo (chiamatele come volete): quando queste energie cooperano egregiamente tra loro, si ha la pace e l&#8217;evoluzione; quando invece, ciclicamente, vengono in corto circuito (perché accade che una si sposti e si inserisca nel posto di quella che ha accanto), è lì che accade l&#8217;evento traumatico che poi si evidenzia in un atto criminale, in una guerra; perché accade questo? Perché la natura non sta ferma, perché la creazione è ancora in moto, sta avvenendo tutti i giorni, e nel percorso di questa creazione continua si scontrano queste energie che compongono l&#8217;essere umano (ma anche tutto il cosmo), quindi le guerre e tutti gli eventi luttuosi possono essere messi in relazione con questi &#8220;urti&#8221; tra queste energie; e però, più andiamo avanti nell&#8217;evoluzione umana e cosmica più queste energie si assestano, e certamente oggi l&#8217;essere umano è diverso dal suo antenato con la clava, così come il mondo, la Terra, è diversa da quando c&#8217;erano i dinosauri e i vulcani nascevano come funghi eruttando lava e distruzione ogni metro quadro: c&#8217;è un&#8217;evoluzione, una crescita, un affinamento, così che più va avanti l&#8217;evoluzione meno questi &#8220;urti&#8221; si evidenziano. L&#8217;Era dell&#8217;Acquario, lavorando per accomunare gli uomini, dovrebbe vedere il fuoco della guerra ridursi a una fiammella, che magari rimarrà sempre accesa, ma che non svilupperà più gli incendi devastanti dei secoli, dei millenni scorsi (a patto, e qui sta il gioco degli opposti, di non trovare altre civiltà aliene, di altri mondi, e lì allora ricominciare daccapo…).&#8221;</p>
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